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venerdì 7 dicembre 2007

Cile, i Police inciampano sull’appeal della Presidenta.

La prima presidente donna del Cile
(Panorama) Meno male che c’era Sting. Perché l’eccezionale tour sudamericano dei Police rischiava di concludersi con un bell’incidente diplomatico. Tutta colpa del batterista Stewart Copeland e delle sue dichiarazioni contro la “Presidenta” del Cile, Michelle Bachelet. “La futura presidentessa dell’Argentina andrebbe bene dopo una birra, la vostra dopo quattro”. Questa la frase compromettente sulla presunta bruttezza della cittadina numero uno del Cile, pronunciata in realtà ad ottobre ma pubblicata solo adesso proprio in occasione del tour in Sudamerica della celebre band per festeggiare il trentesimo anniversario della formazione.

Immediate le reazioni degli altri componenti del gruppo. Prima del concerto Sting in persona è intervenuto a mediare, incontrandosi con la Bachelet e con alcuni familiari delle vittime di Pinochet. Fu proprio la voce della band , del resto, nel 1987 a dedicare la canzone “They dance alone” alle madri che danzavano con le foto dei loro congiunti, scomparsi a causa della dittatura. Poi lo stesso Copeland ha inviato un biglietto alla “Presidenta”, dicendosi desolato per l’equivoco e spiegando che le sue parole erano state snaturate dal contesto. Il breve messaggio si è concluso con un invito al concerto di giovedì sera. Ma la Bachelet non era nel pubblico d’onore anche se pare abbia accettato le scuse.
Intanto i Police sono volati alla volta del Brasile. Prossimo concerto infatti in agenda è a Rio de Janeiro dove sono previsti circa 80 mila spettatori. Clausola d’obbligo: nessuna intervista alla stampa.

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Musica, si è spento Stockhausen. Il compositore tedesco aveva 79 anni,

(TGCom) E' morto mercoledì scorso a 79 anni il compositore tedesco di musica contemporanea Karlheinz Stockhausen. Lo ha reso noto due giorni dopo la vedova, Mary Bauermeister, a Kurten, presso Colonia. Docente universitario e autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica, Stockhausen aveva all'attivo oltre 300 composizioni. Per la critica era un artista metà genio metà folle.

Il mese scorso era stato annunciato che stava lavorando ad una nuova versione del suo ciclo musicale "Zodiaco" per celebrare il suo 80esimo compleanno. Il lavoro era stato commissionato dall'Accademia filarmonica di Bologna e doveva debuttare il 16 settembre 2008, con la direzione di Claudio Abbado.

"Non ho mai osato una produzione così rischiosa. Questo esperimento si può paragonare all'impresa virtuale di sincronizzare le orbite di 24 pianeti attorno ad un sole, con rotazioni, tempi e traiettorie individuali". Cosi Karlheinz Stockhausen aveva definito il 4 maggio di quest'anno "Mittwochs-Gruss" e "Cosmic Pulse" le due opere che, in prima assoluta, furono rappresentate il 7 maggio nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma.

"La cosa per me completamente inedita - aveva spiegato Stockhausen - è il nuovo tipo di spazializzazione: ogni sezione di ciascuno dei 24 strati sonori ha un suo proprio movimento spaziale ripartito tra 8 altoparlanti, il che significa che ho dovuto comporre 241 differenti traiettorie spaziali. Tutto ciò suona come molto tecnico, e lo è. Per la prima volta ho provato a sovrapporre 24 stratificazioni sonore come se dovessi comporre le orbite di 24 lune o di 24 pianeti (per esempio, il pianeta Saturno ha 48 lune)".

Nato presso Colonia, il 22 agosto 1928, Stockhausen è considerato uno dei fondatori della musica puntuale. Fra il 1953 e il 1998 ha collaborato strettamente con lo "studio per la musica elettronica" della radio Westdeutscher Rundfunk, per qualche tempo anche come direttore artistico, dedicandosi alla musica elettro-acustica. In questo studio di Colonia ha realizzato nel 1955 la sua opera centrale "Gesang der Junglinge" ("Canto dei fanciulli").

Negli anni 50 è stato sposato con Doris Andrae con la quale ha avuto un figlio, il trombettista Markus Stockhausen che ha suonato spesso con lui. Negli anni '60 è stato sposato con l'artista Mary Bauermeister con la quale ha avuto un figlio, il compositore Simon Stockhausen. Esordisce con opere come "Doris", più tradizionali, per passare poi alla musica seriale (per esempio in "Kreuzspiel" o "Formel"). E' stato l'attrazione principale dell'Esposizione Mondiale del 1970 ad Osaka con le sue composizioni nel padiglione tedesco.

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Andrea Benedino, GayLeft, chiede le dimissioni di Paola Binetti.

BENEDINO: DOPO IERI SERA LA BINETTI SI DEVE DIMETTERE.
"Il governo smentisca Chiti e respinga intolleranza teodem"

(Apcom) - "Quando una parlamentare come Paola Binetti arriva a votare contro la fiducia al governo su norme di civiltà come quelle contro l'omofobia poi dovrebbe anche trarne le conseguenze e andarsene da questo partito". Lo afferma Andrea Benedino, componente della Commissione Manifesto dei Valori del PD e già portavoce degli omosessuali DS.
"Invito il Governo - prosegue Benedino - a smentire le dichiarazioni del Ministro Chiti, estorte da Mastella e dai teodem con la pistola puntata alla tempia, secondo cui le norme contro l'omofobia saranno cancellate alla Camera. Cancellare il riferimento all'art. 13 del Trattato di Amsterdam significherebbe infatti cancellare le radici stesse dell'Europa moderna, che nasce tra le ceneri dei campi di sterminio nazisti, dove non posso dimenticare che lasciarono la vita decine di migliaia di miei fratelli omosessuali".
"Se invece alle parole di Chiti dovessero seguire i fatti - conclude il parlamentare democratico - personalmente non potrei che trarne io le conseguenze e concludere che la sfida di portare nel nuovo partito il contributo di una cultura laica e attenta ai diritti civili di ciascuno sarebbe una sfida irrimediabilmente persa. Auspico che nelle prossime ore il PD sappia reagire a queste minacce intolleranti con fermezza, restituendo la fiducia a quanti come me la stanno ormai perdendo".

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Al via la stagione della Scala con "Tristano e Isotta" di Wagner.

Presente all'inaugurazione Giorgio Napolitano, un minuto di silenzio in omaggio ai morti di Torino.

(La7) Come da tradizione, comprese le proteste al di fuori del teatro, si è aperta a Milano la stagione della Scala. Atmosfera sobria e discreta per l'inaugurazione con l'opera di Wagner Tristano e Isotta diretta dal maestro Barenbohim. Ad assistere al dramma tedesco anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In teatrro è stato osservato un minuto di silenzio in omaggio alle vittime dell'incidente sul lavoro di Torino. Lavoratori precari hanno protestato davanti al teatro, mentre manifestanti dei Comitati unitari di base hanno letto un comunicato riguardante i morti sul lavoro ogni anno.
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Zeffirelli: «Onassis tentò di sedurmi». «Usava la fama della cantante per i suoi affari».

La rivelazione del regista: «L'armatore greco non amava Maria Callas. Era un bisessuale di comodo».

(Il Corriere della Sera) Rivelazione choc di Franco Zeffirelli su Aristotele Onassis. L'armatore greco «era un bisessuale di comodo» e non amava Maria Callas, racconta il grande regista, da poco insignito del premio Leonardo alla carriera, in un'intervista rilasciata a Diva e Donna e che sarà in edicola mercoledì. Parlando di tutte le donne della sua vita, delle sue «grandi amiche», Zeffirelli dedica ampio spazio al soprano greco. «Una donna mai amata - rivela il cineasta - tanto meno da Onassis che usava la fama di lei per i suoi affari e che tentò pure di sedurmi, anche se pochi sanno della sua bisessualità di comodo».

LE ALTRE «GRANDI AMICHE» - Nell'intervista che sarà pubblicata sul settimanale diretto da Silvana Giacobini, Zeffirelli parla anche di Anna Magnani ricordata come «una dura dai difetti tremendi come tutti quelli che hanno fatto fatica ad arrivare». Di Liz Taylor il regista italiano dice che «è sempre stata, e lo è tuttora, di una bontà permanente, mentre Bette Davis era una brutta bella che attraverso l’intelligenza - chiude Zeffirelli - acquisiva talmente tanto fascino da offuscare le bellissime di Hollywood».
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Sfida per l’Expo 2015: Milano gioca la carta del turismo culturale.

(Giannino Della Frattina - Il Giornale) Per i giornalisti del turismo una tre giorni di eventi alla scoperta dell’offerta turistica e culturale della città. Per Milano un’altra occasione per presentare la candidatura all’Expo 2015. Quest’anno l’assessorato al Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune ha attivamente partecipato alla tradizionale cena di Natale del Gist (Gruppo italiano stampa turistica) per promuovere l’immagine del capoluogo lombardo presso gli specialisti del settore. Un’altra carta che potrebbe risultare decisiva nel rush finale verso il prossimo 31 marzo, la data che a Parigi vedrà l’assegnazione della rassegna universale. Un programma ricco di appuntamenti e opportunità, un breviario della visita ideale di uno dei tanti turisti arrivati alla scoperta della città. Dalla suggestiva prova generale del Tristano e Isotta alla Scala, all’inaugurazione della mostra «Divina Maria Callas tra moda e mito» al museo di Storia contemporanea, dall’inaugurazione del museo del Design alla Triennale, ai leonardeschi «Studi di proporzioni e Trattato della pittura» al Castello Sforzesco. E poi l’Arte delle donne a Palazzo reale, Bruno Munari alla Rotonda della Besana, Vivienne Westwood, David Lachapelle e La Domenica del corriere a Palazzo Reale, Ugo Mulas al Pac, David Linch e gli Annisettanta alla Triennale. Un caleidoscopio di appuntamenti che neppure i milanesi si rendono conto di avere a portata di mano così tutti insieme. «Un’occasione importante - spiega il presidente del Gist Stefano Passaquindici - perché per la prima volta a Milano i giornalisti di turismo hanno potuto rendersi conto che questa non è solo la capitale economica, ma anche una città che ha molto da offrire dal punto di vista culturale con mostre, musei, monumenti e teatri, ma anche da quello del divertimento con ristoranti, shopping, moda, locali». Mercoledì nelle suggestive sale panoramiche del Castello Sforzesco la cena di gala. Presenti l’assessore Massimiliano Orsatti, gli 11 assessori al turismo dei capoluoghi lombardi, giornalisti e direttori, responsabili di tour operator, compagnie aeree, catene alberghiere. E poi i direttori degli enti del turismo stranieri, tra cui Francia, Germania, Spagna, Slovenia, Croazia, Portogallo, Cipro, Israele, Marocco, Finlandia, Olanda. «Già oggi a Milano - le parole di Orsatti - arrivano ogni anno 8 milioni di turisti. Se dovessimo vincere l’Expo, i turisti diventeranno 30 milioni in 6 mesi. Bisogna lavorare sodo e promuovere la nostra immagine nel mondo. Milano deva fare sistema con tutte le altre province». Idee? «Un portale del turismo che non sia solo un sito web , ma un luogo interattivo dove poter prenotare alberghi, visite a musei, mostre e monumenti, escursioni, biglietti di cinema e teatro, location per congressi e convegni. E poi un osservatorio del turismo permanente che ci consenta di studiare i flussi e offrire risposte adeguate a tutti i tipi di richiesta».

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Amici di Maria; Esce Gianluca e solite polemiche.

(Televisionando) Nonostante la buona performance Gianluca perde la sfida con Antonino che entra quindi a far parte della scuola di Amici. Grandi problemi di inserimento per il nuovo allievo.
Tra le lacrime di Garrison e i giudizi non certo lusinghieri di Fabrizio Monteverde, commissario esterno, per i due sfidanti (giudicati entrambi di scarsissima tecnica) si è conclusa la sfida di Gianluca Conversano e con essa la sua partecipazione ad Amici. Il volenteroso allievo, che ha mostrato di aver imparato molto nel suo mese e mezzo di permanenza nello show, è stato sempre accusato di avere poca tecnica e scarse attitudini di ballerino, ma ha dimostrato che con il lavoro si può migliorare, anche se non è possibile fare miracoli. Entra dunque nella scuola Antonino, già sfidante senza successo nella scorsa edizione del reality e aspirante scolaro da almeno quattro edizioni. Il suo atteggiamento è però apparso fin da subito arrogante agli altri 17 allievi della scuola, che hanno forti difficoltà ad accettarlo, anche perchè a causa sua è uscito uno dei personaggi più amati del programma. Nascono forti discussioni in sala relax, nell’indifferenza, ad un certo punto, dei membri della squadra della Luna, che ricevono immediatamente una nota da Chicco: domani la Luna parte da meno uno. Giusto per rendere il clima più sereno…

Pare, inoltre, che Alessandra Celentano, sulla scia di Grazia Di Michele, sia pronta a chiedere la messa in discussione dei banchi di Vale Mele e Valentina Tarsitano, annunciando anche per sabato l’arrivo di una ballerina che giudica superiore alle due allieve messe insieme. Qui il video di una delle ultime lezioni di danza di Valentina Tarsitano e Susy Fuccillo con la docente di classico.

Vedremo cosa succederà nello speciale di domani e nelle varie pillole pomeridiane, sulle quali ormai infuria le polemica anche da parte dei fans più appassionati. Blog e forum sono invasi da messaggi che criticano profondamente non solo la struttura del programma, in cui continuano a prevalere le polemiche sulla formazione, ma anche la confezione della striscia pomeridiana. Non una sfida che termini il sabato, addirittura in questa settimana la sfida interna del sabato è durata fino a mercoledì e la sfida esterna di Gianluca è andata avanti per due giorni. Troppo, davvero troppo per non sentirsi fino in fondo merce per i pubblicitari.

Intanto il fatto che gli attori si stiano preparando su un dialogo tratto da La Figlia di Elisa fa pensare ad una nuova partecipazione della coppia Giulio Berruti e Sarah Felberbaum, alias Andrea Van Necker e Agnese Ristori. Già ospiti qualche settimana fa, era stato di fatto preannunciata un loro nuova “ospitata” nel programma in occasione dello spostamento della miniserie, che sta ormai volgendo alla conclusione e che ieri è andata per la prima volta in onda di giovedì.
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Rifondazione Comunista. Giordano a proposito del voto della Binetti e delle minacce di Mastella.

"Binetti contro fiducia, cosa fa il Pd?"

(Apcom) - Il voto mancato della senatrice 'teodem' Paola Binetti sulla fiducia al Governo in Senato ha aperto un nuovo fronte polemico fra la sinistra e i moderati dell'Unione: il segretario del Prc, Franco Giordano, è furioso: "Ci troviamo un esponente del Pd che vota contro la fiducia di quel Governo che loro difendono a spada tratta e non succede nulla", accusa.

Il leader del Prc, che parla a margine di un seminario a porte chiuse della rivista Alternative per il socialismo, precisa di non avere "alcuna intenzione di fare polemica con il Governo: sto al merito della questione. A me al Pdci, per una astensione al Senato - ricorda Giordano alludendo al caso dei 'dissidenti' sull'Afghanistan - è capitato di dover prendere atto di una divisione delle strade con due compagni. Qui un esponente del Pd vota contro la fiducia, i giornali sono pieni dello scontro tra Rifondazione e il Governo, ma noi discutiamo e loro votano. Decidiamo chi fa più male al Governo".

E tutto questo, insiste il segretario di Rifondazione, "avviene su norme che in Europa sarebbero puramente liberali: sui diritti degli omosessuali, qualcosa che ci viene dal trattato di Amsterdam. Rischiamo una figuraccia in tutta Europa, anzi sarebbe bene che non si sapesse".
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Giordano risponde a Mastella: "Noi difensori del pensiero liberale.
Sono basito, è assurdo che ciò che vale in Ue non vale in Italia.

(Apcom) - Il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, risponde al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che ha parlato di possibile crisi di governo se non verrà modificato il Dl sulla sicurezza sulle norme contro la discriminazione degli omosessuali: "Rimango basito, ci vuole coraggio ad affermare che tutto ciò che è valido in Europa, in Italia no".

Il gioco, secondo il leader del Prc, ci sono "diritti civili labilissimi, normali forme di convivenza civile e democratica. Ormai siamo gli unici strenui difensori del pensiero liberale. Solo perché esprimiamo una posizione favorevole ai diritti di libertà - si chiede Giordano - andremo al rogo? Sembra di vivere in un film".

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L'omofobia che divide il Pd.

La decisione della senatrice teodem di votare contro il ddl sicurezza, nononstante la fiducia, per via della norma che punisce l'odio a sfondo sessuale, testimonia come nel partito di Veltroni sia aperta una ferita non ancora cicatrizzata: il rapporto fra componente cattolica e quella laica. Ne abbiamo parlato con Anna Paola Concia di GayLeft, membro del Partito democratico.

(Marzia Bonacci - Aprile online) La norma contro l'omofobia che durante la votazione del ddl sicurezza ha portato la senatrice ex margheritina Paola Binetti a votare contro, nonostante la fiducia, è un lama affilata che si inserisce all'interno dello stesso partito di Veltroni, rinnovando la complessità del tenere insieme tradizioni diverse, come pure il progetto del Pd si è posto di fare. La norma, che è stata approvata al Senato e ora deve tornare alla Camera, ha infatti riproposto un tema centrale e allo stesso tempo spinoso per la formazione democratica, quello della convivenza fra la matrice laica e cattolica che anima il nuovo partito. Non è un caso che proprio oggi, nel day after dal gesto della senatrice ribelle, in occasione della riunione della "Commissione per il manifesto del Pd" (di cui la teodem fa parte), Gianni Cuperlo abbia dichiarato: "Vorrei discutere di quello che è successo ieri al Senato e chiedere se il Pd può essere, in termini di principio, contrario a una norma che parla di discriminazioni in basa alle tendenze sessuali. Anzi, io in un Pd che non facesse una scelta chiara, di principio, su questioni di questo genere, non potrei riconoscermi. Non esiste solo la famiglia- ha concluso- esistono le famiglie, legami affettivi che un partito democratico dovrebbe riconoscere e tutelare". Insomma, un piccolo importante redde rationem che è impossibile non vedere, soprattutto per le sue conseguenze politiche.
Di questo, ma anche di laicità, diritti e Pd abbiamo parlato con Anna Paola Concia, riferimento di GayLeft (consulta glbt degli ex Ds), oggi membro del partito di Veltroni.

In cosa consiste questa norma inserita nel disegno di legge sulla sicurezza che tanto sta facendo fibrillare una parte del mondo cattolico che siede in Parlamento?
Questa terribile norma, terribile almeno per la senatrice Paola Binetti, è semplicemente il tentativo di portare il nostro Paese al passo con il resto dell'Europa. Consiste infatti nell'impedire e punire chiunque inciti all'odio verso gli omosessuali e tutti i soggetti della comunità glbt. E' la trasformazione in reato dell'omofobia, cioè dell'insulto e dell'incitamento all'odio verso il mondo glbt.

Cosa ha fatto sussultare la senatrice Binetti?
Il fatto che i cattolici integralisti non possono più diffamare e incitare alla discriminazione verso gli omosessuali o i transgender, parlando per esempio della loro sessualità nei termini di una malattia. Questo non potrebbero più farlo, a cominciare dal Papa.

La norma secondo la teodem aprirebbe alla possibilità di matrimoni e adozioni da parte delle coppie omosessuali...
Dice questo perché ha perso ogni senso della realtà. Questa è una norma di civiltà che combatte l'omofobia e attraverso la legge cerca di rendere civile questo Paese che non sembra più tale...Io credo che per la sua scelta, la senatrice Binetti debba rispondere alla sua coscienza di essere umano...

Nelle ultime ore il ministro Vannino Chiti ha detto che l'esecutivo terrà conto dell'opposizione e delle richieste esemplificate dalla Binetti...
Il governo ha fatto dichiarazioni incaute affermando che l'abrogherà. Noi faremo una battaglia insieme a tutti quelli che condividono il principio della laicità e del rispetto degli esseri umani. Le dichiarazioni di Chiti non mi sono piaciute: avrebbe potuto infatti sostenere che la norma è migliorabile, che si può rendere lessicalmente più omogenea, ma il contenuto andava e va difeso in modo chiaro. Un governo di centrosinistra non può non approvare una legge che punisce l'istigazione all'odio omofobico. Se si vuole ritornare agli anni bui dell'Europa, durante i quali gli omosessuali venivano sterminati nei lager, lo si dica. Ma la domanda è, allora: che Paese vogliamo costruire?

Sono però molti i rappresentanti istituzionali, anche nel centrosinistra, che da tempo si oppongono a qualsiasi tentativo laico di estendere i diritti alle persone con diverso orientamento sessuale...
Si, penso a Baio-Dossi o Bobba, che però a differenza della Binetti giovedì sera hanno comunque votato la fiducia al ddl sicurezza per senso di responsabilità verso il governo: cosa, anche questa, per cui la senatrice certamente non si è distinta.

Ma secondo te esiste una chiusura, anche umana, da parte del mondo cattolico verso le istanze che provengono dal mondo glbt?
Ti parlo della mia esperienza. La maggior parte dei cattolici all'interno del Partito democratico è aperta al dialogo e con loro è possibile confrontarsi. Se non fosse così non avrei aderito a questa nuova formazione. Certo, il dialogo è un cammino lungo, complicato, che comporta lo svestirsi ciascuno della propria "giacca", costruendo insieme valori nuovi e condivisi. Ma la precondizione per questo non può che essere un profondo rispetto reciproco, che però la Binetti sembra non avere. Recentemente le ho aperto, dalle colonne de L'Unità, una autostrada per costruire un confronto, mi sono liberata da ogni mio substrato ideologico, invitandola a tenere presente un solo aspetto: in Italia ci sono persone prive di diritti, aiutiamoli ad ottenerli. Senza simboli, senza sovraccarico ideologico. La sua risposta è stata, alla prima occasione, quella di edificare un muro altissimo di chiusura e di integralismo.

Tu parli di un cammino difficile e lungo da condurre nel Pd per arrivare all'estensione di diritti alla comunità glbt...
Vorrei ricordare che questa è la politica, cioè un lavoro di mediazione complessa che nessuno sembra voler più fare...

Si, è vero. Però questa strada di mediazione politica fino ad ora è stata lastricata di insuccessi, di tappe negative. Penso alla questione dei DiCo e ora all'atteggiamento della senatrice Binetti. Come fai ad essere ottimista sulla sua riuscita?
Non posso non essere tale, altrimenti dovrei lasciare questo Paese. Non posso che continuare a battermi per il riconoscimento dei miei diritti...

Però potresti pensare a cambiare partito, magari scegliendone uno che veda nella tua battaglia la sua battaglia di riferimento. Una formazione laica vera pronta a non cedere sul tema dei diritti.
No, non ci ho pensato né ci penso. Ritengo che se il Pd non fa sua la battaglia per i diritti civili, se non se ne fa carico fino in fondo, questa battaglia non si vince. E' anche una questione di numeri: i partiti della sinistra da soli non bastano, hanno bisogno del più grande partito di centrosinistra. Poi, sono una persona che nella vita ama anche le sfide difficili.

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Omofobia: A Firenze volantini in arabo e cinese per dire basta.

(Agi) A Firenze viene lanciata una campagna contro l'omofobia rivolta principalmente agli stranieri, con 20.000 volantini pieghevoli stampati in arabo, cinese, ma anche romeno e albanese, e altrettanti in italiano. L'iniziativa e' promossa dall'Arci e da Azione gay e lesbica di Firenze e verra' presentata ufficialmente il 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani. I volantini saranno distribuiti negli sportelli informativi delle due associazioni e godono del contributo della commissione europea.

In poche paginette azzurre, viene spiegato senza pregiudizi o moralismi cosa significa essere omosessuali, eterosessuali, bisex o transgender e viene sottolineato che l'orientamento omosessuale e' diffuso in tutte le culture e in tutte le classi sociali, per far capire che non si tratta di un reato e non e' giusto essere discriminati per questo. Sono molti gli immigrati, soprattutto di seconda generazione, che, secondo quanto hanno spiegato Francesca Chiavacci, presidente dell'Arci, e Riccardo Bettini di Azione gay e lesbica, non si sentono accettati in famiglia o dagli amici, sommando la discriminazione di essere stranieri a quella di essere "diversi".

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Makwan Moloudzadeh. Lilli Gruber scrive all'ambasciatore iraniano a Bruxeless Ali Asghar Khaji.

I valori della cultura iraniana sono incompatibili con il condannare a morte un essere umano per il suo orientamento sessuale.

(Ansa) Appena appresa la notizia dell'impiccagione del ragazzo iraniano di 21 anni accusato di essere omosessuale, Lilli Gruber, eurodeputata del Pd-Pse e rapporteur sull'Iran, ha scritto una lettera di protesta all'ambasciatore iraniano a Bruxelles, Ali Asghar Khaji.

Nella lettera, di cui sono state informate le ong che si occupano di diritti umani, Amnesty International e EveryOne, Gruber si è dichiara profondamente scioccata: "Sia io personalmente sia tutto il Parlamento europeo abbiamo il massimo rispetto per l'Iran e per la sua cultura millenaria. Siamo tuttavia convinti - ha aggiunto Gruber - che proprio i valori su cui la cultura iraniana si fonda sono incompatibili con il condannare a morte un essere umano per il suo orientamento o per il suo comportamento sessuale".

"Come amica del popolo iraniano - ha concluso Gruber - spero che il popolo e il governo di questo paese identifichino al più presto una strada per evitare che in futuro sentenze come queste vengano emesse o eseguite. Sono sicura che se questo accadrà verrà dato un contributo al miglioramento delle relazioni tra Iran e Unione Europea".
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Ndr. Anche Lilly protesta per l'impiccagione di Makwan Moloudzadeh, ed è tanto convinta di di quello che scrive da non citarne mai il nome nel suo comunicato (
il titolo l'abbiamo fatto noi...) probabilmente manco lo sa e le avranno "estorto" un comunicato al volo.
Pensate un po che partecipazione umana oltre che politica.

Ma ancor più sorprendente a tutt'ora (17.10) è la mancanza di un comunicato con una presa di posizione ufficiale dell'Arcigay. Per la cronaca non ne esiste neppure uno di GayLib, che dovrebbe essere il loro contraddittorio, salvo il ricopiare lo striminzito comunicato Ansa nel loro sito. Consoliamoci, in quello dell'Arcigay nazionale non c'è neppure quello...
Non se l'abbiano a male i "colonnelli" del movimento gay ma noi, diversamente da loro, facciamo il nostro mestiere ed a volte ci indignamo anche.

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Rotondi, Nuova D.C.: "Mastella su gay ha torto, spero governo cada.

"La civiltà cristiana non andrà in crisi per questa norma".

(Apcom) - "Il realismo politico mi induce a sperare che Mastella e la Binetti o i teodem facciano cadere il governo per la loro solita guerra contro i gay. Però asserisco con onestà intellettuale che non mi sento di dire che la nostra civiltà cristiana va in crisi se condanniamo le discriminazioni ai gay". Lo afferma il segretario della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi.

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Arcigay, chiacchere minacciose. "Reagiremo a tradimento Chiti e Mastella".

(Agi) “Non hanno fatto in tempo ad incassare il voto favorevole del Senato, che impauriti del voto contrario della Binetti, i ministri Chiti e Mastella assicurano che il governo cambiera’ il Decreto alla Camera cancellando le norme antidiscriminatorie”. E’ quanto osserva Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay. “Sappia il governo - prosegue Mancuso in una nota - che sapremo reagire con forza a questo tipo di tradimento e, che visto che il provvedimento a quel punto dovrebbe tornare al Senato, il nostro senatore Gianpaolo Silvestri in assenza delle norme votate oggi, non assicurera’ il suo voto favorevole. Le dichiarazioni dei due ministri sono davvero inqualificabili e, chiederemo conto a tutti i gruppi presenti alla Camera, perche’ e’ necessario respingere questo offensivo tentativo di cancellare le norme approvate”.
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Ndr. Ma l'Arcigay ha un peso politico di rilievo? Evidentemente no se reputano di poter fare a meno dei loro voti. E i politici i conti li sanno fare, specialmente quelli dei voti. Cercare un'altra strada da parte dell'Arcigay? Oppure è tutto in vacca come pare?

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Palermo. E' lesbica, ma lei nega. Le viene tolto il bambino per due anni.

(Affari italiani) Per quasi due anni le hanno tolto il figlioletto di appena venti mesi perchè il marito e alcuni testimoni hanno riferito che era lesbica e viveva con una donna. Da pochi giorni ha riottenuto il bimbo che ha ormai tre anni, al termine di una controversa battaglia giudiziaria, ma dovrà vivere nella casa dei propri genitori.

E' accaduto a Palermo e la protagonista è una donna di 29 anni che ha sempre negato di essere omosessuale o di avere una relazione con l'amica 31enne, sebbene il legame sentimentale fosse stato confermato anche dai genitori della giovane mamma.

Tutto è iniziato con l'istanza di separazione per colpa presentata dal marito nel gennaio 2006, nella quale il legale del marito parlava di "comportamento pregiudizievole per il minore: assenteismo nei confronti del figlio e lesbismo". Il marito e lo stesso padre della donna le tolsero il bimbo con la forza: "Siamo state bloccate per strada e ce lo portarono via dopo avermi malmenata", ha raccontato la presunta amante della 29enne.

Alla vicenda si è interessato anche il Tribunale dei minorenni e nel corso dell'audizione la mamma ha spiegato le sue ragioni: "C'è stata una forte alleanza tra i miei genitori e mio marito. Non è vero che ho una relazione omosessuale, lei è semplicemente un'amica che mi ha aiutata a uscire da una situazione difficile".

I giudici, però, hanno affidato il piccolo al padre e ai genitori della madre, cosa insolita, specie se i bimbi sono così piccoli, a meno che le mamme non siano considerate pericolose o violente. Prevale la tesi del marito: fuma e fumava in gravidanza, voleva abortire, si è disinteressata del figlio ed è omosessuale: per questo lo ha potuto vedere solo nello "spazio neutro" allestito al Comune in orari fissi, mentre psicologi e assistenti sociali hanno seguito la situazione passo dopo passo, affermando che la giovane è stata "letteralmente espulsa" dalla famiglia d'origine che ne rifiuta l'omosessualità "e ha adottato il marito".

Solo la separazione consensuale, accettata dal Tribunale ha consentito al bimbo di tornare dalla mamma. La storia è venuta fuori dopo la conclusione del procedimento penale contro il marito accusato dall'ex moglie di calunnia e diffamazione. L'uomo, però, è stato assolto dal gup Lorenzo Matassa.

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Governo, Mastella minaccia: “Si ritiri l’emendamento sull’omofobia o sarà crisi”,

(Noipress.it) “Se Rifondazione comunista o altri partiti della sinistra insistono a mantenere, nonostante l’impegno di Chiti e il mio per evitare la crisi, che ci sarebbe stata ieri sera senza l’impegno a modificare alcuni emendamenti di genere del decreto sicurezza, quelle modifiche nel provvedimento, allora è crisi”.
Non usa mezzi termini il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a Bruxelles per il Consiglio UE Giustizia e, in vista del prossimo passaggio del testo a Montecitorio, lancia il suo ultimatum: o si ritira l’emendamento sull’omofobia o sarà crisi di governo.

Un messaggio, il suo, che – precisa- “vale per il Capo dello Stato e per il Capo del Governo”.
Insomma, se “Rifondazione comunista o altre forze della sinistra, intendono bloccare questa modifica, noi toglieremo la fiducia al Governo e questa esperienza politica per noi finisce qui”.
In queste condizioni, infatti, sottolinea il leader dell’Udeur “non vale neanche la pena di aprire la verifica e di sedersi allo stesso tavolo con Rifondazione”.

L’ affondo di Mastella nei confronti del Prc è molto duro: prima ricorda che fu Bertinotti a far cadere il primo Governo Prodi nel 1998, poi accusa il partito guidato da Franco Giordano di “doppiezza tipicamente comunista e togliattiana”.
Per il Guardasigilli, infatti, i parlamentari del Prc avrebbero “fatto i furbi”, inserendo nel dl “questioni riguardanti i valori che nulla hanno a che vedere con la sicurezza”, e aver poi fatto passare questa “forzatura giuridica” attraverso “il cavallo di Troia del voto di fiducia”.
Così, soltanto “se Rifondazione comunista e le altre forze di sinistra accettano l’idea che sulle questioni valoriali non si può mortificare il Parlamento” e soltanto se vi saranno “subito delle dichiarazioni del segretario del Prc o del Presidente della Camera, visto che ormai si occupa anche di queste cose, di disponibilità a modificare la loro posizione”, chiarisce Mastella, non ci sarà alcun problema a “ridefinire i rapporti” con la sinistra.

Infine, il ministro della Giustizia assicura che il suo partito continuerà a sostenere il Governo ma solo fino alla fine dell’iter di approvazione della Finanziaria, “per evitare l’esercizio provvisorio di bilancio”.

LA REPLICA DI FERRERO
“Spero che si possa ricredere e ravvedere, perché la norma fatta è assolutamente corretta e non ha nulla a che vedere con i reati di opinione”.
Il ministro Paolo Ferrero replica così all’ultimatum lanciato da Mastella. Secondo l’esponente del Prc, infatti, “è il richiamo di una norma che sta in un Trattato che l’Italia ha ratificato. Quindi non dice nulla di nuovo rispetto a quelli che sono gli impegni dell’Italia”.
Per il ministro, dunque, la norma non va né modificata né tanto meno stralciata.
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Governo, l’accusa di Di Pietro: “La maggioranza politica non c’è più”.

(Noipress.it) “Piaccia o non piaccia, dopo il voto di fiducia di ieri in Senato, la maggioranza politica non c’è più”.
Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro commenta il via libera del Senato al decreto sulla sicurezza varato dal governo (soltanto grazie al voto dei senatori a vita) ed esprime un giudizio duro sullo stato della coalizione di cui fa parte.
“Noi dell’Italia dei Valori – dice pertanto -chiediamo non solo una verifica politica ma che si avvii un nuovo processo costituente affinché la prossima coalizione sia una coalizione del fare sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno. Non se ne può più di litigiosità. Meglio scomporre e ricomporre i poli in modo più omogeneo”.

“Le critiche del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, - aggiunge il leader dell’Udeur- nascono dal fatto che alcune forze politiche non sono insieme in questa coalizione per ragioni strutturali di condivisione del programma ma perché hanno dovuto all’epoca mettersi insieme per raggiungere un risultato elettorale.”
Per questo, ammonisce “oggi è il tempo di passare dalla coalizione di necessità a quella di programmazione”. “Ecco perché - assicura - noi Italia dei valori saremo sempre leali e non porremo questioni di fiducia. Vogliamo partecipare a un polo del fare e non chiederemo il colore politico di appartenenza ma la buona volontà per operare insieme agli altri”.

E sulla legge elettorale, Di Pietro dice: “Non è la coalizione che deve seguire la legge elettorale, ma quest’ultima che deve permettere di stare insieme a chi la pensa allo stesso modo su come governare le politiche del Paese”.
Pertanto, osserva, “il ‘Polo del fare’ deve prescindere dalla riforma elettorale: oggi le coalizioni politiche si sono messe insieme in questo modo a causa della legge che imponeva un matrimonio contro natura. Dobbiamo lavorare per costruire famiglie politiche di appartenenza programmatica nonché ideologica”.
Nel dettaglio, spiega il ministro, “noi di Idv siamo convinti che il sistema deve essere bipolare con l’indicazione preliminare del premier e la possibilità di scegliere nominalmente i rappresentanti in Parlamento. Questa soluzione si può adottare sia con il sistema maggioritario, previa primarie, che con il proporzionale, con lo sbarramento, senza premio di maggioranza, con l'indicazione preliminare del candidato premier”.

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Iran: un'intera citta' ai funerali del giovane gay impiccato.

Non aveva ancora compiuto 20 anni .

Almeno seimila gli abitanti di Paveh che hanno portato l'ultimo saluto a Makwan Moloudzadeh, il ragazzo giustiziato per il reato di 'lavat', ossia per aver avuto rapporti sessuali con una persona del suo stesso sesso. Tantissimi i giovani presenti Almeno seimila abitanti di Paveh, una cittadina del Kurdistan iraniano con 8.000 residenti, hanno partecipato ai funerali di Makwan Moloudzadeh, il giovane iraniano impiccato all'alba di mercoledì con l'accusa di sodomia. In un filmato diffuso dal comitato per l'abolizione della pena di morte in Iran si vedono 300 vetture entrare nel cimitero di Paveh. Tantissimi i giovani presenti alla cerimonia funebre.

Makwan Moloudzadeh è stato impiccato mercoledì mentre le autorità giudiziarie iraniane si erano impegnate a rivedere il processo. Il giovane curdo, che non aveva compiuto ancora 20 anni, è stato condannato a morte per il reato di 'lavat', ossia per aver avuto rapporti sessuali con una persona del suo stesso sesso. Makwan aveva avuto una relazione omosessuale all'età di tredici anni con un ragazzo di un anno più piccolo.

La Repubblica islamica viola con frequenza il trattato che vieta l'esecuzione di minori all'epoca del reato, pur essendo tra i firmatari.

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Concia vs.Binetti.Un combattimento già vinto. Dalla Binetti.

Ecco il mio comunicato stampa di stamattina sul no di Paola Binetti alla fiducia sull’Emendamento Sicurezza.

“Paola Binetti con il voto contrario alla norma contro l’omofobia tradisce se stessa, tradisce questo paese, non rispetta la costituzione, e facendo valere un vincolo esterno più delle sue responsabilità di parlamentare viene meno al suo mandato. E tradisce me . Tradisce il mio grande sforzo di donna omosessuale che si è messa davvero in gioco per aprire un dialogo anche con lei oltre gli steccati, oltre le ideologie, oltre i muri invalicabili che rischiano di far arretrare questo paese ai tempi bui. Ha vinto in lei l’integralismo sopra il rispetto per le persone. E di questo non può rispondere ad altri se non alla sua coscienza. E la sua coscienza non può dirle che è giusto infamare, insultare, offendere, incitare all’odio verso milioni di cittadine e cittadini omosessuali. Perché non è coscienza cristiana. Non è coscienza civile. Nella mia richiesta di dialogo di ieri sull’Unità le avevo aperto un’autostrada, lei alla prima occasione mi ha risposto con un muro altissimo. Mi appello al mondo cattolico perché faccia sentire la sua voce. Mi appello al PD perché si batta con tutte le sue forze affinché quella norma alla Camera non venga stralciata. Non sarebbe da paese civile: senza, non sarebbe un paese in cui noi omosessuali possiamo vivere perché considerati dei reietti. E chiedo a Paola Binetti di domandarsi fino in fondo se il PD è il suo partito, visto che quello che tutti vogliamo è che questo Partito sia il Partito del rispetto e del dialogo tra diversi.”

Anna Paola Concia – Coordinamento Politico Nazionale PD
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Ndr. Uno dei due se ne deve andare dal Pd, probabilmente la più debole. Paola Concia, ovviamente visto che il governo, per bocca del ministro Chiti prevede di emendare la norma di cui si discute.
Alla fine non se ne andrà nessuno. Il rischio è restare disoccupati, i nostri politicanti non hanno professioni. Oppure, nel caso della Concia andrà a finire all'Arcigay o in qualche consiglio comunale. C'è sempre posto per tutti da quelle parti. Il quoziente intellettuale non conta.

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Sicurezza, Volontè: Splendida Binetti su Lobby gay.

De Simone Luxuria, su omofobia niente ricatti.

(Agi) “Nel Pd di Veltroni e nella coalizione di Prodi si esercitano nell’arte della coercizione delle coscienze e nelle richieste di espulsione verso chiunque dissente dalle lobby gay. Vedremo alla Camera quali se e modifiche ci saranno. La norma discriminerebbe gli unici sessi presenti in natura, maschio e fammina se eterosessuali”. Lo dice Luca Volonte’ in una nota. “Comunque il comma delle lobby gay e’ gravemente incostituzionale e inapplicabile, fatto male, non c’entra nulla con l’articolo 13 di Amsterdam. Il Governo e la lobby gay dimostrano l’unico interesse ideologico della norma: discriminare gli eterosessuali e gli omosessuali non gay, inquisire i dissenzienti interni, imporre per legge una ideologia, limitare gravemente la liberta’ di parola.E’ un fatto gravissimo, un segno del laicismo tirannico, il tramonto della democrazia. Brutta pagina,grave danno civile ma anche grande splendore della sola Binetti, nel torbido Pd. Si vuole derubricare il diritto umano e anteporvi il privilegio aristocratico delle lobby gay. Inaccettabile.

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Sacre scritture made in China: viaggio nella fabbrica delle Bibbie.

Uno striscione dei fedeli cristiani cinesi all'Angelus di Benedetto XVI
(Panorama) Nella cittadina di Nanjing, nei pressi di Shanghai, accanto ai complessi industriali di Ford e Motorola, è appena sorta una nuova fabbrica, la Amity Printing, specializzata nella stampa di un solo volume: la Bibbia. Che la Cina sia il regno delle contraddizioni non è una novità. Ma immaginare che, in un Paese dove ancora oggi si rischiano il carcere o la condanna a morte per la vendita non autorizzata di testi religiosi, a maggio 2008 verrà messo in funzione un nuovo stabilimento per stampare almeno un milione di Bibbie al mese - il 25% della produzione mondiale - lascia quanto meno spiazzati.

Peter Dean, responsabile della nuova stamperia, ha spiegato al South China Morning Post che, dal 1986 ad oggi, il gruppo Amity ha già messo in circolazione più di cinquanta milioni di Bibbie, di cui l’80% in lingua cinese, vendendole, tramite le chiese ufficiali, a 9,5 Yuan l’una, poco meno di un Euro. Tuttavia, non riuscendo a far fronte alla domanda di testi sacri in costante aumento, il gruppo ha deciso di investire in un nuovo complesso industriale. “Nonostante la nostra produzione abbia già raggiunto numeri significativi”, continua Dean, “solo il 60% dei cristiani della Cina continentale ha oggi accesso ai testi religiosi. È vero, il governo continua a punire severamente chi distribuisce le Bibbie illegalmente, ma questo non è il nostro caso. Inoltre, va notato che attualmente ci sono circa 55.000 chiese ufficialmente registrate nel Paese, e ne nascono almeno altre dieci ogni settimana, mentre le statistiche ufficiali sul numero di cristiani in Cina oscillano dai 40 ai 100 milioni. Questi numeri fanno lievitare la domanda di testi sacri, cui noi cerchiamo di far fronte, rispettando le regole”. Ovvero, vendendo le Bibbie direttamente alle chiese e non facendo proselitismo. Come? Facile, conclude Dean: “Basta non mettere icone cristiane nelle fabbriche ed evitare che gli operai siano sorpresi a parlare di religione”.

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Ieri, dodicimilatrecentosettantadue visitatori a Notizie Gay.

Ieri secondo i dati forniti da Google Analytics, abbiamo avuto 12.372 visitatori di cui oltre 10.000 di ritorno ed il restante nuovi.
Analytics della Google pare sia il più affidabile e sembra faccia quasi una radiografia a raggi X al sito ed ai visitatori. Butteremo gli altri, ne abbiamo quattro con quattro totali diversi...

Secondo Google, gli intervenuti hanno visitato in media 3.5 pagine e si sono fermati per oltre sei minuti.
Le tre maggiori città di provenienza di questa moltitudine di visitatori sono Roma, Milano e Bologna. Ovviamente questi visitatori provengono da varie parti del mondo ma in minima parte, il 2,4%, la parte del leone è italiana ed abbiamo anche qualche puntatina dalla Città del Vaticano, probabilmente, studiano il nemico, chissà...

Ora ci chiediamo: perchè tanto affollamento?
Voglia di notizie vere, sincere, non faziose o, perlomeno, poco faziose e meno "frocie" diciamo un pò più aderente alla vita di tutti i giorni.

Oddio pardon pardon, pardon... ora questa è una parola tabù...
Ma anche se detta da un frocio ad un finocchio?
Dio mio che confusione o solo che dilemma.
Diremmo quasi, una situazione amletica...

Comunque, bando all'ironia, grazie a tutti voi, ora via, verso un nuovo record e scusate questo post di bieca propaganda.

La redazione.

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Ennesimo scandalo gay? Sesso, sangue, soldi: esplode il caso Tobias. La morte per un malore. Ma c'è chi parla di omicidio. E accusa la moglie...

Negli Usa guerra tra avvocati dopo la morte sospetta di un uomo d'affari di successo. Si litiga sul testamento.

(Guido Olimpio - Il Corriere della Sera) Tutto è iniziato con una drammatica telefonata alla polizia. Era il 4 settembre.Filomena Tobias aveva trovato il marito Seth che galleggiava senza vita nella piscina della loro villa a Jupiter (Florida). Dopo i primi controlli gli investigatori hanno ipotizzato che la morte sia avvenuta per infarto.

CASO ANCORA APERTO - Un verdetto che non ha chiuso il caso. Anzi lo ha rilanciato in una cornice di sesso, soldi, droga e mistero. Seth Tobias non era un personaggio qualunque. Sulla quarantina, uomo d’affari di successo, figura del jet set, commentatore di economia in tv, era un nome a New York. La sua fine drammatica è diventato oggetto di conversazione nei salotti, ai cocktail e su Internet. Sì, perché secondo i suoi quattro fratelli, Seth sarebbe stato ucciso dalla moglie Filomena che avrebbe poi architettato la messinscena del malore. Nuovi controlli sul cadavere hanno peraltro riscontrato segni e contusioni, come se l’uomo avesse subito un aggressione.

ACCUSE INTERESSATE - Le accuse contro Filomena sono interessate. I fratelli vogliono impedire che la donna metta le mani su parte del patrimonio. E ricordano come i rapporti tra moglie e marito non fossero facili. I due avevano iniziato le pratiche di divorzio, ma poi Seth vi aveva rinunciato. Di mezzo c’è anche un testamento scritto prima delle nozze. La vittima designava come eredi delle sue proprietà immobiliari (circa 25 milioni di dollari) i quattro fratelli. Un documento peraltro impugnato da Filomena.
L'EX ASSISTENTE - A rendere sordido il mistero è comparso l’ex assistente di Seth, William Ash (foto sopra). Una figura a dir poco controversa. Legato al mondo della prostituzione gay, conosciuto nel giro come Mr Madam, l’uomo ha raccontato che Filomena ha ammesso, durante una conversazione telefonica, di aver ucciso il marito. Secondo la sua versione la donna avrebbe intontito Seth con gli stupefacenti e lo avrebbe convinto a buttarsi in piscina con la promessa che lo avrebbe raggiunto Tiger, un ballerino gay amico della coppia. Ash ha quindi aggiunto particolari poco edificanti sulla vittima, sulle sue passioni private, sull’uso abbondante di stupefacenti. La coppia – ha aggiunto – passava molto tempo in un locale per omosessuali, il Cupido, a West Palm Beach.

MATRIMONIO IN CRISI - L’ex assistente ha quindi raccontato che i rapporti tra Seth e la moglie erano deteriorati a cause delle spese folli della donna. E’ infatti emerso che nella richiesta di divorzio Filomena aveva chiesto un assegno mensile di 46 mila dollari (circa 40 mila euro), sosteneva che il marito aveva un’amante, lo accusava di sperperare il denaro nel gioco d’azzardo e in altri «comportamenti illeciti». La donna ha contrattaccato ingaggiando un «dream team» di avvocati, incaricati di dare battaglia. Come primo passo i legali vogliono ascoltare Tiger, che potrebbe svelare particolari importanti. Gli unici a non scaldarsi troppo sono i poliziotti. Loro continuano a trattare il caso come morte naturale e non danno troppa importanza ai segni riscontrati sul cadavere. Prima di archiviare tutto aspettano i test tossicologici. Un dossier da Csi Miami.

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La prima della Scala oggi in diretta tv su Sky Classica.

(Televisionando) Oggi alle 17 su Sky Classica andrà in onda in esclusiva mondiale Tristano e Isotta di Richard Wagner, diretto da Daniel Barenboim con la regia di Patrice Chereau. Dopo vent’anni la prima della Scala torna in diretta tv.
Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica classica che potranno seguire in diretta televisiva sul canale 728 di Sky uno dei titoli più famosi del repertorio lirico che apre questa nuova stagione della Scala. Durante gli intervalli ci saranno i collegamenti con lo studio dove l’esperto musicale Giovanni Gavazzeni discuterà dell’opera con i suoi ospiti. Gli appuntamenti con la grande lirica proseguiranno per tutto dicembre a partire da sabato 14 dicembre alle 21 con “Teneke” di Fabio Vacchi e il 31 dicembre il tradizionale appuntamento con il Gran Gala di San Silvestro, dalle 19 Classica trasmetterà in esclusiva la diretta del Gran Gala di San Silvestro della Scala quest’anno omaggio ai balletti di Cajkovskij, protagonista quindi il Corpo di Ballo e il suo indiscusso “principe” Roberto Bolle. Appuntamento con la prima della Scala Tristano e Isotta venerdì 7 dicembre alle 17.00 su Classica (canale 728 di Sky).

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Censis: “La società italiana sta diventando una poltiglia di massa” .

(Noi press) La società italiana sta diventando una “poltiglia di massa”, inconcludente e senza sguardo al futuro.
E’ questo l’allarme lanciato oggi dal Censis nel 41° rapporto sullo stato sociale del Paese.
Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, il Bel Paese descritto dal Censis appare infatti frammentarsi sempre più e muoversi verso la perdita dell’identità collettiva.

Così, sebbene lo sviluppo economico si confermi positivo, la nostra società non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca.
Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che “non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo”) che non penetrano fra la gente (che rimane, quindi, distante da questi processi elitari) e non si traducono in processo sociale.
Dare un nuovo impulso allo sviluppo, ammonisce il Censis, è “senz’altro una sfida faticosa, ma desiderabile. E non si tratta di inventare nulla di nuovo, ma di mettersi nel solco di modernità che pervade tutti i Paesi avanzati”.
Ovvero, per uscire dall’attuale stato di “poltiglia sociale”, dice l’Istituto di ricerca, dobbiamo puntare sulle tante minoranze attive nell’economia, nella società e nelle scienze.

Ed ecco, dunque, la fotografia che il Censis fa dell’Italia:

Paese aggressivo e litigioso
Il nostro è innanzitutto un Paese “aggressivo e litigioso”, frutto di una “degenerazione antropologica” che rappresenta la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro ad esempio gli stadi e le famiglie, dove aumentano violenze e separazioni.

Telefonini
La mania dei telefonini continua a crescere. Lo confermerebbe l’aumento esponenziale del numero di cellulari in circolazione nel nostro territorio: li possiede l’86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età compresa fra i 14 e i 29 anni. Il record di telefonini è al centro, dove si registra un indice di penetrazione dell’84,5%.

Internet
I fruitori della rete ha raggiunto il 45,3% della popolazione, più 10% degli utenti abituali. Il 68,3% è costituito da giovani tra i 14 e 29 anni.

Diffidenza verso la politica
Gli italiani diffidano poi della politica. La pensano così 8 italiani su 10. Il 76,1% dice che “nessuno si preoccupa di ciò che accade agli altri, mentre per il 56,4% valgono di più i propri interessi che gli altri”. Una sfiducia che investe anche le istituzioni. In particolare, il 32,7% dice di essere poco o per niente soddisfatto dell’operato dei Comuni, e ben il 52,4% di quello dello Stato.

Redditi
Casa ed energia rappresentano le principali spese degli italiani. A questi scopi va il 31% degli stipendi. E’ diminuita invece la spesa per gli alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

Carceri
Solo quattro detenuti su dieci hanno una condanna definitiva. E, dopo l’indulto, i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è costituito da stranieri, per lo più clandestini.

Criminalità organizzata
Il 22% della popolazione italiana (ossia circa 13 milioni di persone) vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

Università
Sono 350 mila gli studenti che preferiscono Atenei lontani dalla propria città. La spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro.

Imprese
L’Italia è al terzo posto in Europa per numero di servizi pubblici destinati alle imprese on line, pari all’87,5% del totale. Diversa la situazione per i cittadini: su questo, si trova infatti al di sotto della media europea.

Pensioni
Il 31% dei pensionati, se potessero tornare indietro, ritarderebbero l’uscita dal lavoro. Non a caso l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile non è più un tabù per la società italiana.

Bilanci comunali
Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.

Solidarietà
Per il 69% degli italiani, in caso di bisogno, si può contare sull’aiuto degli altri. E’ infatti intensa la partecipazione dei cittadini ai problemi della comunità: il 17,9% si organizza, spesso o molto spesso, con altri per un obiettivo comune. Soprattutto riguardo la sicurezza nei confronti degli immigrati.

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La7: Governo, uscita di sicurezza.

(La7) Al centro del dibattito il voto del Senato sul "pacchetto sicurezza" atteso per questa sera.
Ospiti in studio con Andrea Molino: Paolo Ferrero, Ministro per la Solidarietà Sociale; il sen. Alfredo Mantovano di Alleanza Nazionale; l'on. Fabrizio Cicchitto di Forza Italia; l'on. Antonello Soro del Partito Democratico e Amedeo La Mattina de La Stampa.
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Fuori dalla maggioranza. Mura, Idv: Da Binetti atto politicamente gravissimo".

(Prima) Silvana Mura, deputata di Idv, ha dichiarato: “Il voto negativo sulla fiducia al governo da parte della senatrice Binetti è un atto politico estremamente grave, il più grave che un parlamentare di maggioranza possa porre in essere perché recide il vincolo che lo lega alla sua maggioranza e al governo”. “Qui non si tratta di discutere il merito della questione che ha portato la Binetti a decidere in tal senso – ha aggiunto la deputata - ma la decisione stessa che al Senato, se non si fossero verificate una serie di circostanze, poteva far cadere il governo. Per i dubbi di coscienza della senatrice, dubbi che sono stati propri di altri senatori cattolici, i quali hanno però hanno optato per diverse forme di azione politica per far prevalere, con successo, le proprie convinzioni, potevamo non avere più un governo. Il che voleva dire esercizio provvisorio, e pensione a 60 anni dal primo gennaio. Davvero una bella strenna di natale per tutti gli italiani – ha concluso Mura - Decidere di uscire da una maggioranza è assolutamente legittimo, ma mi sembra che il trattamento riservato a chi ha intrapreso questa strada in precedenza, ovvero Turigliatto e Rossi, sia stato molto, molto, diverso da parte dei media e della politica”.

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Hayden Panettiere, Chace Crawford, Megan Fox e tante altre star al "GQ Men Of The Year Awards".

(Gossip blog) Un red carpet costellato di giovani promesse quello per il party organizzato dal magazine GQ per eleggere “l’uomo più bello dell’anno”.

Tra gli invitati Hayden Panettiere che ha ritrovato la forma dopo una seduta in palestra, Chace Crawford protagonista della serie Gossip Girl, Megan Fox che continua a esibirsi come una femme fatale avendo ormai perso del tutto l’aspetto da ragazzina (ha 21 anni e ne dimostra 10 di più), Rumer Willis che al contrario di Megan ostenta la sua giovinezza e non si cura troppo del trucco e della pettinatura, Milo Ventimiglia e tanti altri.


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Giochi e laboratori natalizi a Explora.

l'inventafavole(06 blog) Explora, il museo dei bambini di Via Flaminia 82, per queste vacanze natalizie ha in programma molte iniziative dedicate ai più piccoli. Per tutto dicembre organizza delle attività manuali per realizzare delle decorazioni (per domenica 9 è previsto il laboratorio ‘La renna di Babbo Natale’) e una serie di spettacoli.

In particolare vi segnalo il gioco teatrale ‘L’inventafavole’ in programma l’8 dicembre alle 15.00 e alle 17.00 ideato da Claudio Pallottini, uno spettacolo che partirà da una serie di carte con personaggi fiabeschi per la creare delle storie che hanno come protagoninsti cavalieri, principesse, draghi e orchi. La cosa divertente è che l’artista si farà aiutare dai bambini e dalla loro fantasia per creare fiabe ogni volta diverse. La fantasia dei piccoli sarà la vera protagonista.

Le attività devono essere prenotate al numero 063613776. Pagherete l’ingresso al museo (7 euro, i bambini e 6 euro, gli adulti) mentre le attività all’interno sono gratuite.
Io ho già prenotato per mia figlia, e voi cosa aspettate?

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Francesco Arca, tronista redento grazie a Laura Chiatti.

francesco arca vanity fair(Tvblog) Se il Titanic è affondato anche con Leonardo Di Caprio, all’Arca è bastata Laura Chiatti per scampare al naufragio. Strano ma vero, succede anche ai tronisti peggiori. Persino Francesco Arca, icona per eccellenza del corteggiato metrosexual, non è più lo stesso da quando l’amore lo ha folgorato. Stiamo parlando dello stesso nullatalento che massaggiava i piedi a Lele Mora in Costa Smeralda. E che nel giro di un paio di anni ha cavalcato la ribalta televisiva con ben tre programmi di Canale 5: Volere o Volare, Uomini e Donne e La Fattoria.

Da allora il nulla, salvo qualche pettegolezzo proibito che rischiava di compromettere (ancora) la sua virilità, per non parlare del coinvolgimento nel caso Vallettopoli, “il periodo più brutto della sua vita” (subito dopo un lutto familiare, si intende). Senza pudore, Arca si redime su Vanity Fair, meritandosi la consacrazione sull’Olimpo glamour del settore (dal target solitamente diverso da Di Più, per intenderci)_

“Se Lele Mora è più esigente in fatto di massaggi di Laura? Questo è un colpo basso. Capisco che quella foto ha lasciato il segno. Ma è stato uno sbaglio e ne ho pagato le conseguenze. Legare per sempre il mio nome a quell’ìmmagine è una cattiveria gratuita”.

“Non sono un animale televisivo. Devo molto ai reality, mi hanno dato la popolarità, mi hanno fatto divertire. Ho guadagnato più soldi di quelli che avrei sperato da una vita intera. Ma non voglio rimanere ingabbiato. In tv non c’è spazio per chi non ha una vera arte da proporre e io non ho talento né per il ballo, nè per il canto, né ho l’ambizione di diventare conduttore. Piuttosto che una vita di comparsate, ho preferito andare per la mia strada”.

“Sono stato sentito dal pm solo come persona informata dai fatti inerenti Vallettopoli. Mi hanno chiesto che cosa accadeva nelle discoteche che frequentavo, se avevo visto circolare droga. Sono sempre stato estraneo a certi giri. L’unica mia colpa è stata quella di fidarmi di persone sbagliate. Laura non mi ha mai giudicato per i miei trascorsi, o perché mi guadagno da vivere parlando con la gente in discoteca. Anche quando la criticano perchè l’attrice si è messa con il tronista”.

Ora, per non essere da meno, anche Francesco Arca si è dato al cinema. E nientemeno che a un cinepanettone, ma più orientato al target di Troppo Belli. Si chiama 25/12 Natale in Disco e lo vede protagonista assieme a Linda Santaguida (la fidanzata del suo amichetto Costantino), Alessia Fabiani, un altro ex-tronista come Alessandro Genova. Insomma, un fior-fior di trash-professionisti. Ma Arca si è messo a studiare sodo e, sebbene il giornalista Audiffredi lo sfotta per tutto il tempo dell’intervista, ora potrà Vantarsi anche lui… perlomeno di non avere nulla da invidiare a Edoardo Costa.

Francesco Arca, il calendario hot

Francesco Arca, il calendario hot

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Mastella: Se si vota Berlusconi vince da solo.

(Agi) "Se il Governo Prodi dovesse cadere e si dovesse andare alle elezioni Berlusconi vincerebbe anche senza Fini e Casini". E' quanto ha affermato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, a margine del Consiglio Giustizia a Bruxelles, ammonendo Rifondazione Comunista a non mirare ad arrivare ad un governo istituzionale per fare la legge elettorale. "Se l'esecutivo guidato da Prodi dovesse cadere, ha detto Mastella, si va al voto. Non c'e' altra cosa, sapendo che giustamente vince Berlusconi e, al di la' di quello che pensano Fini e Casini, vince anche da solo". Dopo il dissenso manifestato ieri dalla senatrice Paola Binetti sulla questione degli omosessuali nel partito Democratico si e' aperta la questione cattolica. Lo ha affermato, a margine al Consiglio Giustizia a Bruxelles, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, invitando i cattolici del Pd ad unirsi a lui per formare la 'cosa bianca'. "Ieri si e' aperta la questione cattolica nel Partito Democratico", ha osservato Mastella, "se la Binetti pone quel problema e la cosa non assume una dimensione politica la questione cattolica diventa un problema". "Mi auguro, ha continuato il ministro, che i cattolici nel Pd facciano una cosa insieme a me. Questa sarebbe la vera cosa bianca".

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Un ritornello comune. Leggi "gay", Chiese UK contro.

Problemi e polemiche in Gran Bretagna sulle leggi di "eguaglianza" fra orientamenti sessuali.

(Marco Tosatti - La Stampa) Le chiese in Gran Bretagna sono sempre più preoccupate per gli effetti delle leggi statali sull’omosessualità. Nelle settimane passate i giornali si sono occupati del caso di una coppia cristiana (non cattolica) obbligata ad abbandonare il suo ruolo di “coppia affidataria” perché non disposta a promuovere l’omosessualità. Del caso si è occupato il Daily Telegraph. Vincent Matherick e sua moglie Pauline sono registrati come genitori affidatari nella Cotea di Somerset; e sono anche “ministri” nella Chiesa Cristiana non conformista di South Chard. Le autorità li hanno informato che devono obbedire alle leggi che chiedono che loro trattino l’omosessualità come eguale all’eterosessualità. La coppia ha dichiarato al Daily Telegraph che non condannano, ma neanche trattano con indifferenza l’omosessualità, e che comunque a causa delle loro convinzioni religiose non possono promuoverla attivamente. Hanno tre figli nati dal matrimonio, e ne hanno avuti in affidamento non meno di ventotto altri. “Ci sentiamo di essere stati discriminati in quanto cristiani – ha detto Pauline – e molti altri si stanno trovando nelle stessa posizione”. Il cardinale Cormac Murphy O’Connor (nella foto) ha messo in guardia contro un modello di stato laico che cerca di escludere totalmente i principi religiosi. “La scelta dello stato di parteggiare per la laicità viene definita come neutralità, - ha detto – ed è usualmente giustificata da un appello all’eguaglianza…Ma questa è un’ideologia in se stessa, separare la religione dalla vita pubblica, col pretesto che la religione è fonte di divisioni…Se l’eguaglianza deve essere promossa sacrificando la libertà di manifestare la nostra religione, abbiamo motivo di porre in questione la natura di quell’eguaglianza. Non è certamente un’eguaglianza che riconosce adeguatamente la dignità comune di tutti”. Prima che venisse alla luce il caso dei Maverick, aveva fatto discutere la vicenda di un giudice, Andrew Mc Clintock, obbligato a dare le dimissioni dal tribunale che si occupa di problemi famigliari perché si era rifiutato di dare in adozione dei bambini a coppie omosessuali. Ed è di questi giorni un memorandum che le chiese britanniche hanno rivolto al governo, chiedendo che la legge che dovrebbe punire “l’incitamento all’odio sulla base di orientamenti sessuali” permetta “l’espressione delle opinioni tradizionali, di cristiani e di altri, sul comportamento sessuale, e di critiche conseguenti di particolari forme di comportamento o di stile di vita”. I cristiani che insegnano o predicano, e cercano di vivere secondo le norme cristiane “devono essere sicuri che l’espressione di opinioni forti sul matrimonio o sulla sessualità non sarà illegale”. Il suggerimento è che ci sia una chiara distinzione fra le critiche (di opinione) al comportamento, e la critica alle persone stesse.

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I gay non hanno accesso al paradiso. Il Linguaggio dell'Apocalisse.

(GayLib) E' ormai palese che l'Italia è uno Stato per definizione cristiano. Così come nel mondo ci sono Stati islamici più o meno ortodossi, a differenza degli altri dell'Unione europea, la Repubblica italiana ha ricollocato nella geopolitica una presenza "visibile" di Stato cristiano, precisamente cattolico. Nei decenni trascorsi, in linea con l'Europa, molto è stato fatto per separare l'entità religiosa dalla sfera statale; oggi, le distanze sono indubbiamente accorciate. La cartina di tornasole è la questione travagliatissima delle unioni civili, ma si potrebbe continuare con i finanziamenti ingenti alla chiesa cattolica, con il veto di fatto opposto a qualsiasi iniziativa di legge a carattere acattolico. Gli argomenti usati dallo Stato cristiano sono sempre gli stessi: allontanarsi dalla tradizione religiosa di questo Paese, comporterebbe la fine dei legami sociali, un'inesorabile abbandono verso l'Apocalisse.
Il linguaggio cattolico, ormai assunto dai tre quarti della classe politica, non più solo dal centro destra, si è trasformato fino ad assumere toni tipicamente apocalittici: se passano le unioni civili si distruggerà la famiglia, se si privilegia la scienza alla religione diventeremo tutti disumani, la tecnologia è l'anticamera della catastrofe, se vince l'ateismo avremo milioni di morti, le ideologie sono scomparse, i mass media e le lobby massoniche controllano tutto, solo Dio e Bush vi salveranno, Zapatero porta la Spagna alla deriva, a Bruxelles sono tutti pedofili e così via.

Lo Stato cristiano, invece, conosce soltanto privilegi. Lasciamo stare i privilegi politici e finanziari nell'essere cristiano (con le maxifusioni le banche sono ormai tutte cattoliche) ai diversi livelli della gerarchia sociale ed ecclesiastica, che anche questi ci sono.
Qui si parla del privilegio di essere cristiano, appunto, o comunque di esserne vicino per mentalità o adesione politica (od opportunista). In esso, l'eterosessuale di stretta osservanza possiede il privilegio di essere tale e di essere considerato salvatore del mondo contro chi lo vuole "alla rovescia". Come eterosessuale ufficiale egli ha dei diritti -come per esempio l'accesso al paradiso - che i gay non hanno e non devono avere nemmeno se essenziali e fondamentali.
Perché un omosessuale che non abbandona il suo compagno è già un allievo di Satana. La forma più rigida del contrasto tra i gay e lo Stato è dunque il contrasto religioso: lo Stato cristiano non può, per sua essenza, emancipare gli omosessuali.
Lo Stato cristiano rispetto all'omosessuale può comportarsi soltanto da Stato cristiano, cioè secondo il suo sistema del privilegio, poiché esso permette l'isolamento dell'omosessuale dagli altri cittadini, facendogli però sentire l'oppressione tanto più severamente quanto più il gay si trova in contrasto rispetto alla religione dominante.
Al gay si contrappone la dichiarata cristianità dello Stato.

Roberto Schena

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Il servizio de La7: Il Senato dice si al decreto sicurezza.

(La7) Il governo passa l'esame del Senato sul pacchetto sicurezza. Con 160 voti favorevoli e 158 contrari, ieri sera, palazzo Madama ha prima approvato la fiducia posta sul maxiemendemto al decreto sulla sicurezza e poi ha dato il via libera allo stesso decreto legge. Decisivi i voti dei senatori a vita Ciampi, Colombo, Scalfaro, Levi Montalcini e soprattutto del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che a sorpresa ha votato sì riceevndo dure critiche dall'opposizione. Voto contrario invece per l'altro senatore a vita Giulio Andreotti, che ha detto no al pacchetto per le stesse ragione di un esponente della maggioranza, la "teodem" Paola Binetti. Pomo della discordia la norma anti-omofobia contenuta nel decreto e che entro l'anno, stando all'impegno preso ieri dal governo, verrà cancellata. La norma prevede un giro di vite nei confronti di chi compie atti di discriminazione anche in relazione alle cosidette identità di genere.
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Tutti in pista! Si scia dal Trentino alla Sicilia: ecco dove e quanto costa.


(Panorama) La neve c’è. E il maltempo annunciato per le prossime ore ne porterà altra. Nel week-end dell’Immacolata parte ufficialmente la stagione sciistica e tutti i principali impianti saranno pronti ad accogliere i turisti. Ma come scegliere la località migliore? Le proposte sono davvero tante, prezzi e piste però si differenziano molto.

In Italia si scia un po’ dappertutto, dalla Valle d’Aosta alla Calabria. Ma di certo è il Trentino la regione che detiene il primato delle piste. Con un unico skipass si accede ai tracciati del Dolomiti Superski che raggruppa 12 comprensori (anche in Veneto) e rappresenta il più vasto circuito sulla neve del mondo. A disposizione degli sportivi ci sono oltre 1200 chilometri di piste servite da 450 impianti. Qui si trovano alcune delle discese più belle: Val di Fassa-Carezza, Moena-Trevalli, Val di Fiemme, San Martino di Castrozza-Passo Rolle. L’offerta è entusiasmante, ma i prezzi non sono popolari. Lo stagionale costa 590 euro. Un giorno in alta stagione si paga 42 euro, sei giorni 209.

Anche sulle grandi vette è possibile sciare immersi in scenari mozzafiato. Il Monterosa Ski si sviluppa fra le valli aostane di Ayas e di Gressoney e quella piemontese di Alagna. L’offerta è ampia e consente di ripercorrere la storia. Il collegamento fra Cervinia e Zermatt, per esempio, valicando il Colle del Teodulo porta sul percorso usato per secoli dai contrabbandieri a cavallo tra Italia e Svizzera. Qui il giornaliero costa 36 euro, il settimanale 205. Sempre nelle Alpi occidentali, inoltre, c’è l’Espace St. Bernard, tra La Thuile e La Rosière che unisce la Val d’Aosta alla Savoia.

Chi abita nelle grandi città del nord e vuole restare vicino a casa può pianificare una vacanza in Lombardia. I comprensori sono molti, ma non tutti godono di buona fama. Artavaggio ha impianti abbastanza datati, Madesimo è sempre molto pieno, Livigno ha collegamenti scarsi. Il comprensorio Adamello ski, invece, è stato recentemente rinnovato e ora offre un buon numero di piste. Al Passo del Tonale è stata abbassata la stazione di partenza dell’ovovia Paradiso; a Temù sono state costruite quattro nuove seggiovie, collegate con Ponte di Legno. Dal capoluogo, poi, si può raggiungere il Tonale in soli 15 minuti con l’ovovia inaugurata nell’estate del 2006. Il biglietto giornaliero per tutte le piste costa 33 euro, il settimanale 176.

Sicuramente più famoso per il mare, il centro Italia offre anche alcune soluzioni sulla neve. Situata sul un valico tra Toscana ed Emilia, l’Abetone è la località montana più famosa degli appennini. Il toponimo deriva da un enorme abete che fu abbattuto nel secolo scorso per costruire la strada di collegamento tra le due regioni. Il comprensorio sciistico ha 3 cabinovie, 9 seggiovie e 15 skilift. In tutto ci sono 50 chilometri di piste, più 13 chilometri per il fondo. I prezzi non sono bassi: lo skipass giornaliero in alta stagione costa 34 euro. Spostandosi nel Lazio, si trova la più attrezzata area sciistica del Centro: il Terminillo. In tutto ci sono 15 impianti di risalita e circa 40 chilometri di piste. Una giornata sulla neve costa 21 euro.

Più a Sud la proposta si assottiglia. In Calabria, a Camigliatello sulla Sila, c’è una cabinovia a otto posti che risale il monte Curcio e serve due piste, una rossa e una blu, dotate di innevamento artificiale. Sull’Aspromonte, invece, si trova Gambarie dove, nel 1956, è stata costruita la prima seggiovia del meridione. Oggi si contano tre piste rosse, una nera e una blu. Una possibilità unica la offre, invece, la Sicilia. Qui si può sciare sull’Etna che annovera due comprensori: quello di Nicolosi, a sud, e quello di Piani di Provenzana-Linguaglossa, a nord. Il primo, più grande, comprendendo 6 skilift e una ovovia a sei posti. Il giornaliero costa sui 15 euro. E in Sardegna? Qualcosa si trova in provincia di Nuoro, nel territorio di Fonni, il paese più alto dell’isola: uno skilift e una manovia risalgono il Monte Spada, nel massiccio del Gennargentu.

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Iran: impiccato giovane perchè gay, mentre i nostri politici contrattano su una norma anti discriminazione...

(Don Paolo Pedrini - Passi nel deserto) In queste ore sui quotidiani compaiono due notizie, alle quali viene - giustamente - dato rilievo. la prima è l'impiccagione in Iran di un ragazzo, accusato quando ancora era minorenne di reati di violenza sessuale - ritrattati dalle vittime e dichiarati falsi - il quale, in tutta fretta, nonostante fosse in attesa di giudizio definitivo, è stato impiccato.

La notizia viene riportata oggi da diversi giornali. Così La Repubblica.

Makwan, arrestato sei anni dopo i reati contestati, è salito sul patibolo ieri mattina nel carcere di Kermanshah, nell'ovest dell'Iran. Un'esecuzione frettolosa, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Etemad Melli. La famiglia è stata avvertita un'ora dopo perché andasse a prelevare il corpo. E all'impiccagione non era presente nemmeno il suo avvocato, Said Eqbali. Secondo testimoni, dopo essere stato arrestato nella cittadina dove risiedeva, Paveh, Makwan era stato umiliato venendo portato in giro per le strade sopra un asino.

La sodomia è uno dei reati per i quali nella Repubblica islamica è prevista la pena di morte. La legge è ambigua, poiché non vi è discriminante tra la violenza carnale e gli atti consensuali. Diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani, tuttavia, come Human Rights Watch, che ha reso noto il caso di Makwan, hanno denunciato le esecuzioni di giovani condannati solo perché omosessuali. La condanna a morte, inoltre, è applicata in Iran anche nei confronti di minorenni, o di persone che erano minorenni all'epoca dei reati contestati. E questo è il caso di Makwan.

L'altra notizia è relativa a ciò che è successo ieri in Italia nell'aula del Senato. Non so se tutti voi abbiate seguito la vicenda che stava quasi portando il governo Prodi alla sua "fine" (da molti auspicata).

In Senato è stato approvato il Decreto Sicurezza che, al suo interno, conteneva un comma un po' "particolare"....o almeno così è stato considerato.

La legge approvata ieri fa riferimento al trattato di Amsterdam. In base alle norme previste all'art.13 del trattato di Amsterdam, "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali", sare punito con la reclusione fino a 3 anni chiunque inciti a commettere o commette atti di discriminazione.

Il condizionale è d'obbligo....almeno qui da noi in Italia. Infatti, le proteste di una ampia ala del Senato, scaturite ieri nel voto contrario della senatrice Binetti, hanno portato il Ministro Chiti a "promettere", che in un successivo intervento legislativo, tale norma (voluta dalla sinistra) sarà eliminata dal testo.

Ora questi due fatti, quello Iraniano e quello Italiano, non hanno molto in comune e la mia - lo confesso - vuole essere più che altro una provocazione.

Ma ritengo giusto esprimere una mia personale opinione circa quello che è successo da noi in Italia. Posso comprendere la preoccupazione di una vasta area del Parlamento, preoccupata che la creazione di una nuova fattispecie di reato, quale l'omofobia, possa determinare "a cascata", una serie di ulteriori provvdimenti di legge che, se non affrontati con equilibrio, potrebbero determinare strutture legislative non condivisibili da tutti. E il lavoro dei politici quello di fare le leggi rispettando anche le sensibilità della gente, oltre che andando in contro alle loro esigenze.

Ma, visto che tutti dicono "a parole" di voler tutelare i diritti e di non voler discriminare nessuno, non capisco - sinceramente - che male ci sia ad inserire reati legati alla discriminazione razziale all'interno dlele motivazioni di aloontanamento eventuale di stranieri anche comunitari (che poi era l'oggetto della discussione politica).

Una cosa, a mio parere, è legiferare tutelando realmente dei diritti (legati a comportamenti eventuali negativi, quali atti di discriminazione), altra cosa è concedere particolari diritti sui quali una attenta discussione appare quanto mai necessaria.

Altrimenti è meglio essere coerenti e dire che i diritti non sono non si vogliono estendere indiscriminatamente (magari anche per motivazioni giuste e condivisibili), ma non si vogliono neppure tutelare quando siano minati da atti illegali e violenti.

E questo, sinceramente, non lo condivido.

Ovviamente, e questo lo aggiungo dopo una riflessione altrettanto personale, non può sfuggire che la vaghezza (ed anche la fretta....) con cui l'emendamento di ieri è stato proposto lasciano molti dubbi aperti.

Come appare strano che tale provvedimento sia inserito all'interno di una legislazione riferita all'immigrazione....

Avvenire parla di "cavallo di Troia"...e non possiamo dargli tutti i torti.

Un motivo in più, a mio parere, per chiedere che su questi temi ci si ritorni in modo più serio e dettagliato, in altra sede. Ovviamente senza fare come lo struzzo....

Se ci sono situazioni in cui la tutela delle persone non è garantita occorre intervenire, anche politicamente, ma non in modo frettoloso o vago.

Cfr. Una pagina abbastanza completa su testo di legge approvato ieri.

Cfr. Il testo ella legge

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