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giovedì 4 ottobre 2007

Le Iene da Bertinotti.

(Tv blog) Fra poco andrà in onda una nuova puntata de Le Iene. Puntata che contiene un servizio politico realizzato dal Trio Medusa.
I guastatori romani hanno mostrato al Presidente della Camera Fausto Bertinotti un filmato che mostra gli operai del cantiere di Montecitorio al lavoro senza casco protettivo, in palese violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro.
Visto il filmato, Bertinotti ha dichiarato:
L’azienda che assume questo lavoro ne è responsabile sia civilmente che penalmente, e dunque qualunque elemento che mettesse a rischio il lavoratore deve essere indagato dall’ispettorato del lavoro, dalle organizzazioni sindacali e denunciato ovunque esso si trovi.

Messo alle strette dal Trio, Bertinotti, che aveva definito il cantiere come un vero e proprio modello, ha dovuto sospendere il giudizio e ha promesso che verificherà, credendo nell’inchiesta come strumento.

Quel che mi chiedo, incapace ogni volta di formulare il giudizio, è se sia questo - quello de Le Iene, quello di Striscia, quando c’è - il tipo di televisione d’inchiesta di cui abbiamo bisogno.
Sospendo il giudizio anch’io, ché tutto sommato è un bene che di certe cose si parli, anche se resto legato a altri tipi di giornalismo di inchiesta, che puntano meno sullo scalpore e sulla spettacolarizzazione della stessa.







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Lei cambia sesso coppia chiede divorzio immediato.

Lui, lei, l’altro. Un «triangolo» che ha messo in crisi la coppia.
E fin qui, niente di strano. Più strano forse, che l’altro - in realtà - sia lei dopo un’operazione chirurgica per il cambio del sesso. Una pratica che ha consentito ai due di chiedere il divorzio immediato, previsto dalla legge solo in casi eccezionali.

Protagonisti della vicenda un cubano di 33 anni e un’italiana di 34, sposi dal ’96. L’uomo, l’anno successivo, ottiene la cittadinaza italiana. Poco dopo, la moglie decide di cambiare sesso.
Nel 2004, la donna ottiene dal tribunale civile la rettifica dei caratteri sessuali biologici, certificato necessario per poter essere sottoposta all’operazione. Nel giugno dell’anno successivo arriva anche la sentenza che rettifica lo stato civile. Lei è diventata un lui. Il prossimo 28 novembre, i giudici della IX sezione civile si pronunceranno sulla richiesta di divorzio.






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Il Papa: "La Chiesa non mira a vantaggi economici e potere"

Il messaggio di Ratzinger al nuovo ambasciatore d'Italia presso il Vaticano.
"La Chiesa non è un agente politico, ma ha interesse al bene della comunità politica".
Nessun accenno diretto alle polemiche delle ultime settimane. "Il vincolo di collaborazione fra Santa Sede e Italia è stretto".

"La Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o vantaggi economici e sociali". Così Benedetto XVI nel messaggio al nuovo ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che questa mattina ha presentato le sue credenziali al Papa. Parole, quelle del Papa, pronunciate a un mese dalla querelle innescata dalla decisione della Commissione Ue, di chiedere al governo italiano chiarimenti sul regime fiscale della Chiesa. Da Ratzinger anche un richiamo al Concordato, quando afferma che "la Chiesa cattolica chiede di essere considerata per la sua specifica natura e di poter svolgere liberamente la sua peculiare missione per il bene non solo dei propri fedeli, ma di tutti gli italiani". E alle "grandi sfide" che "caratterizzano l'età postmoderna", fra cui "la difesa della vita umana in ogni sua fase".

"La Chiesa non è un agente politico"
. Benedetto XVI cita il suo intervento al Convegno ecclesiale, che si è svolto a Verona nell'ottobre del 2006, e usa le identiche parole di allora per ribadire che "la Chiesa non è, e non intende essere un agente politico", ma "nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico".
"Riaffermare indipendenza di Stato e Chiesa". Il Pontefice sottolinea il principio secondo cui "la comunità politica e la Chiesa sono indipendenti", principio "autorevolmente presentato anche dalla Costituzione della Repubblica italiana", e nel quale "vengono riaffermate sia l'indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa, sia la reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e del bene dell'intera comunità nazionale". Nel perseguire tale obiettivo, aggiunge il Papa, "la Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico o sociale. Suo solo scopo è servire l'uomo, ispirandosi alle parole e all'esempio di Gesù".

"L'Italia difenda la vita". Il Papa non fa alcun cenno diretto agli attacchi subìti nelle ultime settimane dal fronte politico e da quello giornalistico, e anzi definisce "stretti" i "vincoli di cooperazione" che "caratterizzano i rapporti" tra la Santa Sede e l'Italia. Infine, formula l'auspicio che il Paese sappia "custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che lo contraddistingue, e che fa parte integrante della sua storia". La fedeltà alle proprie radici, aggiunge, "sia ancor più stimolo a affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contarassegnano l'età post-moderna: tra queste mi limito a citare la difesa della vita umana in ogni sua fase, la tutela dei diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".

"Sì al progresso, ma con valori umani e cristiani". L'Italia deve continuare "sulla via dell'autentico progresso", ma sempre "promuovendo i valori umani e cristiani", che costituiscono "un irrinunciabile patrimonio ideale e che hanno dato vita alla sua cultura e alla sua storia civile e religiosa".






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Il Consiglio d'Europa censura il Patriarca Ortodosso.

Iniziativa di Giampaolo Silvestri, il religioso aveva detto che l'omosessualità è una "malattia".

Strasburgo, 4 ott. - I commenti del Patriarca della Chiesa ortodossa russa Alessio II contro i gay di fronte all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa non sono passati incensurati.

Dopo il suo discorso di martedì a Strasburgo, in cui ha decritto l'omosessualità come una "malattia", una petizione di censura promossa dal senatore italiano Gianpaolo Silvestri (Verdi) ha invitato il leader religioso a "rispettare, piuttosto che negare, i diritti fondamentali delle minoranze religiose".
Nella petizione, sottoscritta da circa 40 deputati, tra cui l'ex vicepremier britannico John Prescott e l'onorevole di Forza Italia Dario Rivolta, si sottolinea che il dialogo tra le culture e le religioni deve essere basato sul rispetto reciproco e la tolleranza.

"Esortiamo il Patriarca Alessio II ad evitare un linguaggio che incita all'intolleranza e a rispettare, piuttosto che negare, i diritti fondamentali delle minoranze religiose", si legge nella petizione, in cui si ricorda che già in passato Alessio II ha condannato l'omosessualità e ha appoggiato la decisione delle autorità di vietare il Gay Pride a Mosca.

Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione pan-europea che promuove il rispetto dei diritti umani e che non ha nulla a che fare con le istituzioni europee.
L'Assemblea parlamentare è composta dai deputati nazionali dei 47 Stati membri; l'Italia è rappresentata da 18 membri permanenti, tra cui figurano i nomi di Silvio Berlusconi, Piero Fassino, Lorenzo Cesa, Roberto Maroni, Marcello Dell'Utri, e da 18 sostituti.






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Campagna shock - Aids (SIDACTION 2007).

(Segnalato da Mitch-72.blogspot) Il 1 dicembre è la giornata SIDACTION.
(In francia si dice Sida) Giornata francese dedicata agli aiuti per la ricerca e la cura.
Ecco qui lo spot, molto crudo della giornata. Uno spot che fa riflettere.

video






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Il Vaticano è moroso.

Lo Stato della Città del Vaticano è moroso nei confronti di Acea s.p.a. per quanto riguarda le tariffe di smaltimento delle acque di scarico.
I cittadini romani e gli azionisti di Acea quindi pagano di tasca propria la depurazione delle fogne del Vaticano.
E non si tratta di fogne da poco. Il caso diplomatico internazionale non è ancora stato risolto. E tutti ne parlano con grandissima cautela. Anzi nessuno ne parla.






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Chiuse le indagini sul gruppo naziskin. Pronti 24 avvisi di garanzia.

La Pm ha notificato l'avviso di fine indagine agli indagati. Ad alcuni membri del gruppo e' addebitata una serie di atti intimidatori e aggressioni tra Bologna e provincia a partire dal 2003.
Nel mirino extracomunitari, omosessuali ed ebrei.


(Il Resto del Carlino) Ventiquattro sui 28 indagati riceveranno nei prossimi giorni dalla Procura di Bologna gli avvisi di garanzia per l'inchiesta sul gruppo di naziskin accusato di aver messo in piedi un'associazione ispirata all'ideologia nazifascista e finalizzata all'incitamento all'odio razziale. La Pm del capoluogo emiliano, Morena Plazzi, ha notificato l'avviso di fine indagine agli indagati. Per quattro di loro e' stata invece chiesta l'archiviazione.

Lo scorso tre agosto, in un'operazione congiunta di polizia e carabinieri di Bologna, erano finiti in carcere, e lo sono tuttora, Alessandro Carapezzi, 34 anni, di Sasso Marconi (considerato il leader del gruppo) e Alessandro Limido, ventottenne di Varese. Gli arresti domiciliari erano invece scattati per Fabio Carlini, 33 anni, di Mirabello (Ferrara).

Secondo l'inchiesta della Procura, i tre sono i promotori di un'associazione che aveva lo scopo di pianificare e commettere reati o semplici contravvenzioni determinati da motivazioni di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Nel corso dell'inchiesta, che ha potuto contare su intercettazioni telefoniche e perquisizioni, il magistrato ha modificato il capo d'imputazione di Fabio Bolognini, 27 anni, di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese, ritagliando anche per lui un ruolo di primo piano nell'organizzazione. Secondo l'accusa, era colui che teneva i contatti con gruppi d'ispirazione nazista, europei ed extraeuropei, per raccogliere fondi attraverso concerti e propagandare teorie sulla purezza della razza. Un'attivita' che avrebbe trovato ampi consensi in Germania dove Bolognini era in collegamento con un giovane naziskin accusato di tentato omicidio. Tutti gli indagati, chi come promotore chi come semplice partecipante, devono rispondere sia di associazione per delinquere semplice, sia di quella finalizzata ad incitare violenza e discriminazione, secondo quanto previsto dalle 'legge Mancino', la 205/93, che punisce chi istiga all'odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.






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Napoli: Dolores Madaro: “la pasionaria laica” sempre a fianco dei gay.

(Napoli gaypress) L’Udi (Unione Donne in Italia) ha lanciato la campagna 50 e 50, affinché alle prossime elezioni venga garantita una ampia rappresentanza politica al genere femminile.
Più donne in politica
non farebbero certo danno, ma dipende da quali donne.
Lady Mastella
, ad esempio, è una “sciagura nazionale”, non come donna, ma come politico. Il suo ottuso ostracismo, alle istanze del movimento omosessuale, la rende francamente inadeguata a rappresentare i cittadini campani, allora meglio il nulla che la Mastella.
Ma per fortuna non tutte le donne, come gli uomini, sono uguali. La “sanguigna” assessora del Comune di Napoli, Dolores Madaro, ogni giorno tiene fede al principio della laicità dello stato, in un anno non è mancata ad un appuntamento: era il 30 settembre in piazza con il coordinamento Lgbt, è stata osannata dalla folla di piazza Bellini il 16 settembre, presente al fianco del movimento delle donne da sempre. Ora che tutti si apprestano a baciare l’anello del Papa, in visita a Napoli il prossimo 21 ottobre, Lei stoicamente resiste nei suoi sani principi e concede il patrocinio alla manifestazione di venerdì 5 ottobre:”Cremazione libertà di scelta e laicità dello stato” presso la sala Santa Chiara p.zza del Gesù Nuovo ore 18.30. In questa come in tante altre occasioni, contro chi intende controllare la nostra sessualità, gestire i nostri corpi, limitare il nostro diritto alla autodeterminazione, potremmo scandire in coro: “Il corpo è mio e lo gestisco io!”






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Il sindaco di Treviso... passa anche dall'Arci-gay .

(@Nordest) A Treviso spunta Camolei, ma Forza Italia e anche Lega, An e Udc pensano ancora a Gentilini....

E oggi polemiche anche tra il presidente dell'Arci Gay, consigliere comunale Ds di Padova, Alessandro Zan (firmatario di un esposto contro le "dichiarazioni omofobe" di Gentilini) e il Partito Democratico: "Il Pd - ha detto Zan - ha evitato di assumere alcuna posizione nei confronti degli omosessuali di Treviso minacciati da Gentilini perché spera di ottenere un accordo politico con la Lega per le prossime elezioni amministrative".

"Daremo voce alle persone, raccoglieremo le proposte della gente. Il nostro obiettivo è quello di vivacizzare il dibattito in una città che si sta allontanando sempre di più dalla politica."
A parlare è Paolo Camolei, ex presidente dell'Aeroporto "Canova" di Treviso, che alla vigilia delle elezioni amministrative del 2008 ha deciso di scendere in campo agitando non poco le acque nel panorama politico trevigiano.

Prudente il segretario provinciale Forza Italia, Floriano Zambon, che prima di parlare di candidati preferisce concentrarsi sul programma. "Saluto con piacere l'arrivo di Camolei sul palcoscenico della politica trevigiana - afferma il coordinatore azzurro - la competizione accresce sempre l'interesse per la discussione politica e aumenta la voglia di partecipare, ma per noi rimane prioritaria la costituzione della Casa delle Libertà insieme a Lega Nord, Alleanza Nazionale e UDC. Se poi ci sarà spazio per un altro soggetto, ben venga, ma in questo momento il dialogo con la Lega è una priorità per Forza Italia".

La discesa in campo di Camolei potrebbe infatti mettere d'accordo tutti gli alleati della Casa delle Libertà, o, al contrario, rompere le alleanze e gli accordi che si sono delineati fino ad ora. In quota alla Lega Nord, Comolei ha presieduto AerTre, la società che gestisce l'Aeroporto di Treviso, fino alle recenti operazioni di concambio azionario tra Save e Comune di Treviso. Operazione che di fatto ha avvelenato il clima tra le parti, facendo crescere tensioni tra l'ex numero uno di Aertre e i vertici del Carroccio trevigiano. La svolta politica di Camolei potrebbe quindi essere letta come una forma di rivalsa nei confronti della Lega e come un avvicinamento a Forza Italia, partito che più di tutti si adatta alle prospettive politiche di Camolei. Ma gli azzurri indugiano e al momento l'ex capo del Canova resta un'opzione da valutare nei prossimi mesi. Dal canto suo la Lega ha già le idee chiare, avendo da tempo riproposto la coppia Gobbo-Gentilini. Quest'ultimo sulla questione taglia corto e rivolgendosi agli azzurri tuona: "Zambon faccia ordine in casa sua poichè dal canto suo la Lega ha già le idee chiare. Quando Forza Italia riuscirà a proporre un nome davvero affidabile, ne discuteremo. Fino ad allora è meglio tapparsi la bocca".

Ma cosa pensano gli alleati della Casa delle Libertà del nuovo nome che si affacciato nel panorama politico della Marca Trevigiana? Secondo Andrea De Checchi, segretario provinciale di Alleanza Nazionale, gli attuali vertici dell'amministrazione comunale sono i naturali candidati del centrodestra: "Il governo cittadino necessita di un segno di continuità. Camolei è un amico ed ha svolto un ottimo lavoro alla guida dell'aeroporto - spiega de Checchi - però Alleanza Nazionale crede che Treviso abbia bisogno di stabilità, quindi al momento non vedo alternative al tandem Gobbo - Gentilini". Camolei, nonostante secondo voci di corridoio rappresenti l'uomo giusto per Forza Italia, sembra quindi non interessare agli alleati. "Auspichiamo la costituzione anche a Treviso della Casa delle Libertà - chiarisce il segretario di AN - e la collocazione di Camolei segue sicuramente la scia del centrodestra, quindi ben venga chiunque porti sostegno alla nostra squadra. Ma definire Camolei il nostro candidato sindaco mi sembra decisamente fuori luogo". Anche l'assessore regionale dell'UDC, Flavio Silvestrin, respinge qualsiasi ipotesi di Fantapolitica e lascia Camolei alla porta: "Adesso è tutto bloccato, non ci sono nomi o trattative, bisogna prima affrontare i congressi di ottobre, poi ci siederemo al tavolo per discutere. La priorità rimane la costituzione della Casa delle Libertà anche a Treviso, condizione necessaria per guadagnare maggiore peso politico nellíarena amministrativa".






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Walter chiedimi scusa" la lettera della moglie a Veltroni.

(Temis blog) "Egregio direttore - Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei ventitré anni trascorsi accanto a un uomo pubblico, amministratore, politico illustre mai stato comunista e ora candidato alla leadership del Partito democratico, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti, le assenze prolungate, Kerry Kennedy sempre in visita, Robert De Niro che bivacca sul divano, le compilation notturne, i romanzi, l'Africa, le Maldive, i matrimoni di Totti e di Tom Cruise e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione.
Ora basta. Scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso di un'intervista a Maria Latella: "Voglio Veronica Lario in squadra". Non solo, apprendo che la signora e mio marito si sono già visti. "L'ho incontrata qui in Campidoglio e mi sembra abbia due caratteristiche rare, entrambe utili a questo paese: è open minded e ha una grande autonomia intellettuale... sarebbe bello disporre di un contesto dove Veronica Berlusconi possa dare un suo contributo. Tra l'altro, in questi anni, ho molto apprezzato la sua discrezione".

Sono affermazioni ammiccanti che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l'età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figlie) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. Tanto più che, notato con il consueto understatement, ultimamente mio marito è molto cambiato: alle "Invasioni Barbariche" di Daria Bignardi, venerdì scorso, ha fatto apprezzamenti eccessivi sulla bellezza di una deputata, Stefania Prestigiacomo, e ha ripetuto in diretta televisiva quella vecchia battuta di Steve Martin: "Non potrei mai essere una donna starei tutto il giorno a toccarmi le tette", mentre doveva soltanto presentarsi come unico candidato possibile al sogno di una nuova stagione.
Non mi vergogno di affermare che, con quei sorrisetti, assomigliava tremendamente a Silvio Berlusconi.

Il cerimoniale per Afef
A mio marito e all'uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l'occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Non mi era sfuggito, lo sappia Walter, il cerimoniale per Afef Tronchetti Provera, ma nel corso del rapporto con mio marito avevo scelto di non lasciare spazio al conflitto, anche quando i suoi comportamenti berlusconiani ne hanno creato i presupposti.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i figli. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine l'esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un'importanza particolarmente pregnante. RingraziandoLa per avermi consentito di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente
Flavia Prisco Veltroni"

PS: la lettera è pubblicata da "Il Foglio" di oggi come "anteprima mondiale" e sarebbe stata anticipata perchè diretta a Repubblica. Secondo noi è una sonora bufala perchè lo stile e il destinatario ricalcano troppo quella di Veronica Berlusconi.






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Mostre/L'Annunciata di Antonello da Messina per la prima volta a Milano.

(Milano 2.0) Segnialiamo questo importante evento. Uno dei capolavori del Quattrocento italiano è in mostra per la prima volta a Milano. Si tratta della "Annunciata" di Antonello da Messina, fresco di un'accurata campagna di analisi diagnostiche e non invasive. Il quadro proviene dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo, a cui era stato donato nel 1906 da monsignor Vincenzo Di Giovanni.

L'opera, tra le più rappresentative del Rinascimento europeo, secondo gli studi più recenti è datata 1475, e si contraddistingue per lo straordinario concetto di assolutezza spaziale, sviluppato dall’artista siciliano durante il soggiorno veneziano tra il 1475 e il 1476.

Torna così l'iniziativa culturale "Un Capolavoro per Milano" promossa dal Museo Diocesano, da Bipiemme Gestioni con la sponsorizzazione del Gruppo Fondiaria Sai e con il patrocinio del Comune di Milano-Assessorato alla Cultura.

Il quadro sarà in mostra nella sede museale di corso di Porta Ticinese 95 dal 4 ottobre al 25 novembre.

Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato l'assessore Vittorio Sgarbi; il direttore del Museo Diocesano Paolo Biscottini, il direttore generale dei Bipiemme Gestioni Pietro Cirenei e Andrea Novarese, vice direttore generale del Gruppo Fondiaria Sai.

"L'opera è assoluta: è un'opera che guarda più alla vita che all'arte. - ha detto Vittorio Sgarbi durante la conferenza - Si tratta di un'Annunciazione senza angelo che è dentro di lei: la mano che si spinge davanti sembra intercettare le parole dell'Angelo che non è corpo ma parola. L'altra mano chiude il velo quasi a significare che il Cristo è in grembo. Il manto è una corazza che incornicia questo bellissimo volto".

ATTIVITA' CORRELATE - In occasione della mostra l'Assessorato al Turismo, Marketing territoriale, Identità contribuisce alle attività didattiche organizzate dal Museo. Nelle domeniche 7, 14, 21 e 28 ottobre; 4, 11, 18 e 25 novembre e giovedì 1 novembre sono previsti laboratori didattici gratuiti per bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni. Negli stessi giorni, per gli adulti, sono organizzate visite guidate gratuite alla scoperta dell'opera esposta.

"Un'iniziativa - ha detto Massimiliano Orsatti - che rappresenta un modo divertente e insolito per avvicinare ed educare tutti i giovani milanesi al gusto dell'arte del bello, accostando alla semplice esperienza visiva anche la conoscenza dei processi artigianali che hanno permesso la creazione di un tale capolavoro della storia dell'arte". [Comune di Milano]






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Alessio II a Parigi, la preghiera rafforza il dialogo.

(Avvenire - Daniele Zappalà) È stato un incontro speciale e denso di significati quello che la Conferenza episcopale francese ha ospitato ieri mattina nella propria casa madre dell’avenue de Breteuil, a Parigi. Tra i partecipanti accolti dal cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e presidente dell’episcopato transalpino, era ospite d’onore il patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II.
Il viaggio in Francia del patriarca della più grande Chiesa ortodossa è stato l’occasione per una serie d’incontri anche col mondo politico, a partire dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Fin dal discorso tenuto a Strasburgo al suo arrivo in Francia però Alessio II aveva chiarito le ragioni eminentemente spirituali che l’hanno spinto ad accettare l’invito offerto dai vescovi francesi. Il patriarca si è in particolare augurato che «l’incontro con i vescovi e i fedeli della Chiesa cattolica porterà frutti e contribuirà all’avanzamento del dialogo fra ortodossi e cattolici in Europa e nel mondo». L’incontro di ieri si è aperto con un intervento di benvenuto del cardinale Ricard centrato sulla storia degli ultimi decenni dell’ecumenismo in Francia e in Europa, così come sui «vecchi legami» fra cattolici e ortodossi russi. «Oggi, nel rispetto, la benevolenza e la stima reciproca – ha detto il porporato –, possiamo condividere i frutti spirituali di rinnovamento nella fede e di dinamismo evangelico che lo Spirito santo non cessa di far crescere in ciascuna delle nostre Chiese».
Alla fine del suo discorso, il cardinale ha espresso la speranza di un incontro fra papa Benedetto XVI e Alessio II. Un incontro che potrebbe diventare «il punto di partenza comune di un lungo cammino da percorrere assieme al servizio di Dio e al servizio di tutti gli uomini».
Alessio II ha chiarito a più riprese negli ultimi giorni che «non esclude affatto» questa prospettiva: «Forse non fra un mese, ma fra un anno o due.
Nondimeno, occorre prepararsi con cura, togliere tutte le difficoltà», ha detto alla stampa francese. Per il patriarca, una comune proclamazione dei valori evangelici trova oggi il suo fondamento «nella prossimità delle posizioni della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana su numerose questioni attuali».
Ieri mattina riuniti attorno alla stessa tavola, c’erano 26 alti esponenti cattolici, protestanti e ortodossi. A cominciare dal cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e «Cor Unum», da monsignor André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, dal cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione. Per il Patriarcato di Mosca era presente anche il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill.
È nel tardo pomeriggio, sempre a Parigi, che il patriarca di Mosca ha partecipato al rilevante evento ecumenico che ha ufficialmente motivato il suo viaggio in Francia.
Monsignor Vingt-Trois ha infatti invitato Alessio II a una cerimonia nella Cattedrale di Notre Dame per una preghiera comune davanti alla Corona di spine del Cristo. Un incontro ecumenico, aperto ai fedeli, che ha avuto come momenti iniziali lo scambio dei doni e la lettura del Vangelo. La preziosissima reliquia della Passione giunse in Francia nel XIII secolo direttamente da Costantinopoli. Posta oggi sotto la protezione dei cavalieri del Santo Sepolcro, viene generalmente esposta ai fedeli ogni primo venerdì del mese e ogni venerdì di Quaresima.
Salvo occasioni speciali come quella di ieri, che ha subito spinto diversi autorevoli osservatori a sottolineare il carattere «storico» di un viaggio senza precedenti. Ieri mattina l’incontro del patriarca ortodosso di Mosca con il cardinale Ricard e il presidente della Repubblica Sarkozy Poi nella cattedrale di Notre Dame con Vingt-Trois davanti alla Corona di spine.

© Copyright Avvenire, 4 ottobre 2007.






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Festa dei Teatri a Roma, ritorna il 7 ottobre.

Domenica attesa la prossima per gli amanti del teatro e per coloro che non vedono l’ora di scoprirlo. Il 7 ottobre infatti l’AGIS Lazio, con il contributo ed il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ed in collaborazione con la SIAE, organizza la festa dei teatri, un unica giornata dedicata esclusivamente alla scoperta del mondo del teatro.
Memori del successo delle edizioni precedenti, i teatri aprono per la terza volta i loro spazi al pubblico, con prezzi più che popolari: appassionati e nuovi spettatori potranno infatti sedere nelle classiche poltroncine a titolo gratuito o puramente simbolico (2€).
Alla manifestazione aderiranno quasi 40 teatri, inoltre saranno previste incontri, letture, laboratori e visite guidate alla scoperta dei teatri e degli spettacoli attualmente attivi nel panorama romano. Un programma variegato che propone spettacoli di musica, prosa e danza, esibizioni, visite guidate ed incursioni dietro le quinte (scarica il programma).






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Giù le mani dai blog!

(Un belle histoire blog) Non so se avete sentito la storia di questo blog.
"Mastella Ti Odio" è un blog nato con intenti puramente satirici che commenta articoli, apparizioni tv, post del blog ufficiale accompagnando il tutto con spassosi fotomontaggi. Intenti che il lardoso trasformista ceppalonico (ci adattiamo ai suoi modi rudi) che sappiamo non esser dotato di una grande dose di autoironia, come immaginerete, non ha gradito, tanto da denunciare i proprietari del blog alla Polizia Postale richiedendone l'oscuramento.
Questi ultimi si sono immediatamente informati interpellando Google (il blog è su Blogspot) sulla possibilità di oscurare il blog. Ora il blog, potete vederlo coi vostri occhi se la mannaia della censura mentre vi scrivo non ha già iniziato a cadere impietosa anche sulle teste di noi blogger, non viola in alcun modo il codice civile nè il codice penale.
Il blog non si propone come il blog ufficiale di Mastella (peraltro citato nei post e nei link del blog satirico... se volete farvi due risati, scrivere al senatore dalla censura facile potete farlo QUI) , errore fatto dagli stessi autori che avevano in quel caso impersonato un "Fake Casini" e che si son beccati (in quel caso per me a ragione) una querela per aver tentato di passare per Pierferdy che ovviamente non c'ha visto più dall'incazzatura che s'è preso. Tantè che invece il blog in questione è invece scritto sin dall'inizio in terza persona, quindi non si creano proprio dubbi di sorta. Il blog non inneggia alla violenza, l'odio (cercare sul dizionario la parola "odio") non viola di per se nessuna legge e manifestare apertamente il proprio odio ed il proprio dissenso nei confronti di qualcuno non dovrebbe costituire reato ma quella libera manifestazione del proprio pensiero garantita dalla Costituzione che ci permette di star qui a sparare talvolta minchiate e talvolta cose più serie. Non sussiste calunnia perchè il blog dice, riporta e commenta solo ed esclusivamente cose vere. Blog e siti di questo genere che bersagliano impietosamente politici e personaggi noti in altri paesi spopolano e a nessuno verrebbe in mente di farli chiudere (uno per tutti è http://whitehouse.org che prende in giro http://whitehouse.gov, il sito ufficiale della Casa Bianca) , a meno di non voler scatenare rivolte epocali. Intanto, appoggio chi chiede come mai la Polizia Postale non si occupi di oscurare siti come quello del neonato Partito fascista Repubblicano (quello sì fuori legge...e costituzionalmente). Nel frattempo qualcun altro spera che, trovandosi i server di Blogspot in California, l'azione legale intraresa non possa andare a buon fine. Il problema di fondo è che la chiusura, peraltro del tutto ingiustificata, di un blog creerebbe un precedente pericolosissimo che non sarebbe esattamente una botta di salute per un paese come il nostro che sembra poter contare ormai solo su internet come canale di libera informazione, oltre che di opinione. Faccio notare che la strada che si profila all'orizzonte ci avvicina molto più a paesi dove son presenti dei regimi (vedi Cina dove non solo la censura e all'ordine del giorno ma dove da poco, non è più possibile mantenere l'anonimato sul proprio blog) che a paesi liberi dove un personaggio pubblico discusso ma allo stesso tempo autoironico ed intelligente su una cosa del genere si sarebbe fatto una grossa e grassa (sic!) risata. Senza contare che non si sarebbe mai permesso di dire esplicitamente o meno che "gli affari suoi" non son cose che riguardano il paese. P.S. E' di stamattina la notizia che, dopo l'ennesimo salvataggio del Governo *per il rotto della cuffia*, il Mastellone sia stato richiamato d'urgenza dagli studi di Porta a Porta (dove era ospite ad una puntata sui compensi dei politici dichiarando "ci danno un pò meno del dovuto") per partecipare alla terza votazione consecutiva sulla fiducia a Visco. Ma ve pare normale

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Arabia Saudita: Condannati a settemila frustate per omosessualità.

Riad, 4 ott. - (Adnkronos/Dpa) - Due sauditi sono stati condannati a settemila frustate per aver commesso "atti sessuali".
Ne ha dato notizia il quotidiano di Riad "Okaz", secondo cui le autorita' saudite hanno iniziato a comminare la pena, suddivisa in piu' fasi, da martedi' scorso.
Un terzo saudita e' stato invece condannato a 470 frustate con l'accusa di produzione di droghe e di resistenza alle forze di sicurezza.

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Quando si vede omofobia ovunque.

(River blog) Quattro uomini sono intenti a fare sesso tra i cespugli, a Bristol.
Vengono notati da quattro pompieri, insospettiti dai rumori, che puntano contro di loro un potente faro. Ne nasce un caso.
Uno dei quattro infrattati, sentendosi offeso e violato nella sua intimità, protesta ufficialmente con la stazione dei pompieri, arrivando addirittura a parlare di omofobia. Il risultato?
Il comandante della stazione è stato drastico: stipendio sospeso per tre mesi e una multa di 1500 euro ciascuno.
Quegli stessi soldi saranno poi devoluti ad un’associazione che si batte per i diritti dei gay. Se fosse successo a Roma, l’Arci Gay si sarebbe incatenato alla pompa dei vigili del fuoco.
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Gran Bretagna, sesso tra gay nel parco: puniti i vigili del fuoco "disturbatori".
(Il Messaggero) Sono stati sospesi per tre mesi: due hanno dovuto pagare una multa da 1500 euro, un altro è stato degradato e per il quarto è arrivato un ammonimento scritto.
Quattro vigili del fuoco, in Gran Bretagna, sono stati censurati e multati per aver disturbato un gruppo di omosessuali che facevano sesso all'aperto in un parco.
Secondo la stampa britannica i pompieri hanno acceso le torce dal mezzo su cui viaggiavano direzionandole su un gruppo di cespugli nella zona verde detta Downs a Bristol, di giorno frequentata da gente che fa picnic e jogging, ma che di notte è nota per essere un luogo d'incontro tra gay per incontri sessuali.
Uno dei quattro uomini che si sono visti puntare le luci addosso ha contattato l'organizzazione per la lotta all'Aids Terrence Higgins Trust, che gli ha consigliato di presentare una lamentela formale per il comportamento dei pompieri.

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Primarie alla napoletana: a Quarto si vota per Veltroni e compagni nella sede di An.

(Panorama) Democrazia e pluralità, continuano a predicare i candidati nazionali del Partito Democratico. E il messaggio, almeno in Campania, sembra essere stato preso fin troppo alla lettera: se qualche giorno fa il sindaco di Salerno, Enzo De Luca, aveva invitato gli elettori del centrodestra a recarsi alle primarie, a Quarto, a nord di Napoli, hanno fatto di meglio. Uno dei seggi che ospiteranno le lezioni del leader del nuovo partito di sinistra si terrà infatti in una sede di Alleanza Nazionale. Altro che il corteggiamento, tutto mediatico, del super favorito Walter a Veronica Lario.

Qui si fa sul serio: basta fare un salto nella sede di via Santa Maria: all’esterno campeggia il simbolo e il tabellone di Alleanza Nazionale, con tanto di fiamma tricolore targata MSI, all’interno le bandiere dell’Ulivo ed i manifesti di Veltroni, Bindi, Letta e compagni.
Una sezione “double face”, che non ha mancato di suscitare polemiche. I dirigenti locali di An sostengono di avere dismesso la sede già dal 15 settembre scorso, ma l’ex segretario di sezione, Armando Romano, a chi gli chiedeva spiegazioni, ha risposto: “Le suppellettili che stavano dentro, sono ancora del partito: ce le ho portate io. E potrei anche pensare di andare a ritirarle, prima che” conclude l’ex segretario “molti degli iscritti se ne vadano con Storace”.

A meno che, presi allo sprovvisto e considerata la comodità, gli aennini flegrei non decidano di iscriversi al nascente Pd. In quel caso, non dovranno neppure cambiare sede.

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Smau torna per la classica 3 giorni di Ottobre.

(Pianeta.com) Appuntamento fisso che a piccoli passi si avvicina al mezzo secolo (compirà 50 anni nel 2013, e chissà quali novità anticiperà!) Smau torna per la classica 3 giorni di Ottobre.

Dopo la ristrutturazione del biennio precedente – che ha visto la nascita di E-academy, il polo didattico all’interno del quale prendono vita numerosi seminari e incontri formativi – Smau si ripresenta ai suoi 50.000 fedelissimi con una discreta rappresentanza di operatori esteri (20%) e 2000mq dedicati alle Iniziative Speciali, che raddoppiano la presenza rispetto al 2006.

A chi obietta che Smau è diventato un contenente senza contenuto, l’ad di Promotor International risponde che Smau si è data una connotazione precisa, orientandosi verso il B2B con particolare attenzione ai decision makers aziendali nel settore ICT, nodi dell’economia nazionale e dello sviluppo tecnologico italiano.
Questa è Smau, non un’accozzaglia di novità hi-tech per il piccolo consumatore alla ricerca dell’erede dell’Ipod. Inglobata nell’ottica corretta, la manifestazione di Rho-Pero stenta a perdere il suo fascino catalizzatore, se è vero che non mancherò di incrementare, se pur di poco, il numero di visitatori totali rispetto all’anno precedente. 50.000 e spiccioli, per dichiarare ancora una volta che Smau non è un marchio decadente.

E poi, riprendendo il titolo: per chi è del mestiere, questo mese di Ottobre, con gli echi dell’estate e l’affacciarsi del freddo inverno, senza Smau non sarebbe lo stesso. www.smau.it/

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Giulietta e Romeo arriva a Milano: ecco il comunicato stampa.

Dal 4 al 7 ottobre 2007, al DATCHFORUM di Assago e disponibile per gli abbonati del Teatro Ventaglio Smeraldo , arriverà GIULIETTA E ROMEO di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella.

Dall'estro e la genialità di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella, la storia d'amore resa eterna da Shakespeare diventa l'opera popolare Giulietta e Romeo, il frutto del talento di due grandi artisti del nostro tempo e dell'esperienza dei maggiori professionisti delle scene italiane ed internazionali.
Giulietta e Romeo arriva a Milano e sarà in scena al DatchForum, disponibile anche per gli abbonati del Teatro Ventaglio Smeraldo, dal 4 al 7 ottobre 2007.
Dopo il successo mondiale di Notre Dame de Paris, applaudito da oltre quindici milioni di spettatori, Riccardo Cocciante torna con una nuova opera tutta italiana ispirata al Romeo e Giulietta di Shakespeare, che già nelle sole date andate in scena a Verona ha registrato subito un nuovo record: 100 000 presenze in sole dieci serate.
Un cast di giovanissimi Montecchi e Capuleti, diretti dal regista Sergio Carrubba con la coreografia di Narciso Medina Favier e i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci, portano sulla scena uno spettacolo complesso, attuale, intenso. Grazie alla tecnica di Paola Ciucci, Giulietta e Romeo si trasforma in un "cinema dal vivo" grazie a una scenografia "dinamica animata", affidata a proiezioni tridimensionali che trasformano il palco in funzione del dramma.

La trama, fedele all'originale ad eccezione del finale, oltre a raccontare l'amore puro e tragico dei due giovani, pone l'accento sull'antagonismo e sullo scontro fra bande giovanili, temi, ancora oggi, estremamente attuali.
Dopo Milano, Giulietta e Romeo sarà a Roma al Gran Teatro dal 18 ottobre. Il calendario per il 2008 è ancora in definizione ma vedrà l'arrivo dell'opera nelle maggiori città italiane.
Giulietta e Romeo è una produzione Boventoon presentata da Friends And Partners e Gianmarco Mazzi.

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