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lunedì 7 aprile 2008

Bertinotti, i gay e le domande senza risposta.

(Gaytoday) Non ci si può aspettare molto da incontri-vetrina pre-elettorali. Mea culpa tardivi, critiche ed autocritiche, buoni propositi e promesse per il futuro. Qualche spiraglio, ma sempre a titolo personale. Il prevedibile, insomma. Così è andata anche ieri all’incontro, ospitato dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, tra le associazioni GLBT ed il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti.
Vuoi il ritardo del compagno Bertinotti, vuoi il suo poco tempo a disposizione, vuoi le contestazioni di Helena Velena, vuoi i successivi interventi abbozzati senza troppa cura per i particolari, la conferenza stampa è stata priva di spunti particolarmente interessanti.

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Pellegrini-Marin, è sesso bollente. Luca Marin: La prima volta: "Sono durato 50 minuti....".

Pellegrini-Marin, l'hard in piscina. La coppia del nuoto a nudo.

(TGCom) Confessioni hard a bordo piscina: sono quelle fatte da Federica Pellegrini e Luca Marin durante l'intervista doppia alle Iene. Si parte con i baci: "Federica bacia molto meglio della Manaudou", dice l'azzurro, fino alle preferenze sessuali: "Vorrei farlo con i tacchi a spillo o nello spogliatoio", replica la 19enne veneta. Infine è Luca a bilanciarsi con una chiusura alla Tatangelo:"Non l'ho mai detto e lo faccio ora: ti amo".

Tra Marin e la Pellegrini l'amore va dunque a gonfie vele. Da quel 16 febbraio, giorno del primo bacio, la coppia è più unita e complice che mai.

Lo si è visto in maniera tangibile in televisione durante l'intervista doppia. Entrambi sorridenti e spensierati hanno risposto senza troppi imbarazzi alle domande "irriverenti" delle Iene.

Si parte con un: meglio un bacio alla francese griffato Manaudou, ex di Marin o un bacio all'italiana targato Pellegrini?"

Non ha dubbi il campione di nuoto azzurro: "Bacia meglio Federica", la sua attuale dolce metà.

Poi si passa al video hot della francese e alla domanda su chi sia stato l'autore, la risposta è categorica: "Non lo so", dice Marin.

"Si pensa all'ex ragazzo, quello prima di Marin", dice la Pellegrini. E poi naturalmente la domanda sulle "perversioni" a letto. "Io - spiega lui - sogno di farlo nel bagno di un aereo o sulle scalette della piscina" mentre la giovane Federica vorrebbe farlo "con i tacchi a spillo o nello spogliatoio".

Ma non è tutto: la vera domanda da iene arriva all'ultimo. Dopo il ti amo in diretta, la domanda sulla prima volta: "Sono durato 50 minuti....", assicura Marin che la ricorda bene.

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Dopo le elezioni addio alla Sinistra Arcobaleno? In fuga dalla Cosa Rossa.

Nuova sede e giornale per Diliberto, pronto a ripartire con falce e martello.

(Fabio Martini - La Stampa) La nuova casa è già pronta. Telefoni allacciati, fax fruscianti, maniglie lucidate, stanze assegnate. Si tratta soltanto di far passare le elezioni e poi ai primi di maggio il Pdci di Oliviero Diliberto inaugurerà la sua nuova sede in via Tevere, a due passi dalla breccia di porta Pia. Per anni i comunisti dilibertiani hanno vissuto in affitto, ma ora hanno deciso di metter su casa e, per acquistare questo appartamento di mille metri quadrati nel borghese quartiere Salario, hanno messo in cantiere un investimento corposissimo. E sono pronti a farne un altro, altrettanto oneroso, per metter su un quotidiano di partito, destinato ad andare in edicola a partire dall'autunno. C'è già un'idea di titolo («Pietre»), che però potrebbe cambiare. Progetti eloquenti: il Pdci di Diliberto si pensa come se avesse davanti a sé un lungo avvenire da vivere per conto suo, anziché assieme ai tre partiti (Rifondazione, Verdi, Sinistra...

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Il Premier cinese Hu Jintao scrive a Beppe Grillo.

Lettera del presidente cinese Hu Jintao a Richard Gere, Beppe Grillo, Nancy Pelosi e altri.

(Il blog di Beppe Grillo) “Ritengo di grande importanza che i leader che influenzano l’opinione pubblica, come voi siete, conoscano la verità sul Tibet.
L’antica città di Lhasa è ricoperta da decorazioni di gala con bandiere rosse al vento nella piazza Potala e il fiume Yarlung Zambo gorgoglia deliziosamente. Noi membri della delegazione del Governo Centrale, insieme ai quadri e alla gente di tutti i gruppi etnici tibetani, stiamo tenendo questa grande celebrazione per rimarcare il 57 anniversario della pacifica liberazione del Tibet con gioia e esultanza.
57 anni fa, il Comitato Centrale CPC e il compagno Mao Zedong, avendo correttamente valutato la situazione, hanno preso una previdente, risoluta e significativa decisione politica di liberare pacificamente il Tibet. Il Governo Centrale del Popolo e il precedente Governo locale del Tibet firmarono l’ “Accordo sulle Misure per una Pacifica Liberazione del Tibet”. La liberazione pacifica del Tibet è stata uno degli eventi più importanti nella Storia moderna della Cina e un punto di svolta epocale per lo sviluppo del Tibet. Simbolizza che il Tibet, una volta per sempre, si è liberato dalla schiavitù dell’aggressione imperialista e che la grande unità della nazione Cinese e la sua grande volontà di riunificazione sono entrati in un nuovo periodo di sviluppo. Ci ha introdotto in una nuova era in cui il Tibet passa dal buio alla luce, dall’arretratezza al progresso, dalla povertà all’abbondanza, dall’isolamento all’apertura.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto un balzo in avanti nello sviluppo storico di sistemi sociali per camminare nella via del socialismo. Con l’abolizione della servitù feudale, sotto la quale il popolo tibetano è stato a lungo soffocato e sfruttato, milioni di servi di allora, che non avevano neppure i minimi diritti umani, si sono ora alzati in piedi e sono diventati padroni delle loro vite. Oggi tutti i gruppi etnici godono pienamente dei diritti politici, economici, culturali e di altri ancora con un controllo completo del loro destino.
Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto sostanziali progressi nel suo sviluppo economico, e il tenore di vita della gente è migliorato significativamente. Attraverso riforme democratiche, trasformazioni socialiste e aperture, le forze sociali produttive del Tibet si sono emancipate e sviluppate senza precedenti.
Durante gli ultimi 57 anni, la civilizzazione spirituale socialista in Tibet è stata fermamente diffusa e la società si è sviluppata in ogni aspetto. Iniziative nell’educazione, scientifiche, tecnologiche, nella salute pubblica e altre di indirizzo sociale sono state sviluppate vigorosamente. Le popolazioni di tutti i gruppi etnici in Tibet hanno in generale aumentato la consapevolezza politica, più alti standard etici e livelli scientifici e di educazione. La meravigliosa tradizionale cultura in Tibet non solo è stata protetta, ereditata e trasmessa, ma anche sostanziata per riflettere la nuova vita delle persone e andare incontro alle nuove richieste di sviluppo sociale.
Durante gli ultimi 57 anni, la solidarietà tra tutti i gruppi etnici in Tibet è stata costantemente rinforzata ed è stata mantenuta la stabilità sociale nel suo complesso.La libertà religiosa del popolo è stata pienamente rispettata e protetta. Tutti i gruppi etnici hanno lavorato in unità e hanno avuto successo nel mettere in luce le attività separatiste e distruttive della cricca del Dalai e delle forze contrarie alla Cina, e così salvaguardando la stabilità in Tibet e l’unità nazionale e la sicurezza dello Stato.
Il corso di questi 57 anni di tempeste e vicissitudini ha portato alla luce una grande verità: soltanto sotto la guida del Partito Comunista Cinese, solo nell’abbraccio della madrepatria e solo mantenendo la via socialista con le caratteristiche cinesi, il Tibet può godere oggi della prosperità e del progresso e pensare a un domani persino migliore. Questa è la nostra più importante conclusione dopo 57 anni di sviluppo del Tibet e anche il principio fondamentale da seguire nella costruzione e nello sviluppo del Tibet nei giorni che verranno.
Il Tibet è una bella regione, riccamente dotata, della nostra grande madrepatria. La gente industriosa e di talento di tutti i gruppi etnici del Tibet ha, in un lungo storico sviluppo, dato contributi eccezionali alla creazione di una cultura gloriosa della nazione Cinese e di una civiltà multi etnica. Nell’ultimo mezzo secolo, in particolare, il popolo tibetano ha scritto brillanti capitoli nello sviluppo e nel progresso del Tibet e ha aggiunto nuova gloria alla grande famiglia della nostra madrepatria socialista.
Io sono orgoglioso di invitarvi personalmente a Pechino per i Giochi Olimpici. Sarà una grande opportunità per vedere insieme i progressi e lo sviluppo della Cina. Grazie.”

Hu Jintao

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Cillian Murphy affianca Rutger Hauer e Sean Bean in "High Moon".

Cillian Murphy(Cineblog) High Moon è una storia di vampiri ambientata nel far west. Il soggetto è stato sviluppato da Asim Ahmad e dall’attrice Jordan Bayne, che ne parla nel suo blog di myspace definendolo “una via di mezzo fra “Ragazzi Perduti” e “I magnifici 7″. Le riprese avrebbero dovuto iniziare lo scorso febbraio, ma per motivi che al momento sembra non possano essere rivelati, sono state posticipate ad agosto.

Nel cast, oltre alla stessa Bayne, ci saranno Rutger Hauer, Sean Bean e Cillian Murphy (che, tra l’altro, sarà presto sugli schermi anche con “Hippie Hippie Shake” accanto a Sienna Miller e con “Il Cavaliere Oscuro” in cui riprenderà il ruolo del dottor Jonathan Crane).

Sembra probabile che John Woo si imbarchi nel progetto come produttore esecutivo, mentre ancora non è stato reso ufficiale il nome del regista, che comunque viene definito dalla Bayne come “il regista perfetto per questo progetto”.

Fonte: Jordan Bayne

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Arte. Forti polemiche in Austria per una «Ultima cena» omosessuale.

Immagini della controversa mostra austriaca. L'area della msotra dedicata a Pier Paolo Pasolini. Foto REUTERS/Heinz-Peter Bader.

La provocazione dei curatori del museo della Cattedrale cattolica di Vienna.
Polemiche per una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del Paese: Alfred Hrdlicka.

(Il Corriere della Sera) È l'«Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini», l'opera che di gran lunga ha suscitato il maggior scalpore a Vienna. Esposta all'interno del Museo della Cattedrale cattolica, si vedono gli apostoli, sdraiati sulla tavola mentre si masturbano gli uni con gli altri. Pur sapendo che avrebbero dovuto affrontare pesanti critiche esponendo una versione omosessuale dell'«Ultima cena», i curatori del museo non erano pronti a una reazione così forte. Oggetto della discussione - che i media austriaci hanno paragonato alla vicenda delle vignette di Maometto - è una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del Paese: Alfred Hrdlicka, che quest'anno ha compiuto 80 anni. Il direttore del museo della Cattedrale e il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, sono stati oggetto di pesanti critiche da parte di alcuni visitatori e siti Web cattolici.

La Chiesa ha rapidamente tolto dall'esposizione l'opera che rappresentava «un'orgia omosessuale» tra gli apostoli, come lo stesso Hrdlicka l'ha definita. Ma il gesto non è bastato a placare le polemiche. Il direttore del museo difende sia l'opera di Hrdlicka che la sua decisione di esporre il lavoro nelle sale di un museo con forti legami con la Chiesa cattolica. «Crediamo che Hrdlicka abbia le credenziali per rappresentare le persone in questo modo così carnale, così drastico», ha spiegato Bernhard Boehler.

Boehler ha detto che il museo non aveva intenzione di offendere nessuno aggiungendo che l'arte serve anche per dare vita a un dibattito e discutere. Hrdlicka, invece, ha affermato che gli uomini sono stati rappresentati in questo modo perché non ci sono donne nell'affresco di Leonardo da cui ha tratto ispirazione.
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Cinema: Carrey e McGregor, toccante storia d’amore gay.

Inedita coppia gay in arrivo sugli schermi: Jim Carrey ed Ewan McGregor saranno infatti i protagonisti di ‘I love you Philip Morris’, film che narra la storia d’amore tra due uomini, uno dei quali carcerato.

(La Repubblica) La pellicola è basata su un vero fatto di cronaca accaduto in una prigione del Texas: McGregor (nella foto) non vede l’ora di cominciare le riprese, che partiranno tra qualche mese, e lo ha rivelato al magazine Empire. ‘E’ quasi un anno che non lavoro, ho voluto del tempo per girare l’Africa ma ora è il momento di tornare sul set. Poterlo fare al fianco di un attore come Jim Carrey è fantasticò. ‘Nel film — prosegue l’interprete di ‘Trainspotting’ e ‘Moulin Rouge’ — lui è un artista della fuga e scappa dal carcere per raggiungere me. È una storia piena d’amore e molto toccante'.

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Interviste. Il candidato gay dell’Udc: “Pari diritti per tutti”.


(River-blog) Massimiliano De Marco, detto Maximo, classe 1969, per chi ama le etichette è “il candidato gay” dell’Udc. E’ anche un uomo dal passato sui generis, sicuramente non in linea col classico curriculum di un candidato del partito di Casini: autore di video dove la religiosità è trattata in maniera “poco ortodossa”; gestore di un privè gay; protagonista di foto hot. Amico di Claudia Koll, oltre che regista del film “Petali di Rosa”, interpretato dalla stessa attrice, ha iniziato insieme a lei un “cammino di conversione”. Maximo è candidato nella posizione numero 23 al Comune di Roma, nella lista dell’Udc per Ciocchetti sindaco. River-blog lo ha intervistato (grazie alla redazione di Notizie Gay per la segnalazione del personaggio), e ha scoperto – con suo grosso stupore - che Maximo non ha nessun problema a dire di essere a favore delle unioni civili, anche dei gay.

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Provocazioni. L’Arcigay sfida Pierferdinando Casini: “Il 28 giugno venga al nostro Pride”. Aurelio Mancuso: "Potrà vedere tante famiglie omosessuali".

(Il Domani di Bologna) L’ArciGay invita Pierferdinando Casini a partecipare al Gay Pride che si terrà a Bologna il prossimo 28 giugno. “Il presidente Pier Ferdinando Casini, ci dà sempre tante soddisfazioni, quando attacca frontalmente la vita e la dignità di milioni di gay e di lesbiche. Se per lui il modello familiare non è quello spagnolo, vorremmo sapere se è solo quello cattolico, ovvero di una famiglia sposata, oppure se rientra anche la sua, cioè di una persona risposata”. Lo afferma Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay, commentando la dichiarazione del leader dell’Udc secondo il quale la famiglia non è quella del modello spagnolo. “L’ipocrisia pelosa dei cattolici integralisti - aggiunge irato Mancuso - è talmente evidente in questo Paese, che sarebbe molto facile ricordare che proprio ieri il Papa ha segnalato come colpe gravi proprio l’aborto, il divorzio, l’eutanasia. Infatti, nessun politico di centro destra, compreso Casini ha commentato, perché come si sa coinvolto dalla condanna vaticana. Comunque il nostro alfiere non senza macchia dei valori cattolici, potrà conoscere meglio le nostre famiglie partecipando, se lo desidererà, al Pride nazionale del 28 giugno 2008, che si terrà proprio nella sua città: Bologna. Potrà veder sfilare felici famiglie italiane omosessuali, cui importa ben poco dei giudizi omofobi dell’esponente udicino”.

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Il legame tra sesso e nomi. Alla E piace avere un amico come amante e la N è un bastardo a letto...

(Consigli d'amore) La tua identità sessuale nel nome? Sembrerebbe esserci, secondo uno studio quanto scientifico non si sa, un legame stretto tra l’iniziale del proprio nome e le proprie caratteristiche sessuali.

Alcuni brevi esempi? Le A sono poco romantici ma interessanti in azione, la B è vanitoso, piace essere lodato ma anche lodare per le sue capacità. La C è un logorroico, adora parlare prima, durante e dopo il rapporto. A chi si chiama con la E piace avere un amico come amante e una compagnia nel letto. La F pone il suo amante su di un piedistallo mentre alla G piace cercare la perfezione tra se stesso e il partner. La I apprezza molto la lussuria, la sensualità e i piaceri della carne. Alla L piace fare il salvatore di persone complicate con situazioni difficili. La M crede nella libertà̀ sessuale e gli piace provare tutto. La N è un bastardo a letto. La P sta molto attento all’aspetto fisico del partner. La R si accende per una mente intelligente. La S sta per sexy, sensuale e passionale mentre la T è un passivo. La U è sempre innamorato anche quando non lo è, la V ha bisogno di spazio, libertà ed eccitazione e gli piacciono quelli molto più piccoli o più grandi.

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Il piacere di far conoscere testi omosessuali stranieri in Italia.

Jean-Marie Pouget delle Edizioni del Cardo(Queerblog) Le Edizioni del Cardo sono una piccola casa editrice con sede ad Albano Laziale, uno dei castelli romani. Propone una selezione di testi di qualità, con particolare interesse alla narrativa a tematica gay e lesbica, e alla letteratura francofona. Il responsabile della casa editrice, Jean-Marie Pouget, ha risposto ad alcune domande in merito alle loro pubblicazioni “gay”.

Quali sono le origini delle Edizioni del Cardo e da dove viene il nome?
Le Edizioni del Cardo sono una realtà giovane: la società è stata creata nel gennaio 2006, ed il primo libro pubblicato nell’aprile dello stesso anno. Il progetto è nato negli anni precedenti da una passione per la lettura e per il libro in generale. Uno dei motivi scatenanti, molto personale, era la frustrazione di non poter condividere con amici italiani alcuni libri di autori francofoni (sono di madre lingua francese) di grande valore letterario, in quanto non erano mai stati tradotti in Italia. Esisteva dunque uno spazio da colmare sul fronte editoriale e dopo una lunga preparazione è partita l’avventura delle Edizioni del Cardo. Il nome si riferisce alla pianta, o precisamente al fiore di cardo, che ha la caratteristica di essere molto bello e anche gustoso, ma non particolarmente facile da cogliere in quanto spinoso (non sine spina… come la buona letteratura!), e di essere molto duraturo nel tempo, cosa che auspichiamo per i nostri titolo (ai best-sellers, preferiamo i long-sellers…)

Come è nata l’idea della collana Antinoo, dedicata alla narrativa gay e lesbica?
La scelta di aprire con una collana di narrativa gay e lesbica è stata dovuta principalmente al fatto che la maggior parte dei titoli che volevo far scoprire in Italia trattavano in forma più o meno diretta di storie omosessuali (dato non casuale in quanto gay io stesso). Le tematica della collana non rappresenta una finalità in sé, ma piuttosto un filo direttore che ci permette di restringere la selezione nella grande quantità di opere di narrativa che meritano di essere pubblicate. La focalizzazione su uno specifico segmento tematico permette inoltre ad una piccola realtà come la nostra di acquisire con meno difficoltà un minimo di visibilità su alcuni canali distributivi e commerciali, sebbene distribuzione e commercializzazione rimangano i maggior punti dolenti della piccola editoria.

Un identikit del lettore abituale delle Edizioni del Cardo
Dai contatti avuti finora con i nostri lettori, credo di poter affermare che non esiste un identikit: dai 7 ai 77 anni come sotto-titolavano gli album delle Avventure di Tintin! Anzi, il limite dei 77 anni viene abbondantemente superato da numerosi nostri lettori. Per quanto riguarda i giovani, abbiamo avuto la piacevole sorpresa di vedere un nostro libro (Mio fratello e suo fratello di H. Linquist) selezionato per il premio Desenzano Giovani (assegnato da lettori tra i 13 e i 20 anni). Credo che nel catalogo finora pubblicato ci sia una grande diversità, da letture impegnative come Il giardino zoologico di Yves Navarre a testi di più facile approccio come Gioia e conforto di Jim Grimsley. L’unico fil rouge rimane la qualità letteraria dei testi proposti.

Tra i libri pubblicati da voi, uno a cui siete particolarmente legati è…
Domanda molto difficile… Forse il diario di Pascal de Duve, intitolato Cargo Vita, per la mia grande ammirazione nei confronti dell’autore stesso, stroncato a 29 anni dall’AIDS, e della sua breve ma intensa opera (oltre a Cargo Vita, ha pubblicato un romanzo Izo). Ma ho molto a cuore anche e soprattutto i primi due titoli italiani a catalogo: Prendere o lasciare di Fabio Bo e Neve e sangue di Maurizio Gregorini. Per un editore, il piacere di pubblicare un nuovo libro è ancora più grande di quello di far scoprire attraverso una traduzione un autore straniero.

Copertina del libro 50 modi per dire favolosoQualche anticipazione sui prossimi titoli che avete in programma?
È appena uscito 50 modi per dire favoloso di Graeme Aitken, autore neo-zelandese. Si tratta di un libro molto divertente e ben scritto, ambientato nella profonda provincia neo-zelandese, che narra le vicissitudini del dolce e grassottello Billy, piccolo gay di sicuro non tagliato per i lavori della fattoria paterna. Lo consiglio veramente a tutti! È anche in preparazione un secondo romanzo di Yves Navarre, intitolato Il piccolo messaggero dei nostri cuori, che uscirà ai primi di giugno in un’ottima traduzione di Daniele Cenci. Ci racconta una bellissima storia d’amore tra due uomini, nei primi del secolo scorso. Infine abbiamo altre piacevolissime proposte in preparazione per quest’anno… ma non possiamo svelarle tutte subito!

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e dell’editoria “gay” in particolare?
Vorrei fare un distinguo molto netto tra grande e piccola editoria. La tendenza nel mondo editoriale in questi ultimi anni è stata caratterizzata, come peraltro in altri settori dell’economia, dal consolidamento in realtà sempre più grandi. Questo fenomeno ha toccato anche la filiera della commercializzazione del libro, ormai quasi di monopolio delle librerie di catene come Mondadori o Feltrinelli, o oggetto di nuove forme di vendita di successo, come il libro in edicola, che comunque non lasciano spazio alla piccola editoria. Mentre i “grandi” approcciano ormai la vendita del libro come quella di un qualunque prodotto, attraverso le stesse logiche di marketing, il piccolo editore mantiene però la capacità di continuare a scegliere testi in base al loro contenuto ed alla loro qualità. E questa capacità di “fare cultura” è l’unica arma che gli rimane, insieme al sapere creare a mantenere un legame solidale con le piccole librerie indipendenti. Per quanto riguarda l’editoria “gay”, il mio personale augurio è che in tempi non troppo lontani non ce ne sia più bisogno. Mi aspetterei da una società futura un po’ più aperta, che un romanzo ben scritto possa essere apprezzato da tutti, siano i protagonisti gay o meno. Così come noi gay continuiamo ad emozionarci con la grande letteratura… squisitamente etero!

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X Factor verso la sospensione ma sarà il grande successo del 2009?

(Tvblog) Crederci sempre, arrendersi mai. E’ l’isolano motto di Antonio Marano, riciclato per lo sdoganamento della bella musica in tv ma soprattutto per il caso X Factor, che si è preso a cuore sin dall’inizio e continua a sostenere con tutto se stesso. Come emerso anche da un’intervista al portale Rockol, il direttore di Raidue non solo esclude la chiusura anticipata di quest’edizione per bassi ascolti, ma punta in alto con la promessa di un appuntamento annuale:

“Sono convinto che partendo a gennaio, prima di Sanremo, e con le solide basi che abbiamo costruito quest’anno X Factor sarà il prodotto vincente del palinsesto 2009 di RaiDue. E’ una produzione importante, ovviamente, ma costa meno dei 10 milioni di euro di cui parlano i giornali”.

Non si può dire, in questo caso, che l’Auditel costituisca l’unica voce in capitolo per sancire il futuro di una trasmissione. Secondo Marano, la forza di X Factor è di avvicinare alla tv di stato un pubblico giovane e istruito, benestante e di tendenza, collocato principalmente nel Nord Italia: ben il 18% di share tra i laureati e chi ha un diploma di scuola superiore. La media degli ascoltatori è sui quarant’anni, il che lo renderebbe secondo lui il programma più giovane della storia recente Rai. In più, il direttore della seconda rete Rai non rinuncia a puntare sulla musica in tv, annunciando l’arrivo di un’imperdibile monografia su Vasco Rossi il 29 maggio:

“Non sono soddisfatto dei numeri, ovviamente. Ma della qualità dei prodotti sì. E mi spiace che chi rimprovera sempre, e giustamente, alla Rai mancanza di coraggio, assenza di sperimentazione e incapacità di parlare ai giovani non apprezzi i nostri sforzi di creare programmi di contenuto editoriale e culturale: perché la musica è cultura, è nell’aria che respiriamo da mattina a sera. E per me non serve tanto a inseguire audience quanto a costruire una nuova identità di rete. Fare risultato è nella mia missione di direttore, ovviamente, e per essere in pari con le aspettative ci mancano, in entrambi i casi, due punti percentuali di share”.

Tra i motivi, egli addebita l’obbligo, già manifestato alla vigilia del debutto, di trasmettere la striscia in access per non dar fastidio all’Eredità. A suo parere, inoltre, anche Scalo 76 sarebbe andato meglio se fosse partito a settembre anziché a dicembre (lo slittamento è stato dettato dal fatto che gli studi non erano ancora pronti):

“Anche per Scalo 76 abbiamo in mente le modifiche da apportare e da qui alla chiusura della stagione, in giugno, collauderemo altre novità. Sto persino pensando di farne una versione itinerante estiva: potrebbe diventare il brand intorno a cui ruota tutta la programmazione musicale live di Raidue. Lo riproporremo in autunno: io lo considero uno dei miei programmi più belli in assoluto, ideato e realizzato interamente all’interno delle nostre strutture e neppure costoso, grazie alla sintonia che si è creata con produttori e discografici”.

Quanto all’ingombrante paragone con Amici, Marano ricorda i pessimi ascolti con cui è partito e fa causticamente notare l’incapacità dei suoi ex-partecipanti di sfondare nel mercato discografico:

“Se noi riusciremo nell’intento di creare un pop star avremo raggiunto il nostro obiettivo. Se poi X Factor arriverà al 12 % di share e a due milioni e mezzo di ascoltatori, meglio ancora. Possiamo farcela, ce lo dicono la curva degli ascolti e le ricerche di mercato, quando torneremo finalmente alla serata del martedì. Abbiamo iniziato di lunedì per non sovrapporci con la Champions League: avremmo dovuto chiudere in anticipo, violando i tempi e la liturgia del format. La collocazione domenicale è stata un suicidio, una tegola inaspettata: ma ci sono ovviamente ragioni superiori, siamo un servizio pubblico con tutto quel che ne consegue…”.

Intanto, per l’ultima volta di domenica, noi ci prepariamo a seguire una nuova puntata di X Factor in diretta su Tv Blog!

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Un kit per fare una copia perfetta in gomma del pene. Il video.

(Sexcity) Progettato da un equipe medica, Clone a Willy è un kit completo che copia perfettamente il proprio pene per riprodurlo realisticamente in gomma di lattice. Ogni corredo contiene le istruzioni ed include tutto il necessario per produrre una copia esatta di qualsiasi pene.

Il procedimento è semplice. Per prima cosa, bisogna realizzare lo stampo, preparando un apposito contenitore cilindrico, vi si inserisce il pene perché ne prenda la forma, infine lo si riempie di una gomma liquida a presa rapida e si ottiene la perfetta replica dell'originale.
Il materiale utilizzato è igienico ed anallergico, lo stesso utilizzato ad Hollywood per creare le maschere divenute famose nei personaggi di fantascienza. Il kit di Clone a Willy è anche dotato di un congegno vibrante che consente di ottenere un dildo massaggiatore. Infine, esiste anche un Clone a Pussy, versione al femminile di Willy per riprodurre le fattezze esterne di una vagina.
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F1: Mosley e il sesso, nuovo capitolo. Parla una prostituta.

(Ansa) Il News of the World torna all'attacco del presidente della Fia Max Mosley e, ignorando la sua denuncia per diffamazione, intervista una delle cinque prostitute che presero parte all'ormai celebre festino in stile lager nazista. E la ragazza rivela: Mosley, 67 anni, dava ordini con un ridicolo accento tedesco mentre un'altra donna, in uniforme nazista, lo frustava fino a farlo sanguinare. "Lui filmava tutto per goderselo poi più tardi. E non era la prima volta che ci ingaggiava per soddisfare la sua libidine perversa", racconta la donna, confermando il tema nazista dell'orgia, smentito da Morley nei giorni scorsi: "Max sapeva benissimo che il tema dell'orgia era nazista, l'aveva chiesto lui". Il festino, secondo il domenicale, si è svolto alle 11.30 del mattino a Chelsea, il 28 marzo. "Seguivamo solo gli ordini - ha proseguito la prostituta - Ma disse a Mistress Switch (la donna incaricata di organizzare il tutto) che voleva una dominatrice tedesca, ne ebbe una, Mistress Zena. Lei è tedesca e indossava un'uniforme militare tedesca. Poi è stata ingaggiata Mistress Abi, anche lei doveva portare un'uniforme tedesca, una giubba della Luftwaffe. Tutti quei vestiti venivano da negozi che commerciano in rimanenze dei magazzini militari. Mi dissero che si sarebbe parlato per lo più in tedesco, e che io non l'avrei capito". "Poi - rivela - mi dissero che ci sarebbe stato questo tema nazista, con umilianti perquisizioni corporali, brutalità e che due ragazze, Leah e JD, avrebbero fatto la parte di prigioniere del campo di concentramento. Avrebbero portato uniformi a strisce, sarebbero state picchiate e avrebbero fatto sesso con Max". La fonte del News of the World rivela poi come 'Zena' "abbaiava" ordini in tedesco mentre Mosley - "un vero sadmasochista" - picchiava Leah e Jd. A sua volta, lui fu picchiato con un frustino da 'Switch', legato a una sedia. Costo dell'orgia, 2.500 sterline. E poi commenta: "Non siamo rimaste sorprese di sentire che era un sostenitore del fascismo quando aveva vent'anni. Ci dev'essere qualcosa di distorto nella sua psiche a causa della sua educazione. I suoi genitori erano nazisti, e questo deve averlo corrotto. Mi dispiace molto per lui". Il domenicale pubblica anche le dichiarazioni del tre volte campione di Formula 1 Jackie Stewart, che chiede le dimissioni di Mosley: "E' ora che faccia la cosa onorevole, e si dimetta", ha affermato, "... nessuna organizzazione del mondo può consentire a questo stillicidio di andare avanti".
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GF8. In un incontro Lina contro Roberto.

Grande Fratello(Tvblog) Mancano ancora tre puntate alla conclusione di questa ottava edizione del Grande Fratello. Nella diretta di domani sera vedremo di nuovo il cumenda Roberto che verrà messo faccia a faccia con Lina e ci sarà una doppia eliminazione.

Dopo la prima settimana “di libertà” Roberto tornerà in studio e si confronterà prima di tutto con Alfonso Signorini e successivamente, in un incontro vis a vis con Lina, la dottoressa napoletana ancora in gioco, con la quale ha vissuto alcuni momenti piccanti che hanno rischiato di segnare pericolosamente la carriera di lei.

Lina non ha digerito come è stata trattata dallo stesso Roberto e più volte in settimana ha quasi maledetto il giorno in cui si è data a lui arrivando anche a strappare e danneggiare tutto ciò che le faceva ricordare il cumenda. Dopo un filmato che mostrerà tutti gli sfoghi di lei, i due avranno la possibilità di chiarirsi: come reagirà la ragazza? Lo perdonerà o vedremo i fuochi d’artificio?

Roberto è stato protagonista inoltre di un Grande Fratello nel Grande Fratello infatti è stato seguito con le telecamere mentre incontrava la fidanzata storica, Elena.

I nominati della settimana sono due molto amati dal pubblico e non sarà certo facile presagire alla vigilia chi possa uscire; sarà l’amico del cumenda Gian Filippo o l’enigmatica Silvia? A Gian Filippo intanto arriverà la notizia che da tempo attende con impazienza.

Sorpresa quasi inaspettata per i ragazzi con un’ulteriore eliminazione domani sera: come verrà effettuata? Adotteranno la catena di sant’antonio che tanta curiosità aveva destato qualche settimana fa?

La prova della settimana è quella della scorsa che per motivi di tempo non era stata effettuata. I ragazzi dovranno aprire un forziere posizionato sul fondo della piscina sigillato con lucchetti e catene stando completamente in apnea.

Chiuderanno come sempre le nuove nomination che decreteranno i semifinalisti per la prossima puntata che, eccezionalmente causa elezioni, andrà in onda martedì 15 aprile.

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Milano, festa grande per l'Expo. Bagno di folla per Letizia Moratti dopo il verdetto di Parigi.

(Cronaca qui) Erano 500mila, fra milanesi e non, le persone che quest'oggi hanno affollato da mattina a sera il cuore del commercio cittadino, Corso Buenos Aieres.

La bella giornata di sole ha coronato a dovere i festeggiamenti per l’assegnazione a Milano dell’Expo 2015: 10 miliardi di euro di investimenti per circa 40 milioni di visitatori previsti.

Non poteva mancare il sindaco di Milano Letizia Moratti, che nel suo discorso alla città ha ringraziato tutti (il Governo, la Giunta, la maggioranza e l’opposizione) per aver contribuito a questa opportunità di sviluppo e modernizzazione.

Continua su GayExpo 2015.

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Aurelio Mancuso (Arcigay) accusa "Liberazione": "I miei articoli vengono puntualmente scartati e censurati".

Quando censura liberazione.

(Aurelio Mancuso) Liberazione è un bel giornale, anzi da quando ha cambiato veste grafica è diventato proprio leggibile. Da quasi un anno ci collaboro, ogni tanto ci scrivo editoriali, riflessioni e così via. Ma negli ultimi tre mesi i miei articoli vengono puntualmente scartati e censurati. L'ultimo in ordine di tempo è quello pubblicato quì come post 455. Cosa sarà successo? Boh evidentemente non starò più simpatico all'ottimo direttore Piero Sansonetti. Forse non sono sufficientemente organico in questo periodo i elezioni. Forse la candidatura di Grillini a Roma e il sostegno di Arcigay non sono piaciute. Forse le critiche alla infausta collocazione di Luxuria in Sicilia, o la critica sui reali impegni di Sinistra Arcobaleno sulla rappresentanza lgbt, saranno risultati indigesti. Magari invece, si è sviluppata una improvvisa antipatia personale nei miei confronti. Peccato, perché è chiaro che dialogare anche con questa parte importante del paese è nell'interesse di Arcigay, ma evidentemente il sentimento non è reciproco. Comunque tutto è avvenuto nel più classico dei modi comunisti d'antan: prima grandi sorrisi, telefonate, sollecitazioni a scrivere su questo e quello, poi il gelo, il muro, l'abbandono. Tutto molto scontato e se posso dire a livello personale, un po' deludente....Comunque Liberazione rimane un bel giornale.

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Bertinotti contestato al circolo Mario Mieli.

(Il Messaggero) «Ti occupi di froci solo in campagna elettorale, durante la legislatura ti dimentichi di noi». Così Helena Velena, dell'associazione "Vomito Arcobaleno Transgender International", ha attaccato il presidente della Camera e candidato premier della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, al suo arrivo al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. «Non puoi venire qui - ha inveito Helena Velena, interrompendo un'intervista a Bertinotti - a farti propaganda e fregartene poi dei nostri problemi. Ormai fai parte dell' establishment».

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