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mercoledì 31 ottobre 2007

Obama: no a Brad e Angelina. Ho già Clooney.

Dietro il rifiuto forse il timore di un «effetto Jolie»: gli elettori del sud non hanno dimenticato il passato trasgressivo dell’attrice. Il senatore respinge l’aiuto in campagna elettorale: troppe stelle di Hollywood.

(Alessandra Farkas - Il Corriere della Sera) Brad Pitt bocciato da Barak Obama. Lo rivela il New York Daily News, secondo cui la star più sexy di Hollywood si era offerta di aiutare la campagna presidenziale del senatore nero dell’Illinois ma è stata rifiutata. «Abbiamo già reclutato George Clooney e Matt Damon — spiega un insider al quotidiano della Grande Mela —. Non volevamo apparire troppo hollywoodiani ». I contatti tra Pitt e Obama sarebbero avvenuti attraverso intermediari del candidato democratico alla corsa presidenziale del 2008 e secondo il giornale «è anche possibile che Obamanon sia stato informato della cosa». Resta però il fatto che la notizia del rifiuto — non smentita dai diretti interessati — ha già fatto il giro della blogosfera. Finendo come una macchia indelebile nel curriculum vitae, peraltro stellare, del protagonista di «Ocean’s 11» e «Babel». «Pitt è un ragazzo fantastico — si è subito giustificato l’entourage di Obama — ma non vogliamo che il nostro candidato finisca per proiettare un’immagine troppo frivola ».

Ma dietro il diniego, sempre secondo la stessa fonte, ci sarebbero i timori di un potenziale, negativo «effetto Angelina » sulla corsa. Anche se la Jolie oggi è l’incarnazione stessa del «politically correct», molti elettori, soprattutto negli stati più conservatori e cristiani del sud non hanno mai dimenticato il suo passato trasgressivo e autolesionista, immortalato da innumerevoli copertine di tabloid. Il periodo, per intenderci, quando l’allora Signora Thornton girava con una fiala di sangue umano appesa al collo e si tagliava le braccia tatuate con le lamette. «Brad Pitt fino ad oggi non ha ancora appoggiato alcun candidato», taglia corto la sua portavoce, confermando un astensionismo che ha sorpreso i fan dell’attore, abituati al suo grande attivismo, da Katrina all’effetto serra e dalla fame in Africa all’Aids.

L’unico a non stupirsi è il suo amico George Clooney. «Ho visto quello che è successo con la campagna per il Congresso di mio padre — ha spiegato al Daily News —. Essere una celebrità può diventare ad un certo punto uno svantaggio». Nick Clooney, candidato democratico per lo stato del Kentucky nel 2004, non è mai riuscito a coronare il suo sogno di essere eletto deputato. Suo figlio George aveva a suo tempo offerto aiuto al carismatico «Kennedy nero »: «Sono disposto a dare una mano in ogni modo possibile, anche stando a casa e non aprendo la bocca, se questo viene giudicato più utile». «Anche io sarei molto contento di aiutare Obama — gli ha fatto eco Damon al quotidiano —. È una persona meravigliosa, sarebbe un grande leader». Ma alla fine, secondo indiscrezioni, Obama potrebbe accettare anche l’aiuto di Pitt, così come nei mesi scorsi ha detto sì alla sponsorship di luminari di Hollywood quali Steven Spielberg, Barbra Streisand, Tom Hanks, Tobey Maguire, Eddie Murphy, Morgan Freeman e Ben Stiller. E non solo perché Hillary — la più amata dalla Mecca del cinema dai tempi dell’amministrazione Clinton — lo batte di 30 punti nei sondaggi ma anche perché, secondo Ancestry.com, lui e Pitt sarebbero cugini di nono grado.

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Niente sesso nelle suites dell'Airbus A380.

La richiesta della Singapore Airlines ai propri passeggeri. Le dodici cabine di prima classe con letti matrimoniali non sono insonorizzate e nemmeno del tutto sigillate.

(Paolo Virtuani - Il Corriere della Sera) Alla Singapore Airlines mantengono un basso profilo e assicurano che non c'è nulla di nuovo rispetto a quanto di norma viene chiesto ai propri passeggeri: «Chiediamo a tutti coloro che salgono sui nostri aerei di non creare problemi agli altri passeggeri e all'equipaggio», ha detto la compagnia aerea alla Reuters. «Lo stesso vale per chi occupa le suites del nuovo Airbus A380: è vero che sono private, ma le dodici cabine non sono insonorizzate e nemmeno completamente sigillate».(
TENTAZIONE
- La precisazione è dovuta al fatto che le suites sono corredate di letto matrimoniale e, durante le sette ore di volo tra Singapore e Sydney, dove lo scorso 25 ottobre è entrato in servizio il nuovo superaereo a due piani, a qualcuno può venire (o è già venuta) la tentazione di... alla Singapore Airlines non vogliono nemmeno sentire pronunciare la parola.
ATMOSFERA ROMANTICA
- «Ti fanno pagare un sacco di soldi, ti danno un letto matrimoniale e champagne senza limiti, ti assicurano che c'è la privacy, e poi di dicono che non puoi fare una cosa che in quelle condizioni viene naturale?», si è lamentato con il quotidiano inglese Times Tony Elwood, che insieme alla moglie Julie ha viaggiato in suite nel volo inaugurale. «Fanno tutto per creare un'atmosfera romantica, ti offrono ostriche da tutte le parti e quindi direi che non dovrebbero cercare scuse», ha aggiunto Julie.

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Mtv Europe Music Awards: Tutto pronto per l'evento di Monaco.

(Mtv) Gli Mtv Europe Music Awards 2007, in programma all'Olympialle di Monaco, in Germania giovedì 1 dicembre, saranno trasmessi da Mtv Italia in diretta a partire dalle ore 20.00 con il Red Carpet Live e dalle 21.00 con il Main Show.

Padrone di casa della serata sarà il rapper Snoop Dogg che presenterà la quattordicesima edizione dello show. Wyclef Jean commenterà invece la diretta dello show dal backstage per tutti gli utenti web collegati a www.mtv.it/ema e per gli utenti mobile connessi a wap.mtvema.com, per la diretta sui cellulari.

Sul palco della suggestiva Olympialle Arena di Monaco si esibiranno in performance live inedite: i Babyshambles di Pete Doherty, Mika, Foo Fighters, Avril Lavigne, My Chemical Romance, i Tokio Hotel e l'inedito duetto formato da Will.I.Am dei Black Eyed Peas e Nicole Scherzinger delle Pussycat Dolls.

Molti anche i volti celebri che saranno presenti a Monaco in qualità di presenter per consegnare ai vincitori gli ambiti award: il tennista pluricampione Boris Becker, Craig David, il front man dei Depeche Mode Dave Gahan, i Good Charlotte, la cantante inglese Joss Stone, Michael Stipe degli R.E.M., Serj Tankian dei System of a Down e Wyclef Jean dei Fugees, la modella inglese Lily Cole, Jon Heder, star di " Napoleon Dynamite" e l'esplosiva Kelly Rowland delle Destiny's Child.

Gli Awards saranno trasmessi anche quest'anno su più piattaforme. Oltre alla diretta tv, Wyclef Jean condurrà uno show dal backstage in esclusiva per gli utenti web e mobile. L'ex Fugees promette un vero internet party con interviste dal red carpet e irruzioni nel backstage.
Wyclef Jean, inoltre, intervisterà i 3 finalisti che saranno rimasti in gara per il "New Sounds of Europe Award" e attenderà con loro la proclamazione del vincitore che si potrà esibire in diretta tv sul palco principale.
L'esclusivo evento dal backstage si potrà seguire collegandosi a: www.mtv.it/ema, per internet, e wap.mtvema.com, per la diretta sui cellulari.

Tra gli artisti in nomination spicca Justin Timberlake, unico candidato per 4 award, ossia per: Ultima Urban, Headliner, Video Star e Solo Artist. Seguono con 3 nomination Beyonce', Fall Out Boy, Linkin Park, My Chemical Romance, Nelly Furtado e Rihanna, i Tokio Hotel hanno ricevuto 2 nomination a pari merito con altri artisti tra cui 30 Seconds to Mars, Mika, Amy Winehouse e Avril Lavigne.

Per il "Best Italian Act" vinto lo scorso anno dai Finley, sono in nomination: Elisa, Irene Grandi, J-Ax, Negramaro (già vincitori nel 2005) e Zero Assoluto.

Tutte gli artisti possono essere votati fino alle ore 12.00 di giovedì 1 novembre su www.mtv.it/ema.
Per il New Sounds of Europe Award si potrà continuare a votare anche durante lo show sia sul sito che via sms le tre band rimaste in gara.

Nel 2006, gli Mtv Europe Music Awards sono stati trasmessi ad un potenziale pubblico di oltre un miliardo di telespettatori in 179 Paesi, con diretta tv in Europa, Africa e Medio Oriente.

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PACS - Bortolazzi (Pdci): ''Ex Ds-Dl fanno sorridere''.

(Romagna oggi) “La decisione del Partito democratico di astenersi sul Progetto di Legge Zanca, di cui tra le altre cose sono cofirmataria, PdL che prevedeva un sostanziale riconoscimento a livello regionale delle coppie di fatto, mi fa davvero sorridere”. E’ ironica Donatella Bortolazzi, capogruppo dei Comunisti italiani in Regione, nel commentare la scelta degli ex Ds e Dl sui Pacs.
“La controproposta giunta poi dai consiglieri ex Ds – Dl è quantomeno sospetta – aggiunge - , visto che con una vera e propria nebulosa verbale si specifica che le uniche coppie titolate ad essere aiutate economicamente dalla Regione sono quelle sposate e rigorosamente eterosessuali; si è voluta nascondere in questo modo una decisione che è tutta politica dietro la necessità di attendere i deliberata del Governo nazionale in materia di coppie di fatto, ma si è al tempo stesso dimenticato che anche il Comune di Bologna attendeva un indirizzo da parte della Regione per procedere ad un analogo riconoscimento”.

“Mi preoccupa non poco l’arretramento di prospettiva che purtroppo scorgo sempre più dietro l’operazione Pd – ammette la Bortolazzi in conclusione -: come prevedibile, gli ex –Ds subiscono l’influenza della forte identità cattolica dei loro nuovi colleghi di partito e si dimostrano pronti a recedere anche rispetto a decisioni che pure fino a pochi mesi orsono rientravano a pieno titolo nella loro agenda politica”.

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L'auto-candidato sindaco di Bologna Grillini fa la lista della spesa.

(Img Press) Negli ultimi giorni in molte realtà italiana è stata rilanciata con forza la battaglia sulla questione gay e sui diritti delle coppie di fatto. In Friuli l'iniziativa di AN, da cui dissentiamo, ha riproposto la questione delle coppie omosessuali che celebrano matrimonio all'estero, in Puglia la Giunta ha deciso di partecipare ad un progetto europeo di prevenzione delle violenza ai danni di gay e lesbiche, in Toscana è stato respinta una mozione volta a chiudere la campagna contro l'omofobia; sempre in Toscana, a Firenze, è stata aperta finalmente la mostra Arte e omosessualità censurata dalla Giunta lombarda; in Sicilia, a Palermo, è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione contro la discriminazione legata a orientamento sessuale e identità di genere con il finanziamento dall’Assessorato Regionale Siciliano della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali; nelle Marche sono stati diffusi i dati allarmanti di un progetto finanziato dalla regione sul bullismo omofobo, a Venezia è stato approvato un ordine del giorno sui diritti delle coppie omosessuali; Perugia ha approvato una delibera perché l'Umbria legiferi in materia di diritti e coppie di fatto. Ancora, e purtroppo ci duole ricordarlo, in Emilia Romagna il Pd ha fatto bocciare la proposta socialista di riconoscere diritti alle coppie di fatto, il Comune di Osimo ha bocciato l'istituzione del registro delle unioni civili insieme al Comune di Bergamo, qualche giorno fa. Gli indicatori parlano chiaro: la questione dei diritti civili e della laicità è centrale nel dibattito politico e non può essere sottovalutata da chi, come il Pd, l'ha cancellata dalla sua agenda. E' bene quindi rilanciare in tutti i comuni la battaglia per i registri delle coppie di fatto e che gli enti, di solito più lungimiranti, seguire il dibattito parlamentare sulla legge sui CUS, e laddove le delibere sono state approvate rilanciare l'utilizzo delle certificazione di unione affettiva come a Bologna, dove sono approvate nel 1999.
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Ndr. Il solito comunicato stampa di Franco Grillini. Tanti annunci ma...

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Andrea Benedino, GayLeft, scrive al Corriere.

(Il Corriere della Sera) C’è davvero da restare amareggiati a leggere dell’amarezza della senatrice Binetti per il pacato intervento del sen. Ignazio Marino all’Assemblea Costituente del PD. Che avrebbe detto mai Ignazio Marino di così scandaloso da amareggiare oltremodo la senatrice? Si è limitato a chiedere che il PD sciolga finalmente i nodi relativi ai diritti civili, alle convivenze e al testamento biologico e che su questi temi finalmente il nuovo partito trovi il modo di decidere. Non mi sembra nulla di eversivo, né di così allarmante. Tanto più alla vigilia della discussione in Senato sui CUS. Tanto più che quelle parole interpretavano correttamente i sentimenti di una vasta parte della platea dei delegati, ormai convinti che in una società moderna non possa più esistere una gerarchia di diritti che veda al primo posto i diritti sociali e in posizione secondaria quelli civili. Appartengo alla schiera di coloro che si sono impegnati nel PD proprio perché convinto che il nuovo partito ci aiuterà ad abbattere quegli steccati ideologici tra laici e cattolici che hanno impedito alla politica italiana di trovare un punto di intesa su temi così importanti. E mi accingo a partecipare alla Commissione che elaborerà il Manifesto dei Valori del nuovo partito con la volontà di perseguire la massima apertura al dialogo con chi è portatore di idee diverse dalle mie, ma con analoga determinazione ad ottenere rispetto per i miei valori di laico. E vedere agitare dalla senatrice Binetti ipotetici diritti di veto, oppure i soliti attendismi o benaltrismi provoca in me e in tanti come me un disagio ben superiore a quello provato dalla senatrice Binetti nell’ascoltare le parole del sen. Marino. Perché sarebbe la dimostrazione che analoga volontà di dialogo e confronto non c’è da parte di Paola Binetti e di chi la pensa come lei e che il nuovo partito altro non sarebbe che uno strumento inutile. Andrea Benedino

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Roma capitale di feste e proteste. Che fanno male al bilancio.

Lo striscione della Cdl contro le tasse del governo Prodi sfila sotto il Colosseo durante la manifestazione a Roma
(Panorama) Per dieci giorni, è stata la capitale del Festival del cinema, per un anno intero è quella della contestazione (ultimo episodio: la fontana di Trevi colorata di rosso). Oltre ad essere stata meta di attori e starlette di celluloide (qui le foto), Roma può contare su un altro, poco lodevole, primato. È infatti la città dove quest’anno si sono svolte più manifestazioni di protesta. Con una cadenza inesorabile: negli ultimi dodici mesi, più di cinque cortei al giorno, quasi sempre nel centro storico.

Naturale che il bilancio, in buona parte a carico dell’amministrazione comunale, sia assai più gravoso di qualsiasi rassegna artistica: 60 milioni di euro l’anno, tra straordinari di vigili e pubblica sicurezza, trasporti e pulizie aggiuntive. “In particolare per i cortei” dice Carlo Buttarelli, comandante del I gruppo della polizia municipale, “utilizziamo almeno 150 uomini, che distacchiamo dalle mansioni ordinarie”.
Ma oltre alle manifestazioni autorizzate, ci sono anche quelle non previste, che provocano disagi a turisti e cittadini. “Non se ne può più”, sbotta esausto il presidente del I municipio, Giuseppe Lobefaro: “il disagio è divenuto permanente. È mai possibile che non si riesca a risolvere il problema rispettando il sacrosanto diritto di manifestare, ma anche quello di un´intera comunità a non subire continui disservizi?”.
E a ottobre il trend è stato in netto aumento, anche a causa del governo: tra sicurezza, legalità e riforma del welfare, negli ultimi tempi le manifestazioni si sono quasi triplicate. Con buona pace della libertà, ma anche delle tasche dei cittadini capitolini.

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Si incolpano a vicenda per coprire un predatore.

(trotzky.splinder.com) Nei due anni in cui ha operato nella diocesi di cui è tuttora titolare il cardinal Rivera, padre Aguilar si è reso responsabile di ben sessanta abusi su uomini e donne, adulti e adolescenti.
La decisione più saggia che il cardinale potesseprendere nei confronti di un predatore così pericoloso sarebbe stata quella di allontanarlo quanto prima possibile dalle sue vittime potenziali, denunciandolo all'autorità giudiziaria. Ha preferito invece trasferirlo nella diocesi governata dal cardinal Mahony, per consentirgli di continuare a svolgere indisturbato la sua duplice attività di prete e stupratore, insidiando, tendendo trappole e molestando i suoi nuovi fedeli all'oscuro delle sue inclinazioni sessuali.
Accusato dalle vittime di Aguilar di non averle difese come richiedeva il suo ruolo e denunciato dalla "Rete dei Sopravvissuti agli Abusi dei Preti", Rivera è stato costretto pertanto a comparire davanti ai giudici della Corte Suprema della California, ai quali ha raccontato che aveva mandato una lettera al cardinal Mahony, per metterlo al corrente dei trascorsi del pedofilo, e ha sottoscritto una dichiarazione giurata che ne avrebbe fatto avere una copia alla Corte.
A questo punto i giudici si sono resi conto di trovarsi davanti a due persone in malafede, che si palleggiavano le responsabilità, per sottrarsi ai rigori della legge.
Adesso però che lo scandalo è esploso in tutta la sua devastante portata, giocare a scaricabarile serve solo a rendere più morbosa l'attenzione del pubblico sui suoi sviluppi processuali.
Le gerarchie cattoliche statunitensi non si sono rese ancora conto che, se non desistono dal coprire i pedofili che si annidano nelle loro fila, finiranno per restare travolti dalla marea di fango in cui questi li hanno sospinti.

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Liguria: Aids I casi sono in diminuzione tra gli omosessuali.

(Liguria notizie) "Tra un mese si celebrerà la giornata dedicata all’Aids e a metà novembre renderemo noti i dati relativi all’incidenza della malattia nella nostra regione, durante l’ultimo anno", ha annunciato l’assessore alla Salute Claudio Montaldo, intervenuto al dibattito di presentazione del libro di Monica Castello, coordinato dal Consigliere di Alleanza Nazionale, Alessio Saso, svoltosi oggi pomeriggio nella biblioteca del Consiglio regionale, e al quale ha preso parte, oltre all’autrice, anche il cardiologo Emilio Gatto. "I casi sono invece in diminuzione tra i tossicodipendenti, e gli omosessuali", ha puntualizzato l’assessore, sottolineando come abbiano giocato, in tal senso, il cambio di abitudini tra i tossicodipendenti (il rito dello scambio di siringa sembra ormai tramontato) e la prevenzione, forte tra gli omosessuali. Montaldo non ha nascosto che l’aumento dei casi tra gli etero sia in larga parte provocato dal "consumo della prostituzione e dal fatto che spesso i clienti delle prostitute spesso infettano le mogli". Tanto l’assessore quanto Saso hanno posto l’accento sulla necessità di impegnarsi soprattutto nella prevenzione. Saso ha ricordato come, soprattutto anni fa, quando la malattia era poco conosciuta, forte era l’emarginazione nei confronti dei malati, che in quel modo si sentivano ancora più soli. La solitudine del malato è uno dei molti aspetti esaminati dal libro della Castello che, dopo un breve excursus sulla storia della malattia e delle credenze che la circondano, affronta i problemi giuridico sociale del rapporto tra Aids e società. Particolare attenzione è riservata al rapporto medico paziente ed alle responsabilità da esso derivanti alla luce del nuovo codice deontologico confrontato con le normative vigenti. Il testo è nato per aiutare anche i non addetti ai lavori a comprendere le problematiche legate al pianeta Aids: il linguaggio usato è perciò non tecnico e di facile comprensione. (nella foto: un momento del dibattito di presentazione del libro di Monica Castello).

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Raffaele Paganini rende omaggio in Teatro alla coppia Fred Astaire e Ginger Rogers.

(Ansa) L'etoile Raffaele Paganini portera' nei teatri un tributo alla piu' celebre coppia di danzatori del grande schermo: 'Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers' sara' infatti in scena a Modena, teatro Michelangelo, dal 20 al 22 novembre (info 059/343662) e a Ravenna, teatro Alighieri, il 23 (info: 0544/249244).

Per gli appassionati di danza e' l'occasione per ammirare il talento di Paganini impegnato, con il Balletto di Milano, in quella gamma coreografica resa celebre da Astaire: dagli sfrenati tip tap ai virtuosi balli di coppia, con le musiche firmate da autori come Gershwin e Glenn Miller. Le coreografie sono di Alfonso Paganini e Luigi Martelletta. Paganini, partner di grandi ballerine (da Luciana Savignano a Carla Fracci, da Alessandra Ferri a Elisabetta Terabust) e ospite di prestigiose compagnie internazionali (tra cui London Festival Ballet, Ballet Theatre Francais de Nancy, Opera di Zurigo, Ballet Concerto de Puerto Rico, Teatro alla Scala di Milano), e' diventato molto popolare per la partecipazione a programmi tv di grande audience.

Oltre a titoli classici (da 'Romeo e Giulietta' a 'Il pipistrello'), il danzatore ha ottenuto uno straordinario successo con la sua particolare versione del balletto 'Zorba il greco' (musiche di Teodorakis), con diversi musical ('Sette spose per sette fratelli' e 'Dance'), e con un omaggio al tango di Astor Piazzolla.

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L'amore gay tra Federico Garcia Lorca e Salvador Dalì sul grande schermo.

(Gay tv) Canto la tua paura dei sentimenti che ti aspettano in strada. Ma soprattutto canto il pensiero comune che ci unisce nelle ore dorate e oscure. La luce che ci acceca non è l'arte. Quanto amore, amicizia, spade incrociate".
Queste le parole che Federico Garcia Lorca dedica nella sua dichiarazione d'amore, Ode a Salvador Dalì, all'altro genio spagnolo di inizio '900. Il poeta innamorato del pittore: ora una coproduzione anglo-spagnola racconterà in un film la storia di Lorca, perdutamente infatuato del giovanissimo Dalì, e della loro amicizia con l'altro maestro del surrealismo Luis Bunuel.

Il film si chiamerà 'Little Ashes', Piccole Ceneri, come uno dei quadri di Salvador Dalì in cui molti hanno letto la sua omosessualità nascosta e sempre negata.
Nella pellicola il 18enne Dalì conosce Garcia Lorca (a fianco) alla Residencia de Estudiantes per i rampolli della borghesia spagnola. Scatta la scintilla tra i due e i produttori, descrivendo la storia come "audace e sexy" fanno presagire che non molto sarà lasciato all'immaginazione.
Ad interpretare Dalì sarà Robert Pattinson , noto al pubblico come il tragico Cedric Diggory di 'Harry Potter e il calice di fuoco', Garcia Lorca sarà l'attore spagnolo Javier Beltran e Luis Bunuel sarà Matthew McNulty.

La sceneggiatrice Philippa Goslett ha quindi voluto seguire la tesi alla quale si sono opposti biografi e storici, ossia che Dalì ricambiasse l'amore del poeta. Nel 1969, nelle Conversazioni con Alain Bosquet, Salvador raccontò, col suo linguaggio colorito: "Era omosessuale, tutti lo sapevano, ed era pazzamente innamorato di me. Ha tentato di scoparmi due volte ...Io ne ero annoiato, perchè non sono omosessuale e non ero interessato ad esserlo. E poi, fa male. Però in fondo mi sentivo lusingato dall'essere vis-à-vis con un tale genio. Sapevo che era un grande poeta e che gli dovevo un po' del Divino culo di Dalì".

(in alto alcune foto giovanili di Salvador Dalì e Federico Garcia Lorca) La Goslett non ha dubbi, dopo aver effettuato molte ricerche, che qualcosa sia accaduto: "Cominciò come un'amicizia, divenne più intima e poi passò ad un livello fisico ma Dalì non ce la fece. Provarono a fare sesso ma Dalì sentì dolore e così non consumarono la loro relazione". Allora Lorca, pur di coinvolgere il suo amante impossibile dormì con una donna e lo invitò a guardare.
Fu l'inizio del suo voyeurismo e della sua tragedia: stando alla Goslett da lì cominciò l'ossessione di Dalì per Lorca, di cui finì per parlare incessantemente tutta la vita, anche dopo il matrimonio con la sua musa Gala. Nel frattempo Lorca gli scriveva in lettera: "Ti ricordo sempre. Ti ricordo troppo. Figlio mio, devo pensarti bruttissimo per non amarti di più".

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Vade Retro: Caro Sgarbi, l'omosessualità è altro, molto altro!

Vade Retro, Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles, storia dell'omosessualità, gay, GLBT, religione, omofobia, mostra, Firenze, MIlano, arte, provocazione, Moratti. Ha finalmente aperto la mostra sull'omosessualità ideata da Viola e Sgarbi per Milano e trasferitasi tra mille polemiche a Firenze alla Leopolda.

In attesa di una trasferta per andare a vedere personalmente l'esposizione riceviamo e pubblichiamo un articolo sulla mostra appena inaugurata e che rimarrà a Firenze fino al prossimo 6 gennaio:

(The Queerway) Il tema del rapporto fra arte e sessualità è certamente tra i più intimi, interessanti e originali, nella sua varietà e vastità, ininterrotto com'è, fuori da qualunque geografia, dagli albori delle nostre civiltà al presente più prossimo.

Se poi ci si addentra nel mondo dell'omosessualità il discorso si complica ulteriormente, nella sua dimensione di scontro senza soluzione fra natura e cultura. Nel corso dei secoli si è costruita una "Storia dell'omosessualità" assolutamente falsata, figlia di pregiudizi e stereotipi lontani dalla vera essenza del fenomeno e della sua complessità, infarcita di luoghi comuni e anacronismi fuori da qualunque verità. Così fino ad oggi, ne è un esempio significativo la recente, mostra, trasferita a Firenze da Milano (dove non è mai stata aperta) "Vade Retro. Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles", promossa da Vittorio Sgarbi e inizialmente ideata da Alessandro Riva prima dell'arresto, per poi passare al giovane Eugenio Viola.

La mostra, come si sa, era stata promossa dalla giunta comunale Milanese.
Successivamente il sindaco Letizia Moratti, avendo ritenuto che alcune delle opere esposte offendessero sia il tema che il buon gusto (suggerendo, sottilmente e velenosamente, un forte nesso fra omosessualità e pedofilia, nonché peccando di gratuita blasfemia), ne ha chiesto la rimozione. Atto giusto e dovuto, a mio avviso (non discriminare per non essere discriminati), che ha subito scatenato le solite ire del solito Sgarbi che con solita arroganza ha deciso di non inaugurare la mostra "monca", a suo dire, di opere capitali (e questa la dice lunga sull'omofobia del solito Sgarbi, che non perde occasione per utilizzare i termini "culattone" e "lesbica" come offese - andate a vedervi i video su Youtube - ma che poi, con opportunismo tanto sfacciato quanto ridicolo, si erge a paladino dei gay pur di avere un'altra ribalta dalla quale alimentare il proprio culto).

Chi scrive ha avuto modo di vedere la mostra sia a Milano che a Firenze, visionandone i cataloghi (uguali) e leggendone i saggi programmatici contenuti. Sui quali non posso che esprimere piena condivisione, deliri trans-grammaticali dell'on. Luxuria a parte. Peccato che poi, alla prova dei fatti, le buone intenzioni espresse da Sgarbi e Viola siano rimaste tali e la mostra si sia trasformata nel peggior spettacolo di banalità, noia e cattivo gusto mai visto. Una mostra nella quale sono presenti anche (poche) opere pregevoli per attinenza al tema e qualità, di autori, conosciuti e non, che hanno affrontato l'argomento con sensibilità, buon gusto e intelligenza, uno per tutti Giulio Durini, ma che nel suo complesso lasciava trasparire mancanza di passione, fretta e superficialità, con un intento più provocatorio, sottilmente e pericolosamente omofobo, che altro.

Alcuni esempi. I curatori hanno mai saputo che l'ottimo Aron Demetz ha scolpito una scultura molto legata al tema gay, "Mio padre voleva un figlio", che sarebbe stata perfetta per l'occasione, invece della generica, ancorché bellissima, scultura in mostra, sottilmente filo-pedofila, quasi a significare un legame fra omosessualità e pedofilia (pensate poi al buon gusto di Sgarbi che insinua un simile argomento col suo ex braccio destro, e ideatore della mostra, Alessandro Riva agli arresti domiciliari con l'infamante e pesantissima accusa di pedofilia.)?

E che Agostino Arrivabene, del quale sono in mostra due bei dipinti genericamente attinenti al tema, ha dipinto tele molto più esplicitamente legate all'omosessualità: i "Giove e Ganimede", alcuni ritratti, i cicli degli amanti sofferenti, dei "Cercatori di desideri infranti"?

E Brancaleone da Romana, Frongia, Rao, per citarne solo alcuni? Straordinari pittori, ma che c'entrano con l'omosessualità?

Basta un corpo dipinto per essere opera d'arte gay o lesbica?

Ok De Pisis e tutte le solite e straviste icone gay (Mapplethorpe, Tom of Finland, von Gloeden, Weber, Pierre et Gilles, ecc ecc ecc, sai che novità!), ma il resto?

E gli altri artisti, quello davvero gay nel senso più contemporaneo, intimo e profondo del termine, dov'erano? Dimenticati per far spazio allo scandalo ed alla provocazione?

Roba da anni '70!

Chi scrive è, insieme, storico dell'arte, critico militante (nel solco tracciato dallo Sgarbi degli anni '80) e gay. Lo storico dell'arte preferisce voltarsi altrove e pensare alle belle e capitali pubblicazioni in materia di Dominique Fernandez (da Il ratto di Ganimede a A hidden love), trovando la mostra senza particolare interesse, se si esclude qualche raro esempio, Durini appunto, per far spazio alla solita, gratuita dissacrazione, per la quale non occorre scomodarsi ed andare a Milano o Firenze.

Il critico militante rileva come la lezione di Vittorio Sgarbi verso la riscoperta di un concetto d'arte "altro", fatto di bellezza e qualità, in continuità con la nostra storia e le nostre tradizioni, lontano dalla facile provocazione e dalle leggi del mercato, sia stato tradito per sposare in pieno quei modi e quelle scelte tipiche delle sedicenti avanguardie alla moda e da Biennale di Venezia, Basel o Kassel. Ma più ancora stupisce la superficialità delle scelte, con la presenza in mostra di opere scadenti, brutte, poco o nulla attinenti all'intimità del tema prima ancora che provocatorie. Non basta esporre un torso o un nudo, maschile o femminile poco importa, per evocare l'anima di un "sentire" omosessuale.

Così come non possono essere le scelte sessuali degli autori a rappresentare criterio scientifico su cui fondare un progetto. Se così fosse la storia dell'arte sarebbe in continuo cambiamento e ai certificati di autenticità si dovrebbero aggiungere quelli dell'Arcigay, come ai tempi del famigerato "articolo" che ti permetteva l'esonero dal servizio militare.

Queste considerazioni, presenti in catalogo nel bel saggio di Viola, non trovano poi riscontro nella mostra.

Così come le belle parole di Sgarbi stesso incantano e lasciano presagire un percorso diverso, ma finalmente tradito. L'indomani dello scandalo provocato dalla scultura di Paolo Schmidlin (più brutta che provocatoria, soprattutto per chi conosce e ama lo straordinario talento di questo giovane scultore), Vittorio Sgarbi si è giustificato affermando che non s'era accorto che ritraesse papa Benedetto XVI. Eppure in catalogo egli la definisce "dissacratoria", quindi riferita al concetto di "sacro"...

Anche questa è operazione facile e già vista.

Il solito Catellan aveva "travolto" Giovanni Paolo II da un meteorite. Anche allora, era il 2000 a Londra, il mio interrogativo fu il medesimo: facile prendersela con il Papa; ma perché in vece del capo della chiesa cattolica non si è presi di mira i ben più pericolosi ayatollah Khomeini o Khamenei, correndo il rischio, quella sì provocazione coraggiosa e ben più giustificata, di prendersi una condanna a morte in stile Salman Rushdie?

Soprattutto oggi, dopo l'epocale 11 settembre, con l'urgente e drammatica attualità del tema religione-sessualità/omosessualità nella cultura islamica.

No, invece si è preferito percorrere ancora e sempre la strada più semplice e dannosa, quella che dipinge l'omosessualità in stile Gay Pride, anacronistica (non siamo più negli anni '70!), sterilmente provocatoria, stupidamente dissacratoria. Una brutta mostra, di (troppe) brutte opere e (troppo spesso) legate al tema da un debole, debolissimo filo.

Una mostra senza passione e senz'altro senso se non quello di far scandalo e dissacrare. Che noia!

Da gay dichiarato (nel senso che dall'età di quattordici anni non ho mai fatto segreto delle mie inclinazioni sessuali, considerando la mia sessualità una questione normale ma privata, quindi da non nascondere ma nemmeno da ostentare) mi sono sentito profondamente offeso e irritato. Per me essere gay ha sempre significato un essere maschio due volte: primo per la mia natura oggettiva, fisica e secondo per il fatto di amare altri uomini. (Il che non m'ha impedito di allacciare relazioni intense, ma non sessuali, con donne, anzi: posso assicurare che la mia situazione ha favorito i rapporti con l'altro sesso, regalandomi sempre amicizie certamente più durature e profonde di quelle maschili). Credo che i gay nelle mie condizioni siano molti, sempre più e sempre più stanchi che essere dipinti come delle macchiette da Vizietto (senza il genio comico ma umano di Tognazzi e Serrault), sessuomani, morbosi, magari perversi e pervertiti con l'ossessione della dissacrazione a tutti i costi.

L'omosessualità è altro, molto altro.

E', per usare un'espressione abusata, "tormento ed estasi": non solo estasi orgiastica ed amore per l'eccesso, ma anche inquietudine, senso di colpa, solitudine interiore.

Quello della provocazione è uno stereotipo vecchio, buono per ottenere visibilità in tempi ancora bui e agli albori del riconoscimento dell'omosessualità come "diversa normalità". Oggi tali atteggiamenti non fanno altro che mortificare e offendere l'essere gay.

E' il momento di far vedere l'aspetto "normale" della vita quotidiana di tanti single e coppie omosessuali. Lasciando trasparire tutti quei valori veri e duraturi dell'amore gay; aspetti certamente non funzionali a fini mediatici o di comunicazione scandalistica, ma certamente più profondi e autentici.
Un approccio nuovo al tema, che racconti anche e non solo il sesso e l'eccesso, ma l'amore, l'amicizia, la complicità, la gioia e il dolore, la solitudine e l'emarginazione al pari del glamour o del patinato.
Che racconti la realtà, non quello che, per propaganda o amor-di-scoop, si vuol far passare.

Il Papa, ad esempio, non fa altro che praticare il suo mestiere. Che è anche quello, finalmente, di porre dei paletti, al pari di qualunque altro leader religioso. Benedetto XVI è un Papa certamente non dotato delle capacità comunicative del suo predecessore, ma uomo di "verbo", teologo raffinatissimo nei cui scritti le parole, leggere come piume, pesano come macigni.

Un Papa che nella sua prima enciclica esalta il piacere sessuale (orgasmo) come completamento dell'amore, e che scende dalla cattedra per firmare il suo libro sulla vita di Cristo, rinunciando all'infallibilità, anzi sollecitando le critiche e le osservazioni. E che ammette per la prima volta l'uso del profilattico, ancorché all'interno di coppie sposate nelle quali vi possa essere pericolo per la salute del partner. Questo non è poco.

Benedetto, poi, parla solo e sempre di "matrimonio" ("dono della maternità") e si proclama fermamente contrario ad ogni forma di unione alternativa ad esso. Posizione comprensibile dal capo della Chiesa Cattolica e che noi (politici e società civile) non siamo tenuti a condividere ad ogni costo.

Il libero arbitrio ci consente di scegliere: io ho capito di non essere cattolico perché in quei recinti non ci posso stare, ma questo non m'impedisce di apprezzare ed ammirare il pensiero e l'opera di questo grande Papa.

Un Papa, si badi bene, che non è stato eletto casualmente.

L'11 settembre ha segnato un punto di rottura nella storia e la Chiesa ha immediatamente capito questa situazione, scegliendo un Papa "restauratore" dopo il grande comunicatore e "politico" degli anni '80 e '90.

Concludo tornando al tema arte e omosessualità, citando un grande poeta gay, Sandro Penna: "Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune". Nella mostra di Sgarbi e Viola di diversità "diversa" ce n'era ben poca. Ed i guai sono fatalmente arrivati, come auspicato dal poeta.

Alberto Agazzani

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Mostra fiorentina senza pace: Vade Retro l'Assessore Gozzini attacca Sgarbi. "Interesse privato, il Papa gay è suo".

Giovanni Gozzini vuole querelare il critico d’arte che lo aveva duramente attaccato perché non aveva concesso il patrocinio: «I soldi che mi pagherà li spenderò per la cultura».

(Valeria Giglioli - L'Unità) La pentola continua a bollire. C’è un’altra puntata nel lungo strascico di polemiche che hanno accompagnato l’apertura della mostra “Vade Retro - Arte e omosessualità”, approdata alla Palazzina Reale di Firenze dopo la bufera che l’aveva travolta a Milano. Chiusa la querelle seguita alla scelta di non concedere all’esposizione il patrocinio del Comune, l’assessore fiorentino alla cultura, Giovanni Gozzini, passa al contrattacco. E annuncia una querela nei confronti di Vittorio Sgarbi, che da organizzatore della mostra aveva tuonato (senza risparmiare qualche insulto) contro la presa di posizione del collega toscano. «Sto raccogliendo materiale - spiega l’assessore fiorentino - e devo valutarlo con il mio avvocato». Niente di personale, dice Gozzini, «conosco Sgarbi. Se da questa cosa arriveranno dei soldi li userò per il bilancio della cultura». E chiude con una battuta: «Lo faccio per trovare un po’ di fondi per la cultura a Firenze: penso che Vittorio sia più ricco dell’assessorato». Ma Gozzini ha lanciato un altro sasso nello stagno delle polemiche: “Miss Kitty”, la scultura che ha portato la mostra nell’occhio del ciclone (rappresenta un Benedetto XVI in versione gay) apparterrebbe allo stesso Sgarbi: «Mi risulta da alcuni voci - dice l’assessore - in questo modo un interesse privato, anche se minimo, c’è. Perché con il battage nato dalle polemiche il prezzo dell’opera sale».

Dal canto suo Sgarbi, raggiunto telefonicamente a Dakar, risponde per le rime: «Sono tranquillo, Gozzini non è molto originale: questa è la mia 316esima querela». Ma il professore non si limita all’ironia: «Quello dell’assessore fiorentino mi sembra un atteggiamento nazista, e anche profondamente anticulturale. Sono felice di essere querelato: spero che venga in tribunale a spiegare perché ce l’ha così con gli omosessuali». La vicenda, continua Sgarbi, «segna una rottura definitiva tra Milano e Firenze: mi dispiace, ma con uno come Gozzini non si può dialogare». Nessuna reticenza sulla questione della statua: «L’ho comprata io, per divertimento, ma certo non faccio mostre per i motivi ventilati da Gozzini. Peraltro altre opere di mia proprietà sono state esposte: faccio fatica a capire» dice il critico d’arte, a cui “Miss Kitty” è costata circa 25mila euro. «L’ho acquistata - continua - all’indomani delle polemiche suscitate a Milano, anche per rassicurare l’artista. È lo stesso Gozzini che meriterebbe una querela, quando fa insinuazioni di questo genere». Guerra di carte bollate in vista? Sgarbi non ha ancora deciso. Ha invece le idee molto chiare sulla posizione dell’assessore fiorentino che ha dichiarato di aver comunque proposto la concessione del patrocinio nel caso la mostra non avesse incluso la statua dello scandalo: «A Gozzini avevo spiegato che non avrei esposto la scultura se l’avesse ritenuto inopportuno - dice il professore - Avrei evitato ogni forma di possibile imbarazzo. Ma visto che la mostra non ha avuto il patrocinio del Comune non capisco perché non avrei dovuto includerla». D’altronde, conclude Sgarbi, «non posso che compiacermi di tutto questo casino: la mostra ringrazia Gozzini e la sua ottusità, perché così se ne parla di più».
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Vedi l'opinione sulla mostra e sull'intera operazione espressa da ub critico d'arte omosessuale.

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Nuovo tentativo di legge liberticida del governo: Pacchetto sicurezza: chattare è un reato.

Roma - Dopo la brutta figura del ddl sull'editoria, il Governo rischia di approvare un'altra norma discutibile e decisamente approssimativa.

Nel movimentato Consiglio dei ministri di martedì scorso, si è discusso del cosiddetto "pacchetto sicurezza", elaborato dai ministri Clemente Mastella e Giuliano Amato. Il provvedimento, suddiviso in quattro disegni di legge, si prefigge l'intento di inasprire le pene per varie tipologie di reato: dallo scippo, alla piromania. Un piccolo, ma decisivo, punto, riguarda anche la Rete: l'introduzione del reato di "adescamento di minorenni" online e via telefonino.

Il maggiorenne che, con lo "scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni sedici", intrattiene con questi (attraverso Internet, cellulare, o altri mezzi di comunicazione) una relazione "tale da carpirne la fiducia", è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Lo schema del disegno di legge in questione, diversamente da quanto affermato dalle agenzie di stampa e dai quotidiani nazionali, risulta in realtà già approvato fin dal 22 dicembre 2006, ed era oltretutto già stato giudicato dal Consiglio superiore della Magistratura, variamente annunciato alla Camera e in altre sedi istituzionali, ed infine stralciato meno di dieci giorni fa, per essere poi reintrodotto quasi identico nel "pacchetto sicurezza". Il disegno di legge che introduce la nuova fattispecie di reato, perciò, era in realtà già passato indenne a quasi tutto l'iter iniziale. Sul sito del governo è disponibile anche un'approfondita descrizione delle motivazioni che hanno portato alla proposta.

La norma, condivisa dagli esperti negli intenti e mutuata dalla legislazione statunitense ed anglosassone, è minata però da una palese e pericolosa ambiguità non presente negli altri ordinamenti, sfuggita anche allo stesso CSM: la semplice "seduzione", anche se perpetrata senza alcun intento particolarmente malevolo, viene accomunata all'abuso e allo sfruttamento sessuale (naturalmente così non avviene né nel Regno Unito, né negli Stati Uniti).

Nella pratica: un ragazzo al termine delle scuole superiori che si trovasse a chattare o scambiare SMS affettuosi con una ragazza più giovane di un paio d'anni, rischia fino a tre anni di reclusione.

Il segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) Renato Borzone, recentemente intervistato da radioradicale.it, definisce, quanto ritenuto condivisibile dal Consiglio Superiore della Magistratura qualche mese fa, "una follia, talmente indeterminata che potrebbe colpire con pene severe condotte innocue e non dimostrabili. E lascerà molto spazio a quei magistrati protagonisti che, pur di finire in tv o in prima pagina, non si faranno scappare l'occasione di perseguitare il malcapitato di turno. O il povero imbecille."

Interviene anche il blogger Mario Adinolfi, membro della costituente del PD, che bolla senza mezzi termini il provvedimento come "ridicolo", specie perché "le norme già consentono ai quattordicenni di avere una libera vita sessuale". Silvana Mura (Italia dei Valori) si è invece dichiarata favorevole all'approvazione di tutti i provvedimenti. Generalmente favorevoli, ma alcuni scettici, i commenti dell'opposizione.

Se la tutela dei minori nell'anarchico mondo del web è un'esigenza sentita, diffusa, e condivisibile, pensare di risolvere il problema istituendo nuovi ambigui reati o inasprendo le pene già previste è una scelta che probabilmente susciterà polemiche e divisioni, specie considerando la questione, molto più urgente ed irrisolta, di inefficienza e lentezza del sistema processuale italiano.

Dopo le divergenze emerse martedì scorso, l'approvazione definitiva del "pacchetto sicurezza" per il successivo invio alle Camere, è rimandata al prossimo consiglio dei ministri del 30 ottobre. Con l'auspicio che, nel frattempo, intervengano adeguate modifiche.

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Nozze gay in Friuli: Esposto alla Corte dei Conti.

An: la giunta non doveva concedere il congedo al suo dipendente.

(Martina Milia - Il Piccolo di Trieste) Il congedo matrimoniale per nozze gay approda alla Corte dei conti spinto da una denuncia di Adriano Ritossa. Una denuncia che mina la decisione europeista della giunta di Riccardo Illy di concedere quel congedo a un suo dipendente, al pari della circolare del 18 ottobre con cui il ministro Gialiano Amato invita prefetti e sindaci a non accettare la trascrizione nel nostro Paese di matrimoni tra omosessuali celebrati all'estero.

Il casus belli è ancora quello del matrimonio tra il dipendente della Regione, Giulio Papa, in servizio a Bruxelles, e un militare belga. La giunta, il 13 luglio scorso, ha deciso all’unanimità di riconoscere il congedo matrimoniale al suo dipendente, nonostante il parere dell’Ufficio legale. Una scelta di principio, ma anche di portafoglio. Il presidente Riccardo Illy, in giunta, ha spiegato come risultasse inopportuno e antieconomico procedere ad un’azione legale contro Papa, determinato a ottenere il congedo. «L’azione prospettata - recita il verbale di quella seduta - risulterebbe, in relazione ai costi complessivi che ne deriverebbero e che rimarrebbero a carico dell’amministrazione, economicamente incongrua rispetto alla spesa strettamente correlata al congedo medesimo e addirittura aggiuntiva qualora il giudice dovesse riconoscere il diritto». Ma le motivazioni non bastano a Ritossa che, oltre ad inoltrare l’incartamento alla Corte dei conti, presenta un’interrogazione, forte della circolare Amato. «Chi pagherà, oggi, il danno erariale relativo alla concessone del congedo matrimoniale?» chiede Ritossa. La circolare esorta prefetti e sindaci d’Italia ad «impedire la trascrizione dei matrimoni dello stesso sesso celebrati all’estero, di rifiutare la richiesta di trascrizione di un simile atto compiuto, perché in contrasto con l’ordine pubblico interno». Ritossa chiede inoltre a Illy se intenda procedere con una sanatoria «trasformando il congedo matrimoniale retribuito in permesso non retribuito evitando al dipendente, se possibile, l’assenza ingiustificata per tale periodo».

Contro la circolare di Amato si scaglia Gianfranco Leonarduzzi del Comitato Nazionale Radicali Italiani che parla di «natura clericale, discriminatoria e antieuropeista del provvedimento. Occorre dire che Illy – precisa - ha davvero interpretato, più di altri e più del ministro Amato, il concetto di integrazione dei popoli e del senso di europeismo che connota la nostra regione. Per paradosso il presidente dovrebbe stare al posto di Amato». Contrario al provvedimento Amato anche il diessino Fabio Omero che evidenzia come l’atto faccia riferimento «alle unioni che chiedono di essere riconosciute in Italia per l’ottenimento della residenza. Non è il caso di Giulio Papa». E da Omero un suggerimento alla Regione: «L’Emilia Romagna, la Puglia, il Piemonte, la Campania e altre Regioni hanno dato una prima forma di regolamentazione alle convivenze attraverso lo statuto. Potrebbe farlo anche il Friuli Venezia Giulia».

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Una maschera di Larry Craig per la festa di Halloween.

Ethan Persoff e Scott Marshall, due artisti americani, hanno creato la più ricercata maschera per Halloween: si tratta di Larry Craig, il senatore conservatore repubblicano, arrestato in un bagno pubblico mentre cercava di rimorchiare un poliziotto. La maschera è scaricabile su questo sito in formato pdf.

Bloggers e media americani hanno fatto di questa maschera un "must" per la serata del 31 ottobre.

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Toscana: Il neonato omosex rompe l'unità della sinistra in Consiglio regionale.

(nove.firenze.it) “L’orientamento sessuale non è una scelta”, questo il titolo della campagna di comunicazione lanciata dalla Regione Toscana e oggetto di dibattito in Consiglio regionale, con una mozione presentata dai gruppi del centrodestra, per chiedere il ritiro del manifesto che promuove la stessa campagna. La votazione - dopo un dibattito di oltre due ore – si è svolta in più puntate: prima parte, seconda parte e mozione nel suo complesso. Più precisamente, sulla premessa del documento, su 49 votanti 26 hanno votato contro, 16 a favore e 6 si sono astenuti: Erasmo D’Angelis, Lucia Franchini, Ambra Giorgi, Gianluca Parrini e Severino Saccardi, del Pd, e Luca Ciabatti, del Prc. Astensioni non sono state invece registrate sulla seconda parte della mozione, che ha riconfermato gli stessi voti a favore e contrari, mentre nella votazione sull’atto nel suo complesso, non hanno partecipato alle operazioni di voto Alberto Monaci e Lucia Franchini, rispettivamente capogruppo e consigliera del Pd. L’aula ha quindi respinto la mozione, presentata e votata dai gruppi del centrodestra, che chiedeva il ritiro del manifesto - il neonato con il braccialetto con scritto “homosexual” – perché, a loro parere, fuorviante e sbagliato. “Chiediamo il ritiro del manifesto. La dignità della persona e, ancor più, quella dei minori devono essere rispettate. E’ una campagna sciocca, non scioccante”. Così Anna Maria Celesti (FI) ha aperto il dibattito, illustrando la mozione presentata dai presidenti dei gruppi di Forza Italia, An, Udc e Af. Celesti si è dichiarata contraria all’utilizzo dell’immagine di un neonato ‘marchiato’ con la scritta ‘homosexual’. “La sinistra utilizza un neonato per speculare su una diversità”, ha aggiunto Virgilio Luvisotti (Af) ed anche per Luca Ciabatti “l’immagine non è condivisibile”. “Penso sia un incidente: è una campagna brutta e sbagliata rispetto alle intenzioni – ha aggiunto – E’ come se si nascesse in qualche modo condannati: c’è un errore scientifico, politico e morale”.

“Le minoranze spesso devono ricorrere alle provocazioni per far valere i propri diritti – ha affermato Giancarlo Tei (Sdi) – Non ho capito se si critica l’uso del neonato o la scritta ‘homosexual’. Sulla prima si può discutere, sulla seconda lancio un messaggio rassicurante: ci sarà sempre chi difenderà le loro conquiste”. Gino Nunes (Pd) ha definito il manifesto una “forte iniziativa” di promozione, “che provoca e fa scandalo”, ma che ha soprattutto il merito di aprire un dibattito culturale e di richiamare tutti al rispetto delle diversità e quindi dei differenti orientamenti sessuali. Per Giuseppe Del Carlo (Udc) l’iniziativa non è forte ma “sbagliata”, da qui l’invito alla Giunta regionale a riconoscere di aver perduto per strada le buone intenzioni e di essere inciampata nell’uso illegittimo del neonato in pubblicità. Tutti possono esprimere le proprie valutazioni su un manifesto, secondo Anna Annunziata (Pd), ma il punto è andare oltre l’immagine e concentrarsi sui diritti e sull’impegno contro la discriminazione sessuale - che in Toscana è tradotto anche nello Statuto regionale e in una legge apposita – per discutere in positivo sulle azioni del governo.

“Il manifesto del bambino con il braccialetto è l’immagine della più meschina antipolitica, che vuole evitare la discussione sui problemi veri legati alle diveristà”. Parole di Marco Cellai (An), intervenuto nel lungo dibattito, richiamando gli uomini delle istituzioni a dare risposte concrete e non provocazioni mediatiche. Altrimenti la Toscana, come ha affermato Maurizio Bianconi (An), rischia di essere la regione degli “spot stravaganti” e degli assessori ansiosi di arrivare sulle prime pagine del Corriere della Sera. Per il capogruppo di An “la diversità è affermazione di libertà” e l’uso del bambino non dimostra certo sensibilità su un tema così delicato. Secondo la consigliera Stefania Fuscagni (Fi) non si può ricorrere a stupire per affermare le proprie idee, tanto più da parte delle istituzioni. Da qui l’invito a riflettere su cosa è comunicazione istituzionale e comunicazione commerciale.

Alessia Petraglia (Sd) ha invece ringraziato la Giunta per aver provocato il dibattito sia in Consiglio che nella società, invitando a coninvolgere le tante voci del mondo gay, omosessuale e transgendico. “Diciamo all’assessore Fragai – ha concluso - di continuare a lavorare in modo laico su questi temi”. Per Roberta Fantozzi (Prc) la campagna di comunicazione serve per combattere l’omofobia, “emergenza troppo spesso sottovalutata e che provoca atteggiamenti estremi”. In merito alla scelta del neonato, ha affermato che i bambini si strumentalizzano molto di più nella pubblicità commerciale legata agli interessi di mercato. Marco Carraresi (Udc) si è detto “sconcertato per l’approccio superficiale, sbagliato e fuorviante di questa campagna di comunicazione”, che va oltre la scienza e la medicina, attribuendo all’orientamento sessuale una origine genetica. L’assessore Agostino Fragai, dopo aver ringraziato tutti per aver espresso “opinioni senza veli”, ha annunciato di non ritirare il manifesto perché “corretto”. “Il manifesto, che viene dal Canada - non è un trattato scientifico, ma un messaggio per affermare che l’orientamento sessuale non è né un capriccio né un vizio”. Ricordando che lo scopo del manifesto era quello di sollevare un problema e aprire un dibattito, Fragai ha sottolineato che non si tratta certo di una azione estemporanea, ma ben inserita nel solco dell’approvazione dello Statuto, della legge per combattere le discriminazioni sessuali, nelle iniziative rivolte agli insegnanti per riconoscere gli eventuali disagi degli adolescenti. “La Giunta regionale proseguirà nelle sue politiche – ha concluso – per difendere i diritti di tutti”.

Le dichiarazioni di voto hanno ribadito le posizioni dei gruppi e quelle personali: Pd, Prc, Verdi e Sdi hanno annunciato il voto contrario, mentre An, Fi, Udc e Luca Ciabatti (Prc) il voto favorevole. La mozione del centrodestra è stata respinta.

Il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha indetto per il giorno 25 novembre 2007 (una domenica) una pubblica manifestazione da tenersi in forma di presidio in Piazza del Comune a Prato dalle ore 15 alle ore 20. Il titolo della manifestazione sarà “Prato: città aperta – Per una città senza omofobia e discriminazioni”. L’esigenza di una presenza pubblica e chiara di realtà glbt (gay, lesbiche, bisessuali e trans) si è fatta evidente negli ultimi mesi; nella città di Prato, a livello mediatico, si è passati dal silenzio sulle tematiche glbt alla riproposizione violenta di stereotipi omofobici. Il Comitato Gay e Lesbiche Prato, come prima (suo malgrado) realtà visibile cittadina, si è dovuto anche confrontare con aggressioni verbali in occasione della partecipazione ad un evento pubblico contro il razzismo.

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Homofobicus? No! Homosapiens.

(Arezzo notizie) Sono aperte le iscrizioni al progetto gratuito Homofobicus? No! Homosapiens! - Percorsi di prevenzione e contrasto del bullismo omofobico a scuola proposto dall’Associazione Pratika e rivolto ad operatori socio-scolastici e insegnanti. L’iniziativa, inedita sul territorio aretino e articolata in una serie di 4/5 incontri settimanali a decorrere dal prossimo 6 novembre, è orientata a ridurre il disagio di studenti e studentesse omosessuali e ad abbassare il grado di violenza omofobica, psichica e fisica, nelle scuole. Le azioni promosse tendono a prevenire la violenza ed il bullismo a scuola attraverso la diffusione di informazioni e conoscenze sull’argomento e aiutando gli insegnanti ad intervenire con strumenti opportuni ed efficaci.

Il progetto è finanziato dall’Amministrazione Provinciale di Arezzo, con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Arezzo - Assessorato Politiche Giovanili e con il diretto coinvolgimento 15 classi degli Istituti Statali Superiori “Fossombroni” e “Piero della Francesca” ed il Liceo Scientifico “Francesco Redi” di Arezzo.

Homofobicus? No! Homosapiens!

Percorsi di prevenzione e contrasto del bullismo omofobico a scuola
Il Progetto, proposto dall’Associazione Pratika , finanziato dall’Amministrazione Provinciale di Arezzo, con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Arezzo - Assessorato Politiche Giovanili, con il coinvolgimento 15 classi degli Istituti Statali Superiori “Fossombroni” e “Piero della Francesca” ed il Liceo Scientifico “Francesco Redi” di Arezzo, mira a ridurre il disagio di studenti e studentesse omosessuali e di abbassare il grado di violenza omofobica, psichica e fisica, nelle scuole oggetto dell’intervento.
Le azioni promosse tendono a prevenire la violenza ed il bullismo a scuola attraverso la diffusione di informazioni e conoscenze sull’argomento e aiutando gli insegnanti ad intervenire con strumenti opportuni ed efficaci. A tale scopo verranno organizzati:
Un percorso di formazione per operatori Articolato in 5 incontri di 4 ore, il percorso è finalizzato alla conoscenza dei contenuti scientifici fondamentali necessari ad interventi di questo tipo, alle normative che regolano i comportamenti omofobici nella scuola, alla gestione non direttiva dei gruppi, alle tecniche di facilitazione, alle modalità operative per lavorare in ottica preventiva (stigmi legati al linguaggio, comportamenti acquisiti …).

Percorsi di formazione e sensibilizzazione in classe
Due operatori professionali durante 2 incontri di 2 ore per ogni classe coinvolta nel progetto,forniranno informazioni qualificate sull’identità sessuale, sui percorsi di riconoscimento del proprio orientamento, su eterosessualità ed omosessualità e sull’omofobia. Saranno inoltre realizzate “attivazioni” (giochi, test, case studies) per sperimentare e comprendere l’omofobia e ridurre la diffusione dello stigma sociale associato alla diversità. L’intervento sarà condotto attraverso l’utilizzo di materiali didattici già sperimentati (in altri contesti locali) e materiali informativi saranno lasciati alla classe per eventuali riflessioni successive.

Percorso di formazione e aggiornamento insegnanti
Il modulo di informazione, sensibilizzazione e aggiornamento per gli insegnanti, svolto in collaborazione con la sezione aretina di PROTEO si pone l’obiettivo di aumentare le conoscenze sul tema dell’orientamento sessuale e sulla diffusione del bullismo legato all’omofobia. Si prevedono quattro incontri di tre ore ciascuno, con docenti esperti ed un tutor. Il corso prevede la partecipazione di una ventina di insegnanti. Ai partecipanti saranno distribuiti materiali didattici da utilizzare a scuola e saranno fornite competenze per intervenire sia sul lato della prevenzione che su quello dell’intervento diretto nei casi di violenza. L’iniziativa di formazione, essendo organizzata da soggetto qualificato per l’aggiornamento (DM 177/00), è automaticamente autorizzata ai sensi degli artt. 62 e 66 del CCNL 2002/2005 e dispone dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio

Punto di ascolto
Un operatore/operatrice sarà disponibile per tre ore, con cadenza settimanale, all’ascolto e al sostegno individuali., raggiungibile sia telefonicamente che fisicamente presso l’Informagiovani. La presenza dell’operatore sarà anche l’occasione per distribuire materiale informativo e per fornire direttamente informazioni sui temi dell’orientamento sessuale e dell’omofobia.
Le iscrizioni ai corsi per operatori e per insegnanti possono essere effettuati compilando il modulo
allegato ed inviandolo via fax al numero 0575 355966
Associazione Pratika Sede operativa: Piazza Risorgimento 8 – 52100 Arezzo
Tel 0575380468 Fax 0575355966
www.pratika.net – info@pratika.net Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


CALENDARIO OPERATORI DATE e ORARI DOCENTI ARGOMENTO LUOGO
06/11/07 17,30 – 21,30 AGEDO (Ass genitori parenti e amici di omosessuali) L’esperienza omosessuale in questa società: famiglia e scuola Pratika – Piazza Risorgimento
13/11/07 17,30 – 21,30 AGEDO Tecniche e strumenti di intervento Pratika – Piazza Risorgimento
20/11/07 17,30 – 21,30 Dott. Gabriele Prati Università di Bologna Bullismo omofobico: radici psicosociali e strategie di intervento Pratika – Piazza Risorgimento
27/11/07 17,30 – 21,30 Dott.ssa Barbara Santoni IREOS Training per il sostegno Pratika – Piazza Risorgimento
04/12/07 17,30 – 21,30 Dott. Roberto Barbagli Riferimenti normativi Pratika – Piazza Risorgimento

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San Francisco: Troppa gente nuda per la strada, cancellato il gay party a Castro Street.

Censure e divieti, negli Usa non è più la notte dei dolcetti.

(Il Tirreno) C’era una volta in America l’età dell’innocenza. In una notte speciale, quella del 31 ottobre, i bambini potevano star svegli anche di notte. L’innocenza, oggi, è finita. Finita al punto da far scattare addirittura la censura. La notte di Halloween continua ad essere celebrata in America (e non solo) come una delle ricorrenze più sentite dell’anno, ma l’innocenza non c’è più. Da un lato ha lasciato il posto agli annunci delle autorità che cercano di sensibilizzare le famiglie americane sulle misure da adottare «per garantire la sicurezza dei vostri bambini». Dall’altro è diventata a tal punto “per adulti” da far scattare in alcuni casi provvedimenti di censura, come in una delle più famose enclave di san Francisco, Castro street, dove la gay parade in scena fin dal’79 è stata vietata.

L’innocenza dei “trick and treaters” rimane a fare da propellente all’unico vero significato della ricorrenza, il dio dollaro. Oggi Halloween è nei fatti una gigantesca, attesissima occasione di business. Milioni e milioni di dollari che il mercato americano (e non solo) ha automaticamente diviso in due grandi categorie: Adulti, Bambini. I costumi più venduti, poi, si chiamano “the saucy nurse” (l’infermiera birichina) o “the sexy scholar” (la studiosa sexy). Costumi per adulti ma già ambiti dalle teen ager. Anche per questo c’è chi, per la notte delle streghe 2007 ha cercato di correre ai ripari, ponendo un freno: a San Francisco è stato vietato il più famoso gay party di Halloween, a Castro street. Motivo: troppa gente nuda in giro per le strade. Ma anche ragioni di sicurezza: nell’edizione dello scorso anno un uomo sparò contro maghi e streghe, facendo 9 feriti.

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Anche Osimo boccia il Registro delle Coppie di Fatto.

Approvati interventi per le famiglie tradizionali.

(Valeria Dentamaro - Il Resto del Carlino) Osimo. Il Consiglio comunale dell’altra sera, convocato per discutere solo mozioni e interrgazioni, nell’apprendere la notizia della scomparsa dell’ex assessore allo sport Roberto Bellezza Callieri ha dedicato un minuto di silenzio alla sua memoria, quindi ha proseguito fino a notte inoltrata (la seduta si è sciolta alle 2,15) la discussione dei punti all’ordine del giorno.

Gran parte del dibattito è stato incentrato sulla mozione, datata febbraio 2007, presentata dai consiglieri Beccacece e Donato (Liberi e Forti) e Strologo (FI) relativa ai Pacs, incentrata contro ogni riconoscimento alle unioni di fatto, che è stata oggetto di ben cinque emendamenti.

Un tema scottante che già lo scorso settembre era stato dibattuto con una mozione della Domizio (Udc) mirata a riconoscere la famiglia tradizionale: in quell’occasione il sindaco e alcuni consiglieri delle liste civiche si astennero, e la mozione venne bocciata.

L’altra sera, invece, con un gioco di leva e metti parti della mozione originale, alla fine è stata approvata la mozione presentata da Strologo, Beccacece e Donato passata con l’emendamento proposto da consiglieri Gallina e Francioni. In sintesi si riconosce la famiglia tradizionale e il sostegno economico alle giovani coppie. La Domizio si è espressa contraria al registro delle coppie di fatto, mentre Gallina e Francioni (Su la Testa) hanno puntato sull’aiuto alle coppie giovani e bisognose, emendando completamente la mozione originale.

Cittadini di Rifondazione si è invece dichiarato favorevole, e infine Pellegrini e Giacco dei Ds hanno tolto, nel loro emendamento, ogni riferimento ai Pacs. Alla fine però la mozione è stata approvata con il contenuto originale più l’emendanto proposto di due consiglieri delle civiche. In conclusione Osimo non avrà il registro delle coppie di fatto.

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Ancora su High School ma stavolta sul ghiaccio.

High School Musical: The Ice TourMilano sarà il palcoscenico per la prima europea dello spettacolo High School Musical - The Ice Tour, che ripropone musiche e balli tratti dall’omonimo film di successo della Disney, vincitore di due Emmy Awards. Dal 28 novembre al 2 dicembre sarà sul ghiaccio del Palasharp uno spettacolo divertente per tutta la famiglia, con pattinatori e atleti eccezionali che intratteranno il pubblico per due ore di show che promette di riscaldare, emozionare e far divertire, a ritmo di musica.

High School Musical The Ice Tour è al Palasharp di Milano dal 28 Novembre al 2 Dicembre, con biglietti a 20 a 35 euro, con prevendita (TicketOne e Vivaticket). Tutte le informazioni sul sito ufficiale e al numero 02.33400551.

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Gli accordi segreti tra monsignori e avvocati per far annullare i matrimoni religiosi.

(Filippo Di Giacomo - La Stampa) Oscilla da quindicimila a quarantacinquemila euro con una media ormai attestata intorno ai trentamila euro, sessanta milioni delle vecchie lire. E' il costo delle circa 8000 nullità di matrimonio richieste ogni anno, con un processo non particolarmente complesso, davanti ad uno dei diciannove Tribunali ecclesiastici, uno per regione della Chiesa italiana, abilitati alla tratta-zione delle cause matrimoniali.

Una collaudata macchina mangiasoldi che, grazie al boom di richiesta di nullità che si verifica da anni (le richieste sono raddoppiate nell'ultimo decennio e continuano a crescere, al ritmo del 20% all'anno) sta allarmando le curie di tutta Italia le cui lamentele, e segnalazioni, intasano da anni l'ufficio del decano della Rota Romana, il tribunale che forma ed abilita gli avvocati del foro ecclesiastico, ora retto dall'arcivescovo polacco Antoni Stankiewicz.

Retaggio di un passato lontano, quando in Italia le nullità ecclesiastiche erano l'unica possibilità di risolvere un matrimonio finito male, la rete di informazioni e di assistenza alla quale si rivolgono i richiedenti di oggi, continua ad essere molto ingarbugliata.

E chiama in causa un fitto intreccio di complicità tra monsignori più o meno importanti, avvocati civilisti e colleghi rotali dove, ad ogni passaggio, il fedele cattolico perde più di qualche penna. La prima truffata dal non rispetto delle vantaggiose tariffe economiche stabilite dalla Conferenza Episcopale è proprio la Chiesa che, dal 1998, sostiene il funzionamento dei Tribunali ecclesiastici con 8,5 milioni di euro all'anno, proprio per permettere, coprendo le spese del personale e quelle cosiddette «vive», di facilitare l'accesso alle cause di nullità anche ai meno abbienti.

Dallo stesso anno, in ogni Tribunale, la Cei stipendia un numero di «avvocati stabili», così come si vedono nei telefilm americani, i quali assistono i fedeli come patroni di fiducia. In questo caso, le tariffe diventano ancora meno importanti poiché, con la sentenza, l'attore nella causa riceve anche il rendiconto delle spese affrontate dal Tribunale ed un bollettino di conto corrente postale da usare, se vuole, per contribuire solo con quanto ritiene alla portata delle sue tasche. Inoltre, è ancora possibile chiedere il gratuito patrocinio: è sufficiente in questo caso certificare il reddito con una segnalazione da parte del proprio parroco.

Al momento di incardinare la causa presso un Tribunale Ecclesiastico, il battezzato cattolico in vena di nullità firma, insieme al «libello» (l'atto di denuncia del sospetto vizio giuridico del proprio vincolo) ed alla procura per il proprio avvocato una «dichiarazione della parte attrice» con la quale si impegna a «saldare il dovuto al Tribunale ed all'Avvocato nella seguente misura».

E cioè: «al tribunale, per spese processuali, stampa degli atti, eventuali perizie, rogatorie, 500 euro». Gli avvocati, invece, si devono contenere entro «un minimo di 1500 euro ed un massimo di 2850». Questo per i due gradi di giudizio necessari, così che con la cosiddetta «doppia conforme», la vertenza ecclesiastica possa ritenersi passata in giudicato. Precisa infatti la «dichiarazione»: «tale onorario copre l'attività di consulenza preliminare, le eventuali perizie, l'assistenza durante l'istruttoria e la redazione della memoria difensiva». Se poi l'avvocato delega questo ruolo ad un suo procuratore, la «dichiarazione» precisa: «300 euro».

Tutto ciò in teoria, quanto alla pratica le statistiche parlano chiaro: l'80% delle cause trattate dai Tribunali Ecclesiastici sono fuori tariffa. Spesso, anche in modo fraudolento. E' di questi giorni la notizia che un religioso in servizio presso il Tribunale Ecclesiastico Marchigiano, con sede a Fermo, è stato allontanato dal suo incarico perché vendeva le cause.

A smascherarlo, dopo innumerevoli ed inutili segnalazioni, un gruppo di fedeli incappati nella rete. Per ottenere giustizia, hanno dovuto fornire anche prove raccolte con l'aiuto di un investigatore privato sostenendo così spese aggiuntive.
Ai tanti spennati dunque, per il momento, non resta che la fiduciosa attesa. Oltretutto, come può un poveraccio combattere contro un avvocato, spesso attivo anche nel foro civile, al quale ha avuto il torto di rivolgersi spesso solo per questioni di coscienza?

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Quattro chiacchiere su High School Musical 3 e dintorni.

(Televisionando) Dopo tanto parlare sulle foto scandalo di Vanessa Hudgens e sul fatto che l’attrice stia ancora o meno con Zac Efron, si torna finalmente a parlare di High School Musical vero e proprio, le cui riprese, secondo OK! magazine, cominceranno a Gennaio.

Per chi non conoscesse il prodotto, High School Musical è uno dei più grandi successi di Disney Channel Original Movies, fenomeno che tra il gennaio 2006 (data del primo film) a l’agosto 2007 (data del secondo) ha catturato milioni di telespettatori. Il terzo capitolo della saga dovrebbe uscire presto, almeno nei piani dei produttori: “La sceneggiatura, ha spiegato Ryan Sanborn (Jason Cross in HSM, ndr), è scritta, e le riprese partiranno a gennaio, ma non ho ricevuto nessua chiamata del tipo ‘Ehi, vorremmo che tu partecipassi’”. Nessuna chiamata neanche per Corbin Bleu (Chad Danforth, ndr), anche se l’attore ha spiegato a TV Guide che è in trattative: “Non ho ancora firmato, sto negoziando. Ma mi piacerebbe partecipare al terzo capitolo”. Bleu ha anche rivelato di non aver ricevuto nessun dettaglio sul progetto, anche se si è detto sicuro che lo storyline sarà incentrato sul diploma e sull’ultimo anno all’East High. I fan possono comunque stare tranquilli che il marchio di fabbrica di High School Musical non verrà intaccato, anche se non si è ancora capito se - viste le doppie foto scandalo - Vanessa Hudgens tornerà o meno per riprendere il ruolo di Gabriella Montez in High School Musical 3: secondo OK!, comunque, la risposta è più no che sì, e i produttori stanno pensando di sostituire la Hudgens con la “Cheetah Girls” Adrienne Baillon o anche con Sabrina Bryan, nota per la sua partecipazione a Dancing with the Stars. Per la cronaca, l’attrice ha smentito i rumors che la vogliono licenziata, dicendo che le foto non hanno inficiato in alcun modo la possibilità di recitare in HSM3: “E’ solo un rumor, per di più vecchio”, ha detto l’attrice.

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Catania: Invito a Teatro, "La fine è il mio inizio".

(www.circuitiunici.it) 1000 biglietti gratuiti per lo spettacolo tratto dall'ultimo libro di Tiziano Terzani, in scena al teatro Ambasciatori dal 7 al 25 novembre. È l'invito a teatro di Circuiti culturali e del Teatro Stabile di Catania rivolto a tutti gli studenti universitari e valido per tutte le repliche. Regista dello spettacolo è il direttore artistico dello Stabile Lamberto Puggelli, Mario Maranzana interpreta Terzani, Roberto Andrioli è il figlio Folco.

Mille biglietti gratuiti per lo spettacolo “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani, in scena all’Ambasciatori dal 7 al 25 novembre. Circuiti culturali e Teatro Stabile rivolgono questo invito tutto speciale agli studenti universitari.
L'iniziativa riguarda lo spettacolo – di cui è regista il direttore artistico dello Stabile, Lamberto Puggelli – scritto da Tiziano Terzani e interpretato da Mario Maranzana e Roberto Andrioli (produzione Teatro Moderno).

I pass gratuiti per gli studenti dell’Università di Catania saranno in distribuzione nelle presidenze di facoltà, fino ad esaurimento delle quote disponibili.
Successivamente, gli studenti dovranno presentarli al botteghino del Teatro Stabile (via Giuseppe Fava 35 – tel. 095/363545) almeno 24 ore prima della serata prescelta, prenotando il posto e ritirando il biglietto d’ingresso.

Orari: fino a sab 3 novembre 9,15-19,00 – dom 4 novembre 9,15-13,00 – da mar 6 novembre 10.00-13.00; 16,30-19,30.

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«... e se io e te ci sedessimo ogni giorno, per un’ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore, dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita? Un dialogo fra padre e figlio, così diversi e così eguali, un libro testamento...».

Nasce così La fine è il mio inizio, un libro nel quale Tiziano Terzani si racconta al figlio Folco, rispondendo alle sue domande, parlando di se stesso, della sua storia e delle sue origini, dei suoi viaggi e delle sue scoperte, dei luoghi, delle persone...
Ed è così che, parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, questa biografia parlata prende forma, trasformandosi nel testamento di un padre che si mostra al figlio in tutta la sua pienezza: un uomo dalla vita intensa, colorata ed energica, un viaggiatore d'eccezione, un testimone non sempre comodo che ha attraversato gli eventi della storia, le guerre e i grandi temi politici degli ultimi cinquant'anni.

Dalla carta stampata al palcoscenico, dalla parola scritta alla parola detta, La fine è il mio inizio si trasferisce ora in teatro, in uno spettacolo intenso che fa rivivere i momenti più intimi e profondi del racconto, in questo incontro tra un padre giunto agli ultimi giorni della sua vita e di un figlio che si ferma ad ascoltare le sue parole, nella loro casa di montagna, tra il verde e il silenzio della natura. L'adattamento al teatro è di Mario Maranzana e Folco Terzani.

Milioni di copie vendute dei libri di Tiziano Terzani.
L’ultimo, lo straziante e sereno La fine è il mio inizio è diventato ora anche una rappresentazione teatrale.
Questo spettacolo dopo il successo al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Stabile di Genova approda ora al Teatro Stabile di Catania.
Ed è una sfida che Catania deve vincere. In nome della sua storia nel Novecento: una storia di alta cultura, di alta teatralità, di vivacità e di impegno sociale e umano che la ponevano all’avanguardia del nostro Sud.
Folco Terzani, il degno figlio di Tiziano, mi parlava appassionatamente dei molti “Terzani Club” che esistono nel Centro-Nord e delle conferenze di presentazione del libro che lui ha tenuto con centinaia e centinaia di presenze. Una sola volta, a Palermo, gli intervenuti erano soltanto una ventina!
Sono i giovani che possono e devono ricevere il messaggio indignato e appassionato di profonda umanità di Terzani.
Ai giovani della mia Scuola di Teatro ponevo come modelli non soltanto i grandi attori come Eleonora Duse o Ruggero Ruggeri, ma, sia pure come impossibile traguardo, Gandhi o anche … Tiziano Terzani. Nel senso che se noi dobbiamo aiutare i giovani dando loro armi professionali per attingere un’arte, un mestiere, una professione, dobbiamo anche e soprattutto aiutarli a essere se stessi, ribellandosi all’omologazione, alla fruizione passiva di modi di vita indegni, sottraendosi ad artificiali bisogni indotti, rifiutando di essere eterodiretti, riscoprendo antichi valori – l’onestà, la carità, l’amore che fa dono di sé – e imparando da loro entusiasmo e purezza e donando loro l’esperienza dei nostri errori.
La cultura come nutrimento indispensabile per vivere. Il divertimento come gioia di vivere. Il teatro per imparare l’arte di vivere.

di Lamberto Puggelli

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Tokio Hotel, il concerto di Milano: i video del delirio dei teenager.

(Milano 2.0) Ieri sera i Tokio Hotel, i quattro ragazzi tedeschi che stanno facendo impazzire i teenager, per non parlare delle teenager, sono passati da Milano con un concerto da tutto esaurito.

Inizialmente si sarebbero dovuti esibire all'Alcatraz, ma, come avevamo spiegato in questo post, le richieste erano talmente tante che si sono dovuti spostare al Forum. E' un fenomeno strano quello dei Tokio Hotel, uno di quelli a cui tuttavia siamo abituati. Si prende un ragazzo che può far impazzire le ragazzine - parliamo di Bill, il cantante che sembra una cantante - gli si piazzano in mano un po' di canzoni decisamente orecchiabili e si costruisce un successo. Fenomeno visto e rivisto, non per questo tuttavia da sottovalutare. O da condannare. La vita degli adolescenti è fatta anche di questo, perchè parlare di scandalo?

La scena come quella qui sotto, che ritrae tante ragazzine a Milano che aspettano di vedere i loro idoli, alla fine fa parte di tutte le generazioni. Forse quella attuale non è tra le migliori che abbiamo conosciuto, ma è la "vita bassa generation" è una realtà, e la colpa non è certo del tutto loro.

Una lettrice di Milano 2.0 in questo post si lamentava del fatto che avessimo detto che i fans dei Tokio Hotel sono tutti giovani accompagnati al concerto dai genitori; diciamo che non è solo così ma nemmeno il contrario: i genitori accompagnati dai bambini non ce li vediamo proprio.

Intanto, se siete andati al concerto ieri sera e volete mandarci video e foto siamo qui a disposizione. Per ora accontentatevi di questi video.




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Halloween: La Chiesa contro le zucche.

I cattolici insorgono: «Rituali pagani che snaturano la festa dei morti».

(Mariella Bertucelli - Il Tirreno) A Pistoia monaci in piazza per evangelizzare le streghe
Migliaia di ragazzi pronti a festeggiare in tutta la Toscana L’unica che non ci guadagna è la zucca. Nel business da 280 milioni di euro (è la cifra che si spenderà quest’anno in Italia per festeggiare Halloween) “Jack-o-lantern” - la zucca intagliata con la lucina dentro - fa la parte della cenerentola con un aumento delle vendite solamente del 2-3 per cento.
Tutto il resto è oro. Costumi, maschere, palloncini destinati a bimbi che pestano i piedi per uscire la sera e a genitori mobilitati per scortare i figli nella missione “dolcetto o scherzetto”. Megafeste, come quella di Livorno in Fortezza, alla quale sono attesi migliaia di ragazzi da tutta la Toscana. O come la “festa diffusa” di Prato, dove 1.500 studenti vagano ora in cerca di sedi alternative per il loro party dopo il sequestro (e la chiusura) della discoteca Oca Fioca.
Un gran Carnevale che fa storcere il naso a chi non ne può più della gadgettistica esasperata ma che alla Chiesa provoca veri e propri attacchi d’ansia. A Pistoia i monaci dell’ordine della Fraternità apostolica di Gerusalemme hanno deciso di passare al contrattacco scendendo in strada insieme ai volontari della Comunità Nuovi Orizzonti per evangelizzare streghe e vampiri. Ci sarà una veglia di preghiera nel centro storico e chi vorrà potrà confessarsi o anche semplicemente trovare qualcuno «disposto a parlare e ascoltare». A Prato, ancora Nuovi Orizzonti, prepara una notte di Halloween alternativa, con una veglia di adorazione eucaristica notturna.
L’offensiva della Chiesa contro la notte pagana che mette in ombra e snatura la “festa dei morti” dura da tempo ma quest’anno le iniziative si sono moltiplicate. I cattolici del Gris denunciano l’«assurdo» e cioé che «sono gli stessi cattolici «a dare il permesso nelle parrocchie, nelle scuole e nelle case di festeggiare Halloween». Al danno così si aggiunge la beffa e pure il rischio che le feste in discoteca accendano la passione per il macabro «che spinge alcuni ragazzi alle bravate notturne nei cimiteri».
Anche il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, boccia la festa: «Non è questione di “dolcetto o scherzetto”. Per gli scherzetti esiste già il carnevale. E’ una festa che sfiora la maleducazione. La comunità cristiana non può abbandonarsi a una tradizione così insulsa». Alla Chiesa italiana fa eco quella spagnola, che definisce la festa di origine celtica una ricorrenza ispirata al «consumismo e all’occultismo», mentre nella cattolicissima Polonia il provveditore di Danzica ha chiesto alle scuole di evitare i festeggiamenti.
Toni da crociata che non sembrano impressionare più di tanto streghe, vampiri e scheletri ambulanti pronti a vivere la loro notte più lunga. Magari basterebbe portare pazienza, aspettare che cali la febbre e la notte delle streghe passi di moda. Perché è pur vero che la festa rimanda ad usanze che già esistevano nella civiltà contadina italiana, quando il giorno dei morti i bambini andavano di casa in casa offrendo un dolce e recitando uno stornello, ma nessuno si sarebbe sognato di riesumare quei riti se non ci avessero pensato i Peanuts. Colpa di Charlie Brown e della sua tribù, che negli anni Sessanta ci hanno fatto conoscere la magia del “grande cocomero”.
Al resto ci ha pensato ampiamente il mercato, che però qualche segnale di stanchezza ora lo mostra. Non siamo al fiasco della Francia, che dopo dieci anni di ubriacatura già dallo scorso anno ha dichiarato morta e sepolta la festa “americana” di Halloween, ma a Milano, per esempio, l’indotto delle streghe ha avuto una battuta d’arresto e il previsto milione di euro andrà quasi tutto a discoteche e pasticcerie. «Volevano farci scambiare delle zucche per lanterne ma i francesi non si sono lasciati ingannare dall’astuzia commerciale di Halloween», aveva detto tre anni fa il cardinale Lustiger, allora arcivescovo di Parigi. Non si tratta che di seguire l’esempio.(31 ottobre 2007)Torna indietro

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