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mercoledì 10 settembre 2008

Preti. Oggi Gesù andrebbe coi gay al Pride. Lo dice Don Farinella.

Gesù con i Gay non andrebbe alla processione del «Corpus Domini».

(Don Paolo Farinella - La Repubblica, edizione di Genova) Il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nella sua prolusione al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini ha paventato il timore del silenzio imposto dall´esterno alla Chiesa. La mia presenza su questo giornale laico è la prova che oggi la Chiesa, intesa come realtà che va oltre la gerarchia, non è amputata nella sua libertà di espressione e di presenza sociale. Teoricamente parlando, nessuno più di un credente e, a maggior ragione, nessuno più di un prete dovrebbe essere laico perché la ragione del suo essere è fondata sulla «Signoria» di Dio che creando chiama il mondo e l´umanità alla responsabilità dell´autonomia. I problemi cominciano quando qualcuno vuol mettere il cappello della religione sul mondo e sull´umanità, credendo di essere l´interprete unico di Dio: è il clericalismo e il fondamentalismo che sono due sciagure per la Chiesa stessa e per il mondo. Nel libro della Genesi che narra in forma epica e mitica la nascita dell´universo e dell´uomo, al versetto 15 del capitolo 1, con una traduzione più rispettosa del testo ebraico, si legge che «Dio pose l´uomo nel giardino di Eden perché lo ascoltasse e gli ubbidisse». Qui è il dramma: nati per ascoltare il creato non abbiamo ancora finito di sventrarlo e snaturarlo; chiamati ad ascoltare il mondo, giungiamo alla pretesa di imporre la nostra voce come interprete unica della volontà di Dio. Il comandamento di «non nominare il Nome di Dio nel vuoto» è rivolto prima di tutto ai credenti e al clero di qualsiasi religione perché siano più attenti ad ascoltare che a parlare. Dalla cronaca della settimana scorsa rileviamo tre notizie: la badante ecuadoregna Isabel Rivera Gonzales di 34 anni sgozzata il 16 luglio non può tornare a casa perché nessuno paga il trasporto; una parte della sinistra allo sbaraglio insieme con la Fgci trova un rantolo per una manifestazione a favore della moschea e contro l´arrembaggio del leghista Borghezio che in estate ha occupato la Chiesa di San Giovanni di Prè contro la stessa moschea; a novembre saranno cancellati tre voli aerei da Genova: due per Roma e uno per Catania. Tre notizie, tre realtà, tre schizofrenie. Le prime due notizie sono collegate: gli immigrati sono tollerati, meglio se in nero, finché servono, quando non servono, anche da morti sono un peso e se pensano poi di pregare, beh, lo facciano chiusi in casa: la visibilità sociale invocata per i cattolici, vale anche per loro? La terza notizia significa che prima ancora di cominciare la nuova Alitalia mette in scena a Genova l´anteprima del futuro: i costi sono scaricati sulle tasse dei cittadini, mentre gli utili vanno, senza rischi, ai «coraggiosi» privati.

L´annuncio è ufficiale: il 13 giugno 2009 Genova vedrà tra le sue vie e carruggi la pittoresca parata del Gay Pride, in concomitanza con la festa cattolica del «Corpus Domini». Ho sempre provato un senso di pietà verso una manifestazione che di suo serve a ghettizzare di più i protagonisti che danno l´impressione di volere imporre la loro esistenza con la provocazione piuttosto che con la forza del diritto. Non credo che gli organizzatori abbiamo scelto la data del 13 giugno 2009 in modo consapevole per contrapporsi alla festa del «Corpus Domini». Sono convinto che sia una pura casualità di coincidenza. Ad ogni modo, ben venga questa coincidenza che mette a confronto due concezioni di «corpo»: un corpo che si fa pane per rispondere al bisogno di identità e di verità che c´è in ogni individuo e un «corpo» che si ostenta anche provocatoriamente e lascivamente perché si sente oppresso e giudicato.

Se Gesù venisse oggi, sono convinto che non si attarderebbe nelle chiese e non andrebbe alla processione del «Corpus Domini», ma con ogni probabilità si avvicinerebbe alle persone del Gay Pride e parlerebbe loro non con parole di condanna, ma con parole di consolazione: Venite a me voi che siete affaticati e stanchi di essere emarginati e giudicati, che fate fatica a trovare la vostra identità, non abbiate paura, venite a me e io vi ristorerò; il Padre mio, infatti, mi ha mandato perché nessuno vada perduto di coloro che mi ha affidato. Gesù ci ha insegnato che «il sabato è per l´uomo e non l´uomo per il sabato». Sogno che il 13 giugno, festa del «Corpus Domini» nelle chiese di Genova si possa pregare per i nostri fratelli e le nostre sorelle che partecipano al Gay Pride: possano essere rispettati nella loro dignità di persone e, con l´aiuto di Dio, lo Spirito li aiuti a trovare la dimensione della loro vita in una relazione affettiva capace di esprimere la profondità della loro anima. In questo si saldano intimamente il Vangelo e la Costituzione italiana, i due fari dell´antropologia cristiana.

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martedì 9 settembre 2008

Genovapride. Mons. Granara: "Si urla ma non si risolvono i problemi".

"L'omosessualità è un problema serio che però, affrontato in questa maniera, non so fino a che punto vada a favore o contro gli omosessuali". Monsignor Marco Granara, rettore del Santuario di Nostra Signora della Guardia e presidente della commissione diocesana "Emergenza famiglia", entra nel merito del Gay Pride annunciato per il prossimo 13 giugno a Genova. "Per affrontare un problema - ha detto monsignor Granara - bisogna pensarlo in profondità, con grande delicatezza e con rispetto e non urlarlo con manifestazioni trasgressive". "Con manifestazioni come queste" - ha aggiunto il rettore della Guardia - "si urla ma non si risolvono i problemi".

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domenica 7 settembre 2008

Tutu: "Chiesa ossessionata da gay"

Per il premio Nobel prima viene lotta alla povertà.

(TGCom) "Dio sta soffrendo nel vedere tutto questo affanno sul tema della sessualità e giustamente la Chiesa viene vista da molti come irrilevante nella lotta alla povertà". Lo ha detto l'Arcivescono africano Desmond Tutu a Londra per una conferenza organizzata dalla "Tearfund", un'ente di beneficenza cristiana britannica. Il premio Nobel ha affermato di vergognarsi per quello che ha chiamato una "concentrazione ossessiva" sul tema della omosessualità.

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sabato 6 settembre 2008

Andate ed ammalatevi... La chiesa continua a dire no ai contraccettivi.

L'amarezza di mons. Merisi per il sì dell’Europarlamento a contraccezione e aborto per la salute materno-infantile dei Paesi in via di sviluppo.

(Radio vaticana) Parlamento dell’Unione Europea ha approvato ieri una risoluzione in cui si sostiene il ricorso a contraccezione e aborto come mezzi per tutelare la salute materno-infantile nei Paesi in via di sviluppo. 394 i voti favorevoli e 182 quelli contrari. Il testo fa riferimento ad uno degli otto Obiettivi del Millennio definiti nel 2000 per la lotta a malattie, povertà e sottosviluppo nel mondo ed è stato presentato in vista della conferenza mondiale ONU del prossimo 25 settembre. Preoccupazione e amarezza sono state espresse da mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e rappresentante dei vescovi italiani presso la COMECE, la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea. Adriana Masotti lo ha intervistato:

R. – Anche io sono molto amareggiato e sconcertato, perché su un tema importante come l’Obiettivo di sviluppo del millennio sul miglioramento della salute materno-infantile, accanto a cose positive, vi siano poi queste diverse sottolineature che noi riteniamo del tutto negative. Ed in particolare il fatto di parlare di aborto citandolo come diritto, in riferimento alla salute sessuale riproduttiva. Quindi per noi del tutto negativo, insieme poi con l’altro riferimento sul tema della contraccezione. Io dico che purtroppo nella mentalità corrente – e qui vediamo anche nel Parlamento europeo – è diffusa questa sensibilità che privilegia il tema della libertà individuale rispetto ad altri diritti che per noi vengono prima e che sono quelli generali sul tema della vita, della famiglia. Credo che occorra, quindi, impegnarsi di più per creare sensibilità su queste tematiche essenziali cosicché la gente e le coscienze si ribellino di fronte a queste prospettive.

D. – Per aiutare la salute sia delle madri che dei bambini forse ci sono altri interventi da programmare….
R. – Certo. Non si risponde ad un pericolo o ad una realtà di morte con altri temi che pure dicono morte. Io credo che la salute mateno-infantile in questi Paesi chieda altre attenzioni, altri priorità ed altre strade.

D. – Questa è una risoluzione decisa dall’Europa per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo. Ma non c’è anche un contrasto tra aborto, contraccezione e cultura di questi Paesi, a cui ci si rivolge?
R. – Anzitutto bisogna vedere la conseguenza pratica di queste indicazioni e di questa Risoluzione vista nel contesto delle direttive e delle competenze europee, in rapporto anche a quelle nazionali. Indipendentemente però dall’esito pratico e concreto, siamo certamente di fronte ad una prospettiva che dal nostro punto di vista non aiuta il progresso autentico e vero dei Paesi in via di sviluppo. Tante volte presso la COMECE si è detto che occorre fare in modo che da parte degli organismi, delle aggregazioni di ispirazione cristiana, ci siano un lavoro ed un impegno maggiore, affinché sul campo ed anche presso le istituzioni si dibatta e si facciano presenti i valori autentici e veri.

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venerdì 5 settembre 2008

Sacerdote condannato per molestie dirigerà festival cattolico.

(Uaar) Circa sei anni fa, don Alessandro Ghersi è stato condannato in tribunale per molestie, dato che aveva inviato e-mail compromettenti ad una diciottenne, trovate dai suoi genitori, i quali avevano sporto denuncia per molestie sessuali e ingiurie. Pare che Ghersi infatti frequentasse chat erotiche, dedicandosi al sesso “virtuale”, ed ha patteggiato durante il processo.

Oggi la diocesi di Ventimiglia-San Remo ha annunciato che lo stesso sacerdote, trasferito nella cittadina di San Lorenzo al Mare, dirigerà Jubilmusic (di cui è uno dei fondatori), il festival internazionale di musica cattolica che si svolgerà a San Remo dal 20 al 23 novembre (tra le varie location, anche l’Ariston). La scelta, che è di fatto una riabilitazione, potrebbe accendere di nuovo polemiche del mondo cattolico.

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martedì 2 settembre 2008

Times: Presto nuovo vescovo gay anglicano in Galles?

Possibile una nuova crisi.

(Asca) La Chiesa anglicana sarebbe sul punto di ordinare il suo primo vescovo apertamente omosessuale: lo riferisce oggi il Times, che scrive che il reverendo Jeffrey John (nella foto), oggi decano della diocesi di St. Albans, potrebbe presto venire nominato vescovo della diocesi gallese di Bangor.

Gia' nel 2003, l'arcivescovo di Canterbury aveva convinto John a dimettersi dalla guida della diocesi di Reading, alla quale era stato eletto. Il reverendo e' legato da una 'civil partnership' (unione civile) con un altro pastore, con il quale conduce pero' vita celibataria, ed e' anche un affermato teologo che ha difeso nei suoi scritti la ricchezza delle relazioni omosessuali e il loro 'fondamento' biblico.

L'ordinazione, nel 2003, del vescovo gay Gene Robinson nella diocesi anglicana statunitense del New Hampshire ha provocato una crisi mondiale in quella che e' la seconda Chiesa cristiana per numero di fedeli del mondo. Uno scisma e' stato evitato, a fatica, durante la recente Conferenza di Lambeth ma gli anglicani rimangono profondamente divisi sull'interpretazione dell'omosessualita' e sul ruolo che i gay possono avere all'interno della Chiesa.

Se la sua elezione fosse confermata, la crisi per gli anglicani sarebbe destinata ad aggravarsi nuovamente. Per evitare ulteriori rotture, il leader spirituale degli anglicani (anche se privo di effettivi poteri), Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, ha chiesto una 'moratoria' sull'ordinazione di vescovi omosessuali. Adesso, Williams potrebbe ritrovarsi il problema nel cortile di casa, anche se la Chiesa anglicana gallese e' indipendente da quella inglese da lui guidata.

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mercoledì 27 agosto 2008

Un Cardinale critica la gravidanza di Ricky Martin.

(Gossipblog) Il cardinale dell’Honduras Oscar Andres Rodriguez non ha visto di buon occhio la nascita dei gemelli di Ricky Martin, concepiti tramite un utero in affitto.

“Quello che ha fatto Martin va contro alla dignità dell’essere umano. Non si può noleggiare o comprare la vita di un individuo. E’ ancora peggio quando lo fa qualcuno di famoso e sotto gli occhi di tutti”.

In America Latina poi diversi talk show hanno parlato dell’argomento. Esteban Arce, presentatore, ha così commentato:

“Non penso sia giusto negare ad un figlio la figura materna, soltanto perchè Martin ha un ego spropositato”.

Voi cosa ne pensate?

Via: GabbyBabble

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Il Cardinale riesumato e il parere de L'Avvenire. "Illazioni sulla sua omosessualità".

Londra Newman riesumato: e c’è chi inventa la polemica.
Alcuni attivisti inglesi contestano la rimozione della tomba con illazioni sulla sua omosessualità. "Sciocchezze", replicano in coro gli studiosi.

(Lorenzo Fazzini - L'Avvenire) "Stupidaggini", "sciocchezze", "assurdità". Così diversi esperti della figura e dell’opera del cardinale John Henry Newman qualificano le insinuazioni che da ambienti legati a gruppi organizzati di omosessuali inglesi sono piovute in questi giorni sul famoso teologo di Oxford di cui – secondo alcune indiscrezioni – sarebbe prossimo l’annuncio della beatificazione. Ieri il quotidiano The Independent è arrivato a dar voce e credito alle accuse di 'omofobia' contro la Chiesa lanciate da militanti dei mivimenti gay britannici secondo cui la scelta di riesumare il corpo di Newman e trasferirlo altrove sarebbe un’incredibile 'mossa' del Vaticano per nascondere l’omosessualità dello stesso cardinale.
Oggi Newman è sepolto, come da suo lascito, accanto a padre Ambrose St. John, un confratello dell’Oratorio di San Filippo Neri (lo stesso cui apparteneva Newman).
«La decisione del Vaticano di muovere la salma di Newman dal luogo dove riposa – ha attaccato l’attivista gay Peter Tatchell – è un atto da ladri di tombe. Viola il desiderio più volte ripetuto di Newman di essere sepolto per l’eternità insieme al partner di una vita».
Nelle scorse settimane il ministero della Giustizia di Londra ha autorizzato la riesumazione e la traslazione del corpo di Newman dal cimitero di Rednal, nei dintorni di Birmingham, nel più centrale Birmingham Oratory, la chiesa dove operò il teologo ammirato da Benedetto XVI, la cui tomba oggi viene visitata da 15 mila devoti ogni anno.

Sin da professore Ratzinger ha espresso più volte il suo debito intellettuale per il teologo cattolico prima anglicano: «La dottrina di Newman sulla coscienza divenne per noi il fondamento di quel personalismo teologico che ci attrasse tutti col suo fascino».

Per Austen Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac-Murphy O’Connor, primate della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, le critiche degli ambienti gay sono «sciocchezze». Alla Bbc ha spiegato che l’esumazione del corpo di Newman «è parte del processo che porta alla canonizzazione». Ivereigh ha aggiunto che i resti del futuro beato vanno portati in un luogo adatto «per consentire ai pellegrini di venerarlo». Tempo fa padre Paul Chavasse, postulatore della causa di beatificazione di Newman, aveva chiesto alle autorità di Rednal un intervento «urgente a protezione» della tomba del cardinale per preservarla da «possibili vandalismi»: nel 2003, infatti, anche la casa di Newman era stata sfregiata a più riprese.
«Che dire? Se due persone sono veramente amiche, e qualcuno insinua che si tratta di omosessuali, cosa possiamo farci?». Allarga le braccia padre Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo Neri. «Quello tra Newman e padre Ambrose fu un legame di amicizia che durò tutta la vita. Sono sepolti vicini anche perché si tratta del cimitero degli oratoriani di Birmingham, che è un fazzoletto di terra». Un’idea sul perché di tali insinuazioni Cerrato ce l’ha: «Si tratta di un pretesto con cui propagandare una certa linea anticlericale».
Anche per Joseph Pearce, docente di Letteratura alla Ave Maria University, in Florida, studioso dei 'grandi convertiti' inglesi, «è assurdo insinuare che Newman, un uomo celibe e infaticabile difensore della dottrina morale della Chiesa, fosse un omosessuale praticante. Certamente è stato legato da amicizia con uomini ma considerava peccato un atto omosessuale. L’aver avuto un amico non significa che 'abbia dormito' con lui, e solo la sordida epoca in cui viviamo potrebbe suggerire un simile nonsenso». Ivereigh ribadisce: «È sbagliato leggere con categorie odierne l’era vittoriana quando queste relazioni amichevoli erano molto comuni a Oxford e nella comunità anglo-cattolica».

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martedì 26 agosto 2008

Benedicono coppie gay, il Vaticano minaccia di chiusura una parrocchia.

Fra gli aspetti censurati dal Vaticano l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

(Ansa) Una parrocchia cattolica in Australia, St. Mary's di South Brisbane, sta lottando per la sopravvivenza dopo un ultimatum dell' arcivescovo della diocesi, John Bathersby, che le intima di allinearsi a 'pratiche accettabili' dal Vaticano, pena la chiusura. Fra gli aspetti censurati, l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

In una lettera di tre pagine consegnata al parroco padre Peter Kennedy, l'arcivescovo descrive la parrocchia di 700 fedeli come 'un'autorita' in se' stessa, che ha stabilito una sua variante della religione'. 'La questione non e' tanto se St. Mary's debba essere chiusa, ma se si chiude da sola, continuando con pratiche che la separano dalla comunione con la Chiesa cattolica', scrive.

Mons. Bathersby e' intervenuto su sollecitazione del Vaticano, che aveva ricevuto lamentele da parrocchiani, secondo cui le parole delle preghiere venivano cambiate e nella chiesa era stata sistemata una statua buddista. Vi erano state anche controversie sulla pratica di consentire alle donne di predicare, e di aver benedetto coppie gay e lesbiche. Se la parrocchia fosse costretta a chiudere, sarebbe il primo caso del genere in Australia.

Padre Kennedy, che guida la parrocchia da quasi 28 anni, ha letto brani della lettera davanti a 300 parrocchiani stupefatti durante la messa domenica scorsa, e ieri sera piu' di 500 fedeli si sono accalcati nella sala parrocchiale per discuterne. Alcuni hanno respinto nettamente la nozione che la parrocchia fosse fuori della comunione con la Chiesa cattolica, parlando con emozione della sua comunita' accogliente e del lavoro con persone svantaggiate. Altri hanno riconosciuto le preoccupazioni del vescovo sulle messe celebrate secondo liturgie non ortodosse.

La parrocchia ha infine deciso di rispondere alla lettera del vescovo, ringraziando dell'invito a considerare il futuro della parrocchia, e annunciando di aver costituito dei gruppi di lavoro per esaminare le questioni sollevate.

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Finirò all’inferno? “Sister Italia”: sacerdote promotore blocca l’iniziativa.

(Uaar) Padre Antonio Rungi, che ha lanciato poco tempo fa il concorso di bellezza per suore “Sister Italia 2008″, ha deciso di bloccare questa iniziativa “per tutelare me e le suore che avrebbero partecipato”. Nonostante il successo nella raccolta delle adesioni, sono arrivate anche le critiche; così padre Rungi chiarisce: “Credo che ci sia stata solo una grande confusione. Ma quale “miss suora”? Chi ha capito male forse non è in buona fede. Il concorso per la suora più bella aveva l’unico scopo di far raccontare sul web la vita nei conventi, di far raccontare la vita più bella delle religiose. Tutto qui”. Il sacerdote continua: “ci sono state delle persone che volutamente hanno frainteso ed hanno deciso di speculare su una iniziativa innocente, anche pesanti ingiurie. Qualcuno mi ha detto che io finirò all’inferno”.

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Un ricatto a luci rosse lambisce la cattedrale di Genova.

Il diacono di San Lorenzo ha denunciato due romeni che ieri a Marassi hanno rivelato al gip il retroscena .

(Matteo Indice - Il secolo XIX) Un telefonino con foto e immagini compromettenti, "l'arma" che i fratelli Jane e Alin Mihai potrebbero aver utilizzato - ed è già sotto sequestro da giorni - per una serie di ricatti a luci rosse. È la pista, molto solida, su cui lavorano i carabinieri della compagnia Portoria e il sostituto procuratore Piercarlo Di Gennaro, dopo che venerdì scorso i due stranieri, 32 e 21 anni, sono stati arrestati per estorsione a danno d'un diacono nei pressi della cattedrale di San Lorenzo. L'uomo inizialmente aveva dato loro denaro notandoli "accampati" vicino al santuario; ma era finito in fretta nel mirino ed entrambi, nelle ultime settimane, si erano fatti consegnare quasi duemila euro conoscendo pure il suo indirizzo di casa. Ieri mattina sono stati interrogati in carcere dal giudice per le indagini preliminari Franca Borzone, rivelando particolari che fanno leggere la vicenda sotto una luce completamente diversa.

Gli investigatori hanno infatti individuato un cellulare che i fratelli Mihai potrebbero aver usato per mettere in pratica il loro ricatto. Lo hanno ammesso nel corso del colloquio a Marassi e l'obiettivo è ora capire quali siano state le vittime. Senza dimenticare che sempre venerdì un altro ventenne originario della Romania era finito in cella, con la stessa accusa, per aver rovinato la vita a un quarantenne. Con quest'ultimo aveva avuto una serie d'incontri per quasi due anni, finché l'italiano a inizio maggio non ha troncato la relazione. A quel punto lo straniero ha preso a minacciarlo, ribadendo che avrebbe rivelato ad amici e familiari la sua omosessualità. L'ex partner, comprensibilmente geloso della propria privacy, lo ha segnalato alla polizia ferroviaria e pochi giorni fa gli agenti hanno assistito in diretta all'ultima consegna di denaro, facendo scattare le manette: le banconote erano state segnate e hanno rappresentato la prova cardine per formalizzare l'accusa.

«Non è un mistero - confermano in Procura - che nelle situazioni più estreme i giovani dell'est arrivino a scelte di questo tipo, sebbene negli ultimi anni i sistemi per tenere in ostaggio le vittime si siano particolarmente affinati». Ed è certo, si rimarca ancora a palazzo di giustizia, che una persona rimasta in balìa dei fratelli Mihai abbia avuto i rapporti sessuali nella zona del Righi. Proprio qui sono state realizzate le immagini (con ogni probabilità fotografie, che a loro volta sarebbero essere state trasmesse da un telefono all'altro) potenzialmente divulgabili, e per questo temute da chi ha continuato a pagare. Un primo riscontro è arrivato con la perquisizione dell'alloggio di vico Pepe, nel centro storico, dove vivevano i romeni. Ma qualcosa di più dovrebbe emergere con gli accertamenti dei prossimi giorni.

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La chiesa farà beato un omosessuale ma lo nega.

Il religioso aveva chiesto di essere seppellito accanto al confratello "Nessuna omosessualità, era amicizia vittoriana".

(Guido Santevecchi - Il Corriere della Sera) Le procedure che preparano la beatificazione del cardinale John Henry Newman, anglicano passato alla Chiesa cattolica nel 1845, hanno aperto in Inghilterra una polemica con i gruppi di pressione per i diritti gay. Il governo britannico ha appena accettato la richiesta delle autorità religiose di riesumare il corpo da un cimitero alla periferia di Birmingham per traslarlo in un sarcofago nell'Oratorio della città. Ma secondo Peter Tatchell, influente attivista anti-discriminazione degli omosessuali, si tratta di «un atto di vandalismo morale degno di violatori di tombe, una dissacrazione religiosa, un segno di omofobia».

L'accusa è basata sul fatto che il cardinale, morto nel 1890, è seppellito da allora assieme a un confratello, il reverendo Ambrose St John. I due avevano condiviso la conversione al cattolicesimo, avevano vissuto insieme per molti anni e Newman aveva lasciato disposizione di essere interrato accanto all'amico che era morto nel 1875. Nell'orazione funebre Newman aveva paragonato il dolore per la perdita di Ambrose a quello «provato da un marito per la moglie o da una moglie per un marito ». Queste parole, secondo Tatchell, proverebbero che il rapporto tra i due era di natura omosessuale: «Sono stati accanto sotto terra per più di cent'anni e ora il Vaticano vuole disturbare la loro pace per coprire il fatto che il cardinale amava un altro uomo».

Ma Austin Ivereigh, ex consigliere del cardinale Cormac Murphy O'Connor, primate cattolico d'Inghilterra e Galles risponde che le critiche e le teorie di mr Tatchell non hanno senso. «La traslazione della salma fa parte del processo di canonizzazione: si sceglie una collocazione dove i fedeli possano venerarla», ha detto alla

Bbc. Il decreto di beatificazione dovrebbe essere firmato dal Papa a novembre. Per quanto riguarda le speculazioni sull'omosessualità, Ivereigh replica: «Nessuno contesta che il cardinale volesse profondamente bene ad Ambrose St John. Ma quel paragone con "l'amore tra coniugi" non significa assolutamente che si trattasse di una convivenza matrimoniale tra gay. È sbagliato leggere con le categorie di oggi rapporti di amicizia del periodo vittoriano, quando queste intense e appassionate relazioni tra gente di cultura erano molto comuni».

Ma se avessero ragione gli attivisti dei diritti gay, e se quella relazione fosse stata più di un'amicizia? «Non c'è prova, ma dal punto di vista del diritto canonico, se fossero stati omosessuali e avessero tenuto sotto controllo la loro condizione restando casti, avrebbero acquisito un titolo di merito», dice il professor Marco Ventura dell'università di Siena.

John Henry Newman, nato nel 1801, era stato ordinato nella Chiesa anglicana nel 1824. Aveva lavorato al riavvicinamento con la Chiesa cattolica; quando le sue teorie furono denunciate, entrò in una sorta di vita monastica e nel 1845 fu accolto nel cattolicesimo. Nel 1876, con un gesto straordinario, Papa Leone XIII elevò quel semplice prete al rango di cardinale. Anche Tony Blair, convertitosi al cattolicesimo l'anno scorso, venera il cardinale Newman, tanto che ha regalato al Papa alcune sue immagini. Padre Paul Chavasse, rettore del Birmingham Oratory, dice che «come grande uomo della Chiesa e devoto ai santi, il cardinale Newman avrebbe obbedito senz'altro alla richiesta del Vaticano ». Sulla pietra del nuovo sarcofago nell'Oratorio sarà posta l'iscrizione Ex umbris et imaginibus in veritatem,

il motto dello stemma cardinalizio di John Henry Newman. Si può tradurre più o meno «Dalle ombre e dalle immagini alla verità» e ora è scolpita sulla pietra della tomba che il cardinale divide con l'amico St John. Ma anche questa frase è oggetto di polemica, perché secondo alcuni avrebbe rappresentato l'outing postumo del religioso.

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lunedì 25 agosto 2008

Inghilterra. I cattolici vogliono riesumare il cardinale gay sepolto accanto al suo compagno.

Polemici con gli anglicani.
(TGCom) E' polemica in Inghilterra per la decisione della Chiesa cattolica di riesumare il corpo di un celebre cardinale, John Henry Newman. Il prelato, anglicano ma poi diventato cattolico, riposa dal 1890 accanto alla tomba dell'uomo che amò e con il quale convisse per gran parte della sua vita. Secondo i gruppi gay, il Vaticano vuole semplicemente spostare Newman per coprire l'omosessualità del religioso.

La Santa Sede respinge le accuse. La decisione di riesumare la salma sarebbe stata presa per avviare il processo di beatificazione. Per gli attivisti gay, invece, si violerebbe in questo modo il desiderio del cardinale di essere sepolto accanto al compagno di una vita.

Contrari alla riesumazione anche molti cattolici britannici. Un sondaggio condotto dalla rivista "The Church Times" ha evidenziato che la maggioranza degli anglicani è contraria a separare il cardinal Newman da padre Ambrose St. John, con il quale visse "come marito e moglie" per lungo tempo.

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Chiesa fuori dalla chiesa.

(Parole in libertà) Ho sempre i brividi quando sento dire, in un modo o in un altro, che la Chiesa rivendica il suo ruolo di soggetto politico e quindi il diritto di intervenire nella vita civile di un paese nel tentativo di condizionarla, o, quantomeno, di cambiarla "proponendo" certi modelli. In un certo senso capisco quello che ha sostenuto il Cardinal Bagnasco nel discorso di apertura dei lavori del meeting di Comunione e Liberazione "Oggi - rileva - come in altri periodi dela storia si vuole che la Chiesa rimanga in chiesa. Si vorrebbe negare la dimensione pubblica della fede, concedendone la possibilita' nel privato. A tutti si riconosce come sacra la liberta' di coscienza, ma dai cattolici a volte si pretende che essi prescindano dalla fede che forma la loro coscienza". Il ragionamento non è privo di una sua coerenza, tuttavia è anche da questo atteggiamento che sono nati e tuttora prosperano i mostri.

Non è perciò fuori luogo citare qui quanto scrive Daniele Scalise, nella sua Lettera di un padre omosessuale alla figlia, un libretto che di questi tempi ha riscosso un certo successo (e la cui lettura è raccomandata, non tanto a noi che certe cose le abbiamo sperimentate sulla nostra pelle, quanto ai nostri amici e familiari):

"I giovani sono i più esposti. Mitragliati dai loro compagni di scuola o di giochi, ignorati o immolati dalle loro famiglie, sentono bruciare sulla loro pelle fresca le parole di condanna che la Chiesa pronuncia ocntro gli omosessuali, sentono l'afasia assordante della politica cinica e indifferente che tentenna impastoiata, che non osa prendere posizione per non scontentare prelati e devoti. Sono loro quelli che pagano il prezzo più alto. Sono quelli che noi omosessuali più adluti dobbiamo difendere dai mostri. Non è facile, però, perchè i giovani spesso se ne stanno chiusi nelle loro case, dove si consumano i delitti più efferati. Non è facile, perchè spesso non sanno chiedere aiuto, non hanno voce se non per narrare la propria desolazione quando magari è troppo tardi. Poi crescono, e i più fortunati riescono a sottrarsi al linciaggio quotidiano. Ma al prezzo di quanta fatica, quante energie e soprattutto quante umiliazioni".

Forse qualcuno troverà queste considerazioni eccessive, troppo pessimistiche: ma io ripeto sempre che il fatto che la Chiesa, che dovrebbe attrarre le persone invece che respingerle, pronunci viceversa parole di condanna senza appello è un atto di una crudeltà e di una violenza straordinarie. Specie se hai tredici anni e non sai che cazzo fare.

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California, fedi unite contro i matrimoni tra omosessuali.

Cattolici, ebrei e musulmani insieme per dire sì alla "Proposizione 8".
(a fianco il pastore Jim Garlow della Skyline Church) Le fedi della California si uniscono contro i matrimoni tra omosessuali. Gli organizzatori sperano nel supporto di un milione di credenti per combattere la battaglia contro le nozze tra gay e lesbiche. Il mese prossimo se tutto andrà secondo i piani centinaia tra cattolici, mormoni, ebrei, musulmani, cristiani evangelici e indù mostreranno il loro sostegno piantando nei loro cortili delle sorte di cartelli con scritto “Sì alla Proposizione 8”, il referendum abrogativo che si terrà a novembre e che potrebbe mettere un divieto definitivo ai matrimoni gay nella Costituzione dello Stato. Un progetto forte a ambizioso che a detta di alcuni analisti politici potrebbe servire a costruire preziose alleanze superando i confini religiosi e costruendo nuove coalizioni attorno alle questioni politiche della California. Il più grande coinvolgimento in questa campagna è rappresentato da mormoni, cattolici e cristiani evangelici, mai così in stretto contatto per portare avanti una battaglia. Mark Jansson, un mormone membro della Protect Marriage Coalition, ha detto che il gruppo comprende anche ebrei, musulmani e indù. “La cosa che ci unisce è un’ossessione comune: il matrimonio”, ha detto Jim Garlow, pastore della Skyline Church, una congregazione evangelica di La Mesa.

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sabato 23 agosto 2008

Archivio Vaticano. I Templari non erano eretici. Nessun cenno sulle accuse di omosessualità.

Filippo IV il Bello, Re di Francie, gran persecutore dei templari, in una immagine dell'epoca.

'Osservatore romano': "Processo per mettere mani su patrimonio".

I templari, l'ordine religioso-militare più potente del medioevo, sciolto da Papa Clemente V dopo che il re di Francia Filippo IV il Bello li aveva accusati di eresia, non erano affatto eretici. E' quanto emerge dall'Archivio Segreto Vaticano.

"Grazie a fortunati ritrovamenti di atti originali conservati presso l'Archivio Segreto Vaticano oggi - riferisce l''Osservatore romano' - sappiamo che la disciplina primitiva del Tempio, il suo spirito autentico, nel tempo si erano corrotti entrando in decadenza e lasciando aperta la porta alla diffusione del malcostume; ma i Templari non erano affatto diventati eretici in massa e il processo fu essenzialmente un mezzo per mettere le mani sul loro patrimonio, come del resto disse chiaramente Dante Alighieri nel canto XX del Purgatorio". Nessun cenno viene fatto circa le accuse di sodomia mosse al tempo nei confronti dei templari.

"Accade che gli appassionati, a volte persino gli storici di mestiere, subiscano il fascino della leggenda templare dimenticando di guardare con attenzione i documenti, quelli che contengono la verità", denuncia il quotidiano della Santa Sede, che ripropone un esempio di quei documenti: il testo di una preghiera "bellissima, commovente", che alcuni Templari composero durante i lunghi anni di prigionia nelle carceri di Filippo il Bello. "Fu letta durante il processo, ma gli storici non l'hanno mai valorizzata forse perché essi stessi sono incuriositi soprattutto dagli aspetti misteriosi, diciamo pure oscuri della vicenda". Secondo l''Osservatore romano', invece, "non c'è da stupirsi se poco più tardi, nel Concilio di Vienna del 1312, Papa Clemente V farà mettere agli atti che i Templari non erano eretici; e anche se costretto a chiudere l'ordine per evitare che Filippo il Bello aprisse uno scisma in seno alla Chiesa cattolica, chiarì espressamente che l'ordine del Tempio non poteva essere condannato".

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giovedì 21 agosto 2008

L'opinione: Prelati in movimento. Si cambia alla Cei?

(Lo Svizzero - Vivicentro) Se ne parlava, ma sottovoce, da qualche tempo, sia in Curia sia fuori. Dicevano, i così detti bene informati, che tirava aria di cambiamenti ai piani alti della Conferenza episcopale italiana per motivi piuttosto vaghi, forse per nascondere quello che inevitabilmente pensavano coloro che bene informati non lo erano affatto. E come per un effetto domino, monsignori e previtoccioli si guardavano bene dal fare le solite inevitabili deduzioni. Se n’è compreso il motivo quando si è saputo nome, cognome, incarico di colui che in qualche modo poteva essere sulla graticola delle sacre chiacchiere sul nome così inopinatamente tirato in ballo. Che era nientemeno che quello del segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori. È stato per lunghi e agitati anni l’'ombra del cardinale Camillo Ruini, che aveva presieduto il vertice episcopale d’Italia. E dunque, quei tali boatos tiravano inevitabili somme prefigurando chissà quali interpretazioni dalle suddette; le fantasie insomma che tengono banco anche in coloro che vestono il clergyman hanno cominciato a mulinare come trottole impazzite poiché ipotizzavano l’esistenza di un qualche repulisti fra coloro che avevano dato più che tutte e due le mani quando il “Grande Vicario” faceva il bello e il cattivo tempo non soltanto nel mondo ecclesiastico, ma perfino in quello politico, italiano s’intende.

Conclusioni di siffatte elucubrazioni: si cambia registro, riverite eccellenze. La possibile soluzione l’hanno tirata fuori quei “cervelli” di Curia che sono maestri nel risolvere i “pasticciacci brutti” che di tanto in tanto riemergono anche dietro il Portone di bronzo. Costoro hanno colto al volo una occasione tale da fare una frittata senza rompere le uova. Sapevano che il cardinale arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, è stato ritenuto un porporato sin troppo “buonista” verso qualche pretino della sua diocesi accusato di trascorsi sia pure presunti di pedofilia, così come è capitato a non pochi vescovi e perfino a un cardinale statunitensi, quest’ultimo trasferito poi in Curia a Roma; dunque, un eventuale trasferimento per l’attuale arcivescovo fiorentino non dovrebbe provocare soverchie sorprese. Quanto al suo presunto successore, quegli stessi “cervelli” avrebbero pensato al segretario della Cei Betori, il quale potrebbe legittimamente ambire al cardinalato. Ma siamo ancora alle ipotesi del “cambio della guardia” al vertice della Conferenza dei vescovi italiani, soprattutto perché non si sa se papa Ratzinger sia stato informato dei maneggi nell’intera e complicata questione, per risolvere la quale ci vuole obbligatoriamente il suo placet. Per ora comunque non se ne parla neanche a livello di voci: mezzo Vaticano è in ferie e tutto il resto è silenzio. Da cui emerge la “mano tesa” verso un’Italia “diversa” dai soliti schemi tradizionali, oggi tale da indurre Ratzinger ad affrettare la visita ufficiale al Quirinale del 4 ottobre. È un segnale inequivoco che annuncia l’arrivo di un Tevere più stretto.

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Marco Travaglio e Famiglia Cristiana.

Foto di intiquilla da flickr.com
Famiglia Censoria
Ora d'aria
l'Unità, 20 agosto 2008


I giornali seri non sposano nessun partito, o movimento, o governo, o leader. Hanno una propria linea editoriale, in base alla quale leggono e giudicano l’attualità, plaudendo a chi è più vicino e criticando chi è più lontano. Famiglia Cristiana è un giornale cattolico serio, diretto da un sacerdote serio come don Antonio Sciortino che ne rappresenta la linea editoriale insieme agli editorialisti, a cominciare da Beppe Del Colle, giornalista di lungo corso e di specchiata onestà, morale e intellettuale. Sulle questioni di fede è allineata al magistero della Chiesa. Sulle scelte politiche risponde al cervello e alla coscienza dei suoi editori (la Compagnia di San Paolo) e giornalisti. Ha criticato il governo Prodi sui Dico, ora critica il governo Berlusconi per le tendenze fascistoidi e xenofobe, oltrechè per le violazioni della legalità e della Costituzione (che persino in Pakistan portano alle dimissioni forzate del presidente). Insomma è un’ottima cartina al tornasole per misurare il rapporto fra i nostri politici e la libertà di stampa. Che, per lorsignori, corrisponde alla libertà di applauso. La critica non è ammessa, né a destra né a sinistra.

Il 9 giugno scorso F.C. critica il Pd per le ambiguità sulle questioni etiche. Franco Grillini la tratta come serva del Vaticano: “F.C. si allinea alle posizioni più reazionarie della gerarchia vaticana sposando la politica della diffamazione e dell'insulto verso gli omosessuali”. Zanda: “Espressioni cattive, violente e ingiuste. Non le usa nemmeno il più duro degli avversari politici. Sono mortificato e addolorato”. Soro: “Editoriale inaccettabile, settimanale fazioso, non fa un buon servizio ai cattolici”. Marini: “La posizione di F.C. è sbagliata, ingenerosa e inaccettabile. Noi cattolici democratici non siamo sotto tutela”. Fioroni: “Non vorrei che F.C., rimpiangendo vecchi schemi, chiedesse il restauro di una corporazione cattolica bonsai”. Vita: “Che senso ha un attacco così aspro? Anche F.C. partecipa alla contesa politica?”. Vita non spiega che c’è di male se un giornale partecipa alla contesa politica. Poi, due mesi dopo, difende F.C. quando la stessa accusa - “fare politica” - la lanciano i berluscones a proposito dell’allarme sul “nuovo fascismo” e il Vaticano la scomunica: “La libertà d'informazione non può essere messa in discussione. Neanche dalla Chiesa. E' alquanto discutibile che vi sia stato un intervento che, al di là delle intenzioni, non può che apparire come censorio. Tra l'altro le opinioni liberamente espresse da F.C. riflettono evidentemente un sentimento diffuso in ampi strati del Paese, sia tra i credenti che i non credenti. E' curioso che spesso F.C. venga presa come esempio editoriale, ma quando fa riflessioni un po’ scomode va ridotta al silenzio”. Ecco, appunto.

La stessa smemoratezza mostrano i berluscones, a parti invertite. Quando F.C. criticava Prodi, Il Giornale della ditta titolava compiaciuto: “Anche F.C. contro il governo”. Ora, forse per dimostrare che il fascismo sta tornando davvero, sbatte in prima pagina il seguente titolo: “Famiglia cristiana sfruttava i figli dei poveri”. James Bondi; ancora cinque mesi fa, scioglieva peana: “F.C. ha il merito di prendere atto che in Italia esistono i centristi, ma non esiste un centro cattolico. Il che equivale da un lato a riconfermare la fine di ogni residuale idea di partito unitario cattolico, e dall'altro lato ad apprezzare l'evoluzione bipolare indelebile per la discesa in campo di Berlusconi e le scelte del Pd” (12 marzo 2008). Ora invece sostiene che F.C. è “catto-comunista”, ha “un’antipatia viscerale per Berlusconi”, “ha perso il rapporto con il popolo, credenti e parrocchie”, “prende lucciole per lanterne”, insomma “danneggia la Chiesa”.

Poi c’è Maurizio Lupi, l’onorevole ciellino che la sera di Pasqua scortava Magdi Allam per la conversione a favore di telecamera. Il 19 maggio F.C. chiede di rivedere la legge 194. Lupi si spella le mani: “Condivido pienamente l'appello lanciato da Famiglia Cristiana”. Poi F.C. critica il governo Berlusconi e riecco Lupi, riveduto e corretto: “F.C. ha un continuo pregiudizio contro il nostro esecutivo… Un attacco come questo me lo sarei aspettato da Liberazione o dal Manifesto, non da un giornale cattolico… Spiace che un simile orientamento sia espresso da un settimanale cattolico che sembra sempre più allineato sulle posizioni dell’Unità o del Manifesto invece di trasmettere messaggi per la costruzione del bene comune… Il settimanale è ondivago: un giorno attacca il Pd, l’altro il Pdl, insomma dà un colpo al cerchio e uno alla botte”. L’idea che sia semplicemente un giornale libero non lo sfiora neppure. E’ la Casa delle Libertà.

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The Guardian, sul neofascismo Famiglia Cristiana ispirata da Papa.

Italia: Silvio Berlusconi sotto attacco dopo che il Papa sembra lanciare l’allarme sul ritorno del fascismo.
I ministri sulla difensiva dopo la condanna al razzismo dell’angelus.
Una rivista critica gli attacchi ai Rom ed agli immigrati.

(John Hooper - The Guardian | via Italia dall'estero)) Ieri il governo di Silvio Berlusconi è stato molto occupato nel limitare i danni, dopo che papa Benedetto si era mostrato propenso a condividere come autorità morale i timori riguardanti il pericolo di un ritorno del fascismo in Italia, sotto la guida della politica fortemente orientata a destra del magnate.

Nella sua tradizionale omelia domenicale, il pontefice cattolico ha espresso la preoccupazione nei confronti dei “recenti esempi di razzismo” ed ha ricordato ai cattolici che é loro compito guidare il prossimo nella società lontano da “razzismo, intolleranza ed esclusione [degli altri]“.

In un qualsiasi altro momento le sue osservazioni avrebbero potuto essere considerate come nient’altro che una riaffermazione della dottrina cattolica. Ma sono capitate proprio nel bel mezzo di un furioso dibattito riguardante un editoriale pubblicato dal settimanale cattolico più venduto in Italia, Famiglia Cristiana.

Nell’editoriale di venerdì, dove si condannavano le recenti azioni del governo contro gli immigrati ed i Rom, il settimanale ha detto che bisogna sperare che il fascismo non stia “riemergendo nel nostro paese sotto nuove forme”. La critica è stata accolta come un’offesa dai sostenitori di Berlusconi, molti dei quali sono ferventi cattolici.

Il capogruppo parlamentare al Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato di voler fare causa al sacerdote e direttore resonsabile di Famiglia Cristiana, mentre il sottosegretario alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, ha accusato la rivista di “pregiudizio” ideologico.

In uno sforzo per calmare le acque il portavoce del Vaticano ha sottolineato che Famiglia Cristiana non era autorizzata a parlare a nome del papa o della la Conferenza Episcopale Italiana - cosa che il giornale non ha mai preteso di fare, come riporta lo stesso editore. Le osservazioni del Papa sono state interpretate dai critici di Berlusconi come un segnale che indica come il Vaticano non voglia prendere le distanze dalle opinioni di Famiglia Cristiana. Benedetto ha citato nel suo angelus la storia tratta dai vangeli che racconta del’incontro di Gesù con una donna pagana e di come egli superò le sue esitazioni iniziali compiendo un miracolo per sua figlia.

Il Papa ha detto: “Una delle più grandi conquiste dell’umanità è il superamento del razzismo. Purtroppo, però, di esso si registrano in diversi paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale”.

Il sottosegretario alle politiche per la famiglia di Berlusconi, Giovanardi, ha respinto l’idea che le parole di Benedetto fossero dirette al governo. “Il Papa ha una prospettiva globale” ha detto. “Non stava parlando dell’Italia”.

Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, ha ammesso che il Papa “stava senza dubbio parlando al mondo intero”. Ma ha aggiunto: “E quindi anche all’Italia in cui, mi spiace dirlo, ci sono molti segnali di razzismo che ci turbano e che non si possono nascondere”.

Incalzato dagli alleati della Lega Nord anti-immigrazione, Berlusconi ha ordinato la linea dura contro il crimine e contro coloro che il suo Governo ritiene principalmente responsabili per esso, gli immigrati clandestini. Questo mese il governo di Berlusconi ha inviato le truppe per le strade per combattere una presunta ondata di crimine di cui ritiene responsabili soprattutto gil immigrati clandestini ed i Rom. Le cifre del Ministero degli Interni indicano che più di un terzo degli arresti effettuati dalla polizia lo scorso anno erano di stranieri.

L’immigrazione clandestina è stata resa un reato, ai sindaci sono stati dati nuovi poteri sulla sicurezza e le espulsioni sono state aumentate. In giugno Famiglia Cristiana ha definito “indecente” il programma di governo per rilevare le impronte digitali dei bambini Rom. Finora i rappresentanti della chiesa sono stati molto più schietti del partito di opposizione di centro sinistra nel criticare le politiche del governo.

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martedì 19 agosto 2008

Sinodo valdese al femminile a Torre Pellice solo donne pastore.

(Andreina Fasano - la Repubblica, edizione di Torino) Non c´è nessun uomo quest´anno tra i candidati al ruolo di pastore nelle comunità protestanti valdese e metodista. E così, a conclusione del Sinodo che si svolgerà, come di consueto, nell´ultima settimana del mese di agosto a Torre Pellice saranno consacrate al ministero pastorale solo tre donne: Giuseppina Bagnato, Caterina Griffante e Joylin Galapon, che concluderanno il loro periodo di prova sottoscrivendo l´antica confessione di fede del 1655.
All´attenzione del Sinodo vi saranno diversi temi sociali quali le politiche migratorie, i diritti civili e la laicità dello Stato. "Su tutte queste questioni siamo ripetutamente intervenuti nei mesi scorsi - ha dichiarato la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese - per esprimere la nostra preoccupazione. Il Sinodo valuterà quindi il lavoro svolto e indicherà le linee guida per il prossimo anno ecclesiastico". Quanto ai rapporti con le altre chiese cristiane, per la moderatora stanno attraversando "un momento delicato e per certi aspetti difficile, tuttavia la storia del movimento ecumenico ha sempre avuto alti e bassi" ed anche ora "in molte realtà di base si vive una stagione interessante e fruttuosa". Ampio spazio sarà dedicato alla discussione sulla testimonianza evangelica nell´Italia di oggi, alla vita delle chiese locali e all´esame della gestione delle numerose opere sociali inserite nell´ordinamento dell´Unione delle chiese valdesi e metodiste.
L´Assemblea sinodale, a cui partecipano 180 membri con diritto di voto (pastori e laici in numero uguale), si concluderà venerdì 29 agosto con l´elezione delle varie cariche amministrative. Nel programma è previsto un dibattito pubblico sul tema: "Lo spazio del Protestantesimo, se ce ne è uno, nella società italiana" con lo storico Alberto Melloni, il filosofo Giulio Giorello, la giornalista Gabriella Caramore, e il teologo Paolo Ricca.

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