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giovedì 31 luglio 2008

Matera. Il prof: "Dammela e ti alzo i voti". Scandalo all'Università. Il video scandalo.

(Angelomauro Calza - TGCom) Alla Facoltà di Lettere e filosofia presso la sede materana dell'Università degli studi della Basilicata era un po' come il segreto di Pulcinella: la voce girava da tempo. Una studentessa aveva qualche difficoltà a superare un esame o non era contenta del voto conseguito? Bastava rivolgersi a lui, nel suo ufficio, di solito tra le 18 e le 20, e tutto si aggiustava, come risulta dalle indagini sinora condotte dagli inquirenti. Il "lui" è il professor Emanuele Giordano, 55 anni, docente di dialettologia, dialettologia italiana, storia della lingua italiana, conduttore del laboratorio di italiano scritto, coordinatore dell’indirizzo linguistico letterario della Ssis, la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario, protagonista di primo piano del panorama letterario regionale, frequentatore di cenacoli letterari, relatore di conferenze, affabulatore della platea studentesca per la sua mostruosa preparazione e per la sua incommensurabile passione per la lingua e la letteratura italiana.

Chi lo conosce stenterebbe a credere alle accuse che gli vengono mosse, se non fosse per quelle intercettazioni ambientali e i video girati dalle telecamere della polizia nel suo studio ad incastrarlo. Ed ora il professore è agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile della Questura di Matera denominata "Privè" con l’accusa di violenza sessuale, concussione sessuale, contraffazione e falsificazione di atti pubblici in concorso con altri.

Gli altri sono una professoressa di inglese, che ha dichiarato di aver cambiato un voto su un libretto perché glielo aveva chiesto Giordano, ed una studentessa, entrambi iscritti nel registro degli indagati, mentre è al vaglio degli inquirenti il coinvolgimento di due applicati di segreteria e di altri due docenti. Nell’ordinanza di arresto il gip Onorati afferma che Giordano era "caparbiamente incline a considerare il suo pubblico ufficio una sorta di privè da utilizzare per i suoi piaceri sessuali".

Tutto è iniziato dalla querela di una studentessa sporta lo scorso mese di ottobre, a causa di avance particolarmente insistenti da parte del professore, dopo che già nel mese di luglio del 2007 la stessa ragazza si era rivolta solo confidenzialmente alla Mobile di Matera. Il lato per così dire "nobile" del meccanismo sta nel fatto che se la ragazza rifiutava veniva semplicemente giudicata come tutte le altre, e non penalizzata in sede di esame.

Era questo un meccanismo conosciuto all’interno dell’ambiente universitario materano, che però ha anche avuto ripercussioni su alcune studentesse che hanno preferito cambiare corso di laurea o addirittura abbandonare gli studi. Ora tutta la vicenda è seguita personalmente dal Procuratore capo Chieco, dopo che a seguire la vicenda era stato il pm Paola Morelli, da poco trasferita. Intanto tra studenti e docenti dell’Università lucana scattano le prime reazioni di indignazione, soprattutto nella sede centrale di Potenza, mentre le alte cariche dell’Ateneo, complice anche l'assenza del Rettore Tamburro che è all’estero, tacciono.
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Il primo giorno d’inverno, un film sul bullismo alla 65a Mostra del cinema di Venezia.

Sarà presentato in anteprima mondiale alla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Il primo giorno d’inverno, opera prima del regista milanese Mirko Locatelli.

Il film, in concorso nella sezione Orizzonti, è prodotto dalla casa di produzione cinematografica Officina Film in associazione con Deneb Media e con il supporto dell’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Milano.

Scritto a quattro mani con la compagna e produttrice Giuditta Tarantelli, il lungometraggio vede i suoi giovani protagonisti quasi tutti alla prima esperienza cinematografica: Mattia De Gasperis, Alberto Gerundo, Andrea Semeghini e la piccola Michela Cova, alla sua primissima e sorprendente prova recitativa; nel cast inoltre si segnala la partecipazione di Giuseppe Cederna.

Il film racconta la storia di Valerio, un adolescente solitario che osserva il mondo dei suoi coetanei stando in disparte. Valerio ha una sorella di dieci anni, un vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. Un giorno però gli si presenta una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse armi del nemico. Ma ad attenderlo troverà solo il dolore e la disperazione.

“Il film affronta temi presenti, talvolta anche in modo drammatico, nel mondo degli adolescenti – dichiara Mirko Locatelli, il regista – è una riflessione sulle relazioni basate su prepotenza e sopraffazione: racconta una storia di bullismo e identità sessuale in adolescenza, il bullismo meno visibile però, quello che non agisce esclusivamente perpetrando violenza fisica ma che si manifesta attraverso altre forme di prepotenza che determinano l’esclusione dal gruppo e l’emarginazione di chi è considerato diverso. Parla di ragazzi vicini fisicamente ma personalmente soli e abbandonati, figli di una società omologante che li ha abituati a pensare individualmente e ad esprimersi con il linguaggio della violenza, ragazzi che spesso faticano a trovare unità in un progetto comune e che, spinti dal disprezzo per le diversità, non possono che generare dolore ed emarginazione, rischiando di esserne a loro volta vittime.

Il primo giorno d’inverno ha un significato simbolico: è il momento del solstizio, in cui il sole sembra abbandonarci completamente per cedere il passo alla notte più lunga di tutte. L’anno che si è avvicinato alla fine, portando con sé la totale oscurità, ora viene lasciato alle spalle e il flusso si inverte. E’ un momento di morte e rinascita, come la fine dell’adolescenza ma anche come una ruota che compie il suo giro. Nella nostra storia il momento del dolore più grande obbliga i personaggi a tentare un’altra strada, un percorso diverso, dove la fiducia nell’altro sarà la chiave per nuove possibili relazioni.”

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Paura per Liz Taylor, attaccata a respiratore artificiale.

(La Repubblica) Paura per Liz Taylor. Le condizioni della 76enne attrice, ricoverata dal 15 luglio al Cedars-Sinai medical center di Los Angeles per una grave polmonite, sono peggiorate l’altra sera tanto da costringere i medici, che hanno temuto il peggio, a collegarla ad un respiratore artificiale.

Lo scrive il “Daily Mail” citando il “National Enquirer”. L’attrice ha avuto complicazioni al cuore ma è riuscita a superare la crisi e ha successivamente ripreso a respirare autonomamente, ha detto un medico dell’ospedale. Ad assisterla in ospedale ci sono anche i suoi quattro figli, tre dei quali nati dal matrimonio con Richard Burton e uno adottato.
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Mediaset fa causa a Google e Google la compra!

(Trading Italia) E’ incredibile ragazzi. Ormai la notizia della denuncia Mediaset contro Youtube (by Google) ha fatto il giro del mondo. Il risarcimento di 500 milioni di €, pari a circa 780 milioni di $ è di dimensioni colossali.

Tutti erano in attesa di contromosse da parte di Youtube, o meglio di Google, ma nessuno si aspettava la mossa che è successa in questi minuti e che si sta diffondendo via web tramite Instant Messaging.

Google compra Mediaset

Ebbene si, il gruppo tecnologico ormai più grande e potente al mondo, risponde alla denuncia Mediaset (Berluscolandia) con una mossa assolutamente di forza. Pare che i fondatori si siano sentiti talmente offesi dai fatti che subito si sono messi all’opera per l’acquisizione della maggioranza delle quote.

Cosa succederà al gruppo Mediaset ora? Quali i risvolti sull’economia italiana e sulla politica? Staremo a vedere attendendo i comunicati ufficiali.

p.s.: Questa è chiaramente una bufala. Ogni fatto citato, oltre all’effettiva denuncia in corso, è puramente frutto di fantasia e non è minimamente collegato alla realtà dei fatti. La notizia seria la trovate qui sotto.
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Mediaset, l’effetto YouTube dura poco.
(Blog webnews) A distanza di 24 ore il titolo Mediaset ha già perso più di quanto guadagnato nel pomeriggio di ieri ed è riuscito anche ad andare oltre. Il clamore dovuto alla citazione di YouTube, che ieri aveva fruttato un +4.54%, si è dunque presto esaurito consumando in breve tutto il guadagno accumulato in chiusura di seduta.
Mediaset a Piazza Affari
Anche a Piazza Affari, insomma, si sono accorti della vacuità della richiesta da 500 milioni. Ci si accorderà per molto meno. Nel frattempo, comunque, la notizia ha fatto il giro del globo e Mediaset ha dimostrato a chi di dovere che non ha paura di nessuno quando è il momento di difendere i diritti del materiale mandato in tv.

Alla fine di questa storia entrambi i gruppi avranno creato un piccolo nuovo valore: YouTube sfrutterà legalmente il materiale Mediaset, Mediaset condividerà con YouTube gli introiti pubblicitari. Il percorso è però ancora lungo: c’è da aspettare che la trattativa si snoccioli tra denunce e dichiarazioni ufficiali, carte bollate e incontri segreti.

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Erotika Tour 2008, Natasha Kiss sceglie il dotato John Holmes italiano del futuro.

L'1 e il 2 agosto la porno attrice dirigerà un casting per nuovi volti dell'hard nell'ambito della manifestazione di Tortoreto Lido.
Dopo l'appello lanciato da Rocco Siffredi in cui lamentava la mancanza di attori porno ecco scendere in campo anche Natasha Kiss.
Credete di avere doti particolari tra le lenzuola e siete sicuri di superare la naturale timidezza davanti all'obiettivo di una telecamera? Siete stufi della solita vita e volete tentare il salto nel mondo dell'hard?

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Eurogames di Barcellona. Io, rappresentante di un Paese che ho abbandonato.

(River-blog) Francesco Z. è un river-lettore che conosco ormai da tre anni. Da quando, studentello a Milano, decise di trasferirsi in Spagna. Una vera e propria fuga dal nostro Paese. Adesso vive a Barcellona. Lavora, ed è felice. Qualche giorno fa mi ha proposto di scrivere per questo blog qualche racconto dalla Spagna. Ecco la sua testimonianza - testuale e fotografica - dalle Olimpiadi gaye. Qui ha portato il cartello del nostro Paese (la bandiera è stata portata dalla parlamentare del Pd, Paola Concia).

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24-27 luglio, Eurogames 2008, i “giochi (olimpici?) della diversitá” organizzati per la prima volta a Barcelona, per la prima volta in un paese del Sud Europa. Io c’ero. Ero uno tra le centinaia di volontari gay e lesbiche, transessuali e bisex, ed etero. Guarda caso ero portacartelli nella cerimonia di inaugurazione, per il mio amato/odiato Paese. 300 italiani, belli, belli, belli; erano dietro di me, ma guarda un po’, dandosi alla pazza gioia durante la cerimonia di inaugurazione nel Palau Sant Jordi, con piú di 13.000 persone provenienti da tutta Europa, una trentina di Paesi partecipanti, tra cui la Germania, con piú di 1000 atleti. C’erano anche delegazioni di molti Paesi “omofobi” tra cui la Croazia, Turchia, Russia, Ucraina, Romania, Polonia, Estonia. E poi gli atleti italiani, tutti in azzurro, come la nazionale di calcio ma tra un “It’s raining man” e “Ymca”! In prima fila, dietro di me, a sbandierare il tricolore c’era la nostra unica deputata lesbica, Anna Paola Concia, con cui mi sono fatto quattro chiacchiere:

Concia: “ahhh, ma tu sei italiano, e vivi qui?”
Francesco: “sì sì sono italiano… vivo qui a Barcelona da 8 mesi e in Spagna da 3 anni più o meno”
Concia: ” e come mai te ne sei andato via dall’Italia? studio? lavoro?”
Francesco: ” no no, perché mi faceva schifo…”

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Morale della favola: un evento sportivo memorabile per la comunitá LGTB europea, che ha apportato alla cittá di Barcelona 10 milioni di euro in 4 giorni. Sport, feste, brunch e soprattutto tanto divertimento! Anche nei bagni del Palau Sant Jordi durante l’inaugurazione e del parco di Montjuic, dove sono presenti tutte le istallazioni olimpiche adiacenti: un grande Palombini (traduco per i non-romani: un’immensa dark-room). Aspettando che gli Eurogames arrivino anche in Italia, quando anche il nostro Paese sará pronto e all’altezza di un tale evento…

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Angeli sopra madrid. Massimo Basili intervista per Pride David Cantero e Javi Cuho.


David Cantero e Javi Cuho sono gli autori della serie a fumetti spagnola Fallen Angels, in uscita in Italia per Il Dito e La Luna. Li abbiamo intervistati.

A rendere ancora più impietoso il confronto tra Italia e Spagna a proposito del trattamento riservato ai propri cittadini omosessuali ci si mettono adesso anche i fumetti prodotti in terra iberica, molto più disinibiti e sfrontati dei nostri. Come spiega l’introduzione al primo volume spagnolo, Fallen Angels “è qualcosa di più che una metaforica pedata nel sedere alla religione e alla cieca fede in generale”. FA è “puro intrattenimento, dove si mescolano lo stile giapponese e quello occidentale” e “si rende un meritato omaggio alle commedie scolastiche o alle avventure di maghette dei cartoni animati
nipponici”. Questa serie a fumetti è però, anche, un modo leggero di parlare di visibilità omosessuale e sesso sicuro.
Tre angeli molto piacenti, Dark, Sweet e Blue, scappano dal Paradiso e dall’esame di “maturità angelica” per approdare nel quartiere gay di una grande città. Impareranno l’amore per gli uomini e ad affrontare le forze del male, in una spassosa ed eccitante battaglia dove spesso a cadere sono i vestiti dei contendenti... In Spagna FA è uscita in cinque volumetti, raccolti in Italia in due libri pubblicati a partire da maggio da Il Dito e La Luna. Il secondo volume è previsto per ottobre.
Abbiamo intervistato i suoi due autori: il disegnatore trentaseienne David Cantero e lo sceneggiatore Javi Cuho, 27 anni.
Avete sempre pensato ai fumetti gay come ad un vero lavoro?
David Cantero: Per me è un divertimento, non un lavoro. Comunque sì, ho sempre saputo che questo sarebbe stato il mio futuro. Ho studiato all’Accademia di belle arti di Liegi, in Belgio. Mi sono diplomato in fumetto e illustrazione. La mia carriera è davvero cominciata quando sono tornato in Spagna, sette anni fa. Nel 2005 abbiamo cominciato a pubblicare Fallen Angels.
Javi Cuho: Scrivo fumetti da quando ero piccolo, ma solo verso i sedici anni ho capito che avrei voluto realizzarli in maniera professionale. La sola cosa che mi è sempre stata a cuore è stata quella di raggiungere il maggior numero di persone, per divertirle con quello che faccio. In Spagna è veramente difficile dedicarsi in maniera totale al fumetto, così, per uno sceneggiatore come me, per sopravvivere è d’obbligo fare anche altri lavori.
Come ha preso corpo il progetto di Fallen Angels?
DC: In questi anni mi sono fatto conoscere attraverso i flyers illustrati di alcune discoteche di Barcellona. Così ho pensato che potesse essere una buona idea realizzare un fumetto gay a partire dai miei disegni per mettere a frutto quell’esperienza.
JC: David e io abbiamo lavorato insieme per un anno ad un altro progetto, finché non si è definita la possibilità di realizzare insieme anche Fallen Angels. La nostra intenzione era di creare un fumetto pieno d’azione, umorismo, erotismo. Credo che ci siamo riusciti!
Avete lavorato ad altri fumetti gay, prima di questo?
DC: No, FA è il primo.
JC: Tutti i miei lavori pubblicati affrontano in un modo o nell’altro temi gay, e continuerò così anche in futuro. Il mio esordio nel mondo gay risale al 2005, quando ho pubblicato No Te Esperaba (Non ti aspettavo, ndt), la storia intimista dell’amore impossibile tra due uomini costretti a nascondere la loro attrazione reciproca. È stato pubblicato di recente negli Usa col titolo Not Expecting U. Prima ho anche pubblicato la serie Victor e Alex (anche questa disegnata da Cantero, ndr), che racconta dei problemi quotidiani di una coppia gay a Barcellona. Ho scritto anche Backstage, una storia breve su un cantante gay che si nasconde per non perdere il successo.
Che regole bisogna seguire per realizzare un buon fumetto gay?
DC: Divertimento, sesso e sensualità… e poi ancora sesso!
JC: Non credo ci sia uno schema da seguire. La cosa importante è creare fumetti che mi piacerebbe leggere: mi metto nei panni del lettore medio. Per molto tempo i fumetti gay sono stati associati alla pornografia, ma col tempo si è capito che si possono affrontare tutti i temi del mondo, rimanendo comunque fumetti gay.
È mai capitato che i vostri fumetti avessero maggior successo tra il pubblico etero?
DC: No, davvero.
JC: Tutti i miei fumetti sono a tema gay, in varie forme. Non è qualcosa di premeditato, succede così e basta. Scrivo le storie che mi piace raccontare e così capita che l’omosessualità sia sempre presente. Ad ogni modo, i miei fumetti sono per tutti. Nonostante mi rivolga per lo più al pubblico gay, ho un sacco di donne etero che sono mie fedeli lettrici, in Spagna!
Da dove prendete l’ispirazione? Dai libri, dalla musica, dai fumetti, dai cartoni animati?
DC: Da tutto, soprattutto dalla gente. Credo che l’essere umano sia una creatura meravigliosa.
JC: L’ispirazione è una faccenda misteriosa, che incanta. Arriva quando meno te lo aspetti e nei luoghi più insoliti: a letto prima di addormentarsi, sul metrò, sotto la doccia… Spesso io mi faccio ispirare dalla musica e dai film. Vado al cinema come minimo una volta a settimana. Spesso guardo animazione in Dvd, soprattutto quella giapponese degli anni ‘70 e ‘80: su di me ha un effetto dirompente.
Ho molto apprezzato i riferimenti al sesso sicuro contenuti in Fallen Angels. È un problema sentito dai giovani gay del vostro paese?
DC: Certo, non solo in Spagna. I ragazzi non hanno abbastanza paura dell’Aids e non amano tanto usare il preservativo.
Credo sia importante ricordare loro che l’Aids uccide ancora un sacco di persone! Il sesso sicuro è fondamentale.
JC: È un problema che riguarda tutti, non solo i giovani gay. Come autore di fumetti mi interessa sempre comunicare qualcosa nelle mie storie, al di là del semplice divertimento che ci può essere in storie come FA. Per questo infilo ogni tanto piccoli assaggi di grandi temi come il sesso sicuro, la discriminazione… Ad ogni modo credo che sia necessario separare nettamente la realtà dalla finzione del racconto: il fumetto è comunque invenzione. È importante stare attenti al sesso sicuro e usare protezioni in ogni rapporto sessuale. Sfortunatamente ci sono ancora persone stupide e incoscienti che mettono a rischio la propria e l’altrui salute non infilandosi il preservativo quando fanno sesso!
Cosa pensate della scena gay spagnola? Frequentate gay che fanno il vostro stesso lavoro?
DC: Ci sono un sacco di autori di fumetti gay, in Spagna, come Sebas Martín, Ismael Álvarez, Iván García, Olga Carmona, e molti altri giovani talenti.
JC: Credo che in Spagna ci sia un fantastico gruppo di autori di fumetti. Ho avuto la fortuna di collaborare con alcuni di loro e spero di farlo con gli altri, in futuro. Hanno un talento notevole, ma gli editori spagnoli non credono ancora abbastanza in loro da rischiare. Non solo in campo gay, direi in generale.
Siete sposati o fidanzati?
DC: No, sono single.
JC: Mi sposo tra poco col ragazzo col quale sto da otto anni e sono molto, molto felice!
Cosa pensate del matrimonio gay in Spagna e in Europa?
DC: Credo che sia tutto un grande commercio. In ogni caso sono convinto che sia giusto avere la possibilità di scegliere.
JC: In Spagna si è davvero fatto il massimo per la comunità gay. La mia generazione dovrebbe essere per sempre grata a quelle persone che hanno permesso il raggiungimento di questi diritti, anche a costo di sacrifici dolorosi.
Credo che il matrimonio gay sia un diritto umano fondamentale, da allargare non solo a tutta l’Europa, ma col tempo anche al mondo intero.

Cosa mi dite di Zapatero e dei politici spagnoli alle prese con le questioni gay? Si avverte l’influenza della chiesa cattolica in Spagna, così come in Italia?
DC: Zapatero e il Partito socialista spagnolo sono stati indubbiamente un toccasana per i diritti degli omosessuali. Hanno cominciato a modificare la mentalità della gente su questi argomenti a dispetto della chiesa, che ha ancora una forte – e pessima – influenza sulla popolazione di questo paese.
JC: È un grande uomo politico! Posso solo parlarne bene, e non solo per il suo impegno per i diritti dei gay, ma per il progresso di tutta la politica spagnola. Grazie a lui, i ragazzi della mia generazione sono tornati ad interessarsi di politica: ci sentiamo rappresentati nei suoi discorsi. L’influenza della chiesa sulla Spagna diminuisce ogni giorno di più e, nonostante sia ancora potente, non è paragonabile alla situazione di vent’anni fa. Qui da noi l’immagine della chiesa si è parecchio deteriorata, negli ultimi tempi. Non credo possa migliorare se non si decide a modernizzarsi drasticamente.
Penso che in Italia la situazione sia diversa: qualche anno fa sono venuto a Roma per una settimana e sono rimasto colpito da quanto la chiesa sia presente nella vostra vita, e di come i gay italiani se ne stiano ben nascosti!
Quali sono i vostri prossimi progetti?
DC: Da aprile è disponibile Gay Tales, versione gay a fumetti di tredici fiabe classiche: Biancaneve, La bella addormentata e altre. Io ne ho realizzata una, affiancando gli altri dodici autori del volume.
Da maggio, invece, sarà nelle librerie Cantero Flyers, un artbook che raccoglie il meglio dei flyers illustrati per le discoteche. Entrambi escono in Spagna.
JC: Sto lavorando a diversi progetti che spero si realizzeranno presto. Non posso rivelare granché, posso solo dire che saranno ancora a tema gay e che li sto realizzando con disegnatori spagnoli bravissimi.

Se volete altre informazioni sui due autori
visitate i loro siti web:
http://www.davidcantero.com/
http://www.javicuho.com/

Massimo Basili
maxbasili@infinito.it
(Pride, giugno 2008)

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E' il maschio milanese il più attivo a letto. Fa sesso 200 vole all'anno!

Anche quest'anno il maschio italiano mantiene alta la sua reputazione di "grande amatore" con una media nazionale di ben 142 rapporti sessuali all'anno. Lo conferma un sondaggio realizzato questo mese dal Club per Single Eliana Monti (www.elianamonti.it), che ha preso in esame un campione di 4 mila persone di entrambi i sessi, di età compresa tra i 25 ed i 45 anni, nelle principali città italiane. I risultati... Continua su SessoNews

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Milano. Mezzo nudo in piazza Duomo, il "pacco" di Roberto Bolle turba signore e signori...

(Affari italiani) Roberto Bolle, oltre ad essere uno straordinario ballerino, ha svecchiato l'immagine di un mondo della danza chiuso in se stesso. Da tempo il nuovo Nureyev, così lo definiscono i critici, è testimonial dell'Acqua Fiuggi che è anche il suo sponsor. Proprio in questi giorni le sue foto sono esposte in piazza del Duomo a Milano. Scatti in cui mostra tutta la grazia e la potenza del suo fisico in cui tiene in mano, all'altezza del pube, l'immancabile bottiglia di acqua Fiuggi. Una posa osè che non manca di suscitare l'attenzione dei turisti e dei milanesi che attraversano il centro città. Proprio piazza del Duomo, è andata in estasi all'inizio di luglio quando 5mila spettatori hanno assistito all'esibizione di Roberto Bolle sul sagrato alto della cattedrale.

Bolle, 31enne, nato nel marzo 1976 a Casal Monferrato è un ballerino esperto. Il suo nome è ormai entrato nell'empireo del balletto tanto che il Times ha ribattezzato "il DiCaprio della danza" e c'è chi lo paragona Nureyev, il mito di tutti i ballerini del mondo .
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Roberto Bolle nello spot dell'Acqua Fiuggi.

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Bolle è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala: il primo a notare il suo talento è stato proprio Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia di Flemming Flindt. Nel 1995 vince i primi premi ( Premio Danza e Danza, sia il Premio Positano). Dal 1996, alla sola età di 21 anni, si è proposto a livello internazionale e da allora ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo. Dal 1998 è artista ospite residente al Teatro alla Scala. La sua consacrazione nella stagione 2003-2004 quando gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Piermarini.

Ma la passione per il balletto nasce davanti alla tv. Fin da bambino Roberto rimaneva incantato davanti ai varietà in tv e provava le piroette nel salotto di casa. Bolle candidamente ha rivelato che da piccolo ballava davanti alla tv vedendo Heather Parisi: "In questo modo cominciai a manifestare la mia voglia di danzare". Il novello Nureyev ha anche un suo sito, robertobolle.com, sommerso di messaggi di ammirazione

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Il reato di omofobia ritorna in commissione a settembre.

(Dire) “Di omofobia si muore e i casi di violenza omofobica sono in costante aumento, come dimostrano le cronache”.
E’ quanto ha dichiarato Anna Paola Concia, esponente del Pd, in un duro intervento nel corso dei lavori della commissione Giustizia della Camera, replicando alle affermazioni del ministro delle Pari opportunita’ Mara Carfagna secondo la quale l’omofobia sarebbe un “reato di pensiero” e dunque non puo’ essere affrontata insieme allo stalking.
L’omofobia, ha spiegato Concia, “e’ una pesante forma di razzismo che viola i diritti umani e nella maggioranza che governa il Paese non c’e’ alcuna consapevolezza di cosa sia. C’e’ bisogno assolutamente di una legge, perche’ l’omofobia e’ una cosa seria, e’ una emergenza sociale di cui e’ vittima il 10% della popolazione italiana”. Dopo l’intervento della Concia l’ufficio di presidenza ha stabilito di calendarizzare la discussione della legge contro l’omofobia, di cui Concia e’ prima firmataria, a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari.
“E’ un primo passo- ha aggiunto l’esponente del Pd al termine dei lavori- a riguardo faro’, supportata dal gruppo del partito Democratico, una battaglia in commissione Giustizia, usando ogni strumento che la legge mette a diposizione dei deputati, perche’ venga approvata questa legge di civilta’ per il nostro Paese”.

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Uganda: attivista Lgbtq arrestato illegalmente e torturato.

Ne da notizia il sito Tetù.com che ci informa circa l'arrestato e e la tortura da parte della polizia che pretendeva in questo modo di avere informazioni sul movimento LGBT ugandese, poi rilasciato ricoperto di lividi e ferite. Lo comunica la Commissione internazionale per i Diritti di gay e lesbiche (IGLHRC). La vittima e' Usaam Mukwaaya, gia' arrestato nel giugno scorso e poi rilasciato.

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Usa, coppia lesbica: mamme nello stesso giorno, ognuna di due gemelli.

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Karen Wesolowski e Martha Padgett coi loro figli Sophia, Alex, Andrew e Sienna, da un’immagine del Mail Online.

Ha dell’incredibile la vicenda di Karen Wesolowski e Martha Padgett. Compagne di vita, desideravano così tanto avere dei figli “insieme” che… ora si ritrovano ad avere in un giorno solo quattro bambini. Una coppia di gemelli! Andrew e Sienna sono nati da Karen Wesolowski, e Sophia e Alex da Martha Padgett: un maschio e una femmina per ciascuna. Tutti e quattro nati nello stesso giorno e tutti e quattro fratelli. Sì, perché i bebè sono stati concepiti dagli ovuli di Martha e dallo sperma di un donatore, con fecondazione in vitreo. Due embrioni erano stati impianti in Karen, due in Martha.

La storia di scienza e amore arriva da Riverside, California. Le due donne si erano incontrate e innamorate in un centro di assistenza infermieristica di Hemet nove anni fa. Hanno desiderato un figlio da subito, nonostante Martha avesse già Julia, di dieci anni, nata dalla relazione col suo ex marito. “Volevamo solo un bambino” racconta la donna, infermiera di 38 anni. “Ma quando il medico ci disse, con il sorriso in viso, che eravamo rimaste incinta entrambe, abbiamo contenuto a stento la gioia”. “Sapevamo che c’era la possibilità di un parto multiplo, ma all’epoca ne ridemmo”.
Era da tre anni che la coppia lesbica provava ad aver figli, inutilmente. E per Karen, fisioterapista di 42 anni, l’orologio biologico stava facendosi martellante. “Avevamo provato per tre anni ed eravamo esauste” dice. “Abbiamo tentato con i miei ovuli e con lo sperma di un donatore e abbiamo cercato di impiantare in me gli ovuli di Martha”. “Abbiamo provato letteralmente di tutto e speso tanti soldi. Quindi quando Martha mi ha detto che avremmo dovuto impiantare entrambe i suoi ovuli, ho pensato ‘perché no?’.”
La prima a partorire è stata Martha. A distanza di ventidue ore Karen, che così descrive l’ennesima coincidenza: “Ero tornata a casa da poco, lasciando Marta, Sophia e Alex in ospedale. Poche ore più tardi siamo di nuovo diventate mamme”.
“Adesso abbiamo quattro bambini che sono tutti fratelli e sorelle” afferma Karen. “La nostra famiglia è completa”.
E ha ben ragione di dirlo. Tra l’altro anche Julia, la primogenita di Martha, vive con le due donne. E per le feste canoniche come Natale e compleanni si unisce anche David, l’ex marito della Padgett, da sempre favorevole alla nuova vita della ex compagna.

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I cattolici agli anglicani: "Gay e donne vescovo ci preoccupano!

(Apcom) La questione dell'omosessualita' e l'ordinazione di donne vescovo sono altrettanti motivi di preoccupazione per la Chiesa cattolica: lo ribadisce il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unita' dei cristiani, intervenendo oggi a Canterbury, alla Lambeth Conference che riunisce ogni dieci anni gli arcivescovi e i vescovi anglicani (16 luglio - 4 agosto).

"Come ben sapete, l'ordinazione delle donne al sacerdozio in alcune province anglicane, a cominciare dal 1974, e all'episcopato, dal 1989, ha complicato molto i rapporti fra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica", afferma Kasper. Quanto ai pastori omosessuali e alla benedizione delle coppie gay, "una dichiarazione chiara da parte della Comunione anglicana - afferma il porporato - ci offrirebbe maggiori possibilità di offrire una testimonianza comune della sessualità umana e del matrimonio, una testimonianza dolorosamente necessaria nel mondo di oggi". Il discorso di Kasper e' stato pubblicato integralmente dall''Osservatore romano'.

Il ministro del Papa per il dialogo con le altre confessioni critsiane auspica "un nuovo ricorso alla tradizione apostolica in una situazione inedita. Non significherebbe rinunciare alla vostra profonda attenzione per le sfide e le lotte umane, al vostro desiderio di dignità e giustizia umane, alla vostra sollecitudine affinché tutte le donne e tutti gli uomini abbiano un ruolo attivo nella Chiesa", prosegue Kasper. "Piuttosto, porterebbe tali istanze e le questioni che ne derivano più direttamente nell'ambito creato dal Vangelo e dall'antica tradizione comune su cui si basa il nostro dialogo".

Un altro cardinale, il prefetto della Congregazione della dottrina della fede William Levada, ha espresso intanto la "seria attenzione" della Santa Sede ad una proposta di un gruppo conservatore anglicano di unirsi alla Chiesa cattolica. "Mentre si avvicinano i mesi estivi, voglio assicurarvi della seria attenzione che la Congregazione presta alla prospettiva di un'unità corporativa presentata in quella lettera", scrive. "Non appena la Congregazione sarà nella posizione di rispondere in modo più definito sulle proposte che avete presentato vi informeremo", afferma il porporato in una lettera resa pubblica dalla stessa Traditional Anglican Communion sul proprio giornale 'The Messanger Journal'.

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Verona, pugno duro e 500 euro di multa per chi va a prostitute.

Una prostituta in strada
(Panorama) Conto salatissimo per i clienti delle prostitute veronesi: chi venisse sorpreso appartato per strada per fare sesso a pagamento rischia infatti una multa di 500 euro. La pena pecuniaria massima consentita dalle nuove norme del decreto sicurezza che danno più potere ai sindaci. E quello di Verona, il leghista Flavio Tosi, non si è lasciato sfuggire l’occasione:”In questo caso” spiega “abbiamo deciso di applicare la sanzione massima di 500 euro per la violazione dell’ordinanza antiprostituzione: un deterrente ben più forte dei 36 euro per intralcio alla circolazione previsti dal codice della strada al quale finora i sindaci erano tenuti a richiamare le proprie ordinanze”.

Nel mirino la prostituzione di strada, quindi. Per una volta non solo dal lato dell’offerta, ma anche e soprattutto della domanda. “Chi contratta prestazioni sessuali alimenta un racket criminale che riduce in schiavitù le donne” dice l’ordinanza, che si propone di colpire soprattutto “il degrado e il disturbo causato ai cittadini”. Ma non ci sono solo clienti e “belle di notte” tra gli obiettivi del sindaco veronese. Anche chi beve alcolici per strada fuori dai locali (multe a partire da 100 euro), chi compie “atti contrari al pubblico decoro” (gettare rifiuti solidi al di fuori dei contenitori, bivaccare o sistemare giacigli, passeggiare a torso nudo) che rischiano fino a 50 euro di sanzione.

Non poteva mancare la multa anti accattonaggio, già stabilita in altri comuni, contro cui si era espressa la Chiesa dalle colonne di Avvenire.

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Gli scatti sexy di Andrew Howe su Vanity Fair.

Howe, un fisico da medaglia d'oro. Andrew mostra i muscoli da record.
(TGCom) Posa come un adone per Vanity Fair, ma non si sente un sex symbol. Sogna l'oro nel salto a Pechino, ma non brama il successo, per cui, dice, ha una sorta di antidoto. Fisico mozzafiato, muscoli da urlo e sorriso disarmante: Andrew Howe, 23 anni, americano d'origine e italiano d'adozione, è uno degli sportivi più sexy del momento. Ma il suo cuore batte solo perla fidanzata Giuseppina, con cui spera di metter su famiglia.

Altro che i calciatori! Il nuovo idolo delle giovanissime è l'atleta azzurro dalla pelle scura (ereditata da mamma Renée Felton, sua preparatrice), che parla con accento romano e che con un "volo" da 8,47 metri ha conquistato il titolo di vicecampione mondiale di salto in lungo.

Statuario, muscoloso, affascinante, sia in "volo", sia lontano dalla pista. Poteva diventare un talento del calcio, ma ha scelto l'atletica, perché ha qualcosa in più degli altri sport. Intanto studia filosofia e si diverte coi "Craving", il suo gruppo hardcore.

Campione in pista, ragazzo qualunque fuori, diviso tra le passioni e la fidanzata Giuseppina, discreta e senza grilli per la testa: "Vorrei dei figli. Averli e crescerli bene vale più di qualsiasi medaglia possa vincere all'Olimpiade", confessa. Adora essere italiano, e desidera restare per sempre nella sua Rieti, ma rivela: "Se vinco l'oro vado in tour con il mio gruppo".

Howe si sente un bello con l'anima: "Un atleta non deve essere per forza stupido. Io sono ironico, sto al gioco, ho fatto queste foto ma non mi sento un sex symbol, mi sarei riconosciuto di più con uno stile misto tra skater e rockettaro". Qualche fan potrebbe dissentire e preferirlo così: in pose plastiche, mentre vola verso l'oro olimpico, sfoggiando muscoli da record.
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Tutti gli uomini di Carla Bruni: gaffe della first lady di Francia.

(Panorama) Carla Bruni ha avuto 30 amanti prima di sposare il presidente francese Nicolas Sarkozy e lo ha scritto nella canzone, My Thirty Lovers, pubblicata nel suo ultimo album, Comme Si de Rien N’etait (Come se niente fosse), uscito l’11 luglio nei negozi. L’ex modella italiana ha provocato un imbarazzante scandalo rendendo di dominio pubblico le allegre vicende sentimentali delle quali è stata protagonista, compreso il noto fidanzamento con Sir Mick Jagger ed Eric Clapton. Come se non bastasse, la Bruni ha avuto anche la sventurata idea di distribuire personalmente il suo cd durante l’ultimo consiglio dei ministri in Francia prima delle ferie estive. Così tutti i colleghi del marito ora sono al corrente delle bizzarrie amorose della maldestra moglie del loro presidente, che non è in grado di tenere a bada i suoi bollenti spiriti. Lei si difende dicendo che è tutto un equivoco, e che i testi sono frutto di licenza poetica: “Non è vero che ho avuto trenta amanti. È solo che non ho mai nascosto le mie relazioni. È una cosa ben diversa. E comunque non ho nessun rimpianto”. Il disco della premiere dame è finito al primo posto nelle classifiche francesi, scalzando addirittura l’album dei britannici Coldplay, Viva La Vida. L’attenzione morbosa da parte dei media per le canzoni della modella si spiega facilmente: Carla ha infatti affermato di aver scritto parte dei testi dopo aver sposato Sarkozy. E i francesi, da sempre ossessionati dalla vita amorosa del loro neopresidente, non hanno perso tempo e si sono messi con la lente d’ingrandimento a spulciare ogni singola parola del controverso album.
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Carla Bruni - Quelqu’un m’a dit.

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La Storia secondo Grillini. Omosessuali al confino nell’Italia fascista. Ma che inesattezze!

(Franco Grillini - Il domani di Bologna) Il nonno è sempre il nonno e non si tocca, anche se di nome fa Benito e di cognome Mussolini. E’ così che la verace nipote si è assegnata il ruolo di difensore a tutto tondo della sua memoria litigando persino durante la campagna elettorale sui presunti meriti del fascismo e dell’augusto parente che ne fu il promotore e l’inventore.
Anche nell’intervista a KlausCondicio Alessandra Mussolini, figlia della figlia del fratello del dittatore*, non si smentisce e si lancia in una alquanto ardita difesa della presunta tolleranza del nonno verso gli omosessuali (“non li ha mai odiati”), e al solito ci ripropone il clichè degli amici omosessuali della famiglia (ormai proprio tutti per difendersi dall’accusa di omofobia parlano dei loro amici gay che non mancano mai in ogni famiglia che si rispetti).
Per la verità, come ci dice il bel libro di Lorenzo Benadusi (Il nemico dell’uomo nuovo, Feltrinelli) l’omofobia del regime era evidente, tanto più con la ventata puritana seguita alla firma dei patti lateranensi con il Vaticano dopo il 29, che non a caso è l’anno della defenestrazione per “pederastia” di Augusto Turati popolare segretario del Pnf di cui Mussolini nonno dava il seguente giudizio: “A me interessano le persone dalla cintola in su, a Turati dalla cintola in giù”. In realtà fu una congiura di palazzo a far fuori il segretario e con la stessa argomentazione un anno dopo venne di fatto destituito il successore Giuriati. L’omofobia tipica delle dittature e l’uso spregiudicato dell’accusa ritenuta infamante di immoralità, di soggiacere al “vizio contronatura”, per far fuori gli avversari interni del regime si è visto all’opera per tutto il ‘900 percorso dai regimi autoritari dall’Italia di Mussolini, alla Germania di Hitler (vedi il massacro delle Sa accusate in toto di essere omosessuali) alla Russia di Stalin che criminalizzo l’omosessualità nel 1936 mandando in Siberia un numero imprecisato di persone accusate del “vizio borghese”. E’ interessante da questo punto di vista sentire cosa dice Mussolini stesso della vicenda Turati : “La voce pubblica, agitata da Roberto Farinacci, venne catapultata su Turati, che, dal punto di vista dei rapporti con l'altro sesso, non era e non è un cherubino. Finché guidò le sorti del partito, lo sostenni. [...] Farinacci, da anni, attendeva il momento per sistemarlo, una volta per sempre. … Turati fu sommerso dalla calunnia… la sua omosessualità fu una fosca favola inventata dall'uomo di Cremona ai suoi danni. Ma, in Italia, quando la voce pubblica, comunque organizzata, colpisce, nulla è possibile fare per renderla inoperante” (citato da Benadusi).
Che il fascismo avesse le minoranze nel mirino, quella omosessuale compresa, non è in dubbio, tant'è che la stessa nipote del duce lo ammette come dato di fatto storico. In seguito all’emanazione delle leggi razziali molti prefetti vedranno nell’omosessualità e nella pratica omosessuale un reato politico passibile di confino. E’ quello che succede ad alcune centinaia di persone che vengono arrestate e deportate soprattutto alle isole Tremiti ma anche in altri luoghi di “villeggiatura” come li ha definiti Berlusconi.
Per esempio Ponza dove era detenuto Pertini che ne parla ad una intervista a Silverio Corvisieri. I detenuti omosessuali erano isolati dagli altri detenuti politici che non li amavano ne li aiutavano. L’omofobia era forte anche tra i confinati politici e i detenuti comuni. Tra angherie e stenti l’esperienza del confino per gli omosessuali si conclude nel 1941 quando il regime aveva bisogno di concentrarsi sui detenuti politici mentre per gli autori del “turpe vizio” si incentivava l’istituto dell’ammonizione prefettizia.
Fino al 1986 di questa persecuzione si sapeva poco o nulla perché la storiografia ufficiale non riteneva molto importante studiare ed approfondire l'argomento. Soltanto alcuni film, peraltro pregevoli, avevano affrontato il tema come “Gli occhiali d’oro” tratto dal libro di Bassani e il famosissimo film di Ettore Scola “Una giornata particolare” dove, ironia della sorte, la protagonista è proprio una straordinaria Sofia Loren zia di primo grado di Alessandra Mussolini**.
L'archivio degli omosessuali confinati dal fascismo fu scoperto dal sottoscritto con l'aiuto della sezione bolognese dell'Aned (associazione nazionale deportati dal fascismo e nazismo) e del suo leader storico Osvaldo Corazza in collaborazione con la sezione romana dell'Anppia, associazione nazionale perseguitati politici italiana antifascisti.
All’archivio di stato erano conservati decine e decine di fascicoli riguardanti in confinati omosessuali con tanto di foto segnaletiche e con tutta la storia della loro detenzione. Un materiale incredibilmente interessante che per la prima volta poteva essere consultato e fotocopiato grazie ad una legge che consentiva di superare i 70 anni previsti per questo tipo di studio essendo la materia di carattere storico.
Fu in questo modo che in qualità di presidente Arcigay di quel tempo (1986), diedi incarico a Giovanni Dall'Orto di studiare la drammatica vicenda dei perseguitati e confinati omosessuali dal fascismo. In sostanza quindi è stata Arcigay a sollevare la questione, a trovare gli archivi, e a consentire agli storici di ricostruire la verità delle persecuzioni agli omosessuali dopo l'entrata in vigore delle leggi razziali.
Successivamente è stato scritto un bellissimo saggio sul tema da parte di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio dal titolo “La città e l'isola”, Donzelli, e un altro bel libro a fumetti di Luca De Sanctis e Sara Colaone, “In Italia sono tutti maschi”, Kappa edizioni, presentato in occasione del pride bolognese.
Di certo si può dire che la dittatura fascista non costruì i fornì crematori –ma aiutò i nazisti ad alimentarli-, ed anche probabile, come dice Alessandra Mussolini, che i vari gerarchi avessero tra i loro amici persone omosessuali, ma ciò non toglie che rimanga l'imperitura vergogna delle leggi razziali che consentirono ad alcuni “zelanti” prefetti, di interpretare il comportamento omosessuale come reato politico esattamente come succede oggi nell'Iran di Ahmadinejad, come successe nella Germania di Hitler e come accadde nell'Unione sovietica di Stalin.
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*Ad un politico non è ammessa l'gnoranza, nella storia contemporanea, quella stessa storia che consegnerà l'Italia alla democrazia dopo le tragedie della dittatura e della guerra. Alessandra Mussolini, è figlia di Romano Mussolini (ultimo figlio maschio del duce e di donna Rachele) e di Maria Scicolone sorella di Sofia, in arte Sophia Loren. Il fratello del duce, Arnaldo non risulta abbia avuto figlie ma solo un figlio maschio mortogli prematuramente.

** Il ridicolo in tutta questa storia è che anche Alessandra Mussolini ha una piccola parte nel
film, quello di Maria Luisa. Un film totalmente antifascista e di denuncia per quello che riguardava la condizione femminile ed omosessuale. Era l'epoca in cui aveva la "nipotina" ambizioni "artistiche"... Sapeva Alessandra che stava recitando in un film che denunciava in modo molto duro il regime di suo nonno? Probabilmente no...

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Marc Jacobs si sarebbe sposato con un brasiliano.

(River-blog) Lo stilista Marc Jacobs si sarebbe sposato, in Francia, domenica scorsa. La sua metà si chiama Lorenzo Martone, ed è brasiliano. I due sono stati uniti grazie ai patti civili di solidarietà, istituiti nel 1999. Non tutti confermano la versione delle nozze.

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Jovanotti copia Sanz: "E' plagio".


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La canzone "A te" sarebbe molto simile ad "A la primera persona" del cantante spagnolo Alejandro Sanz.

In Italia si chiama tormentone, in Spagna «la cancion del verano» (la canzone dell’estate), ma quest’anno le due cose rischiano di suonare uguali sulle note di un brano che sta facendo sognare i cuori più romantici: «A te», singolo di punta dell’ultimo album di Jovanotti, «Safari».

Un blogger del quotidiano spagnolo El Mundo rilancia il dubbio già emerso a marzo tra i più accorti fan del cantautore romano: la canzone è un plagio di «A la primera persona» del cantante madrileno Alejandro Sanz? Quico Alsedo, autore del blog «Sexo, Drogas y Rock & Blog» parla in modo spietato e senza ombra di dubbio di plagio e accusa la discografia di ritenere che le persone siano tutte ’tontos’ cercando di vendere loro «lo stesso cane con diversi collari», colorita metafora spagnola che rende l’idea.

Il nuovo brano di Jovanotti effettivamente assomiglia molto, nella melodia, a quello del collega spagnolo, vincitore nel 2004 di un Grammy Award per il miglior album pop latino, uscito nel 2006 con l’album «El tren de los momentos». Il blogger spagnolo ammette tuttavia di non aver compreso una parola del brano jovanottiano, ma ciò poco importa, sostiene, sempre di plagio si tratta.

Chi conosce bene l’italiano e mastica un pò di spagnolo potrà però riconoscere che il testo del cantautore italiano dimostra una profondità maggiore rispetto a quello di Sanz, che ripropone un cliché abbastanza trito: l’uomo piantato dall’amata perdippiù lasciato a piangere sul marciapiede tra i vestiti lanciati dalla finestra. Quello di Jovanotti è un inno all’amore. Ma le parole non hanno vinto sulla musica e per quest’anno uno dei tormentoni italiani, non sarà un caso, non è approdato in Spagna.
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Le insidie dello spogliatoio, attenzione a verruche e micosi.

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Lo spogliatoio può risultare un vero nemico per la pelle degli sportivi: l’affollamento e l’igiene insufficiente facilitano, infatti, l’insorgenza di verruche e funghi. Gli spogliatoi, passaggio obbligato per tutti i praticanti sportivi, sono ambienti caldo-umidi, generalmente sempre molto affollati, in cui le operazioni di disinfezione dei pavimenti, delle docce e dei bagni, vengono espletate al massimo una volta al giorno; in tali condizioni, può risultare veramente facile, soprattutto senza l’uso delle ciabatte, contrarre malattie infettive a carico della pelle. Il pericolo maggiore è rappresentato da funghi e virus.

Una delle patologie più comuni è, il cosiddetto, “piede dell’atleta”: si tratta di una micosi superficiale causata da funghi che parassitano la cute del piede, principalmente nei spazi interdigitali, nella regione plantare e nei lati esterno ed interno. Si manifesta o con una desquamazione e macerazione della pelle o con l’insorgenza di dolorose e molto pruriginose vescicole e pustole. E’ assolutamente sconsigliato grattarsi, per evitare insidiose infezioni batteriche. L’utilizzo di calzature chiuse ne facilita decisamente l’insorgenza, in quanto, in questi casi, anche le scarpe risultano contaminate; il tramite più probabile per la trasmissione della malattia è il camminare scalzi negli spogliatoi. La terapia viene eseguita mediante l’applicazione locale di antimicotici; è sempre meglio, in ogni caso, consultare uno specialista.

Molto frequente tra gli sportivi è anche la comparsa di verruche plantari. Queste, a differenza delle micosi, sono causate da un virus e si manifestano come escrescenze rientranti nella pianta del piede in seguito alla compressione esercitata dal peso corporeo durante la deambulazione. Sono di forma tondeggiante e di diametro variabile da pochi millimetri ad un centimetro. Si distinguono dai calli, che presentano una superficie liscia, perché sono nettamente delimitate dai tessuti circostanti e generalmente più dolorose.
La cura è sempre locale e si basa su applicazioni di neve carbonica o azoto liquido, ma può anche consistere nella rimozione della lesione mediante asportazione chirurgica.
Le regole fondamentali per prevenire le infezioni cutanee da spogliatoio sono:
- calzare sempre le ciabatte, anche sotto la doccia;
- mantenere una buona igiene del piede;
- indossare scarpe e calzini che facilitino la traspirazione;
- evitare lo scambio di ciabatte, scarpe, asciugamani ed indumenti vari;
- usare oggetti da toilette personali.

Fonte: www.vivailfitness.it | via Tulife.

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I vaneggiamenti di Aurelio Mancuso. Non ha di meglio da fare che chiedere fiducia...

Dobbiamo avere fiducia.
(Aurelio Mancuso) Sì dobbiamo avere fiducia, non è il caso che alle oggettive difficoltà del momento attuale aggiungiamo una diffusa sfiducia sul nostro futuro. Solo noi possiamo determinare il cambiamento ed è per questo, che non possiamo farci distrarre. Guardandoci in giro motivi di sconforto ce ne sono a bizzeffe: la crisi economica è drammatica, il peso è come sempre tutto sulle spalle delle persone per bene; mancano soldi, possibilità vere per il futuro immediato. Il clima fa schifo, la politica dei partiti è quel che di più respingente si possa percepire: un’intera classe politica della sinistra che dovrebbe andare a casa invece battezza congressi, s’auto rinonima, rispolvere centralismi democratici, alleanze parallele, si accapiglia per poltrone che le persone normali schifano. Tremonti ghigna come un pazzo su tutte le reti tv, Berlusconi se la gode, Bossi fa il duro di paglia, Fini fa lo statista, Veltroni non si sa che fa, di Diliberto si è già detto, e cosi via. Ci sentiamo deboli, soli, acciaccati da anni devastanti di un centro sinistra pavido e ricattato dalle sottane d’Oltre Tevere, che non ha prodotto una sola legge di cui sia degno ricordarsi in futuro. Ebbene, come si diceva un tempo, non c’è un cazzo da ridere! Ma possiamo noi abbandonarci allo sconforto e battere in ritirata, o peggio perderci in guerriglie interne di cui a nessuno, giustamente, frega nulla?

No non possiamo, per questo abbiamo il dovere di farci forza da soli, guardandoci in faccia con serietà e determinazione. Il tempo delle speranze esterne si è concluso. Quindi la fiducia nelle nostre vite, idee, generosità è un atto politico ben preciso. Scegliamo insieme questa strada. Nessun lamento è più sufficiente, il nostro sacco dei dolori, delle frustazioni, delle delusioni, è già carico, e va chiuso. Andare oltre, superare la nostra stessa giustificata disperazione per essere una delle voce più pulita e socialmente importante del paese, e di non aver raggiunto gli obiettivi concreti. Questa politica così com’è non può essere cambiata, né ignorata. Da questa semplice e chiara considerazione possiamo dirci con sincerità che solo dal basso, dai gay e le lesbiche, e non solo, può partire il cambiamento. La fiducia è l’atteggiamento più rivoluzionario di questo momento storico, appigliarsi all’antifascismo, agli slogan soliti può essere confortante, ma assolutamente pleonastico. L’antifascimo non è una fede, è un valore, e i nostri valori sono chiari da sempre senza bisogno che maestrine o agitatori ce li ricordino e sono: pace, non violenza, differenze, libertà, democrazia, anti proibizionismo, ecologia, solidarietà, appunto una grande generosa fiducia nelle donne e negli uomini di questa martoriata ed ingiusta terra.

I valori vivono nelle nostre tante città, nelle tante cose che ho la fortuna di vedere tutti i giorni nei volti di tante lesbiche e gay di tutta Italia. Non farò un elenco perché sarei ingiusto con qualcuno, ma di quest’enorme patrimonio d’amore, direi di questa saggezza nell’amore, bisogna fare tesoro e metterlo al servizio di una nuova grande e nuova impresa sociale e politica.

Non c’è più tempo, le parole stanno ormai quasi a zero. In autunno decideremo, rifletteremo bene su quello che siamo e siamo state e stati, ma poi il passato sarà alle nostre spalle.

E la nostra avventura percorrerà nuove strade, rinnoverà le responsabilità politiche interne, sperimenterà nuove forme d’aggregazione e di servizio.

Non sarà un’impresa facile, ma certamente più in sintonia con l’attuale umore diffuso tra le persone omosessuali; si è pronti ad una svolta, ma manca ancora una vera proposta.

E noi sappiamo che il coinvolgimento diretto di migliaia di gay e di lesbiche potrà cambierà noi stessi, ciò che è stata fino ad ora Arcigay, reinterprentando le sue forme organizzative e le sue priorità politiche e sociali.

Siamo pronte e pronti? Si anzi siamo già in ritardo, per questo è nostro dovere aprire in autunno la comunicazione diretta con il popolo lgbt, tralasciando inutili, estenuanti, e non più riproponibili mediazioni interne ed esterne al movimento.

Abbiamo una proposta, facciamola vivere direttamente dentro la socialità omosessuale, questa proposta si chiama, lobby sociale gay in tutto il paese. La costruzione di un soggetto politico coeso, unitario, plurale, cui contribuiscano anche tante esperienze differenti da Arcigay, tutto teso a rendere efficiente ed efficace la nostra presenza politica.

Quando non sarà più importante dove si tengono i Pride, ma come si organizzano e si rendono ancor più popolari e convincenti anche per il popolo lgbt, quando conquisteremo i troppi gay ancora diffidenti e distanti, allora potremo affermare che la nostra rivoluzione si sarà avviata.

Allora sì, l’Italia cambierà e noi vinceremo.
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Ndr. Il caldo, solo lui può essere il responsabile di questo esaltante vaniloquoio... Aurelio quando esci mettiti il cappello. Dopo aver disfatto la parvenza di un movimento unitario Lgbtq italiano, stare a guardare una sinistra che torna ad essere solo falce martello ed ideologia, trovarci un Pd con le mani legate dai teodem d'er cicoria, ci chiede fiducia. Un fatto è certo: in lui e nella sua associazione, per quel che ci riguarda, non ne abbiamo. Non crediamo sia il solito "pourparler" come rimarca un commentatore dell'articolo. E' chiaro che questo post è indirizzato a molti, a destra come a sinistra dentro e fuori dal mondo gay, basta pensarci un attimo... un avvertimento? Staremo a vedere. (Aspis)

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mercoledì 30 luglio 2008

Su Sky un omaggio ad Antonioni.

(Sky tg24) Un anno fa si spegneva a 94 anni Michelangelo Antonioni, il regista definito "poeta dell'incomunicabilità". Per celebrare l'autore di "Deserto Rosso" e "Professione reporter" Sky cinema classic offre questa sera a partire dalle 19.00 un ciclo di suoi film e un piccolo speciale commemorativo.
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"Milano Settembre Cinema" 2008: Un mese di cinema a Milano. Un festival in più che non si capisce a che serve.

Un mese dedicato alla settima arte: dalla "Panoramica" alla "Festa del Cinema", fino alle otto rassegne di Festivall, tra cui il "Milano Film Festival" con una retrospettiva su Terry Gilliam. LA7 partner della manifestazione.

(cinemaitaliano.info) Un mese di anteprime, proiezioni, festival, rassegne, incontri, dibattiti, mostre, laboratori, videoinstallazioni, spettacoli e concerti. Promosso e sostenuto dall’Assessore al Tempo Libero del Comune di Milano Giovanni Terzi, "Milano Settembre Cinema" è un progetto innovativo che presenta numerose iniziative e inaugura un rapporto organico con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta quest’anno alla sua 65. Edizione. Un’occasione importante per Milano, sede dell’Expo 2015, per confrontarsi attraverso il grande schermo con le culture più diverse e temi d’attualità, dalla solidarietà alle donne, dalla politica all’immigrazione, dalla discriminazione allo sport, dall’attualità alla storia.
Milano come punto d’incontro privilegiato di un crocevia internazionale di realtà legate al comparto cinematografico in tutte le sue declinazioni. Questo – commenta l’assessore al Tempo Libero Giovanni Terzi – l’ambizioso obiettivo di Milano Settembre Cinema 2008, prima edizione di un progetto destinato a diventare il fiore all’occhiello della cultura d’intrattenimento nella nostra città. Un mese dedicato alla settima arte che vuole consolidare le eccellenze già presenti sul territorio ma soprattutto creare nuovi contatti e nuove relazioni nell’ottica di uno scambio continuo con quanto di meglio il panorama cinematografico possa offrire su scala internazionale”.
Un appuntamento – conclude Terzi – che in definitiva vuole dare, anche nella nostra città, la giusta importanza a quella che qualche decennio fa Cecil De Mille definì come la “nuova letteratura”, capace di coinvolgere il pubblico per la sua immediatezza e universalità”.
Una programmazione, quella di "Milano Settembre Cinema", che prende spunto da un progetto nato lo scorso anno, la 1. Edizione di Festivall, per ampliarsi alle suggestioni provenienti da decine di Paesi nell’ottica di un confronto diretto con registi, attori, critici e operatori del settore.
Dalle anticipazioni dei festival di Festivall, Milano Film Festival, Milano Doc Festival, Visioni Digitali, Filmmaker, Sguardi Altrove, Sport Movies & TV, Invideo, Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, "Milano Settembre Cinema" accoglie al suo interno realtà consolidate come la Panoramica o legate al territorio come il Cinema Gnomo, e pone l’attenzione su importanti novità come la Festa del Cinema e la 1. Edizione del Festival di Cortometraggi "I’ve Seen Films".
LA7 sarà partner della manifestazione e inserirà in palinsesto una programmazione speciale con una selezione di film di produttori e registi di prestigio, cui si aggiungeranno gli spazi nei programmi della Rete e approfondimenti nell’informazione. E’ inoltre previsto un evento con proiezioni di pellicole di alcuni grandi autori e attori italiani cui il canale è stato da sempre legato, come Marcello Mastroianni, Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Marco Ferreri, Adolfo Celi e Sofia Loren.

PROGRAMMA
Primo appuntamento di questo settembre dedicato alla settima arte, due esclusive anteprime della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nei primi giorni del mese.
Per la Panoramica (8-14 settembre 2008), Milano ospiterà una ricca selezione dei film provenienti dalla 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e dal 61. Festival del Film di Locarno. 50 le pellicole presentate in anteprima assoluta e in lingua originale con sottotitoli in italiano, con molte sale cittadine coinvolte e oltre 200 proiezioni.
Il 15 e il 16 settembre, invece, la Festa del Cinema permetterà a tutti di entrare nelle sale pagando un biglietto a soli 2 euro.
Tre le rassegne in programma al Cinema Gnomo a settembre: "Rotaie Cinematografiche", sul rapporto tra il treno e il grande schermo (2-7); "Padri e Figli: Dino e Marco Risi", un focus su una famiglia di grandi registi (16-21); "Cinema e Psicoanalisi: il Tempo", una rassegna-convegno per indagare su passato, presente e futuro (23-28).
Al Multiplex Skyline si terrà la 1. Edizione del Festival di Cortometraggi I’ve Seen Films 2008 (22-26 settembre) fondato dall’attore Rutger Hauer: 66 pellicole scelte tra oltre 1500 lavori.

Dal 16 al 30 settembre, con inaugurazione ufficiale martedì 16 settembre alle ore 18:00, si svolgerà la 2. Edizione di Festvall, il “Festival di tutti i Festival” del documentario, ma anche lungometraggi, cortometraggi, docufilm, cartoon. Ospitate in Triennale (chiusa dal 21 al 23, il 25 e il 29 settembre) le anticipazioni di Milano Doc Festival, Visioni Digitali, Filmmaker, Sguardi Altrove, Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, Invideo, mentre Sport Movies & TV sarà all’Arena Civica e il Milano Film Festival in diverse sedi. Alle installazioni per tutta la durata della manifestazione i singoli soggetti offriranno al pubblico serate dedicate alle proprie anteprime.
Il 17 settembre l’Associazione Filmmaker presenta il workshop con il regista tedesco Harun Farocki e, a seguire, la proiezione dei film "Erkennen und Verfolgen" (“Guerra a Distanza”) e "Gefängnisbilder" (“Immagini di Prigione”), in versione originale con sottotitoli italiani.
Tre le proposte di Sguardi Altrove Film Festival, incentrate sulla condizione della donna, il 18 settembre è in programma alle 18:30 la proiezione di "Fying: Confessions of a Free Woman, di Jennifer Fox, e alle 20:30 di Rough Cut, della documentarista iraniana Firouzeh Khosrovani.
Invideo - Mostra Internazionale di Video e Cinema “Oltre”, organizzato dall’A.I.A.C.E., propone il 20 settembre le "Cartographies", otto brevi opere di video danza del coreografo svizzero Philippe Saire, presente in sala.
L’anteprima di Sport Movies & TV 2008 (18-19 settembre) prevede all’Arena Civica la proiezione di 17 opere che, in anteprima mondiale, raccontano gli eventi sportivi, la vita e le imprese di grandi campioni del presente e del passato. In programma anche due mostre sul rapporto tra sport e cinema e un convegno sulle Olimpiadi di Pechino.
Il Milano Doc Festival (26-27 settembre) - Concorso Internazionale di Film Documentari d’Arte, Architettura, Cinema, Teatro, Musica e Danza, presenta "Piccolo Fratello" (Kenya/Haiti), 105 “Piccoli Film” di Fabio Ilacqua e Roberto Pelitti, un viaggio attraverso due diverse realtà nelle baraccopoli di Nairobi e Haiti.
"Around the Border" sarà il tema del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (28 e 30 settembre), che promuove da anni la cultura cinematografica dei tre continenti. La rassegna, a cura di Fabiola Naldi e Alessandra Pioselli, approfondisce l’opera di due autori franco-maghrebini, Zineb Sedira e Mounir Fatmi, attraverso una selezione della loro produzione videografica a partire dalla metà degli anni ‘90.
Ampio spazio, infine (12-21 settembre), alla 13, Edizione del Milano Film Festival, Rassegna Internazionale di Cinema Indipendente, che conta quest’anno oltre 3000 titoli iscritti provenienti da 115 Paesi. Il programma prevede anche una retrospettiva su Terry Gilliam (intitolata "The Imaginarium of Doctor Gilliam") in cui sarà proiettata tutta la sua filmografia, oltre a rassegne parallele dedicate al terrorismo, alla musica, al mondo dei gitani e al tema della multiculturalità. Molta attenzione anche ai più piccoli con il Milano Film Festivalino: cortometraggi, visite guidate, laboratori di animazione e altre iniziative dedicate ai bambini. Tantissime le aree coinvolte, dal Piccolo Teatro allo Strehler, dal Parco Sempione all’Acquario Civico.
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A Fano un prete omofobo lancia anatemi contro coppia gay.

Sabato scorso, intorno alle 17, a Fano, a quanto riferisce un articolo apparso su Il Messaggero di ieri, il parroco della chiesa di San Giuseppe al Porto, nel corso della celebrazione che vedeva unirsi in matrimonio una coppia fanese, avrebbe lanciato anatemi contro una coppia di omosessuali – Fausto ed Elvin – ben nota nella cittadina, che nei giorni scorsi aveva annunciato, attraverso una radio locale, di voler convolare civilmente a nozze il prossimo 16 agosto in Olanda, a Schiedam, paese originario di uno dei due. Il parroco avrebbe più volte fatto i nomi e cognomi dei due promessi sposi omosessuali, nonché rivelate le loro qualifiche professionali: dj animatore il primo, dirigente dei servizi educativi del Comune di Fano il secondo. “E a costui dovremmo affidare l'educazione dei nostri figli?” ha sentenziato il sacerdote, riferendosi proprio a quest’ultimo, davanti ai due sposi eterosessuali e alla platea incredula di invitati. “Ciò che è avvenuto a Fano è ovviamente sintomatico del clima di omofobia e ignoranza che offusca la Chiesa cattolica,” dichiara Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti “e il voler alzare il dito da un altare contro due persone che hanno il diritto come chiunque altro di amarsi – e di vedere riconosciuta la loro unione in un Paese più civile dell’Italia – dimostra come sia ormai inesistente negli uomini di Chiesa lo spirito dell’accoglienza e della fratellanza nei confronti di tutti gli individui, indipendentemente dalla loro condizione sociale o personale. A Fausto ed Evin” continua Rovasio “manifesto tutta la solidarietà dell'associazione radicale Certi Diritti, nonché la nostra piena disponibilità a essere al loro fianco se i due ragazzi vorranno chiedere la trascrizione del loro matrimonio in Italia, avviando una procedura giudiziaria per il riconoscimento di un diritto legittimo e fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione”.

Associazione Radicale Certi Diritti

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Guerra dei diritti: Mediaset chiede a YouTube danni per 500 milioni. Ma non guardiamola più!


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(Panorama) 500 milioni di euro. Tanto chiede il gruppo Mediaset come risarcimento a Youtube.
Il gruppo milanese lancia la sfida al web che mette a disposizione degli internauti filmati televisivi realizzati dalle proprie reti. Per questo il Biscione ha depositato al tribunale civile di Roma un atto di citazione contro il colosso web dedicato alla condivisione dei video, di proprietà di Google, per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo. I 500 milioni di euro valgono per il solo danno emergente. Senza, cioè, considerare che questo per la principale televisione privata del Paese ha comportato anche la perdita di ricavi pubblicitari.

Secondo il Biscione, al 10 giugno, sarebbero 4.643 i filmati, pari a oltre 325 ore di trasmissione, caricati su YouTube, il sito web nato poco più di tre anni fa per condividere gratuitamente video, spesso amatoriali, con gli habituè della Web. YouTube, infatti, è nato per ospitare video realizzati direttamente da chi li carica, ma non mancano filmati di terze parti talvolta caricati senza autorizzazione, come nel caso di Mediaset.

L’accusa mossa a YouTube e al motore di ricerca Google è di illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle tre reti televisive Mediaset che, secondo le stime, hanno sottratto 315.672 giornate di visione ai telespettatori.
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The Indipendent. Silvio Berlusconi: Il padrone é tornato e fa sul serio!

Silvio Berlusconi é determinato a portare a termine le cose, questa volta. Ha giá tirato fuori qualche sorpresa dal cilindro: dove porterá l'Italia?
(articolo originale qui | via Che dicono di noi) Ecco la novitá: la settimana scorsa é stata un trionfo per Silvio Berlusconi. Per anni, il suo genio politico é rimasto un segreto ben nascosto. Tutti noi, convinti che fosse un buffone, frugavamo ovunque alla ricerca dei motivi del suo successo alle elezioni: era riuscito a zombificare la popolazione del suo paese attraverso i suoi orrendi canali televisivi; aveva fatto accordi con la Mafia affinché le elezioni gli fossero regalate in cambio di favori; un Paese intrinsecamente amorale aveva visto in lui un proprio perfetto rappresentante, il proprio alleato per evadere le tasse ed aggirare la magistratura.

La veritá é piú semplice. Gli Italiani sono stanchi di governi che non fanno nulla, che raggiungono il potere per il rotto della cuffia con coalizioni ciniche, che restano in carica lo stretto necessario per tirare alcuni amici fuori dal carcere e procurare contratti succulenti ad altri. Hanno dato uno sguardo all’Europa ed hanno visto Blair, Zapatero e Sarkozy promettere grandi cose, salire in carica e poi di fatto attivarsi per mantenere le promesse fatte. E cosí hanno detto: sí, per favore, ne vogliamo un po’anche noi.

La settimana era cominciata con fotografie stranamente noiose sulle prime pagine su uno o due dei quotidiani amici di Silvio Berlusconi. Le foto mostravano la costiera napoletana: i palazzi, la baia, il forte in lontananza, qualche macchina, alcuni pedoni.

Il messaggio della foto era in ció che non mostrava: montagne di spazzatura. Napoli si sforza da anni di trovare una soluzione alla sfida piú elementare: cosa fare dei rifiuti. Iniziative precedenti avevano creato nuovi problemi quando gli uffici dei commissari speciali nominati per risolvere le cose si trasformarono in rackets finanziari. Durante la campagna elettorale Berlusconi promise che, se eletto, avrebbe tenuto il suo primo consiglio dei ministri a Napoli e si sarebbe dedicato alla ricerca di una soluzione permanente. Non gli credemmo: non sarebbe stato da Berlusconi trovare soluzioni a problemi reali. Ma ci sbagliavamo.

Tornato al potere con una maggioranza schiacciante, é sceso su Napoli ed ha minacciato di far schioccare la frusta. Ha promesso di liberare le strade dalla immondizia entro la fine di luglio, imponendo la riapertura delle discariche con l’esercito se necessario, e commissionando la costruzione urgente di nuovi inceneritori hi-tech. Due settimane fa ha pronunciato quelle fatidiche parole: missione compiuta. E, apparentemente, era tutto vero.

I giornali che lo disdegnano hanno sepolto la notizia nelle pagine interne. Altri hanno detto che l’immondizia é stata spazzata sotto al tappeto, che il problema é stato disseminato in parti remote della provincia, che la spazzatura é stata esportata in Germania. Nell’ immediato almeno tutto cio non ha importanza: Berlusconi ha dichiarato che Napoli é tornata ad essere "una cittá occidentale civilizzata".

Berlusconi ha dimostrato due cose: che questa volta é fortemente determinato a portare le cose a compimento, e che, nonstante le incoerenze della sua coalizione, sa come imporre il proprio volere. Si tratta del potere del padrone (in italiano nel testo, NdT), il potere dei soldi. Potrá essere anacronistico, ma funziona.

Il pericolo, onnipresente in Italia sin dai tempi di Mussolini, é che tutto si riduca al volere ed all’ego di un solo uomo, un uomo dall’illimitato potere d’acquisto e dalla ciclopica autostima, il quale la scorsa settimana ha compiuto un passo che gli storici potrebbero un giorno considerare fatale: porsi oltre il potere delle corti. Il Senato ha approvato una nuova legge che dona a Berlusconi l’immunitá processuale durante il suo mandato. Il Presidente Giorgio Napolitano ha prontamente firmato la legge.

Berlusconi ha voluto questa legge non soltanto per districarsi dal processo per corruzione in cui é coinvolto come imputato insieme all’ex marito di Tessa Jowell, David Mills. Afferma che, in un contesto piu’ampio, sarebbe stato vittima di una sostenuta campagna di persecuzione giudiziaria da parte di pubblici ministeri e magistrati di sinistra determinati a farlo cadere attraverso espedienti di carattere legale, quindi negando il volere democratico del Paese. “Da quando sono entrato in politica” ha affermato, “sono stato chiamato a presenziare in 2502 udienze giudiziarie”, secondo lui per il prezzo di 174m di Euro in spese legali.

“Mi hanno gettato fango addosso...per 10 anni, e tutte le accuse si sono rivelate infondate.Mi chiedo chi mi risarcirá per l’immagine che di me é stata riportata sui giornali mondiali, senza neanche parlare delle spese legali.”

“Mi avete liberato”, Berlusconi ha detto al Senato dopo il voto cruciale. "Non saro’piu’perseguitato.” Vi e’ancora il rischio che la legge sia respinta dalla corte costituzionale, come avvenne nel 2004. Ma, se questo non avvenisse, Berlusconi é un uomo libero.

Libero di fare che? Questa settimana ha visto anche l’approvazione di una legge di emergenza sulla sicurezza che abilita il governo ad ordinare all’esercito la demolizione dei campi rom. Venerdí, il governo ha decretato lo stato di emergenza per affrontare un aumento degli arrivi di immigrati clandestini dal Nord Africa. Improvvisamente, il governo agisce con tutta l’aggressivitá e l'imprevedibilitá del suo padrone.

Il Primo Ministro sta salpando verso le vacanze estive da uomo felice.

Anche la sua vita privata sembra migliorare: la scorsa settimana, un settimanale di cronaca rosa é uscito con una copertina a tinte sfocate che lo ritrae mano nella mano con sua moglie, Veronica, che dichiara di voler passare l’intera vacanza con il suo uomo, mettendo cosí a tacere le voci di un imminente divorzio.

A 71 anni, Berlusconi é il re nell'autunno (della sua vita, NdR). Eppure non c’é niente di lontanamente autunnale nella sua performance nei primi 100 giorni di governo: si comporta come se si fosse appena messo al volante di una nuova Ferrari. Ha sempre avuto l’abilitá di far sentire l’italiano comune a proprio agio con se stesso. Ed ora sembra essersi deciso ad usare costruttivamente questa ricchezza per fini politici: vuole essere ricordato per aver portato a termine cose concrete. Ma dove porterá l’Italia? Sará una corsa pazzesca (in originale "it's going to be a hell of a ride", NdR).

(a cura di Gypsy x)

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La proposta, no a nuovi vescovi gay. A Lambeth la Chiesa anglicana cerca un compromesso per evitare lo scisma.

(Il Corriere canadese) Sospendere le ordinazioni di nuovi vescovi gay e le benedizioni delle unioni omosessuali in cambio dell’unità della comunione anglicana: è questa la proposta di compromesso emersa ieri alla Conferenza di Lambeth, appuntamento decennale dei vescovi anglicani, nello strenuo tentativo di arginare un incombente e per molti ineluttabile scisma.
Di fronte all’acuirsi dello scontro interno tra “tradizionalisti” e “liberali”, tra i quali l’ordinazione a vescovo di donne e gay sta aprendo un solco sempre più profondo, il “Windsor continuation group”, la Commissione incaricata di elaborare una proposta in vista della chiusura della Conferenza, prevista per il 4 agosto, ha presentato un documento di “osservazioni preliminari”, nel tentativo di uscire dall’“impasse” in cui si trova la Comunione anglicana. Nel testo, ora in mano dei 650 vescovi anglicani presenti alla conferenza (tra i quali una decina di donne e alcuni gay, mentre molti tradizionalisti hanno disertato l’appuntamento), non si nascondono le difficoltà: si parla di una situazione “complessa” e “grave”, di “rottura della fiducia” e delle “scompigli” che si sono verificati negli Stati Uniti e Canada in seguito alla ordinazione di vescovi dichiaratamente omosessuali e alla benedizione di unioni gay. «Questi scompigli - si legge nel documento - incidono sulle relazioni con i nostri partner ecumenici».
E la Chiesa cattolica, anche attraverso i propri rappresentanti invitati alla Conferenza, non ha nascosto il suo disappunto per scelte che ritiene inaccettabili e foriere di un allontanamento tra i cristiani. Alcuni anglicani tradizionalisti hanno chiesto di poter aderire alla Chiesa cattolica e il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale William Levada, ha detto di considerare la richiesta «con seria attenzione», ma anche con grande prudenza, perché «la situazione tra gli anglicani si va facendo più complessa».
In pochi credono che il documento presentato ieri a Lambeth possa sanare un dissidio ormai di lunga data, e le proposte che vi sono contenute non sono del tutto nuove, né del tutto chiare, per esempio sull’efficacia retroattiva della sospensione delle ordinazioni dei vescovi omosessuali.

La proposta prevede la creazione di un “forum pastorale” con il mandato di dirimere “sotto il profilo teologico e pratico” le dispute che stanno scuotendo la Comunione Anglicana, con l’obiettivo di arrivare in futuro a qualche “dichiarazione comune sulle credenze condivise”.
La chiesa episcopale americana, in assoluto la più “liberal”, sembra decisa ad andare avanti con l’elevazione dei preti gay al rango vescovile come ha incominciato a fare nel 2003. Le chiese tradizionaliste sembrano rassegnate alla spaccatura.
In prima fila nella spasmodica ricerca di un compromesso anti-scisma c’è - con il pieno appoggio di papa Benedetto XVI, che di lui ha una grande stima - l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, primate della Comunione Anglicana (nella foto). È stato lui, in apertura della Conferenza di Lambeth, il primo ad ammettere che una parte della Chiesa (quella più tradizionalista) si sente «straniata e addolorata» e «c’è molto lavoro da fare» ma ha fatto il possibile per mostrarsi fiducioso e ottimista: «Stiamo andando verso lo scisma? Bé - ha detto - vedremo. Di questo finale nessuno è stato informato qui».

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Die Linke o morte, l’inutile telenovela a sinistra del PD.

(Giornalettismo) Vi è qualcosa di sinceramente paradossale in ciò che succede “alla sinistra del Pd“. Un obiettivo politico - e un “fratello maggiore” di un certo successo - c’era. Ovvero la Die Linke tedesca, per quanto il paragone a taluni possa sembrare orribile; stiamo ai fatti: “Nelle elezioni del 2005 il partito ha ottenuto l’8,7% dei voti con 51 seggi e gode di un rilevante potere politico [...]. Nelle elezioni comunali in Sassonia, svoltesi l’8 giugno 2008, l partito ha raggiunto il 18,7% “. C’era anche il tempo, anche se non tantissimo, e un paio di fuoriusciti dal PD che potevano portare il tutto a una somiglianza impressionante. Quando Cesare Salvi cominciò a “farsi notare”, scavalcando in commissione il neonato Partito Democratico nel dibattito sulla legge sui Dico. Insomma, l’Oskar La Fontaine c’era, e il resto poteva arrivare.

Questi sono i risultati di un sondaggio - di certo senza alcuna valenza scientifica - proposto su Repubblica ieri: il 75% vedono o uno solo oppure nessun partito alla sinistra del PD. Non sarà indicativo del campione, non rappresenterà il pensiero di tutti quelli che si identificano in quell’area, tutto

quel che volete: è comunque significativo. E invece Rifondazione Comunista tira fuori il congresso più surreale della storia, con tanto di riesumazione della salma (politica) di Fausto Bertinotti forse direttamente da una di quelle feste alle quali da presidente della Camera raramente mancava, dando modo a tutti di ammirare la sua abilità come ballerino. Segue un Nichi Vendola che se ne va prima della fine del conteggio dei risultati, dopo essersi accorto che non vincerà perché ha raggiunto una maggioranza relativa e non assoluta, e il parterre finale spetta all’ex ministro Paolo Ferrero, un cristiano valdese che finalmente è arrivato a sedersi sullo scranno più alto di un partito che si chiama ancora “comunista“. Volessimo sfottere, tireremmo in ballo il sogno nascosto di Aldo Moro finalmente realizzatosi. Se non fosse che Ferrero ha vinto in nome dell’antivendolismo, quando altre liste in ballo si sono coalizzate pur di dare un segnale di “rinnovamento” cacciando via il pupillo e l’erede designato di Bertinotti.

Poi ci sarebbe il Partito dei Comunisti d’Italia: “I punti di unione tra Diliberto e la Rifondazione di Ferrero-Grassi-Pegolo e Giannini sono anche molti altri: il comunismo, la lotta di classe, i simboli, il no ad ogni ipotesi di riedizione dell’Arcobaleno, e più di tutto il no ad ogni accordo col Pd. Insomma, forte identità, quasi settarismo, molto a sinistra e molto dal basso, molto di lotta e mai più di governo. Opposizione a vita e mani libere“. In pratica, un club del bridge. Fortemente orientato “al popolo, al sociale, al precariato, alla rivoluzione d’Ottobre e bla bla bla“, ma un club del bridge. Poi c’è una “costituente di Sd“, il cui leader è Claudio G. Fava. Le parole sono buone - “Gli elettori ci dicono mai più ciascuno a guardia del proprio museo e ci chiedono di riorganizzare la sinistra in un campo molto più vasto e inclusivo. Invece, cantare Bandiera Rossa è come fare la guardia al proprio museo” - le idee distintive, per ora, pochine. Cosa si vuole, in economia e nel welfare, nella propria idea di paese non si dice. In una parola: ombelicale, per ora.

A dare un plus di surrealità al tutto ci sono i Verdi. Che hanno eletto Grazia Francescato come portavoce, in continuità con la gestione di Alfonso Pecoraro Scanio. I maggiorenti del partito saranno di sicuro coscienti che Pecoraro non è stato esattamente il ministro più amato tra quelli del fu governo Prodi. Figuracce folkloristiche rimediate leggendo male la colonnina di mercurio (sono cose che capitano), e poco convincenti difese d’ufficio nell’emergenza monnezza di Napoli. Fino all’accusa di corruzione: “Secondo l’ ipotesi accusatoria, il ministro, grazie a questi rapporti, e ai favori fatti e ricevuti, avrebbe viaggiato in Italia e all’ estero (Europa, Americhe, Caraibi) non pagando una lira di tasca sua“. La Francescato aveva come alternativa Marco Boato detto “er bozza“, un garantista di ferro fin troppo apprezzato dal Foglio. E arriviamo al tocco di drammatico in quest’atmosfera surreale: dentro Rifondazione si vive qualche ripensamento a proposito delle giunte nelle quali governa insieme al PD. Potrebbe rompere l’alleanza su tutta la linea, anche locale. Giusto per dare un segnale politico forte. Ora, riconsiderate tutto quello che ho detto dall’inizio, e ditemi la verità: a voi questi sembrano normali? Oppure ha ragione chi dice “Falce e macello”?

Nel frattempo, Leonardo scrive un post sulla Fallaci da togliersi il cappello, dotato di un finale fantastico: “Riposa in pace. Un giorno voglio andare a sussurrarlo sulla tua tomba. Solo per tendere l’orecchio e sentire che dallo sdegno ti rivolti. Vecchia stronza, beh, sì – un po’ mi manchi“. Il governo viene battuto in aula sul decreto Milleproroghe per colpa dell’Mpa e della Lega. Francesco Giavazzi, con la sua solita causticità, demolisce la governance duale in riferimento a Piazzetta Cuccia, e chiude così: “Che cosa c’entra con tutto questo la politica? Probabilmente nulla. Tranne se da domani la nuova Mediobanca cominciasse a partecipare a operazioni giustificate da un supposto «interesse nazionale», come il salvataggio di Alitalia, anziché dall’interesse dei suoi azionisti, in primis dei risparmiatori che hanno investito nella banca“. Felici di non essere dei visionari. E, sempre a proposito della meravigliosa Alitalia, ecco a voi l’ennesimo articolo in cui si descrive la nuova cordata. Ma il pezzo comincia dicendo che forse il piano industriale di Air France non sarebbe potuto andare in porto: excusatio non petita? Comunque: “Ai nomi già circolati (Benetton, Riva, Marcegaglia, Aponte, Fossati e Ligresti) si potrebbero aggiungere due banche d’affari come la Morgan Stanley e Nomura e due fondi di private equity (Equinox e Clessidra). Intesa — se richiesta — con tutta probabilità sottoscriverà anch’essa il 10% del capitale“. Toto, ed è questa la notizia, potrebbe decidere di vendere Air One alla cordata per euro 300 milioni diconsi 300 milioni. Diciamolo: se andasse così, bisognerebbe girarne un altro, di film sugli “audaci colpi dei soliti ignoti“.

Vignetta di Artefatti

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