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giovedì 8 maggio 2008

Diichiarazione della Ministra Meloni: "Il Gay Pride non ha fatto bene al mondo omosessuale".

(Apcom) "Il Gay Pride non ha fatto bene al mondo omosessuale perchè ha alienato loro molte simpatie". Lo ha detto Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili, al termine della cerimonia del nuovo governo al Quirinale.

"Quando gli omosessuali - ha aggiunto - faranno in conti con questo, sarà utile per tutti".

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Torino, Napolitano a Fiera libro. Timori per il corteo di sabato.

(Sky tg24) Si apre la fiera del libro a Torino, tra polemiche e preoccupazione per le minacce suscitate dalla scelta di avere Israele come ospite d'onore. Massima allerta per il corteo di sabato organizzato dai centri sociali.
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Ashton Kutcher: "Voglio fare il pornodivo" ma non ha le "misure"...

Girerà la commedia sexy "Spread".
(TGCom) Per ora si deve accontentare di interpretare un donnaiolo incallito che miete numerose vittime nella nuova commedia sexy "Spread". Poi Ashton Kutcher prenderà in seria considerazione l'idea di lanciarsi nel mondo del porno. Perché questo proposito? Pare che l'attore sia rimasto folgorato dall'esempio della famosa regina hard Jenna Jameson che con i suoi guadagni ha creato un impero economico. Ma c'è da crederci? (ndr. e soprattutto con "cosa" non avendo Ashton delle "misure" adeguate secondo il gossip hollywoodiano facendo lui parte della schiera dei cosidetti "patte vuote"?).

Ashton ha scoperto che la Jameson durante la sua carriera ha messo su un impero economico di tutto rispetto. In questo modo il 30enne attore si è reso conto di quanto fatturi l'industria cinematografica del sesso.

"Sarò l'attore protagonista di "Spread" un film un po' 'spinto' - ha dichiarato Ashton Kutcher a Mtv.com -. Finite le riprese posso anche prendere in seria considerazione l'idea di cimentarmi con il porno. Sono stato a Londra la scorsa settimana per lavoro e ho scoperto di quanto sia famoso lì il pornostar americano Ron Jeremy. Ho sempre pensato che l'industria del porno fosse limitato e invece mi sono accorto che non è così...". Ma la moglie Demi Moore è d'accordo?

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Sul satellite. La maratona di masturbazione a scopo benefico. Il video.

Mariano Provenzano - l'Unità) Immaginatevi questo. Vi svegliate una mattina e trovate nuda al vostro fianco la figlia del nuovo compagno della vostra ex moglie. A quel punto vi alzate di corsa, e correte al vostro nuovo lavoro, webmaster di siti porno. E, a fine giornata, partecipate a Masturbathon, una maratona di masturbazione a scopo benefico. No, non siete impazziti. State semplicemente facendo zapping in seconda serata sui canali Sky.

È da un po' di tempo, infatti, che alcuni canali di punta della piattaforma satellitare stanno facendo a gara per offrire ai propri spettatori il meglio, e talvolta il peggio, dell'offerta a sfondo erotico o sessuale dell'intera produzione televisiva mondiale. E, l'avreste mai indovinato?, l'audience si è impennata.

Scegliendo quasi a caso, potremmo partire da Californication, in onda su Jimmy. Serie che ha scosso l'America per la sua spregiudicatezza e recentemente premiata con un Golden Globe. Sempre su Jimmy, troviamo Webdreams, docu-soap su chi ha fatto del porno on line il proprio business e la propria scelta di vita. Ed ancora Bordello, titolo che non lascia spazio ad equivoci.

Altro canale che al sesso si dedica in maniera approfondita è Cult. Con i documentari della serie Nudi e crudi, ci troviamo ad apprendere tutto sul cinismo e la crudeltà dell'industria del porno, o sul funzionamento delle «Macchine oscene» costruite per i più disparati usi sessuali. Ma ci troviamo anche a scoprire che il mondo della zoofilia (quello di chi ha rapporti con animali) non è esattamente quello che ci aspetteremmo. O ancora che persone affette da problemi fisici e menomazioni, spogliate dei loro abiti, ci mostrano il loro lato più vero.

MA QUESTO È UN «BORDELLO» LE PROFESSIONISTE RACCONTANO...
Su Jimmy va in onda Bordello. Protagonista di questa serie targata Hbo è il Moonlite Bunny Ranch, una casa di piacere di lusso autorizzata dislocata nel deserto del Nevada. Le telecamere di questa impertinente docu-fiction ci mostrano in modo alquanto esplicito tutto, ma proprio tutto quello che avviene nelle stanze del ranch, dai servizi offerti ai clienti alle riunioni con lo «staff».

Professioniste ci raccontano il loro approccio al sesso, le cure che destinano al proprio corpo, ci fanno vedere l'intimo che indossano, e quello che proprio trovano superfluo. Una delle ragazze, ad esempio, dice che non compra un paio di mutandine da parecchi anni. Sono soldi sprecati, visto che non le usa mai... Alla fine di uno degli episodi, assistiamo alla nomina della «puttana dell'anno». La più brava, ossia quella che ha fatturato di più tra le «impiegate» del ranch, riceve un bonus di quindicimila dollari e un viaggio premio.

Naturalmente la gioia della vincitrice non è legata al puro e venale interesse: le lacrime di commozione sgorgano dai suoi occhi come nelle premiazioni di ogni miss che si rispetti. A proposito, se vi state chiedendo quanto la professionista in questione abbia fatturato in un anno, la cifra è un milione di dollari.

PREFERITE I «SOGNI BAGNATI» O LA GARA DI MASTURBAZIONE?
Su Jimmy troviamo Webdreams («sogni bagnati»), docu-soap sul webmaster Dugmor con il pallino per l'hard e su personaggi che vivono del porno.

Per la serie Nudi e crudi, su Cult troviamo il reportage Masturbathon. Organizzata ormai da molti anni dai sessuologi americani Carol Queen e Robert Lawrence, è una vera gara di resistenza di autoerotismo per raccogliere fondi da donare in beneficenza. Durante l'evento oltre duecento tra uomini e donne si masturbano pubblicamente in un edificio in cui sono state disposte tre aree: una per soli uomini, una per sole donne e una mista. Ogni concorrente ha a disposizione anche la sua area privata in un ambiente accogliente con arredamento soft e musica di sottofondo. Il tutto con l'obiettivo di battere il record americano di 8 ore e mezzo consecutive di masturbazione. Gli importi sono determinati dal numero di orgasmi raggiunti e dal tempo impiegato. Nelle edizioni passate il ricavato è stato devoluto a organizzazioni no-profit che operano nel campo dell'educazione sessuale e a iniziative per la salute della donna e per la prevenzione dell'Hiv.

DONNE, DROGA E ALCOOL AL SOLE DI «CALIFORNICATION»...
In onda su Jimmy troviamo Californication. Interpretata dall'ex Fox Mulder di X Files, David Duchovny, la serie dal titolo «rubato» ad un famoso pezzo dei Red Hot Chili Peppers che potrebbe essere tradotto «fornicare sotto i cieli della California» (ma il gruppo rock losangelino non ha gradito, e ha fatto causa), è andata in onda in America sul network Showtime. Ha fatto scalpore, dividendo la critica ma entusiasmando il pubblico: cosa che ha indotto a metterne subito in cantiere la seconda stagione.

Hank Moody, svogliato e depresso scrittore in crisi creativa, girovaga sulla sua Porsche per la città e sfoga le sue inquietudini tra fiumi di alcool e droga, finendo tutte le sere a letto con donne diverse incontrate casualmente, meglio se molto giovani e spregiudicate. Tra pura fantasia e realtà lo scrittore fa sesso con tutte, da una suora in una chiesa alle adepte di Scientology. Fino al ritrovarsi una mattina la procace e pericolosissima figlia del nuovo compagno della sua ex moglie, nuda nel letto.
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Bulldog, Er Pomata, Duracell, La brunetta: soprannomi e gossip dei nuovi ministri.

Nella foto Silvio Berlusconi visto dai tacchi.

1 - SVILUPPO ECONOMICO: CLAUDIO SCAJOLA
Claudio "bulldog" Scajola, 60 anni, ligure di Imperia, unico ministro del Nord Ovest (verrà esibito in apposite mostre accanto ai panda). Ex dc non pentito, nella prima parte della sua vita da tecnocrate ha lavorato presso vari uffici dalle sigle elaborate: Inpdap, Usl. Ministro berlusconiano di lungo corso, eredita la poltrona scomoda di Bersani. Liberalizzazioni, problemi energetici: bazzecole rispetto al ministero dell'Interno, che fu indotto a lasciare dopo aver dato del «rompicoglioni» a Marco Biagi (già morto) mentre aspettava con un certo nervosismo la motovedetta cipriota "Odysseus", in grave e fatale ritardo. Da allora guarda chiunque glieli rompa sul serio mordendosi le labbra.

2 - DIFESA: IGNAZIO LA RUSSA
Ignazio "Full metal jacket" La Russa, 61 anni, siciliano di Milano. Dal Msi al Pdl, senza mai perdere la testa (ma neanche una festa). Simpatico quasi come il padre, un famoso avvocato postfascista e donnaiolo («Che ci faccio io alle donne? L'assegno»). Per via della bellissima voce, ha doppiato una puntata dei Simpson. Recentemente al telefono Fini lo avrebbe scambiato per l'imitazione di Fiorello. Ma forse non l'ha scambiato per niente. Va al ministero della Difesa e non poteva essere altrimenti: con quel pizzetto un po' così e quello sguardo un po' cosà, se gli metti un basco in testa e una giacca verde militare sulle spalle, sembra un capitano di corvetta.

3 - POLITICHE AGRICOLE: LUCA ZAIA
Luca «Er Pomata» Zaia, 40 anni, di Conegliano come Sacconi (2 ministri su 12, è la Roma del Triveneto). Il volto nuovo della Lega, che i giornali locali chiamano Er Pomata - alla romana - per via del gel spalmato sui capelli, fu multato da vigili antifederalisti mentre andava a 193 all'ora in autostrada. («Stavo correndo a Venezia, mi avevano detto che era stata colpita da una tromba d'aria», si giustificò con creatività). Da presidente della Provincia fece assumere sei asini brucaerba, ritenuti a ragione meno costosi delle falciatrici. Enologo e laureato in scienza della produzione animale, il neoministro dell'Agricoltura capisce di agricoltura (evviva!) e in particolare di barbabietole. Lui ha promesso di ripartire proprio da lì: rialzati, barbabietola!

4 - SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA: GIANNI LETTA
Gianni "Duracell" Letta, abruzzese di Avezzano, 73 anni portati come un cinquantenne. Non è lombardo, eppure lavora 18 ore al giorno: Calderoli non se ne capacita e forse organizzerà un seminario per venire a capo dell'enigma, trovandogli un trisnonno di Abbiategrasso. E' il Sottosegretario per antonomasia di tutti i governi Berlusconi. Se l'Italia fosse una monarchia sarebbe il Mazzarino di re Silvio. Mentre se fosse una repubblica presidenziale, il De Gaulle di Arcore ne farebbe subito il suo primo ministro, affidandogli tutte le deleghe tranne quella per il tempo libero, di cui tanto Letta non sa che farsene. Conosce e custodisce molti misteri: il più impenetrabile resta la formula della gelatina con cui ogni mattina si ipnotizza i capelli.

5 - FUNZIONE: PUBBLICA RENATO BRUNETTA
Renato "La Brunetta" Brunetta venne così soprannominato dai quei burloni di colleghi d'accademia con un poco azzeccato riferimento alla cantante dei Ricchi e Poveri. In realtà, nacque povero 58 anni fa a Venezia, figlio di un venditore ambulante di protesi, ma divenne ricco studiando economia e applicandosi alla politica. Consigliere di Craxi, ha raggiunto il successo con Berlusconi, con il quale scherza amabilmente sulla statura (Brunetta è l'unico del Consiglio dei ministri più basso del Cavaliere). Caparbio e irascibile, è molto orgoglioso dei premi conseguiti e dei libri scritti, compreso uno amatissimo dai patiti del settore sull'"isteresi". Fiero avversario di Tremonti, si picca di essere grande intenditore di cinema.

6 - GIUSTIZIA: ANGELINO ALFANO
Angelino "Gesuita" Alfano, 38 anni, siciliano di Agrigento. E adesso da Santoro qualcuno dirà: «Vergogna, Berlusconi ha affidato la Giustizia al suo segretario personale!». In realtà il neoministro della Giustizia non è il segretario personale di Berlusconi. E' l'ex segretario personale di Berlusconi. Con il quale, comunque, intrattiene ancora rapporti molto cordiali. Democristiano nel corpo e nell'anima, ma in versione aggiornata: commissionò ai giornali locali un sondaggio da cui si ricavava che il 70% dei siciliani desiderava andare a cena con lui. L'altro 30% probabilmente c'era già andato, anche se resta da capire chi avesse pagato il conto. Quelli che lo stimano assicurano che farà strada. Quelli che lo temono, anche.

7 - AMBIENTE: STEFANIA PRESTIGIACOMO
Stefania "Floriiiis" Prestigiacomo, 41 anni, siracusana. Ha vinto il derby di Forza Italia con l'industriale ittica Michela Brambilla, che nel partito qualcuno chiama simpaticamente la «Pescivendola». Alla fine ha prevalso l'anzianità di servizio e anche la necessità di non avere soltanto ministri che parlassero il brianzolo. In questo la Prestigiacomo è a prova di doppiaggio: il suo intercalare tipico a Ballarò, «Floriiiis, lèèèèi mi dève lasciaaaare parlaaare», ormai viene portato come saggio nelle scuole di teatro dialettale siciliano. Già al ministero per le Pari Opportunità, ora gliene capita uno quanto mai dispari: dovrà occuparsi dell'Ambiente, di cui in Italia non si occupa purtroppo quasi nessuno. Ha la fortuna sfacciata di venire dopo
Pecoraro Scanio.

8 - INTERNO: ROBERTO MARONI
Roberto "Sax" Maroni, varesino, 53 anni. A volte ritornano. Nel '94 approdò al Viminale col vento del Nord: trovò uno studio vasto come la piazza di Legnano e una scrivania come il letto del Barbarossa. Con barbarico furore ne prese possesso, facendosi fotografare i piedi incrociati sul tavolo. Trovò cassetti che supponeva pieni di carte e segreti. E assicurò: niente paura, sono qui per aprirli. Un anno dopo, andandosene, confessò di averli trovati vuoti. Con 7 anni di opposizione, Milan e sassofono, da titolare del Welfare tenne a battesimo la Riforma delle pensioni che va sotto il suo nome. Un successo cancellato da Prodi e lasciato in soffitta da Silvio. I tempi cambiano: decisionismo, ma con juicio.

9 - INFRASTRUTTURE: ALTERO MATTEOLI
Altero "Altero" Matteoli, l'unico che ha il nomigonolo nel nome, è uno dei politici più collerici della storia repubblicana. Nato a Cecina (Livorno) l'8 settembre del 1940, è costretto a festeggiare il compleanno in una data molto infausta. Nominato ministro dell'Ambiente nel 2001, concesse la prima intervista sulla sua terrazza di Castiglioncello, mentre dietro fumavano inesauribili le ciminiere della Solvay. Il nuovo incarico (Infrastrutture) non gli creerà più alcun imbarazzo. Nelle biografie segnala sempre di essere stato l'autore di una fondamentale legge quadro in materia di cave e torbiere e di aver imposto sui treni a lunga percorrenza l'istituzione di un servizio sanitario, di cui tuttavia nessuno ha mai scorto traccia.

10 - FEDERALISMO: UMBERTO BOSSI
Umberto "Senatùr" Bossi, per tutti è il Senatùr nonostante sia stato senatore soltanto nel 1987, e nonostante in Lombardia la parola "senatùr" non esista. Sessantasette anni, nato a Cassano Magnago in provincia di Varese, ieri ha messo in imbarazzo il premier, che elencava in gabinetto "professori", "dottori" e "avvocati", e a lui ha riservato il solo titolo di "onorevole". Infatti gli studi lo hanno condotto a una specializzazione in elettronica. Ex comunista, ex cantautore, ex mercante di prodotti ortofrutticoli, passerà alla storia per aver fondato la Lega Lombarda. Più trascurabile la fondazione di Arnassita Piemonteisa e di una Lista per Trieste che, nell'83, prese 150 voti fra Varese, Como e Sondrio. Poi l'Umberto sfondò.

11 - ATTUAZIONE PROGRAMMA: GIANFRANCO ROTONDI
Gianfranco "Spatola" Rotondi è un avellinese purosangue (lo dicono i suoi concittadini) nato quarantasette anni fa. Reputato a lungo lo scapolo d'oro della politica irpina, si guadagnò il terribile soprannome per il furore amatorio consentitogli dal celibato. Guarda il caso, infine si sposò con la signora Maria Teresa Spatola di Salerno, e nella circostanza il testimone Silvio Berlusconi cantò «a gelusia». Democristiano, giornalista, laureato in giurisprudenza, alla scissione del Ppi si schierò con Rocco Buttiglione, suo grande amico ora abbandonato in minoranza. E' il leader della Democrazia cristiana per le Autonomie. Grandissimo tempista, per settimane ha snobbato il governo e se lo è guadagnato con le cattive all'ultimo istante.

12 - BENI CULTURALI: SANDRO BONDI
Sandro "Rapanello" Bondi, toscano, 49 anni. Quando era giovane e comunista lo chiamavano Rapanello perché rosso fuori ma bianco dentro. Adesso è abbastanza bianco anche fuori. Ama la poesia e Berlusconi, non necessariamente in quest'ordine. I maligni, categoria umana che lui cristianamente perdona, ancora raccontano di quella volta che Silvio entrò in una riunione in cui Bondi stava parlando. Il futuro ministro si interruppe e disse: «Scusa, presidente, se ardisco continuare a parlare in tua presenza». Ma si sa, la gente è maliziosa. E invidiosa della sua penna. L'ultima poesia Bondi l'ha dedicata a Jovanotti: «Concerto - vibrazioni dell'anima - eco del divino - dolore dell'essere - onde dell'amore». Va alla Cultura, che lo aspetta, ondeggiante d'amore.

13 - ISTRUZIONE: MARIA STELLA GELMINI
Maria Stella «Secchiona» Gelmini, 35 anni, avvocato di Brescia. Organizzatrice efficiente, obbediente e d'aspetto gradevole. Cattolica col crocefisso sotto il foulard, non crede alle quote rosa ma alle quote grigie, «intese come materia cerebrale». Del nuovo sindaco di Roma Alemanno ebbe a dire che era bravo soprattutto a farsi clientele al Sud. Spiegò anche che Berlusconi era traumatizzato dal politico sciatto della Prima Repubblica. «Lui la pensa alla greca: kalos kai agatòs». Bella e valorosa come da citazione classica, la neoministra dell'Istruzione ha lo sguardo della supplente che ti frega, rivelandosi poi più tosta della prof che era chiamata a sostituire (nella fattispecie Letizia Moratti).

14 - SEMPLIFICAZIONE: ROBERTO CALDEROLI
Roberto «Cariöl» Calderoli, bergamasco, cinquantadue anni appena compiuti, è il più celebre esponente della dinastia di dentisti cui appartiene (a Bergamo si dice «se te ghét ol cariöl va del Calderöl», se hai la carie va da Calderoli). Pochi giorni fa, Berlusconi gli ha detto di inventarsi un ministero in dieci minuti, e lui si è inventato il ministero alla Semplificazione che dovrà snellire il legiferare. Non per niente, Calderoli è anche l'architetto del «porcellum». Siccome parla come mangia, sostiene che a Bruxelles sono tutti pedofili, gli extracomunitari dei bingo-bongo e i gay dei culattoni. Sposato con rito celtico a Sabina Negri, ha successivamente divorziato con rito civile. Secondo tutti è un fuoriclasse nella direzione di Palazzo Madama.

15 - ECONOMIA: GIULIO TREMONTI
Giulio "Genius" Tremonti, 61 anni, di Sondrio. L'Ultimo Miglio, nel senso di successore ideale del professore leghista. E' l'ideologo di un Nord preoccupato dai cinesi, che si portano via il lavoro, e dai romani, che si portano via i soldi. Il suo libro più recente è stato un successo: «La Paura e la Speranza», dove la Paura è un mondo senza regole e la Speranza è lui, che pure quanto a ottimismo sembra Visco. È stato liberale da adolescente, socialista da militare e sodale di Segni negli anni della maturità. Poi è tornato ragazzo per diventare superministro del centrodestra, con l'incarico di riportare sulla terra le promesse del suo premier. Ieri Tremonti ha sostenuto di credere in Dio. Speriamo sia un amore ricambiato, perché ne avremo bisogno.

16 - WELFARE: MAURIZIO SACCONI
Maurizio "Garofano" Sacconi, 58 anni di Conegliano (Treviso). L'ultimo craxiano ad andare al potere. Ma anche l'unico ad aver fatto una gavetta tanto lunga: arriva a sedersi sulla poltrona del Welfare (strappata ad An), quindici anni dopo la caduta del muro di Bettino. Una delle poche facce nuove del governo, ma non per gli addetti ai lavori, che ne hanno sempre apprezzato l'intelligenza. E nemmeno per gli abitanti di Treviso che tutte le settimane vanno a rendergli omaggio nei bar della piazza all'ora dell'aperitivo, il celeberrimo «spritz» (acqua gasata, vino bianco e tutto quanto fa spettacolo), di cui Sacconi è cultore assiduo. Dopo un paio di bicchieri riesce persino a parlare con Gentilini.

17 - RAPPORTI PARLAMENTO: ELIO VITO
Elio "Magico" Vito, quarantotto anni a novembre, già detto "mister centomila preferenze" (ma è un errore da sbadati: capace di tanto era suo cugino Alfredo), si è sposato lo scorso anno alla presenza dell'attuale premier, e Sandro Bondi gli vergò l'immortale verso: «Fra le tue braccia magico silenzio...». Esordì in politica come tecnico del suono di Radio radicale, redazione di Napoli, in occasione del processo Tortora. La penuria di personale lo traformò poi in intervistatore e in seguito in consigliere comunale. Fra pannelliani e Forza Italia, è stato deputato di Bollate (Milano), di Misterbianco (Catania) e dell'Umbria. Laureato in sociologia, secondo Daniele Luttazzi assomiglia «a una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra».

18 - POLITICHE COMUNITARIE: ANDREA RONCHI
Andrea "Malore" Ronchi, perugino, cinquantatré anni ad agosto, recentissimamente soprannominato "Malore" perché a un lapsus di Bruno Vespa - che aveva attribuito la vittoria elettorale a Romano Prodi - finse un colpo apoplettico e si accasciò morente. Si dice che sia stato presentato a Gianfranco Fini dall'ex presidente della Consulta, Gaetano Rebecchini, come «un giovine dabbene». Secondo la leggenda, a Silvio Berlusconi piacque per pregiudizio: «Ronchi? Come Ronchi dei Legionari? Fantastico, fa per noi». Formidabile portavoce di Alleanza nazionale - a tutti i giornalisti dice «sarai il primo a saperlo, amico mio», e poi non svela nemmeno mezzo segreto - succede ad Emma Bonino e si prende le Politiche comunitarie.

19 - POLITICHE GIOVANILI: GIORGIA MELONI
Giorgia "Cerbiatto" Meloni, cosiddetta per le spettacolose iridi pervinca, a trentuno anni e quattro mesi scavalca Enrico Letta e Giulio Andreotti e si aggiudica il titolo di più giovane ministro della Repubblica; a ventuno fu il più giovane consigliere provinciale del paese. Nata e cresciuta alla Garbatella, conosce le borgate e l'arte spiccia della politica. A Fabio Rampelli - che la inventò - si rivolge col tono autoritario di una donna Assunta. Esordì a quindici anni fondando il coordinamento studentesco anti-Jervolino degli «Antenati», per cui qualcuno la chiamava "Ciotolina", come la figlia di Barney dell'omonimo cartone animato. Raggiunto il potere, le è presa la fissa dell'estetica, e all'alba la si scorge far footing sul Lungotevere.

20 - PARI OPPORTUNITÀ: MARA CARFAGNA
Mara "Matilde" Carfagna interpretò, appunto, e senza difficoltà, il ruolo della cuoca Matilde nella fiction «Boris», dal momento che da ragazza fu impiegata nella cucina di un ristorante di Salerno, dove nacque trentadue anni fa. Bellissima e brava ai fornelli, è un sogno per tutti gli italiani. Sesta a miss Italia (1997), è passata da Davide Mengacci («La domenica del villaggio») e Giancarlo Magalli («Piazza Grande») a Gianfranco Fini e Renato Schifani. Vittima di becere ironie da caserma, si è riscattata studiando parecchio, e ai confronti in tv strapazza i molti che la prendono sotto gamba. Nega di aver posato nuda, e infatti gli hacker fanno più fatica a trovare le sue foto discinte che le dichiarazioni dei redditi. Ma alla fine le trovano.

21 - ESTERI: FRANCO FRATTINI
Franco "Gessato" Frattini, 51 anni, romano. Dalla scapigliatura del «manifesto», il giornale rosso antico con cui collaborò da giovane, al capello da bambolotto, con riga laterale perfettamente scolpita, che lo ha fatto conoscere al pubblico televisivo. Nel 1997, in un fuori onda, definì "cialtroni" quelli del ccd di Casini: senza saperlo, aveva dettato la linea con un decennio di anticipo. Ma forse lo sapeva benissimo. Già capo della diplomazia nel Berlusconi II, gode fama di nervi saldi. Gli serviranno per reggere la prova più dura: fare il ministro degli Esteri di un presidente che si sente anzitutto un ministro degli Esteri. Frattini lo sostituirà nelle riunioni con gli eurocrati di Bruxelles e in tutte le altre non riscaldate dalla luce abbronzante delle telecamere.

22 - RAPPORTI REGIONI: RAFFAELE FITTO
Raffaele "Bambolotto" Fitto, detto anche Raffaele "Fitto" Fitto, per come ti guarda trafiggente, ha trentotto anni ed è considerato, anche dal premier, un enfant prodige della politica. Ha seguito le orme del padre Salvatore nella Democrazia cristiana, e nel ‘90, quando il babbo era morto, si trasferì in Forza Italia. Governatore della Puglia a soli 31 anni, si ricandidò e fu sconfitto dall'omosessuale Nichi Vendola, il che lo fece vacillare nella convinzione che il volto da bambolotto seducesse gli elettori. Stravede per la madre, sua prima consigliera, e per Berlusconi, suo primo consigliere. Ha vinto il "premio Dorso", sebbene nessuno ne dia mai notizia, e quando Antonio Cassano torna a Bari lo accoglie sempre con un caffè al ghiaccio.

Massimo Gramellini e Mattia Feltri per La Stampa.


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Busto Arsizio, frate laico abusa di una minorenne col pretesto di guidarla alla santità.

 La violenza contro le donne è un flagello mondiale che una su tre subisce almeno una volta nella vita, e in 192 stati tra quelli che fanno parte delle Nazioni Unite non esistono leggi che puniscano gli uomini protagonisti di tali violenze. Lo afferma un rapporto dell'Onu | Foto Ansa

(Panorama) Un uomo di 50 anni, un frate laico, è stato arrestato dagli investigatori del commissariato di polizia di Busto Arsizio (Varese) con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata su una ragazza di età inferiore ai 14 anni. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, conosciuto e stimato dalla famiglia della ragazza, aveva proposto alla giovane un “percorso mistico di preghiera” che avrebbe potuto farla giungere alla santità. In realtà, stando ai risultati dell’indagine, l’educatore durante queste sedute, approfittava sessualmente della ragazzina. Il frate laico è anche accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico ritrovato in un computer nella sua abitazione.

Secondo la ricostruzione, il frate laico, appartenente all’ordine religioso secolare francescano, aveva convinto i genitori di una ragazzina ad affidargli la figlia sostenendo che era stata prescelta per sconfiggere il demonio. Ha cominciato così con lei un “percorso mistico” che avrebbe elevato l’adolescente al ruolo di “angelo”. L’uomo, fermato ieri pomeriggio dai poliziotti dell’Ufficio minori e della Squadra investigativa del Commissariato di Busto Arsizio e condotto in carcere dove si trova in stato isolamento, avrebbe consumato le violenze, durate qualche mese, da settembre a novembre dello scorso anno, durante queste sedute spirituali. Nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione del frate laico sono stati trovati e sequestrati tre computer portatili contenenti centinaia di file con immagini pedopornografiche e foto che ritraggono la minore nelle parti intime. L’operazione è stata coordinata dal pm Roberto Pirro della Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

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Berlusconi IV. «Troppi ministri, poche donne». Ma l'opposizione non si scalda.

(L'Unità) Delusione per la compagine troppo numerosa e per la scarsa presenza di donne. Attesa per i primi passi concreti sui temi decisivi dell’economia e della sicurezza. L’annuncio della lista dei ministri del nuovo governo Berlusconi, lascia fredda l’opposizione. Nessun attacco frontale, molto scetticismo. E i big preferiscono non commentare.

Il capogruppo democratico alla Camera Antonello Soro lamenta «una compagine deludente», sia per l'esigua presenza di donne che per la presenza di «personalità già sperimentate a lungo» ed anche per la mancanza «della sobrietà annunciata: sono infatti 21 i ministri». Ora, spiega, il Pd «si confronterà nel merito dei problemi, a partire dalle riforme e faremo un'opposizione dura, trasparente, esplicita, perché siamo alternativi a questo governo».

Per Pino Pisicchio, dell’Italia dei Valori, «è un governo a immagine e somiglianza di Berlusconi». Secondo Pino Sgobio, dei Comunisti italiani, «ci sono ex Ministri che hanno già fatto male in precedenti esperienze , ex eredi del Msi e secessionisti spinti: la marmellata di questo nuovo governo farà male al Paese, sotto tutti gli aspetti, dalla tenuta della democrazia alle questioni sociali».

Insomma, dichiarazioni d’ordinanza. Prova a metterci un po’ di pepe, la neo deputata del Pd Paola Concia, che, da militante storica del movimento per i diritti degli omosessuali, si rivolge alle sue colleghe donne: «Auguri sinceri a Mara Carfagna e a Giorgia Meloni» ma «le voglio sfidare a farmi sentire finalmente cittadina europea. Nel resto d'Europa nei paesi governati dal centro destra i cittadini omosessuali non si sentono minacciati e molto spesso quegli stessi governi hanno approvato leggi in loro favore».

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Gaypride 2008. Solda' (Idv): "Mettiamo al primo posto il rispetto per tutti i cittadini".

(Prima) Il cambio della guardia nelle sale del Campidoglio non tarda a farsi sentire: dopo le dichiarazioni del neo-sindaco Gianni Alemanno sui temi della sicurezza, dell'immigrazione, dei rapporti con la comunità ebraica di Roma e la memoria storica, è arrivata anche la presa di posizione riguardo l'imminente Gay Pride, l'ormai consueta manifestazione della comunità omosessuale della capitale, in programma per il prossimo 7 giugno. Le dichiarazioni di Alemanno che ha definito il Gay Pride " una forma aggressiva di manifestare il proprio modo di essere" non sono piaciute all'interno dei vari circoli di cultura omosessuale, impegnati, come ogni anno, nell'organizzazione della variopinta manifestazione di rivendicazione dei diritti di gay, lesbiche e transessuali. Il primo cittadino di Roma non ha fatto mistero di una certa perplessità nei confronti dei toni esibizionistici della manifestazione, dichiarandosi contrario verso qualsiasi forma di ostentazione del proprio orientamento sessuale, ritenuta offensiva per alcuni e "non positiva neanche per chi manifesta". Numerose le polemiche riguardo a questo nuovo terreno di scontro ideologico, sollevate soprattutto da parte della sinistra più radicale che vede nelle intenzioni di Alemanno un ritorno allo Stato etico, in cui si imponevano modelli culturali e sociali. Ciò che è certo, è che il Gay Pride 2008 si svolgerà all'insegna di un'insolita austerità, voluta dall'amministrazione comunale di centro-destra, sicuramente più vicina alla proposta avanzata da GayLib, un circolo omosessuale di orientamento liberale che ai toni decisamente carioca degli anni precedenti preferisce un più sobrio corteo in giacca e cravatta. Il segretario romano dell'Italia dei Valori Roberto Soldà ha così commentato la polemica nata dalle affermazioni di Alemanno: " Ritengo giusto e doveroso nei confronti di tutti i romani garantire come ogni anno lo svolgimento del Gay Pride, ma è altrettanto giusto che chi vi partecipa esprima la richiesta legittima di un riconoscimento civile attraverso costumi e comportamenti che non offendano nessuno".

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Il Gaypride 2007 e i nudi. Eccesso di libertà o esibizionismo sessuale?

(Max Forte) Ha ragione Oliari quando del gaypride dice: "(...) cos'è diventato: un' ostentazione volgare e pesante di corpi nudi».(...).
Io li ho visti e con me altri amici con cui stavo e molto altro pubblico assiepato ai bordi delle strade. Erano in uno degli ultimissimi camion del corteo, quello del Cassero di Bologna tanto per capirci, che negli anni scorsi solitamente stava davanti ma credo che apposta per questo stava in fondo. Ma dirò di più. I ragazzi e le ragazze senza niente addosso, quindi nudi, erano completamente dipinti di svariati colori. Probabilmente era per ricordare volutamente la scena dei diavoli nel Decamerone di Pasolini come in una sorta di tableux vivant. Il gruppetto era formato da 4 0 5 persone che fanno un discorso di liberazione artisticamente anche valido e interessante, (tanto per chiarire sono gli stessi che organizzarono la Madonna piange sperma, una mostra d'arte che di sbagliato aveva solo il titolo e che tanto fece scalpore, trattandosi di manifestazione sponsorizzata dal comune).
Tutto questo è anche apprezzabile, ma in una performance realizzata "ad hoc", mentre invece era imbarazzante vederli al pride sfilare davanti a migliaia di cittadini.
E solo per fortuna, quei ragazzi non sono stati ripresi dai fotografi e dagli operatori tv (è comunque probabile che siano stati fotografati dalla questura romana), perché erano in fondo al corteo, altrimenti sai che casino sarebbe scoppiato e il che avrebbe distolto l'attenzione dal resto suscitando una polemica infinita e forse anche violenta con la possibilità di messa in crisi del governo.

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Milano. Nudi in classe, arrestato il maestro. L'uomo avrebbe detto ai piccoli: spogliate un vostro compagno, poi vi dò il Viagra.

Violenza sessuale su 9 bambini a Quarto Oggiaro. Denunciato il preside. Sono stati i genitori a dare l'allarme.
(Biagio Marsiglia - Il Corriere della Sera) «Forza bambini, che aspettate, tutti addosso a Mario... e levategli anche i pantaloni... poi venite qua che vi do il Viagra..». Ora di geografia, quarta elementare a Quarto Oggiaro, periferia Nord-Ovest di Milano. Dovrebbe parlare d'altro, il maestro venuto da Napoli. E invece la lezione prende un'altra piega. E Mario, che in classe resta in mutande, dopo l'assalto corre in un angolo a piangere, il viso rosso, pieno di vergogna e rabbia. Lacrime a scuola e a casa. E così si scopre, di mamma in mamma, che quel maestro di cose strane ne fa parecchie. Prende i bambini in braccio, soprattutto i maschietti, e gli infila le mani sotto i pantaloni, poi dice e fa altre cose che non dovrebbe dire e fare. Avrebbe approfittato anche di una bambina che vede poco o niente.

«No, è un pedofilo, va cacciato...», vanno a dire alcuni genitori al preside. E così inizia la brutta storia del «cattivo maestro», ora agli arresti domiciliari con un'accusa infamante, violenza sessuale su minori con l'aggravante di essere il loro tutore. Ma nei guai c'è anche il preside. Si sarebbe mosso troppo tardi, consigliando al maestro di mettersi in malattia anziché denunciare subito i fatti alla magistratura e al Provveditorato. Cosa che è avvenuta solo nel dicembre scorso, sotto Natale, quando per disperata protesta i genitori dei bambini della quarta elementare di Quarto Oggiaro hanno tenuto i figli a casa da scuola e al preside hanno spedito una sorta di ultimatum: «O quello se ne va per sempre, o i bambini restano a casa».

Una rivoluzione furibonda, e finalmente sono partite le segnalazioni e l'inchiesta. Il maestro è stato messo agli arresti e il preside è finito sul registro degli indagati per concorso in maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa ai danni dello Stato per avere consigliato all'insegnante contestato di marcare visita quando ammalato non era. Il magistrato che guida le indagini, Marco Ghezzi, per il maestro 42enne aveva chiesto il carcere, ma il gip Giovanna Verga, che proprio ieri ha ultimato gli interrogatori delle nove piccole vittime alla presenza di uno psicologo, ha deciso per una misura restrittiva più morbida, ai domiciliari. Intanto, la squadra mobile ha raccolto decine di deposizioni. Ha ascoltato le colleghe del maestro, che qualcosa di strano avevano notato e denunciato già all'inizio dell'anno scolastico, e così pure ha raccolto le testimonianze dei genitori dei piccoli alunni maltrattati. Dunque, alla chiusura del caso mancano davvero pochi tasselli e pochi giorni.

«Non vogliamo clamore, ma che sia fatta giustizia in fretta — precisa uno degli avvocati che assistono le famiglie dei bambini, Laura De Rui — almeno due delle vittime stanno soffrendo le pene dell'inferno. Sono nell'età in cui possono leggere i giornali, vedere la tivù, e per questo è giusto che sulla vicenda cali il silenzio. Per non aggiungere dolore a dolore...». Ma dall'altra parte raccontano tutta un'altra storia. Il preside giura d'avere fatto il suo dovere fino in fondo, e lui, A. S., il «cattivo maestro», ci tiene a dire che è «povera vittima di una maldestra congiura, proprio come i maestri d'asilo di Rignano Flaminio...». E dice ancora: «È tutta una montatura per un rimprovero fatto a un bambino dopo un compito in classe...». E spiega bene, il maestro, che quelle pasticche distribuite a scuola mica erano Viagra per davvero. Erano soltanto caramelline alla menta.

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Milano. A teatro con Rossella Falk. e Maddalena Crippa.

(Sky tg24) Al teatro Manzoni di Milano è in scena "Sinfonia d'autunno", piece tratta dall'omonimo film di Ingmar Bergman. In palcoscenico Maddalena Crippa e la leggenda vivente del teatro italiano Rossella Falk.
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Bullismo: abusi sessuali su uno studente. Molestato nei bagni da 4 compagni e ricattato: costretto a pagare il «pizzo».

Indagine dei carabinieri dopo la denuncia di un ragazzo dell’alberghiero.
I soprusi, terribili, ripresi con i cellulari: i filmati ora all’esame dei Ris.
Minorenne si è sfogato con i genitori dopo aver subito in silenzio per mesi umiliazioni e brutalità.
(La tribuna di Treviso) Costretto a seguire i compagni in bagno durante la ricreazione e a subìre molestie sessuali. E poi violenze e maltrattamenti di ogni tipo, fino al pagamento di un «pizzo». E’ il drammatico episodio di bullismo che ha per teatro un istituto alberghiero trevigiano e per protagonisti cinque ragazzi tra i 17 e i 18 anni. Sul caso, denunciato dalla famiglia del giovane, sono ora in corso le indagini dei carabinieri. Accertamenti sono stati affidati anche ai Ris, in particolare l’esame di alcuni filmati girati col telefonino dei ragazzi. L’analisi del materiale è decisivo per stabilire la fondatezza di quanto riferito dal ragazzo agli investigatori e l’identità dei suoi persecutori. I primi accertamenti sono scattati lo scorso dicembre.
Sull’accaduto il riserbo degli inquirenti è massimo, ora si attendono i riscontri tecnici che permetteranno contestazioni specifiche ai ragazzini coinvolti.
Tutto ha inizio alla fine dello scorso anno quando uno studente minorenne racconta sconvolto ai genitori una serie di violenze a cui è soggetto a scuola da parte di un gruppo di suoi compagni. Il giovane si sfoga dopo aver subìto in silenzio per mesi ogni sorta di brutalità. Le violenze, spiega, si consumavano per lo più durante l’ora di ricreazione nei bagni dell’istituto alberghiero da lui frequentato.
Il ragazzo racconta di vere e proprie torture fische e psicologiche, fino a molestie sessuali di cui sarebbe stato ripetutamente vittima. I particolari sono drammatici, il livello di violenza è molto alto. Ma non ci sono soltanto le aggressioni e le umiliazioni: il giovane sarebbe stato costretto anche a pagare i suoi persecutori versando loro periodicamente un pizzo, dietro minaccia di più gravi maltrattamenti se non avesse obbedito. Quattro i suoi aguzzini: due diciassettenni e gli altri diciottenni. Una vera e propria banda, secondo il racconto del giovane, specializzata nel terrorizzare e maltrattare gli studenti apparentemente più deboli.
I genitori, ascoltato il drammtico sfogo, si rivolgono immediatamente ai carabinieri, denunciando l’inferno quotidiano al quale il ragazzino è costretto. Scattano le indagini, coordinate dal comando trevigiano: la materia è delicata vista l’età delle persone coinvolte e occorre procedere con la massima cautela. Verificando, innanzittutto, la fondatezza della ricostruzione fatta dallo studente. A sostegno di quanto da lui riferito, gli investigatori avrebbero trovato un importante riscontro: in mano ai carabinieri ci sono infatti alcuni filmati girati con la camera del cellulare, che documentano le violenze a scuola. Le immagini non sono limpide, così come non lo è il sonoro: per questo gli investigatori hanno deciso di inviare ai carabinieri del Ris il materiale girato per «pulirlo» e renderlo utiizzabile ai fini investigativi. Nel frattempo la segnalazione è stata trasmessa sia alla Procura di Treviso che a quella dei Minori di Venezia. Le indagini devono inoltre verificare se ci sono state anche altre vittime.
Quanto accaduto all’Alberghiero, se troverà conferme dall’attività investigativa in corso, rappresenta un episodio estremo di un fenomeno in espansione anche nella Marca. Tanto che proprio lunedì scorso, davanti ai cancelli della «Anna Frank» di Sant’Angelo, una coppia ha distribuito volantini antibullismo con il seguente testo: «Genitori, sapete davvero ciò che accade nei bagni della scuola? Fate attenzione a ciò che succede ai vostri figli». L’iniziativa è stata decisa dopo che, secondo la denuncia dei genitori, un ragazzino è stato costretto da un suo compagno ad abbassarsi i pantaloni, sotto minacce. L’accaduto risale all’inizio della scorsa settimana, mentre è dello scorso anno il caso di un bambino di Nervesa pestato dai suoi compagni e finito all’ospedale con un trauma cranico.

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GayLib: Il Gaypride è ormai una "ostentazione volgare e pesante di corpi nudi" I gay di centro destra lo vorrebbero in giacca e cravatta.

(Salvatore Dama - Libero) La gaya destra non è gaia neanche per niente. Una festa il Gaypride? «Ma no, qui c'è poco da festeggiare. L'Italia è l'ultimo paese in Europa quanto a diritti per le coppie omoaffettive. Ci ha superati anche il Venezuela». Enrico Oliari, (nella foto), è il presidente di Gaylib, associazione omoliberale. Tessera di Alleanza nazionale in tasca dagli anni Novanta.

È arrabbiato con Alemanno?
«E perché dovrei?».
Sindaco di Roma da poche ore e già dice che non vi vuole trai piedi.
Alemanno fa bene a condannare l'esibizionismo degli ultimi Gay pride. Non era quello lo spirito iniziale della manifestazione».

Quale allora?
«Un momento per affermare i diritti, ma anche i doveri (dico io che sono di destra) dei gay. E invece, cos'è diventato: un' ostentazione volgare e pesante di corpi nudi».

Non va bene?
«E non va bene no. Il Gay pride è una manifestazione sindacale. Che si faccia in giacca e cravatta allora».

Non si sente in imbarazzo a militare nello stesso partito di Alemanno, allora?
«Tutt' altro. Sono i gay di sinistra che devono vergognarsi dei loro partiti. Ecco perché non bisogna lasciargli il monopolio delle libertà».

Scordatevi pure Pacs, Dico e coppie di fatto…
«Noi vogliamo le unioni omoaffettive, ma senza usurpare il concetto tradizionale di famiglia. E siamo contrari alle adozioni da parte delle coppie gay».

Il suo partito le ha proposto candidature?
«Ci avrei sperato».

E invece niente.
«Però il sindaco di Roma ha un consulente per la comunità omosessuale».

Cos'è, un'autocandidatura?
«Noi di Gaylib abbiamo le carte in regola».

La destra "macha" e quelle battute sui froci. Mai pesato?
«Sono una persona di spirito. Cosa dovrebbero dire i carabinieri, allora?.».

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Vladimir Luxuria: Pride, ostentare è un diritto.

A molti da fastidio la trans in costume o il gay muscoloso in shorts e sicuramente non la subrette seminuda in tv.
(Vladimir Luxuria - Liberazione) Un modo migliore per farsi un'idea di che cos'è un pride è parteciparvi: se sei eterosessuale sei benvenuto alla nostra manifestazione. Mi chiedo invece se ti dichiari omosessuale quanti problemi ad esempio potresti avere a tesserarti ad Azione giovani.

Per alcuni ostentare significa vestirsi con abiti del sesso anagrafico opposto, pregiudizio per il quale una trans in quanto tale sarebbe non una persona che lotta per diventare se stessa, ma una persona che gioca ad ostentare. A molti da fastidio la trans in costume o il gay muscoloso in shorts e sicuramente non la subrette seminuda in tv. Per altri tenersi mano nella mano, baciarsi con il proprio compagno, dichiararsi gay è un segno di ostentazione. Potresti anche avere giacca e cravatta, ma se porti all'esterno il tuo orientamento sessuale anche a livello affettivo sei ugualmente condannabile.

Quello che mi preoccupa di più non è il rischio che chi "ostenta" faccia indignare i soliti e ripetitivi detrattori della nostra manifestazione, i quali essendo contrari alla piattaforma politica sui diritti civili e la piena cittadinanza troverebbero comunque un motivo per darci contro. Quello che mi inquieta è che chi ostenta in questo clima culturale rischia grosso. Se in quella piazza a Verona il gruppo di skinheads avesse incrociato due uomini che si tenevano mano nella mano o una trans, ovvero una persona "diversa" in maniera manifesta, molto probabilmente la vittima sarebbe quella. E magari l'espisodio sarebbe stato minimizzato dal presidente della Camera che reputa meno grave un episodio in cui ci scappa il morto rispetto alle bandiere israeliane incendiate a Torino (da parte di quelle stesse persone che hanno contestato a Bertinotti la sua presenza alla Fiera del libro mentre al tempo stesso Il Corriere della Sera imputa alla Sinistra radicale atteggiamenti violenti contro lo Stato di Israele). La criminalizzazione che la destra e la Lega fanno di intere categorie come socialmente pericolose significa gettare benzina sul fuoco, quello stesso fuoco, ad esempio, appiccato a ponte Mammolo contro la popolazione rom.

Poco prima dell'elezione di Alemanno sindaco di Roma al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli alcuni giovani hanno "ostentato" la propria appartenenza all'estrema destra nostalgica del ventennio irrompendo nella sede dell'associazione devastando mobili e materiale stampato e inneggiando al duce. Alemanno se vuole prendere le distanze dal pride tradirà la sua promessa di «essere il sindaco di tutti i romani».

Il Pride lesbo-gay-trans è una manifestazione che dal '69 in poi si tiene nelle principali città del mondo e mentre altrove è un dato acquisito, una manifestazione considerata al pari dell'8 marzo per la festa delle donne e del 1° maggio per la festa dei lavoratori, la destra più chiusa e omofoba d'Europa, vorrebbe che queste manifestazioni in Italia non avessero luogo o che avvenissero fuori dal centro, "fuori porta" come i cimiteri: il sindaco di Madrid (di destra anche lui) non penserebbe mai altrettanto per la capitale spagnola.

L'anno scorso sono stata vittima di aggressioni fisiche al pride di Mosca dove c'è un sindaco che la pensa come la destra in Italia e considera dissacrante tale manifestazione nella città sacra ortodossa. Quest'anno il pride è ancora più importante degli altri anni perché ha di fronte una alleanza clerico-governativa che mette in moratoria almeno per cinque anni i nostri diritti civili, con un parlamento che vede in maggioranza figure come Ciarrapico e all'opposizione figure come i teodem. Per questo parteciperò con orgoglio e allegria, ostentando la mia voglia di sopravvivere a chi invece ci vorrebbe rinchiudere nel segreto delle nostre alcove. Sarà un caso che le nazioni europee che hanno la minore percentuale di donne in parlamento (Italia Irlanda e Malta) siano le stesse dove manca il riconoscimento delle unioni omosessuali? Maschilismo e misoginia vanno di pari passo e sono figlie di quel maschilismo già contestato dagli anni 70 da Peppino Impastato e dal movimento femminista.

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Dal Consiglio d'Europa il definitivo via libera alle adozioni a coppie non sposate e single. Un'aperture alle coppie gay.

(Apcom) Diritto di adozione anche alle coppie eterosessuali non sposate e ai single e una apertura simbolica, ma significativa, all'adozione da parte delle coppie gay.

Il Comitato dei ministri del consiglio d'Europa, al quale aderiscono 47 paesi, ha approvato oggi la nuova Convenzione europea sui diritti dei minori. Il testo aggiorna in chiave innovatrice la convenzione sulle adozioni datata 1967 "alla luce dello sviluppo sociale ed economico verificatosi in Europa negli ultimi 40 anni". Per Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d'Europa, la nuova convenzione "migliora le procedure per le adozioni nazionali e le rende più trasparenti ed efficienti, migliorando al contempo le condizioni per le adozioni internazionali".

Il principio cardine che ha guidato questa revisione della Convenzione del 1967 è che il bene del bambino deve avere sempre la precedenza sopra ogni altra considerazione. Tra le principali novità introdotte dalla Convenzione la necessità che il padre dia il proprio consenso alla adottabilità del minore, anche se il bambino è nato fuori dal vincolo matrimoniale e che il bambino possa anch'egli esprimere il suo consenso se dimostra di avere un giusto grado di comprensione. Inoltre, l'età minima degli 'adottanti' dovrà essere tra i 18 e i 30 anni e la differenza d'età tra il 'genitore' e il bambino "preferibilmente" di minimo 16 anni.

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Il pioniere dei diritti Glbt celebrato a Berlino.

Magnus Hirschfeld lottò per decriminalizzare gli atti omosex.
(Ansa) Berlino rende omaggio al sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld (1868-1935), pioniere dei diritti degli omosessuali, con una mostra a lui dedicata nel museo del piu' grande ospedale della capitale e una via lungo il fiume Sprea.

Hirschfeld, fondatore nel 1897 del Comitato scientifico umanitario (WhK) che per primo al mondo comincio' a lottare per decriminalizzare i comportamenti omosessuali, e' tra i numerosi autori i cui libri furono bruciati dai nazisti il 10 maggio del 1933.

Il suo lavoro di ricerca nel campo della sessuologia si puo' vedere da oggi, fino al 14 settembre prossimo, nelle sale del museo di Storia della medicina dell'ospedale Charite'.

Intitolata il 'Sesso Brucia', la mostra si sofferma anche sulla persecuzione nazista subita da Hirschfeld, che lo costrinse all'esilio in Francia, dove mori' nel 1935.

Il 6 maggio del 1933, infatti, i nazisti fecero irruzione nei suoi uffici, lungo il fiume che attraversa la citta', e sequestrarono centinaia dei suoi libri, che qualche giorno dopo vennero bruciati insieme a migliaia di altri volumi.

Secondo l'Associazione tedesca dei gay e delle lesbiche (Lsvd), in futuro sara' eretto anche un monumento vicino al tratto di lungofiume oggi dedicato Hirschfeld (foto in alto).

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Lando Buzzanca: "I gay? Sdoganati in tv non nella realtà".

Fiction. Lando Buzzanca è di nuovo il commissario che fatica ad accettare l'idea che il figlio abbia un compagno.
(Il Corriere della Sera) Nel 2005 era stato duramente attaccato dal Secolo d'Italia:
secondo il quotidiano di destra, la fiction «Mio figlio», di cui era protagonista, rappresentava in maniera «troppo normale» gli omosessuali, rischiando di «legittimare il mondo gay». All'epoca Lando Buzzanca, nel ruolo di un padre commissario che scopriva e finiva per accettare la «diversità » del figlio poliziotto, ci era rimasto male: non se l'aspettava di essere criticato proprio dal giornale del suo partito, An. Ricorda adesso divertito: «Ricevetti pure telefonate anonime: una voce maschile, contraffatta, mi urlava "a fro..."».

A tre anni di distanza, l'attore siciliano torna con lo stesso personaggio nel sequel di quella fiction, ora intitolata «Mio figlio: altre storie per il commissario Vivaldi». Sei puntate, sei gialli con la regia di Luciano Odorisio, prodotti da ArtiSacha Film per Raifiction, in onda nel febbraio 2009 su Raiuno. Nel cast anche Daniela Poggi, nel ruolo di una magistrato d'assalto. Spiega Buzzanca: «Il mio personaggio è un tradizionalista, ma pieno di ironia. Scoprendo, all'epoca, l'omosessualità del figlio Stefano, aveva ricevuto un pugno nello stomaco. Ora è passato del tempo...». Ha metabolizzato la situazione? Risponde: «In fondo all'anima forse no. Il fatto che il figlio abbia un compagno di cui è innamorato, lo inquieta: diciamola tutta, l'idea della penetrazione traumatica che avviene tra loro, e che non è la stessa cosa di quanto avviene tra uomo e donna, non riesce del tutto a digerirla». Tant'è vero che, quando Stefano (Giovanni Scifoni) rincontra la sua ex fidanzata di un tempo, sprofondando in una crisi d'identità e tornando a casa dal padre, il commissario vede riaccendersi un barlume di speranza: «Sì, perché il suo grande dolore è di non poter diventare nonno! Ma l'illusione dura poco: Stefano torna dal compagno e per lui sarà un altro colpo».

In una delle puntate, anche il caso dell'omicidio di un frate da parte di un magrebino: si sospetta un delitto passionale, in ambiente gay. Tra padre e figlio, impegnati nelle indagini, un nuovo motivo di imbarazzo? Risponde Buzzanca: «Forse un po' sì, anche se Vivaldi è convinto che l'omosessualità del figlio non nasca dal vizio: non è una checca, ha solo bisogno d'amore, sia pure diverso ».

Il regista e sceneggiatore Odorisio riflette sul comportamento del personaggio nella fiction, sottolineando la sua aderenza alla realtà: «La speranza segreta che un figlio o una figlia dichiaratamente omosessuali ritornino sulla strada della cosiddetta "normalità" è trasversale a tanti padri. Al di là dell'accettazione anche plateale, rimane il retropensiero: si è sinceramente pronti ad accettare il gay nella famiglia altrui, ma se capita nella nostra, mica tanto... ». Concorda Buzzanca: «Con questa serie, tre anni fa, sdoganammo lo spinoso tema su Raiuno, ma non so quanto sia veramente sdoganato nella quotidianità. Io stesso, che ho due figli maschi, mi sono posto il problema: se fosse capitato a me, come mi sarei comportato?». Quale la risposta? Ribatte convinto l'attore siciliano, ex «Merlo maschio » del grande schermo: «Credo che l'avrei accettato. L'omosessualità è un fenomeno naturalissimo, quello semmai che dà fastidio è la strumentalizzazione che ne fa certa politica. In proposito, circola una storiella: prima i gay erano ghettizzati, poi tollerati, poi esaltati... ora c'è il rischio che diventi obbligatorio esserlo»».

Allora è d'accordo con il neosindaco della capitale Alemanno che ha definito il «Gay Pride» un «negativo esibizionismo sessuale»? Risponde: «Sono d'accordo con tutta la linea politica di Alemanno, anche con il suo ridimensionamento, in versione più italiana e meno hollywoodiana, della Festa del cinema di Roma». Un po' meno d'accordo con l'alleato Bossi: «Quei suoi "fucili caldi" danno qualche preoccupazione. Basti pensare alla reazione del figlio di Gheddafi all'ipotesi di Calderoli ministro...». Dunque, Buzzanca teme ripercussioni sui rapporti con la Libia? Ride: «No! Per carità! Gheddafi ama l'Italia: l'ho conosciuto quando studiava a Roma. Eravamo giovanissimi e andavamo nelle balere insieme... solo che le ragazze non volevano ballare con lui. Perché? Dicevano che somigliava a Franco Franchi».

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Parte il tour mondiale di Madonna - Tappa a Roma il 6 settembre 2008.

(06blog) Farà tappa a Roma, con un concerto allo stadio Olimpico il 6 settembre 2008, il tour mondiale di Madonna, seguito naturale dell’uscita dell’ultimo album dell’ex material girl “Hard Candy”.

Come già succeso nel recente passato, dunque, Madonna ha scelto la Capitale, e non la sempre eterna rivale Milano, in fatto di Concerti, per fare tappa con il suo grande show. La regina mondiale del pop si esibirà allo stadio Olimpico il 6 settembre, in concomitanza della puasa del campionato per la partita Cipro Italia, ma non è ancora escluso che l’appuntamento romano possa raddoppiare con un altro concerto, questa volta il 5 settembre. Probabile anche un ritorno in Italia nel 2009, questa volta a Torino.

Ancora nulla di certo sul prezzo dei biglietti. Vi aggiorneremo. Per i super fan di Madonna, invece, segnaliamo che il suo tour mondiale partirà il 28 agosto da Zurigo per poi toccare, tra le altre, Berlino (3 settembre), Londra (11 e 13 settembre), Parigi (20 settembre), Bruxelles (22 settembre), Amsterdam (24 e 25 settembre), Madrid (28 e 29 settembre) per poi passare per Oslo, Atene, Helsinky, Dubai, Tokyo, Mexico city, Los Angeles e concludersi con cinque serate, il 21, 22, 24, 25 e 28 febbraio 2009 al Madison square garden di New York.

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Il film porno del sosia di Ronaldo: Il video di Vivi Ronaldinha.

(Gossipblog) Girato dalla ex fidanzata Viviane Bruneri con un sosia, il titolo è Vivi Ronaldinha, minha primeira vez - Vivi Ronaldinha, la mia prima volta. Povero Ronaldo: sconfessato dall’Unicef per la scappatella coi trans e ora anche in versione hard con un porno non suo…
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A proposito del comunicato dei Papaboys sul gaypride romano.

Gay Pride, sobrietà, suvvia.
(River-blog) Tre giorni di malattia e si torna a parlare di Gay Pride. Prima Gianni Alemanno, che lo ha criticato (sarebbe stata una notizia il caso contrario). Adesso a pronunciarsi è il responsabile dei PapaBoys, già ospitato su questo sito per alcune sue posizioni vagamente omofobe. Dice il presidente dell’associazione cattolica: “Nella libertà della diversità è necessario richiedere, ed a voce alta, massimo rispetto per la religione, per i credenti tutti, e condannare tutto ciò che è blasfemia ed attentato al sacro. Sono scandalizzato per l’immoralità, nel manifestare contro ciò che è sacro, che ogni edizione del Gay Pride evidenzia per le strade delle città che vedono questo tipo di incontri”. Ancora: “Non è detto che si debba stare zitti ogni volta che si attenta alla religione, recando gravi offese a chi ha nel proprio dna la tradizione cristiana“. E poi un messaggio ai gay, anzi, “agli appartenenti al mondo omosessuale” (manco fosse un sindacato): “Vogliamo ricordare le parole della Dottrina Sociale della Chiesa, che non condanna – come tanti media vorrebbero far passare – ma richiama ad una vita sessuale lineare e sobria, non portando in piazza quelle diversità che per prime incalzano l’uomo verso l’immoralità”.

Insomma, gay sì, ma tra le mura di casa. Un po’ come fanno i pedofili. Brava gente, al lavoro; orchi a casa.

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Pedofilia. Marcelletti, sms con una ragazzina.

Il cardiochirurgo avrebbe scambiato material hard con una tredicenne.

(La Stampa) La Procura e il Gip di Palermo hanno avviato le procedure per l’intervento del tribunale dei minorenni, nella vicenda del cardiochirurgo Carlo Marcelletti, agli arresti domiciliari da ieri con le accuse di truffa, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico. I magistrati minorili stanno adesso valutando il comportamento dei genitori della tredicenne con cui Marcelletti avrebbe avuto rapporti: il tribunale potrebbe anche decidere che la ragazzina, appartenente alla "Palermo-bene", venga tolta alla famiglia e affidata a un istituto.

La decisione è attesa nei prossimi giorni. Intanto, secondo quanto si è appreso, sarebbero decine e decine, se non proprio centinaia, gli sms che sarebbero stati scambiati da Marcelletti con la ragazzina, figlia di un’amica del chirurgo pediatrico. Gli sms erano stati inviati a commento di altri messaggi-video, gli mms, spediti e letti in precedenza, e dal contenuto che in ambienti investigativi viene definito "inequivocabile".

Gli inquirenti avevano messo il cellulare del medico sotto controllo per le vicende riguardanti gli appalti e le operazioni effettuate in regime ’intra moenià e si sono imbattuti in messaggi di ben altro tipo. Secondo quanto si è appreso, l’intercettazione degli mms non sarebbe stata autorizzata dal Gip e il loro contenuto è stato ricostruito grazie ai successivi sms di commento.

Sempre in ambienti investigativi è emerso che Marcelletti si sarebbe fatto passare per il proprio figlio e alla ragazzina avrebbe fatto credere di essere molto più giovane, quasi suo coetaneo, per poi rivelare la propria reale identità. La giovanissima (che usava il cellulare della madre) è stata ascoltata in Procura, alla presenza di una psichiatra, e ha confermato tutto. Sebbene non abbia ritenuto di dare l’autorizzazione ad intercettare gli mms, il gip Pasqua Seminara aveva ipotizzato la possibilità di contestare l’accusa di violenza sessuale.

Ma la possibilità di aggravare le accuse spetta ai pm Fabrizio Vanorio e Caterina Malagoli, che hanno ritenuto di non esercitarla. I due rappresentanti della Procura hanno intanto fatto ricorso al tribunale del riesame contro il mancato arresto in carcere di Marcelletti, al quale il gip, nonostante la richiesta dei pm, ha concesso i domiciliari. Il cardiochirurgo sarà sottoposto oggi alle 16 al primo interrogatorio.
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L'ospedale di Palermo: "Ci costituiremo parte civile".
(Tg sky24) Carlo Marcelletti, direttore della Divisione di Cardiochirurgia pediatrica del Civico di Palermo, è agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione, truffa e peculato. Ai microfoni di SKY TG24 parla il direttore generale del nosocomio, Francesco Licata di Baucina, il quale dice: "Se le accuse saranno confermate, ci costituiremo parte civile".
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L'Istat e "100 statistiche per il Paese".

(Sky tg24) Un'Italia più sicura ma con più paure. L'economia cresce più lentamente della media europea. La povertà preoccupa. Ci si sposa poco e si risparmia su cultura e svaghi. Questi alcuni dati del rapporto Istat "100 statistiche per il Paese".
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Amore civile, dal 10 al 12 maggio a Roma.

Dal 10 al 12 maggio a Roma si terrà una conferenza di estremo interesse per le persone che fanno della laicità la loro stella polare. Il convegno è intitolato all’Amore Civile e si inserisce in un più ampio programma di dibattito ed elaborazione per una proprosta di riforma radicale del diritto di famiglia, curato dalla Conferenza Permanente per la riforma del diritto di famiglia.

Per tutti i dettagli rimando alla pagina informativa pubblicata da Certi Diritti, mentre segnalo qui gli interventi in programma, che si caratterizzano tutti per l’alto livello e la profonda esperienza dei relatori. Insomma, si tratta di un evento irrinunciabile per chiunque voglia avere una conoscenza approfondita dei temi legati ad una visione ampia, laica ed evoluta del concetto di famiglia e di amore.

I lavori del 10 maggio si svolgeranno presso la Sala del Garante della Privacy in Piazza Montecitorio 10 con il seguente programma:

9,30 - 10,30: PRESENTAZIONE DELL’INIZIATIVA

  • Introduzione di Diego Galli, RadioRadicale.it
  • L’amore civile, Enrichetta Buchli, psicanalista, autrice del libro “Il mito dell’amore fatale”
  • Il diritto di famiglia tra Europa e Kandahar: quale modello per l’Italia? Bruno de Filippis, giurista esperto di diritto di famiglia

10,30-13,30 RELAZIONI

  • Piergiorgio Donatelli, docente di bioetica Università La Sapienza
  • La tutela giuridica della famiglia omosessuale
    Francesco Bilotta, docente di Diritto privato Università di Udine
  • Asimmetrie di genere e bilanci del tempo delle famiglie
    Letizia Mencarini, Professore Associato di Demografia Università di Torino
  • Violenze sulle donne, femminicidio, cultura della sopraffazione: il peso delle religioni e la debolezza della laicità
    Monica Lanfranco, giornalista
  • Predica evangelica sulla famiglia
    Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia
  • Unioni di fatto: dati di realtà e orientamenti di opinione
    Anna Laura Zanatta, Docente di Sociologia della famiglia Università La Sapienza
  • lConclusioni
    Marco Cappato, segretario Associazione Luca Coscioni

15-19 INTERVENTI DELLE ASSOCIAZIONI (Modera Enzo Cucco, Certi diritti)

  • Il divorzio breve
    Diego Sabatinelli, segretario della Lega Italiana per il Divorzio breve
  • Adozioni senza discriminazioni
    Chiara Lalli, docente di Logica e Filosofia della Scienza Università “La Sapienza” di Roma
  • Nuovi padri. Per nuovi diritti e nuovi doveri
    Maurizio Quilici, Presidente dell’Istituto di studi sulla paternità

Interverranno, inoltre: Alessandro Capriccioli (Soccorso civile – Associazione Luca Coscioni), Antonella Sapio (presidente Istituto Nazionale per lo Studio e la Promozione del Cohousing), Gian Ettore Gassani (Associazione matrimonialisti italiani), Monica Soldano (Associazione Madre Provetta), Marino Maglietta (Fondazione Crescere Insieme ), Filomena Gallo (Associazione Nazionale Amica Cicogna onlus), Rossella Bartolucci (Sos infertilità), Gianni Geraci (Gruppo del Guado), Antonio Bernini (Coordinamento Associazioni e Comunità di Ricerca Etica Interiore e Spirituale), Giuseppe Pio Torcicollo (Associazione Convoglio valori)

I lavori dell’11 maggio proseguiranno presso il Salone dell’Associazione Luca CoscioniVia di Torre Argentina 76, 3° piano, dalle 9 alle 14, con un dibattito fra i relatori ed i partecipanti, che toccherà i temi seguenti:

  1. Matrimonio, separazione e divorzio, mediazione familiare
    (storia del rapporto tra matrimonio civile e religioso, patti lateranensi, convenzioni matrimoniali, regime patrimoniale del matrimonio, prenuptial agreements, divorzio breve, condizione e affidamento dei minori nella separazione e nel divorzio, potestà e responsabilità genitoriale, diritti e doveri nei rapporti tra genitori e figli, riforma della solidaritetà post coniugale, introduzione della mediazione familiare);
  2. Coppie di fatto e coppie omosessuali
    (diritti individuali e diritti di coppia, dati statistici, legislazione europea, giurisprudenza italiana, psicologia della coppia, capacità genitoriale, discriminazioni storiche ed attuali, evoluzioni del costume e della mentalità sociale);
  3. Procreazione assistita, aborto e clonazione terapeutica
    (superamento della legge 40, ricerca scientifica, la condizione del padre del concepito, aggiornamento della legge 194 alla luce delle evoluzioni scientifiche, diritto costituzionale alla salute e diritti del nascituro, definizione di persona secondo la legge vigente, accanimento terapeutico ed eutanasia);
  4. Parità tra uomo e donna e tra figli nati fuori e dentro il matrimonio
    (cognome della moglie, cognome dei figli, differenze esistenti tra figli legittimi, naturali, incestuosi, la condizione della donna nel medioevo e nell’Italia post unitaria, la condizione del “bastardo”, profili psicologici e sociologici, modelli tradizionali di divisione del lavoro domestico e dei compiti di cura dei figli, servizi ed aiuti per le coppie);
  5. Riforma successioni ed adozioni
    (adozione da parte del single, abrogazione adozioni “di serie B”, riforma dell’istituto della legittima, riforma del testamento, testamento biologico o testamento in vita); 6. Violenza in famiglia, violenza contro le donne (indagini statistiche, storiche e psicologiche, modifica della legge 154/2001, tipizzazione dei reati familiari e contro la persona, mobbing familiare).

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Apre oggi. Fiera del libro blindata.

(Sky tg24) Oggi si apre la fiera del libro a Torino tra polemiche e preoccupazione per le minacce suscitate dalla scelta di Israele come ospite d'onore. Ma sono tante le preoccupazini e i timori di proteste violente.
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Al governo arrivano le donne!

Gelmini

Meloni(Gennaro Carotenuto) Sono quattro e, salvo la Gelmini, non contano nulla ma devono essere necessariamente giovani e belline o meglio bellone.

Sono le donne del governo Berlusconi, Carfagna, Meloni, Prestigiacomo, Gelmini, e già hai la sensazione che rimpiangerai tutta la vita Livia Turco e Rosi Bindi.

CarfagnaPrestigiacomoTappezzeria in pratica e non ci credo che non ci sia una sola signora sessantenne di centrodestra meritevole di fare il ministro.

Oppure spiegatemi perchè uno ha ministri con le facce di Zaia o Bondi e ministre con il viso della Prestigiacomo.

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Gaypride di Roma: Limitare le offese e tutto ciò che è blasfemo. I papaboys: "Bene il Sindaco Alemanno. Era l’ora!".

Comunicato stampa.

“Nella libertà della diversità è necessario richiedere, ed a voce alta, massimo rispetto per la religione, per i credenti tutti, e condannare tutto ciò che è blasfemia ed attentato al sacro.” – Questa la dichiarazione di Daniele Venturi – Presidente dell’Associazione Nazionale Papaboys - che si dice - scandalizzato per l’immoralità, soprattutto nel manifestare contro ciò che è sacro, che ogni edizione del Gay Pride evidenzia per le strade delle città che vedono questo tipo di incontri.”

‘Non è detto che si debba stare zitti – continua Venturi – ogni volta che si attenta alla religione, recando gravi offese a chi ha nel proprio dna la tradizione cristiana. Ben vengano le parole del neo Sindaco Alemanno, (era l’ora! ndr) che vanno finalmente a ‘spezzare’ le catene di concupiscenza ed appoggio incondizionato delle precedenti amministrazioni comunali.

‘Agli appartenenti al mondo omosessuale – continua la nota dei Papaboys - vogliamo ricordare le parole della Dottrina Sociale della Chiesa, che non condanna – come tanti media vorrebbero far passare – ma richiama ad una vita sessuale lineare e sobria, non portando in piazza quelle diversità che per prime incalzano l’uomo verso l’immoralità. 'Il primo punto che la Chiesa tende a sottolineare è che la Chiesa si rifiuta di considerare la persona a partire solo dal suo orientamento sessuale. Per la chiesa non c'è l'eterosessuale o l'omosessuale, ma c'è una persona che è figlia di Dio, che è depositaria di un dono di grazia, che ha i suoi talenti e ha le sue ferite, che vanno riconosciute, confessate e affidate a Dio. La Chiesa invita i fedeli a distinguere tra l'orientamento, l'inclinazione, la tendenza omosessuale e gli atti.

Per approfondimenti:
http://www.papaboys.it/missione/read_riflessioni.asp?id=2

Giovanni Profeta - Ufficio Stampa
Associazione Nazionale Papaboys

+39 06/97270510 – 06/97270529
ufficiostampa@papaboys.it - www.papaboys.it

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Letizia Moratti: «Io al gay Pride? Nessuno mi ha invitata...».

(Il Giornale) Questione di etichetta? L’Arcigay nazionale, a chiare lettere, ha chiesto martedì ai sindaci di Roma, Milano e Bologna «di partecipare ai cortei del Gay Pride che si terranno nelle loro città», sotto la Madonnina e nella capitale il 7 giugno, a Bologna il 28. Un gesto, ha sostenuto il presidente Aurelio Mancuso, che «non solo apprezzeremmo, ma che aprirebbe la strada finalmente a un confronto anche con aree culturali e politiche per ora percepite come distanti». Ma ieri Letizia Moratti, a chi le chiedeva cosa intende fare, ha risposto sorridendo: «Io per adesso non sono stata invitata..». «Vuole sicuramente scherzare - ha replicato Mancuso -, perché cos’altro avremmo fatto se non invitarla ufficialmente, seppure a mezzo stampa, a partecipare al Pride? Comunque nei prossimi giorni ci attrezzeremo perché nell’ufficio del sindaco a Palazzo Marino venga recapitata una coloratissima busta arcobaleno con dentro l’invito su cartoncino...». Anche Paolo Ferigo, presidente dell’Arcigay milanese, insiste: «Letizia, non prendere impegni per il 7 giugno»
Scambio di battute a parte, Letizia Moratti chiarisce la sua posizione: «Ho un grande rispetto per la comunità omosessuale - ha affermato - perché non è diversa dalle altre e va rispettata proprio perché non è diversa». Ma non andrà alla manifestazione, esattamente come il neo-collega romano Gianni Alemanno, che sulla questione è stato categorico: «Ho tutto il rispetto possibile per le persone gay, ne conosco alcune - ha affermato il sindaco della capitale - ma il Gay Pride è un fatto di esibizionismo sessuale e io sono contrario all’esibizionismo sessuale, sia omosessuale sia eterosessuale. Non mi piace questa forma un po’ aggressiva e non positiva, neanche per chi manifesta».

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"Vengono a fare sesso in chiesa". Il parroco di Gavinana: "Ho trovato due ragazzini seminudi sulle panche, la situazione ormai è intollerabile".

Denuncia choc del parroco di Gavinana. Il racconto di don Vittorio Menestrina che, per la seconda volta nell’arco di un mese, ha trovato in chiesa una coppia di fidanzatini che si scambiavano effusioni di fronte all’altare.

(Roberta Della Maggese - Quotidiano.net) "Non mi scandalizza vedere due persone che si baciano, mi spaventa l’idea che i giovani di oggi non abbiano più rispetto per la loro intimità". A 42 anni don Vittorio Menestrina non è certo un ‘fariseo’. Usa il cellulare, è appassionato di informatica, si destreggia tra il catechismo e la Casa della gioventù. Ma quando la settimana scorsa, per la seconda volta nell’arco di un mese, ha trovato tra le navate della chiesa una coppia di fidanzatini seminudi che si scambiavano effusioni, comodamente seduti sulla panca di fronte all’altare, ha perso la pazienza e ha deciso di vuotare il sacco. "A Gavinana - si sfoga il parroco di San Piero in Palco - la situazione è ormai intollerabile. Quella intorno a piazza Cardinale Elia dalla Costa non è mai stata una zona tranquilla, ma da quando l’estate scorsa si è formata una nuova compagnia di giovani che frequenta i giardini pubblici, la situazione è peggiorata drasticamente". I ragazzi, una trentina in tutto, all’uscita di scuola si danno appuntamento sul sagrato della chiesa. Hanno dai 12 ai 16 anni. Molti sono di Gavinana, altri arrivano da Ponte a Ema e alcuni vivono in zone ‘bene’, come Santa Margherita a Montici e via Fortini.

"In poco tempo - racconta il prete - si sono impadroniti della piazza e, tra prepotenze e sberleffi, sono riusciti ad allontanare anche un gruppo di ventenni che frequentava la stessa zona". Hanno riempito la facciata della chiesa di scritte. "Nessuna minaccia personale - precisa don Vittorio - e nessuna offesa contro Dio. Sono frasi senza senso, che testimoniano però il rifiuto della vita e un profondo disagio interiore". Accanto al cancello del cortile interno, che quattro anni fa il giovane parrocco, appena arrivato a Gavinana ha fatto ripulire, scovando tra la terra e i cespugli centinaia di siringhe, campeggia una croce uncinata. Sul portone d’ingresso altre frasi sconnesse: "Punk al rogo" e "Che noia, non ce la possiamo menare così".

Mentre parla, don Vittorio mostra con le mani l’alone della vernice idrorepellente con cui ha fatto rivestire i muri esterni. Uno stratagemma per impedire che i vandali depurpino la facciata e bivacchino sulle scale. Stessa funzione per le telecamere a circuito chiuso, la cancellata in ferro che delimita l’ingresso e la cassa stereo sistemata all’angolo del portico: doveva servire per diffondere all’aperto i canti gregoriani. Un deterrente che i ragazzi della compagnia non hanno gradito: "Più di una volta - riferisce il parroco - è stata presa a pallonate e per impedire che la distruggessero l’ho fatta circondare di punte in ferro".

Ma il racconto fatto da don Vittorio è costellato di episodi di bullismo: "Un mese fa di notte qualcuno si è accanito contro la statua di San Piero che sovrasta l’ingresso, prendendola a bersaglio per il lancio della uova. La settimana scorsa, mentre celebravo un funerale, un paio di ragazzi del gruppo hanno fatto lo sgambetto ai parenti che portavano la bara in spalla, rischiando di far cadere il feretro. A dicembre un anziano del quartiere è stato picchiato perché si era permesso di rimproverare un gruppetto che si divertiva a lanciare petardi sulla piazza: un ventenne lo ha preso a pugni, fratturandogli il naso e provocandogli il distacco della retina". Ci sono poi i continui furti: "Quasi ogni giorno - si sfoga il prete - nel quartiere c’è qualcuno che si lamenta perché dal bauletto dello scooter è sparito il casco. I ragazzi li rubano, li dipingono per rivenderli e poi, se non sono soddisfatti del loro lavoro, li bruciano nella piazza davanti alla chiesa. Più volte ho trovato tracce di roghi e un paio di cacciaviti usati per lo scasso e poi nascosti tra le siepi".

In pochi sporgono regolare denuncia, nel quartiere tutti preferiscono confidarsi con don Vittorio. Il parroco però non ce la fa più a sopportare da solo il peso di questa responsabilità e chiede il sostegno delle istituzioni: "Ho deciso di prendere posizione nonostante il timore di ritorsioni perché credo che in ballo ci sia un problema di carattere sociale, che non riguarda soltanto la parrocchia ma tutta la comunità. Questi ragazzi non sanno che fare, si disinteressano della scuola, non cercano un lavoro e si insultano a vicenda. Ho provato a parlare con loro, ma mi vedono come un adulto che cerca di fare l’educatore e la cosa li infastidisce. Ho tentato anche di mettermi in contatto con alcuni genitori, ma le famiglie li difendono a spada tratta, oppure sono latitanti. Quando la settimana scorsa ho scoperto la coppia che amoreggiava in chiesa, i due ragazzi mi hanno guardato indifferenti e quando ho chiesto loro cosa stessero facendo mi hanno risposto: 'Preghiamo, don. Adesso togliamo il disturbo'".

Per coinvolgere quartiere, famiglie e associazioni, don Vittorio ha organizzato un’assemblea parrocchiale che si terrà sabato alle 16,30. Intanto alcuni esponenti di An hanno annunciato di voler avviare una raccolta di firme per fare installare alcune telecamere nella zona.

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I ministri del nuovo governo Berlusconi.

(Agenzia radicale) "Sono molto soddisfatto: abbiamo una buona squadra con molti nuovi ministri e quattro donne ministro, un impegno mantenuto" ha commentato a caldo Silvio Berlusconi ricordando che il giuramento al Quirinale sarà giovedì alle 17 e subito dopo il Consiglio dei ministri per la nomina di Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
"Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione". Così il nuovo premier ha commentato ancora subito dopo il colloquio avuto con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che gli ha conferito l'incarico di guidare e formare il nuovo governo.

Lunedì - riporta l'agenzia Adnkronos - sarà quindi la volta del Cdm chiamato a nominare i sottosegretari e i vice ministri. "Ma il primo Consiglio dei ministri -conferma il Cavaliere- si terrà simbolicamente a Napoli", come promesso in campagna elettorale in vista dell'avvio della soluzione al problema rifiuti. Berlusconi indica in questi termini il 'timing' istituzionale per la fiducia: "Martedì saremo alla Camera e mercoledì al Senato". Ecco la lista dei ministri:

Ministri con portafoglio
Esteri: Franco Frattini; Interno: Roberto Maroni; Giustizia: Angelino Alfano; Economia: Giulio Tremonti; Difesa: Ignazio La Russa; Sviluppo economico: Claudio Scajola; Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini; Politiche agricole: Luca Zaia; Ambiente: Stefania Prestigiacomo; Infrastrutture: Altero Matteoli; Welfare: Maurizio Sacconi; Beni culturali: Sandro Bondi.

Ministri senza portafoglio
Riforme: Umberto Bossi; Semplificazione: Roberto Calderoli; Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi; Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi; Pari Opportunità: Mara Carfagna; Affari regionali: Raffaele Fitto; Politiche giovanili: Giorgia Meloni; Rapporti con parlamento: Elio Vito; Innovazione: Renato Brunetta.
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