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martedì 20 novembre 2007

Svizzera: Meno casi di Aids di quanto si supponeva.

Il numero delle persone colpite dal virus dell'Aids nel mondo è calato, secondo la nuova statistica dell'Onu. Con 33,2 milioni di sieropositivi, il livello rimane tuttavia ancora vertiginosamente alto.

(Swissinfo) In Svizzera per quest'anno si prevede una leggera contrazione delle infezioni. L'epidemia mondiale di Aids quest'anno sta rallentando, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite. Il numero di nuove infezioni è sceso a 2,5 milioni, contro i 4,3 milioni del 2006. Il totale dei sieropositivi si è contratto da 39,5 a 33,2 milioni. Pure in discesa i decessi provocati dalla malattia, passati da 2,9 a 2,1 milioni. L'Onu ritiene che la flessione sia in primo luogo da ricondurre ai nuovi metodi di stima, ma che sia anche frutto dei programmi di lotta contro il virus Hiv.

Metodi di stima diversi incidono su statistiche
La metodologia è stata rivista per le stime in India e in cinque paesi africani. Se lo stesso metodo fosse stato applicato l'anno scorso, il numero dei sieropositivi conteggiati nel 2006 non sarebbe stato di 39,5 milioni, bensì di 32,7 milioni. La conclusione degli esperti è dunque che, tenendo conto degli stessi criteri di valutazione, in realtà il numero delle persone colpite dalla malattia è leggermente aumentato. In ogni caso "è sempre estremamente difficile ottenere cifre precise sull'Aids e l'Hiv nei paesi in via di sviluppo", ha puntualizzato a swissinfo il capo della sezione Aids presso l'Ufficio federale della sanità pubblica Roger Staub.

Programmi di lotta danno frutti
Questa crescita non è però da imputare esclusivamente alle nuove infezioni. Essa deriva anche dall'impatto dei medicamenti antiretrovirali che prolungano la vita dei pazienti, sottolinea l'Onu. Gli esperti rilevano che l'epidemia ha raggiunto il culmine alla fine del secolo scorso."Indiscutibilmente stiamo assistendo a un risultato degli investimenti", ha osservato il dottor Peter Piot, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'Aids (UNAIDS). L'Aids resta la prima causa di mortalità in Africa, dove si concentra anche il maggior numero di sieropositivi. Si calcola che nel Continente nero vivano circa 22,5 milioni persone infettate dall'Hiv, pari al 68% del totale dei sieropositivi nel mondo.

In Svizzera 25'000 sieropositivi
Nella Confederazione vivono circa 25mila sieropositivi. Nel primo semestre di quest'anno il numero di infezioni censite è rimasto stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: per la precisione 333 casi, contro i 337 dei primi sei mesi del 2006, secondo le statistiche dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Sull'arco di tutto l'anno, gli esperti non prevedono un aumento delle infezioni in Svizzera. Gli omosessuali sono i più colpiti dal virus. Secondo l'UFSP, la diminuzione di iniezioni di droghe in Svizzera ha ridotto i rischi di contagio di Hiv.
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La campagna del Ministero della Salute: L'AIDS alza la voce. E noi alziamo il volume.

Comunicato Stampa del Ministero della Salute) Il Ministero della Salute rilancia la lotta all’Aids. A partire da una nuova campagna di comunicazione, in collaborazione con la Commissione nazionale Aids e la Consulta delle associazioni per la lotta contro l’Aids, che si protrarrà per tutto il 2008. La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e in particolare sull’uso del preservativo quale principale strumento di tutela nei confronti dell’infezione da HIV e delle altre malattie sessualmente trasmissibili. Tre gli strumenti che saranno utilizzati nell’attività di comunicazione: uno spot televisivo, la realizzazione e diffusione di un brano di musica rap, la realizzazione di una campagna di affissioni.
Lo spot sarà girato nei prossimi giorni dalla regista Francesca Archibugi e verrà presentato in anteprima alla stampa il prossimo 30 novembre. Protagonisti due coppie di giovanissimi e di adulti le cui storie si incrociano in una farmacia aeroportuale. La conclusione dello spot è affidata all’attrice Ambra Angiolini, già testimonial della campagna radiofonica della scorsa estate.
Lo spot andrà in onda a partire dal mese di gennaio 2008 sulle reti maggiori televisive e nei circuiti cinematografici.

Il brano di musica rap, che sarà trasmesso sui principali circuiti radiofonici a livello nazionale, sarà realizzato da Antonello Fassari, apprezzato e noto attore e interprete di fiction televisive.

Altro strumento della campagna è costituito dalle affissioni. Nelle principali città italiane saranno veicolati entro la primavera del 2008 messaggi di prevenzione e informazione rivolti a target specifici (persone sieropositive, omosessuali, popolazione migrante, ecc.).

In occasione del World AIDS Day, che si celebra in tutto il mondo il 1° dicembre, il Ministero della Salute ha organizzato, in collaborazione con le associazioni di volontariato e di pazienti più rappresentative a livello nazionale, “Scratch AIDS Away”, il primo Dj Set Festival dedicato ai giovani. L’obiettivo è quello di sensibilizzarli ed informarli utilizzando la musica ed un linguaggio a loro vicino.

Scaccia via l’Aids con la musica e la prevenzione. È questo il messaggio di “Scratch AIDS Away”, il grande evento promosso dal Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale Aids, in programma il 1° dicembre prossimo dalle ore 16 alle 24 al PalaLottomatica di Roma.

Scratch Aids Away, sarà un Festival musicale dedicato ai giovani, una grande Dj session che vedrà alternarsi alla console un cast musicale di altissima qualità. Al PalaLottomatica saliranno sul palco nomi tra i più noti nel panorama internazionale come Kelis, stella statunitense e grande performer che ha collaborato con artisti del calibro di Moby, Björk e Fat Boy Slim e che torna a Roma dopo tre anni di assenza. Il crew alla console è composto anche da musicisti italiani di grandissima fama come Andro I.D, pseudonimo di Andrea Mariano, tastierista dei Negramaro, che si esibirà in dj session con Vivaz, Claudio Coccoluto, Giancarlino, Soulwax + 2MANYDJ’S. A dettare i ritmi della giornata sarà Enrico Silvestrin, l’attore-Dj-conduttore radiotv che si alternerà tra la consolle e il palco per presentare gli ospiti della kermesse.

Scratch Aids Away (uno slogan giocato sul doppio senso della parola scratch che, da un lato, invita a spazzar via il rischio di contrarre dell’Aids, dall’altro ricorda il gesto con cui i Dj “graffiano” i loro dischi sul piatto per farne scaturire sonorità particolari), rappresenta un’occasione fortemente innovativa nella comunicazione istituzionale. La scelta del Ministero della Salute è caduta infatti su un progetto dinamico e fortemente emotivo. Il pregio è lanciare il messaggio della prevenzione coinvolgendo e trasformando come protagonista il destinatario, il pubblico della fascia di età dai 17 ai 30 anni, quella maggiormente esposta al rischio di contrarre il virus, evitando di relegarlo a semplice spettatore del classico concerto celebrativo, come spesso accade in occasioni analoghe. Il Ministro, Livia Turco, interverrà alla festa, interagendo con gli artisti ed il pubblico per raggiungere così tutta la community giovanile e invitarla ad adoperarsi concretamente per fermare il dilagare del virus.

L’evento romano sarà preceduto da una campagna di sensibilizzazione nelle scuole medie secondarie. I ragazzi potranno inviare alla direzione artistica della manifestazione loro produzioni in formato Mp3. Per favorire la condivisione dell’evento è prevista una speciale sessione, “Young Arena”, riservata ai giovanissimi alunni delle scuole medie superiori romane dai 14 ai 18 anni. Una giuria presieduta dal dj Giancarlino coadiuvato da Claudio Coccoluto, selezionerà e valuterà le produzioni . Gli studenti prescelti si esibiranno dal vivo affiancati da un tutor, Faber Cucchetti, dj tra i più importanti degli anni ’80.

A lato del grande palco verranno predisposti maxi schermi di ultima generazione che proporranno sia immagini della serata che importanti contenuti della campagna di prevenzione. Una sms machine permetterà al pubblico di interagire in diretta con lo show. In questo importante progetto sono coinvolti i più importanti locali da ballo italiani, i quali forniranno la loro collaborazione al Ministero attraverso la distribuzione di materiale promozionale e la pubblicizzazione della serata. Un effetto “passaparola” estenderà oltre i confini della Capitale il prezioso messaggio che si intende trasmettere ai giovani.

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Ndr. L'Aids in Italia e per il Ministero della Salute, di qualsiasi governo esso sia, esiste solo dalla fine di novembre alla metà di dicembre.

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Leo Gullotta torna al teatro di prosa.

Il celebre attore sarà da oggi in scena a Piacenza con “L’uomo, la bestia e la virtù”.

(Piacenza Day) “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, è la tragica commedia scelta da Leo Gullotta per il suo ritorno al teatro di prosa e che, dopo il debutto nella primavera del 2005, porta nelle maggiori città italiane per la terza stagione teatrale consecutiva. Un successo travolgente per l’attore siciliano in forma smagliante nell’interpretare il professor Paolino.
La produzione del Teatro Eliseo va in scena martedì 20 e mercoledì 21 novembre al Teatro Municipale di Piacenza, con inizio degli spettacoli sempre alle ore 21, per la Stagione di Prosa “TRE PER TE” organizzata da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con il Comune di Piacenza – Assessorato alla Cultura, la collaborazione di Cariparma e Piacenza, il sostegno di Tecnoborgo e Tidone Energie e, come tutte le attività proposte dal Teatro Stabile di Innovazione diretto da Diego Maj, il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo e della Regione Emilia Romagna.
In scena accanto a Leo Gullotta, Carlo Valli e Antonella Attili con Gianni Giuliano. La regia è di Fabio Grossi, le scene e i costumi di Luigi Perego, le musiche di Germano Mazzocchetti, le luci di Gigi Saccomandi.
La commedia è tra le più rappresentate e meglio accolte dal pubblico, probabilmente per le sue esteriori apparenze di pochade che ne nascondo l’intima drammaticità e il suo più valido e intrinseco significato: quello di una satira graffiante delle ipocrisie e del perbenismo borghese, satira che la rende attuale ancora oggi a ottantacinque anni di distanza. Tratta dalla novella Richiamo d’obbligo fu rappresentata per la prima volta nel maggio del 1919 dalla compagnia di Antonio Gandusio, e ben presto tradotta e messa in scena anche all’estero: in Spagna, Polonia, Ungheria, ma anche a Berlino e a Praga, ad Atene e a New York, e nel 1931 a Parigi con Marta Abba. Un successo insperato, visto il dissenso della “prima milanese” e la rimozione dalle scene italiane durante gli anni del fascismo, di questo testo considerato “triviale”, anche se, nel 1922, il critico Silvio D’Amico esprime un giudizio favorevole: “Tutto è trattato con spirito originale, e in tutto s’avverte un sapore acre e nuovo non conosciuto nel nostro teatro prima che Pirandello v’apparisse”. Ma dagli anni Cinquanta, “l’iniezione di veleno” di quest’opera, considerata da Pirandello stesso “una delle più feroci satire che siano mai state scritte contro l’umanità e i suoi valori astratti”, non offende più ed è un susseguirsi di successi.
L’intreccio è molto semplice: il “trasparente” professor Paolino (l’uomo), un insegnante onesto e rispettabile, dopo aver reso madre “la virtuosa signora Perella” durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio, costringe quest’ultimo, infedele e insensibile al fascino della moglie, e perciò definito “la bestia”, a compiere – contrariamente al suo solito – il proprio dovere coniugale: mezzo per raggiungere tale scopo una torta afrodisiaca appositamente preparata.
In un susseguirsi di scene non prive di angosciosa suspense per i due amanti, la vis comica di Pirandello emerge pienamente: il nascituro avrà un padre legittimo, la virtù della signora Perella e la rispettabilità del professor Paolino continueranno ad essere inattaccabili.

«Dopo molti anni di avveduta considerazione, sono arrivato a raccontare, sulle tavole di un palcoscenico, quest’opera di Pirandello. In molti anni, molte attente valutazioni, tanti ricordi, m’hanno sempre di più avvicinato allo svolgere dei fatti di questa commedia: l’aver intravisto nelle qualità interpretative di un attore come Leo Gullotta, grande protagonista delle nostre scene, le sfaccettature del personaggio partorito dalla penna del grande autore agrigentino, m’ha dato la spinta propulsiva per cogliere l’opportunità, offertami dalla direzione del Teatro Eliseo, di dirigere la rappresentazione de L’Uomo, la Bestia e la Virtù.
L’Uomo, la Bestia e la Virtù è non solo occasionalmente del 1919, nel senso che non è soprattutto la commedia di un dopoguerra: con i valori che saltano, scoppiano e si capovolgono. Ma non è esatto assentirla solo come una commedia: essa è “una tragedia annegata in una farsa”, per usare parole già dette, che da una parte ha ben presente il teatro di pochade fine secolo e i suoi meccanismi: le corna, l’enfant-terrible, il rispetto superficiale delle convenzioni che si risolve in cinismo, il pranzo continuamente interrotto, ma che, dall’altra parte, sa correggere l’astrazione di una pura meccanicità. E poi la tragedia, annegata in questo già sapido gioco. Una tragedia che ha le risonanze più tese della parola pirandelliana: conflitto tra essere ed agire, ed anche, alla fine, un rapido e comico gioco delle parti».
Fabio Grossi

Per informazioni: Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione, Biglietteria 0523.315578, Uffici 0523.332613

Leo Gullotta è anche il protagonista del prossimo appuntamento di “DITELO ALL’ATTORE – Incontri con i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Municipale”: mercoledì 21 novembre alle ore 17.30 al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza l’attore incontrerà il pubblico. In forma smagliante nella sua interpretazione del Signor Paolino in “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, diretto da Fabio Grossi e prodotto dal Teatro Eliseo, Gullotta sarà intervistato dal critico teatrale Enrico Marcotti.
Tra le attività collaterali della stagione di prosa del Teatro Municipale di Piacenza “Tre per te”, la quinta edizione di “Ditelo all’attore” si inserisce nel programma “InFormazione Teatrale 2007” curato da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

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Uomini: Il ritorno dell’edonista reaganiano.

(Grazia) Te ne accorgi, per esempio, il sabato mattina presto, quando l’appartamento del piano di sopra lascia filtrare cigolii e sospiri. Sospiri e cigolii. Ogni tanto, ma solo nei casi più fortunati, anche suoni sordi. Come di un peso che cade e poi rimbalza sul pavimento… Il vicino se la sta spassando, eh? Non c’è dubbio. Tuttavia, oltre ad aver scelto un orario per cui merita la morte, non se la sta spassando con la sua fidanzata. No. se la sta spassando con la sua stramaledetta palestra domestica! E quel suono sordo, quel cupo fragore metallico, è davvero il suono di un peso che cade e poi rimbalza sul pavimento! Ecco. Te ne accorgi pure così, svegliandoti di soprassalto e augurando al vicino una lenta agonia, che lui è tornato. Lui.

Anzi: LUI. il personaggio meno rimpianto del novecento (assieme a Carducci e Plastic Bertrand). Il personaggio meno autoironico del novecento (assieme a Pippo Baudo e Amedeo Minghi). Il personaggio che ha segnato, a colpi di lampada abbronzante, un’epoca e uno stile: il temutissimo edonista reaganiano! Temutissimo e, soprattutto, inaffondabilissimo: sparito dalla circolazione per almeno un decennio, grazie alla stucchevole ondata new age, il nostro idolo non s’è perso d’animo. Si è pazientemente riorganizzato. Si è pazientemente evoluto. E adesso non gli basta essere “figo”: adesso vuole essere “bello”. Destino crudele! Che ci piaccia o che non ci piaccia, l’edonista reaganiano è di nuovo tra noi. Tra noi fumatori statici. Pigri. Perennemente in sovrappeso. Tra noi che, nel marzo 1993, scrivevamo queste dolci parole cariche di speranza e di scaramanzia: “in molti erano pronti a scommetterci: chiusi gli anni ottanta, l’edonista reaganiano sarebbe definitivamente scomparso dalla scena. E, con esso, uno dei suoi miti per antonomasia: il culto del corpo. A quanto pare, tuttavia, le cose non sono andate proprio così: il business delle palestre è ancora sulla breccia. Piuttosto, è l’approccio della gente a essere cambiato: tramontata la rincorsa obbligatoria allo status symbol è progressivamente subentrata la necessità facoltativa di sentirsi in forma“…

Tramontata la rincorsa obbligatoria allo status symbol? Progressivamente subentrata la necessità facoltativa di sentirsi in forma? Rilette oggi, queste dolci parole mi fanno tenerezza. Sì. E mi provocano un drastico supplemento d’intolleranza per l’edonista reaganiano del piano di sopra.
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Al cinema: Boygirl Questione di sesso.

(Cineblog) Boygirl - Questione di… sesso (It’s a boy girl thing) riprende un tema molto usato nel cinema comico: lo scambio dei corpi. In questo film di Nick Hurran due adolescenti vicini di casa si incontreranno, scontreranno e si… mescoleranno con tutte le gag possibili ed immaginabili.

Lui si chiama Woody Deane (Kevin Zegers) e lei è Nell Bedworth (Samaire Armstrong) e si odiano. Woody gioca a football, è bello, forte, popolare. Lei è intelligente, carina e studiosa. Quando i due, durante una gita scolastica, litigano in modo furioso una divinità ci mette lo zampino ed il giorno dopo si ritrovano l’uno nel corpo dell’altro.

Il film è del 2005 ed arriva solo ora nei nostri cinema, uscirà infatti nelle sale venerdì 23 novembre.
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Primo concorso nazionale di spogliarellisti.

Si è concluso sabato scorso il primo concorso per spogliarellisti di tutta Italia “Strip Me”. Vincitore è risultato essere: Gianluca di Torino. Secondo posto è toccato a il Steve; 3° posto a Robert.
Clicca e guarda la galleria fotografica, con tutti i concorrenti della serata organizzata da La Wanda Gastrica. Info: contatti@lawandagastrica.it

Si terrà il 25 novembre 2007 a Bari la seconda serata di quello che è destinato a diventare l'appuntamento dell'anno, presso la Fonte delle Muse (ex Piccola oasi, in via Nicodemo, 8a), torna il Drag Show con La Wanda Gastrica e Dancing Angel. Uno spettacolo divertente, coinvolgente, e soprattutto nuovo! Protagonista indiscussa della serata lei, La Wanda, ironica e tagliente, introduce personaggi simpatici ed improponibili, offrendo al suo pubblico siparietti gustosi di cabaret. Compagno d'avventura il conosciutissimo ballerino Ernesto Valenzano, reduce dai successi nei migliori teatri di tutto il mondo. E per questo secondo appuntamento due novità d'eccezione, il ritorno sulle scene del noto cantante Giuliano Ciliberti e la nascita di una versione riveduta e corretta dei Cugini di campagna. Uno spettacolo tutto da godere.
La serata prevede cena e spettacolo.
Info/preno: tel 389.1851066 - 340.5091445 - inizio ore 21,00

Qui sotto il video del vincitore, del secondo e terzo arrivato.
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Il dramma gay di Kushner che ha scandalizzato gli Usa: Il sesso degli angeli.

(Silvia Francia - La Stampa) L’amore e la solitudine ai tempi dell’Aids, tra Shakespeare e la telenovela, in un testo segnato dal successo quanto dallo scalpore.
E’ «Angels in America. Fantasia gay su temi nazionali» – parte prima: «Si avvicina il millennio» di Tony Kushner, nell’allestimento di Teatridithalia - Ert/Emilia Romagna Teatro ad aprire la stagione dello Stabile torinese, fuori dal comparto internazionale dell’Ute Fest.

L’allestimento, diretto da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, è in scena alle Fonderie Limone di Moncalieri da questa sera sino a sabato 25, alle 20,45, nell’interpretazione dello stesso De Capitani, affiancato da Ida Marinelli, Elena RussoArman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini e Umberto Pertanca.

Bruni e De Capitani rinnovano il loro sodalizio registico allestendo questo best-seller del teatro americano, questa saga dura, provocatoria e commovente ambientata negli Usa anni ’80 e articolata in due parti: «Si avvicina il millennio» e «Perestroika». La prima parte ha debuttato nella primavera scorsa al Teatro delle Passioni di Modena, mentre la seconda inaugurerà il Puccini nel maggio prossimo. Un bell’impegno, affrontare l’epopea di Kushner, che ha fatto incetta di premi oltreoceano: il Pulitzer nel 1993, poi diversi Tony Awards, 5 Golden Globe e 11 statuette agli Emmy Awards per l’edizione televisiva con un cast di mostri sacri, da Al Pacino a Meryl Streep e Emma Thompson. Al suo debutto londinese nella messinscena di Declan Donnellan, invece, «Angels in America» è stato definito dal «Sunday Times» come «Una Divina Commedia per un’età laica e tormentata; un terremoto nel teatro, sconvolgente, terribile e magnifico». Straordinari consensi, dunque, ma anche rabbiose mitragliate di stroncature perbeniste.

Non inganni il richiamo all’omosessualità contenuto nel titolo. Lo stesso autore, difatti, chiarisce «All’inizio ‘Angels in America’ doveva essere proprio una riflessione sulla mia identità di gay. Scrivendolo, è diventato qualcos’altro». Il tema dell’identità – mancata, fluttuante, negata, repressa – è affrontato oltre che nella sua dimensione sessuale, anche in quella razziale, politica, religiosa e culturale. Con il comun denominatore, inquietante, di un deficit nel riconoscersi e accettarsi con consapevole dignità.

Il testo racconta un’apocalisse, quella dell’Aids, che coinvolge un rappresentate storico della «caccia alle streghe», assieme a immaginari emblemi delle diverse minoranze, omosessuali, ebrei, mormoni, in quell’america reganiana che, come scrive l’autore, «fu vittima di un attacco reazionario contro il progresso, più forte, compatto e riuscito di quello operato da Mc Carthy negli anni 50».

Razzismo, corruzione e cinica intolleranza sono l’humus su cui fermenta la piaga metaforica dell’Aids, con il suo corredo di angeli messianici, vendicatori e sporcaccioni. Lo spettacolo corre a disegnare la sua nera epopea attraverso un continuo scarto tra visione e realtà, allucinate visite in paradiso, richiami a spettri del passato, come quello di Ethel Rosenberg, e storie di uomini e donne che combattono, impigliati nello sgomento, contro la loro stessa natura, storia e identità.
Nell’allestimento di Teatridithalia, la traduzione del testo è di Mario Cervio Gualesi, le scene di Carlo Sala e i video Francesco Frongia.

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Eros:"Adesso basta con Michelle. Il prossimo disco sarà meno privato".

(TGCom) Mentre il suo disco, "e2", è in testa alle classifiche, Eros Ramazzotti pensa già al prossimo lavoro: "Comincerò dai testi delle mie canzoni. Voglio che siano più maturi, meno legati alla mia vita" dice a Vanity Fair. Sul rapporto con Michelle Hunziker taglia corto: "Basta parlarne. Quello che ci è successo capita a tanta altra gente. Poi non è che ci so fare con le donne, a instaurare e gestire un rapporto non sono abituato".

"Per piacere, non mi descriva come certi suoi colleghi - esordisce il cantante nell'intervista. - Non sono triste nè vittima di chissà quale sfiga. Sono tranquillo e sereno. Questa storia deve finire". Il riferimento all'ex moglie Michelle Hunziker è ovvio. Così come l'allusione a tutte le polemiche che il suo divorzio ha suscitato e che non si sono placate neppure col passare degli anni. "Siamo personaggi pubblici, ma a un certo punto bisogna smetterla - commenta Eros. - Posso capire un po' di curiosità, ma l'assedio continuo, tutti i giorni, è davvero troppo".

Così Eros annuncia una svolta, musicale e non personale, ma risoluta. "Per cambiare le cose, ho deciso che a partire dal prossimo disco comincerò proprio dai testi delle mie canzoni. Voglio che siano più maturi, meno legati alla mia vita. Sono una persona sensibile e ancora non riesco a farmi scivolare tutto addosso, certi meccanismi possono travolgere. L'esperienza mi dice che la verità non è quasi mai quella che sembra. Per esempio, nessuno mi crede quando dico che non ho mai tirato cocaina".

Tornando sulla sua vita privata, Ramazzotti insiste nel dire che c'è poco da raccontare. "Un po' mi manca una storia seria, per quanto stia bene anche da solo. Ma, se va avanti così, alla mia età credo che sarà dura. L'offerta di sesso è infinita, ma trovare la persona giusta, vera e profonda, è difficile. O vogliono solo il personaggio senza la persona, o hanno paura di essere usate". E, con la sue esperienza in fatto di donne ammette: "L'amore, quello travolgente, che non ti fa vedere altro, l'ho incontrato forse una volta sola; l'innamoramento, invece, a me è capitato una volta ogni dieci anni: nell'87 e nel '95. A dirla tutta non sono abituato a dormire con una donna. Se succede, mi irrigidisco, divento una mummia e la mattina mi alzo con i dolori da tutte le parti".

Quanto alla possibiltà della sua partecipazione al Festival di Sanremo, Ramazzotti afferma: "Probabilmente come ospite. Prima però, il 14 dicembre, vado a Sibius, in Romania, per un grande spettacolo. Poi in primavera vado in tour in Australia e, quando torno, ho un sogno da realizzare... Una specie di Ramazzotti & Friends con tanti amici da tutto il mondo".

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Aids: In Francia prevenzione senza tabù.

(Style.it) Ogni giorno, in Francia, quattro omosessuali scoprono di essere sieropositivi. Per ricordare che il virus dell’HIV è sempre in agguato e ribadire l’importanza del sesso sicuro, il Ministero Francese della Salute lancia una campagna di prevenzione mirata. Che non vuole lasciare spazio a equivoci.

foto : la campagna francese anti-aids

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Il chierichetto gay e Bonolis: Tutto previsto per gli scandali teleguidati.

(Gino) Che Bonolis si fosse montato la testa si sapeva da tempo. Quindi non mi sorprende questa sua ultima performance.
Notate come prima faccia in modo di provocare lo scandalo sfruttando degli stereotipi a sfondo sessuale e approfittando di un ragazzo ingenuo, per poi dichiararsi scandalizzato dalla prevedibile reazione (anch'essa ingenua, in quanto ha fatto il gioco del furbetto) e accusare gli altri di diffondere degli "stereotipi culturali".

Cosa non si fa per qualche punto di audience in più! La cosa buffa è che proprio sugli stereotipi Bonolis ha costruito una serie di orribili programmi televisivi. E ce ne vuole di pelo sullo stomaco per farsi vedere su tali deprimenti palcoscenici...
Qui mi limito a ricordare, soprattutto per quei cattolici "buonisti" che rischiano di cadere nella trappola, cosa disse Gesù su coloro che provocano scandali...
"È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai".

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Halle Berry a Gabriel Aubry: Non lasciarmi..

(The gossipers) Se credevate di essere le uniche sulla faccia della terra ad essere prese in giro dall’altro sesso vi sbagliavate di grosso!

Pare infatti che anche una delle più belle donne al mondo abbia questo problema. Chi? Niente meno che Halle Berry! Ora che sta vivendo questo periodo assolutamente magnifico, la gravidanza, le è toccato subire questa “fregatura”.
Il suo compagno, Gabriel Aubry, le ha infatti comunicato a cuor leggero che andrà a vivere a New York per motivi di lavoro dato che da lì gli è molto più facile, e immagino “conveniente”, fare il modello. Peccato che l’attrice voglia far nascere e crescere suo figlio a Los Angeles.

Già da un po’ di tempo Gabriel aveva dovuto recarsi spesso a NY, ma Halle ha sempre creduto nella possibilità di essere una famiglia felice nonostante questa pecca. Ma pare proprio che i piani del suo adorato (da notare con che occhi innamorati lo guarda sulle foto qui sopra! Mi fa una tenerezza…) siano molto diversi dai suoi.

Ora staremo a vedere.. lui la lascerà o resterà a fare il Mr. Halle Barry?
Eccovi alcune foto ed alcuni clip che riguardano il bel Gabriel Aubry.







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Vescovo: sì ai bordelli. E’ il presule di Portsmouth, in Gran Bretagna.

(La Stampa) Proposta choc dall’Inghilterra: il vescovo cattolico di Portsmouth, Crispian Hollis, in un’intervista al “Portsmouth” News ha appoggiato l’idea di legalizzare la prostituzione, che nella città portuale sta raggiungendo livelli e forme tali da creare seri problemi, un’iniziativa lanciata dall’Hampshire Women Institute. “Se si vuole avere una visione pragmatica, e dire che la prostituzione esiste - ha dichiarato il presule - credo che ci sia il bisogno di assicurarsi che sia regolata il meglio possibile, per la salute delle persone coinvolte e per la sicurezza delle signore stesse”.

L’industria del sesso britannica è cresciuta in maniera esponenziale dalla caduta del Muro, e da quando dieci paesi dell’Europa orientale sono stati inclusi nell’Unione Europea. Portsmouth è la più grande base navale britannica, ospita il Royal Dockyard, che comprende 500 acri di magazzini, cantieri navali, bacini di carenaggio e moli. A Portsmouth c’è l’ammiraglia di Nelson, la Victory. Oltre che di marinai la città pullula di fanciulle disposte a concedersi a pagamento. “Questo non vuol dire - ha aggiunto il vescovo - che io approvi in alcun modo la prostituzione. Sarei molto più felice se non ci fosse affatto prostituzione a Portsmouth. Ma la prostituzione è destinata a esistere, qualunque cosa noi facciamo, ed è esistita da tempo immemorabile. Così credo che dobbiamo essere realistici su questo problema”.

Naturalmente le parole del vescovo hanno destato reazioni contrarie dei gruppi femmisti, cattolici e non, secondo cui gli uomini che usufruiscono dei favore delle prostitute devono essere perseguiti penalmente. “La società dovrebbe concentrarsi su come aiutare a prevenire il fatto che giovani donne entrino nella prostituzione, grazie all’educazione, alla rimozione della povertà e alla riabilitazione dall’uso di droghe, perseguendo ed eliminando la domanda maschile”. Che cosa pensate della posizione del vescovo, e di quella dei gruppi femministi?

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Napoli: Amore e sesso in scena al Volver.

(Img press) Il sesto appuntamento di “Fuori Luogo” , festival del monologo della città di Napoli, ospiterà venerdì 23 novembre, a partire dalle 23, Alessandro Ricci in “Comunque se ci pensi in fondo in fondo un po’ ti amo”. L’attore partenopeo - leader del progetto di musica acustica "StanzaQuadrata", nonché del duo “SenzaLegge” - porta in scena un testo che rappresenta la chiara manifestazione di un conflitto tra amore e sesso, raccontato con cinismo ed ammirevole consapevolezza. 30 minuti fra poesie e storie brevi derivanti da donne probabilmente esistite.

La rassegna “Fuori luogo”, ideata e diretta da Vincenzo Maria Lettica e dedicata al teatro di ricerca, rientra in un calendario che da ottobre 2007 a febbraio 2008 viene ospitato al Volver Cafè - club-ludoteca di via Bellini (Napoli) - e dà spazio ad artisti provenienti da ogni regione d’Italia. Artisti che sono stati scelti da una commissione di esperti che ha valutato circa 80 risposte al bando di concorso indetto. «Fuori dai luoghi convenzionali, come i teatri. Fuori dai circuiti dipendenti e fuori dalle logiche assistenziali la rassegna ripropone il suo intento: ovvero, lo studio dell’attore, solo. Nell’espressione della sua drammaturgia al pubblico, alla giuria e agli altri partecipanti. Un’occasione per confrontarsi, un laboratorio, uno stage aperto. Un atelier. 19 progetti provenienti, quest’anno, da tutta Italia, partoriti dietro accurato bando di concorso e scelti da un’autonoma commissione». Ecco le volontà creative di Vincenzo Maria Lettica.

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Cicciolina annulla la ri-presentazione di "Per amore e per forza"?

(02 blog) Dramma: Ilona Staller, in arte Cicciolina, è rimasta coinvolta in un piccolo incidente stradale a Buenos Aires, dove si trovava in qualità di madrina del F.I.C.E. (non ridete, e non aggiungete, tra la C e la E quella maledetta ottava lettera dell’alfabeto) ovvero il Festival Internazionale del Cinema Erotico.

Nulla di grave, ma è in dubbio quindi che possa essere a Milano per presentare – o meglio, ri-presentare visto che l’aveva già fatto alcuni mesi fa – il suo volume autobiografico “Per amore e per forza”, edito da Mondadori. Fanno quasi tenerezza le pornostar che invecchiano (si chiama effetto Mick Jagger) ricordano molto Gloria Swanson in “Sunset Boulevard”, storia di una diva del cinema muto travolta dall’avanzare dell’età e dall’avvento del sonoro.

Voi cosa ne pensate? Meglio una dorata pensione o un confronto impietoso con le nuove leve dell’hard, una su tutte, Michelle Ferrari, altrimenti detta “la Hunziker del porno”?

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Il Canada si scopre assediato dalle baby gang.


(Panorama) Clarview Crips, Crazy Dragons Killers, Indian Posse. La lista potrebbe continuare per decine di righe. Ma non siamo dentro un film d’avventura. Questa è realtà, anche se si fa fatica a immaginare che sia la realtà quotidiana di un paese conosciuto in tutto il mondo per la civiltà della sua gente e per le possibilità che ancora offre a migliaia di emigranti ogni anno. Il Canada, secondo il dipartimento di Public Safety del governo, è infatti al secondo posto dopo gli Stati Uniti per numero di gang presenti e relative attività criminali con più di 400 bande. Un problema che sta diventando un’emergenza. Di questi giorni a Montreal è il dibattito sulla possibilità o meno di istituire una taskforce predisposta esclusivamente all’argomento come già è stato fatto, e con successo, nell’anglofona Toronto. Come a Los Angeles e a Chicago, nelle più importanti metropoli del paese il cui simbolo resta pur sempra la pacifista foglia d’acero si comincia a morire sulla strada. Nel 2005 il massacro più feroce. Quello di Yorke Street a Toronto, dove per uno scontro tra bande rivali in pieno giorno nella via dello shopping perse la vita una ragazza che per caso passava di lì.

Ma a colpire l’opinione pubblica è il fatto che a farsi la guerra tutti i giorni e a dividersi cospicue fette di criminalità siano ormai giovani dai quindici anni in su, canadesi a tutti gli effetti, anche se con origine miste: filippini, cinesi, haitiani. Ma anche tantissimi nativi, discendenti di quegli indiani che abitavano il Canada prima ancora dell’arrivo degli Europei. Native Sindicate, Indian Posse, questi i nomi delle loro gang, altri ancora non sono riusciti neanche a darsi un nome. Però ci sono e colpiscono. La più famosa è quella che ha base sia a Toronto che a Montreal, gli Hells Angels, i suoi adepti girano solo in moto, spacciano droga, commerciano armi e ammazzano senza pensarci tanto sopra. La regione dell’Ontario ha stanziato l’equivalente di più di ottocentomila dollari Usa per prevenire e controllare il fenomeno nei prossimi due anni. Montreal spera di avere presto gli stessi strumenti.

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L'ultima uscita. Il Papa: l'Aids e' spesso frutto di una disordinata visione del matrimonio.

(Rainews 24) L'aborto, anche se propagandato da organismi internazionali come uno strumento per il controllo delle nascite, rappresenta in realta' "la diretta distruzione di una vita umana innocente", e questo "non puo' mai essere giustificato, neppure quando le circostanze difficoltose possono indurre a considerare un tale grave passo". Non usa mezzi termini Benedetto XVI per condannare nuovamente l'aborto e ricordare che "il diritto alla vita di ogni essere umano innocente, nato o no, e' assoluto e va applicato a tutti senza alcuna distinzione". Lo fa in un discorso ai vescovi del Kenia ricevuti in "visita ad limina", contestualizzando la nuova presa di posizione nella situazione particolare dell'Africa, dove, denuncia il Papa con "grande preoccupazione", sempre piu' "la cultura secolare e globalizzata sta esercitando un'influenza sulle comunita' locali come risultato di campagne promosse da agenzie abortiste".

Tutelare "il tesoro prezioso" della famiglia e del matrimonio perche' "le malattie che colpiscono alcune parti della societa' africana, come la promiscuita', la poligamia e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, puo' essere direttamente collegata alla nozione sbagliata di matrimonio e di vita familiare". Lo ha detto il Papa ricevendo questa mattina i vescovi del Kenya, al termine della loro visita 'ad limina', che si tiene cioe' ogni 5 anni.

Benedetto XVI ha ricordato che "il popolo africano tiene in particolare considerazione l'istituzione del matrimonio e della vita familiare". "L'amore devoto delle coppie cristiane sposate - ha proseguito Papa Ratzinger - e' una benedizione per il vostro popolo, espressione sacramentale dell'indissolubile patto tra Cristo e la sua Chiesa".

Per questo, il pontefice e' tornato a difendere il sacro vincolo del matrimonio. "Questo prezioso tesoro - ha scandito - deve essere garantito a tutti i costi. Troppo spesso, le malattie che colpiscono alcune parti della societa' africana, come la promiscuita', la poligamia e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, puo' essere direttamente collegata alla nozione disordinata di matrimonio e di vita familiare. Per questa ragione - ha concluso il Pontefice - e' importante assistere i genitori nell'insegnare ai loro figli ad avere una visione cristiana del matrimonio, considerata unione indissolubile tra un uomo e una donna, in parita' di eguaglianza e aperti alla generazione di nuove vite".

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Afghanistan: Gli schiavi sessuali dei "Signori della guerra".

Sono ragazzi giovanissimi che vengono utilizzati come "giocattoli" sessuali dai capi mujahidin.

(Reuters) Sono conosciuti come "bacha bereeshe", ragazzi senza barba, giovani che si vestono da donna e ballano alle feste nel nord dell'Afghanistan. E' una pratica ormai antica che ha trasformato alcuni di questi ragazzini in schiavi sessuali di ricchi e potenti padroni, spesso ex signori della guerra, che li costringono a vestirsi da donna, li coprono di regali e ne fanno le loro "amanti".

La polizia afghana sta facendo il possibile per combattere questo fenomeno che ha provocato l'ira dei religiosi islamici, arrivati a proporre di lapidare questi schiavisti per sodomia, vergogna delle leggi islamiche. In una società in cui i due sessi sono tenuti severamente separati, è normale per gli uomini danzare per altri uomini ai matrimoni; ma nel nord del Paese la situazione è degenerata, con gli ex signori della guerra e i capi mujahidin che organizzano delle vere e proprie gare tra i propri danzatori.

«Ogni ragazzo cerca di essere il migliore. Indossano vestiti femminili, hanno dei campanelli ai piedi e seni artificiali», afferma Mohammad Yawar, un ex combattente mujahidin contro i Talebani, residente a Pul-e-Khumri. Questa usanza, chiamata "bacha bazi", letteralmente "gioco dei ragazzi", a volte purtroppo non si limita solo al ballo; «mi piace tantissimo abbracciare un ragazzino. Il suo odore mi uccide», continua Yawar. Quest'uomo d'affari trentottenne racconta di aver reclutato un giovane quindicenne tre anni fa per farsi aiutare con il proprio lavoro. «E' con me da almeno tre anni, da quando ne aveva quindici. Cercava un lavoro e io gli ho dato un posto dove stare - racconta Yawar mostrando la foto del ragazzo - Non ho una moglie, e lui per me è come se lo fosse. Lo faccio vestire da donna e dormire accanto a me. Mi diverto con lui e per me è tutto», continua baciando la fotografia.

Avere il ragazzo più bello e più bravo nel ballo è un segno di prestigio. «Tutti cercano di avere il ragazzo migliore, il più bello - afferma un ex comandante mujahidin che non vuole essere nominato - Ogni tanto ci raduniamo e facciamo ballare i nostri ragazzi, quello che vince è il ragazzo migliore». Questo signore dà una festa alla settimana a Pul-e-Khumri e dintorni. «Avere un ragazzo è diventata un'usanza per noi. Chiunque voglia apparire, si procura un ragazzino - dice Enayatullah, un proprietario terriero quarantaduenne della provincia di Baghlan - Vent'anni fa ero sposato, ma mia moglie mi ha lasciato a causa del mio ragazzo. Giocavo con lui ogni notte ed ero spesso fuori casa, alla fine mia moglie ha deciso di lasciarmi. Sono contento della mia decisione, adesso dormo e gioco ogni notte con il mio giovane ragazzo».

Questi uomini coprono di regali e di soldi i loro "giocattoli" umani. «Avevo solo quattordici anni quando un ex comandante Uzbeko mi costrinse a fare sesso con lui - racconta Shir Mohammad - In seguito, ho abbandonato la mia famiglia e sono diventato il suo segretario. Sto con lui da dieci anni, adesso sono cresciuto, ma lui continua ad amarmi e a dormire con me».

Ahmad Jawad, 17 anni, negli ultimi due anni è stato con un ricco proprietario terriero. «Ci sono abituato. Amo il mio signore. Mi piace tanto ballare ed atteggiarmi come una donna e giocare con il mio padrone». Se gli si chiede cosa farà da grande, risponde: «Quando sarò cresciuto, diventerò anche io un padrone e avrò i miei ragazzi».

Ma Shir Mohammad con i suoi ventiquattro anni, è troppo vecchio per essere un ballerino. «Sono cresciuto ora e non ho più il fascino dei primi anni. Allora ho chiesto al mio padrone il permesso di sposare sua figlia e lui ha acconsentito».

Molti abitanti del posto hanno chiesto che si ponga fine a questo fenomeno, ma non credono che sarà facile perchè molti di questi uomini sono dei ricchi ex comandanti ben armati. Jahan Shah, residente a Pul-e-Khumri, afferma che il governo e gli organi preposti alla sicurezza dovrebbero agire con decisione contro questi atti immorali e anti-islamici. «Se non si fa qualcosa in fretta, diventerà un'abitudine e centinaia di ragazzi verranno coinvolti».

La polizia dell'Afghanistan settentrionale afferma che è stato fatto il possibile per arrestare gli uomini coinvolti. «E' triste dover dire che questa pratica che include il far ballare i ragazzi, abusarne sessualmente e a volte venderli, va avanti da anni», dice il generale Asadollah Amarkhil, capo della sicurezza della provincia di Kunduz. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo limitatamente ai nostri mezzi per fermare questo fenomeno». Amarkhil afferma che la povertà, ampiamente diffusa dopo quasi trent'anni di guerra, rende i ragazzi accondiscendenti. «Abbiamo preso provvedimenti severi per salvare le vite dei ragazzi e punire i loro sfruttatori. Stiamo facendo delle indagini per scoprire dove si riuniscono questi uomini con i loro ragazzi, arrivare sul posto e arrestarli».

Hafizullah Khaliqyar afferma che coloro che saranno dichiarati colpevoli verranno imprigionati per almeno 15 anni. «Abbiamo 25 casi colpevoli di questi atti immorali; sono stati processati e ora stiamo facendo del nostro meglio per affrontare il problema». Gli studiosi islamici consigliano pene severe. «Coloro che fanno cose simili, sono dei veri e propri diavoli - afferma Mewlawi Mohammad Sadiq Sadiqyar, studioso e capo preghiera nella città più importante del nord, Mazar-i-Sharif - Secondo la legge islamica, coloro che sono avvezzi a tali pratiche dovrebbero essere lapidati a morte».

Alcuni di questi uomini dichiarano di non essere interessati alle donne. «Sappiamo che è immorale e anti-islamico, ma come facciamo a smettere? Non ci piacciono le donne, vogliamo i ragazzi», afferma Chaman Gul, 35 anni, della provincia di Takhar.

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Basket: "E' stata una partita alla Brokeback Mountain". Che gaffe, coach Jackson!

Pioggia di critiche per l'allenatore dei Lakers dopo una battuta sul k.o. della sua squadra contro gli Spurs: "E' stata una partita alla Brokeback Mountain". Le scuse dopo le proteste delle associazioni gay.

(Alessandro Ruta - La Gazzetta dello Sport) Nove anelli Nba al dito, un carisma impareggiabile, frutto anche della filosofia Zen che lui dice di seguire, e un’innata tendenza alle frasi ad effetto. Forse troppo ad effetto. Tutto questo fa di Phil Jackson l’allenatore più chiacchierato del basket professionistico americano, la cui ultima uscita ha fatto discretamente rumore.

PENETRA E SCARICA
– Dopo la sconfitta (107-92) dei suoi Los Angeles Lakers contro i San Antonio Spurs, martedì sera, i giornalisti hanno chiesto i motivi di questo k.o. Domande tipo: "Coach, come è stato possibile lasciare che gli Spurs segnassero 13 triple? Avete sofferto molto il loro penetra e scarica?". Ed ecco la risposta di Jackson: "Sì, è stata una partita alla Brokeback Mountain". Il riferimento, è ovvio, era al film del 2005 di Ang Lee, in cui si racconta la storia omosessuale tra due cowboy (interpretati da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger).


LE REAZIONI – Una battuta che però non ha fatto molto ridere la Nba. "I Lakers ci hanno assicurato che episodi del genere non avverranno più in futuro", ha detto Brian McIntyre, portavoce della lega. Prontamente ha espresso il suo parere anche l’associazione dei gay e delle lesbiche. "Il signor Jackson allena i Lakers da così tanto tempo che dovrebbe parlare delle performance della squadra sul campo, e non di omosessuali", ha affermato il portavoce dell’associazone, Neil G. Giuliano.

LA PEZZA – Controreplica dell’allenatore: "Quando ho detto quelle cose in conferenza stampa molti si erano messi a ridere. Però è chiaro che frasi del genere fuori dal contesto non sono divertenti. È giusto che la Nba mi abbia rimproverato. Se poi ho offeso qualche cowboy o qualche omosessuale, chiedo scusa". Ecco che torna lo spirito Zen di Phil Jackson. Ma il passo falso c’è stato comunque, eccome.

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Tecktonik, il ballo di tendenza in arrivo dalla Francia.

(Stylosophy.it) Si chiama Tecktonik ed è la nuova tendenza che sta spopolando tra i giovani francesi. Per cimentarsi basta scatenare tutto il corpo a ritmo di musica techno e commerciale, con le braccia che salgono e e scendono in modo disarticolato.
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Insomma, sembra proprio un ballo per chi non sa ballare, ma che in questo modo potrà sembrare un ballerino provetto e di tendenza. Nato fra gli adolescenti della media borghesia parigina adesso questo eccentrico genere di danza sta spopolando anche fra i trentenni… Arriverà presto anche in Italia, per non favi trovare impreparati guardate il video ed allenatevi!

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Usa, guerra al sex on the beach: Telecamere contro i rapporti fra gay.

(TGCom) Sarà per il sole, il caldo, il mare, ma sta di fatto che sulle spiagge della contea di Marin, in California, spopola il sesso fra uomini. Tanto che l'amministrazione locale è stata obbligata a minacciare di mettere telecamere "parlanti" per scoraggiare, o almeno tentare di farlo, gli approcci gay. In pratica, questi strumenti emettono prima un flash e dopo alcuni secondi un messaggio preresgistrato avverte i soggetti di essere ripresi.

Le telecamere funzionano a energia solare e possono essere posizionate sui pali della luce.
"Sono a favore - ha detto il presidente della commissione, Michael Di Terlizzi - Ogni iniziativa che scoraggia quel tipo di attività è positiva".
Lui stesso ha spiegato che questi occhi non saranno indiscreti: verranno posizionati in modo da controllare le spiagge e i parcheggi, ma non i bagni per evitare intusioni nell'ambito privato.

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Il mito senza tempo di Raffaella Carrà.

(Panorama) I fan non sono mica tutti uguali. Lo capisco dopo cinque minuti al raduno degli aficionados di Raffaella Carrà. Per tutti è un mito, e tutti, nella loro eterogeneità, sono uniti tra loro da un affetto e da una stima che solo la condivisione di un amore incontestabile, oltre a un’assidua frequentazione sul web, può spiegare in due parole. Un esercito di persone riunito per un weekend (sabato e domenica 17 e 18 novembre) all’hotel Colosseum nel centro di Roma, arrivate da varie parti d’Italia, e qualcuno anche da Barcellona.

Una schiacciante maggioranza maschile dai trenta ai quaranta anni ben portati. Alcuni sono veri e propri storici della Raffa, biografi senza macchia: non sanno soltanto tutte le parole delle canzoni (quelle le sanno tutti) ma anche in che anno ha cominciato a indossare spalline di un certo tipo.
Pier è il più stupefacente. Nel 1971 aveva 8 anni. Mentre gli altri bambini si scalmanavano per l’Inter e il Milan (Pier è di Milano) lui impazziva per la Carrà. Gli altri compravano gli album di figurine e lui faceva i quaderni di Raffaella: raccoglieva foto, vignette, articoli di giornale e ne faceva dei veri e propri album. Documenti preziosi, quei quaderni: raccontano quasi quarant’anni d’Italia, attraverso il cono di luce puntato su un unico personaggio. Non solo Boncompagni, Japino e la storia della televisione, ma anche le polemiche politiche, le ingerenze di Craxi, le foto con Pertini.
Anche Juan Carlos non scherza. Quando una giornata gli va storta mette su un disco del caschetto di platino e gli torna il sorriso. Racconta che “Fiesta” in Spagna (e in America Latina) è praticamente un inno nazionale, cantato negli stadi, soprattutto durante i mondiali spagnoli del 1982. E lui ha perfino imparato l’italiano per capire tutte, ma proprio tutte le canzoni.

Anno 1970, prima puntata di Canzonissima 70
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Anno 1977, A far l’amore comincia tu
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Anno 1978, Tanti auguri
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Com'è bello far l'amore

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Il ritorno dei Cult e il ritmo zingaro dei Gogol Bordello.

Il disco, il ritorno dei Cult

(Panorama) Nuovo cd per i Cult. Il loro ritorno, dal titolo Born into This, per l’etichetta Roadrunner, è un toccasana per chi non ho ha dimenticato le loro sonorità. Il disco, l’ottavo della loro lunga carriera (l’esordio discografico è del 1984), è robusto quanto basta per regalare sensazioni piacevoli e distorte allo stesso tempo. E lo si intuisce sin dalle prime tracce: da quella che apre l’album e ne dà il titolo, passando per Citizens, Diamonds, Dirty Little Rockstar. Il disco, poi si concede una pausa, se così la vogliamo chiamare, con Holy Mauntain, che quasi spacca in due il lavoro. Seguono, infatti, I Assassin, Illuminated, Tiger in the Sun, Savages e Sound of Destruction, il cui nome sintetizza alla perfezione il concetto di potenza che i Cult ci hanno voluto regalare. Per i veri rockettari è un bel modo di sentirsi ancora vivi.
Brindando con i demoni
È questo il titolo della biografia (Coniglio Editore) di Federico Fiumani, il leader storico dei Diaframma, la band new wave toscana che, sbocciata nei primi anni ’80, è stata poi un punto di riferimento affascinante per tutto il panorama artistico italiano, soprattutto alternativo. Il volume è ricco di retroscena molto particolari e soprattutto tanta vita vissuta a mille e sempre con la musica sparata al massimo. D’altronde gli eccessi hanno fatto sempre parte del “personaggio” Fiumani.
In tour
Inutile che vi affanniate a cercare ancora i biglietti per il concerto di Springsteen, sono finiti da un bel pezzo, ma per il concerto più importante e atteso di novembre di tutta Italia potrebbero saltare fuori all’improvviso nuove, ma striminzite possibilità. Il consiglio è tenere sempre d’occhio le prevendite. Se, però, avete voglia di un live vi segnaliamo il tour dei Negramaro. Molte delle date sono sold-out, ma cliccando qui trovate le date per cui è ancora possibile comprare i biglietti. Da non perdere martedì 20 all’Alcatraz di Milano lo spettacolo “zingaro” dei Gogol Bordello. Infine, fa sempre bene andarsi a godere un concerto dei Tiromancino: per la band romana un mese inteso di show a partire dal 22 novembre.

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Ewan McGregor era un ubriacone e Jonathan Rhys Meyers arrestato per ubriachezza.

(Gossipblog) Ewan McGregor ha rivelato di essersi presentato ubriaco a dei casting mentre cercava di sconfiggere il suo problema con l’alcol. L’attore scozzese ha smesso di bere da circa 7 anni, poco prima che l’alcol rovinasse definitivamente la sua vita privata e professionale.

La star di Trainspotting ha ammesso: “Ho sentito il bisogno di smettere. La verità è che bevevo troppo: ho avuto la mia buona dose di alcol. Via The Mirror


(Redazione) Altra sorte è invece toccata domenica pomeriggio in Irlanda, all'areoporto di Dublino, dov'è stato arrestato per ubriachezza molesta e dovrà comparire di fronte al tribunale il 5 dicembre per risponderne. Il bel Jonathan non è nuovo a queste prodezze ed ha al suo attivo numerosi arresti sempre per ubriachezza.
In un'intervista rilasciata nel 2006, Jonathan Rhys-Meyers ha detto di aver provato più volte a smettere di bere senza riuscirci, soprattutto perchè questo problema oltre che alla salute potrebbe compromettergli la carriera.
Attualmente il trentenne attore irlandese è impegnato nella fiction "Tudor" di cui vi proponiamo una clip particolarmente "piccante"...
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La carta da parati che emette luce.

(Designerblog) Da qualche tempo il trend della carta da parati è tornato di gran moda e le sperimentazioni attorno a questo concept si sono fatte sempre più interessanti.

Ma la creatività del designer Jonas Samson si è spinta oltre il concetto di creare pattern e grafiche accattivanti ed originali, fino ad abbracciare un progetto molto più complesso: la carta da parati che emette luce.

Infatti, Light-emitting wallpaper è una carta da parati high-tech che può assolvere anche alla funzione di illuminare e a quella di fungere da oggetto decorativo 3D.
Dite addio alampade da terra, da tavolo o a sospensione, perchè l’effetto di Light-emitting wallpaper è davvero di forte impatto.
(via josh spear)

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Cabarettisti nati? Partecipate al concorso Ironicomico.

(Booksblog) Se avete un manoscritto nel cassetto che vi fa ridere ogni volta che ci ripensate, o i vostri colleghi vi consigliano di darvi al cabaret invece di restare impiegati nel vostro ufficio (io ho un collega così!) allora provate a partecipare al concorso letterario “Ironicomico”.
Si partecipa inviando il proprio manoscritto per posta elettronica all’indirizzo di posta elettronica ass_cult_arrivo@libero.it scrivendo nell’oggetto “IRONICOMICO”.
Per i migliori testi, per cui non c’è una lunghezza obbligatoria, è prevista la pubblicazione sul sito secondo i principi del Copyleft e in particolare della Licenza Arte Libera reperibile al sito web http://artlibre.org/licence/lal/it/.
La quota di partecipazione è di 10 euro e la scadenza per partecipare è fissata al 6 dicembre.

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Sesso: attenti al Viagra taroccato. Le imitazioni arrivano in Europa.

(TGCom) Hanno nomi che a prima vista possono sembrare fantasiosi ed esotici, come Vigora e Proxyron. Ma dietro questi appellativi un po’ kitch si nascondono semplicemente le pillole del sesso che imitano il Viagra e il Cialis, Insomma sono le copie a buon mercato made in Asia dei farmaci contro le disfunzioni erettili, che stanno invadendo i mercati europei, e quindi sono ormai potenzialmente reperibili anche in Italia. E le brutte sorprese sono in agguato, visto che, a differenza dei loro colleghi farmaci di marca, si tratta di preparati non testati e non verificati. Quindi potenzialmente nocivi e anche pericolosi. L’allarme viene dalle autorità inglesi, come segnala la Bbc, ma anche dai medici della Società italiana di urologia (Siu).


Spiega Vincenzo Mirone, presidente della Siu: “Si tratta di farmaci che non sono stati testati e quindi non sicuri. Possono infatti essere stati alterati nell'aggregazione con gli eccipienti e contenere una quantità minore di principio attivo. La maggior parte vengono fatti in Cina e in Brasile e sappiamo che vi sono molte richieste su Internet”.
Gli esperti sanitari e le autorità locali britanniche hanno lanciato l'allarme anche sulle conseguenze che possono derivare dall'assunzione di questi prodotti, ''illegali e potenzialmente letali per chi sta già prendendo farmaci per il fegato, il cuore, il rene o l'ipertensione''. Per chi invece è in buona salute, aggiunge Mirone, resta comunque il rischio di scoprire a proprie spese che da questi preparati non deriva “alcun movimento sotto le lenzuola”: insomma si può avere la brutta sorpresa di avere assunto un prodotto assolutamente inefficace. Anche se in Italia, a quanto si sa, fino a questo momento questi cloni “taroccati” del Viagra non sono ancora arrivati, c’è sempre la possibilità di imbattersi in loro attraverso la Rete. E in questo caso, l’unica arma di prevenzione e di difesa è la cautela.

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Gay e fede: “Libertà va cercando”, incontri per credenti in cammino.

La libertà è un tema molto caro agli evangelici italiani che hanno dovuto affrontare secoli di persecuzioni, ghettizzazioni e menomazioni dei diritti fondamentali al pari di molti fratelli omosessuali cha si ancora oggi sono disprezzati per il loro modo di amare.
La Refo (Rete evangelica fede e omosessualità) di Firenze (http://refofirenze.wordpress.com), formata da credenti (omosessuali e non) di varie confessioni aderisce con convinzione allo spirito di confronto che anima il ciclo di incontri intitolati “Libertà va cercando”, una riflessione a 360 gradi su libertà e fede nella nostra società.

Sei incontri in cui saranno protagonisti osservatori del nostro tempo come il priore di Bose Enzo Bianchi, Gian Enrico Rusconi editorialista de “La Stampa”, Sergio Givone professore di Estetica, Mariagrazia Contini pedagogista, Luigi Lombardi Vallauri professore di filosofia del diritto e Elmar Salmann teologo presso la pontifica università gregoriana di Roma, e che cercheranno di confrontarsi su questo tema controverso.
Incontri che nascono dall’impegno del gruppo di formazione cristiana “Villa Guicciardini” di Firenze, composto da giovani dai 18 ai 35 anni.
Tutti gli incontri, avranno luogo, una volta al mese da novembre 2007 ad aprile 2008, presso l’Istituto degli Innocenti in Piazza SS. Annunziata, nel cuore del centro storico di Firenze con il patrocinio dell’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi di Firenze.

Per informazioni sul programma di questa iniziativa, vi invitiamo a visitare il sito web www.gruppovillaguicciardini.it oppure a scrivere all’indirizzo info@gruppovillaguicciardini.it

Comunicato a cura di Refo Firenze
Sito web: http://refofirenze.wordpress.com – Email: refo.firenze@gmail.com

Gli atti delle iniziative saranno trascritti e pubblicati a cura della rivista “Il libro volante” (www.librovolante.eu)

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Dalla Florida Art Basel Miami Beach. La fiera invernale più attesa del 2007.

Art Basel Miami Beach(Artsblog) Dal 6 al 9 dicembre parte la sesta edizione di Art Basel Miami Beach, uno degli appuntamenti fieristici invernali più apprezzati per la sua capacità di unire affari a intrattenimento, sorella americana della svizzera Art Basel.

200 gallerie provenienti da quasi tutti i continenti (partecipano 30 paesi) presentano il lavoro di oltre 2000 artisti affermati ed emergenti del XX e XXI secolo. Non solo Europa e America, ma anche Asia, America Latina, e una galleria dall’Africa.

Sono circa 40.000 i visitatori che ci si aspetta quest’anno e chissà, spinti dalle ultime aste e dal grande successo di Art Basel di giugno, magari anche qualche collezionista in più. Anche perché i generi rappresentati sono tanti (scultura, fotografia, pittura, video, disegno) e per tutti i tipi di compratori.

Novità e cambiamenti di questo 2007:

  • “Art Supernova”, 20 gallerie dal Brasile, Germania, Canada, Gran Bretagna, Francia, Grecia, Israele, Giappone, Olanda, Porto Rico, Stati Uniti che collaborano nell’allestire i loro stand e interagiscano l’una con l’altra.
  • “Art Positions”, o arte mobile con 20 gallerie che esporranno lavori d’avanguardia in spazi-container sistemati lungo la spiaggia. Novità e principale attrazione di questa edizione
  • “Art Nova”, 58 gallerie che presentano lavori nuovi per un massimo di 3 artisti. Ci saranno inoltre lavori di 200 degli artisti più richiesti del momento, con opere inedite

E poi altri spazi espositivi, esibizioni, performance, art video e sound lounge, cinema. Aspettiamoci cose interessanti.

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Maradona feticista, Tony Parker sadomaso: L'ultimo caso è quello di Hamilton. I campioni del "famolo strano".

Una modella: "Lewis mi ha costretta al pedicure, ma a letto è super".

(Marco Ansaldo - La Stampa) C’è qualcosa che lega Lewis Hamilton a Diego Armando Maradona e non è l’ammirazione per Fidel Castro. Più prosaicamente si è scoperto che il pilota inglese è un feticista del piede femminile come lo era Dieguito, secondo la testimonianza di Susy, la ballerina di Manaus che l’argentino pagava 800 mila lire a notte e che raccontò: «A letto si dedicava soprattutto al mio alluce». Con eguale discrezione una studentessa della London Metropolitan University ha spiegato al «Sun» che Hamilton prima di fare sesso con lei pretese che si sottoponesse al pedicure. «Non solo. Mi ha mandato a fare una doccia e c’è rimasto pure lui per un quarto d’ora, quindi ha sistemato per bene i cuscini e mi ha finalmente detto di andare sotto le lenzuola». Non c’è da stupirsi se, dopo un preliminare tanto meticoloso da sfiorare la durata di un warm up, il rapporto sia proseguito alcune ore.

La ragazza, che si chiama Cemre Mirel e dice di aver concorso a Miss Turchia, ci ha guadagnato una foto in bikini sul tabloid da due milioni di copie. É abbastanza per raccontare una storia che puzza di invenzioni: Hamilton che mangia una banana sulla sua pelle nuda. O così eccitato da chiederle di fare sesso sulla Mercedes nera che gli aveva fornito la McLaren, mentre se le fosse toccato Alonso avrebbe dovuto farlo probabilmente sul «muletto». Il giovane pilota inglese è ritratto come un mezzo maniaco ma almeno allontana i sussurri che si rincorrevano nel paddock a proposito di una sua presunta omosessualità.

«Un voto? Gli darei 11», ha esagerato la bella turca, più generosa di Moana Pozzi quando affibbiò un 5 a Falcao («decisamente troppo sbrigativo»), un 6 a Nicola Pietrangeli («a letto mi mostrava le fotografie delle sue vittorie») e un giudizio molto positivo solo per Tardelli, con cui fece l’amore in un parcheggio a Fiumicino, sui sedili anche lì di una Mercedes, indispensabile per chiunque non disponga di una casa libera.

Sesso e campioni e stravaganze. Ad esempio il cestista francese Tony Parker che lega al letto la moglie, l’attrice Eva Longoria. Oppure Ronaldo di cui Fabiola François parlò come di «un fenomeno che ha una passione pari a sette gorilla», e chissà come l’ha potuta misurare, e l’altro Ronaldo, Cristiano, che in un festino con cinque prostitute se la cavò maluccio: «Sono andata con 200 clienti ma non sono mai stata trattata con così poco rispetto», rivelò una di loro. Evidentemente non aveva conosciuto l’altra stella del Manchester, Wayne Rooney, «un malato di sesso, trattava le donne come una merce», nella descrizione di una certa Morgan, pure lei una prostituta in confidenza con il solito «Sun». Le donne in genere sono più benevole con i piloti, da Kimi Raikkonen a Coulthard, pizzicato a fare sesso in aereo con una hostess. Fino all’outing di Bjorn Borg, che nella sua autobiografia racconta della Bertè: «Mi obbligava a continue prestazioni. Ho vinto 5 volte a Wimbledon ma a letto non sono riuscito a batterla». Mai provato con la frutta?

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Confalonieri: a San Babila mi ricordava Eltsin sul carrarmato: «Silvio come Lenin, genio e fisicità».

L'amico «Fidel» Il giudizio sulla mossa a sorpresa.
(Francesco Verderami - Corriere della Sera) Solo Confalonieri poteva permettersi di paragonare Berlusconi al capo dei bolscevichi. Ma se azzarda l'accostamento tra il Cavaliere e il fondatore dell'Unione Sovietica, è perché vuol dare l'idea che domenica a Milano si è verificato un evento storico, «mi ha fatto venire in mente anche Eltsin che parla ai moscoviti dalla torretta del carro armato, all'epoca del tentato golpe contro Gorbaciov... Insomma, quelle foto sono la dimostrazione che Berlusconi, oltre i contenuti, ha la potenza della fisicità». L'enfasi basta e avanza per capire quanto il presidente di Mediaset sia «entusiasta» della svolta decisa dal Cavaliere, «una mossa geniale e coraggiosa »: «Perché serviva davvero coraggio, e lui ha dimostrato di averlo».

Per un istante il senso del dovere lo frena, «visto il mio ruolo è preferibile che non parli di politica». Ma poi il vincolo dell'amicizia prevale e il capo del Biscione si offre. E ovviamente si schiera: «Un giorno il maestro Muti mi ha raccontato una bella frase del pianista Richter, secondo il quale un artista è unexpected.
Ecco, il lato artistico di Berlusconi è quello di essere sorprendente». Non c'è nemmeno il tempo di rammentargli che Sviatoslav Richter appartiene alla tradizione sovietica, perché Confalonieri è già oltre, «Berlusconi non è stato solo sorprendente, ha avuto anche tempismo. Volevano processarlo... Processarlo. Ed era chiaro quale fosse l'obiettivo». Metterlo da parte, togliergli il ruolo di leader, insomma, esautorarlo. «Lui invece, pam, ha scompaginato tutto. Chapeau».
È compiaciuto per il fatto che «la politica si evolve, anche se come presidente di Mediaset mi auguro che nel mio settore continui lo status quo». E la risata è un modo per mettere tra parentesi l'unico sconfinamento, e per troncare le voci che avrebbero voluto le tv di Berlusconi al centro di un'operazione mediatica contro il leader di An: «Il nostro comunicato era dovuto, perché non potevamo far accreditare l'idea di un complotto ai danni di Fini. Ed era una tiratina di orecchie a Striscia la notizia, salvaguardando però la libertà di espressione che da noi è sacra». Probabilmente anche quella vicenda ha contribuito alla mossa del Cavaliere, che è parsa come una seconda discesa in campo, dopo la famosa sortita di Casalecchio di Reno nel '93: «È diverso. Se possibile ancora più importante.
A quei tempi Berlusconi fu ridicolizzato: "Come si permette — gli dissero — di occuparsi di politica". Dopo un decennio non è più un outsider, tutti lo conoscono. Eppure anche stavolta è riuscito a sorprendere gli addetti ai lavori». Inutile chiedergli se e quanti errori ha commesso l'amico in questi anni, e soprattutto in questa fase, punteggiata da spallate mai realizzate: «Mi auguro che la scelta di Berlusconi produca una scossa nel Palazzo. Si decidano ad affrontare i problemi del Paese, che per riprendersi chiede di essere governato». Così invece di criticare il Cavaliere affonda il colpo contro Prodi.
Appassionato di musica com'è, spera che la politica cambi registro, «non usi più il tempo sincopato, piuttosto adotti certi brani di Chopin, in andante spianato »: «E quindi basta con i teatrini, basta con l'antiberlusconismo, basta con le esagerazioni e i ricatti». Non starà sponsorizzando un governo istituzionale? «Sui modi non tocca a me parlare. E comunque Silvio ha suonato il primo accordo musicale di una sinfonia ancora da scrivere. Ma certo, otto milioni di persone che partecipano a un evento democratico vorranno pur dire qualcosa, no? Quindi bisogna essere ragionevoli. Come nelle aziende chi possiede la maggioranza di azioni esprime la governance, così in politica chi ha i voti conta nei processi ».
La metafora rimanda ai difficili rapporti tra Berlusconi e i suoi (ex) alleati della Cdl. E sebbene il capo del Biscione non faccia riferimenti diretti, è chiaro cosa vuol dire quando sostiene che «uno può chiacchierare, poi arriva il momento del redde rationem». Significa che tra Berlusconi e Fini la storia è definitivamente chiusa? «Mai dire mai. In politica le porte sono sempre aperte. Pace agli uomini di buona volontà».
Oggi però è più facile che l'ex premier sieda al tavolo con Veltroni per parlare di riforme, evenienza che Confalonieri auspica, quasi sponsorizza: «Il segretario del Pd è un uomo ragionevole, e sono certo che Berlusconi con lui dialogherà, perché non c'è la storia di conflittualità che c'è con Prodi». Con Prodi è una storia di sfide sempre perse, che il Cavaliere vuole ribaltare, puntando di nuovo a Palazzo Chigi. «Chissà», risponde d'istinto l'amico di una vita: «Magari Silvio avrebbe più voglia di ritagliarsi un ruolo di king maker. Fare l'icona che sta lì, sul predellino dell'auto. Vedremo». Come vedremo...
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Bari - Manifestazione contro la violenza sulle donne il 24 novembre a Roma.

Il Comitato Provinciale Arcigay "Liberi di Essere" di Bari sostiene e aderisce alla manifestazione nazionale del 24 Novembre a Roma contro la violenza sulle donne e all’assemblea pubblica del 21 ottobre presso il fortino S.Antonio a Bari.

La violenza nei confronti delle donne è uno dei crimini più diffusi e difficili da scardinare dalla memoria e dalla quotidianità del nostro Paese, una cicatrice ancora molto profonda nella pelle di troppi corpi fragili.

Sposando il coraggio e la determinazione di tutte voi il Comitato Provinciale Arcigay “Liberi di Essere” di Bari aderisce con entusiasmo alla vostra iniziativa, ribadendo la necessità comune di lavorare insieme per incalzare la nostra classe politica.

Lo stralcio del pacchetto antiviolenza e la decisione di avviare la discussione su stalking e omofobia da parte della Commissione Giustizia della Camera il 17 ottobre scorso, ci spinge tutti e tutte a costruire un unico blocco umano e sociale per porre l’attenzione sull’urgenza di misure che possano finalmente estendere i diritti civili a tutti i cittadini di questo Paese.

Troppe lotte ci hanno visti pochi e soli: questo delicato e difficile momento per il nostro Paese è invece per noi il momento dell’unità e della consapevolezza che solamente fianco a fianco possiamo vincere.

Per questo anche noi lavoreremo perché la manifestazione del 24 abbia la giusta eco nella società e sia l’ennesima prova che la partecipazione delle donne e degli uomini è attiva e propulsiva quando si tratta di diritti comuni.

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La Cina trasforma i preservativi in elastici per i capelli.

Cina_preservativi_tulife
(Tulife) In Cina il riciclaggio è un tema molto sentito. Vietato gettare via le cose definitivamente, perchè ogni oggetto può avere una seconda vita. Come i preservativi usati.
Sapete in cosa vengono ri-trasformati in Cina?
I condom già utilizzati durante rapporti amorosi diventano degli elastici per capelli. Questo è quello che succede nella provincia meridionale del Guangdong.
Questa notizia è stata data con allarmismo dall’associazione dei consumatori Aduc. “Gli elastici, potenzialmente pericolosi, vengono commercializzati in numerosi punti vendita e saloni di bellezza delle città Dongguan e Guangzhou, riferisce China Daily. Poiché sono molto più convenienti degli altri, il loro successo cresce. I condom riciclati possono però ancora contenere batteri e virus, come mette in guardia il giornale”.

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Società: Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti.

(Alessandra Arachi - Il Corriere della Sera) L’allarme è stato come un fascio di luce che acceca: ci sono baby squillo sulle strade. Ce l’hanno messe i loro coetanei, per pagare debiti del gioco d’azzardo. Giuliano Amato, ministro dell’Interno, ha lanciato un sasso, l’altro giorno. E adesso rischia di venire giù una montagna. Perché quella del titolare del Viminale è la punta dell’iceberg. Ma basta fermarsi un attimo e scoprire che l’infanzia più tradizionale, ormai, non riesce a superare le classi elementari. Perché: c’erano una volta i bambini. E le bambine che giocavano con le bambole. Avevano dodici-tredici anni. E la Società italiana di pediatria (la Sip) li interrogava con domande tipo: che giornali girano in casa tua? Usi il computer? Qual è l’avvenimento che ti ha colpito di più quest’anno? L’ultima ricerca fatta così è datata 2003: non serviva più a niente. Non di certo a fotografare la realtà. E adesso a leggere l’ultima ricerca della Società dei pediatri presieduta da Pasquale Di Pietro, quella del 2006, vengono i brividi. Proprio oggi che anche in Italia celebriamo la Giornata dell’Infanzia. Il campione: 1.251 bambini tra i 12 e i 14 anni. Una domanda. Una delle tante del questionario: «Hai mai visto un tuo amico ubriaco?». Sì, dice il 37,4% del campione. Non solo, l’8,4% aggiunge: spesso. Un’altra domanda: conosci qualcuno tra i tuoi amici che ha fumato una canna? E questa volta è quasi uno su due (44,3%) a rispondere un tondo: sì. Un altro esempio? Tre ragazzini su quattro non esitano a confessare di fare cose che loro stessi definiscono rischiose, come ubriacarsi, appunto, bere liquori, prendere farmaci, uscire da soli la sera tardi, avere rapporti sessuali non protetti. Già: hanno rapporti sessuali frequenti, i nostri ex bambini.

Modelli educativi
Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra dell'età evolutiva, non ha dubbi: «L'anticipazione delle tappe dello sviluppo è dovuta ai modelli educativi. Come dire? Sono stati mamma e papà che hanno voluto che succedesse, si sono dati da fare per diversificare il modello culturale che loro avevano ricevuto. Hanno accelerato le capacità di socializzazione dei loro figli. Hanno tolto loro il senso di colpa, il senso della paura. Basta provare, per credere. Basta entrare in una qualsiasi seconda media d'Italia e capire che è impossibile far sentire in colpa questi ragazzi o mettere loro in qualche modo paura». Succede così anche nella seconda media statale di Gela, Sicilia? «I ragazzi sono molto decisi, è vero», garantisce Ela Aliosta, preside della scuola media alle soglie della pensione. Sono quarant'anni che la signora Aliosta ha a che fare con i ragazzi delle medie. Dice adesso: «Sono cambiati. E molto. Fisicamente, prima di tutto: un tempo le femmine arrivavano ragazzine in terza media. Oggi assomigliano a donne già quando entrano in prima. Soprattutto per come si vestono, si truccano, si pettinano i capelli. Con la complicità dei genitori, è ovvio».

«Faccio la velina»
Oppure la cubista, la show girl, la ballerina. Alla più tradizionale delle domande: «Cosa vuoi fare da grande?», le bambine intervistate dalla Società dei pediatri hanno infatti messo al primo posto: voglio fare il «personaggio famoso». E fino a qui non sarebbe una scoperta sensazionale. È che però, tolta questa prospettiva, rimane il vuoto: al secondo posto delle preferenze delle bambine c'è, infatti, un disarmante: «Non lo so». «Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa», è il titolo del libro di Marida Lombardo Pijola, una giornalista-mamma che non a caso ha gettato scompiglio tra mamme e papà. Ha scoperchiato il mondo delle discoteche pomeridiane, lasciando disorientati nugoli di genitori davanti a frasi di bambine come: «Se fai la cubista sei una donna. Non più una ragazzina. Con i clienti della disco treschi soltanto se ti va. E puoi farti pagare...». Non è fantasia. È qualcosa che da noi è arrivato da pochissimi anni, probabilmente importato ancora una volta dagli Stati Uniti. Era del 2003 «Thirteen, 13 anni», il film-choc ambientato a Los Angeles con protagoniste due ragazzine (tredicenni, appunto) che vivono vite sempre più pericolose tra sesso promiscuo, droga, fumo, alcol, piccoli furti, accenni di lesbismo. «Sono vent'anni che insegno nella scuola media di Centocelle, a Roma», dice Margherita D'Onofri, insegnante di scienze. E spiega: «Soltanto negli ultimi anni, però, ho visto cambiare gli atteggiamenti durante i campi scuola, ovvero quelle gite che consentono ai ragazzi di dormire fuori dalla propria città. Adesso anche nelle prime classi stanno svegli tutta la notte e si mescolano dentro le stanze. Fino a poco tempo fa non succedeva».

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