banda http://blografando.splinder.com

martedì 2 ottobre 2007

Mondiale scherma: Montano è d'argento.

Sconfitto in finale dal russo Pozdniakov.
Lo sciabolatore aveva superato il tedesco Limbach in semifinale ma ha dovuto cedere la medaglia d'oro.

(Il Corriere della Sera) SAN PIETROBURGO
- Medaglia d'argento per Aldo Montano nella prova individuale di sciabola maschile ai mondiali di scherma di San Pietroburgo. Il campione olimpico è stato sconfitto in finale dal russo Stanislav Podzniakov per 15-11. In semifinale aveva superato 15-11 il tedesco Nicolas Limbach. Il livornese in precedenza con una prova superlativa aveva eliminato l'ucraino Vladimir Lukashenko (oro iridato a L'Avana 2003).

ELIMINATI GLI ALTRI ITALIANI - In precedenza, invece, erano stati eliminati gli altri italiani. Nei 16esimi Diego Occhiuzzi nel derby (il quinto del Mondiale) con Aldo Montano per 10-15 e Gianpiero Pastore (12-15) con il fortissimo rumeno Mihai Covaliu, olimpionico a Sidney 2000 e sul podio iridato dal 2002 al 2005. Ai 32esimi, infine, semaforo rosso per Luigi Tarantino, eliminato per mano del coreano Eun Seok oH (approdato poi in semifinale) con il punteggio di 12-15.

Sphere: Related Content

Germania: Vescovo pagava per far tacere le violenze di un suo sacerdote pedofilo.

Uno scandalo di proporzioni inaudite ha scioccato i fedeli e minato alla radice la credibilità della chiesa cattolica tedesca.

La diocesi di Regensburg è stata testimone di una serie di abusi sessuali perpetrati da preti pedofili e seguiti dai vani tentativi del suo titolare di soffocarli.
Già da tempo si diceva di Don Peter K. che fingeva di giocare con i bambini, per attirarli nelle zone d'ombra della chiesa e molestarli, che in passato era stato arrestato per aver abusato di due fratellini e che il suo vescovo, Monsignor Gerhard Ludwig Muller, lo aveva reintegrato nelle sue funzioni, senza tener conto del pericolo che questa decisione avrebbe rappresentato per l'incolumità dei bambini.

Nei giorni scorsi lo stesso prete è stato arrestato di nuovo con l'accusa di aver abusato di un chierichetto.
Indispettito dal fatto che l'aguzzino continuasse a sfogare le sue insane voglie su delle persone incapaci di difendersi, il padre dei due fratellini ha incitato i suoi compaesani a rivoltarsi contro un prete che costituiva una minaccia per la comunità. Nello stesso tempo il settimanale "Der Spiegel" ha diffuso un documento che dimostra che il vescovo aveva sistematicamente nascosto le sue malefatte, pagando i genitori delle vittime, per consenire a uno stupratore in abito talare di continuare a fare del male ai loro bambini.

Prendendo spunto da questi avvenimenti, il vescovo ausiliare di Sidney, Geoffrey Robinson, si è dimesso dal suo ufficio, motivando la sua decisione con la delusione che ha provato nel vedere in che modo la chiesa reagisce agli scandali che lei stessa ha contribuito a determinare con la sua forsennata sessuofobia.

Le gerarchie vaticane continuano infatti a non informare le autorità giudiziarie dei comportamenti delittuosi dei loro sacerdoti, fedeli al giuramento di mantenere il segreto su qualsiasi notizia di cui siano messi al corrente nell'esercizio del loro incarico.

Sphere: Related Content

Bonolis per "Ciao Darwin" cerca concorrenti gay lesbiche.

La fortunata trasmissione televisiva di Paolo Bonolis selezionerà 50 persone tra gay e lesbiche per portarli in studio. Il casting sarà il 4 ottobre prossimo.

Se nelle serie televisive, italiane e non, i protagonisti o quanto meo i personaggi gay si moltiplicano a vista d'occhio, sembra arrivato il momento anche per gli show di rivolgersi al mondo LGBT. E se non aspettavate altro che trovare il modo per andare finalmente in Tv, questa potrebbe essere la vostra occasione. La trasmissione televisiva 'Ciao Darwin', condotta da Paolo Bonolis e Luca Laurenti, cerca partecipanti gay e lesbiche e si è rivolta ad Arcigay.

Giovedì 4 ottobre si svolgeranno i provini per selezionare cinquanta persone lesbiche e gay come partecipanti ad una delle prossime puntate della fortunata trasmissione di Canale5 in onda ormai dal 1998. Chiunque volesse partecipare alle selezioni può scrivere entro le ore 12 di mercoledì 3 ottobre a roma@arcigay.it riportando: nome, cognome, età, numero di cellulare e indirizzo e-mail. Il casting si svolgerà a Roma, dalle ore 11,00 alle ore 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30, mentre il luogo del casting verrà comunicato via e-mail mercoledì 3 entro le 20:00.


Sphere: Related Content

Fiorella Mannoia: "Veltroni che dia risposte su scuola, Pacs, ritiro delle truppe, laicità dello Stato e sicurezza".

(Apcom) - Ci sono il regista Ettore Scola e la cantautrice Fiorella Mannoia, Carlo Lizzani e Daniela Poggi, Andrea Purgatori e Simona Marchini, sono quelli "A sinistra per Veltroni". E al sindaco di Roma chiedono, con il loro sostegno, "un programma - dice la Mannoia - che dia risposte su scuola, Pacs, ritiro delle truppe, laicità dello Stato e sicurezza" e di interessarsi "dei nuovi poveri della società italiana, di coloro che - incalza Scola - rischiano di dubitare della propria identità: i giovani". La lista, presente in tutto il paese con oltre 5.000 candidati, di cui meno di un terzo provenienti da partiti, è stata presentata oggi dal senatore diessino Massimo Brutti e dal ministro della Salute Livia Turco.

Brutti ha posto l'accento sulle caratteristiche di "A sinistra per Veltroni" "che unisce i rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura con le classi popolari in nome di tre principi: il primato del lavoro, la laicità delle leggi e dello Stato, il legame organico con il Pse". "Nel Pd - ha spiegato Brutti - vogliamo entrarci non per fare una corrente o una componente ma per portare tutte queste istanze dentro il Partito democratico". Dalla Turco, poi l'appello perchè il 14 ottobre sia "una grande promessa per la democrazia" e l'invito a "farsi carico di quanti a sinistra non sono stati convinti dal progetto del Pd perchè capiscano che il Partito democratico è la sinistra".


Sphere: Related Content

Il teatro antico tra prostituti, travestiti e infami.

(Queerblog) Abbiamo scelto il marmoreo fondoschiena di questo acrobata di colore, scultura in marmo bianco di età imperiale proveniente dall’area archeologica di Villa Patrizi a Roma, per presentarvi la mostra “In scaena. Il teatro di Roma antica”,
al
Colosseo dal 3 ottobre al 17 febbraio 2008.

Un mondo, quello del teatro, i cui lavoratori erano marchiati dal peso dell’infamia, concetto che originariamente desigava le categorie a cui non era concesso il diritto di parola nelle assemblee pubbliche e a cui quindi era interdetto il curus honorum. Infamia che colpiva irrimediabilmente le donne, per le quali era massimamente disdicevole lavorare nel mondo dello spettacolo (divieto in vigore fino all’Inghilterra del Seicento). Quello dell’attore era un mestiere esclusivamente maschile: gli uomini si travestivano da donne, a Roma come precedentemente in Grecia, per impersonare ruoli femminili. Lo dimostra la statuaria, che ritrae attori con maschera e abiti femminili, con il ‘pacco’ in evidenza tra le pieghe della veste.

La donna che sceglieva il mestiere dello spettacolo veniva considerata una prostituta (spesso lo diventava) e perdeva di dignità agli occhi della società. Allo stesso modo prestavano il proprio corpo come prostituti anche gli attori. Una curiosità: la parola fornicare deriva proprio dai fornici, dalle arcate che reggono teatri, circhi e anfiteatri. Sotto di esse infatti prostitute e prostitui esercitavano la loro professione, coprendo l’ingresso con una tenda e esponendo fuori il tariffario delle prestazioni.


(Artsblog) Se gli amici di queerblog sottolineano l’aspetto sociale e di costume del mondo dello spettacolo nell’antichità, noi vorremmo spendere qualche parola su alcune dei bei reperti in mostra. In primis è degno di menzione il grande Vaso di Promos, da Ruvo di Puglia, riccamente istoriato. Sempre sul fronte della pittura vascolare, si segnala la delicatissima rappresentazione di funambola su un vasetto proveniente da Taranto, che ci restituisce la grazia del movimento grazie a una veste di seta che si gonfia. Ancora belle testimonianze pittoriche: l’Apollo citaredo dalla cromia vivace, affresco augusteo dal Palatino, e le saporite scenette teatrali da Pompei.

Notevoli le testimonianze scultoree: quattro grandi mascheroni domizianei che servivano come ornamento architettonico, un grande monumento sepolcrale ornato da un bassorilievo di danzatrici dalla via Prenestina e poi piccoli bronzi e terracotte, che raccontano la sapienza dei gesti e la perizia del mestiere di antichi attori, mimi, giocolieri, acrobati e musicanti.

Sphere: Related Content

Sudafrica: successo clamoroso di Sexpo, la fiera del sesso.

(Panorama) A memoria d’uomo, in Sudafrica non si era mai visto un artista dipingere un ritratto con il proprio pene. Ormai è cosa fatta. Sexpo, la fiera del sesso importata dall’Australia, ha appena chiuso la sua prima edizione sudafricana e gli organizzatori già festeggiano il successo clamoroso registrato dalla manifestazione in un paese dove la libertà sessuale muove ancora i suoi primi passi. Accade alle porte di Johannesburg, dove decine di migliaia di cittadini sudafricani, giovani e meno giovani, bianchi e neri di ogni tendenza sessuale, si sono precipitati nella cinquantina di stand messi a loro disposizione per buttare in soffitta i principi calvinisti che hanno asfissiato la nazione sudafricana durante l’apartheid. “In quell’era” ricorda il quotidiano nazionale The Indipendent, “chiunque viaggiava in Sudafrica con una copia di Playboy poteva essere arrestato”. Oggi non più. Tra le aperture a catena di sexyshop e la legalizzazione del matrimonio omosessuale, il Sudafrica ha deciso di intraprendere un percorso (sessuale) radicalmente opposto rispetto ai suoi vicini di casa. Così, mentre il dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe continua a paragonare i gay a “dei maiali e dei cani”, la nazione arcobelano decide di avventurarsi nel bel mezzo di realtà fantasiose in cui soddisfare i desideri con vestiti lussuriosi, oggetti provocanti e letture immorali. Sexpo sarà quello che è (molti l’additano come una manifestazione utile soltanto ad alimentare il business della pornografia), ma nonostante la pioggia di critiche, Silas Howarth, il responsabile della fiera, è convinto che “questo genere di eventi consente ai sudafricani di rapportarsi al sesso con molta più serenità”. In un paese devastato dalla piaga dell’Aids, alcuni esperti sono del parere che una manifestazione come Sexpo può rivelarsi efficace per mettere “a nudo” le prese di posizione assurde assunte dal governo sudafricano nei confronti della pandemia. È infatti risaputo che il presidente Thabo Mbeki non riconosce l’Hiv come una malattia che si trasmette sessualmente, precludendo così ogni forma di dibattito pubblico sui comportamento sessuali che la società civile giudica indispensabile nella lotta anti-aids.

Sphere: Related Content

Comunità Lgbt e Partito Democratico: L'ennesimo bidone?

Il Circolo Mario Mieli accusa Veltroni d'indifferenza e Grillini cambia la casacca ed entra nel nuovo partito socialista pur di restare a galla. A sinistra sentono la necessità di un "partito gay"?
Forse ... ma lasciando a casa tutti quelli che hanno fallito. E sono tanti, forse troppi...

Oppure da parte di qualche furbo è l'ennesimo tentativo di farsi mantenere dai costi in più della politica? Oppure è un altro motivo di auto-ghettizzazione?

Il rapporto del nuovo partito con il mondo dell'omosessualità che dopo il Family Day si è sentito messo da parte arrivando ad auspicare la creazione di un partito proprio in un servizio di Guy Chiappaventi per La7.


Sphere: Related Content

In Italia un detenuto su tre colpito da epatite C.

Franceschini (presidente S.I.M.S.Pe.): ''Servono più fondi dallo Stato'' .
A lanciare l'allarme sono i medici della Società italiana di Medicina e Sanità penitenziaria, intervistati dalla Gfk-Eurisko per un'indagine effettuata in 25 carceri della Penisola.

Adnkronos Salute) - Non solo Aids, tubercolosi, suicidi e disturbi psichici. Nelle carceri italiane il pericolo arriva anche dall'epatite C: un detenuto su tre è infatti colpito da questa malattia. A lanciare l'allarme sono i medici penitenziari della Società italiana di Medicina e Sanità penitenziaria (S.I.M.S.Pe.), intervistati dalla Gfk-Eurisko per un'indagine effettuata in 25 istituti della Penisola. I risultati sono stati presentati oggi a Roma, alla vigilia del Congresso S.I.M.S.Pe. che si svolgerà nella Capitale da giovedì a sabato.

Il tempo di permanenza media di un detenuto in carcere è oggi di 120 giorni: un periodo troppo breve che non permette ai medici di curare a dovere l'epatite C dei loro pazienti. Solo la metà dei detenuti viene subito inserito all'interno di un trattamento di cura. Un terzo dei pazienti, invece, sospende la terapia prima del previsto, e molto spesso questo avviene perché il detenuto esce dal carcere. "E' questo uno dei problemi più grandi che dobbiamo affrontare - sottolinea Andrea Franceschini, presidente S.I.M.S.Pe. e direttore sanitario del Regina Coeli di Roma - poiché l'entrata e uscita continua dei detenuti non ci permette di curare come vorremmo questi pazienti". In carcere non si riesce quindi a garantire un'assistenza sanitaria adeguata.

Franceschini chiede "più fondi dallo Stato per la medicina penitenziaria in Italia" sottolineando che "negli ultimi dieci anni, anche a causa dell'indulto, i finanziamenti sono stati tagliati anche del 40%". "In Italia abbiamo un regolamento penitenziario all'avanguardia - ammette il direttore sanitario di Regina Coeli - eppure per quanto riguarda l'assistenza sanitaria siamo ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi. In Francia lo Stato si interessa molto a questi problemi, mentre noi ci sentiamo abbandonati dai ministeri della Salute e della Giustizia".

"Sovraffollamento, scambi di oggetti, rapporti omosessuali e tatuaggi effettuati con misure igieniche pessime - spiega Roberto Monarca, dirigente medico di primo livello all'ospedale Belcolle di Viterbo - agevolano la trasmissione e la concentrazione di malattie infettive".

Dall'indagine Gfk-Eurisko emerge anche che il 62% dei detenuti ha una patologia che necessita di un intervento medico, e fra questi il 43,5% soffre di disturbi psicologico-psichiatrici. Eppure il problema sembra ancora poco considerato da Istituzioni, media e opinione pubblica. "In quanto cittadino italiano dispiace dirlo - confessa Giulio Starnini, primario di Medicina penitenziaria all'ospedale Belcolle di Viterbo - ma nel nostro Paese il carcere ha uno scopo solo punitivo, e non rieducativo. Abbiamo un regolamento che prevede la disponibilità dell'acqua calda per tutti i detenuti, ma purtroppo questa è solo utopia".

Il 37% dei detenuti nelle carceri della Penisola è di nazionalità straniera, e la fascia d'età più presente è quella tra i 30 e i 34 anni. Gli atti di autolesionismo sono ormai all'ordine del giorno, anche se in leggero calo dal 2001 quando ci fu il record di suicidi (69 casi). Eppure, per migliorare la situazione, si fa ancora troppo poco. "I nostri numeri non sono degni di un Paese occidentale sviluppato - conclude Starnini - facciamo ancora troppa poca prevenzione per i tanti tossicodipendenti che popolano le nostre carceri, e anche gli ospedali psichiatrici giudiziari non sono strutturati come dovrebbero".

Sphere: Related Content

Tolto da Notiziegay l'articolo relativo a Mr Gay Iran 2007.

Stanotte è arrivata alla nostra redazione una email dal Canada.
Era di Mr. Gay Iran 2007 che facendo google-ing ha trovato il nostro articolo con la sua foto.
Chiedeva di rimuovere tutto tirando in ballo una serie di motivi “legali” (ad esempio: non vi ho autorizzato a fare il mio nome, ecc,).
Abbiamo tolto per intero l'articolo in quanto crediamo che da parte sua ci sia una ben motivata paura di ritorsioni da parte di qualche testa calda musulmana se non addirittura qualche fatwa.

Sphere: Related Content

Omosapiens” a Mergellina.

(Napoligaypress) Sabato 6 ottobre alle ore 17 presso la Sala Presidenziale della rinnovata Stazione di Mergellina (la stessa che ha accolto il Presidente Napolitano qualche settimana fa) ospiterà la presentazione del libro Omosapiens - Studi e ricerche sull’omosessualità”.

Il volume (edito da Carocci, che con questo titolo inaugura una collana sulle identità di genere) nasce dall’esperienza del Bando di Concorso per tesi di laurea e di dottorato di ricerca “Maria Baiocchi” promosso da Di’ Gay Project onlus rivolto a giovani studiosi delle diverse discipline delle Università italiane e rappresenta la prima raccolta di testi accademici sul tema

A presentare il libro il suo curatore Domenico Rizzo, docente presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” in storia delle donne e delle identità di genere introdotto da Fausto Tucci, responsabile scuola e cultura dell’Arcigay Napoli. Partecipano inoltre Marco Belfiore (Di’Gay Project) e Bert D’Arragon (responsabile nazionale cultura Arcigay).

Sphere: Related Content

Folsom Street Fair di San Francisco - Le foto.

(Gaywave) Si è tenuta lo scorso weekend la Folsom Street Fair di San Francisco, più di una festa o della solita parata gay. Un vero e proprio osanna al sesso gay forte, quello più hard, fatto di amanti del cuoio, del leather e dei brividi molto hot.
La Folsom Street Fair nasce come evento internazionale che riunisce tutti gli amanti gay del leather, con tutte le declinazioni che questa passione comporta: sadomaso, giochi di ruolo e perversione, feticismo e anche bondage.

Parte della città di San Francisco diventa un luogo di assoluta libertà, senza alcuna regola. Ed è così che il visitatore più inesperto può anche rimanere scioccato nel vedere gente che si sodomizza per strada, frustate e stivaloni di cuoio, ragazzi portati al guinzaglio e tanti altri modi di vivere il leather. Magari a non tutti piace, ma di certo l’evento è unico nel suo genere.



Sphere: Related Content

Le bufale di Gay.it: Sesso nel confessionale, il 26% di gay ha avuto rapporti con sacerdoti.

Un sondaggio lanciato da Gay.it per i suoi lettori rivela che, dei 10.240 lettori che hanno risposto, ben il 26% ha subito un aproccio sessuale da uomini di chiesa: dall’apprezzamento esplicito alla vera e propria violenza carnale.

Nota informativa:

I sondaggi online di Gay.it non hanno un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

Il tipo di approccio
Nel 26% dei casi l’approccio si è limitato ad un apprezzamento eccessivo, nel 21% a una richiesta esplicita e nel 25% a un palpeggiamento. Il 31% di coloro che hanno avuto un approccio sessuale con uomini di chiesa ha consumato con loro un atto sessuale consenziente, mentre il 3% ha addirittura subito una violenza carnale.

I minorenni
L’8% del campione all’epoca dei fatti era minorenne: di questi l’1% aveva meno di 10 anni, il 2% aveva tra 11 e 13 anni e il 5% aveva tra i 14 e 17 anni. L’8% ricorda di aver subito un vero e proprio atto sessuale violento mentre nel 19% dei casi il rapporto era consenziente; negli altri casi si è trattato di palpeggiamenti o apprezzamenti eccessivi.

I luoghi
Il 21% degli approcci è avvenuto via internet, il 16% genericamente in chiesa, il 15% in luoghi pubblici e il 14% in oratorio. Il 5% è avvenuto a scuola e il 4% nel confessionale.

«Il dato conferma un comune sentire tra le persone omosessuali – dichiara Daniele Nardini, direttore editoriale di Gay.it – per cui la probabilità per un adolescente gay di subire approcci sessuali da uomini di chiesa è decisamente più alta della media dei suoi coetanei: vuoi per via dell’atteggiamento effeminato di alcuni ragazzi gay, vuoi per via di una loro esclusione dal gruppo dei pari, vuoi per una certa insicurezza che colpisce chi scopre di aver un orientamento sessuale diverso da quello dei coetanei, gli adolescenti gay vengono identificati facilmente da chi decide di usarli come prede dei loro abusi. Verrebbe da dire: attenzione a mandare i propri figli in chiesa e in oratorio, piuttosto che in una associazione gay».

«Quanto ai preti che hanno rapporti sessuali con adulti – continua Daniele Nardini – questo è affar loro che a noi poco interessa e nessuno vuole metterli alla gogna. Ci basta solo fotografare una situazione che esiste ma che troppo spesso viene taciuta e negata con forza dalle gerarchie vaticane.»

Di seguito i risultati del sondaggio e alcune testimonianze più rilevanti:

I dati numerici:
Periodo di somministrazione del sondaggio: 17 – 27 settembre 2007

Numero utenti che hanno partecipato: 10.240
Domanda: “Hai mai subito approcci sessuali da uomini di chiesa?”
- Sì: 26,37 %
- No: 76,63 %

Rispetto ai “Si”, fasce d’età di coloro che hanno avuto attenzioni o rapporti sessuali con preti:
- 6-10 anni: 1,11 %
- 11-13 anni: 2,31 %
- 14-17 anni: 4,62 %

Domanda: “Fin dove si è spinto l'approccio?”
- apprezzamenti eccessivi ed espliciti: 25.57%
- richieste esplicite: 20.59%
- palpeggiamento: 24.69%
- atto sessuale violento: 2.71%
- atto sessuale consenziente: 31.06%

Rispetto ai minorenni, percentuali dei diversi approcci:
- apprezzamenti eccessivi ed espliciti: 36.19%
- richieste esplicite: 23.74%
- palpeggiamento: 55.25%
- atto sessuale violento: 7.78%
- atto sessuale consenziente: 19.46%
Contesto ambientale dove è avvenuto l’approccio:
- scuola: 5.41%
- chiesa: 15.97%
- oratorio: 14.22%
- seminario: 4.62%
- confessionale: 4.36%
- luoghi pubblici: 15.71%
- su internet (chat o annunci): 21.38%
- nei locali: 6.81%
- altro: 11.69%

Alcune testimonianze:
L'incontro è avvenuto dopo una breve conoscenza in chat, sono andato personalmente da lui, presso la sua abitazione accanto alla chiesa di cui era parroco, un pomeriggio. Abbiamo fatto sesso praticamente subito, successivamente ho saputo che anche un altro mio partner aveva avuto un incontro di sesso con lui. Non l'ho più rivisto per altri casi della vita ma lui avrebbe voluto ancora incontri. Oltre questa conoscenza carnale ho avuto un amico prete gay, di cui ho conosciuto gli amanti ed una volta addirittura ci siamo trovati assieme in sauna a Firenze. Questo ultimo prete ha una carica molto importante in una diocesi toscana ed è pluri-laureato

Era il mio catechista e si divertiva per scherzo a fare giochi in cui palpeggiava o misurava i peni dei ragazzini ecc... Con me ha avuto un approccio esplicito durante una vacanza con la parrocchia. Per esplicito intendo spogliato e masturbato. Sinceramente la cosa non è stata violenta, ma non c'è poi stata nessuna spiegazione, anzi mi ha detto che dovevo fare come se non fosse successo. Io, che ero già piuttosto confuso per la mia omosessualità che stava diventando sempre più consapevole, avrei preferito un buon sostegno piuttosto che una sveltina.

Stavo facendo il servizio sociale nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma: un vescovo in visita da noi, mentre stavamo parlando, mi ha abbracciato sopra la spalla in modo amichevole ma poi ha cominciato a toccarmi insistentemente i capezzoli da sopra la maglietta e ad abbracciarmi più forte. Mi sono dovuto liberare con una scusa e andarmene via prima che la cosa degenerasse.

Ricordo di un frate francescano che veniva settimanalmente a casa mia per la "benedizione". Mamma era presente insieme a nonna. Dopo aver asperso tutta la casa portava separatamente me e mio fratello in camera da letto per una benedizione particolare e ci stringeva a sé accarezzandoci e baciandoci sulla bocca con l'uso della lingua. Io ero consenziente perché credevo, da bambino quale ero, che si trattasse di manifestazione di grande affetto così come nei film... invece si trattava di ben altro. Diventato grande il frate è scomparso da casa mia.

Avevo 14 anni ed ero un assiduo frequentatore della parrocchia. A quell’epoca non capivo molto di sesso ma notavo che il parroco non vedeva l'ora di rimanere da solo con me. Io non capivo, poi un giorno da soli mi ha cominciato ad abbracciare, era viscido, mi prendeva le mani e non si staccava più. Allora capii e per me fu traumatico anche perchè a me lui non piaceva, poteva essere mio nonno. Si risolse tutto molto serenamente perchè dopo capii che io non gradivo e mi lasciò in pace.

Ritiro spirituale prima della cresima. In una stanza adibita a confessionale, il prete di turno mi chiese se "mi toccavo". Non risposi ma lui continuò il discorso dicendomi che non c'era niente di male nel farlo. Anche farlo in compagnia perchè così il piacere lo potevamo condividere. Mentre parlava mi aprì i pantaloni e mi masturbò. Non fui l'unico ragazzo che ebbe questo tipo di attenzione.

Don Loi, il sacerdote che nel 1965 era tra i sacerdoti dell'oratorio Don Bosco adiacente la chiesa S. Maria Ausiliatrice di Roma, tenendomi seduto sulle ginocchia e chiusi a chiave nel suo studio, mi chiedeva come erano i miei approcci con le ragazzine; mi palpeggiava davanti fino a farmi avere erezioni e domandandomi continuamente se era eretto completamente. Dopo questa esperienza che si è ripetuta tre volte non sono più voluto entrare nel suo ufficio ed allora mi prendeva sotto braccio stringendomi con forza il bicipite, passeggiando sul campo di calcio avanti e indietro e facendomi le solite domande. Esausto ed impaurito non ho mai più frequentato un oratorio in tutto il resto della mia vita.

----
Ndr: Quale attendibilita?
Alcuni membri della nostra redazione hanno partecipato a questo sondaggio rispondendo a casaccio.
Probabilmente la maggior parte ha risposto in modo simile e questo lo sanno pure a Gay.it ed infatti nella loro nota informativa alla fine sembra quasi vogliano prenderne le distanze. Ricordiamoci che per la maggior parte di noi gay italiani (si, anche noi) può vedere la chiesa ed i preti come il fumo negli occhi e si lancia volentieri in sondaggi del genere dando risposte univocamente anti-clericali.
Se oggi il nostro movimento è costretto ad ululare alla luna, senza avere ascolto ne a destra ne a sinistra, lo deve a coloro che hanno indossato la casacca di nostri rappresentanti e che alla fine non hanno combinato niente tirando fuori scuse anche le più sconnesse. Tra esse, ovviamente vi è anche la rigidità della chiesa nei nostri confronti. Non è certo una scoperta di oggi e dobbiamo capire dove hanno sbagliato coloro che si dicono nostri rappresentanti nel rapportarsi con essa. La chiesa ha fatto concordati con cani e porci e perchè con gli omosessuali è così rigida? E' li che sta il problema. Dove sta l'errore?

Sphere: Related Content

Norvegia: Chiesa Luterana vota a favore dei pastori gay.

AGI) - Oslo, 2 ott. - Dai vescovi della Chiesa luterana di Norvegia e' arrivato un si' ai pastori gay. Con sei voti a favore e cinque contrari, la Conferenza episcopale ha dato il suo benestare a permettere agli omosessuali che vivono in un'unione registrata di servire come cappellani, diaconi, pastori e persino vescovi. L'indicazione va contro la dottrina finora prevalente della Chiesa di Norvegia che escludeva gli omosessuali con unioni registrate dall'officiare riti religiosi. L'ultima parola spetta al sinodo dei vescovi luterani che si riunira' dal 12 al 17 novembre.

Sphere: Related Content

Cosa rossa, Occhetto lancia Vendola.

A Bari la convention di esponenti storici della Sinistra italiana che candidano il governatore pugliese alla leadership del nuovo soggetto.

"Basta con i vecchi apparati". Ma il Pdci strappa: non ci stiamo.
Il presidente: "Io sono attualmente impegnato nella fatica della Regione".
I Comunisti italiani reclamano "maggiore collegialità e un rapporto equilibrato".
(Lello Parise L'Espresso) Achille Occhetto "benedice" Nichi Vendola alla guida della Cosa rossa. Armando Cossutta non fa nomi, piuttosto precisa: «Io Cosa rossa non la chiamerò mai». E insiste: «E´ giunto il momento di dare vita subito alla costituente di sinistra, dove raccogliere tutti coloro che si sentono di sinistra, come dice Bertinotti». Ma la strada è in salita: i comunisti italiani, abbandonati dallo stesso Cossutta dopo lo scontro con Oliviero Diliberto, puntano i piedi.
Prove tecniche per materializzare l´altra faccia del Pd, a Bari. Alcuni movimenti organizzano all´Excelsior il dibattito sulla necessità di «costruire insieme la Casa della sinistra». Perché, ragionano ad alta voce un po´ tutti i presenti a questo raduno per metà orgoglioso e per metà nostalgico, così come stanno le cose «o ci muoviamo o moriamo». Il tacco d´Italia, nell´immaginario collettivo, potrebbe addirittura essere il palcoscenico per celebrare la nascita del nuovo partito: anche solo perché Vendola è l´unico governatore del Belpaese con la falce e il martello, perché a distanza di due anni dal trionfo del "rivoluzionario gentile", un altro comunista diventa a furor di popolo sindaco di Taranto. Inoltre perché Nichita il Rosso potrebbe sbaragliare «capi e capetti» - la definizione è di Pietro Folena - e fare navigare il vascello dell´ala radicale col vento in poppa.
«Sì, per fare questo sarebbe adatto proprio uno come Vendola: un uomo che sa marciare oltre i vecchi binari» racconta Occhetto, secondo cui «la formazione del Pd su basi moderate lascia aperto uno spazio enorme a sinistra».
Quanto a Vendola, non si fa tirare per la giacchetta: «Quello della leadership penso che sia l´ultimo problema da affrontare. Questo è un grande cantiere aperto e destinato a rendere affascinante la sinistra, innanzi tutto per le giovani generazioni». Il governatore assicura di essere «molto grato» nei confronti di chi gli batte le mani, ma aggiunge: «Io sono attualmente impegnato nella fatica del governare». Tuttavia «voglio contribuire a tirare su la casa di una sinistra che possa affrontare i dilemmi e le sfide di questo millennio».
Come Occhetto, come Cossutta, Vendola predica «una sinistra unita e plurale». Ma Ersilia Salvato ammette: «Ci sono ancora troppe resistenze in giro ecco perché dobbiamo cercare di dare una spallata». La prova? Il Pdci non partecipa al forum barese, coordinato da una giovane donna di Noci, Mimma Palmisano, 34 anni, che «non ho tessere in tasca». I comunisti italiani non credono che la Cosa rossa, come una bacchetta magica, esorcizzi i grattacapi della sinistra. «No, questa non ci sembra la strada giusta» fa sapere Franco De Mario. Invece, «rimaniamo convinti sostenitori di un accordo confederale tra forze politiche portatrici di istanze programmatiche diverse, con posizioni e giudizi differenti sulla giunta regionale». Gli oratori «suggestivi ed autorevoli», non bastano. De Mario affonda il colpo: «Noi, più modestamente, ci permettiamo di chiedere al governatore Vendola d´impegnarsi a risolvere rapidamente la drammatica condizione in cui vivono centinaia di famiglie. Quelle dei lavoratori precari della sanità. Lavoratori che si sono visti cancellati decine di anni di anzianità ed ogni possibilità di fuoriuscita dal precariato. Se questo è un fatto, ribadiamo a tutti che non aderiamo ad alcun patto tra consiglieri regionali della sinistra in un´ottica di contrapposizione-competizione con il nascente PD. Poiché l´obiettivo di rafforzare la maggioranza di centrosinistra, deve essere perseguito da tutta la coalizione». Il Pdci reclama «maggiore collegialità» nonché un «rapporto più equilibrato» fra giunta, consiglio e partiti dell´Unione.


Sphere: Related Content

Innovative Day a Milano, marketing e creatività.

Il 10 ottobre, al Palazzo Affari ai Giureconsulti (via Mercanti, 2 - Milano), durante i nove giorni dell'Innovazione denominata Innovation Circus (8-16 ottobre), avrà luogo Innovative Day, una giornata dedicata alla ‘interactive age’: la comunicazione e l’azienda moderna si incontrano e incontrano la città, in cui si dibatterà sugli aspetti tecnologici e di marketing relativi al connubio creatività / innovazione sul territorio.
Con questa iniziativa, connubio tra le Istituzioni e il privato, prende il via una serie di progetti per riposizionare la metropoli lombarda al centro dello sviluppo e della ricerca in Italia e nel mondo.
Innovative Day è quest’anno giunto alla sua seconda edizione; la prima ha avuto luogo alla Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino nel novembre 2006.
I promotori dell’iniziativa di quest’anno sono Fabrizio Bellavista (Partner Psycho-Research), Marco Camisani Calzolari (Presidente Speakage), Franco Giacomazzi (Professore di Marketing industriale al Politecnico di Milano e Presidente AISM - Associazione Italiana Marketing) e Massimo Giordani (Ceo Time&Mind, Presidente Inter.Media).

Il programma
La giornata si suddividerà in due momenti: il primo, solo a inviti, sarà il MarketingCamp. Cinquanta personaggi del mondo dell’innovazione, dai grandi della creatività tradizionale agli storici fondatori della cultura digitale in Italia sino ai nuovi talenti emergenti dal mondo della rete, terranno uno speech su ‘Glocal Innovation’.

Il secondo momento, a entrata libera, comincerà alle 17 alla Sala Colonne del Palazzo Affari ai Giureconsulti con la presentazione della ricerca ‘Milano Futura. Scenari emotivi e opportunità di una metropoli del futuro’, sulla percezione della città da parte del mondo business. Proseguirà alle 18.00 con il collegamento con ‘Second Life’ per visionare la presenza di Innovative Day e Innovation Circus sull’isola ‘Italian-Life’.

Gli scenari emotivi della Milano futura
La seconda parte della giornata, aperta al pubblico, si articola in due differenti appuntamenti.
Il primo è la presentazione della ricerca ‘Milano futura. Scenari emotivi e opportunità di una
metropoli del futuro’ a cura di Gianandrea Abbate (presidente Psycho-Research) e Mario Scolari (presidente Teseo-Research). La ricerca verte sulla percezione da parte del mondo business lombardo della metropoli Milano come città ideale, per offrire agli operatori economici, del marketing e della comunicazione strumenti avanzati di lettura, azione e comunicazione di impresa corredata da mappe psicolinguistiche che approfondiranno la parte emozionale della percezione della metropoli.

Mostra su Second Life
L’Esposizione Innovative Day in mostra su ‘Second Life’ avverrà nella sala Canaletto dell’isola Italian Life a cura di Davide Borra con le aziende No Real e Time&Mind.
L'isola “Italian Life” è un’isola privata all’interno del grande mondo virtuale Second Life, costruita con l’obiettivo di rappresentare l’eccellenza italiana attenta all’innovazione e allo stile.

Ore 17 alla Sala Colonne (Piano terreno) del Palazzo Affari ai Giureconsulti (via Mercanti, 2 – Milano), entrata libera.
Per informazioni: redoffice@email.it.

Che cos’è l’Innovation Circus
Al Palazzo Affari ai Giureconsulti, in pieno centro a Milano, si succederanno dall’8 al 16 ottobre nove giorni di incontri, mostre, show, visite guidate ed emozioni interattive in un appuntamento ravvicinato con l'innovazione organizzato da Fondazione Politecnico di Milano, Provincia di Milano, ‘Politecnico Innovazione’, Camera di Commercio e Comune di Milano.
Coinvolgerà, oltre a Milano, anche Berlino, Riga e Copenhagen.
Il programma completo è presente su: www.innovationcircus.it.


Sphere: Related Content

Che cosa succede? Succede i problemi!

(Marco Mazzei - Panorama) Ieri sera a Exit, su La7, si è parlato di preti e omosessualità. Non una gran scoperta a dire la verità. Chiunque abbia frequentato per un po’ una qualsiasi chat gay sa benissimo che di preti (o presunti tali, la divisa attira anche quando è quella di un parroco) ce ne sono parecchi. Tutta la trasmissione è stata basata sulle candid camera registrate da un ragazzo che ha conosciuto in chat e poi incontrato di persona alcuni preti omosessuali. Posto che avrebbero anche potuto non essere preti (ma immagino che la redazione abbia fatto qualche verifica) e posto appunto che dal punto di vista giornalistico manca proprio la notizia, devo dire che questi preti a me hanno fatto molta pena. Pena perché anche loro (pur nello squallore di certe situazioni) sono vittime dell’omofobia e della paura. Perché certamente se la società fosse più aperta e tollerante, molti omosessuali non sceglierebbero il seminario come via di fuga dalla realtà. Questi preti, come i molti ottimi padri di famiglia che hanno una doppia o tripla vita, tutti loro devono essere liberati e salvati.
Ma a parte tutto ciò, volevo soffermarmi sulla partecipazione di Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi - vicino a Comunione e Liberazione. Scopriamo così che la società oggi è dominata da una cultura gay e che quasi quasi sono gli eterosessuali ad avere problemi di identità. Questo però è l’unico - diciamo - concetto che si può estrarre dall’intervento, il resto sono frasi iniziate e poi non finite.
Trapattoni non avrebbe potuto fare di meglio, non perdetelo:

Sphere: Related Content

Milano omaggia Gaber.

(02blog.it) Dal 29 ottobre al 19 novembre verrà reso omaggio al grande Signor G, Giorgio Gaber, scomparso nel 2003, con concerti, spettacoli e incontri, tutti ad ingresso gratuito.
Il ricco programma, che si concluderà con una grande serata di festa al Teatro Strehler il 19 novembre, intende approfondire, conoscere e ricordare il grande artista milanese, maestro di ironia e stile.

“Milano per Giorgio Gaber”, è promossa dal Comune e dalla Provincia di Milano, dalla Regione Lombardia e dal Piccolo Teatro di Milano e organizzata dalla Fondazione Giorgio Gaber in collaborazione con Telecom Progetto Italia.

A partire dal 22 ottobre sarà possibile prenotare, fino ad esaurimento posti, i biglietti per assistere agli eventi (massimo 2 per persona) telefonando al n 02/202.334 dal lunedì al venerdì (giorni feriali) dalle ore 10.00 alle ore18.00.

Sphere: Related Content

La legge anti-violenza che fine ha fatto?

Il decreto da dieci mesi fermo alla Commissione giustizia. Bloccato da uno schieramento trasversale.

(Anna Tarquini - L'Unità) Se il decreto contro la violenza sessuale fosse già legge forse nessuno avrebbe dovuto leggere la storia di Sara, uccisa con un pugno in testa dopo anni di persecuzioni da parte di chi si sentiva rifiutato. Non l’avrebbe letta nessuno perché la nuova normativa voluta dal ministro Pollastrini e da dicembre 2006 in discussione alla Commissione Giustizia preveder questa nuova fattispecie di reato. Ma quella legge è ferma al palo. Anzi, rischia di non trovare mai la strada maestra perché c’è chi vuole fermarla. E non è solo l’opposizione a disseminare mine: anche all’interno della stessa maggioranza c’è chi preferirebbe scorporare alcune norme troppo avanzate - come ad esempio quella che prevede il reato di stalking o tutta quella parte di norme che riguarda la prevenzione e l’accompagno delle vittime di abusi sessuali - e procedere in via spedita all’approvazione delle sole norme che prevedono un inasprimento delle pene. Dopo un anno di lavori a rilento l’ultima seduta della Commissione presieduta da Pisicchio ha fatto accendere la spia: troppe norme estranee, il testo di legge si occupa di troppe altre cose. Come ha affermato Paolo Gambescia dell’Ulivo: «...la Commissione deve scegliere se trattare della violenza sessuale ovvero del contenuto del disegno di legge governativo, che va ben oltre il tema della violenza sessuale, disciplinando altri ed eterogenei fenomeni di violenza e prevaricazione che, probabilmente, dovrebbero seguire un percorso autonomo...». Si riferisce forse Gambescia alla Bindi, che ha imposto nel ddl l’iserimento di un reato per proteggere gli anziani dalle truffe. Ma non solo questo.

Il là, la pietra dello scandalo, è la norma che punisce come aggravante l’omofobia e l’odio di genere. Scoppia in agosto, il primo agosto. Parte della commissione è per scorporare questi reati dal pacchetto antiviolenza, l’arcigay lo denuncia. Ma non sono solo queste nuove regole e non è solo l’opposizione a fare ostruzionismo. L’obiettivo è quello di scorporare il ddl antiviolenza in tre per dare precedenza alle norme penali e affiancare, in un iter indipendente che dovrebbe poi procedere con le norme sull’omofobia, anche tutte le innovazioni che riguardano la prevenzione, l’accompagno della vittima. Le norme che - appunto - dovrebbero contribuire a cambiare la cultura da dove nasce lo stupro e la violenza contro le donne.

Così scorporato il terzo pacchetto antiviolenza porterebbe con se ad esempio l’obbligatorietà da parte delle amministrazioni locali di fare campagna di informazione e sensibilizzazione, il registro dei centri antiviolenza, l’assistenza sanitaria alle vittime, il sostegno sociale con protezione e supporto anche economico la dove fosse necessario. E ancora l’equiparazione dei maltrattamenti familiari alla violenza e l’estensione di questi reati anche per chi coinvolge i minori e per chi li sottrae portandoli all’estero. Sarebbe stralciato anche l’articolo 612 bis che punisce «chiunque ripetutamente molesti o minacci qualcuno in modo da turbare le sue normali condizioni di vita». Se qualcuno avesse deciso che il reato di atti persecutori dovesse essere costituito e regolamentato in fretta Sara Washington forse avrebbe potuto denunciare il suo molestatore che la perseguitava da tre anni. C’è però chi non vuole questa legge che per la prima volta affronta in maniera organica l’intero tema della violenza e degli abusi sessuali. Di ieri l’ultimo appello di Barbara Pollastrini: «La Finanziaria segna passi importanti per le donne. Abbiamo scelto di mettere al centro del confronto due grandi capitoli: quello per i diritti umani (con la richiesta precisa di un investimento per il contrasto alle molestie e alle violenze contro le donne), e la conferma dei finanziamenti per le azioni contro l’infibulazione e la tratta. Su questo fronte la risposta è stata positiva. Ora cerco un sostegno bipartisan».

Sphere: Related Content

Ecumenismo. Dalla Romania una scelta di speranza, mentre Mosca lancia nuovi segnali .

Sua Beatitudine Daniel è il nuovo patriarca della Chiesa ortodossa rumena. Confermata (in modo non scontato) la linea di apertura del predecessore. Il papa: più collaborazione. E Alessio II è pronto a incontrare Benedetto XVI entro due anni.

(Mattia Bianchi
- korazym.org) Sua Beatitudine Daniel (nella foto) è a tutti gli effetti il nuovo patriarca della Chiesa ortodossa rumena. Domenica scorsa, si è svolta la solenne cerimonia di intronizzazione del successore del patriarca Teoctist, scomparso il 30 luglio scorso. Un momento importante per la vita religiosa del Paese, ma anche una buona notizia per l'ecumenismo, dal momento che con l'elezione del patriarca Daniel, la chiesa rumena conferma con decisione il proprio sostegno al dialogo. E' la linea decisa già da Teoctist, primo patriarca di un paese a maggioranza ortodossa a ricevere un pontefice: nel 2001, Giovanni Paolo II arrivò a Bucarest accolto con entusiasmo, in una tappa ideale di avvicinamento a Mosca, sede del patriarcato ortodosso più importante. Ieri, Benedetto XVI ha ricordato quella visita storica, ribadendo al patriarca Daniel l'esigenza di "intensificare i legami che ci uniscono, per il bene della Chiesa".

Citando Giovanni Paolo II, il pontefice spiega che "i cattolici sono al fianco dei loro fratelli ortodossi, nella preghiera e nella disponibilità per ogni collaborazione utile". Ecco così che le relazioni tra le due Chiese "devono rafforzarsi per rispondere ai bisogni dell’Europa e del mondo di oggi, sia sul piano religioso che su quello sociale". Una testimonianza comune, insomma, "sempre più necessaria per rispondere alla nostra vocazione comune e alle urgenze del nostro tempo". Quanto al confronto teologico, la Chiesa cattolica ringrazia la Chiesa rumena per "la partecipazione attiva e positiva dei suoi delegati" all’interno della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico. "Sono sicuro – scrive Benedetto XVI – della vostra volontà a proseguire e intensificare il dialogo tra ortodossi e cattolici, nel corso di nuove fasi di dialogo nel momento in cui ci si prepara ad affrontare questioni cruciali per le nostre relazioni".

Atteggiamento che il patriarca Daniel accoglierà senza problemi, anche perché la sua elezione è stata il frutto dell'affermazione dell'ala più avanzata del Santo Sinodo, in un confronto tra modernismo e tradizionalismo che ha caratterizzato la vita della Chiesa negli ultimi anni. Daniel ha fama di "ecumenista", è giovane (56 anni) e ha un curriculum importante: laureato in Teologia a Sibiu, ha studiato a Strasburgo e Freiburg im Breisgau e ha due dottorati in teologia. L'altra candidatura, invece, era considerata più tradizionalista, nella figura del metropolita Teofan di Oltenia, laureato in Teologia a Bucarest, con un dottorato a Parigi.

Le relazioni tra Chiesa rumena e cattolica, quindi, si intensificheranno, proprio nel momento in cui migliorano anche i rapporti di Roma con Mosca. Il patriarca Alessio II è atteso oggi in Francia, per la prima visita in un Paese cattolico dallo scisma del 1054 e al quotidiano Le Figaro annuncia per la prima volta che è disponibile ad incontrare Benedetto XVI entro uno-due anni. "Siamo uniti in merito a molte tematiche fondamentali, - spiega - tra cui la concezione di una libertà che non sia il fare quello che ci pare, la lotta al riconoscimento delle unioni omosessuali, la contrarietà alla diffusione dell'aborto e dell'eutanasia e la non negoziabilità dei valori morali su cui si fonda l'Europa. Entrambi vogliamo, insomma, difendere i valori cristiani contro un materialismo aggressivo". Sui nodi teologici e sui rapporti bilaterali, invece, la posizione non cambia: "L'incontro dovrà essere preparato accuratamente per rimuovere tutti gli ostacoli presenti".


Sphere: Related Content

Preti gay, i segreti svelati in tv.

Un sacerdote: portando il colletto si attira tanto. Le confessioni nel programma di Ilaria D'Amico su La7: «Chat e incontri, non è peccato».

(Lorenzo Salvia - Il Corriere della Sera) ROMA - I racconti: «Se penso al seminario o alla mia diocesi credo che gli omosessuali siano una buona parte». Le confessioni a cuore aperto: «Sono stato insieme con un ragazzo siciliano per un anno. Se due uomini si vogliono bene, non conta se porti la tonaca oppure no». Anche le avance, certo: «Portando il colletto si attira tanto. Tu faresti l'amore con me?». E le critiche alla Chiesa: «Con noi fa come l'esercito americano: io non ti chiedo niente, ma tu non devi dire niente. Copre, insabbia, ma così non cresce». Sono preti quelli che parlano. Preti gay, ripresi con una telecamera nascosta durante i loro incontri clandestini con un ragazzo conosciuto sulle chat line per omosessuali.


I FILMATI — Mezz'ora di filmati che andranno in onda lunedì prossimo durante Exit, il programma condotto da Ilaria D'Amico che riparte in prima serata su La7. Un'inchiesta su un mondo sommerso: nessun giudizio, solo la voglia di togliere il velo che copre un pezzo di realtà. Un lavoro partito con una mail arrivata in redazione. A scrivere era un ragazzo gay. Diceva di frequentare abitualmente le chat per omosessuali, di aver conosciuto così tanti preti, e poi anche di averli incontrati di persona. Quelli di Exit hanno documentato le fasi dell'aggancio sulla chat, registrato le telefonate fatte per mettersi d'accordo, e ripreso (con una telecamerina nascosta) gli appuntamenti clandestini.

IN UFFICIO — Volti non riconoscibili, voci camuffate, le immagini si fermano ad un certo punto perché l'obiettivo è raccontare non choccare. Non si nascondono i preti, anzi. Protetti dal nickname (il nome in codice che si utilizza per chattare) dicono subito di essere sacerdoti e non hanno problemi ad organizzare un appuntamento. Gli incontri filmati sono tre. Il primo prete è il più dolce: «Se ritornassi indietro, il sacerdote lo rifarei. Hai tante soddisfazioni, aiuti gli altri. (...) La prima esperienza con un uomo l'ho avuta dopo, 10 anni fa. Ma io sto bene con questa mia, tra virgolette, omosessualità». Il secondo è il più spavaldo: racconta di aver avuto un «centinaio» di incontri: «In seminario mi trattenevo per la paura di essere beccato, ma poi non mi sono più controllato». Dice anche che sui gay la «Chiesa è ipocrita perché pure in Vaticano ce ne sono tanti». Il terzo incontro è quello più duro. Appuntamento in Piazza San Pietro, si capisce che dall'altra parte non c'è un semplice parroco. Nell'aggancio sulla chat ha detto di avere tendenze sadomaso. I due si spostano in un ufficio lussuoso. Il ragazzo è un po' preoccupato e lui lo tranquillizza: «Se vuoi andare via non c'è problema». Poi il discorso finisce sull'atteggiamento della Chiesa: «Non ce l'ha con i gay ma — dice il prete — è contro il sesso prima del matrimonio. I gay non si possono sposare e quindi non devono avere rapporti». Nervosismo, nessuna traccia di quella serena voglia di intimità degli altri incontri. I due si avvicinano. «Stai per commettere un peccato davanti agli occhi di Dio», dice il ragazzo. «Io non lo sento come un peccato», risponde l'altro. E ancora. «Non ha senso che tu sia prete », «Qui finisce la nostra storia — risponde il sacerdote — hai troppe preclusioni. Ti metto sull'ascensore e se qualcuno ti ferma non dire nulla ».

LA CONFESSIONE — Dopo i tre filmati «rubati» c'è un prete gay che (anche lui volto oscurato e voce camuffata) accetta di raccontare la sua storia: il compagno trovato in seminario, un ragazzo che poi dirigerà il coro durante la sua ordinazione, «il giorno più bello della mia vita, mettevo insieme i miei due amori». Il rapporto durato tanti anni con un altro uomo «anche se poi la lontananza ci ha divisi ». Don Felice — nome di fantasia — accusa la Chiesa: «Ha paura che l'omosessuale sia anche pedofilo. Un errore. Se c'è pedofilia, che non dipende dall'omosessualità, si tratta di un reato. Ma la Chiesa, invece di dire, copre». E infine racconta le difficoltà di una vita come la sua: «Ci muoviamo come gli indiani in un mondo di cow boy, attenti a non essere impallinati. Ma io sono sereno con la mia coscienza. Dio è più grande del nostro cuore».

Sphere: Related Content

Apre a Milano uno sportello salute per donne omosessuali e bisessuali.

Il Centro Medico Yoni, dalla prima settimana di ottobre, tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore 20.00, apre uno sportello per dare spazio a tutte le richieste che riguardano la salute fisica e psicologica delle donne omosessuali e bisessuali.

Questo sportello, coordinato da una lesbica, che offre gratuitamente accoglienza e da informazioni sulla comunità GLTQ, è il primo nella storia della città di Milano e nasce grazie all'impegno etico di un gruppo di professioniste (ginecologhe, psicologhe, mediatrici linguistico-culturali e segretarie) proveniente da anni di lavoro nelle strutture pubbliche e disponibile ad offrire consulenza ginecologica e psicologica nel rispetto e valorizzazione delle diversità etniche, religiose, culturali e per orientamento sessuale.

Yoni, aperto dal 2006, è un centro privato no profit, dove tutte le prestazioni sanitarie vengono eseguite a prezzi calmierati, offrendo un'ampia disponibilità di orari (che tengono conto degli impegni quotidiani delle donne) e brevità nei tempi di attesa per appuntamenti e visite.

Sphere: Related Content

Dopo le parole, i fatti: le associazioni gay napoletane attorno ad un tavolo.

Dopo gli episodi di violenza accaduti a Napoli e due manifestazioni antiomofobia a distanza di due settimane l’una dall’altra ieri mattina Valeria Valente, Assessore per le pari Opportunità del Comune di Napoli (nella foto) ha riunito attorno ad un tavolo le associazioni gay napoletane (Il coordinamento GLT, organizzatore della manifestazione di domenica scorsa in Piazza Municipio, l’Arcigay Napoli che ha organizzato la manifestazione del 16 settembre in Piazza Bellini e il Circolo Trans Anthias che ha aderito ad entrambe).

Scopo del tavolo quello di costruire un percorso condiviso contro l’intolleranza e decidere quali azioni mettere in campo nell’immediato. Del tavolo si è detta entusiasta il Sindaco Iervolino che ha accolto con favore anche la proposta di un tavolo specifico per la sicurezza in Prefettura anche se ha doverosamente specificato “E’ un punto che non dipende da me”

Sphere: Related Content

Circolo Mario Mieli e Arcigay: Baruffe a colori.

(Lampi di pensiero blog) Arcigay Roma e il Circolo Mario Mieli spesso si punzecchiano. Alle volte gli danno di fioretto, altre di sciabola. Mi è sembrato di vedere anche una catapulta all’orizzonte, ma fu tanto tempo fa e non accadde nulla.

Negli ultimi tempi, sono tornati alle armi. Causa una lite giudiziale su un servizio telefonico di aiuto sostenuto da fondi pubblici assegnati con una gara d’appalto. Non entro nel merito della corrispondenza che ricevo su questo tema, dato che, trattandosi di una lite giudiziale fra enti e non fra persone, se la possono sbrigare dove e come d’uso, senza necessariamente litigare anche in pubblico, con tanto di interventi di Presidenti nazionali (per chi ce li ha) e di politici di sfondo, dal fare omertoso (eufmismo).
C’è però da sottolineare l’uscita fuori tempo dell’Arcigay di Roma, che intervenendo pubblicamente sul proprio sito, a firma di Fabrizio Marrazzo, suo presidente, afferma che l’unità del movimento non si mette in discussione e che si costruisce solo collaborando in maniera seria e solidale, confrontandosi e non accanendosi sulle sfumature e sulle strategie. E suggerisce di costruire un forum di confronto permanente delle associazioni romane, un luogo dove condurre il confronto in maniera libera e civile e da cui possano anche nascere sinergie per nuove attività e nuove iniziative.

Forse, gioverebbe ricordare al predetto, che da tempo si sta cercando di trovare, con tutte le associazioni d’ITALIA, il modo di incontrarsi e individuare insieme proprio quell’unità di intenti che sembra coagularsi solo una volta all’anno, destituendo di fatto di ogni credibilità le rivendicazioni della comunità GLBT.

Povera cosa sarebbe costruire un forum romano, che non potrebbe che avere una visione miope, povera e limitata ed a sua volta ottenere una visibilità ed un’autorevolezza ancora più ridotte.

Purtroppo, sebbene le parole siano contrarie, i fatti dicono il contrario: da mesi si discute nella comunità di organizzare una nuova riunione plenaria di avvio per realizzare un costante coordinamento delle iniziative e costruire una forza unitaria ed unita. Dopo settimane di interlocutorie, siamo ancora lontani dal decidere sia la data che la sede, segno evidente che non c’è alcuna volontà condivisa di arrivare ad un risultato su questo terreno. E questo continua a confermare le mie posizioni sull’inesistenza di una comunità GLBTQ. Ma sto anche cominciando a dubitare dell’esistenza di un movimento GLBTQ in Italia, che oggi, è lo specchio fedele di una politica in piena crisi, incapace di dialogare con i cittadini dei quali dovrebbe curare gli interessi.

Sphere: Related Content

Fred Thompson contro il matrimonio gay.

Il candidato alle primarie del Partito Repubbicano americano Fred Thompson si schiera contro i matrimoni gay.

Il protagonista della serie “Law and Order” e new entry nella corsa alla leadership repubblicana, ha dichiarato che sosterrà un emendamento costituzionale «per vietare ai giudici di permettere il matrimonio gay» o in alternativa leggi statali che abbiano il medesimo scopo.

Thompson vuole guadagnarsi il favore dei conservatori religiosi e tradizionalisti, che non vedono affatto di buon occhio la posizione pro-gay apertamente sostenuto dall’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, suo diretto concorrente e ancora probabile vincitore delle primarie nel Partito Re10pubblicano.

Sphere: Related Content

MilanOltre 2007, il festival che rompe i confini della danza.

(Panorama) Ventuno anni di confronto, dialogo e scambio tra prosa, musica, danza, immagine e… oltre. Grazie al festival MilanOltre, anche quest’anno Milano apre i battenti alla creatività internazionale (fino al 14 ottobre). Questo aspetto è il fil rouge che lega la manifestazione meneghina, come si evince dal titolo dell’edizione 2007. Con La città è il mondo è in scena la contemporaneità prorompente in cinque lavori coreografici del panorama coreutico. Sotto la direzione artistica di Luca Scarlini, l’attenzione di questa edizione è focalizzata sulle realtà artistiche d’oltreconfine, protagonista la danza: dal Québec con Dave St-Pierre, alla Finlandia con Eeva Muilu, per arrivare all’America con la coreografa Nora Chipaumire e la performance Chimurenga, una trilogia di assoli postrivoluzionari a evocazione della sua terra, lo Zimbabwe. In chiusura è la volta di due compagnie inglesi: la prima di Hofesh Shechter che presenta deGeneration e la seconda di Rafael Bonachela con due programmi ideati e diretti dallo stesso. Oltre la danza, il momento clou della kermesse è atteso per il 5 ottobre con la “prima” italiana di De Staat (Lo Stato), il concerto evento composto dal musicista olandese Louis Andriessen ed eseguito dall’Ensemble Sentieri selvaggi. Per l’occasione quest’ultimo organizza un workshopo per compositori tenuto dallo stesso Andriessen (dal 2 al 6). Inoltre, durante l’evento è in programma il coinvolgimento del Sindaco di Milano e del Sindaco di Amsterdam con la propria personale visione di città. Il Festival, precursore di tendenze e divulgatore di linguaggi innovativi, è il palcoscenico ideale della cultura del vivere in società. Fino al 14 ottobre al Teatro dell’Elfo, il Teatro Dal Verme e il Pim Spazio Scenico.

Sphere: Related Content

Laicità, la prossima sfida della politica.

Diritti. Ormai vicina alla ripresa, l'attività parlamentare dovrà confrontarsi con le questioni spinose lasciate in sospeso: il testamento biologico, le unioni di fatto, la libertà religiosa e la legge 40. Ne parliamo con alcuni esponenti di Sinistra Democratica.

Marzia Bonacci - Aprileonline.it) Testamento biologico, unioni di fatto, libertà religiosa, ma anche la stessa procreazione medicalmente assistita, o meglio la legge 40 che la regola, appaiono fra i più importanti temi che animeranno l'attività parlamentare alla sua ormai prossima ripresa, nonché il confronto politico dopo la pausa estiva. Questioni complesse di cui abbiamo discusso con i diversi rappresenti della Sinistra Democratica, per capire gli scenari che si profileranno nei mesi a venire proprio in relazione a questi fronti caldi della dinamica politica.

Testamento biologico
I recenti casi di Pier Giorgio Welby e di Giovanni Nuvoli hanno dimostrato quanto sia necessario in questo nostro paese arrivare a stabilire per legge la possibilità di autodeterminazione del paziente rispetto alle cure mediche a cui sottoporsi o da cui essere esonerato, in particolare qualora questi venga a trovarsi nella condizione di non poter più essere in grado di intendere e di volere. Una necessità che ha però sollevato e solleva tuttora un vespaio ideologico all'interno della classe politica, che si è nutrito e si nutre di convinzioni religiose e morali; testimonianza di come il principio di laicità, che dovrebbe regolare la vita dello Stato e la sua attività normativa, non sia ancora un terreno totalmente condiviso da cui partire per poter legiferare seriamente. Nuccio Iovene, senatore e membro della Commissione Sanità di Palazzo Madama, ci ha spiegato a che punto è arrivata la discussione riguardo al testamento biologico, sottolineando come l'iter di promulgazione di una legge in materia sia ostacolato da pregiudiziali di ordine morale e religioso, che vedono protagoniste non solo le forze del centrodestra ma anche componenti interne alla maggioranza di governo, segno evidente che l'attrito maggiore nasce dalla polarizzazione di laici contro cattolici. "Ci sono diversi progetti di legge che sono stati depositati in parlamento e sono terminate le audizioni in Commissione Sanità del Senato", sostiene Iovene, "così ora siamo in attesa di avviare la discussione generale, anche se essa appare bloccata dal veto congiunto posto dai teodem e dal centrodestra". "Attualmente", prosegue, "sono dieci i ddl presentati, compreso quello avanzato dell'ala sinistra della coalizione, che si è reso necessario vista l'impossibilità di arrivare ad una proposta condivisa e unitaria da parte del centrosinistra". Su quale debba essere l'obiettivo da perseguire, Iovene spiega come esso consista semplicemente nel "ribadire l'articolo 32 della Costituzione e garantire la possibilità che il cittadino possa esprimere il suo futuro di cura, decidendo anche di venire esonerato da qualsiasi trattamento medico che si configuri come accanimento terapeutico, oltre a tutelare il diritto umano a morire in modo dignitoso".
Nonostante i vari ddl presentino alcuni punti di convergenza -come l'opposizione all'accanimento terapeutico (previsto anche dalla Costituzione), la non obbligatorietà a indicare in anticipo le cure che si desidera accettare o meno, la designazione di un fiduciario che sarà notaio e anche interprete del volere del paziente che non può più decidere, e la possibilità di modificare le volontà del testamento biologico in ogni momento- permangono alcuni elementi di attrito, che allontanano il conseguimento di una intesa. Fra tutti il tema dell'alimentazione e dell'idratazione forzata, intorno a cui ruota lo spinoso quesito: possono queste essere considerate terapie e quindi divenire oggetto della scelta testamentaria del paziente, con il riconoscimento a questi della possibilità di decidere anticipatamente di interromperle qualora dovesse configurarsi per lui una condizione di incapacità clinica di intendere e di volere? In materia i cattolici si sono detti convinti del contrario, mentre il fronte laico è incline a considerare tali pratiche mediche come vere e proprie cure, riconoscendo di conseguenza al paziente, proprio attraverso l'espressione di volontà anticipate, la possibilità di non esserne sottoposto. Altro fronte caldo è relativo al concetto stesso di accanimento terapeutico: a chi spetta decidere quando le cure sconfinano in esso? Per non parlare del difficile confronto che anima il dibattito su chi, in caso di contrarietà di giudizio fra fiduciario e medico, debba essere chiamato ad esprimere l'ultima parola. In questo caso, sono due i soggetti al vaglio della discussione e su cui ancora non si è arrivati ad una scelta condivisa: la magistratura o il comitato etico.

Unioni di fatto
La regolamentazione delle convivenze di fatto è uno dei punti del programma con cui lo schieramento del centrosinistra si è presentato alle ultime elezioni. Un obiettivo importante come ha dimostrato lo sforzo, di fatto poi naufragato, delle due ministre Pollastrini e Bindi di arrivare alla formulazione di una proposta di legge unitaria: i cosiddetti DiCo. Persisi nei meandri della attività e dello scontro politico, però, al loro posto sono subentrati i Cus (Contratto di unione solidale), presentati dal presidente della Commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi come tentativo di arrivare ad una mediazione partendo dalle proposte giunte in commissione e dalla discussione finora svolta. Katia Zanotti ci ha spiegato in cosa consistono questi contratti di unione solidale. "Salvi ha presentato come relatore un testo base che è questo dei Cus, che appare semplificato perché toglie di mezzo le anagrafi portando tutti davanti al notaio o al giudice di pace, quindi dando riconoscimento pubblico alle convivenza", afferma Zanotti, la quale ricorda anche come il testo Salvi riesca ad "assolvere a quello che era la richiesta sottesa alla base prima dei Pacs e poi dei Dico". Secondo la deputata i Cus sono un buon punto di partenza per la discussione parlamentare perchè rappresentano "un testo meno burocratizzato che sul punto del riconoscimento pubblico non ha ambiguità, nessuna ipocrisia, come accadeva invece nei DiCo con le lettere indirizzate alle anagrafi". Sostanzialmente "è un passo avanti perché mantiene salvo il tema del riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi". "Il testo", prosegue, "è andato in contro anche alle richieste che provenivano dall'opposizione, penso alle istanze di Alfredo Biondi, per esempio, il quale insisteva sulle unioni solidali. Di fatto, il principio è stato quello di sottolineare la responsabilità reciproca fra persone che vivono un rapporto o una convivenza di fatto". Sul futuro di questo tentativo legislativo, Zanotti si dice convinta che "se procedesse sarebbe una risposta efficace" perché, come testimonia la volontà di collaborazione dichiarata dalla stessa ministra Pollastrini, "i Cus sono una proposta di valore, dove si è applicata una semplificazione rispetto ai Dico, eccessivamente burocratici". Ma l'opposizione che ha osteggiato i DiCo potrebbe comunque lavorare per affossare anche i Cus? "Certo, coloro che hanno un pregiudizio di natura religiosa ripresenteranno la loro contrarietà, la stessa sollevata appunto verso i DiCo, anche nei confronti di questo testo. Aspetto però importante è che si potrebbe realizzare una maggiore coesione intorno a questo documento da parte della stessa componente di sinistra della maggioranza, la quale spingeva per un riconoscimento pubblico delle coppie di fatto e vedeva la mediazione dei DiCo come un pasticcio che occultava le parti più avanzate della legge, soprattutto quelle che potevano riferirsi in modo diretto alle unioni omosessuali". "Del resto", conclude la Zanotti, "anche la componente laica dell'opposizione ha criticato l'eccessiva burocratizzazione dei DiCo e potrebbe perciò convergere sul documento di Salvi che ha alleggerito l'impianto. Per tale ragione spero si arrivi ad una sintesi tra la maggioranza e il centrodestra. Certo non so se avrà i numeri e non so se accontenterà la Binetti o Bobba".

Libertà religiosa
E' in discussione in Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio un disegno di legge che garantisca la convivenza delle varie confessioni religiose presenti nel nostro Paese e al contempo l'affermazione di un corretto principio di laicità dello Stato.
Marisa Nicchi, deputata e membro della Commissione, ci spiega a che punto è arrivato il confronto sul tema, ma soprattutto che tipo di discussione si è andata sollevando e quale dovrebbe essere lo scopo di questo intervento normativo. "Il pdl Zaccaria sintetizza una serie di iniziative di disegni di legge ribadendo il grande tema della libertà e del pluralismo religioso nell'ambito delle norme costituzionali che riguardano questa materia. Chiaramente" prosegue Nicchi "le destre cercano di osteggiarlo in tutti i modi: soprattutto la Lega si distingue per questo tentativo di ostruzionismo che nasce dal desiderio di criminalizzare l'Islam". Alla base del pdl, ci spiega, esiste naturalmente anche la necessità di ribadire "il principio della laicità, come base per poter affermare pluralismo e libertà di tutti i culti, rispettando anche le normative europee. Affermare e riconoscere gli ambiti in cui si può esplicare l'autonomia della religione è infatti un mezzo per poter evitare anche le derive fondamentaliste". "Proprio con questo scopo", afferma la deputata, "abbiamo presentato degli emendamenti che riguardano il rapporto tra le derive fondamentaliste e il corpo femminile, insistendo sull'importanza di riconoscere come limite all'autonomia di un culto il rispetto dei diritti inviolabili, dell'integrità psico-fisica, dell'autodeterminazione femminile. Questi principi, questi diritti sono ciò che viene prima di qualsiasi ambito di libertà religiosa". La possibilità di incassare un successo, arrivando a confezionare una norma in materia, appare però alla Nicchi piuttosto difficile: "sono molto pessimista perché l'ostruzione è forte", sostiene, aggiungendo allo stesso tempo come il pdl sulla libertà religiosa rappresenta "uno dei temi scottanti delle società multiculturali e multireligiose che deve essere comunque governato".

Legge 40
Dopo il referendum del giugno 2005 e l'approvazione della legge 40, il tema della fecondazione medicalmente assistita è stato considerato superato e su di esso, almeno ufficialmente, sembra essere calato il silenzio. Se non fosse, ci ricorda Katia Zanotti, deputata e membro della Commissione Affari Sociali, che quella stessa legge ha recentemente dimostrato la sua fallacità: "la relazione al Parlamento del ministro della Salute Livia Turco sulla legge relativa alla fecondazione medicalmente assistita", spiega la deputata, "comprova la nefandezza di quella norma visto che fotografa una diminuzione delle gravidanze di circa 4% e l'aumento del turismo procreativo, soprattutto per coppie infertili o sterili che devono ricorrere alla inseminazione eterologa e che per questo viaggiano verso l'estero, dove essa non è proibita". "Questi dati", prosegue, "basterebbero a motivare una revisione di quel testo, fondato su un pregiudizio religioso che considera l'embrione una persona e per tanto inviolabile". Eppure la prudenza appare l'asse intorno a cui si muove l'intera politica, visto che, continua Zanotti, "la stessa Turco ha sostenuto la necessità di non toccare l'impianto della legge e ha parlato dell'importanza della relazione quasi personale che la lega alla senatrice Binetti, da cui dice di aver imparato molto sul piano umano". Nonostante il contesto politico non sia favorevole perché permeato da troppi pregiudizi morali e ideologici, la deputata di Sd ci ricorda come "il Consiglio Superiore di Sanità ha prodotto recentemente una sua valutazione circa l'aggiornamento delle linee guida mediche, e per questo stiamo lavorando come parlamentari a sollecitare l'intervento in Commissione Affari Sociali della Turco proprio su queste stesse linee per poter capire se si possa in qualche modo arrivare almeno ad attenuare la rigidità della legge 40". Sulla possibilità di portare a casa un risultato positivo, però, la deputata si dice tutt'altro che ottimista, anche se non arretra dalla convinzione che una battaglia è ancora necessaria: "le condizioni politiche sono molto restrittive e non lasciano sperare in una accelerazione sul fronte della laicità, ma nonostante questo siamo intenzionate a rilanciare una iniziativa unitaria fra politica, associazionismo, mondo scientifico per poter rispondere ad una delle più sentite necessità del paese".

Sphere: Related Content

Benetton e D&G vietati dall'Iran.

(Il Giornale) Teheran - Marchi di moda occidentali al bando. L’Iran contro Benetton, Dolce e Gabbana e Louis Vuitton: la stretta delle autorità contro le donne che non vestono in modo sufficientemente consono ai dettami islamici ha preso di mira le "griffe", accusate di esercitare una "cattiva influenza" sulle consumatrici e, per quanto riguarda Benetton, di essere legato ai "sionisti".

Tutti contro Benetton Secondo quanto scrive il giornale riformista Etemad-e-Melli, cinque deputati hanno scritto una nota di protesta al Parlamento nella quale chiedono di "impedire l’influenza di Benetton nella moda e nello stile dell’abbigliamento femminile". Lo stesso giornale informa che anche il presidente del Majlis Gholam Ali Hada-Adel si è associato alla protesta contro Benetton, colpevole di non usare la lingua farsi per le insegne e le pubblicità dei suoi negozi: "I due negozi che ho visto non usano le iscrizioni in farsi e tutte le scritte sono in inglese. Tutto questo deve essere impedito, in linea con la legge". Secondo un altro giornale dell’ala radicale iraniana, Siasat-e Ruz, gli stessi deputati hanno messo in guardia il ministero degli Interni perché "blocchi l’influenza del milionario sionista Benetton nel campo della moda e dell’abbigliamento femminile".

Al bando D&G e LV La nuova direttiva del presidente del Majlis, il parlamento di Teheran, e dai quattro membri della Commissione Cultura, che hanno già chiesto la chiusura di sette negozi che commercializzavano i prodotti Benetton, colpisce Dolce e Gabbana e Louis Vuitton. Il gruppo di Treviso e Luciano Benetton, accusato di essere "un sionista", non sono quindi gli unici a essere entrati nel mirino della nuova ondata moralizzattrice che sta travolgendo la società iraniana. Il divieto di commercializzare prodotti con la firma di Dolce & Gabbana e di Louis Vuitton, ora, va di pari passo con l’accusa di "promozione di cultura estranea all’Islam". Le due marche vengono considerate "strumenti della penetrazione culturale dell’Occidente corrotto".

Sphere: Related Content