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martedì 10 giugno 2008

Bologna, vestito da donna importuna ragazza al parco di Villa Ghigi.

Un moldavo clandestino di 27 anni. Il giovane è accusato di aver importunato una donna di 33 anni.
(Adnkronos) - Un moldavo clandestino di 27 anni e' stato denunciato ieri sera dalla polizia di Bologna. Il giovane e' accusato di aver importunato una donna di 33 anni che verso le 20 passeggiava nel parco di Villa Ghigi. Vestito da donna un moldavo ha alzato il gonnellino rosa e gli ha mostrato i genitali. Una scena che si era gia' ripetuta un paio di settimane fa. La 33enne, originaria di Ancona ma residente a Bologna, questa volta ha chiamato la polizia che ha individuato il moldavo mentre si cambiava e l'ha denunciato per atti osceni.

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E' deciso, il gaypride a Biella si terrà in Piazza Vittorio Veneto.

"La scelta è stata subita dal Comitato Biella Pride, che continua a non sapere perché gli sono state vietate due piazze che sono state, anche recentemente, concesse a altre iniziative".
(La Stampa) «Il Biella Pride si terrà in piazza Vittorio Veneto, individuata nel corso della trattativa instaurata dopo che le piazze scelte precedentemente sono state vietate dal Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto».

Lo ha reso noto ieri pomeriggio con un comunicato il Comitato organizzatore del gay pride di Biella in programma il 14 giugno. «Questa scelta è stata subita dal Comitato Biella Pride, che continua a non sapere perché gli sono state vietate due piazze che sono state, anche recentemente, concesse a altre iniziative - aggiunge la nota -. Palesemente il concomitante reading di Paolini non avrebbe rappresentato alcun impedimento. Il Comitato Biella ha comunque deciso di svolgere in piazza Vittorio Veneto un Pride che sarà orgoglioso, inclusivo e festoso». La manifestazione è stata pensata dal comitato organizzatore «come una piazza tematica, inclusiva, stanziale, in cui poter dialogare con la cittadinanza, con gazebo, musica e spettacoli».

La decisione di accettare piazza Vittorio Veneto non ha però posto fine alla polemica con il prefetto per il divieto all’utilizzo per la manifestazione di piazza 1° Maggio o di piazza Martiri. «Continuiamo a denunciare le gravi e ingiustificabili affermazioni del prefetto ribadisce il Comitato Pride -, nell’attesa di individuare opportune sedi per riflettere e reagire». Intanto il gay pride del 14 avrà un anteprima venerdì 13 alle 18 al Museo del Territorio dove Rifondazione comunista, e la Federazione provinciale dei Giovani Comunisti hanno organizzato un dibattito pubblico sul tema «Make love make left, Ri-Prendiamoci i diritti, Ri-Fondiamo la Sinistra». Parteciperanno l’onorevole Vladimir Luxuria e l’onorevole Titti De Simone.
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Ndr. Anche se trombati si resta sempre onorevoli...

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Carfagna, no ai matrimoni gay: "Io non ho pregiudizi, ma non possono pretendere di essere famiglie".

Il ministro Carfagna: no ai quartieri a luci rosse. Sì alla prostituzione casalinga. "Togliere la prostituzione dalla strada. Ma l'espulsione non risolve il problema".
"Cacciare le lucciole è un errore facciano le cooperative del sesso".

(Caterina Pasolini - La Repubblica) Dice sì alla prostituzione libera e casalinga il ministro alle pari opportunità Mara Carfagna. Magari anche in cooperativa. Ma chiede allo stesso tempo guerra al mercato del sesso in strada, agli sfruttatori, alla tratta delle minorenni, liberando dalla schiavitù chi è costretto a vendersi tra minacce e ricatti.

Contraria a fogli di via ed espulsioni?
"Sì. Così si colpisce solo l'anello più debole e non si affronta il problema alle radici".

Qual è l'obiettivo? La Bongiorno propone di punire i clienti.
"Togliere la prostituzione dalla strada, con multe a lucciole, viados e clienti, ma soprattutto affrontare l'emergenza delle minorenni che aumentano in maniera impressionante e aiutare chi vuole togliersi dalla schiavitù. Stiamo lavorando ad una proposta più complessiva".

Maroni parla di eros center.
"I quartieri a luci rosse non mi convincono, degradano zone della città. Ma non sono contraria a chi vuole prostituirsi per scelta purché in case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri condomini. Comunque è tutto da verificare dal punto di vista legislativo. L'importante è che non ci sia sfruttamento e che le strade non siano un mercato del sesso a cielo aperto".

Sono nove milioni al mese i clienti, 80% sposati.
"Un dato allarmante, dimostra lo sfaldamento dei nuclei familiari".

A proposito di famiglie, che ne pensa di unioni di fatto e matrimoni gay?
"Sono contraria".

Ma non è il ministro delle pari opportunità?
"Io non ho pregiudizi, ma non possono pretendere di essere famiglie".

Perché?
"L'idea di famiglia viene da una tradizione religiosa - e io ho fede anche se cerco di essere laica come ministro - viene dalla costituzione, dal diritto civile e naturale: è composta da un uomo e una donna che si uniscono per dare vita a figli per proseguire la specie".
E tutti gli altri, laici o atei, etero e omo?
"Trovo giusto rivendichino diritti civili, trovo giusto che chi è stato assieme una vita possa subentrare nell'affitto, andare a trovare il compagno in ospedale. La famiglia però è un'altra cosa".

Quindi niente leggi?
"Penso solo a contratti privati".

Le pari opportunità allora per chi sono?
"Le mie priorità sono: aiutare le famiglie a fare più figli, con sussidi, creazioni di asili sul modello francese. Aiutare le donne sul lavoro perché abbiano stipendi uguali ai colleghi, perché riescano a conciliare famiglia e carriera. Per le donne presenterò venerdì in consiglio la proposta di legge sullo stalking, perché le molestie insistenti sono spesso il passo che precede le aggressioni, mentre per i fondi tagliati contro la violenza sulle donne il mio ministero ha altre somme da destinargli".

E per i gay?
"La mia idea è di aggiungere il motivo di orientamento sessuale al decreto legge del '93 che prevede l'aggravante se la violenza è compiuta per motivi di razza o religione".

Scusi ma lei ha avuto pari opportunità?
"Gli uomini hanno un pregiudizio storico sull'ignoranza delle donne, se sei bella ancora di più, ma non mi piango addosso e vado avanti. Sono testarda, penso sempre di dover migliorare e quindi da quando sono ministro dormo male. Ho la consapevolezza delle aspettative".

Cosa vuole?
"Una famiglia mia, in una società ordinata che coccola madri e figli troppo spesso senza adeguata tutela".

Se sua figlia fosse omosessuale?
"Le insegnerei a vivere la sua situazione con naturalezza e sobrietà, perché le provocazioni non servono", dice forse pensando al corteo del Gay pride dove campeggiavano le foto di un suo vecchio calendario osé.

Ora chi si ispira politicamente?
"Vorrei essere Ronald Reagan. Anche lui è entrato in politica arrivando dal mondo dello spettacolo. Guardato con sospetto, diffidenza e sufficienza, si è poi dimostrato uno dei più grandi politici della storia americana".

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A proposto delle ultime aggressioni omofobe a Napoli.

Un paese brutto.
(Franco Cuomo - Positano news) Siamo diventati un paese, antipatico, di cattivo umore, che ha perso il senso della solidarietà e dove si avvertono un razzismo e un fascismo crescenti alimentati dal linguaggio da caserma e da bar usato dai politici italiani e - badate bene- la parola fascista non è usata nell´accezione dispregiativa, o abusata, cioè a mo´ di insulto, ma nella sua connotazione di fascismo storico. Chi da un giudizio così pesante sul nostro paese è lo scrittore spagnolo Javier Marías (nella foto). Come non essere d´accordo con lui quando si ascoltano le dichiarazioni e i giudizi sparati da Umberto Bossi, da Calderorli, da Borghezio, da Castelli, sui ROM, sui Gay, e sulla necessità di ronde punitive di cittadini o le frasi populiste ad effetto, di Silvio Berlusconi sulla sicurezza. Anche Napoli – come tutto il paese- sta cambiando e tira una brutta aria. A cominciare dalla provincia e dalla periferia, e insiste sulla mancanza di politiche sociali, su scelte che spingono all´odio nei confronti del diverso. Una settimana fa circa un gruppo di balordi ha pestato a sangue due ragazzi su un treno della circumvesuviana sulla tratta Napoli –Sorrento, all´altezza di Portici due ragazzi sono stati additati come omosessuali e dopo vari insulti e il tentativo di scimmiottare un approccio, sono stati circondati e presi a schiaffi quando c´è stato il tentativo di reazione da parte di uno dei due verso il quale è scattata una violenta rappresaglia. Calci e pugni in pieno volto, un pestaggio interminabile che ha reso necessario il ricovero in ospedale, senza che nessuno dei presenti abbia fatto il minimo cenno di intervento per aiutare i malcapitati. Uno dei due ha subìto anche l´ablazione della retina. Brutale omofobia. Razzismo, intolleranza? A Roma la settimana prima era successa la stessa cosa nei confronti di un DJ, e qualche giorno prima ronde di cittadini padovani avevano “arrestato” e malmenato due trans in un parco. Ok! Si stavano prostituendo in un parco: ma chi era quella gente che poteva fare impunemente quello che stava facendo?Che li insultava e li malmenava mentre la ripresa televisiva copriva col bip quegli insulti. Quella gente era lo Stato? E qual ‘era la morale di quella gente? Io penso che il fascismo sia già cominciato, ma come accadde per il fascismo passato, se ne accorse solo qualche intellettuale e gli stranieri. Perché certo, se non è fascismo tutto questo non vedo cos´altro dovrebbe esserlo. Gli Italiani hanno la memoria corta ed hanno dimenticato le squadracce in camicia nera. Sul treno della circumvesuviana erano in dieci contro due e si sono sentiti legittimati a farlo, come si sono sentiti legittimati i cittadini razzisti di Ponticelli ad incendiare il campo ROM e la legittimazione a fare tutto ciò è data da frasi assurde pronunciate dai politici che ho appena menzionato, sull´ordine pubblico e le pronunciano con la veemenza e la rozzezza populistica, propria della chiacchiera da bar o del turpiloquio da caserma. Ecco allora perché si può scatenare su un treno della circumvesuviana quello che è successo. Si annunciano misure contro i ROM e si sta criminalizzando un intero gruppo etnico, e a Roma Alemanno non da il patrocinio per il GayPride e una ex showgirl diventata ministro da lezioni di morale agli omosessuali e la gente o è indifferente o spesso sempre più ben disposta verso queste misure. Non dimentichiamo che i gitani furono perseguitati dai nazisti tra la crescente acquiescenza dei tedeschi di allora, e la stessa persecuzione fu fatta verso ebrei e gli omosessuali, con la stessa analoga crescente acquiescenza. Oggi il sondaggio Demos Coop dice che l´Italia è un paese che ha paura per l´incertezza del futuro e quando un paese ha paura si inventa i nemici : gli stranieri, gli altri diversi da te, mentre queste paure sono alimentate da politici rozzi e grossolani che spacciano il populismo becero per democrazia. C´è da chiedersi dove e come finiremo. La china che abbiamo preso è brutta ed ha ragione Javier Marias quando dice che siamo diventati un paese di cui diffidare.

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Vergognosa petizione. Raccolta firme pro-prete pedofilo.

A Colico c’è chi contesta la raccolta delle sottoscrizioni. Il sacerdote condannato.
(Stefano Cassinelli - Il Giorno) Secondo un Tribunale della Repubblica ha abusato di un minorenne, ma la gente di Colico non crede a quanto sentenziato dai giudici in primo grado e difende don Mauro Stefanoni (nella foto) ex parroco di Laglio che da tempo era stato trasferito a Villatico. Ma i parrocchiani non si limitano a parlar bene del sacerdote che ora si trova a Cantù in casa dei genitori in attesa che il vescovo di Como Diego Coletti decida di lui. Infatti è stata organizzata una raccolta firme e in un giorno sono stati oltre 600 i colichesi che hanno sottoscritto la petizione a sostegno di don Mauro chiedendo che il sacerdote ritorni in parrocchia. «Abbiamo deciso - spiegano i parrocchiani più attivi nell’iniziativa - di far sapere al vescovo che noi abbiamo piena fiducia in don Mauro e che qui ha fatto un lavoro straordinario. Ha rivitalizzato l’attività oratoriana con iniziative e novità».

MA ALLE 600 FIRME, già consegnate dal religioso che dovrebbe averle già fatte pervenire al vescovo, se ne dovrebbero aggiungere molte altre: «Abbiamo già duecento firme pronte. Quando diciamo firme intendiamo con il nome, l’indirizzo e i dati anagrafici del sottoscrittore. Quindi firme certe e domenica ne saranno raccolte altre. Andremo oltre le mille». In un paese con poco più di seimila abitanti questo è un numero assai significativo. Ma il vescovo Coletti nei prossimi giorni inizierà anche a ricevere cartoline mandate dai bambini di Colico in cui sono contenuti messaggi per don Mauro Stefanoni. «Ci manchi don», «Torna a Colico don Mauro» sono alcuni dei testi inviati in curia a Como. «Questa iniziativa - spiegano i parrocchiani colichesi - ha reso molto felice don Mauro. Lo abbiamo incontrato lunedì sera per dargli le firme già raccolte e per esprimergli la nostra solidarietà. Questa iniziativa è nata da noi e non è stat sollecitata da don Mauro che però l’ha accolta con grande gioia».
NON MANCA PERÒ chi esprime perplessità in paese sull’opportunità di chiedere il ritorno del sacerdote e c’è già chi contesta il valore delle firme. «Capisco che non sia un modulo con valore legale - afferma un residente che risulta essere tra i firmatari - ma la raccolta delle firme per una questione così delicata dovrebbe essere fatta con più attenzione. Io risulto firmatario ma di fatto hanno fatto sottoscrivere il modulo a mia nonna anche per me. Essendo una cosa delicata bisogna gestirla con attenzione e rispetto». Mentre l’incontro tra il vescovo Diego Coletti e don Mauro che doveva tenersì martedì sera è stato rinviato.

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Isola di Lesbo in tribunale. E' guerra per aggettivo "lesbica".

Per abitanti dev'essere solo geografico e non indicare donne gay.
(Apcom) Lesbo in tribunale: al via ad Atene il processo intentato dagli abitanti dell'isola, per "riappropriarsi" dell'aggettivo fino al 1924 solo geografico ma da allora universalmente adottato per definire le donne omosessuali.

Ma, come spiega il quotidiano britannico The Guardian, il processo coincide con un aspro dibattito in corso in Grecia sui diritti degli omosessuali: secondo non poche organizzazioni gay il processo è stato infatti intentato solo per omofobia, in un Paese che rimane assai conservatore: "la Chiesa Ortodossa è letteralmente fuori da ogni controllo nel suo atteggiamento verso di noi, i mezzi di informazione lanciano campagne di odio e il governo conservatore è ipocrita e indifferente", ha dichiarato il legale Grigoris Valianatos.

Al contrario degli altri Paesi dell'Ue, dove le coppie omosessuali godono di diritti civili, i gay greci hanno dovuto superare una diffidenza assai maggiore (e a tutt'oggi nessun politico si è dichiarato tale): sfidando le direttive comunitarie, le forze armate greche proibiscono ancora l'omosessualità fra i militari.

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Genova: Marinaio inglese Narcotizzato e violentato.

Narcotizzato in un bar, sequestrato, rapinato e violentato.
(La Repubblica) È quanto è successo ad un marinaio di 23 anni della Royal Navy britannica nella notte tra domenica e ieri. Il giovane, in servizio sulla fregata “Hms Somerset” a Genova da venerdì scorso ed in partenza stamani, ha lasciato il molo del porto antico, dove è attraccata la fregata, alle 9,30 di domenica sera raggiungendo un bar del centro storico per vedere una partita di calcio. Il militare ha consumato vino, ha pagato il suo conto alla cassa. Dopodiché non ricorda più nulla. Si è svegliato alle 4,30 di ieri all’interno della stazione Principe. Era stato rapinato e qualcuno aveva abusato di lui.

Il giovane ha vagato per la città per quattro ore sotto choc. Alle 9,30 ha ritrovato la strada del porto antico e, appena a bordo, si è recato dagli ufficiali della “Somerset” per denunciare quanto accadutogli. Immediati accertamenti medici avvenuti a bordo hanno chiarito la veridicità delle sue parole. Il marinaio, scortato dai carabinieri, è stato quindi mandato all’ospedale Galliera per effettuare ulteriori visite tra cui esami clinici per verificare se ha contratto malattie veneree e chiarire la natura delle lesioni che gli sono state trovate sul corpo. È stato inoltre sottoposto ad esami tossicologici. Il marinaio nega di avere bevuto abbastanza da perdere coscienza e memoria; nega di avere consumato droghe volontariamente. La notizia è stata anticipata stamani dal quotidiano genovese “Corriere mercantile”.

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Anche la Endemol di Berlusconi tra i proprietari di Gay.tv. Il mondo gay sconcertato.

Gay.tv si rinnova.
Gay.tv, sito dedicato al target gay e gayfriendly in Italia, parte del network di tg|adv, cambia look e da oggi si presenta ai propri utenti con una nuova home page.

(Pubblicità Italia) Il sito risponde così alle esigenze di un pubblico sempre più eterogeneo con interessi, gusti e propensioni variegate. La nuova veste grafica di www.gay.tv permette un’esposizione più completa dei contenuti del sito e garantisce una fruizione più veloce da parte dell’utente.
Fra le novità la sezione Gay.fm, la nuova radio online libera e gratuita che trasmette successi italiani e internazionali.
La nuova home page prevede un maggior numero di notizie che arrivano dall’estero e che offrono agli utenti di Gay.tv un aggiornamento puntuale rispetto all’attualità e a quello che succede nel resto del mondo, in politica, in materia di diritti ma anche nel lifestyle e nell’intrattenimento.
Il sito, di proprietà di Xat Production e YAM112003 (società del gruppo Endemol), raggiunge al mese 500.000 utenti unici e 32.000.000 impression.
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Ndr. Molte cose ora hanno una risposta come molte cose questi signori le dovranno spiegare. Berlusconi niente diritti ai gay ma i loro soldi li prende. Demagogia? No, solo realtà... E' chiaro a questo punto che anche Gay.it e Clubbing, sodali in una sorta di alleanza nella politica economica (e certamente non culturale... probabilmente non ne conoscono neppure il termine...), fanno parte di questa cricca...

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Associazione Certi Diritti. Le unioni civili a Milano e le proposte di legge in parlamento.

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Tra un mese nascerà la prima bambina partorita da un uomo.

Il 3 luglio lo straordinario parto di Thomas Beatie.
(La7) La sua storia ha fatto il giro del mondo e tra un mese il transessuale statunitese Thomas Beatie farà nascere la bambina che porta in grembo . Il sito internet del giornale inglese News of the World ha pubblicato le foto dell'uomo con il pancione. 34 anni, Thomas ha potuto portare avanti la gravidanza perchè dieci anni fa era una donna, si chiamava Tracy Lagondino. Quando ha deciso di cambiare sesso ha scelto di conservare l'apparato rispoduttivo femminile perchè la moglie aveva subito una isterectomia. Stando al suo racconto avrebbe fatto l'inseminazione da solo, con una siringa speciale da veterinari, perchè le cliniche specializzate si erano rifiutate di aiutarlo.
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Otto e mezzo. Gaypride: Orgogli e pregiudizi.

(La7) Giugno, tempo di Gay Pride e di polemiche. A Roma e Milano sfileranno sabato, poi il 28 a Bologna la manifestazione nazionale. Diritti, “nuove famiglie”, omofobia: chi cerca il dialogo e chi lo rifiuta. Ne parlano Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per la Famiglia e Imma Battaglia, presidente dell’associazione Di’ Gay Project, ospiti di Alessandra Sardoni e Lanfranco Pace.
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Ed ora "Brokeback Mountain" diventa un'opera. La comporrà Charles Wuorinen.

La New York City Opera ha commissionato al compositore americano Charles Wuorinen un'opera basata sul racconto di Annie Proulx "Brokeback Mountain", la storia d'amore tra due cow boy gay dalla quale è stato tratto un film che ha vinto tre premi Oscar.

Lo ha detto ieri il portavoce dell'opera Gerard Mortier in una nota, spiegando che la prima dovrebbe andare in scena nel 2013.
"Sin dalla prima volta che ho letto la straordinaria storia di Annie Proulx avrei voluto trarne un'opera, e mi rende molto felice che Gerard Mortier e la New York City Opera mi abbiano dato l'opportunità di farlo", ha detto Wuorinen.

"Brokeback Mountain" è la storia di due uomini che si sono incontrati e innamorati nell'immaginario paese di Brokeback Mountain in Wyoming nel 1963, e della loro complicata relazione durata vent'anni.

Nel 2005 il film tratto dal libro - nel quale ha recitato anche Heath Ledger, successivamente morto per un'overdose accidentale di farmaci - ha vinto tre Oscar

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Omofobia: Tra violenza e indifferenza. Identificato il “branco” della Vesuviana.

(Napoligaypress) “Eravamo in treno. Stavamo tornando da Sorrento quando, all’altezza di San Giorgio, ci hanno aggredito. Era una banda, almeno dieci persone. Ci hanno scaraventato a terra e colpiti con calci in faccia e nello stomaco”

Buone notizie dal commissariato di Polizia di San Giorgio A Cremano dove sono state visionate le riprese delle videocamere di sicurezza del treno Napoli-Sorrento su cui è avvenuta qualche giorno fa l’aggressione ai danni di due ragazzi napoletani.

La nitidezza delle immagini e la testimonianza di un passeggero presente hanno permesso di ricostruire quanto accaduto confermando quanto raccontato dai due ragazzi assaliti. Lo stesso branco era stato autore in passato di altri incursioni di matrice omofoba tra cui una circa un mese e mezzo fa sulla stessa linea.

La cosa triste di tutta la vicenda, sottolineata dalle stesse vittime (una delle quali rischia il distacco della retina) è proprio il comportamento dei tanti passeggeri presenti che, quando non sono fuggiti, sono rimasti indifferenti a quanto accadeva.

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La setta degli orrori in Toscana. "Dopo l´orgia una donna è stata uccisa". Il cadavere fatto a pezzi.

Mugello, diario-shock di una ragazza: una pista per il cadavere fatto a pezzi.
(Michele Bocci - La Repubblica, edizione di Firenze) «Qualche tempo fa abbiamo fatto un rito satanico. C´è stata un´orgia alla fine della quale una donna è stata uccisa». E´ rimasto sconvolto il padre di una ventenne che vive nel Mugello quando ha letto queste parole nel diario della figlia. L´uomo ha portato la pagina alla polizia permettendo agli uomini della squadra mobile fiorentina di imboccare una pista che potrebbe risolvere un mistero risalente a due anni fa. Grazie a quella segnalazione, e ad altri accertamenti sugli scritti privati della giovane, che hanno trovato riscontro, si sono incrociate due inchieste. Quella sulle ossa di una donna trovate il 21 giugno del 2006 dentro alcuni sacchetti di plastica ai bordi dell´autostrada A1 tra Barberino e Roncobilaccio, e quella su un gruppo di giovani toscani, soprattutto pratesi e fiorentini, adepti del cosiddetto "satanismo acido", con cui si definisce una forma di ritualismo fatto di messe nere, orge, droga, atti di violenza.
Quattro di loro, quelli con rapporti più stretti con la giovane del diario, sono sotto inchiesta per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Hanno tra i 25 e i 27 anni. L´ipotesi dell´accusa è che durante un rito, magari in un piccolo cimitero del Mugello, sia stata uccisa quella donna, di cui non è stato ritrovato il teschio. Non è ancora stata identificata, le analisi dicono che aveva circa 25 anni ed era di razza bianca. Potrebbe trattarsi di una prostituta dell´est, la cui scomparsa non sarebbe mai stata denunciata da nessuno. I medici fanno risalire la sua morte al 2004, in una data che renderebbe possibile accostare l´episodio a quanto scritto sul diario dalla giovane. Il corpo era stato sezionato con un seghetto elettrico con lama circolare molto sottile e poi era stato scarnificato. Sulle ossa, infatti, erano rimaste le tracce di una lama che aveva asportato carne e muscoli. Oltre al cranio, mancavano cinque vertebre e le parti inferiori di braccia e gambe.
La polizia si è mossa la mattina presto di venerdì su mandato del pm fiorentino Luca Turco per trovare materiale utile alle indagini. Sono partite 23 perquisizioni, di cui 11 a Prato e le altre a Firenze, Lucca, Livorno, Siena e Pistoia. Gli agenti hanno trovato due teschi umani, spade, mantelli, monili con simboli satanisti, cd di gruppi death metal, un filone dell´heavy metal con testi violenti e ritmi irregolari. Quattro giovani, due di Prato e due di Firenze, due maschi e due femmine, sono indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Alcune delle persone perquisite non fanno più parte del gruppo, che celebrerebbe i suoi riti in cimiteri, locali dove suonano band di death metal, ville prese in affitto per feste private (una di queste è in Lucchesia), dove i toscani incontravano giovani provenienti da altre regioni. Ma il luogo simbolo del gruppo è la struttura dell´ex Cicognini di Prato, dove sono state trovate tracce rilevanti del passaggio dei giovani. Scritte sui muri, resti di ceri rossi e neri bruciati e macchie di sangue che si fanno risalire al sacrificio di piccoli animali. Di solito i riti avvengono in coincidenza con le festività cattoliche, per celebrare diavoli e demoni al posto di santi.
Per individuare i giovani, gli uomini della squadra anti-sette della squadra mobile hanno esaminato gli scambi di messaggi su internet, si sono addirittura infiltrati nei loro locali, per parlarci, scoprire dove si tenevano le feste private e parteciparvi. Tre delle persone perquisite, ma non i denunciati per i reati più gravi, fanno parte di una band di death metal di cinque elementi che suona in una cantina di Prato e rappresenta il punto di riferimento per i giovani del gruppo. Dalla mobile spiegano che la droga in quel contesto non ha un ruolo particolarmente importante, i ventenni preferiscono bere, soprattutto l´assenzio.
Una delle persone perquisite giovedì mattina, S. A., ventitreenne di Sesto Fiorentino, è stata arrestata perché nel computer aveva centinaia di immagini pedopornografiche.

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Il popolo Rom esce dai campi.


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A Roma domenica migliaia di persone hanno partecipato al corteo di solidarietà per contrastare recenti atti di razzismo nei confronti delle popolazioni sinte e rom.
"Basta razzismo contro i rom", "Stop alla xenofobia" e "Non aspettiamo la shoah per intervenire": questi gli striscioni di apertura della manifestazione partita dal Colosseo e terminata al Foro Boario, dove si è tenuto un incontro fra le associazioni che hanno organizzato il corteo. In serata si è tenuto un grande concerto con tanti artisti rom.

A Roma la grande manifestazione dei Rom e Sinti contro il razzismo degli italiani. “Siamo qui oggi contro l’apartheid - Santino Spinelli, professore universitario a Chieti, musicista e intellettuale rom - e per far capire all’Italia e agli italiani che i rom non sono nomadi, che i campi sono illegali e disumani e che ci siamo riuniti oggi per la prima volta compatti a favore dei nostri diritti”.

Il corteo e' partito alle 16.00 dal Colosseo. Uomini, donne e molti bambini rom e sinti si sono radunati per protestare contro le politiche sulla sicurezza del nuovo governo Berlusconi definite "discriminatorie".
Con loro in piazza c'erano rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative e alcuni politici di Rifondazione comunista. Secondo Roberto Musacchio, capo delegazione al Parlamento europeo del Prc, “in Italia si fa un uso strumentale della paura come elemento di cattura del consenso elettorale. Ciò è estraneo al palcoscenico europeo. Io ho fatto un'interpellanza per dire che in Italia c'è chi mette in difficoltà l'attuazione delle politiche di integrazione che sono previste in Europa, dove esiste una direttiva contro le discriminazioni e una direttiva sul diritto di mobilità e di soggiorno per tutti i cittadini europei. Si tratta - rileva Musacchio - di pilastri invalicabili e l'Europa è attentissima che non ci siano mai fenomeni di persecuzione collettiva e che le responsabilità penali siano sempre individuali”.
Per Giovanni Russo Spena, esponente di Rifondazione comunista,”partecipare al corteo è un dovere nel momento in cui vengono violentemente negati i diritti di popolazioni come quella dei rom, che sono una ricchezza della nostra umanità. Dobbiamo creare - ha aggiunto Russo Spena - un fronte di opposizione contro la politica cupa del nostro governo. Quando si nominano i supercommissari per i rom si identifica una razza e quindi di fatto siamo culturalmente alla riproposizione delle leggi razziali. Questo sarà un punto fondamentale della ricostruzione dell'opposizione già al prossimo congresso del Prc”.
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Alexian Santino Spinelli, presidente dell' associazione Them Romano.it/newsletter.htm, promotrice del corteo svoltosi ieri nella Capitale.
"Si vuole far passare il campo nomadi - ha aggiunto, - che è una forma di segregazione razziale, addirittura come espressione culturale, come se i rom volessero vivere in questo modo. Non è vero che l'integrazione dei rom pesa sulla tasche degli italiani, perchè passa attraverso i fondi comunitari. Per i progetti di integrazione dei rom vengono stanziati fondi dell'Ue che o non sono attivati o finiscono con il finanziare progetti fasulli di pseudo associazioni di volontariato. Ai rom non arriva nulla".
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Ai cattolici questo Pd non va bene. Famiglia Cristiana: "Alla pagliacciata del gaypride gli insulti alla Chiesa e al Vaticano si sprecano".

Strapotere dei radicali e anarchia di valori: è ora di cambiare.
(Apcom) Il settimanale cattolico 'Famiglia cristiana' attacca Walter Veltroni e il suo "partito fantasma" ed auspica che, di fronte ad una "anarchia di valori" promossa dalla componente radicale, il Pd recuperi la sua identità e valorizzi la tradizione cattolica.

"Con i radicali Veltroni ha tradito il Pd e le attese dei cattolici", scrive nell'editoriale del prossimo numero in edicola il giornale dei Paolini. "L'opposizione fatica, il Governo ombra, più mediatico che reale, serve a distogliere l'attenzione dal vero problema del Pd: la sua identità".

L'elenco di errori è lungo per il settimanale cattolico.
"L'anarchia dei valori, teorizzata da Berlusconi, è trasmigrata e ha infettato anche il Pd: vale per la sicurezza, la vita, il testamento biologico, la pace, l'aumento delle spese militari. A eccezione dei cattolici, chi ha sollevato un'obiezione seria contro il reato di immigrazione clandestina?", si legge nell'editoriale. Veltroni "non ha neppure balbettato una critica alla Bonino che ha dato del 'patetico' al Papa, ma al tempo stesso, si fa rappresentare da un suo 'ministro-ombra' alla pagliacciata del Gay Pride di Roma, dove gli insulti alla Chiesa e al Vaticano si sprecano. Ma i cattolici democratici non erano co-fondatori del Pd?".

"Denunciando il 'pasticcio veltroniano in salsa pannelliana' avevamo visto lontano e anticipato l'attuale disagio", ricorda 'Famiglia cristiana'. "Era così difficile capire che con l'ingresso dei radicali nel Pd si tradiva lo spirito originario che aveva portato Ds e l'ex Margherita a fondersi? Non è tempo di sciogliere questa ambiguità e pregare Pannella e soci di accomodarsi fuori? A nostro avviso, ciò sanerebbe il 'peccato originale' di Veltroni e rilancerebbe il Pd. Una parte consistente dei deputati dell'ex Margherita si sta interrogando sul perché della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori. Perché dovrebbero fare la 'riserva indiana' nel Pd? Oltre che minoranza, sarebbero minoritari e insignificanti".

"All'assemblea costituente del Pd (20 e 21 giugno), forse, sarà bene interrogarsi sulla leadership e una gestione poco collegiale. Altrimenti, avrebbe ragione padre Sorge", è la conclusione: "Veltroni ha così semplificato la politica italiana da far sparire anche il partito dell'opposizione".
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Il presunto "piano D'Alema" per l'ingresso nel partito socialista europeo non piace agli ex cattolici. Mentre i prodiani attaccano ancora il segretario.
Pse e l'attacco di Famiglia cristiana Due nuovi casi scuotono il Pd.
Dura presa di posizione del settimanale contro la leadership di Veltroni.
"Una parte consistente dei cattolici del partito è stufa di fare la riserva indiana".

(La Repubblica) Acque agitate, in casa Pd. Sono due, i casi che scuotono il partito - al di là delle nuove critiche dell'ala "prodiana" al segretario. Il primo è legato al cosiddetto "piano D'Alema" per l'ingresso nel Pse; il secondo alla durissima presa di posizione di Famiglia cristiana, che invita Walter Veltroni a scrollarsi di dosso l'ala radicale e laicista, altrimenti finirà per perdere una fetta dell'ala cattolica.

Il piano D'Alema. Repubblica svela l'iniziativa dell'ex ministro degli Esteri. Che avrebbe illustrato al capogruppo socialista all'Europarlamento, Martin Schulz, la sua proposta: i deputati Pd aderirebbero al Pse come pattuglia autonoma, indipendente, ma federata, grazie a una modifica dello statuto che consentirà l'adesione di "partiti amici". E mentre il portavoce di D'Alema smentisce, fioccano le reazioni: ad esempio, il deciso "no" di Rosy Bindi. O quello di Marco Follini, responsabile Comunicazione del partito: "Ipotesi lunare", attacca.

Il dilemma di Veltroni. Il segretario nei prossimi tre giorni si dovrà occupare proprio di Europa e di Pse, essendo stato invitato a due conferenze (una a Berlino e una a Napoli) organizzati da Spd, Pse e gruppo del Pse a Strasburgo. Già oggi il leader Pd annuncia una soluzione a ridosso delle elezioni europee, parlando di un superamento delle vecchie ideologie per costruire un nuovo campo riformista anche in Europa.

L'attacco di Famiglia cristiana. Il settimanale cattolico non è certo tenero, con la leadership del Pd. E paventa addirittura una uscita di ex Dl dal partito: "Una parte consistente dei deputati dell'ex Margherita - scrive il giornale - si sta interrogando sul perchè della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori. Perchè dovrebbero fare la 'riserva indiana' nel Pd? Oltre che minoranza, sarebbero minoritari e insignificanti. Chi ha più sentito Bobba o la Binetti?". Insomma: "Veltroni ha tradito le attese dei cattolici". E si fa condizionare troppo dai radicali.

Le reazioni al settimanale. Le reazioni del Pd non si fanno attendere. Secondo Antonello Soro, capogruppo dei democratici alla Camera, "non fa un buon servizio ai cattolici, di cui si dice portavoce, un giornale che si esprime con una tale faziosità". Anna Finocchiaro si dice stupita dalla durezza dei toni. Ma soprattutto, l'attacco del settimanale viene respinto con decisione dai cattolici del Pd. Luigi Zanda si dice "mortificato e addolorato per le anticipazioni di Famiglia cristiana sul Partito democratico e sul suo segretario". Fioroni definisce l'editoriale "ingiusto e crudele". Per Rosy Bindi quella di Famiglia Cristiana è "una posizione arretrata". E perfino la Binetti si smarca: "Il mio impegno è dentro il Pd".

Il caso Prodi. C'è anche un terzo argomento, ovvero la presenza dell'ex premier nel partito, a provocare un po' di maretta. L'ex presidente del Consiglio, nonostante le richieste avanzate da Rosy Bindi sul tornare a incarichi nel Pd, non intende ornare sui suoi passi. Intanto tutta la ex area prodiana attacca la linea post elezioni del segretario, e chiede un'ammissione della sconfitta; mentre il quotidiano 'Il Riformista lamenta un eccesso di "liquidità" del Pd. "Certo dobbiamo ancora riflettere molto sulla sconfitta elettorale" ammette la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, "ma la riflessione sulla sconfitta non implica la messa in discussione di Veltroni".

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Roma. Gaypride, polemiche sull'aggressione. Casa Pound replica: "Non siamo stati noi".

L'orgoglio gay ha sfilato sabato per le strade di Roma, dove sono stati celebrati un centinaio di matrimoni simbolici sul carro itinerante dell'Arcigay. Secondo quanto denunciato dall'Arcigay la festa è stata disturbata da un «gruppo di neofascisti» che ha tentato di fare irruzione nel corteo sventolando bandiere nere con croce celtica, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Secondo un testimone, hanno gridato ai manifestanti «vi accoltelleremo tutti». «Erano una ventina di persone vestite in giacca e cravatta e ci hanno detto: vi accoltelliamo tutti». È il racconto di un ragazzo che dice di aver assistito alla «incursione dei fascisti» durante il corteo. «Ci hanno detto - ha proseguito - che dovevano andare ad un matrimonio e invece ci volevano aggredire». «Li conosciamo - ha detto un altro ragazzo dal carro dei centri sociali ('Strikè, 'La Torrè, 'Forte Prenestinò) - sono i fascisti del Circolo Futurista e di Casa Pound, volevano rovinarci la festa ma li abbiamo fermati». Secca la smentita da parte di Casa Pound: "Andavamo a un matrimonio".
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Gay village: "Gay o no quì ci si diverte!"

Per voi l’intervista a Paola Dee, il Dj direttivo del Gay Village, “Villaggio” che d’estate è al centro della movida gay romana. Più che un villaggio è un mix di eventi che coinvolgono persone di tutti i gusti e mettono insieme divertimento, cultura e arte.
(Fiorella Palmieri - CCS News) Quanto può essere divertente la movida gay romana? Scopritelo con noi attraverso questo articolo. Abbiamo intervistato per voi uno dei volti più noti delle notti gay romane e ci siamo fatti dare qualche consiglio, qualche utile chicca. La notte romana gay è divertente e infuocata, e soprattutto non è più per soli gay, perché alle loro feste troviamo anche tanta gente etero che si diverte, balla, gioca e scherza, e si tratta di divertimento puro che non ha controindicazioni.
Tutta per voi l’intervista a Paola Dee, il Dj direttivo del Gay Village, che gentilmente ci ha concesso qualche minuto del suo tempo.
D: Paola che cos’è il Gay Village?
R: Il Gay Village nasce da un’idea di voler aggregare tutte le realtà gay esistenti a Roma e creare un posto d’incontro, dove poi hanno confluito anche tutte le realtà gay d’Italia e in questo momento anche d’Europa. È un posto di aggregazione quindi, dove per esempio si ritrovano varie organizzazioni gay, ma anche discoteche e posti di intrattenimento.
D: Quando e perché nasce il Gay Village?
R: Il Gay Village nasce a Roma nell’estate del 2002 e s’insedia in quello che prima era il Testaccio Village. Nasce dall’idea, come ho già detto, di voler aggregare tutte queste realtà, e anche dal fatto che politicamente avere un posto che si chiama “Gay Village” al centro di Roma, dove vanno i gay, ma anche gli etero, è importante, è come un pride di 40-50 giorni, dipende dalla durata.

D: Quale tipologia di persone arriva al Gay Village?
R: Tutti i tipi di persone, perché il Gay Village non è solo una grande discoteca, ma ospita anche il Festival del Cinema e rassegne di teatro, abbiamo avuto addirittura il Teatro Eliseo che ha presentato gli spettacoli invernali, abbiamo avuto Paolo Villaggio, Lina Sastri, nomi importanti del teatro italiano. E poi c’è un pubblico che appartiene a tutte le età, c’è il ragazzino che viene in discoteca e c’è la persona più adulta che viene a vedere l’evento teatrale.

D: Tu sei il Dj direttivo del Gay Village, sicuramente conoscerai i locali più divertenti e più frequentati della movida Gay romana, ci dai qualche consiglio?
R: Beh sono proprio quei locali e quegli eventi che durante l’estate si trasferiscono all’interno del Gay Village e sono “l’Omogenic” il circolo degli artisti, che si tiene tutti i venerdì durante l’inverno al circolo degli artistie si sposta sempre tutti i venerdì, durante l’estate, all’interno del Gay Village, il “Georgeous” che d’inverno ha sede all’Alpheus e d’estate si trasferisce sempre al Gay Village e poi c’è anche una domenica al mese dedicata alle donne che è il “Venus Rising” che si svolge al Goa.

Diciamoci pure la verità, alle feste gay ci si diverte e anche parecchio, perché non sono solo feste gay ma pure pillole di divertimento, dove etero e no riescono a convivere in un’Italia che ancora crede che l’essere umano debba essere un robot dell’officina di Dio.

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Usa, si "sposa" Robinson, primo vescovo gay.

Unione civile per il contestato vescovo del New Hampshire.
(Ap) La sua nomina a vescovo del New Hampshire fece scalpore nel febbraio del 2003, perché Gene Robinson, divorziato, è dichiaratamente gay. Da ieri il vescovo episcopaliano e il suo partner Mark Andrews, vent'anni di relazione, hanno scelto di ratificare la loro unione civile (l'opzione dei 'pacs' all'americana è legale in New Hampshire dall'anno scorso).

La diocesi ha postato un annuncio sul suo website spiegando che ieri, sabato, il vescovo Gene Robinson è stato legalmente unito a Mark Andrew da cerimonia civile alla presenza di amici intimi e della famiglia, a cui ha fatto seguito un servizio religioso di ringraziamento.

Robinson ha 61 anni. Negli anni Settanta studiò in seminario, ricevette gli ordini, si sposò e fece dei figli. Negli anni Ottanta rese pubbliche le sue tendenze sessuali e divorziò. Quando i delegati alla Convention episcopale votarono la ratifica alla sua nomina, i sì furono 62 contro 45 no. Da allora le frange più conservatrici della Chiesa anglicana di ogni denominazione si sono schierate contro Robinson creando un movimento, particolarmente vivace fuori dagli Stati Uniti, detto "riallineamento anglicano". Lo stesso arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, si è espresso con cautela circa la possibilità di accrescere il ruolo dei gay nella chiesa.

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Iran, uccisi perchè "nemici di Allah".

Nella precaria democrazia dei Paesi Arabi c’è spazio anche per l’omofobia. Quella dal volto peggiore. Fatta di condanne, che giungono dopo processi quasi inesistenti, e di punizioni disumane e silenziose che mettono sul patibolo gay, lesbiche e trans colpevoli di aver violato la marmorea tradizione islamica.

(Anna Giuffrida - CCS News) “Quando un uomo monta un altro uomo, il trono di Dio trema”. Corano alla mano e sulle bocca i versi degli Hadith, i detti del Profeta Maometto, i giuristi e gli uomini di “cultura” impongono la loro condanna.
Il crimine-peccato dell’omosessualità, previsto nella sharia per abominazione e perversione contro il diritto di Allah, punisce i musulmani credenti e non con atroci torture o a cinque anni di carcere abbinati ad una fustigazione purificatrice, fino a prevedere la castrazione chimica. E a volte per educare il popolo contro simili violazioni si ricorre anche alla pena esemplare. Come nel caso di due gay, uno dei quali 15enne, impiccati sulla pubblica piazza alcuni anni fa dopo essersi dichiarati omosessuali.

Una spesso silenziosa strage che costringe alla fuga tanti uomini e donne che, rifiutati dalla religione che professano e dallo Stato cui appartengono, cercano protezione altrove. Solo nell’ultimo anno sono due i casi che a fatica hanno raccolto l’interesse politico internazionale. Protagonista una lesbica, Pegah Emambakhsh, e un giovane gay, Seyed Medhi Kazemi, entrambi iraniani e con un destino simile. Quello del rischio di vedersi rifiutato il diritto d’asilo, dal Regno unito e dalla moderna Olanda, e decisi a restituirli al mittente come fossero un pericoloso pacco-bomba. Conseguenza di un timore, legittimo, del terrorismo e di un intento, meno apprezzabile, di non turbare i rapporti con la fonte energetica dell’industria ed economia occidentali.

La vicenda, che si è conclusa con la semplice applicazione della Convenzione dell’ONU sui diritti dei perseguitati, ha avuto un lieto fine soprattutto per l’intervento di organizzazioni internazionali molte delle quali anche musulmane. In un tam tam interattivo da un capo all’altro del mondo c’è chi dà voce a questi clandestini in patria e cerca di fermare questa “guerra culturale” promossa dalle frange fondamentaliste.
Una lotta iniziata nel maggio 2002 con l’arresto dei tanti frequentatori della discoteca egiziana Queen Boat, uno dei locali sorti come ritrovo e rifugio per gli omosessuali, e che aveva di fondo una vendetta politica. Il primo arresto di massa per “fallir”, depravazione, e culto blasfemo che aprirà le porte ad un vero conflitto.

Dal Nilo si è infatti esteso giungendo in Palestina, dove la “persecuzione” escogita nuovi sistemi. Come quello di prelevare i gay da casa con l’accusa di collaborazionismo, di essere spie degli israeliani, e picchiarli.
Ma tra tradizioni, dialoghi tra politica e religione imposti ormai come monologhi, e assenza delle tutele elementari in nome della tolleranza c’è spazio anche per le contraddizioni. Proficue, stavolta. Quelle del Libano che, pur non avendo una legislatura che tuteli dall’omofobia, è uno dei Paesi arabi più tolleranti. Come anche il Marocco che, dopo essere stato per secoli con la capitale Casablanca meta preferita degli occidentali in cerca di una identità, resta nella lista dei più “virtuosi” per la condizione dei gay.

Il Gay Pride, “cantiere pensoso e colorato” come lo ha definito la Lega islamica Anti-diffamazione che ha preso parte all’edizione romana di questi giorni, deve guardare di più a questo angolo buio del mondo. Perché la lotta per i diritti inizia dal rimettere la giusta distanza tra la “nozione di peccato indotto dal fanatismo religioso e la libera scelta di credenti e non credenti”.

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Censura: alla Bicocca niente conferenza sul BDSM.

(Gaywave) Ci giunge notizia, direttamente dal Pride, di un episodio sconcertante di censura avvenuto all’Università Bicocca, di Milano.

Era in programma, da novembre del 2007, una conferenza sul BDSM (acronimo di Bondage&Disciplina, Sottomissione, Sadismo e Masochismo), a cui l’ateneo aveva dato patrocinio a dicembre dello stesso anno.

L’incontro, organizzato dal gruppo studentesco del KOB - Kollettivo Omosessuale Bicocca dall’ironico titolo “Master in Bicocca? No, slave!” è stato revocato bruscamente solo un’ora e mezza prima dell’inizio della conferenza.

Il motivo? Scarsa idoneità delle immagini scelte per pubblicizzare l’evento…un paio di manette e uno stivale fetish…

Le guardie dell’ateneo hanno stracciato i volantini pubblicitari e hanno provveduto a chiudere l’aula lasciando stupefatte le 200 persone che aspettavano di entrare.

Pare che tutto sia nato dall’uscita, in concomitanza con il convegno, di un articolo sul Corriere della Sera, che ridicolizzava la conferenza, che in realtà sarebbe dovuta essere una disquisizione dal punto di vista clinico su queste pratiche.

Resta il fatto che, in Italia, nel 2008, si debba ancora avere paura a parlare di argomenti considerati tabù, mettendo la testa sotto la sabbia, in questo caso per difendere chissà quali valori…

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A Biella negato al gaypride sfilare in centro.

E il pride scrive a Paolini.
(La Stampa) E’ scontro aperto ormai tra il Comitato del Gay Pride di Biella e il prefetto, Narcisa Brassesco, per la manifesta del 14 giugno. Il Comitato vuole tenere la manifestazione in pieno centro e ha chiesto l’uso di piazza 1° Maggio o in alternativa di piazza Martiri della Libertà. Il prefetto e il sindaco Vittorio Barazzotto, hanno annunciato che la manifestazione potrà svolgersi o in piazza Unità d’Italia, dove c’è la sede della Provincia, o in piazza Vittorio Veneto, appena fuori dal centro storico. E allora il Comitato per raggiungere il suo scopo ora ha coinvolto anche l’attore Marco Paolini. Perché Paolini? Perché il Comitato di sicurezza e vigilanza, scrivono gli organizzatori del Pride, « ci ha fatto ufficiosamente sapere che la piazza richiesta (piazza 1° maggio) e la alternativa da noi proposta (piazza Martiri) sono entrambe occupate per la presenza di un reading di Marco Paolini, che però si svolgerà all’interno del teatro adiacente alle piazze e solo in caso di pioggia». Lo spettacolo è infatti in programma al Piazzo. «Inoltre la nostra manifestazione terminerà ben due ore prima dell’inizio dello spettacolo». Insomma per il Comitato del Pride è una scusa: «Ci pare più che palese l’intenzione del Comitato di sicurezza di celare il loro diniego della piazza da noi scelta dietro a giustificazioni ridicole. Per questo abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta a Marco Paolini, sicuramente ignaro di questi giochi di potere, perché possa esprimersi, come meglio riterrà opportuno, su questa vicenda, confidando nel suo senso civico e nell’impegno profuso in questi anni». Nella lettera, comunque il Comitato precisa: «Non ti scriviamo per coinvolgerti, ma solo per informarti su cosa sta accadendo e sul buffo e un po’ ipocrita tentativo di usare la tua presenza biellese contro le nostre richieste, perche’ pensiamo che tu non ne sia al corrente». E con dovizia di particolari gli raccontano tutta la storia ribadendo che « la scusa della pioggia proprio non regge»: «il Comune ha arruolato il tuo spettacolo e i tanti che verranno a sentirti, tra i “potenziali disturbati” dalla “minoranza” del Pride».

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18 anni di carcere agli assassini dell'attore gay ucciso a Roma.

Sentenza in abbreviato. Pena di 18 anni ad imputati principali.
(Apcom) Condanne in abbreviato per i tre romeni responsabili, a vario titolo, dell'omicidio dell'attore gay Sergio Aru Tosio, 39 anni, avvenuto la notte tra il 13 ed il 14 giugno. Il gup Giuseppe Guglielmi ha riconosciuto colpevoli dei reati di omicidio volontario e rapina, Florinel Mahaita Birica detto Ionel, 25 anni e Adrian Nicolae Grecu, 26 anni e li ha condannati a 18 annid i reclusione. Il loro complice, il connazionale, Gabriel Viorel Cobzaru, 23 anni, ha avuto invece una pena di poco minore, 16 anni ed 8 mesi. Il giudice ha anche disposto una provvisionale immediatamente eseguibile di 50mila euro, a favore della famiglia della vittima.

Aru Tosio fu trovato morto nel suo appartamento, in viale del Vaticano, con le mani e i piedi legati da cavi e con al collo il filo di un caricabatteria del cellulare. Il pubblico ministero Giorgio Orano aveva chiesto per Grecu e Birica una condanna a 20 anni e per il loro amico 18 anni. Grecu, dopo un breve periodo di latitanza, e alcune segnalazioni in Albania ed Ungheria, è stato poi arrestato. Tutti e tre i giovani romeni, presenti oggi in aula, non hanno detto nulla al momento in cui il giudice ha letto il dispositivo della sentenza.

Aru Tosio venne trovato seminudo. Il suo appartamento, a due passi dal Vaticano, era al primo piano di una lussuosa palazzina liberty. Quando gli investigatori entrarono in casa la trovarono completamente a soqquadro. Cassetti rivoltati, disordine ovunque, chiari segni di mani che rovistarono ovunque nella ricerca di soldi, gioielli o qualsiasi altra cosa di valore. In base agli atti contenuti nel fascicolo processuale, Birica aveva una sorta di relazione con Aru Tosio, altre volte si erano incontrati e tra loro c'erano stati degli approcci sessuali. La sera dell'omicidio l'attore organizzò una cena, e presente oltre a Birica, quella volta, c'era anche Grecu.

I due romeni non avrebbero accolto le richieste di Aru Tosio ed in breve, complice anche l'alcool, assunto durante la serata, hanno aggredito e ucciso l'attore. Cobzaru attendeva in strada ed era pronto a intervenire. Nel 1998 Aru Tosio aveva avuto una parte nel film 'I Dimenticati', in tv aveva lavorato in 'Classe di ferro' e 'Finalmente venerdì' ed aveva recitato anche in teatro, tra la fine degli anni '80 e la fine degli anni '90.

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