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domenica 25 novembre 2007

Il tariffario delle interviste. Delitto Meredith, l'asta dei media.

Il Giornale svela tariffe interviste.

(TGCom)Un "supermarket dell'orrore". Lo scrive "Il Giornale", che fa il punto sui "tanti soldi" che girano intorno al delitto di Meredith Kercher, sul quale sono puntati da quasi un mese occhi e orecchie dei media di tre Paesi, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti. "Dalle leggende metropolitane sul battesimo di cocktail macabri (Bloody Mez e Bloody Meredith) alle processioni di "turisti" lungo il belvedere che affaccia sul casolare di via della Pergola - scrive il quotidiano diretto da Mario Giordano - fino al borsino delle testimonianze, con tanto di quotazioni, variabili, delle interviste ai protagonisti del fattaccio".

L'asta più combattuta "è stata quella per assicurarsi le prime dichiarazioni di Patrick Diya Lumumba. La stampa britannica, prima della scarcerazione annunciata, comincia a pressare avvocati e amici del barista per strappare l'esclusiva. Una gara a due tra lo stesso "Mail on Sunday" e il "Sunday Express". Un modo per compensare la brutta avventura del congolese.

Alla vigilia dell'uscita del proprietario del "Le Chic" dal carcere uno dei giornalisti inviati si fa avanti. Gli viene detto che c'è già una richiesta da parte di una nota trasmissione della tv italiana. La base d'asta? 25mila euro per Patrick, e con altri diecimila nel "pacchetto" c'è anche la moglie. Il "Sunday Express" manifesta l'intenzione di offrire di più, a patto che Lumumba superi a bocca chiusa l'assedio dei cronisti fuori dal carcere e davanti a casa sua. Prima ancora che il congolese torni libero, si sa già che davanti a taccuini e telecamere si limiterà a un "ringrazio Dio".

Martedì sera la cifra però sale ancora. "Il Mail on Sunday, per i rappresentanti di Patrick - prosegue il quotidiano -, offre 62mila euro. La replica dell'Express è immediata, la quotazione delle parole del congolese impenna a 51mila sterline, più di 70mila euro. Sembra fatta. Ma mercoledì fa il suo ingresso sulla scena Max Clifford, 64enne guru tra i pr delle star. E Clifford, contattato dagli amici di Lumumba, fissa la nuova tariffa a una cifra astronomica: servono 150mila euro in più nel piatto per assicurarsi l'esclusiva. Il tiro alla corda, però, stanca i giornali inglesi. Le 'azioni' di Pat sembrano in picchiata, anche perché sui giornali finisce qualche virgolettato del congolese. Giovedì arriva la controproposta, stavolta al ribasso. Un terzo domenicale avrebbe offerto una cifra vicina agli 80mila euro, ma intanto qualcuno scommette su una prossima apparizione di Lumumba sui teleschermi nostrani, e il congolese ha già attratto in città il Clifford nostrano: Fabrizio Corona. 'Incontrerò Patrick, con me può sfondare', giura il paparazzo, che già accenna a un servizio su un settimanale. In esclusiva, ovviamente".

Il Giornale racconta poi un "piccolo giallo sull'intervista al fidanzato italiano di Meredith. Il ragazzo parla, gratis, con il 'Mail on Sunday', che e' convinto di avere un'esclusiva. Il giorno dopo il suo racconto finisce anche sulle pagine del 'Sunday Mirror', che lo avrebbe ottenuto dietro compenso". Altra storia controversa è quella della 'lettera alla madre' scritta da Amanda come compito nella classe di italiano. "Per cederne una copia - scrive il quotidiano- la professoressa, con un giornalista britannico, parla di un generico compenso. Salta fuori una cifra, chiesta a una tv statunitense: diecimila euro. Offerta rifiutata".

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Ndr. Tutto ha un prezzo non fatevi ingannare da dichiarazioni di intenti alte e civili, o sdegnate prese di posizioni, quando circolano i media con i loro budget milionari, dietro alle interviste c' sempre del denaro. A buon intenditor... (Aspis)

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Ciao Darwin, tra sfilate, spogliarelli il posto adatto per un Coming out.

Ecco Ciao Darwin della scorsa settimana, la trasmissione pietra dello scandalo del caso "Ruggin" il chierichetto veneto cacciato dal coro della propria parrocchia perchè è stata grazie alla partecipazione alla puntata che si è dichiarato gay.

Grazie a questa scacciata dal "giardino dell'Eden" di Este, oggi Alberto Ruggin è sull'onda del successo. Interviste, accuse, pianti, sgangherate dichiarazioni, comparsate televisive, più o meno remunerate, improbabili cariche "presidenziali" e chi più ne ha più ne metta.
Come dire, lasciata una "parrocchia" trovata subito un'altra... di "parrocchia" s'intende. Giudicate voi in che razza di trasmissione il giovane chierichetto (tra l'altro ha dichiarato di essere ancora intonso) ha fatto il suo coming-out. (Aspis)
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Roma, debutta a Rebibbia lo spettacolo "Onda su onda".

(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Debuttera' nel carcere di Rebibbia a Roma il prossimo 28 novembre ''Onda su Onda'', spettacolo a cavallo tra musical, commedia e operetta, interpretato da Cristina Colonnetti e Giancarlo De Simone, con la partecipazione della showgirl Lorena Bianchetti. Il testo, la regia e la direzione artistica sono di Franz Coriasco, mentre Maria Gabriella Marino ha curato gli arrangiamenti musicali. Dopo il debutto, lo spettacolo sara' rappresentato al Museo Civico di Marino il 2 dicembre e a Palazzo Savelli ad Albano Laziale il 15 dicembre.

In un continuo e spericolato intreccio e sovrapporsi di generi si dipana il dialogo d'impianto allegorico tra un uomo e una donna, personificazione della dialettica tra L'Uomo e La Musica. Una sorta di fil rouge che sorvola la storia della ''forma canzone'' dall'antichita' ad oggi, in un vortice semiserio di spunti filosofici e sociologici, tra allegria e intimita'.

Prodotto, sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, da La Fabbrica delle Idee, Onlus da anni specializzata in iniziative culturali in Italia e all'estero, ''Onda su Onda'' e' in grado di trasformare un divertente e popolare excursus nei temi melodici piu' accattivanti della tradizione occidentale in un prezioso ordito di musica e parole: da Pippo Barzizza a Cinico Angelici, da Franz Lehar a Bob Dylan a John Lennon.

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Un registro per le coppie di fatto. Lo richiede Ruggin all'assessore di Rifondazione.

Continua a far parlare l'astro mediatico gay del momento, il catechista cacciato.

(Il Mattino di Padova) Come presidente veneto di Gay Lib Alberto Ruggin ha idee chiare. Non è per i Pacs o i Dico ma per matrimoni omosessuali con le stesse regole di quelli etero. Ne parlerà presto con Galan. Le ha messe sul piatto venerdì nel corso della conferenza stampa da lui indetta ed a cui era presente anche l’assessore comunale alle Pari opportunità Elisa Bussi, di Rifondazione Comunista. A lei Ruggin ha chiesto l’istituzione di un Registro comunale delle coppie omosessuali. Poi racconta con disinvoltura: «L’anno scorso un sacerdote di Milano mi ha chiesto se volevo passare una settimana con lui a Jesolo. Gli ho risposto di no». E ancora: «Non contesto nulla della Chiesa cattolica. Mi fa solo paura una Chiesa che guarda poco chi ha davanti. Nei banchi ci sono divorziati e omosessuali. L’altro ieri a Roma il presidente nazionale dei Papa Boys Daniele Venturi mi ha chiesto se voglio stare con loro e nella mia parrocchia mi allontanano dal coro».

L’ex assessore forzista Roberto Trevisan che prende le distanze dal segretario del suo partito Giuseppe Trentin, definito «politicante» e difende Alberto. Anche Alberto è forzista e intende rimanerlo, come i suoi ospiti: Luca Maggioni, presidente Gaylib Lombardia; Domenico Trombi, consigliere comunale di Volterra e Marta Roin dei Circoli della Libertà di Este. Molti accusano Alberto di fare tutto per denaro. Lui dice: «Niente vero. Io prendo 685 euro al mese. Per andare a Buona Domenica ne ho chiesti altrettanti visto che non lavoro da due settimane e questo mese ne prenderò metà». Una precisazione della società Qubo. Matteo Mingardo non è il manager ma un amico del padre di Alberto al quale dà consigli in via del tutto personale. (b.a.)

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Ndr. Alberto Ruggin a Buona Domenica

In onda su Canale 5 a Buona Domenica l'intervista di Paola Perego ad Alberto Ruggin, il ragazzo omosessuale cacciato dal proprio parroco perchè responsabile di aver fatto Coming Out a Ciao Darwin... che dire... sconcertante la pochezza del dibattito... televisione imbarazzante.
(Aspis)

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Una piattaforma per tutelare i giovani stilisti.

(Sandra Rondini - Milano 2.0) La Camera Nazionale della Moda, il Comitato Regionale "Lombardia per la Moda", la Provincia di Milano, con le scuole di alta specializzazione (Domus Academy, IED, Istituto Carlo Secoli, Istituto di Moda Burgo, Monza Fashion School, NABA Nuova Accademia Belle Arti Milano) e il Consorzio Milano Fashion Institute (tra gli altri, Università Cattolica, Politecnico di Milano e SDA Bocconi) sono i promotori della "Piattaforma sistema formativo moda", strumento innovativo che permetterà a istituzioni e realtà formative, grazie agli strumenti informatici, alla creazione di borse di studio e al miglioramento dell' accoglienza per stranieri, di collaborare sinergicamente per sostenere gli studenti che alla fine del loro percorso di studi potranno con maggiore certezza essere inseriti nella filiera della moda.

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I 25 Entertainers of the year per EW.

(The gossipers) Come ogni anno la rivista Entertainer Weekly ha stilato la lista dei 25 “Entertainers of the year”, che comprende le celebrità più al top nell’anno corrente.

Nell’edizione 2007 questa classifica vede in testa la scrittrice di Harry Potter J.K. Rowling, alla quale seguono, in ordine sparso e tra gli altri, George Clooney, Angelina Jolie, Will Smith, Matt Damon, Johnny Depp, Katherine Heigl e Zac Efron.

Quest’ultimo ha rivelato al giornale che gli piacerebbe molto avere una carriera simile a quella di Leonardo di Caprio: ”Mi piacerebbe molto seguire un percorso simile a quello di Leonardo DiCaprio. Il problema è che non ci sono abbastanza copioni su grandi navi che affondano immersi in una storia d’amore. Non riesco a trovare un copione così. Penso che scriverò Titanic 2, riprenderò la storia da dove era stata lasciata.”
Peccato che Jack moriva alla fine, forse ha intenzione di farlo resuscitare?

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Omosessualità. Bonolis prende posizione.

Nel corso di un'intervista a tutto campo rilasciata da Bonolis a Sorrisi e Canzoni Tv, dopo aver commentato l'affaire Rai-Mediaset, Bonolis parla di religione, fede ed omosessualità e, in riferimento al ragazzo che, causa la partecipazione alla sua trasmissione è stato allontanato dalla sua parrocchia, afferma: (...) "Io non sono in grado di dire se Dio esista o no. Non penso di essere il solo, siamo tutti in questa condizione. E se mai esistesse e fosse veramente Dio e amasse nascondersi, sarebbe veramente difficile per me, che non sono Dio, andarlo a cercare in questo gioco a nascondino. E poi non vedo cosa cambi sapere se c'e' o se non c'e'. Tanto la vita e' sempre la stessa. Mi comporto da persona per bene seguendo le regole laiche naturali della coscienza [...] Sembra una vicenda alla Peppone e Don Camillo. Ma e' la riprova di come la puntata tra etero e gay non fosse pretestuosa. Purtroppo quello dell'omosessualita' e' un problema quantomai presente e questa che a me sembra una gran fregnaccia lo dimostra. Perche' chi e' gay deve essere discriminato? Perche' non si fanno gli stessi scrupoli se sei vegetariano, romanista o se ti piace vestirti casual? Molti accusano i gay di essere contro natura per il fatto che non procreano. E' vero, se sei gay non partecipi al processo procreativo perche' non puoi. Ma tu che lo condanni, se sei vestito da prete non partecipi al processo procreativo perche' non vuoi. Allora, se bisogna cercare una colpa, chi ne ha di piu'? Chi non puo' o chi non vuole? [...] "L'omosessualita' e' un dato di natura trasformato in stereotipo dalle 'aziende religiose' e dalle 'aziende politiche' che cavalcano le differenze per creare il pericolo e il nemico. Cosi' poi sei portato a farti proteggere proprio da queste 'aziende"(...).

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Continua la telenovela del chierichetto gay. I colonnelli del movimento soffiano sul fuoco.


Scandalo omosessuale ad Este. «Non sono pedofilo, denuncerò quella donna». Alberto Ruggin accusato da una mamma al «Farinelli» sarà assistito da Arcigay. Dalla parrocchia giunge la solidarietà di molti ragazzi.

(Il Mattino di Padova) «Mi hanno accusato di pedofilia. Saprò difendere il mio onore nelle sedi opportune. Denuncerò quella donna». Così, spalleggiato da GayLib e da Arcigay, Alberto Ruggin, il giovane omosessuale ventunenne allontanato dal coro perché apparso nella trasmissione «Ciao Darwin» di Paolo Bonolis, reagisce alle gravissime accuse che l’altra sera, nel corso dell’incontro tra la parlamentare leghista Paola Goisis e la parlamentare di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, gli sono state rivolte da Manuela Soattin, una donna di Este, madre di quattro figli.

«Sono stato ingiustamente e pubblicamente accusato da una sostenitrice della Goisis di essere stato allontanato dai miei incarichi di catechista e di chierico perché avrei “toccato” dei ragazzini, ma chi mi conosce sa che sono persona integerrima e mossa da una spiritualità convinta, tanto che dalla parrocchia stessa stanno arrivando le opportune smentite».

Nei prossimi giorni Alberto si recherà nella caserma dei Carabinieri per presentare denuncia. Alessandro Zan gli metterà a disposizione l’ufficio legale di Arcigay. Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, in una nota osserva: «Trovo incredibile il dibattito dell’altra sera: uno spettacolo raccapricciante. E’ il peggio, sotto il profilo umano, che il partito di Bossi poteva dare di sé. La Goisis con arroganza e veemenza ha affermato che gli omosessuali sono errori della natura. Trovo abberrante che un deputato arrivi a toccare il fondo insultando cittadini che lavorano e pagano le tasse».

Ma veniamo alla serata. Tanto la Goisis era veemente, quanto Luxuria era pacata. Tanto da invitare la sua collega, in più di un’occasione, a riportare il dibattito sul binario del confronto civile. Si doveva parlare di famiglia ma, inevitabilmente e subito, il confronto è scivolato su numerosi altri temi quali la sicurezza, l’immigrazione e l’omosessualità. Ovviamente le posizioni sono contrapposte. La parlamentare leghista non risparmia pesanti critiche ai numerosi gay presenti in sala arrivati per appoggiare Alberto Ruggin, seduto in sesta fila. Prima offende Luxuria definendolo un «errore della natura» poi, quando il caso viene sollevato dal moderatore Filippo Tosatto, spara a zero anche contro Ruggin: «Perché è venuto a sbandierare che è omosessuale. Chi se ne frega? Non mi piace l’ostentazione - dice - nessuno ti è venuto a cercare». E’ in questo contesto che interviene anche Manuela Soattin: «Sono madre di quattro figli, Alberto toccava i bambini nelle parti dove solo le mamme possono vedere...». «Insomma l’accusa è di pedofilia. Alberto è scoppiato in lacrime e piangendo è uscito dalla sala, seguito da amici ma anche da persone qualsiasi che gli esprimono la loro solidarietà.

Da Manuela Soattin prende immediatamente le distanze anche la parrocchia tramite Carlo Zaramella: «Quella signora - dice - si prenderà tutte le sue responsabilità per quanto sostiene. Per noi Alberto è un figlio che può ritornare nella nostra parrocchia». Solidarietà anche da Vladimir Luxuria: «Giusto che Alberto denunci quella donna. Mi auguro inoltre che trovi un punto di incontro con don Paolino».

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In luoghi anche impensabili. Usa, il sesso in ufficio non è più tabù.

Una ricerca rivela che oltre il 40% dei dipendenti Usa ha avuto almeno una storia d'amore sul posto di lavoro.

(La Stampa) Fare sesso in ufficio non è più tabù. Per ora solo in America, è diventato anche argomento di lezione in corsi ad hoc.

Una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal rivela infatti che oltre il 40% dei lavoratori Usa ha avuto almeno una storia d’amore consumata tra le mura dell'ufficio. Un’altra indagine, dell’Opinion Research Corp., sostiene inoltre che il 54% degli uomini e il 40% delle donne non trova nulla di sbagliato nel praticare sesso con un collega in ufficio. A Las Vegas c’è addirittura una scuola che insegna come «amarsi» sul posto di lavoro ed essere felici.

L’Italia invece dice addio agli alberghi per gli incontri tra amanti a causa dei forti aumenti di prezzo, si parla di un calo, lo scorso anno, del 20% secondo uno studio dell’Associazione donne e qualità della vita.

Si torna quindi a fare l’amore per strada (37%): le Regioni a maggior tasso di consumo stradale sono Lombardia ed Emilia Romagna. Al secondo posto nelle scelte degli Italiani parcheggi e piazzole (22%): primo tra tutti il maxi parcheggio dell’Autostrada del Sole, Calvetro, segue il parcheggio Motel 200 a Trezzano sul Naviglio. Medaglia di bronzo, sempre secondo la ricerca, uffici o negozi (19%) soprattutto per chi ama fare gli «straordinari».

La parte della giornata più gettonata infatti per gli incontri extra coniugali è il tardo pomeriggio. Il cambiamento del luogo impone anche abitudini sessuali diverse. Se prima, quando si affittava una camera d’albergo, non c’era problema d’orario, ora la disponibilità si accorcia generalmente dalle 17 alle 19, quando è molto facile simulare un ritardo o una riunione inattesa. Il fenomeno è infatti più diffuso tra coppie di amanti che lavorano nello stesso luogo, ma si allarga sempre più ai giovani che hanno pochi soldi e che abitano in famiglia.

Ultima particolarità, il 5% degli amanti sceglie per avere un rapporto sessuale il cimitero, forse per il clima «gotico» e il silenzio davvero «di tomba».

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London for Xmas, si parte da Harrods… E non si sa dove si va finire.


(Panorama) Il count down è iniziato, manca un mese al grande giorno e i preparativi fervono da nord a sud e da est a ovest del mondo. Ma a Londra il Natale inizia dieci settimane prima del fatidico 25 dicembre, quando si accendono le luci su Regent Street, i commessi di Starbucks indossano la loro maglia rossa e le vetrine si riempiono di addobbi e idee regalo. Ovunque lustrini e pacchetti: Londra è un’esplosione di luci e colori, Christmas Carroll e Christmas Cake. A New York tagliano sulle luci natalizie; a Londra non si bada a spese. Se i quartieri più famosi e gettonati dai turisti sono e restano Oxford Street, Regent Street e Covent Garden con i loro grandi magazzini, c’è tutta una Londra di vecchie glorie e nuove tendenze del mercato natalizio che non ci si può perdere. La confusione del centro è stravolgente, e l’unica cosa che vale la pena fare è una capatina da Hamleys: 5 piani di giocattoli ed elfi (o meglio commessi costretti in ridicole tutine a saltare e cantare) per entrare nello spirito giusto.

Camden Town e Portobello Road sono e restano sempre affascinanti, ma per vivere la Londra del periodo (quella più gettonata e d’alta classe) bisogna partire da King’s Road nel cuore di Chelsea: una passeggiata tra piccole e grande botteghe per acquistare le cose più inutili e sfiziose. E poi su attraverso la Montenapoleone britannica, ossia Sloane Street, da Prada a Gucci, da Fendi a Bottega Veneta qui ci sono tutti, italiani in prima fila. E chi non è sul viale ha il suo piccolo grande stand nei dei due imperdibili, impareggiabili colossi, Harvey Nichols e Harrods.

Harrods: fuori un gruppetto di amici dei visoni protesta ogni giorno perché dentro vendono pellicce, ma lo scintillio del più famoso e colossale megastore dell’isola toglie il fiato. Qui si può trovare di tutto: pensate una cosa e… Qui c’è. E molto di più, oltre l’immaginabile! Al piano terra ci sono trucchi parrucchi e cibarie varie, intere sale dedicate a dolci, gelati, caramelle, e poi carni, pesci, formaggi. Poi su, un piano dopo l’altro: vestiti, uomo, donna, bambino pure per i cani; e anche i cani, i gatti e diversi altri tipi di animali. Oggetti per la casa, mobili, quadri, pietre preziose e minerali, gioielli e accessori. Addobbi natalizi e televisori di ultima generazione. Cd, libri e poi ristoranti, bar e ancora scarpe e borse. E gente famosa. Se si riesce e non concentrarsi solo sugli oggetti, si possono riconoscere facce note del jet set internazionale, da Sienna Miller a Cavalli con figlio.

Una volta entrati si perde la cognizione di tempo e spazio, le sale a tema e le faraoniche scale confondono e intrappolano in un labirinto di tentazioni per lo shopping. E una volta stanchi si può arrancare fino alla zona poltrone e provarle. Ci sono anche quelle elettriche (poltrone, non sedie) capaci di fare straordinari massaggi. C’è anche uno speciale aggeggio che fa i massaggi ai piedi: un toccasana che permette di ripartire verso sale inesplorate. Da Harrods entrano ogni giorno 35 mila persone, che vengono assistite da circa 4 mila addetti, che diventano 4 mila e 5 cento nel periodo natalizio e il doppio per i saldi.

C’è anche Babbo Natale, ma non è in vendita. Mister Mohammed Al Fayed (padre del più tristemente famoso Dodi) l’ha messo nel suo Christmas Grotto per ricevere i bambini che hanno iniziato a prenotarsi ad agosto…

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Bari, dichiarazione Arcigay su aggressione: "Il governo si muova".

(Agi) “Quanti episodi di violenza, aggressione, assalti dobbiamo ancora subire perche’ il Governo si dia finalmente una mossa?”. E’ quanto si chiede il presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso, alla luce dell’aggressione avvenuta a Bari ai danni di un ragazzo ventenne aggredito da un gruppo di 5 persone che lo accusavano di essere omosessuale. “Me lo chiedo - spiega Mancuso in una nota - perche’ e’ da quando il Governo si e’ insediato che insistiamo che si affronti di petto la violenza ondata d’omofobia, lesbofobia, transfobia, che e’ alimentata e utilizzata dalle frange estreme della destra, di cui da tempo vogliamo che siano finalmente messe fuori legge e in Commissione Giustizia della Camera e al viceministro degli Interni a giugno, abbiamo presentato un lungo dossier sull’omofobia in Italia”. Per il presidente dell’Arcigay, “si e’ mosso poco e intanto, mentre la Commissione discute se approvare velocemente lo stralcio dello stalking e dell’estensione della Legge Mancino ai reati d’odio contro le persone ‘lgbt’, proseguono le violenze contro le donne econtro i gay, le lesbiche, i/le trans”. Al ragazzo di Bari, quindi, “nell’esprimere tutta la nostra solidarieta’, assicuriamo - conclude Mancuso - che il tema della violenza e’ il nostro primo assillo, e per questo chiediamo a questo punto, che il Governo si assuma le sue responsabilita’ e approvi immediatamente un decreto legge sull’estensione della Legge Mancino”.

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Critiche aussie: Beckham ignora fans. Spice Boy non saluta ed è polemica.

(TGCom) Fredda accoglienza in Australia per David Beckham dove i Galaxy affronteranno in amichevole i locali del Sidney. L'inglese è stato criticato per aver ignorato un gruppo di fan che si erano radunati davanti al suo hotel. Lo Spice Boy si è giustificato dicendo che non ha notato gli ammiratori. "Non avrei mai fatto una cosa del genere. Non l'ho mai fatto e non lo farò mai, sono disposto a incontrarli quando e dove vogliono".

A metà tra una gaffe e una comica. Un personaggio pubblico non passa inosservato, figuriamoci se si chiama David Beckham e ha milioni di estimatori in tutto il mondo. In Australia l'accoglienza non è stata di quelle più principesche, ma alla fine potrebbe essere stata solo una svista. Intanto sono piovute critiche per aver ignorato un gruppo di giovanissimi fan che si erano radunati davanti al suo hotel a Sidney per accoglierlo al suo arrivo.

Beckham, 32 anni, è arrivato a Sidney da Londra a bordo di un jet privato per partecipare martedì ad un incontro amichevole tra la sua squadra, i Los Angeles Galaxy, e la Sydney FC, match per cui si attendono 80 mila spettatori.

Lo Spice Boy pare abbia tirato dritto davanti ai suoi ammiratori, ma la difesa è da tenere in considerazione. "Non avrei mai fatto una cosa del genere. Non l'ho mai fatto e non lo faro' mai. Sono più che disposto ad incontrarli quando e dove vogliono".

Emma Byers, un'adolescente di 14 anni sopravvissuta alla leucemia, è anche esplosa in lacrime quando l'ex star del Manchester United e del Real Madrid ha ignorato i suoi tentativi di regalargli un pupazzo raffigurante un canguro. Ma la mamma di Emma difende il campione: "Voglio pensare che sia un gentleman. Posso credere che non abbia visto i ragazzi: erano su un lato, era buio, c'erano i flash dei fotografi".

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Russia, militanti radicali picchiati e arrestati a Mosca.

(Radicali.it) Tra i picchiati e arrestati a seguito della manifestazioni organizzate ieri a Mosca c'è anche l'iscritto al Partito Radicale Serge Konstantinov, già arrestato per manifestzioni antiproibizioniste, a favore della Georgia e in occasione del Gay Pride della primavera scorsa. Non si hanno notizie circa il luogo di detenzione, mentre il leader storico dei Radicali in Russia, Nikolaj Khramov, tra i presenti in piazza ieri, è irrintracciabile da quelle ore.

Il Partito Radicale Nonviolento si appella al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema e alla Commissione europea affinché facciano urgentemente un passo presso l'Ambasciata Russa a Roma e le autorità locali al fine di ottenere immediatamente notizie dei due militanti radicali.

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Calcio: Inghilterra, festini e sesso sfrenato prima di eurofallimento.

(Adnkronos) - Sesso sfrenato, giocatori ubriachi che urinano sul pavimento, superstar che cercano di combinare incontri 'hot' con ballerine di lapdance. Secondo il 'News of the World', e' uno spaccato del calcio inglese. L'istantanea si riferisce ad un party che si e' svolto a Londra il 27 ottobre, 10 giorni dopo la sconfitta per 2-1 contro la Russia e meno di un mese prima del clamoroso k.o. casalingo per 3-2 contro la Croazia. Il fallimentare epilogo della corsa a Euro 2008 diventa l'occasione per stigmatizzare il comportamento che alcuni calciatori avrebbero tenuto in un momento determinante della stagione.

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Quando la propaganda è fatta sulla pelle di un giovane suicida. Il recente caso dell'Arcigay.

(Valerio Pieroni) Il 12 novembre scorso un ragazzo romano ha deciso di togliersi la vita gettandosi sotto un vagone della Metro. I motivi di questo disperato gesto non si sono mai saputi. Il ragazzo infatti soffriva di depressione già da un po’ di tempo. Ma il giorno dopo l’agenzia OMNIROMA pubblica un comunicato che riporta le dichiarazioni di alcuni presunti amici del giovane, in cui vi si asserisce che il ragazzo si sarebbe tolto la vita “perché era gay”.

Tuttavia – vero o falso che sia - non c’era la benché minima prova che confermasse questa cosa. Però questo è comunque bastato a Fabrizio Marrazzo (pres. dell’Arcigay di Roma) per dichiarare a tutte le agenzie stampa (alla faccia del diritto alla riservatezza) la sicura omosessualità del ragazzo e per sfornare uno dei suoi soliti innumerevoli comunicati stampa in cui accusa l’Italia, la Chiesa e tutto il mondo per l’omofobia imperante.

Ma qualcosa finalmente si è mosso contro questo scempio e il 16 novembre il sito Gay Tv riporta la notizia che “la
famiglia di Claudio all'indomani di questo comunicato di Marrazzo che denunciava il suicidio del ragazzo come gesto estremo per la propria condizione di omosessuale ha chiesto all'associazione LGBT italiana di ritirare quanto detto. La famiglia ha agito tramite avvocato, minacciando di denunciare Arcigay per diffamazione”. Marrazzo quindi si è scusato, scaricando ogni colpa su OMNIROMA.

Ma non è finita qui. Ad attaccare l’arcigay questa volta ci si è messa anche
la Di gay project di Imma Battaglia, che ha affermato: “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo, specialmente di un ragazzo che ha compiuto un gesto estremo”.

Pure io sottoscrivo le parole di Imma Battaglia
(una persona che di solito porta avanti le sue battaglie senza invadenza) ed aggiungo: a chi importa se quel povero ragazzo era gay o meno? Perché strumentalizzare una presunta preferenza sessuale di un ragazzo, che oltretutto non c’è più, per degli ignobili fini politici? Ciò che alla fine rimane di tutto questo è solo una immensa tragedia di un giovane che ha voluto porre fine alla sua esistenza con un gesto disperato.

Trovo quindi veramente triste il modo con cui si è speculato sull’argomento e la grossa mancanza di rispetto che si è avuta nei confronti di una persona, violata in questa maniera inumana della sua privacy, proprio nel momento in cui è venuta a mancare. Il mio pensiero però va’ soprattutto alla famiglia, al dolore dei genitori che, oltre a questa tragedia, hanno dovuto pure sopportare delle odiose calunnie.

Infatti ad aver infierito su questa disgrazia non è stata solo l’Arcigay, ma anche un certo Giuliano Federico che sul sito internet Gay Tv incolpa direttamente (senza neanche conoscerli personalmente) proprio i genitori di Claudio come unici responsabili della sua morte, quando scrive “alla famiglia del ragazzo va tutta la mia solidarietà personale per il senso di colpa infinito che avvolgerà il resto dei suoi giorni; perché quando un ragazzo di 22 anni si suicida, che sia gay o no, c’è un solo ed unico responsabile che è giusto si maceri nella colpa: la sua famiglia”.

L’infame lettera
, del 15 novembre, la potete leggere integralmente in un triangolino grigio, un po’ sotto, al centro dell’homepage del sito. Merita una attenta lettura. Qui mi rifiuto di riportarla per quanto mi fa schifo quello che vi è stato scritto.

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Single e' bello, soprattutto in viaggio.

Un settore nel 2006 e' cresciuto del 10%. Si moltiplicano le offerte dei tour operator per chi vuole viaggiare da solo e magari incontrare l'anima gemella.

(Adnkronos) - Il viaggio si fa single. Si moltiplicano infatti le offerte dei tour operator per chi vuole viaggiare da solo e magari incontrare l'anima gemella. Un settore, fino a poco tempo fa sconosciuto in Italia, che, stando agli operatori, nel 2006 e' cresciuto del 10% e quest'anno non accenna a fermarsi. L'idea piace soprattutto alle donne (per il 60%) e permette di scegliere mete in cui i gruppidi partecipanti sono equamente divisi tra presenze femminili e maschili, con una formula one to one. Per il prossimo Ponte di Ognissanti, anche per i single, Grandi Navi Veloci propone una minicrociera nel Mediterraneo da Genova a Barcellona dal 2 al 4 novembre da 335 euro a persona. Per gli Over 50 in cerca d'amore la Msc Lirica offre una settimana in crociera dal 3 al 10 novembre da 719 euro.
Piu' curiosa l'offerta di Sky Europe e Meetic, sito di incontri su internet. Si tratta di ''LovePlane'' un concorso organizzato in collaborazione con la catena alberghiera Falkensteiner e con l'Ente del Turismo Ceco. Fino al 5 novembre tutti gli iscritti al sito Meetic possono partecipare a questo concorso che prevede l'estrazione di 20 viaggi a Praga il 21 e il 22 novembre.
L'incontro tra single ad alta quota, sara' a bordo del Boeing 737-700NG di SkyEurope Airlines, sul volo del mattino tra Milano Orio al Serio e Praga. I 20 passeggeri single potranno incontrarsi e conoscersi tra loro attraverso un vero e proprio speed dating dell'aria.
Alle donne verra' assegnato, con una tradizionale carta di imbarco, il proprio posto a bordo; agli uomini sara' invece consegnata la carta d'imbarco SkyDate che porta 10 numeri diversi corrispondenti ad altrettanti posti, da occupare in successione. Lo speed dating inizia e dopo 5 minuti viene lanciato il segnale, gli uomini cambiano posto e inizia il secondo round. Questo si ripete finche' tutti i partecipanti uomini avranno incontrato le donne corrispondenti ai loro numeri della carta d'imbarco. E se l'amore nasce in quota, si puo' trascorrere insieme un piacevole weekend a Praga.

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Calunnie? Ruggin accusato di pedofilia. Prontamente consolato dai colonnelli del movimento gay.

(Alberto Grassetto - Padova blog) Durante il dibattito tra la parlamentare leghista Paola Goisis e la parlamentare di Rifondazione Leghista Vladimir Luxuria dell’altra sera è scoppiata una nuova “bomba” nella storia di Alberto Ruggin, l’omosessuale di Este.

Manuela Soattin, una donna di Este madre di quattro figli ha accusato pubblicamente il ragazzo di aver toccato dei bambini “nelle parti dove solo le mamme possono vedere..”. Un accusa molto seria e pesante, ma avanzata senza il minimo straccio di una prova.

L’accusa ha colpito molto duramente Ruggin, che stava partecipando al dibattito seduto nella platea. Il ragazzo , sconvolto dall’accusa è uscito in lacrime accompagnato da dei suoi amici. Ritrovato il contegno il giovane omosessuale ha dichiarato di voler denunciare la donna. E il presidente regionale dell’Arcigay Alessandro Zan gli ha gia promesso che gli mettera a disposizione l’ufficio legale dell’Arcigay.

La parrocchia delle Grazie ha subito preso le distanze dall’accusa mossa contro Ruggin. L’ha fatto tramite Carlo Zaramella : ”Quella signora - ha dichiarato il portavoce parrocchiale - si prenderà tutte le sue responsabilità per quanto sostiene. Per noi Alberto è un figlio che può ritornare nella nostra parrocchia.

Alberto Ruggin ha poi partecipato a una conferenza stampa per Gay Lib di cui è diventato presidente veneto. Ha dichiarato che ha intenzione di parlare con Galan per la questione dei matrimoni omosessuali e per la creazione di un registro.

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Napoli: vigile scoperto a fare sesso in ufficio con collega.

(TGCom) Comando a luci rosse a Napoli, dove un vigile urbano è stato sorpreso a fare sesso con una dipendente comunale in un ufficio dell'ente. I due, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sono stati colti sul fatto da un collega che, legato sentimentalmente alla donna, ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale. Il vigile trovato in atteggiamento intimo è stato trasferito dal comando della polizia municipale per motivi di opportunità.

Colti da una passione irrefrenabile, stando alle testimonianze raccolte, i due si sono appartati in una sezione del centro poco frequentata e hanno iniziato a fare sesso, senza badare minimamente alla possibilità di essere visti. Il tutto è avvenuto in pieno orario di lavoro, sotto gli occhi increduli di un collega.

Al momento non è ancora chiaro se chi ha scoperto la tresca si è imbattuto nell'amplesso casualmente o se nutrisse da tempo già qualche sospetto. L'unica cosa certa è invece che l'uomo, una volta vista la compagna tra le braccia di un altro vigile, si è sentito male ed è stato necessario un ricovero in ospedale.

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Bari, picchiato in strada perché gay,

(La Repubblica) Un ragazzo di 20 anni è stato picchiato con violenza da un gruppo di cinque persone perchè gay. La notizia è stata pubblicata oggi dalla "Gazzetta del Mezzogiorno".

L'episodio - sul quale indagano i carabinieri - è avvenuto in viale Unità d'Italia, a Bari. I cinque, secondo quanto riferisce il quotidiano, hanno chiamato per nome la vittima e prima di prenderlo a calci e a pugni, lo hanno accusato di essere un omosessuale. Poche le persone che erano in strada in quel momento e che comunque non sono intervenute.

Il ragazzo ha riportato contusioni varie ed una leggera infrazione all'omero che potrebbe pregiudicare la sua attività di musicista.

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Ndr. Chissà se quelli di GayLib, come per Ruggin, lo promuoveranno d'ufficio "Presidente GayLib della Puglia"? Siamo proprio al ridicolo. Cosa non si fà per avere un filo di visibilità... Comunque a parte le note comiche delle frange del movimentom al ragazzo barese tanti auguri da tutti noi,

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Cinema e sadomaso, le passioni del fotografo Etienne Braun. In mostra a Milano.

(Affari Italiani) Dal cinema al sadomaso. No, non stiamo parlando di pellicole pornografiche, ma della mostra milanese "Movie & Fetish" di Etienne Braun, uno tra i più importanti fotografi del mondo dello spettacolo. Nato a Longeville lez Metz, in Francia, nel 1953, oggi vive in Lussemburgo; il suo obbiettivo ha inquadrato attori del calibro di Al Pacino e Jeremy Irons sul set de "Il mercante di Venezia" (girato nel 2004 con la regia di Michael Radford), o di David Keith e Paris Hilton, protagonisti di "Bottoms Up" (diretto nel 2006 da Erik Mac Arthur). Tra i soggetti dei suoi ritratti figurano inoltre Demi Moore, Martin Landau, Carole Bouquet, Gerard Depardieu, Catherine Deneuve, Monica Bellucci, Sophie Marceau.
In parallelo alla sua attività professionale in ambito cinematografico, Braun ha svolto una ricerca ancora inedita sull’immaginario fetish. Si tratta di un’indagine che tiene conto degli stereotipi del genere, ma li rilegge attraverso un filtro iconografico di matrice fiamminga e una tensione psicologica di natura letteraria.
Le donne strette in corsetti o imprigionate in legami sadomaso indossano maschere che le proiettano in una dimensione più surreale che sessuale, in cui il corpo viene ritratto come se fosse una straniante natura morta. Nelle sue foto stampate in un rigoroso bianco e nero, l’erotismo sembra affrancarsi dalla dialettica piacere-dolore e trasformarsi in una dimensione raggelante e sospesa.
La mostra "Movie & Fetish", che si inaugura venerdì 23 novembre alle 18.30 alla Galleria Artepensiero, si tiene in due sedi a Milano: una è appunto la Galleria Artepensiero in via del Vecchio Politecnico 5, dove c'è la sezione “Movie”, l'altra è il Revel-scalo d’Isola in via Thaon de Revel 3, che ospita la sezione “Fetish”.

In occasione delle mostra, Silvana Editoriale presenta il volume “Fetish & Movie”, dedicato al percorso fotografico di Etienne Braun con un testo di Roberto Borghi.

Etienne Braun – “Movie & Fetish”
direzione artistica di Mattia Sebastiano Giorgetti
dal 24 novembre 2007 al 6 gennaio 2008

Artepensiero – eventi culturali
Via del Vecchio Politecnico, 5 - Milano
Orario: lun-ven 10.00-13.00 e 14.00-18.30
sabato 15.00-19.00

Revel-scalo d’Isola
Via Thaon de Revel, 3 - Milano
Orario: lun-dom 11.00-22.30

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Due appuntamenti al Teatro Mercadante di Napoli.

Al via la tappa napoletana del ciclo di incontri
La parola contesa
Un progetto promosso da Enel|Energiaper

Lunedì 26 novembre|ore 21.00 al Teatro Mercadante
Vittorio Bo condurrà l'incontro tra Andrea Ballabio e Remo Bodei sulla parola Bioetica

Torna per il terzo anno La parola contesa, l'iniziativa promossa da Enel|Energiaper, e lo fa con una nuova veste che intende allargare i confini, geografici e tematici, della “disputa” tra scienza e filosofia. A Roma, Milano e Napoli interpreti della cultura internazionale si affiancheranno a intellettuali, filosofi e scienziati italiani.

Giancarlo Bosetti a Roma, Massimiliano Finazzer Flory a Milano e Vittorio Bo a Napoli sono stati chiamati a sollecitare i protagonisti a dibattere una parola chiave della contemporaneità.

A Napoli saranno Bioetica, Evoluzione e Universo le tre parole contese nei rispettivi dibattiti di lunedì 26 novembre, di lunedì 3 e lunedì 10 dicembre, tutti e tre alle 21.00 al Teatro Mercadante. Come sottolinea Vittorio Bo, conduttore dei tre incontri, "in un’epoca in cui la scienza è, grazie alle sue applicazioni tecnologiche, parte integrante della nostra vita quotidiana, non si deve dimenticare che le radici dello studio della natura e del mondo che ci circonda sono anche, se non soprattutto, di natura speculativa. Biologia e genetica, grazie alla recente mappatura del genoma umano e alle innovative terapie geniche, ci pongono davanti a dubbi e interrogativi etici che mai l’uomo, prima d’ora, avrebbe pensato di dover porre a se stesso.
Ingresso libero, consentito fino a esaurimento posti disponibili.
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Andrea Ballabio è professore ordinario di Genetica Medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Federico II di Napoli. Laureato in Medicina nel 1981 presso l’Università di Napoli, si è poi specializzato in Pediatria nel 1985 presso la stessa Università. Ha trascorso vari anni lavorando nel campo delle malattie genetiche prima in Italia, poi in Inghilterra e infine negli Stati Uniti, dove ha occupato la posizione “Associate Professor” di Genetica Molecolare e Co-direttore del Centro Genoma Umano del Baylor College of Medicine a Houston nel Texas. Nel 1994 ha fondato, per mandato della Fondazione Telethon, il TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina), di cui è direttore; l’istituto, inizialmente localizzato presso il Parco Scientifico San Raffaele di Milano, e dal 2000 a Napoli, ospita oggi più di 150 tra personale e ricercatori.
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Remo Bodei è professore di Filosofia presso la University of California (Los Angeles). Attraverso la ricostruzione storica e teorica delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato di questioni estetiche, di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. Attualmente i suoi studi si concentrano intorno al discorso delle passioni, delle forme della memoria e dell’identità individuale e collettiva. Tra i suoi libri: Ordo amoris (Bologna 1991); Geometria delle passioni (Milano 1991); Il noi diviso (Torino 1998); Le logiche del delirio (Roma-Bari 2000); Destini personali (Milano 2002); Una scintilla di fuoco. Invito alla filosofia (Bologna 2005); Piramidi di tempo. Storie e teorie del «déjà vu» (Bologna 2006).
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Dal 28 novembre al 9 dicembre 2007
al Teatro Mercadante di Napoli
La commedia cult della scena gay internazionale
ANGELS IN AMERICA FANTASIA GAY SU TEMI NAZIONALI
PRIMA PARTE: SI AVVICINA IL MILLENNIO
di Tony Kushner
una produzione
Teatro dell'Elfo|Teatridithalia
ERT|Emilia Romagna Teatro Fondazione.

traduzione di Mario Cervio Gualersi|edita da Ubulibri
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Elio De Capitani, Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca.

Ferdinando Bruni e Elio De Capitani firmano la regia di un bestseller del teatro americano, Angels in America di Tony Kushner, testo cult della scena gay anglo-americana degli ultimi quindici anni. Saga provocatoria e commovente, Angels in America è un'opera in due parti: Si avvicina il millennio e Perestroika. La prima parte - da mercoledì 28 al Teatro Mercadante con repliche fino al 9 dicembre - ha debuttato con grande successo lo scorso maggio a Modena, la seconda parte andrà in scena nel 2008.

Il dramma - o commedia - ha fatto incetta di premi: in America il testo conquista nel 1993 il Premio Pulitzer, al quale fanno seguito numerosi Tony Award, 7 Golden Globe e 11 statuette agli Emmy Awards per la versione filmata interpretata da Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson; in Inghilterra al suo debutto a Londra, con la regia di Declan Donnelan, l'autorevole Sunday Times lo definisce "una Divina Commedia per un'età laica e tormentata, un terremoto nel teatro, sconvolgente, terribile e magnifico".
Il sottotitolo esplicito, “fantasia gay su temi nazionali”, non sintetizza tutta la ricchezza dell’opera e la complessità dei personaggi. Tony Kushner, infatti, affronta di petto il tema dell’identità non, beninteso, per esaurirlo sotto il profilo sessuale, bensì per sondarne le componenti razziali, religiose e culturali, in un mondo - il nostro - dove gli esseri umani faticano disperatamente a riconoscersi e accettarsi con consapevolezza, dignità, stima.

La quotidianità e la concretezza del dolore nella malattia, descrivono solo in parte questo testo immaginifico e barocco che, mischiando richiami shakespeariani e formule da telenovela, porta in scena oltre gli angeli del titolo, apparizioni, fantasmi, visioni, suggestioni, in un continuo e sorprendente dialogo tra realtà e trascendenza.
Gli angeli non sono quelli consolatori che volano sopra il cielo di Berlino, ma esseri grandiosi e egocentrici, narcisisti e un po’ hollywoodiani, che hanno il compito terribile di trovare colui che più di ogni altro sa aprire gli occhi su quest’epoca confusa e infelice, orfana di ideologie e senza ideali. Insomma, Angels in America, che i registi Ferdinando Bruni e Elio De Capitani presentano ora al pubblico italiano nella versione di Mario Cervio Gualersi e con una debordante compagnia di straordinari interpreti, è uno spettacolo da non perdere.
Un'opera teatrale sull’irrompere dell’Aids nell’ambiente gay americano e il dilagare dell'omofobia nell'era reganiana quando la malattia era vissuta ancora con l’angoscia di una maledizione che la stampa ha definito:
"Una Divina Commedia per un'età laica e tormentata un terremoto nel teatro, sconvolgente, terribile e magnifico" (Sunday Times)

"Un teatro in cui succede qualcosa, dentro e fuori di noi e anche gli eccessi pagano "
(la Repubblica)

"Visionario e toccante l’allestimento del testo di Kushner: dove il male è sintomo di ideali castrati da autoritarismi e affaristi" (L'Unità)

"Angels trasporta lo spettatore in un’America che sa essere bigotta, falsa, omofobica e allo stesso tempo paradossalmente innocente" (L'Espresso)

"Angels in America è uno spettacolo da dieci e lode. Soprattutto per il gran finale" (Teatro.org)

ANGELS IN AMERICA
ha vinto
Premio Pulitzer 1993
7 Golden Globe
11 Emmy Awards

Durata dello spettacolo: 3h e 30m (due intervalli inclusi)
Per la particolare durata della piéce gli orari d'inizio delle rappresentazioni verranno improrogabilmente rispettati:
alle 21.00 | alle 17.30 | alle 18.00. Si raccomanda la massima puntualità

INFO: 081. 552 42 14 | 081. 551 03 36
BIGLIETTERIA: 081. 551 33 96
WWW. teatrostabilenapoli.it
RIDUZIONI E SCONTI: associazioni, gruppi e circuiti

ufficio stampa |sergio marra | tel. 081.4971090

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Bellezze: Johnny Hazzard.


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Gli azzurri alle olimpiadi di Pechino 2008 saranno griffati Arnaldo Pomodoro.

Le informazioni sono ancora frammentarie, e sulla vicenda aleggia una sorta di riserbo - non nuovo in verità per quel che coinvolge la Fondazione Arnaldo Pomodoro -, che a volte sconfina in un lieve snobismo. La notizia comunque è che il grande scultore è l'autore della scritta "ITALIA" per le maglie delle squadre nazionali, che saranno indossate dagli atleti azzurri per la kermesse olimpica di Pechino 2008. La presentazione della “Collezione olimpica 2008” è prevista con una riservatissima serata presso la sede milanese della fondazione, nel corso della quale pare che sfileranno anche molti degli atleti olimpionici.

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Presentazione: martedì 27 novembre 2007 - ore 19.30 (su invito)
Fondazione Arnaldo Pomodoro
via Andrea Solari 35 - Milano
Info: 028240361 - info@fondazionearnaldopomodoro.it
Web: www.fondazionearnaldopomodoro.it

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Milano, un uomo nudo in Metro.

YouTube è sempre una miniera di video, ma non credevo che si potessero trovare scenette come questa.
A voi è mai capitato di vedere un “artista” che si esibisce nudo nella metropolitana al suono della "Sarabanda" di Haendel di uno scalcagnato violinista?
A me finora no. Meno male che c’è You Tube.
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Luca Dorigo ha lasciato il trono di "Uomini e Donne".

Luca Dorigo lascia Uomini e Donn(Tvblog) Il tronista dentro che è in Luca Dorigo, quello per cui non c’è due senza tre, è venuto a mancare. Ne dà il triste annuncio Maria De Filippi (che, serafica, come sempre, conserva i fazzoletti per decessi migliori). Partecipano al cordoglio funebre Karina Cascella (perché molto in fondo “è un bravo ragazzo”), Alfonso e Paola, “gli unici ad averlo sostenuto in modo costruttivo”.

Mentre a una delusa-pentita sora Daniela (“mi spiace che tu abbia detto certe cose, per due troni mi sono battuta per te…” battuta in che senso?) si unisce la sadica Rosy, pizzaiola di giorno, ritagliatrice di Star Tv & tutto il cucuzzaro di notte.
Vi si accanisce in punto di morte il defilippically correct nell’animo, Gianni Sperti, mirino a sua volta della sentenza del de cuius:

“Ci fosse stata una volta, dico una, che mi abbia dato una mano, che fosse andato contro la massa… dietro le quinte a volte magari parliamo, poi in studio non mi guarda negli occhi… tu cerchi solo l’applauso facile e scontato dicendo tante stupidaggini su di me”.

maria de filippi abbraccia luca dorigoGli hanno dato del telecomandato, del divo da copertina al capolinea, del presuntuoso che non accetta le critiche. Ma ormai è troppo tardi per recriminare, il calvario è compiuto. Luca se ne va con la coda tra le gambe, perché è così che doveva andare. Si accettano scommesse sul suo destino professionale, sospeso tra le ospitate d’onore della festa della donna e la posta del cuore su Grand Hotel.

*La lettura di questo post è consigliata a un pubblico truzzo, con buona padronanza del linguaggio defilippico e fegato quanto basta per digerire il ciarpame televisivo. Per un resoconto più rispettoso delle ultime volontà del defunto, vi rimandiamo al necrologio ufficiale.
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Oltre il concerto: Rufus Wainwright al Conservatorio, Milano.

(Cadavrexquis) Non si è certo risparmiato Rufus Wainwright nel concerto che ha tenuto stasera al Conservatorio di Milano. "Oh my god! I'm at the music school" ha scherzato, durante l'esecuzione di Cigarettes and chocolate milk, anche se rivolgendo lo sguardo verso la vetta della digradante sala Verdi aveva già detto prima che gli sembrava di stare a "Machu Picchu". Poi, tra un pezzo e l'altro, ha continuato a fare battute e raccontando aneddoti su Milano e, soprattutto sulla Scala, da appassionato d'opera qual è: "Oggi il mio ragazzo, Jorn, era a un incontro con dei tipi della Scala per un suo progetto e ha chiesto se qualcuno era interessato a vedere il concerto di Rufus Wainwright stasera. Nessuno sapeva chi ero. Se avete un amico alla Scala, picchiatelo". Eppure un giorno "la mia opera sarà rappresentata alla Scala e io sarò seduto tra il pubblico ad ascoltare la mia musica. Come voi stasera, che fortuna avete!" Ma, al di là delle battute con cui ha intrattenuto il pubblico, il concerto del cantautore-musicista canadese non è stato solo un (gran) concerto, ma una dimostrazione pratica dei suoi numerosi talenti. L'ossatura dello spettacolo l'hanno formata le canzoni dell'ultimo album di inediti, Release the stars, che Wainwright ha presentato quasi nella sua interezza (dieci pezzi su dodici), inframmezzandolo con altri brani tratti dal repertorio e alternando pezzi più lenti a pezzi più movimentati, passando da esecuzioni soliste al pianoforte a esecuzioni accompagnato dai suoi bravi musicisti. Da quando l'avevo visto all'Alcatraz un paio d'anni fa, quando aveva fatto da supporter ai Keane sacrificando un po' troppo il suo talento per un pubblico distratto, mi era rimasta la voglia di rivederlo e risentirlo dal vivo. Quando ho saputo che sarebbe tornato a Milano non ho esitato a procurarmi i biglietti.
Rufus Wainwright si è presentato sul palco alle 21.10 e, con indosso un completo color "Arlecchino", ha attaccato subito con Release the stars, infilando subito dopo il brano trainante del nuovo album, Going to a town. L'ho trovato in ottima forma vocale, persino migliorato rispetto al passato. La voce c'era allora e c'è anche oggi - piena, rotonda e potente - ma adesso ha anche imparato a non vocalizzare il respiro durante l'emissione della voce. La prima parte - di un'oretta scarsa - è stata ciò che potremmo definire un concerto piuttosto tradizionale e ha incluso soli due pezzi di repertorio, eseguiti al pianoforte: Cigarettes and chocolate milk, che ha scatenato l'entusiasmo del pubblico, e la strepitosa The art teacher. Detto per inciso, io trovo che l'accompagnamento del solo pianoforte sia sempre una soluzione molto emozionante, soprattutto quando la voce c'è, perché la bellezza della canzone risalta ancora di più nella sua nudità, spogliata degli orpelli dell'orchestrazione. E le sue canzoni resistono a questa prova, a dimostrazione del fatto che la sostanza c'è e che non è tutto merito degli arrangiamenti complessi con cui Wainwright riveste i suoi brani.
Nella seconda parte sono arrivate invece alcune sorprese, a partire dal cambio d'abito di Wainwright, che ha indossato la camicia e i calzoni in stile bavarese con cui è fotografato sul retro della copertina di Release the stars. Poi ha presentato il cd e il dvd - in uscita all'inizio di dicembre - dedicati a Judy Garland. Sono la registrazione di due concerti tenuti da Rufus Wainwright: il primo alla Carnegie Hall di New York, il secondo al Palladium di Londra. Entrambi sono stati, a loro volta, la ricostruzione "filologica" del concerto tenuto nel 1961 dalla stessa Judy Garland alla Carnegie Hall. Da qui Rufus ha scelto due canzoni: A foggy day (in London Town) e If love were all. Infine ha eseguito una canzone folk irlandese di John McCormack. Non ci sarebbe niente di strano se non avesse deciso di proporla come "avviene nei teatri d'opera": senza microfono, a "voce nuda", per così dire. La seconda parte si è chiusa con 14th Street e con Rufus che si è allontanato facendo ciao ciao con la manina e lasciando i musicisti a completare il brano, finché anche questi hanno abbandonato il palco, uno per volta, dopo aver fatto ciascuno un assolo con il proprio strumento. Tra i presenti, qualcuno ha creduto forse che il concerto fosse finito e, vedendo i tecnici che staccavano i cavi, si è alzato e se ne è andato. E si è sbagliato di grosso, perché non si sa che cosa si è perso.

L'ultima parte del concerto, cominciata come un normale "bis" invocato dal pubblico, ha riservato le sorprese più divertenti, trasformando quello che fino a quel momento era stato un concerto tutto sommato "puro" in qualcosa d'altro. Qualcosa di non precisamente definibile, tra lo spettacolo e il cabaret; qualcosa che ha rivelato il gusto tutt'altro che minimalista di Rufus Wainwright. All'inizio è entrato avvolto in un accappatoio bianco e si è messo al pianoforte per eseguire prima I don't know what it is con la sua band e poi da solo, senza soluzione di continuità, Poses e Complainte de la Butte. Alla fine dei tre brani ha preso una sedia, si è seduto di fronte al pubblico, ha indossato un paio di orecchini, si è dato del rossetto sulle labbra, si è tolto l'accappatoio, ha calzato un paio di scarpe con i tacchi a spillo e si è trasformato in uno dei più convincenti e divertenti impersonatori femminili che mi sia capitato di vedere, danzando con un gruppo di ballerini e "mimando" (stavolta in playback) Get Happy. Il pubblico, ormai, era in delirio. Oltre al musicista che, accompagnandosi al pianoforte e alla chitarra, suona e canta le canzoni che lui stesso ha composto, oltre all'interprete di canzoni altrui - perché va ricordato che, oltre al tributo a Judy Garland, Wainwright ha cantato in passato anche brani di Leonard Cohen e dei Beatles -, ha dimostrato di essere anche un vero e proprio animale da palcoscenico, un trascinatore così talentuoso da potersi permettere di essere anche una splendida drag-queen dalle bellissime e lunghissime gambe - e in quel momento ho capito, anzi ho sentito che cosa significa essere un artista che possiede, oltre a un enorme talento e a un'indiscussa bravura, anche magnetismo e carisma da vendere. Il concerto si è concluso con quella che è forse una delle sue canzoni più "politiche": Gay Messiah. Il pubblico gli ha tributato una standing ovation, calorosissima e meritata. E' giusto che sia così: uno come Rufus Wainwright nasce una volta ogni morte di papa, come si usa dire. Speriamo ne muoiano molti, allora.

La scaletta:
Release the stars / Going to a town / Sans souci / Rules and regulations / Cigarettes and coffee milk / The art teacher / Tiergarten / Leaving for Paris no. 2 / Between my legs
Matinee Idol / Do I disappoint you? / A foggy day (in London Town) / If love were all / Beautiful child / Not ready to love / Slideshow / Irish folk song / 14th Street
I don't know what it is / Poses / Complainte de la Butte / Get happy / Gay Messiah

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Cigarettes and coffee milk

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Rufus, Moby e Sean Lennon "Across the universe"

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Gay Messiah

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Guest star: Jack Gyllenhaall

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A Padova si discute il bando per assegnare le case popolari. Bonus a precari. E le coppie di fatto? E le coppie gay?

Punti in più anche a separati e sposini giovani.

(M. C. - Il Mattino di Padova) Arriva in Consiglio il nuovo bando approvato dalla giunta per l’assegnazione di case popolari, che attribuisce punteggi maggiori a categorie «protette». 5 punti in più vengono garantiti ai single con contratto di lavoro precario, alle ragazze madri e alle coppie di giovani sposi. 4 punti ai separati rimasti senza casa, agli anziani che rinunciano all’ospizio e ai nuclei che vivono in alloggi malridotti o sovraffollati. 3 punti aggiuntivi ai disabili con invalidità fra il 40 e il 66%, nonché ai nuclei che pagano affitti onerosi. In discussione anche un emendamento dei consiglieri Zan e Beltrame per includere le coppie di fatto, etero e omosessuali. «Un’aggiunta accoglibile», dice l’assessore Daniela Ruffini.

Arriva in consiglio comunale il nuovo bando per l’assegnazione di case popolari. E non mancano le polemiche. Soprattutto dopo la proposta, presentata dall’assessore alla casa Daniela Ruffini e approvata dalla giunta, di dare maggiori punteggi a precari, separati, anziani, invalidi, ragazze madri e giovani coppie. Sarà bagarre anche su un emendamento che sarà presentato dai consiglieri della sinistra, Alessandro Zan e Giuliana Beltrame, per includere tra le giovani coppie anche quelle di fatto, etero ed omosessuali, riconosciute all’anagrafe dal Comune. «Mi sembra un’aggiunta accoglibile», fa sapere l’assessore. «E’ un gesto di pari opportunità che non sottrae nulla a nessuno - assicura il presidente regionale dell’Arcigay - Anche perché il consiglio ha già approvato il riconoscimento delle coppie di fatto».

Gli aiuti. Non solo coppie gay. Anzi, la delibera presentata dall’assessore alla Casa, Daniela Ruffini, comprende un’ampia varietà di «particolari situazioni» che possono portare ad un «bonus» di punti nella graduatoria del prossimo bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), che sarà pubblicato a dicembre. Molti di questi sono già previsti nella legge regionale numero 10 del 1996 che regola l’assegnazione degli alloggi (e che già consente la possibilità di partecipare ai conviventi «more uxorio»). In primis il disagio economico, i nuclei familiari con più di cinque componenti e chi vive in situazione di disagio o emarginazione. Ma il Comune di Padova aggiungerà altre specificità.

Precari. Potranno avere ben 5 punti in più quei nuclei familiari formati da un solo componente con un contratto di lavoro precario. In pratica saranno agevolati i single che hanno un contratto a tempo determinato, interinale oppure di collaborazioni coordinate.

Separati. Agevolazioni anche per chi si ritrova per strada dopo una separazione. In presenza di una sentenza rilasciata dal tribunale, si avranno 4 punti in più. Sono i casi di nuova povertà tra i più diffusi, come ha denunciato anche la Caritas. Molto spesso si tratta di uomini soli, che lasciano la casa all’ex moglie con i figli.

Anziani. Fra le tipologie aiutate, anche gli anziani che non intendono proseguire una situazione di ricovero in casa di riposo (per i quali il Comune già eroga un contributo alla retta) che avranno 4 punti in più. Mentre altri 8 punti saranno dati a quei nuclei familiari in cui è presente una persona di oltre 60 anni e che abbia presentato domanda di alloggio popolare almeno già cinque volte.

Disabili. La legge regionale prevede già che le persone con un’invalidità oltre il 66% abbiano delle agevolazioni in graduatoria. Palazzo Moroni adesso «premierà» con 3 punti in più anche i disabili con invalidità tra il 40 e il 66%.

Alloggi malridotti. Interventi di sostegno sono previsti anche per chi vive situazioni di gravi problematiche abitative. Come l’antigienicità dell’alloggio, che porta 4 punti in più. «Al contrario di Bitonci, noi aiutiamo chi è in difficoltà. E senza discriminazioni», spiega orgogliosa l’assessore di Rifondazione comunista. Ovviamente sono previsti punti in più per chi non ha alcun alloggio e per chi è segnalato in grave difficoltà dai servizi sociali. Anche il sovraffollamento dell’abitazione vale 4 punti in più.

Canone oneroso. Quei nuclei familiari che vivono in affitto e che pagano di pigione più del 50% del loro reddito, certificato dall’Isee, avranno 3 punti in più. Al bando perciò potranno partecipare anche coloro che si trovano in difficoltà con l’affitto.

Ragazze madri. Un adulto con uno o più minori in condizioni di disagio economico beneficerà di altri 5 punti in più, in aggiunta a quelli già previsti dalla legge regionale.

Giovani coppie. La parte più discussa. Prevede 5 punti in più per le coppie di «nubendi» o di coniugi in cui l’età media tra i due componenti sia pari o minore a 30 anni. Resta necessario quindi il matrimonio per ottenere l’agevolazione. A questo punto interverrà l’emendamento che sarà presentato da Alessandro Zan e Giuliana Beltrame, che aggiungerà alle giovani coppie anche quelle riconosciute dall’anagrafe come «famiglie anagrafiche». Le coppie di fatto possono già fare richiesta di case popolari, ma se l’emendamento sarà approvato quelle giovani potranno richiedere anche i 5 punti aggiuntivi.

L’opposizione. Una proposta che non mancherà di sollevare polemiche a palazzo Moroni. Il centrodestra è già sul piede di guerra: «Come al solito la famiglia è l’ultimo dei pensieri della giunta Zanonato-Ruffini», attacca il consigliere forzista Domenico Menorello. L’assessore alla casa è tranquilla: «Sono certa che la maggioranza saprà cogliere i punti innovativi di questa delibera».

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Censura clericale su YouTube.

Censurato su Youtube videoclip con nota canzonetta popolare rielaborata da Mimmo Cavallo.

(Uaar) Il video non è stato “moderato” ma completamente rimosso su pressione di “segnalatori” di ambienti cattolici e non. La comunicazione ufficiale non menziona problemi di copyright né di diritti d’autore ma solo ragioni “morali”.

Il videoclip era promosso dal blog NunVeReggaeCchiù ed era un omaggio al cantautore tarantino Mimmo Cavallo che nel 1980 (quando sfondò con l’LP realizzò anche un’originale versione di una nota canzonetta popolare, “Siamo meridionali”)“Co’ ’sta pioggia e co’ ’sto vento”, rielaborandola con un monologo tremendo e dal sound eccezionale. Il videoclip invece era stato realizzato di recente sotto forma di cartone animato mixando alcune tavole del mitico Milo Manara ed altre tavole e successivamente pubblicato il 30 agosto sul canale youtube whfmax. Dopo 3 mesi quando il videoclip stava incrementando con migliaia di visualizzazioni è giunta l’iradiddio…

Tutti i particolari del terrorismo sacrestano su: http://www.shockart.tv/nunvereggaecchiu/pages/censura.html

Per reagire al terrorismo, sacrestano, Nunvereggaecchiù ha lanciato una campagna per segnalare come pornografia e violenta la TV spazzatura che imperversa sul web (sia essa sul modello ufficiale che le emulazioni del pattume di massa) invitando le utenze a premere il “bottone” apposito. Nelle prossime ore diversi utenti caricheranno sul proprio canale il video “Per debolezza e carne…”, quello censurato, sotto altri titoli aspettando la censura e la mano diddio.

Ed infatti... eccolo.

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Giovanni Nuti e Alda Merini in concerto al Teatro Strehler di Milano il 26 novembre.

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Lunedì 26 novembre ore 21
Alda Merini e Giovanni Nuti con Simone Cristicchi
Il 26 novembre Giovanni Nuti e Alda Merini saranno in concerto al Teatro Strehler di Milano dove presenteranno canzoni tratte dal loro ultimo album “Rasoi di seta” (Sony Bmg), di cui il nuovo singolo “Com’è grande il pensiero del mare” è in rotazione radiofonica dal 5 ottobre.
Ospite della serata sarà Simone Cristicchi che canterà con Giovanni Nuti “I Poeti”, duetto incluso nel disco “Rasoi di seta”.
Giovanni Nuti e Alda Merini definiscono il loro album come una raccolta “nata da un sodalizio d’amore, ma anche dalla disperazione nel vedere che la cultura non mette sane radici: è una specie di rivolta anche patriottica che si sta perdendo nell’universo. In amore ci si affianca: non è soltanto un egoistico guardarsi negli occhi, ma anche una comunione della propria felicità con gli altri. È un convivio amoroso. La musica allevia le sofferenze mentre la poesia a volte crea la solitudine. Speriamo che questo sodalizio arrivi al cuore di tutti, di chi ci ama, perché vuole essere una resurrezione del corpo e dell’anima”.
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Teatro Strehler
Largo Greppi, Platea intero 23.50 euro, Card Giovani e anziani 19 euro,
balconata intero 20.50 euro, card giovani e anziani 16 euro.

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Apritevi anche voi all'omosessualità. Cattolici romani! Sveglia!

(Lampi di pensiero) Ho sempre nutrito diffidenza e serissimi dubbi sulla sanità mentale di chi si professa cattolico E di questa dottrina accetta dogmi, misteri ed imposizioni, rinunciando al potere sovrano della ragione anche davanti alle più evidenti mistificazioni.

Ho fatto un lungo percorso nutrendomi di scritti che ponevano al centro della loro critica storica le istituzioni vaticane e pontificie, i loro delitti, gli atteggiamenti vessatori, le malversazioni e le mistificazioni contrabbandate come verità assolute. In questa strada mi hanno guidato alcuni autori di enorme livello, come Piergiorgio Odifreddi, Pepe Rodriguez (link in lingua spagnola) e Karl Heinz Deschner. Da essi ho imparato molto e grazie a loro mi sono “spogliato” dell’abito del cattolico romano, che, sebbene non abbia neanche fatto la prima comunione, ha sempre e comunque esercitato un’influenza nefasta su di me e sui contesti nei quali mi sono trovato nel corso della mia vita.

Ma il bello della vita sono le sorprese. Non ne sospettavo neanche l’esistenza. Anzi a dire il vero non potevo neanche concepire, tanto forte è il condizionamento che esercitano certi poteri, che potessero esistere chiese cattoliche non romane e non soggette al pontefice. E invece esistono e prosperano nella pressoché totale ignoranza. Fra esse spicca la Chiesa vetero-cattolica dell’Unione di Utrecht (su wikipedia), per la conoscenza della quale devo ringraziare l’ottimo Giuseppe Pecce, fondatore e direttore del Roma Rainbow Choir, cui appartengo.

In sostanza la Chiesa dell’Unione di Utrecht ha sviluppato una teologia ed una pratica differenti da quella di Roma. In pochi punti, e rimandando al link per gli approfondimenti:

  1. dal 1873 non dipende giuridicamente dal Vaticano; riconosce il Vescovo di Roma come Patriarca d’Occidente, al quale appartiene il Primato d’Onore (“primus inter pares”).
    Non ha una sede centrale, ma in ogni nazione è rappresentata da un vescovo e dal sinodo (ed ha struttura è sinodale)
  2. Professa la fede dei primi sette Concili Ecumenici. Fedele alla vecchia tradizione cattolica, il vescovo di Roma non è considerato infallibile e non può esercitare la giurisdizione universale su tutti i vescovi.
  3. Respinge i dogmi dell’immacolato concepimento di Maria e la sua ascensione.
  4. I vescovi e i sacerdoti possono sposarsi.
  5. Le donne possono essere diaconi, sacerdoti e vescovi.
  6. si pratica in prevalenza una confessione collettiva con una assoluzione generale.
  7. è ammesso un nuovo matrimonio in chiesa per i divorziati.
  8. il purgatorio è rifiutato.

Insomma, per alcuni versi una “chiesa illuminata”.

Ho partecipato ad un incontro di approfondimento tenuto dalla loro Presbitera Teodora Tosatti, interamente incentrato sul tema del rapporto tra la Bibbia e l’omosessualità, durante il quale sono rimasto profondamente colpito dall’immensa cultura della Tosatti e dal suo ragionare logico e privo di condizionamenti “ideologici”. L’ho ascoltata leggere direttamente dai testi in greco le espressioni delle antiche formulazioni,valutarne il senso attenendosi alle parole scritte e in base alla definizione del contesto nel quale furono pronunciate o scritte ed estrarne un insegnamento da inserire nella cultura presente e nel mondo di oggi. Ovvero, comprendere il senso di quello che la bibbia dice con le parole del tempo in quel tempo (una norma di scopo, non letterale) e riformulare nella realtà cogente una linea di comportamento o una prescrizione COERENTE, ma attuale. Davvero impressionante.

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I Maroon 5 con Adam Levine a Milano.

Abbiamo appreso da Gay.TV che l'unico motivo per andare a vedere (ma soprattutto ascoltare) i Maroon 5 il 16 dicembre all'Alcatraz di Milano, quasi fossimo travolti da "terremoti ormonali" di carattere adolescenziale, sia il faccino di Adam Levine, arrivando addirittura a fantasticare un suo rapimento. Bhe, a conti fatti con quello che ci passa Gay.tv Levine esteticamente non è neppure un granchè, è carino per chi si accontenta ma da quelle parti non sembrano proprio accontentarsi, anzi. Possiamo semmai dire che più che carino Adam Levine possiede un certo sex-appeal, quello si, concesso. Non deve essere tutto pretestuoso per mostrare gallerie fotografiche a volte anche sgangherate. Sono solo "scheccate" fuori tempo.
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Essere chiamati gay e ricchioni? Sì, ma senza disprezzo.

gay scritta(Queerblog) E’ un problema generalizzato quello dell’uso dell’appellativo (più o meno giustificato) “gay” o “ricchione”. Un problema internazionale che sembra sia oggi sempre di più oggetto di analisi per un semplice motivo: queste etichette non solo sono diventate sempre più usate (e abusate) ma hanno spesso dei risvolti di significato dispregiativi e subdolamente offensivi.

La storia nasce da un sondaggio proposto da Queerty, che chiedeva ai letto chi abbia il diritto di usare la frase sempre più diffusa “That’s so gay”, che equivale ormai quasi al nostro “Che figo!”. Un figo che ha infatti una sfumatura di significato più maliziosa di quanto appaia.

Immaginate in sostanza una donna al bar che declama: “E’ così gay!”. Più o meno l’effetto è lo stesso: mescola la percezione di qualcosa di attrattivo, emozionante ma parecchio sopra le righe e dal quale tenersi ben lontani. I risultati del sondaggio però svelano che il pubblico del sito ritiene che dire gay e dire ricchione (in quel formato, ma in qualsiasi altro) è lecito anche ad oltranza, basta che non sia mai detto con motivazioni offensive.

Ma sappiamo tutti molto bene quanto questi confini siano labili. Pensate che un’”innocentissima” Katy Perry ha recentemente lanciato un nuovo singolo in America dal titolo Ur so gay“, usandolo per dipingere un suo ex fidanzato, esprimendo il suo malcontento con le uniche parole con cui avrebbe potuto descriverlo pur non essendo lui omosessuale.
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Così le hanno chiesto: “Perchè lo definisci gay?”. E lei risponde che è come dire “Hey, stronzetto!”. Katy aggiunge comunque di non voler essere offensiva ma ironica e che i gay in generale capiranno il senso di quell’affermazione perchè “hanno un forte senso dell’umorismo”. Quanto si sbaglia.

Qui in Italia c’è gente che pagherebbe oro affinché tanti la smettessero di usare la parola gay con tutti i suoi derivati e sottoprodotti dispregiativi. Perchè è uno dei tanti modi per gettare il seme dell’inferiorità su una categoria che qualcuno ritiene debole, e debole, poveri loro a pensarlo, proprio non è.
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Mines - Per diventare gay.

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