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mercoledì 6 febbraio 2008

Striscia la Notizia si occupa dello scandalo televoto di "Amici di Maria". I bloggers dicono la loro.


(Spetteguless) Servizio VERITA' di Striscia la Notizia sullo SCANDALO televoto di Amici di Maria, qui smascherato.
Le spiegazioni degli autori sono state tutto un AVREMMO, PER IPOTESI, ERAVAMO PRONTI, PER ASSURDO, che non hanno portato praticamente a NULLA!
Come PROVA ci hanno fatto vedere una CATERBA di fogli pieni di numeri, ovviamente ripresi da MOOOOOLTO lontano, contenenti TUTTI I DATI delle varie compagnie telefoniche, come PER MAGIA arrivati in appena 24 ore e ANCORA con più magia TUTTI RICONTROLLATI, sms per sms, in poche ore, qualche sottolineatura, e la SPIEGAZIONE di cosa avrebbero fatto.
A loro dire hanno preso TUTTI i voti con l'1 arrivati durante le TRE esibizioni dei BLU, (che avevano il 2 assegnato), quelle di Maria Luigia, Francesco e Marco (ricordiamolo 1° in classifica) assegnandoli ai BLU.
Anche così facendo i BIANCHI avrebbero vinto comunque (ovviamente la percentuale non si sono DEGNATI di dirla, non sia mai... hanno vinto PERCHE' LO DICONO LORO, punto! Non fa una piega...).
Peccato che nessuno abbia fatto notare ai 3 dell'Ave Maria che, come più volte detto, non sta scritto da NESSUNA PARTE che l'errore non si sia potuto protrarre per tutto il resto della serata!
Chi lo dice che i ragazzini votanti da casa non abbiano semplicemente RISPEDITO a rotazione l'sms di voto allo stesso numero, CON lo stesso numero all'interno, senza riscriverlo ogni volta?
Chi dice che non sia potuto accadere?
E come si può dire, perchè questo hanno detto, che erano PRONTISSIMI a ripetere la puntata nel caso in cui la vottoria dei bianchi non fosse arrivata con il riconteggio dei voti, con tanto di RIAMMISSIONE di Marina?
Per avere il MASSIMO della trasparenza possibile DOVEVANO ripetere la puntata, ma non l'hanno OVVIAMENTE fatto (ero pronto a giocarmici casa...), trincerandosi dietro astruse teorie che fanno a cazzotti contro ogni tipo di logica e sistema matematico esistente al mondo!
Velo PIETOSO poi su Striscia la Notizia che ha mandato un Ghione STRANAMENTE mooooolto accondiscendente, privo praticamente di qualsiasi tipo di domanda...
Complimenti a tutti...

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Italia impazzita. Ottantaquattrenne stuprata in clinica.

Una paziente di 84 anni ricoverata alla clinica S.Pio X di Milano sarebbe stata stuprata da un dipendente dell'ospedale durante alcune pratiche sanitarie. Lo ha confermato la stessa clinica precisando di aver immediatamente denunciato l'accaduto ai carabinieri e di aver provveduto a sospendere cautelativamente tutto il personale che era in turno al momento della presunta violenza in attesa di individuare il responsabile. L'aggressione risalirebbe a domenica scorsa e ad accorgersi di quanto era accaduto, anche sulla base del racconto della donna, sono stati altri medici e infermieri che hanno avvisato la direzione sanitaria. Immediatamente sono stati chiamati i carabinieri che hanno fatto i primi accertamenti. "Si tratta di un episodio di inaudita gravità ma ancora da chiarire nel suo esatto svolgimento. - ha detto il direttore sanitario Giorgio Tarassi - La clinica si è mossa immediatamente anche per sostenere psicologicamente la paziente che pare stia reagendo bene".

La paziente che avrebbe subito l'aggressione è in cura alla S.Pio X da diverso tempo. "Non sappiamo esattamente cosa sia accaduto, ma nel dubbio abbiamo voluto che venissero presi tutti i provvedimenti necessari - ha spiegato il direttore sanitario, Giorgio Tarassi -. La paziente ha raccontato tutto ai carabinieri". Quel che è certo è che domenica scorsa il personale medico e infermieristico ha subito capito che all'anziana donna era successo qualcosa di strano. E' stata avvertita la direzione sanitaria che a sua volta ha chiamato i carabinieri. Sono stati immediatamente informati anche i familiari dell'anziana donna. A quanto si è appreso, la donna potrebbe aver subito l'aggressione e la violenza sessuale da parte di qualcuno che poteva avvicinarsi a lei per motivi di assistenza o di cura, quindi un infermiere o un parainfermiere. La direzione non ha voluto precisare se il responsabile sia stato individuato, ma per "misura cautelativa", ha precisato il direttore sanitario, é stato sospeso tutto il personale che era in turno in quel momento. L'anziana è stata poi assistita sia dal punto di vista medico che psicologico. "Un'assistenza appropriata all'evento e al momento vissuto", afferma la direzione sanitaria. La clinica le aveva anche offerto il trasferimento in un' altra struttura nel caso si sentisse più tranquilla. Ma la donna ha rifiutato la proposta affermando che la sua fiducia nell' ospedale non è venuta meno. In una nota diffusa nel pomeriggio la direzione sanitaria della casa di cura 'esprime un profondo rammarico per l'accaduto, manifestando piena solidarietà alla signora e ai familiari e massima collaborazione agli organi inquirenti".

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Avanti Savoia. Ritorno dei monarchici in Parlamento? Emanuele Filiberto ci prova.

Elezioni: In campo con il movimentodei Savoia "Valori e futuro".
Convocato il Consiglio Nazionale per la presentazione delle liste.


(Adnkronos) - Scende in campo in vista delle prossime elezioni il Movimento Valori e Futuro, fondato dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia. Ad annunciarlo il segretario nazionale Filippo Bruno di Tornaforte.
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Ndr. Ormai stiamo vedendo di tutto, pure gli eredi di coloro che controfirmarono le leggi razziali del '38. Senza vergogna. (Aspis)

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Berlusconi si sente invecchiato e di fronte a Veltroni dice no ai duelli tv.

Berlusconi: no all´election day e ai duelli tv. "Ma dico addio al Caimano". Cdl al voto con quattro simboli, scontro sui piccoli. Il Cavaliere vuole anticipare la lista dei ministri e punta su Montezemolo.

(Claudio Lotito - La Repubblica) «Non sarò mai più il "Caimano"». Solo una battuta, certo. Eppure per Silvio Berlusconi il ricordo del film di Nanni Moretti, uscito nel 2006 a pochi giorni dalle elezioni, è una sorta di memento. Non vuole più essere il "nemico pubblico" numero 1 per una parte del Paese. «In questa campagna elettorale - ha spiegato in questi giorni il Cavaliere - bisogna abbandonare i toni usati nelle occasioni precedenti. Possiamo puntare ai delusi di Prodi». Il linguaggio quindi va rimodulato, lo scontro senza quartiere evitato.
Ecco, il leader di Forza Italia inizia a preparare così la lunga corsa che porta al voto di aprile. A Via del Plebiscito stanno mettendo a punto le linee guida della campagna elettorale, e Berlusconi è convinto che stavolta la Casa delle libertà debba innovare le parole d´ordine. «La guerra contro Veltroni - ha spiegato - può non funzionare». Anche perché una campagna elettorale al calor bianco rischierebbe di far fallire sul nascere il tentativo di dialogo bipartisan coltivato in vista della prossima legislatura. Per questo, il capo del centrodestra sta studiando una campagna elettorale capace di rivoluzionare i leit motiv degli scorsi anni. Snocciolerà un po´ alla volta la lista dei ministri. Alcuni li sta già contattando. Ma su uno sta concentrando le sue attenzioni. Su Luca Cordero di Montezemolo. L´ex premier vorrebbe il presidente della Confindustria nel suo esecutivo. La circostanza che il mandato a Via dell´Astronomia finisca proprio a maggio rappresenta un´occasione per Berlusconi. Un´occasione per instaurare con le parti sociali un confronto su binari affatto diversi rispetto al quinquennio 2001-2006. E forse non è un caso che Franco Marini, sabato scorso, abbia ascoltato con irritazione le parole pronunciate da Montezemolo dopo l´incontro a Palazzo Giustiniani: «Non ci sono le condizioni politiche per una riforma elettorale», aveva detto. Il Presidente del Senato non ha gradito. La sera stessa poi si sono incontrati di nuovo alla festa per gli 80 Anni di Ciriaco De Mita e il leader degli industriali ha cercato di chiarire: «Sono stato interpretato male». «No - gli ha risposto seccato Marini - non c´era niente da interpretare».
Di fronte alla scelta "solitaria" del Pd, anche il presidente forzista punta a semplificare il suo schieramento. Nel centrodestra è già scattata la battaglia. An, Udc e Lega temono la deriva da "caravanserraglio": l´accusa già mossa dal Pd. Il partito di Fini ha più di un dubbio sulla partecipazione della Destra di Storace. E Casini non ne vuol sapere di farsi carico dell´Udeur di Mastella. Nella scheda elettorale per la Camera, comunque, Berlusconi vuole inserire solo 4 simboli: quelli dei partiti fondatori della Cdl. Al massimo un quinto per accorpare, appunto, le candidature di tutti i "piccoli". Allo stato, però, dovrebbe ricadere su FI il compito di candidare gli uomini della Nuova Dc di Rotondi, della Destra di Storace, del Pri di Nucara e anche dell´Udeur di Mastella e dei Liberaldemocratici di Dini. «Non possiamo presentarci con 14 partiti», hanno avvertito Fini, Bossi e Casini. Al Senato, invece, la tattica sarà opposta: «Lì - ha avvertito l´inquilino di Palazzo Grazioli - tutti saranno in campo. Anche 5 mila voti possono essere determinanti».
Prima che scatti la par condicio, infine, il Cavaliere punterà su tv e maxi-poster. Quindi inizierà il tour delle città e proverà a dire "no" al faccia a faccia in tv con Veltroni. E soprattutto tenterà in ogni modo di bloccare l´Election day.

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Un fenomeno dilagante. Affittasi appartamenti in cambio di prestazioni sessuali. Richiestissimo l'SM.

Francia, affitto in cambio di sesso. Annunci ambigui, il fenomeno è in ascesa.

(TGCom) Affittasi appartamenti in cambio di prestazioni sessuali. Secondo il quotidiano francese Liberation, si tratta di un fenomeno in crescita, complice la difficoltà di procurarsi una casa. Un fenomeno particolarmente presente a Parigi e che colpisce le ragazze con lavori precari. Una giornalista ha potuto verificare di persona rispondendo a una serie di offerte di subaffitto o di monolocali "in cambio di servizi" (molto spesso sessuali).

I personaggi che ha incontrato le hanno proposto di abitare in una stanza del loro appartamento o di dividere un monolocale o di abitarne uno da sole, stilando un elenco di "prestazioni" a titolo di affitto: si va dal voyeurismo ai rapporti sessuali "semplici" e più o meno regolari a quelli sadomaso. Ai quali si aggiungono a volte le pulizie e la cucina.

La pratica non è illegale, spiega ancora il quotidiano, ed è considerata alla stregua della prostituzione. Solo il sito sul quale l'annuncio compare può eventualmente essere denunciato per sfruttamento della prostituzione. Un eventualità molto remota, fanno notare in polizia. Anche perché molte pubblicazioni spostano gli annunci in questione dalla rubrica "subaffitto" a quella "annunci erotici".

Gli abusi sono molto frequenti, racconta Liberation: molte ragazze rispondono agli annunci che recano scritto "alloggio in cambio di servizi", pensando si tratti di fare le pulizie, stirare, fare baby-sitting, e poi si accorgono che "si tratta sempre di uomini che vogliono sesso". A quel punto, la maggior parte delle ragazze rifiuta. Quelle che accettano però si espongono a un duplice rischio: che i proprietari siano sempre più esigenti e di essere messe alla porta dal giorno all'indomani.

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Ecstasy avvelenata è allarme. A Massa ragazzo in fin di vita: In Italia una partita di droga devastante.

Una delle possibilità è che la sostanza stupefacente sia stata tagliata aggiungendo del pesticida.

(La Repubblica, edizione di Firenze) Ecstasy tagliata con una sostanza killer, forse con pesticidi. Un giovane è in gravissime condizioni all´ospedale di Massa e in Versilia scatta l´allarme. Ci potrebbe essere in giro una partita di droga addizionata con veleni: ragazzi fate attenzione in queste notti e soprattutto nel fine settimana, raccomandano i carabinieri. In allarme la direzione aziendale della Asl 1 che, si legge in un comunicato, «è preoccupata» e ha deciso così di informare la cittadinanza su quello che è accaduto e sui rischi. I carabinieri fanno scattare controlli, cercano di rintracciare gli amici di quel venticinquenne, le persone con cui si è incontrato la notte scorsa. Setacciano i numeri con le chiamate del suo telefonino. Tutto per risalire a chi gli ha venduto la pasticca avvelenata, per capire da dove viene quella sostanza e con quali aggiunte chimiche è stata trattata. Una delle possibilità è che l´ecstasy sia stata tagliata con dei pesticidi. L´ipotesi, spiegano alla Asl, è stata avanzata in una consultazione telefonica con il Centro Antiveleni di Milano esaminando i sintomi e l´aggravarsi del ragazzo.
Ma da Milano frenano: «Prima di formulare delle ipotesi aspettiamo di ricevere gli esami tossicologici dalla Toscana». Sarebbe il primo caso in Toscana di droga contaminata da pesticidi, non però il primo in Italia perché successe già quattro anni fa in Lombardia (nel Milanese) e di recente si è ripetuto anche nel Nord Europa, precisano i carabinieri.
Prime ore di ieri, intorno alle 4 della notte: il ragazzo si sente male mentre è nella sua stanza. In casa, una villetta nel centro di Massa, ci sono i genitori e la sorella. Lui suda, vomita, sviene, si riprende. Chiamano il 118 e l´ambulanza lo porta subito all´ospedale San Giacomo e Cristoforo. E´ ancora cosciente quando viene soccorso, fa in tempo a dire che ha preso dell´ecstasy. Davanti ai medici arriva con un´insufficienza respiratoria acuta: poi il quadro generale precipita. Edema polmonare. Viene intubato, sottoposto a ventilazione meccanica. L´elettrocardiogramma mette in evidenza una ipocinesia diffusa in tutto il cuore, cioè una riduzione dei movimenti della muscolatura. Si temono danni cerebrali. Va in arresto cardiaco, lo rianimano. La sua vita però è appesa a un filo e ai monitoraggi delle macchine che sostengono le sue funzioni vitali.
Gli investigatori dell´Arma corrono a casa del giovane per perquisirla: bisogna fare in fretta, capire che droga ha assunto, rintracciare chi gliel´ha venduta. I carabinieri trovano un grammo di cocaina, una dose di eroina, un panetto di cento grammi di hashish e schegge di una sostanza che potrebbe essere proprio ecstasy (ma la conferma si avrà soltanto nei prossimi giorni dopo le analisi). I genitori riferiscono che il figlio è tornato a casa dopo le 21,30. La pasticca potrebbe averla presa anche prima. Da anni il ragazzo è ostaggio delle droghe, ha cercato più volte di uscirne ma senza successo, spiega chi indaga. La sua famiglia ha lottato con lui, lo ha aiutato in tutti i modi, lo ha sorretto dopo ogni ricaduta, rialzato dopo ogni fallimento.
Il giovane che è disoccupato, aveva da poco espresso alla mamma il desiderio di riprendere la scuola. Non c´è degrado di affetti nella sua vita, non c´è una storia di emarginazione e povertà. Nella sua stanza le cose sono in ordine, i mobili spolverati, i libri e i maglioni al loro posto, la chitarra appoggiata in un angolo. I militari della compagnia di Massa sequestrano il cellulare e le agende dove il ragazzo ha segnato appunti, nomi e cognomi. Tracce che adesso potrebbero rivelarsi utili alle indagini coordinate dal pm Leonardo Tamborini della procura. L´esito degli accertamenti tossicologici si conosceranno soltanto nei prossimi giorni.
«Nel nostro territorio potrebbe girare - scrive in un comunicato la Asl di Massa - droga, ecstasy tagliata con sostanze pericolosissime, potenzialmente letali». Forse pesticidi, forse altri veleni chimici che vengono mescolati dagli spacciatori alla polvere da pressare. O per amplificarne gli effetti o per aumentare i profitti. Impossibile riconoscere a occhio nudo le pasticche «tagliate» da quelle che non lo sono, da qui l´allarme scattato in Versilia e anche, attraverso i carabinieri, in alcune aree vicine della Liguria. Se l´ecstasy con il veleno non è un caso isolato ma fa parte di una partita di droga arrivata sul mercato, altri giovani rischiano la vita.

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Sesso e minori. Chat telefoniche, qui i mostri agganciano le piccole vittime.

«I pedofili usano nomi di battesimo come nickname e offrono piccoli regali» La dirigente della polizia delle comunicazioni Maggio: «I nuovi rischi vengono dal cellulare».

(Luca Marognoli - Il Trentino) Genitori, attenti. Controllare il computer dei figli e limitare la navigazione con filtri speciali oggi non basta più. Il nuovo pericolo viene dal cellulare, che è diventato un pc ultraportatile. Con quello in mano bambini e adolescenti possono accedere liberamente e senza alcun controllo alle chat.
Anna Maria Maggio, dirigente della polizia delle comunicazioni, è a capo di un team di 22 uomini esperti nei diversi rami della tecnologia. Sei di loro si occupano di pedofilia on line. «Questa è un’operazione che abbiamo curato nella parte iniziale - precisa - prima che passasse per competenza al nucleo pg del tribunale. Tutto è iniziato con una mamma che è venuta da noi e ci ha chiesto aiuto».
Una madre accorta, come poche altre. Se vigilare sul pc è già complicato, farlo con i cellulari è un’impresa ardua. Il perché lo spiega la dottoressa Maggio. «Le chat telefoniche sono luoghi virtuali di incontro per utenti che hanno il cellulare umts con accesso a internet. Sono le più pericolose, perché usate soprattutto dai ragazzini. Spesso i pedofili, che questo lo sanno, si intrufolano in queste chat spacciandosi per minori. Li adescano. Conquistano la loro fiducia e si fanno dare il numero. Poi il passo è breve».
La dirigente cita l’operazione Codice Azzurro che la polizia delle comunicazioni condusse nell’autunno 2005. «Era nata dalla segnalazione di due undicenni trentine che erano entrate in una chat e avevano conosciuto dei presunti coetanei, ai quali avevano dato il proprio numero di telefono. Questi, che in realtà avevano 42 e 36 anni, chiedevano foto in cui le ragazzine comparissero nude in cambio di ricariche telefoniche. Questa indagine ha fatto emergere che le ragazzine coinvolte erano 300 in tutta Italia. Alcune di loro, per fortuna, non hanno inviato nulla. Altre, ed erano tantissime, lo hanno fatto». Un’operazione importante - spiega Maggio - perché «ha scoperchiato questo enorme pentolone, sollevando il problema dei pedofili che entrano in queste chat per farsi dare il numero di telefonino dei minori».
Da qui il consiglio: «Il genitore che fornisce un umts al figlio deve sapere che con questo può accedere a internet, con tutto quello che ne consegue. Il cellulare è fuori dal controllo dei genitori: non ci sono filtri che tengano, tanto che il telefono può prendere anche un virus».
Che fare allora? «Posso dire quello che ho fatto con mio figlio quando aveva 12 anni. Voleva il cellulare e insisteva perché tutti ce l’avevano. Io ho parlato col venditore, che è intervenuto sulla sim card disattivando sia l’invio che la ricezione di foto. Allora l’accesso a internet non c’era».
Ma quali sono le esche psicologiche che usano i pedofili per agganciare i bambini on line? «Sono estremamente affascinanti, condiscendenti, comprensivi. Si comportano come un amico cui confidare tutto. Ascoltano molto. E questo è un fatto determinante, perché i ragazzi hanno tanto bisogno di parlare e spesso i genitori non hanno tempo».
Per conquistare le piccole vittime promettono ricompense mirate in base all’età e ai bisogni: «Si va dai giocattoli per i più piccoli, alle ricariche telefoniche, fino alla benzina del motorino».
Ma perché ragazzini che si vedono chiedere quelle foto non vanno a dirlo ai genitori? «Il pedofilo li fa sentire importanti. “E’ il nostro segreto. Facciamo quello che fanno i grandi. I tuoi non te lo lascerebbero fare”...».
I nickname usati dai pedofili non sono ricercati, ma molto semplici: «Soprattutto nomi di battesimo: Fabio, Lorenzo, Giovanni... Cercano di individuare i più fragili. Molti li mandano a quel paese. Ma altri cadono nella rete».
Talvolta gli agenti si fingono prede, più spesso diventano 007 hi-tech. «Possiamo navigare sotto copertura, ma questo avviene raramente. Di solito usiamo altri strumenti, di tipo tecnologico».

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Gay. Dichiararsi non conviene agli sportivi. La provocazione del 'Guardian'.

(Fonte Agi) Sportivi gay non fate coming out. Vi conviene! La provocazione arriva dal quotidiano inglese The Guardian che sulla scia di un dibattito sollevato dal mensile statunitense The Advocate prende posizione sulla questione. Secondo il giornalista britannico Tom Lamont, pur essendo tutte le discipline dello sport dal calcio (in primis) al volleyball, dal rugby alla pallacanestro, infestate di "cripto gay", a nessuno di loro conviene dirlo pubblicamente. In primo luogo per un fatto meramente economico.

Esempio illustre, in tal senso, la tennista Martina Narvratilova che lo fece nel 1981 e in un battibaleno perse 12 milioni di dollari in contratti. Nessun marchio volle più vestirla. Un gay dichiarato può inoltre rovinare la delicata alchimia che regna nello spogliatoio di una squadra.

Lebron James (nella foto), astro nascente dell'NBA, dichiarò "è difficile fare la doccia insieme, stare sull'autobus, parlare insieme, bisogna fidarsi dei propri compagni". Senza parlare - scrive Lamont - delle prese in giro di cui gay o lesbiche sono oggetto sui campi di gioco. Quando Amelie Mauresmo fece coming out durante l'Open d'Australia del '99, le sue rivali non furono certo piene di tatto e di amore: "E' per metà uomo" disse una poco spiritosa Martina Hingins. Non solo, uscire allo scoperto porta i media a focalizzare l'attenzione sull'atleta che cosi' fatica a concentrarsi sulla prestazione sportiva.

Insomma un consiglio: dichiararsi gay in pubblico soltanto se si è abbastanza forti e si è davvero convinti della scelta. E John Aemechi, ex star del basket americano, dalle colonne di The Advocate, dà ragione al giornale britannico. Il suo coming out fatto ai microfoni dell'emittente sportiva ESPN, non ha avuto gli effetti sperati dalla comunità gay. "Triste ma vero, all'interno del mondo professionistico il mio outing non ha ottenuto alcun risultato anzi lo sport ha dimostrato ancora una volta di essere un mondo molto chiuso, pregiudizievole e spesso disinteressato alle problematiche sociali" conclude amaramente Amaechi.

Lo sa bene Marcus Urban, ex calciatore della seconda divisione tedesca, che ha recentemente dichiarato la sua omosessualità aspettando prima di porre fine alla propria carriera. "Purtroppo nel mondo del calcio, che deve essere per forza macho, se un giocatore in attività confessasse pubblicamente di essere gay, disubbidirebbe gravemente al menzognero codice del campo, che vuole i suoi atleti per forza eterosessuali", ha confessato Urban sulle pagine del quotidiano Die Tageszeitung.

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Il "gay-ball" chiude il carnevale di Rio de Janeiero.

La tradizionale manifestazione conclusiva della festa carioca.

(La7) No, non si tratta di un Gay Pride. Basta ascoltare la musica per capirlo: (musica) è samba. Qui siamo a Copacabana, Rio de Janeiro, e questa è la tradizionale manifestazione conslusiva del carnevale più famoso del mondo, quello brasiliano. Certo, in questo "Gay Ball" - "ballo gay", come viene chiamato - c'è poco di "tradizionale": e non stiamo parlando delle paillettes e dei costumi sgargianti, peraltro caratteristici del carnevale a queste latitudini. La gente, che per giorni ha visto sfilare nel Sambodromo le più importanti scuole di samba del paese, sembra divertirsi e non pensare troppo al fatto che il "Gay Ball" tutte le feste si porta via. Almeno per quest'anno
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Usa, è crisi per i "santuari" della ghettizzazione. Uno ad uno chiudono i locali gay. Le cause? Internet e l'integrazione.

Uno spogliarellista si esibisce al Gay Club Splash di New York.

Welcome to Internet City.
Bar gay e pornoshop. Tower Records e Blockbuster. Uno a uno, spengono le luci. Travolti dall'impatto della Rete sulle abitudini dei consumatori. Che i loro oggetti del desiderio ora li cercano on line.


(Enrico Pedemonte - Espresso) A Boston prima ha chiuso il Napoleon Club, tradizionale ritrovo gay, nei pressi di Park Square. Poi il video bar Luxor, preferito dai giovanissimi. E poi Buddies, Chaps, Sporters, PlayLand, e almeno altri 15, simboli di un'epoca in cui i bar gay erano il punto di raccolta di persone che si ritrovavano per rivendicare insieme la propria identità e il diritto a esistere come comunità. I bar gay negli Stati Uniti stanno sparendo. Scompaiono da Boston, ma diventano mosche bianche a New York e persino a San Francisco, dove nel quartiere di Castro prospera da decenni la comunità gay più cospicua d'America. Robert David Sullivan, uno scrittore gay che ha scritto lunghe inchieste sull'argomento sul 'Boston Globe', sostiene che il fenomeno è irreversibile.

Perché chiudono i bar gay? Certo ha un peso il fatto che gli omosessuali siano sempre più integrati nella vita collettiva. Ma la causa principale è un'altra: Internet. I giovani omosessuali non hanno più bisogno di sedersi al bancone di un bar per riconoscersi, né di andare nei bagni pubblici o nelle saune per incontrarsi. Oggi si cercano sulle pagine di Facebook o di MySpace, si scambiano messaggini attraverso le finestre di Messenger, continuano a parlarsi sugli schermi di Skype, dove grazie alla webcam ci si può anche guardare in faccia e verificare più a fondo se c'è la voglia di approfondire il rapporto.

Ma i bar gay non sono l'unica mutazione indotta da Internet nelle città americane. Una dozzina di anni dopo essere diventata uno strumento di comunicazione di massa, la grande rete comincia a cambiare non solo le abitudini sociali e il mondo del lavoro, ma la vita commerciale, le tipologie di negozi e la geografia stessa delle città. Alcuni cambiamenti sono visibili e certificati dalle statistiche, altri sono ancora embrionali, e si possono dedurre da piccoli segnali che emergono qua e là dalle cronache.

A New York le strade periferiche delle città, le strade tradizionalmente battute dalle prostitute per cercare clienti, sono oggi meno frequentate di ieri, perché un numero crescente di professioniste sta spostando il proprio business sul Web. Stanno a casa, sedute come impiegate davanti al computer, aspettando che qualcuno risponda alle inserzioni pubblicate su Craigslist, il servizio Internet che decine di milioni di americani usano per risolvere problemi concreti a livello locale, vendere un'auto, trovare una casa da affittare o cercare compagnia per una sera. Le prostitute si spostano in tournée da un posto all'altro, spesso affittano una stanza in un motel vicino a un aeroporto, dove è maggiore il via vai di uomini d'affari soli, mettono inserzioni su Craigslist cercando di intercettare quel particolare mercato di nicchia, fissano un pacchetto di appuntamenti e poi si spostano: altra zona, altro aeroporto, altra identità virtuale.

Richard McGuire, capo-detective impegnato nella lotta alla prostituzione nella Contea di Nassau, nell'area metropolitana di New York, dice al 'Times' che "Craigslist è diventato quello che negli anni Ottanta era la 42esima strada", cioè il posto dove si va a cercare una prostituta, un filmino hard o quei prodotti particolari che un tempo si vendevano solo nei pornoshop. "Oggi la maggior parte della domanda e dell'offerta si è spostata su Internet", dice McGuire.

Segnali che la prostituzione di strada e i pornoshop sono in calo arrivano da molte città, da Washington e Baltimora, da Dallas e Tampa, dove la polizia annuncia la creazione di reparti specializzati nella caccia alle prostitute on line perché il mercato del sesso si sta spostando dalle strade delle periferie all'autostrada elettronica, usando una metafora ormai abusata sia dai poliziotti sia dai giornalisti.

Chris Anderson, direttore di 'Wired', per spiegare l'impatto socio-culturale del commercio on line ha costruito la teoria della 'long tail', 'la lunga coda'. L'ipotesi di Anderson è che Internet consenta l'apertura di mercati marginali che fino a ieri non sarebbero stati concepibili: la maggioranza dei libri venduti da Amazon, il gigante delle vendite on line, è costituita da volumi che nella classifica delle vendite sono oltre il 130millesimo posto, cioè da libri che non sarebbe stato possibile trovare nelle librerie per assoluta mancanza di spazio. Una delle conseguenze più ovvie della teoria di Anderson è che Internet non consente solo di aumentare l'efficienza nel distribuire molti prodotti di massa (libri di grande diffusione, computer, musica, eccetera), ma soprattutto rappresenta il trionfo dei mercati di nicchia, consentendo a ciascuno di soddisfare i propri desideri particolarissimi. E queste due tendenze, messe insieme, stanno provocando grandi cambiamenti nella geografia delle città, andando ben al di là del commercio del sesso.

Recentemente la Bbc ha pubblicato un'inchiesta sulla scomparsa dalle strade londinesi di centinaia di negozi specializzati che vendevano vecchi cd, dischi di vinile, libri rari. Un fenomeno analogo è in corso a New York. Pochi giorni fa il 'Times' ha segnalato la fine imminente di due storici negozi musicali di Harlem, la Bobby's Happy House e la Harlem Record Shack, entrambi nei dintorni del celeberrimo Apollo Theatre, ed entrambi soffocati, oltre che dall'aumento degli affitti, dal calo del mercato musicale e dalla fuga dei giovani che su Internet non solo scaricano la musica gratis, ma approfondiscono a piacere le proprie preferenze. Nella stessa zona di Harlem, considerata la culla della cultura nera di New York, negli ultimi due anni hanno già chiuso altri due storici negozi musicali, Hmv e Wiz.

Più a sud, nell'Upper West Side, molti turisti vanno ancora in cerca di Tower Records, un immenso negozio di musica che fino a un anno fa sorgeva su Broadway a poche decine di metri dal Lincoln Center, il tempio della musica colta di New York. Per decenni Tower Records è stato il principale punto di attrazione dei musicofili della città, specie di quelli appassionati di musica classica. Ora non c'è più, inghiottito dalla crisi del mercato musicale. Un anno fa la chiusura dei suoi 89 negozi sparsi negli States ha fatto sensazione, perché quella chiusura ha eliminato dal panorama commerciale un punto di specializzazione che oggi può essere colmato solo andando sul Web.

A poca distanza da Tower Records, sono accadute altre cose importanti negli ultimi mesi. Sette strade più a sud è appena stato chiuso l'enorme superstore di CompUsa, uno dei più importanti punti di vendita di computer di New York. La stessa sorte hanno subito tutti i 128 negozi CompUsa sparsi negli Stati Uniti. La ragione del fallimento? Le vendite di elettronica - dai pc al software ai televisori digitali - avvengono ormai per il 40 per cento su Internet, i consumatori si sono abituati a confrontare modelli e prezzi sul Web e sempre più spesso si tengono alla larga dai negozi. La storica concorrente di CompUsa, CircuitCity, mantiene la sua postazione più a nord, sempre su Broadway all'altezza della 80esima, ma a livello nazionale è stata obbligata anch'essa a chiudere 70 grandi supermarket dell'elettronica. Ci sono città in cui questo processo ha ormai raggiunto livelli estremi. Per esempio a San Francisco, che è probabilmente la città americana dove la cultura high tech è più diffusa, è ormai raro incontrare un negozio di computer se si va in giro per la città. Comprare su Internet costa meno e la maggior parte dei consumatori usa i negozi di computer solo per le emergenze, alla stregua delle farmacie notturne, quando non si può aspettare un giorno o due per la consegna.

Risalendo su Broadway di sole tre strade si scopre che un enorme negozio di Blockbuster, che fino a pochi mesi fa affittava e vendeva film agli abitanti del quartiere, non c'è più. Anche Blockbuster sente la concorrenza di Internet, e dopo anni di supremazia nel noleggio di videocassette e Dvd, sta chiudendo centinaia di negozi. Il concorrente più temibile è Netflix, che non ha punti vendita, consente di affittare film via Internet - con un catalogo assai più vasto che copre tutti gli interessi possibili - e li fa arrivare direttamente a casa.

Anche le librerie chiudono. Non solo quelle specializzate e indipendenti che sono in calo ormai da vent'anni. Oggi persino un colosso come Border's è stato obbligato a smantellare 300 megastore in tutti gli Stati Uniti, ed è paradossale che, per accelerare la transizione verso il mercato digitale, abbia affidato le proprie vendite su Internet all'infrastruttura di Amazon, il gigante del commercio online che è all'origine della crisi dei negozi di libri.

Una delle cose che saltano più all'occhio ai turisti europei che passeggiano nelle strade delle grandi città americane è la standardizzazione delle catene commerciali: un susseguirsi monotono di McDonald's e Barnes & Nobles, Banana Republic e farmacie Cvs, tutte uguali, con le stesse merci disposte nello stesso modo sugli scaffali. Recentemente il giornalista Jerilou Hammett ha scritto un libro sostenendo che New York sta diventando come le tradizionali aree suburbane, una sequenza di catene commerciali senz'anima che si ripetono in modo identico in ogni quartiere. Dalle strade scompaiono i piccoli negozi alternativi, le librerie specializzate, i locali atipici. La città diventa la rappresentazione della norma. Le attività marginali e minoritarie migrano su Internet, dove gli individui possono trovare la rappresentazione dei propri gusti individuali. Ma se siete per strada e volete un espresso non avete scelta: entrate in uno degli 8.505 bar della catena Starbucks e non temete sorprese. L'espresso è uguale dappertutto, e non è granché.

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Super Hillary vince ma non sfonda. Sostanziale parità con Obama. Risultati e proiezioni: I dati stato per stato.

(La Stampa) I vincitori delle primarie e dei caucus del Super Tuesday, in base ai risultati definitivi e alle proiezioni:

DEMOCRATICI
Hillary Clinton: Arkansas, Massachusetts, New Jersey, New York, Oklahoma, Tennessee, Missouri, Arizona, California.
Barack Obama: Alabama, Delaware, Georgia, Illinois, Kansas, Utah, Nord Dakota, Connecticut, Minnesota, Idaho, Colorado.

REPUBBLICANI
John McCain: Connecticut, Delaware, Illinois, New Jersey, New York, Oklahoma, Arizona, California.
Mike Huckabee: Alabama, Arkansas, West Virginia, Tennessee, Georgia.
Mitt Romney: Massachusetts, Utah, South Dakota, North Dakota, Montana, Minnesota.

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Zlatan the body. Il trascinatore del campionato.

Questo articolo è del 21 novembre 2007:

L'oro di Moratti allontana Ibra dal Real Madrid.
(Alice sport) Massimo Moratti non vuole perdere Ibrahimovic e per allontanare le sirene spagnole del Real Madrid, il patron nerazzurro è pronto a coprire d'oro Zlatan.

L'agente del giocatore, Mino Raiola, ha trovato l'accordo per il prolungamento del contratto sino al 2012 ma soprattutto al contratto dello svedese è stata dato un consistente aumento. Ibra diventerà infatti il giocatore più pagato d'Europa con 10 milioni di euro l'anno d'ingaggio.

Con questo nuovo accordo Massimo Moratti potrà godersi il suo gioiello per i prossimi cinque anni senza paura che il Real Madrid possa convincerlo a trasferirsi in Spagna. Del resto lo stesso Ibra, pur apprezzando l'interesse del club spagnolo, si è detto felice di giocare nel nostro campionato.

"Il Real Madrid è un club fantastico - ha detto nei giorni scorsi- Sono però molto felice di giocare in Italia e nell'Inter. In nerazzurro gioco alla grande, in campo mi trovo e segno di più rispetto al passato".
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Col senno di poi gli interisti non possono che ringraziare il loro presidente, Ibrahimovic si sta dimostrando un vero portento, un giocatore di gran classe ed eleganza, oltre che un atleta dal fisico portentoso come dimostrano queste foto e che fa sognare... tutti, non solo gli interisti.

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Il "guru" sdogana le veline. Jovanotti: "Fare la velina non è un crimine".

Jovanotti, in piena promozione per presentare il suo nuovo cd, al solito sfinisce comparendo in ogni dove, tv, radio, giornali, internet, ecc, in un’intervista a Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari, in edicola mercoledì 6 febbraio ha dichiarato:

“Mia figlia ha dieci anni e studia danza. La cosa buffa è che quando dovevo iscriverla ho scoperto che tra le discipline c’era danza televisiva. E la cosa in effetti mi aveva un po’ allarmato. Però se decidesse di fare la velina non mi dispererei. Non credo sia un crimine fare la velina. Ormai è un’occasione come un’altra per svoltare. Una volta facevi la hostess, la commessa in centro. Adesso fai la tv. È un lavoro come un altro, non ha a che fare con il talento. È brutta la mercificazione, quella sì. Ma se mia figlia dovesse finire a mercificarsi, vorrebbe dire che ho sbagliato io come babbo, non il mondo. Non responsabilizzo il mondo per l’educazione di mia figlia. Quella gliela diamo io e sua madre”.

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Madrid. Poliziotto di giorno, cubista di notte.

«Così quasi raddoppio il mio stipendio»
La storia dell'agente Alex che sbarca il lunario tra pattuglie e discoteche.

(Elisabetta Rosapina - Il Corriere della Sera) Pochi poliziotti guadagnano bene, al mondo, e molti di più cercano di arrivare a fine mese con qualche lavoretto extra, sebbene ufficioso: Alex sbarca il lunario come cubista nelle discoteche di Madrid. Di giorno mantiene l'ordine per le strade – ironizza "El Mundo", che pubblica le immagini dei suoi pettorali, ma non del suo volto -, di notte provoca disordini nel pubblico femminile. Quel che è certo Alex si propone come portabandiera degli agenti sottopagati, ma non nasconde che il suo secondo lavoro ha molti aspetti piacevoli. Il primo è senz’altro quello di raddoppiare quasi le sue entrate: se lo stipendio che gli passa il Ministero degli Interni spagnolo si aggira sui 1.600 euro al mese, i gestori dei locali madrileni per farlo ballare a torso nudo gliene danno altri 1.200: «Ma è vero anche – puntualizza lui – che devo investire molto nella cura del mio corpo». E non si riferisce a quello di appartenenza professionale.

Guarda il video del poliziotto-cubista

VANITA' - Il secondo vantaggio ammette Alex, 31 anni, quando non è di pattuglia, è che i turni di notte sulla pedana e l'entusiasmo femminile lusingano la sua innegabile vanità: «Vengo da un piccolo paese, Zamora, dove la gente non esce tutte le sere, come a Madrid, e dove le discoteche sono molto diverse». Il suo noviziato, però, lo ha fatto a Ibiza, dove si balla in riva al mare 24 ore su 24 (anche se gli after hours mattutini sono stati recentemente proibiti) e dove la mise è sempre la sua preferita: senza camicia e galloni superflui. Alex è molto professionale, ha frequentato una scuola madrilena per gogò, ballerini da discoteca, ma promette di restare fedele al suo primo mestiere: «Il lavoro per strada è per tutta la vita, a 40 anni non potrò continuare a esibirmi nei locali». Ma potrà forse posare, come i suoi colleghi di Siviglia, per qualche calendario. Soltanto per beneficenza, però.

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Corsera, Mannheimer sulla crisi: Italiani sempre più diffidenti verso la casta.

(Massimo Ciccarello - è Costiera) Gli italiani assistono a questi eventi con grande interesse, ma, al tempo stesso, con scoramento e forte preoccupazione. Infatti, malgrado la diffusa attenzione con cui viene seguito l'evolversi della crisi, si è accresciuto, ancora in queste ultime settimane, il senso di distacco della politica, l'idea che le trattative in corso riguardono prevalentemente i destini della “casta” e la distribuzione dei posti di potere, con scarso interesse per i problemi “veri” e quotidiani del Paese”.

Così Renato Mannheimer dalle colonne del Corriere della Sera illustra i risultati del suo sondaggio sulla percezione degli elettori in merito al futuro dell'Italia.

Anche gli Istituti di statistica, perciò, confermano dati alla mano, quanto si ascolta fra le bancarelle del mercato e i banconi del bar.

La caduta del governo Prodi, con il suo alto tasso di impopolarità, normalmente avrebbe dovuto far scattare il meccanismo di speranze e attese verso un cambiamento migliorativo.

Se ciò non è avvenuto, anzi sta accadendo esattamente il contrario, allora vuol dire che la politica “politicante” si è avvitata su se stessa in una spirale che rischia di portare la Nazione ancora più a fondo.


Dalla tolleranza bipartisan verso la sopravvivenza dell'amministrazione campana di Antonio Bassolino, alla ignavia bipartisan verso le inquietanti incrostazioni dell'amministrazione calabra di Agazio Loiero, fino alle stucchevoli diatribe sui meccanismi elettorali che tutto prendono in considerazione tranne la reale e generale necessità degli elettori ad esprimere il voto di preferenza, c'è una granitica volontà di ignorare la necessità di dare segnali palesi di cambiamento. Senza alcun atto che abbia un valore almeno simbolico, si allarga sempre più lo scollamento tra il Paese reale e la sua rappresentanza politica.

A questo punto diventa perfettamente inutile il dilemma fra andare a nuove elezioni subito o far sopravvivere la legislatura ancora per un po': perché per gli italiani tutto ciò diventa indifferente.

C'è una richiesta chiara di poter essere cittadini-elettori (quindi che decidono in ultima istanza sui loro rappresentanti) e non più elettori-ratificatori (che devono solo apporre un visto burocratico su liste predeterminate).

Ignorare questa domanda forte che parte dal basso non è solo da ottusi, perché priva i partiti delle loro radici popolari, ma è soprattutto da incoscienti.

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Amichevole Italia - Portogallo di preparazione a Euro 2008. La novità è Marco Borriello.

L’elenco dei giocatori convocati da Donadoni.

(Calcio al pallone) Euro 2008: il commissario tecnico della Nazionale Roberto Donadoni ha diramato le convocazioni per la partita tra Italia e Portogallo del prossimo 6 Febbraio, gara amichevole di preparazione agli Europei di Austria e Svizzera.

Roberto Donadoni ha regalato la prima convocazione in Azzurro a Marco Borriello, attaccante venticinquenne del Genoa (in comproprietà con il Milan). Per Borriello in questa stagione 12 reti in Serie A e il posto fisso al centro dell’attacco rossoblu. Una chance importante per lui concessagli da Donadoni che potrebbe prenderlo in considerazione per i prossimi Europei di Austria e Svizzera come alternativa a Luca Toni.

Tra le assenze si fanno notare quelle di Alex Del Piero e Antonio Cassano entrambi in un ottimo periodo di forma, ma entrambi almeno momentaneamente non considerati da Donadoni che probabilmente vuole provare soluzioni diverse. Sorprende un pò la convocazione di Palladino che ultimamente non sta incantando con la maglia della Juve. Torna in Azzurro anche Aquilani.

I giocatori convocati da Donadoni per Italia - Portogallo:
Portieri: Amelia (Livorno), De Sanctis (Siviglia)
Difensori: Barzagli (Palermo), Cannavaro (Real Madrid), Cassetti (Roma), Grosso (Lione), Materazzi (Inter), Oddo (Milan), Zambrotta (Barcellona)
Centrocampisti: Ambrosini (Milan), Aquilani (Roma), De Rossi (Roma), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan), Semioli (Fiorentina)
Attaccanti: Borriello (Genoa), Di Natale (Udinese), Palladino (Juventus), Quagliarella (Udinese), Toni (Bayern Monaco)

I convocati di Scolari:
Portieri: Quim, Ricardo, Rui Patrício
Difensori: Bruno Alves, Fernando Meira, Jorge Ribeiro, Bosingwa, Marco Caneira, Paulo Ferreira, Ricardo Carvalho
Centrocampisti: Deco, Petit, Maniche, Raul Meireles, Nani
Attaccanti: Ariza Makukula, Cristiano Ronaldo, Hugo Almeida, Nuno Gomes, Ricardo Quaresma

Italia - Portogallo si gioca il 6 Febbraio 2008 a Zurigo, in Svizzera.

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Gerontocrazia. Politici italiani con le badanti. Ma i più giovani sono già vecchi.


(Libero.it) I politici italiani? Hanno bisogno della badante. Quelli che si fan chiamare "giovani" hanno più di 50 anni. Ce li meritiamo o li vogliamo cambiare?

Barack Obama, 46 anni, sta facendo sognare l'America. Franco Marini, 75 anni, ha appena messo la parola fine alla speranza di una nuova elegge lettorale, meno "porcata" (come l'ha definita il suo creatore) di quella attualmente in vigore. In Italia, si sa, da anni vige la gerontocrazia e da noi un politico sulla cinquantina è considerato giovane.

Demonio Pellegrino sì è fatto due conti. Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica: 83 anni. Silvio Berlusconi, che si propone come innovatore: 72 anni. Giuliano Amato, che spunta a ogni legislatura: 70 anni. Romano Prodi, premier uscente che va sulle nevi col caschetto come i bambini della scuola di sci: 69 anni. Fausto Bertinotti, il presidente della Camera pià festaiolo che ci sia: 68 anni. Massimo D'Alema, che si staglia sulla prua della sua barca a vela come un lupo di mare: 59 anni. Walter Veltroni, l'uomo nuovo della sinistra: 56 anni. Massimo Fini, neo-papà alle prese con i pannolini: 56 anni. Pierferdinando Casini, novello sposo: 53 anni.

«Siete gente ricca che protegge la propria felicità» accusa il celebre economista francese Jacques Attali, come riporta Bottomline. «L'Italia ha un grande problema demografico. L'invecchiamento della popolazione è testimoniato dai vostri leader: Prodi e Berlusconi hanno il doppio degli anni della classe politica inglese. Per me è il solo problema: un Paese troppo felice per avere figli e troppo felice per accettare gli stranieri».

«Per avere un termine di paragone - aggiunge DemonioPellegrino -: Bush è diventato presidente a 52 anni, Tony Blair a 44, Angela Merkel a 52, Sarkozy a 52. Ecco, io mi sarei anche rotto i coglioni di sentire persone di 70 anni parlare del mio futuro come se capissero qualcosa del mio presente».

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Obama/Hillary. La Clinton vince a New York e in altri tre Stati, tre per Obama. McCain se ne aggiudica 5.

Proiezioni e primi dati del supermartedì: sorpresa Huckabee, vince in tre Stati. A Barack Illinois, Delaware e Georgia. Romney si impone solo nel Massachusetts. Al voto in 24 Stati. Per Hillary anche Tennessee, Oklahoma e Arkansas.

(Il Corriere della Sera) La senatrice di New York Hillary Clinton ha conquistato le primarie democratiche del suo Stato, che nel supermartedì assegna dopo la California il maggior numero di delagati per la convention di fine agosto di Seattle. Tra i repubblicani successo di John McCain.

ILLINOIS - Senza problemi tra i democratici la vittoria di Barack Obama nell'Illinois, lo Stato che lo ha eletto senatore. Tra i repubblicani si è imposto McCain.

MASSACHUSETTS - Scontata invece tra i repubblicani la vittoria di Mitt Romney, l'ex governatore dello Stato. Abbastanza netto il vantaggio della Clinton a un terzo delle schede scrutinate.

NEW JERSEY - Importante successo di McCain tra i repubblicani. L'exit poll della Cnn tra i democratici assegna la vittoria alla Clinton con oltre il 60% dei voti.

GEORGIA - Obama ha vinto facilmente le primarie in Georgia, secondo i primi exit poll, ma in modo più netto di quanto previsto. Le urne si sono chiuse all'una di mercoledì (ora italiana). Invece tra i repubblicani è testa a testa tra McCain, Romney e Mike Huckabee, e i media americani non si sbilanciano per ora nell'assegnare la vittoria a uno dei candidati conservatori. Obama in Georgia, dove la metà degli elettori democratici sono afro-americani, ha acquisito buona parte del voto dei sostenitori di Edwards (che ha preso il 5% nonostante si sia ritirato), che nella vicina Sud Carolina lo scorso 26 gennaio aveva avuto il 17,6% prima di ritirarsi. Gli organizzatori della campagna di Clinton hanno detto: «Non contavamo di vincere» in Georgia. Non abbiamo fatto un solo spot in tv, Obama ha speso mezzo milione di dollari e aveva nove uffici nello Stato, noi due. Lui ha mobilitato staff e risorse per otto mesi, noi per due settimane». Obama ha conquistato la Georgia grazie al voto dei neri (87%) e dei giovani (75,5%), tra cui il 54% di quelli bianchi dai 18 ai 29 anni, ma anche del 64% delle donne.

MISSOURI - Gli exit poll danno in vantaggio Hillary Clinton (per i sondaggi c'era parità con Obama) e McCain.

TENNESSEE - Sconvolti i sondaggi delle vigilia per i democratici: vince Hillary Clinton il 54% secondo gli exit poll rispetto al 34% di Obama. Tra i repubblicani sembra prevalere McCain.

CONNECTICUT - Tra i repubblicani si impone McCain. A sorpresa è in vantaggio Obama dopo circa un terzo delle schede scrutinate nelle primarie democratiche dello Stato del New England.

ALABAMA - Huckabee si aggiudica lo Stato per i repubblicani, dove i sondaggi lo davano vincente. Dopo lo spoglio dei primi voti sembrerebbe netto il successo di Obama per i democratici.

ARKANSAS - Voto scontato: Huckabee (ex governatore) tra il Gop, e Hillary Clinton (suo marito Bill è stato governatore prima di divenire presidente) per i liberals.

OKLAHOMA - Vittoria per Hillary Clinton nelle primarie democratiche.

DELAWARE - Vincono McCain per i repubblicani e Obama tra i democratici, dove i sondaggi davano lo Stato in bilico con Hillary.

KANSAS - Nel caucus votavano solo i democratici (come in Idaho): le prime proiezioni danno in vantaggio Obama.

WEST VIRGINIA - A sorpresa nel caucus della West Virginia (uno dei due Stati insieme al Montana dove votano solo i repubblicani nel supermartedì) ha vinto Mike Huckabee. Per il candidato della destra religiosa prima del supermartedì aveva vinto solo nell'Iowa lo scorso 3 gennaio. L'ex governatore dell'Arkansas ha ottenuto il 52% dei voti, battendo Romney fermo al 47%. La vittoria di Huckabee è giunta grazie all’appoggio dei sostenitori di McCain, che non ha fatto campagna in West Virginia, ma ha contattato molti dei suoi rappresentanti chiedendo loro di votare per Huckabee.
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Aggiornamenti ore 3:48
California,exit poll dicono Clinton.
Drudgereport:al 50% contro 47% di Obama.

Mentre è ancora in corso il voto in California, i primi exit poll sul fronte democratico danno in vantaggio l'ex first lady Hillary Clinton, mentre sul fronte repubblicano sarebbe in testa il senatore dell'Arizona John McCain. Secondo il blog politico Drudgereport, la Clinton sarebbe in vantaggio con il 50% dei voti, contro il 47% di Obama. Tra i repubblicani, McCain, sarebbe in testa con il 40% dei voti, davanti a Romney con il 36%.
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Aids, Al via la sperimentazione a Padova e Venezia, acido polilattico ai malati.

Scatta la sperimentazione di 24 mesi tra Padova e Venezia.

(Cristiana Boggian - La Tribuna di Treviso) Sta per partire uno studio di 24 mesi nelle divisioni di Malattie Infettive di Padova e Venezia (nella sede di Mestre), allo scopo di verificare l’efficacia, la durata, la qualità della vita e l’impatto economico, dell’utilizzo dell’acido polilattico sui pazienti affetti da Aids. Ad autorizzare la sperimentazione dell’acido polilattico è stata la Regione Veneto. L’assessore regionale alle politiche sanitarie Francesca Martini: «Alla luce dei risultati che otterremo dallo studio, capiremo se estendere il trattamento a tutti i pazienti veneti. Per ora infatti la sperimentazione coinvolgerà i malati di Venezia e Padova. Ad esclusione di quelli che hanno subito interventi di implantologia facciale, di coloro che hanno abusato di sostanze stupefacenti e alcol, e di chi si sottopone a terapie sistemiche per neoplasie (tumori), terapie steroidee o immunomodulanti».

Non senza una punta d’orgoglio, l’assessore Martini sottolinea che «il Veneto è la prima Regione in Italia ad approvare la sperimentazione dell’acido polilattico».

Finora nella cura dell’infezione da Hiv, è stato adottato il protocollo antiretrovirale, che ha profondamente modificato il decorso dell’infezione, riducendo in modo significativo la mortalità. L’uso di queste terapie ha quindi portato grandi benefici ai malati di Aids, modificandone l’aspettativa di vita. Tuttavia, comportando l’obbligo di assumere farmaci per periodi di tempo sempre più lunghi, ha portato anche inevitabili rischi. E solo di recente sono stati scoperti i pesanti effetti collaterali che sono associati all’uso prolungato dei farmaci antiretrovirali. Tra questi c’è la lipodistrofia, una sindrome che comporta pericolose alterazioni metaboliche.

I dati a disposizione del ministero della Salute, aggiornati al 31 dicembre 2006, rivelano che in Veneto sono stati diagnosticati dalle strutture di assistenza 3.291 casi di Hiv. E solo il 10% di questi non risiede in Veneto. «Il numero dei malati di Aids - fa sapere l’assessorato alle Politiche Sanitarie della Regione - continua ad aumentare. Mentre diminuisce sensibilmente il numero dei decessi. Il Veneto risulta essere la sesta Regione in Italia come numero complessivo di casi segnalati, con una incidenza di 1,1 persone ogni mille abitanti».

L’ultimo studio della Regione conferma che il maggior numero di casi di Aids (ben l’80%), si riscontra in soggetti con età compresa tra i 25 e i 44 anni. Maggiormente colpita la popolazione di sesso maschile. Tra i fattori di rischio si è ridotta notevolmente l’incidenza della tossicodipendenza. E il più importante fattore di rischio è ora il rapporto eterosessuale.

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Parma: Rinchiuso da coinquilini perche' gay? Una storia dai contorni poco chiari, la polizia indaga.

Segregato dai coinquilini perchè omosessuale?
Questo è quanto denuncia l'Arcigay di Parma e sarebbe successo a un uomo di 34 anni, M**, che si era trasferito a Parma dopo aver vinto un concorso pubblico il 30 gennaio scorso, ma molti sarebbero i lati poco chiari della faccenda.

La storia: due uomini (Giuseppe E. di Gioia del Colle e Domenico C. di Parma) che dividevano l'appartamento con M**, scoperta la sua omosessualità, minacciandolo, gli hanno intimato, pena il linciaggio, di lasciare immediatamente la casa e consegnare le chiavi. Poi l'hanno insultato e rinchiuso in una stanza sino a quando, sul posto, non sono arrivati gli agenti di Polizia chiamati con il cellulare dallo stesso M** che lo hanno liberato.
Ricoverato all'ospedale maggiore di Parma, gli sono stati riscontrati stati d'ansia e danni morali ma non fisici.

Grande enfasi è stata data alla notizia sia da parte dell'Arcigay di Parma che dal Presidente Nazionale aurelio Mancuso che non ha fatto mancare la sua solidarietà. Una solidarietà forse prematura per quella che dimostra essere una storia confusa e come già detto dai contorni poco chiari e a tratti poco credibile soprattutto per il fatto che gli aggressori abbiano lasciato il cellulare a M** pur segregandolo. La polizia indaga e ci auguriamo faccia presto chiarezza.

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Gay, Iran: Bene risoluzione parlamento europeo. Continua la raccolta delle firme per i due giovani gay condannati.

Gruppo Everyone: “ora Javier Solana chieda con coraggio la liberazione di Hamzeh e Loghman”.
Migliaia di firme alla petizione on line per salvare la vita ai due giovani iraniani arrestati per “lavat” e “mohareb”. Dopo l’approvazione della risoluzione del PE, everyone chiede maggiore coraggio all’europa.

(Liberoreporter) Il 31 gennaio 2008, anche come risposta alla “campagna per la vita in Iran” avviata dal Gruppo EveryOne, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN sulle questioni relative alle attività nucleari e ai diritti umani in Iran. Il Parlamento ha espresso la propria «profonda preoccupazione» circa il deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese, «specialmente dalle elezioni presidenziali del giugno 2005». Ha chiesto quindi alle autorità iraniane di garantire a tutte le persone il diritto di esercitare i propri diritti civili e le libertà politiche. Più in particolare, il Parlamento ha condannato fermamente le sentenze capitali e le esecuzioni in Iran, in particolare quelle eseguite contro minorenni, e ha sollecitato le autorità iraniane a rispettare le garanzie normative riconosciute a livello internazionale per i minori. Ha invitato inoltre l'Iran ad applicare la risoluzione adottata recentemente in sede ONU sulla moratoria a tutte le esecuzioni, nonché a eliminare, de jure e de facto, tutte le forme di tortura e le altre forme di trattamento e di pene crudeli, disumane e degradanti (tra cui la fustigazione e l'amputazione), a rispettare il diritto a un giusto processo e a cessare l'impunità per le violazioni dei diritti umani.
“Un’ottimo passo dell’Europa” dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau “ma è necessario fare di più. Ce lo impone la nostra coscienza civile, ce lo impongono le migliaia di vite in bilico per le decisioni di pochi fondamentalisti”.
Il Gruppo EveryOne chiede ufficialmente all’Alto Rappresentate per la politica estera e di sicurezza comune del PE, Javier Solana, di chiedere con coraggio ad Amadhinejad l’immediata scarcerazione di Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour, i due ragazzi di 18 e 19 anni arrestati il 23 gennaio scorso a Sardasht, nell’Azerbaijan iraniano, accusati di “mohareb” (nemici di Allah) e “lavat” (sodomia), reati per i quali è prevista l’impiccagione. “Le vite di Hamzeh e Loghman non valgono più di quelle delle migliaia di dissidenti, prigionieri politici, giornalisti, attivisti, donne e uomini innocenti attualmente sotto tortura nelle carceri iraniane” dicono Malini, Pegoraro e Picciau “ma la liberazione dei due giovanissimi, divenuti un simbolo in tutto il mondo, costituirebbe un passo fondamentale per l’inizio di un dialogo con le autorità iraniane sul tema dei diritti umani. L’Europa” conclude EveryOne “deve trovare il coraggio di porre delle condizioni importanti per il proseguo delle trattative internazionali”.
Continua, nel frattempo, la petizione su www.petitiononline.com/irangay – che per il momento ha avuto oltre 8.000 sottoscrittori da tutto il mondo –, lanciata da EveryOne per evitare l’esecuzione dei due ragazzi e chiedere un intervento ufficiale dell’Alto Commissariato per le Nazioni Unite Louise Arbour.

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Omaggio cinematografico ai "Femminielli" di Napoli per documentarne la storia.

"CERASELLA: OVVERO ESTINZIONE DELLA FEMMINIELLA"
Un video-documento commissionato dal professor Paolo Valerio.

(Giovanni Valentino - La Repubblica, edizione di Napoli) Le femminelle non vanno con le femminelle, invece i gay vanno con i gay. Basta intendere già questa differenza per intuire il senso antropologico di "Cerasella: ovvero estinzione della femminella". Un video-documento commissionato dal professor Paolo Valerio, docente di Psicologia clinica alla Federico II, al regista partenopeo Massimo Andrei, autore di "Mater natura", film vincitore di tre premi al Festival di Venezia di due anni fa.

La ricerca di Andrei - che verrà proiettata sabato alle 20 al Grenoble per il festival ‘O Curt e che non è destinata al mercato - non indugia né sulla valenza sociologica dell´argomento né su quella spietata della cronaca, ma risale il tema a partire dal 1500, quando per la prima volta Gian Battista della Porta nomina in un suo studio la femminella. Che non è un travestito. «Geneticamente maschile, con atteggiamenti, movenze e bisogni tipicamente femminili - racconta Massimo Andrei - la femminella è altra cosa dal transessuale e dal gay occidentale. Napoli, dopo il terremoto del 1980, ha radicalmente cambiato, perso, i suoi connotati geografici e sociali. Quella che era la comunità di quartiere è stata spappolata dalla "metropolitanizzazione", assumendo la forma di collettività, e le femminelle hanno smarrito l´habitat nel quale erano perfettamente integrate. Estinguendosi, perché via via è cresciuta la categoria del gay, talvolta ricco, affermato, potente: fa l´architetto, il designer, l´avvocato, mentre la femminella al massimo lavorava a mo´ di colf, tirava di tombola, faceva la spesa per le famiglie del rione. Certo, ce n´era anche qualcuna che istruiva i ragazzi al sesso, perché erano costretti a rispettare la verginità delle loro promesse spose. È evidente - prosegue Andrei - che con la mutazione della città il carattere e lo stile delle femminelle è finito. Nessuna più trova degno appartenere al vissuto che Patroni Griffi in "Scende giù da Toledo" e Curzio Malaparte ne "La pelle" hanno descritto a fondo. Ma anche la cinematografia è stata attenta al caso, dal genere popolare con Mario Merola ("I figli") a quello più esteta di Mario Martone ("Morte di un matematico napoletano")».

Specchio dell´addio al femminiello (espressione corretta anch´essa), e quindi a persone come ‘a russulella, Mina, Ciro ‘a campagnola, Michelino ‘e Resina - tutti intervistati da Andrei - è Manuela Miano, alias Cerasella, che al tempo delle riprese si chiamava ancora Emanuele. Maggiorenne, di Secondigliano, ha deciso di non diventare «‘na pazza femmenella, ma di essere trans. Con le tette». Del resto lo dice la storia, da Hermes e Afrodite a certi pastori di San Gregorio Armeno, dal libro "Nel paese della camorra" di Abele De Blasio a "La gatta cenerentola" di Roberto De Simone: le femminelle detengono stravaganze che sono associate a poteri magici e rituali, e spesso devono subire punizioni ufficiali. Una su tutte, nel Novecento, fu il confino a Ustica in pieno regime fascista.
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Vedi anche: La Candelora e la Festa dei "femminielli".

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Amici di Maria. Che brutta figura, Zanforlin tenta delle scuse.

Luca Zanforlin, probabilmente l'unica vera grande "diva" del programma in tre diverse pose.

(Amici di Maria) Zanforlin, prima di iniziare la puntata di oggi, chiede scusa per l'errore con il televoto successo domenica e informa che è stato fatto un riconteggio dei voti e che, comunque, il risultato non cambia la vittoria e sempre dei Bianchi. Chiede scusa a tutto il pubblico per l'errore e spera che non ricapiterà più.

Alla Celentano vengono mostrate le dichiarazioni che Susy ha rilasciato nei suoi confronti dopo il serale. La Celentano commenta e dice che la realtà è sempre dura da accettare, lei dice solo la verità nuda e cruda è tutto quello che dice è evidente.

Lei pensa che non sono i professori che non rispettano gli alunni ma sono gli alunni che non rispettano loro. Lo dimostra il fatto che a lei dicono che tutto quello che dice è solo una sua oppinione che equivale a dire che di quello che dice lei non gliene frega niente è questo è mancare di rispetto.

Susy quando sarà fuori non troverà persone come Garrison che le diranno che è brava e che farà la ballerina per ché non è così. Lei fuori troverà persone come lei che le diranno che non è in grado di fare la ballerina.

Quando lei le dice che ha un bel visino non se la deve prendere, perché ci sono persone che con il bel viso hanno fatto una grande carriera e il suo è solo un consiglio, deve sfruttare il suo viso perché non ha altro oltre a quello.

Nel filmato che ha visto, la Celentano, dice di avere sentito Susy nel dire che è intenzionata a fare tutte le sue coreografie così piano piano migliorerà. Questo atteggiamento è molto positivo lei lo ha detto che Susy è migliorata ma a tanti problemi perché non ha una base. Non si trova in difficoltà solo nella sua materia ma a trovato difficoltà anche nel tango.

Vede molto diverso l'atteggiamento di Antonino, Susy nonostante le critiche vuole imparare mentre Antonino non vuole imparare. Antonino non ha disciplina e non ha rispetto.

La squadra Blu fa le proprie considerazioni riguardo il comportamento dei professori in puntata. Marta critica Grazia dicendo che è sempre ripetitiva. Marco aggiunge che Grazia è falsa, finta e bugiarda, vuole solo apparire brava.

Marta dice che deve ringraziare che non ha avuto tempo di risponderla in puntata altrimenti l'avrebbe risposta per le righe e le avrebbe detto che quella poco umile è lei. Maria Luigia sostiene di non avere mai fatto esercizi di respirazione con lei e in puntata non si aspettava che Cassandra la difendesse.

Cassandra dice che lei le lezioni le ha fatte ma solo adesso che sta lavorando con Jurman sta vedendo dei miglioramenti. Marta torna al discorso del poco umile e dice che Grazia non si doveva permettere. Grazia non ha mai insegnato niente ha dato solo delle dispense che spiegavano la respirazione, ma le dispense non servono a niente se nessuno ti fa vedere come devi respirare.

Cassandra da ragione a Marta solo adesso lei sta respirando bene. Maria Luigia un po' se la prende perché in puntata a dato ragione a Grazia. Dal discorso di Grazia, Maria Luigia passa a quello di Roberta. Non capisce come faccia a piacere al pubblico. Secondo Marta, Roberta non andrà da nessuna parte.

Maria Luigia dice che Roberta non è stata brava domenica, che nel palco nemmeno si vedeva. E' stata molto più brava lei anche se non si è mossa. Il non muoversi non vuol dire non avere grinta lei di grinta ne ha molta di più. Ecco che ogni tanto torna Miss Convinta!!

Cassandra e Marta discutono sul fatto che Roberta e Simonetta abbiano fatto una classifica sui vari Culi e abbiano messo in vetta Marta e Cassandra. Cassandra si è stancata di Roberta a vent'anni non si fanno queste cose, sopratutto dopo che dici di essere molto matura.

Si è stancata anche del fatto che Roberta le canti Bandiera gialla perché se reputa che abbia cambiato bandiera lo ha fatto anche lei visto che prima non poteva vedere molte persone e ora ci è amica. Cassandra dice di vedere tanta invidia. Adesso la squadra Bianca è tutta pappa e ciccia ma poi è sicura che anche loro saranno uno contro l'altro.

Alla squadra Blu è stata data la possibilità di avere il " Guanto di sfida" il ciò sgnifica che potranno sfidare in una materia un membro della squadra Bianca. La sqaudra Bianca può scegliere se accettare o rifiutare la sfida.

La squadra Blu pensa alla sfida che potrebbero lanciare. Prima pensano di proporre Francesco contro Antonino in una sfida di danza classica, ma questa decisione viene bocciata perché Antonino non va d'accordo con la Celentano e una sfida del genere farebbe riaccendere la polemica tra lui e la Celentano. Inoltre lui, dal pubblico, verrebbe visto come una sorte di Susy e quindi lo voterebbero e salirebbe in classifica.

Dopo qualche ragionamento Marco propone la sua sfida contro Pasqualino, ma prima di prendere questa decisione vuole parlare con Jurman, anche se sa' già cosa gli direbbe. Alla squadra Bianca viene comunicato che la squadra Blu potrà sfidare uno di loro.

Simonetta e Roberta iniziano subito a fare le vipere e dicono che la sfida l'avrà lanciata sicuramente il culo più bello dell'universo, riferito a Marta. Sono proprio convinte che Marta sfiderà una di loro, non sospettano minimamente che a sfidare sarà Marco. Dicono che nell'altra squadra sono tutti cattivi e che l'unica che sapeva guidare la squadra era Marina.

Jurman va a parlare con Marco per aiutarlo nella sua decisione. Jurman gli consiglia di prendere una canzone popolare e di farla a modo suo. Marco invece vorrebbe fare " A chi mi dice" che è il cavallo di battaglia di Pasqualino. Jurman gli consiglia di non farla perché lui sa che nel palco non rende quanto potrebbe e un minimo errore gli potrebbe costare molto.

Jurman gli propone di cantare " Amore bello" che le veniva abbastanza bene. Poi è lui che deve provare e vedere quale canzone gli viene meglio. Marco è molto indeciso, ci dovrà pensare bene.

Cosa ne pensate di questa sfida? A me piace preferisco questa piuttosto che vedere Francesco contro Antonino. Mi sarebbe piaciuta anche la sfida Cassandra contro Roberta. E a voi?

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Roma, "Unisci le differenze" il concorso che divide il Comune di Roma.

Roma si divide sull'omofobia. Il concorso della discordia.

(Italia Oggi) Promosso dall'assessorato alla pari opportunità di Roma, si rivolge ai giovani tra 13 e 25 anni. È il concorso contro l'omofobia che nel Lazio è diventato un caso politico. Un concorso di idee per i giovani sull'identità sessuale dal titolo: «Unisci le differenze». Sottotitolo: «Etero, gay, lesbiche, bisessuali e trans: una città senza pregiudizi. Sì alle diversità. No alle discriminazioni». Obiettivo: superare stereotipi legati all'omosessualità e all'identità di genere tra i giovani dai 13 ai 25 anni. Il rischio però è alimentare le discriminazioni e generare confusione tra gli adolescenti nella visione della sessualità. Almeno a sentire le critiche piovute in questi giorni sul sindaco capitolino, Walter Veltroni, e l'assessore alle pari opportunità, Cecilia D'Elia, promotrice del concorso. Il gruppo consigliare di Alleanza nazionale, infatti, il 12 gennaio ha presentato un'interrogazione (primo firmatario Fabrizio Ghera) per annullare il bando e sostituirlo con uno nuovo «che stimoli una completa conoscenza dei pericoli sessuali che gravano sugli adolescenti, come la pedofilia, gli abusi sessuali e le malattie sessuali». Presentato il 21 dicembre in collaborazione con i rappresentanti delle associazioni Glbt, «il progetto», spiega D'Elia, «spinge i ragazzi a utilizzare le nuove tecnologie per testimoniare le esperienze di convivenza positiva fra tutte le diversità». Il bullismo omofobo, che riguarda «il 30% delle 15 mila telefonate alla nostra help line», sottolinea Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Dato confermato dal Codici secondo cui il 60% delle segnalazioni al proprio osservatorio sul bullismo riguardano le diversità. «È assurdo che An si stupisca», spiega Marrazzo, «da 15 anni esiste un protocollo d'intesa, sempre confermato, tra noi e il ministero per corsi di formazione nelle scuole». An però attacca sull'inopportunità di coinvolgere ragazzi dai 13 anni e rincara la dose. «L'iniziativa è una vera e propria deriva laicista», denuncia Ghera. Interviene anche il Moige, il movimento genitori. «Sarebbe necessario», commenta Bruno Iadaresta, «un maggior ascolto dei genitori nel progettare iniziative come questa. Il bullismo omofobico è una parte delle nuove forme di bullismo».
Info: www.comune.roma.it

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Il sesso orale sta diventando una delle cause principali di tumori alla bocca negli uomini.

Tumori: lo studio, con sesso orale rischi da Hpv in aumento anche per lui.

(Adnkronos Salute) - Il Papillomavirus umano (Hpv), responsabile del cancro al collo dell'utero nelle donne, sta diventando una delle cause principali di tumori orali negli uomini. E, data la diminuzione del vizio del fumo fra il 'sesso forte', il veicolo numero uno si rivela essere il sesso orale. Ne sono convinti gli esperti della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa), che hanno pubblicato sul 'Journal of Clinical Oncology' uno studio condotto su oltre 46 mila casi di neoplasie di questo tipo registrati negli ultimi 30 anni dal National Cancer Institute, distinguendo i tumori dovuti a infezione da Hpv da quelli non riconducibili al contatto col virus. Secondo il team di ricercatori, guidati da Maura Gillison - riporta il 'Time' - l'Hpv oggi provoca tumori al cavo orale esattamente come il fumo o l'alcol e questo 'traguardo' negativo è stato raggiunto velocemente, dal 1973 al 2004.

Il vaccino oggi disponibile per prevenire l'infezione da Papillomavirus viene somministrato gratuitamente solo alle ragazze giovani, anche se l'azienda produttrice ha in programma di avanzare richiesta di autorizzazione pure per l'immunizzazione dei maschi. I trial che sosterranno la domanda di 'via libera' per la nuova indicazione - avanzata principalmente allo scopo di rallentare la diffusione del virus fra le donne attraverso il contagio sessuale con i loro partner maschili - sono però focalizzati sui tumori anali e del pene e non su quelli del cavo orale, sottolineano gli esperti. Eppure, ricerche precedenti avevano dimostrato che l'Hpv provoca ogni anno circa 5.600 casi di tumori alle tonsille, alla lingua e alla gola. E, anche se la relazione causa-effetto fra sesso orale non protetto e malattia non è ancora stata provata, c'è bisogno di maggiore attenzione nei confronti di questo problema.

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In Sardegna. A settantasei anni e coltello alla mano violenta un ragazzo di sedici anni.

Assemini, in manette il facoltoso ex socio della discoteca Eurogarden. Sotto la minaccia di un coltello l’ha fatto salire sull’auto.

(Alessandra Sallemi - La Nuova Sardegna) Un uomo di 76 anni, Basilio Trudu, da domenica pomeriggio è in cella con l’accusa di aver violentato per un’ora nella campagna di Assemini un ragazzo di 16 sotto la minaccia di un coltello. Secondo l’accusa, quando l’ha riportato in paese per scaricarlo in via Sardegna, a 50 metri da dove l’aveva sequestrato, il vecchio gli avrebbe sparato in faccia anche un’altra minaccia: «Se parli coi tuoi genitori t’ammazzo, tanto noi ci rivediamo di sicuro».
Ma il ragazzino, pur impaurito e in lacrime, non stava pensando ai genitori: è andato dritto dai carabinieri che, dopo averci parlato un poco, mentre cominciavano le ricerche del bruto, l’hanno accompagnato in ospedale per farlo curare. Il ragazzino piangeva ma era lucido e ha descritto parecchi particolari che hanno portato i carabinieri in casa di Trudu, facoltoso e molto conosciuto perché è stato socio dell’Eurogarden, una delle discoteche più grosse della Sardegna meridionale, fra le prime ad aprire durante il boom della discomusic negli anni Settanta, oggi è chiusa.
L’adolescente non conosceva il suo aggressore, un uomo con i capelli bianchi che l’aveva cacciato dentro la sua auto, una Mercedes, intorno alle 18.30 nella via Sassari, mentre lui stava tornando a casa dopo un pomeriggio trascorso in una delle feste di parrocchia organizzate per il carnevale.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Assemini guidata dal maresciallo Eugenio Lampis, il ragazzino sarebbe stato bloccato per strada contro l’auto dall’uomo il quale, nonostante l’età, viene descritto come una persona forte. L’uomo aveva in mano un coltello a serramanico di grosse dimensioni, arma che dal racconto del ragazzo si è capito aver avuto un ruolo determinante nella violenza: Trudu non avrebbe mollato il coltello neppure un attimo e in campagna l’avrebbe continuamente punzecchiato per non fargli passare la paura e approfittare di lui.
Ad Assemini, Trudu l’avrebbe afferrato sul marciapiede, dove in quel momento non passava nessuno. Secondo l’accusa l’ha sbattuto contro la macchina che aveva la portiera aperta e l’ha cacciato dentro serrando gli sportelli col telecomando. Ha raggiunto il posto di guida, è salito tenendo sempre il coltello saldamente in mano contro il viso della vittima e poi è partito, non senza aver bloccato gli sportelli, comando che poteva azionare soltanto lui dal posto di guida.
Il viaggio fin troppo lungo è finito dietro il supermercato Emmezeta, fuori dal paese e dall’altra parte della statale 130 nel comune di San Sperate. La violenza è avvenuta lì, il ragazzo l’ha descritta tutta. Alla domanda inevitabile, vista l’età di tutti e due, «com’è che non sei scappato?», ha risposto di averci provato più di una volta, ma l’aguzzino lo teneva stretto col coltello puntato al collo e alla fine s’è ritrovato di nuovo sulla strada di casa, affranto e disperato, ma vivo. Davanti all’ultima minaccia («se parli...»), quasi da copione, il ragazzino ce l’ha fatta a superare tutto, anche il timore di essere seguito dal bruto. I carabinieri gli hanno aperto la porta che non erano ancora le 20.30. La famiglia lo stava cercando ovunque, gli amici erano stati raggiunti da telefonate: «L’hai visto?». E tutti dicevano: «Sì ma è andato via dopo le 18...».
Il maresciallo Lampis l’ha ascoltato, i particolari non mancavano e si è deciso di portare il ragazzo all’ospedale, per cure ed esami. Ma intanto si è cominciato a cercare l’uomo coi capelli bianchi e la Mercedes connotati che, sommati ad altri, hanno convinto i carabinieri a indirizzarsi verso Trudu. C’è riserbo attorno ad alcuni particolari, si sa soltanto che in macchina è stato trovato il coltello descritto dal ragazzo. L’uomo è a Buoncammino, in stato di fermo e in attesa di convalida da parte del gip, il giudice per le indagini preliminari.
Le accuse: sequestro di persona, violenza sessuale, minacce gravi, porto abusivo di un coltello a serramanico. Ma la vicenda non è finita con la violenza interamente compiuta sul povero ragazzo. E’ detto in modo esplicito nella nota diramata dagli inquirenti come non si escluda che l’arrestato possa essere responsabile di altre violenze, forse mai denunciate dalle vittime per paura di ritorsioni. Da qui l’invito rivolto alle eventuali vittime affinché si facciano avanti e vadano alla stazione dei carabinieri di Assemini.
L’uomo è residente a Pula, dove possiede una villa, e ha casa anche ad Assemini, dove abita la sua famiglia. E’ nato ad Assemini e lo si vedeva spesso in giro in strada

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Rocco Siffredi e le sue (mille) donne da Simona Ventura.

(Luciano Scateni - Napoli.com) Mente e sa di dire bugie, chi con aria virginea racconta di non sapere chi sia Rocco Siffredi, imperatore mondiale del sesso estremo, attore, regista e produttore dei più espliciti, spregiudicati e, consentite, ipervolgari porno. Fatti suoi, penserà che tifa per la libertà senza condizioni e in fondo ha ragione. Ognuno immagini la vita erotica come gli si addice, ma è innegabile che simile pornografia, oltre alla falsità di prestazioni impossibili senza dosi da cavallo di vasodilatatori, è un concentrato di manifestazioni a metà tra violenza, maschilismo e discutibilissimo gusto. Ma riprendiamo il ragionamento sul “siffredismo”. Già le esternazioni della povera Moana Pozzi e delle sue colleghe, costruite con furbizia per legittimare il mestiere di pornostar, mostravano la loro evidente fragilità, mascherata dall’avvenenza e, nel caso di Moana, dalla sua dolcezza psicofisica. Le ostentazioni visibilmente spavalde dello stallone italiano sono però un insulto alla realtà.

Ne parliamo per colpa del malvezzo che induce a saltellare da canale a canale televisivo in cerca di qualunque cosa non sia trash, finendo regolarmente nel trash. Rai 2, domenica postprandiale, scena: avvolto da una poltrona bianca, corrispettivo moderno del trono, un Rocco Siffredi in gran forma e vestito, proprio così vestito, si è raccontato a Simona Ventura, ai suoi ospiti in studio e a qualche milione di teleutenti. Nello spirito di chi, esasperato, pensa “vediamo questi dove arrivano” siamo stati informati della sua brillante carriera di “scopatore” cinematografico iperdotato (scusate se il tema ci ha indotto a usare un termine non proprio elegante): è iniziata precocemente. Racconta il “nostro” che l’incoercibile vocazione a far sesso davanti alla macchina da presa lo ha fulminato alla tenera età di 13 anni, allorché i coetanei sognano di diventare astronauti, giocatori di calcio, cantanti. Con la benedizione di papà e mamà,

Rocco ci ha dato dentro, con una performance dopo l’altra, ogni volta che gli hanno messo davanti due femmine appetibili. Ma…, ma anche l’ipermaschio ha messo la testa a posto, nel senso che ha deciso di metter su famiglia. Chi ha sposato? Non c’è da sbagliare, una nota pornostar importata dall’Est europeo e scoperta per caso. Al sodalizio arride la prole. Domanda “Come spiegherete loro i perché del vostro “lavoro”? Rocco risponde con calma olimpica che saprà come fare e aggiunge che se sceglieranno percorsi di vita diversi la decisione sarà rispettata. Se invece volessero seguire le orme di mamma e papà saprà lui “come aiutarli a farlo bene”. La signora Siffredi, sollecitata dal disinvolto consorte si sbilancia: l’uomo ideale? Ma Gattuso, senza dubbio, un uomo vero. Il marito approva sorridente, si direbbe contento. Sono i prodigi del sesso senza limiti. Il lungo soggiorno dei Siffredi nello studio di “Quelli che il calcio” agevola anche l’autocitazione di aver intrapreso il viale dorato della moda per diventare imprenditori della moda e accontentare, a loro dire, i milioni di fan ansiosi di indossare abbigliamento della premiata ditta.

L’incontro si conclude con qualche eccesso verbale del pornodivo, la finta dissociazione della conduttrice, abbracci e baci (particolarmente “affettuoso” quello di Simona Ventura a Rocco), la standing ovation del pubblico femminile e la domanda dell’incolpevole teleutente: perché?
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Vedi anche:
Cercasi attori. Rocco Siffredi: «Al cinema porno mancano uomini».

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