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mercoledì 7 novembre 2007

Tutti col naso all’insù a vedere la cometa P/Holmes.


(Antonio De Blasi - Panorama) In queste notti il cielo è attraversato da una cometa, la P/Holmes, visibile a occhio nudo. Dopo il tramonto, verso nord-nordest a un’altezza di circa 20°, nella costellazione di Perseo, appare come un punto luminoso e sfuocato a ovest della stella Mirfak, la più brillante della costellazione.
È una cometa periodica, che orbita attorno al Sole in poco meno di 7 anni. Di solito è visibile solo con potenti telescopi, ma da diversi giorni la sua luminosità è aumentata di colpo, rendendola un milione di volte più brillante. La sua chioma non è perfettamente sferica, e al binocolo o all’oculare di un telescopio amatoriale appare lievemente ovale, a indicare un principio di coda. Si riescono a distinguere bene due zone concentriche, una interna più luminosa e una esterna più evanescente. Al centro, un punto luminoso, il nucleo.
In genere, quando una cometa si avvicina al Sole, la superficie di ghiaccio del nucleo viene vaporizzata, e si forma la chioma. Non così nel caso di P/Holmes, troppo distante dal Sole (quasi 400 milioni di km). Non è escluso però che, nelle prossime notti, la luminosità continui ad aumentare, e che il nucleo cometario si spezzi in più frammenti.

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La webzine di "Articolo Tre".

"Con il numero di novembre l’Associazione Omosessuale di Palermo pubblica on line una fanzine mensile (webzine) di politica, informazione e cultura omosessuale.

Scopo di questo lavoro è quello di creare un altro piccolo strumento all’interno della rete per mettere in circolazione idee, pensieri ed opinioni che riguardano la politica, l’informazione e la cultura lgbtq, per aprire nuovi spazi di confronto e dibattito all’interno e fuori del movimento.
La nostra webzine “Articolo Tre” è aperta a tutti coloro che, di mese in mese, desiderano offrire contributi, esprimere idee, opinioni e pensieri, e non solo a chi la pensa come noi, ma anche a tutti coloro che vogliono esprimere punti di vista differenti.
A tal proposito, desideriamo ringraziare Andrea Maccarrone, Cristiana Alicata e Sofia Gangi, che con i loro articoli hanno arricchito i contenuti di questo nostro primo numero.
Per non ingombrare ed appesantire il vostro recipiente e per non rallentare la ricezione delle vostre e-mail, qualora non si dovesse disporre di collegamenti internet adsl, ogni mese invieremo soltanto la copertina ed il sommario della nostra webzine, con relativo collegamento per scaricarla e leggerla.
Un cordiale saluto e grazie per l’attenzione.

Vincenzo Rao.
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Articolo Tre- Associazione Omosessuale di Palermo"
Ecco il link da cui potete scaricare e leggere la webzine di "Articolo Tre".

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“Immacolata e Concetta”, storia lesbo “made in Naples”.

(Cinemagay.it) E’ finalmente disponibile in dvdImmacolata e Concetta - L’altra gelosia” film d’esordio del regista napoletano Salvatore Piscitelli.

Il regista ha avuto modo di presentare l’edizione digitale del film (caratterizzata da interessanti contenuti extra e da un libretto di ben 24 pagine) lo scorso 30 ottobre in un incontro della serie “I film della mia vita” al museo Pan.

“In questo film si parla della donna, della sessualità, dei ruoli, della passione amorosa, della morte. Sono temi che si vorrebbero sottratti definitivamente alla diatriba ideologica per essere ricondotti alla loro sfera reale di appartenenza, l’esperienza concreta degli uomini”

“Immacolata e Concetta”, interpretato da Ida di Benedetto, è stato uno dei primi film in Italia ha trattare esplicitamente la tematica lesbica e si ispira a fatti realmente accaduti. All’epoca della sua uscita (1980) vinse il Leopardo d’Argento a Locarno e fu molto bene accolto dalla critica pur scatenando numerose polemiche.

Il film, ambientato nella provincia napoletana, racconta (nel contesto tipico della sceneggiata napoletana e in uno stile che ricorda molto Fassbinder) la storia di Immacolata sposata con Pasquale è legata per debiti a Ciro Pappalardo, e a causa di quest’ultimo finisce in carcere.

Finisce in carcere anche Concetta per aver ucciso un uomo, marito di una donna con cui mantiene una relazione lesbica. Immacolata e Concetta, tornate in libertà, proseguono l’amicizia particolare nata nella cella ove erano rinchiuse.

La storia diviene di dominio comune e Pasquale tenta inutilmente di fermare la moglie che lo caccia di casa. Immacolata fa venire nella propria casa Concetta, facile preda di crisi psicologiche. Il Pappalardo, tuttavia, insiste e Immacolata si trova costretta a dividere il suo tempo tra lui e Concetta Quando Immacolata dichiara di essere incinta, Concetta reagisce uccidendola.

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Eccola l'immancabile dichiarazione di Volontè sul caso Luxuria Chiesa di Foggia.

(Dire) "L'indignazione del signor Vladimiro Guadagno, noto per le sue dichiarazioni pubbliche contro la Chiesa, il matrimonio religioso, il celibato e la stessa differenza naturale tra maschi e femmine, e' semplicemente delirante".
Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte', sulla decisione del Vescovo di Foggia di non accettarla come testimone al matrimonio della cugina.

"Cosa avrebbe dovuto testimoniare Vladimiro? Forse- si chiede l'esponente centrista- avrebbe tentato una conversione degli sposi alle teorie di genere e al 'transumanesimo'? Luxuria e il circolo Mario Mieli, colti dal piu' tardo furore laicista, vorrebbero una Chiesa sottomessa ai loro desideri, che permetta loro di intromettersi nelle scelte del Vescovo e del matrimonio religioso".

Per Volonte', "i sindacati omosessuali e transessuali, esponenti del piu' spinto anticattolicesimo italiano, non dimenticano solo l'autonomia tra 'Cesare e Dio', ma anche- conclude- l'esistenza di una Chiesa gia' in perfetta sintonia e conformita' con le loro idee: quella anglicana".

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Dichiarazione dei diritti dell’uomo: l’Onu festeggia l’anniversario con un sito.

(Panorama) “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. È l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che il 10 dicembre 2008 compirà 60 anni. La campagna delle Nazioni Unite per le celebrazioni parte dodici mesi prima, il 10 dicembre prossimo. Lo strumento scelto per far arrivare a tutti il messaggio dell’importanza di questo documento è un sito Internet, creato ad hoc. In una versione internazionale (www.knowyourrights2008.org) e in una per ciascun Paese (per l’Italia: www.conosciituoidiritti.org), online dal 7 novembre.

“La Dichiarazione universale non è un lusso né un mero auspicio, ma un contratto tra i governi e i loro popoli”, si legge sul nuovo portale. E siccome la tutela dei suoi principi spetta a ogni cittadino del mondo, l’Onu invita tutti a inviare (a partire dal 12 novembre) idee e proposte per illustrare e far conoscere il significato del primo documento della storia rivolto a tutte le persone, senza distinzioni. Inoltre chi nel prossimo anno organizzerà manifestazioni, festival ed eventi è esortato a farlo nel segno dell’importante ricorrenza.

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Massimo Consoli, un eroe intellettuale.

(Lampi di pensiero) 4 novembre 2007. Nella sua casa di Frattocchie (l’antico borgo di Boville nel territorio di Marino) Massimo Consoli ha terminato il suo cammino umano, dopo un lungo e doloroso itinerario di malattia.
Lo hanno definito papa e papà del movimento omosessuale in Italia.

Non sono d’accordo.

Non credo che avrebbe gradito l’espressione “Papa degli omosessuali”. Anzi, temo ne avrebbe avuto ribrezzo.
Come pensare di accostare la sua figura di intellettuale fortemente impegnato in una battaglia storica di civiltà ad un’istituzione diametralmente opposta alla sua visione. I suoi scritti lo dimostrano! E poi, il pontefice è un’autorità non solo morale; è un capo di stato e il vertice della più autoritaria forma di controllo delle coscienze che esista al mondo. E questo pure è diametralmente lontano dalla figura di Massimo Consoli che è stato, è, resta e resterà un intellettuale e un uomo politico di primo piano.

Gli dobbiamo moltissimo, ma non credo che neanche la figura del padre nobile gli si addica. Forse è più adatto rispolverare un termine un po’ inflazionato, ma che dà il senso della figura di Massimo: l’eroe. Abbiamo infatti nei suoi confronti un debito di esempio: di lui dobbiamo ricordare e perpetuare il senso del suo agire contro i pregiudizi e contro la violenza, sviluppando contenuti di analisi, di studio, di approfondimento e elementi di provocazione tendenti a risvegliare e documentare.

La sala del Circolo Mario Mieli in cui la bara era adagiata sulla grande bandiera rainbow che non mancava mai ai Pride, oltre che un evento assoluto, rappresenta per me un ricordo di grande suggestione. Ho scritto poche parole sul libro dei visitatori, ma gliele dico ancora:

Vai, Massimo accompagnato dai nostri sorrisi, nell’eco del nostro grazie.

Difficile potergli dire di più in quel momento.

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I 100 personaggi gay del 2007: Out li premia durante un gala.

(Yahoo notizie) Out Magazine, il prossimo 9 novembre, consegnerà il Out 100 Award alle cento persone gay più influenti del 2007. Tori Spelling e Tim Gunn ospiteranno la tredicesima edizione del gala insieme alla speciale performance musicale di Chaka Khan.
Nel suo numero speciale di dicembre, Out riconosce le 100 persone più influenti per la cultura gay prendendo i nomi da una speciale lista divisa per categorie come musica, film, moda, performance, televisione, arti visive, media, politica, autori e uomini d'affari. Durante il gala saranno anche rivelati cinque nomi di altrettante celebrità cui è stato riconosciuto l'impegno in favore dei diritti dei gay. A loro saranno assegnati i premi come Lifetime Achievement, Entertainer of the Year, Stylemaker of the Year, Artist of the Year e Breakthrough Artist of the Year. “E' un tributo a coloro che hanno lottato per provocare un impatto positivo nella cultura e una riflessione su quanto la nostra comunità sia andata avanti”, ha dichiarato Aaron Hicklin, direttore editoriale di Out. Out ha cominciato a rivelare i 100 vincitori on line incluso Joe Solmonese (HRC), Ari Gold, Marc Almond, John Waters, John Amaechi, Demarco Majors, Ivri Lider, Perez Hilton, mentre i ritratti di tutti saranno pubblicati sul numero di dicembre/gennaio di Out.

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Ndr. Che differenza tra noi e loro, a noi resta uno sfigato premio, il "Mr Gay Italia" con la Cesira presieduto dal Grillini ed un defunto e roboante "Premio internazionale imprenditoria gay" ma defunto (almeno così pare... forse il sito non è proprio aggiornato, chissà) nel 2005. Oh povera Italia dove oltre che i politici anche i gay sono inconcludenti. Un po di Pride (orgoglio) per favore, dimostriamo di essere veramente "diversi".

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Jamie Dornan: I video.

Jamie Dornan ha avuto un grande successo tra i nostri lettori per cui, a grande richiesta eccovi alcuni video che lo riguardano scovati in rete.

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E2 di Ramazzotti è già primo nelle vendite in Italia.

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“e2”, il nuovo album di EROS RAMAZZOTTI uscito venerdì 26 ottobre (Sony BMG Music Entertainment), è entrato al primo posto nelle classifiche di vendita italiane Fimi Nielsen.

Un risultato eccezionale anche in Europa dove “e2” si è posizionato al primo posto in Svizzera, al secondo in Germania (il 1° posto è il cd di un comico tedesco), al terzo in Austria e Francia, al quinto in Olanda e al settimo in Danimarca.
In Asia, Latin America e Australia “e2” sarà pubblicato il 13 novembre.

Prodotto da Eros, con Claudio Guidetti, “e2” è un album doppio e raccoglie il meglio della produzione artistica di EROS RAMAZZOTTI: il primo disco contiene 4 inediti e 14 hit in versione originale rimasterizzate, il secondo disco comprende 17 hit rivisitate da grandi artisti del panorama musicale italiano e internazionale.

Oltre alla versione standard di “e2”, è in commercio anche la limited edition in formato digipack che contiene, oltre ai 2 cd, 1 dvd con i migliori videoclip di Eros (La luce buona delle stelle, Se bastasse una canzone, Cose della vita, Un’altra te, Più bella cosa, Stella gemella, L’Aurora, Cose della vita/Can’t stop thinking of you, L’ombra del gigante, Solo ieri, I belong to you/il ritmo della passione, Bambino nel tempo).

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Mika vs Boyzone.

Il cantante inglese nega un brano alla boyband irish.

(Mtv) Mika non è poi così relaxed quando si tratta di collaborare con altri artisti.

Il cantante inglese - protagonista degli MTV Europe Music Awards giovedì scorso (guarda il video della sua performance) - ha negato ai Boyzone l'utilizzo di un suo brano, che la boyband riunita voleva pubblicare come cover.
"Mika vuole scrivere per altri artisti pop", ha dichiarato un membro del suo management al Sun, "Ma i Boyzone non sono ciò che aveva in mente".

Per il momento nessuna reazione pubblica dal clan Boyzone, ma certo non deve essere stata una bella sorpresa per Ronan Keating e C, i quali, pare, avevano già registrato il brano.

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Turchia: sesso, cocktail e tabù. Giovane scrittrice fa scandalo.

Selin Tamtekin, 33 anni, è stata ribattezzata il «Salman Rushdie in gonnella». Figlia di un diplomatico, vive a Londra. «Non sono una prostituta».

(Viviana Mazza - Il Corriere della Sera) Occhi chiari fissi sul fotografo, sorriso compiaciuto. Tailleur con generosa scollatura e bicchiere in mano. Selin Tamtekin, figlia di un diplomatico turco, 33 anni, 14 dei quali trascorsi a Londra, ostenta sex appeal e sicurezza dalla pagina del tabloid Daily Mail. Brinda al suo primo romanzo, La figlia del diplomatico turco, appena uscito in Gran Bretagna e di prossima pubblicazione nella sua nativa Turchia. Storia di sesso nell’alta società. Inno all’amore libero tra una giovane turca benestante e tanti uomini, tra cui un padrone di casa e un marinaio, sposati alcuni, e col doppio degli anni pure. A Ginevra, Londra, Istanbul, Islamabad. Il giorno dopo, la stampa britannica la battezza «Salman Rushdie in gonnella».

Eppure nessuno ha scagliato una fatwa contro Tamtekin, né la giovane ha ricevuto minacce di morte. Che possa accaderle è un’idea di un suo amico inglese, William Cash, editore di una rivista per miliardari a Londra. Cash ha dato un party per lanciare il libro di Tamtekin alla galleria Maddox Arts, nell’esclusivo quartiere di Mayfair. «È diventata la Salman Rushdie della Turchia», ha detto. Dopo la rivelazione del suo vero nome in patria (il romanzo è firmato con lo pseudonimo Deniz Goran), «ha dovuto nascondersi », ha incalzato. La stampa britannica ha preso nota e il Times ha titolato: «Sex and the Muslim Girl», il sesso e la ragazza musulmana, paragonandola anche al regista Theo Van Gogh, assassinato in Olanda per il suo film sull’Islam. Tamtekin, laureata in arte allo University College di Londra, fa la gallerista aMayfair e ha tanti amici altolocati. Papà Yuksel è un diplomatico noto in Turchia, proprio come il padre della protagonista del suo romanzo. Lei insiste: «Non è autobiografico».

Ma poi provoca la stampa turca e, come la protagonista del romanzo, dice al giornale Sabah di aver avuto rapporti con uomini più grandi e sposati: «Non suggerisco alle ragazze di fare come me, ma dovevo vivere queste esperienze per maturare». Provoca, ma si lamenta: «La stampa turca ha scoperto chi sono e mi sono ritrovata in prima pagina su tutti i giornali. Mi hanno definita una prostituta dei quartieri alti». Secondo il Times, Tamtekin è stata «derisa» e ha causato «oltraggio» in Turchia. Però il giornalista turco Gokan Eren precisa: «I quotidiani non le hanno prestato così tanta attenzione». Secondo il Times, inoltre, Tamtekin è «la prima donna turca musulmana a pubblicare un libro esplicito sul sesso». Ma ad Eren non risulta: «Da 25-30 anni vi sono giornaliste e scrittrici turche che parlano di sesso, raccontando anche le proprie esperienze. La prima fu Duygu Asena, duramente criticata per La donna non ha nome, ma oggi considerata una grande femminista». «Si sta facendo pubblicità — osserva Emre Kizilkaya sul suo blog Istanbulian —. Funziona sempre con i media occidentali: è il solito trucco dello scrittore novellino mediorientale che vive in Occidente e denuncia la propria cultura».

Tamtekin dice al Times: «In Turchia le donne hanno una vita sessuale, ma fanno in modo che nessuno lo sappia. Non possono parlare di sesso o desiderio per gli uomini». «Dipende. Il sesso è tabù in alcune parti della Turchia, ma non lo è nelle grandi città», afferma Bedri Baykam, autore del romanzo Sex, uscito in Italia e in Turchia. «Nel suo libro non è il solo sesso a fare scandalo, ma il fatto che è figlia di un uomo noto». Il papà, che le ha tolto il saluto, non ha dichiarato se era offeso dal sesso tout court o dal danno alla propria reputazione. Lei però ha subito raccontato alla stampa del litigio protestando: «Eppure è lui che mi ha insegnato che nell’arte non ci sono tabù».

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Richarlyson Brasiliano fa causa a dirigente che insinua sua omosessualità ma perde.

(Eurosport) Il centrocampista brasiliano che piace alla Roma, Richarlyson, del San Paolo ha perso la causa che aveva intentato contro il dirigente del club José Cyrillo Jr. accusato di avere insinuato in un programma tv l'omosessualità del giocatore.
Secondo il Tribunale non vi è stata alcuna discriminazione o danno morale nei confronti del centrocampista. Sembra che il giocatore sia comunque intenzionato a ricorrere in appello.

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Lesbo power o lesbo secret?

Se all'estero le donne gay potenti e famose escono allo scoperto e fanno parlare di sé, pare che in Italia le lesbiche vip non esistano. Ma sarà proprio così?

(Libero news) "Call them the Rubyfruit Mafia", "Chiamatela la mafia dei frutti rubini". Questo il titolo di un servizio pubblicato negli Stati Uniti dalla rivista W che ha fatto il giro di tutti i quotidiani e settimanali americani e che infine è approdato anche in Italia, sulle pagine de L'Espresso. In sostanza una piccola inchiesta che svela (e sai che sorpresa) come nei posti di potere ci siano sempre più donne lesbiche, in particolare in quel di Hollywood: sceneggiatrici, produttrici e autrici, tutte amiche, tutte riunite in una specie di cupola mafiosa, tutte pronte a proteggersi tra lesbiche. Uno scenario un po' grottesco, ma d'altra parte si sa, alla stampa piace parlare di gruppi di potere: una volta si diceva che Hollywood era in mano agli ebrei, poi che se non eri un maschio gay non c'era verso di far carriera nel mondo del cinema e adesso è arrivata la volta delle lesbiche. È innegabile che ci siano molte donne omosessuali nei posti di potere (ma non ci sono forse donne omosessuali in ogni fascia della società?) e l'elenco è consistente: Ilene Chaiken, 50 anni, mamma lesbica di due bimbi e ideatrice del serial "The L World"; Nina Jacobson, 42 anni, ex presidente di Buena Vista Motion Pictures Group (Walt Disney), ora socia di Steven Spielberg nella Ambin Entertainment; Carolyn Strauss, capo della programmazione del canale satellitare HBO, vero colosso della tv americana; Carla Hacken, executive della società di produzione Fox 2000; Cynthia Wornham del Sundance Institute, sponsor dell'omonimo festival del cinema; Kelly Bush, fondatrice di una delle più importanti società di relazioni pubbliche di Hollywood e portavoce di molte star... La lista sicuramente non si esaurisce qua, ma parlare di lobby per ogni "minoranza" che emerge è forse un po' ridicolo. E superato.

Piuttosto quel che è interessante è notare come, in America, ci siano moltissime donne, tra le celebrities, dichiaratamente e apertamente lesbiche, mentre in Italia pare che non esistano tra le vip. È mai possibile? Assolutamente no, ovvio.

Facciamo qualche esempio? Ecco alcune donne, ricche e famosissime, che non hanno esitato a dichiarare di essere omosessuali: Angelina Jolie ha raccontatocon trasporto di aver avuto una storia con un'altra donna; Cynthia Nixon, alias Miranda, l'avvocato dai capelli rossi di "Sex and the City" ora convive con la compagna; Ellen DeGeneres, conduttrice tv, è fidanzata con Portia de Rossi, la splendida bionda di "Ally McBeal"; Madonna non ha mai nascosto il suo "vizietto"; Michelle Rodriguez del serial "Lost" sta con l'attrice di "Terminator 3" Kristanna Loken; Christina Aguilera dichiarò di essere bisessuale, così come Drew Barrymore; Samantha Fox, sex symbol degli anni '80, è fidanzata con una donna; Courtney Love ha dichiarato di aver ricevuto il suo primo orgasmo da una ragazza; Annie Leibovitz, compagna di vita per tanti anni della scrittrice Susan Sontag; la comica, attrice e conduttrice tv Rosie O'Donnel; le cantautrici K.D. Lang e Tracy Chapman...

È possibile che in Italia ci siano lesbiche in ogni ambito lavorativo tranne che nello showbusiness? Perché nessuna ha mai fatto outing? (Libero News)

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Catto-comunismo, matrimonio e concordato: un caso "esemplare".

(Cadavrexquis) Vladimir Luxuria è la deputata transgender nota per avere votato, insieme con il suo gruppo parlamentare, a favore del mantenimento dell'esenzione dell'Ici sugli immobili (anche non a fini di culto) della chiesa cattolica. E' la stessa deputata che oggi protesta perché il vescovo di Foggia le ha impedito di partecipare, come testimone, alle nozze in chiesa di sua cugina: una grave discriminazione, a suo dire. Lo è davvero? Io faccio due considerazioni. In primo luogo mi stupisco sempre che esistano soggetti che, come Luxuria, fanno di tutto per essere accettati da una setta che, giudicandoli devianti e disordinati, si adopera facendo pressioni sulle istituzioni pubbliche affinché rimangano cittadini di serie B e affinché a loro vengano negati diritti che per gli altri cittadini sono un fatto acquisito. Non capisco perché vogliano a tutti i costi essere parte di qualcosa che, evidentemente, li considera un corpo estraneo. Perché, dunque, Vladimir Luxuria vuole fare per forza la testimone a una parente che si sposa in chiesa? E' lo stesso principio per cui Nichi Vendola, gay e comunista e cattolico, si fa fotografare mentre il prelato di turno gl'infila l'ostia in bocca? Perché questo desiderio di collaborare con il nemico e, allo stesso tempo, se il nemico ribadisce il suo disprezzo nei tuoi confronti, tu te ne stupisci e parli di un "divieto illegittimo e razzista"?

In secondo luogo, però, bisogna anche ricordare che quando il prete, in chiesa, officia un matrimonio, agisce anche da funzionario pubblico, in un certo senso. Il matrimonio è valido anche per lo stato italiano. E' uno degli effetti del Concordato tra lo Stato italiano e la chiesa cattolica: diversamente da quanto credono alcuni - tra cui l'estensore di un commento sotto l'articolo del Corriere online - chi si sposa in chiesa non celebra un "matrimonio religioso", bensì un "matrimonio concordatario". Chi oggi si sposa in chiesa non deve poi correre in municipio a farsi registrare il matrimonio avvenuto. Il matrimonio puramente religioso - cioè, senza effetti civili e senza che il sacerdote agisca anche da funzionario pubblico - credo non esista nemmeno o, se esiste, è rarissimo. Se il matrimonio fosse puramente religioso - cioè non avesse valore anche per lo Stato italiano -, il prelato che lo celebra avrebbe tutti i diritti di escludere Luxuria o chiunque altro non corrisponda alle regole, per quanto balzane, della sua setta. Sarebbe spregevole, ma sarebbe come se un ebreo pestasse i piedi e si lagnasse perché non può fare carriera all'interno di un partito nazista. Ma poiché il matrimonio è concordatario, non penso proprio che il vescovo abbia diritto di rifiutare Vladimir Luxuria come testimone: non può farlo perché in quel momento sta agendo anche come funzionario pubblico, cioè in nome dello Stato e quindi di tutti, anche di coloro che non fanno parte della chiesa cattolica.

A me pare, insomma, che questa situazione sia esemplare per molti aspetti: la stupidità di chi, come Vladimir Luxuria, vuole blandire chi odia lei e quelli come lei; la protervia con cui la chiesa cattolica cerca di imporre le sue concezioni anche quando non agisce in ambito puramente religioso ed è così abituata a farlo da non rendersene nemmeno più conto; l'ambiguità che nasce in certe situazioni a causa di quella "strana cosa" che è il Concordato tra lo Stato italiano e una fede religiosa - una dimostrazione in più del fatto che andrebbe abolito. Nella fattispecie, se il matrimonio fosse solo civile, è evidente che il funzionario pubblico non potrebbe impedire a un transgender di fare il testimone. Così è altrettanto evidente che se il matrimonio religioso fosse solo tale - e celebrato oltre al matrimonio civile per chi aderisce a quella determinata fede - i suoi ministri avrebbero tutto il diritto di escludere coloro che non ritengono "adeguati" ai loro princìpi, ai loro dogmi o alle loro fole. Per come stiamo adesso, ci ritroviamo a metà strada, esposti alle critiche che provengono da entrambe le parti.

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Telefonini in Africa, 50 mld di dollari nei paesi più poveri.

Una pubblicità della telefonia mobile in Africa. (credits: flickr)
(Panorama) È boom di contratti per nuovi utenti di cellulari nelle regioni a sud del Sahara, un’area tra le più povere del mondo. Qui saranno investiti 50 miliardi di dollari nelle reti di telefonia mobile: è la previsione della Gsm Association (Gsma), l’associazione mondiale che riunisce più di 700 operatori gsm in 218 paesi. Capitali che serviranno a potenziare i network gsm, consentendo l’utilizzo di standard come gprs, edge e hspa, in grado di assicurare i collegamenti a internet.

“Quest’operazione metterà l’Africa in cima alla lista dei posti dove si investe di più” ha dichiarato all’agenzia Reuters Tom Phillips della Gsma in occasione del Connect Africa summit a Kigali, in Rwanda. Secondo le stime dell’associazione mondiale degli operatori gsm le aziende hanno portato in Africa 35 miliardi di dollari da quando i governi della fascia subsahariana hanno liberalizzato il settore. Finora hanno ricevuto accesso alla telefonia mobile più di 500 milioni di persone, il 67% della popolazione nel continente. E operatori come Mtn, Orange, Vodacom e la Zain prevedono di incrementare gli investimenti.

Nei paesi dell’Africa subsahariana gli utenti di cellulari sono 150 milioni, ma più del doppio vive in zone coperte dai network di telefonia mobile. Secondo la Gsma un aumento delle persone che utilizzano telefonini potrebbe tradursi in un aumento del prodotto interno lordo di 1,2 punti percentuali.

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Finlandia: Strage in una scuola annunciata su ‘YouTube’.

(Noi press) Sono numerosi i feriti e almeno sette le persone rimaste uccise oggi nella sparatoria nel liceo Jokela di Tuusula, in Finlandia a 50 km dalla capitale Helsinki.
Fra loro anche Pekka-Eric Avinen, il ragazzo di 18 anni che questa mattina ha aperto il fuoco e la preside della scuola.
Il giovane avrebbe aperto il fuoco mentre era a scuola e poi avrebbe sparato anche contro i poliziotti arrivati sul posto.
Un insegnante sul posto ha confermato che chi ha sparato era un allievo della scuola. “Sembrava irreale, un alunno di cui io stesso sono stato insegnante correva verso di me, gridando, con una pistola in mano”, ha detto il docente.
“Si muoveva sistematicamente nei corridoi della scuola, bussando alle porte e sparando attraverso le porte”, ha aggiunto l’uomo.

Ma il particolare più inquietante dell’intera vicenda riguarda il fatto che l’autore della strage, due settimane fa, aveva messo suo ‘YouTube’ un video in cui annunciava un “massacro”, e incitava alla guerra contro “le masse dalle menti deboli”, registrandosi con uno pseudonimo tedesco Stryngeist89 (spirito della tempesta).
Oltretutto, il video riportava la data di oggi, 7 novembre 2007, come data scelta per la carneficina e mostrava un primo piano del giovane con in mano una pistola, oltre ad altre immagini di contenuto nazista.
Dopo poche ore in Rete e dopo aver ricevuto oltre 125mila contatti, il video era stato ritirato dal sito di video sharing.

La sparatoria di oggi rappresenta una novità per l’abitualmente tranquilla Finlandia finora indenne da violenze nelle scuole. Si tratta, infatti, della prima strage di questo tipo della storia della Finlandia.

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In vendita il profumo di Andy Warhol.

(Artsblog) Puzzerà di marketing anche relativamente sfigato, ma la notizia è la seguente.

La fondazione Andy Warhol ha realizzato e sta commercializzando una boccetta di profumo griffata Silver Factory.

Le componenti della fragranza non escludono nemmeno uno fra: ambra, incenso e l’immancabile resina.
Anche la violetta, per cui Bond n.9, la casa di profumi che lo ha prodotto, assicura che Warhol andasse matto. via

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Saldi invernali 2008 e saldi estivi 2008: le date del Lazio.

(06 blog) A Roma e nel Lazio i saldi invernali 2007-2008 si apriranno il 5 gennaio 2008. Quelli estivi, invece, il 5 luglio 2008. La novità è che in entrambi i casi si tratta di un apertura anticipata, ma definitiva per il futuro, dalla seconda settimana dei mesi di gennaio e luglio alla prima settimana, così come succede in quasi tutte le altre regioni italiane.
La buona notizia per consumatori e commercianti è arrivata stamane dal Consiglio regionale del Lazio. Anticipando i saldi, è stato il ragionamento che ha determinato la scelta, si inducono i consumatori a comprare l’abbigliamento invernale quando fa ancora freddo e quello per l’estate quando si potrà fare ancora il bagno. Ferma al palo, per ora, l’ipotesi di liberalizzare completamente i saldi affidando ai negozi la decisione del periodo giusto per gli sconti. Se ne riparlerà.

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Chiesa allo scoperto: Imporre la “tolleranza”: Cristiani costretti ad avallare l’omosessualità.

(Padre John Flynn, LC - Zenit.org.) Le normative a tutela dell’omosessualità contrastano sempre di più con chi vuole seguire una coscienza cristiana. Negli ultimi giorni è giunta notizia dall’Inghilterra di una coppia cristiana che sarà molto probabilmente costretta a rinunciare al ruolo di genitori affidatari perché non disposta a promuovere l’omosessualità, riferisce il quotidiano Telegraph del 24 ottobre.

Vincent Matherick e la moglie Pauline sono registrati nelle liste dei genitori affidatari del Somerset County e sono anche ministri della Chiesa non-conformista South Chard Christian Church. Di recente erano stati intimati dalle autorità al rispetto delle leggi che richiedono di trattare l’omosessualità come equivalente all’eterosessualità.
La coppia ha riferito al Telegraph di non voler condannare, ma neanche di voler approvare l’omosessualità, e di non essere disposta a promuoverla attivamente, in ragione delle proprie convinzioni religiose. I due hanno 3 figli nati dalla loro unione e si prendono cura di ben 28 bambini.
“Ci sentiamo discriminati in quanto cristiani e molte altre persone si trovano nella nostra situazione”, ha affermato Pauline Matherick.
Un articolo pubblicato lo stesso giorno sul quotidiano Daily Mail spiega che le nuove leggi fanno parte dell’Equality Act 2006, che vieta la discriminazione sulla base della sessualità. La modifica si colloca - secondo il Daily Mail - in un momento in cui si registra una carenza di 8.000 genitori adottivi.

Solo dopo che la sciagura di questa coppia è stata oggetto di ampia copertura da parte dei media, le autorità locali hanno cambiato la propria posizione, come riferito dal Daily Mail il 2 novembre. I dettagli nono sono del tutto chiari ancora, ma sembra che i Mathericks potranno continuare ad essere genitori affidatari.

Libertà religiosa
Il cardinale Cormac Murphy-O’Connor ha fortemente criticato l’ideologia ispiratrice di queste leggi, poco dopo la loro approvazione, durante una lezione che si è svolta il 28 marzo presso il Westminster Cathedral Hall. Nel suo discorso intitolato “The Kingdom of God and This World: the Church in Public Life” (Il Regno di Dio e il mondo: la Chiesa nella vita pubblica) ha sostenuto che “la libertà religiosa va al di là della libertà di culto; è la libertà di agire secondo la propria fede nel servizio verso gli altri”.
Il porporato ha anche messo in guardia contro un modello di laicità dello Stato che cerca di escludere completamente i principi religiosi. “La scelta dello Stato di unirsi alla parte laica viene considerata come neutrale, ed è solitamente giustificata facendo appello all’eguaglianza”, ha spiegato il cardinale Murphy O'Connor.
“Ma questo è già di per sé un’impostazione ideologizzata ed è tesa a separare la religione dalla sfera pubblica sulla base del pretesto che la religione ingenera divisioni”, ha proseguito.

“Se l’eguaglianza può solo essere promossa a spese della libertà di manifestare la propria religione, abbiamo motivo di dubitare della stessa natura di questa eguaglianza”, ha osservato il cardinale. “Non sarà certamente un’eguaglianza che riconosce adeguatamente la pari dignità di tutti”.
Una delle conseguenze derivanti dalle nuove norme è quella di costringere le agenzie cattoliche per l’adozione di affidare bambini a coppie omosessuali. Recentemente, Catholic Care, una di queste agenzie, ha annunciato di voler chiudere la sua attività in seguito alla nuova normativa, secondo quanto riportato dal quotidiano Daily Mail il 27 luglio.

Secondo questo articolo, Catholic Care, gestita dalla Diocesi di Leeds, è una delle sette agenzie che potrebbe trovarsi costretta a rinunciare ai servizi di adozione. La legge dà tempo fino a dicembre 2008 per consentire alle agenzie di adattarsi alla nuova regolamentazione sulla discriminazione sessuale.
Il Daily Mail ha anche avvertito che la nuova legge potrà avere conseguenze molto ampie. Per esempio, una tipografia cristiana non potrà rifiutarsi di produrre materiale promozionale dell’omosessualità e le chiese non potranno rifiutarsi di affittare i propri locali parrocchiali a gruppi omosessuali.
Secondo un articolo del Sottosegretario Meg Munn, pubblicato il 30 luglio sul Telegraph, i proprietari musulmani o cristiani di strutture di accoglienza non possono rifiutarsi di dare alloggio alle coppie omosessuali, a meno che non prevedano di vietare a tutte le coppie di dormire insieme.

L’estromissione del giudice
Poco prima che venisse fuori il caso dei Matherick, un tribunale d’appello di materia di lavoro ha preso in esame il ricorso di un magistrato cristiano costretto a rinunciare al proprio incarico per essersi rifiutato di dare bambini in adozione a coppie omosessuali, come riferito dal quotidiano Times del 23 ottobre.
Andrew McClintock ha dovuto dimettersi dalla sezione relativa alle cause familiari, a Sheffield, dopo essersi vista negata la possibilità di non occuparsi delle cause relative alle coppie omosessuali, sebbene continui ad esercitare come magistrato per le cause non familiari. McClintock si è visto rigettare il ricorso per discriminazione, in un’udienza di marzo.
Durante quell’udienza, Paul Diamond, legale rappresentante di McClintock, ha spiegato che le obiezioni del suo cliente si basavano sulla convinzione che dare in affidamento bambini a coppie omosessuali fosse un esperimento delle scienze sociali.

Il ricorso di McClintock, tuttavia, non ha avuto esito positivo, secondo quanto riferito dalla BBC il 31 ottobre.
Anche la Chiesa anglicana in Inghilterra ha avuto problemi con le leggi anti-discriminazione. Secondo il Telegraph del 19 luglio, un tribunale si è pronunciato in favore di John Reaney, un omosessuale a cui era stato rifiutato un lavoro da parte del vescovo di Hereford, Anthony Priddis.
Il tribunale del lavoro ha accertato che Reaney aveva subito una discriminazione in base al proprio orientamento sessuale, essendogli stato rifiutato un posto di lavoro con i giovani nella diocesi.
Il vescovo Priddis ha dimostrato di aver chiarito a Reany che ogni persona coinvolta in un rapporto extraconiugale, quale che ne fosse la natura sessuale, sarebbe stata scartata per quel posto di lavoro, secondo quanto riferito dal Telegraph. Inoltre il vescovo ha affermato che il comportamento di Reaney era contrario all’insegnamento della Chiesa ed aveva “un potenziale impatto sul ruolo di guida spirituale, morale ed etica all’interno della diocesi”.

Pressioni al matrimonio
L’Inghilterra non è certamente l’unico Paese in cui i cristiani sentono la pressione delle legislazioni antidiscriminazione.
Negli Stati Uniti un gruppo della Chiesa Ocean Grove ha denunciato lo Stato del New Jersey, secondo il New York Times del 14 agosto. L’organizzazione lamenta di aver ricevuto pressioni da parte delle autorità, dirette ad ottenere lo svolgimento di una cerimonia civile per una coppia di lesbiche presso un loro locale sul lungomare.
La Ocean Grove Camp Meeting Association aveva originariamente respinto una richiesta avanzata a giugno da Harriet Bernstein e Luisa Paster di svolgere la cerimonia li 30 settembre. La coppia aveva quindi presentato un esposto per discriminazione presso la Divisione per i Diritti civili del New Jersey. Per tutta risposta, l’organizzazione li ha denunciati alla Corte distrettuale degli Stati Uniti, per ottenere il rispetto dei propri diritti religiosi.
Poi vi è stato il caso di qualche mese fa in Nuova Zelanda di un omosessuale iraniano che ha ottenuto asilo, mentre un altro iraniano, ma di religione cristiana, si è visto negare il medesimo status. Secondo un servizio pubblicato il 9 febbraio sul New Zealand Herald, l’Autorità per lo status dei rifugiati ha concesso a Ahmad Tahooni di rimanere, sebbene nella sua domanda egli avesse richiesto asilo per motivi di persecuzione politica e non sessuale.

Thomas Yadegary, invece, anch’egli iraniano, si è convertito al Cattolicesimo dopo il suo trasferimento in Nuova Zelanda nel 1994. E' stato arrestato nel novembre del 2004, mentre è stata rigettata la sua richiesta di asilo. Yadegary aveva motivato la sua domanda affermando che i musulmani convertiti al Cristianesimo rischiano la pena di morte in Iran.
“Che razza di criterio ipocrita viene applicato dagli uffici immigrazione di questo Paese”, ha chiesto padre Peter Murname, sacerdote cattolico di Auckland, in un comunicato stampa del 7 febbraio emesso dall’Ufficio cattolico per le comunicazioni della Nuova Zelanda.

Campagne ideologiche
La promozione dell’omosessualità sta intaccando non soltanto la libertà religiosa, ma sta assumendo le caratteristiche di una vera campagna promozionale ideologica. Il 24 ottobre il Corriere della Sera ha riferito di una campagna avviata dalla regione Toscana contro la discriminazione degli omosessuali.
L’immagine della campagna è quella di un neonato che indossa un braccialetto da ospedale con la scritta: “omosessuale”. L’iniziativa prevede di stamparne migliaia di copie da distribuire nella forma di brochure e locandine.
Secondo Alessio De Giorgi, Presidente dell’Arcigay toscana, lo scopo è di convincere le persone che l’omosessualità non è una scelta ma un qualcosa di immutabile e di geneticamente determinato.
L’immagine è stata subito criticata dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, secondo quanto riportato dall’ANSA quello stesso giorno, il quale ha affermato che gli organizzatori avevano superato il limite con questa campagna.
A quanto pare il concetto di tolleranza viene sempre più spesso distorto e strumentalizzato dai fautori dei “diritti” degli omosessuali.

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Luxuria testimone mancato: La chiesa foggiana precisa la sua posizione.

(Reuters) «La decisione di negare il permesso di essere testimone di nozze non è stata presa in quanto Luxuria è omosessuale, ma in quanto non crede nei valori della famiglia, anche politicamente», ha detto per telefono all'agenzi Reuters Don Francesco, parroco del Santuario. «Non so cosa possa testimoniare. Le sue scelte di vita personali sono un'altra cosa, l'ho già spiegato anche a lui», ha detto ancora il religioso.


Vedi l'articolo precedente.

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Sposando California.


(Christian Rocca - Il Foglio) Il sindaco democratico che un paio d’anni fa cominciò a sposare le coppie gay, Gavin Newsom (nella foto), oggi si è presentato alle elezioni per il rinnovo del mandato.
Gli avversari sono un tassista homeless, un nudista e un proprietario di sex club.
I risultati, malgrado si sia votato ieri, si sapranno tra due settimane.
Regna incertezza sul nome del probabile vincitore.

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A Bologna l'11 novembre: Lettera aperta agli Stati Generali GLBTQ.

(Lampi di pensiero) L’11 novembre, a Bologna, sede del prossimo Pride nazionale del 2008 in occasione dell’anniversario del Cassero, si terrà la seconda riunione degli Stati Generali della comunità GLBTQ italiana, incontro fortemente voluto da alcune persone che si sono adoperate molto perché si facesse questo incontro (ricordo fra queste Imma Battaglia, Gigliola Toniollo e Articolo 3 di Palermo).

Per una serie di ragioni, non credo che potrò partecipare e di questo mi dispiace, ma auspico un lavoro costruttivo ed un confronto proficuo ai partecipanti.Per chi avrà voglia di leggerlo qui sotto presento il mio personale contributo alla discussione.

GLBTQ, ovvero dell’inesistente comunità.

Vorrei tornare su alcuni concetti che ho già esposto negli stati generali del 2006.

È ormai un fatto pressoché incontrovertibile che i prossimi governi, per qualche lustro, saranno saldamente ancorati al centro, con egemoni influenze di matrice religiosa (cattolica in particolare). A meno di straordinari fenomeni non prevedibili allo stato dei fatti, non vedremo sbilanciamenti verso i temi che ci sono a cuore e le relative rivendicazioni. Non sono, non saranno e non diventeranno una priorità di governo. E questo è un fatto ineluttabile, come l’alternarsi del giorno e della notte. Forse vi saranno interlocutori politici che faranno da sponda e presteranno orecchie alla nostra voce, ma quali? Le vicende che hanno accompagnato la nascita del Partito Democratico ci devono far riflettere. Alle domande inviate da GayToday ai candidati sui principali temi che ci riguardano hanno risposto solo Adinolfi, Gawronski e Letta. Il tenore era chiaro: scordatevi il nostro appoggio! Veltroni ha preferito rispondere attraverso uno scambio di corrispondenza aperta con persone candidate nelle liste e orbitanti attorno al Gayleft. A parte la fumosità delle risposte, non rispondere ad un’istanza definita con metodo pienamente democratica significa NON RICONOSCERE l’interlocutore. Veltroni è stato chiaro: la comunità GLBT passa per le strutture del suo partito, o NON ESISTE. La Bindi ha glissato completamente il tema.

Tutto il ricco e complesso universo che si pone alla sinistra del PD si sta interrogando sul suo futuro e lì dentro si collocano gli interlocutori che storicamente hanno prestato maggior attenzione alle nostre istanze. Purtroppo, ci vorranno mesi prima che i processi di coagulazione prendano avvio e configurino un nuovo soggetto politico in grado di dialogare a pieno titolo con il PD.

Fatti semplici, che non richiedono complesse interpretazioni.

Di fronte a questo sfacelo dello scenario politico, unico terreno su cui possiamo sperare ci combattere la nostra battaglia, noi ci presentiamo come un’inesistente comunità. Come ho già detto lo scorso anno, sono profondamente convinto che una vera e propria comunità GLBT non esista.

Al massimo e con grande ottimismo, possiamo azzardare a dire che esiste una pluralità di soggetti (comunque porzione minoritaria della popolazione) che ha in comune una o più caratteristiche legate all’orientamento, all’identità di genere o al comportamento sessuale.

Tutto qua e nulla più. Per il resto, la società ci riserva in grande prevalenza RIMOZIONE, IGNORANZA, VIOLENZA, EMARGINAZIONE, DERISIONE. In fin dei conti, che cosa abbiamo da lamentarci? Nell’immaginario siamo single, guadagniamo bene e ce la spassano nel tempo libero come meglio ci piace, soddisfacendo i più depravati istinti sessuali. Ogni tanto c’è chi di noi si spegne, alle volte con il clamore dei media che pescano nel torbido degli ambienti dell’omosessualità, alle volte nella stanza di qualche reparto ospedaliero, in solitudine e senza assistenza. In fin dei conti è un rischio che possiamo correre per una vista spensierata e gioiosa, gaia. No?

I ripetuti tentativi di “avvicinare” la diaspora di associazioni e comitati, finora, hanno avuto solo due volte un effetto positivo e di grande rilevanza politica e mediatica: il world pride del 2000 ed il pride del 2007.

Il primo, frutto di un intuizione “messianica” del quale si è immediatamente sperperato il credito politico ottenuto, ricadendo nella trappola dei paletti di confine. Il secondo, frutto di un lavoro lucido che ha preso le mosse dagli “stati generali” della comunità, sta subendo lo stesso destino: il rischio concreto di perdere il pur poco credito mediatico e politico conquistato.

Lo scorso anno sostenevo la necessità di sfruttare le nuove tecnologie per costruire uno strumento di dibattito e di partecipazione. Ma mi rendo conto che non ci sono le condizioni. Queste cose accadono spontaneamente quando il terreno è pronto perché avvengano.

Quindi ciò che mi sento di dire all’assemblea è di tornare a concentrare parte del lavoro di tutti sull’obbiettivo della costruzione di una comunità nazionale aperta alla società e capace di dialogare con gli interlocutori politici di riferimento, portando istanze che sono frutto della partecipazione e non dell’elaborazione elitaria dei direttivi delle associazioni. Torniamo a lavorare o potenziamo l’impegno della solidarietà fra noi, aiutiamoci, sosteniamoci, lavoriamo insieme. Costruiamo progetti che abbiano un respiro nazionale e che vedano anche la cultura protagonista. Rendiamo patrimonio comune i successi locali e cerchiamo di estenderli altrove, avendo il coraggio e l’umiltà di imparare da chi ha fatto meglio, senza cercare incoronazioni e primati!

Ecco questo è il mio messaggio riassunto in poche parole: costruiamo la comunità lavorando sulla solidarietà, la cultura ed il dialogo. Quando la comunità sarà, sceglierà le forme e i modi con cui essere “rappresentata”.

Buon lavoro!

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Discriminazione: Matrimonio a Foggia, Luxuria denuncia. "Mi hanno vietato di fare da testimone".

A impedire al deputato del Prc di partecipare alle nozze della cugina, un ordine del vescovo. "Un fatto gravissimo, dimostra la lontananza dei vertici dalla comunità cattolica".

(La Repubblica) Altro che matrimoni gay. Se non sei eterosessuale alle nozze non puoi fare neppure da testimone. Questa, almeno, è la denuncia del deputato transgender del Prc, Vladimir Luxuria, che ha raccontato di aver dovuto rinunciare a fare da testimone al matrimonio della cugina, al Santuario dell'Incoronata, a Foggia, in seguito a uno specifico divieto imposto dal vescovo del capoluogo pugliese.

"E' un fatto gravissimo - accusa Luxuria - che dimostra ancora una volta la lontananza dei vertici ecclesiastici dalla comunità cattolica, sempre più aperta e tollerante". "Per quanto mi riguarda - racconta il parlamentare di Rifondazione - ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico. Sono una persona educata e rispetto i valori altrui, quindi mi sarei aspettata un atteggiamento altrettanto tollerante da parte del vescovo".

"Credo che questo divieto - attacca - non sia legittimo in quanto non mi risulta che tra i requisiti per fare il testimone non possa rientrare la mia persona. E' una faccenda che mi rattrista e non certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla". "Quanto accaduto non cambierà nulla rispetto ai sentimenti che mi legano a mia cugina e al suo compagno ma spero - conclude - che possa contribuire a far calare il velo di ipocrisia che spesso circonda gli 'affari' della Chiesa".

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Alwaleed: l’uomo più ricco del mondo arabo.


(Panorama) La sua giornata inizia alle 10 e termina alle prime luci dell’alba del giorno successivo.

Tra riunioni, dossier finanziari da analizzare e soci da consultare (come Rupert Murdoch, Bill Gates e Steve Jobs), è difficile pensare che gli resti il tempo per pregare cinque volte al giorno e per stare con i figli (due ore ogni pomeriggio).

Ma il principe Alwaleed bin Talab bin Abdulaziz al Saud, 52 anni, primo investitore straniero in America e uomo più ricco del mondo arabo (tredicesimo nella classifica di Forbes con un patrimonio stimato in 20,3 miliardi di dollari nel 2007), evidentemente ha energia e risorse sufficienti per reggere il ritmo dei suoi impegni.

Questo emerge nel ritratto che Pino Buongiorno ha realizzato per il numero di novembre di Panorama (il servizio inizia a pagina 26), e che ha fatto guadagnare al miliardario la First story del mese.

Ecco il video (in inglese) di una lunga intervista ad Alwaleed:


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Cristiano Malgioglio fa coming-out: "Coco mi ha spezzato il cuore".

"Partecipero' a Supervivientes, l'edizione spagnola dell'isola. In Spagna nessuno si stupisce se un gay e un etero sono amici".

(Italpress) "Coco mi ha spezzato il cuore, ha distrutto il mio desiderio di vincere 'L'Isola dei famosi'. Ora mi tocca fare un'altra 'Isola' per riprovarci: partecipero' a Supervivientes, l'edizione spagnola. In Spagna nessuno si stupisce se un gay e un etero sono amici".

Cosi' Cristiano Malgioglio, intervistato dal settimanale "Diva e donna", riparte dalla vicenda della nomination avuta dall'ex calciatore per raccontare un'amicizia che, comunque, resta: "Francesco e' il figlio che non ho avuto. Per lui rubavo l'acqua dolce per fargli la doccia e togliergli il sale dalla pelle, non potevo vederlo con la pelle screpolata".

E per fugare ogni dubbio dei maliziosi: "Coco e' etero al 100%". Non solo: "Dopo che Vittorio sull'Isola si e' innervosito tanto con Coco per quel 'famigerato panino' - spiega Malgioglio - Francesco ha promesso che, una volta finita la trasmissione, gli fara' recapitare, ogni giorno per un anno, un panino con il prosciutto. Non scherzo, Coco ha gia' preso nota dell'indirizzo di Vittorio".

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Torino pattina verso i mondali del 2010.

La Federazione internazionale assegna alla città delle Olimpiadi la competizione di figura. E nel 2009 tornano sulle piste del Sestriere le gare di Super G e Speciale maschili inserite nella Coppa del mondo. L´amore verso la danza sul ghiaccio era nato due anni fa con gli Europei a Palazzo Vela, prova generale per i Giochi.

(Fabrizio Turco - La Repubblica, edizione di Torino) Sotto la Mole forse qualcuno non se n´è ancora accorto, ma Torino è ormai universalmente nota come capitale mondiale del pattinaggio. L´ultima conferma di ciò che tutti in giro per il mondo sanno e riconoscono viene dalla Isu, la Federazione Internazionale, che ieri si è riunita a Losanna. Cos´hanno deciso i guru del ghiaccio? Che l´edizione del 2010 dei Mondiali di pattinaggio di figura si disputeranno proprio a Torino. L´appuntamento, che si svolgerà dal 22 al 28 marzo 2010, seguirà di un paio di mesi gli Europei che saranno ospitati sul Mar Baltico, a Tallin, in Estonia.
L´amore, ricambiato, di Torino con il pattinaggio trae origine ancor prima dell´Olimpiade: era l´inverno 2005, l´anno prima dell´appuntamento a cinque cerchi, e a Torino si disputarono gli Europei dalla doppia valenza. Accanto a quella prettamente sportiva, infatti, si respirava anche l´atmosfera da prova generale, test-event olimpico per verificare che tutto, a dodici mesi dall´evento degli eventi, fosse apposto. Fu in quell´occasione, nella splendida cornice del Palavela pieno come un uovo, che esplose il grande amore dei torinesi per i pattini. Un amore che si è trasformato con il tempo (e con l´Olimpiade) anche in grande competenza, come ha confermato un mese fa l´ultimo appuntamento di rilievo, quello con il galà del ghiaccio Top on Ice, che ha visto i più bravi al mondo (per intenderci da Plushenko alla Arakawa, da Carolina Kostner a Margaglio e Fusar Poli) sfidarsi sulla pista preferita. E come non bastasse a dicembre, dal 14 al 16, sempre al Palavela, le finali del Grand prix di pattinaggio di figura, per la prima volta in Italia.
Prima di approdare a Torino, le prossime edizioni dei Mondiali spetteranno a Goteborg, il prossimo anno, e a Los Angeles nel 2009. E così Torino dà la mano e lancia la sfida alla California.
Sempre ieri è stato reso noto che le piste olimpiche del Sestriere torneranno ad ospitare nel 2009 la prove maschili di Super G e Speciale della Coppa del mondo. Un doppio appuntamento fortemente voluto dalla Regione Piemonte e della Fondazione Top che rimargina la ferita ancora aperta del mancato arrivo del circo bianco nei due anni successivi ai Giochi (nalle foto Enrico Fabris) .

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Retata antigay in Malesia: 37 arresti. Li aspettano 20 anni di carcere e fustigazioni pubbliche.

Anche 2 stranieri tra coloro che sono stati arrestati dalla polizia all`interno di quello che era solo un fitness center.

37 uomini, di cui due stranieri, sono stati arrestati a Kuala Lumpur durante un raid della polizia in un club dove secondo le autorità, si praticava sesso gay. Il ritrovo aveva l'apparenza di un fitness center, e forse lo era davvero ma la polizia avrebbe trovato 6 scatole di preservativi non aperte e materiale pornografico gay.
In Malesia, paese di religione mussulmana, la sodomia viene punita con 20 anni di prigione e frustate pubbliche, come già nell'omofoba Arabia Saudita, dove se ti va bene la pena è di settemila frustate e in Iran, dove secondo Ahmedinejad i gay "non esistono".
La polizia è molto attiva in questo perodo e sta chiudendo tutti quei locali sospettati di omosessualità del paese.

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Grugliasco (To): "Sulle mani della Madonna sono apparse gocce di sangue". La comunità s'interroga.

La Curia si è fatta consegnare la statua della chiesa di Sant’Antonio.

(Patrizio Romano - La Stampa) Non vogliono sentir parlare di miracolo, ma che quello comparso sulle mani della statuetta sia il sangue di Maria non hanno dubbi. Nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, in via Tripoli a Grugliasco, da mesi non si parla d’altro. Da quando, nel pomeriggio di martedì 28 agosto, la statuetta della Madonna della Medaglia miracolosa (apparsa a Santa Caterina Labourè nel 1830, alla quale chiese di coniare, appunto, una medaglia), iniziò a sanguinare. Le mani rivolte al cielo si erano imperlate di sangue.

Poi, tutto rientrò nel tran tran quotidiano. Fino a domenica scorsa, quando al mattino don Sarino Ormando e altri due fedeli hanno visto di nuovo il sangue sulle mani della Madonnina. E questa volta è dovuta intervenire la Curia: statua sequestrata e foglietto sostitutivo lasciato al suo posto da don Benito, parroco della chiesa madre il Santissimo Nome di Maria a Torino.

«Di fronte a questi fatti bisogna essere molto prudenti - dicono dalla Curia -. Proprio per questo abbiamo deciso di prelevare la statua e portarla in un luogo riservato, dove verrà sottoposta a tutti i controlli e le verifiche del caso». Una posizione cauta che, se da una parte non intende alimentare fenomeni mediatici, dall’altra non esclude nulla sulla natura dei due episodi. Ma i fedeli non ci stanno.

«Quella statua è qui da sempre - rimprovera Grazia -. Dopo le analisi devono ridarcela». «Se non lo fanno sarà battaglia - promette Ines -. E guai se va alla chiesa madre». L’entusiasmo è tangibile. «La prima volta, ad agosto, sono arrivata subito dopo l’evento - racconta Vincenzina -. Quando ha iniziato a sanguinare, verso le 15, c’erano don Sarino e Maria, un’anziana della chiesa, che recitavano il rosario». «Il parroco era agitato e piangeva - confida Nino - mi ha chiamato al telefono e ripeteva: la Madonna sta sanguinando». «Tutti volevano vedere - ricorda Ines -. Per toccarla e metterle un rosario l’hanno quasi fatta cadere».

Sul fatto che sia sangue e di Maria non si discute. «Ci crediamo, eccome - ribattono -. Non è un bel segno, perché significa che qualcosa non va, visto che lei sanguina, ma ci chiama a pregare, ad aprire il cuore e a convertirci». Nessuna incertezza sul fatto che qualcuno possa aver barato. «C’era sempre don Sarino e alcuni fedeli - conferma Ines -. Impossibile». Ma perché a Grugliasco? «Allora perché Fatima? Perché Lourdes? - si domanda Ines -. Anche il prete se lo chiedeva: perché qui? perché a me?». Qualcuno non ci crede. «Dicono che siano solo stupidaggini». Don Sarino, intanto, tace. «Il vescovo mi ha vietato di parlare di questo», ripete. Però agli amici parla: «Un'emozione grandissima, da piangere». Poi si mette in prima fila e prega. Anche ora, che al posto della statua c'è il vuoto, con i suoi fedeli, va avanti nel suo rosario e aspetta che torni la Madonnina.

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Il ricordo di Lo Giudice: Addio Massino, pioniere gay.

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Lo Giudice, Grillini e Massimo Consoli commemorano Alfredo Ormando di fronte alla Basilica di San Pietro, il 13 gennaio 2004

Il 20 novembre 1971 veniva diffuso, su fogli ciclostilati, il primo documento militante gay italiano, Il Manifesto per la Rivoluzione Morale: L’Omosessualità’ Rivoluzionaria”. Autore era un giovane romano di venticinque anni, Massimo Consoli, che dopo avere girato l’Europa, soprattutto i paesi del nord, si era messo in testa di importare in Italia quel fermento culturale e sociale che stava cominciando a diffondersi in Olanda, in Germania, in Scandinavia. Da lui e da pochi altri pionieri avrebbe preso il via da lì a poco il movimento omosessuale italiano. Massimo Consoli se n’è andato nelle prime ore di domenica. Infaticabile ricercatore, scrittore, animatore, pubblicista, archivista, ha anticipato e poi attraversato da protagonista trentacinque anni di movimento gay italiano. Ci ha lasciato quaranta suoi libri di cultura e storia lgbt e un’importante collezione documentaria e libraria che è stata rilevata dall’Archivio di Stato. Ma, soprattutto, ci ha lasciato l’esempio di un inarrestabile militante sempre in prima fila, che si trattasse di commemorare la morte di Alfredo Ormando o di sfilare a un Pride.

Massimo ha avuto due famiglie. La prima è quella formata da Lorenzo, il giovane amico che ha voluto con forza adottare, Malika, moglie di Lorenzo, e i due nipotini che gli hanno dato la gioia di essere nonno. La seconda è la rete di amicizie nata all’interno di quella comunità lgbt che aveva contribuito a creare. Pochi giorni prima della sua morte ci ha fatto inviare da Lorenzo un’ultima mail: “Mio padre mi incarica di dirvi che siete stati e siete lo scopo della sua vita. Vi ha sempre voluto bene, vi vuole bene e spera che anche dove sta per andare sia possibile continuare a volervi bene”. Anche noi te ne vogliamo, Massimo, e ti siamo riconoscenti per il tanto che ci hai dato.

Sergio Lo Giudice.

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Arrivano i discount dell'arte

Il Kunstsupermarkt(Panorama) Il parallelo è molto semplice: negli ultimi anni, a causa dell’aumento del costo della vita si sono diffusi un po’ ovunque i discount, supermercati dove trovare prodotti non di marca, a prezzi bassi. Allo stesso modo, visti i costi vertiginosi e decisamente spropositati del mercato dell’arte, a Vienna qualcuno ha pensato bene di aprire un discount dell’arte: il M-ars. In vendita si trovano “prodotti” di artisti solitamente non famosi ma promettenti e i prezzi sono ovviamente da discount: si parte da 9 euro per un disegno ai circa 900 per un dipinto di grandi dimensioni.

L’idea è stata partorita da Christian Smretschnig, artista a sua volta, che si avvale però della consulenza di critici d’arte e direttori di musei. Qualcosa del genere esiste anche in Germania, che non a caso è anche la patria d’origine degli hard discount: il Kunstsupermarkt che ha sedi a Francoforte, Berlino, Sylter e Malburg, ma dispone anche dello shop online dove è possibile acquistare, a prezzi da discount, opere d’arte di vario genere.

Via Exibart

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Studentesse Ue e prostituzione: «Faccio sesso per pagarmi gli studi».

Diverse inchieste condotte nei Paesi dell’Ue hanno rilevato che molte studentesse universitarie si prostituiscono per pagarsi gli studi. Un fenomeno diffuso e in continua espansione.

(Elisa Marengo - Caffè Babel) «Sono andata a letto con più di quaranta uomini in due mesi. Ero al primo anno di college e guadagnavo circa mille sterline a settimana. Con il lavoretto di prima non prendevo abbastanza, adesso invece ho più tempo per studiare e divertirmi», ha dichiarato al settimanale studentesco Varsity, una studentessa inglese. E come lei tante altre ragazze. Tutte iscritte alla prestigiosa Università di Cambridge che, secondo la recente inchiesta condotta dal giornale britannico, al posto di fare le baby sitter o vendere appunti ai compagni di corso, prediligono indossare autoreggenti e body di pizzo per far quadrare i conti a fine mese.

Ragazze in vendita
Studiare costa. E non è una novità. E se alle tasse universitarie ci aggiungiamo l’affitto, la spesa settimanale, i viaggi per tornare qualche volta a casa, resta ben poco nelle tasche degli studenti. Molti si arrangiano facendo lavoretti saltuari: dal cameriere, alla commessa, al call center e, nel migliore dei casi, dando ripetizioni. Ma non tutti hanno voglia di sacrificare le ultime ore della giornata per poche decine di euro. E allora perché non pensare di vendere il proprio corpo, virtualmente o meno, per guadagnarsi da vivere? Già secondo uno studio condotto dal sindacato studentesco Sud-Etudiant e riportato nell’ottobre 2006 dal quotidiano francese Le Figaro, un piccolo esercito di circa 40mila ragazzi tra i 19 e i 25 anni (per la maggioranza donne), vende il proprio corpo per mantenersi gli studi. Un fenomeno non solo francese, ma che si allarga a macchia d’olio anche in altri Paesi dell’Ue, come la Polonia o il Regno Unito dove per fare l'università bisogna quasi essere miliardari. In l'Inghilterra, secondo un sondaggio realizzato dalla prestigiosa Kingston University, su 130 studenti, un giovane su dieci ammette di conoscere studentesse che lavorano in night club o fanno le accompagnatrici. Il motivo scatenante è sempre il denaro. Basti pensare che la tassa di iscrizione per entrare nelle università del Regno Unito si aggira intorno ai 4.500 euro all'anno.

Diario di una webcamgirl
Anche in Italia il fenomeno sembra essere piuttosto diffuso. Proprio lo scorso anno nel campus dell’Università della Calabria (Unical), fu scoperto un giro di ragazze Erasmus che ricevevano altri studenti negli alloggi per fare sesso a pagamento. Ma non sempre si tratta di vera e propria prostituzione. Molte volte basta semplicemente una webcam e collegarsi a un sito di voyeur disposti a pagare anche 150 euro (70 per l’agenzia e 80 per la ragazza), per dieci minuti di conversazione con una fanciulla in biancheria intima. «In un mese riesco anche a guadagnare 3000 euro per poche ore al giorno comodamente seduta davanti al mio pc», ha dichiarato in un’intervista rilasciata al portale StudentiMagazine, Morgana, 22 anni, studentessa di scienze politiche alla Sapienza di Roma. Basta inserire sulla barra di Explorer l’indirizzo www.ragazzeinvendita.com, per comprendere immediatamente come il fenomeno sia molto più diffuso di quel che si pensa. Un mondo virtuale dove giovani “webcamgirl” alcune delle quali studentesse, si mettono in mostra, si raccontano, si filmano in cambio di facili e consistenti guadagni. Come Helen che ha addirittura scritto un libro Diario di una webcamgirl (ed.Mursia), dove parla della sua vita, delle sue scelte e del suo mondo dietro una web.

C’è poi chi preferisce l’anonimato e si accontenta di vendere on-line, agli amanti del fetish, la sua biancheria intima usata. «Vuoi i miei slip appena indossati? Con 13 euro puoi averli», scrive una studentessa 18enne su un portale di abbigliamento vintage di Milano. Se poi, abbinati a perizoma e reggiseno, si vogliono ricevere anche le foto con la biancheria indossata è sufficiente pagare un po' di più. Niente incontri però, tengono a precisare le inserzioniste. Tutto deve rimanere rigorosamente virtuale.
Non c’è che dire. C’è né davvero per tutti i gusti. Ma a quale prezzo?

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Precisazione ideologica del Cardinale Caffarra: bimbi musulmani devono sapere del Natale.

(Sassuolo 2000) "Gli insegnanti che hanno in classe dei bimbi musulmani non devono nascondere loro la natura religiosa e cristiana del Natale. In caso contrario compirebbero un' azione ideologica". Lo ha detto il Cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, aprendo il corso per genitori, insegnanti e catechisti della parrocchia di Castel San Pietro Terme.
''Fra qualche settimana sarà Natale - ha detto il cardinale in un passo della relazione -. Può essere che ci sia qualche insegnante nelle scuole che, per rispetto a qualche bambino musulmano presente in aula, presenti il Natale come la festa del solstizio, con l'inevitabile presenza di Babbo Natale, e gli immancabili sermoni sulla pace e la solidarieta'. Si trasforma cioè una narrazione storica in un 'mito' che offre lo spunto per esortazioni moralistiche''. Secondo Caffarra, in questo modo ''si compie in realtà un'operazione ideologica, che viene imposta al bambino, sradicandolo dalla tradizione in cui vive''.

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Ravenna: Il registro delle unioni di fatto spacca la maggioranza in comune. Apertura dela Curia, "Non lo condividiamo ma se ci sarà ce lo terremo"

(Annamaria Corrado - Il Resto del Carlino) Il registro delle unioni di fatto spacca la maggioranza in consiglio comunale e costringe i consiglieri a più di tre ore di discussione. Risultato di questa maratona, non priva di ‘mal di pancia’ e sospensioni, è l’approvazione di un ordine del giorno ‘tecnico’ presentato all’ultimo minuto dal capogruppo dell’Ulivo, Andrea Maestri, che impegna Giunta e uffici a «recepire e tradurre in atti concreti gli orientamenti maturati durante la seduta».

La votazione si consuma quasi a mezzanotte con 9 voti contrari dell’opposizione e 23 favorevoli della maggioranza, ad eccezione dei quattro consiglieri della Margherita Matteo Cavicchioli, Valter Fabbri, Gianni Bessi, Andrea Casadio e del diessino Daniele Perini, che si astengono. Diversità di vedute anche in casa dei repubblicani, rappresentati a Palazzo Merlato da due consiglieri, che al momento di decidere scelgono strade diverse: Paolo Gambi quella del ‘sì’ all’ordine del giorno, Alberto Fussi quella di disertare la votazione. Che la discussione sarebbe stata accesa si era capito da subito. Dall’intervento iniziale di Laura Fedriga, prima firmataria della petizione sull’istituzione di un registro di unioni civili che, promossa dall’assemblea delle donne ‘Usciamo dal silenzio’, è stata firmata da oltre duemila ravennati. E dalle smorfie di alcuni consiglieri man mano che la relazione di Laura Fedriga tocca temi come il riconoscimento delle unioni civili e del diritto di adozione alle coppie omosessuali. Inequivocabile l’espressione dell’assessore Pericle Stoppa, da non lasciare dubbi su quale sarà il suo voto in Giunta sull’argomento. La sala preconsiliare è affollata dai firmatari della petizione. Poi, nel giro di pochi minuti, la discussione si ‘incarta ’ su questioni tecniche e di regolamento. Opposizione e maggioranza ritirano gli ordini del giorno collegati. Il dibattito si concentra sull’unico rimasto, quello presentato da Maestri, e sulla sua ammissibilità, contestata dall’opposizione. Il presidente del consiglio comunale, Valter Fabbri, in pieno ingorgo procedurale, è costretto a sospendere la seduta e a riunire i capigruppo per prendere una decisione.

Dieci minuti dopo l’annuncio che l’ordine del giorno, definito per tutta la sera dall’opposizione ‘vago e indefinito’, è ammissibile. «Il tema delle unioni civili divide sia il centrodestra che il centrosinistra — dice a fine seduta il sindaco Fabrizio Matteucci — e questo si sapeva. Ma non credo che la famiglia debba sentirsi minacciata dalle unioni di fatto. Sono consapevole che il registro ha un valore simbolico e che deve essere inserito in un quadro legislativo. Ma esiste un problema pratico di riconoscimento dei diritti. Non è accettabile la clandestinità degli affetti. Per questo sono favorevole alle unioni di fatto anche tra persone dello stesso sesso, ma non al fatto che possano adottare figli».

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Eccoli: Dieux du stade 2008 - Prima parte.

Sono finamente arrivati in rete alcuni spezzoni del DVD Dieux du Stade 2008.
Ecco un primo assaggio.
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Coco, dall'Isola ai QPR di Flavio Briatore.

(Sports.it) Dall'"Isola dei famosi" ai QPR il passo è breve. Almeno per Francesco Coco (30 anni) che ha abbandonato il reality in cerca di una squadra che gli dia la possibilità di giocare ancora. Nonostante infortuni, errori di valutazione e parentesi modaiole per offrire temi di cui discutere, il difensore vuole rientrare a pieno titolo nel mondo del calcio giocato. Ed ecco che l'occasione gli viene offerta da Flavio Briatore, patron del club britannico.

"Voglio tornare ad essere un gicatore di calcio -ha dichiarato una volta uscito dal reality di Simona Ventura-. Il pallone è la mia vita. Per riprendere a giocare devo sposare un progetto in cui possa mettere amore, e questo posso farlo solo con il Milan. Sono pronto anche a giocare gratis, pur di riprendere la mia maglia numero 77. Sono aposto fisicamente e di testa. Il calcio è come una fidanzata. Ti accorgi di amarla tanto quando non ce l'hai più". Nessuna risposta dalla società rossonera all'appello di Coco. ad accontentarlo, però, ci sarebbe il manager della Renault.

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Dove vivono le famiglie gay?

(River) Un sito specializzato in statistiche di ogni genere sulle città americane, ha calcolato la classifica delle prime 100 città per numero di famiglie omosessuali.

Al primo posto c’è la sconosciuta Wilton Manors, in Florida: ha il 5,4% di famiglie omosessuali conviventi.
Al secondo posto la più nota West Hollywood, in California (4,2%), dove ha avuto la fortuna di vivere anche River.
Segue al terzo posto Palm Springs (4,1%), mentre la famosa Key West è al settimo (3,1%). San Francisco si piazza al decimo, con un 2,7%.

E in Italia? In assenza di classifiche più o meno ufficiali, una River-stima: prima Milano; seconda Bologna, terza Roma.
Un’ultima considerazione: le percentuali mi sembrano basse. Sarà che i gay sono più creature single?

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