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domenica 7 settembre 2008

Il wrestler decadente di Aronofsky trionfa a Venezia.

The Wrestler vince il Leone d'oro, a Orlando va la Coppa Volpi.
(Chiara Renda - Mymovies.it) Come previsto dagli ultimi pronostici è il film di Aronofsky The Wrestler a vincere questa 65^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il wrestler sconfitto di Mickey Rourke, dopo anni costretto a lavorare in un grande magazzino praticando il wrestling nelle palestre dei licei, ha conquistato la Giuria presieduta da Wim Wenders. All'interno di un festival che negli ultimi anni ha privilegiato l'Oriente, è stato forse proprio merito del regista tedesco ormai naturalizzato americano se a spuntarla quest'anno è stato un film targato USA. Il regista Aronofsky, che già nel corso della sua non lunghissima carriera aveva esplorato il tema del fallimento, ha stavolta dato prova (dopo il troppo sperimentale L'albero della vita, a Venezia due anni fa) di saper raccontare gli angoli più bui dell'animo di un uomo decaduto.
Se il Premio Speciale per la Regia è andato al russo Paper Soldier di Aleksei German jr. (vincitore anche dell'osella per la miglior fotografia), e il Gran Premio della Giuria a Teza di Haile Gerima (anche osella per la miglior sceneggiatura), il cinema italiano è riuscito a portare a casa due premi: la Coppa Volpi come miglior attore protagonista a Silvio Orlando (per il film di Pupi Avati Il papà di Giovanna) e Il Premio De Laurentiis miglior opera prima alla rivelazione Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio. La Coppa Volpi come miglior attrice protagonista è andata invece a Dominique Blanc per il film L'Autre di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, anche se molti avrebbero preferito la "ragazza interrotta" Anne Hathaway per il Rachel Getting Married.

A Inju, la bête dans l'ombre di Barbet Schroeder è andato il Leone speciale per l'insieme dell'opera, mentre alla giovane Jennifer Lawrence del film di Arriaga (The Burning Plain) è andato il Premio Mastroianni come miglior emergente.
Vista la difficoltà nel concordare i premi tra i membri della giuria, Wim Wenders ha chiesto di riconsiderare le regole di premiazione, che proibiscono la sovrapposizione tra i tre premi maggiori. Il suo era un riferimento all'impossibilità di premiare Mickey Rourke con la Coppa Volpi.


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venerdì 5 settembre 2008

Il trailer di Milk, nuovo film di Gus Van Sant. E a Milano nasce un circolo gay col suo nome.

(Cineblog) E’ uno dei film più attesi della prossima stagione, e tra i più contesi dai vari festival internazionali, e oggi ci regala il primissimo trailer. Parliamo di Milk, ritorno in sala di Gus Van Sant, con Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna e Josh Brolin. In uscita nei cinema americani il prossimo 5 dicembre, il film, costato solo 15 milioni di dollari, sarà un biopic su Harvey Milk, primo politico apertamente omosessuale ad essere stato eletto in un incarico pubblico negli Usa, per essere poi ucciso nel 1978 assieme al sindaco di San Francisco da un omofobo.

Ad interpretare Harvey Milk un trasformato Sean Penn, per molti serio candidato ai prossimi Oscar grazie proprio a questa interpretazione. Sarà così? Nell’attesa di sapere quando anche noi italiani potremo vedere il film in sala, cliccate pure su continua, c’è lo splendido trailer di Milk che vi aspetta. E diteci… che ve ne pare? A mio avviso qui si sente profumo di nominations…
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Un'altra notizia particolarmente importante è la nascita di un circolo culturale gay non facente parte dell'Arcigay. Si chiama Milk appunto ed è nato da una costola del Cig Arcigay milanese in quanto i fondatori sono un gruppo dissidente del Cig appunto. Che sia nato finalmente un Mario Mieli milanese che sia più attivo dell'attuale Comitato provinciale dell'Arcigay? Staremo a vedere, per il momento in bocca al lupo.

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mercoledì 27 agosto 2008

New York, I Love You: le prime immagini del film corale con Johansson e Portman registe.

Natalie Portman sul set del film

(Panorama) Le prime immagini del film corale New York, I Love You circolano ormai sul web. Il trailer della pellicola dichiarazione d’amore all’amore stesso e alla “città che non dorme mai” e “mai smette di sognare”, come dice il teaser, è stato appena rilasciato. Si possono intravedere spezzoni dei dodici episodi, firmati da altrettanti registi, che inscenano storie romantiche che hanno per sfondo l’Empire State Building, i ponti di Brooklyn e Manhattan o i grandi teatri di Broadway. Mentre volti ben noti come Orlando Bloom, Robin Wright Penn, Christina Ricci e Shia LaBeouf attraversano le strade newyorchesi.
Il primo trailer americano da YouTube:

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A firmare i dodici episodi, che hanno gli stessi produttori - e lo stesso formato - del famoso Paris, je t’aime (2006), sono Yvan Attal, Allen Hughes, Shunji Iwai, Wen Jiang, Joshua Marston, Mira Nair, Brett Ratner, Andrei Zvyagintsev, Fatih Akin, Randall Balsmeyer, Shekhar Kapur, che sostituisce per la storia “Upper East Side” Anthony Minghella, il regista de Il paziente inglese, deceduto poco prima dell’avvio della produzione. Oltre a questi, è da annotare l’esordio dietro la macchina da presa delle due attrici Scarlett Johansson e Natalie Portman. Ed è stato proprio il cortometraggio girato dalla Portman a suscitare polemiche. Nel teaser la diva d’origine israeliana è in abito da sposa, in procinto di unirsi in matrimonio secondo la tradizione hassidica, il ramo più ortodosso del giudaismo. L’attore che interpretava il suo promesso sposo, Abe Karpen, professa la fede hassidica e ha dovuto lasciare le riprese in seguito a pressioni da parte della sua comunità religiosa che è contro il cinema, la televisione e internet.

In altre scene del trailer compaiono un solitario Kevin Bacon seduto di fronte l’oceano, Orlando Bloom che apre la porta a una Chrstina Ricci che nasconde il viso dietro un libro, Hayden Christensen che si scontra per strada con Andy García, il giovane Shia LaBeouf insieme alla veterana Julie Christie, interprete della scena scritta da Minghella. Ci sono anche Ethan Hawke, Chris Cooper, Rachel Bilson, John Hurt… Un cast ricco di star.
Il film sarà presentato in anteprima il mese prossimo al Toronto Film Festival e dovrebbe uscire nelle sale americane a metà febbraio 2009.

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Orlando Bloom e Christina Ricci sul set

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martedì 26 agosto 2008

Cinema. Quel bacio tra Jim Carrey ed Ewan McGregor.

(Fonte Cineblog) I love you, Phillip Morris è tratto dal romanzo dello scrittore giornalista Steve McVicker, adattato per il grande schermo dagli sceneggiatori e registi Glenn Ficarra e John Requa. Racconta l’incredibile storia vera di Steven Russell (Jim Carrey), padre di famiglia specializzato in truffe che, innamoratosi del compagno di cella Phillip Morris (Ewan McGregor), dopo che quest’ultimo viene liberato, tenta quattro volte (in maniera sempre più fantasiosa) la fuga dal carcere per poterlo raggiungere. Il libro fu scritto con il permesso e la collaborazione di Russell (tutt’ora ‘ospite’ di un carcere di massima sicurezza), sollevando un grosso scalpore negli States.

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Venezia. Lusso e beneficenza, la mostra parte a razzo con Clooney e Pitt.

Domani il via alla 65ma edizione Attese subito le due star e l´omaggio al "couturier" Valentino. Stasera i due attori partecipano a un galà di beneficenza per il Darfur. Giovedì giornata dedicata al film sullo stilista italiano con festa alla Fenice.

(Natalia Aspesi - La Repubblica) La tre giorni della coppia più bella e celebre del mondo, quella composta da George Clooney e Brad Pitt, comincia stasera in vesti filantropiche a un fastoso ricevimento di beneficenza, prosegue domani alla 65ma Mostra del Cinema in quanto attori protagonisti del film di apertura Burn after Reading dei fratelli Coen, si chiude dopodomani, quando, travestiti da semplici Vip, saranno tra gli spettatori del documentario dedicato a uno, pare impossibile, ancor più celebre di loro, il couturier Valentino. Sono Clooney e Pitt i divi americani del momento, l´uno esemplare scapolone impenitente e da poco sfuggito a un tentativo di fidanzata, l´altro sposo da manuale della magnifica Angelina Jolie e padre di numerosi piccini più o meno adottati e degli ultimi loro gemellini neonati, a fare da cerniera, ad assicurare il perfetto equilibrio, ormai indispensabile alla sopravvivenza di qualsiasi festival, tra impegno e mondanità, tra moda e beneficenza, tra risate e lacrime, tra politica e cultura, tra rigore e relax, tra cinefilia e gossip.
I massimi fremiti di attesa, con interi aerei di bel mondo in arrivo dagli Stati Uniti, riguardano la celebrazione non di un venerato Maestro dello schermo ma del mitico "ultimo imperatore" della moda, appunto Valentino, che il giornalista-scrittore-regista americano Matt Tyrnauer ha eletto a suo business personale, con articoli, biografie e questo molto atteso documentario. Il 28 agosto il culto verrà diviso in due tempi di diversa solennità e frivolezza e cioè: un "petit tapis rouge", come detto dall´entourage dello stilista, in Sala Grande al Lido la mattina, affinché il popolo possa applaudire sia Valentino Garavani che il socio Giancarlo Giammetti, ambedue "in person" e in splendida forma fisica avendo all´uopo appena soggiornato a Merano da Chenot. E un "grand tapis rouge" la sera a Venezia, nell´incanto dorato del Teatro La Fenice, pubblico speciale con strascico nel famoso rosso Valentino e forse diademi. Segue party notturno offerto dai direttori di "Vanity Fair Italia" (Luca Dini), e di "Vogue Italia" (Franca Sozzani, qui anche come mamma di Francesco Carrozzini che con Giacomo Gatti presenta nella sezione Corto Cortissimo il film "1937"), negli incanti del giardino e delle sale del museo Peggy Guggenheim affacciati sul Canal Grande. Contemporaneamente la cinecultura, sdegnosa di ricevimenti, superlusso e "celebrity", si godrà austeramente, in Sala Grande al Lido, "l´autodistruzione di un artista giapponese" (Achille e la tartaruga di Takeshi Kitano) seguito da una "storia tedesca di amori non redenti" (Jerichow di Christian Petzold), tutti e due in concorso.
Le due anime della Mostra saranno evidenti soprattutto nella separazione di questa sera: ci sarà una festa di popolo, gratuita e colta, a Campo San Polo per festeggiare il Leone alla carriera ad Ermanno Olmi, con proiezione del suo La leggenda del Santo bevitore, segue cena per tutti, anche quella gratis, offerta dai comuni di Asiago, dove il meraviglioso regista vive. Contemporaneamente i Granai della Repubblica, alla Giudecca, ospiteranno la festa di beneficenza (nell´ambiente chiamata rigorosamente "charity"); ad accogliere gli invitati che si sperano ricchi e generosi, ci saranno sempre loro, George Clooney e Bred Pitt, fondatori dell´organizzazione internazionale "Not on our watch" (Non sotto i nostri occhi) che in questo momento si occupa dei rifugiati del Darfur. Anche in questo caso c´è lo zampino della moda oltre che quello del cinema: infatti a sponsorizzare l´evento è la Belstaff, azienda d´alta moda, che ha anche disegnato una edizione limitata e speciale della automobile Audi, il cui ricavato andrà alla fondazione dei due divi, di esemplare e infaticabile impegno non solo umanitario ma anche politico.
Domani, per l´apertura della Mostra, non mancherà il nuovo ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che il giorno dopo porrà la prima pietra del nuovo Palazzo del cinema annunciato ogni anno da 40 anni. Tra un tripudio di divi (oltre ai più volte sunnominati, anche Tilda Swinton, Xenia Rappaport, Uma Thurman. Gwyneth Paltrow, Kim Basinger, Claudia Cardinale e altre italiane) spiccherà come star addirittura un "orologio-couture" cioè un pezzo unico tutto di brillanti, creato da Alberta Ferretti per il gioielliere Chopard, al polso della luminescente Claudia Schiffer. Moda, lusso, arte e cinema il 1° settembre a Palazzo Grassi, mentre al Lido un pubblico non meno colto ma anche meno fashion e più ligio ai doveri della Mostra, godrà intensamente gli scontri tra fazenderos e indios di La terra degli uomini rossi dell´italiano Marco Bechis. Tra le opere d´arte mercantile della collezione Pinot, verrà assegnato il premio Gucci Group da una giuria composta tra l´altro dal direttore della Mostra del cinema Marco Muller, da Isabelle Huppert e dall´artista ex marito di Cicciolina Jeff Koons, a un artista che si cimenti anche col cinema, tipo Julian Schnabel che l´anno scorso ha vinto con il premiatissimo Lo scafandro e la farfalla e che quest´anno concorre con Lou Reed´s Berlin, sulla lunga performance del cantante a Brooklyn nel 2006. Favoriti sembrano essere Isaac Julien per Derek, dedicato al regista Jarman morto di Aids, scritto e raccontato da Tilda Swinton, e Steve McQueen per Hunger, sulle ultime settimane di vita di Bobby Sands morto in carcere per lo sciopero della fame e premiato come opera prima all´ultimo festival di Cannes.

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mercoledì 6 agosto 2008

Britney shock: sarà una lesbo killer per Tarantino?

Britney Spears

(Panorama) Incredibile ma vero: Britney Spears è stata contattata da Quentin Tarantino per interpretare il ruolo di una lesbica assassina nel remake del film cult del 1965 Faster Pussycat! Kill! Kill! La protagonista della pellicola diretta da Russ Meyer era una strip dancer completamente fuori controllo che uccide un uomo con le sue mani. Il regista americano è convinto che Britney sia la persona giusta per quel ruolo, mentre la popstar è certa che un ruolo così inusuale potrebbe rivelarsi decisivo per risollevare le sorti della sua carriera dopo gli anni bui trascorsi tra ospedali e centri di disintossicazione.
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Una scena di Faster Pussycat! Kill! Kill!

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martedì 5 agosto 2008

Anniversari. Il 5 agosto del '62 moriva Marylin.

(Sky tg24) 46 anni fa moriva un mito: Marilyn Monroe. L'attrice icona di bellezza a soli 36 anni veniva ritrovata esanime nella sua casa di Los Angeles. Un cocktail fatale di barbiturici e alcol l'ipotesi più accreditata, ma ancora oggi c'è chi parla di omicidio.
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Sex and the City, special guest star: Matthew McConaughey.

(Blog a puntate) Continua la singolare avventura delle tre newyorkesi di Sex and the City a Los Angeles e man mano che le ore passano Carrie (Sarah Jessica Parker), Miranda (Cynthia Nixon) e Samantha (Kim Cattrall) cominciano a sentire sempre di più la nostalgia della loro New York dalla quale hanno deciso di evadere pensando di trovare pace e serenità nella meno frenetica e più rilassata California.

L’episodio è ancora il tredicesimo della terza stagione “Escape from New York”, in italiano “Fuga dalla città” e niente pare andare come dovrebbe. Carrie ha incontrato la terribile Debbie (Sarah Michelle Gellar) che le ha comunicato, dopo una serie di irritanti dndovinelli, chi è il misterioso attore interessato a produrre un film prendendo spunto dalla famosa rubrica curata dalla scrittrice sul New York Star : Matthew McConaughey (nel ruolo di se stesso, magari un po’ fuori di testa…).

Carrie, con la macchina intonata alle sue scarpe ma con cambio manuale che ha affittato appena arrivata in città e non sa guidare, arriva negli studi cinematografici dove l’attore l’aspetta per discutere del progetto ma nulla sembra andare per il verso giusto. Anzi! Le domande che McConaughey le pone rispetto alla fine della sua storia con Mister Big, non fanno altro che deprimerla ancora di più e farle desiderare di tornare a casa…
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venerdì 1 agosto 2008

Christopher Isherwood e di Don Bachardy. La più bella coppia gay nella Hollywood degli anni '50.

Christopher Isherwood and Don Bachardy: Chris & Don.

«Chris e Don, a love story» di Guido Santi e Tina Mascara. Trent'anni di differenza di età e una vita da inseparabili. La storia di Christopher Isherwood e di Don Bachardy, in questi giorni nelle sale Usa, viene raccontata attraverso un materiale inedito, decine di ore di pellicola a colori, girata da loro stessi o dagli amici. Ecco allora le feste con Anthony Perkins e Montgomery Clift, i tuffi in piscina con Stravinskji, l'incontro a Tangeri con Paul Bowles.
(Luca Celada - Il Manifesto) Quando Christopher Isherwood arrivò a Los Angeles nel 1939 in cerca, come scrisse all'epoca, «di una nuova patria artistica», finì nel mondo solare e slavato delle colline hollywoodiane, le spiagge di Santa Monica lontane anni luce dalla fuliggine dell'Europa sul baratro della guerra. Trovò una Hollywood nel pieno fermento pre-maccartista, piena di intellettuali attirati, i più solo temporaneamente, dalle sirene dello «studio work» e la promessa dei soldi fatti col cottimo delle sceneggiature, da Fitzgerald a Faulkner a Brecht. Ma Isherwood - già acclamato per il suo Goodbye Berlin, che proprio da Hollywood verrà poi adattato nel Cabaret di Bob Fosse - fu l'unico a non denigrare i movies e anzi ad ammettere di aver appreso, dal lavoro di sceneggiatura, sintesi ed economia del linguaggio, una scrittura cinematografica. Lo apprendiamo in Chris & Don, a Love Story, l'esauriente ed emozionante documentario di Guido Santi e Tina Mascara uscito nelle sale americane, un film lontano dalla pura biografia che narra di Isherwood e di Don Bachardy, il giovane adolescente di cui nel 1950 si innamora su una spiaggia di Pacific Palisades e con cui instaura una storia di amore e di creatività che - sullo sfondo di una Hollywood glamour e intrigante - dura una vita intera e più.

Il documentario si avvale di un vero tesoro scovato da Santi e Mascara: decine di ore di pellicola 16mm a colori inedita, girata dalla stessa coppia e dai loro amici hollywoodiani. Il materiale ci regala le scene più preziose del film: irrorati di luce californiana, diafana come una ballata di Chet Baker, ecco Chris e Don sul bordo della piscina con Igor Stravinskij, in riva al mare con EM Forster, alle feste con Anthony Perkins e Montgomery Clift. Don e Chris in crociera per Londra che si fermano a Tangeri in visita a Paul Bowles, sul set di John Ford a Monument Valley e ancora in straordinarie immagini mai prima viste, sul set de La Rosa Tatuata, ospiti dell'amico Tennessee Williams, con Anna Magnani e Burt Lancaster a Key West. Materiale di inestimabile valore filologico e storico, tra l'altro, per la scene gay (o queer che era il termine favorito all'epoca) di cui Isherwood e Bachardy divennero gli alfieri, la coppia più «out» in una Hollywood ancora profondamente «in the closet».

Un'omosessualità vissuta apertamente, quindi in modo rivoluzionario, da Isherwood e dal giovane amante con cui instaura il rapporto di padre/compagno, maestro/amico, soffuso di tenerezza, che è un filo conduttore del film e della storia. Ecco i viaggi: Londra, Parigi, Venezia; gli amici importanti, Truman Capote, Somerset Maugham, Aldous Huxley e i salotti letterari in cui Isherwood plasma l'amante-ragazzo, che giunge ad assumere i gusti, i manierismi, perfino l'accento di Cambridge, una «effettiva clonazione», come nel film rammenta John Boorman, uno dei tanti amici della coppia a portare la loro testimonianza.

Più che guidare, i registi invitano il nostro sguardo in una storia letteraria, eccezionalmente intima, raccontata da Bachardy, oggi pittore affermato della generazione di David Hockney (autore del celebre ritratto della coppia seduti sulle poltrone di vimini nella loro casa di Santa Monica). Affabile e brillante, confessa alla cinepresa i propri ricordi con struggente lucidità, rievocando una vita artistica vissuta appieno e un amore ugualmente appassionato. Nella città adottiva di Los Angeles abbiamo incontrato Mascara e Santi, quest'ultimo genovese, formatosi all'Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi prima di studiare cinema alla Usc.

Qual è stato l'elemento cruciale per il successo del film?
Nel fare un documentario è importante un rapporto di fiducia con il soggetto, con le persone che partecipano al lavoro. Con Bachardy il fatto di aver instaurato un'amicizia ci ha sicuramente aiutati perché il film è Don Bachardy. È lui a narrare la sua storia, la sua relazione con Isherwood. E anche le difficoltà che questa comportava, come quando, appena ventenne, doveva ancora trovare la sua vocazione di artista. Si è dato interamente al film e se il documentario ha dei momenti emozionanti è perché Don è stato estremamente generoso con noi e non ha mai cercato di evitare le domande, anche indiscrete, che gli abbiamo rivolto. Credo che il film - per quanto sia comunque un documentario d'amore - non sia sentimentale, non vuole essere un testamento sdolcinato. È anzi abbastanza onesto nell'affrontare gli alti e i bassi di un rapporto che in realtà è come tutte le altre relazioni affettive, al di là dell'orientamento delle persone, uomo-donna, donna-donna o uomo-uomo.

Avete usufruito di uno straordinario repertorio...
Un giorno, dopo una cena, mentre raccontava dei loro viaggi, Bachardy mi ha mostrato tutto questo materiale girato... Era stato realizzato durante il viaggio intorno al mondo che avevano fatto nel 1955. Era in un cassetto, nella bella casa davanti all'oceano, un materiale prezioso che nessuno aveva visto. Temevo che si fosse ormai ossidato, invece era perfetto e dentro c'erano personaggi come Igor Stravinskij, Anna Magnani, Burt Lancaster, Maugham, Forster, attori e scrittori di Hollywood. A quel punto, siamo stati quasi obbligati a procedere col progetto.

Poi c'è la tematica omosessuale.
Bisogna ricordare che negli anni '50, loro sono stati apertamente gay, non hanno mai nascosto la loro relazione, cosa allora piuttosto inconcepibile. Ci affascinava la dinamica di questa coppia omosessuale in quegli anni, oltretutto c'era quella differenza di età fra loro due... Infine, erano artisti inseriti in una realtà intelletuale di Hollywood che loro stessi hanno documentato con i film che abbiamo usato.

In effetti, tutto sembra un film...
Werner Herzog ha sempre detto che i documentari sono film narrativi mascherati. In realtà, sono solo un pretesto per raccontare una storia e in fin dei conti è proprio quello che abbiamo fatto.

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giovedì 24 luglio 2008

Megan Fox: "Scene di sesso? Orribili". E aggiunge "essere sexy è irritante". Video.


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(TGCom) Essere la più sexy del mondo? E' il sogno di qualsiasi ragazza, ma non per Megan Fox! "Trovo irritante questo titolo che mi ha dato la rivista FHM- spiega a MTV UK.com- Non mi trovo a mio agio. Ed è anche difficile essere al massimo della sensualità sul set. Ad esempio, nel mio ultimo film 'Jennifer's Body' in cui conquisto ragazzi e ragazze ed ho anche una scena di sesso molto spinta con Johnny Simmons, mi sono sentita molto a disagio".

La star del cinema lanciata da "Transformers" è stata incoronata la donna più sexy del mondo da FHM, ma a quanto pare Megan non ha fatto salti di gioia. Si sa che la bellezza può essere un vantaggio, ma può anche creare qualche problema se si ha talento. La sexy star non si trova a suo agio nel ruolo di 'sirenetta' sensuale e trova anche abbastanza imbarazzante girare le scene di sesso.

Come, ad esempio, nel suo prossimo film horror "Jennifer's Body", scritto da Diablo Cody (già autrice dell'acclamato "Juno") e diretto da Karyn Kusama. "C'è qualche scena di sesso molto spinta - spiega Megan-. Sono una mangiatrice di uomini e conquisto anche le ragazze. E' tutto un baciare in un turbine di follia. E' stato molto difficile e niente affatto divertente. Non parliamo poi della scena in cui faccio l'amore con il coprotagonista Johnny Simmons. Io e lui siamo diventati subito buoni amici e vedermelo davanti, nudo e dovergli sputare in bocca è stato spaventoso, come lo facessi a un fratello!". Insomma anche le bellissime di Hollywood piangono...
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mercoledì 16 luglio 2008

Cinema. Tarantino a caccia di Brad Pitt e Leonardo DiCaprio.

(Panorama) Quentin Tarantino è disposto a tutto pur di avere Brad Pitt nel suo prossimo film, Inglorious Bastard. Il regista di Kill Bill è volato fino in Francia per convincere di persona l’attore, che al momento è al capezzale della moglie Angelina Jolie, neo mamma da pochi giorni. Il film sarà ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e lo script è stato redatto dallo stesso Tarantino che comincerà le riprese a settembre. Le recensioni sono ottime e c’è già chi grida al capolavoro, come il critico El Mayimbe che al Latino Review ha detto: “Mani in basso. La sceneggiatura è una delle migliori che abbia mai letto quest’anno”. Il protagonista della storia, ruolo offerto a Pitt, si chiamerà Lieutenant Aldo Raine e guiderà uno squadrone di soldati americani per lo più ebrei chiamati i “Bastardi”, impegnati in una missione finale contro i nazisti. Lo stesso gruppo cercherà anche di bombardare il nemico durante la première parigina di un film propaganda proiettato in presenza di uno dei principali leader nazisti, Joseph Goebbels. Il loro piano, però, entrerà in conflitto con quello di Shosanna, una teenager francese in cerca di vendetta che sopravvisse al massacro della sua famiglia e che fu imprigionata in un campo di concentramento durante il Terzo Reich. Al progetto dovrebbe partecipare anche DiCaprio, che interpreterà Hans Landa e il set sarà diviso tra Germania e Francia. L’unica variabile, adesso, sono proprio i protagonisti, ovvero i “Bastardi” (Brad Pitt e DiCaprio), che stanno tenendo sulle spine Quentin Tarantino. Ce la farà il regista a reclutare il suo squadrone di soldati anti nazi?
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martedì 15 luglio 2008

Il ritorno del Joker, l'ultimo film di Heath Ledger.

(Sky tg24) A New York, dove ieri sera si è svolta l'attesissima prima di "The dark Knight, il cavaliere oscuro", nuovo episodio della saga dell'uomo pipistrello Batman. Oltre che del film, naturalmente, si è parlato di Heath Ledger e della sua interpretazione del Joker.
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sabato 7 giugno 2008

Joss Stone è lesbica?

(Top boys top girls) La famosa cantante pop inglese Joss Stone, è lesbica?? viene da chiedersi guardando queste inequivocabili foto!!
Niente di tutto questo!! Joss Stone è stata ripresa mentre gira una scena del film, "Lutiani", dove si scambia baci appassionati con un'altra attrice. Alcuni di voi si chiederanno se il film tratta il tema dell'omosessualità, si certo, ma non preoccupatevi. Queste non sono vere lesbiche. Sono solo sorelle di Gesù.

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giovedì 5 giugno 2008

Cinema. "Sex and the city " ma che banale...

(Dramaqueen) Da spettatore, il senso generale che si percepisce è quello di un'operazione fatta per permettere a quattro attrici incapaci di crearsi una carriera dopo il folgorante successo della loro serie tv di ritornare alla ribalta e assicurarsi una pensione serena. Come dire, lucrare, lucrare, lucrare.
Il che non è per forza un difetto.
E certo, tutti voi potrete obiettare che il cinema esiste nel 99% dei casi unicamente per far circolare i quattrini. Ma ecco, in questo caso si vede. O meglio, non si vede altra motivazione, non sembra esistere ragione alcuna per cui valesse la pena resuscitare un concetto tanto cult quanto anni '90 come questo.
Un bel film? Forse.
Un buon film? Assolutamente no.
La prima cosa che mi ha colpito è l'estrema fedeltà alla matrice telefilmica. Non solo per la storia, ma addirittura per tutto il corollario tecnico/artistico, possiamo tranquillamente dire che Sex and the city Il Film è praticamente la settima stagione ufficiale del telefilm. Non c'è alcune re-invenzione di linguaggio, il passaggio da piccolo a grande schermo non ha comportato alcun cambiamento. E forse, a mio avviso, è questo l'errore più grave e imperdonabile della pellicola: è come se avessero pompato all'estremo una puntata da 40 minuti del serial, rendendo leggermente più patinata la fotografia, aumentando il budget, e allungandone la durata. E i titoli di testa che riassumono la storia dello show tv sono un pò tristini.
Il problema è che cambiando il media di riferimento, era necessario cambiasse anche il linguaggio utilizzato, soprattutto se ci soffermiamo sulla regia decisamente piatta e noiosa di Michael Patrick King (creatore della serie). E' brutto da dire per un film come questo, ma Sex and the city manca completamente di stile: se non fosse per le quattro protagoniste, la pellicola non ha davvero niente di speciale.
Passiamo dunque a loro, la vera raison d'être del film.
Forse è anche stupido da parte mia aspettarmi qualcosa di nuovo da quattro personaggi (e non quattro persone), e devo essere sincero con me stesso, non posso certo criticarne la bidimensionalità o la mancata evoluzione psicologica perchè non avrebbe alcun senso: sono quattro monoliti, sono quattro caratteri, quasi maschere da teatro veneziano (la complessa, la ninfomane, la frigida, la snob), ed è giusto che rimangano così. Ed effettivamente sono personaggi che reggono bene il gioco, divertono, sollevano polemiche con i loro comportamenti tanto idioti quanto umani. Amate od odiate che siano, sono identità ben sviluppate, superficiali ma del tutto godibili. Per quanto mi riguarda, ho trovato particolarmente sacrificato il personaggio di Miranda e soprattutto di Charlotte, ma del resto è così anche nel telefilm, quindi c'è poco di cui lamentarsi. Gli uomini praticamente non hanno vita, ma vabbè, tanto non c'è Aidan, quindi a me che me frega degli altri..
Punto debole della pellicola rimane la sceneggiatura estremamente sciocca e sorprendentemente superficiale. Quello che davvero colpisce è l'estrema banalizzazione, quasi volgarizzazione dei sentimenti, cosa che mai era successa nei 7 anni di trasmissione televisiva: non voglio rivelare dettagli della trama, ma le risoluzioni amorose di questo film lasciano davvero a bocca aperta per quanto sono sciocche.
Samantha è l'elemento comico del film quindi in linea di massima riderete se vi fanno ridere le sue esternazioni sessuali: personalmente non mi scompiscio per le sue battute sugli uccelli, il dentice di Dante, la foresta tra le gambe eccetera eccetera. In generale comunque la comicità del film diciamo che tende più verso Boldi e DeSica che verso Woody Allen.
Insomma, Sex and the city è tristemente un film che non ha nulla di speciale, nè particolarmente brillante, nè particolarmente brutto. Si trova lì, in quello spazio tra il mediocre e il carino. Vestiti, scarpe, borse, appartamenti da sturbo, un tripudio fashionista da frociarole impazzite, musica caruccia: sì ok, ma francamente a me non basta. Essenzialmente, manca al film un elemento fondamentale, che mai era venuto meno nelle sei stagioni televisive, quell'elemento che mi ha fatto innamorare dello show, che mi ha fatto ridere, piangere, amare New York.
Gli manca un'anima.
E questo sì, è imperdonabile.

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Lindsay Lohan e un amore lesbo da un milione di dollari. E spunta un video porno.

Lindsey Lohan

(Panorama) Un milione di dollari per strillare in copertina il suo amore lesbo per la deejay Samantah Ronson. Questa l’offerta che il settimanale OK! ha fatto a Lindsay Lohan per dichiarare pubblicamente la sua love story con l’amica-amante. Per ora, però, non se ne fa niente, conferma un portavoce della protagonista di Meansgirl: “Ci hanno inviato la proposta ma abbiamo rifiutato”. Un tentativo di dissimulazione di scarso effetto visto che la natura del rapporto tra le due ragazze è parsa evidente persino durante il Cannes Film Festival, dove Lindsay e Samantah sono state sorprese in atteggiamento intimo. Tanto da spingere anche i genitori della 22enne di Los Angeles a lasciarsi andare con i media. “Il flirt è evidente a chiunque abbia un briciolo di cervello”, rivela Michael Lohan, padre dell’attrice, “Ma Lindsay è mia figlia e ci sono cose che un papà non vuole vedere e neppure sapere se sono vere o false”. Più morbida, invece è stata Dina, la madre della ragazza, “Se lei è felice, io sono felice. Questo è tutto quello che ho da dire. Samantah è grandiosa. Conosciamo lei e la sua famiglia da 10 anni”. Un consenso pieno, quindi, quello dei parenti, che tutto sommato sono felici della nuova avventura sentimentale della figlia con la stravagante DJ 30enne. Il motivo? La carriera di Lindsay è ripresa alla grande e, tornando a incassare migliaia di dollari, la ragazza non è più ricaduta nei soliti vizietti. Tipo alcol e stupefacenti vari…
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Ma la rete non sa nascondere nulla e così fa spuntare un video smaccatamente porno della bella Lyndsay che praticamente va a ruba. Per vederlo clicca qui.

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giovedì 22 maggio 2008

Cultura e spettacolo. Montesilvano ricorda Dean Martin.

La proiezione di «Baciami stupido» dà il via oggi al premio intitolato all’attore.
(Pietro Lambertini - Il Centro) «Baciami stupido», film in bianco e nero del 1964, apre oggi alle 21 il premio dedicato a Dean Martin, leggenda del cinema nata a Steubenville nell’Ohio, il 7 giugno 1917, ma originario di Montesilvano. Dino Crocetti, questo il vero nome dell’artista diventato famoso duettando con Jerry Lewis, recitando con John Waine e cantando con Frank Sinatra. Dopo aver lasciato la scuola a sedici anni e aver svolto una sfilza di lavori, dal pugile al benzinaio, la grande occasione arriva nei locali notturni di New York. Montesilvano ricorda così il suo beniamino: «Figlio del compianto concittadino Gaetano Crocetti emigrato oltre oceano, ideale esportatore di vitalità e forza di valori», recita la targa appesa in municipio.
Alle 21 si alza il sipario sul premio dedicato all’attore. In piazza Diaz, quindi, c’è la proiezione di «Baciami stupido», commedia di 123 minuti con la regia di Billy Wilder e interpretata, insieme a Dean Martin, da Kim Novak, Ray Walston, Cliff Osmond, Henry Gibson. La trama del film racconta di un maestro di pianoforte di una cittadina di provincia con il vezzo di scrivere canzoni. Un giorno è costretto a ospitare un famoso cantante, nonché famoso dongiovanni, in casa sua. E’ l’occasione per fargli ascoltare le sue canzoni e tentare la strada del successo ma il rischio che il cantante provi a sedurre sua moglie è troppo forte. Allora il pianista chiede alla cameriera del Belly-Button Caffé, di sostituire per una sola notte la consorte. La proiezione del film è seguita dal dibattito con Gianpiero Consoli, docente dell’Università D’Annunzio.
Il premio cinematografico prosegue domani alle 21, in piazza Diaz, con la proiezione del film «Le rose del deserto», di Mario Monicelli, con Michele Placido, Giorgio Pasotti, Alessandro Haber, Fulvio Falzarano e Moran Atias. Con la motivazione «di aver contribuito a scrivere la storia del cinema internazionale», il regista di 93 anni è il vincitore del premio alla carriera. Premio speciale, inoltre, agli attori Alessandro Haber ed Enzo Marcelli.
Chiude il premio, il 24 maggio alle 21, la proiezione di «La guerra degli Antò», film girato a Montesilvano sulla vita di quattro giovani punk tutti di nome Antonio. Il premio va al regista del film Riccardo Milani, autore di fiction di successo, da «Auguri professore» a «Il sequestro Soffiantini» fino a «Rebecca la prima moglie». Premiati anche i quattro attori, tutti abruzzesi: Federico Di Flauro di Sulmona, Flavio Pistilli di Pescasseroli, Paolo Setta di Bussi e Danilo Mastracci dell’Aquila.
Il premio dedicato all’attore de «I giovani leoni» con Marlon Brando e di «Un dollaro d’onore» con John Wayne, rientra nella Settimana della Cultura organizzata dall’amministrazione comunale fino al 25 maggio. Oggi, quindi, alle 18 prende il via anche la rassegna Aperitivo d’Autore con lo scrittore Alessio Romano, autore di «Paradise for all»: in programma c’è un incontro con gli scrittori emergenti abruzzesi Alessia Muroni, Maurizio Di Fazio, Giovanni Di Iacovo e Cristina Mosca con un reading di Emiliano Torresi. Domani alle 18 la rassegna che abbina la cultura all’enogastronomia, con assaggi di prodotti tipici durante le presentazioni di libri, prosegue con l’incontro con lo scrittore Giovanni D’Alessandro, autore de «Il guardiano dei giardini del cielo».
La rassegna letteraria, il 24 maggio alle 18, continua con la presentazione di «Lo schiaffo», libro scritto da Luigi Carletti e si chiude, il 25 maggio, con l’incontro con Carla D’Alessio, autrice de «L’altra Agata». Al termine di ogni presentazione è in programma il fight reading: un gruppo di tre studenti del liceo scientifico Corradino D’Ascanio di Montesilvano si sfida leggendo racconti brevi e spetta al pubblico votare il più affascinante. In palio ci sono buoni spesa per acquistare libri.
La Settimana della Cultura di Montesilvano si chiude, il 25 maggio, con la giornata dedicata alla poetessa Maria Luisa Spaziani: a lei il premio intitolato a Carlo Di Giacomo. In programma, dopo il dibattito con Carmela Lecce, docente alla facoltà di Scienze sociali dell’Università D’Annunzio, lo spettacolo «Note sull’Angelo» con Susanna Costaglione e la musica del Trio Farrenc.

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martedì 20 maggio 2008

Nozze gay a Star Trek. Takei-Sulu sposa il suo Brad.

(Leggo online) Nei puritanissimi Stati Uniti i diritti degli omosessuali fanno passi da gigante. La Corte Suprema della California, stato repubblicano, ha sentenziato pochi giorni fa con il voto di 4 giudici su 3: «L'orientamento sessuale, come la razza o il genere, non costituisce base legittima per negare un diritto». Molte coppie, vip e comuni, sono pronte a sposarsi appena sarà legale, a 30 giorni dalla sentenza. Tra queste quelle di un mito della fantascienza: George Takei, il tenente Sulu di "Star Trek" ha ufficializzato il matrimonio con il proprio compagno Brad Altman. Le nozze si terranno in agosto.

CHI E' IL CAPITANO SULU Hikaru Sulu è un personaggio delle serie televisiva di fantascienza Star Trek interpretato da George Takei. Originariamente era un componente del gruppo di fisica, ma venne trasferito sul ponte di comando, divenendo il famoso timoniere della serie classica. Venne infine promosso a capitano e gli venne affidata un'astronave (Star Trek VI: Rotta verso l'ignoto).
Ha una figlia, Demora Sulu, che è apparsa in Generazioni. Gli ultimi avvenimenti della sua vita non sono ben documentati. Si presume che si sia ritirato dal comando dell'USS Excelsion dopo i fatti narrati nel film Star Trek VI: Rotta verso l'ignoto. Nel 2350 Chakotay, primo ufficiale della USS Voyager, afferma di essere stato spinto proprio dal Capitano Sulu a entrare nell'Accademia della Flotta Stellare. Alcuni hanno interpretato questa affermazione come una prova che Sulu stesse ancora comandando un'astronave, ma questo è improbabile dato che erano passati più di 100 anni e Hikaru Sulu, anche avvantaggiandosi degli avanzati trattamenti medici della Federazione, sarebbe stato molto vecchio; Chakotay poteva anche riferirsi a Demora Sulu o ad un altro capitano Sulu.

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lunedì 19 maggio 2008

Video schock di Angelina Jolie in topless. Amo uccidere i miei animali, il fetish e... la droga.

(Spettacoli blogosfere) Il video pubblicato da The Sun è vecchiotto, ci mostra un'Angelina Jolie poco più che ventenne che parla davanti ad una telecamera con accanto una persona che fuma tranquillamente eroina. Parla di sè, della sua vita e delle sue passioni: robette che tutti amiamo, tipo torturare gli animali e poi ucciderli. Chi non ha passioni come queste?

Sapevamo che la Jolie ai tempi non era una tipa molto a posto, ma così fuori posto non ce la aspettavamo. Tempi fa aveva ammesso di aver usato un po' tutte le droghe che le capitavano sotto mano: "Ho provato cocaina, eroina, ecstasy, Lsd, ma ho smesso molto tempo fa"; questa sembra la prova di quel periodo un po' particolare.

Il video del The Sun mostra la Jolie, allora 23enne, mentre chiacchiera con una donna che fuma eroina. La star non tocca la droga, ma è in un pessimo stato: capelli scompigliati, palpebre così pesanti che fa fatica a tenerle aperte, discorso confuso. Angelina continua a sfregarsi i denti, e parla delle sue preferenze sessuali, a base di giochi erotici fetish, in cui i partner vengono legati e colpiti.

Non manca un accenno al suo hobby preferito: torturare e uccidere animali, dal topo, al criceto, passando per la lucertola. "Ho provato a uccidere anche il mio serpente - afferma -. A 12 anni ero una ragazza cattiva, picchiavo i miei amici".

Qui trovate il video. Ma Angelina, che in questi giorni è a Cannes con il marito Brad Pitt con un panzone che ospita le sue creature, ha anche donato ai fotografi un topless che sta spopolando in queste ore sul web.

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venerdì 16 maggio 2008

Jodie Foster lascia la fidanzata Il rapporto durava da 14 anni.

La coppia lesbica aveva avuto due figli con la inseminazione artificiale. Soltanto sei mesi fa l'attrice aveva ammesso per la prima volta la loro relazione omosessuale.
(Il Corriere della Sera) Jodie Foster, 45 anni, ha lasciato dopo 14 anni di relazione la fidanzata Cydney Bernard, 54. La notizia è stata resa nota dalla rivista americana di pettegolezzi National Enquirer e ripresa dal sito omosessuale Gaywired. La coppia aveva avuto due figli di 6 e 9 anni con l'inseminazione artificiale.

La rottura della relazione avviene a soli sei mesi di distanza dall'ammissione della Foster di avere una relazione lesbica, cosa che del resto era nota a tutti da anni, ringraziando la sua «meravigliosa Cydney».

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giovedì 8 maggio 2008

Ashton Kutcher: "Voglio fare il pornodivo" ma non ha le "misure"...

Girerà la commedia sexy "Spread".
(TGCom) Per ora si deve accontentare di interpretare un donnaiolo incallito che miete numerose vittime nella nuova commedia sexy "Spread". Poi Ashton Kutcher prenderà in seria considerazione l'idea di lanciarsi nel mondo del porno. Perché questo proposito? Pare che l'attore sia rimasto folgorato dall'esempio della famosa regina hard Jenna Jameson che con i suoi guadagni ha creato un impero economico. Ma c'è da crederci? (ndr. e soprattutto con "cosa" non avendo Ashton delle "misure" adeguate secondo il gossip hollywoodiano facendo lui parte della schiera dei cosidetti "patte vuote"?).

Ashton ha scoperto che la Jameson durante la sua carriera ha messo su un impero economico di tutto rispetto. In questo modo il 30enne attore si è reso conto di quanto fatturi l'industria cinematografica del sesso.

"Sarò l'attore protagonista di "Spread" un film un po' 'spinto' - ha dichiarato Ashton Kutcher a Mtv.com -. Finite le riprese posso anche prendere in seria considerazione l'idea di cimentarmi con il porno. Sono stato a Londra la scorsa settimana per lavoro e ho scoperto di quanto sia famoso lì il pornostar americano Ron Jeremy. Ho sempre pensato che l'industria del porno fosse limitato e invece mi sono accorto che non è così...". Ma la moglie Demi Moore è d'accordo?

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