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mercoledì 30 aprile 2008

Cedeva i 3 figli per giochi erotici di gruppo, arrestata una madre a Palermo.

[i](Credits: Ansa)[/i]

(Panorama) La polizia ha scoperto a Palermo un giro di abusi sessuali di cui erano vittime tre fratellini, tutti con meno di 10 anni. I fatti si sarebbero verificati a Ballarò, un quartiere popolare della città. I poliziotti hanno eseguito quattro provvedimenti cautelari che riguardano un diciassettenne e tre maggiorenni, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo. Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora, e dal gip del Tribunale di Palermo, Maria Pino, su richiesta dei sostituti procuratori Francesca Lo Verso e Alessia Sinatra.

Fra le persone arrestate c’è anche la madre 30enne dei tre piccoli che subivano le violenze e poi una coppia, marito e moglie, di 25 e 24 anni, titolare dell’abitazione in cui si sarebbero verificati gli abusi. Una delle bambine, già ospite di una casa famiglia, ha avuto il coraggio di rivelare agli assistenti sociali alcuni segreti fino ad allora sottaciuti. La casa della coppia di coniugi, secondo gli investigatori, sarebbe stata nel corso del tempo luogo di abituale frequentazione per la piccola e la madre e soprattutto teatro di giochi erotici spinti cui, nel migliore dei casi, i fratellini sarebbero stati costretti ad assistere.

Strumento di coinvolgimento per i bambini ai “giochi sessuali di gruppo” sarebbe stato il gioco dell’obbligo e della verità realizzato con la classica bottiglia che a conclusione del suo giro avrebbe stabilito il destinatario dell’abuso perpetrato dalla coppia di coniugi ed addirittura dalla madre delle vittime. Secondo gli investigatori, gli indagati all’interno dell’abitazione non si sarebbero limitati ai giochi sessuali ma avrebbero anche fumato sostanze stupefacenti ed avrebbero visionato film pornografici, sempre in presenza dei minorenni. Le dichiarazioni delle vittime sono state vagliate da operatori e psicologi infantili che in conclusione ne hanno attestato l’attendibilità.

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Anglicani-vescovo gay: Dio "deluso" da arcivescovo di Canterbury,

Robinson: Williams non prende posizione contro chi insulta i gay.
(Apcom) Il primo vescovo omosessuale della Chiesa Anglicana, Gene Robinson (nella foto), accusa l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams di non aver preso posizione contro i più tradizionalisti, che hanno criticato la sua nomina, bollando la sua vita come un abominio rispetto agli insegnamenti religiosi. In un'intervista alla trasmissione 'Hardtalk' della Bbc, Robinson afferma che Dio è rimasto "molto deluso" dal modo in cui Williams ha affrontato l'Arcivescovo nigeriano Peter Akinola, una delle voci più critiche, che ha paragonato l'omosessualità alla "bestialità, a una forma di schiavitù", minacciando lo scisma della Chiesa anglicana.

Alla domanda sul perchè Williams non abbia affrontato Akinola, Robinson ha risposto: "Dovreste chiederlo a lui e credo che dovrà risponderne davanti a Dio. Io ritengo che Dio sia rimasto molto deluso dalla sua riluttanza nell'affrontare Peter Akinola e gli altri come lui che hanno rilasciato dichiarazioni che ogni persona sensata troverebbe sopra le righe". Robinson ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte e di essere costretto a indossare un giubbotto anti-proiettile nelle sue apparizioni pubbliche. Nell'intervista, che sarà trasmessa questa sera, il vescovo sottolinea anche come il linguaggio usato dalla destra religiosa americana contro gay e lesbiche, trattati "come se fossimo dei sub-umani", "crea un'atmosfera in cui una persona violenta può sentirsi giustificata".

Gene Robinson, gay, divorziato e padre di due figli, è stato nominato vescovo del New Hampshire nel 2003, scatenando violente proteste. Uno dei più duri critici fu proprio l'Arcivescovo Akinola, presidente del Consiglio delle province anglicane in Africa, che conta 37 milioni di membri.

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Bologna, Cofferati: ''Concordato percorso del gay-pride''.

Il corteo sfilerà dalle Due Torri ai Giardini Margherita fino a piazza VIII Agosto.
Il sindaco: ''Raggiunta una soluzione molto ragionevole e in grado di assicurare tutte le esigenze, sia quelle dei promotori dell'evento, sia quelle delle attività commerciali".

(Adnkronos) "Una soluzione molto ragionevole e in grado di assicurare tutte le esigenze, sia quelle dei promotori del Gay Pride, sia quelle delle attivita' commerciali". Cosi' il sindaco di Bologna Sergio Cofferati parla dell'intesa raggiunta oggi, in seno al tavolo dell'Ordine pubblico e la sicurezza, riunitosi in Prefettura per definire le modalita' del corteo dell'orgoglio omosessuale che sfilera' il prossimo 28 giugno sotto le Due Torri.

"Abbiamo concordato gli aspetti di massima del Gay Pride - riferisce il sindaco - con gli organizzatori ed i rappresentanti degli ambulanti" della Piazzola. Nello specifico, il percorso prevede una partenza di un primo tratto di corteo, senza veicoli, alle 14.30 da piazza Ravegnana, sotto le Due Torri, che lungo via Castiglione e via Santo Stefano, raggiungera' i Giardini Margherita dove e' previsto il raduno centrale.

Da qui, alle 15.30, prendera' il via la sfilata con i carri, che percorrera' i viali di circonvallazione, via dei Mille e via Irnerio per concludersi in piazza VIII Agosto, dove sara' allestito il palcoscenico. La piazza, che ogni week-end ospita il mercato settimanale, sara' liberata dagli ambulanti intorno alle 13, "in tempo utile - ha spiegato Cofferati - per consentire ad Hera di pulire la zona" e quindi per lasciare spazio alla festa gay.

La sera prima, invece, in piazza Maggiore ci sara' una proiezione cinematografica che sara' inserita nel cartellone estivo delle serate di cinema all'aperto e che fara' da apertura al Gay Pride 2008. Per la manifestazione, "gli organizzatori stimano di radunare un migliaio di persone" ha ricordato infine Cofferati, concludendo che al tavolo in Prefettura "abbiamo lavorato con profitto".

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Amici. Duro attacco de L'Avvenire alla trasmissione: "Puro bullismo".

Il quotidiano cattolico "Avvenire" si lancia in una feroce critica dello show di Maria De Filippi: esibizione di teppismo, caccia alla fama, esaltazione della mediocrità.

(Libero news) Alla fine qualcuno lo ha detto: il re è nudo. Sulle pagine del quotidiano cattolico Avvenire è comparso un articolo in cui si critica ferocemente il programma di Maria De Filippi. In sintesi, queste le contestazioni: promuove il bullismo, è un'esibizione di teppismo, alimenta la caccia alla fama, rappresenta l'esaltazione della mediocrità, è un insulto agli insegnati veri e alle scuole vere. Insomma, le liti tra studenti, i ragazzi che alzano la cresta e si azzuffano con i professori, li criticano, li deridono, li umiliano, i concorrenti che prendono voti solo per le polemiche e l'aspetto fisico... Tutte queste cose al giornalista del quotidiano non sono proprio andate giù.

Ma andiamo con ordine: è apparso su La Stampa un articolo a firma di Siti, intitolato "Amici è l'unica scuola che funziona" in cui si esaltava il programma della De Filippi. Pronta la risposta di Avvenire. In un editoriale intitolato "Il bullismo di certi intellettuali", Davide Rondoni sottolinea come «esistono due tipi di bullismo, quello becero di certi studenti, sguaiato e maleducato fino a far tenerezza dopo aver fatto rabbia, e quello beneducato e più acido di certi intellettuali. Perché se è bullismo allagare le aule e fare scherzi di dubbio gusto, è bullismo ancora peggiore titolare, come fa la prima pagina del quotidiano La Stampa, che "Amici è l'unica scuola che funziona". Teppismo intellettuale e perciò più deleterio. [...] Siti (che firma il pezzo su La Stampa, ndr.) - ammonisce il quotidiano della Cei - deve ammettere che il paragone con la scuola regge fino a un certo punto (in palio ci sono 300mila euro e la mediocritàviene premiata in modo scandaloso) resta a mio avviso un'offesa per schiere di insegnanti il fatto che il loro quotidiano lavoro sia confrontato e svilito nel paragone con la trasmissione. E qui sta il bullismo in guanti di velluto dell'articolo, la perversione reale del suo banalissimo inno: il voler considerare che Amici e la scuola perseguano scopi simili, che la conduttrice abbia intenzioni lontanamente simili a quelle che per poche centinaia di euro al mese muovono ogni mattina tante brave persone ad affrontare la prova dell'aula e dei ragazzi. Questo accostamento - conclude l'articolo - è offensivo. La scuola in quella trasmissione è una parodia irreale, funziona secondo regole volute dalla tv, e lo scopo che si persegue è il raggiungimento della fama e del successo. Amici e gli intellettuali che la blandiscono compiono uno dei peggiori atti di teppismo contro la scuola e la stessa vita dei ragazzi».

Tempo fa durante una nostra intervista Chicco Sfondrini ci aveva detto che la trasmissione riportava semplicemente in tv gli atteggiamenti che i ragazzi hanno normalmente in aula. Oggi però nessuno della trasmissione vuole replicare alle critiche.
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L'articolo originale di Davide Rondoni su L'Avvenire.

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Sorpresi per ben due volte! Lui con i pantaloni abbassati, lei con la gonna alzata. Sesso in stazione coppia denunciata.

(Il secolo XIX) Hanno collezionato una doppia denuncia a piede libero per atti osceni in luogo pubblico, i due focosissimi amanti, lei un’italiana di 28 anni, abitante in provincia di Savona, lui un polacco 24enne senza fissa dimora in Italia, che una pattuglia della Polizia Ferroviaria di Voghera ha sorpreso in circostanze inequivocabili due volte, l’una a distanza di pochi minuti dall’altra. La doppia esibizione ha avuto come teatro la stazione ferroviaria. Gli agenti, in servizio di scorta ai convogli in arrivo e partenza, li hanno intercettati mentre amoreggiavano in un sottopasso.

Invitati a sistemarsi, lui i pantaloni, lei la gonna, sono stati scortati al comando, identificati e denunciati per atti osceni. La donna è stata denunciata anche per non aver osservato un provvedimento della Procura della Repubblica di Savona, che le impedisce di lasciare il paese, nell’entroterra savonese, nel quale risiede.

Usciti dagli uffici della Polizia Ferroviaria i due, come se nulla fosse successo, si sono nuovamente concessi delle effusioni, talmente hard che gli agenti li hanno dovuti interrompere per la seconda volta. In questa circostanza, però, hanno rimediato anche un deferimento a piede libero per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, per aver cercato di aggredire i poliziotti intervenuti a bloccare le loro performance.

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Finto fotografo condannato a Bari. Realizzava film porno con minorenni.

Il Tribunale ha condannato un finto fotografo di 33 anni, che estorse le prestazioni in video a due ragazzine, promettendo in cambio dei “book” .
(La Gazzetta del Mezzogiorno) Spacciandosi per fotografo accreditato presso importanti riviste di moda nazionali, un agente di commercio barese di 33 anni, Flavio Stancarone, indusse due ragazze minorenni a girare filmini pornografici per ottenere in cambio book fotografici da inviare ai giornali: oggi l'uomo è stato condannato a Bari a tre anni di reclusione per diffusione di materiale pornografico minorile. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal giudice Antonio Lovecchio.
Il finto fotografo fu arrestato dalla Polizia nel maggio 2007 in esecuzione di un provvedimento cautelare. Le indagini erano state avviate dalla Squadra mobile dopo le denunce presentate dalle mamme delle due ragazzine vittime del trentatreenne: durante una perquisizione nell’abitazione dell’uomo furono sequestrati book fotografici realizzati con la promessa di portarli all’attenzione delle riviste di moda e, successivamente, un computer con otto cd rom contenenti le immagini pornografiche.

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Prima mozione dei senatori del Pdl presentata in tempo record: La rimozione di Bassolino.

(Eleonora Gitto - è costiera) Un record assoluto. Il 29 aprile alle 12 è stato eletto Schifani alla Presidenza del Senato della Repubblica e pochi minuti dopo una notizia battuta dall’Ansa ha informato che i neoeletti Senatori del Pdl Paravia, De Feo, Compagna, Contini e altri, hanno già presentato la prima mozione in cui chiedono la rimozione del Presidente Antonio Bassolino.

I parlamentari chiedono al Governo la rimozione del Presidente della Regione Campania e lo scioglimento del Consiglio Regionale a causa della mancata soluzione dell'emergenza rifiuti ed alle responsabilità che vengono imputate agli amministratori campani per una gestione che ha messo in ginocchio la Campania e dannaggiato l'immagine dell'intero Paese.

Nella Mozione si : "impegna il Governo a sottoporre al Presidente della Repubblica, ai sensi dell'art. 126 della Costituzione, lo scioglimento anticipato del Consiglio Regionale della Campania, e la relativa rimozione del Presidente della Giunta, On. Antonio Bassolino".

"Nell'ultima tornata elettorale - ha dichiarato Paravia - siamo stati più volte sollecitati da consiglieri regionali, sindaci, consiglieri provinciali, comunali e cittadini della Campania affinché alla apertura delle Camere ponessimo con sollecitudine e forza la questione dell'emergenza rifiuti.
Tale scempio, annovera come primo responsabile il Presidente della regione On. Antonio Bassolino, peraltro rinviato a giudizio per reati inerenti il suo periodo commissariale. Questi, invece di prendere atto del fallimento della sua gestione e rassegnare le dimissioni, come l'etica e l'onestà intellettuale avrebbero voluto, ha deciso che si dimetterà solo nel 2009, un anno prima della scadenza naturale del mandato".

"Per confermare gli impegni presi con gli elettori - aggiunge Paravia - e per dare un segnale concreto di cambiamento immediato, abbiamo ritenuto opportuno presentare la mozione nella prima seduta del Senato. La mozione è stata firmata da 12 senatori (il regolamento prevede almeno 8 firme).

Abbiamo già provveduto a chiedere -ha concluso il Senatore Paravia- la firma di tutti i senatori del Pdl, Lega, e Movimento per le Autonomie. Auspichiamo un'ampia e sollecita adesione alla mozione per poterla discutere, e quindi approvare, quanto prima in Aula".

Ora non resta che attendere per sapere quando la mozione, che a quanto pare era già pronta nel cassetto, sarà discussa e quale ne sarà l’esito.

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Solita uscita sensazionalistica di Vittorio Sgarbi. Teatro omosessuale a Milano (ma non lo dite in giro).

(Del teatro) Ha suscitato la giusta indignazione delle associazioni gay-lesbiche, l'escamotage con il quale l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi, ha dovuto ribattezzare il festival di teatro omosessuale, la cui seconda edizione comincia venerdì 2 maggio presso il Teatro Libero. È stato lo stesso fantasioso assessore - che già in passato aveva incrociato le lame con sindaco e giunta per eventi culturali considerati non in linea con la morale prevalente nella maggioranza di Palazzo Marino - a inventare il nome Liberi Amori Possibili. Solo così, ha spiegato Sgarbi, la delibera è stata votata dai suoi "ignari colleghi" lo scorso 18 aprile.

E pensare che uno degli obiettivi dichiarati della rassegna - si legge nella presentazione - è "parlare di omosessualità senza tabù e aprirsi a nuove prospettive lasciando da parte pregiudizi e paure" (sic!). Lasciando da parte con un po' di mestizia l'antefatto, occorre ricordare che Milano ha già ospitato nel recente passato un'applaudita manifestazione cinematografica sulle diversità e che iniziative simili si tengono da anni negli Usa ma anche a Parigi, Dublino e soprattutto a Roma, dove si svolge Garofano Verde, la rassegna di teatro omosessuale curata dal critico Rodolfo Di Giammarco. Liberi Amori Possibili (che in sé non sarebbe neppure un brutto titolo...) è realizzato in collaborazione con le maggiori associazioni omosessuali, tra cui Il C.I.G. Comitato Provinciale Arcigay Milano.

Lo spettacolo che aprirà la rassegna venerdì si intitola Sempre così carine, una commedia della poetessa inglese Claire Dowie, che scava nella vita di due donne, A e B (interpretate da Sabrina Venezia e Alessandra Roca). Amanti nel passato, le due donne si ritrovano a distanza di anni per un'occasione luttuosa, la morte della madre di B. Passioni e sofferenze lasciate a lungo covare sotto la cenere, riemergeranno con violenza. La regia è di Giancarlo Nanni. Si replica sabato 3, quando lo spettacolo sarà preceduto alle 19 da un incontro a ingresso gratuito con il critico Sandro Avanzo, sul tema Teatro omosessuale in Italia, un excursus nella storia del teatro italiano dal dopoguerra a oggi, visto attraverso il rapporto con le tematiche omosessuali.

Fra le altre compagnie impegnate nel festival, troviamo Teatro Zeta con Turbamenti notturni (4-5 maggio, scritto e diretto da Riccardo Reim); Teatro della Centena con Tu amore mio non mi riconoscerai (6-7, di e con Maurizio Argàn); Tedacà con Matrimoni diversi (8-9, liberamente tratto dal romanzo Matrimoni gay di Piergiorgio Paterlini, regia di Simone Schinocca); La perla del Tigullio Teatro con Mi presti la cravatta? (10-11, di Ennio Trinelli, regia di Fabrizio Lo Presti); Comuni marziani con Tecnologia Filosofica (12-13, di Stefano Botti e Aldo Torta); Beat 72 con Vestito piaccio, nudo convinco (prostituti con problemi e pappagallini), 14-15, di Flavio Mazzini, con Stefano De Santis e Riccardo Bergo e infine Tri-Boo con La nuova tonaca di Dio (16-17, di Jo Clifford, regia di Michele Panella, con Alessandro Baldinotti). Programma completo e schede degli spettacoli su teatrolibero.it.

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Roma alla destra. Resa dei conti? Si ma tra i gay.

Io la vedo così.
(Giorgio - Le fate) Ho scoperto a tarda età di essere un uomo di sinistra. Dove per sinistra intendo quell'insieme di progressismo, laicità, giustizia sociale. Di uso del metodo democratico per risolvere i problemi sociali. Ho scoperto, sempre a tarda età, che se non vivessi in Italia forse non sarei di sinistra. Perchè in Francia per esempio è la destra a rivendicare il primato della laicità dello stato, mentre la sinistra lotta per la giustizia sociale. E quindi forse andrei in crisi.
Io la vedo così. Se le persone di sinistra sono come me, non avranno mai alcun interesse a votare un candidato come Rutelli che di sinistra ha solo il nome ma non le idee. Ricordiamocelo. Rutelli è quello che ha portato la Binetti in Parlamento, che parlava con Ruini per bloccare i pacs, poi i dico, e che ha appoggiato la vergognosa legge sulla fecondazione assistita, che ha fermato i progetti di legge sulla lotta all'omofobia e su ogni tema riguardante la laicità dello Stato.
E che cazzo! Tanto vale lasciare andare al potere un vero fascista (prego notare le foto dei tassisti romani che fanno il saluto al duce) e contestarlo duramente piuttosto che dover masticare amaro per uno dei nostri che non fa nulla per noi.
Un'ultima annotazione. Spero salteranno molte teste nella sinistra, ma soprattutto nel movimento gay. A partire da quella graziosa della Imma Battaglia che ha vergognosamente rotto l'unità del movimento in troppe occasioni ribadendo il proprio individualismo. Ha puntato sul cavallo sbagliato (tutti sapevamo che la candidatura Grillini serviva a compattare il popolo glbt per farlo contare di più al momento del ballottaggio) e ha perso. Ma non solo, anche quella di un individualista come il presidente dell'arcigay di Roma, Fabrizio Marrazzo, più preoccupato di apparire sui giornali che non di lavorare per il movimento.
Si farà finalmente ora la consulta federata delle associazioni glbt per decidere azioni di lobby condivise e progetti di rivendicazione in piena autonomia e unità?

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GF8. Gianfilippo: «Figo io? Manco mi pettino». E' suo il sorriso più bello della casa.


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Gianfilippo, il "principe gentiluomo" 4° classificato al Gf, si racconta: il reality (arrivato per caso) i veri amici nel gioco (Roby, Mario, Alice) la nostalgia per la famiglia e la libertà provate dentro la Casa. E qualche sassolino che vorrebbe levarsi.

(Sara Gamberò - Libero) Gian Filippo Failla è stato uno dei personaggi più amati del Gf8. Non tanto, o comunque non solo, dal pubblico, che l’ha salvato da sette nomination, quanto dentro le mura delle Casa. Come "l’acqua cheta che butta giù i ponti", il bel bagnino siciliano nato a Casablanca è riuscito con i modi pacati e il fare riflessivo a conquistare passo dopo passo tutti i suoi compagni d’avventura. A partire da Alice (con cui giura: "È solo amicizia..") e il cumenda Roby, suoi primi fan, fino agli ex nemici Lina, Francesco e Christine che hanno finito per riconoscere e apprezzarne la gentilezza e l'educazione.
«Non so perché piaccio tanto, eppure non sono così figo. Forse proprio perché non mi frega niente di piacere, odio curare il mio aspetto e passare ore davanti allo specchio, come facevano tutti i miei coinquilini. Fatta eccezione per Mario: io e lui eravamo i meno "pettinati" della Casa».

Allora, come è andata questa finale?
Io sono contento, felicissimo anzi.

Davvero?
Davvero, ho il sorriso stampato in faccia da quando sono uscito. Sono soddisfatto di essere arrivato in finale, che era quello che mi interessava.

Non sei nemmeno un po' dispiaciuto di aver sfiorato la vittoria, erano soldoni...
Vabbeh, chiaro che la ciliegia sulla torta l’avrei mangiata volentieri ma Mario mi ha strapazzato e va bene così. Tanto lo sapevo che non avrei vinto.

Te l’aspettavi?
Ma certo, perché la semplicità di Mario, un uomo vero, è stata premiata al massimo. Lui è sempre stato corretto e leale, ma come me del resto. Però è piaciuto più lui ed è giusto che sia andata così, mica me la posso prendere. Nella vita avrò altre vittorie, spero.

Facciamo un passo indietro, perché sei entrato nella Casa?
Semplicemente per gioco. All’inizio ero molto titubante, sono sincero. Mi dicevo: "Ma chi me lo fa fare?" Poi alla fine ho pensato che fosse una occasione di quelle che non si sarebbero più ripetute nella vita. "O la va o la spacca" e credo di averla spaccata bene. E pensare che è capitato tutto per caso, non ero nemmeno andato io a cercarlo, il provino.

E come ci sei finito?
Per caso. Poi ovvio che da lì sono andato avanti di mia volontà. Diciamo che mi hanno dato la possibilità di giocare e me la sono giocata tutta. E dalle spiagge di Capalbio sono arrivato fin qui.

Che ci facevi in spiaggia Capalbio?
Il bagnino.

Ma da dove arrivi, so che sei un mix di culture?
Sono siciliano, ma sono nato a Casablanca e ho vissuto in Marocco da bambino. Poi quando mio papà è andato in pensione ci siamo ritrasferiti in Sicilia. Adesso studio nelle Marche a Camerino, mi manca un esame alla laure in Giurisprudenza. E d’estate lavoro. Questa estate ho fatto il bagnino per lo stabilimento "La Dogana" di Capalbio.

Piacevi molto sia agli uomini che alle donne. Secondo te perché?
Ma sai che non lo so, dovresti dirmelo tu. Forse perché sono una persona semplice, non sono sto gran figo, anche perché di "figaccioni", ben più di me, ce ne sono tanti in giro. Però io non sono uno che sta davanti allo specchio per ore, come la maggior parte di quelli che c'erano nella Casa...

Come il tuo amico Roberto, per esempio, narcicisista totale?
Ma tutti, guarda, lì dentro. Forse si salvava solo Mario.

C'era così tanto il desiderio di piacere dentro la Casa?
Non puoi capire! Io e Mario eravamo quelli meno "pettinati", per usare un termine alla Mercandalli (Roby il cumenda, ndr). Mi annoio a curare troppo il mio aspetto, a stare lì ore a pettinarmi. E in effetti rivedendomi c’avevo delle teste lì dentro, mamma mia!

Visto che hai tirato in ballo Roby, parliamo della vostra amicizia. Lui uscito dalla casa è passato sotto la gogna mediatica, l’hanno crocifisso tutti.
Ecco, diciamo che è stata una esagerazione, dai.

Invece a te perché piaceva, cosa trovavi di positivo in lui?
Con me si è dimostrato una persona leale, un vero amico. Aveva delle accortezze meravigliose nei miei confronti. Ma soprattutto le sue attenzioni erano continue, non limitate alla domenica come tanti altri facevano...

In che senso?
Beh, perché era il giorno prima della diretta del lunedì, no? Tutte attenzioni fatte solo con lo scopo di non andare in nomination. Dove invece, guarda caso, io sono finito sette volte. Invece Roberto, Alice per quel poco che è stata in gioco e Mario mi hanno voluto davvero bene. E dico pure Lina, anche se abbiamo avuto un momento di attrito pesante dove c’è stato anche un suo complotto nei miei confronti per separarmi da Roby. Però alla fine lei è una persona vera e gliel'ho pure detto, con tutti i suoi difetti. E ti aggiungo pure una Christine nella lista dei "buoni".

Eppure con Christine hai avuto forti periodi di incomprensione, lei faceva parte dell’altro gruppo nella casa?
Sì, eppure l’ho rivalutata moltissimo. È vero che c’è stato un periodo buio con lei, tanto che non avrei mai fatto il primo passo nei suoi confronti. Invece l’ha fatto lei e l’ho apprezzato tanto. E grazie a Christine ho passato queste ultime tre settimane idilliache. Ha i suoi lati negativi, è una rompiscatole, però si è rivelata una bella persona. E la conferma me l'hanno data i miei cari quando sono uscito, palandomi molto bene di lei.

E nella lista dei "cattivi" invece?
In realtà non ho mai avuto grossi problemi con nessuno. Sono andato a periodi: quello in cui ho avuto attriti con Lina, poi superati. Stessa cosa con Christine, che come ho detto adesso adoro. Tutti gli altri mi erano indifferenti. Nominavo per sensazioni del momento, non per antipatie forti. Non vedevo niente di maligno, anche se poi in realtà dietro, alle spalle, qualcosa succedeva…

Tipo, facci qualche nome?
No, non lo trovo corretto. Lo farò la prossima settimana, in puntata. Prima mi andrò a rivedere un po' di filmati, prenderò informazioni precise e poi stai sicura che un paio di cose le dirò. Anzi, una te la posso pure anticipare, dai.

Parla
Per esempio non capisco quelli che hanno votato me perché non sopportavano Roberto. Del tipo: "Mi sta antipatico Roby, quindi nomino Gian che è suo amico". Oppure: "Odio Roberto ma nomino lui". E ce ne sono stati. Ma dico, la gente sta male... Poi mi hanno detto due o tre cose che non mi sono andate giù.

Su chi?
Beh, per esempio su Mirketto mi sono arrivati due lanci che non mi sono piaciuti per niente.

Rifaresti comunque questo gioco?
Sì. Però se tu mi dovessi dire "Ti rinchiudo altri tre mesi in una casa" ti risponderei: "Sei matta!".

Cosa ti è mancato di più lì dentro?
La libertà. Libertà di azione, di parola, di non essere registrati. La possibilità di potermi sfogare come piace a me, anche da solo, cosa che lì non potevo fare perché ero sempre sotto le telecamere. Poi mi mancava da morire la mia famiglia. Impazzivo all'idea di non poterli sentire tutti i giorni. C'è stato un periodo in cui ho sofferto come un cane.

Si è visto, quando hai incornato tuo papà eri commosso fino alle lacrime
Ecco, a tal proposito vorrei precisare una cosa. Mi hanno accusato di essermi commosso molto di più con mio padre che con mia madre. Ma io replico che mi è sempre successo così. Anche quando partivo per un viaggio mi bastava stringere la mano a mio padre perché mi uscisse la lacrimuccia. Che ci posso fare: quell'uomo mi commuove sempre! Mia madre invece la vedo più pimpante, forte e mi fa meno tenerezza.

Ti piacerebbe continuare nello spettacolo?
Ma io non sono nessuno! Ho un nome che ora come ora viene un po' manipolato e strumentalizzato, ma non ho nessuna arte.

Come tanti nello spettacolo...
Beh sì, in effetti un buon 70%. Diciamo allora che se mi si dovesse aprire qualche porta che mi interessasse e soprattutto potessi avere un tornaconto personale, perché no? Anche perché a questo punto divento venale: se ci fosse la possibilità di ricavarne un’utilità economica, che potesse aiutarmi a realizzare i miei sogni, farmi una casa, una famiglia, lo farei eccome.

Altrimenti hai una carriera forense davanti a te...
Ma sai, fare l’avvocato è difficile, io non sono figlio d’arte. Mi piacerebbe però lavorare per qualche azienda importante curandone gli aspetti legali. Un lavoro che mi desse la possibilità di viaggiare, la mia vera passione.

In definitiva lo consiglieresti il Gf?
Ma sai, non ci si deve dimenticare che è una grande sacrificio, non solo per se stessi, ma anche da parte della propria famiglia. Può sembrare una stupidata ma lì dentro tutto è davvero amplificato in maniera pazzesca.

Ti devo fare un'aultima domanda, inevitabile
So già cosa mi vuoi chiedere. Comincia per A, vero?

Esatto: pensi che possa nascere una storia con Alice?
Per me è solo amicizia e non andrà mai oltre quella. Devo ancora capire quel che c’è fuori, cosa è stato detto, ma dal canto mio ho sempre dichiarato che si trattava solo amicizia. Certo, c’è stato un mio momento di debolezza in cui ho cercato conforto e lei pure, ma non siamo mai andati oltre e, per quanto mi riguarda, non potrò mai andarci. Poi so che il fidanzato è bello grosso, quindi…
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Abitanti di Lesbo fanno causa per l'uso esclusivo dell'aggettivo "lesbica".

(Il Messaggero) Hanno deciso di riappropriarsi dell'aggettivo lesbica a loro avviso “rubato” dalle donne omosessuali. Due abitanti dell'isola di Lesbo, patria della poetessa Saffo, e un appartenente ad un gruppo nazionalista, Dimitris Lambru, hanno annunciato di aver avviato un'azione in tribunale per ottenere l'uso esclusivo dell'aggettivo lesbica. L'Unione greca degli omosessuali e delle lesbiche (Olke) è secondo i denuncianti colpevole di aver reso gli abitanti dell'isola vittime di uno «stupro psichico e morale» per la «confisca» da parte delle omosessuali di un aggettivo di origine geografica. Secondo Lambru, il processo dovrebbe svolgersi ad Atene in maggio. «La questione è assolutamente ridicola - ha commentato uno dei responsabili dell'Olke, Evangelia Vlami - se la giustizia ci convocherà diremo la nostra».

Collocata a nordest del mar Egeo, la patria di Saffo, nume tutelare dell'omosessualità femminile, viene spesso chiamata in Grecia con il nome di Mytilene. L'isola ospita la piccola stazione balneare di Eressos, località preferita dal turismo lesbico internazionale, che non ha comunque la stessa notorietà di Mykonos, destinazione per eccellenza delle vacanze degli omosessuali greci.

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A Genova arriva il Papa. Arcigay e decine di sigle della sinistra extraparlamentare mobilitano la piazza con una sorta di gaypride.

(Giovanni Mari - Il secolo XIX) Una parata laica di due giorni a Genova, concomitante con la visita di Papa Benedetto XVI in Liguria. Una piazza genovese sarà «invasa», il 17 e 18 maggio, da associazioni e centri sociali, con un appello a «mobilitarsi» rivolto a «tutti i liguri»; per lanciare «battaglie laiche» come la difesa della legge sull’interruzione di gravidanza, il riconoscimento delle coppie di fatto e i diritti degli omosessuali. E dal concentramento, verosimilmente lontano dai luoghi toccati dal Pontefice, probabilmente in un quartiere del ponente cittadino, gli organizzatori contano di muoversi in corteo, in Parade, verso il centro. L’obiettivo è quello di una «festa», con maschere, preservativi giganti e vessilli atei, sullo stile dei Gay Pride.

La macchina della sicurezza si è già messa in moto e stamattina è stato fissato a Genova un vertice tra i promotori della due giorni di protesta e gli agenti della Digos. L’allarme è scattato quando dal cartello delle sigle che hanno indetto la manifestazione è emersa la critica per la spesa pubblica (almeno 800 mila euro) destinata all’organizzazione della visita di Papa Ratzinger. Un messaggio considerato simile a quelli espressi alla vigilia dei giorni del contro-G8 genovese del luglio 2001, quando i no global denunciarono «la spesa inutile e folle di denari degli sfruttati per ospitare la lobby dei potenti della Terra».

Eppure, a sostegno dell’iniziativa, è previsto un appello-manifesto firmato da decine di intellettuali, tutto impostato sul ragionamento politico e non sull’azione diretta. Il documento sarà diffuso domani, quando i promotori dirameranno l’invito alla «mobilitazione generale». Parte del contenuto “politico” delle manifestazioni è già contenuto nella convocazione dei mezzi di comunicazione per domani: «In vista dell’arrivo del Pontefice, crediamo che il 17 e il 18 maggio debba aver voce e visibilità anche un’altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi – cattolico o diversamente credente – non intende vivere in un Paese che imponga per legge una morale religiosa».

Le sigle coinvolte sono le più svariate: dai centri sociali genovesi Zapata e Terra di Nessuno al Laboratorio occupato Buridda, dal gruppo degli universitari Humpty Dumpty, all’Assemblea Antifascista; nonché le associazioni Arcigay e “Le Ninfe-Arcilesbica”; quindi il movimento Città Partecipata (che corse alle ultime elezioni amministrative), l’associazione “Usciamo dal Silenzio” e la Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids).

«Intendiamo costruire - si legge nel testo - una due giorni di mobilitazione che coinvolga tutte le realtà, le singole e i singoli cittadini che intendono affermare questi principi di libertà in un momento in cui, dall’offensiva contro la donna e contro la legge 194 alla negazione dei diritti delle coppie omosessuali, l’autoritarismo vaticano e clericale si manifesta sul fronte politico e culturale, negando spazi di libertà, di scelta e di critica».

A preoccupare le forze dell’ordine sono diversi elementi. A cominciare dai fischi contro il presidente della Cei e cardinale di Genova Angelo Bagnasco da parte della piazza durante le imponenti manifestazioni del 25 aprile (alla presenza del Presidente della Repubblica). E non sono servite a gettare acqua sul fuoco le parole di ieri dello stesso Bagnasco: «I fischi? Sono episodi estremamente circoscritti e il buon senso delle gente li sa ben valutare. In questo periodo sono in visita pastorale attraverso i vicariati genovesi e mi accorgo quanto il buon senso sappia valutare episodi di contestazione come questi, del tutto infondati e limitati a poche persone».

Ma è soprattutto la dinamica organizzativa dell’evento a far scattare il livello di guardia. In primo luogo l’estrema varietà delle sigle che hanno firmato la mobilitazione; quindi gli inviti che Zapata e Tdn hanno già rivolto ai centri sociali di mezza Italia. Infine, la stessa formula dell’appello «generale» alla mobilitazione, che potrebbe portare in piazza le realtà più disparate. E proprio queste sono già state invitate a programmare nuove iniziative di protesta.

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Sotto ricatto. Ronaldo, notte con tre viados a Rio. "La mia carriera potrebbe finire". Il video.


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L'attaccante del Milan credeva che i travestiti fossero donne. Il calciatore si era offerto di pagarli comunque, ma uno di loro avrebbe chiesto 20mila euro per non rivelare la faccenda.

(Il Resto del Carlino) La notte brava di Ronaldo con i travestiti brasiliani è finita al commissariato. Il centravanti del Milan, tornato nella sua città natale per recuperare da un grave infortunio, domenica notte, dopo aver assistito alla vittoria del Flamengo sul Botafogo e avere passato la serata in una discoteca, è finito in un motel insieme al travestito André Luis Ribeiro, più noto come Andrea Albertino.

A quanto riferisce il quotidiano O Dia, secondo il racconto del travestito reso al commissario Carlos Augusto Nogueira del 16esimo DP Barra da Tijuca, una volta al motel il giocatore avrebbe chiesto altre "ragazze". Accortosi che non si trattava di donne a tutti gli effetti si sarebbe rifiutato di pagare. A quel punto, secondo invece la testimonianza del campione, sarebbe scattato il tentativo di estorsione: Andrea Albertino avrebbe chiesto al giocatore 50mila Reais (circa 20mila Euro) per non riferire la notizia alla stampa e chiudere lì la questione.
Ronaldo, riferisce la polizia, avrebbe offerto 600 dollari per il "disturbo".

Da parte sua, il travestito ha però fornito una diversa versione, accusando Ronaldo di minacce, di non aver voluto pagare la serata e anche di fare uso di cocaina. Stando a quanto riporta O Globo, secondo il commissario Nogueira, Ronaldo ha ammesso di aver contrattato le ragazze per "distrarsi con qualche estraneo perché non sta attraversando un bel momento". Il giocatore ha però negato tutte le altre accuse.

Andrea Albertino ha comunque insistito, ed ha fatto i nomi dei due altri travestiti che avrebbero trascorso la notte con Ronaldo. Si tratterebbe di Carla Camilla, con cui l'attaccante del Milan si sarebbe appartato per fare sesso, e di Veida Dezaroli, che avrebbe portato con sé della droga, assunta da tutti i partecipanti al festino. Ronaldo compreso, secondo la versione di Andrea Albertino.

Il travestito si è fatto fotografare con i documenti della macchina di Ronaldo come prova dell'incontro, ma ha lasciato il commissariato prima di avere completato la denuncia: fatto ritenuto anomalo dal commissario, secondo il quale Ronaldo "non si trovava sotto l'effetto di droga ed è parso sincero".
La polizia ha comunque confermato l'apertura di due fascicoli. Uno è contro Ronaldo, dal momento che il travestito lo accusa di minacce, l'altro contro lo stesso travestito per tentata estorsione. Secondo quanto riportato dal portale Terra, l'addetto stampa del giocatore ha affermato che Ronaldo non ha nulla da commentare sull'episodio: "Non vi è alcuna denuncia criminale", ha spiegato.

Decisamente abbattuto per "l'incidente" con i tre travestiti, ingaggiati credendoli prostitute donne, ma poi denunciati per tentata estorsione, un Ronaldo decisamente abbattuto ha confessato - rivela globoesporte - che questa vicenda potrebbe costargli molto cara. "Potrebbe significare la fine della mia carriera", avrebbe detto ad un ispettore, che ha però mantenuto l'anonimato. Atteso al commissariato della Barra da Tijuca (nella zona est di Rio de Janeiro) da una trentina di giornalisti, Ronaldo ha fatto il suo ingresso alle 8.30 per deporre ed ha lasciato gli uffici alle 9, promettendo di tornare un altro giorno per evitare l'assedio dei giornalisti.
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È morto Jean-Daniel Cadinot, il padre del pornogay europeo.

E' morto il 23 aprile ma ne è stata data notizia solo oggi. Jean-Daniel Cadinott, il padre del cinema porno gay europeo è stato colto all'età di 64 anni da un arresto cardiaco.
Con lui se ne va un pezzo di storia del porno internazionale. Attivo sin dagli anni 70, Cadinot nasce come fotografo per poi convertirsi ai video grazie sopprattutto allo sviluppo nel settore. Se ne va uno dei registi porno più famosi del mondo che ha regalato immagini indimenticabili all'immaginario gay. Film porno sì, ma mai volgari o eccessivi. Dove la storia in qualche modo, ''contava''. Fino agli anni '70 lui solo ha rappresentato l'erotismo gay francese ed europeo. Centinaia di migliaia le copie vendute nel corso della sua carriera. Grazie al suo pionierismo sono poi nate case di produzione europee di altissimo livello che in pochissimo tempo hanno conquistato consistenti fette di mercato togliendolo alla multimiliardaria industria del porno gay americano. Tra queste la Bel-Ami, Cazzo film, Eurocreme, ecc.

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Condannato imprenditore sposato sorpreso in pieno giorno a far sesso con un uomo nella piazzola dell'autostrada.

(Il tirreno) Si era fermato nella piazzola di sosta di Sibolla Nord, lungo l’autostrada Firenze-Mare, e aveva cominciato a fare sesso con un altro uomo. La scena non era sfuggita agli automobilisti: era giorno e in tanti avevano visto quei due in pose inequivocabili, vicino a un’auto in sosta. Se ne era accorta anche la polizia stradale che era intervenuta e denunciato due persone per atti osceni in luogo pubblico.

In tribunale il giudice Mengoni al termine di un’udienza a porte chiuse ha condannato a 8 mesi un pratese di 39 anni, titolare di una ditta di abbigliamento, sposato. Era stato il 17 gennaio 2004 uno dei protagonisti del siparietto erotico lungo l’A11. L’altro uomo sarà processato separatamente.

Più volte la polizia stradale aveva messo sull’avviso gli esibizionisti che, per le loro performance, scelgono l’autostrada: i controlli saranno sempre più intensi. Come nel caso dell’area di Sibolla Nord, un punto di ritrovo per amori clandestini e, in particolare, per storie omosessuali. Troppo spesso quell’amore viene consumato direttamente sul posto, dentro le auto (nel caso del pratese fuori della macchina), senza preoccuparsi minimamente di nascondersi agli occhi degli altri viaggiatori.

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martedì 29 aprile 2008

Romania, come ai tempi di Ceausescu l'omosessualità è ancora un tabù e si preferisce non parlarne.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca in Italia, l'analisi del giornalista Cristian Gaita, corrispondente per l'Italia del quotidiano Adevarul: ''In Romania l'omosessualità non è ben vista''.
(Redattore sociale) "L'omosessualità in Romania non è ben vista“. A parlare, commentando gli ultimi fatti di cronaca e le attività dei “femminielli” rumeni è Cristian Gaita, 32 anni, corrispondente per l"Italia del quotidiano Adevarul (in italiano verità), una delle testate più lette nel suo paese. L’omosessualità è un tabù? chiediamo. “Non è solo un tabù: basti pensare al Gay Pride che si è tenuto l’anno scorso a Bucarest: molti vennero picchiati”. In Romania ai tempi del regime di Ceausescu l’omosessualità era un reato punito dal codice penale, e lo è rimasto sino al 2001. Gaita conferma: “A quei tempi l’omosessualità proprio non esisteva: era un po’ come nei paesi arabi, non era neanche considerata”. Tanti ragazzi che vissero il periodo del regime anche solo per qualche anno (basti pensare a chi oggi è sui trenta, trentacinque anni), ancora ne sente l’influenza.

A Torino in questi giorni si è scoperto un locale gay dove personaggi altolocati frequentavano ragazzi, alcuni di questi giovani rumeni. I fatti di cronaca di Verona riportano ancora a questi ragazzi “perduti” che si prostituiscono per sbarcare il lunario. “E’ vero che ci sono ragazzi che si prostituiscono - sottolinea ancora il giornalista - ma normalmente non sono omosessuali. In generale, comunque, l’omosessualità non è ben vista dalla comunità rumena. Per esempio, nella vita pubblica, da noi non ce ne sono”. O almeno, sarà difficile che facciano “outing”.

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Lo scandalo Ronaldo e i nostri "opinionisti". Vladimir Luxuria: "È l'alibi dell'ipocrisia.

(Quotidiano.net) "Ogni volta che una persona nota, come nel caso di Ronaldo, ma anche meno nota, viene 'pizzicata' con una trans, la stessa persona cade dalle nuvole, dicendo di essere stata tratta in inganno. Addirittura tre inganni, nel caso di Ronaldo. La verità è che, molti uomini, cercano il piacere trans non certo come surrogato di una donna. È l'alibi dell'ipocrisia, un copione troppo ripetuto, per essere originale".

Queste le parole dell'ex parlamentare Vladimir Luxuria, in merito al recente scandalo sessuale che ha coinvolto l'attaccante del Milan, Ronaldo. Il giocatore, in Brasile per recuperare dall'operazione al ginocchio, è stato denunciato da un travestito che, insieme ad altre due trans, lo ha accusato di non voler pagare una prestazione sessuale. Ronaldo sostiene, invece, di essere stato vittima di un'estorsione.

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La mossa del Cavaliere: federalismo sì, purché sia solidale.

In una foto d'archivio, la manifestazione della Lega contro le tasse
(Roberto Seghetti - Panorama) Tenete a mente l’aggettivo solidale. È attorno alla traduzione pratica di questa parola che si svolgerà il confronto sul federalismo fiscale tra Nord e Sud, tra regioni ricche e povere, tra buoni amministratori e governatori con bilanci pieni di buchi. A pronunciarla è stato il vincitore delle elezioni, Silvio Berlusconi: “Sarà un federalismo solidale” ha assicurato il prossimo presidente del Consiglio, cercando di evitare che il dibattito sulla riforma si trasformasse subito in uno scontro.

In effetti la partita del federalismo rischia di essere complicata per ragioni tecniche e per motivi politici. Daniele Molgora, ex sottosegretario del governo Berlusconi, ha già chiarito per esempio le intenzioni della Lega: “Per noi il punto di partenza è il progetto approvato dalla Regione Lombardia il 19 giugno 2007, con l’80 per cento del gettito Iva e il 15 per cento dell’Irpef che devono restare sul territorio”. Ma finirà proprio così?
Intanto, per capire l’importanza della posta in gioco, bisogna prendere le mosse dal meccanismo in vigore. Per i comuni la principale fonte di entrata diretta è rappresentata dall’Ici (vedere la tabella in basso con i dati 2007). Si tratta di circa 10 miliardi di euro l’anno. Con le addizionali Irpef, incassate dallo Stato e poi girate ai comuni, le amministrazioni locali ottengono altri 2,2 miliardi.
Per le regioni il meccanismo è più complicato. L’addizionale regionale Irpef vale 7,3 miliardi di euro (incassati centralmente e poi girati ai governatori). L’addizionale sui prodotti petroliferi vale altri 3 o 4 miliardi. Il bollo auto procura direttamente oltre 5 miliardi l’anno alle regioni a statuto ordinario. Ma le poste più importanti sono altre due.
La prima è l’Irap, che vale 40,9 miliardi di euro l’anno, destinati alle regioni per coprire la spesa sanitaria. La seconda è la compartecipazione all’Iva. Funziona così. A consuntivo, anche in base al patto di stabilità interno tra governo, regioni e comuni, le risorse finanziarie che mancano per sostenere la sanità vengono girate dallo Stato alle regioni sotto forma di compartecipazione al gettito dell’Iva. Grosso modo si tratta di oltre 50 miliardi l’anno.
Il meccanismo della perequazione, cioè della solidarietà, entra in gioco nella spartizione tra le regioni di quest’ultima somma. Nessuna regione può avere meno del 90 per cento della media nazionale. In tal modo le amministrazioni più povere, o con i bilanci meno efficienti, grazie alle risorse cedute dalle regioni più ricche possono garantire servizi in teoria analoghi a quelli offerti in altre aree del Paese.
Ed è qui il punto dolente per ogni ipotesi di riforma. La commissione di studio presieduta da Giuseppe Vitaletti, che ha consegnato nel 2003 una corposa relazione, dovette affrontare la resistenza delle amministrazioni del Mezzogiorno sul tema della solidarietà. Durante il governo Prodi, Linda Lanzillotta, Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco, oltre al tecnico che ha seguito da vicino la riforma, Giuseppe Pisauro, rettore della Scuola Vanoni, hanno dovuto affrontare innumerevoli confronti con regioni e comuni sulla questione della perequazione. E anche adesso è sempre il tema della solidarietà a costituire il punto più delicato, come provano le reazioni alla proposta della Lombardia.
In sintesi, l’ipotesi lombarda prevede di lasciare sul territorio l’80 per cento dell’Iva, cioè 96 miliardi di euro l’anno, secondo i dati 2007, e il 15 per cento dell’Irpef, cioè altri 23 miliardi di euro. Non solo, riprendendo una ipotesi della commissione Vitaletti, Milano propone di lasciare alle regioni gli incassi delle imposte sui tabacchi e i proventi dei giochi, cioè altri 17 miliardi di euro l’anno.
Quanto alla solidarietà, la cosiddetta perequazione verrebbe garantita da un fondo alimentato dalle regioni più ricche, ma con somme inferiori a quelle previste oggi. E il compito di verificare come funziona il meccanismo verrebbe affidato a un organo tecnico composto solo dai rappresentanti delle regioni che mettono i denari. Le reazioni sono arrivate subito. “È importante l’affermazione di Berlusconi che il federalismo debba essere solidale. Interpreto questa frase come il superamento della provocazione di Umberto Bossi secondo il quale la Lombardia avrebbe trattenuto l’80 per cento dell’Iva” ha detto Linda Lanzillotta. “Per rendere solidale il federalismo va invece destinata al fondo perequativo previsto dalla Costituzione una quota delle imposte prelevate sul territorio certamente più alta del 20 per cento previsto da Bossi e tale da garantire la copertura dei livelli essenziali delle prestazioni”.
Il problema è chiaro e si può leggere anche dal punto di vista della pressione fiscale. La commissione Vitaletti voleva, tra le altre cose, potenziare la compartecipazione di regioni e comuni in diverse entrate statali, offrendo alle regioni più ricche la possibilità di lasciare a zero eventuali addizionali. Il centrosinistra vuole che governo e regioni concordino le somme da spendere per sanità e trasporti, per farne scaturire la quantità complessiva di risorse fiscali da destinare strutturalmente e direttamente a regioni e comuni, ma con un meccanismo forte di solidarietà. In questo contesto gli amministratori possono offrire più servizi, ma assumendo su di sé la responsabilità di trovare le risorse con un aumento della pressione fiscale locale.
La Lega e una parte del Pdl, soprattutto al Nord, puntano a offrire più servizi nelle regioni dove si incassano più imposte o dove il bilancio è sano, ma senza aumentare la pressione fiscale locale. Essi prevedono anche un meccanismo di solidarietà, secondo la Costituzione, ma più attenuato dell’attuale, controllato e tale da costringere le regioni meno ricche o che resistono al rigore a stringere la cinghia.
Come finirà? Una cosa è certa. La complessità della materia, le somme in gioco e il peso dei rapporti tra Nord e Sud indicano che il cammino per arrivare a una soluzione non sarà facile.

COME SONO FINANZIATI IN EUROPA GLI ENTI LOCALI
Austria
Su 100 euro di finanziamenti, 70 provengono da entrate dovute a tributi condivisi e compartecipati con lo stato (che incassa), 20 provengono da entrate proprie delle regioni (in particolare le imposte sugli immobili), 10 da altre fonti.
Belgio
Su 100 euro di finanziamenti, 90 provengono da contributi condivisi e partecipati. Il governo centrale incassa tutte le entrate. È previsto un fondo di perequazione e solidarietà. Altri 10 euro provengono dalle tariffe.
Germania
Su 100 euro di finanziamento, 85 provengono da entrate condivise o partecipate tra regioni e stato federale. Poche sono invece le tasse incassate direttamente dai 16 Länder (imposte locali sulle attività produttive e sulla proprietà). Altri 15 euro provengono da altre fonti.
Spagna
Su 100 euro di finanziamento, 50 provengono da entrate tributarie proprie delle regioni (dal 2002 fissano l’imposizione sui redditi personali). Altri 50 derivano da entrate incassate dallo stato (Iva, accise) e girate poi in parte alle regioni.

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Iran: Cappato, Commissione Ue condanna violazione diritti omosessuali.

'Da oggi i Paesi europei non potranno più dire di non sapere'.
(Aki) La Commissione europea ha espresso una "dura condanna" contro il regime teocratico iraniano e ha dichiarato per la prima volta in "modo inequivocabile" di essere "consapevole del fatto che in Iran l'omosessualità consensuale tra adulti è perseguibile a termini di legge. Parimenti, il diritto alla privacy risulta regolarmente violato dai guardiani religiosi, i quali effettuano incursioni nelle abitazioni e in altri luoghi privati alla ricerca di comportamenti 'devianti', tra cui la condotta omosessuale. Inoltre, sono stati denunciati anche casi di condanna a morte e maltrattamenti per omosessualità consensuale in Iran". Lo riferisce in una nota diffusa a Bruxelles l'europarlamentare, Marco Cappato, riportando il testo della risposta dell'esecutivo Ue a un'interrogazione scritta presentata da Marco Pannella.

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Svolta a Viareggio, vince il Pdl. Il centrosinistra fermo al 38,1.

L´urologo Luca Lunardini è il nuovo sindaco col 61,8%. Il cambio avviene dopo quindici anni di governo del centrosinistra. Esulta Matteoli.

(Simona Poli - La Repubblica, edizione di Firenze) Vittoria netta del Pdl a Viareggio: 61,8 contro 38,1. I numeri segnano una svolta nel Comune che era governato dal centrosinistra e che al secondo turno delle amministrative ha scelto senza esitazioni di affidare la guida della città a Luca Lunardini, 46 anni, medico specializzato in urologia, che al primo turno aveva già ottenuto il 45,6. A poco è servito per il candidato del Pd Andrea Palestini stringere l´accordo con la Sinistra Arcobaleno che al primo turno aveva dato all´ex vicepresidente del Senato Milziade Caprili il 12,6 per cento. Palestini ha rimontato nel ballottaggio quasi dieci punti, dal 28,6 al 38,1 ma non è riuscito minimamente ad impensierire Lunardini, che era appoggiato da tutti i partiti del centrodestra e da varie liste civiche, Monarchici, Pensionati e Toscana Granducale. La bassa affluenza - 58,89 contro il 78,08 del 13 e 14 aprile - aveva rinfocolato qualche speranza nelle truppe del centrosinistra ma l´entusiasmo si è dissolto appena è cominciato lo spoglio delle schede.
Il cambio di insegne sul Comune avviene dopo quindici anni ininterrotti di governo del centrosinistra, il sindaco uscente era Marco Marcucci. Ed è naturale che i leader toscani del Pdl sottolineino con forza l´avvenimento. «La vittoria di Lunardini a Viareggio apre una stagione nuova nella politica toscana», dice il presidente dei senatori di An Altero Matteoli, sindaco di Orbetello. «Il suo successo è dovuto a vari fattori, dal traino del risultato politico nazionale, ad una campagna elettorale del nostro candidato sindaco impostata sul fare invece che su inutili e sterili polemiche. Ha giocato anche un ruolo importante la perdita di credibilità della sinistra. A Lunardini e al centrodestra i cittadini hanno attribuito una grande responsabilità, quella di affrontare le problematiche politiche, infrastrutturali e culturali della città». Matteoli pensa a un rilancio in grande stile del turismo balneare. «In passato la città ha visto un´enorme presenza di turismo di grande livello, fenomeno che si è via via affievolito fino a quasi scomparire. Lunardini e la giunta di centrodestra», dice, «sapranno affrontare con determinazione e con forza tali questioni per far rinascere l´immagine di Viareggio e soprattutto consentire al settore nautico di restare leader mondiale». Esulta Riccardo Migliori, coordinatore regionale di An: «Storica vittoria, che testimonia come in Toscana la sinistra possa essere sconfitta, se affrontata competitivamente. Oggi inizia anche la battaglia per Firenze 2009 e il Popolo della Libertà, alla luce dei risultati di questo turno elettorale, è consapevole di poterla vincere». Denis Verdini, leader toscano di Forza Italia, dice: «Il battesimo del Pdl alle amministrative in Toscana non poteva essere migliore. La vittoria storica del centrodestra a Viareggio segna uno spartiacque fondamentale nella politica della regione più rossa d´Italia». Da parte sua il segretario toscano del Pd Andrea Manciulli riconosce che nel dato di Viareggio «ci sono elementi di criticità che non vanno sottovalutati».

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Internazionali d'Italia 2008, il grande tennis torna nella Capitale.

(06blog) Arrivano le prime giornate da spiaggia e puntuali arrivano anche gli Internazionali di Roma, il più famoso torneo di tennis su terra rossa assieme agli Open di Francia.

Dal 3 al 18 maggio i 45 migliori tennisti e 28 delle migliori 30 tenniste al mondo si sfideranno nella 78esima edizione della kermesse del Foro Italico che porterà nelle casse dei vincitori un montepremi totale di 2.270.000 euro per gli uomini e di 1.340.000 euro per le donne.

Non si conoscono ancora i tabelloni che verranno sorteggiati solo nella prima giornata del torneo maschile (3 maggio) e di quello femminile (10 maggio) ma sono già disponibili tutte le informazioni relative a campi e biglietti.

Riguardo ai primi mentre è in corso di realizzazione il nuovo impianto polifunzionale che entrerà in funzione il prossimo anno, ci sarà la novità del Campo n.1, realizzato ex novo (3.500 posti), e del Nicola Pietrangeli che torna ad essere il “centrale”. Assieme a questi, altri sei impianti in terra battuta ospiteranno le varie fasi del torneo.

Per quanto riguarda invece gli abbonamenti e i biglietti, il loro acquisto potrà avvenire presso la biglietteria centrale (Villetta Ruggeri, V.le dei Gladiatori, 10) negli orari 10.00 - 13.00 o 14.00 - 17.00 (dal lunedì al venerdì). Solo i biglietti giornalieri potranno essere acquistati in tutta Italia nei punti vendita del circuito lottomatica.

Per aiutarvi nella scelta pubblichiamo qui sotto la piantina degli spalti mentre per i prezzi vi rimandiamo al sito ufficiale del torneo.

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Arcigay nazionale ci spiega che fare nei prossimi cinque anni. Gottardi: "Facciamo lobby". Si ma non con voi...

(Max Forte) L'Arcigay nazionale, per bocca del suo segretario nazionale, Riccardo Gottardi, in un lungo pistolotto pubblicato su Gay.it, riprende l'idea del suo presidente, Aurelio Mancuso. L'idea è che ai gay ormai non resti che fare lobby. A cosa possa servire non è dato sapere, probabilmente non lo sanno neppure loro. Perchè mai fare lobby? Tenuto conto che fino alla scorsa legislatura le organizzazioni gay di sinistra detenevano una bella fetta di sottopotere locale o se volete territoriale (che è quella che conta in quanto gestisce i danari... e la loro abilità in questo senso è geniale) perchè di colpo si parla di lobby.

Poi fare lobby con chi? Con il Pdl? E' un'idea alquanto balzana perche il centrodestra ha un'idea politica dei gay probabilmente uguale a quella che hanno dei no-global o dei centri sociali. E come dargli torto? Ci sono già segnali che danno nei prossimi gay pride di Milano, Roma e Bologna, la presenza massiccia della sinistra radicale alla ricerca di visibilità per cui si aggregheranno con le loro bandiere alle parate assieme ai trans ed ai travestiti seminudi e sculettanti (a proposito che farà GayLib? Sarà anch'essa in corteo per poi prendere le distanze a sfilate avvenute?).
Per cui alla fine saranno manifestazioni dalle connotazioni fortemente politiche con le bandiere arcobaleno miste se non sommerse da quelle della sinistra ormai extraparlamentare. Gli unici che potrebbero fare lobby con il Pdl sono quelli di GayLib, ma quella è un'altra storia che non è stata ancora scritta e neppure si sà se verrà scritta visto l'accoglienza che fin'ora hanno avuto nel centrodestra.
Ma poi a pensarci bene, fin'ora i vari Grillini, Silvestri, Luxuria e Battaglia, eletti in parlamento con il sostegno ed il voto gay, fino ad ora non hanno forse fatto lobby, per cui perchè tirare fuori ora questa ovvietà? Dobbiamo forse credere che il loro è stato un fallimento bhe, certo a guardare i risultati lo è eccome (vorrei rammentare il lobbysmo che hanno fatto per la chiesa cattolica in occasione della votazione sull'Ici...) . Ma allora come oggi, chi c'è alle loro spalle? Non c'è l'Arcigay, il Circolo Mario Mieli e compagnia cantante...?
E allora facciamola questa lobby... ma senza di voi. Tutti a casa!

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Imma Battaglia, gli auguri di maniera e a denti stretti al nuovo sindaco di Roma.

La sconfitta di tutti.
(Digayproject) Prendiamo atto del risultato elettorale alle elezioni comunali di Roma, da cui è uscito un risultato netto ed evidente.
La sconfitta del centro-sinistra a Roma, è stato un voto contro una classe dirigente che evidentemente non ha saputo osservare ed ascoltare le esigenze di tutta la città.
E’ stato anche un voto contro il candidato Francesco Rutelli - nonostante l’avessimo sostenuto convintamente fin dal primo turno - che è stato percepito come un candidato imposto dall’alto, senza capire la richiesta di novità e discontinuità della cittadinanza. Prova ne è la vittoria di
Nicola Zingaretti - a cui vanno i nostri complimenti e il nostro apprezzamento - alla Provincia di Roma, a dimostrazione che una scelta di candidare un politico giovane e apprezzato ha sicuramente pagato.
Come in tutte le democrazie, auguriamo buon lavoro al neo sindaco Alemanno, auspicando che sappia dimostrare di essere un sindaco moderno, democratico, europeista, liberale, non razzista, né xenofobo né omofobo.

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lunedì 28 aprile 2008

GayLib si complimenta con Alemanno ma non hanno una strategia pro-gay ora che il centrodestra ha conquistato Roma.

«Con lui c'è la maggioranza dei gay che non si riconosce nella strategia di omosessualizzazione e resistenza pietosa portata avanti dalle associazioni gay di sinistra».

«Facciamo i migliori auguri di buon lavoro al sindaco Gianni Alemanno. Roma è una città che ha bisogno di cambiamento, di una maggiore sicurezza e di più libertà. Confidiamo nel nuovo primo cittadino affinché in ossequio al valore scelto come bandiera sappia operare con coscienza e responsabilità verso i diritti di tutti, senza dimenticare la comunità omosessuale».

Con queste parole Enrico Oliari, presidente di GayLib associazione gay liberale di centrodestra e militante di Alleanza Nazionale commenta la storica vittoria del Popolo della Libertà al Comune di Roma. «L’elezione nei municipi capitolini di alcuni candidati vicini a GayLib – va avanti Oliari - fa ben sperare in un dialogo possibile col nuovo sindaco Alemanno. Chiediamo, invece, a qualche associazione gay che si dice apartitica ma che in realtà si è arruolata in una raffazzonata quanto ridicola e infruttuosa resistenza contro la vittoria, da giorni nell’aria, del Popolo della Libertà di avviare una riflessione seria sullo scollamento creatosi tra certo mondo gay e la società cittadina romana. L’omosessualizzazione pietosa, lo sfruttamento di tutti i fondi possibili ottenuti dalla giunta di sinistra in cambio del silenzio sulle omissioni in materia di diritti e libertà per i cittadini gay li ha messi in ridicolo di fronte a tutti, peggiorando anziché migliorare la condizione della comunità gay romana».

«I gay di centrodestra il finto moralismo e le ancor più finte promesse di Rutelli – conclude il presidente di GayLib - rappresentano invece, d’accordo con la maggioranza dei cittadini, la volontà di cambiamento e di maggiore serietà. Magari con meno feste gay pubblicamente finanziate ma con più diritti, più politica e maggiori opportunità che siano realmente pari per tutti i cittadini di Roma, gay compresi».
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Ndr. E' facile intuire che il Popolo della Libertà, e con essi i gay al suo interno, non si aspettavano questa vittoria. Ora che hanno conquistato il Campidoglio si ritrovano senza una strategia pro Lgbt.
Il pericolo è che al solito ci scappi il "consociativismo", naturalmente in nome dei diritti negati e paccottiglia del genere, senza invece intraprendere una strada nuova, originale e che non abbia nulla a che fare con le discutibili gestioni dell'Arcigay e del Circolo Mieli. Staremo a vedere.

Ps. Ma perchè non hanno dato subito il voto ad Alemanno? Aspettiamo risposta, non fumo...

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L'Arcigay romana spera di poter mantenere anche con Alemanno i privilegi acquisiti con Veltroni. Spazziamo la muffa, aria nuova anche tra i gay.

CAMPIDOGLIO/ ARCIGAY: SPERIAMO POTER CONTINUARE DIALOGO A ROMA.
"Alemanno sia sindaco di tutti, auguri a Zingaretti".

(Apcom) "Speriamo di poter proseguire il dialogo che c'era con la precedente Amministrazione, pur consapevoli che i temi della nostra comunità non sono stati inseriti nel programma del Pdl": così l'Arcigay romano commenta la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio, formulando "auguri" al nuovo sindaco di Roma e assicurando: "Manterremo ferma la linea di Arcigay Roma di avere sempre rapporti corretti e aperti con le istituzioni, quali siano le maggioranze che le governano".

"I corsi antiomofobia nelle scuole e nella Pubblica Amministrazione, i servizi contro le discriminazione e per la salute, quelle culturali dell'estate romana e la Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, il patrocinio al Gay Pride di Roma del 7 giugno. A Roma ci sono centinaia di migliaia di cittadini gay, lesbiche e trans: bisogna fornire delle risposte concrete alle loro esigenze", scrive in un comunicato il presidente Fabrizio Marrazzo, secondo il quale "bisogna dare voce ai bisogni di centinaia di migliaia di cittadini gay, lesbiche e trans che hanno bisogni a cui occorre dare risposte concrete".
"Auguriamo buon lavoro a Nicola Zingaretti, da sempre vicino ai bisogni delle persone lesbiche, gay e trans - si legge ancora nella nota - siamo sicuri che saprà proseguire il dialogo intrapreso negli anni scorsi dall'amministrazione comunale e provinciale nei nostri confronti".
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Ndr. Noi invece speriamo solo che venga spazzata la "muffa" accumulata in molti anni di privilegi concessi da Walter Veltroni. Aria nuova anche nel mondo gay. Sarebbe ora e il primo passo sarebbero le dimissioni dei perdenti ed un nuovo congresso.

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Australia: Nuovi diritti per le madri lesbiche.

I figli nati da coppie lesbiche grazie alla fecondazione in vitro avranno gli stessi diritti dei figli di coppie etero. Perché "la legge attuale discrimina i bambini", ha dichiarato il procuratore generale di stato.

(Gayaweb) Il governo del Nuovo Galles del Sud, uno stato australiano, ha annunciato che i figli nati da madri lesbiche grazie alla fecondazione in vitro avranno gli stessi diritti di quelli nati da coppie eterosessuali.

Circa 50 leggi, tra cui anche la Costituzione dello stato, verranno modificate per garantire la "presunzione di genitorialità" (parental presumption) alle coppie lesbiche.

Il procuratore generale John Hatzistergos ha dichiarato che secondo una recente stima circa il 20% delle coppie lesbiche del Nuovo Galles del Sud ha figli.

"La legge attuale discrimina questi bambini che, al momento, hanno con la partner della madre una relazione non riconosciuta dalla legge". "Non possono ricevere eredità o i benefici di una pensione derivante dalla morte o da un incidente".
Anche le amministrazioni scolastiche stanno aggiornando i loro sistemi per riconoscere entrambe le partner come "genitori".

Hatzistergos si è tuttavia opposto a qualsiasi ulteriore riconoscimento nei confronti delle coppie omosessuali. "Vogliamo prima vedere come reagirà il paese", ha commentato.

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Prime dichiarazioni. La Binetti a tutto campo, contro i Radicali e contro la Sinistra Arcobaleno.

Pd. Binetti, spero che i Radicali restino fuori dal gruppo in Parlamento.
"Secondo una linea che è a loro congeniale".
(Adnkronos) "Spero che i Radicali scelgano di stare fuori dal gruppo parlamentare del Partito democratico". E' l'auspicio che esprime Paola Binetti, dal comitato elettorale di Rutelli. "Mi auguro che i Radicali, seguendo una linea che peraltro e' a loro congeniale restino fuori dal Pd. Ma il mio -tiene a precisare la Binetti- e' un parere personale, se vogliamo anche molto facile da immaginare...".
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Elezioni Roma. Binetti a Sinistra Arcobaleno, Rutelli-Sansone non morirà con i filistei.
"Ho il dubbio che non l'abbiano sostenuto nel voto per il Campidoglio".
(Adnkronos) "Sinceramente, penso che vi sia stato un disimpegno della Sinistra arcobaleno nell'appoggiare la candidatura di tutto il centrosinistra di Francesco Rutelli a sindaco di Roma". Il dubbio viene espresso dalla parlamentare del Pd Paola Binetti, all'ADNKRONOS, al suo arrivo nella sede del comitato elettorale per Rutelli sindaco.

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Berlusconi: "Roma merita il buon governo del Pdl".

(Il Giornale) "Roma è una città stupenda, una grande capitale, che meritava e merita un buongoverno degno delle più importanti capitali europee. Questo significa che deve essere amministrata meglio di quanto sia stato fatto negli ultimi 15 anni dalla sinistra". Lo afferma il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nella nota di commento alla vittoria di Gianni Alemanno per Roma. "I romani lo hanno capito - prosegue il premier in pectore - e, con una maggioranza chiara e di grande significato politico, hanno premiato il programma di buongoverno del Popolo della Libertà, volto a coniugare una maggiore sicurezza di Roma con l’ammodernamento delle infrastrutture urbane, indispensabili per migliorare la qualità della vita dei romani e sostenere lo sviluppo economico di una città patrimonio del mondo intero"...

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Elezione sindaco di Londra. Buona parte del programma di Livingstone è dedicato alle istanze gay.

Londra conta un omosessuale ogni sei abitanti.
(Apcom) Per una città come Londra che conta un omosessuale ogni sei abitanti, l'opinione della comunità gay nelle elezioni per il nuovo sindaco ha un certo rilievo. E' quello che probabilmente ha pensato il candidato laburista Ken Livingstone, dedicando a questa fetta della società un'intera parte del suo programma.

Amico della comunità gay è anche senza dubbio il candidato liberal-democratico, Brian Paddick, gay dichiarato, che deve la sua carriera in polizia e in politica alla grande tolleranza della capitale inglese. Chi non sembra essere delle stesse visioni è il conservatore Boris Johnson che, anche chiedendo l'appoggio della fetta omosessuale della popolazione, non riesce ad appoggiarne l'etica.

Risale alla settimana scorsa, l'invito dell'organizzazione Stonewall, contro le discriminazioni sessuali, ai principali candidatiper discutere delle politiche a favore della comunità gay: con Paddick che ha affermato che non potrebbe essere arrivato dov'è se non fosse stato per il sostegno di associazioni come Stonewall e Livingstone che continua a confermare il suo impegno nei confronti della comunità gay, Johnson spicca con le sue parole, riportate in un comunicato stampa dell'associazione: "Le mie politiche saranno favorevoli a tutti i londinesi, senza distinzioni di sesso".

A questo si unisce la sua risaputa condanna al cambiamento di una legge inglese che risale alla Thatcher , secondo cui non è consentito educare i ragazzi a scuola alla tolleranza sessuale e all'esistenza delle relazioni omosessuali. Legge che Livingstone sta cercando di modificare.

La posizione del laburista, in linea con le leggi proposte durante i suoi anni a capo di Londra, è completamente favorevole all'unione civile di coppie omosessuali. Come dimostra il Civil Partnership Act del 2004 da lui proposto, che ha dato il via alle prime unioni omosessuali riconosciute dallo stato, Livingstone punta all'integrazione. La campagna attraverso le scuole inglesi per insegnare la tolleranza, una maggiore attenzione delle forze di polizia per evitare il divulgare di discriminazioni sessuali, ma anche politiche di prevenzione per le discriminazioni sul posto di lavoro, sono i punti del suo programma per continuare a supportare la comunita' gay a Londra.

Il direttore di Stonewall ha ricordato che, secondo delle recenti interviste, circa il 40% della popolazione gay di Londra pensa che verrebbe trattata diversamente rispetto agli altri cittadini se sospettata di un crimine, nonostante i progressi fatti dalla polizia riguardo la tolleranza sessuale. Progressi che sicuramente non possono essere negati considerando la carriera del candidato liberal-democratico Paddick nelle forze dell'ordine.

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I ballottaggi nei comuni toscani. A Viareggio vince il candidato appoggiato da GayLib.

(N0ve da Firenze) Nelle amministrative in Toscana avanza la destra e la Sinistra Arcobaleno vince un Sindaco. A Pisa Filippeschi passa con il 53%, ma a Massa il PD perde e l'avventura di Roberto Pucci, sostenuto da Sinistra Arcobaleno e diverse liste civiche, si conclude con la vittoria (54,25% con solo 1 sezione da scrutinare), a Viareggio vince il Polo (Luca Lunardini) con oltre il 60%. “La storica vittoria di Viareggio e lo straordinario risultato di Pisa, testimoniano che anche in Toscana la sinistra, se affrontata competitivamente, può essere sconfitta. Oggi il Popolo della Libertà sa che nulla è più scontato e che non esistono più rendite di posizione per la sinistra toscana” Così l’Onorevole Riccardo Migliori, Coordinatore Regionale di Alleanza Nazionale e candidato al Senato nel Popolo delle Libertà, alla luce dei risultati della tornata elettorale appena conclusasi. Conclude Migliori “Oggi inizia anche la battaglia per Firenze 2009 e il Popolo della Libertà, alla luce dei risultati di questo turno elettorale, è consapevole di poterla vincere”.

“La politica apuana e toscana scopre il sapore della competizione -commenta Alessandro Antichi, consigliere regionale F.I.-PdL- Un salutare cambiamento d'aria e un risveglio dei cuori stanno rendendo possibile la benedizione dell'alternanza dove, sino a poche settimane fa, non si vedevano altro che nomenklature inamovibili. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno votato per Sandro Bondi presidente della provincia di Massa Carrara. Grazie alle amiche e agli amici di Montignoso e Massa, di Carrara e Avenza, della Lunigiana, che ci hanno creduto e lo hanno sostenuto. Abbiamo dimostrato, dati alla mano, che con poco tempo, pochi mezzi, ma con competenza, dedizione, chiarezza morale, generosità umana e politica, come quella dimostrata dal coordinatore nazionale di Forza Italia, che non ha esitato a spendersi in prima persona, la democrazia ricomincia a funzionare anche dove, fino ad oggi, l'egemonia e il conformismo della vecchia sinistra imperavano indisturbate. Sandro Bondi aveva già ottenuto il risultato storico del ballottaggio e al secondo turno ha confermato un consenso vicinissimo ai 40.000 voti del primo turno (mentre Angeli scende da 52.000 a 47.000), dimostrando che il demone dell'astensionismo, d'ora in poi, sarà sempre di più una minaccia per la vecchia sinistra, cessando invece di essere uno storico punto debole del centrodestra. Anche questo è un segno di un cambiamento di clima, nell'opinione pubblica della nostra regione. Congratulazioni al presidente Angeli che si è guadagnato una riconferma che non era più scontata, dopo la discesa in campo del Popolo apuano e toscano della Libertà e dei suoi alleati civici e autonomisti, popolari, liberali e conservatori. Il nuovo gruppo consiliare provinciale unitario del Popolo della Libertà si vede assegnata la responsabilità dell'opposizione, oltre che un ruolo strategico nel processo fondativo della nostra nuova formazione politica”.

«Nessuno pensava possibile il risultato di Alemanno a Roma. Il PDL faccia tesoro di questa esperienza anche per Firenze. L'alternanza è possibile anche nelle realtà dove la sinistra ha gestito per anni clientele e potere». Lo ha detto Giovanni Donzelli, consigliere comunale di AN-PDL. «Nella nostra città - ha aggiunto - la sinistra ha scontentato tutti su molti temi: sicurezza, degrado, infrastrutture, assistenza sociale, politiche culturali, rassegne estive, traffico, cura e decoro della città. Il centrodestra ha adesso il dovere di essere credibile nel presentarsi come alternativa. Nel 2009 i cittadini non perdonerebbero al Popolo della Libertà gli errori di inefficienza dlla classe dirigente degli anni precedenti. Cambiare classe politica di governo in città non solo è adesso possibile, ma è un dovere morale per il centrodestra fiorentino».

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Rutelli, che sventola!

(Gad Lerner) E’ una sconfitta storica con pochi precedenti quella subita dalla sinistra italiana tra le elezioni politiche del 13-14 aprile e la riconsegna odierna del Campidoglio che fu di Rutelli e Veltroni alla destra. Tali sono le dimensioni della sconfitta che sarebbe ingeneroso addebitarla tutta quanta all’inquilino del “loft”. Anche se il trasloco da quella sede fittizia -tenuta in piedi per finta nei mesi trascorsi-a una sede di partito vera, simboleggia quella subalternità al mito della comunicazione, dell’apparire, per me assai indigesta.
Più grave è rilevare che Rutelli viene travolto cavalcando il tema dell’insicurezza e della paura dello straniero. Su questo terreno la destra riesce a dettare l’agenda dei mass media e costringe la sinistra a un inseguimento goffo e inefficace. La credibilità di Veltroni esce fortemente incrinata dalla smentita dei cittadini romani che due anni fa lo avevano votato plebiscitariamente credendo alla sua sincerità, quando diceva: voglio dedicarmi altri cinque anni alla mia città, poi lascerò la politica e farò il volontario in Africa. Che coincidenza, la settimana scorsa la Cgil ha perso le elezioni alla Pirelli Bicocca di Milano, cioè la fabbrica dove Sergio Cofferati aveva finto di ritornare lasciati gli incarichi di responsabilità nazionale. Un altro “beau geste” rivelatosi poco credibile. Forse la sinistra ha bisogno di ritrovare anzitutto coerenza, per essere di nuovo credibile nei suoi dirigenti. Poi dovrà osare oltre le ovvietà del genere: la sicurezza non è nè di destra nè di sinistra. Frasi che non servono a nulla.
Un’ultima parola su Gianni Alemanno. Apprezzo le sue prime parole da sindaco così come ne apprezzai la serietà quando era ministro dell’agricoltura. Ma la sua campagna elettorale ha avvelenato Roma e le peserà addosso in futuro.
Senza catastrofismi, ma non mi aspetto niente di buono dal predominio assoluto della destra nella sedicesima legislatura italiana.

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65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: Aprono Clooney e Pitt.


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(Kataweb cinema) Burn After Reading, scritto e diretto dai premi Oscar Joel ed Ethan Coen, aprirà la 65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in programma al Lido di Venezia dal 27 agosto al 6 settembre 2008, diretta da Marco Muller e organizzata da La Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.

Il film, che può contare su un cast composto da George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Richard Jenkins e Brad Pitt, verrà presentato in anteprima mondiale la sera del 27 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, a seguire la cerimonia di apertura della 65. Mostra.

Burn After Reading è una produzione Working Title, ed è prodotto da Joel ed Ethan Coen e dai produttori esecutivi Tim Bevan, Eric Fellner e Robert Graf. Burn After Reading uscirà in Gran Bretagna il 5 settembre, distribuito da Universal Pictures, e negli Stati Uniti il 12 settembre, distribuito da Focus Features. In Italia, Burn After Reading sarà distribuito da Medusa Film.

In questa dark comedy dai risvolti spionistici, John Malkovich interpreta il ruolo di ex agente della CIA le cui memorie finiscono accidentalmente nelle mani di due istruttori di una palestra di Washington che intendono trarre profitto dal ritrovamento. Il direttore della fotografia di Burn After Reading è Emmanuel Lubezki (Children of Men). Mary Zophres è la costumista alla sua ottava collaborazione consecutiva con i fratelli Coen. Jess Gonchor, già scenografo di Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men), ripete l'esperienza con Burn After Reading.

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