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lunedì 23 giugno 2008

I Gesuiti di Milano sollecitano il riconoscimento giuridico delle coppie gay.

(Adista) Un’apertura che farà discutere quella di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo. Sul numero di giugno, infatti, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali. Scopo del contributo, tentare di “delineare criteri che consentano (non solo ai credenti) di procedere alle mediazioni politiche e legislative sempre più richieste da un contesto pluralista”, attraverso la riflessione sulla possibilità di “istituire una disciplina giuridica di un legame tra due persone dello stesso sesso, non basandosi specificamente sulla sua connotazione omosessuale, quanto piuttosto sul suo significato per la vita sociale”.

Riconosciuto che le cause che concorrono a determinare un orientamento omosessuale sfuggono alla volontà del soggetto, Carlo Casalone, vicedirettore del mensile, afferma che “il compito dell’etica non sta nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”. La richiesta di riconoscimento giuridico da parte di coppie omosessuali è elevata: infatti, come sottolinea Giacomo Costa, caporedattore, “in assenza di alternative, il modello matrimoniale, pur compreso in senso limitato come ‘riconoscimento pubblico di una relazione affettiva’, rimane un punto di riferimento giuridico, oltre che simbolico per le convivenze omosessuali perché, alla base della rivendicazione, sta un desiderio di riconoscimento tout court della propria dignità”. Uno degli aspetti vissuti con maggiore difficoltà dagli omosessuali è infatti l’essere “socialmente invisibili”: “La lotta per il riconoscimento dei diritti civili e sociali – continua Costa – costituisce di fatto uno sforzo per entrare con il proprio progetto di vita nel ‘ciclo di vita’ della società nel suo insieme”.

Analizzando le argomentazioni che nella riflessione etico-teologica conducono ad una valutazione morale negativa sulle relazioni omosessuali, Massimo Reichlin, professore di Etica della vita all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, conclude che “è dubbio che tali argomenti giustifichino il rifiuto di qualunque disciplina legislativa delle unioni omosessuali”. “Nella misura in cui non le equipari al matrimonio - continua Reichlin -, ma riconosca alcuni diritti, fondati sulla continuità di una convivenza e di una relazione affettiva, pare difficile sostenere che un simile riconoscimento costituirebbe una svalutazione dell’istituzione matrimoniale o una modificazione radicale dell’organizzazione sociale”. Proprio la continuità e la stabilità della relazione costituiscono, come ricorda Angelo Mattioni, professore di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, “il dato cui la Corte Costituzionale ricollega il necessario riconoscimento di un rapporto che dà fondamento all’esercizio di diritti e all’adempimento di doveri”. La Corte, escludendo l’estensione delle norme che configurano la condizione giuridica della famiglia, di cui all’art. 29 della Costituzione, ad altre forme di convivenza, ha ritenuto loro fondamento costituzionale l’art. 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Come rileva Mattioni, “risultano sostanzialmente irrilevanti le caratteristiche dei membri che fanno parte di tale formazione sociale”: infatti, riconoscendo “nella stabilità la fonte di questi diritti e doveri, risulterebbe contrario al principio di uguaglianza escludere da queste garanzie certi tipi di convivenze”. “Non spetta al legislatore - evidenzia Mario Picozzi, professore di Medicina legale all’Università degli Studi dell’Insubria - “indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’assunzione pubblica della cura e della promozione dell’altro e di altri”. “Invaderebbe campi che non le appartengono una scelta politica che volesse stabilire a priori forme accettabili di espressione di quel legame e in base ad esse riconoscere e garantire determinate tutele”. “Il riconoscimento giuridico del legame tra persone delle stesso sesso - continua Picozzi - trova la sua giustificazione in quanto tale relazione sociale concorre alla costruzione del bene comune”. “Prendersi cura dell’altro, stabilmente, è forma di realizzazione del soggetto e al tempo stesso contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione”. In questo quadro, la scelta di riconoscere un siffatto legame, “senza mettere in discussione il valore della famiglia ed evitando così indebite analogie” appare, secondo Picozzi, “giustificabile da parte di un politico cattolico”. Essa rappresenta infatti “un’opzione confacente al bene comune, di promozione di un legame socialmente rilevante, di un punto di equilibrio in un contesto pluralista in cui potersi riconoscere, di risposta praticabile a una esigenza presente nell’attuale contesto storico”.

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GayLib. Dal Macabropride al cimitero a Lubiana. Le disavventure tragicomiche di una compagnia di giro...

Riceviamo da un lettore e pubblichiamo:

Buona sera.
In relazione al vostro ultimo articolo su gaylib a Lubiana, avendo notato che l' Oliari si è preso la briga di rispondervi tramite il sito di gaylib, vi invito a pubblicare l' immagine della lettera con cui ritiene di avere "dato la propria adesione accettando in toto la piattaforma politica della manifestazione slovena", per citare la presidente di "certi diritti".

L' email in questione (http://www.gaylib.it/varie/fumo3.jpg) è interessante per svariati motivi:

  1. è stata inviata il 17 giugno sera nonostante sul sito battessero la grancassa da settimane.
  2. è stata inviata ad un indirizzo pescato a casaccio sul sito del gaypride, nessun contatto diretto con gli organizzatori.
  3. è scritta prima in italiano (21 giugno), poi in una lingua misteriosa che testimonia la superiore padronanza dell' anglo idioma dell' italo Oliari.
Ammesso che qualcuno abbia letto questa mail, è assai probabile sia stata ritenuta uno scherzo o opera di qualche minorato psichico. Da notare che per levarsi i gaylib dai piedi abbiano autonomamente provveduto a recuperare il numero di Oliari e l'abbiano cortesemente chiamato (Ndr. di non ne siamo proprio sicuri. Quasi certamente qualche "anima buona" dall'Italia deve avere avvertito quelli di Lubiana di quale giro avrebbe fatto la gayband. A sinistra molte volte non sono particolarmente teneri con Oliari e soci.).
Avete ragione nel suggerire che a Lubiana avessero saputo dell' improvvisata "di sguincio".
Chiedo perdono per l'intervento di gusto opinabile ma ritengo che la strumentalizzazione e la spettacolarizzazione dei fatti di sabato ad opera di gaylib abbiano raggiunto livelli non più accettabili.
Mi auguro comunque che Oliari & soci abbiano più fortuna col gay pride di Addis Abeba.
Felice sera,
Federico
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Ndr. L'irritazione e la nevrastenia del povero Oliari è palpabile nell'email che ci ha inviato il 21 giugno quindi fresco di calcione appena preso e avente per soggetto: "smettetela di rendervi ridicoli davanti a tutti..." Leggiamola:
"NotizieGay, tramite il suo gay non dichiarato, il vigliacco e allegro "Aspis", dimostra ancora una volta tutta la ristrettezza e la bassezza di cui si caratterizza: il contatto con il comitato organizzatore del gay pride sloveno è del 17 giugno, ad opera del presidente di GayLib. Ancora una volta Notiziegay si distingue per il becero che è ed ancora una volta è lei a compiere la figura di m..."
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Ce ne siamo accorti subito ed in Redazione abbiamo riso tutti. Abbiamo preferito non rispondere all'Oliari per non infierire ulteriormente e per chiudere qualsiasi vana polemica con GayLib e per non dare a loro una visibilità così importante qual'è quella che rappresenta oggi Notizie gay. Ci siamo messi il cuore in pace non cambiano, anzi peggiorano.
Ma ora siamo costretti a riprendere in mano il caso grazie a questo lettore. Premesso che non si tratta del nostro Federico (non siamo tanto babbei o piccini da scriverci delle finte lettere aventi poi per argomento GayLib... per carità...). Come se ne e' accorto questo lettore della macroscopica bufala, ovviamente ce ne siamo accorti anche noi e chissà in quanti staranno ridendo di questa ennesima comica... Un fatto è certo: con questa compagnia teatrale la gloriosa commedia dell'arte italiana ha nuovo ossigeno e si perpetua... e per questo grazie!
Lo ammettiamo all'inizio di questa avventura un pensierino per stringere un eventuale stretto rapporto collaborativo con GayLib l'avevamo avuto. Meno male che è stato solo un pensierino...
Pare che anche nel centrodestra si stia muovendo qualcosa, perlomeno dalle parti di Milano, visto che la Moratti ha ritenuto opportuno non snobbarli. Purtroppo abbiamo poche notizie di questi ultimi arrivati. Abbiamo una speranza: che siano più seri, meno maldestri, più organizzati e meno superficiali di quelli di GayLib.
A quando le dimissioni caro Oliari, pataccate del genere non sono sufficienti? E con questo articolo non parleremo mai più di GayLib, è una promessa. Sarà dura ma cercheremo di farcela. (Apis)
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MilanoModa uomo. E l'uomo si scopre sexy.

Sulle passerelle milanesi Emporio Armani e Alexander Mc Queen propongono collezioni maschili con trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista.
(Enrico Maria Albamonte - L'Espresso) Le passerelle maschili di Milano per la prossima primavera-estate 2009 si fanno torride. E non solo per l'afa che inonda le strade della città. "Vedo nudo" è il messaggio eloquente trasmesso dalle due collezioni più sexy viste finora: Emporio Armani e Alexander Mc Queen. Tutti sul tapis roulant quindi per sfoggiare trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista, questo almeno prescrivono le ultime proposte dei due stilisti.

Entrambi si ispirano a scenari nordici, surreali, metropolitani. Con una prospettiva più carnale per Giorgio Armani che ridisegna armonie in blu, e con una vena più sperimentale per McQueen che torna agli anni'90 e precisamente al 1994 con giacche sospese sul corpo, ossa umane e DNA stilizzati stampati, quasi pennellati sul busto, esile ma provocante.

Il colore di punta è il nudo: i suoi abiti sono quasi un'artificiosa seconda pelle, bendano il corpo come una scultura di Christo, sono laminati e stampati con disegni optical che ipnotizzano le donne (e gli uomini) adoranti. I glutei sono osannati da tagli strategici di pantaloni metallizzati che sono piatti sul davanti e si restringono fino a 17 cm. Sul fondo per svelare originali scarpe in materiali olografici o stringate in vernice a olio. Tanta vernice rutilante e sneaker dagli accenti cyber anche per la linea Emporio Armani che punta sull'aquila come talismano di seduzione tatuato sul corpo abbronzato e depilatissimo dei modelli.

Armani torna agli anni'80 nei tagli dei capelli ondulati, scolpiti e méchati e nell'esibizione di un corpo palestrato ma più asciutto e moderno, tonico senza strafare. Gli abiti di Armani sono meglio di un afrodisiaco : accendono il desiderio con i loro tagli sartoriali che accentuano l'ampiezza delle spalle nelle giacche completamente destrutturate e stimolano la curiosità femminile con i bermuda arricciati o in fantasie floreali da abbinare a giacche a stuoia omaggio a Chanel. Lo sport preferito di questo maschio un po' narciso? Il kitesurf, da praticare con tute di neoprene e tavole griffate per cavalcare l'onda perfetta.
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In india le organizzazioni Glbtq preparano i gaypride in tre città.

Sfileranno a Nuova Delhi, Calcutta e Bangalore.
(Ap) Centinaia di attivisti gay indiani stanno ultimando i preparativi per tre Gay Pride in programma in altrettante città dell'India alla fine della settimana. Si tratta di un evento senza precedenti per un Paese dove l'omosessualità è ancora fuori legge.

Gautam Bhan, scrittore e attivista gay coinvolto nell'organizzazione, ha precisato che le tre marce si terranno contemporaneamente a Nuova Delhi, Calcutta e Bangalore il 29 giugno.

Secondo la legge indiana, l'omosessualità è un reato "contro l'ordine naturale". Nel Paese i gay e le lesbiche devono anche far fronte a radicati tabù all'interno della società e raramente fanno "outing". Ma negli ultimi anni, è aumentato sensibilmente l'attivismo gay, specialmente nelle aree urbane, per combattere contro la discriminazione legale e sociale dell'omosessualità.

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Logoramento a mezzo stampa per Veltroni. Anche gli amici pensano al dopo Walter.

Manifestazione del Pd

(Panorama) Nei giorni precedenti la convocazione dell’assemblea del Pd erano state le correnti ad agitare le notti di Walter Veltroni. Poi arrivando alla Fiera di Roma il blogger Mario Adinolfi ne aveva chiesto, anche se per la verità lo faceva da settimane, ufficialmente la testa. Eppure nella semideserta riunione democratica il segretario del Pd era riuscito ad ottenere una tregua balneare. Tregua che però è durata poco: visto che Arturo Parisi ha infiammato una domenica, già calda per le temperature africane e per l’attesa di Italia-Spagna, con un’intervista molto netta al Corriere della Sera nella quale ha detto a chiare lettere che Veltroni dovrebbe lasciare.

Il prodiano non è nuovo a sortite del genere: sono in molti a ricordare che nella Margherita il suo gioco era lo stesso. Eppure il leader dell’ex loft, ora traslocato al Nazareno, non l’ha presa per nulla bene: “Nessuna riposta” ha detto ieri “non mi sorprende l’intervista. Credo” ha aggiunto giustificando il proprio lavoro “che in cinque-sei mesi di lavoro, considerando la condizione molto difficile dalla quale ci siamo trovati a partire, abbiamo fatto moltissimo. Il gruppo dirigente del Pd dovrebbe rendersi conto che oggi c’è una grande forza, che non c’è mai stata e che è paragonabile, se non superiore, ad altre forze europee”.

Veltroni, infine, ha sottolineato che nei prossimi mesi “creeremo le condizioni perché quando si tornerà a votare, e non so quando, visto il modo in cui il governo si comporta, credo che potremo avere i risultati che ci aspettiamo”. Parole di circostanza. A cui è seguita la bordata fatta recapitare a Parisi questa mattina su Repubblica con l’intervista del vice segretario, Dario Franceschini: un colloquio con il giornale più amico del Pd, nel quale il titolo è ottima sintesi del pensiero dei veltroniani “Basta con la corsa al logoramento. Walter anche al prossimo giro”. Ecco, quando si dice più realisti del re.
Perché che Veltroni possa non farcela ci stanno pensando anche nel circolo di quelli che stanno più vicini allo stesso ex sindaco di Roma. Gente come Goffredo Bettini: che, pure lui risponde oggi sul Corriere a Parisi, ma pare anche stia organizzando i quarantenni del Pd, “Nel caso che Walter lasci”. Ovviamente si tratta di persone di provata fede politica. Insomma un drappello di quarantenni veltroniani come il ligure Andrea Orlando, il friulano Alessandro Maran, il giovanissimo lombardo Maurizio Martina, il veneto Andrea Martella, il romano Nicola Zingaretti pronti a succedergli. E proprio quest’ultimo pare sia, complice l’amicizia con Bettini, tra i favoriti.

Oltre ai veltroniani di sono pure i “coraggiosi rutelliani” che l’11 e 12 luglio a Montecatini ribadiranno le ragioni dell’ex vicempremier che all’assemblea di Roma aveva sottolineato l’importante di “un ragionamento che vada oltre le caselle del XX secolo”.

E infine ad agitare i sonni, già non tanto tranquilli, di Veltroni c’è pure la neonata Red (è stata registrata dal notaio giovedì scorso): sono 120 parlamentari legati a Massimo D’Alema e alla sua fondazione Italianieuropei, che inizieranno a riunirsi da domani a Roma al cinema Farnese. L’acronimo è tutto un programma: Riformisti E Democratici, cioè soprattutto “Red”. Che in inglese sta per rosso, rossi.

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Nozze gay, i vescovi anglicani boicottano la conferenza di Lambeth.

La conferenza è il simbolo dell'unità della comunità anglicana.
(Apcom) Nuovi guai per la Chiesa anglicana in vista della Conferenza di Lambeth della prossima estate. Dopo il primo matrimonio con rito tradizionale fra due preti omosessuali celebrato un mese fa, e la rivolta di 500 preti alla proposta di consentire alle donne di diventare vescovo, alcuni vescovi inglesi hanno annunciato che non parteciperanno alla conferenza in segno di protesta contro la presenza di religiosi favorevoli ai gay. La Conferenza di Lambeth, simbolo dell'unità della Comunità Anglicana, viene convocata una volta ogni 10 anni.

Stando a quanto scrive oggi il Sunday Telegraph, almeno tre vescovi declineranno l'invito dell'Arcivescovo di Canterbury, Rowan William, (nella foto) mentre altri sei vescovi starebbero valutando di fare altrettanto. Iniziative che minacciano di minare l'autorità dell'Arcivescov William, commenta il quotidiano britannico, impegnato da anni a garantire l'unità della chiesa contro la divisioni nate dalle questioni legate all'omosessualità e al ruolo delle donne.

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Bologna, a pochi giorni dal gaypride scoppia il caso Caffarra.

L'Arcivescovo Caffarra al seminario dei medici cattolici. "I gay tradiscono la vera sessualità". "I rapporti omosex, pericolo sociale".
(Giovanni Panettiere - Il Resto del Carlino) A una settimana dal Gay Pride, l'arcivescovo Carlo Caffarra, intervenendo sabato al seminario dei medici cattolici di Brescia, s'interroga sull'origine della sessualità maschile e femminile e chiude le porte alle relazioni omosessuali. Una lezione sintetizzata dallo stesso cardinale sulla prima pagina di Bologna 7 di ieri. Per Caffarra l'orientamento sessuale, maschile o femminile, non è, a dispetto della teoria gender, "frutto della libertà che, nel progettare questa configurazione, non ha alcun referente naturale" e nemmeno il risultato della sola natura perché in questo modo "l'io é ridotto all'insieme dei processi biologici e psicologici". Da dove derivano allora l'orientamento sessuale maschile e femminile, se la spiegazione non la si può trovare nel divario tra "natura o cultura", tra "realtà o scelta"? "Quando parliamo di mascolinità e femminilità — risponde il cardinale — parliamo di un corpo, di una fisiologia e di una psiche che sono maschili e femminili. In una parola di natura maschile e femminile". Ma la natura non basta a spiegare il nostro essere uomo o donna, la nostra attrazione per l'altro sesso, sia questo maschile o femminile. Nel tempo il genere umano ha elaborato "una comprensione della propria mascolinità e femminilità" producendo "codici etici riguardanti il modo di viverla propria". Sono allora la natura e la cultura, la realtà e la scelta a determinare la sessualità. Dalle parole del cardinale è chiaro che è solo l’eterosessualità ad essere naturale. Per la Chiesa l'omosessualità resta "intrinsecamente disordinata" (Dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede, 1986), anche se, in un intervento del 1975, la stessa Dottrina Fidei ammette la possibilità di "omosessuali definitivamente tali per una specie di istinto innato". Secondo Caffarra "il significato veicolato dalla mascolinità/femminilità della persona è un significato sponsale: l'essere costituiti per una relazione con l'altro". Ecco allora il duro monito contro le unioni omosessuali che tradiscono "il significato originario della sessualità": sono relazioni di identici, "cioè alla fine con sé stessi".
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Caffarra alla vigilia del Gay Pride: "Rapporti omosex, pericolo sociale". L'intervento del cardinale sul tema "Maschio o femmina. Realtà o scelta?"
(Michele Smargiassi - La Repubblica, edizione di Bologna) - Ignorare o confondere la distinzione fra uomo e donna non è solo irragionevole, ma "inficia ogni rapporto sociale"; insomma le rivendicazioni omosessuali sono una minaccia per la società tutta quanta. Lo dice da tempo il cardinale Carlo Caffarra, ma non è un caso che abbia voluto ribadirlo ieri con grande evidenza su Bologna Sette, il supplemento domenicale diocesano di Avvenire, a meno di una settimana dal Gay Pride che sta scuotendo, in città e non solo, i rapporti fra laici e cattolici in politica.

Il testo dell'arcivescovo, titolato a tutta pagina Maschio e femmina: realtà o scelta?, è frutto di una relazione presentata sabato scorso da Caffarra al centro pastorale Paolo VI di Brescia, ma Avvenire tiene a precisare che il cardinale ne ha "scritto di suo pugno" una sintesi specificamente per il settimanale. Nel testo il cardinale, col linguaggio del teologo morale, propone una "risposta cristiana" alle due opposte, e a suo parere sbagliate, interpretazioni della differenza fra i sessi: la "teoria del gender" che ammette che chiunque possa scegliere liberamente la propria appartenenza di genere senza sentirsi tenuto a rispettare alcun "referente naturale"; e la teoria della "rottamazione dell'io" per cui l'identità sessuale "è ridotta all'insieme dei processi biologici e psicologici" e non bisogna fare altro che seguire "una mera spontaneità". La risposta cristiana, per Caffarra, sta in mezzo: "natura e cultura, libertà e scelta": non una media matematica, ovviamente, ma il riconoscimento dettato dalla ragione che "la humanitas è bi-forme", che la relazione tra mascolinità e femminilità "non si contratta" perché ha già una sua naturale destinazione: il suo "significato sponsale, l'essere costituiti per la relazione con l'altro", che è poi "condizione dell'esistenza di un terzo: il figlio". E qui Caffarra affonda il giudizio sull'omosessualità: "La relazione omosessuale non veicola più il significato originario della sessualità, è relazione di identici, cioè alla fine con se stessi". Non solo: "Poiché la società uomo-donna è il paradigma fondamentale di ogni socializzazione della persona, l'errore e il disordine circa quella inficia ogni rapporto sociale". Ne deriva in particolare una minaccia per l'istituto matrimoniale e la famiglia, "che sta subendo una vera e propria de-costruzione, smontata pezzo per pezzo. Si parla ancora di coppia, di famiglia, di genitori, di paternità/maternità, ma queste parole veicolano significati tra loro contrari". Non è difficile, dietro il linguaggio cattedratico, leggere un riferimento alle unioni civili e al matrimonio omosex. Così come sembra trasparente il rimprovero di Caffarra al "pensiero cristiano" che "non è sempre stato vigile" su questi argomenti: quasi un invito ai cattolici bolognesi a levare la loro voce. Come in effetti le ACLI di Bologna hanno appena fatto, accusando il PD (che invece ha aderito alla manifestazione sui diritti omosessuali che solcherà sabato prossimo le vie di Bologna) di "appoggiare una manifestazione esibizionista e radicalmente anti-cattolica". Il PD ha risposto di avere aderito in nome della "lotta contro ogni discriminazione" senza far propria l'intera piattaforma della manifestazione. Ma dopo il richiamo dell'arcivescovo, la polemica potrebbe tornare ad allargarsi.

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California. Primo weekend di matrimoni gay. Si presentano in 15.000.

E' il primo fine settimana dall'entrata in vigore della legge che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso, e la California è diventata la meta di centinia di coppie statunitensi che hanno deciso di celebrare lì la propria unione.
La California infatti, a differenza del Massachuttes (l'altro Stato che ha vietato la discriminazione) concede la possibilità di sposarsi non solo alle coppie residenti nel suo territorio, ma a chiunque ne faccia richiesta.
Nella sola città di West Hollywood sono state cento le coppie di gay e lesbiche che si sono presentate davanti al sindaco. Si calcola che nel week-end si siano presentati per contrarre un regolare matrimonio in tutto lo stato della California almeno 15.000 persone.

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Sesso in macchina, arriva la polizia. 'Beccati' due giovani anconetani in "piena attivita'".

E’ accaduto verso le 19 di sabato. Un passante, che li ha visti mezzi nudi e in piena ‘attività’, ha chiamato la polizia. Ora rischiano di finire in tribunale con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico.

(Il Resto del Carlino) Sarà stato il caldo della prima vera giornata torrida di quest’estate finora così avara, ad accendere certi bollori giovanili... Sta di fatto che una coppia dell’Anconetano (27 anni lui, 25 lei), probabilmente di ritorno dalla spiaggia, non ha voluto aspettare neppure la complicità del buio, per saziare i propri ardori. Parcheggiata l’auto in via Sella, una strada senza sbocco proprio in faccia al centro commerciale Aurora, i due giovani si sono abbandonati ad effusioni piuttosto ‘spinte’.

E’ accaduto verso le 19 di sabato. Un passante, che li ha visti mezzi nudi e in piena ‘attività’, ha chiamato la polizia. Quando è arrivata sul posto la Volante, lui e lei stavano ormai rivestendosi (non è che avessero granchè da indossare, dopo una giornata al mare...), ma tanto è bastato perchè finisseri nei guai.

Gli agenti li hanno identificati e ora trasmetteranno un rapporto a loro carico alla Procura. Rischiano di finire in tribunale, accusati di atti osceni.

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Ancora su Sanremo. Anna Tatangelo: Grillini poco sincero.

Tatangelo diva Rai. «Basta festival di Sanremo Vorrei lasciare un segno e poi sparire per sempre».

(Il Corriere della Sera) Anna Tatangelo, già parlano di lei come una «superstar » per le due serate evento su Raiuno col fidanzato-manager Gigi D'Alessio. Come definirebbe se stessa in questo momento?
«Una ragazza fortunata di 21 anni con già molta esperienza alle spalle. Cinque Sanremo. Ho lavorato con Mogol. Un duetto con Michael Bolton. Era un sogno nel cassetto: già avuto».
Chi è il suo modello di riferimento?
«Non uno solo. Di Madonna amo il suo giocare con la moda, il suo essere anche imprenditrice. Mia Martini: grande. Mina resta l'artista italiana più completa. Voce immensa, capacità di mettersi in gioco, abilità nello sparire al momento giusto».
Le piacerebbe «sparire al momento giusto»?
«Sì. Dopo aver lasciato un segno. Bisogna ricercare sempre».
Mina ruppe le convenzioni: un figlio senza matrimonio, per esempio. Lei condurrà un programma sulla cattolica Raiuno. Ed è la compagna di un uomo sposato. Imbarazzi?
«No. Sono cattolica, non praticante. Credo in Dio e lo ringrazio ogni sera. Nel nostro caso c'è un sentimento pulito. Un clima di serenità anche con i figli di Gigi. Non capisco perché la Chiesa cattolica compia discriminazioni verso i separati e i divorziati negando la comunione. Perché escludere le persone da quel sacramento? Le separazioni purtroppo appartengono all'evoluzione della nostra società».
Il vescovo di Sora, Luca Brandolini, a marzo disse: non riconosco più questa Anna. Poi l'ha «riconosciuta »?
«Incidente chiuso. Ci siamo chiariti. Così come ho chiarito i malintesi col sindaco. E qui finisco».
Le hanno dato della «sfasciafamiglie ». Le pesava?
«All'inizio sì. Penso che i panni sporchi vadano lavati in famiglia, invece siamo stati al centro di una tempesta mediatica. Però Gigi e io sappiamo la verità sulla nostra storia, da quanto tempo era finita tra lui e la moglie. Ma teniamo questa verità chiusa nella nostra intimità. Ammetto di aver avuto difficoltà con la mia famiglia: vengo da Sora, una mentalità chiusa. Dopo una battaglia i miei hanno compreso l'assoluta sincerità di questo rapporto».
A Sanremo lei ha gridato dal palco «Gigi, ti amo!». Non ha pensato che avrebbe ferito qualcuno?
«Quando sei felice fai sempre del male a qualcuno».
Conta la differenza di età tra voi?
«Assolutamente no. Anzi, è una ricchezza. Gigi può solo insegnarmi cose che non conosco. Un gran vantaggio ».
Figli in futuro?
«Perché no? Amo quelli di Gigi. Mamma vuol diventare nonna».
Che tipo di italiana vuole rappresentare?
«Una ragazza che lavora e vuole essere se stessa. Ma che cucina, sistema casa, organizza la vita altrui. Sono puntigliosa. A casa mi chiamano "la nonna"».
Si è messa seriamente a studiare canto, nel frattempo?
«Sì, con Fabrizio Palma il maestro di "Amici". Conto di imparare a suonare presto uno strumento: chitarra o piano».
Ultimo libro letto? Romanzieri amati?
«Libro, Ragione e passione contro l'indifferenza di Vittorio Sgarbi. Bellissimo. Romanziere, Alessandro Baricco: sincero, diretto soprattutto in Oceano mare ».
Film visti? Magari «Gomorra» o «L'ultimo divo»?
«Sto proprio andando a vedere. Gomorra. Ieri ho visto in tv Alla ricerca della felicità di Gabriele Muccino. Ho riflettuto su quanto la vita possa essere dura. Penso a tanta gente che conosco. Persino alle difficoltà dei miei fratelli ».
Simpatie politiche? Dicono che lei sia filo-Berlusconi.
«Destra, sinistra... La musica può solo unire. Sono per la serenità e la tranquillità. Poi, le mie idee le tengo per me».
Posizione bipartisan...
«Ecco. Diciamo così».
Come funzionerà il programma D'Alessio- Tatangelo? Solo tv commerciale o uno sforzo verso un programma di qualità?
«Non faremo informazione culturale, ma musica di livello con ospiti importanti. Un nome per tutti, verrà Vasco Rossi. Con l'orchestra di Adriano Pennino interagiremo con molti amici».
A Sanremo, Franco Grillini le contestò di aver proposto strumentalmente una canzone dedicata alla tematica gay...
«Mi è sembrato poco sincero. Invece io ero sincera, descrivevo un'esperienza personale. Ma mi avrebbero attaccato comunque. Con una canzone d'amore mi avrebbero accusato di giocare sul mio rapporto con Gigi. Quindi...».
Dicono che lei sia fredda, distaccata.
«Al contrario. La verità è che ho avuto un'adolescenza diversa dalle altre. A 15 anni affrontavo il mio primo Sanremo. Tutto questo ti allena ad essere sempre presente, responsabile ».
A proposito: quanti altri Sanremo affronterà?
«Mai più. Basta. Cinque sono già troppi. Bastano per una vita».

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Brasile: Scarcerato il sergente gay arrestato.

Il sergente Fernando Alcantara Figueiredo, primo militare brasiliano che ha riconosciuto pubblicamente di avere una relazione omosessuale con un commilitone, e' stato liberato ieri sera, dopo otto giorni di arresto in una struttura dell'esercito.

(Ansa) Figueiredo era stato condannato all'arresto, che ha scontato nella caserma del Battaglione della Guardia Presidenziale di Brasilia, per aver viaggiato a San Paolo senza il permesso dei suoi superiori, ha informato il Centro di Comunicazione dell'Esercito.
'Ho sopportato un arresto disciplinariamente molto duro, quando l'unica cosa che ho fatto e' dire che sono gay e che vivo in una situazione coniugale con un compagno d'armi', ha detto il sergente alla stampa dopo la sua liberazione.
Il caso di Alcantara Figueredo ha scatenato l'ira delle organizzazioni di difesa dei diritti degli omosessuali, che hanno organizzato proteste davanti a sedi militari a Rio de Janeiro, accusando l'esercito di essere omofobico.
Il compagno di Alcantara Figueredo, il sergente Marinho de Araujo, e' stato anche lui arrestato ed accusato di diserzione.
Il caso della coppia di sergenti gay e' scoppiato quando i due hanno partecipato a un 'talk show' televisivo condotto dalla modella Luciana Gimenez - nota sopratutto per aver avuto un figlio con Mick Jagger, il cantante dei Rolling Stones - per parlare del loro rapporto.

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Franco Grillini, portasse sfiga?

GRILLINI (PS). GATTUSO HA AVUTO TORTO, COL TRADIZIONALISMO E LA CHIUSURA VERSO LE MINORANZE SI PERDE.
Come italiano mi dispiace, come uomo di libertà non si può che prendere atto della superiorità del modello spagnolo.

Franco Grillini
Costituente socialista,
Presidente gaynet,
Direttore Gaynews,
Presidente emerito Arcigay.

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GATTUSO: MEGLIO NON FARGLI LA DOMANDA SUI MATRIMONI GAY
(La Repubblica, a L'Amaca di Michele Serra ) L´omofobia, specie in un paese bigotto come il nostro, è una questione così seria che il povero Rino "Ringhio" Gattuso non meritava di finirci dentro fino al collo. Alla domanda impervia di un cronista ("che cosa pensa dei matrimoni gay in Spagna"?), Ringhio ha risposto come poteva, cioè malamente, dicendo che lui è contrario perché gli piace "il matrimonio in Chiesa tra un uomo e una donna": argomento che con le unioni civili e le leggi dello Stato c´entra come i cavoli a merenda. Mi sono ricordato di quando un´anziana e amatissima tata, alla vigilia del referendum sul divorzio, mi disse che avrebbe votato contro perché non voleva essere obbligata a divorziare. È lo stesso candido equivoco nel quale è caduto il macho Gattuso, del tutto ignaro del fatto che i diritti altrui sono appunto altrui, e niente hanno a che fare con le nostre scelte individuali e la nostra libertà di vivere come preferiamo.

Naturalmente, il reddito di "Ringhio" è di un migliaio di volte superiore a quello della mia tata, e volendo avrebbe avuto modo di comperare qualche giornale e addirittura qualche libro in grado di spiegargli come stanno le cose. Ma i soldi, come è noto, non bastano a emancipare lo spirito, e dunque l´opinione di Gattuso rimane solidamente nell´alveo dell´eterna ingenuità popolare. Penso che sarebbe stato meglio non fargli la domanda.
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ITALIA/SPAGNA. UNA DELEGAZIONE DI TIFOSI GAY PRO ZAPATERO.
Indossano gonna rosa e magliette rosso gialle.
(Ansa) Tifo infuocato, anche per le temperature africane oggi a Vienna, dentro e fuori lo stadio Ernst Happel prima dell'inizio della partita Spagna-Italia: tifoserie coloratissime e a tutto decibel per il centro di Vienna, nella metropolitana e nell'area del Prater attorno allo stadio, e dentro. I supporter spagnoli, numericamente inferiori (12.000 in tutta la citta' secondo dati della polizia) si distinguono per urlare di piu': 'Domingo 1 Pavarotti 0', dice un tifoso convinto della vittoria della Spagna. Gli italiani (fino 20.000-30.000) si esibiscono e si sentono di meno nella folla. 'Ohio', ohio' Luca Toni segna per noi', intona un gruppo di fan italici, continuando la sfida sul piano canoro.

Cappelli cilindrici altissimi, con i colori del tricolore sopra, sono il feticcio piu' in voga fra gli italiani, con molto azzurro e bandiere verde, bianco, rosso. Qualcuno si e' travestito da centurione romano, volendo forse sottolineare la millenaria superiorita' dell'Impero romano. Fra gli spagnoli e' l'ora del rosso profondo: rosso ovunque con richiami gialli e bandiere rosso, giallo, rosse dalla testa ai piedi. Mancano i tori, ma in assenza, moltissimi indossano delle parrucche nero pece che raffigurano la testa del toro. 'Espagna, Espagna', cantano come un inno scaramantico.'Ole' Ole', banderas banderas (bandiere)'. Vinceremo l'Italia, ora o mai piu', si fa coraggio uno. Una rappresentanza di gay e' venuta ad attestare la liberalita' del governo Zapatero, che ha autorizzato i matrimoni unisex: un gruppetto di fan omosessuali indossa gonne rosa sotto e magliette rosso gialle sopra con sciarpa in tono e tifa appassionatamente per i ragazzi spagnoli in campo.
In tribuna vip c'e' Re Juan Carlos con la regina Sophia. Per l'Italia e' presente il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
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Ndr. Un soddisfatto ma dispiaciuto Grillini che proprio non può farne a meno di un titolo qualsiasi e di accumulare cariche. Il vecchio che non lascia... (Aspis)

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