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mercoledì 10 settembre 2008

Procedura contro Sabina Guzzanti per vilipendio al Papa al "No cav day".


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L'iniziativa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano. Gli inquirenti hanno chiesto l'archiviazione per le frasi di Beppe Grillo su Napolitano.

(Quotidiano.net) La Procura di Roma ha chiesto al ministro della giustizia l'autorizzazione ad avviare un procedimento a carico di Sabina Guzzanti, per quanto dichiarato dall'attrice l'8 luglio scorso, in occasione della manifestazione "No Cav Day", svoltasi in piazza Navona. La showgirl è indagata per il reato di vilipendio.

L'iniziativa dei pm Angelatonio Racanelli, Sergio Colaiocco e del procuratore capo Giovanni Ferrara, è presa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano che equipara, e quindi protegge, che la figura del pontefice a quello del Capo dello Stato.

Gli inquirenti hanno poi chiesto l'archiviazione del fascicolo riguardante le frasi pronunciate da Beppe Grillo, nella stessa occasione, e che riguardavano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo l'interpretazione dei magistrati quelle del comico genovese erano delle battute in cui non erano contenute offese o frasi irriguardose, ma solo comiche.

La posizione di Grillo è stata valutata sotto il profilo della satira e del diritto di critica. Le parole, invece, della Guzzanti sono state valutate estremamente irriguardose nei nei confronti del Papa. L'autorizzazione al ministro è un passaggio necessario per instaurare il procedimento nei confronti dell'attrice, che comunque è stata iscritta sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di vilipendio. I magistrati in questi casi hanno proceduto d'ufficio.
Per quel che riguarda invece le parole della Guzzanti per Mara Carfagna, per avviare un fascicolo servirebbe una querela dello stesso ministro delle Pari opportunità. Ma ad oggi, a piazzale Clodio, non è stata ancora posta all'attenzione degli inquirenti una denuncia.

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martedì 9 settembre 2008

Cent’anni dalla nascita di Cesare Pavese, il solitario delle Langhe.

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Cesare Pavese riceve il Premio Strega

(Panorama) “Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri”, scriveva nel diario Il mestiere di vivere. La sua risposta fu la letteratura.
Il 9 settembre ricorre il centenario della nascita di Cesare Pavese, il grande scrittore piemontese che pose fine alla sua vita a 41 anni, e la sua letteratura intrisa di riflessioni sulla solitudine, come sulla famiglia, sull’amore, sul sesso, sull’amicizia, sulla morte, è ancora di forte attualità. Come pure riecheggiano ancora vivamente i paesaggi che la accompagnano, le colline della sua infanzia, attorno al paese di Santo Stefano Belbo, sulle Langhe, dove è nato, ma anche il palpitare di Torino, città dove è cresciuto, dove si è laureato in letteratura, dove è stato arrestato per la sua complicità con i comunisti, dove ha lavorato per molti anni nella nascente casa editrice Einaudi, accanto a Leone e Natalia Ginzburg e Italo Calvino. Con i portici del centro storico, i quartieri della classe operaia, bar e ristoranti, il Po e ancora le colline vicino alla città.
Passando dalla poesia alla prosa, appassionato di letteratura anglo-sassone tanto da essere anche noto traduttore, dalla raccolta di versi Lavorare stanca (1936) al romanzo Paesi tuoi (1941) o La casa in collina (1949). Tra delusioni amorose e letterarie, ma anche fino al consacrato successo che assegnò il Premio Strega al capolavoro finale La luna e i falò, nel 1950.

A cento anni dalla sua nascita non potevano non rincorrersi le iniziative per ricordare Pavese. Soprattutto in Piemonte, dove la Fondazione Cesare Pavese, fino al 31 dicembre onora il “Centenario pavesiano” con un programma (qui in pdf) di eventi artistici che include “PPP Passeggiando per Pavese”, con l’installazione “L’uomo libro” realizzata proprio davanti alla Fondazione con centinaia di libri di Pavese, prestati dai lettori sparsi per il mondo. E il Grinzane dedica allo scrittore il suo post Festival.
A Milano, nel corso della rassegna “Estate nei chiostri”, per il ciclo “Caro docente“, all’Umanitaria Franco Mereghetti approfondisce l’opera a partire dal libro Lavorare stanca. Anche Poste Italiane lo celebra con l’emissione di uno speciale francobollo, che fa il suo esordio negli uffici postali il 9 settembre, del valore di 0,65 euro, stampato in 3 milioni e 500 mila esemplari. Disegnato da Rita Morena, riproduce un ritratto dello scrittore e, sullo sfondo, alcuni versi del manoscritto originale della poesia Hai un sangue, un respiro, una fra le più amate fra quelle pubblicate postume nella raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Gli ultimi versi di Verrà la morte e avrà i tuoi occhi sono dedicati all’attrice americana Constance Dowling, sua delusione amorosa, che andò ad aggiungersi al disagio esistenziale che neppure il Premio Strega vinto da poco aveva risollevato. In una camera dell’albergo Roma, a Torino, occupata il giorno prima, il 27 agosto 1950 Pavese si suicidò ingerendo sedici bustine di sonnifero. Sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò che si trovava sul tavolino aveva scritto: “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.

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Da sinistra Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Franco Antonicelli e Augusto Frassinelli negli anni ‘40 sulle colline delle Langhe

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sabato 6 settembre 2008

Napoli. La Iervolino stoppa ancora il registro delle unioni civili alla V municipalità (Vomero).

In piazza il 27 settembre per una manifestazione anti omofobia e anti camorra di tutte le associazioni omosessuali e transessuali napoletane programmata già da diverso tempo.

(Cristina Zagaria - La Repubblica, edizione di Napoli) Arriva il secondo stop del sindaco al registro delle unioni civili. La Iervolino blocca la V Municipalità e delude il mondo gay, che insorge. Le unioni civili riguardano tutti, coppie omosessuali ed eterosessuali, ma l´istituzione del registro per il mondo omosessuale è un simbolo e «anche i simboli hanno importanza, altrimenti possiamo cominciare a togliere i crocifissi dalle scuole e le immagini del presidente della Repubblica dagli uffici pubblici» tuona Salvatore Simioli, presidente provinciale di Arcigay.

La V Municipalità da un anno cerca di istituire il registro. A dicembre 2007 il sindaco Iervolino aveva scritto al presidente, Mario Coppeto, per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). A fine luglio, però, il parlamentino del Vomero, ignorando il parere contrario di Palazzo San Giacomo, aveva portato a termine la missione, votando la delibera. In questi giorni si stava appunto lavorando al regolamento attuativo. Ma è arrivato il secondo no della Iervolino. La lettera (protocollo numero 9024) è datata 21 agosto, ma Mario Coppeto l´ha vista solo due giorni fa, al rientro dalle vacanze e ieri se ne è discusso in consiglio di Municipalità.

Il linguaggio usato dalla Iervolino è tecnico. La lettera stringata. Appena dieci righe. «In relazione alla sua lettera, con la quale mi trasmette l´ordine del giorno, approvato all´unanimità dal vostro Consiglio, nella seduta del 23 luglio 2008, desidero farle rilevare che la materia non rientra nelle competenze delle Municipalità». Motivo? Per il sindaco sarebbe anticostituzionale. «Infatti l´articolo 117 della Costituzione (così come rivisto dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001 numero 3) prevede espressamente che la materia dello stato civile rientri nella competenza legislativa esclusiva dello Stato». Risultato? La Municipalità viene diffidata dal procedere: «Di conseguenza è preclusa qualsiasi possibilità di intervenire». Simioli ride: «Il sindaco accusa di incostituzionalità mezza Italia. A Bologna il registro esiste da dieci anni e anche in moltissime altre città». E il presidente Arcigay, che è anche avvocato, affonda il coltello: «I termini della questione utilizzati dalla Iervolino sono giuridicamente infondati, visto che il provvedimento non ha niente a che fare con l´istituzione di nuove figure di stato civile. La delibera della V Municipalità prevede semplicemente l´istituzione di un registro anagrafico come previsto dal Testo unico per gli enti locali (legge 267 del 2000), che dice che fermi restando i registri previsti dalla legge e dal regolamento anagrafico, il Comune può istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell´anagrafe». E Simioli, togliendosi di nuovo i panni del legale, spiega: «Il registro non ha valore sul piano giuridico. Non é assolutamente equiparato al matrimonio. Però può essere riempito di contenuti. Per esempio, come è accaduto già in altre città d´Italia, il Comune potrebbe fare un provvedimento per l´assegnazione delle case popolari, includendo anche le coppie del registro delle unioni civili».

Mario Coppeto non si arrende. «Ho chiesto un incontro urgente al sindaco - dice - Voglio capire perché si ostina a bloccarci. Non credo che il Vomero risolverà i dibattiti sui Dico o sui Pacs, ma l´ordine del giorno è stato votato all´unanimità, vuol dire che c´è una parte dei residenti nella nostra municipalità che ha questo bisogno e noi non possiamo ignorarlo. È solo un segnale politico quello che vogliamo dare, non crediamo certo di poter modificare lo stato civile. E mi stupisce che questo segnale politico non sia condiviso dal sindaco».

Accanto a Coppeto i consiglieri Francesco Fabozzi (Prc) e Norberto Gallo (Decidiamo insieme). E Gallo, promotore del registro, è determinato ad andare fino in fondo: «Ovviamente il problema è politico - culturale e quindi riguarda il Pd, ma riguarda anche la volontà della Sinistra Arcobaleno rappresentata in giunta municipale da presidente e due assessori che a maggioranza potrebbero tranquillamente emanare il registro richiesto dal consiglio. Coppeto ha i numeri e la possibilità di istituire il registro anche senza il via libera del sindaco». Alla V Municipalità annunciano battaglia e l´Arcigay porterà la lotta per l´istituzione del registro civile al Vomero, in piazza, per la manifestazione nazionale del 27 settembre, in piazza Bellini, piazza simbolo di violenza e discriminazione contro gli omossessuali.

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giovedì 4 settembre 2008

Al via il Bergamosex, tra pornostar e solidarietà.

Il Patron di Mr. Gay Italia, Corrado Fumagalli, ci riprova anche nel 2008!.
Lo scorso anno erano scoppiate delle polemiche e prima ancora la protesta di alcuni cittadini di Cologno al Serio, poi il “no” di Emergency alla devoluzione dell'incasso a loro favore con questa motivazione: “Non possiamo accettare la vostra generosa offerta, decisione presa dopo un'attenta valutazione delle problematiche che sappiamo potrebbero sorgere intorno a una nostra partecipazione alla manifestazione”. Sembrava che tutto e tutti ce l'avessero con il povero Fumagalli e il suo Bergamosex, che comunque andò dritto per la sua strada e la kermesse erotica fu ovviamente un successo. Così, questo week-end si replica: da venerdì 5 a domenica 7 settembre, il conduttore della trasmissione Sexy Bar e le sue star torneranno con spettacoli, dibattiti e premi nella migliore tradizione della loro tv piccante. Tutto l'incasso del Bergamosex andrà all'onlus Italia-Salvador.

Il sesso si sà crea attenzione, morbosità e scandalo e quindi anche quest'anno la storia si ripete: “Le polemiche si sono fatte sentire – si legge sul sito di BergamoSexgli oppositori perbenisti di Bergamosex hanno abbandonato la linea provocatoria dello scorso anno cercando mezzi più efficaci. Per contrastarci stanno ancora raccogliendo firme tra i cittadini di Cologno al Serio bussando alla loro porta”.

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sabato 23 agosto 2008

Lo steward e l'Arcigay. Una vergognosa proposta di Aurelio Mancuso.

(Redazione) Aurelio Mancuso, Presidente di Arcigay ha inviato ai molti colonnelli del mondo Glbtq una lettera (piena di errori...!). Eccola, integrale.
Secondo noi la morte è un fatto privato, intimo, da non strumentalizzare qualunque e comunque siano le ragioni. Non si può utilizzare tutto quanto può essere riferito al mondo omosessuale per avere visibilità spacciandolo per un momento politico. Siamo sicuri che Domenico Riso ed il suo compagno cercassero tutta questa attenzione? Rispettiamoli e troviamo altre iniziative oer ricordarli.
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Alcun* di noi hanno inviato un comunicato incazzato sulla vicenda Domenico Riso, ma davvero è sufficiente un comunicato? Davvero dopo un’estate di violenze e discriminazioni su trans, gay, lesbiche ci possiamo limitare a questo?

Dovremo aspettare il prossimo Pride per arrabbiarci?

Io credo che la misura sia colma da tempo e questa vicenda di Domenico è se possibile la più emblematica! Si è voluto deliberatamente cancellare la sua vita (unica eccezione il Corriere della Sera) e si persevera, perché i servizi tv di stasera hanno semplicemente cancellato Domenico.

Allora possiamo continuare a guardare inermi?

Vi chiedo, al di là delle nostre differenti opinioni ed appartenenze è possibile dare un segnale forte in questi giorni tutte e tutti insieme? Oppure solo a me pare che se facciamo passare anche questa tra poco non avremo più la forza di reagire davvero a nulla?

Faccio una proposta semplice e diretta: il giorno dei funerali di Domenico in ogni città capoluogo di regione (ovvero dove ci sono le sedi regionali della Rai) e poi davanti alle sedi nazionali di Mediaset, la7, Repubblica, La Stampa, Il Giorno, e cosi via possiamo fare dei picchietti di protesta? (poi sui dettagli ci possiamo mettere naturalmente d’accordo)
Lo so che è estate e la gente è ancora via, ma riusciamo lo stesso a mobilitarci? Io penso che se lo vogliamo sì lo possiamo fare! E dovremmo davvero farlo, senza tante inutili domande e prudenze.
Sarebbe un segnale forte e diretto.

Non ho altro da dire, se non trasmettervi una personale rabbia, che al limite sfogherò andando anche da solo davanti ad una sede Rai o Mediaset a manifestare contro questa cappa che è calata sulle nostre vite.

Aurelio Mancuso.

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venerdì 1 agosto 2008

Il cinema d’agosto è gratis: rassegne in tutta Italia.

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Cinema all’aperto nel supercarcere dell’Asinara per “Pensieri & Parole: dal libro al film”.

(Panorama) “Un festival di qualità e interamente gratuito, perché la cultura cinematografica non si deve pagare”, così si dichiara l’”Est Film Festival di Montefiascone (Vt). E all’esordio di agosto è ancora possibile godersi i suoi sgoccioli. Così il primo del mese si può dapprima assistere alla presentazione (ore 12, Rocca dei Papi) del dvd de Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, film vincitore di “Est Film Festival 2007″, con backstage e immagini inedite, quindi alla proiezione di Dilettoinletto di Marco Carniti (ore 17.30, Rocca dei Papi) e L’uomo giusto di Toni Trupia (ore 22, Piazzale Frigo). Per chiudere il 2 agosto (ore 17.30, Rocca dei Papi) con le premiazioni e la visione dei film vincitori e incontro con i registi.

Ma tante sono le manifestazioni estive dove godersi del buon cinema potendo dimenticare il portafogli a casa.
Nell’Estate romana non potevano mancare rassegne cinematografiche all’aperto e free. Nel quartiere Tor Marancia con “La cittadella del cinema 2008” i film si gustano in uno spazio verde munito di stand e punti di ristoro. Tra i titoli, sono diversi i film che hanno animato la recente stagione cinematografica: Il Petroliere (2 agosto, 21.30), Amore, Bugie & Calcetto (5 agosto), Non è mai troppo tardi (6 agosto), Giorni e nuvole (8 agosto), Io sono leggenda (9 agosto).
Chi va matto per la settima arte, in Capitale non può perdere “Cinema… che follia“, al parco del Santa Maria della Pietà dal 7 al 24 agosto, rassegna che accosta film più recenti a titoli del passato tramite il filo conduttore della follia, elemento di disagio umano oppure raffinatezza della sceneggiatura per presentare la rottura del senso comune. Ecco così, tra i vari, Febbre da cavallo (8 agosto, ore 21), Caramel (9 agosto), Persepolis (12 agosto), Il sorpasso (15 agosto), Good bye Lenin (21 agosto), Dall’altra parte del cancello (22 agosto).
A Milano ogni sabato alla Triennale Bovisa è da cinema gratuito all’aperto, fino a settembre, con “Doppia Visione 2008″ (qui il programma in pdf) al profumo d’Oriente: da La Tigre e il Dragone di Ang Lee (9 agosto, ore 21) a Still Life di Jia Zhang-ke (16 agosto) o Il matrimonio di Tuya di Wang Quan’an (30 agosto).

All’interno de “Le isole del cinema“, “Pensieri & Parole: dal libro al film” offre l’occasione speciale di trasformare il supercarcere dell’Asinara in una sala cinematografica. Gratuita. Le stille finali il 2 agosto con Caos calmo di Antonello Grimaldi (ore 21) e il 3 agosto con Lupo Mannaro di Antonio Tibaldi, dal libro di Carlo Lucarelli (ore 21).
A Trieste “Cinema all’aperto” offre non solo le proiezioni (alle 21), ma anche i pop-corn per tutti (qui il volantino in pdf). Da annotare: 5 agosto Hairspray - Grasso è bello, 19 agosto La tigre e la neve, 26 agosto Emma sono io.

Nei dintorni di Empoli, cinema gratis presso il giardino della scuola elementare di Ponte a Elsa (ore 22). In programma Pirati dei Caraibi ( 2 agosto), Thank you for smoking (23 agosto), Garfield 2 (30 agosto), Scoop (6 settembre).
Napoli invece, con “Un’estate al Madre”, rassegna di danza, cinema e musica in programma al Museo Madre, regala a chi rimane in città venti film d’autore tutti prodotti nel 1968. Ma solo di sabato. Da Storia immortale di Orson Welles (9 agosto, ore 21.30) a Flash di Paul Morrissey, prodotto da Andy Warhol (16 agosto), fino a Fando y Lis di Alejandro Jodorowsky (30 agosto). Qui il programma completo in pdf.

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lunedì 7 luglio 2008

In piazza contro Silvio, chi ci sarà e chi no. Per i glbtq ci saranno i gay moderati ma non l'Arcigay.

(Carta) Domani alle 18 a piazza Navona c’è il No Cav Day, ma le polemiche sulla manifestazione neogirotondina, convocata da MicroMega e sostenuta con forza da Antonio Di Pietro e dall’Italia dei Valori sono molte. Per forza di cosa, quasi fisiologicamente, l’iniziativa raccoglie anche il consenso di quelli che cercano in qualche modo di fare opposizione al governo Berlusconi. Di sicuro, nonostante qualche adesione individuale, non ci sarà il Partito democratico, preoccupato dal fantomatico «abbraccio mortale» diprietusta che intravedono gli osservatori vicini al governo, più che dalle manovre berlusconiane. Veltroni ha promesso che in piazza andrà, mma in autunno. Le polemiche dei giorni scorsi nascono dalla presenza, in videoconferenza, di Beppe Grillo e dal rischio che l’evento diventi anti-Pd: una sorta di bis del Nanni Moretti che nel 2002, all’indomani di un’altra sonora sconfitta elettorale, attaccò duramente la classe dirigente di centrosinistra di allora con la frase «con questi dirigenti non vinceremo mai». Ma secondo Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega «in questi giorni i rapporti con Grillo li ha tenuti Di Pietro–spiega Flores D’Arcais–non credo che ci saranno problemi». Hanno aderito i partiti della ex sinistra Arcobaleno: Verdi, Comunisti italiani. Per Rifondazione comunista, sempre più divisa, ci saranno solo i seguaci di Paolo Ferrero. Quelli di Nichi Vendola diffidano dell’impostazione «giustizialista». «La nostra opposizione al governo Berlusconi tiene strettamente legati diritti sociali, politici e giurisdizionali–afferma il comitato dio gestione del Prc–Non vedere questa unitarietà strategica del governo Berlusconi significa essere miopi. Per questo, iscritti ed elettori di Rifondazione comunista hanno partecipato al corteo nazionale di rom e sinti, a quelli del gay-pride e sono presenti nelle diverse lotte e vertenze territoriali e settoriali. Saremo presenti in piazza Navona, con le nostre bandiere e le nostre proposte. Le norme salva-potenti hanno sempre incontrato la nostra contrarieta’ e la nostra opposizione»
Nel mezzo, numerosi gli interventi di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura: Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri [che leggerà alcune delle sue «poesie incivili»], Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Margherita Hack, Marco Revelli, il neodeputato dipietrista Pancho Pardi [che ha allertato tutti a riprendere col telefonino eventuali autori di «provocazioni»], Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom. Nei giorni scorsi aveva annunciato la sua adesione anche il comitato «Verità e giustizia per Genova», per sottolineare che il decreto «blocca processi» rischia di vanificare i procedimenti penali contro la polizia per le tortire alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto di Genova, nei giorni del G8 del luglio 2001. In videocollegamento ci saranno Umberto Eco e Beppe Grillo.
Tra i promotori, c’e’ anche Furio Colombo, che è del Pd. Ed è arrivata anche l’adesione di Giovanni Bachelet, membro della direzione nazionale del Pd. La scaletta, al momento, prevede che ad aprire gli interventi sul palco sia Rita Borsellino, che presenterà il suo movimento «Un’altra storia». Poi la parola passerà a Flores D’Arcais; parlera’ anche Di Pietro; chiuderà Colombo, che ha annunciato un discorso in difesa del popolo rom. Tre gli slogan scelti: «L’articolo 3 della Costituzione–spiegano i promotori–che parla dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, ‘La legge e’ uguale per tutti’. Infine, il terzo: la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l’Italia di oggi: ‘Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi’».
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Ndr. Vi abbiamo già dato conto che a tutt'oggi solo alcuni esponenti dell'Mgl, Movimento gay liberali di Milano saranno presenti alla manifestazione.
Stravagante la posizione dell'Arcigay, infatti
ha dato la sua adesione l'Arci ma non l'Arcigay.

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mercoledì 2 luglio 2008

8 luglio. C'è anche l'Arci con Di Pietro. E l'Arcigay che fa'?


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Ogni giorno nuove adesioni alla manifestazione indetta per l’8 luglio a Roma a piazza Navona alle ore 18 da Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores d’Arcais per protestare contro le leggi-canaglia con cui il governo Berlusconi vuole distruggere il libero giornalismo e la legge eguale per tutti.

Dal palco, oltre ai tre promotori, prenderanno la parola anche Rita Borsellino, capogruppo dell’opposizione all’Assemblea regionale siciliana, lo scrittore Andrea Camilleri, che leggerà alcune delle sue “poesie incivili” appena pubblicate su MicroMega, il giornalista Marco Travaglio che spiegherà la nuova “Costituzione ad personam”, lo scrittore e attore Moni Ovadia, notissimo per la sua costante rivisitazione della cultura ebraica.

Sul fronte politico fin qui solo l’Italia dei valori di Di Pietro ha aderito alla manifestazione e si sta impegnando concretamente alla sua realizzazione. Ma una decina di parlamentari Ds hanno fatto sapere informalmente che concordano con i promotori. Anche l’Arci per bocca del suo presidente ha informalmente dichiarato al senatore Pardi che sosterrà la manifestazione, e si attende un comunicato ufficiale nei prossimi giorni.

Il mondo gay, fatta eccezione per Mgl, movimento gay liberali di Milano non si è ancora fatto sentire. Lo farà? Staremo a vedere.
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Di Pietro: "Caro Walter, il Pd sia con noi l'8 luglio". E i gay moderati ci saranno.

Di Pietro scrive a Veltroni: «Partecipi alla manifestazione anti-premier, senza alzare steccati».
«Carissimo Walter, è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l'opposizione deve essere unita e bloccare la deriva di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali (..) L'8 luglio l'Idv sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere, insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati». Antonio Di Pietro insiste, torna a rivolgere un invito al leader del Pd Veltroni e lo fa in una lettera pubblicata sull'Unità. Il leader dell'Italia dei valori chiede al segretario del Pd di partecipare alla manifestazione anti-premier dell'8 luglio a Piazza Navona.

«NON MANIFESTIAMO A GRATIS» - Un invito rilanciato dall'ex pm malgrado le reticenze espresse lunedì dal segretario del Pd. «Non partecipiamo a manifestazioni che non abbiamo contribuito a promuovere e i cui contenuti non condividiamo. Non ci invitiamo a quelle degli altri. Se partecipiamo, visto che siamo un partito di una certa dimensione, discutiamo della piattaforma. Non manifestiamo a gratis» ha detto Veltroni, specificando,a proposito dei toni usati «da Di Pietro nella sua opposizione» che «sono un regalo coi fiocchi a Berlusconi» e che «aiutano la destra».
«NON POSSIAMO ATTENDERE» - «La democrazia non si baratta - sostiene però Di Pietro nella lettera - ma si difende in ogni sede e con tutte le energie. Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, nè di rimandare a tempi che verranno. È il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza, perché domani sarà sempre troppo tardi. Non possiamo attendere inermi che i provvedimenti 'salvapremier' e tutte le disposizioni vergogna divengano legge, pur essendo l'unico esito possibile, a fronte dei numeri schiaccianti che questa maggioranza ha in Parlamento». Per questo, secondo il pm di Mani Pulite «bisogna assumersi la responsabilità, dare la parola ai cittadini e spiegare loro quello che sta accadendo». «Il Paese - prosegue Di Pietro - ha bisogno di un'opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile primogenitura. Anche per questo l'Italia dei Valori sarà con il Pd in piazza in autunno, per denunciare l'emergenza sociale, democratica ed economica, affiancandolo in quella azione di protesta e di proposta al Paese. Il progetto del Pd - conclude Di Pietro - di un'alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l'Italia al collasso, ha avuto già la nostra adesione».
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Ndr. Arriva alla nostra redazione un comunicato che dice:
"Il movimento gay liberali di Milano, accoglie l'invito dell'on.le Di Pietro a scendere in piazza l'8 luglio per protestare contro la politica antidemocratica del Pdl e del suo leader on.le Silvio Berlusconi. Siamo pochi ma ci saremo per testimoniare il nostro disagio ad una politica che assume toni sempre più golpisti e liberticidi. Sono valori e diritti comuni quelli che vengono continuamente messi in gioco e non possiamo far finta di niente.
Non possiamo che auspicare una numerosa partecipazione del mondo Glbtq del nostro paese, non importa se convocati o no dalle organizzazioni di riferimento, oggi è l'ora di tirare fuori una propra coscienza politica e civile e lasciare da parte schemi politici sorpassati ed anacronistici".


Francesco Casella
Mgl Movimento gay liberali di Milano
info@gayliberali.com

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martedì 10 giugno 2008

Il popolo Rom esce dai campi.


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A Roma domenica migliaia di persone hanno partecipato al corteo di solidarietà per contrastare recenti atti di razzismo nei confronti delle popolazioni sinte e rom.
"Basta razzismo contro i rom", "Stop alla xenofobia" e "Non aspettiamo la shoah per intervenire": questi gli striscioni di apertura della manifestazione partita dal Colosseo e terminata al Foro Boario, dove si è tenuto un incontro fra le associazioni che hanno organizzato il corteo. In serata si è tenuto un grande concerto con tanti artisti rom.

A Roma la grande manifestazione dei Rom e Sinti contro il razzismo degli italiani. “Siamo qui oggi contro l’apartheid - Santino Spinelli, professore universitario a Chieti, musicista e intellettuale rom - e per far capire all’Italia e agli italiani che i rom non sono nomadi, che i campi sono illegali e disumani e che ci siamo riuniti oggi per la prima volta compatti a favore dei nostri diritti”.

Il corteo e' partito alle 16.00 dal Colosseo. Uomini, donne e molti bambini rom e sinti si sono radunati per protestare contro le politiche sulla sicurezza del nuovo governo Berlusconi definite "discriminatorie".
Con loro in piazza c'erano rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative e alcuni politici di Rifondazione comunista. Secondo Roberto Musacchio, capo delegazione al Parlamento europeo del Prc, “in Italia si fa un uso strumentale della paura come elemento di cattura del consenso elettorale. Ciò è estraneo al palcoscenico europeo. Io ho fatto un'interpellanza per dire che in Italia c'è chi mette in difficoltà l'attuazione delle politiche di integrazione che sono previste in Europa, dove esiste una direttiva contro le discriminazioni e una direttiva sul diritto di mobilità e di soggiorno per tutti i cittadini europei. Si tratta - rileva Musacchio - di pilastri invalicabili e l'Europa è attentissima che non ci siano mai fenomeni di persecuzione collettiva e che le responsabilità penali siano sempre individuali”.
Per Giovanni Russo Spena, esponente di Rifondazione comunista,”partecipare al corteo è un dovere nel momento in cui vengono violentemente negati i diritti di popolazioni come quella dei rom, che sono una ricchezza della nostra umanità. Dobbiamo creare - ha aggiunto Russo Spena - un fronte di opposizione contro la politica cupa del nostro governo. Quando si nominano i supercommissari per i rom si identifica una razza e quindi di fatto siamo culturalmente alla riproposizione delle leggi razziali. Questo sarà un punto fondamentale della ricostruzione dell'opposizione già al prossimo congresso del Prc”.
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Alexian Santino Spinelli, presidente dell' associazione Them Romano.it/newsletter.htm, promotrice del corteo svoltosi ieri nella Capitale.
"Si vuole far passare il campo nomadi - ha aggiunto, - che è una forma di segregazione razziale, addirittura come espressione culturale, come se i rom volessero vivere in questo modo. Non è vero che l'integrazione dei rom pesa sulla tasche degli italiani, perchè passa attraverso i fondi comunitari. Per i progetti di integrazione dei rom vengono stanziati fondi dell'Ue che o non sono attivati o finiscono con il finanziare progetti fasulli di pseudo associazioni di volontariato. Ai rom non arriva nulla".
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sabato 7 giugno 2008

Sabato 7 giugno a Milano tutti in marcia per l’ambiente.

La locandina della manifestazione

La locandina della manifestazione

(Marta Buonadonna- Panorama) Legambiente, Federparchi, Lipu e WWF sono tra i promotori della manifestazione “In marcia per il clima“, a sostegno di una proposta per contrastare i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni provocate dalle attività umane. La proposta è quella di ridurre in dieci anni del 20% il consumo complessivo di energia attraverso risparmio e maggiore efficienza, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre del 30% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. “L’Italia”, si legge nell’appello di adesione all’iniziativa, “fino ad oggi ha marciato in direzione opposta, aumentando i propri consumi di combustibili fossili. Ora dobbiamo dimostrare al mondo di saper invertire la tendenza”.
Sabato 7 giugno a Milano sarà una giornata di mobilitazione nazionale. Al mattino, dalle 10 ai giardini di Porta Venezia, piazze tematiche, spettacoli, mostre, concerti, dibattiti. Al pomeriggio un corteo con partenza alle 15 da piazza San Babila. La marcia vedrà impegnate associazioni ambientaliste, come Greenpeace, Forum Ambientalista, Medici per l’Ambiente, a fianco di sindacati e associazioni di categoria, insieme a organizzazioni che si battono per il commercio equo come Fairtrade e Altromercato.
Il “popolo delle energie pulite” che sarà in piazza a Milano preme per un’alternativa energetica alle fonti fossili, e crede in una gestione diversa e sostenibile del territorio e dell’agricoltura (il fallimento del vertice Fao proprio sulla questione dei biocarburanti è storia di questi giorni). Inoltre tutte le organizzazioni promotrici dell’evento respingono con forza ogni ipotesi di ritorno al nucleare.
Non solo manifestazione di protesta e occasione per avanzare proposte e soluzioni, la Marcia per il clima sarà prima di tutto un momento dedicato all’informazione. In Corso Venezia, chiuso al traffico dai Bastioni di Porta Venezia ai Giardini Montanelli, e nei Giardini Pubblici, saranno allestiti gazebo, divisi in aree tematiche, dove i cittadini potranno informarsi sulle cause e gli effetti del cambiamento climatico e sulle alternative di produzione e consumo rispettose dell’ambiente.
Ad accompagnare l’evento, fin dalla mattina, un sottofondo musicale garantito da un sound system, ovviamente alimentato a energia solare.

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domenica 25 maggio 2008

Al via a San Paolo del Brasile il gaypride più grande del mondo. E a Rio erano cinque milioni.

Sono attesi oltre tre milioni di partecipanti.
(Apcom) Ha preso il via nella centralissima Avenida Paulista il Gay Pride di San Paolo che anche quest'anno si avvia a battere il record mondiale per dimensione e numero di partecipanti.

La 12° edizione dell'evento è stata aperta alle 12.30 circa locali (le 17.30 in Italia) dalla famosa Drag Queen Silvetty Montilla, tra le promotrici dell'evento. Montilla ha dichiarato di "prevedere almeno 5 milioni di persone". Più prudente il comune di San Paolo, secondo cui l'aspettativa è di circa 3,5 milioni di persone.

Il sindaco della città brasiliana, Gilberto Kassab, che appoggia ufficialmente l'evento, ha definito la parata gay "uno degli eventi più importanti della città di San Paolo". La massiccia partecipazione è dovuta anche al clima. Su San Paolo splende il sole e anche se per il calendario brasiliano si è in autunno, la giornata è estiva, con temperature oltre i trenta gradi.

Il settore turistico ha di che festeggiare. Secondo l'associazione San Paolo Turismo, delle 46 mila stanze disponibili nella rete alberghiera paulistana, l'85% sono occupate da partecipanti alla sfilata. Dopo l'avenida Paulista il corteo si dirigerà nella Rua Consolaçao fino alla Piazza Roosvelt. In mezzo al corteo sono previsti ben 22 camion con altoparlanti che diffondono musica. Saranno distribuiti un milione e trecentomila preservativi.
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Rio de Janeiro: In 5 milioni al Gay Pride.
(Agr) Almeno cinque milioni di persone hanno partecipato al Gay Pride di Rio de Janeiro. Le cifre sono state fornite dagli organizzatori. La prima sfilata dell'orgoglio omosessuale, in Brasile, ebbe luogo nel 1996: vi parteciparono solo 2mila persone.

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Manifestazione in piazza Indipendenza contro il proclama del vicesindaco che espelle da Treviso gli omosessuali.

«Gentilini, metti giù le mani dai gay».
(Il Gazzettino) Ragazzi armati di scope, ramazze, secchi e di tutto quel che serve per tirare a lucido la città invaderanno questo pomeriggio alle 15 piazza Indipendenza. Non si tratta di un'iniziativa ecologica, bensì della manifestazione contro l'omofobia e ogni genere di discriminazione.

Ideatori della stravagante quanto scenografica trovata, i rappresentanti del Forum Giovani di Sinistra, del Queerquilia-Circolo Gay Lesbico e dell'Ubik Lab. E sempre oggi, in piazza Borsa a partire dalle 10, si svolgerà un'altra manifestazione, questa volta organizzata dalla Provincia e dedicata alle famiglie. Insomma, nell'arco di 24 ore ogni tipo di modello sociale e "famiglia" possibile sfilerà per le strade cittadine.

"Facciamo pulizia!", questo il grido di battaglia degli organizzatori della prima giornata che dicono di aver deciso di prendere a esempio le parole del vicesindaco Giancarlo Gentilini, quelle sulla famosa "pulizia etnica degli omosessuali". "Noi però faremo ripulitura; rigorosamente in sacchi differenziati, di tutto il sudiciume che l'Amministrazione comunale sta spargendo sulla città da anni. Vale a dire omofobia, sessismo, xenofobia, ed ogni tipo di discriminazione. Noi amiamo Treviso e vogliamo vederla pulita dall'odio e dalla grettezza", dicono gli organizzatori.

Il guanto di sfida ideologico è stato lanciato dai ragazzi che non lesinano le parole: "Anche se il Comune pensa che ci siano piazze-salotto e piazze-sgabuzzino, alcune da concedere a gruppi riottosi, altre da vietare a manifestazioni pacifiche, noi riteniamo che tutte le piazze di Treviso siano ugualmente belle e degne di essere linde e splendenti, pulite con il rispetto e illuminate dalla ragione".

Non è casuale neppure la scelta della data che richiama alla memoria un episodio storico molto significativo per il Paese: "Come nel 1915 l'Italia entrava in guerra contro i grandi imperi centrali, così nel 2008 le lesbiche, i gay, le donne, gli immigrati e tutte le persone discriminate scendono in guerra contro i grandi discriminatori trevigiani".

La manifestazione, che inizialmente si doveva svolgere sabato 17 maggio, Giornata Mondiale contro l'Omofobia, è stata spostata al 24 maggio per permettere ai trevigiani di partecipare alla manifestazione di Verona in ricordo di Nicola Tommasoli.

Parallela, invece, la seconda Festa della Famiglia, alla quale parteciperà anche il ministro Maurizio Sacconi: ci saranno laboratori manuali e ludico-creativi, rivolti ai bambini e anche ai genitori che desiderano intensificare e migliorare il rapporto con i figli o, più semplicemente, trascorrere due giornate, oggi e domani, con i propri cari.

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venerdì 23 maggio 2008

Certi diritti domani a Mestre.

(Laici libertari anticlericali) Sabato 24 maggio ore 11,30 presso hotel Plaza, viale stazione 36 a Mestre , conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nazionale di Affermazione Civile, lanciata dall’Associazione Radicale Certi Diritti, volta a supportare legalmente tutte le coppie omosessuali che desiderano richiedere al loro comune la “pubblicazione degli atti” per la celebrazione del matrimonio. L’iniziativa porterà molte coppie gay a presentare contemporaneamente in vari comuni richiesta di pubblicazioni di nozze, con l’obiettivo di innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio con la collaborazione degli avvocati della Rete Lenford.
La forma di lotta ripropone una strada già percorsa in altre nazioni: Canada, Massachusetts e California. Allo stesso tempo è una assoluta novità nel panorama italiano.

Per illustrare l’iniziativa politica e legale interverranno:

  • Francesco Bilotta Docente diritto privato Università di Udine e componente Rete Lenford
  • Clara Comelli Presidente Associazione Certi Diritti
  • Franco Fois componente Comitato Nazionale Radicali Italiani

Per ulteriori informazioni contattare:
Franco Fois 3474192117

www.certidiritti.it

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sabato 17 maggio 2008

Svizzera. Giornata contro l'omofobia, Pink Cross: "Si parli di omosessualità a scuola".

(Ats) I temi dell´omosessualità e della bisessualità non sono trattati in modo sufficiente nelle scuole svizzere: questo il parere delle organizzazioni di difesa dei gay e delle lesbiche (Pink Cross, l´Organizzazione delle lesbiche svizzere - LOS - e quella degli amici e dei genitori di lesbiche ed omosessuali - FELS) che, in occasione della Giornata mondiale contro l´omofobia che si tiene oggi, chiedono un cambiamento di mentalità.

In una conferenza stampa oggi a Berna, le tre associazioni hanno presentato un modello di programma scolastico che abborda tutti gli orientamenti sessuali fin dalla scuola elementare. Il progetto indica anche come questi temi possano essere evocati in classe.

Scopo dell´operazione: migliorare la tolleranza e la comprensione reciproca nelle nuove generazioni. Non si tratta di parlare in modo permanente di omosessualità e di bisessualità, hanno spiegato i promotori, ma evocare le minoranze sessuali quando si parla di tolleranza e di minoranze in senso largo.

Il materiale didattico necessario è già fin d´ora disponibile per tutti livelli scolastici, ricordano le tre organizzazioni. Esigono dunque che l´orientamento sessuale diventi un argomento a sé stante nelle scuole e che le autorità incoraggino una pedagogia sessuale adeguata alla società odierna. Le riserve espresse su questi temi dal mondo politico è incomprensibile, secondo Pink Cross, LOS e FELS.

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Il pride laico contro il Papa a Genova. Un terribile flop.

(Agi) "Sia fatta la nostra volonta', liberta', diritti, laicita'". E' la scritta che si legge sullo striscione che apre il corteo del 'Pride laico' appena partito da piazza Montano a Genova, a poche ore dall'arrivo nel capoluogo ligure del Santo Padre. In piazza, secondo la Digos, circa 400-500 persone, secondo gli organizzatori circa un migliaio.
Diversi gli slogan della manifestazione: "Genova-Verona: un'unica piazza contro i fascisti di ieri e di oggi", "Madri per scelta, ribelli per natura. Fuori la Chiesa dalle mutande", "+staminali -cardinali!!!", "Otto per mille alla scuola pubblica".
Insieme ai centri sociali, sfilano le bandiere dell'Unione degli studenti, della Sinistra critica, del Partito comunista, dell'Unione degli atei e agnostici razionalisti, del Network giovani per la sinistra e dell'Arcilesbiche.
Tra i manifestanti anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo il ragazzo ucciso durante il G8 del 2001, e l'assessore comunale di Rifondazione Comunista Bruno Pastorino. Il corteo e' diretto in piazza Caricamento, nel centro della citta' dove si concludera' la manifestazione.
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Verona contro l'intolleranza. Il corteo: "Nicola è ognuno di noi".

Momenti di tensione durante la manifestazione in ricordo del giovane ucciso da un gruppo di estremisti di destra. Alcuni giovani si sono staccati dai cordoni e hanno rotto una vetrina. Gli organizzatori sono riusciti a mantenere il carattere pacifico dell'iniziativa.
(La Repubblica) Momenti di tensione a Verona durante il corteo non violento per Nicola Tommasoli, il giovane pestato a morte da un gruppo di estremisti di destra. La manifestazione si è svolta regolarmente ed è stata turbata da un gruppo di giovani travisati e con i caschi che hanno infranto la vetrina di un negozio. E' avvenuto tra Porta Nuova e i portoni di Piazza Bra, quando un nucleo di manifestanti, un blocco compatto, ha rotto la vetrata, sfidando il reparto celere della polizia.

Dal gruppo, estraneo all'organizzazione del corteo, sono partiti anche alcuni petardi. I promotori della manifestazione hanno a lungo supplicato gli esagitati di smetterla e di non rovinare il corteo, ribadendo che esso è all'insegna della non violenza.

Tra i rappresentanti dell'assemblea cittadina, promotrice del corteo "Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo", e le forze di polizia c'è stato un continuo dialogo, per evitare - ha spiegato uno di loro - "che la manifestazione degeneri contro la volontà di tutti". Il corteo è poi proseguito tranquillamente, solo con musica e slogan.

Il corteo si è mosso dalla stazione. Dietro allo striscione di testa "Nicola è ognuno di noi", sfilano verso il centro della città scaligera decine di diverse formazioni politiche, dai centri sociali veronesi a Pdci e Rc, alla Sinistra Democratica di Verona e Sinistra Critica Nazionale, ai circoli Anpi, Arcigay e Arcilesbica, da Emergency ai collettivi universitari.

"L'unico obiettivo è la comunicazione in città, aperta a tutti i linguaggi dell'antifascismo", spiega uno degli esponenti del Centro Sociale 'La Chimica' di Verona.
Tra i manifestanti circola una lista delle principali aggressioni compiute dal 2001 ad oggi in città da gruppi di destra. "Chi amministra questa città parla di casi isolati, di generico bullismo giovanile - scrive il 'Comitati Madri' - ma nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tommasoli sono stati trovati i simboli del fascismo e del nazismo".

Ma gira anche l'appello contro la violenza lanciato dai genitori di Nicola, morto il primo maggio scorso dopo il pestaggio subito in Corte dei Leoni da un gruppo di cinque giovani di destra. "Esortiamo giovani e studenti - è detto nell'appello - a non ascoltare le sirene che predicano i non valori, come prevaricazione e violenza". "Vita vuol dire sacrificio per arrivare alla convivenza civile con l'altro anche se sconosciuto, bisognoso e straniero - è scritto ancora -, solo così il nostro amato Nicola non sarà morto invano".
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YouTube dice: «Stop omofobia».

(Alessia Grossi) Nella Giornata Mondiale contro l'omofobia, anche YouTube si unisce al coro di «stop omofobia». Decine di post da tutto il mondo fanno la campagna youtubiana. Dalle voci di testimonianza personale a video-spot fai da te.

Per l'Italia si parte da quello di "maryblwh": «L'Italia, ufficialmente, è uno stato non omofobo». Ma il postatore subito denuncia con i fatti che in realtà è l'esatto opposto. Date ed episodi alla mano, infatti, youtube svela decine di vittime della discriminazione omofoba che attraversa l'intero paese. Da Torino, dove Matteo, 16 anni si suicida il 5 aprile 2007 «perché tormentato dai compagni in quanto presunto gay», passando per Bologna, dove l'8 settembre 2006 tre ragazzi vengono pestati all'uscita di una serata organizzata dal Cassero, centro gay e lesbiche di Bologna. Si arriva a Roma, dove il 27 marzo 2007 un uomo viene ucciso nel suo appartamento che divideva da 25 anni con il suo compagno». La descrizione del video dice, anche in inglese, perché sia comprensibile anche fuori dall'Italia: «Un piccolo video su alcuni episodi di omofobia nel mio paese, l'Italia» appunto. Ma scendendo più a sud della penisola gli episodi di discriminazione sembrano essere accolti anche dalla legge non scritta. «A Napoli, denuncia ancora youtube, il 22 luglio 2006 ad un uomo gay viene impedito di donare il sangue». E per finire ecco i politici: «Mastella e Binetti, il 4 aprile 2007 si oppongono al pacchetto antiviolenza». Ecco l'Italia omofoba. Ecco il motivo della giornata contro l'omofobia.
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E a proposito di politici, ecco che youtube presenta al mondo l'unica vittima "insigne" dell'onosessualità in Italia e pure in Europa, l'onorevole Rocco Buttiglione, con «Io vittima delle lobby gay», intervista rilasciata a Klaus Davi. E non è tutto. Sui gay Buttiglione ha tanto da dire e così in un'altra parte dell'intervista confessa: «Sì, anche nella Dc c'erano i gay e noi siamo sempre stati rispettosi nei confronti di chi rispetta gli altri». Ma poi alla domanda sulla rappresentanza gay in Parlamento di Vladimir Luxuria l'onorevole si svela: «Uno può essere gay, domandare di essere accettato, non avere livore nei confronti della Chiesa cattolica», ma un altro, etero, si intende, «può scandalizzarsi di fronte all'ostentazione della sessualità, etero o omo». Il punto per Buttiglione è: «Uno può essere gay e pensare che il codice sessuale debba essere regolato da un codice morale. Se dai l'impressione di non rispettare gli altri è più facile che...».
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Alla violenza "giustificata" dal codice morale, quello della Chiesa cattolica, ad esempio, si oppone invece il video di "bullhornman". «Se un cristiano continua a credere che i sodomiti vadano all'Inferno perché pervertiti, questa è omofobia». Il postatore, come anche altri in questo giorno, si rivolge direttamente a youtube per dire come la pensa. E quello che pensa è che: «dell'omofobia se ne parla da troppo poco tempo, che il problema sembra essere nato da poco, ma così non è» e che ancora «sono molti i paesi in cui è tollerata la discriminazione, iniziando dallo Stato della California per arrivare in Cina come in Giappone».
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venerdì 16 maggio 2008

A Montesilvano la giornata contro l'omofobia con GayLib e i liberali del Pdl.

Il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori portera', a nome dell'associazione, il saluto all'appuntamento abruzzese.
(Agi) GayLib (gay liberali di centrodestra) celebrera, domani la giornata internazionale contro l'omofobia a Montesilvano nel convegno, ospitato al Sea Lion, 'La parte liberale del Popolo della Liberta' promosso da Arturo Diaconale, Davide Giacalone e Marco Taradash, con la collaborazione di Abruzzo Liberale e Neolib. Sara' un'occasione di confronto per tutti i liberali italiani che si riconoscono nel nascente partito del Popolo della Liberta'.

Tra tutte queste realta' gli organizzatori hanno voluto invitare anche l'associazione gay liberale di centrodestra, ritenendo il cammino verso il riconoscimento dei diritti civili negati alle persone omosessuali, una delle prerogative che dovranno essere fondanti per il nuovo partito. Il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori portera', a nome dell'associazione, il saluto all'appuntamento abruzzese. "Siamo lieti e assai onorati dell'invito giuntoci per l'happening liberale autoconvocato a Montesilvano", dichiara Priori. "Coglieremo - aggiunge - con particolare slancio la data di domani, importante per il movimento gay internazionale, e ricorderemo l'omofobia che ancora vive, purtroppo, in una parte non piccola della societa' italiana. L'appuntamento sara' interessante, inoltre, per confrontare le posizioni delle destre liberali europee, per le quali il riconoscimento dei diritti per le persone e le coppie gay e' un fatto acclarato, con quella italiana e utile per inviare al Governo del Popolo della Liberta' la richiesta chiara, gia' inoltrata da GayLib, di rivitalizzare la Commissione per i Diritti e le Pari Opportunita' delle persone omosessuali con le idee, gli stimoli e le conoscenze che possono mettere sul tavolo i cittadini gay e lesbiche di centrodestra. Passaggi che potrebbero essere decisivi - aggiunge il vicepresidente di GayLib - al raggiungimento, sotto il nuovo Governo Berlusconi, della parificazione legislativa in materia di diritti civili che l'Unione Europea continua a chiederci. Il 17 maggio a Montesilvano sara' quind i anche l'occasione - va avanti Priori - per mandare indietro la memoria all'immagine di un martire del razzismo ideologico e dell'omofobia che risponde al nome di Pim Fortuyn, leader gay della destra olandese, ucciso sei anni fa, a pochi giorni da quella che sarebbe stata la data della sua elezione alla guida del Governo del suo Paese. Una figura che il movimento gay e i liberali italiani dovrebbero approfondire e tenere come esempio di cultura, dignita' e rispetto per le liberta' dell'individuo nella certezza e nel rigore degli interventi verso chi in qualsiasi modo mette a repentaglio le liberta' dei cittadini.

Questo - conclude Priori - e' il liberalismo di destra che vogliamo vedere nei prossimi cinque anni come elemento cardine delle scelte del Governo italiano".

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Napoli. Mostra contro l´omofobia a Santa Chiara. "In un anno subìte oltre 100 aggressioni".

Il chiostro concede gli spazi per l´evento "Molteplicità dell´essere".
(Cristina Zagaria - La Repubblica, edizione di Napoli) Più di cento aggressioni contro i gay in un anno. Il 2008 a Napoli è cominciato con due gravi episodi di omofobia. Il primo la notte di Capodanno, quando tre ragazzi sono stati insultati e aggrediti da quattro persone nella stazione della metropolitana di piazza Vanvitelli. Qualche settimana dopo una dipendente, lesbica, della II municipalità si è vista recapitare tra la posta un volantino con scritte offensive. Solo due casi tra i cento che sono stati raccolti in un dossier-denuncia dall´Arcigay. Due casi, però, simbolo di un anno difficile, in cui Napoli è stata travolta da una pericolosa onda di intolleranza omofoba.
Proprio a riscatto di questo 2008 nero è nato un sito internet, creato dall´Arcigay e dal Comune (www. divercity. na. it), in cui si affrontano i casi di discriminazione omofoba, ma anche le problematiche degli immigrati. Il sito, con un blog multilingue (italiano-inglese-arabo - indiano) viene inaugurato domani, nella "Giornata mondiale contro l´omofobia", istituita dal Parlamento Europeo nel 2006 e che il comitato provinciale Arcigay di Napoli celebra, all´interno del chiostro di Santa Chiara a Piazza del Gesù, con una mostra.
L´esposizione, "Molteplicità dell´essere" è realizzata con il patrocinio della II Municipalità e grazie a opere messe a disposizione gratuitamente da artisti napoletani. La location non è stata scelta a caso. È un luogo simbolo. Lo scorso settembre, infatti, ci fu un lungo braccio di ferro per la proiezione del film di Fassbinder "Un anno con 13 lune", proprio all´interno del chiostro, e il «primo dicembre un frate ci riprese perché distribuivamo profilattici in piazza con il Cotugno» dice Salvatore Simioli, presidente Arcigay di Napoli, che rivendica la «laicità delle piazze di Napoli» e chiede «un maggiore presidio delle forze dell´ordine, in chiave preventiva».
Domani, per tutta la giornata, a Santa Chiara avranno luogo performance di attori con poesie e brani di opere teatrali che trattano di discriminazione. Alle 11.30 dibattito pubblico, con la presentazione del rapporto "Un anno di omofobia in Campania", un rapporto costellato di episodi gravissimi come la lunga scia di polemiche e proteste per il raduno omosessuale a Sorrento lo scorso agosto e i raid notturni con mazze da baseball e cori di minaccia a piazza Bellini, a inizio settembre, con la manifestazione nazionale del 17. «L´episodio che ancora ricordo con grande paura - dice Carmine Urcioli, vicepresidente di Arcigay - è quello di Agnano, quando, a fine estate, un intero quartiere inseguì dei ragazzi gay, volarono anche cocci di bottiglia. Qualche settimana prima, qualcuno aveva tagliato i fili della corrente nella sede della nostra associazione». Dodici mesi di intolleranza. E domani il riscatto. «La partecipazione gratuita di artisti napoletani per la giornata contro l´omofobia - dice Simioli - è un modo per reagire al degrado della nostra città facendo rivivere lo spirito del "Maggio dei monumenti", manifestazione pensata come una mobilitazione spontanea per promuovere e riqualificare l´immagine della città. Gli eventi dell´Arcigay sono una denuncia del clima omofobico a Napoli ma anche una proposta culturale per una città più inclusiva, in cui l´intolleranza sembra essere sempre più tollerata. Al nostro sportello arrivano denunce di raid e violenze, che spesso non rendiamo pubbliche per non creare in città un clima di paura, ma questa è una spirale che bisogna interrompere».

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