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sabato 3 maggio 2008

Aussiebum lancia Vintage: La nuova linea di underwear

(Fashionblog) Aussiebum, la famosa casa australiana di costumi, lancia una linea Vintage dedicata all’underwear. Una piccola collezione che offre tutta una serie di slip e pantaloncini da uomo. Articoli curatissimi nei particolari che ripropongono diversi modelli ispirati al passato e che puntano a diventare dei nuovi classici dell‘intimo.

Un passato rivisitato con quel piglio scanzonato e disinvolto che da sempre contraddistingue il marchio e che ha fatto sì che Aussiebum via via conquistasse sempre più grosse fette di pubblico. Disponibile su YouTube il video della collezione 2008 Aussiebum Vintage, eccolo.
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venerdì 25 gennaio 2008

Collect, la fiera d'arte internazionale per oggetti da collezione.

Collect - The International Art Fair
Si inaugura oggi 25 gennaio a Londra la quinta edizione di “Collect: The international art fair for contemporary objects“.

Unica nel suo genere in Europa, la fiera ospitata al V&A museum, riunisce insieme 42 gallerie internazionali con lavori di 350 artisti di arti applicate. Una fusione di artigianato, design e arte per oggetti da collezione. L’evento presenta anche un calendario di appuntamenti con incontri tenuti sia nella città di Londra che di Edinburgo (Scozia), per educare e riunire collezionisti e artisti di un mercato nuovo e in ascesa.

Tra le galleria anche l’italiana Alternatives Gallery di Roma.

Ultimo giorno della fiera il 29 gennaio.

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Dalla Ferrari al Tintoretto: per il lusso in affitto si clicca Circle club.

(Panorama) Uno chalet in Svizzera? Romantico, però… che seccatura dover spalare la neve dal vialetto, o ricordarsi di chiamare la donna delle pulizie per dirle di accendere il riscaldamento. Una Ferrari? Meravigliosa da guidare, ma quanti grattacapi a parcheggiarla e proteggerla da ladri e vandali! Un panfilo da sogno per solcare il Mediterraneo? Fa molto Onassis, però a far due conti… centinaia di migliaia di euro spesi per due striminzite settimane di crociera o attraccati a Portofino…

Per i ricchi che non vogliono pensieri la soluzione c’è.
Si chiama CircleClub, esiste da un paio d’anni e permette, pagando una quota d’ingresso, di affittare beni di lusso per qualche giorno o qualche settimana. Nata da un’idea di Riccardo Schmid, imprenditore svizzero che fece fortuna negli anni Ottanta inventando il Pony Express, la società ha oggi tre sedi: Milano, Roma e Montecarlo.
E offre ai suoi soci oltre sessanta fuoriserie (Maserati, Jaguar, Porsche, Aston Martin…), oltre a jet privati, yacht, ville e chalet da sogno. In più, per gli appassionati, sono a disposizione duecento opere d’arte: da Gustav Klimt a Andy Warhol, da Giorgio De Chirico a Picasso, da Canaletto a Antoon Van Dyck. Tutto rigorosamente in affitto.

Per diventare soci bisogna versare una quota di 20mila euro, che dà diritto a 1000 punti: ogni bene affittato ha poi un “costo” in punti. Quando il socio li esaurisce, può comprare una nuova tessera. Qualche esempio? Una Ferrari 430 F1 costa 8 punti al giorno; per mettere in salotto per due settimane un Renoir se ne vanno 112 punti; per fare un salto da Milano a Roma con un jet privato, 275 punti. E poi c’è naturalmente il capitolo ville: dalle nevi di Gstaad al sole di St. Tropez, fino all’esotica Bali. Per farsi un’idea: uno chalet nel centro Saint Moritz per un week end in febbraio “costa” 240 punti, mentre una settimana in una villa sul Monte Argentario, in settembre, 350 punti.

Tra i 170 “happy few” soci di Circle Club c’è quello che ha il vezzo di solcare i mari della Sardegna su uno yacht Mangusta con un quadro di Christo appeso alle pareti. C’è la famosa ex atleta appassionata di Ferrari che ogni weekend prova un modello diverso. E c’è un signore che ha consumato ben dodici card (pari a poco meno di 250mila euro!) in soli sette mesi.
Una citazione a parte, poi, la merita quel socio che tempo fa prese un’opera di Mario Sironi per esporla in casa. Allo scadere delle due settimane, realizzò che non voleva affatto separarsene: e decise di acquistarla.

Panorama.it è riuscito a “scovare” uno di questi riservatissimi soci, il finanziere Luca Giacometti: per farsi raccontare i vantaggi del Club.

“Ho sempre posseduto macchine da corsa: Ferrari, Lamborghini”, racconta Giacometti: “E da proprietario, ho potuto constatare tutti gli inconvenienti: la batteria che si scaricava se la macchina veniva lasciata ferma, e poi i tentativi di furto, le seccature per bolli e assicurazioni… Senza contare che, ogni volta che mettevo piede da un meccanico per qualche piccola riparazione, uscivano conti da capogiro. Insomma, era diventata una perdita di tempo e di denaro”.

Così, scoperta su un giornale l’esistenza di CircleClub, Giacometti decide di associarsi: “E l’aritmetica mi dà ragione. Non solo risparmio, ma ho anche una grande varietà di scelta: posso prendere di volta in volta la macchina che più si adatta alle mie esigenze. Me la portano sotto casa, perfettamente lavata e lucidata, con il serbatoio pieno. E a tutti i grattacapi ci pensano loro”.

E il sottile piacere del possesso? “Quello all’inizio c’è, è vero” conclude Giacometti: “Ma scompare in fretta: gestire macchine del genere diventa solo una gran scocciatura. E allora: meglio affittarle”.

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martedì 22 gennaio 2008

Donne: la bisessualità. Non è solo una fase.

Uno studio decennale smonta la convinzione secondo cui la bisessualità femminile sia soprattutto un fenomeno transitorio.

(Alice Politi - Style.it) La bisessualità femminile non è un fenomeno transitorio legato a un preciso periodo della vita di una donna. La conferma arriva da una nuova ricerca condotta, nell'arco di dieci anni, su 79 donne non eterosessuali. Dallo studio, condotto dall'Università dello Utah e pubblicato sulla rivista Developmental Psychology, si evince che, nelle donne bisex, l'attrazione per entrambi i sessi non subisce variazioni nel tempo.


Lisa Diamond, psicologa coordinatrice della ricerca, ha condotto le interviste face-to-face a partire dal 1995, su un campione di donne dello stato di New York tra i 18 e i 25 anni, che si definivano lesbiche, bisessuali o comunque non etero.

I risultati hanno evidenziato che la bisessualità femminile, più che una fase, rappresenta una stabile "identità" di genere. «Se si fosse trattato di una fase transitoria sarebbe emerso», spiega Diamond. «Ci sarebbe stato un cambiamento di identità e di relazioni, invece il modello di attrazione non-esclusiva è rimasto inalterato, persino tra le donne che si sono sposate. Il che smonta la convinzione che si tratti prevalentemente di una condizione temporanea».

Vero è, in generale, che le giovani si sentono oggi sessualmente più libere di sperimentare. «Anche le donne etero», aggiunge Lisa Diamond, «tendono infatti a sperimentare, più facilmente, desideri e comportamenti con persone dello stesso sesso. Ma se sono prevalentemente eterosessuali, si tratterà solo di esperienze che non apporteranno modifiche alla loro identità sessuale».

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E' la Fiat 500 l'auto dell'anno scelta dai gay.

(Daniele Stefanoni - Babilonia) Ledorga, associazione europea multilingue che accomuna gay e lesbiche amanti di auto, ha eletto anche per il 2008 l’auto gay dell’anno. Con ben 122 punti svetta in classifica la Fiat 500, reginetta delle vendite in Italia, oggetto di attenzione e curiosità anche all’estero e ora amatissima anche dai gay europei.
Al secondo posto si è posizionata la Alfa Romeo 8C, versione costosissima e mozzafiato dell’Alfa che col suo stile retrò conferma l’amore arcobaleno per le auto un po’ vintage. Al terzo posto la Volvo C30, flop commerciale in Italia e un po’ cenerentola in Europa, ma con grandi doti stradali e di charme un po’ incompresi.

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venerdì 18 gennaio 2008

Auto storiche. Inizia in Piemonte la stagione dei raduni.


(Panorama) Pronti si parte. Questo weekend, sul ghiaccio della pista «Ice Rosa Ring» di Riva Valdobbia in Valsesia, inizia la grande stagione 2008 dei raduni di auto storiche. Un mondo di veri appassionati che, nonostante divieti anti-inquinamento e aumento dei costi gestionali, tiene botta. Tra i circoli più antichi e attivi c’è quello che organizza questo evento, denominato, vista la stagione e la quota, Ice&Ice: si tratta del Veteran Car Club di Torino, fondato nel 1961, un migliaio di soci e che ebbe primo presidente Umberto Agnelli. Ice&Ice nato nel 2000 e ospitato sinora sulle piste di Pragelato e Sauze di Cesana, quest’anno si trasferisce a Riva Valdobbia, a pochi km. da Alagna, ai piedi del Monte Rosa, che offre un impianto molto valido, per questo genere di manifestazioni, con un pista di ben 800 metri, larga 8 metri su tutto il tracciato.

Tra le auto impegnate: Citroen Traction Avant (foto sopra) Talbot Lotus, Lancia Delta 4WD, Fiat 128 Coupè, Autobianchi A112, Opel Kadett, Fiat 850 spider, VW Maggiolino (foto sotto) e Fiat 500 di vari tipi; l’anno scorso a Sauze, proprio la 500 rossa di Gagliasso-Assente, si aggiudicò la prova e lo stesso equipaggio quest’anno, cercherà il bis, ma non sarà facile, vista l’agguerrita concorrenza. Parteciperanno una trentina di equipaggi, che nel pomeriggio avranno a disposizione la pista, per prendere conoscenza del tracciato, sul quale domenica, si cimenteranno in una gara di regolarità su tre giri. L’attuale Presidente del Club è l’Avv. Roberto Loi, che ricopre anche la carica di Presidente ASI, Automotoclub Storico Italiano, la Federazione che raggruppa 250 Club e conta oltre 125.000 soci.

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giovedì 17 gennaio 2008

Cofanetto Polo Ralph Lauren per anniversario.

Cofanetto Polo Ralph Lauren per anniversario(Fashionblog) Se siete Polo dipendenti con questo speciale baule non potete che rimanere soddisfatti. Si tratta dello speciale cofanetto, o meglio baule come ho detto prima, che contiene ben 40 t-shirt polo Ralph Lauren, lanciato in occasione del 40esimo anniversario.

40 Polo di colore diverso con una grafica speciale, creata appositamente per questa serie in edizione limitata. Il baule costerà 5000 dollari.

Via! Embellezia

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lunedì 14 gennaio 2008

Speciale Milano moda e modelli. Il kimono? Secondo Romeo Gigli è anche per lui.

Il Kimono anche per lui
(Panorama) Sulle passerelle di Milano Moda Uomo, dove dal 12 al 15 gennaio si consuma il rito delle collezioni per l’autunno-inverno 2008-2009, si parla tanto di un ritorno dell’uomo vero e verace, maschio ma non macho, gentile ma non stupidotto (bandito il bamboccione, anche come termine, ormai supersfruttato). E Romeo Gigli, per mano della stilista Gentucca Bini, motore creativo della griffe, che cosa fa? Lancia l’uomo con il kimono. Non un samurai, ma un “geisho”.

Per tranquillizzare gli animi, lo fa uscire in passerella al fianco di una geisha: l’iconografia classica della tradizionale veste giapponese, un po’ stucchevole e imbalsamata, viene ribaltata da un’immagine scanzonata, divertente, leggera. Ma soprattutto contemporanea. Segno che i tempi cambiano: per amarsi davvero, meglio condividere tutto. Anche il kimono a forma di T: per lui, lungo e avvolgente, in prezioso tessuto doppiato, lana-cotone-seta, dal piacevole effetto tattile; per lei, corto e smilzo, stretto in vita dalla consueta cintura obi per esaltare le forme. Se manca il coraggio per portarlo al posto del cappotto, usarlo nel perimetro domestico come la più sensuale delle vesti da camera: darà i suoi frutti.

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Speciale Milano moda e modelli. Le proposte extralusso di Gucci.


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martedì 8 gennaio 2008

Trend alert by Pitti Immagine uomo 2008: Altea e la sciarpa cravatta.

(Fashionblog) Per il prossimo autunno inverno Altea, produttore artigianale di cravatte, firma una collezione all’insegna del colore e dei dettagli di stile. L’eleganza delle forme, le linee pulite e la simmetria delle trame riportano alla mente un informal chic pensato per l’uomo contemporaneo.

L’ inverno viene interpretato con una palette cromatica intensa che parte dalle sfaccettature moro e cioccolato, passa per il blu ed il verde inglese, per poi ritrovarsi con il plum e il pervinca.

Altea rinfresca i suoi must presentando al prossimo Pitti Immagine Uomo una forma rivisitata della cravatta, proponendola stretta ed inserendo la sciarpa-cravatta con disegni modern retrò nelle fantasie mono e bitonali fino ai falsi uniti.

La raffinatezza della collezione di sciarpe in seta è accentuata ancora una volta dal colore e dalle stampe sofisticate. Le tonalità Altea, rinvigorite da nuances più accese, rendono alla vista una collezione unica nel suo stile, che da sempre caratterizza il marchio.

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giovedì 3 gennaio 2008

Colloquio con Olivier Theyskens. Atelier ironia. Ha ridato charme alle appannate maison francesi.

Sogna un mondo meno volgare. E della couture dice che siamo alla fine di un'epoca. Ma è l'Uomo Nuovo dello stile internazionale.

(G. Leso - L'Espresso) A 30 anni il belga Olivier Theyskens è l'enfant prodige della moda francese. Dopo una collezione fatta in casa e venduta, in parte, anche a Madonna, nove sfilate a Parigi con il suo nome e quattro anni nella storica maison Rochas, è ora alla testa di un'altra istituzione, Nina Ricci. Che festeggia i suoi 75 anni di vita.

L'Air du temps, la bottiglietta del celebre profumo creato nel 1948 dalla casa che alla fondazione era torinese, è stata il punto di partenza scelto da questo giovane creatore per la sua ultima collezione. Ma l'aria che lui fa soffiare negli atelier dell'Avenue Montaigne è tutta nuova. "Il rinnovamento e la rinascita fanno parte della storia di Nina Ricci", spiega: "E io sono qui per scrivere un'altra pagina della sua storia".

Olivier Theyskens, dove andrà la moda nel 2008? Qual è l'air du temps?
"Ci saranno molte proposte diverse. Io evolverò dall'attuale stile 'parisienne chic' a qualcosa di più contemporaneo. Sogno un mondo meno volgare ma senza complessi, intelligente e raffinato. I prodotti raffinati non devono dar l'impressione di essere 'snob' o appariscenti. Siamo alla fine di un'epoca, ma non ancora al momento di una grande transizione".

Di cosa avrà bisogno una donna per affrontare il 2008?
"Di un bel po' d'ironia. E di colore. Non mi faccio troppe illusioni sulle relazioni umane, ma credo che il momento sia propizio all'impegno politico ed ecologico. Qualcosa si prepara e il mondo lo fa andare ancora più in fretta: oggi se uno ha un blog può farsi leggere da decine di migliaia di persone, e questo deve aumentare la sua responsabilità".

Per la moda, però, il 2007 è stato soprattutto l'anno delle grandi sfilate di Fendi sulla Grande Muraglia e di Cardin nel deserto. Dobbiamo aspettarci anche per il prossimo anno questa 'grandeur'?
"Il mondo dell'industria è pieno di progetti megalomani. Mi chiedo se questi avvenimenti fanno solo sognare la gente, se rappresentano un vero e proprio spettacolo o se per la loro portata fanno pensare al brand. Se mi venisse proposto un concetto interessante non direi di no, ammesso che non sia volgare o inappropriato. Credo che sia giunto il momento di fare questo genere di cose. Come per l'haute couture: ho l'impressione di vivere nell'ultimo atto di un'epoca. Oggi poche donne hanno il tempo di farsi fare dei vestiti su misura. La haute couture si apparenta all'arte, ma è sempre più difficile giustificarne i costi. Siamo veramente alla fine di un ciclo, forse all'inizio di uno nuovo: se ci sono creatori che diano nuovi impulsi; se c'è la volontà; e se ci sarà un pubblico attento e presente".



Lei a cosa si ispira?
"La cosa è molto casuale. Un giorno sono stato colpito dal grigio di una pozzanghera di neve sciolta a New York. Non l'ho detto, ovviamente, ma ho fatto una ricerca di materiali e creato un abito che riproducesse la sensazione di quel momento. Ma posso essere ispirato anche da una conversazione o da un luogo".

C'è un'equazione fra creatività e marketing?
"Si deve realizzare. Si deve riuscire a coniugare la propria creatività con quello che funziona sul mercato. Per questo è importante avere una struttura che sappia sfruttare al meglio la creatività dello stilista. Ma già nel momento del gesto creativo ci si deve porre la domanda, Quello che faccio funzionerà? Il mercato non è un limite alla creatività. Un creativo deve fare i conti con l'epoca in cui vive, con i gusti e con i desideri del pubblico. Il mio obiettivo è far piacere alle donne, non lavoro solo per divertire il Pianeta Moda".

Lei ha detto di voler creare con Nina Ricci 'il paradiso delle donne'. Com'è fatto?
"È un luogo in cui le donne entrano e trovano che tutto è bello. Vorrei che amassero tutto delle mie collezioni, che trovassero cose cui non sanno resistere. Nina Ricci è certo un brand 'istituzionale', ma non per questo bloccato su codici statici. Io introduco innovazioni nelle materie, nei tagli, nei disegni: anche questo fa parte della storia della marca. Bellezza, giovinezza e rinascita, oltre che la delicata femminilità delle creazioni, sono tutte caratteristiche di Nina Ricci. Questo è il momento del rinnovamento. Scrivo una nuova pagina di una casa dalla storia importante e mi auguro di farlo bene. Non credo che ci siano cose del passato che ritornano. Le evocazioni che introduco nel processo di creazione vengono talmente modificate che alla fine tutto è nuovo".

Sta già pensando ad un accessorio 'fetiche' per Nina Ricci che, come le borse Vuitton, possa garantire grandi vendite?
"È un sogno, sicuramente. Tutti vorremmo avere un oggetto magico e di successo. Diventi un creativo affidabile quando hai la buona idea e quando sai scegliere il buon momento per lanciarla. In questo entra in gioco la fortuna e il fatto che un giorno, una star, esce di casa usando la tua borsa.... In ogni caso sono felice di poter tornare, con Nina Ricci, a lavorare con le case di produzione italiane".

Secondo alcuni il brand si era un po' addormentato. Si sente mai il principe dark che risveglia Biancaneve?
"Non so. Ci sono dei momenti in cui una maison è meno presente, meno vivace, altri in cui vive più intensamente. Questa Maison ha 75 anni di storia, senza alcuna interruzione, il che è rarissimo nella moda. Quello al dark è un riferimento che mi appartiene, ma insieme a molti altri. Perché dovrei rinunciare all'elegante silhouette nera? Quando però è stato scritto che con il mio stile mi riferivo al movimento gotico mi sono quasi offeso. Per carità, quelle scarpe compensate con le grandi fibbie, e tutte quelle catene. Non fanno parte di ciò che considero bello".

Un trentenne nella sua posizione dev'essere ambizioso...
"All'ambizione si attribuisce spesso un significato negativo. Ma tutto dipende da come è vissuta. Se essere ambiziosi significa voler fare sempre meglio, dar fiducia ai collaboratori e stimolarli, far capire loro che si intende creare cose di qualità, che si punta al vestito perfetto, alla collezione coerente, che si vuole andare lontano, lavorando molto e creando per portare aria nuova alla moda... C'è qualcosa di male in tutto questo?".

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Pitti Uomo 73: dal 9 al 12 gennaio 2008 a Firenze.

(Nove da Firenze) Dal 9 al 12 gennaio 2008 va in scena Pitti Uomo 73: il luogo dove il business si intreccia alla creatività, la mappa più fedele e aggiornata del panorama della moda internazionale: dalla grande vetrina dell’eleganza maschile del Padiglione Centrale al mix contemporaneo del fashion district da poco inaugurato, passando per i giovani talenti di New Beat(s), le luxury collections di Pitti Rooms e i progetti e gli investimenti che le aziende dello sportswear e dell’informale stanno facendo sul salone. E il lancio di un progetto inedito per la moda donna come Pitti W _Woman Precollection”, il salone-evento dedicato alle precollezioni donna. In anteprima assoluta circa 40 pre-collezioni per l’autunno/inverno 2008-2009.

In occasione di Pitti Immagine Uomo 73, la Fondazione Pitti Discovery presenta in anteprima assoluta Adam Kimmel menswear collection F/W 08-09 con un evento installazione all’Istituto d’Arte di Porta Romana. La Tonino Lamborghini presenterà in anteprima la nuova collezione Tonino Lamborghini Sportswear presso il locale Porfirio Rubirosa il 9 gennaio dalle 16 alle 20. La collezione è caratterizzata da materiali esclusivi e innovativi, come il madras e i tessuti tecnici giapponesi. Tra i modelli in anteprima, saranno presentati jeans con disegni in tela mista cachemire, camicie sportive in puro cotone americano confezionate in un’originalissima sacca misto seta e maglie in puro cachemire scozzese filato della Todd & Duncan realizzate in esclusiva per la Tonino Lamborghini.
Mestieri della Moda: visite guidate negli atelier a Firenze
Grazie al successo conseguito, anche a gennaio proseguono le visite guidate gratuite negli atelier della moda. L'iniziativa, a cura dell'assessorato alle attività produttive, si lega alla mostra "ControModa. La Moda che cambia la moda" che, allestita a Palazzo Strozzi, si concluderà il 20 gennaio. Questo il programma delle visite, per le quali è previsto un doppio appuntamento: alle 15,00 ed alle 18,00. Martedì 8 gennaio alla Casa dei Tessuti (tessuti d'arte e tradizione) e alla boutique di Alessando Dari (gioielli). Venerdì 11 gennaio all'Officina Profumo Farmaceutica di S. Maria Novella (profumi ed essenze) ed alla boutique Vertigo (gioielli). Martedì 15 gennaio all'atelier Antonucci (abiti da sposa e da cerimonia) ed all'atelier Ceri Vintage (abbigliamento vintage). Martedì 18 gennaio all'atelier Morbar (abiti da sposa e da cerimonia) ed alla boutique Angela Caputi (gioielli fantasia). Le visite guidate e la mostra fanno parte di un ricco programma di eventi sulla moda che, iniziati ad ottobre con il convegno i "Mestieri della Moda", la pubblicazione della guida "La moda a Firenze fra arte e artigianato" e la presentazione del nuovo portale sui Mestieri della Moda a Firenze www.florenceartfashion.it, proseguiranno fino alle sfilate di Pitti Uomo. Le "Visite guidate tra le botteghe fiorentine" permettono di entrare nel mondo dell'abbigliamento per uomo e donna, degli abiti da sposa, dell'abbigliamento per bambino, intimo e corredi, delle calzature, delle pelletterie, guanti e cappelli, dei tessuti, pizzi e merletti, delle mercerie, degli abiti da lavoro, correzione di abiti, delle gioiellerie, dei profumi e delle essenze. Il biglietto d'ingresso per la mostra a Palazzo Strozzi è di 10,00 euro intero, 8,50 ridotto e 7,50 per i clienti CRFirenze e, senza nessuna maggiorazione, è possibile partecipare alle visite guidate telefonando a "Csc Sigma" 055/2469600. Ad ogni visitatore sarà consegnato il libretto "Percorsi di moda a Firenze tra botteghe e ateliers". Le visite guidate sono organizzate dall'assessorato al turismo del Comune di Firenze, dalla Camera di Commercio di Firenze, dalla Provincia di Firenze, da Apt di Firenze e dalla Fondazione Strozzi.

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martedì 18 dicembre 2007

Arredamento, l’Italia perde la sfida del low cost.


(Panorama) I mobili italiani sono ovunque sinonimo di buongusto. Ma sempre meno persone li comprano. Il settore dell’arredamento ha subito una brusca battuta d’arresto soprattutto nei mercati storici (Germania e Stati Uniti), che invece hanno preferito acquistare dai produttori emergenti come Cina e Polonia. Il quadro emerge da un’analisi di Gabriella Lojacono, docente di Economia aziendale alla Bocconi, che ha recentemente pubblicato il libro Competitività e crescita internazionale del sistema arredamento (Etas, 2007).

Nel periodo dal 1990 al 2005, la quota di mercato delle esportazioni italiane sul totale mondo è diminuita dal 19% all’11%. Mentre a partire dal 2004 la Cina ha sostituito l’Italia come principale paese esportatore. Anche se la differenza tra i valori relativi non sembra ancora rilevante, è la crescita media annua a destare preoccupazione: il 18% per la Cina contro il 7% per l’Italia nel periodo 1980-2005 e il 36% (Cina) contro il 4% (Italia) nel periodo 2003-2005. Inoltre, la crescita media annua delle esportazioni del settore nel periodo 1990-2005 è stata del 9%, ma solo del 7% per il made in Italy.

L’Italia ha perso la sfida dei grandi numeri, ma secondo Lojacono è ancora competitiva. “Difficilmente si potrà equiparare il vantaggio di costo dei concorrenti asiatici”, spiega Lojacono, “ma si può, e dove, posizionarsi su mercati di nicchia e ad alto valore aggiunto, con strategie di differenziazione di prodotto o clientela (come il business della nautica, passando dall’arredo di case alle barche). Segmenti che non generano sempre elevati volumi ma che sono più facilmente difendibili nel lungo termine”. Insomma, bisogna puntare sulla qualità, dirigendosi verso “aree di sbocco emergenti, come Russia ed Emirati Arabi”.

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martedì 11 dicembre 2007

S/S ‘08 ZOOMP - Un’estate brasiliana.

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(Manchic) Altro giro altra corsa, dal Brasile altre novità sull’estate che verrà. Si chiama Zoomp la firma che sta andando più di moda nelle passerelle di Sao Paulo che, nel pieno rispetto dell’industria fashion, sta cercando di emergere dal mucchio. Di particolare interesse, in questo caso, la collezione uomo primavera/estate 2008 nella quale, una marca conosciuta soprattutto per la qualità dei suoi denim, cerca di allargare il suo dominio anche ad altri capi di abbigliamento. Non è una delle collezioni migliori che si siano viste sui cat-walk e nemmeno una delle più emblematica, ma è comunque degna di una manciata di commenti.

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Cappelli da gangster Anni Venti, fanno la loro bella comparsa sulle teste dei modelli, seguiti da bretelle, pantaloni bianchi o color cenere con delle ombre che strizzano l’occhio a un gioco di luci e ombre di contrasto non particolarmente accesso. La lavorazione sul tessuto è stata massimizzata fino al limite, proprio per offrire a ogni capo di abbigliamento una sensazione di freschezza tipica delle stagioni calde. Ottime le borse, costruite come delle cartelle scolastiche, senza anima le scarpe. Cappellini con visiera senza troppe particolarità, ma che mettono comunque in risalto la jeanseria che si presenta come un indumento d’alta qualità.

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venerdì 7 dicembre 2007

Domani si inaugura il nuovo Museo del Design.

Ieri, 6 dicembre, a Milano, nella sede della Triennale in viale Alemagna, presente il Capo dello Stato, è stata inaugurato il tanto atteso Museo del Design.

Le cronache lo descrivono come un “… museo dinamico, che cambia la concezione stessa del museo, perché capace di rinnovarsi continuamente. Un museo in cui la storia dialoga con il presente.”

Un progetto voluto fortemente e tanto atteso da una città considerata da sempre uno dei centri più dinamici e polo creativo a livello internazionale.
Il tema portante dell’inaugurazione è stato“Che cos’è il design italiano?” a cura di Andrea Branzi e la rassegna, nelle parole del curatore, definirà “… il concetto di design attraverso le sue ossessioni, non tanto attuali, quanto storiche e ataviche”.

Il Museo fungerà da catalizzatore di nuovi stimoli ed idee e farà da nodo per intessere relazioni tra le diverse realtà del Design: dall’Archivio Campari alla Galleria Ferrari, dal Museo Piaggio all’Archivio Olivetti. Tutti insieme essi rappresentano i fondamenti del progetto italiano e la loro messa in rete ne permetterà la percezione approfondita e simultanea presso il grande pubblico.

via | socialdesignzine

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mercoledì 5 dicembre 2007

S/S ‘08 – Per John Galliano è iniziata la guerra e la fine del mondo.

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(Menchic) Juan Carlos Antonio Galliano, in arte semplicemente John Galliano, propone a Parigi la sua collezione di moda maschile, ma c’è da stare attenti che qualche mina antiuomo non esploda nel cat-walk. Lo stilista inglese, noto soprattutto per la sua collaborazione con due marchi del fashion che hanno fatto la storia della moda – Christian Dior e Givenchy –, anche questa volta ha ricevuto critiche positive per le sue creazioni, nonché nuovi finanziamenti e un ingrossamento nelle file della sua già forte clientela di base. Tralasciando, in parte, quello che è il suo motto – “Il mio ruolo è quello di sedurre” – lo stilista delle dive produce una collezione for men ispirata alla guerra e al terrorismo, in particolare quello islamico e che si vede ogni giorno nei telegiornali.

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Largo quindi al verde militare, alle sciarpe che ricoprono interamente il viso, alle stampe di pistole sui pantaloni – alcuni rigorosamente al ginocchio –, alle maglie con le effigi di un teschio, a tute mimetiche, reti, caschi – anche blu - e veri e propri armamentari da combattimento. Ma esagera vuole anche maschere antigas, anfibi militari, giubbotti di salvataggio, palme, bandane e il kefiah, ovvero, il tradizionale copricapo palestinese a scacchi – o neri o rossi – che è di fatto una sorta di emblema arabo. E dopo tanta guerra, la fine del mondo. Modelli che sembrano usciti dai frame dell’anime giapponese “Ken il guerriero” o dalla saga australiana di “Mad Max”: lo stile punk impera fra creste, borchie, catene ed elmi originalissimi. È finita la battaglia per la pace, inizia quella per la sopravvivenza.

Una parabola sulla più grande catastrofe umana che prosegue alla ricerca del soldato o del punk - con addominali e pettorali in bella vista - che salverà la vita ai più indifesi, perché - come ha scritto già qualcuno - per una volta Galliano cambia massima: “Facciamo l’amore mentre facciamo la guerra”. Quindi se proprio dobbiamo combattere… meglio portare la sua firma!

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lunedì 3 dicembre 2007

Manolo Blahnik for Men.

Manolo Blahnik for Men(Fashionblog) Per le donne è ormai un’icona globale quella delle scarpe di Manolo Blahnik, oggetto del desiderio da bramare, ma ora la sfida è rivolta al mondo maschile.

Dopo aver messo da parte per sei anni la linea maschile, il designer spagnolo torna a pensare all’uomo, e lo fa con una mini-collezione di sei modelli. A renderli speciali i materiali sempre selezionatissimi, e ovviamente quella capacità di interpretare lo stile classico con dettagli originali, sofisticati ed ogni volta sorprendenti che hanno reso Manolo Blahnik Signore delle scarpe. La minicollezione debutterà nei negozi il prossimo Febbraio.

Via Frillr

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giovedì 29 novembre 2007

Viktor & Rolf per Samsonite

(Fashionblog) Il duo olandese Viktor e Rolf firmeranno una nuova collezione Samsonite, che verrà lanciata durante il 2008 e che potremo vedere nei negozi a partire dalla primevera/estate 2009.

Samsonite Black Label by Viktor &Rolf, includerà accessori, borse da viaggio e una linea beauty, sia per uomo che per donna. La fusion tra lusso, qualità, design e creatività della linea Black Label troverà dunque nuovi interpreti, dopo l’accordo siglato nel 2005 con Alexander McQueen, in cerca di un nuovo modo di intendere il concetto di viaggio e dei bisogni legati allo spostamento.

Via: Sassybella

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mercoledì 28 novembre 2007

Campagna D&G Cruise ‘08.

(Menchic) Il concetto di lusso è diventato metallico: riluce sotto le luci dei flash e fa dei modelli dei simboli di ricchezza estetica. Sono Taylor Fuchs, Alesandre Cunha, Texas Olsson e Viktor Mukus i fotomodelli che posano per la campagna D&G Cruise ‘08 creata da Mario Testino. Fotografie che stanno già avendo un gran successo in questa stagione particolarmente ricca di invettiva e di spirito Anni Settanta. Velluto, mocassini e un romantico nero che prelude una notte all’insegna del divertimento, mentre degli ottimistici ocra e bianchi giocano insieme negli accostamenti fra cravatte, camicie, felpe e pantaloni nel definire una nuova generazione, ricca di traguardi sotto ogni punto di vista, e in particolar modo in quella del look.

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Jonathan Rhys-Meyers: 200 one-night-stands.

(River-blog) Jonathan Rhys Meyers (ogni volta che scrivo il suo nome devo ricontrollarlo su google…) ha ammesso di aver avuto più di 200 incontri di una notte e basta - i cosiddetti one-night-stands. Il punto è che ha “smesso” all’età di 26 anni: “Quando sei giovane sono divertenti, ma adesso che ho 30 anni non hanno più senso”.

E’ una domanda che mi sono sempre fatto: quante persone ho “conosciuto” nella mia vita. Probabilmente meno di 200.


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