"Per centrodestra sarebbe segno di maturità politica e modernità".
(Apcom) Pieno sostegno da Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl, all'iniziativa dei ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta che hanno annunciato la presentazione di una proposta di legge sulle unioni civili.
"Va salutata con estremo interesse l'intenzione di Rotondi e Brunetta di presentare una proposta di legge sulle unioni civili, che affronti in modo diretto anche la questione dei diritti delle coppie omosessuali (che oggi non dispongono di alcun istituto attraverso il quale suggellare, in termini di doveri e di diritti, la loro convivenza), senza forzature ideologiche e senza introdurre surrettiziamente nuove forme di assistenzialismo pubblico", afferma Della Vedova.
"La mancanza di uno strumento di riconoscimento giuridico di centinaia di migliaia di coppie - spiega il deputato del Pdl - rende la nostra legislazione deficitaria rispetto a quella della maggior parte dei grandi paesi europei. E' importante che il Pdl, come partito, prima che come forza di maggioranza, affronti l'argomento scegliendo una via pragmatica e non ideologica, seguendo le orme dei grandi partiti moderati e liberali che aderiscono al Ppe, che hanno promosso strumenti concreti di riconoscimento delle coppie omosessuali".
A giudizio di Della Vedova, "la via indicata da Rotondi, un dibattito parlamentare aperto all'opposizione e 'sganciato' dalle logiche di governo, è l'unica via percorribile ma anche la migliore possibile: sui Dico, un disegno di legge governativo sarebbe inutile e dannoso. La discussione può tranquillamente (e immediatamente) iniziare in Parlamento, senza obbedire alla logica degli schieramenti costituiti di maggioranza e opposizione. Per il centrodestra sarebbe un segno straordinario di maturità politica e di modernità civile".
lunedì 8 settembre 2008
Unioni civili, Della Vedova: pieno sostegno a Rotondi e Brunetta.
Pubblicato da
Redazione
alle
10:45:00
Etichette: centrodestra, coppie di fatto, unioni civili
lunedì 1 settembre 2008
Emilia Romagna. Forza Italia in regione: Fermate quella legge che riconosce le coppie omosessuali.
(Dire) Tutto da rifare. E se non e' possibile modificare il progetto di legge sulla famiglia che tra una decina di giorni sara' discusso dalla commissione Sanita' della Regione Emilia-Romagna, allora bisogna fermarlo. Insomma, il consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Varani (nella foto) lancia un vero e proprio appello "alla parte migliore e piu' ragionevole del Partito democratico" affinche' non prosegua sulla strada del riconoscimento delle relazioni omosessuali. Strada imboccata, secondo l'azzurro, solo per accontentare le minoranze della coalizione e convincerle a votare un testo sulla famiglia.
"Il tentativo di offrire uno scambio implicito- scrive Varani in una nota- ovvero una legge regionale per la famiglia, obiettivo importante, purche' si accettino verbalmente e legislativamente le coppie tra generi, e' un implicito ricatto politico, rappresenta un cedimento serio sul piano ideale e politico, e finisce per incrinare famiglia e legami sociali".
Dunque, prosegue il consigliere, "quel progetto di legge cosi' com'e' ora, e' sbagliato, e' fuori dalle competenze regionali e fuori dai sentimenti popolari prevalenti. Va cambiato o fermato".
Anche perche', ammonisce il forzista, "non e' seguendo Zapatero, o su altri fronti Di Petro, che il Pd trovera' l'anima che oggi non ha". Come dire: "Il laicismo e certo radicalismo, per chi voglia governare per il bene comune, non pagano: l'han detto se non altro le urne". I temi chiave, invece, conclude Varani, "oggi sono l'equita' fiscale per la famiglia, il sostegno all'educazione dei figli, l'accrescere le possibilita' di scelte dei servizi sociali e scolastici".
Pubblicato da
Redazione
alle
20:48:00
Etichette: coppie di fatto, diritti, forza italia, parità, questione omosessuale
domenica 31 agosto 2008
Domenico e Pierrick morti su quell'aereo manipolati e strumentalizzati.
Vorrei tornare sulla polemica che è stata creata intorno all'incidente aereo di Madrid. Non posso dire di tornarci a testa fredda, perché io Pierrick (il ragazzo francese che viaggiava assieme a Domenico, l'unica vittima italiana della tragedia) lo conoscevo w lo shock è oggi lo stesso che ho provato il primo giorno quando ho appreso la notizia. Ma cercherò di restare calmo ed oggettivo, anche se è chiaro che io questa lettera non la scrivo per pura speculazione, la scrivo per Pierrick perché sento di avere nei suoi confronti una responsabilità morale. Purtroppo è l'unica cosa che ormai posso fare per lui.
Voglio ribadire con forza un principio: nessuno ha il diritto di esporre la vita privata altrui, e ancor meno le proprie personali interpretazioni della vita privata altrui. Un gruppo di persone tra cui, con mio sgomento, figurano persino alcuni parlamentari, si è invece permesso di fare esattamente ciò, non limitandosi a frugare nella vita privata di persone morte in circostanze drammatiche, ma sovrapponendo addirittura ai fatti la propria libera interpretazione. A me pare una violenza inaudita, una violenza dell'anima non dissimile né meno grave o dolorosa della violenza che si può fare ai corpi. Davvero in Italia un gruppo di persone può fare pubblicare impunemente una lettera aperta sui giornali nella quale espone e interpreta questioni della vita privata che nemmeno conosce? Io trasecolo.
Potrei entrare in una discussione sul merito delle cose che sono state dette a proposito di Pierrick e di Domenico (per il quale provo la stessa profonda pietà umana ma che non ho avuto la fortuna di conoscere) e contestare versioni, ipotesi e interpretazioni. Ma non lo faccio perché lo considero osceno. Vorrei soltanto fare notare una cosa che a me pare decisiva: in Francia due persone, anche dello stesso sesso, che vogliono essere una famiglia possono esserlo legalmente grazie all'istituto del pacs. Non c'è perciò alcun bisogno che persone come Grillini ci siano la loro interpretazione sui legami che secondo loro intercorrerebbero tra persone che neppure conoscono, tanto più quando queste persone sono appena decedute in circostanze drammatiche.
Io vivo a Parigi e da una settimana purtroppo non parlo d'altro, con amici e conoscenti. I più, quando cerco di spiegare la polemica che c'è stata in Italia, non capiscono. Nel senso che tutti in un primo tempo pensano che sia accaduto il contrario: i giornali hanno invaso oscenamente la vita privata di alcune persone e le associazioni di difesa dei diritti dei gay li hanno, giustappunto, difesi. Quando spiego che è successo il contrario, che sono quelle associazioni che hanno invaso la vita privata di quelle persone, manipolandola e strumentalizzandola, la gente non mi segue più. E' un elemento che mi ha fatto percepire ancora più acutamente la barbarie di questa vicenda. Ho cercato di sollevare queste questioni in due lettere che ho indirizzato al Presidente dell'Arcigay, ma la risposta è stata la ripetizione, come un disco rotto, delle argomentazioni risibili che sono state proposte sui giornali.
Giovanni Mastrogiacomo - Parigi (La Repubblica, 30 agosto 2008)
Pubblicato da
Redazione
alle
00:55:00
Etichette: arcigay, coppie di fatto, grillini, incidente, polemiche, spagna, strumentalizzazioni
venerdì 29 agosto 2008
La Pro Patria apre gli abbonamenti "famiglia" alle coppie di fatto ma non a quelle gay.
Busto applaude alle novità biancoblù e rilancia: «Servono segnali anche su edilizia e altri settori»
(Laura Campiglio - La Provincia di Varese) Busto Arsizio. Avanti con i servizi per le coppie di fatto, e non solo allo stadio: l'idea della Pro Patria di creare un abbonamento famiglia aperto anche alle coppie non sposate, si tratti di conviventi o di eterni fidanzati, incontra a Busto simpatia. Anche in una città notoriamente attaccata ai valori tradizionali, la concezione di famiglia cambia.
Si cambia
«Delle mie amiche storiche del liceo - racconta Ylenia Gadda, trentenne in carriera - un paio sono single, una è sposata e le altre convivono, me compresa: il matrimonio è un passo di cui al momento non sento il bisogno, ma non per questo il mio impegno nella coppia è meno serio. La realtà cambia, e le convivenze aumentano: sarebbe ora che anche le istituzioni se ne rendessero conto». Della stessa idea Alessandro Almasio, sposato, un figlio di undici anni: «E brava Pro: anche tanti nostri amici convivono, e non per questo sono famiglie di serie B. Le famiglie di fatto meritano di essere considerate come le altre, non solo allo stadio ma anche per servizi più seri come l'edilizia convenzionata». Busto favorevole ai Pacs? «Non ho detto questo - spiega Almasio - capisco che l'istituzionalizzazione vera e propria delle coppie di fatto possa incontrare resistenze, ma credo che nessuno avrebbe da ridire se queste famiglie venissero considerate come le altre in diverse sedi, dagli ospedali agli uffici dell'Aler».
Via di mezzo
Presa d'atto senza formalizzazione: è questa la ?via di mezzo? che piace ai più. Anche un giovanissimo come Paolo De Servi approva: «Proprio i Pacs no, soprattutto perché l'idea dei matrimoni omosessuali mi dà fastidio. Ma che i conviventi vengano trattati come famiglie normali mi sembra giusto. Se uno sta male ed è all'ospedale, perché il convivente non può stare al suo fianco?». Non mancano i dubbiosi: «Ai miei tempi ci si sposava e bon - sorride Graziella Belloni, pensionata - secondo me, i giovani che convivono non vogliono prendersi fino in fondo le loro responsabilità. Ma tutte queste coppie ci sono, e sono sempre di più: bisognerà ben farci i conti». I bustocchi propendono per un'accettazione ?di fatto?. Quando però gli innamorati sono dello stesso sesso, l'opinione comune diventa meno progressista: «Ma anche i gay possono abbonarsi al pacchetto famiglia della Pro?» sgrana gli occhi il quarantenne Maurizio. Poi trae un sospiro di sollievo: «Le coppie di fatto sono ormai una realtà, ma per quelle omosessuali la società non è ancora pronta».
Pubblicato da
Redazione
alle
15:00:00
Etichette: calcio, coppie di fatto, discriminazioni, omosessualità, sport
martedì 26 agosto 2008
Palermo. Incidente Madrid, celebrati i funerali di Domenico Riso.
Si sono celebrati questo pomeriggio alle 18.30 nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie di Isola delle Femmine, nel palermitano, i funerali di Domenico Riso, lo steward italiano, unica vittima del nostro Paese nel disastro aereo di Madrid.
Le esequie si sono celebrate in forma privata. La salma di Domenico Riso è giunta da Madrid all'aeroporto di Palermo alle 16.20 con un volo Alitalia. I resti carbonizzati di Riso sono stati riconosciuti grazie all'esame del Dna.
---
Pubblicato da
Redazione
alle
20:12:00
Etichette: coppie di fatto, funerali, incidente, omosessualità, spagna
giovedì 21 agosto 2008
Cascini (Anm): "Sarebbe bene se magistrati omosessuali facessero coming out".
Magistratura è più avanti rispetto alla politica.
(Apcom - Giuseppe Cascini, nella foto a sinistra) "Sulle unioni di fatto la gran parte dei diritti riconosciuti alle persone nelle relazioni di fatto vengono dalla giurisprudenza. Mentre la politica discuteva ancora di una eventuale legge sui pacs, la maggior parte dei diritti civili sono stati accettati e riconosciuti dalla magistratura": lo afferma Giuseppe Cascini, magistrato e segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, intervistato da Klaus Davi su YouTube.
"La distanza tra la realtà e il dibattito politico è preoccupante. La questione su cui si è diviso il parlamento è stata puramente ideologica. Molto spesso la magistratura è perfettamente capace di anticipare e dare forma a nuove tendenze sociali", aggiunge Cascini.
Ad un'altra domanda di Klaus Davi, il segretario dell'Anm risponde: "Ci sono magistrati omosessuali e se facessero coming out sarebbe una cosa buona e consentirebbe di evitare o limitare casi, se ce ne sono, di discriminazione. Inoltre - aggiunge Cascini - credo che non ci sia bisogno, come accade in America nel caso dell'International Association of Lesbian and Gay Judges, di creare da parte di Magistratura Democratica una sezione separata di magistrati gay, anche perché in Magistratura Democratica è già attiva nelle lotta contro le discriminazioni".
---
Pubblicato da
Redazione
alle
14:11:00
Etichette: coppie di fatto, dichiarazioni, giudici, magistrati, omosessualità, polemiche, politica
venerdì 15 agosto 2008
Francia, authority chiede parità su congedi e reversibilità pensioni.
(Ansa) In Francia si assottiglia sempre piu' la distanza tra matrimoni e Pacs (Patti civili di solidarieta') dopo una serie di pronunce dell'Alta autorita' di lotta contro le discriminazioni (Halde) che chiedono parita' di diritti in materia di congedi familiari e reversibilita' delle pensioni per le due diverse forme di unione.
L'Halde non ha poteri legislativi diretti, ma tramite pareri e raccomandazioni puo' fornire al governo linee guida in determinati ambiti. Per quanto riguarda i diritti delle coppie legate da Pacs, nel solo 2008 si e' gia' fatta sentire tre volte.
Un primo parere, a febbraio, ha ritenuto 'discriminatoria' la mancata concessione di congedi per eventi familiari ai dipendenti uniti da un Pacs, dando al ministero del Lavoro sei mesi di tempo per fare le modifiche necessarie. Il consiglio, pero', non pare essere stato accolto, dato che dal ministero hanno fatto sapere di non ritenere il 'dispositivo normativo esistente' bisognoso di 'alcuna modifica', in quanto 'i pacs non hanno ne' come oggetto ne' come effetto la creazione di qualcosa di equivalente al matrimonio'.
Le altre due pronunce, datate maggio 2008, riguardano invece i diritti di un componente della coppia unita da Pacs in caso di decesso dell'altro: la prima chiede di estendere anche alle unioni civili il diritto alla reversibilita' della pensione (versamento al vedovo di parte della pensione del coniuge morto), mentre la seconda ritiene discriminatoria la scelta di negare al membro superstite di una coppia legata da Pacs la concessione di un 'capitale di decesso' (aiuto finanziario per le spese del funerale).
L'intensificarsi delle richieste di diritti per chi sottoscrive un pacs procede di pari passo all'aumento delle coppie che scelgono questa forma di unione, creata in Francia nel 1999: nel 2007 hanno ormai superato quota 100.000, con un aumento del 32% rispetto all'anno precedente, e solo nel 7% dei casi si trattava di coppie omosessuali. Una scelta favorita anche dalle attuali politiche fiscali del governo francese, che garantiscono a chi opta per i Pacs un regime di tassazione pressoche' analogo a quello delle coppie sposate. Continua invece, lenta ma inesorabile, la diminuzione dei matrimoni, che l'anno scorso, secondo i dati della cancelleria dello Stato, sono calati del 3%.
Le associazioni omosessuali si dicono disposte a lavorare con il governo per un miglioramento dei Pacs e giudicano ormai 'praticamente completato' l' allineamento dei diritti degli sposati e di quelli uniti con i Pacs.
Pubblicato da
Redazione
alle
01:35:00
Etichette: coppie di fatto, diritti, francia, pacs, parità, questione omosessuale
martedì 29 luglio 2008
Convivente gay risarcita per danno morale.
Un caso analogo a Venezia, con due cittadini francesi. L'assicurazione di un ospedale milanese ha riconosciuto come «congiunta» la compagna di una donna morta per cure errate.
(Il Corriere della Sera) Una donna è stata risarcita dall'assicurazione di una struttura ospedaliera milanese per la morte della compagna, vittima di un errore di cura. Lo riferisce il portavoce del tavolo Lgtb (Lesbico gay bisessuale transgender) del Pd, Marco Volante. Si tratta di un caso simile a quello reso noto alcuni giorni fa a Venezia, dove un ottantenne francese ha ottenuto un indennizzo per la morte del compagno in un incidente stradale. «La scorsa primavera a Milano - ha affermato Volante - un'altra grande compagnia assicurativa ha concordato transattivamente un risarcimento di danni morali e patrimoniali patito da una donna, convivente da più di 20 anni, per la morte della compagna a causa di un errore di cura. L'assicurazione dell'ospedale ha liquidato alla donna, assistita dai legali Granata e Arrigoni del Foro di Milano, il danno in via stragiudiziaria senza pretendere altra documentazione che quella comprovante l'effettiva convivenza».
RISARCIMENTO CONGRUO - «Non possiamo riferire né il nome della compagnia assicuratrice né quella dell'ospedale, che comunque è una struttura pubblica molto nota - ha detto il legale Elisabetta Arrigoni -. Possiamo dire che il risarcimento è stato congruo, esattamente come se si fosse trattato di una coppia cosiddetta normale». A differenza della coppia francese, che aveva contratto una forma di unione in Francia, le due donne, precisa Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, «non avevano alcun titolo neppure contratto all'estero, in quanto in Italia non esiste una legge che riconosca diritti e dovere alle coppie». «L'assicurazione - commenta Mancuso - ha deciso che si trattava comunque di una comunione morale e patrimoniale, ritenuta come essenziale per considerare due persone come prossimi congiunti meritevoli del risarcimento».
Pubblicato da
Redazione
alle
19:20:00
Etichette: assicurazioni, coppie di fatto, lesbiche, questione omosessuale, risarcimenti
mercoledì 9 luglio 2008
Bolzano. Niente Pacs, la legge dei verdi snobbata dal Pd.
Gli ecologisti bacchettano gli Arbeitnehmer.
(Il Corriere dell'Alto Adige) Nessuno si aspettava che il disegno di legge sulle coppie di fatto sarebbe passato ma almeno un pizzico di sostegno dagli Arbeitnehmer e dal Pd i Verdi se lo sarebbero aspettato. E invece nulla.
«Alle belle parole non corrispondono i fatti: anche consigliere e consiglieri del centro sinistra votano contro la legge per riconoscere i diritti delle persone conviventi e contro la discriminazione degli omosessuali» protestano Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss e Cristina Kury.
«In Alto Adige — sottolineano — il 45 per cento delle convivenze non corrispondono al tradizionale matrimonio, oltre un terzo dei bambini sono figli di coppie non sposate. Tutte queste persone attendono il riconoscimento dei propri diritti civili, sociali ed economici nella sanità, nell'edilizia sociale, nel lavoro, nella cultura. Ma il Consiglio provinciale ha perso l'ultima occasione per riconoscere i diritti delle coppie di fatto e varare norme contro la discriminazione verso persone di diverso orientamento sessuale. Nè la consigliera Unterberger nè l'assessora Gnecchi hanno riconosciuto la fondatezza delle nostre argomentazioni, al momento del voto il disegno di legge dei Verdi ha ottenuto solo tre sì, i nostri. Contro tutta la maggioranza, astenuti il resto.Il consiglio provinciale preferisce continuare a chiudere gli occhi e negare diritti sacrosanti ed elementari. Non hanno mosso un dito gli Arbeitnehmer della Svp, il cui presidente Reinhold Perkmann nel 2006, durante il dibattito nazionale sui «Pacs» si rallegrava del fatto che il Parlamento si fosse finalmente attivato per il riconoscimento delle coppie di fatto. Belle parole, ma non ne resta traccia quando deve attivarsi il legislatore provinciale».
Pubblicato da
Redazione
alle
12:58:00
Etichette: coppie di fatto, partito democratico, polemiche, questione omosessuale, registro unioni., verdi
giovedì 3 luglio 2008
Cesena: Celletti (Pdl), ecco perchè diciamo no ad elenco unioni civili.
Circa un anno fa fu approvato dal Consiglio comunale, a maggioranza, con il nostro voto assolutamente contrario, ma con una ferma opposizione anche dell'allora capogruppo della Margherita, oggi nel PD, un ordine del giorno in cui si auspicava il riconoscimento anagrafico delle coppie di fatto. Ad un anno di distanza è tornato alla carica il gruppo PRI, con un testo di delibera che prevede l'istituzione a Cesena dell'elenco delle unioni civili, al quale, se fosse approvato, potrebbero iscriversi due persone legate da vincoli affettivi, coabitanti da almeno due anni o due persone, sempre coabitanti da almeno due anni, ma per motivi di reciproca assistenza.
I presentatori hanno parlato di un atto di civiltà. Per noi si tratta di un'iniziativa ipocrita, un atto puramente simbolico dal punto di vista politico ed ideologico. Ipocrita, in senso laico, perché con il falso pretesto di tutelare le coppie eterosessuali che liberamente scelgono la convivenza senza vincoli matrimoniali, si tenta di introdurre l'accreditamento culturale, giuridico e sociale di un surrogato di famiglia per le coppie omosessuali.
Il dibattito intervenuto ha ben chiarito quanta confusione ci sia tra pacs, dico, cus, famiglie anagrafiche, ecc. Ma ha evidenziato anche che spesso per motivi meramente strumentali si nega che l'attuale legislazione e la giurisprudenza già prevedono molte tutele per le coppie di fatto. Se poi, giustamente, si volessero ampliare queste tutele, lo si potrebbe fare attraverso puntuali modifiche del codice civile e penale. La battaglia per il riconoscimento anagrafico delle unioni fondate su vincoli affettivi è quindi pretestuosa e rischia perfino, come hanno scritto alcuni docenti in un documento, di portare a "nuclei estranei o addirittura antitetici a quelli che richiedono una positiva considerazione sociale", vedi nuclei poligamici, sette, ecc. Bisogna quindi sgombrare il campo dalle mistificazioni.
Qui nessuno contesta la libera scelta delle coppie eterosessuali di convivere con o senza matrimonio o di ottenere maggiori tutele. Non si affermi però che la strada per ottenerle passa dall'istituzionalizzazione di altri vincoli che, a questo punto, potrebbero a ragione essere chiamati di serie B. Ma quello che appare più grave è che questa ‘crociata ideologica' rischia di minare ancora di più la famiglia come è tradizionalmente intesa anche nella nostra Costituzione. Da un lato ci si lamenta per l'indebolimento della coesione sociale e per il deterioramento della vita civica e dei valori, dall'altro si fa di tutto per scardinare la cellula fondamentale della nostra organizzazione sociale che è la famiglia. La sua sopravvivenza ed il suo rafforzamento devono invece interessare tutti, laici, cattolici, atei, perché passa di lì qualsiasi strada per affrontare la pericolosa crisi che sta investendo la nostra società".
Antonella Celletti
Consigliere comunale Gdl-Pdl Cesena
Pubblicato da
Redazione
alle
22:26:00
Etichette: centrodestra, coppie di fatto, omosessualità, pdl, registro unioni., unioni civili
lunedì 30 giugno 2008
Promo VC2 Premiere. Le coppie di fatto e famiglie omosessuali.
Mercoledì 2 Luglio la terza puntata di VC2 Premiere. Davide Scalenghe presenterà in anteprima due pod dedicati alle coppie di fatto ed alle famiglie omosessuali.
---
Pubblicato da
Redazione
alle
14:45:00
Etichette: coppie di fatto, omosessualità, video
martedì 24 giugno 2008
Londra: Dimezzate le unioni civili tra omosessuali.
(Allnews) Il numero di unioni civili tra persone dello stesso sesso si è quasi dimezzato in Gran Bretagna lo scorso anno. Secondo i dati dell'ufficio nazionale delle statistiche (Ons) infatti, nel 2007 sono state 8.728 le cerimonie civili tra omosessuali, contro le 16.106 del 2006, il primo anno in cui tali unioni sono diventate possibili, in seguito all'introduzione del Civil Partnership Act nel dicembre del 2005.
Pubblicato da
Redazione
alle
18:07:00
Etichette: coppie di fatto, europa, inghilterra, omosessualità, unioni civili
lunedì 23 giugno 2008
I Gesuiti di Milano sollecitano il riconoscimento giuridico delle coppie gay.
(Adista) Un’apertura che farà discutere quella di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo. Sul numero di giugno, infatti, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali. Scopo del contributo, tentare di “delineare criteri che consentano (non solo ai credenti) di procedere alle mediazioni politiche e legislative sempre più richieste da un contesto pluralista”, attraverso la riflessione sulla possibilità di “istituire una disciplina giuridica di un legame tra due persone dello stesso sesso, non basandosi specificamente sulla sua connotazione omosessuale, quanto piuttosto sul suo significato per la vita sociale”.
Riconosciuto che le cause che concorrono a determinare un orientamento omosessuale sfuggono alla volontà del soggetto, Carlo Casalone, vicedirettore del mensile, afferma che “il compito dell’etica non sta nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”. La richiesta di riconoscimento giuridico da parte di coppie omosessuali è elevata: infatti, come sottolinea Giacomo Costa, caporedattore, “in assenza di alternative, il modello matrimoniale, pur compreso in senso limitato come ‘riconoscimento pubblico di una relazione affettiva’, rimane un punto di riferimento giuridico, oltre che simbolico per le convivenze omosessuali perché, alla base della rivendicazione, sta un desiderio di riconoscimento tout court della propria dignità”. Uno degli aspetti vissuti con maggiore difficoltà dagli omosessuali è infatti l’essere “socialmente invisibili”: “La lotta per il riconoscimento dei diritti civili e sociali – continua Costa – costituisce di fatto uno sforzo per entrare con il proprio progetto di vita nel ‘ciclo di vita’ della società nel suo insieme”.
Analizzando le argomentazioni che nella riflessione etico-teologica conducono ad una valutazione morale negativa sulle relazioni omosessuali, Massimo Reichlin, professore di Etica della vita all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, conclude che “è dubbio che tali argomenti giustifichino il rifiuto di qualunque disciplina legislativa delle unioni omosessuali”. “Nella misura in cui non le equipari al matrimonio - continua Reichlin -, ma riconosca alcuni diritti, fondati sulla continuità di una convivenza e di una relazione affettiva, pare difficile sostenere che un simile riconoscimento costituirebbe una svalutazione dell’istituzione matrimoniale o una modificazione radicale dell’organizzazione sociale”. Proprio la continuità e la stabilità della relazione costituiscono, come ricorda Angelo Mattioni, professore di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, “il dato cui la Corte Costituzionale ricollega il necessario riconoscimento di un rapporto che dà fondamento all’esercizio di diritti e all’adempimento di doveri”. La Corte, escludendo l’estensione delle norme che configurano la condizione giuridica della famiglia, di cui all’art. 29 della Costituzione, ad altre forme di convivenza, ha ritenuto loro fondamento costituzionale l’art. 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Come rileva Mattioni, “risultano sostanzialmente irrilevanti le caratteristiche dei membri che fanno parte di tale formazione sociale”: infatti, riconoscendo “nella stabilità la fonte di questi diritti e doveri, risulterebbe contrario al principio di uguaglianza escludere da queste garanzie certi tipi di convivenze”. “Non spetta al legislatore - evidenzia Mario Picozzi, professore di Medicina legale all’Università degli Studi dell’Insubria - “indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’assunzione pubblica della cura e della promozione dell’altro e di altri”. “Invaderebbe campi che non le appartengono una scelta politica che volesse stabilire a priori forme accettabili di espressione di quel legame e in base ad esse riconoscere e garantire determinate tutele”. “Il riconoscimento giuridico del legame tra persone delle stesso sesso - continua Picozzi - trova la sua giustificazione in quanto tale relazione sociale concorre alla costruzione del bene comune”. “Prendersi cura dell’altro, stabilmente, è forma di realizzazione del soggetto e al tempo stesso contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione”. In questo quadro, la scelta di riconoscere un siffatto legame, “senza mettere in discussione il valore della famiglia ed evitando così indebite analogie” appare, secondo Picozzi, “giustificabile da parte di un politico cattolico”. Essa rappresenta infatti “un’opzione confacente al bene comune, di promozione di un legame socialmente rilevante, di un punto di equilibrio in un contesto pluralista in cui potersi riconoscere, di risposta praticabile a una esigenza presente nell’attuale contesto storico”.
Pubblicato da
Redazione
alle
23:20:00
Etichette: chiesa, coppie di fatto, fede, papa, preti, questione omosessuale, religione
sabato 21 giugno 2008
Ruini. Finisce l'era del 'Cardinal sottile', al suo posto Vallini.
Wojtyliano di ferro, il porporato non 'va in pensione'.
(Apcom) Cambio di guardia del vicario del Papa per la diocesi di Roma. In attesa della nomina ufficiale, che arriverà nei prossimi giorni, il cardinale Agostino Vallini, attuale Prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica, si prepara a subentrare al cardinale Camillo Ruini che lascia l'incarico dopo 17 anni e mezzo di servizio a fianco prima di Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI. Intanto questa sera, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il porporato emiliano ha presieduto una solenne messa per ricordare i 25 anni di consacrazione episcopale. Una celebrazione, che ha tutto il sapore di un congedo.
Ha fatto la storia della Chiesa italiana degli ultimi venti anni. Dopo aver lasciato la presidenza della Conferenza episcopale italiana, lo scorso anno, e aver passato il testimone al cardinale Angelo Bagnasco, il cardinale Ruini lascia anche l'incarico di vicario del Papa per la Diocesi di Roma. Ma non esce di scena. Rimane, infatti, presidente del Comitato nazionale per il progetto culturale, progetto da lui voluto nel 1994 a indicare la presenza della Chiesa nella vita culturale del paese, "terreno di incontro - come disse lui stesso - tra la missione propria della Chiesa e le esigenze più urgenti della nazione". Il porporato è anche Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense.
Wojtyliano di ferro, Ruini ha segnato le tappe più importanti del ruolo della Chiesa dell'ultimo ventennio. Attento a tutte le tematiche della vita socio-politica italiana, il porporato emiliano ha impresso una svolta 'epocale' nella Chiesa, fino a entrare attivamente nei temi più 'caldi' della società e della politica italiana. Dai temi etici - quali l'aborto, la famiglia, il matrimonio e le unioni civili, l'eutanasia, la fecondazione artificiale - fino a quelli più strettamente politici, come dimostrano i suoi numerosi interventi nelle fasi delicate della vita politica del nostro Paese: dalle elezioni, alla legge elettorale, al referendum sulla Costituzione, fino alla devolution.
Ha 'incassato' vittorie personali come l'astensionismo al referendum sulla procreazione assistita, il successo riscosso al 'Family Day', o la giornata di solidarietà al Papa per la mancata visita alla Sapienza, che ha visto in piazza San Pietro decine di migliaia di persone. Da molti considerato un conservatore per la fedeltà ai principi fondamentali della dottrina cristiana, il 'cardinal Sottile' -come viene chiamato simpaticamente in Cei per la sua abilità di ragionamento, paragonabile a quella del filosofo Duns Scoto - non ha mancato tuttavia di aprirsi a vedute quasi progressiste. A cominciare dallo spazio verso i laici, dal dialogo avviato con la società e gli intellettuali, ma soprattutto ha segnato un'apertura verso le donne: dieci anni fa fu il primo Cancelliere dell'Università del Laterano ad avere 'osato' affidare il ruolo di Decano della facoltà di filosofia ad Angela Ales Bello, filosofa della scuola di Husserl, rompendo così una tradizione secolare: quel posto era sempre stato riservato ai maschi.
Nato a Sassuolo il 19 febbraio del 1931, Ruini sembra aver raccolto l'eredità di Papa Montini, portando più di una volta il suo ministero a sovrapporsi - molti dicono ad "interferire" - con la vita politica del Paese. Unico figlio maschio, il padre -medico - voleva che seguisse le sue orme. Ma la vocazione di Ruini nasce presto: già a 12 anni decise che voleva consacrarsi al Signore. Laureato in teologia e filosofia all'Università Gregoriana - profondo ammiratore di Tocqueville - è stato ordinato sacerdote nel 1954; dal 1957 al 1986 ha insegnato teologia dogmatica. Dal 7 gennaio 1991 è vicario di Giovanni Paolo II per la Diocesi di Roma, al posto del cardinale Ugo Poletti. Nel marzo dello stesso anno diventa presidente della Cei, ruolo che viene riconfermato nel marzo del 1996 e nel 2001 per un altro quinquennio. Grande tifoso del Bologna fin da giovane, a chi gli chiede la formazione bolognese del 1940 la sa ancora a memoria. Appassionato anche di ciclismo, tra Bartali e Coppi tifava decisamente per il primo, ma anche per lo svizzero Koblet. Amante dei libri di filosofia e di teologia, legge anche opere di fisica e la pagina che preferisce è il supplemento scientifico del 'Corriere della Sera'.
Ruini gode di un grande prestigio sia in Italia che all'estero. Parla 5 lingue (tedesco e francese alla perfezione), uomo dig rande cultura riconosciuta da tutti (è Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense), molto attivo e attento verso le diocesi cardinalizie del Terzo Mondo che aiuta destinando una gran parte dell'8 per mille. Nel 2005, in occasione dei referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, il porporato si fece portavoce dell'istanza ufficiale della Cei invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del 'diritto alla vita'. Da quel momento la Cei è entrata sempre più nel mirino dei politici che accusano i vescovi di ingerenza e di violazione del Concordato. "Non possiamo tacere su questioni che riguardano la vita", ha sempre risposto Ruini. "Abbiamo il diritto e il dovere di intervenire", ha detto più volte il numero uno dei vescovi. Il giorno dopo i risultati del referendum, che fallì per il mancato raggiungimento del quorum, il cardinale Ruini commentò: "Sono favorevolmente colpito dalla saggezza del popolo italiano".
Nel settembre 2005 venne aspramente contestato e criticato da un gruppo di studenti del collettivo Farfalle Rosse, a Siena, che lo fischiarono e lanciarono slogan con la scritta "Libero amore in libero Stato", "Siamo tutti omosessuali", "Vogliamo fare Pacs in avanti nei diritti", "Un Pacs in avanti". Ruini ha più volte difeso a spada tratta il valore della famiglia, e respinto qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto. Interventi che hanno subito una escalation in seguito alla discussione del ddl sui 'dico'.
Ulteriori polemiche ha suscitato, nel dicembre 2006, la decisione del Vicariato di Roma di negare le esequie religiose a Piergiorgio Welby, l'uomo ammalato di sclerosi multipla che aveva manifestato pubblicamente la richiesta che venisse sospeso ciò che egli considerava accanimento terapeutico nei suoi confronti.
Pubblicato da
Redazione
alle
22:06:00
Etichette: cardinali, cattolici, chiesa, coppie di fatto, papa, questione omosessuale, religiosi, vaticano
mercoledì 18 giugno 2008
Pronunciamento della Cassazione: Essere coppia di fatto non salva da espulsione.
(Adnkronos) Essere una coppia di fatto per un clandestino non vale ad evitargli l'espulsione. Parola di Cassazione che sottolinea che in materia di immigrazione clandestina non e' possibile ''estendere l'equiparazione tra famiglia legittima e famiglia di fatto''. Applicando questo principio, la prima sezione penale ha respinto il ricorso di un clandestino contro il provvedimento di espulsione applicato dal Tribunale di sorveglianza di Lecce nel luglio del 2007.
Pubblicato da
Redazione
alle
17:22:00
Etichette: cassazione, coppie di fatto, emigrazione, famiglia, legge
martedì 17 giugno 2008
Polemiche a Parma. Coppie di fatto, politici divisi. In città arriverà il Gaypride.
La maggioranza in consiglio comunale si dice contraria al registro per le coppie e anche la Guarnieri "vota" no . La Provincia invece appoggia la causa e sabato firmerà la petizione popolare per riconoscere i diritti degli omosessuali. Ma anche tra i "vignalini" c'è chi dice sì
(Giacomo Talignani - La RepubblicaParma.it) Nel giorno del Gay Pride l'orgoglio omosessuale di Parma sfilerà da piazzale della Pace fino alla stazione ferroviaria: un piccolo corteo alla ricerca di diritti e, perché no, di consensi politici. Ma pare non trovarli. L'ultima battaglia dell'associazione gay Certi Diritti di Parma è infatti quella di una petizione popolare per chiedere al Comune l'istituzione del registro per le coppie di fatto. Per ottenere il registro ci vogliono mille firme (finora ne sono state raccolte più di 900) e a quel punto Elvio Ubaldi, in qualità di presidente del consiglio comunale, dovrà calendarizzare il giorno in cui in consiglio si discuterà sui diritti delle coppie di fatto.
Una seduta in cui decideranno i voti dei consiglieri comunali: il centro destra conta (Per Parma con Ubaldi e An) 25 poltrone, il centro sinistra (Pd, Idv, Altra Politica, Rifondazione) 15. A questo punto, per scegliere il futuro dei "diritti dei gay", peseranno posizioni, idee e intese politiche. Sarà una scelta personale, più che di partito, a decidere se approvare o meno la questione coppie di fatto.
Ma se si ascolta la voce dei consiglieri, nonostante tre uomini della Giunta appoggino il registro (Lasagna, Manfredi, Sommi), la linea che prevale è quella del "no" alle coppie di fatto.
Il "no" della maggioranza alle coppie di fatto
Elvio Ubaldi, consigliere e presidente del consiglio comunale si dice "distante dall'idea del registro. Però sono d'accordo ad esempio sull'idea che se una delle due persone che costituiscono una coppia di fatto si ammala deve avere uguali diritti nell'assistenza come altre. La mia posizione è quella di non negare a nessuno una petizione di questo genere, ma non credo che l'unione di cui si parla sia da omologare a un matrimonio". Totalmente contrario al registro, Vittorio Guasti. Il capogruppo di Per Parma con Ubaldi specifica "Sono decisamente contrario al registro e rimarrò in questa posizione sempre. Ci sono alcuni diritti che se applicati vanno contro a quella che è la natura dell'uomo". E se l'inclinazione della minoranza in consiglio va verso un sì alle coppie di fatto, Altra Politica appare invece più solidale con la maggioranza. "So che la questione della petizione verrà discussa dalla commissione affari istituzionali – dice la Guarnieri – ma penso che la coppia di fatto sia una scelta, il registro è un controsenso. Si è coppia di fatto se la si è. Non c'è bisogno di un registro dove firmare. Insomma, non la vedo come una priorità".
La Provincia appoggia il registro
Il Comune appare ostile al registro, la Provincia invece sposa la causa.
Una piccola "delegazione" di assessori provinciali infatti, Tiziana Mozzoni (Ds), Ettore Manno (Comunisti italiani), Emanuele Conte e Filippo Carraro (Prc) e Gabriella Meo (Sinistra arcobaleno) questo sabato sarà in piazza per firmare la petizione di Certi Diritti. Cinque assessori che hanno già ribadito il loro appoggio all'associazione gay di Parma.
Tre assessori della Giunta firmeranno
In piazza però scenderanno anche tre assessori della Giunta Vignali: Lorenzo Lasagna, ex diessino, riformista, oggi assessore alla Cultura del Comune, sostiene l'idea del registro e ha già fatto sapere che anche lui farà da "testimonial" all'ultimo banchetto della raccolta firme.
Ma Lasagna, dei "vignalini", non sarà il solo. Francesco Manfredi, assessore alle Politiche edilizie, ha detto (ma non confermato) che sosterrà l'iniziativa. Insomma, dovrebbe essere presente. Idem Luca Sommi, ex giornalista di Tv Parma, oggi delegato all'Agenzia grandi eventi. Ecco allora, nel giochino dei pesi e delle misure fatto di destra e sinistra, che il registro per le coppie di fatto potrebbe trovare nuove chances nei consensi politici.
"L'appoggio dei consiglieri – spiega Luca Marola di Certi Diritti – ci fa molto piacere, raccogliere tutte queste firme non è stato facile e abbiamo bisogno del sostegno di tutti per lanciare la nostra proposta". Un registro, quello chiesto dall'associazione, per chiedere maggiori diritti "come per esempio quelli legati alle case popolari o tutti quelli, comunali o regionali, legati a graduatorie, liste d'attesa o agevolazioni che riguardano in genere le famiglie" ha spiegato Marola durante la presentazione della petizione.
Mini Gay Pride da piazzale della Pace alla stazione
La petizione troverà comunque forza nel mini corteo: una colorata sfilata nel centro di Parma con striscioni, fischietti e bandiere, tutto dedicato ai diritti e all'orgoglio gay. La mattina di sabato 28 giugno, alle 11, dozzine di persone si ritroveranno ai piedi della Pilotta per animare un mini Gay Pride. Da piazzale della Pace il corteo si sposterà a piedi verso la stazione ferroviaria: da lì, i manifestanti, raggiungeranno in treno Bologna per prendere parte al Gay Pride nazionale. L'idea, nata dalla associazione Certi Diritti e da altre realtà parmigiane, è quella di radunare chiunque sia interessato (per informazioni certidirittipr@gmail.com) a prendere parte al Gay Pride e dare vita ad una piccola manifestazione locale. Già una cinquantina le persone che hanno confermato la loro adesione. Tra le sigle e i gruppi parmigiani che parteciperanno al Gay Pride bolognese ci saranno, oltre a Certi Diritti, il Gruppo Ottavo Colore, la Sinistra Giovanile, Amnesty International giovani, l'Udu e il gruppo Arci Duchessa.
L'unica associazione pubblica che parteciperà al Gay Pride è l'Unità di strada dell'Ausl di Parma: il personale distribuirà preservativi e materiale informativo, sarà di supporto logistico e tecnico a i partecipanti e cercherà di sensibilizzare i partecipanti sui rischi delle malattie sessuali. Una presenza, quella dell'Unità di strada, fortemente voluta anche dalle stesse associazioni gay.Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
20:32:00
Etichette: arcigay, coppie di fatto, gaypride, polemiche, politici, questione omosessuale
giovedì 22 maggio 2008
Storica sentenza della Cassazione. Coppie di fatto: Sono una famiglia e hanno gli stessi diritti.
(AdnKronos) Le coppie di fatto? Sono una vera e propria "famiglia". A scendere in campo nuovamente nei confronti delle cosiddette coppie di fatto è la Corte di Cassazione sottolineando che anche chi convive instaura legami di "reciproca assistenza e protezione" al pari di una coppia sposata. Stessi diritti, dunque, e doveri anche per loro, ricorda la Suprema Corte. In particolare, la sesta sezione penale (sentenza 20647), ha sentito la necessità di scendere in campo nei confronti delle coppie di fatto, occupandosi del caso di un 45enne napoletano indagato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente "sottoposta per anni a continue violenze fisiche e morali". Antonino B., opponendosi alla custodia cautelare inflittagli dal Tribunale di Napoli nel settembre scorso, in Cassazione ha contestato la sussistenza del reato previsto dall'art. 572 c.p. che punisce appunto i maltrattamenti in famiglia, sostenendo che Vincenza non era la moglie ma soltanto una "semplice convivente".
---
(Agi) La Cassazione spiana la strada per equiparare le coppie di fatto alla famiglia legittima. Infatti chi picchia reiteratamente la convivente si macchia del reato di maltrattamenti in famiglia al pari di un uomo regolarmente sposato. E' quanto affermato dalla Suprema corte che, con la sentenza 20647 di oggi, ha confermato il carcere preventivo nei confronti di un 45enne di Torre del Greco che, per anni, aveva picchiato la sua compagna, dalla quale aveva avuto, peraltro, anche una figlia. "Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia - ecco l'importante approdo giurisprudenziale raggiunto da piazza Cavour - non assume alcun rilievo la circostanza che l'azione delittuosa sia commessa ai danni di persona convivente more uxorio. Infatti, il richiamo contenuto nel nostro Codice penale alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la famiglia di fatto".
Pubblicato da
Redazione
alle
17:32:00
Etichette: cassazione, coppie di fatto, diritti, parità, sentenze
martedì 20 maggio 2008
Le pari opportunità di Mara Carfagna, eccole finalmente.
(Pollicino) Finalmente Mara Carfagna esce allo scoperto, scusate la battuta non intendevo quello che state pensando, non si spoglia più, almeno per adesso.
Intendevo che dopo due uscite in cui diceva che gli altri avevano detto le cose giuste, dice la sua su chi vuole o non vuole sostenere in materia di pari opportunità.
No al gay pride, ma non solo, non ci sono discriminazioni per gli omosessuali infatti la povera ragazza accoltellata dalla madre perchè ha dichiarato la propria passione per un'altra donna è un'invenzione dei comunisti culattoni.
Potrebbe infatti prendere in prestito il linguaggio del suo capo, ma ormai questo sembra un ricordo del passato, perchè l'unto del signore vuole fare lo statista e quindi la sua velina deve riaggiustarsi il trucco.
Leggendo qua e là si trovano cose divertenti come quella di Giordano Bruno Guerri sul "Il giornale" di oggi "I Gay Pride potevano essere utili fino a trent'anni fa, quando gli omosessuali venivano guardati con sospetto, discriminati e a volte addirittura perseguitati. Oggi l'omosessualità è comunemente accettata e addirittura esibita. Non ha senso, dunque, sfoderare l'orgoglio gay in parate carnevalesche che sembrano - sono - fatte apposta per provocare. Le abbiamo viste, negli anni scorsi, con esibizioni di lustrini, tutù, scosciamenti e gran dispendio di sbaciucchi: sembrano la manifestazione di una comunità che vive con lutto il fatto di non dare più scandalo, e che lo vuole dare a ogni costo. Oltretutto rendono un'immagine falsata del mondo gay, che per lo più è composto da gente normale (e sottolineo normale), che vive o vorrebbe vivere normalmente." (leggi tutto l'articolo)
Mara Carfagna, non è sola, è davvero in buona compagnia, salvo che poi Giordano Bruno Guerri, con un opinione del tutto personale, bontà sua che ne abbia e la possa esprimere, dice che un problema di diritti per le coppie di fatto in effetti esiste ma non è un problema di omosessuali bensì molto di più per gli eterosessuali.
Eh già forse trenta anni fa l'Italia era quella oggi no, del resto se in Parlamento abbiamo veline, cantanti di cabaret, imbonitori televisivi, attricette hard un passo avanti l'abbiamo fatto, le prossime elezioni le faremo direttamente con gli sms, chi vuoi eleggere?
Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
16:34:00
Etichette: coppie di fatto, diritti, governo, ministri, omosessualità, parità, polemiche, unioni civili
lunedì 19 maggio 2008
Sottosegretario presidenza ospite di Don Gelmini a Comunità Incontro. Giovanardi: I giusti valori passano solo per famiglia.
(Apcom) Visita alla comunità incontro di Don Gelmini da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Che ha partecipato ad Amelia presenza ad Amelia al Convegno “Impegno e Fedeltà”. E Che ha ribadito la sua stima e amicizia nei confronti del prete, per il quale alla fine di marzo la Procura di Terni ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di violenza sessuale.
“Confermo quanto detto sulla carta stampata - spiega alla platea il sottosegretario -: per me Don Gelmini è come Don Bosco. Anche se Don Pierino dovrà aspettare un po’ prima di essere riconosciuto così anche da tutti gli italiani”.
Poi Giovanardi è passato a parlare di famiglia: “Bisogna distinguere il bene dal male - si evince da una nota - attraverso i veri valori della vita che si trovano soprattutto nella famiglia. I ragazzi della Comunità, i loro genitori sappiano che la vita è bellissima e che si sono cose stupende da vivere ancora. Per questo è importante che attraverso la famiglia, la cui rilevanza è riconosciuta anche dalla nostra Costituzione, si creino i veri valori di una vita. A questo tende tutta l’opera anche della Comunità”
Pubblicato da
Redazione
alle
18:42:00
Etichette: chiesa, coppie di fatto, don gelmini, famiglia, governo, ministri, religione
sabato 17 maggio 2008
In Irlanda il cardinale Brady ribadisce il no alle unioni civili di omosessuali e conviventi.
(Radio vaticana) Il cardinale Primate d'Irlanda Sean Brady ha avvertito che qualsiasi piano per concedere a omosessuali e a coppie che coabitano gli stessi vantaggi di chi si sposa, rappresenta un attacco all'istituzione del matrimonio. Nella Repubblica irlandese coppie omosessuali o che coabitano non hanno diritti, ma il governo ha promesso di introdurre una legislazione che riconosca loro alcuni diritti entro quest'anno. Secondo il cardinale - riferisce l'Agenzia Sir - lo Stato dovrebbe legiferare a favore del matrimonio. "Concedere gli stessi diritti o diritti molto simili ad altri tipi di rapporti, vuol dire indebolire questo blocco di costruzione essenziale della nostra società, erodere ulteriormente i valori che tengono la società insieme e contraddire in modo diretto la volontà rivelata di Dio", ha scritto il cardinale Brady in quello che viene ritenuto il messaggio più accorato a sostegno della famiglia rilasciato fino ad oggi dalla gerarchia irlandese. "La famiglia - continua il cardinale - ha diritti naturali e inviolabili. I governi hanno il dovere di legiferare a favore di famiglie forti costruite su un matrimonio tra un uomo e una donna. Niente può sostituire il matrimonio e la famiglia come unità fondamentale della società". La nuova legge sulle unioni civili, il cosiddetto "Domestic Partnerships Bill" garantisce alle coppie omosessuali gli stessi diritti di quelle eterosessuali in caso di morte di uno dei due partner e ha generato divisioni e dibattiti nel parlamento irlandese. La legge viene contrastata da alcuni membri del partito Fianna Fail, il partito di maggioranza, al governo in questo momento nel Paese. In Irlanda, secondo un censimento del 2006, l'11,6% di tutte le famiglie coabitano anziché essere sposate.
Pubblicato da
Redazione
alle
18:10:00
Etichette: chiesa, coppie di fatto, diritti, discriminazioni, europa, irlanda, omosessualità, parità, unioni civili







My StumbleUpon Page








