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lunedì 8 settembre 2008

A Napoli An è d'accordo con la Iervolino sul no al registro unioni civili a Vomero.

"Approvato registro fittizio"
Sono felice di vedere che il Sindaco Jervolino finalmente è intervenuta a rispondere alla gravissima violazione di competenze consistente nell'istituzione di un fittizio Registro delle Unioni civili>>.

Queste sono le dichiarazioni del consigliere alla Municipalità Arenella Vomero di Alleanza Nazionale, Andrea Fonsmorti, a seguito del venire a galla di una nota indirizzata a Coppeto da parte del Sindaco per dichiarare la votazione sull'argomento del tutto priva di valore.

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domenica 7 settembre 2008

Aggressione a Napoli. Quell'ultrà di Piazza Bellini era sul treno per l'Olimpico.

Le associazioni gay pensano a organizzare una manifestazione nazionale in città.

(La Repubblica) Pallone e violenza. La coesistenza stretta fra questi due mondi è confermata dall´arresto ieri di un uomo ritenuto fra i responsabili dell´aggressione, avvenuta una settimana fa, a tre ragazze lesbiche in piazza Bellini. Il punto è che l´arrestato è un ultrà del Napoli, che ha ammesso di aver partecipato alla disgraziata spedizione di domenica scorsa a Roma. L´episodio ai danni delle ragazze lesbiche avvenne nella notte fra il 29 e il 30 agosto. Tre giovani furono affrontate a male parole e una di esse venne sfregiata con un bicchiere. La polizia si è messa subito sulle tracce del gruppo di aggressori, anche grazie alla collaborazione delle vittime e delle associazioni gay. Si è giunti così ieri all´arresto di Luigi Del Bono, 36 anni, con l´accusa di tentata violenza sessuale e lesioni aggravate in concorso con altre persone che naturalmente sono ancora in fase di identificazione. Del Bono è stato catturato all´interno di un albergo di via Mezzocannone, dove aveva trovato rifugio. Ad arrestarlo sono stati gli uomini del commissariato Decumani, guidati dal vicequestore Maurizio Casamassima. Ultrà dichiarato, Del Bono è anche pregiudicato con precedenti in tema anche di devastazioni e saccheggi. I reati tipici insomma degli ultras in trasferta. E infatti era sul treno per Roma domenica scorsa anche se ha negato di aver partecipato a incidenti. Circostanza che naturalmente è ora al vaglio della Digos.

Di sicuro da ieri Del Bono è accusato anche di un atto di tipica violenza urbana, che si inscrive nel clima di crescente omofobia in varie città italiane. L´Arcigay di Napoli aveva già denunciato a luglio una aggressione a due giovani gay all´interno di un convoglio della Circumvesuviana. E nessuno ha dimenticato le aggressioni dell´agosto 2007 ai danni di ragazzi gay, sempre a piazza Bellini (nella foto sopra una manifestazione contro l´intolleranza). Episodi a cui fa esplicito riferimento la nota con la quale Arcilesbica Napoli commenta l´arresto di ieri: «Un anno è trascorso, ma non inutilmente. É stato infatti un periodo pieno d´iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all´omofobia. Riconfermiamo la nostra denuncia nei confronti di autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno stato sociale di diritto in grado di garantire pari diritti e pari dignità a tutti i cittadini, siano donne, immigrati, omosessuali o transessuali». E, mentre analoga soddisfazione viene espressa dall´avvocato Elena Coccia per la «Associazione giuristi democratici» che assiste le tre vittime, si lavora a una manifestazione nazionale da tenersi a Napoli, come rivela l´assessore comunale Valeria Valente: «Domani dovremmo avere un incontro con le associazioni LGBT (è la sigla che racchiude i sodalizi lesbian, gay, bisexual e transgender, ndr) per approntare una piattaforma comune».

Probabile che la convocazione della manifestazione scatti per fine settembre. D´altro canto negli ambienti gay napoletani si lavora anche alla possibilità di convocare il gay-pride del 2009 a Napoli. Intanto Valente plaude alle forze dell´ordine: «A loro va il compito della repressione, che è una delle strade da perseguire. A noi spetta l´altra, quella della prevenzione, per promuovere l´integrazione, far sì che le differenze siano percepite come un valore, non un problema. Spero che così la parte migliore di Napoli dia alla città il ruolo che merita e continui a relegare i protagonisti di questi episodi lì dove sono, in una ristretta minoranza».

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sabato 6 settembre 2008

Napoli. Individuati e fermati gli aggressori di Piazza Bellini.

Riceviamo un comunicato stampa da Arcilesbica Napoli che pubblichiamo.

LE VITTIME DI PIAZZA BELLINI E ARCILESBICA NAPOLI DENUNCIANO LE VIOLENZE.
Oggi, sei settembre duemilaotto, il commissariato di polizia presso via San Biagio dei Librai ha individuato e fermato, con l’accusa di tentata violenza sessuale, lo scellerato protagonista della violenta aggressione omofoba dello scorso ventinove agosto in piazza Bellini.
Il soggetto è stato segnalato alle forze dell’ordine in seguito alla coraggiosa denuncia delle vittime, rappresentate dall’avvocato Elena Coccia e sostenute dall’ associazione Arcilesbica Napoli, che ha a sua volta sporto querela per essere venuta a conoscenza dei fatti.

Esprimono soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto l’avvocato Coccia per l’associazione Giuristi Democratici e Arcilesbica Npoli per il Coordinamento Campano LGT, formato da i-Ken onlus e M.I.T. Napoli, nato proprio in seguito agli episodi di violenza omofoba verificatisi nell’agosto duemilasette sempre in piazza Bellini.

Un anno quasi esatto è trascorso dall’episodio di violenza omofoba che tanto scosse ed indignò la comunità omosessuale napoletana ed eccoci costretti a dover assistere ad una nuova ondata di brutalità dove, stavolta, si è infierito contro ragazze poco più che maggiorenni,profittando del medesimo “palcoscenico”: quella piazza napoletana che ancor oggi appare più come luogo votato al conflitto che alla socializzazione e all’incontro di gruppi differenti.

Un anno è trascorso, ma non inutilmente. E' stato infatti un periodo pieno d’iniziative finalizzate al coinvolgimento della cittadinanza nella lotta all’omofobia. Forte dell’azione portata dunque avanti, riconfermiamo oggi la nostra denuncia nei confronti delle Autorità statali e locali, che mancano di portare a realizzazione pratica uno “ stato sociale di diritto” in grado di garantire a tutti i cittadini, siano essi donne, immigrati, omosessuali o transessuali, pari diritti e pari dignità, a partire dalla libertà di aggregazione e dalla coesistenza di realtà sociali e culturali diverse.

Quest’atto di denuncia, oltre alla manifestazione di un grande coraggio personale, è forse anche il risultato di una politica per i diritti su cui molto abbiamo lavorato e lavoreremo e che rende il senso più profondo del nostro ruolo di associazioni; tuttavia, ciò non può impedirci –anche in un momento di soddisfazione- di ricordare come restino gravi le innumerevoli mancanze dell’organizzazione pubblica, che per prima dovrebbe apportare gli strumenti di sicurezza e integrazione necessari a che tra i cittadini –non solo omosessuali- fiorisca un senso di sicurezza e una cultura delle differenze.
In qualità di associazioni a tutela dei diritti civili non ci tireremo mai indietro di fronte a questi obiettivi ma siamo nelle condizioni di dovercene assumere tutto il carico, quando il perseguimento di questi dovrebbe essere prima di tutto compito dello Stato.

Insieme intendiamo continuare a lavorare per una società diversa da questa, in cui non esistano cittadini “minori” capro espiatorio dell’ignoranza e della violenza del branco. Una società dove il branco non esista. E dove la donna sia sempre persona. Ovunque. E non bastonata comunque.

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Napoli. La Iervolino stoppa ancora il registro delle unioni civili alla V municipalità (Vomero).

In piazza il 27 settembre per una manifestazione anti omofobia e anti camorra di tutte le associazioni omosessuali e transessuali napoletane programmata già da diverso tempo.

(Cristina Zagaria - La Repubblica, edizione di Napoli) Arriva il secondo stop del sindaco al registro delle unioni civili. La Iervolino blocca la V Municipalità e delude il mondo gay, che insorge. Le unioni civili riguardano tutti, coppie omosessuali ed eterosessuali, ma l´istituzione del registro per il mondo omosessuale è un simbolo e «anche i simboli hanno importanza, altrimenti possiamo cominciare a togliere i crocifissi dalle scuole e le immagini del presidente della Repubblica dagli uffici pubblici» tuona Salvatore Simioli, presidente provinciale di Arcigay.

La V Municipalità da un anno cerca di istituire il registro. A dicembre 2007 il sindaco Iervolino aveva scritto al presidente, Mario Coppeto, per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). A fine luglio, però, il parlamentino del Vomero, ignorando il parere contrario di Palazzo San Giacomo, aveva portato a termine la missione, votando la delibera. In questi giorni si stava appunto lavorando al regolamento attuativo. Ma è arrivato il secondo no della Iervolino. La lettera (protocollo numero 9024) è datata 21 agosto, ma Mario Coppeto l´ha vista solo due giorni fa, al rientro dalle vacanze e ieri se ne è discusso in consiglio di Municipalità.

Il linguaggio usato dalla Iervolino è tecnico. La lettera stringata. Appena dieci righe. «In relazione alla sua lettera, con la quale mi trasmette l´ordine del giorno, approvato all´unanimità dal vostro Consiglio, nella seduta del 23 luglio 2008, desidero farle rilevare che la materia non rientra nelle competenze delle Municipalità». Motivo? Per il sindaco sarebbe anticostituzionale. «Infatti l´articolo 117 della Costituzione (così come rivisto dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001 numero 3) prevede espressamente che la materia dello stato civile rientri nella competenza legislativa esclusiva dello Stato». Risultato? La Municipalità viene diffidata dal procedere: «Di conseguenza è preclusa qualsiasi possibilità di intervenire». Simioli ride: «Il sindaco accusa di incostituzionalità mezza Italia. A Bologna il registro esiste da dieci anni e anche in moltissime altre città». E il presidente Arcigay, che è anche avvocato, affonda il coltello: «I termini della questione utilizzati dalla Iervolino sono giuridicamente infondati, visto che il provvedimento non ha niente a che fare con l´istituzione di nuove figure di stato civile. La delibera della V Municipalità prevede semplicemente l´istituzione di un registro anagrafico come previsto dal Testo unico per gli enti locali (legge 267 del 2000), che dice che fermi restando i registri previsti dalla legge e dal regolamento anagrafico, il Comune può istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell´anagrafe». E Simioli, togliendosi di nuovo i panni del legale, spiega: «Il registro non ha valore sul piano giuridico. Non é assolutamente equiparato al matrimonio. Però può essere riempito di contenuti. Per esempio, come è accaduto già in altre città d´Italia, il Comune potrebbe fare un provvedimento per l´assegnazione delle case popolari, includendo anche le coppie del registro delle unioni civili».

Mario Coppeto non si arrende. «Ho chiesto un incontro urgente al sindaco - dice - Voglio capire perché si ostina a bloccarci. Non credo che il Vomero risolverà i dibattiti sui Dico o sui Pacs, ma l´ordine del giorno è stato votato all´unanimità, vuol dire che c´è una parte dei residenti nella nostra municipalità che ha questo bisogno e noi non possiamo ignorarlo. È solo un segnale politico quello che vogliamo dare, non crediamo certo di poter modificare lo stato civile. E mi stupisce che questo segnale politico non sia condiviso dal sindaco».

Accanto a Coppeto i consiglieri Francesco Fabozzi (Prc) e Norberto Gallo (Decidiamo insieme). E Gallo, promotore del registro, è determinato ad andare fino in fondo: «Ovviamente il problema è politico - culturale e quindi riguarda il Pd, ma riguarda anche la volontà della Sinistra Arcobaleno rappresentata in giunta municipale da presidente e due assessori che a maggioranza potrebbero tranquillamente emanare il registro richiesto dal consiglio. Coppeto ha i numeri e la possibilità di istituire il registro anche senza il via libera del sindaco». Alla V Municipalità annunciano battaglia e l´Arcigay porterà la lotta per l´istituzione del registro civile al Vomero, in piazza, per la manifestazione nazionale del 27 settembre, in piazza Bellini, piazza simbolo di violenza e discriminazione contro gli omossessuali.

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venerdì 5 settembre 2008

All'Arcilesbica di Napoli una risposta su una presunta acidità che non c'è!

Dal forum Arcilesbica Napoli:
ContessaGeshwitz

Anch'io sono concorde con chi ha espresso la necessità IMMINENTE di mettere in funzione il sito. Proprio in vista della manifestazione nn è accettabile che sia aggiornato a febbbraio.
Valeria, che lo sta curando, ha spesso ricevuto pressioni dal direttivo e mi auguro che appena tornata dalle ferie concluderà il lavoro (che dovrebbe essere agli sgoccioli tra l'altro)!!
Ciò nn toglie che il redattore di questo blog di notizie gay ce l'ha con noi, è di una acidità pazzesca, chissà chi è...

Non c'è problema, mi presento, mi chiamo Federico e sono il coordinatore della redazione di Notizie gay. Vorrei tranquillizzarla gentile contessa, non abbiamo assolutamente nulla contro l'Arcilesbica di Napoli, anzi...

La nostra critica, come anche alcune di voi hanno ammesso (e lei stessa alla fine ne prende atto e spinge per rimettere in funzione il sito), è semplicemente la registrazione di fatti.
Fatti anche da altri registrati ovvero da chi come noi sono venuti a cercarvi per capire cosa stesse succedendo a Napoli, cercare notizie ed una posizione ufficiale (reputiamo l'aggressione alla ragazza un fatto gravissimo) ed hanno avuto davanti agli occhi la desolazione assoluta, senza trovarvi neppure la notizia della violenza subita dalla ragazza.
Per fortuna su Napoli ci è venuto in aiuto Napoligaypress, ottimamente gestito (desidero sottolineare, ottimamente, per fugare qualsiasi dubbio su facili e puerili polemiche circa l'affidabilità e l'efficienza dei napoletani).

Dovevamo tacere? E perchè mai mettere la sordina ad una tale indecenza?
Ci siamo sentiti offesi due volte, come gay e come giornalisti.
Il nostro mestiere è informare e poi, mi consenta gentile contessa, ma la polemica non l'abbiamo iniziata noi.

Alla fine di tutte queste chiacchere ci sembra di capire che la nostra critica ha fatto quel che si proponeva di fare, spronare ad una maggior attenzione istituzionale ed alla fine par di capire che il sito ripartirà e sicuramente darà di se stesso un'altra immagine: quella dell'efficienza, dell'autorevolezza e della solidità che sono quelle cose che cercano chi chiede aiuto e solidarietà!
E voi che siete donne e lesbiche dovreste capirle e saperle meglio di me queste necessità perchè siete sempre doppiamente discriminate se confrontate con gli omosessuali.
Tanto le dovevamo, cara contessa, ma non solo: ci mettiamo anche a vostra completa e totale disposizione se avete necessità di spazio su Notizie gay.

In chiusura, prima di salutarla vorrei farle una confidenza personale: le mie origini sono napolentane, veracissime..., una mia bisnonna nacque e visse la sua gioventù a Napoli in via Monte di Dio, e studiò (beata lei...) con Sibilla Aleramo. E chi è cchiù felice e me?

Per noi la polemica finisce qui,
Tanto le dovevo, un caro saluto.
Federico Salvati.

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giovedì 4 settembre 2008

Napoli, Piazza Bellini: Graffiti e sfotto ai gay.

(Luca Marconi - Il Corriere del Mezzogiorno) Ci hanno provato ad avvicinarli, nel vero senso della parola, senza «saperli in guerra», almeno due fotografi napoletani, Mario Spada e Nicolas Pascarel, con qualche successo. Ed un giovane scrittore che si è infiltrato in Curva B, Angelo Petrella. E l'elenco si esaurisce qui. Vivono (anche) ai margini dei caffé di piazza Bellini, i ragazzi dei quartieri che si riconoscono nel tifo ultrà. Più o meno rispettosi degli esercenti, ma a modo loro: pronti, come è successo, anche ad intervenire in modo violento per sedare una chiassosa rissa tra avventori o peggio, una lite tra un cliente ed il titolare di un bar, da «proteggere » anche se il favore non è richiesto, perché la piazza è casa loro. L'emiciclo del centro storico, come tanti altri angoli della città, da Porta Capuana al corso Vittorio Emanuele e persino la scogliera di Mergellina, mostra un grande marchio dei Mastiffs davanti alle rovine romane. Fino a dieci anni fa, negli anni del recupero autonomo della piazza, poco prima del restyling comunale e dell'ennesima polemica sul progetto di Uberto Siola, gli avventori usavano termini come «integrazione», «dialogo », «marginalità» in riferimento ai tifosi. Poi sono apparsi striscioni contro i gay (nel 2003) e da allora in piazza si sono ripetutiti episodi di aggressione ai danni dei «diversi», ai quali hanno fatto seguito marce e proteste. La premessa non è delle migliori, ma eloquente: un giovane senza Santi, senza aspettare domande si fa: «Ma tu, sai cos'è il panico?». Probabilmente no. Fine delle comunicazioni. Nella notte tra sabato e domenica è stata sfregiata una ragazza diciannovenne, «rea» di aver vistosamente baciato un'amica. «Circola troppa droga — non ne fa mistero nemmeno un esercente che si guarda bene dal rivelarsi —. E allora può capitare che una ‘‘stranezza'', come il bacio tra due lesbiche, scateni un violento su di giri più del solito ». Contro la coppia è stato scagliato un bicchiere che ha ferito al volto una delle due. Un gestore, poi, avrebbe anche sconsigliato la denuncia, nel tentativo di preservare l'equilibrio della piazza. Gli ultrà però, questa volta potrebbero anche non centrare per niente: ne sono convinti un consigliere municipale ed un avvocato che ha assistito all'aggressione: le ragazze sarebbero state aggredite da un ex parcheggiatore, dicono. La piazza intanto si spacca: tra chi considera i sedicenti tifosi «animali» di cui avere paura, protocamorristi che «tengono in ostaggio i locali » e chi sdrammatizza e invece mette sotto accusa Comune e borghesia, sottolineando come ai residenti del centro storico non sia riservata mai una fetta di torta, nessuna partecipazione. Dice Attilio Wanderlingh, patron del caffé-casa editrice Intra Moenia, tra i protagonisti della rinascita della piazza: «Abbiamo un rapporto di dialogo coi giovani del posto come lo deve avere l'intera città, ma ha il limite preciso ed invalicabile del reciproco rispetto. Purtroppo negli ultimi dieci anni è venuto a cadere un tessuto di volontariato laico e cattolico e di associazionismo che cementava questa società, tantissime realtà sono scomparse proprio nel centro antico, con le sezioni di partito e gli ambientalisti. Una tabula rasa che interrompe ogni comunicazione». «Ma l'errore della dirigenza della città e probabilmente anche nostro — continua Wanderlingh — è che questi strati sociali non sono coinvolti nello sviluppo turistico. Pensiamo all'artigianato artistico: da anni se ne annuncia il recupero con l'immissione in un circolo virtuoso. I pochi guadagni non appartengono agli indigeni, per i quali turismo e commercio non sono fonte di guadagno se non con atti predatori. Non siamo riusciti ad impiegarli nelle attività più umili, i nostri lavapiatti e trasportatori sono studenti. Sono per una posizione netta, ferma e decisa di controllo preventivo ma anche di rapporto culturale ed economico. L'una cosa senza l'altra è velleità: se offri solo il bastone hai perso, solo la carota è uno spreco. Le cooperative fasulle, ad esempio, quella è carità». Il regista Vincenzo Maria Lettica è tra i più assidui frequentatori di piazza Bellini: «Fanno paura, non c'è verso. Ma sono anche giustificabili, tenuti fuori da tutto come sono». Come anche il sassofonista Daniele Sepe: «Io non esagererei, piazza Bellini non fa eccezione dal resto di Napoli, a parte qualche episodio violento la convivenza mi sembra abbastanza buona e poi i graffiti a me non dispiacciono, una città senza graffiti è triste. Questi ragazzi abitano qua, questa è casa loro, ma sono tenuti al margine di tutto, non si tratta di fare il buonista, le cose stanno così. Poi a me che vivo da sei anni al centro storico non è mai successo nulla, sarà che vado in giro stracciato, ma una volta sola sono stato rapinato, della videocamera, è successo a Bolzano e non ho potuto presentare la denuncia: un napoletano rapinato a Bolzano, sai che scuorno ». Ed il consigliere municipale Pino De Stasio, titolare di un bar: «Ogni sera a via Costantinopoli ci sono pattuglie dell'esercito e dei carabinieri, il centro è controllato, io stesso sono stato fermato un paio di volte. Quel che è accaduto alle due ragazze alle due di notte ha che fare con un'altra vicenda, di razzismo ed omofobia, e qui si dovrà rispondere prontamente con una nuova marcia. E di sicurezza: evidentemente la piazza richiede anche controlli notturni ». Ci hanno provato, a gennaio scorso, i dipendenti comunali a cancellare le scritte degli ultras almeno dalla facciata di San Lorenzo Maggiore, su richiesta di un consigliere di quartiere sconcertato dalle proteste di una scolaresca del Nord: «Ma non è stato possibile pulire — ammette il consigliere —. Ed i comunali non hanno alcuna intenzione di riprovarci».

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Il "branco" e gli "indifferenti" ecco il racconto del raid omofobo. Si innescano le polemiche.

Piazza Bellini. Parlano le ragazze lesbiche vittime dell'aggressione di venerdì: Una di loro è stata sfregiata. "Erano in tre, ci hanno inseguito, picchiato e minacciato. Ma nessuno ci ha teso un amano.

(Amalia De Simone) "Pronto? Siamo noi.. le ragazze aggredite in piazza Bellini.
Grazie. Grazie soprattutto per averci cercate. È stato peggio di quello che si detto: erano in tre, ci hanno inseguito, picchiato e soprattutto nessuno ha alzato un dito per aiutarci. Non sappiamo cosa fare: possiamo incontrarvi?». Una mail e poi una telefonata all'Arcilesbica. Alla fine si sono fatte vive. Gli appelli delle attiviste dell'associazione partiti subito sul web e sui giornali, il tam tam tra gli amici, non sono stati inutili e già martedì sera quattro ragazze e un ragazzo della comitiva vittima dell'aggressione avvenuta tra venerdì e sabato, erano insieme al direttivo di arcilesbica per chiarire quanto accaduto.
Nella cucina di una delle componenti del direttivo dove, per motivi di privacy e sicurezza è avvenuto l'incontro, si avvertiva lo stesso calore e lo stesso senso di protezione di una famiglia: le ragazze hanno fatto quadrato intorno alle nuove arrivate, le hanno ascoltate a lungo, consigliate e alla fine hanno discusso su come concretamente “reagire” a questo nuovo, anzi ormai rituale, vergognoso caso di omofobia.

La prima a prendere la parola è Livia (il nome è di fantasia per ragioni di riservatezza), ha solo 19 anni e una parlantina da dieci parole al secondo. Nel suo racconto la tensione da “arancia meccanica” e una storia di ordinaria indifferenza. «Tutto è cominciato quando un gruppo di ragazzi trasudanti alcool, ha notato la nostra comitiva composta quasi tutta da donne. Cercavano, a modo loro e quindi insistentemente, un approccio.
Noi glissavamo, proprio per evitare problemi. Allora ci siamo spostate ad un tavolo di un pub ma loro ci hanno seguite e anche lì hanno continuato con osservazioni pesanti. Ad un certo punto uno di loro ha esclamato “Ma non lo vedi che queste sono lesbiche" Ora ve lo faccio vedere io il pisello!” Si è abbassato i pantaloni e ha cominciato ad inseguire la mia ragazza per i tavoli. Poi si è incazzato e ha afferrato bicchieri e altri oggetti a portata di mano. Ce li ha scagliati contro. Una pinta si è infranta contro la ringhiera che delimita l'area archeologica e un coccio ha colpito al viso una di noi. Sanguinava ed eravamo terrorizzate da tutta quella violenza. Anche altri due avevano cominciato a colpirci, tutti guardavano senza far nulla, così ci siamo rifugiate all'interno del pub. Non riuscivamo più ad uscire, urlavano, ci minacciavano e quindi abbiamo chiesto ad uno dei gestori del locale di chiamare la polizia. Lui però ci ha risposto che non l'avrebbe fatto, che era inutile e inopportuno creare tanto clamore, soprattutto perchè gli aggressori sono degli abituè della piazza ed era meglio non avere conti in sospeso con loro. Io invece ci ho provato ma ero nel pallone e così ho digitato il 118. Mi hanno fatto tremila domande e allora ho lasciato perdere anche perchè nel frattempo si erano avvicinate alcune loro amiche che con tono intimidatorio ci invitavano a mettere via i cellulari. Eravamo arrivate con due auto e invece siamo fuggite via infilandoci in fretta in una sola macchina. Abbiamo passato la notte a litigare tra di noi aspettando che le amiche ferite tornassero dal pronto soccorso. La ragazza sfregiata non ha voluto farsi mettere i punti ma il taglio era profondo e non ha potuto evitare altri tipi di sutura. Ora lei non è a Napoli, ma appena torna la inviteremo a sporgere denuncia. Noi pensavamo che non servisse a nulla ma ci hanno convinto le ragazze dell'arcilesbica, le uniche ad esserci state davvero vicine».
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Omerta?
"Sfiorato il favoreggiamento. Tradite dal gestore del pub".
"Quella che si è vista a piazza Bellini è una connivenza che sfiora il favoreggiamento. Scoraggiare, impedire alle ragazze di chiamare la polizia, evitare qualsiasi intervento per non avere “conti in sospeso” con gli aggressori è più che vile. Un'indifferenza che però non ci aspettavamo dal gestore
del pub in cui si sono rifugiate le ragazze: lì avevamo una convenzione e ci aspettavamo che condividesse le nostre “cause”. Ci sentiamo tradite. Non lasceremo la piazza ma cercheremo un posto che ci garantisca non solo la sicurezza ma anche quel rispetto che il locale che per mesi abbiamo frequentato abitualmente ci ha indecorosamente negato".

Dopo aver ascoltato il racconto delle ragazze vittime dell'aggressione omofoba, le attiviste dell'arcilesbica lanciano ancora un affdo alla cosiddetta società civile. L'associazione, insieme con Arcigay, IKen e Mit, da oltre un anno collabora con il comune di Napoli per realizzare una serie di iniziative a favore dell' integrazione, della sicurezza e della solidarietà. Una delle proposte per cui si sono a lungo battute e che sperano di ottenere è l'attivazione di un numero verde.
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Polemiche?
L'inspiegabile rivalità.
La notizia del raid omofobo è rimbalzata su vari forum e blog. Mentre l'Arcilesbica si dava da fare per conttare le vittime, su alcuni siti di "genere" comparivano commenti per screditare e scoraggiare l'operato dell'associazione.
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Ndr. Non sappiamo se il trafiletto riportato sopra siano le considerazioni della cronista o siano state ispirate da Arcilesbica. Tra l'altro non sappiamo a chi è rivolto.
Sono parole dal sapore particolarmente polemico e vagamente strumentale.

Se l'Arcilesbica napoletana ha qualcosa da lamentare, recriminare, denunciare o da dire che lo faccia direttamente dal suo sito, questa è anche l'occasione buona per rimetterlo in movimento visto che nella home page non si da neppure la
notizia di questa aggressione (vedi sopra) e l'ultimo aggiornamento pare essere del giugno scorso... e non se ne trova traccia neppure su un giornale aperiodico sempre dell'Arcilesbica di Napoli fermo al maggio 2006!

"E' una sciocchezza", qualcuno potrà ribattere, la concretezza è altro. Possiamo anche essere d'accordo ma molte volte la "sciatteria" allontana anzichè avvicinare può far credere che quegli strumenti non siano funzionanti dando una cattiva immagine. Non basta un forum, grazie al cielo, particolarmente attivo e discuterne, il sito è un'immagine istituzionale e l'istituzione a quel che si vede, non da alcuna notizia di un fatto così grave. (Aspis)

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martedì 2 settembre 2008

Aggressione a Napoli, Dopo quattro giorni la posizione di Arcigay e Arcilesbica in un comunicato.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato.

Le associazioni napoletane per la difesa dei diritti degli omosessuali Arcilesbica, Arcigay e i Ken denunciano il gravissimo episodio di violenza avvenuto a Napoli venerdì 29 agosto in piazza Bellini, riportato dal quotidiano Il Napoli nell’edizione del primo settembre.
Vittima dell’accaduto è una ragazza diciannovenne che sostava nella piazza insieme ad un gruppo di amici e per il sol fatto d’essersi intrattenuta teneramente con la compagna si è trovata a subire insulti, molestie sessuali e lesioni sotto gli occhi terrorizzati dei presenti, rimasti impotenti di fronte a tanta violenza. La giovane non ha sporto denuncia nei confronti dell’aggressore, nel frattempo allontanato dai suoi amici, perché dissuasa da alcuni dei presenti che, probabilmente, avevano tutto l’interesse a non avere “questioni in sospeso” con certe frequentazioni -purtroppo abituali- del posto.

Questi i fatti. Di seguito le dichiarazioni delle associazioni.

Arcilesbica Napoli esprime vicinanza e solidarietà nei confronti di chi ha dovuto subire questa ignominiosa aggressione, invitando lei e chiunque si sia trovato a patire abusi e brutalità del genere a rivolgersi senza paura a chi di dovere e alle associazioni di genere perché vengano tutelati i diritti e le libertà di ciascuno.
Oltre a manifestare sdegno di fronte al vergognoso perpetrarsi di simili episodi di violenza ai danni dei cittadini omosessuali di questo paese, Arcilesbica Napoli intende esprimere seria preoccupazione verso l’indifferenza generale -e in particolare delle amministrazioni- nei confronti di un conflitto sociale che lungi dall’essere affrontato con interventi mirati, viene incalzato e legittimato da una politica nazionale che troppo spesso esprime intolleranza verso ogni manifestazione dell’ “altro”, alimentando così nella società che dovrebbero educare, fenomeni di discriminazione e di esclusione.
Come Organizzazione al servizio della cittadinanza per la difesa dei diritti delle persone omosessuali, Arcilesbica Napoli chiede a viva voce che i governi locali e nazionali acquisiscano la responsabilità necessaria al fine di realizzare interventi immediati volti ad una reale integrazione della società civile che parta dall’affermazione dei diritti, delle libertà e della dignità di tutte e tutti.

Arcigay Napoli oltre ad esprimere sdegno per il ripetersi di tali atti di inciviltà ed intolleranza è vicina a quanti subiscono ogni giorno situazioni discriminatorie e di violenza che ripetute, scarsamente contrastate anche da chi ha il dovere di vigilare sul rispetto di tutti gli individui e purtroppo da taluni ostentate portano poi al verificarsi di tragici eventi come questo.
L'ennesima aggressione in quella piazza che da tutti è riconosciuta come luogo di incontro della comunità lesbica gay bisex e trans napoletana è il sintomo inequivocabile che esiste un'emergenza omofobia a Napoli; non esistono alibi per transigere sui diritti e la legalità.
Arcigay Napoli invita tutte le persone omosessuali bisessuali e transessuali oggetto di violenza omofoba a denunciare immediatamente i fatti o a rivolgersi per ogni supporto alle associazioni napoletane.
L’Associazione i Ken ONLUS di Napoli invita tutti e tutte le cittadini napoletani a vigilare sulla piazza e a proteggere chi subisca una violenza chiamando tempestivamente il 112 o il 113.
Si ritiene che a 12 mesi esatti dalle ultime aggressioni di piazza Bellini, la comunità napoletana ( non solo omosessuale e ovviamente non solo a piazza Bellini) debba manifestare con solidarietà il sostegno a chiunque, in pace, viva la propria libertà di amare e di essere amata o amato.
Con cinismo occorre dire che questo da solo non basta!
Occorre che chi subisca la violenza sporga denuncia presso le autorità di Pubblica Sicurezza e alle associazioni Gay e Lesbiche di Napoli perchè è sbagliato lasciare alla cronaca del giornali costruire fobie ed odi inutili.

Ci rifiutiamo d immaginare che l’esercito risolva il problema vivibilità e chiediamo con decisione una maggiore attenzione alle troppe violazioni della legalità verso persone e verso il patrimonio a cui piazza Bellini è abbandonata. La Napoli che ci meritiamo non questa è ben altra.
Le associazioni Arcilesbica, Arcigay e i Ken chiedono all’assessore Valeria Valente ed al Sindaco Rosa Iervolino Russo una riunione del gruppo di lavoro del Tavolo per le Pari Opportunità LGT per discutere del grave fatto accaduto in piazza Bellini.
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Ndr. Formidabile i tutori dei diritti Lgbt scoprono i fatti dai giornali e tre giorni dopo e ne fanno il solito "minestrone" ideologico ... (Aspis)

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lunedì 1 settembre 2008

Napoli: Ragazza lesbica sfregiata da un ultras.

In piazza Bellini l'anno scorso un episodio analogo: le associazioni manifestarono. Un giovane si toglie le mutande e insulta alcune ragazze gay. Poi ne ferisce una con un bicchiere.

(Amalia De Simone) Le ha tagliato la faccia colpendola con un bicchiere dopo averla insultata e molestata spogliandosi dei jeans e delle mutande: "lo vuoi il pisello? Lo vedi lesbica di merda?". È successo ad una ragazzina non ancora ventenne rea di aver rivolto un gesto affettuoso alla sua innamorata in una delle più note e affollate piazze della movida napoletana. Un episodio gravissimo di omofobia che arriva, quasi come fosse un vergognoso rituale di fine estate, a "celebrare" l'anniversario della sassaiola contro i gay da parte di un gruppo di ragazzi simpatizzanti di un'organizzazione di tifosi del Napoli, avvenuta proprio un anno fa. Allora l'episodio scatenò polemiche e ben due manifestazioni pubbliche contro l'omofobia. Non è bastato. L'onta della discriminazione e dell'intolleranza sporca ancora una volta piazza Bellini, la bellissima agorà amata dagli stranieri
che da anni riunisce davanti ai decumani diverse realtà di studenti, musicisti, magistrati, scrittori, intellettuali, gruppi di tifosi e tradizionalmente anche gay, grazie ad una serie di iniziative culturali e di socializzazione di arcilesbica.
Erano le due della nottata tra venerdì e sabato: la piazza, secondo il racconto di alcuni testimoni, era ancora viva, e tra i tanti giovani c'era una tavolata di una decina di amici. tra loro, anche due ragazze inequivocabilmente innamorate che partecipavano alla serata occhi negli occhi. Un abbraccio di troppo ha inspiegabilmente infastidito un giovane che sostava con alcuni amici nei pressi delle rovine archeologiche. "Era fuori di testa, si vedeva lontano un miglio
- ha raccontato un ragazzo presente in piazza con la sua comitiva - si è staccato dal suo gruppo e come una furia si è avvicinato a quelle ragazze. Io lo vedevo di spalle: si è abbassato i pantaloni e le mutande e ha cominciat ad urlare insulti e volgarità". "Qualcuna si è alzata dal tavolo spaventata - aggiunge un'altra testimone - e lui ha provato addirittura ad inseguirla.
Poi alcune ragazze del gruppo hanno risposto alle provocazioni e lui, completamente invasato, le ha aggredite fino ad afferrare un bicchiere e scaraventarlo contro una di loro chiamandola "lesbica di merda". La ragazza, giovanissima, sanguinava: aveva un taglio profondo tra il naso e la fronte e un altro sopra la bocca. A quel punto sono intervenuti alcuni amici dell'aggressore che, capita la gravità della situazione, hanno cercato di calmare le acque, hanno immobilizzato il loro amico e lo hanno portato via". Secondo i presenti in piazza, la vittima dell'aggressione avrebbe voluto allertare le forze dell'ordine ma sarebbe stata dissuasa da alcune persone che le avrebbero chiesto di non creare scompiglio in zona e suggerito inoltre che non sarebbe stato opportuno "mettere i suoi affari in piazza". Non è chiaro quindi se successivamente le ragazze si siano rivolte alla polizia. "L'assenza di denuncia è uno degli elementi più sconcertanti di questa vicenda. - commenta la presidente di Arcilesbica Napoli Giordana Curati - È grave che anzichè supportare queste ragazze, i presenti le abbiano scoraggiate soprattutto se è successo per ragioni "commerciali". Sarebbe stato utile anche un esposto in forma anonima: la polizia ha già in passato monitorato la piazza per episodi analoghi. Siamo rimaste qui cercando un incontro e senza provocazioni. A questo punto ci facciamo carico noi dell'associazione di denunciare questo gravissimo fatto all'opinione pubblica. Cercheremo le vittime dellaggressione perché l'arcilesbica esiste anche per essere al fianco delle ragazze omosessuali che si trovano a dover affrontare situazioni più grandi di loro.
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La ragazza sfregiata a Napoli da un ultras. Le dichiarazioni di Arcilesbica.

Ecco l'omofobia legittimata "La politica è responsabile".
La deriva omofoba arriva alla vigilia di una manifestazione (già programmata) di Arcilesbica, arcigay, I Ken e Mit contro l'intolleranza e l'ignoranza.
«Sono molto preoccupata - confessa la presidente di arcilesbica Giordana Curati - e mi inquieta questa diffusa convinzione dell'inutilità della denuncia.
Un atto come quello capitato venerdì non può restare impunito. soprattutto perchè i "personaggi" della piazza li conoscono tutti e quindi l'autore di questo episodio che sfiora la molestia sessuale oltre che le lesioni, può essere individuato. In genere sono ragazzi che a loro volta vivono situazioni di marginalità e disagio. Inoltre va detto che all'assenza di qualsiasi forma di intervento politico per l'integrazione si sono aggiunti tanti interventi pubblici contro i gay che
hanno creato anche un senso di legittimazione a compiere violenze del genere. Eppure
la ministra per le pari opportunità in una delle sue prime uscite disse che l'omofobia non esiste"».

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martedì 5 agosto 2008

Roberto Saviano, un “tombeur de femmes” che piace tanto ai gay.

Personaggi/ Roberto Saviano “tombeur de femmes”: love story con Meg, ex voce dei 99 Posse.

(Affari italiani) Roberto Saviano, lo scrittore del momento, sarebbe un irresistibile “tombeur de femmes”, nonostante le continue minacce e le ferree misure di protezione a cui è sottoposto. Al punto che non una, ma ben due fanciulle, sarebbero già cadute nella sua rete, tra cui la cantante Meg, ex voce dei 99 Posse, che avrebbe persino lasciato il fidanzato rocker dopo una relazione di lunga data. Chi poteva immaginarlo? Del resto dell’autore di Gomorra (ad oggi oltre un milione di copie vendute, a cui si unisce il successo dell’omonimo film diretto da Matteo Garrone) si conosceva soltanto il lato “pubblico”.
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La sua penna affilata in grado di fare nomi senza pudore e sfidare le ire della camorra. L’immagine di ragazzo coraggioso costretto a vivere sotto scorta dopo l’esplosivo successo del suo libro in cui racconta per filo e per segno le faide intestine e i giochi di potere della malavita partenopea. Il tutto unito a sguardo intrigante, kefiah al collo, fama, coraggio e una vita nel mirino: insomma, sotto sotto le carte in regola per diventare oggetto di attenzioni femminili c’erano tutte. Giorno dopo giorno, la curiosità mediatica nei confronti di questo ventottenne schivo e tenebroso ha preso corpo fino a scavare nei retroscena privati apparentemente irraggiungibili.

Il risultato? Sorprendente! Nei dintorni della sua casa editrice si vocifera di ben due donzelle coinvolte in una liaison sentimental-intellettuale con il bel Saviano. La prima sarebbe una poetessa con cui lo scrittore è stato più volte avvistato, che a quanto pare si è defilata quasi subito, provata dalla vita sotto scorta e dalla paura di essere considerata una raccomandata. Della seconda invece abbiamo un nome e un volto: Maria Di Donna, 35 anni, napoletana doc, più nota come Meg, per anni vocalist dei 99 Posse, celebre e rimpianto gruppo dell’underground partenopeo, tra hip hop e impegno civile. Una cantante poliedrica che vanta collaborazioni del calibro di Elisa, Tiromancino, Raiz degli Almamegretta, ora convertitasi alla carriera solista (il suo ultimo album è l’elettronico Psychodelice uscito lo scorso aprile), con una neanche troppo velata ispirazione a Björk.

Un amore “cerebrale” cementato dai comuni interessi e dalle stesse, veraci, origini all’ombra del Vesuvio. A cui si aggiunge un’ulteriore nota di gossip. Per Saviano Meg avrebbe lasciato dopo anni di relazione Emiliano Audisio, frontman dei Linea 77, famoso gruppo della scena alternativa torinese, che sembra non averla presa molto bene. Insomma, siamo di fronte al più classico dei “triangoli” da cui l’autore di Gomorra esce vincente. Anche nei panni di rubacuori.

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lunedì 4 agosto 2008

Tremila soldati hanno iniziato a pattugliare le città.

Militari di pattuglia a Milano

(Panorama) È operativo da oggi, per la durata di sei mesi, il piano per l’impiego dei militari nelle città, a vigilanza di siti fissi e nel pattugliamento (congiunto con le forze di polizia) delle aree più a rischio.
A regime i militari schierati saranno 3 mila: mille per la vigilanza di obiettivi sensibili (che sono 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); mille per il controllo dei Centri per immigrati (a Lampedusa e nelle città o province di Roma, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Siracusa, Torino, Trapani), e mille per le pattuglie miste in nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona).
A Roma, in questa prima fase, sono 400 i soldati impiegati (tra cui 32 donne). Da oggi controlleranno una decina di stazioni della metropolitana, ambasciate e (i parà della Folgore) il centro per immigrati di Ponte Galeria. A Milano, invece, i primi 150 soldati sono destinati ad alcuni obiettivi sensibili (Duomo e consolati) e ai pattugliamenti nelle zone della Stazione Centrale, di via Padova e del quartiere Baggio. A Napoli l’unico obiettivo sorvegliato dai soldati è il consolato americano, mentre i pattugliamenti interessano il centro città e i comuni della cinta urbana.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento, i militari in pattuglia (provenienti da tutte le Forze armate, ma in gran parte dall’Esercito) hanno l’uniforme d’ordinanza estiva, composta da pantaloni e camicia a maniche corte, e sono armati di pistola; quelli a presidio degli obiettivi sensibili e dei centri immigrati, invece, hanno mimetica e fucile.
I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico, avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza.

L’attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009. Il defender dell’Esercito italiano, alle 7 in punto di questa mattina, ha preso il posto della camionetta dei carabinieri davanti alla sede degli uffici diplomatici arabi di via Nomentana a Roma.
Sono arrivati, oggi, i primi militari che sorveglieranno alcuni punti sensibili di Roma, in alcuni casi affiancati dalle forze dell’ordine. I quattro soldati, in tuta mimetica con basco e anfibi imbracciano il fucile e si muovono avanti e indietro davanti al cancello degli uffici diplomatici. A Milano per questa settimana saranno utilizzati 150 uomini (che saliranno a 424 a regime), per ora tutti del Reggimento di Artiglieria a Cavallo: e puntualmente, anzi in anticipo di un quarto d’ora, alle 6.45 in Piazza Duomo è arrivato un mezzo Defender, in colori mimetici, dell’Esercito. Ne sono scesi 6 militari comandati da un caporalmaggiore capo e tra i quali c’è anche una donna, un caporale: gli artiglieri, armati di pistola e in divisa color Kaki, col basco in testa, si sono accordati con una pattuglia della polizia e una dei carabinieri sulle modalità del servizio. Poco dopo le sette, i primi due militari hanno affiancato un carabiniere e un poliziotto davanti all’ingresso principale della Cattedrale.
Alle 9 analoghi servizi saranno attivati agli ingressi laterali del Duomo.
L’arrivo dei militari ha già suscitato la curiosità dei passanti che sono già alcune decine nonostante l’ora e la giornata di agosto.
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giovedì 24 luglio 2008

Napoli. Istituito dalla Municipalità del Vomero un registro delle unioni civili ma non ha valore legale.

Fonsmorti (An): "Vergognoso che governino le lobby gay".
(La Repubblica, edizione di Napoli) Al Vomero nasce il registro delle coppie di fatto. La Municipalità diventa laboratorio dei diritti civili e sfida il Comune. Il Consiglio ha dato il via libera, entro trenta giorni sarà stilato un regolamento e, poi, è fatta: chi tra i 120 mila residenti della V Municipalità convive con un compagno o una compagna, e non vuole o non può sposarsi, potrà ufficialmente iscriversi nel registro della Municipalità. «Una vittoria. E ora andremo avanti anche in Consiglio comunale», esulta Salvatore Simioli, presidente dell´Arcigay Napoli.

«Ha lo stesso valore di un registro comunale - spiega il consigliere Norberto Gallo (Decidiamo Insieme), promotore dell´iniziativa - sul piano legale, ovviamente, non ha alcun valore ma costituisce un importantissimo precedente politico e nel caso in cui dovesse essere approvata una legge nazionale, come speriamo, chi si è iscritto nel registro delle unioni civili del Vomero-Arenella potrà vantare l´unione già dal 2008». La nascita del primo "registro delle coppie di fatto" in città è stata molto tormentata. A dicembre il sindaco Iervolino aveva scritto alla Municipalità per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). Ieri però il presidente Mario Coppeto è andato avanti e ha ottenuto il voto all´unanimità, con l´appoggio di parte del Pd, Udeur, Nuovo Psi. A nulla sono serviti l´abbandono dell´aula da parte dei consiglieri di Fi e An e dei rappresentanti del Pd Giovanni Colaleo e Clementina Cozzolino. «Nessuna sfida - precisa Mario Coppeto - il sindaco ci aveva bloccato perché noi chiedevamo l´istituzione del registro tramite il Consiglio comunale. Abbiamo aggirato il problema e l´abbiamo istituito noi, come Municipalità. Ci sono dei precedenti anche a Roma. E, nonostante tutto, sono sicuro dell´appoggio del sindaco vicino alla causa dei gay e al rispetto dei diritti civili».

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venerdì 11 luglio 2008

A Chiaiano lancio di bombe contro i militari.

(L'Avvenire) Un nuovo lancio di ordigni rudimentali si è registrato questa notte a Chiaiano, a 24 ore di distanza dall'arrivo dell'esercito sul posto per consentire l'avvio dei lavori per l'allestimento di una discarica. Secondo fonti della Questura, almeno tre ordigni rudimentali realizzati con bombolette a gas da campeggio sono stati gettati contro il presidio militare, senza tuttavia causare danni o feriti. I militari sostengono di aver sentito più esplosioni, e stanno controllando i dintorni mentre sono in corso le indagini. La legge in materia di gestione dei rifiuti in Campania, che individua 10 siti dove creare altrettante discariche e li qualifica come aree di interesse strategico nazionale presidiate dall'esercito, è stata approvata in settimana dal Parlamento. La normativa prevede inoltre che chiunque si introduca abusivamente nelle aree destinate ad accogliere le discariche sarà punibile con l'arresto e il carcere fino a un anno, mentre saranno puniti con una pena da uno a cinque anni coloro che si faranno promotori di disordini. Oltre a Chiaiano le discariche saranno realizzate a Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento), Savignano Irpino (Avellino), Macchia Soprana e Valle della Masseria a Serre (Salerno), Ferrandelle a Santa Maria La Fossa (Caserta), Terzigno (in località Pozzelle e Cava Vitiello), Pero Spaccone ad Andretta (Avellino) e Torrione a Caserta. Il progetto esecutivo per la discarica di Chiaiano dovrebbe essere completato entro 20 giorni, mentre i lavori veri e propri dovrebbero durare novanta giorni per accogliere i primi carichi di immondizia l'autunno prossimo.

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sabato 5 luglio 2008

Al via la rassegna di cinema all'aperto dell'estate napoletana accordi @ DISACCORDI alla sua IX Edizione.

L'arena cinematografica del Parco del Poggio, ospita anche quest'anno accordi @ DISACCORDI, festival cinematografico giunto alla nona edizione; appuntamento da non perdere per i tanti napoletani e turisti che trascorrono l'estate in città.

accordi @ DISACCORDI conferma per il 2008 la formula che negli scorsi anni ne ha fatto uno degli eventi più attesi e graditi dal pubblico estivo: una proiezione ogni sera a partire dal 10 luglio fino al 16 settembre offrirà agli spettatori circa 60 diverse occasioni per trascorrere piacevoli serate di cinema all'aperto ed a costo contenuto.

Il successo accordato dal pubblico alla rassegna curata da Pietro Pizzimento ed organizzata dall'associazione culturale Movies Event in collaborazione con Figli del Bronx, trova principale motivo nella qualità della programmazione, attenta ai gusti più svariati, con pellicole italiane ed europee, di registro comico e drammatico, cinema d'autore e opere d'essai come pure film di genere e campioni di incasso, ma sensibile anche alle attese di chi voglia vedere o rivedere pellicole di fugace apparizione a Napoli nel corso della stagione cinematografica appena conclusa.

Ma la consolidata fortuna dell'iniziativa è motivata pure dall'ubicazione dell'arena estiva nella suggestiva cornice naturale del Parco del Poggio – uno dei parchi urbani più panoramici di Napoli, confortevole, facilmente raggiungibile e con ampie possibilità di parcheggio stradale – che concorre a fare della rassegna accordi @ DISACCORDI uno degli eventi più premiati di presenze dell'Estate a Napoli.

accordi @ DISACCORDI è l'unica arena cinematografica della Campania che si è vista conferire la qualifica di arena d'essai dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E, se noblesse oblige, la rassegna non mancherà quest'anno di offrire al suo pubblico quell'apprezzata ed attesa occasione di confronto e di partecipazione che sono gli incontri con gli autori, con speciale riguardo ai giovani autori italiani: quest'anno almeno cinque cineasti (Peter Del Monte, Marco S. Puccioni, Stefano Chiantini, Toni D'Angelo, Michele Pellegrini) si intratterranno a fine proiezione con gli spettatori, in momenti di collaudato dibattito e di sicuro coinvolgimento.

Tra i circa 60 titoli in programmazione accordi @ DISACCORDI presenta quest'anno Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, In questo mondo libero di Ken Loach, Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, Into the Wild – Nelle terre selvagge di Sean Penn, Cous Cous di Abdellatif Kechiche, Caos calmo di Antonello Grimaldi, Caramel di Nadine Labaki, Lussuria – Seduzione e tradimento di Ang Lee, Il mattino ha l'oro in bocca di Francesco Patierno, Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton, Una notte di Toni D'Angelo, La ragazza del lago di Andrea Molaioli, Gomorra di Matteo Garrone, Il divo di Paolo Sorrentino, Il petroliere di Paul Thomas Anderson, L'innocenza del peccato di Claude Chabrol, Non pensarci di Gianni Zanasi, L' Amore non basta di Stefano Chiantini, Nelle tue mani di Peter Del Monte, Riparo di Marco S. Puccioni .

Info: http://www.accordiedisaccordi.com

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giovedì 26 giugno 2008

A Napoli. MaiGay08: la diversità come valore.

(Napoligaypress) Partirà il 30 giugno prossimo la terza edizione di MaiGay, la “rassegna sull’amore e le sue differenze” organizzata come di consueto dal Modernissimo.

La rassegna, che si protrarrà fino al 10 luglio, quest’anno allarga i suoi orizzonti: nella sala videodrome, in particolare, sarà possibile vedere una selezione di cortometraggi dei Teddy Award (in collaborazione con il Goethe Institute), mentre una giornata sarà dedicata a Massimo Andrei con il documentario “Cerasella” e il making of di “Mater Natura“.

Sarà anche l’occasione per rivedere film come “Improvvisamente l’inverno scorso” e “Artù” di Raffaele Piscitelli.

Gli ultimi quattro giorni saranno dedicati a “riflessioni” su altrettanti temi: l’abuso, la transizione (”Breakfast on Pluto“), l’ossessione (”Primo Amore” di Matteo Garrone) e la follia (”Elling” candidato nel 2002 agli Oscar come miglior film straniero).

Ad inaugurare la rassegna due giornate in collaborazione con InsuTv sul tema “Sesso oltre il sesso” che si terranno presso la galleria PrimoPiano a Foria

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martedì 10 giugno 2008

Omofobia: Tra violenza e indifferenza. Identificato il “branco” della Vesuviana.

(Napoligaypress) “Eravamo in treno. Stavamo tornando da Sorrento quando, all’altezza di San Giorgio, ci hanno aggredito. Era una banda, almeno dieci persone. Ci hanno scaraventato a terra e colpiti con calci in faccia e nello stomaco”

Buone notizie dal commissariato di Polizia di San Giorgio A Cremano dove sono state visionate le riprese delle videocamere di sicurezza del treno Napoli-Sorrento su cui è avvenuta qualche giorno fa l’aggressione ai danni di due ragazzi napoletani.

La nitidezza delle immagini e la testimonianza di un passeggero presente hanno permesso di ricostruire quanto accaduto confermando quanto raccontato dai due ragazzi assaliti. Lo stesso branco era stato autore in passato di altri incursioni di matrice omofoba tra cui una circa un mese e mezzo fa sulla stessa linea.

La cosa triste di tutta la vicenda, sottolineata dalle stesse vittime (una delle quali rischia il distacco della retina) è proprio il comportamento dei tanti passeggeri presenti che, quando non sono fuggiti, sono rimasti indifferenti a quanto accadeva.

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sabato 7 giugno 2008

Ennesimo grave atto di omofobia a Napoli. Aggrediti e picchiati sulla Circumvesuviana.

E' stata resa nota, dopo l'incontro avuto oggi con i diretti interessati, un'aggressione avvenuta il 2 giugno a Napoli ai danni di due ragazzi gay D. V. e P. A. (queste le loro iniziali). I due giovani sono stati aggrediti e picchiati su un convoglio della Circumvesuviana da un branco di ragazzi. E’ quanto accaduto a Napoli il 2 giugno scorso a due giovani gay.

Come per altri casi avvenuti di recente in altre città italiane motivo scatenante dell’aggressione è stato l’odio verso gli omosessuali. A renderlo noto è l’Arcigay Napoli subito dopo un incontro con i diretti interessati (che hanno riportato lesioni di vario tipo).

I due ragazzi hanno sporto regolare denucnia e mentre le indagini sono in corso, l’Arcigay Napoli ha intenzione di tutelare nel migliore dei modi i due ragazzi anche coinvolgendo le istituzioni locali affinchè il Governo prenda atto del moltiplicarsi di casi di omofobia in tutto il paese.

Solo di pochi giorni fa la notizia di un trans ucciso nei pressi della Stazione Centrale.

Fonte Napoli Gaypress

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lunedì 26 maggio 2008

Alcuni episodi di violenza: Il governo di destra può essere in parte responsabile?

(Paolo Borrello) Nelle ultime settimane alcuni episodi di violenza molto preoccupanti si sono verificati in diverse parti d'Italia. Il più grave in assoluto è rappresentato dalla morte di un giovane a Verona, poi gli assalti ai campi rom, a Napoli e a Roma, alcuni pestaggi nei confronti di transessuali e di gay, a Roma, e sempre nella capitale, nel quartiere Pigneto, la spedizione punitiva nei confronti di un commerciante bengalese.
Indubbiamente episodi di violenza simili si sono verificati anche nel recente passato. E' sufficiente rilevare che da tempo si assiste ad un maggiore attivismo di gruppi neofascisti, talvolta ultras di squadre di calcio, che si sono resi responsabili di numerosi atti di violenza, inaccettabili. E fra i gruppi neofascisti un ruolo importante è stato svolto da persone vicine e talvolta anche aderenti al movimento Forza Nuova.
Si ha la sensazione (più che la sensazione per la verità...) che nelle ultime settimane il numero degli episodi di violenza verificatisi sia aumentato. E' solo la percezione di un aumento della violenza (si ricordi che spesso in passato si è parlato che non si è accresciuto il numero di certi reati commessi ad esempio da immigrati ma che invece è aumentata la percezione da parte di ampi settori della società italiana di quei reati) o invece realmente sono aumentati quegli episodi di violenza che ho inizialmente citato? Io credo che effettivamente siano aumentati (tra l'altro non ricordo che si siano verificati, nel passato meno recente, assalti ai campi rom quali quelli avvenuti pochi giorni or sono).
E' del tutto evidente che, come nel caso dei reati commessi dagli immigrati, e dai rom soprattutto, le responsabilità penali sono individuali e pertanto non vanno accusati e perseguiti tutti gli immigrati di una determinata nazionalità oppure tutti gli appartenenti a una determinata etnìa, anche nel caso degli episodi di violenza considerati in questo post le principali responsabilità sono quelle individuali, degli autori di questi episodi di violenza che devono essere puniti, senza alcuna sottovalutazione del fenomeno.
Non ci si può fermare qui però. Io ho studiato statistica e devo notare che non si può fare a meno di rilevare l'esistenza di una correlazione appunto di natura statistica tra la nascita del nuovo governo di destra e la vittoria di Alemanno a Roma, da un lato, e la crescita degli episodi di violenza, dall'altro, nel senso che tale crescita si è verificata dopo la formazione del governo e la vittoria di Alemanno. Per dimostrare che esiste una vera e propria correlazione tra i due fenomeni occorre individuare una teoria che spieghi quella correlazione (e ciò è vero per ogni correlazione statistica), cioè il motivo in base al quale il primo fenomeno ha causato il secondo. Altrimenti la correlazione non ha senso e i due fenomeni possono essere puramente casuali. A me sembra che una teoria ci possa essere. Io credo che il governo di destra, il sindaco Alemanno (insisto con Alemanno perchè diversi di quegli episodi si sono verificati a Roma), abbiano creato un clima favorevole, un terreno fertile, affinchè quelle violenze si siano intensificate. Se si "mostrano i muscoli" nei confronti degli immigrati, dei rom, dei "diversi" di nazionalità italiana, è probabile che si dia la stura a persone che già da tempo manifestavano tendenze xenofobe od omofobe, per esempio. Anche il decisionismo semplicemente propagandistico (mi riferisco anche al pacchetto sicurezza del governo nel quale una parte dei provvedimenti sono semplicemente di natura propagandistica perchè difficilmente attuabili) può essere pericoloso, può spingere alcuni a perseguire gli stessi obiettivi dei governi nazionale e locali con altri strumenti, violenti e pericolosi.
A mio avviso quindi occorre maggiore prudenza da parte di quei governi.
Io non sottovaluto il problema della sicurezza in Italia. Riconosco che il precedente governo e il centrosinistra, nelle sue diverse componenti, lo hanno sottovalutato non attuando interventi concreti necessari per affrontare quel problema che giustamente viene riconosciuto come molto importante da consistenti settori della società italiana. Ma una cosa è attuare interventi concreti che per essere davvero efficaci, peraltro, non possono prescindere da una vera riforma della giustizia, che interessa non solo gli immigrati ma anche gli italiani, altra cosa è sparare nel mucchio, fare propaganda, incitare, più o meno esplicitamente, a darsi da fare da soli, ad esempio promuovendo delle ronde formate da singoli cittadini.
Queste sono almeno le mie valutazioni. Che ne pensate?

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venerdì 23 maggio 2008

Era un tunisino il trans ucciso a Napoli. L'uomo ucciso nel corso di una lite per futili motivi.

L'omicidio Trans tunisino ucciso a coltellate alla ferrovia. Aveva 42 anni ed era stato espulso più volte dall'Italia perché clandestino.
(Il Corriere del Mezzogiorno) La zona est di Napoli si riconferma crocevia della prostituzione, che il più delle volte coinvolge immigrati clandestini, diventando spesso triste scenario di barbari fatti di cronaca nera. La stazione di Napoli è stata infatti teatro di un efferato omicidio avvenuto alle 2 di questa mattina. Vittima del truce assassinio un transessuale, barbaramente accoltellato in Piazza Garibaldi, nell’area adiacente la stazione ferroviaria. Il cadavere dell’uomo, un tunisino di 42 anni, Taufia R. era comunque privo di documenti, ma è stato riconosciuto da altri trans della zona. Gli stessi hanno riferito che il tunisino è stato ucciso nel corso di una rissa tra extracomunitari per motivi definiti «futili». Secondo le prime indagini effettuate dalla Polizia di Napoli, l’uomo era anche coinvolto in un giro di prostituzione ed era stto espulso più volte dall'Italia per non essere in regola con il permesso di soggiorno. Trasportato al Loreto Mare è morto mezzora dopo il ricovero.

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Napoli. Trans ucciso a coltellate la scorsa notte alla stazione.

(Adnkronos) Un trans, non ancora identificato, e' stato ucciso a coltellate la scorsa notte nella zona della stazione centrale di Napoli. La vittima, di un'eta' tra i 35 e i 45 anni, e' stata soccorsa da un'ambulanza e portata all'ospedale Loreto Mare poco dopo le ore 2 ma e' morta intorno alle ore 2.30.

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