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giovedì 31 luglio 2008

Mediaset fa causa a Google e Google la compra!

(Trading Italia) E’ incredibile ragazzi. Ormai la notizia della denuncia Mediaset contro Youtube (by Google) ha fatto il giro del mondo. Il risarcimento di 500 milioni di €, pari a circa 780 milioni di $ è di dimensioni colossali.

Tutti erano in attesa di contromosse da parte di Youtube, o meglio di Google, ma nessuno si aspettava la mossa che è successa in questi minuti e che si sta diffondendo via web tramite Instant Messaging.

Google compra Mediaset

Ebbene si, il gruppo tecnologico ormai più grande e potente al mondo, risponde alla denuncia Mediaset (Berluscolandia) con una mossa assolutamente di forza. Pare che i fondatori si siano sentiti talmente offesi dai fatti che subito si sono messi all’opera per l’acquisizione della maggioranza delle quote.

Cosa succederà al gruppo Mediaset ora? Quali i risvolti sull’economia italiana e sulla politica? Staremo a vedere attendendo i comunicati ufficiali.

p.s.: Questa è chiaramente una bufala. Ogni fatto citato, oltre all’effettiva denuncia in corso, è puramente frutto di fantasia e non è minimamente collegato alla realtà dei fatti. La notizia seria la trovate qui sotto.
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Mediaset, l’effetto YouTube dura poco.
(Blog webnews) A distanza di 24 ore il titolo Mediaset ha già perso più di quanto guadagnato nel pomeriggio di ieri ed è riuscito anche ad andare oltre. Il clamore dovuto alla citazione di YouTube, che ieri aveva fruttato un +4.54%, si è dunque presto esaurito consumando in breve tutto il guadagno accumulato in chiusura di seduta.
Mediaset a Piazza Affari
Anche a Piazza Affari, insomma, si sono accorti della vacuità della richiesta da 500 milioni. Ci si accorderà per molto meno. Nel frattempo, comunque, la notizia ha fatto il giro del globo e Mediaset ha dimostrato a chi di dovere che non ha paura di nessuno quando è il momento di difendere i diritti del materiale mandato in tv.

Alla fine di questa storia entrambi i gruppi avranno creato un piccolo nuovo valore: YouTube sfrutterà legalmente il materiale Mediaset, Mediaset condividerà con YouTube gli introiti pubblicitari. Il percorso è però ancora lungo: c’è da aspettare che la trattativa si snoccioli tra denunce e dichiarazioni ufficiali, carte bollate e incontri segreti.

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mercoledì 30 luglio 2008

Guerra dei diritti: Mediaset chiede a YouTube danni per 500 milioni. Ma non guardiamola più!


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(Panorama) 500 milioni di euro. Tanto chiede il gruppo Mediaset come risarcimento a Youtube.
Il gruppo milanese lancia la sfida al web che mette a disposizione degli internauti filmati televisivi realizzati dalle proprie reti. Per questo il Biscione ha depositato al tribunale civile di Roma un atto di citazione contro il colosso web dedicato alla condivisione dei video, di proprietà di Google, per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo. I 500 milioni di euro valgono per il solo danno emergente. Senza, cioè, considerare che questo per la principale televisione privata del Paese ha comportato anche la perdita di ricavi pubblicitari.

Secondo il Biscione, al 10 giugno, sarebbero 4.643 i filmati, pari a oltre 325 ore di trasmissione, caricati su YouTube, il sito web nato poco più di tre anni fa per condividere gratuitamente video, spesso amatoriali, con gli habituè della Web. YouTube, infatti, è nato per ospitare video realizzati direttamente da chi li carica, ma non mancano filmati di terze parti talvolta caricati senza autorizzazione, come nel caso di Mediaset.

L’accusa mossa a YouTube e al motore di ricerca Google è di illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle tre reti televisive Mediaset che, secondo le stime, hanno sottratto 315.672 giornate di visione ai telespettatori.
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giovedì 24 luglio 2008

Da Radio Italia un appello: In vacanza fate tanto sesso purché sicuro.

(La Stampa) Protezione, informazione e contraccezione: queste le parole chiave per un’estate in cui il sesso sia senza rischi. A suggerire, soprattutto ai più giovani, di fare attenzione ed essere prudenti in vista delle vacanze e dei viaggi estivi è Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), con un video ricco di consigli online su You Tube. «Divertitevi e fate sesso sicuro - raccomanda Vittori -. In questo periodo dell’anno è più facile sperimentare nuovi incontri, ma è importante essere sempre responsabili e consapevoli, pena scontare brutte sorprese in autunno. Le infezioni sono in continuo aumento e solo lo 0,3% delle under 19 italiane ha un buon livello di educazione sessuale. La prima volta è senza precauzioni per una ragazza su tre e il 30% continua a sfidare la sorte, senza utilizzare alcun metodo contraccettivo oppure facendo affidamento sul coito interrotto (20%)». Via libera allora alla “doppia barriera”: pillola contraccettiva per lei, ne esistono di molto leggere con progestinici di ultima generazione come il drospirenone, e preservativo per lui».

«Doppia barriera: pillola contraccettiva e preservativo»
Il filmato su You Tube è il primo di una serie di interventi e riflessioni sulla salute e il benessere della donna che verranno messe online da qui al 5 ottobre, data che segna l’avvio del congresso nazionale Sigo di Torino. La Società scientifica è inoltre presente in questi giorni su molte spiagge italiane con il progetto «Scegli Tu», per la promozione della contraccezione consapevole. Le tappe sono quelle toccate dal «Summer Games Tour» di Radio Italia. «Ogni occasione per sensibilizzare e incontrare i giovani è preziosa - conclude il presidente della Sigo -. La nostra più grande sfida è scommettere sull’educazione degli adolescenti di oggi per creare giovani donne e uomini più sereni, informati, consapevoli e sani».
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mercoledì 16 luglio 2008

E' caccia alla sexy studentessa che si spoglia su YouTube.

I suoi strip video sono tra i più cliccati nel sito.
(Cronacaqui) In rete è già inizata la caccia all'uomo. O meglio, alla donna. Si fa chiamare Chiara, il suo nick è "studentessa1988". Dunque ha vent'anni. Stiamo parlando dell'ultima bomba sexy che impazza su You Tube, i cui video risultano tra ipiù cliccati del sito.

Migliaia e migliaia di internauti ogni giorno si collegano con il portale dei video amatoriali per scoprire se Chiara, 20 anni, ha aggiunto un nuovo filmato.

Lei si firma "studentessa1988", gioca alla femme fatale, alla bambolona sexy che si spoglia davanti alla web cam, sistemata ovviamente in modo da non inquadrare il viso ma da riprendere tutto il resto. Altrettanto ovviamente la ventenne romana si ferma sempre al momento giusto, non lasciando mai vedere davvero tutto. E a giudicare dai clic ha ragione lei.
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sabato 17 maggio 2008

Il ritorno delle t.A.T.u.: Il video scandalo è già in rete. Eccolo.

(Sex & the blog) Le t.A.T.u. sono tornate e come al solito hanno deciso di fare un bel po' di rumore. Lena Katina e Yulia Volkova hanno abbandonato la via del bacio saffico per intraprendere quello del "nudismo".

Infatti nel nuovo videoclip di White Robe (Beliy Plaschi in russo) si mostrano senza veli. Yulia mostra il seno, mentre Lena si è fatta riprendere come mamma l'ha fatta su un letto bianco.

Un filmato che sta già facendo discutere e che difficilmente in Italia vedremo "uncensored". Infatti oltre alle nudità c'è un altro piccolo particolare che renderà impossibile il passaggio su Mtv e affini. Alla fine la Volkova viene fucilata nonostante sia incinta. Per i poco informati agguingo che non è un "effetto" speciale. La moretta delle t.A.T.u. aspetta un figlio veramente.
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Qui sopra potete vedere il video integrale senza censure. Nella speranza che YouTube non accorra con la sua mannaia bigotta...

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venerdì 16 maggio 2008

Buttiglione, ennesima cauta apertura ai gay.

Buttiglione: nella Dc c'erano molti gay.
(Il Corriere della Sera) «Anche nella Dc c'erano molti gay, ma questo non vuol dire niente poiché l'orientamento sessuale non ha nulla a che fare con la gran parte delle questioni pubbliche».
Lo ha affermato Rocco Buttiglione intervistato da Klaus Davi su YouTube.

«Per quanto mi riguarda, invece, nessun uomo mi ha mai fatto la corte o, perlomeno, se è successo non me ne sono mai accorto. Ho avuto invece molti amici omosessuali, anche grandi amici, come Giovanni Testori, scrittore gay e cattolico.
È noto, sono contrario al matrimonio omosessuale, ma questo non vuol dire che non bisogna riconoscere i diritti individuali alla persona».
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Quanti gay nella Dc.

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Nel Parlamento europeo contro di me la lobby gay.

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Luxuria, canditatura controproducente per i gay.

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Si monumento olocausto gay e rom.

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martedì 5 febbraio 2008

In rete una nuova clip della sexy hostess. Si chiama Stephanie ed è francese.

(TGCom) Dopo il primo exploit ad alta quota, la sexy hostess torna protagonista su Internet. Online è infatti spuntata una seconda clip ancora più esplicita, che la ritrae mentre si spoglia quasi integralmente nella cabina di pilotaggio davanti agli occhi increduli ed estasiati dei colleghi. Un vizio? Chissà. Nel frattempo qualcuno l'ha riconosciuta e ora la bella ragazza ha anche un nome. Si chiama Stephanie, è francese e lavorava per la compagnia AOM.

Circondata da piloti e membri dell'equipaggio su di giri, nel secondo video la bella hostess conferma la sua passione per gli strip tra le nuvole. Stephanie sembra abituata all'obiettivo, flirta con chi la riprende, spogliandosi quasi interamente, senza lasciare nulla all'immaginazione. Tra una risata e l'altra, tra un "Oh la la!" e "Bravo!", l'assistente di volo si sfila i pantaloni, sfoggiando curve sinuose e lingerie minimalista.

Agli attoniti ed eccitati spettatori non nasconde nulla, sfoggiando il meglio del suo repertorio. Nel secondo video la ragazza mostra il posteriore agli estasiati colleghi, si fa toccare e poi si dedica senza vergogne al décolleté. Giocando con i piloti, Stephanie abbassa il reggiseno lasciandosi ammirare. Poi tocca alla zona inguinale, ma con un pizzico di pudore in più. Un vero show a luci rosse in piena regola, che tutto l'equipaggio sembra gradire.

Quando è stato girato il video, l'hostess lavorava per la compagnia francese AOM, poi fallita. Forse già allora Stephanie sentiva puzza di bruciato e voleva sollevare il morale dei colleghi a suo modo.
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Il primo video.

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Alcuni frammenti del secondo video.

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lunedì 4 febbraio 2008

Calcio. Vagner Love, il brasiliano del Cska Mosca ripreso in un video porno.

(Calciomercato.com) Pámela Butt, un' attrice porno brasiliana, ha rivelato di essere protagonista di un video porno insieme a Vagner Love. Il giocatore del Cska Mosca ha negato di essere la persona che appare nel video ed ha anche sostenuto di non aver mai partecipato ad un festino a luci rosse tenutosi in un motel in cui fu girato il filmato. "E' stato l'anno scorso. Eravamo ad una festa a San Paolo - ha dichiarato la ragazza - . Fu un amico di Vagner a girare il video, anche se io pensavo si trattase di foto. Questa persona però promise di cancellare tutto". La ragazza ha anche detto che c'erano altri calciatori alla festa. senza rivelare i nomi.
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venerdì 25 gennaio 2008

La fiction gay sbarca online.

(Ifg online) Si chiama “In the moment” ed è stata girata esclusivamente per il web. Lo sceneggiato racconta le vicende di un gruppo di ragazzi omosessuali residenti a Los Angeles e tocca argomenti delicati come solitudine, alcolismo e AIDS.
E’ solo la puntata zero, ma ne sono previste già altre undici. La nuova e originale campagna di prevenzione dell’HIV del Los Angeles Gay & Lesbian Center sembra destinata a riscuotere un buon successo.
L’idea di base è molto semplice. Sfruttando le potenzialità del cosiddetto Web 2.0 l’associazione di Los Angeles punta a raggiungere con il suo messaggio anche coloro che non frequentano i luoghi tradizionali della comunità gay, o magari vivono con disagio la propria condizione. Scavalcando i media tradizionali è così possibile raggiungere direttamente il proprio target di riferimento, riuscendo anche ad ottimizzare i costi di distribuzione.
La prima puntata della fiction “In the moment”, ambientata nel quartiere californiano di West Hollywood, vede protagonisti cinque ragazzi, i cui problemi, nelle intenzioni degli autori, rispecchierebbero quelli maggiormente sentiti dalla comunità giovanile, omosessuale e non solo. C’è Adam che passa gran parte del suo tempo su internet, Edgar con evidenti problemi di alcolismo e poi Mike e Stephen, una coppia divisa sulla necessità di usare il preservativo durante il rapporto sessuale. In soli cinque minuti vengono abbozzati i personaggi principali della serie, con il chiaro intento di spingere gli spettatori ad immedesimarsi nelle problematiche affrontate. La puntata si chiude con dei fermo immagine in cui gli stessi protagonisti chiedono al pubblico di rispondere alle domande che essi stessi si pongono, e di discuterne sul sito aperto dall’associazione http://www.weholife.org . Adam chiede se passa troppo tempo online, mentre Mike si interroga se sia giusto che lui e Stephen smettano di usare il condom.
L’originale campagna di prevenzione e sensibilizzazione arriva in un momento molto delicato per la comunità gay e bisessuale americana. Secondo un recente studio i nuovi contagiati dal virus dell’HIV sono in aumento, soprattutto tra i gay sotto i trenta anni (+ 32% dal 2001 al 2002), mentre tra gli omosessuali meno giovani si è registrato un sensibile calo (- 22%). Puntare sulle nuove tecnologie per raggiungere i più giovani, sembra l’unica possibilità per arrestare un fenomeno in preoccupante aumento.
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giovedì 17 gennaio 2008

Big Think, quando i video servono a condividere le idee.

http://flickr.com/photos/rkottonau/161053228/
(Panorama) Reading di poesia. Lezioni di storia dell’arte e di drammaturgia. Filosofi che discutono sul rapporto tra fede e ragione. Politici a confronto sulle sfide della democrazia. Ma anche confronti su amore e felicità, vita e morte, gli scenari del futuro. Tutto rigorosamente in versione video e con il massimo grado di interattività. Così come web 2.0 comanda.
Stiamo parlando di Big Think, portale di video-sharing fresco di lancio che è stato subito battezzato come il “You Tube per intellettuali“. Niente immagini sgraffignate dalla tv, esibizioni di pseudo-cantanti o video confessioni di adolescenti chiusi tra le quattro mura della cameretta. Ma solo opinioni ben documentate di esperti intervistati sui temi più caldi dell’attualità culturale.
“Le interviste sono solo un elemento di partenza - spiegano gli ideatori - servono a dare la scintilla alla discussione fornendo un esempio di cosa i leader di oggi pensano su grandi argomenti”. Poi sta agli utenti allargare l’orizzonte e rendere più dialogica la discussione. Attraverso i commenti e non solo. Anche proponendo nuove idee o rispondendo a quelle già pubblicate sotto forma di video-risposta.
Nato dall’incontro tra Peter Hopkins, ex studente di Harvard, e Lawrence H. Summers, segretario del Tesoro Usa durante il secondo mandato di Bill Clinton (la storia di questo incontro è ben raccontata dal New York Times), Big Think intende fare da cassa di risonanza per le migliori idee sulle grandi questioni globali. “Ho sempre creduto che le persone della mia età sono assetate di maggiori contenuti intellettuali”, dice Summers. “L’idea dietro il nostro progetto - spiega il giovane Hopkins - è che bisogna sedersi per qualche minuto e ascoltare le persone che sanno qualcosa in più”.
Chissà se riusciranno in questa impresa anche con i nativi digitali abituati al mordi-e-fuggi di YouTube.

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martedì 15 gennaio 2008

Troppi video, Internet rischia il collasso nel 2010.

http://flickr.com/photos/jaycoxfilm/2036286317/
(Panorama) Godetevi Internet a banda larga finché potete, perché di questo passo la Rete rischia davvero il collasso. È quanto emerge da una ricerca condotta da Nemertes Research e riportata dal quotidiano americano Usa Today. Il problema – rivela lo studio - nascerebbe dalla diffusione massiccia dei servizi video su banda larga: “fino a due anni fa - puntualizza Johna Till Johnson, presidente di Nemertes - nessuno sapeva cosa fosse YouTube; ora sappiamo però che genera 27 milioni di gigabyte di dati al mese. E la situazione potrebbe peggiorare, considerando l’escalation dei nuovi servizi di video-conferenza, formazione a distanza e assistenza sanitaria online”.

Quanto ci resta ancora da navigare, o meglio, per quanto tempo potremo ancora navigare col vento in poppa? Più o meno due anni, dice la ricerca: il 2010, infatti, potrebbe già essere l’anno nero delle connessioni: “L’esperienza degli utenti subirà una lenta e progressiva degradazione e si tornerà ai giorni nefasti delle connessioni dial up”.
Per evitare uno scenario di questo tipo, suggerisce Nemertes, gli operatori dovrebbero aumentare i gli investimenti. Solo nel Nord America, per fare un esempio, servirebbero oltre 50 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti per le spese di rete, quasi il 70% in più di quello che è attualmente pianificato.

Emergenza reale o allarme ingiustificato? Di certo qualcosa di fondato c’è. Lo dimostra tutto il lavoro di sviluppo per il rinnovamento delle tecnologia di trasmissione dei dati a pacchetto. C’è però chi obietta che si tratti dell’ennesimo polverone sollevato dagli operatori di telecomunicazioni che sperano in questo modo di avere vita facile con i legislatori che si occupano di regolamentare il settore. E il fatto che la ricerca sia stata commissionata dall’Internet Innovation Alliance, l’alleanza che annovera fra i suoi membri colossi del calibro di At&T o Level3, già di per sé fa nascere qualche dubbio.

Per Mario Mella, Direttore Network & Systems di Fastweb, “la Rete non è ancora prossima al collasso ma è indubbio che il traffico sia in crescita continua”. “Ciò – spiega il responsabile - dipende sia dai volumi generati da servizi video tipo YouTube, sia dal ricorso sempre più massiccio al peer-to-peer”. Occorre però fare una chiara distinzione fra la saturazione sulla rete d’accesso e quella sulle dorsali internazionali. “Nel primo caso”, sottolinea Mella, “vi potranno essere problemi legati alla diffusione dei servizi a larga banda e alla quantità di banda utilizzata per singolo cliente”, ma siamo tuttavia lontani dagli scenari apocalittici visti poc’anzi. In Italia, per esempio, con l’attuale penetrazione del broadband (circa il 35% delle utenze), la rete (che è ancora quella in rame di Telecom) è perfettamente in grado di sostenere il traffico attuale. “Qualche difficoltà”, ci spiega il nostro interlocutore, “potrà nascere fra circa cinque anni, quando la diffusione dei servizi broadband supererà il 60-70%, ma a quel punto l’avanzata delle reti di nuova generazione sarà già tale da permettere un aumento della capacità di carico”.

Quanto al secondo aspetto, quello delle grandi dorsali internazionali, l’impressione è che la Rete possa reggere l’urto della crescita dei volumi nella misura in cui gli operatori riusciranno a sostenere gli investimenti per l’aggiornamento delle infrastrutture. “È evidente – ci tiene a sottolineare Mella - che un concetto come quello della Net Neutrality, ovvero di una Rete disponibile in modo illimitato a chiunque voglia portare servizi ai clienti finali, non è praticabile. Le risorse non sono infinite; pertanto la Rete potrà essere una commodity finché le risorse saranno disponibili. Dopo di che, chi vuole erogare servizi dovrà riconoscere una qualche forma di transito agli operatori, sia in funzione della priorità del traffico da immettere sulla rete, sia della qualità dei servizi offerti. Il traffico pregiato, che solitamente è quello legato ai servizi in real time, avrà priorità su tutti e quello di tipo secondario utilizzerà la banda residua”. Una sorta di pedaggio, dunque, con il quale i vari attori del Web pagheranno gli operatori in funzione del valore dei servizi offerti. Le strade di Internet potrebbero essere ancora infinite ma, forse, non più gratuite.

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giovedì 27 dicembre 2007

Ex gay su YouTube: la terapia non funziona.

(Alessia Grossi - L'Unità) A cercare su YouTube tracce della «terapia riparativa» del dottor Nicolosi - medico che negli Usa promette di salvare i gay trasformandoli in eterosessuali - si può rimanere scioccati dal numero di video di ex. YouTube, infatti, offre decine e decine di testimonianze di ex. Ex gay che metterebbero la mano sul fuoco che con loro la terapia ha funzionato. Ex pazienti che ricordano di giovani cavie che si sono arse vive perché incapaci di seguire i dettami del terapista. E, infine, ex ex-gay, quelli cioè che da ex gay hanno avuto una ricaduta. Ma YouTube, anche in questo caso, più che a convincere o a distogliere dall'intento quanti vorrebbero provare a redimersi, ci tiene ad informare. Così c'è chi spiega in che consiste la divina terapia che dovrebbe farti diventare eterosessuale. Come funziona, ma soprattutto cos'è che spinge un omosessuale a chiedere di diventare etero. E a spiegare il fenomeno sono i diretti interessati. YouTube diventa così una sorta di riunione globale degli alcolisti anonimi. Gli alcolisti in questo caso sono i gay, o ex gay, o ex ex gay a seconda che abbia funzionato o meno la terapia di recupero e astinenza. I postatori però non sono anonimi, anzi, ci mettono proprio la faccia per convincerti a perdere l'attrazione nei confronti di esseri umani del tuo stesso sesso. E, come quelli che ti devono convincere a perdere chili con l'aiuto di questa o quella clinica dimagrante, gli ex mostrano le proprie foto prima e dopo la cura.
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Paziente di Nicolosi: la terapia di ex gay non funziona. A parlare su YouTube è Daniel Gonzales, che parla da ex. Non ex gay ma ex paziente del dottor Nicolosi, «terapista per la cura dell'omossessualità e fondatore della Narth, associazione Nazionale per la Ricerca e la terapia dell'omossessualità». Daniel è cresciuto nella Chiesa Battista e dice di aver avuto solo due contatti con giovani omossessuali, uno dei quali tentò il suicidio per non essere riuscito a riconciliare la sua fede con la sua omossessualità. A detta di Daniel due sono le «grandi bugie» che spingono un giovane gay alla terapia di Nicolosi. La prima è che «non si può essere gay e cristiani»e l'altra è che «essere gay non è una vita valida». E il ragazzo si domanda da sé come mai abbia scelto di ricorrere alla terapia riparativa. La risposta è nel contesto religioso nel quale viveva. Più volte Daniel si è trovato a pregare il Signore di farlo diventare eterossessuale. «Ma il Signore non l'ha fatto». Dove non arriva la fede arriverà la scienza. Non restava, dunque, che rivolgersi a Nicolosi, la cui idea scientifica di base - spiega Daniel- è che «il tuo senso di mascolinità è in qualche modo danneggiato e tenti di ritrovarlo in persone che rappresentano quello che ti manca». Detta in parole semplici la terapia ex gay è «il tentativo di convincerti che le attrazioni omosessuali sono qualcos'altro rispetto a ciò che sono in realtà, che hanno altri significati». Le attrazioni forse saranno diverse da quelle che sembrano, ma come dice Daniel in chiusura: «I pesci non volano».
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A proposito di ex, Michael Bussee, invece, è stato uno dei fondatori di Exodus International, una delle più grandi organizzazioni ex gay statunitensi. Ora è un ex ex gay. Michael insomma è gay e spiega a favore del mondo quanto sia inefficace una terapia di conversione a seguito della quale lui stesso si è innamorato di Gary, un altro del gruppo degli ex.
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Ma su YouTube comunque non mancano testimonianze di veri e propri cambiamenti, ex gay sposati, ex gay felici di essere eterosessuali, video di interi gruppi che si raccontano e di terapisti che spiegano. Un esempio sono queste interviste raccolte da una trasmissione canadese, in cui si può ascoltare dalla diretta voce degli ex gay la riuscita trasformazione. Da gay ad ex gay, appunto. Titolo del post: «ex gay ed etero sono la stessa cosa.

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sabato 15 dicembre 2007

Tf1 chiede 100 milioni di danni a Youtube.

(Tiscali notizie) Contraffazione e concorrenza sleale. Il gruppo televisivo francese Tf1 ha deciso di portare in tribunale Youtube France e Dailymotion, altro sito web dove si scambiano video, chiedendo danni rispettivamente per 100 e 38,97 milioni di euro. Si tratta della prima causa del genere intentata da un grande gruppo mediatico europeo.
Negli Usa, a marzo, lo ha fatto Viacom Mtv e Paramount hanno reclamato da Youtube un milione di dollari. La denuncia dovrebbe essere depositata nelle prossime settimane e si basa sui mancati introiti pubblicitari (calcolati in 66.000 euro a episodio) derivanti dalla visione 'pirata' delle puntate di Heroes, la serie di punta di Tf1 che è disponibile sia su Youtube che su Dailymotion.

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martedì 4 dicembre 2007

Immanuel, il "Casto Divo". "Battito Anale" l’attesissimo video.

Dopo la nuova ondata di censura che ha visto la cancellazione di tutti i video di Immanuel da Youtube, Il Casto Divo ritorna con un nuovo singolo in perfetto stile glam 80’s.

Il clip vede anche l’esordio del poliedrico artista alla regia ed al montaggio. Il vergineo si presenta accompagnato dalle beat girls e con un look da sexy policeman, ironico omaggio all’iconografia homo. In attesa della prossima performance live, l’Immanuel staff augura buona visione.
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martedì 27 novembre 2007

Un gruppo gay anche su You Tube.


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(Queerblog) Anche su You Tube c’è un gruppo di utenti gay, i Gaytubers. Lo ha fondato Jack, 19enne americano, che ha partecipato anche al coming out di massa del giorno 11 ottobre, il National Coming out day.

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domenica 25 novembre 2007

Censura clericale su YouTube.

Censurato su Youtube videoclip con nota canzonetta popolare rielaborata da Mimmo Cavallo.

(Uaar) Il video non è stato “moderato” ma completamente rimosso su pressione di “segnalatori” di ambienti cattolici e non. La comunicazione ufficiale non menziona problemi di copyright né di diritti d’autore ma solo ragioni “morali”.

Il videoclip era promosso dal blog NunVeReggaeCchiù ed era un omaggio al cantautore tarantino Mimmo Cavallo che nel 1980 (quando sfondò con l’LP realizzò anche un’originale versione di una nota canzonetta popolare, “Siamo meridionali”)“Co’ ’sta pioggia e co’ ’sto vento”, rielaborandola con un monologo tremendo e dal sound eccezionale. Il videoclip invece era stato realizzato di recente sotto forma di cartone animato mixando alcune tavole del mitico Milo Manara ed altre tavole e successivamente pubblicato il 30 agosto sul canale youtube whfmax. Dopo 3 mesi quando il videoclip stava incrementando con migliaia di visualizzazioni è giunta l’iradiddio…

Tutti i particolari del terrorismo sacrestano su: http://www.shockart.tv/nunvereggaecchiu/pages/censura.html

Per reagire al terrorismo, sacrestano, Nunvereggaecchiù ha lanciato una campagna per segnalare come pornografia e violenta la TV spazzatura che imperversa sul web (sia essa sul modello ufficiale che le emulazioni del pattume di massa) invitando le utenze a premere il “bottone” apposito. Nelle prossime ore diversi utenti caricheranno sul proprio canale il video “Per debolezza e carne…”, quello censurato, sotto altri titoli aspettando la censura e la mano diddio.

Ed infatti... eccolo.

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mercoledì 21 novembre 2007

Johnny Depp canta. ed è sexyssimo!

"Epiphany" è il titolo della canzone. ascoltatelo, ha una voce che fa sciogliere...

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Prof di giorno, pornodiva di notte Madameweb tra blog e polemiche.

Anna Ciriani insegna in una scuola di Pordenone. I suoi alunni tappezzarono i bagni con le sue immagini hard trovate sul web. Alla fiera dell'eros di Berlino, a fine ottobre, è stata un'attrazione e il video che testimonia il suo successo è finito su YouTube.

(Roberto Calabro' - La Repubblica) SI FA CHIAMARE Madameweb, come un personaggio dell'Uomo Ragno, ed è una vera signora della Rete: sono a decine i siti per adulti che parlano di lei. E in cui la si vede in azione. Fin qui nulla di strano. Se non fosse che Madameweb non è soltanto una delle icone hard della rete, ma anche un'insegnante di Lettere in una scuola media di Pordenone. Una "porno-prof", insomma.

Cinque anni fa alcuni alunni avevano scoperto su internet le foto hard della loro insegnante e, dopo averle stampate, avevano pensato bene di tappezzare i bagni della scuola con commenti non proprio edificanti. Da lì nacque una querelle, anche legale, che si trascinò fino all'anno scorso quando i genitori dei ragazzi, venuti a conoscenza che la professoressa era stata assegnata nuovamente allo stesso istituto, tempestarono di telefonate il dirigente scolastico minacciando di non mandare più a scuola i propri figli. Alla fine lo scandalo fu messo a tacere con un trasferimento "diplomatico" dell'insegnante ai corsi serali per adulti delle 150 ore, in un Istituto della provincia.

Ma, a quanto pare, Madameweb non ha rinunciato al gusto della trasgressione. Ed è scoppiato un nuovo putiferio a causa della sua ultima "impresa": la provocante "porno prof" ha partecipato all'ultima edizione di "Venus", la fiera dell'Eros tenutasi a Berlino dal 18 al 21 ottobre scorsi. Secondo quanto raccontano gli addetti ai lavori, la performance estemporanea di Madameweb è stata uno dei momenti più bollenti della rassegna. E il successo di pubblico ottenuto in occasione della fiera è stato poi amplificato a dismisura dalla Rete. Su You Tube impazza un video di cinque minuti che riprende l'esplosiva professoressa completamente nuda sull'autobus, in metropolitana, mentre cammina per strada. E poi in fiera dove Madameweb si fa fotografare e accarezzare da un gruppo sempre più folto di occasionali fans.

La partecipazione alla fiera dell'erotismo e la conseguente esposizione mediatica hanno creato un nuovo caso ripreso, non senza morbosità, dai quotidiani locali. E anche sul web il tam-tam è ripreso. Un collega della professoressa nel suo blog ha sollevato la questione dell'etica degli insegnanti: "La vita privata", scrive il prof-blogger, "conta, e conta eccome. Conta per le famiglie. Conta per la Scuola. Conta per il ruolo che lei ha nei confronti degli alunni. Conta per le istituzioni, e anche per chi le ruota attorno".

La risposta di Madameweb non si è fatta attendere. Con un post chilometrico. "Il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo", ha risposto al collega, sottolineando di non indossare mai abiti provocanti e di mantenere con tutti un atteggiamento distaccato. Madameweb poi difende a spada tratta il proprio operato di insegnante: "Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonché una crescita e maturazione dell'individuo. L'educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi. Non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire".

E in un passaggio successivo rivendica la libertà delle proprie scelte nella sfera privata: "E' vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa. Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s'incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali". E, alla fine del post, in un estremo atto di coraggio, la "porno prof" svela la sua identità firmandosi con nome e cognome: Anna Ciriani. In arte Madameweb.

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domenica 18 novembre 2007

Lost, Dio della Love e Lily Allen: star su Myspace. Poi?

myspace addicted(Soundsblog) Myspace ha colpito ancora. Gli ultimi ad essere stati scoperti dalla discografia ufficiale grazie al social network sarebbero i Lost, giovane band vicentina di belle speranze (di cui abbiamo presentato poco tempo fa la loro cronistoria), di cui proprio ieri è uscito nei negozi il primo singolo “Oggi”. Dopo la “Ragazza Myspace” dei Dio della Love sarà loro il nuovo tormentone?
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La storia è sempre la stessa. Band rigorosamente giovanissime, senza casa discografica che all’improvviso, grazie alla rete di amicizia e contatti che riescono a costruirsi, sfondano trasformandosi in veri e proprio casi nazionali. Nella fattispecie i nostri sono quattro ragazzi dall’età media di 18 anni, carini e fashion quanto basta e fanno una sorta di pop punk potenzialmente scala-classifiche piuttosto orecchiabile che li ha portati a firmare un contratto per la Carosello Records, che infatti produrrà il loro primo disco previsto per il prossimo gennaio.

Ma di vero successo si tratta? Personalmente sono un po’ scettica, anche perchè, passati i primi momenti di comparsate prezzemoline un po’ dappertutto non è che si senta poi tanto la mancanza di questi gruppi, e il caso in vertiginosa discesa dell’inglesina Lily Allen (anche lei Myspace addicted) lo dimostrerebbe in pieno…Che dire, solo il tempo darà il suo verdetto.

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