Alla convention omaggi e sorrisi alla delegazione gay.
(La Repubblica) Con un´improvvisa virata rispetto all´omofobia che aveva contrassegnato la convention repubblicana del 2004, il principale stratega di McCain, Steve Schmidt, è andato a salutare la delegazione dei "Log Cabin Republicans", il gruppo dei repubblicani gay. Durante la visita Schmidt ha parlato di sua sorella, che è lesbica: «Lei e la sua partner sono una parte importante della mia vita, e di quella della mia famiglia».
venerdì 5 settembre 2008
I gay al centro delle elezioni Usa. Ora tocca ai repubblicani corteggiarli.
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13:22:00
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mercoledì 3 settembre 2008
Gruppo gay repubblicani dà proprio appoggio a McCain.
Nel 2004 rifiutò di sostenere George W. Bush.
(Apcom) Log Cabin Republicans, una delle più importanti organizzazioni omosessuali repubblicane, ha dato il proprio sostegno al senatore dell'Arizona John McCain, candidato alla Casa Bianca. L'annuncio, arrivato mentre a St. Paul si tiene la convention che darà al veterano del Vietnam l'investitura ufficiale, assume valore soprattutto alla luce del fatto che, quattro anni fa, l'organizzazione si rifiutò di appoggiare il presidente George W. Bush, in corsa per la rielezione.
McCain, cane sciolto del partito repubblicano, piace di più dell'attuale inquilino della Casa Bianca, perchè "è un repubblicano che si concentra sui principi unificanti del partito e va incontro agli elettori indipendenti", come ha sottolineato il presidente di Log Cabin Republicans Patrick Sammon (nella foto), convinto dal fatto che il senatore dell'Arizona "quando si è votato sull'emendamento relativo alla legge sul matrimonio è stato dalla nostra parte".
L'emendamento in questione (Federal Marriage Amendment), che non ottenne la maggioranza necessaria, avrebbe definito costituzionalmente il matrimonio come l'unione tra un uomo e una donna. McCain si oppose all'emendamento, contrariamente a quanto fecero i repubblicani e Bush. "McCain ha mostrato la volontà di instaurare e incoraggiare un dialogo con Log Cabin, prendendo in considerazione tutti i lati della questione e sappiamo che continuerà a farlo da presidente", ha detto Sammon.
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10:47:00
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lunedì 1 settembre 2008
Elezioni Usa. La rentrée dell'ex sindaco Giuliani nei repubblicani.
Le sue posizioni in materia di aborto e di convivenza tra gay sono più vicine ai democratici.
(L'Unità) Per Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York, è come resuscitare dopo la terrificante campagna elettorale per le primarie repubblicane in vista della Casa Bianca, giudicata una delle peggiori della storia Usa. Giuliani, 64 anni, è stato scelto infatti da McCain, come oratore principale, il «keynote speaker» della Convention che si apre oggi. L’ex sindaco della Grande Mela prenderà la parola domani (a meno che ci siano cambiamenti di programma quando il tema della giornata sarà «La Riforma». Ma più che il tema della relazione, conterà la sua presenza, perché si tratta per lui di un ritorno nella cerchia che conta davvero nel partito. Giuliani è sempre stata una figura atipica tra i repubblicani, visto che le sue posizioni in materia di aborto e di convivenza tra gay sono più vicine ai democratici.
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12:38:00
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sabato 30 agosto 2008
Presidenziali Usa, McCain gioca la carta rosa: Sarah Palin.
Se così fosse, Mitt Romney, l’ex governatore del Massachusetts, e Tim Pawlenty, il governatore del Minnesota non farebbero più parte del team di McCain, che sceglie quindi una donna, giovane e madre, per stuzzicare l’appetito di chi in queste elezioni americane voleva una figura femminile. Lei, Sarah Palin, ha un curriculum di tutto rispetto: dal 2006 è la prima donna governatore dell’Alaska. Madre di cinque figli, 44 anni nata nell’Idaho, membro tesserato della National Rifle Association, maratoneta e appassionata della vita all’aria aperta (mangia hamburger di alce), quella che potrebbe essere il numero due di McCain è la presidente della Alaska Oil and Gas Conservation Commission. Suo marito Todd è un eschimese ed è anche per questo che Palin, dopo aver posato per Vogue nel 2007, è soprannominata “la governatrice più calda dello stato più freddo”.
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14:11:00
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martedì 26 agosto 2008
Usa: sondaggi danno McCain in rimonta grazie a temi etici.
(Uaar) Secondo l’ultimo sondaggio della Zogby-Reuters, McCain sarebbe in vantaggio su Obama (46% a 41%), ribaltando le rilevazioni precedenti. Per un’altra rilevazione L.A. Times-Bloomberg, invece Obama supererebbe di poco McCain (45% a 43%). Pare comunque, al di là delle cifre fluttanti, che il dato generale sia questo: Obama sta perdendo il consenso di cattolici e donne - anche tra i giovani - e McCain sta ricompattando il partito repubblicano e la base cristiana conservatrice. McCain, nonostante le posizioni più aperte sui temi etici emerse occasionalmente, avrebbe rassicurato di recente l’elettorato durante il confronto col reverendo Warren (rispetto ad un Obama parso meno deciso su tali questioni), affermando in maniera esplicita che l’embrione va tutelato fin dal concepimento, aggiungendo con fermezza: “Ho 25 anni di esperienza pro-vita e sarò un presidente a favore della vita”.
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Denver, preparavano attentato a Obama: arrestati.
Era in programma giovedì, nel giorno del discorso di investitura, l'attentato a Barack Obama sventato a Denver, dove è in corso la convention dei democratici. Le persone arrestate sono quattro. C'è anche una donna, legate ai movimenti suprematisti bianchi.
(Sky tg24) Era in programma giovedì, nel giorno del discorso di investitura, l'attentato a Barack Obama sventato a Denver, dove è in corso la convention dei democratici. Le persone arrestate sono quattro, c'è anche una donna, legate ai movimenti suprematisti bianchi. Uno di loro si chiama Tharin Gartrell: è un pregiudicato di 28 anni. La polizia ha sequestrato armi, compresi due fucili muniti di mirino telescopico, documenti falsi e 44 grammi di anfetamine. Alla polizia che gli chiedeva se fosse arrivato a Denver per uccidere Obama, Gartrell ha risposto di sì senza esitazioni.
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18:49:00
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domenica 17 agosto 2008
Sfida tra Obama e McCain nel tempio degli evangelici.
Barack Obama si è espresso a favore delle unioni civili dei gay.
(Rai news24, nella foto McCain e Obama con Warren) Un confronto a distanza. Quasi un’anteprima delle 3 sfide tv già programmate per i due candidati alla Casa Bianca. Ma – in qualche modo – a giocare in casa è stato John McCain. Gli evangelici, infatti, tradizionalmente votano a destra.
Ma il pastore Rick Warren ancora non ha dato indicazioni di voto. Così per Obama è stato un tentativo di aprire una breccia in un elettorato favorevole al suo avversario.
Obama e McCain sono stati intervistati separatamente per un'ora ciascuno. Il tutto in diretta tv su Cnn e Fox News.
Pungolati da Warren, i due sfidanti hanno fatto ammissioni sulla propria vita privata. Obama ha confessato: "Ho avuto una gioventù difficile. A volte ho usato la droga".
Il repubblicano McCain invece ha riconosciuto che il maggior fiasco morale della sua vita è stato il fallimento del suo primo matrimonio.
Era prevista solo una stretta di mano ma McCain e Obama si sono abbracciati sul podio davanti a migliaia di spettatori e alle telecamere prima di alternarsi sotto il fuoco delle domande del predicatore californiano. Sul tema caldi delle nozze gay, entrambi i candidati si sono detti d'accordo: "Matrimonio e' l'unione di un uomo e una donna". Obama però si è detto contro un emendamento costituzionale per avallare questa definizione e si è espresso a favore delle unioni civili dei gay.
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11:46:00
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giovedì 14 agosto 2008
Presidenziali Usa, Obama e McCain a caccia del voto dei fedeli.
(Reuters) Barack Obama e John McCain, i due candidati alle presidenziali degli Stati Uniti, sabato cercheranno di accattivarsi il voto degli elettori religiosi quando, ospiti di uno dei più eminenti evangelici d'America, discuteranno del ruolo della fede nella sfera pubblica, dell'Aids, dell'ambiente e di altri temi.
Nonostante la separazione tra stato e chiesa, nella politica americana la religione ha grande importanza, e agli aspiranti alla Casa Bianca verrà sicuramente chiesto come intendano coniugare fede e ruolo presidenziale.
Al Civil Forum -- che sarà moderato da Rick Warren, noto pastore evangelico, presso la sua Saddleback Church nella Lake Forest, in California -- i candidati non si affronteranno direttamente, ma si alterneranno sul palco.
"E' abbastanza straordinario, è la prima volta che un pastore convoca i due probabili candidati... Combattono entrambi per il voto (dei religiosi)", ha commentato Michael Lindsay, docente di sociologia politica alla Rice University di Houston.
Il 25% degli americani è di fede evangelica. Per il Partito Repubblicano, gli evangelici -- avversi ad aborto e diritti degli omosessuali e strenui difensori dei valori familiari "tradizionali" -- costituiscono una base fondamentale.
Si calcola che nel 2004 l'80% degli evangelici bianchi votò per George W. Bush. Quest'anno, il movimento è meno compatto e più sfaccettato, anche se in larga misura è comunque schierato dalla parte dei repubblicani.
A giugno uno studio del Pew Forum on Religion & Public Life ha rivelato che il 61%dei protestanti bianchi evangelici sosteneva McCain, mentre Obama aveva dalla sua solo il 25%. Ma lo stesso istituto nel 2004 rilevò come Bush fosse sostenuto da una quota maggiore di evangelici, il 69%.
Altri sondaggi hanno individuato un forte supporto per Obama da parte degli evangelici neri e ispanici, e questo fa dei fedeli un "campo di battaglia" fondamentale per spuntarla alle elezioni di novembre.
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13:36:00
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venerdì 8 agosto 2008
Elezioni americane: la rimonta di McCain.

Dopo il cambiamento di strategia, Maccain ha avuto una maggiore attenzione da parte dei media. E il suo gradimento è salito nei sondaggi. Il distacco da Obama è diminuito. Secondo l’istituto di ricerca Rasmussen, il candidato repubblicano, per la prima vota sarebbe addirittura in vantaggio. Di un punto. 47 a 46. Percentuali smentite da un’altra rilevazione. Quella condotta dall’Ipsos per conto dell’Associated Press, secondo la quale Maccain sarebbe a 6 punti di distanza dal suo antagonista. Cifre più rassicuranti per Obama, ma che non gli consentono di essere sicuro della vittoria finale.
“In questo momento della campagna elettorale, i sondaggi ballano e non riflettono quello che poi accadrà al momento del voto – dice Michael P. MacDonald, politologo della George Mason University e esperto del prestigioso Brookings Institution – I recenti attacchi di Maccain a Obama hanno galvanizzato i sostenitori del candidato repubblicano. Ma non credo che riuscirà a mantenere questa tensione per il resto della campagna elettorale. Vedremo degli altri alti e bassi nei sondaggi. Ma soltanto negli ultimi giorni si stabilizzeranno. E allora, forse sapremo chi vincerà. Alla fine, io scommetterei su Barack Obama, ma questo non significa che Maccain non abbia alcuna chance di affermazione. Semplicemente, per lui, sarà molto, molto più difficile”. Oltre ai sondaggi, ci saranno altri segnali per capire chi diventerà il 44°Presidente degli Stati Uniti. MacDoland segnala il numero delle persone che si registreranno nelle liste elettorali. Le indicazioni che emergono in questo momento parlano di unaforte mobilitazione per Barack Obama.
Il New York Times ha pubblicato un articolo secondo il quale in numerosi stati aumentano le persone che si registrano nelle liste dei democratici mentre diminuiscono gli elettori repubblicani. L’inchiesta cita il caso del Nevada e dell’Iowa – due “campi di battaglia” in tutte le presidenziali – dove il numero dei Democrats, a sorpresa, è sensibilmente cresciuto mentre quello dei sostenitori del Grand Old Party è fortemente calato. “Credo che avremo un’affluenza record nelle prossime elezioni e probabilmente, un sensibile spostamento di voti da destra a sinistra, come raramente è avvenuto in passato – dice Michael P.MacDonald – Mi pare che i primi segnali che arrivano, vadano in quella direzione.” Non solo. Il piccolo, grande terremoto politico nazionale, potrebbe essere annunciato anche da un incremento di coloro che si registrano nelle liste degli indipendenti. E’ proprio su di loro che punta Obama.
“Sì, quella si espandere il suo consenso, è sempre stata la sua strategia – conferma il politologo del Brookings Institution – Ha mobilitato la sua macchina elettorale per una capillare operazione di porta a porta finalizzata a convincere le persone a iscriversi alle liste di voto. Perché è sicuro di poter fare presa su coloro che non sono militanti né dei democratici, né dei repubblicani”. Negli Stati Uniti, il voto non è obbligatorio. Chi vuole recarsi alle urne, deve registrarsi. La volontà di farlo di un sempre maggiore numero di persone, secondo il docente universitario della George Mason University, è una nota “estremamente positiva” per il senatore dell’Illinois. Riuscirà Obama a conquistarli definitivamente nei prossimi, decisivi mesi?
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17:30:00
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mercoledì 16 luglio 2008
Unioni gay, per McCain i figli di coppie omosessuali sono orfani di un genitore.
La comunità gay protesta: pregiudizi medievali.
(Apcom) Il senatore dell'Arizona John McCain, il candidato repubblicano alle presidenziali americane di novembre, ha le idee chiare: alle coppie di persone dello stesso sesso non deve essere consentito di adottare un figlio. La ragione è semplice, i figli di genitori omosessuali è come se fossero orfani di un genitore, allevati in una "famiglia a metà". Negli Stati Uniti solo in Florida le adozioni sono vietate alle coppie gay mentre si stima che almeno 100.000 bambini vivano in affidamento.
"Abbiamo dimostrato che entrambi i genitori sono necessari per tenere in piedi una famiglia - ha detto ai giornalisti McCain, a margine di un comizio - quindi non credo nelle adozioni gay". McCain e la moglie Cindy hanno adottato una figlia nata in Bangladesh e il senatore invita gli americani a fare altrettanto, purché siano etero.
Le parole di McCain hanno sollevato un inevitabile polverone. "McCain - ha commentato Jody Huckaby, responsabile dell'associazione 'Parents, Families and Friends of Lesbians and Gays' - vuol negare l'affetto di una casa a bambini che ne hanno disperatamente bisogno, sulla base di un pregiudizio medievale su come dovrebbe essere fatta una famiglia".
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19:46:00
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martedì 15 luglio 2008
Usa. Dal candidato McCain e' no alle adozioni gay.
(Queerblog) Intervistato dal New York Times, John McCain, candidato repubblicano alle presidenziali USA, ha dichiarato di essere contrario alle adozioni da parte delle coppie gay e di concepire la famiglia in senso tradizionale.
Il presidente Bush ritiene che alle coppie gay non dovrebbe essere permesso adottare bambini. Che ne pensa?
Penso che sia provato che entrambi i genitori sono importanti per il successo di una famiglia e così non credo nelle adozioni da parte di gay.
Anche se l’alternativa per i bambini è quella di stare in un orfanotrofio o di non avere genitori?
Sostengo le adozioni e sostengo l’opportunità per le persone di adottare i bambini e spero che il processo di adozione sia meno complicato e quindi si possa velocizzare il tutto. Cindy [la sua seconda moglie, ndr]e io siamo orgogliosi di essere genitori adottivi.
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18:00:00
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lunedì 10 marzo 2008
Primarie Usa. Lo slalom tra i temi di bioetica. Si di Obama e di Hillary alle unioni tra gay, no poco convinto dei Repubblicani.
(Alberto Simoni - Giornale del Popolo) Assistenza sanitaria, lotta al terrorismo, economia, tagli alle tasse e immigrazione. Le decine di milioni di americani che si sono recate finora alle urne per le primarie hanno giudicato i candidati soprattutto su questi temi. Non deve sorprendere l’assenza in agenda dei cosiddetti “moral issues”, dalla difesa della vita alla famiglia sino alla bioetica. Questioni che furono centrali nelle presidenziali del 2004 e che consentirono a George W. Bush di prevalere su John Kerry. Tradizionalmente i temi etici non incidono nel dibattito delle primarie. Troppo complessi e laceranti per essere semplificati in slogan o programmi che poco hanno a che vedere con la battaglia interna a un partito per la nomination. Più che spariti dal dibattito i “moral issues” sono in realtà soggiacenti, pronti a spuntare e a diventare tema di scontro politico fra repubblicani e democratici in vista del voto di novembre. Quanto incideranno è difficile prevederlo. Con ogni probabilità molto meno rispetto al 2004, poiché il lotto dei candidati (McCain, Clinton e Obama) trova su altri terreni i punti forti e qualificanti della piattaforma elettorale. E poi perché è proprio sui “moral issues” che il repubblicano “atipico” McCain fatica a guadagnarsi i consensi presso lo zoccolo duro conservatore. Girare alla larga da staminali, diritto alla vita e unioni gay potrebbe essere per lui una strategia vincente. Come in fondo è stata vincente la scelta di evitare di farsi trascinare in dibattiti sull’immigrazione – il suo tallone d’Achille, visti i fallimenti della riforma nel 2006 – durante le primarie. Ma anche per i democratici, i temi etici sono scivolosi. Soprattutto oggi, quando sarà fondamentale per Obama (o la Clinton) convincere i moderati a sostenerli in novembre. E posizioni troppo radicali sui “valori non negoziabili”, potrebbero rivelarsi un boomerang.
Il problema di McCain con i conservatori è invece legato alle unioni gay e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Per quanto riguarda le coppie omosessuali, il senatore dell’Arizona ha sempre sostenuto la sua contrarietà a emendare la Costituzione per bandire il matrimonio gay. È una posizione, questa, che se rientra nell’alveo del conservatorismo classico (che tende a limitare i poteri del governo federale), ha fatto però arrabbiare ampie frange della galassia cristiana, evangelici e cattolici, che nel 2004 avevano accolto con favore la proposta di Bush di cambiare la Costituzione USA per certificare che il matrimonio vero e proprio è quello fra uomo e donna. Sia Obama sia la Clinton sono favorevoli alle unioni gay, ma si oppongono al matrimonio fra omosessuali.
Ma è sui temi di bioetica che McCain rischia l’autogol sia nell’elettorato cattolico sia fra i conservatori. Egli infatti è a favore del finanziamento pubblico per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Votò “sì” alla legge che dava soldi pubblici ai centri di ricerca, alla quale Bush appose il veto.
Hillary Clinton ha più volte espresso in campagna elettorale l’intenzione di togliere i vincoli ed elargire fondi federali per la ricerca sugli embrioni. Lo scorso settembre parlando a Des Moines (Iowa), disse che avrebbe stanziato soldi per la ricerca non appena entrata nello Studio Ovale.
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mercoledì 13 febbraio 2008
La "valanga" Obama travolge la Clinton e tra i repubblicani vola McCain.
(TGCom) Barack Obama ha vinto l'ennesima tornata di primarie nei tre stati dove gli elettori erano chiamati al voto: Virginia, Maryland e nel distretto di Columbia. Un duro colpo per la favorita in campo democratico Hillary Clinton che ora attende la prova importante del Texas. Quasi nessun problema in campo repubblicano per il superfavorito John McCain che ha vinto nei tre stati nei confronti di Mike Huckabee.
Obama ha anche superato la Clinton per numero di delgati che andranno alla convention democratica di Denver del prossimo agosto. Al momento il senatore nero ne conta 1.195 contro i 1.178 della Clinton. Per vincere la nomination ne occorrono 2.025 e la Clinton, per farcela, secondo i calcoli della Nbc deve aggiudicarsi almeno il 56% dei delegati ancora in palio.
Le primarie del Potomac, il fiume che attraversa l'area della capitale, hanno confermato che il senatore nero ha il vento il poppa e la Clinton è in crisi. Obama si è aggiudicato buona parte dei delegati in palio nella notte elettorale e, come bonus inatteso, ha ricevuto i risultati finale del caucus nello stato di Washington celebrati nel fine settimana, che gli hanno assegnato 56 dei 78 delegati in palio.
"I cinici adesso non possono più dire che la nostra speranza è falsa", ha detto Obama, parlando a una folla a Madison, in Wisconsin. "Abbiamo vinto a est e a ovest, a nord e a sud - ha aggiunto -. Abbiamo vinto in Maryland, in Virginia, e sebbene abbiamo vinto anche a Washington questo movimento non si fermera' fino a quando non porteremo il cambiamento a Washington".
La tripletta di Obama era attesa, ma è stata la sua portata a stupire gli osservatori. In Virginia il senatore ha vinto 63-36% (con il 93% dei voti scrutinati). I dati parziali del Maryland indicano una vittoria analoga, mentre nella città di Washington, dove i Clinton sono di casa da anni, è stata una valanga per Obama: 76 a 24% (con l'89% dei voti scrutinati). Altri dati della Virginia, dove le donne e i neri si sono spostati decisamente verso Obama e dove anche gli elettori bianchi della classe media sembrano aver tradito Hillary, offrono una serie di segnali d'allarme per l'ex First Lady.
Il fronte repubblicano
"Intendo cercare la presidenza con umiltà", ha detto il senatore John McCain dopo avere conquisatto tre vittorie nelle tre consultazioni elettorali in programma per la candidatura repubblicana: Virginia, Maryland e Distretto di Columbia (Washington). "Intendo essere il presidente di un'America piu' forte, in un mondo migliore", ha detto il senatore dopo il triplice successo che lo ha avvicinato al numero di delegati necessario per raggiungere la certezza matematica della candidatura.
L'eroe del Vietnam, rimasto per anni prigioniero ad Hanoi durante la guerra in Indocina, ha detto rubando lo slogan al suo rivale democratico Barack Obama: "La speranza è un bene prezioso: nessuno lo sa meglio di me". McCain ha chiuso il suo discorso con un altro slogan di Obama: "Sono carico di entusiasmo e pronto all'azione".
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mercoledì 6 febbraio 2008
Super Hillary vince ma non sfonda. Sostanziale parità con Obama. Risultati e proiezioni: I dati stato per stato.
(La Stampa) I vincitori delle primarie e dei caucus del Super Tuesday, in base ai risultati definitivi e alle proiezioni:
DEMOCRATICI
Hillary Clinton: Arkansas, Massachusetts, New Jersey, New York, Oklahoma, Tennessee, Missouri, Arizona, California.
Barack Obama: Alabama, Delaware, Georgia, Illinois, Kansas, Utah, Nord Dakota, Connecticut, Minnesota, Idaho, Colorado.
REPUBBLICANI
John McCain: Connecticut, Delaware, Illinois, New Jersey, New York, Oklahoma, Arizona, California.
Mike Huckabee: Alabama, Arkansas, West Virginia, Tennessee, Georgia.
Mitt Romney: Massachusetts, Utah, South Dakota, North Dakota, Montana, Minnesota.
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07:06:00
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