(Il Tempo) Devan Cypher, che ha condotto una ricerca per la società Sin City Entertainment a San Francisco sull'utilizzo degli smart-phone per navigare su internet, definisce l'iPhone «il miglior amico del porno», dal momento che sarebbe in atto un vero e proprio boom di siti a luci rosse ottimizzati per la visione sul mini schermo e per la navigazione al tatto.
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mercoledì 20 agosto 2008
Il porno sbarca sul palmare.
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07:10:00
Etichette: cellulari, gayfriendly, pornografia, tecnologie, video
giovedì 14 agosto 2008
Puglia, "pizzo" a luci rosse tra gay.
Un quarantenne ha tentato di ricattare un amico protagonista di un video gay hard realizzato con il telefonino a fine luglio durante un rapporto omosessuale. I Carabinieri l'hanno arrestato dopo la denuncia.
(Gianpaolo Balsamo - La gazzetta del mezzogiorno) Voleva spillare soldi all'amico protagonista di un video gay hard. Un ricatto a sfondo sessuale nei confronti di un amico filmato con il telefonino a fine luglio durante un rapporto omosessuale consumato in auto è stato sventato dai carabinieri della caserma di Corato che, dopo aver fotocopiato le banconote oggetto del ricatto, hanno arrestato l'estortore con in mano parte il denaro pattuito per evitare lo scandalo: trecento euro.
Si tratta di un 40enne coratino che dovrà ora difendersi dall’accusa pesante di estorsione continuata ed aggravata.
La trappola è scattata l'altra mattina dopo che la vittima del ricatto gay, un altro 40enne del luogo, stanco delle continue richieste di soldi, ha denunciato l'estortore ai carabinieri, ai comandi del maresciallo Pietro Zona. Secondo quanto accertato dai militari, l'incontro amoroso «hard» sarebbe avvenuto tra i due uomini a fine luglio, alla periferia di Corato, in un luogo appartato e all’intero di un’autovettura.
Ma finito l'incontro, uno dei due 40enni, coniugato e con figli, ha cambiato atteggiamento e da amante è diventato ricattatore e, con toni non più dolci ma minacciosi, ha chiesto al partner occasionale soldi, videogame e cd musicali in cambio del silenzio sul rapporto appena consumato.
Non solo. Gli ha mostrato anche il videofonino con cui ha svelato di aver filmato il rapporto compromettente, impegnandosi a distruggerlo dietro pagamento del compenso.
La vittima, dopo una prima richiesta giunta via sms, avrebbe consegnato 500 euro al suo amico che, non contento, ha continuato nelle richieste.
«Dammi cento euro o spiffero tutto», «Portami 300 euro o rivelo il contenuto del filmato a tutti quelli che ti conoscono».
A quel punto non ha retto più e senza indugio si è rivolto ai carabinieri che, di concerto con il sostituto procuratore Antonio Savasta del Tribunale di Trani, hanno preparato una trappola all'estorsore. I militari hanno segnato il numero di serie delle banconote che la vittima doveva consegnare al ricattatore e, stabilito il luogo e il giorno dell'appuntamento tra le parti, si sono appostati a pochi passi dall’abitazione dell’«aguzzino» scelta come luogo dell'appuntamento.
Consegnati i soldi, sono piombati sul posto i carabinieri che hanno bloccato il presunto estorsore. L'uomo non ha opposto resistenza ed è stato ammanettato e condotto in camera di sicurezza mentre il denaro è stato subito sequestrato così come il suo telefono cellulare utilizzato per riprendere l’incontro sessuale gay. Accertamenti sono stati avviati dagli stessi investigatori dell’Arma per verificare la presenza, nella memoria del cellulare, di immagini o altri filmati compromettenti.
mercoledì 13 agosto 2008
Allarme: la Apple controlla a distanza gli i-phone.
C'è addirittura la possibilità di rimuovere dalla casa madre software indesiderati.
(Cronacaqui) La possibilità per Apple di rimuovere software in remoto dai propri telefoni esiste, ha affermato Jobs, giustificandola come un estremo rimedio all’eventuale distribuzione di un programma dannoso attraverso l’Apple App store, il negozio online al quale è necessario ricorrere per scaricare e installare programmi sul telefono: “Speriamo di non aver mai bisogno di tirare quella leva”, ha aggiunto, “ma sarebbe irresponsabile non avere una maniglia come quella da tirare in caso di necessità”.
La discussione sull’esistenza del “kill switch”, l’interruttore killer, era iniziata da una settimana sui forum degli appassionati in rete e nei siti specializzati in software e telefonia. Ad accenderla era stato Jonathan Zdziarski, uno sviluppatore di codice indipendente che, esaminando i file all’interno del telefono, si era reso conto che l’apparecchio di tanto in tanto scarica dalla casa madre un file di “applicazioni non autorizzate” inserite in una lista nera, che potrebbero poi essere eliminate in automatico dalla memoria del terminale. Il fatto, precisava lo stesso Zdziarski, non significa che Apple abbia la capacità di spiare i telefoni per sapere cosa contengano, ma vuol dire che potrebbe invece cancellare dai terminali - se presente - software inserito in una lista nera e ritenuto indesiderato.
L’esistenza di una tale facoltà solleva comunque una serie di dubbi sulla possibile violazione di diritti dei consumatori. Innanzitutto per la mancata trasparenza, considerato che si tratta di una informazione che un acquirente potrebbe voler conoscere prima di acquistare il telefono. In secondo luogo per la possibile falla alla sicurezza: che accadrebbe se qualcuno utilizzasse tale funzionalità per danneggiare i terminali degli utenti?
Infine, e soprattutto, per la discrezionalità lasciata ad Apple: chi decide quali sono le applicazioni potenzialmente dannose? Mentre la cosa è ovvia per un software che ad esempio ruba i dati personali degli utenti, la questione non è altrettanto chiara per programmi ritenuti da Apple illegittimi per ragioni commerciali o di politica industriale. E’ facile immaginare, ad esempio, il fuoco di indignazione che sarebbe divampato se una cosa analoga l’avesse fatta Bill Gates su tutti i pc equipaggiati con il sistema operativo Microsoft.
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domenica 13 aprile 2008
Molestava i ragazzi minorenni col cellulare. Quarantamila sms porno, allenatore in manette.
(Il Secolo XIX) Allenatore di squadre giovanili di calcio per hobby, adescava adolescenti con gli sms - i “messaggini” del telefonino - fingendosi una loro coetanea disinibita e li convinceva a spedirgli mms (gli sms con allegati) con immagini delle loro parti intime; poi, se loro non volevano più stare al “gioco”, li minacciava di spedire le immagini agli amici e di raccontare tutto ai genitori.
Per questo, un operaio genovese di 35 anni, Marco B., è stato arrestato dai carabinieri ed è da ieri sera nel carcere di Marassi. È accusato di violenza sessuale, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico e molestie continuate e aggravate.
Le indagini sono partite lo scorso agosto, dopo la denuncia di una mamma che aveva controllato per caso il cellulare del figlio: in cinquanta giorni di intercettazioni, i militari hanno accertato che l’uomo aveva scambiato con 98 ragazzi - dai 12 ai 16 anni - ben 40.000 sms e circa 2000 mms pornografici.
Secondo quanto reso noto dai carabinieri, per non meglio precisate «ragioni di lavoro», il pedofilo riusciva a ottenere senza particolari problemi il numero di telefono delle giovani vittime, scelte nel mondo dello sport giovanile; solo in un secondo tempo le contattava “da ragazza”.
I carabinieri (nelle foto mentre mostrano gli sms spediti dal pedofilo) hanno confermato che l’uomo - che arrivava a offrire ricariche telefoniche alle vittime che non potevano permettersi lo scambio di foto - non sarebbe riuscito a ottenere incontri con i ragazzini che aveva preso di mira, residenti a Genova e provincia.
Ecco il testo di uno dei messaggini spediti dal malvivente: «6 timido? 6 disposto a scambiare foto? 6 fida?»; subito dopo, incalzava: «Io ho quasi 14! Vuoi scambiare foto o sei timido? Dimmi te! Se vuoi ti mando foto mia nuda».
Infine, nonostante l’elevato numero di ragazzini raggiunti dal malvivente, i carabinieri fanno notare che appena sei genitori, in totale, hanno segnalato alle forze dell’ordine che qualcosa non andava; per padri e madri, insomma, il consiglio è quello di essere più assidui nei controlli.
giovedì 6 marzo 2008
Padova. Ragazzini e sesso su Scuolabus in cambio di ricariche telefoniche.
(Agi) Una incredibile vicenda scuote Campodarsego, piccolo centro del Padovano: al sindaco del paese Paola Candiotto e' arrivata la notizia che alcuni ragazzini delle scuole medie, nel corso dell'anno passato, avevano avviato un proficuo traffico fatto di favori sessuali in cambio di ricariche per telefoni cellulari. La notizia era nell'aria, ma solo adesso e' arrivata sul tavolo del primo cittadino, che si e' detta allibita ma ha subito avviato delle contromisure per rimettere a posto la situazione. Secondo quanto riferito da "Il Mattino di Padova", ragazzini tra i 10 e i 14 anni convincevano le loro coetanee a prestarsi per fugaci incontri sessuali che avvenivano nelle ultime file di sedili dello scuolabus. Niente di grave, a quanto sembra, solo palpeggiamenti e poco altro, in cambio di ricariche telefoniche di 10, al massimo 15 euro. Tutti consenzienti, tutti d'accordo, ma la faccenda e' arrivata alle orecchie degli adulti e fino al sindaco, che ora ha deciso di munire i 300 circa ragazzini delle medie del paese di una tesserina con le proprie generalita' e di destinare a ogni alunno a un posto fisso nello scuolabus, per evitare promiscuita' imbarazzanti. Avvertite anche le famiglie. Piu' che il fatto in se', resta ora la sorpresa per una vicenda che si ha difficolta' a chiarire con gli stessi interessati.
mercoledì 6 febbraio 2008
Sesso e minori. Chat telefoniche, qui i mostri agganciano le piccole vittime.
«I pedofili usano nomi di battesimo come nickname e offrono piccoli regali» La dirigente della polizia delle comunicazioni Maggio: «I nuovi rischi vengono dal cellulare».
(Luca Marognoli - Il Trentino) Genitori, attenti. Controllare il computer dei figli e limitare la navigazione con filtri speciali oggi non basta più. Il nuovo pericolo viene dal cellulare, che è diventato un pc ultraportatile. Con quello in mano bambini e adolescenti possono accedere liberamente e senza alcun controllo alle chat.
Anna Maria Maggio, dirigente della polizia delle comunicazioni, è a capo di un team di 22 uomini esperti nei diversi rami della tecnologia. Sei di loro si occupano di pedofilia on line. «Questa è un’operazione che abbiamo curato nella parte iniziale - precisa - prima che passasse per competenza al nucleo pg del tribunale. Tutto è iniziato con una mamma che è venuta da noi e ci ha chiesto aiuto».
Una madre accorta, come poche altre. Se vigilare sul pc è già complicato, farlo con i cellulari è un’impresa ardua. Il perché lo spiega la dottoressa Maggio. «Le chat telefoniche sono luoghi virtuali di incontro per utenti che hanno il cellulare umts con accesso a internet. Sono le più pericolose, perché usate soprattutto dai ragazzini. Spesso i pedofili, che questo lo sanno, si intrufolano in queste chat spacciandosi per minori. Li adescano. Conquistano la loro fiducia e si fanno dare il numero. Poi il passo è breve».
La dirigente cita l’operazione Codice Azzurro che la polizia delle comunicazioni condusse nell’autunno 2005. «Era nata dalla segnalazione di due undicenni trentine che erano entrate in una chat e avevano conosciuto dei presunti coetanei, ai quali avevano dato il proprio numero di telefono. Questi, che in realtà avevano 42 e 36 anni, chiedevano foto in cui le ragazzine comparissero nude in cambio di ricariche telefoniche. Questa indagine ha fatto emergere che le ragazzine coinvolte erano 300 in tutta Italia. Alcune di loro, per fortuna, non hanno inviato nulla. Altre, ed erano tantissime, lo hanno fatto». Un’operazione importante - spiega Maggio - perché «ha scoperchiato questo enorme pentolone, sollevando il problema dei pedofili che entrano in queste chat per farsi dare il numero di telefonino dei minori».
Da qui il consiglio: «Il genitore che fornisce un umts al figlio deve sapere che con questo può accedere a internet, con tutto quello che ne consegue. Il cellulare è fuori dal controllo dei genitori: non ci sono filtri che tengano, tanto che il telefono può prendere anche un virus».
Che fare allora? «Posso dire quello che ho fatto con mio figlio quando aveva 12 anni. Voleva il cellulare e insisteva perché tutti ce l’avevano. Io ho parlato col venditore, che è intervenuto sulla sim card disattivando sia l’invio che la ricezione di foto. Allora l’accesso a internet non c’era».
Ma quali sono le esche psicologiche che usano i pedofili per agganciare i bambini on line? «Sono estremamente affascinanti, condiscendenti, comprensivi. Si comportano come un amico cui confidare tutto. Ascoltano molto. E questo è un fatto determinante, perché i ragazzi hanno tanto bisogno di parlare e spesso i genitori non hanno tempo».
Per conquistare le piccole vittime promettono ricompense mirate in base all’età e ai bisogni: «Si va dai giocattoli per i più piccoli, alle ricariche telefoniche, fino alla benzina del motorino».
Ma perché ragazzini che si vedono chiedere quelle foto non vanno a dirlo ai genitori? «Il pedofilo li fa sentire importanti. “E’ il nostro segreto. Facciamo quello che fanno i grandi. I tuoi non te lo lascerebbero fare”...».
I nickname usati dai pedofili non sono ricercati, ma molto semplici: «Soprattutto nomi di battesimo: Fabio, Lorenzo, Giovanni... Cercano di individuare i più fragili. Molti li mandano a quel paese. Ma altri cadono nella rete».
Talvolta gli agenti si fingono prede, più spesso diventano 007 hi-tech. «Possiamo navigare sotto copertura, ma questo avviene raramente. Di solito usiamo altri strumenti, di tipo tecnologico».
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venerdì 28 dicembre 2007
Nei bagni un guardone hi-tech. Foto alle donne in stazione col videofonino: denunciato.
(Il Trentino) Era andata un momento in bagno prima di prendere la corriera che l’avrebbe riportata a casa, in Valsugana. Era entrata nella toilette quando ha visto una mano arrivava da sotto il separé. La mano teneva un cellulare con l’obiettivo puntato verso di lei. Più arrabbiata che spaventata la ragazza ha schiacciato con un piede il braccio prendendo il cellulare e poi è uscita di corsa dal bagno e assieme al marito ha chiamato la polizia. È successo sabato scorso alla stazione di via Pozzo e un operaio di 30 anni di Rovereto è stato denunciato per molestie: la mano con il cellulare era la sua. Tre anni fa era stato denunciato a Vienna per atti osceni.
Su quello che è successo e su altri possibili casi sono al lavoro gli agenti della squadra volante della polizia ma la vicenda sembra abbastanza chiara anche grazie alla testimonianza della donna vittima della molestia. Il ragazzo deve essere entrato nei bagni riservati alle donne in un momento in cui nessuno lo aveva notato e si era sistemato in una delle toilette. E si era messo in attesa. Ad agevolare le sue intenzioni, il fatto che la separazione fra un bagno e l’altro è garantita da un pezzo di compensato che lascia una trentina di centimetri di spazio fra il pavimento e la parete stessa. In questo modo era possibile infilare una mano e arrivare nella toilette adiacente. Quando ha sentito la porta del bagno chiudersi ha atteso qualche secondo e poi ha infilato la mano nello spazio sotto la separazione con in mano il cellulare in funzione fotografia. La ragazza (è una moglie e mamma di 27 anni) ha avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di strano, forse ha sentito un rumore e ha girato gli occhi verso il baso vedendo mano e telefono. Con il piede ha bloccato il braccio e ha quindi preso il cellulare uscendo di corsa dal bagno. All’eterno ad aspettarla c’era il marito con i figli e la coppia, insieme, ha chiamato la polizia mentre il ragazzo era bloccato nel bagno. Agli agenti della volante la coppia ha raccontato quello che era successo ma sul cellulare non c’era alcuna immagine della ragazza e questo farebbe pensare che chi aveva il cellulare in mano non avesse fatto in tempo a scattare l’immagine intima. Sempre sul telefono non sono state per ora trovate delle immagini che facciano pensare che il ragazzo avesse fatto la stessa cosa in precedenza ma potrebbero esser state scaricate in precedenza e quindi ci saranno delle ulteriori verifiche.
Intanto il giovane roveretano (D.D. sono le sue iniziali) è stato denunciato per molestie.
domenica 23 dicembre 2007
Inghilterra. Ennesimo scandalo nel calcio: Manchester City, online i video a luci rosse anche per i 'citizens'.
Premier League, altro scandalo a luci rosse.
Richards fa 'sesso selvaggio' con donna.
(TGCom) L'ennesimo scandalo a luci rosse si abbatte sul calcio inglese: questa volta il protagonista è Micah Richards (nella foto), 19enne del Manchester City. Il giovane difensore è protagonista di un bollente filmato amatoriale nel quale, assieme ad un compagno di Premier, fa 'sesso selvaggio' con una ragazza. I due si trovano in un bagno e si 'esibiscono' nel roasting, il sesso di più uomini assieme ad una sola donna.
La scorsa settimana era stato protagonista il Manchester United con il party di Natale con stupro, ora alle luci della ribalta inglese salgono i cugini del 'City' per le 'imprese' sessuali del giovane difensore. Un filmino bollente amatoriale, ripreso con un cellulare, in cui Richards ed un amico, non identificato, fanno sesso perverso con una donna, in un bagno al cento di Manchester.
Secondo quanto riporta il domenicale 'News of the World', che ha ricevuto anonimamente il filmato, i due giocatori nel video si trovano all'interno di un bagno e si esibiscono in quello che è ormai noto come 'roasting'. Il difensore non fa nulla per nascondere la propria identità, tanto da riprendersi più volte in volto mentre si intrattiene con l'amico e la giovane ragazza, descritta come una "brunetta nuda dalla vita in giù".
Secondo le indiscrezioni, il video sarebbe stato girato circa cinque settimane fa, nello stesso periodo in cui l'Inghilterra ha fallito la qualificazione agli Europei 2008, perdendo in casa con la Croazia. Questa bravata rischia di avere conseguenze proprio in Nazionale per il giovane giocatore.
Il neo ct Fabio Capello è stato estremamente chiaro sul fatto che non tollererà alcun episodio di indisciplina e che osserverà con attenzione il comportamento dei giocatori dell'Inghilterra: "Il posto in nazionale va conquistato e la convocazione si baserà sul comportamento fuori e dentro al campo, e sull'impegno".
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sabato 22 dicembre 2007
Argentina. Tutte le foto online delle maestre che facevano orge sullo scuolabus.
Le foto degli incontri messe sul web dalla ragazza (tradita) di lui.
Scandalo a Saladas, in Argentina, dove 6 insegnanti, prima di scuola, facevano sesso con l'autista del mezzo.
(Il Corriere della Sera) Adesso è uno scandalo nazionale. Grazie al web. Tutte le mattina lo scuolabus del villaggio «Pago del desiderio» (Luogo del desiderio) si recava a Saladas, il villaggio più vicino, a prendere le sei maestre di scuola. Il viaggio di 15 chilometri di solito era rapido, ma a volte tardava perché il gruppo faceva onore al nome della località. Parcheggiato il pulmino in un luogo appartato, l'autista (nella foto) si dedicava alla sua attività preferita: il sesso con le sue passeggere, tutte donne comprese tra i 30 e i 40 anni (cinque delle quali sposate e con figli), che si lasciavano anche fotografare dal telefonino dello "stallone" argentino. E alcune si facevano ritratte con il volto rivolto all'obiettivo e sorridenti.
LE FOTO SUL WEB - Adesso queste foto sono sul web, a documentare gli appassionati momenti di svago del gruppo: la fidanzata tradita dell'autista, curiosando nella casella di posta elettronica di lui, ha scovato le foto; e infuriata per il tradimento, ha cominciato a diffonderle tra gli amici attraverso Internet e i cellulari. Non solo: la donna ha creato anche un blog in cui ha scaricato le immagini. Lo scandalo sessuale, già battezzato come «l'orgia delle maestre», ha messo in subbuglio non solo il piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, ma anche l'intera Argentina. Il figlio 18enne di una delle maestre, quando ha visto un gruppo di amici che si scambiavano le foto della madre, impegnata in una focosa seduta di sesso orale, ha avuto una crisi nervosa ed è stato precipitosamente ricoverato in ospedale. Le maestre adesso si difendono dalle accuse, hanno chiamato in causa i sindacati, una ha detto che «non c'è mai stata un'orgia», ma che si è trattava di «azioni private», svoltesi in maniera indipendente. E mentre i mariti cercano il giovane, oriundo di Buenos Aires, è ben magra consolazione per le donne sapere che, secondo il ministero della Pubblica Istruzione, probabilmente non subiranno alcuna azione penale, perche gli incontri avvenivano al di fuori dell'edificio scolastico.
Tutte le foto.
giovedì 20 dicembre 2007
Scia nudo a Canazei: denunciato
Protagonista un 39enne trevigiano.
Un 39enne trevigiano è stato denunciato dalla polizia per atti contro la pubblica decenza: l'uomo sciava completamente nudo mentre gli amici lo riprendevano con le videocamere dei telefonini. Lo spettacolo è andato in scena sulle piste della Ski Area Belvedere a Canazei, in Trentino, sotto gli occhi di centinaia di sciatori allibiti, che subito hanno chiesto l'intervento degli agenti.
sabato 15 dicembre 2007
Centosessanta caratteri per raccontare una vita.
Il libro di 300 pagine - si vede che di sms Danke ne scrive e riceve parecchi - racconta le vicende amorose di un giovane e dei suoi coetanei.
Si parla della ragazza, di un fratello drogato, di un amante maniaco sessuale, di amici e di nemici, come ha spiegato l’agente che sta lanciando il libro: “Il telefono cellulare e gli sms hanno creato un nuovo linguaggio, nuovi rapporti sociali, e rappresentano momenti caratteristici della vita dei giovani di oggi”. Sarà ma da qui a tirarne fuori un libro ce ne passa. In tutti i casi, il romanzo sul cellulare non è una invenzione magiara: in Giappone sono già uscite opere di questo nuovo genere letterario.
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13:39:00
Etichette: cellulari, giovani, letteratura, libri, sms, tecnologie, telefonia
mercoledì 12 dicembre 2007
Sesso in caserma, caporale filma la prestazione e la mostra ai commilitoni. Rischia sette anni.
(Il Messaggero) Il fascino della divisa con cui era riuscito a conquistare le attenzioni della collega parigrado dello stesso reggimento probabilmente non l'aveva completamente soddisfatto. Così un caporale maggiore del 28/o Reggimento Pavia, di stanza a Pesaro, ha deciso di rifinire la trasgressione filmando all'insaputa della ragazza, per poi mostrare a commilitoni e amici, la prestazione sessuale.
G. C., 26 anni, originario di Taranto, ha ricevuto un avviso di garanzia la settimana scorsa: i carabinieri di Pesaro hanno perquisito il suo alloggio in caserma e gli hanno sequestrato il cd con il video, che a quanto pare però non sarebbe finito anche su internet, come la soldatessa, sua coetanea, temeva. Nei confronti del caporale il pm di Pesaro Massimo Di Patria indaga per il reato di interferenza illecita nella vita privata, mentre il sostituto procuratore militare di La Spezia Davide Ercolani ha aperto un fascicolo di indagine per il reato di diffamazione. Nel primo caso G. C. rischia fino a quattro anni di carcere, nel secondo fino a tre.
A sporgere denuncia era stata la soldatessa, dopo aver appreso di essere stata immortalata in un video di cui non sapeva nulla, poi trasmesso ad altre persone.
venerdì 30 novembre 2007
Imperia: sesso orale alle medie, dodicenni dai cellulari finiscono su YouTube.
(Il Messaggero) Col videofonino giravano filmini hard in casolari abbandonati della provincia di Imperia o in abitazioni private, per poi diffondere le riprese sul web o scambiarsele a scuola. Protagonisti sono almeno sei alunni della seconda classe di una scuola media della provincia di Imperia e, per la precisione due femmine e quattro maschi, tra i 12 e i 14 anni. La vicenda risale allo scorso anno scolastico, ma è stata mantenuta riservata all'interno dell'istituto scolastico, dove ne erano a conoscenza solo un professore ed il preside.
Nei confronti dei ragazzini protagonisti delle performance hard sono stati organizzati dei corsi rieducativi e di assistenza psicologica. Le riprese video ritraggono le ragazzine durante rapporti di sesso orale con i loro compagni. Sembra che i filmati siano stati diffusi sul web attraverso diversi portali, tra cui You Tube. A scoprire la vicenda è stato un professore che aveva raccolto la segnalazione di un alunno. In un secondo tempo, del fatto è stato informato anche il dirigente scolastico che, a sua volta, ha contattato i genitori degli alunni interessati.
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