banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta sondaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sondaggi. Mostra tutti i post

lunedì 8 settembre 2008

Moratti, il petrolio, l'Inter e l'antipatia.


(Riccardo Bonacina - Vita) Lo scorso 1 settembre, alle 24, è finito il calciomercato con suo seguito di spese folli per la compravendita di giocatori e i relativi ingaggi. Tutti contenti? Tutti sintonizzati con 90° minuto e le varie trasmissioni che ci informano minuto per minuto? Sì, però qualche chiosa è opportuno farla. Allora, in un mese il prezzo del petrolio è calato di 42 dollari al barile. Il problema è, come notano giustamente le associazioni di conumatori, è che noi cittadini non ce ne siamo accorti, alla pompa di benzina i prezzi restano quelli di un mese fa, o pochissimo meno.Quindi, i petrolieri continuano ad ingrassare sulle nostre spalle. Anche il petroliere made in Italy, Massimo Moratti che è anche presidente dell'Inter.
Moratti, come è noto, ha ereditato dal padre Angelo la Saras, gruppo che opera nel settore della raffinazione del petrolio (15 milioni di tonnellate l'anno di petrolio grezzo trattato) e oggi nei è amministratore delegato. È anche proprietario dell'azienda Sarlux, con sede a Cagliari, la cui attività si concentra sulla produzione di energia elettrica proveniente dagli scarti petroliferi che beneficia di copiosi finanziamenti statali grazie al famigerato provvedimento Cip6 per cui tutti noi paghiamo sino 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l'80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Che così si intasca più di 3 miliardi di euro l'anno. Ovvio che i conti delle due società vadano benissimo con incrementi di utili del 40-50% negli ultimi tre anni.
Soldi che, per buona parte, Massimo Moratti butta nel suo personalissimo giocattolo: l'Inter. Società che è quest'anno responsabile di più di 1/3 del debito prodotto dal calciomercato appena chiuso (61 milioni di euro su 164 di rosso). In 14 campagne acquisti, Moratti (ci informava ieri un'inchiesta ben fatta di Repubblica) ha “buttato 675 milioni di euro raccogliendo magri risultati”. Altrettanti li ha buttati in ingaggi d'oro agli effettivi giocatori della rosa e a quelli sparsi in giro in prestito di cui continua ad accollarsi gli oneri, magari per anni e anni). Mancini, cui è subentrato Mourihno, tanto per dire continua a percepire 12 milioni netti d'ingaggio dall'Inter. Insomma, quasi 1,5 miliardi di euro sperperati in 15 anni di presidenza.
L' Inter, ci informa un sondaggio Demos per La Repubblica sulla radiografia aggiornata del tifo al via del campionato 2008/09, ha ormai di gran lunga superato la Vecchia Signora nella graduatoria delle antipatie. Te credo!

Sphere: Related Content

venerdì 5 settembre 2008

E' Rachel Weisz la star più desiderata dalle lesbiche. La top ten.

(Quotidiano.net) L'attrice britannica Rachel Weisz è la più desiderata dalle lesbiche inglesi. Lo rivela un'indagine divulgata dal tabloid 'The Sun', che stila una vera e propria classifica delle 10 dive di Hollywood che riscuotono maggior successo tra le donne omosessuali.

La vincitrice è risultata essere appunto la protagonista de 'La Mummia', già vincitrice nel 2006 del premio Oscar come migliore attrice non protagonista per il suo ruolo in 'The Constant Gardener - La cospirazione'. Alle sue spalle si piazza un'altra attrice il cui fascino non conosce confini di genere, ovvero Nicole Kidman.

Medaglia di bronzo per l'attrice e cantautrice Minnie Driver, protagonista di 'Will Hunting - Genio ribelle'. Primo posto fuori dal podio per l'ex 'naufraga' di 'Titanic' Kate Winslet, alle cui spalle si piazzano Naomi Watts, Keira Knightley, Thandie Newton, Emily Blunt, Catherine Zeta-Jones e infine Cate Blanchett.

Sphere: Related Content

giovedì 28 agosto 2008

Ossessione. Il Sesso è come è una droga per un milione e mezzo d'italiani.

(Adnkronos/Adnkronos Salute) Il sesso sta diventando una vera e propria mania: un milione e mezzo circa di italiani in età adulta ne è addirittura dipendente. Gli uomini più delle donne, anche se di certo non mancano le italiane che fanno del sesso il loro chiodo fisso. La stima, destinata a sorprendere, arriva dalla Società italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac), che si occupa, da ormai più di 10 anni e con sedi in tutta Italia, di disturbi legati alle 'new addiction', ovvero dipendenze non legate a sostanze: tra le altre dipendenza da cellulari, da internet, gioco d'azzardo patologico e shopping compulsivo.

I 'sesso-dipendenti' sono "persone che hanno grossi problemi a causa di questo comportamento - spiega la Siipac in una nota - al pari della dipendenza da alcol". Ad essere colpiti da questa patologia sono indifferentemente maschi e femmine. Ma cambiano sensibilmente le percentuali tra i due sessi: il 70-80% per gli uomini contro il 20-30% per le donne. Il campione nazionale comprende, a seconda della regione, dal 3% al 5% della popolazione. Il che si traduce in una cifra da capogiro: 1 milione e mezzo di connazionali ossessionati da giochini sotto le lenzuola e non.

In campo sessuale la dipendenza si sviluppa in tre fasi progressive, spiega la Siipac. Si comincia con il masturbarsi in modo ossessivo, passando al sesso per telefono fino al feticismo. Nella seconda fase si susseguono le telefonate oscene a persone sconosciute, l'esibizionismo, il voyeurismo fino alle molestie sessuali sul luogo di lavoro. Infine la terza fase può comprendere sesso con minorenni, con adulti sotto effetto di droghe o colpiti da handicap. Infine, sesso con pazienti o dipendenti. Naturalmente c'è anche una terapia che prevede l'assoluta astinenza per almeno 90 giorni, accompagnata da un percorso terapeutico con un programma integrato che comprende per prima cosa un'accurata diagnosi.

Sphere: Related Content

venerdì 22 agosto 2008

The Sun, è Cristiano Ronaldo la vera icona dei gay inglesi.

Il tabloid inglese The Sun, ha recentemente messo online un sondaggio chiedendo al popolo Lgbt quale fosse secondo loro l'icona gay. Le risposte sono state tremila e vincitore è risultato essere Cristiano Ronaldo, calciatore del Manchester United. La bellezza la bravura, la simpatia ed il modo di fare del giocatore portoghese hanno affascinato i gay inglesi che alla fine l'hanno eletto loro "reginetta"...

La classifica del sondaggio:
1. Cristiano Ronaldo

2. Kylie Minogue

3. Judy Garland

4. Elton John

5. Liza Minnelli

6. The Village People

7. David Beckham

8. George Michael

9. John Barrowman

10. Paul O'Grady

Sphere: Related Content

martedì 5 agosto 2008

Sondaggio gradimento politici. Napolitano all'82%, cala di 4 punti Berlusconi, salgono Brunetta e Maroni.

Giorgio Napolitano è la personalità che suscita maggiore fiducia negli italiani. Il presidente della Repubblica nel sondaggio di fine luglio della Ipsos ha ottenuto l'82%.

(Il Corriere della Sera) I duri attacchi in piazza di Grillo, Travaglio Co. per aver firmato il Lodo Alfano non hanno condizionato il giudizio degli italiani, che vedono nel capo dello Stato una figura di garanzia: «Napolitano ha ottenuto piena fiducia per il suo ruolo super partes, rassicurante in questo momento di dialogo interrotto tra le forze politiche», spiega Nando Pagnoncelli, Ad della Ipsos. «Negli ultimi dodici mesi — continua — la fiducia in Napolitano è cresciuta di 10 punti e si sta avvicinando ai livelli raggiunti da Ciampi, presidente tra i più amati, alla fine del suo settennato: superò il 90%». Il sondaggio della Ipsos viene aggiornato mensilmente da diversi anni e misura il grado di fiducia nei confronti di 50 personalità del mondo politico- istituzionale e di alcuni esponenti di quello delle imprese. Al secondo posto, ma a distanza, gli intervistati hanno indicato l'ex leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: è al 57%, in crescita rispetto al 48-49% registrato quando si parlava di un suo possibile ingresso in politica. Stessa percentuale per il presidente della Camera Gianfranco Fini, che «è cresciuto di 5 punti dopo la nomina istituzionale, premiato anche lui dalla funzione super partes » precisa Pagnoncelli, ricordando che «si tratta di un fenomeno simile a quello di Pier Ferdinando Casini, che ebbe un incremento di popolarità dopo l'incarico a Montecitorio». Insomma, le figure di garanzia istituzionale in questo momento sono premiate dagli italiani, che invece hanno tolto consensi a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, scesi dal 56-57% di maggio al 53% il premier, al 52% il leader del Pd: «Luglio è stato un mese turbolento — spiega Pagnoncelli — con le discussioni sul Lodo e la giustizia. Chi sperava nel dialogo, tra gli elettori di Pd e Pdl, ha perso fiducia». Sono in crescita, invece, Giulio Tremonti con il 51% (nel precedente governo Berlusconi si aggirava al 40%), Pierluigi Bersani con il 52% (5 punti in più rispetto a un anno fa quando era ministro), Renato Brunetta e Roberto Maroni al 50% (più 3 e 2 punti rispetto a giugno), dopo gli interventi sulla pubblica amministrazione e in tema di sicurezza

Sphere: Related Content

martedì 29 luglio 2008

Matrimonio Gay. Sondaggio de Il Sole 24 ore. Ovviamente han votato solo i gay...

Queerblog, ci informa che da un sondaggio di Quotidiano.net sul matrimonio gay emerge un dato provvisorio abbastanza netto. Il 60 per cento circa del pubblico web che frequenta il sito di informazione è d’accordo con i matrimoni gay. Dove sono finiti tutti gli ardui sostenitori della tesi contraria? E' lapalissiano come l'acqua calda che probabilmente votano solo gli interessati ed i "precettati" da amici, conoscenti e "sinceri democratici", gli altri manco ci vanno.

Ma una domanda ci sorge spontanea a che servono questi sondaggi? Ovviamente ad aumentare pubblico, pagewiev e quindi la propria visibilità da parte del sito e poi? A convincere ad esempio i Teodem? Non è un poco ingenuo?

Ma a proposito di sondaggi, vi invitiamo a leggere ciò che pensa il politologo Giovanni Sartori dalle pagine del Corriere della Sera.

GLI ERRORI DA EVITARE
Governare senza sondaggi
di Giovanni Sartori

Tra poco anche la politica andrà in vacanza. Sarà, per Silvio Berlusconi, la prima vacanza tranquilla. Perché ha finalmente sistemato tutti i suoi interessi privati (da quelli del suo impero mediatico a quelli delle sue residue pendenze giudiziarie). Finalmente il Nostro è un uomo libero, libero di mostrare la sua bravura come uomo di governo, la sua statura di statista. Finora Berlusconi si è molto regolato, nel suo passato governare, sui sondaggi di opinione. Così fanno un po' tutti; ma nessuno quanto lui. Ecco allora la domanda: un governo molto (moltissimo) guidato dai sondaggi può essere un buon governo?

Dipende da come i sondaggi vengono letti. Il più delle volte, male. E il punto è che il territorio coperto dai sondaggi è molto più piccolo del territorio, dell'ambito, che i governi debbono coprire. Che lo vogliano o no.

I sondaggi rilevano — tra le tante cose—i pareri e le priorità dell'«uomo comune» difeso e elogiato negli anni Quaranta da Karl Friedrich (un importante costituzionalista di allora). Il che già indica quale ne sia la gittata. Ma vediamo meglio distinguendo fra tre contesti. In primo luogo il contesto dei tutti. In questo contesto i sondaggi mettono in evidenza l'esperienza quotidiana, e quindi più frequente, dell'uomo comune: la spesa per mangiare, il costo della vita, il peso delle tasse e simili. Queste priorità sono ovvie; ma i sondaggi le misurano, e per ciò stesso ne precisano l'importanza, il «peso».

In secondo luogo ci sono le cose che fanno infuriare soltanto porzioni (più o meno estese) della popolazione: la lentezza della burocrazia, la paralisi della giustizia, lo sfascio della scuola e della sanità, l'insufficienza delle infrastrutture e simili. Ma siccome non si dà mai il caso che tutti abbiano cause in corso (anche se gli italiani che aspettano giustizia sono più di 7 milioni), che non tutti sono simultaneamente a scuola, che non tutti sono malati, ecco che i valori percentuali di questi casi scendono. Ma sarebbe una cattiva lettura dei dati ricavarne che per gli italiani quei problemi siano poco rilevanti. La differenza rilevata dai sondaggi riguarda solo la frequenza con la quale ciascuno di noi «batte la testa», in concreto, in queste disfunzioni.

In terzo luogo ci sono i problemi che per il grosso pubblico sono «astratti », e che non capisce finché la tegola non gli cade sulla testa. L'uomo comune non afferra che le disfunzioni di cui sopra dipendono da una macchina istituzionale che a sua volta non funziona. E afferra ancor meno i problemi in arrivo, i problemi del futuro (anche se prossimo). L'acqua, la benzina, l'elettricità e anche i prodotti alimentari stanno già diventando insufficienti; ma acqua, benzina, energia gli mancano soltanto quando di fatto mancano; non prima e purtroppo non a tempo. Dal che consegue che i sondaggi sottostimano alla grande il problema ecologico che è, invece, il più grave di tutti.

E' proprio per questo che un governante che asseconda e ascolta soltanto i sondaggi è un pessimo governante. Il non-fare perché «tanto agli italiani non interessa» è un non-fare vergognosamente irresponsabile. Ci sono tantissime cose che un buon governo deve fare (per essere buono) a prescindere dai sondaggi.

Sphere: Related Content

martedì 1 luglio 2008

Ricerca Ue. Gli italiani poco entusiasti di avere vicini omosex.

Per italiani in Italia molto presenti forme di discriminazione.
(Apcom) Dall'indagine di Eurobarometro emerge che davanti alla possibilità di avere un vicino di casa rom, gli europei sono "di gran lunga meno" a loro agio che se si trattasse di un vicino di una qualunque altra etnia. Per il 58% dei polacchi non sarebbe un problema, così come per il 52% degli svedesi. Meno tranquilli davanti a questa eventualità, invece, gli irlandesi (40%), gli slovacchi (38%), i bulgari (36%) e i ciprioti (34%).

In generale - osserva Eurobarometro - i giovani, chi ha studiato più a lungo e chi ha idee politiche di sinistra è più aperto alla possibilità di convivere con i rom. L'inchiesta ricorda tuttavia che nel 2006 il 77% degli europei aveva dichiarato che essere rom rappresenta un inconveniente sociale.

Dall'indagine emerge che gli italiani ritengono che nel loro paese le forme di discriminazione siano tutte molto presenti. Il 76% - contro la media europea del 62% - pensa che quella su base etnica sia piuttosto o molto diffusa, così come il 72% afferma per quanto riguarda quella sull'orientamento sessuale. Il 56%, contro il 45% Ue, afferma che anche i disabili sono discriminati, e il 55%, contro il 42% Ue, lo ritiene per quanto concerne l'orientamento religioso. "Nel complesso, tutti i tipi di discriminazione sono ritenuti diffusi da una percentuale di italiani superiore alle corrispondenti percentuali europee", si legge.

In oltre, "su un periodo di 12 mesi, circa 1 italiano su 5 riferisce di essere stato discriminato o maltrattato" per la sua età, genere, origine etnica, religione, handicap, orientamento sessuale o per altri motivi. "Si tratta di una proporzione più alta di quella europea", spiega il rapporto, osservando: "Questo si può in parte spiegare a causa del fatto che una quantità maggiore di italiani riferiscono di essere stati discriminati per orientamento sessuale o ragioni di genere".

Tornando ai vicini di casa, gli italiani sono in generale meno entusiasti rispetto alla media europea all'idea di abitare accanto ad un disabile, ad una persona di religione diversa, di un'altra etnia o omosessuale. E anche per quanto riguarda i leader politici, gli italiani sono nettamente meno a loro agio del resto degli europei all'idea di essere guidati da un primo ministro omosessuale o di etnia diversa. In compenso sono più favorevoli della media sia all'ipotesi di un leader con meno di 30 anni, sia a quella di uno con più di 75.

Gli italiani non trovano sufficienti gli sforzi fatti per combattere le forme di discriminazione: solo il 39% è soddisfatto, mentre il 55% - soprattutto donne - pensa che bisognerebbe fare di più. In generale, però, gli italiani frequentano meno persone con opinioni religiose diverse dalle loro, origini etniche diverse dalle loro, disabili o omosessuali rispetto agli altri cittadini europei.

Sphere: Related Content

lunedì 30 giugno 2008

I “ministri mediatici” volano nel gradimento popolare. La Carfagna al 40%.

A quasi due mesi dal suo insediamento, il governo Berlusconi continua la “luna di miele” con l’elettorato: la strategia di comunicazione, attuata dall’alleanza Pdl-Lega, sta incontrando il consenso popolare. I sondaggi confermano la tendenza dei primissimi giorni: i ministri più attivi sotto il profilo mediatico riescono a ottenere un indice di fiducia maggiore, raggiungendo larghe fasce di cittadini mediante la presenza nelle trasmissioni televisive e sulle pagine dei giornali.

Determinazione. Brunetta, Maroni, Tremonti, Frattini e Sacconi raggiungono un consenso che si attesta sul 60% (in alcuni casi anche superiore a tale soglia): il loro stile comunicativo, improntato alla volontà di riformare drasticamente i settori di competenza, riscuote grande favore negli elettori, in particolar modo tra quelli “non fidelizzati”. Su una cifra media di fiducia (50% o poco meno), ci sono La Russa, Scajola, Alfano, Prestigiacomo, Bondi, che sfruttano il fattore della notorietà consolidata: si tratta di attori politici che già hanno ricoperto incarichi governativi o comunque ruoli di primo piano negli anni scorsi.

Ministeri “invisibili”. Il livello di consenso decresce in maniera molto netta per i ministeri meno noti: su tutti Mara Carfagna gode di una stima popolare al di sotto del 40%, pagando pesante dazio al suo passato da show girl. Il deficit di immagine, tuttavia, investe anche i leghisti Zaia, Bossi e Calderoli (invisi a gran parte degli elettori meridionali, che li bocciano a prescindere dalle iniziative intraprese) e i poco visibili Vito, Fitto e Gelmini. l’unica eccezione è Rotondi, che nonostante la costante presenza sui mezzi di informazione non riesce a raccogliere indici di gradimento elevato.

Sphere: Related Content

venerdì 27 giugno 2008

Sondaggio, 62% dei francesi favorevole a nozze gay e il 51% dice si alle adozioni omosex.

(Ap) Sei francesi su dieci sono favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso, mentre più di uno su due non si oppone alle adozioni per le coppie omosessuali. Lo rivela un sondaggio della società Sfop per il sito Internet del "Journal du dimanche", www.jdd.fr. Alla vigilia della Marcia della fierezza a Parigi, il 62% degli intervistati ritiene che le coppie omosessuali abbiano il diritto di sposarsi. Mentre il 51% dei francesi è favorevole all'adozione per le coppie gay.

Sphere: Related Content

mercoledì 14 maggio 2008

Apple è tra i marchi più "gay friendly".

Per la precisione è il secondo, per i consumatori americani.
(Macworld) L’agenzia di pubblicità Prime Access e la "media company" PlanetOut, che raccoglie diverse testate orientate al mondo omosessuale, hanno condotto un’indagine a campione per individuare i marchi considerati più "gay friendly" dai consumatori americani, omosessuali e non.

Nella classifica generata dall’indagine, Apple si posiziona al secondo posto con il 39 per cento delle segnalazioni della parte omosessuale del campione (scende al 23 per cento se si considera tutto il campione). E’ preceduta solo dalla rete televisiva Bravo Network, che ha avuto il 52 per cento delle segnalazioni, e a sua volta precede altre due reti televisive - Showtime e HBO - e altri marchi ben noti come Absolut, Levi’s e American Express.

I risultati dell’indagine non possono che far piacere a Cupertino: gli stessi commentatori di Prime Access sottolineano che i consumatori omosessuali sono fortemente portati ad acquistare dalle aziende che ritengono "amichevoli" e che, rispetto alla media generale, sono consumatori più fedeli e con una maggiore propensione all’acquisto.

Sphere: Related Content

giovedì 17 aprile 2008

Macché donne e motori... sempre più gay pazzi per i piloti di F1 soprattutto Hamilton.

Al terzo posto dei 'desiderata' spunta il biondo Raikkonen.
(Ign) Altro che donne e motori… La storica accoppiata si trova a dover fare i conti con una ‘ruota di scorta’ che esce prepotentemente dai box: i gay. Nella comunità omosessuale, infatti, cresce esponenzialmente il numero dei patiti della Formula 1. Sport maschile per eccellenza, l’automobilismo sta spopolando anche tra i gay, sempre più attratti dalla prestanza fisica e dalla spericolatezza dei piloti del Gran Premio.

La conferma arriva dalla redazione di Nuvolari, il canale satellitare del Gruppo Sitcom (visibile al numero 218 del bouquet Sky) interamente dedicato ai motori. Centinaia i contatti (e-mail, fax, sms) ricevuti da parte di telespettatori gay, che scrivono per avanzare le richieste più disparate. Se ne parlerà sabato 19 aprile, a partire dalle ore 14.00, commentando in trasmissione i risultati dell'inchiesta condotta su un campione di 280 telespettatori gay di età compresa tra i 20 e i 45 anni, appassionati di F1.

Il pilota preferito? E’ il vicecampione del mondo Lewis Hamilton, in forza alla scuderia della McLaren. L’effetto Obama sembrerebbe colpire ancora, se è vero che il Diavolo Nero, giovanissimo, come tradiscono i suoi lineamenti delicati, ma con un temperamento coraggioso, conquista il 32% degli intervistati. Quasi un plebiscito, forse dovuto anche ai piccanti retroscena svelati da alcune ex fidanzate sul conto del 23enne fuoriclasse inglese.

Gli altri piloti nelle grazie dei fan gay? Di certo non sono gli italiani a farla da padroni. Al secondo posto, infatti, si piazza lo spagnolo Fernando Alonso, punta di diamante della Renault. Il fascino latino e l’indole caliente del bicampione del mondo non perdonano, tanto da far capitolare il 21% del panel.

Appartiene alla stessa scuderia anche il terzo classificato: il brasiliano Nelson Piquet Jr (17%). Di lui, oltre che l’oggettiva bellezza, vengono apprezzati il carisma e la forte personalità. A seguire, spunta finalmente un biondo, il finlandese Kimi Raikkonen, titolare del team Ferrari.

L’erede di Michael Schumacher, con il suo aplomb nordico e il suo carattere riservato che lo rendono ancor più affascinante, ottiene il 13% delle preferenze. Tra i piloti più graditi al pubblico gay figurano, infine, l’inglese Jenson Button (9%), primo uomo della Honda, e il tedesco Nick Heidfeld (5%), alla guida della Bmw, che piacciono soprattutto per il loro aspetto rude e un po’ selvaggio.

Ma cosa sarebbero disposti a fare per i loro idoli? Il 22%, se ne avesse la possibilità, seguirebbe volentieri il proprio pilota d’elezione nelle varie trasferte in giro per il mondo. Il 19% non disdegnerebbe di partecipare a una trasmissione televisiva per poterlo incontrare. Il 17%, invece, si accontenterebbe di avere una sua foto sexy autografata da utilizzare come screensaver del computer o del cellulare.

Ancora più singolare la risposta fornita dal 14% degli intervistati, che si dicono pronti a lavare tutte le macchine del loro preferito a mo’ di prova inequivocabile del loro amore.

E che dire del 12% che si dichiara disponibile a farsi tatuare il nome del suo prediletto su una parte intima del proprio corpo? Di poco inferiore la percentuale (11%) di coloro che non esiterebbero a mettere mano alla tasca per acquistare all’asta un casco o, eventualmente, un paio di guanti indossati dal loro idolo durante una gara, per poterli venerare come un feticcio.

Sphere: Related Content

sabato 12 aprile 2008

Sondaggio Sweg: Il 58% degli uomini pronti a spogliarsi per soldi.

(Il velino) Disinibito, esibizionista, avido di denaro a tal punto da dimenticare ogni pudore e farsi fotografare senza veli pur di raggiungere i propri scopi. È il ritratto del maschio italiano secondo quanto emerge da un sondaggio Swg realizzato per Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto in edicola.

Il dato che emerge e' inequivocabile: piu' di sei uomini su dieci (precisamente il 62 per cento del campione) si dichiarano disposti a farsi fotografare nudi, e tra questi la stragrande maggioranza, il 58 per cento degli intervistati, ammette di volerlo fare per i soldi. Di tutt'altra opinione le donne, che si dimostrano meno disposte a scendere a compromessi mostrandosi senza veli: lo farebbe solo il 34 per cento del campione, e tra chi dice "si'" all'opportunita' di posare "come mamma le ha fatte", solo il 42 per cento si denuderebbe per denaro.

Al contrario, e' il piacere personale (50 per cento) la motivazione principale che spingerebbe le italiane a spogliarsi davanti a un obiettivo, mentre gli uomini al secondo posto mettono la possibilita' di fare beneficenza grazie ai propri scatti ose' (32 per cento). Un esibizionismo che tuttavia non ha come fine successo e carriera: solo un uomo su cinque farebbe un calendario, percentuale che scende all'11 per cento per le donne, mentre l'opportunita' di diventare attore o attrice e' allettante soltanto per l'8 per cento e il 4 per cento.

Sphere: Related Content

mercoledì 27 febbraio 2008

Intenzioni di voto. Gay.it da i numeri del suo sondaggio ma al solito sono sballati. Messe insieme le percentuali analizzate danno il 110%.

Sondaggio elettorale tra i gay: il sito gay.it bisticcia con la matematica!

(Il mio canto libero) Ci risiamo... in piena campagna elettorale fioriscono sondaggi e commenti politici.
Tra gli altri non poteva mancare quello propinato gay.it ai propri elettori. di cui oggi leggevo gli esiti sul sito di gaynews. Incuriosito da quelle che mi sembrano delle imprecisioni risalgo alla fonte che non visitavo da quando avevo lanciato il boicottaggio.
Bisogna innanzitutto precisare, cosa che il buon Daniele Nardini, direttore comunicazione di gay.it non fa, che questo sondaggio NON ha alcun valore statistico in quanto non è stato sotoposto a un campione statistico ma a un inidentificato pubblico di visitatori di un sito internet*, non in grado di rappresentare la popolazione glbt in generale.

Tra l'altro in home page, collegato in basso all'articolo sul sondaggio, si vede il titolo di un articolo, decisamente fuorviante (di cui avevo letto qualche giorno fa la caustica critica), che sostiene che il PD sarebbe favorevole al riconoscimento di coppie gay e reati omofobici, cosa non corrisponde al vero ma che avrebbe potuto per lo meno condizionare le preferenze espresse nel sondaggio del medesimo sito
Anche fatta questa premessa lasciano per lo meno perplessi l'interpretazione dei numeri per cui è meglio passare alla lettura integrale del pezzo...
"Il Partito Democratico ottiene il 50% delle preferenze di gay e lesbiche. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Gay.it al quale hanno partecipato circa 10.000 lettori.
La Sinistra Arcobaleno, invece, raccoglie il 15% dei voti fra i nostri lettori. Buono anche il risultato ottenuto dai Socialisti di Enrico Boselli che ottengono il 5% delle preferenze. Ben altra cosa rispetto al dato nazionale che li vede al momento a 1%. Merito, sicuramente, delle posizioni sostenute da questo partito che, sui temi gay, procede senza esitazioni.
Il Popolo della Libertà di
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini raccoglie il voto di un gay su tre. Il dato rimane sostanzialmente immutato rispetto alle intenzioni espresse dai lettori alla precedente tornata elettorale nonostante Berlusconi, durante il periodo in cui ha governato Romano Prodi, sia cresciuto a livello nazionale di 10/15 punti percentuali rispetto al centrosinistra.
I "piccoli" del centro cattolico si spartiscono uno scarso 3%: Casini è al 2%, Rosa Bianca ottiene lo 0,3%, Udeur lo 0,5%. Meno di quanto riesce a conquistare La Destra di Storace alla quale va comunque il 4% delle simpatie. Si deve accontentare del 1,6% il PCL di Ferrando".

Se facciamo due conti con le percentuali raccontateci dal volenteroso Nardini arriveremmo intorno al 110%, e capisco che quando si commentano i sondaggi qualche arrotondamento ci può stare, ma questo è un po' troppo e allora cerchiamo dei lumi nella tabella con le preferenze espresse che accompagna l'articolo...
Scopriamo, intanto, che il PD viene considerato insieme all'Italia dei Valori e raccoglie il 48,46%, ma il dato più macroscopico e che PDL+ Lega Nord+ MpA ottengono in realtà il 23,65% delle indicazioni di voto... come queste si siano traformate in "un gay su tre", pari quindi a un 33,33% è un mistero che solo un buon alchimista o Gesù Cristo, che come sappiamo moltiplicava pani e pesci, potrebbero spiegare. Ma la chicca deve ancora arrivare nel commento finale dell'articolo che vi ho conservato:
"Non sorprende vedere come, nonostante la Sinistra Arcobaleno sia più determinata del PD a portare avanti le istanze dal mondo gay, Bertinotti raccolga solo un terzo delle preferenze espresse. La comunità lgbt ha ancora fiducia nel partito di Veltroni nonostante sui temi a lei cari - DiCo, Cus, omofobia e stalking - abbia ricevuto delusioni cocenti dal precedente governo. Gay e lesbiche hanno capito che lo scontro tra laici e cattolici è una questione che non può essere portata all'estremo. Per questo Veltroni ha una grande responsabilità nei confronti della comunità lgbt che, a quanto sembra, è intenzionata a rinnovare la fiducia alla sua parte politica".
Soprassediamo sulla convinzione che i gay abbiano capito che lo scontro tra laici e cattolici non può essere portato all'estremo. Questa estremizzazione in Italia non esiste e se esistesse non sarebbe condotta e rappresentata dalla Sinistra Arcobaleno, purtroppo, come ha dimostrato, per esempio, il voto per garantire l'esenzione dell'ICI ai beni ecclesiastici.

Ad ogni modo scopriamo che il 15,46% delle preferenze destinate date alla Sinistra (prima le uniche arrotondate al ribasso come 15%) divengano adesso in conclusione "un terzo". Nel corso dell'articolo hanno fatto a tempo anche loro a moltiplicarsi, con straordinari risultati!
Consiglio a Daniele Nardini: se vuole continuare a commentari sondaggi ripassi le tabelline e le frazioni... eviterebbe inutili brutte figure e commenti velenosi come quello rilasciato da federicotm "complimenti al compilatore 23,65 = un gay su tre. Due braccia ingiustamente strappate all'agricoltura".
---

Ndr. *Vogliamo aggiungere che con ogni probabilità non sono tutti gay coloro i quali hanno votato per cui non è assolutamento rappresentativo delle intenzioni di voto dei gay.

Sphere: Related Content

giovedì 14 febbraio 2008

I Lettori di Repubblica votano e online preferiscono il Pdl di Berlusconi. Impazzano i candidati sul web.

Partito con cinque giorni di ritardo, il Pdl batte il Pd. Il nostro sondaggio on line ieri sera aveva superato i 35 mila contatti, oltre 21mila per la coalizione di centrodestra in soli tre giorni dall´avvio, quasi 14 mila per il Pd. Presi dalla frenesia del voto telematico, candidati, amici e supporter hanno preso d´assalto il sito di Repubblica Torino (torino.repubblica.it) dove continuano ad arrivare commenti e note. Per le primarie del Pdl è di ieri la new entry di Paola Antonetto, assessore a San Mauro che segnala la sua voglia di riscatto dopo il passaggio sotto l´ala protettiva della Brambilla: «I miei amici di Forza Italia mi hanno...

Continua su Il voto gay.

Sphere: Related Content

giovedì 7 febbraio 2008

Beckham mette d'accordo tutti, donne e gay: Secondo un sondaggio è sempre il più sexy nel calcio.

Eletto tramite un sondaggio telematico con una giuria composta da 4000 donne. Al secondo posto Thierry Henry, al terzo Freddie Ljungberg. Una magra figura per gli italiani nei primi 20: Maldini è sesto, Totti tredicesimo. Luca Toni il più amato dai gay italiani non entra neppure in classifica.

(Simona Marchetti - La Gazzetta dello Sport) Non sarà stato pronto per la sfida amichevole contro la Svizzera di questa sera, che avrebbe significato la sua centesima presenza con la Nazionale, ma David Beckham può sempre consolarsi con il titolo di “giocatore più sexy del pianeta”, stabilito da una giuria di 4000 donne sul sito www.thepeoplesclub.com. Il 32enne campione inglese – attualmente negli Usa per l’inizio della sua seconda stagione con i Los Angeles Galaxy e, come riporta il “Daily Mail”, riprendendo la notizia dal settimanale “Grazia UK”, seriamente intenzionato ad adottare una bambina africana dopo il recente viaggio in Sierra Leone come ambasciatore Unicef (avrebbe già chiesto consiglio all’amico Tom Cruise, che ha due figli adottati) - ha sbaragliato concorrenti quasi coetanei come i trentenni Thierry Henry (secondo) e Freddie Ljungberg (terzo), ma anche ragazzini assai più giovani, fra cui il ventiduenne Cristiano Ronaldo (quarto) e il venticinquenne Kakà (settimo).

SCELTA MULTIETNICA - “Beckham non ha di sicuro perso il suo sex-appeal – ha spiegato Simon Lassam, responsabile del sito – e continua a piacere per il suo look, il suo stile e la sua bravura, a dispetto del fatto che ormai viva ad Hollywood. I risultati del sondaggio mostrano, però, che oggi le donne non apprezzano solo i giocatori inglesi, ma anche quelli stranieri: una scelta che riflette il mix multi-culturale del calcio moderno”. A conferma di ciò, la presenza del giapponese Shunsuke Nakamura, seppur alla posizione numero 20; dell’ucraino Andriy Shevchenko, nono; degli spagnoli Fernando Torres, Cesc Fabregas e Raul (rispettivamente, quinto, dodicesimo e diciottesimo); dell’australiano Harry Kewell (quattordicesimo) e del portoghese Luis Figo (undicesimo).

ITALIANS - Quanto agli italiani, nella Top-20 ne compaiono solamente due: Paolo Maldini (sesto) e Francesco Totti (tredicesimo). Da sottolineare, però, che il difensore del Milan, forte delle sue 39 primavere (compirà 40 anni a giugno), è anche il calciatore più “maturo” della classifica, subito seguito dal portiere del Portsmouth David James che di anni ne ha 37 e che questa sera dovrebbe tornare a difendere la porta dell’Inghilterra dopo oltre 3 anni (l’ultima sua gara da titolare fu nel settembre del 2004). Tornando alla classifica, detto che oltre un terzo delle intervistate si sbarazzerebbe immediatamente del proprio fidanzato pur di mettersi con una star del pallone, questi i 20 nomi più sexy del calcio mondiale:

1 - David Beckham (Los Angeles Galaxy - Inghilterra)
2 - Thierry Henry (Barcellona - Francia)
3 – Freddie Ljungberg (West Ham - Svezia)
4 – Cristiano Ronaldo (Manchester United - Portogallo)
5 - Fernando Torres (Liverpool – Spagna)
6 – Paolo Maldini (Milan – Italia)
7 – Kakà (Milan – Brasile)
8 – Michael Owen (Newcastle – Inghilterra)
9 – Andriy Shevchenko (Chelsea – Ucraina)
10 – Frank Lampard (Chelsea – Inghilterra)
11 – Luis Figo (Inter – Portogallo)
12 – Cesc Fabregas (Arsenal – Spagna)
13 – Francesco Totti (Roma – Italia)
14 – Harry Kewell (Liverpool – Australia)
15 – Michael Ballack (Chelsea – Germania)
16 – David James (Portsmouth – Inghilterra)
17 – Joe Cole (Chelsea – Inghilterra)
18 – Raul (Real Madrid – Spagna)
19 - Carlos Bocanegra (Fulham – Usa)
20 - Shunsuke Nakamura (Celtic – Giappone)

Sphere: Related Content

mercoledì 6 febbraio 2008

Corsera, Mannheimer sulla crisi: Italiani sempre più diffidenti verso la casta.

(Massimo Ciccarello - è Costiera) Gli italiani assistono a questi eventi con grande interesse, ma, al tempo stesso, con scoramento e forte preoccupazione. Infatti, malgrado la diffusa attenzione con cui viene seguito l'evolversi della crisi, si è accresciuto, ancora in queste ultime settimane, il senso di distacco della politica, l'idea che le trattative in corso riguardono prevalentemente i destini della “casta” e la distribuzione dei posti di potere, con scarso interesse per i problemi “veri” e quotidiani del Paese”.

Così Renato Mannheimer dalle colonne del Corriere della Sera illustra i risultati del suo sondaggio sulla percezione degli elettori in merito al futuro dell'Italia.

Anche gli Istituti di statistica, perciò, confermano dati alla mano, quanto si ascolta fra le bancarelle del mercato e i banconi del bar.

La caduta del governo Prodi, con il suo alto tasso di impopolarità, normalmente avrebbe dovuto far scattare il meccanismo di speranze e attese verso un cambiamento migliorativo.

Se ciò non è avvenuto, anzi sta accadendo esattamente il contrario, allora vuol dire che la politica “politicante” si è avvitata su se stessa in una spirale che rischia di portare la Nazione ancora più a fondo.


Dalla tolleranza bipartisan verso la sopravvivenza dell'amministrazione campana di Antonio Bassolino, alla ignavia bipartisan verso le inquietanti incrostazioni dell'amministrazione calabra di Agazio Loiero, fino alle stucchevoli diatribe sui meccanismi elettorali che tutto prendono in considerazione tranne la reale e generale necessità degli elettori ad esprimere il voto di preferenza, c'è una granitica volontà di ignorare la necessità di dare segnali palesi di cambiamento. Senza alcun atto che abbia un valore almeno simbolico, si allarga sempre più lo scollamento tra il Paese reale e la sua rappresentanza politica.

A questo punto diventa perfettamente inutile il dilemma fra andare a nuove elezioni subito o far sopravvivere la legislatura ancora per un po': perché per gli italiani tutto ciò diventa indifferente.

C'è una richiesta chiara di poter essere cittadini-elettori (quindi che decidono in ultima istanza sui loro rappresentanti) e non più elettori-ratificatori (che devono solo apporre un visto burocratico su liste predeterminate).

Ignorare questa domanda forte che parte dal basso non è solo da ottusi, perché priva i partiti delle loro radici popolari, ma è soprattutto da incoscienti.

Sphere: Related Content

lunedì 4 febbraio 2008

Sondaggi. Si al centrodestra ma no a Berlusconi premier.

(Sostenibile) Tra i tanti sondaggi che cominciano a circolare in vista delle sempre piu' probabili elezioni anticipate, uno merita di essere segnalato perché offre un quadro interessante dello scoramento del cittadino nei confronti dei leader politici.

Il sondaggio IPSOS, pubblicato lo scorso 31 gennaio, mostra come nessun ipotetico candidato premier abbia, ad oggi, piu' del 20% dei consensi degli italiani.
Nell'ambito di un sondaggio che sembra mostrare un chiaro vantaggio del centrodestra nelle intenzioni di voto degli elettori (58% contro il 42% del centrosinistra), agli intervistati è stato chiesto di indicare quale sia il loro candidato premier ideale. In testa troviamo Silvio Berlusconi, con il 17% (ovvero l'83% del campione preferirebbe non avere Berlusconi come premier), seguito da Fini e Veltroni (16%), Prodi, Casini, Montezemolo e Grillo (8%), Draghi e Bertinotti (4%) ed infine D'Alema (3%).

Quando in un sondaggio si offrono agli elettori piu' delle solite due o tre scelte, emerge che il consenso reale di cui godono leader politici e partiti è molto minore di quello che emerge dai sondaggi blindati, in cui spesso il voto-contro, prevale sul voto convintamente a favore.

Di quei dieci nomi, tre non sono politici e pur ottengono complessivamente il 20% dei consensi.

Sphere: Related Content

sabato 26 gennaio 2008

Sondaggi: Le prime intenzioni di voto del dopo Prodi. In testa Berlusconi. Ma non si conteggiano gli eventuali astenuti. Arriveranno al 40%?

Intenzioni di voto - 21/22 gennaio 2008 - la tavola.


(Luigi Crespi - Ekma via Clandestinoweb) C'è il Partito della Libertà di Berlusconi, il Pd, la Destra di Storace, oltre alle varie Cose bianche, rosse, verdi, gialle e questo non potrà far altro che incidere sulle scelte dell'elettorato. Ma sono cambiati anche i rapporti tra le forze politiche: le polemiche violentissime tra Fini, Casini e Berlusconi non si può immaginare che non lascino traccia nella memoria degli elettori, come ancor più devastante ovviamente, è stata l'esperienza dell'Unione dove è improbabile che si potrà trovare ancora nella stessa coalizione Diliberto con Di Pietro o Dini.
Quindi abbiamo sottoposto al nostro campione non il solito schema, ma uno più attuale
, magari con qualche forzatura o interpretazione che aggiusteremo nel tempo, quando il quadro dell'offerta politica si chiarirà. Nessuno però faccia l'errore di guardare alle prossime elezioni politiche sia se ci saranno a marzo o a giugno, sia se si terranno con questa o qualsiasi altra legge elettorale con i parametri del passato. Nulla secondo me può essere dato per scontato ed al di là dei sondaggi, strumento di riflessione e valutazione dei cittadini nel momento in cui vengono proposti, io so che veramente in questa occasione potremmo trovarci di fronte a risultati clamorosi.
Ma veniamo ai dati del sondaggio:
la Cosa di Berlusconi raccoglie il 49,3% dei consensi ed è formata da Forza Italia/PdL al 28,0%, Alleanza Nazionale al 10,0%, Lega Nord al 7,0%, La Destra di Storace al 3,3% e con un 1,0% degli altri partiti della coalizione e di coloro che hanno dichiarato di votare per la coalizione ma non hanno deciso il partito. La Cosa Bianca ha l'11% dei consensi e aggrega l'UDC al 3,0%, l'Italia dei Valori di Di Pietro al 3,8% e coloro che hanno dichiarato di votare per la Cosa Bianca ma non hanno deciso il partito, pari al 4,2%. Il Partito Democratico ha il 26,4%. La Cosa Rossa all'8% comprende Rifondazione Comunista al 3,0%, i Verdi all'1,2%, i Comunisti Italiani all'1,0%, la Sinistra Democratica allo 0,7% e coloro che hanno dichiarato di votare per la Cosa Rossa ma non hanno deciso il partito, pari al 2,1%. Gli altri partiti: i Radicali all'1,8%, il Partito Socialista al 2,5% e l'Udeur allo 0,5%, gli altri partiti allo 0,5%. Gli indecisi sono il 40,0%.I dati dei partiti vengono elaborati al netto degli indecisi che pertanto non devono essere sommati).

Dalla mera esposizione dei dati ci si rende conto di una certa dinamizzazione dei dati,
ma come ben sappiamo le campagne elettorali sono in grado di controvertire i risultati, dobbiamo fare tesoro dell'esperienza che ha visto Berlusconi recuperare in campagna elettorale dieci punti in meno di due mesi, a riprova che servono per convincere gli elettori. Ma questa avrà tre protagonisti: da una parte Berlusconi che almeno in campagna elettorale ha dimostrato di essere sempre il più bravo, dall'altra c'è Veltroni, l'americano, che ha gettato tutte le premesse necessarie per impostare una campagna tutta sul rinnovamento e la novità, insomma cercherà di incarnare il modello Obama, ci riuscirà? Sara credibile? Convincente? L'altro protagonista sarà l'in-politica, difficilmente interpretabile da Veltroni e Berlusconi, e dove lo stesso Di Pietro dopo due anni di governo non è totalmente credibile. Sono quindi curioso di vedere cosa farà Beppe Grillo, come interpreterà questa campagna elettorale: sostenendo qualche candidato? Si limiterà a partecipare con le sue liste alle amministrative? O sarà un protagonista? E' chiaro che Grillo non è più un comico, ha attaccato l'establishment politico a testa bassa e se la sua denuncia non si trasformerà in qualche modo, in qualche forma in un'offerta politica sarà derubricato come uno dei tanti abbaiatori alla luna che di tanto in tanto appaiono sul proscenio italiano.

E' evidente che la mera osservazione dei sondaggi
in questo momento dia la peggiore delle rappresentazioni ai partiti che appartenevano all'Unione e che il sondaggio fatto nelle ore precedenti alla rovinosa caduta del Governo consegna una rappresentazione che peggiore non può essere, ma qualcuno ci insegna che al peggio non c'è limite, quindi nelle prossime settimane con un'attenta osservazione dei trend e uno scenario politico più certo capiremo dove sta andando il nostro Paese.
---

(*) I dati dei partiti vengono elaborati al netto degli indecisi che quindi non devono essere sommati al totale degli stessi.

Fonte: Ekma | Data: 21 e 22 Gennaio 2008

Metodologia: Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I. su un campione di 1.000 interviste ad individui dai 18 anni in su rappresentativo nazionale per sesso, età ed area geografica.

Sphere: Related Content

giovedì 24 gennaio 2008

Emergenza democrazia. Gli italiani protestano contro la politica: in caso di elezioni astensionismo al 40%.

(Sfera pubblica) L’insoddisfazione per l’attuale classe politica può tramutarsi in una micidiale protesta, in prospettiva elettorale: l’astensionismo. Le intenzioni di voto, almeno allo stato attuale, segnano un totale disinteresse verso la politica, diretta conseguenza della sfiducia verso la classe dirigente. Secondo alcuni rilevamenti del gennaio 2008, infatti, oltre il 40% degli elettori potrebbe disertare le urne: un dato emblematico del malcontento popolare, che comunque mescola gli “astensionisti volontari” con gli “astensionisti apatici".

Mobilitazione. Il sondaggio è stata effettuato in una fase di forte disillusione: l’emergenza rifiuti, lo scoppio di polemiche politiche, il clima di contrapposizione tra laici e cattolici risultano fattori indigesti ai cittadini alle prese con problemi quotidiani sempre più complessi. Una campagna elettorale intensa, tuttavia, può mobilitare gli elettori che, attualmente, per protesta verso la classe politica hanno annunciato la volontà di astensione. Un’eventuale bassa affluenza alle urne, però, sarebbe il definitivo segnale di scollamento tra cittadini e politica.

Swing voters. Gli swing voters, gli elettori fluttuanti, sono decisivi nelle competizioni elettorali delle maggiori democrazie occidentali e inoltre complicano la vita dei sondaggisti, scegliendo solo all’ultimo momento a quale partito (o candidato) assegnare la preferenza. Le strategie comunicative delle più recenti campagne erano incentrate sulla scuotimento degli swing voters, tendenzialmente “pigri” verso la competizione. Tuttavia, visto lo scenario di forte astensionismo, gli stili di comunicazione degli attori politici dovranno mirare anche alla mobilitazione degli elettori con convinzioni ideologiche, ora delusi dalla situazione politica.

Sphere: Related Content

lunedì 21 gennaio 2008

Chiesa e governo non convincono gli italiani. Lo dice l'Eurispes.

Sondaggio Eurispes: solo il 25% degli italiani è convinto del governo. 'Tiene' solo il presidente della Repubblica, 'approvato' dal 58,5%. Crolla la fiducia nelle istituzioni. Sotto il 50% anche la Chiesa.

(Rosaria Amato - La Repubblica) Solo un quarto degli italiani ha fiducia nel governo, meno di un quinto del Parlamento. Ma la grave crisi di sfiducia che ha travolto gli italiani negli ultimi 12 mesi, e attestata da un sondaggio pubblicato oggi dall'Eurispes, travolge anche le istituzioni non politiche: meno della metà degli italiani si fida della Chiesa, che arretra di oltre dieci punti, della scuola, della magistratura. Ad aver perso fiducia nella generalità delle istituzioni è la metà degli italiani. 'Tiene' solo il presidente della Repubblica, che gode ancora della fiducia di un'ampia maggioranza dei cittadini (58,5 per cento). Le percentuali sono particolarmente basse tra i giovani.

La fiducia nelle istituzioni. Il 49,6 per cento degli italiani, secondo il sondaggio dell'Eurispes, ha perso fiducia nelle istituzioni. Per il 40,7 per cento la fiducia è invariata, solo per il 5,1 per cento è aumentata. La percentuale di chi crede meno nelle istituzioni è più alta tra gli elettori di destra e di centrodestra (rispettivamente 70,5 e 60,9 per cento). Ma anche gli elettori di sinistra (43,9 per cento) e centrosinistra (39 per cento) si fidano meno. E comunque rispetto ai dati del Rapporto precedente, il senso di sfiducia degli elettori di sinistra è aumentato di 19 punti percentuali.
Governo e Parlamento. Il 75,3 per cento degli intervistati dichiara di avere poca o nessuna fiducia nel Parlamento: rispetto al 2007 si registra un ulteriore calo del 9 per cento; i fiduciosi sono il 19,4 degli intervistati. Solo un cittadino su quattro si fida del governo (nel 2007 la percentuale era del 30,7 per cento. Solo il 14,1 per cento degli intervistati dichiara di fidarsi dei partiti. Ma non sono troppo popolari neanche i protagonisti dell'antipolitica: personaggi pubblici come Beppe Grillo o Nanni Moretti ottengono un consenso di poco superiore al 20 per cento, comunque superiore al 17 per cento medio dei politici di professione.

La magistratura. Anche la magistratura si colloca sotto il 50 per cento: si fidano di giudici e procuratori il 42,5 per cento degli intervistati, più del 2007, comunque (39,6 per cento). I giovani dai 18 ai 24 anni dimostrano ancora meno fiducia nella magistratura (17,3 per cento).
La Chiesa. Tra le istituzioni non politiche scivola sotto il 50 per cento anche la Chiesa, che raccoglie la fiducia del 49,7 per cento degli intervistati (perdendo oltre 10 punti rispetto all'anno precedente). Il 41,4 per cento degli intervistati dichiara di non fidarsi di nessuno.

I carabinieri meglio della polizia. Tra le forze dell'ordine, gli italiani si fidano dei carabinieri (57,4 per cento) più che della polizia (50,7 per cento). Il 46,3 per cento ripone fiducia nella guardia di finanza.

Arretra la scuola. Arretra moltissimo anche la fiducia nella scuola, che si attesta al 33 per cento contro il 47,1 per cento del 2007. Le associazioni di volontariato riscuotono molto consenso (71,6 per cento) ma sempre meno dell'anno scorso (78,5 per cento).

Sphere: Related Content