Nell’inchiesta del pm di Trieste Tito indagati tre professionisti. Coinvolto l’imprenditore Di Tommaso (Bernardi). L’esponente nazionale veniva in regione per l’Election day di aprile.
(Il Piccolo) Tre noti professionisti udinesi sono indagati per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione essendosi adoperati per procurare notti calde a un esponente politico nazionale di Forza Italia. Dopo diversi incontri politici a Udine – tutti precedenti all’Election day di aprile – il politico aveva assicurata, dopo le cena, la compagnia di prostitute. Sudamericane e dell’Est, anche tre per notte.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’imprenditore friulano Riccardo Di Tommaso, proprietario della linea d’abbigliamento Bernardi in tutto il mondo, finanziava gli incontri, l’avvocato udinese Massimiliano Basevi procacciava le prostitute (pare su Internet) anticipandone il pagamento e l’albergatore Franco Marini ospitava gli incontri nel suo hotel Là di Moret, il 4 stelle alle porte di Udine. Quindi Di Tommaso «rimborsava» l’avvocato, che fra l’altro è uno dei suoi consulenti legali.
Tutto questo risulta in una inchiesta da qualche mese avviata dal sostituto procuratore di Trieste Raffaele Tito. Galeotta è stata una intercettazione telefonica «di sponda» (ovvero, non era lui l’intercettato) nella quale l’avvocato Basevi parlava di quegli incontri.
Sono quindi seguiti pedinamenti, interrogatori e altri accertamenti (anche telematici) da parte dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Trieste per mettere i tre indagati davanti al fatto compiuto: almeno in questa prima fase delle indagini, che hanno segnato l’invio delle informazioni di garanzia con l’invito a presentarsi all’interrogatorio.
L’inchiesta è ancora lontana dalla chiusura e la sospensione feriale dei termini ha di fatto bloccato la situazione in questa fase. A Udine, però, negli ambienti non soltanto politici, ma anche giudiziari, la notizia dell’inchiesta sta serpeggiando.
Il Pm Tito si è mosso in aprile da un’inchiesta di natura fiscale e poi ha svolto gli accertamenti necessari a trovare conferma all’ipotesi del favoreggiamento della prostituzione, con i ruoli descritti: nelle contestazioni formali si fa cenno ad almeno cinque incontri a luci rosse in un periodo compreso fra il novembre 2007 e la fine di marzo di quest’anno, un momento politicamente molto caldo per il Friuli Venezia Giulia che in primavera con l’Election day doveva andare alle urne anche per scegliere se confermare il Governatore Riccardo Illy o cambiare dando fiducia a Renzo Tondo, che poi ha vinto e sta governando. Ed erano giorni caldi anche per Udine con la scelta del nuovo sindaco e del presidente della Provincia.
Tutto è nato da quell’intercettazione e nei loro interrogatori i tre indagati hanno offerto la propria ricostruzione dei fatti, rispondendo alle domande del magistrato inquirente.
martedì 2 settembre 2008
Il vizietto del centrodestra: Le prostitute. A Udine notti a luci rosse con un politico di Fi.
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lunedì 1 settembre 2008
Emilia Romagna. Forza Italia in regione: Fermate quella legge che riconosce le coppie omosessuali.
(Dire) Tutto da rifare. E se non e' possibile modificare il progetto di legge sulla famiglia che tra una decina di giorni sara' discusso dalla commissione Sanita' della Regione Emilia-Romagna, allora bisogna fermarlo. Insomma, il consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Varani (nella foto) lancia un vero e proprio appello "alla parte migliore e piu' ragionevole del Partito democratico" affinche' non prosegua sulla strada del riconoscimento delle relazioni omosessuali. Strada imboccata, secondo l'azzurro, solo per accontentare le minoranze della coalizione e convincerle a votare un testo sulla famiglia.
"Il tentativo di offrire uno scambio implicito- scrive Varani in una nota- ovvero una legge regionale per la famiglia, obiettivo importante, purche' si accettino verbalmente e legislativamente le coppie tra generi, e' un implicito ricatto politico, rappresenta un cedimento serio sul piano ideale e politico, e finisce per incrinare famiglia e legami sociali".
Dunque, prosegue il consigliere, "quel progetto di legge cosi' com'e' ora, e' sbagliato, e' fuori dalle competenze regionali e fuori dai sentimenti popolari prevalenti. Va cambiato o fermato".
Anche perche', ammonisce il forzista, "non e' seguendo Zapatero, o su altri fronti Di Petro, che il Pd trovera' l'anima che oggi non ha". Come dire: "Il laicismo e certo radicalismo, per chi voglia governare per il bene comune, non pagano: l'han detto se non altro le urne". I temi chiave, invece, conclude Varani, "oggi sono l'equita' fiscale per la famiglia, il sostegno all'educazione dei figli, l'accrescere le possibilita' di scelte dei servizi sociali e scolastici".
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sabato 23 agosto 2008
Pdl: scene da un patrimonio.
Arriviamo così al paradossale. Secondo la bibbia del lusso, la rivista americana Forbes, Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia e il 51esimo nel mondo con un patrimonio pari a 11,8 miliardi di dollari. Ma con circa 110 milioni di euro di saldo negativo, il suo partito, Forza Italia, è il più indebitato d’Italia (se si escludono i 180 milioni dei Ds, partito ormai virtuale, perché confluito nel Pd). Al punto che il Cavaliere, per evitare il default, ha garantito al tesoriere Rocco Crimi fideiussioni personali per 75 milioni di euro. Inoltre, Forza Italia è priva di un quotidiano di partito, mentre la brambilliana Tv delle libertà ha chiuso i battenti da poco più di un mese. Né il partito possiede immobili: tutte le sedi dei 4 mila circoli sono in affitto. Nessuna esclusa.
Gianfranco Fini, invece, ha dichiarato per il 2007 un reddito di 147.814 euro, inferiore, per dire, a quello del leader comunista Fausto Bertinotti (233.195 euro). Eppure la sua creatura, Alleanza nazionale, non ha debiti. Anzi, ha chiuso il bilancio in pareggio e vanta proprietà immobiliari invidiabili: circa il 30 per cento delle 14 mila sezioni, più case e palazzi, talvolta di lusso, sparsi in tutta Italia. Stando al racconto del senatore Franco Pontone, segretario amministrativo di An, “le sedi sono nostre perché fino agli anni Novanta nessuno affittava locali al Movimento sociale ed eravamo costretti ad acquistare per poterci diffondere in modo capillare in tutta Italia”. Il risultato? An ha costituito una immobiliare che proprio a causa della fusione con Forza Italia sta catalogando le proprietà del partito. Sul mercato immobiliare, quello vero, non segnato a bilancio secondo i parametri del catasto, i beni di An valgono almeno mezzo miliardo di euro. Un tesoretto niente male.
Poi c’è il Secolo d’Italia, il quotidiano di partito. Il deputato bolognese Enzo Raisi ne ha rimesso a posto i conti su mandato di Fini. A Panorama dice: “Con la fusione, il giornale ha la grande occasione di diventare il quotidiano di opinione del centrodestra, sulla falsariga dello stile di Foglio e Riformista”. Non solo: “Vogliamo affiancare al giornale una casa editrice per produrre libri e dvd di area”. Ma il Secolo rimarrà in mano ad Alleanza nazionale? “In queste settimane stiamo ragionando su una struttura societaria capace di allargare l’area degli azionisti. Sia chiaro però: a nuovi azionisti devono corrispondere soldi freschi”. Soldi azzurri, s’intende.
Dunque, è vero che sulla carta il Pdl sembra cosa fatta e finita, con numeri da paura: un potenziale elettorale superiore al 40 per cento, un capitale umano di 400 mila iscritti, una forza parlamentare di 273 deputati e 147 senatori. Ma non tutto è risolto. Nella riunione del 9 settembre si metteranno nero su bianco le decisioni prese il 18 agosto, anzitutto il rapporto percentuale tra Forza Italia (70) e An (30) nella dirigenza del nuovo partito. Ma restano aperte questioni vitali come quella del reggente o del comitato di reggenti e del tesseramento. Secondo Fi basta il reggente, secondo Alleanza nazionale ci vuole il comitato. E ancora: se non c’è il tesseramento, non ci sarà mai congresso vero. An, Fini e tutti gli altri sarebbero così condannati alla subalternità, vita natural durante. Magari rimettendoci pure gli immobili.
Una ipotesi che fa sobbalzare la vedova di Giorgio Almirante, padre fondatore della destra italiana. Donna Assunta, dall’alto del suo piglio di proprietaria terriera, così commenta il prossimo matrimonio, del quale non vorrebbe essere “né sensale né madrina”. Dice: “Forza Italia arriva a mani nude, le uniche proprietà sono personali di Berlusconi. An invece porta tante belle proprietà ereditate dal Msi. Proprio bella questa: per una volta faremo noi la figura dei ricchi dinanzi al Cavaliere”.
E invece no, An si sta cautelando. O Berlusconi mette mano al portafogli secondo il criterio del 70-30 (70 euro Fi, 30 An) oppure, in vista della fusione dei bilanci, prevista per atto notarile nel 2011, Fini punta sulla strada già intrapresa dai Ds al momento di confluire nel Pd. Riparare, cioè, il patrimonio del partito in una fondazione. Manca soltanto un dettaglio non secondario: quale fondazione?
Fini già presiede Farefuturo. I più audaci tra i suoi collaboratori vorrebbero piazzare qui i beni postmissini; altri, più romantici, in una fondazione ex novo di vago sapore almirantiano. Si vedrà.
Certo è che la manovra economica ha sottinteso un valore politico. Quando Italo Bocchino, Ignazio La Russa e compagnia chiedono, fin da ora, che il successore di Berlusconi sia Fini, recitano un discorso di chiarezza ai vari aspiranti leader: o comandiamo noi o dopo Berlusconi rifacciamo Alleanza nazionale. I soldi ci sono, insieme a giornali e casa editrice. Libro e tesoretto, partito perfetto.
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mercoledì 2 luglio 2008
Paola Concia segue la linea di Grillini e fà del "pettegolezzo parlamentare" su chi è o non è gay.
In Parlamento il 7/10% dei parlamentari è gay ma non fa outing. E' scelta personale. Io mi sento sola ma non sono sola.
(Apcom) "In Parlamento mi sento sola, ma non sono la sola", racconta Paola Concia a "Gioia in edicola domani 3 luglio, unica deputato omosessuale della legislatura eletta nelle liste PD: "Siamo tra il 7 e il 10 per cento. Il Parlamento rispecchia l'Italia, almeno in questo caso".
"La paura della diversità sessuale si scioglie solo con la conoscenza - spiega Concia -. Se mi avvicino ad una deputata i colleghi si preoccupano della concorrenza e hanno la faccia tosta di farmelo sapere" e ai leghisti dice: "Sono pavidi. Venissero a dirmi di persona, in Parlamento, non sui giornali, che sono culattona, e poi vediamo".
Quando si affronta il dibattito sui diritti dei gay non risparmia né la destra "fa leva sui peggiori istinti e sulle paure irrazionali, accomunando i diversi nella figura del nemico", né la sinistra "è stato lo zero assoluto, è venuta fuori l'omofobia pure nella mia parte politica".
"L'omosessualità non è una malattia, ma una condizione umana che puoi reprimere o assecondare, non mi piace la caccia all'omosessuale , il coming out è una scelta personale. Qualcuno mi corteggia? C'è una bella deputata di Forza Italia che mi guarda con insistenza. Le piaccio? Oppure mi detesta? Ah saperlo".
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Ndr. Intanto correggiamo il titolo battuto dall'Apcom puntualizzando che semmai chi si dichiara fa coming-out e non outing (quanto è ignorante la stampa in materia) e poi prendiamo atto che anche la Concia percorre il solco del "pettegolezzo parlamentare" con messaggi dal sapre quasi "intimidatori" (quel "(...) bella deputata di Forza Italia (...)" la dice lunga...) rivolto ai suoi onorevoli colleghi. Evviva il nuovo modo di fare politica... (Aspis)
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18:44:00
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venerdì 20 giugno 2008
Isabella Bertolini (Pdl) critica i giudici di Firenze: "In Italia le nozze tra persone dello stesso sesso sono vietate".
(Ansa) 'Non si comprende per quale motivo i giudici della Corte di Appello di Firenze si siano riservati di decidere sulla richiesta di matrimonio da parte di una coppia gay'. Lo afferma, in una nota, la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini.
'In Italia le nozze tra persone dello stesso sesso sono vietate - prosegue -, punto e basta. La Corte d'Appello fiorentina intende andare contro la legge italiana? Il Comune di Firenze aveva gia' risposto picche alle richieste avanzate dai due omosessuali. In Italia, e purtroppo non e' la prima volta, si tenta di introdurre surrettiziamente le nozze gay. Noi dichiariamo la nostra aperta avversione a questa possibilita'.
Spero che i giudici fiorentini vogliano responsabilmente e doverosamente applicare la legge italiana e rigettare l'istanza'.
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17:56:00
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Bolognapride. Nella parata non sfilera' il gonfalone della provincia. Vittoria del Pdl.
Forza italia pronta a fare da scudo umano per difendere il simbolo della Provincia.
(Dire) Il gonfalone della Provincia di Bologna non sfilera' al Gay Pride, in programma sotto le Due Torri per il 28 giugno.
La presidente Beatrice Draghetti lo ha comunicato al verde Alfredo Vigarani, che aveva avanzato la proposta, spiegando che l'evento non presenta le necessarie caratteristiche istituzionali. Vigarani ne parlera' martedi' al prossimo Consiglio provinciale, ma nel frattempo non nasconde il rammarico. "Spiace che la Provincia dia un patrocinio solo parziale", e cioe' esplicitato "solo per gli eventi di tipo convegnistico". Sarebbe stato piu' opportuno, continua Vigarani, "un patrocinio e una presenza completa, come avvenuto in altre circostanze nelle quali la Provincia non ha mai fatto mancare un'adesione totale".
Due consiglieri di Forza Italia, il capogruppo Luca Finotti e il vicepresidente del Consiglio provinciale Giuseppe Sabbioni, avevano annunciato che avrebbero fatto da "scudo umano" al gonfalone, in caso di risposta positiva da parte di Palazzo Malvezzi. "Sono solo boutades- minimizza Vigarani- non credo lo avrebbero fatto, perche' confido molto nel senso delle istituzioni dei consiglieri provinciali".
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17:51:00
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venerdì 30 maggio 2008
Milano. Dibattito sulle unioni civili. Bocciata la mozione bipartisan. Pd e Pdl si spaccano.
(Il Giorno) No del consiglio comunale (27 voti contrati, 23 favorevoli e tre astensioni, tra le quali quella del presidente dell’assemblea Manfredi Palmeri) alle unioni civili. O, meglio, alla mozione presentata da Ines Quartieri (Rifondazione comunista) e controfirmata da diversi esponenti della maggioranza (tra gli altri, Giulio Gallera, Carola Colombo, Stefano Di Martino e Giancarlo Pagliarini) per favorire «l’istituzione di un registro comunale delle unioni civili, comprensivo delle coppie dello stesso sesso che ne facciano richiesta». Tema che, ovviamente, ha spaccato gli schieramenti. Al punto che i consiglieri del Pd di matrice Margherita (Andrea Fanzago, Marco Granelli e Babrizio Spirolazzi) hanno bocciato la mozione diversamente dai colleghi di provenienza Ds.
E al punto che l’area liberal di Forza Italia s’è distinta con un convinto sì dalla componente ciellina.
L’esito del voto, arrivato, per di più, nello stesso giorno in cui il governatore dello Stato di New York ha sdoganato i matrimoni gay, ha innescato polemiche persino all’interno delle correnti dei vari partiti. Per ora, comunque, si allontana l’istituzione del registro per le unioni civili sollecitato dalla Quartieri.
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23:08:00
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giovedì 22 maggio 2008
Bologna. Gaypride, si mobilitano i cattolici di Forza Italia con una contromanifestazione.
Contro il Gay Pride in programma a Bologna il 28 giugno si muovono i cattolici di Forza Italia.
(Dire) Domani sera all'hotel Savoia Contry ci sara' un'assemblea aperta con il vicepresindente della Camera Maurizio Lup (nella foto)i, uno dei maggiori esponenti della componente ciellina nel partito di Berlusconi. E, come spiega l'ex assessore azzurro Paolo Foschini, nell'occasione si parlera' anche della kermesse gay-lesbica, di cui "la citta' non sentiva il bisogno".
Presentando l'evento Foschini (accanto a lui l'altra consigliera ciellina Valentina Castaldini e il consigliere provinciale Giovanni Leporati) ha espresso piena sintonia con il ministro Mara Carfagna, che ha sottolineato il 'no' ad ogni sostegno per il Gay Pride scatenando reazioni nel centrosinistra e tra gli organizzatori.
"E' la dittatura delle lobby, per cui se dici qualcosa di diverso da me mi stai discriminando", spiega Foschini, gia' finito nella bufera qualche tempo fa per aver dichiarato in Consiglio comunale che "e' la natura a discriminare i gay".
"Non tutte le forme di convivenza sono uguali- insiste l'azzurro- le convevienze omosessuali non possono essere paragonate alle famiglie normali. Il fatto solo che si debba specificare 'normali' la dice lunga sullo stato di confusione in cui siamo".
Tra l'altro, assicura Castaldini, "casualmente l'assocazione che organizza il Gay Pride e' appena entrata tra le libere forme associative del Comune, controlleremo ogni giorno che non vengano dati contributi". Foschini ne ha anche per le offerte di alleanza del Pd nei confronti dell'Udc: "Ieri il Consiglio dei ministri di Berlusconi ha preso piu' provvedimenti a favore della famiglia di Prodi e la Bindi in due anni. Su questo dovrebbero riflettere sia la ex Margherita che l'Udc".
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17:22:00
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giovedì 10 aprile 2008
Trappole elettorali. A sinistra i gay lodano Dell'Utri che ricorda l'olocausto omosessuale nazista.
Il senatore di FI condanna i silenzi sullo sterminio degli omosessuali e Liberazione applaude. Gullotta: l'elogio è troppo. Pezzana critico.
(Il Corriere della Sera) «Che dire? Ha ragione », scrive Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay, su Liberazione analizzando uno scritto (ebbene sì) di Marcello Dell'Utri che così condanna la rimozione dell'omocausto, lo sterminio dei gay nella Seconda guerra mondiale: «Il tema è sempre stato ritenuto una sorta di pruderie, ed è tuttora grave il silenzio su questa pagina nera della storia. È stato sbagliato non tirarlo fuori, quando invece bisogna guardare con chiarezza ad argomenti così importanti». Dunque una novità: un uomo vicino alla sinistra che loda Dell'Utri sui gay e su Liberazione.
Continua su Il voto gay.
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venerdì 21 marzo 2008
'Ho ammazzato Berlusconi', successo al festival danese indipendente.
(Kataweb cinema) La commedia noir 'Ho ammazzato Berlusconi' è stata selezionata tra i migliori tre lungometraggi nei giorni scorsi all'Afia Film Festival di Aarhus (Danimarca), rassegna internazionale di cinema indipendente.
Firmata dai registi valdostani Gianluca Rossi e Daniele Giometto, prodotta da Collepardo film, la pellicola - che non ha ancora trovato una distribuzione in Italia - ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica. Il film è stato girato nel 2007 ed è stato presentato in Danimarca in prima mondiale.
Tra i protagonisti Alberto Bognanni, Andrea Roncato, Sabrina Paravicini, e poi Paolo Baroni (il maggiordomo di Porta a Porta), che interpreta Cesare Previti, e Riccardo Cavallo nei panni di Giuliano Ferrara. Per Silvio Berlusconi, invece, è stato utilizzato un effetto speciale. Il film è stato tratto dal romanzo di Andrea Salieri 'L'omicidio Berlusconi'.Sphere: Related Content
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giovedì 20 marzo 2008
Tremonti: da piccolo io vittima del bullismo. «I gay? Mai incontrato uno scemo».
«Mi chiusero più volte in un armadio per tutta la notte. L'ex ministro intervistato su You Tube: al collegio a Pavia mi hanno fatto un paiolo così.
(Virginia Piccolillo - Il Corriere della Sera) Tremonti vittima di bullismo. Tremonti che difende i gay. Tremonti che copia in matematica. E Tremonti che soffre perché lo chiamano antipatico. Non era il solito ex vicepremier quello intervistato ieri da Klaus Davi su YouTube. Potere di Internet, l’ex ministro dell’Economia è uscito dalla consueta immagine rigida e dal retrogusto saccente. Raccontando anche sconfitte ed episodi dolorosi. Studente a Pavia, Tremonti ricorda gli episodi di bullismo subiti.
«Sono stato in collegio a Pavia e lì ti facevano una matricola molto intensa». Cosa? «Di tutto. Di tutto. Era tradizione secolare farti un paiolo così. Ne dico una raccontabile. Ritorno dopo la lezione. Freddo. Nebbia. Entro nella mia camera vuota. Non c’era più nulla. E qualcuno mi fa vedere giù. Guardo dalla finestra e vedo che era stata ricostruita giù in cortile dalle altre matricole obbligate dagli anziani, in mezzo c’era la scrivania con la luce accesa e il libro aperto. E questa era solo una delle più "simpatiche" (sa com’è simpatico riportarsi su con l’aiuto di un amico un armadio sulle spalle?)». Tremonti ne racconta altre. «Ho fatto le notti chiuso in un armadio, con un anziano che studiava (di solito in collegio si studiava di notte fino all’alba) e ogni mezz’ora una sveglia mi obbligava a simulare il bollettino dei naviganti, scandendo il segnale orario. Se non lo facevo erano botte». Molestato perché «secchione»? Tutt’altro. Tremonti racconta a Klauscondicio, prima rubrica politica autoprodotta e trasmessa su YouTube, che a scuola non era affatto invincibile. Soprattutto nei calcoli. Li copiava dai compagni: «Copiavo. Soprattutto matematica. E facevo copiare. Campavo di scambi. Ne avevo bisogno. Due anni ho avuto esami a ottobre».
A suo agio nel taglio «più smart, più gossip, più giovane» che piace a Klaus Davi, Tremonti stupisce con una dichiarazione di stima per Karl Marx: «Magari la gente leggesse Marx. È un genio. Oggi a sinistra ci sono solo i Simpson (e ne hanno gli stessi difetti basta guardarli in faccia)». E un panegirico sull’intelligenza degli omosessuali: «Nella mia vita non ho mai incontrato un gay scemo, mentre ho incontrato tanti altri assolutamente cretini fuori del mondo gay. E la realtà omosessuale è ben rappresentata da persone di prim'ordine nel mondo della cultura, della finanza e della moda». Tra battute sulla campagna elettorale («Non me ne frega un YouTube») e appelli pro Tibet («Mi chieda perché ho la cravatta arancione. C’è chi sta dalla parte della Cina che calpesta i diritti umani. Io sto con il Tibet»), Tremonti ricorda di avere «sofferto» quando gli davano dell’antipatico. Poi rivela il suo entusiasmo per Laura Pausini («L’ho conosciuta a Che tempo che fa, e dopo l’ho sentita cantare: è fantastica»). E di Madonna dice: «È un mito ».
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Il passo di Tremonti sui gay.
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Della serie "Tanto per dire qualcosa"...
Grillini: ha ragione Più svegli perché tartassati.
«Essere gay non rende, ahimè, immuni dall'idiozia. Ma quello che dice Tremonti è vero. Succede un po' come per gli ebrei». Franco Grillini, presidente onorario Arcigay e candidato sindaco per la lista Roma Laica spiega: «Quando un gruppo è tartassato è portato a ragionare di più su se stesso degli altri e sviluppa l'intelligenza».
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Ndr. Caro Tremonti, grazier per i complimenti ma dalle parole passi ai fatti sono i diritti che vogliamo, non buffetti sulle guancie. A proposito, non sappiamo chi lei frequenta ma le possiamo assicurare che i cretini ci sono anche tra i gay. Lei come Grillini tranquillizzatevi... l'intelligenza non è un monopolio gay, anzi...
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lunedì 17 marzo 2008
Ciarrapico: "Il Papa la mia stella polare. Le Unioni gay? Sono solo ciarpame". Luxuria si dice offesa.
Dopo le polemiche legate alla sua candidatura, l'editore ciociaro si racconta al quotidiano on-line Petrus,il quotidiano on-line sul pontificato di Benedetto XVI. "Io fascista? Sono guelfo, e ammiro Almirante".
(Quotidiano.net) Non fascista ma guelfo. Ha la sua stella polare in Benedetto XVI ed e' per il cattolicesimo di una volta: "la sola vera famiglia" per lui e' quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna: "tutto il resto e' ciarpame", sostiene.
Giuseppe Ciarrapico, dopo le polemiche legate alla sua candidatura ("una tempesta in un bicchiere d'acqua", la definisce lui) si concede in un'intervista esclusiva al quotidiano on-line Petrus, "il quotidiano on-line sul pontificato di Benedetto XVI".
Del resto lo stesso Ciarrapico tiene a sottolineare il legame con il pontefice: "Sono cattolico, apostolico e romano. Per me il Papa ha sempre ragione, ma apprezzo particolarmente Benedetto XVI. Ero in Piazza San Pietro per esprimergli solidarieta' dopo lo 'schiaffo' della Sapienza e ogni giorno aumenta la mia stima nei suoi confronti".
Di Benedetto XVI apprezza particolarmente "il rigore dottrinale, la forza spirituale, la volonta' di far rispettare le regole e la grande importanza che attribuisce alla tradizione e al sano cattolicesimo di una volta. Basta con i compromessi, la Dottrina della Chiesa e' una sola, e giudico Papa Benedetto XVI la stella polare di tutto il mondo cristiano e non", dice Ciarrapico.
L'editore ciociaro apprezza poi il rilievo che Benedetto XVI da' alla famiglia: "la famiglia e' una sola- dice senza incertezze Ciarrapico- quella fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, il resto e' ciarpame da non prendere neanche in considerazione".
Quanto alla polemica sulle sue simpatie per il ventennio, Ciarrapico sgombra il campo. "Ma quale fascista- dice- io sono guelfo! Guardi, ribadisco l'ammirazione per Giorgio Almirante, il cui ricordo storico non puo' essere offuscato da niente e da nessuno. E, comunque, mi domando e chiedo: che c'e' di male a stimare la figura di Almirante? Me lo spieghi lei. Mi hanno detto che sono antisemita, una cosa senza senso. All'eta' delle leggi razziali avevo quattro anni. Le pare giusto calunniare cosi' la gente perbene come me? Ma, le diro', alla luce di queste polemiche, sono ancora piu' onorato di candidarmi".
Giuseppe Ciarrapico ha le 'sue' idee anche sulla presenza di settori 'progressisti' tra i cattolici? "Li definisco cattocomunismi e li considero il vero e grande cancro della Chiesa. Cattolicesimo e comunismo non possono andare mai di pari passo, questo lo dice la storia del cattolicesimo".
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ELEZIONI/ DE SIMONE-.LUXURIA: OFFESA CIARRAPICO MILIONI ITALIANI.
Ciarpame non sono le unioni civili ma chi ha sfruttato i minori.
(Apcom) "Definire ciarpame milioni di conviventi etero e omosessuali in tutta Italia significa mantenere l'orologio del tempo fermo ad un passato bocciato dalla storia e ignorare l'evoluzione della società che oggi propone più forme di famiglia: etero e omosessuali, famiglie miste, monoparentali, e famiglie allargate". Lo dichiarano Titti de Simone e Vladimir Luxuria, candidate per la Sinistra Arcobaleno rispettivamente in Basilicata e in Sicilia.
"Ciarrapico - proseguono - non è solo un povero fascista ma un ricco editore che grazie alla sua posizione economica ha potuto ottenere una candidatura in una destra che non disdegna alleanze con i nostalgici del ventennio; patti con il diavolo che neanche Sarkozy, rinunciando all'alleanza con Le Pen e non abrogando i pacs, si è sentito di fare".
"Ognuno ha la sua etica - concludono le deputate - Ciarrapico ritiene immorale occuparsi di certi temi per noi è più immorale chi come lui è stato condannato in via definitiva per sfruttamento per lavoro minorile".
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giovedì 6 marzo 2008
La soubrette e il professore ovvero il caso Carlucci. La deputata che non sa la differenza tra il premio Nobel e il telegatto
(Klochov) Ecco un piccolo riassunto della vicenda Maiani-Carlucci: i commenti li lascio a voi dopo che avrete gustato i preziosi interventi dell'onorevole Supergabry.
Antefatto: perché si parla di Maiani
In occasione del dibattito sull'opportunità di una visita del Papa alla Sapienza il Prof. Marcello Cini, contrario a questo invito, il 14 Novembre 2007, si rivolse al rettore con una lettera pubblicata anche sul Manifesto. Il 20 Novembre, a sostegno della posizione di Cini, più di 60 docenti scrissero una seconda lettera, che sembrava destinata esclusivamente al dibattito interno all'ateneo.
Ma dopo due mesi, ovvero 5 giorni prima della visita prevista per il 17 Gennaio, la lettera dei docenti finì improvvisamente sui giornali; gli studenti promisero contestazioni e il Papa, denunciando un clima d'intolleranza, decise di non presentarsi alla Sapienza.
Tra i firmatari della lettera al rettore c'erano molti docenti di fisica, e tra essi il Prof. Maiani, già proposto dal Ministro Mussi per la nomina a presidente del CNR.
La Commissione e la Cultura
In seguito a questo episodio, durante la discussione della nomina di Maiani (31 Gennaio 2008) la Commissione Cultura della Camera si è divisa tra favorevoli e contrari, in una votazione che in altre circostanze sarebbe scivolata via senza problemi. Invece il resoconto della seduta merita una lettura approfondita, con particolare riguardo all'intervento di Gabriella Carlucci.
La frase che preferisco è la seguente: "dal sito Google scholar risulta che il professor Maiani non ha avuto pubblicazioni dal 1994". Be', Google Scholar non è certo l'unico strumento per valutare le pubblicazioni di un docente, ma a saperlo usare, escono anche i dati successivi al 1994...
Prima che canti il gallo, sarete smentiti 3 volte...
1 - Il 5 Febbraio Libero pubblica un articolo contro Maiani, basato su un blog diffamatorio attribuito al Prof.Cline della UCLA. Cline ha rapidamento smentito la titolarità del blog (prontamente rimosso) e delle dichiarazioni contro Maiani, chiedendo una smentita a Libero, che dovrebbe averla pubblicata (purtroppo non è stata resa disponibile in rete dal giornale...).
2 - Ma Gabriella Carlucci non demorde, e scrive a Romano Prodi, citando questa volta il Prof.Glashow, premio Nobel per la Fisica nel 1979, che avrebbe accusato Maiani di "non aver capito una teoria di cui era autore".
Il Prof. Glashow, chiamato in causa, scrive a sua volta a Prodi per smentire le dichiarazioni della Carlucci, definendo quelle accuse "wholly untrue and malicious" e aggiunge che il Prof.Maiani e i suoi colleghi "are leading luminaries and indeed may be regarded as heirs to Fermi’"
Gabriella Carlucci, a questo punto, arriva a toccare vette inedite di arrampicamento sugli specchi, e risponde a Glashow chiedendogli perché se sono luminari stellari (sic!), questi scienziati italiani non hanno mai vinto il premio Nobel. (caldeggio la lettura della lettera orginale, sia in inglese che in italiano, e auspico che qualcuno spieghi a quella donna la differenza tra il Premio Nobel e il Telegatto)
Glashow risponde di nuovo, direttamente alla Carlucci, questa volta con tono un po' più aspro ("I am outraged that you have tarnished my own reputation by such a false and invidious allegation").
Conclude dicendo che: Italy should be very proud of its many scientific heroes, and not malign them.
3 - Ma la Carlucci insiste ad occuparsi di fisica delle particelle e viene di nuovo smentita da Alvaro de Rujula del CERN, direttamente nei commenti del suo blog. Inoltre scrive ai giornali per puntualizzare che ha condotto ben due Festival di Sanremo e altre amenità...
Sembra che la farsa debba continuare... A me, che non capisco niente di fisica, basterebbe che ci venissero risparmiate queste figure atroci con il resto del mondo.
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sabato 1 marzo 2008
Solo 3 seggi ai circoli della Brambilla? Ecco il perchè: In Sicilia il movimento ne conteggia 402. Parecchi, però, esistono solo sulla carta.
In piazza o nel salotto di casa i circoli bluff della Brambilla.
(Antonio Fraschilla - La Repubblica, edizione di Palermo) Sulla carta sono 402 ma non c´è un elenco ufficiale «perché per questioni di privacy non si può renderlo pubblico». «I Circoli della libertà in Sicilia coinvolgono almeno 5 mila persone», giura il responsabile regionale fresco di nomina, Sandro Geraci, 33 anni, ex di Alleanza nazionale, che ora guiderà in Sicilia i circoli inventati da Michela Vittoria Brambilla. Ma chi sono i tanti fan siciliani della Brambilla?
Ma chi sono i fan siciliani della Brambilla? Davvero un esercito di 5 mila attivisti è pronto a diffondere nell´Isola il verbo dell´agguerrita leader dai capelli rossi che ha incantato Silvio Berlusconi?
Molti circoli, a dire il vero, sono fatti in famiglia. Altri invece sono «praticamente finti e solo sulla carta»: «A Catania sulla carta ce ne sono 50, in realtà sono la metà - dice Lucia Di Mauro, vice coordinatrice regionale dei circoli della libertà - Il motivo? Tanti nostri sostenitori sono in buona fede, soprattutto giovani e componenti della società civile che per la prima volta si affacciano al mondo della politica. Ma, come sempre avviene in Sicilia, molti poi ci vogliono mettere il cappello. Così tutti i grandi deputati di Forza Italia catanesi hanno fatto aprire un circolo a qualche componente della loro segreteria».
Non è un caso quindi che lo staff della Brambilla abbia inserito soltanto ieri nel sito ufficiale dei circoli della libertà i nomi e gli indirizzi dei responsabili provinciali siciliani: «Certo, avevano paura di fare qualche gaffe, d´altronde qualcuno aveva proposto come responsabile perfino gente del Movimento per l´Autonomia, perché anche Raffaele Lombardo voleva aprire qualche circolo», continua la Di Mauro, consigliera comunale a Tremestieri che ha fatto nascere il "gruppo consiliare delle libertà".
Di certo molti circoli sono praticamente fatti in casa. La statuto nazionale della Brambilla prevede regole precise per l´apertura di una sede dell´associazione: «La costituzione di un circolo avviene con atto notarile - recita lo statuto - con atto registrato all´agenzia delle entrate, o con semplice scrittura privata». In sintesi, bastano dieci firme corredate da un fax con la copia del documento d´identità. Un elenco? «Per questione di privacy non lo possiamo rendere pubblico, ma garantisco che i Circoli delle libertà sono più veri e reali di quelli del Partito democratico - dice Geraci - A Palermo sono 40 e qualcuno conta oltre 90 soci. In generale è difficile avere un quadro completo dei circoli, perché molti si iscrivono online su internet». Dalla direzione nazionale dei circoli invece precisano: «Gli elenchi sono conservati dai responsabili territoriali, non abbiamo un quadro completo».
In provincia di Palermo i circoli sarebbero 84: «Ci sono e sono tutti veri, aperti da gente che con la politica fino ad oggi non ha avuto nulla a che fare, si tratta di professionisti, operai, muratori e studenti», dice Angelo Neri, 31 anni, consigliere comunale di Forza Italia a Termini Imerese e responsabile dei circoli palermitani. «I circoli della Libertà? Ne ho sentito parlare ma non ho idea di quanti siano, anche se girando incontro diversi attivisti», dice l´ex presidente della Provincia Francesco Musotto, l´unico big forzista ad accogliere lo scorso anno la Brambilla a Palermo.
In provincia di Messina i circoli sono oltre 60. Ce n´è uno perfino ad Alì Terme, piccolo centro da 2.500 abitanti in provincia di Messina. Lo ha aperto uno studente di 23 anni, Antonio Arrigo: «Il circolo è attivo da più di un anno, insieme ai miei amici abbiamo deciso di aprire un circolo della Brambilla a casa mia - dice Arrigo - Ci siamo riuniti un paio di volte, crediamo nello spirito innovativo della Brambilla». A Messina un circolo lo ha aperto Francesco De Pasquale, 22 anni: «Abbiamo avuto l´autorizzazione nel novembre scorso, i soci oltre a me sono 8 amici e mio zio, e ci incontriamo a casa mia per parlare di politica italiana ma anche di quella internazionale - dice il giovane De Pasquale - Ho appena saputo da una mail inviatami da Milano che sono stati nominati i responsabili siciliani dei circoli della libertà. Io non li conosco, né sono stato interpellato. Di certo so che molti circoli a Messina sono stati aperti da uno stesso politico locale che vuole farsi pubblicità». Il politico in questione sarebbe il deputato nazionale Giovanni Ricevuto: «Molti miei amici hanno aperto circoli della libertà, ma io non c´entro nulla», assicura Ricevuto.
Nell´agrigentino un fan della Brambilla è Stefano Castellino, 28 anni, studente d´ingegneria informatica: «Ho aperto da quasi un anno un circolo delle libertà a Palma di Montechiaro, i soci sono già 24 - dice Castellino - Le nostre iniziative? Abbiamo organizzato diversi gazebo in piazza per raccogliere le firme contro Prodi e il caro tasse, ma anche un cineforum».
Perfino a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, c´è un circolo della Brambilla: «L´ho aperto con un gruppo di amici e abbiamo fatto tantissime iniziative - dice Nadia Spada, 25 anni, studentessa in Scienze della formazione - Abbiamo una sede nella piazza principale e non siamo un circolo finto».
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Pdl. Berlusconi mette la Brambilla alla porta? Ai circoli solo 3 seggi.
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Se il Pd fatica ad inserire i diritti civili nel programma, il Pdl non li mette neppure.
Berlusconi: 7 missioni per rilanciare l'Italia.
(Ansa) Da meno tasse per tutti al "bonus bebé", dal Ponte sullo Stretto e la Tav al "Piano casa", da più sicurezza al "no" all'eutanasia o simili, dal 'no tax' per l'imprenditoria giovanile all'inasprimento delle pene per chi fa violenza a donne e minori: sono alcuni dei punti forti contenuti nel programma del Pdl presentato da Silvio Berlusconi. Sette missioni, 12 pagine, poco più di 3.600 parole per descriverle: formule, soluzioni, progetti in gran parte noti e che comunque si collocano in continuità all'interno del percorso e della proposta di governo del centrodestra fin dagli anni del primo governo Berlusconi. I "magnifici 7" punti di programma sono: rilanciare lo sviluppo; sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro; più sicurezza, più giustizia; i servizi ai cittadini: sanità, scuola, università, ricerca, cultura e ambiente; il Sud; il federalismo; un piano straordinario di finanza pubblica. La leva fiscale viene richiamata in due "mission", quella dedicata al rilancio dello sviluppo e quella per il sostegno a famiglia e giovani.
SVILUPPO. Detassazione degli straordinari, premi e incentivi legati alla produttività, detassazione progressiva della tredicesima, un'azione sull'Iva (versamenti solo a fattura incassata, rimborsi entro 60-90 giorni, progressiva abolizione di quella sul turismo), nonché una progressiva abolizione dell'Irap. Del capitolo rilancio fanno parte anche le infrastrutture (si ripropongono la legge obiettivo e le grandi opere a partire da Ponte sullo Stretto e Tav) e capitoli sono dedicati al tema rifiuti (con la promozione di raccolta differenziata e la realizzazione di termovalorizzatori), al rilancio del trasporto aereo, e alla partecipazione ai progetti nucleari europei. Altri punti forti della 'mission-rilancio' sono legge Biagi e sicurezza sul lavoro, liberalizzazioni, sostegno al 'made in Italy', riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.
FAMIGLIA E GIOVANI. Il punto di forza è "meno tasse": eliminazione dell'Ici sulla prima casa, introduzione progressiva del quoziente famigliare, abolizione delle tasse di successione e sulle donazioni reintrodotte da Prodi, progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del pil, lotta all'evasione, progressiva tassazione separata dei redditi da locazione. All'emergenza abitativa, peraltro, viene dedicato un intero capitolo dal titolo "una casa per tutti" che, come già era emerso, prevede un "piano casa" per la costruzione di alloggi, riduzione dei mutui, piano di riscatto degli alloggi pubblici, una legge obiettivo per le zone urbane svantaggiate. Altri punti di forza: reintroduzione del 'bonus bebe', riduzione dell'Iva sui prodotti per l'infanzia, interventi per la scuola, aumento delle pensioni più basse, stabilizzazione del 5 per mille, no a leggi che favoriscano forme di eutanasia. Per i giovani, in particolare, si pensa a un periodo di 'no tax' per le nuove iniziative imprenditoriali giovanili, ma anche a garanzie pubbliche per il "prestito d'onore" e un "bonus locazioni".
SICUREZZA E GIUSTIZIA. Aumento delle risorse e maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio, no a sanatorie dei clandestini, apertura di nuovi Cpt, conferma della Bossi-Fini, lotta al terrorismo interno e internazionale, tutela dell'ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari "disobbedienti" e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell'ordine. Più giustizia: riforma dei codici, giusto processo; aumento delle risorse; certezza della pena; inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne; costruzione di nuove carceri; rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura; limitazione dell'uso delle intercettazioni al contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione; riforma della responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati; completamento della riforma del Codice di Procedura Civile.
SERVIZI AI CITTADINI. Sanità: eliminazione delle liste d'attesa; rinnovo tecnologico e nuove strutture ospedaliere; trasparenza nella scelta dei manager; revisione della legge 180 per il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici; attuazione della legge contro le droghe. Scuola, ricerca e università: rilancio delle '3 I' (inglese, impresa, informatica); difesa della lingua e della cultura italiana; aiuto agli studi per i meritevoli; aumenti agli insegnanti più capaci; trasformazione in Fondazione delle Università, competizione tra atenei; detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione; legge quadro per lo spettacolo dal vivo; promozione delle "cittadelle della cultura e della ricerca". Ambiente: "5 per mille" per l'ambiente;legge obiettivo per il patrimonio culturale e il paesaggio; valorizzazione del territorio; strumenti di tutela del suolo e delle acque; aggiornamento della legge per la caccia.
SUD. Il programma prevede un piano decennale straordinario per le infrastrutture; "leggi obiettivo" speciali su turismo, beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l'innovazione; riconversione dell'industria chimica pesante alle nuove tecnologie; pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali; realizzazione della Banca del Sud; federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo; contrasto alla criminalità organizzata e piano sicurezza.
FEDERALISMO. Il Pdl propone l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione sul federalismo fiscale, con l'approvazione delle norme approvate dalla Lombardia; garanzia che la perequazione riduca ma non annulli le differenze di capacità fiscale, fermo il principio costituzionale di giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale.
FINANZA PUBBLICA. Un un piano straordinario da completare nell'arco dell'intera legislatura. La realizzazione è sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia; il vincolo imposto dagli impegni di trattato europeo; il vincolo costituito dall'attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani. "In questi termini - si legge nel documento - gli interventi attuativi del presente programma saranno comunque progressivamente e responsabilmente realizzati in funzione dell'andamento dell'economia e nel rispetto dei criteri di rigore nella gestione del bilancio pubblico. Non facciamo e non promettiamo miracoli. In ogni caso non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili)".
La proposta è quella di "un grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori" che realizzi il federalismo fiscale solidale; riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori ed operatori economici maggiori e migliori opportunità di investimento. "Solo su questa base, non aumentando le tasse sul reddito, sulla casa, sul risparmio, sulle partite iva, ma abbattendo la manomorta del debito pubblico, l'Italia può ripartire. L'effetto positivo cumulato atteso è stimabile in termini di 1 punto di prodotto interno lordo di minore spesa pubblica corrente e di 1 punto di prodotto interno lordo di maggiore crescita. Tutte le ipotesi di intervento di finanza pubblica presenti in questo programma - conclude il documento - sono ampiamente coperte".
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venerdì 29 febbraio 2008
Pdl. Berlusconi mette la Brambilla alla porta? Ai circoli solo 3 seggi.
(La Stampa) A Ferragosto dell’anno scorso pareva destinata a salvare il centrodestra, l’unta del Signore (Berlusconi) che doveva sostituirlo (in prospettiva) alla guida del suo nuovo partito e (forse) persino a Palazzo Chigi. Faceva persino tremare i maggiorenti di Forza Italia.
Ieri mattina la rossa di Calolziocorte, quando ha letto quella cifra sui giornali, ha capito tutto. Tre su 340. Michela Vittoria Brambilla non serve più alla causa, vale pochi seggi, da considerare nel computo dei 182 che Fi conta di avere alla...
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mercoledì 27 febbraio 2008
Pescara. Verì (Fi) contro il registro comunale delle coppie di fatto.
«Nessuna forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali, ma un fermo 'no' all'istituzione del Registro Comunale delle Coppie di fatto che rischierebbe di diventare una nuova lista di proscrizione da esporre alla pubblica gogna per chi ha scelto di vivere in modo diverso».
(Primadanoi.it) Lo ha ribadito la capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Nicoletta Verì, in vista dell'esame della delibera da parte del Consiglio comunale.
«Suscita ovvie perplessità la scelta del sindaco D'Alfonso – ha commentato la capogruppo Verì – di congelare la delibera per cinque anni, perdendola accidentalmente nei meandri del Comune ed evitando di fatto lo scontro politico in seno alla sua maggioranza, nettamente spaccata su tale argomento».
La delibera ha sicuramente una importante valenza politica: riesumarla a fine legislatura, sostiene Verì, «è chiaramente sintomo di un sindaco che si è liberato della frangia estrema della sua maggioranza, visto che ai prossimi appuntamenti elettorali Partito Democratico e lista Arcobaleno correranno divisi».
A livello personale, la Verì precisa che «da cattolica non posso condividere la formalizzazione della coppia gay: di fatto il Registro delle coppie di fatto sarebbe un primo riconoscimento del loro status, attribuendo a tali coppie gli stessi diritti della canonica famiglia come concepita dal mondo cattolico, in futuro anche il diritto all'adozione di bambini».
Ma secondo la consigliere che ha preso una chiara posizione «la maggioranza di centrosinistra continua a tentare di deviare il discorso, cercando di spostare l'attenzione sulle coppie etero-conviventi che pure andrebbero ricomprese in tale registro. Ricordo alla giunta D'Alfonso che libertà non è uguale a libertarismo».
Ma, il parere negativo della capogruppo Verì sull'istituzione del Registro delle coppie di fatto, nasce anche da un'altra considerazione: «La presenza in Comune di un tale 'albo' in cui omosessuali o conviventi dovranno iscriversi rappresenterebbe una grave violazione della privacy, generando una nuova forma di ghettizzazione, una lista di proscrizione da esporre alla pubblica gogna. Ritengo invece che tutto ciò che attiene alla sfera sessuale vada vissuta in modo personale, nel privato, sulla base delle proprie convinzioni».
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sabato 23 febbraio 2008
Bruno Vespa: Il nudo è ovunque. Per questo ormai non eccita (quasi) più.
(Bruno Vespa - Grazia) Un saggio ed esperto signore dell’Ottocento diceva che la fase più eccitante dell’amore è salire le scale che portano in camera da letto. Altro che nudo: l’attesa vale più del resto. Alla mia generazione il nudo integrale - sui giornali e negli spettacoli - è stato a lungo proibito. Il bikini di Marisa Allasio in Poveri ma belli (che potei vedere solo con qualche anno di ritardo per via dell’età) era da sballo. Dopo 40 anni ho avuto modo, finalmente, di confessare a Catherine Spaak i turbamenti che mi procuravano i suoi sguardi di 16enne cresciuta in fretta. Sfogliavamo, in quegli anni, con ansia febbrile le prime copie di Playboy, piovute dagli Stati Uniti: una delusione. D’accordo, c’erano tette che prendevano due pagine, ma i maliziosi reggiseno italiani erano assai più sfiziosi… Fece un gran rumore, in quegli anni, Europa di notte, viaggio d’autore nel peccato continentale compiuto da Alessandro Blasetti. Quando potei finalmente vederlo, scoprii il fascino irresistibile di un pur castigato “striptease” di Dodo d’Amburgo. La ballerina usciva di scena dopo essersi tolto (di spalle) il reggiseno. Tutto qui. Eppure… La seduzione di Lisa Gastoni in Grazie zia (40 anni fa, era il 1968) vale più di tutti i nudi di questo mondo, né scambierei con qualunque foto osé le calze di Laura Antonelli in Malizia (1973).
Ecco, la trovata di far leggere i telegiornali a ragazze che si
spogliano, rilanciata negli ultimi giorni, non è nuova. Alcuni la troveranno divertente, ma è già stato scritto tutto. La hostess che si spoglia in cabina di pilotaggio (esiste anche lei) fa notizia per il luogo, ovviamente, più che per l’evento. Il comandante che lascia la cloche per aiutare la ragazza a slacciarsi dei bottoni suscita di per sé pensieri eccitanti, ma - come accade in questi casi - non si sa fin dove la fantasia abbia spinto la realtà. In ogni caso, poiché la vera fonte dell’eccitazione (e del piacere) sta nel cervello, l’immaginazione ha un ruolo portentoso. È bastato che Sharon Stone accavallasse le gambe in un celebre film per scatenare il delirio: e anche se avesse portato gli slip (che, a quanto pare, non indossava) il risultato sarebbe stato lo stesso.
Nel nostro piccolo, è diventata una immagine di culto la scena in cui Michela Vittoria Brambilla è venuta a Porta a porta in minigonna con calze autoreggenti. L’unico a non aver visto la fantastica scena è stato il povero conduttore, che si trovava nella posizione sbagliata: gli sarebbe accaduto di scoprirla, finalmente, mesi dopo su un giornale. Oppure la foto furbescamente promozionale dell’abbraccio lascivo fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari a lanciare Caos calmo. La notizia che i due avevano bevuto prima di girare la scena vale da sola molto più del torbido amplesso.
La conclusione è scontata: ormai siamo troppo circondati dal nudo per considerarlo una fonte primaria d’eccitazione. Due attori professionisti che si accoppiano in un film pornografico sono coinvolgenti come la catena di montaggio della Panda. Ci vuole fantasia. Come dice un celebre stilista di calzature, «le mie scarpe non sono fatte per camminare, ma per valorizzare le gambe delle donne sedute».
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domenica 17 febbraio 2008
Forza Italia lancia la «casa del sesso». Monolocali con videotelefono e massima discrezione.
La regolamentazione della prostituzione secondo Bellomo. La dettagliata proposta fissa anche il numero minimo di prestazioni.
(Alto Adige) Né casa chiusa né eros center, ma solo una “regolamentazione” del fenomeno prostituzione. Pino Bellomo, consigliere comunale di Forza Italia, usa quest’eufemismo per proporre con un documento voto, la creazione a Bolzano di un moderno bordello o più romaticamente, casa dell’amore. La proposta in sé non è nuova. Viene avanzata periodicamente da qualche consigliere. La novità è rappresentata dal fatto che il consigliere azzurro ha già messo a punto il regolamento di gestione e accesso alle case del sesso a pagamento. All’amministrazione si chiede di mettere a disposizione il terreno per costruire uno o più condomini composti da monolocali. La zona dovrebbe essere “protetta” da sguardi indiscreti (leggi mogli, fidanzate, amiche) con un alto muro di cinta e l’amministrazione dovrebbe rilasciare le licenze per bar, negozi, ristoranti e ambulatori, in modo da garantire servizi e riservatezza.
Bellomo ha pensato a tutto, parcheggi compresi. Per i clienti delle prostitute ci sarebbero ampi spazi per le macchine.
La casa, Bellomo, la “disegna” così: all’ingresso, una sala che dovrebbe essere una sorta di ufficio informazioni. Poi una serie di cabine dotate di videotelefono, con cui il cliente tratterebbe direttamente le condizioni e le modalità del rapporto.
Il consigliere azzurro ha elaborato anche la bozza di contratto, dove tutto è codificato anche il fatto che “le condomine - così vengono chiamate le prostitute - dovrebbero garantire - conditio sine qua non - un numero minimo di prestazioni mensili, per evitare che la struttura diventi una seconda casa”.
Non solo doveri però. Alle condomine verrebbe “riconosciuto” il diritto di fissare il prezzo delle prestazioni e di rifiutare il rapporto se il cliente che appare sullo schermo del videocitofono non convince. Al Comune pagherebbero oltre alle tasse normali anche quelle fissate in base alla specifica attività: in sostanza verrebbe introdotta la tassa sesso.
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mercoledì 6 febbraio 2008
Berlusconi si sente invecchiato e di fronte a Veltroni dice no ai duelli tv.
Berlusconi: no all´election day e ai duelli tv. "Ma dico addio al Caimano". Cdl al voto con quattro simboli, scontro sui piccoli. Il Cavaliere vuole anticipare la lista dei ministri e punta su Montezemolo.
(Claudio Lotito - La Repubblica) «Non sarò mai più il "Caimano"». Solo una battuta, certo. Eppure per Silvio Berlusconi il ricordo del film di Nanni Moretti, uscito nel 2006 a pochi giorni dalle elezioni, è una sorta di memento. Non vuole più essere il "nemico pubblico" numero 1 per una parte del Paese. «In questa campagna elettorale - ha spiegato in questi giorni il Cavaliere - bisogna abbandonare i toni usati nelle occasioni precedenti. Possiamo puntare ai delusi di Prodi». Il linguaggio quindi va rimodulato, lo scontro senza quartiere evitato.
Ecco, il leader di Forza Italia inizia a preparare così la lunga corsa che porta al voto di aprile. A Via del Plebiscito stanno mettendo a punto le linee guida della campagna elettorale, e Berlusconi è convinto che stavolta la Casa delle libertà debba innovare le parole d´ordine. «La guerra contro Veltroni - ha spiegato - può non funzionare». Anche perché una campagna elettorale al calor bianco rischierebbe di far fallire sul nascere il tentativo di dialogo bipartisan coltivato in vista della prossima legislatura. Per questo, il capo del centrodestra sta studiando una campagna elettorale capace di rivoluzionare i leit motiv degli scorsi anni. Snocciolerà un po´ alla volta la lista dei ministri. Alcuni li sta già contattando. Ma su uno sta concentrando le sue attenzioni. Su Luca Cordero di Montezemolo. L´ex premier vorrebbe il presidente della Confindustria nel suo esecutivo. La circostanza che il mandato a Via dell´Astronomia finisca proprio a maggio rappresenta un´occasione per Berlusconi. Un´occasione per instaurare con le parti sociali un confronto su binari affatto diversi rispetto al quinquennio 2001-2006. E forse non è un caso che Franco Marini, sabato scorso, abbia ascoltato con irritazione le parole pronunciate da Montezemolo dopo l´incontro a Palazzo Giustiniani: «Non ci sono le condizioni politiche per una riforma elettorale», aveva detto. Il Presidente del Senato non ha gradito. La sera stessa poi si sono incontrati di nuovo alla festa per gli 80 Anni di Ciriaco De Mita e il leader degli industriali ha cercato di chiarire: «Sono stato interpretato male». «No - gli ha risposto seccato Marini - non c´era niente da interpretare».
Di fronte alla scelta "solitaria" del Pd, anche il presidente forzista punta a semplificare il suo schieramento. Nel centrodestra è già scattata la battaglia. An, Udc e Lega temono la deriva da "caravanserraglio": l´accusa già mossa dal Pd. Il partito di Fini ha più di un dubbio sulla partecipazione della Destra di Storace. E Casini non ne vuol sapere di farsi carico dell´Udeur di Mastella. Nella scheda elettorale per la Camera, comunque, Berlusconi vuole inserire solo 4 simboli: quelli dei partiti fondatori della Cdl. Al massimo un quinto per accorpare, appunto, le candidature di tutti i "piccoli". Allo stato, però, dovrebbe ricadere su FI il compito di candidare gli uomini della Nuova Dc di Rotondi, della Destra di Storace, del Pri di Nucara e anche dell´Udeur di Mastella e dei Liberaldemocratici di Dini. «Non possiamo presentarci con 14 partiti», hanno avvertito Fini, Bossi e Casini. Al Senato, invece, la tattica sarà opposta: «Lì - ha avvertito l´inquilino di Palazzo Grazioli - tutti saranno in campo. Anche 5 mila voti possono essere determinanti».
Prima che scatti la par condicio, infine, il Cavaliere punterà su tv e maxi-poster. Quindi inizierà il tour delle città e proverà a dire "no" al faccia a faccia in tv con Veltroni. E soprattutto tenterà in ogni modo di bloccare l´Election day.
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19:38:00
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