L'amarezza di mons. Merisi per il sì dell’Europarlamento a contraccezione e aborto per la salute materno-infantile dei Paesi in via di sviluppo.
(Radio vaticana) Parlamento dell’Unione Europea ha approvato ieri una risoluzione in cui si sostiene il ricorso a contraccezione e aborto come mezzi per tutelare la salute materno-infantile nei Paesi in via di sviluppo. 394 i voti favorevoli e 182 quelli contrari. Il testo fa riferimento ad uno degli otto Obiettivi del Millennio definiti nel 2000 per la lotta a malattie, povertà e sottosviluppo nel mondo ed è stato presentato in vista della conferenza mondiale ONU del prossimo 25 settembre. Preoccupazione e amarezza sono state espresse da mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e rappresentante dei vescovi italiani presso la COMECE, la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea. Adriana Masotti lo ha intervistato:
R. – Anche io sono molto amareggiato e sconcertato, perché su un tema importante come l’Obiettivo di sviluppo del millennio sul miglioramento della salute materno-infantile, accanto a cose positive, vi siano poi queste diverse sottolineature che noi riteniamo del tutto negative. Ed in particolare il fatto di parlare di aborto citandolo come diritto, in riferimento alla salute sessuale riproduttiva. Quindi per noi del tutto negativo, insieme poi con l’altro riferimento sul tema della contraccezione. Io dico che purtroppo nella mentalità corrente – e qui vediamo anche nel Parlamento europeo – è diffusa questa sensibilità che privilegia il tema della libertà individuale rispetto ad altri diritti che per noi vengono prima e che sono quelli generali sul tema della vita, della famiglia. Credo che occorra, quindi, impegnarsi di più per creare sensibilità su queste tematiche essenziali cosicché la gente e le coscienze si ribellino di fronte a queste prospettive.
D. – Per aiutare la salute sia delle madri che dei bambini forse ci sono altri interventi da programmare….
R. – Certo. Non si risponde ad un pericolo o ad una realtà di morte con altri temi che pure dicono morte. Io credo che la salute mateno-infantile in questi Paesi chieda altre attenzioni, altri priorità ed altre strade.
D. – Questa è una risoluzione decisa dall’Europa per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo. Ma non c’è anche un contrasto tra aborto, contraccezione e cultura di questi Paesi, a cui ci si rivolge?
R. – Anzitutto bisogna vedere la conseguenza pratica di queste indicazioni e di questa Risoluzione vista nel contesto delle direttive e delle competenze europee, in rapporto anche a quelle nazionali. Indipendentemente però dall’esito pratico e concreto, siamo certamente di fronte ad una prospettiva che dal nostro punto di vista non aiuta il progresso autentico e vero dei Paesi in via di sviluppo. Tante volte presso la COMECE si è detto che occorre fare in modo che da parte degli organismi, delle aggregazioni di ispirazione cristiana, ci siano un lavoro ed un impegno maggiore, affinché sul campo ed anche presso le istituzioni si dibatta e si facciano presenti i valori autentici e veri.
sabato 6 settembre 2008
Andate ed ammalatevi... La chiesa continua a dire no ai contraccettivi.
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venerdì 11 luglio 2008
El Pais. Il Parlamento Europeo condanna Berlusconi per il piano di schedatura dei rom in Italia.
(Andreu Missé – El Pais via Italia dall'Estero) Il Parlamento Europeo ha finalmente reagito alla gravità della deriva che sta prendendo la politica d’immigrazione nella UE. L’Europarlamento ha approvato ieri una risoluzione contro la politica razzista e xenofoba del Governo italiano di Silvio Berlusconi per l’iniziativa di schedare con le impronte digitali gli immigrati di origini rom e sinti, inclusi i minori.
La risoluzione, presentata dal gruppo Socialista, Liberale, Verde e dalla Sinistra Unitaria, ha ottenuto l’appoggio di soli 336 voti. Il Partito Popolare Europeo (PPE) e l’estrema destra hanno votato contro (220) o si sono astenuti (77).
L’iniziativa parlamentare afferma che la raccolta di impronte digitali è “un atto discriminatorio diretto basato sulla razza e l’origine etnica, proibito dall’articolo 14 del Convengo Europeo per la Protezione dei Diritti Umani e dalle Libertà Fondamentali”. Aggiunge che “si tratta di un atto discriminatorio tra cittadini dell’UE di origine rom o nomade e altri cittadini”. Inoltre, si esige dalle autorità italiane che non utilizzino le impronte già raccolte. L’Eurodeputato socialista Javier Moreno ha detto che “la discriminazione del popolo rom non trova spazio nell’UE”. E ha precisato: “Il nostro obiettivo dev’essere quello di integrare la popolazione rom, non di perseguitarla, garantendo il suo accesso all’educazione, alla casa e all’assistenza sanitaria”.
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22:52:00
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venerdì 20 giugno 2008
Il Parlamento europeo chiede all'Iran di depenalizzare l'omosessualità.
Il Parlamento europeo ha chiesto al governo di Teheran di abolire le esecuzioni capitali dei minori e di depenalizzare il reato di sodomia.
(Yahoo notizie) Gli eurodeputati condannano "fermamente le pene di morte e le esecuzioni, in particolare quelle comminate a giovani e minorenni". Denunciano in particolare l'impiccaggione, avvenuta lo scorso 10 giugno, di Mohammad Hassan Zadeh, 17 anni, condannato per la morte di un bambino di 10 anni avvenuta nel 2006 e fanno appello alle autorità affinché rinuncino alle altre esecuzioni di giovani, specialmente a quelle di Mohammad Fadaie, Behnoud Shojaie, Saïd Jaziie e Behnam Zareh.
I deputati di Strasburgo, inoltre, chiedono la depenalizzazione delle relazioni omosessuali in tutto l'Iran dove, come sappiamo, la pena prevista per il reato di sodomia è l'impiccaggione. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Louise Arbour aveva già lanciato, la settimana scorsa, un appello in questo senso. L'Iran è tra i paesi firmatari del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici dal 1976 e della convenzione sui diritti dei bambini dal 1994. La firma di questi due importanti patti internazionale impegna i paesi che li sottoscrivono a non applicare la pena di morte a persone che, nel momento in cui commettono il reato, sono minorenni.
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Out of Iran. Le persecuzioni omosessuali in Iran. Servizio della Cbc.
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17:12:00
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venerdì 23 maggio 2008
Approvata dalla Camera una correzione della legge sulle discriminazioni sul lavoro motivate dall'orientamento sessuale.
Secondo quanto richiesto dall'Ue d'ora in poi l'onere della prova spetterà al datore di lavoro.
La Camera ha approvato nella seduta del 22 maggio una importante correzione del decreto legislativo 216/2003 in applicaizone della direttiva europea sulle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale 78/2000.
L'emedamento inizialmente proposto dal governo, con ogni probabilità al fine di evitare la procedura d'infrazione UE, comprendeva anche la cancellazione della deroga per le forze armate. Tuttavia la norma in caso di approvazione definitva al Senato correggerebbe la grave distorsione voluta asuo tempo dal governo berlusconi della 14^ legislatura.
Ecco il testo dell'emendamento approvato:
«4. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto, desunti anche da dati di carattere statistico, idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, la presunzione dell'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al convenuto l'onere di provare l'insussistenza della discriminazione».
Ora la parola passa al Senato.
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14:57:00
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martedì 29 aprile 2008
Iran: Cappato, Commissione Ue condanna violazione diritti omosessuali.
'Da oggi i Paesi europei non potranno più dire di non sapere'.
(Aki) La Commissione europea ha espresso una "dura condanna" contro il regime teocratico iraniano e ha dichiarato per la prima volta in "modo inequivocabile" di essere "consapevole del fatto che in Iran l'omosessualità consensuale tra adulti è perseguibile a termini di legge. Parimenti, il diritto alla privacy risulta regolarmente violato dai guardiani religiosi, i quali effettuano incursioni nelle abitazioni e in altri luoghi privati alla ricerca di comportamenti 'devianti', tra cui la condotta omosessuale. Inoltre, sono stati denunciati anche casi di condanna a morte e maltrattamenti per omosessualità consensuale in Iran". Lo riferisce in una nota diffusa a Bruxelles l'europarlamentare, Marco Cappato, riportando il testo della risposta dell'esecutivo Ue a un'interrogazione scritta presentata da Marco Pannella.
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18:22:00
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mercoledì 23 aprile 2008
Per il no tedesco salta a Bruxelles un piano per proteggere gay e lesbiche dalle discriminazioni.
(Ansa) Per l'opposizione della Germania, la Commissione Ue ha abbandonato un piano per proteggere gay e lesbiche contro le discriminazioni. Bruxelles aveva annunciato una direttiva 'orizzontale' per tutelare i cittadini europei contro ogni tipo di discriminazioni, incluse quelle basate sugli orientamenti sessuali, eta' e religione, in nuovi settori, tra cui quello delle banche e dei servizi finanziari. Al termine di una consultazione con gli Stati membri, l'esecutivo e' stato costretto a rivedere le proprie ambizioni, limitando la nuova direttiva alla protezione dei soli disabili. Per tutte le altre forme di discriminazione possibili, in particolare quelle sessuali, religiose o in base all'eta', la Commissione proporra' agli stati membri una semplice raccomandazione, che equivale ad una serie di indirizzi senza valore vincolante.
'La Commissione avrebbe preferito mantenere il progetto originario di una direttiva orizzontale', ha detto Katharina Von Schnurben, portavoce del commissario Ue Vladimir Spidla al lavoro e agli affari sociali. 'Ma bisogna essere realisti.
Purtroppo, l'ipotesi di una direttiva generale non sarebbe stata in grado di raccogliere l'unanimita' tra gli Stati membri.
Pertanto, e' stato deciso di mantenere lo strumento della direttiva solo sulle disabilita' fisiche, proponendo una raccomandazione per le altre forme di discriminazione'. A premere di piu' per limitare l'estensione della direttiva e' stata la Germania, contraria ad ampliare il potere legislativo di Bruxelles a settori che Berlino vuole mantenere di esclusiva competenza nazionale. Contraria, ma piu' per ragioni di merito, anche la Repubblica Ceca. Tra i paesi favorevoli, invece, Spagna, Svezia, Finlandia e Gran Bretagna.
'Il nostro orientamento e' realista', ha ribadito Von Schnurben. 'Il 25 giugno presenteremo al Consiglio dei ministri del lavoro una direttiva antidiscriminazione limitata ai solo disabili, ma le nostre porte restano aperte. L'ipotesi di una direttiva orizzontale non e' abbandonata, solo rinviata'.
La marcia indietro di Bruxelles ha deluso molti parlamentari e provocato reazioni delle associazioni di omosessuali. Nei giorni scorsi, l'europarlamentare britannico Liz Lynne ha lanciato una petizione per chiedere di ritornare al progetto originale con una direttiva onnicomprensiva.
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00:36:00
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martedì 25 marzo 2008
Coppie di Fatto, Gay e omossesuali sempre più riconosciuti in Europa. Legge o direttiva Ue?.
(Aprile online) Un lungo percorso, quello del riconoscimento delle coppie di fatto e degli omosessuali, partito dall'Olanda nell'aprile del 2001 con la normativa che consente a gay e lesbiche di sposarsi e anche di adottare dei figli.
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19:30:00
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venerdì 14 marzo 2008
E' davvero morto il fascismo? La Mussolini accusa: "Nel Parlamento Europeo solo burocrati e omosessuali".
Mussolini: alla fine ci faranno entrare nel PPE anche con Ciarrapico. Sono burocrati ed omosessuali.
(Il Corriere della Sera) Ha visto, signora Mussolini, Claude Junker dice che «nel Partito popolare europeo non c'è posto per i fascisti». «Chi?». Juncker, signora, premier del Lussemburgo e presidente dei ministri europei dell' Economia. «Ah, sì! Questo qui, con un cognome che pare uno yogurt, non si è accorto che il fascismo non c'è più. C'è ancora, invece, il comunismo. Il signor yogurt, con i suoi fermenti lattici, invece di criticare Ciarrapico, dovrebbe stare attento a tipi come Bassolino...».
Ciarrapico è candidato al Senato per il Popolo della Libertà. Ha dichiarato di non aver mai rinnegato il fascismo, quindi secondo Juncker nel Ppe non c'è posto per lui. Alessandra Mussolini è candidata alla Camera per il Popolo della Libertà ed è sicura che non succederà proprio nulla: «Figuriamoci! Io sono parlamentare europea, li conosco bene quei burocrati! Signori che votano per le balene... Quelli farebbero entrare chiunque, è tutta una questione di numeri. Crescono e ottengono più fondi».
Anche per Gianfranco Fini ci sono veti all'ingresso nel Ppe. Un anno fa si oppose il presidente Martens. «Ma no! Fini ormai non ha più problemi. Ripeto: in Europa prendono tutti...». In realtà, Buttiglione fu respinto come commissario europeo. «Prese le distanze dagli omosessuali. E nel Parlamento europeo c'è un'alta percentuale di omosessuali».
D'accordo, ma Ciarrapico ha fatto le lodi del Duce. «Ciarrapico voleva candidarsi con Veltroni e non c'è riuscito. Il suo fascismo è una predisposizione sentimentale ». Berlusconi lo candida in funzione anti-Storace? «Macché! Storace è morto da solo. Non prenderà nemmeno un voto. Ciarrapico è candidato perché ha dieci quotidiani. Possono tornare utili».
Quel suo cognome, Mussolini, attrae voti? «Quel cognome fa prendere voti perché davanti c'è il mio nome, Alessandra». Lei cosa pensa del fascismo? «Oggi si può dire fascista qualcuno come Ciarrapico. O qualche anziano nostalgico. O qualche giovane affascinato dalla figura di mio nonno, vero rivoluzionario. Sarebbe però assurdo riproporre il fascismo, che è morto con Mussolini e appartiene alla storia. La gente non è interessata a fatti superati, si occupa di come trovare i soldi per la spesa. Quelli che hanno paura del fascismo possono stare tranquilli».
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17:08:00
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mercoledì 5 marzo 2008
Oltre 50 Deputati europei firmano lettera-appello alle autorità europee per salvare il gay iraniano Mehdi Kazemi dalla condanna a morte.
Rinviata nelle prossime ore la decisione sul rimpatrio. Preoccupazione delle organizzazioni umanitarie.
Oltre 50 Deputati europei, primi firmatari i radicali del Gruppo Alde Marco Cappato e Marco Pannella, hanno sottoscritto in queste ore una Lettera – Appello alle autorità europee per salvare la vita al ragazzo gay 19enne iraniano che rischia di essere deportato in Iran. La lettera aperta - Appello è indirizzata al Commissario Europeo Franco Frattini, al Primo Ministro sloveno Janes Jansa, Presidente di turno dell’Unione europea, al Primo Ministro del Regno Unito, Gordon Brown, a Jan Peter Balkenende, Primo Ministro olandese ed a Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo. I firmatari sono appartenenti a quasi tutti i Gruppi politici presso il Parlamento europeo.
Nell’appello si chiede che vengano applicate le garanzie di protezione per persone che rischiano la pena di morte nel loro paese, a partire dal rispetto delle direttive europee che impongono agli Stati membri il riconoscimento dello Status di rifugiato a coloro che necessitano di protezione internazionale.
Da fonti del Gruppo EveryOne di Gran Bretagna e Italia, che per primi si sono mobilitati per salvare Mehdi Kazemi, è dato per certo un rinvio della decisione sull’eventuale rientro in Gran Bretagna, nelle prossime ore o giorni. Se fosse deciso il rimpatrio del cittadino iraniano in Gran Bretagna, ci sarebbe il rischio di una deportazione in Iran dove lo attenderebbe la pena di morte a causa della sua omosessualità. I rappresentanti del Partito Radicale Nonviolento, del Gruppo EveryOne e dell’Associazione radicale ‘Certi Diritti’, hanno ricevuto rassicurazioni dalle ambasciate olandesi di Spagna e Italia, oltre alla Rappresentanza permanente olandese presso l’Unione Europea, che si sono attivate nelle ultime ore presso il Governo olandese per sollecitare una soluzione positiva.
A seguire il testo della Lettera-Appello (in inglese) promosso dalla delegazione dei radicali presso il Parlamento Europo con l’elenco dei 52 deputati europei firmatari:
Bruxelles, 5 mars 2008
Open Letter - Appeal to:
- Franco FRATTINI, EU Commissioner on Freedom, Security and Justice
- Janes JANSA, Prime Minister, Slovenian Presidency
- Gordon BROWN, Prime Minister of the United Kingdom
- Jan Peter BALKENENDE, Prime Minister of the Netherlands
- Hans-Gert POETTERING, President of the European Parliament
Dear Commissioner, Dear Prime Ministers, Dear President,
we would like to express our serious concern regarding the fate of Medhi Kazemi, a 19 years old gay Iranian citizen who has requested asylum in the United Kingdom and had his application turned down. Fearing deportation, he fled to the Netherlands, where he applied for asylum. Dutch authorities are right now examining his request and deciding on the basis of EU law on whether to send him back to the UK - leaving to UK authorities the final decision on his possible deportation to Iran while not using the possibility foreseen by art. 3 (Chapter II) of the Dublin Regulation.
As you will be aware, Iranian authorities routinely detain, torture and execute homosexuals. Medhi's partner has already been executed, while his father has threatened him with death. Article 3 of the European Convention on Human rights, as well as the Charter of Fundamental Rights and international human rights law, prohibit the removal, expulsion or extradition of persons to countries where there is a serious risk that he or she would be subjected to the death penalty, torture or other inhuman or degrading treatment or punishment, whereas EU law recognises sexual orientation as a ground for Member States to grant asylum. It is not understandable, nor acceptable, that the EU or its Member States apply European and national laws and procedures in a way resulting in the expulsion of persons to third countries that would persecute or kill tem, furthermore in violation of European and international human rights obligations.
We consequently appeal to you to find a common European solution to ensure that Medhi Kazemi is granted asylum or international protection on the EU soil and not sent back to Iran, where he would be executed, hereby ensuring that article 3 of the ECHR is fully respected by all European authorities and notably, in this case, by the UK.
We also ask you to take action to avoid that similar situations do not happen in the future.
Regards,
- Marco CAPPATO, ALDE
- Marco PANNELLA, ALDE
- Sophie IN'T VELD, ALDE
- Jeanine HENNIS-PLASSCHAERT, ALDE
- Lilli GRUBER, PSE
- Sarah LUDFORD, ALDE
- Monica FRASSONI, GREEN/EFA
- Pasqualina NAPOLETANO, PSE
- John BOWIS, PPE
- Alain HUTCHINSON, PPE
- Els DE GROEN, GREEN/EFA
- Daniel DAIANU, ALDE
- Patrizia TOIA, ALDE
- Josu ORTUONDO LARREA, ALDE
- Jaroslav ZVERINA, EPP-ED
- Adeline HAZAN, PSE
- Adina Ioana VALEAN, ALDE
- Renate WEBER, ALDE
- Vittorio ANGNOLETTO, GUE/NGL
- Marie-Arlette CARLOTTI, PSE
- Luisa MORGANTINI, GUE/NGL
- Shakeh MELIKIAN, PSE
- Maria PETRE, EPP-ED
- Roberto MUSACCHIO, GUE/NGL
- Giusto CATANIA, GUE/NGL
- Vincenzo AITA, GUE/NGL
- Gabi ZIMMER, GUE/NGL
- Jean-Louis COTTIGNY, PSE
- Liz Lynne, ALDE
- Heide RUHLE, GREEN/EFA
- Ignasi GUARDANS, ALDE
- Struan STEVENSON, Vice-President of the EPP-ED Group
- Micheal CASHMAN, PSE
- Raul ROMEVA, GREEN/EFA
- Eldar MAMEDOV, PES
- Hélène FLAUTRE, GREEN/EFA
- Dimitris Papadimoulis GUE/NGL
- Robert NAVARRO, PSE
- Ana Maria GOMES, PSE
- Bernadette BOURZAI, PSE
- Alejo VIDAL-QUADRAS, EPP-ED
- Inger SEGELSTRÖM, PSE
- Luis YAÑEZ-BARNUEVO GARCÍA, PSE
- Stavros LAMBRINIDIS, PSE
- Cristian Silviu BUÞOI, ALDE
- Joost LAGENDIJK, GREEN/EFA
- Maria da Assunção ESTEVES, EPP-ED
- Frédérique RIES, ALDE
- Anna HEDH, PSE
- Fiona HALL, ALDE
- Stavros ARNAOUTAKIS, PSE
- Glenis WILLMOTT, PSE
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venerdì 15 febbraio 2008
Adozioni: La Convenzione europea apre alle coppie omosessuali.
Ecco in anteprima una sintesi dei lavori preparatori della nuova Convenzione europea sulle adozioni, che sarà votata dal Consiglio d'Europa a maggio.
(Vita) È in arrivo da Strasburgo la nuova Convenzione europea sull'adozione di minori, che apre le porte all'adozione da parte di coppie di fatto, coppie omosessuali, single. La presenteranno il 19 febbraio alcuni europarlamentari, insieme a Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d'Europa.
La Convenzione sull'adozione è un documento approvato dal Concilio d'Europa nel 1967; nel 2002 si decise di aggiornarla e ora la nuova bozza dovrebbe essere firmata nel Comitato dei Ministri del 5-6 maggio. La Convenzione (testo del 1967) prevede esplicitamente che «tutti gli stati contraenti si impegnano a garantire la conformità delle loro legislazioni nazionali» con i principi espressi nella Convenzione.
Vita ha potuto vedere una sintesi dei lavori fatti per modificare la Convenzione ed è quindi in grado di anticiparvi le direttrici del cambiamento.
Perché si cambia
In Europa ci sono molte leggi sull'adozione nazionale e internazionale, ma non sempre queste leggi hanno come prospettiva l'interesse superiore del minore.
Molte clausole della Convenzione del 1967 sono superate.
Il vice segretario generale del Consiglio d'Europa e un certo numero di europarlamentari sono convinti della necessità di creare una procedura comune per l'adozione internazionale tra tutti gli Stati membri e di incoraggire l'adozione internazionale là dove non c'è una soluzione nazionale. Su questo punto hanno preparato una dichiarazione congiunta che sarà presentata alla stampa il 19 febbraio a Strasburgo.
I punti fondamentali
L'obiettivo della rivista Convenzione europea sulle adozioni di minori è armonizzare le leggi nazionali degli stati membri, dando delle regole minime per l'adozione. Gli standard previsti dalla nuova Convenzione vanno oltre quelli del 1962 e vogliono andare incontro alle nuove esigenze e essere in linea con la giurisprudenza della Corte Europea per i diritti umani (esempio citato esplicitamente E.B. vs France, quello con cui la Corte europea sanzionava la Francia per aver rifiutato l'adozione a una coppia omosessuale).
Ecco i punti più innovativi:
- l'età dei genitori adottivi è abbassata a 30 anni.
- è sempre richiesto il consenso all'adozione del minore da parte del padre: nella versione precedente questo consenso era richiesto solo da parte del padre sposato, quindi solo per figli nati all'interno di un matrimonio.
- è necessario il consenso del minore, se è in grado di esprimerlo. Il minore ha il diritto di essere ascoltato nel processo ch decide del suo status legale e i suoi desideri devono essere presi in considerazione.
- mentre la convenzione del 1967 limita l'adozione alle coppie eterosessuali sposate, obiettivo della revisione della Convenzione è quello di estendere l'adozione alle coppie eterosessuali non sposate ma registrate presso un registro delle unioni civili là dove questa istituzione è riconosciuta dalle leggi nazionali. Inoltre consente agli Stati che lo desiderano di estendere le adozioni alla coppie dello stesso sesso sposate o registrate, così come alle coppie omosessuali che vivono insieme in una convivenza stabile.
- infine la Convenzione sottolinea il diritto del minore adottato a conoscere le proprie origini; questo diritto però va accordato con il diritto dei genitori biologici a rimanere anonimi.
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mercoledì 6 febbraio 2008
Gay, Iran: Bene risoluzione parlamento europeo. Continua la raccolta delle firme per i due giovani gay condannati.
Gruppo Everyone: “ora Javier Solana chieda con coraggio la liberazione di Hamzeh e Loghman”.
Migliaia di firme alla petizione on line per salvare la vita ai due giovani iraniani arrestati per “lavat” e “mohareb”. Dopo l’approvazione della risoluzione del PE, everyone chiede maggiore coraggio all’europa.
(Liberoreporter) Il 31 gennaio 2008, anche come risposta alla “campagna per la vita in Iran” avviata dal Gruppo EveryOne, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN sulle questioni relative alle attività nucleari e ai diritti umani in Iran. Il Parlamento ha espresso la propria «profonda preoccupazione» circa il deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese, «specialmente dalle elezioni presidenziali del giugno 2005». Ha chiesto quindi alle autorità iraniane di garantire a tutte le persone il diritto di esercitare i propri diritti civili e le libertà politiche. Più in particolare, il Parlamento ha condannato fermamente le sentenze capitali e le esecuzioni in Iran, in particolare quelle eseguite contro minorenni, e ha sollecitato le autorità iraniane a rispettare le garanzie normative riconosciute a livello internazionale per i minori. Ha invitato inoltre l'Iran ad applicare la risoluzione adottata recentemente in sede ONU sulla moratoria a tutte le esecuzioni, nonché a eliminare, de jure e de facto, tutte le forme di tortura e le altre forme di trattamento e di pene crudeli, disumane e degradanti (tra cui la fustigazione e l'amputazione), a rispettare il diritto a un giusto processo e a cessare l'impunità per le violazioni dei diritti umani.
“Un’ottimo passo dell’Europa” dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau “ma è necessario fare di più. Ce lo impone la nostra coscienza civile, ce lo impongono le migliaia di vite in bilico per le decisioni di pochi fondamentalisti”.
Il Gruppo EveryOne chiede ufficialmente all’Alto Rappresentate per la politica estera e di sicurezza comune del PE, Javier Solana, di chiedere con coraggio ad Amadhinejad l’immediata scarcerazione di Hamzeh Chavi e Loghman Hamzehpour, i due ragazzi di 18 e 19 anni arrestati il 23 gennaio scorso a Sardasht, nell’Azerbaijan iraniano, accusati di “mohareb” (nemici di Allah) e “lavat” (sodomia), reati per i quali è prevista l’impiccagione. “Le vite di Hamzeh e Loghman non valgono più di quelle delle migliaia di dissidenti, prigionieri politici, giornalisti, attivisti, donne e uomini innocenti attualmente sotto tortura nelle carceri iraniane” dicono Malini, Pegoraro e Picciau “ma la liberazione dei due giovanissimi, divenuti un simbolo in tutto il mondo, costituirebbe un passo fondamentale per l’inizio di un dialogo con le autorità iraniane sul tema dei diritti umani. L’Europa” conclude EveryOne “deve trovare il coraggio di porre delle condizioni importanti per il proseguo delle trattative internazionali”.
Continua, nel frattempo, la petizione su www.petitiononline.com/irangay – che per il momento ha avuto oltre 8.000 sottoscrittori da tutto il mondo –, lanciata da EveryOne per evitare l’esecuzione dei due ragazzi e chiedere un intervento ufficiale dell’Alto Commissariato per le Nazioni Unite Louise Arbour.
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venerdì 25 gennaio 2008
Gay: Frattini, Italia in ritardo su direttiva rifugiati.
(Asca) Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Malta, Olanda, Finlandia, Svezia e Portogallo non hanno ancora recepito la normativa europea che prevede di concedere lo status di rifugiato, in base all'orientamento sessuale. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Franco Frattini, rispondendo a una interrogazione presentata dagli eurodeputati Marco Cappato e Sophia Int Veld, dei liberaldemocratici. ''Mi auguro - ha scritto Frattini - che l'Italia trasponga la direttiva al piu' presto e che lo faccia pienamente e correttamente, in particolare rispetto alle norme sull'orientamento sessuale''. Frattini spiega che i nove paesi che non hanno recepito la direttiva, hanno gia' ricevuto un parere motivato nel luglio 2007. Che tradotto significa ''secondo richiamo'' da parte della Commissione europea. Non dovessero adattarsi alle disposizioni dell'esecutivo comunitario ''in tempi utili'', la Commissione andra' avanti. Fino alla Corte di giustizia europea.
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martedì 15 gennaio 2008
Polonia, Radio Maria perderà le sovvenzioni europee a causa della sua omofobia e antisemitismo.
I contenuti razzisti sono all'ordine del giorno nei servizi dell'emittente che sostiene la Repubblica Omozigote Kasczinsky.
(Lamanicatagliata.com, via Tetu.com) Radio Maria perderà i finanziamenti dell'Unione Europa a causa delle violente campagne omofobe. Lo scrive il sito tetu.com. Sostenitrice della repubblica monozigote dei fratelli Kasczynski, a causa dei suoi contenuti razzisti, antisemiti e omofobi, prodotti con il denaro dell'Unione Europea che ha deciso di non versarli più. La giustitizia esiste.
domenica 13 gennaio 2008
Bassolino. Anzichè cacciato, premiato. Candidato alle europee 2009. Così il Pd libererà la Campania dal governatore.
(Massimo Ciccarello - è costiera) “Se n'adda i'”. Le urla dei napoletani contro Antonio Bassolino sembrano siano arrivate ai piani alti della politica romana.
La dirigenza nazionale del Partito democratico avrebbe chiesto al presidente della Campania di restare in carica giusto il tempo necessario a salvare la faccia ed uscire dall'emergenza rifiuti. In cambio di una sua rinuncia alla presidenza della Regione gli sarebbe stata offerta per il prossimo anno una candidatura al Parlamento europeo. Ne ha dato notizia Europa, il quotidiano dell'ex Margherita, in un articolo apparso il 10 gennaio e titolato significativamente "Bassolino, il tempo di andare a Strasburgo".
"Immagine troppo logora: per il Pd il governatore deve passare la mano" recita il sommario del pezzo, firmato da Gianni Del Vecchio, nel quale si parla di una decisione che "sembra ormai essere stata presa al loft". "Il governatore ormai non è più difendibile - scrive l'articolista - troppo evidenti le sue colpe, troppo logora l'immagine sua e dei suoi uomini. Non più adatta insomma per interpretare la carica di novità che si addice ad un partito appena nato".
Ovviamente non ci sono nè resoconti nè dichiarazioni ufficiali su questo "processo" a colui che l'elettorato campano, e non solo, considera artefice principale del disastro spazzatura. E' quindi sempre possibile che, una volta superata la buriana, faccia comodo a tutti mantenere in vita l'amministrazione Bassolino. Anche perchè potrebbe non solo aprirsi una guerra intestina per la sua successione in Campania, ma pure sorgere il problema di fronteggiare le sue pretese di visibilità nazionale.
Però è significativo che ne abbia parlato il giornale la cui testata porta la dicitura "nel Partito Democratico". E' la prova evidente che persino per i suoi referenti romani l'ex "compagno" del Pci è diventato una compagnia scottante, politicamente giunto al capolinea.
I leader del Pd cominciano a guardare oltre. Si discetta sulle chance del ministro Luigi Nicolais, ci si pone la questione delle aspirazioni del sindaco salernitano Vincenzo De Luca, si affronta il problema del patto di alternanza siglato con Ciriaco De Mita. E se nella discussione occorre riferirsi a Bassolino, i verbi vengono tutti declinati al passato.
Tuttavia se quella del governatore diventa un'agonia politica troppo lunga, può risultare molto dannosa a una regione già in grande difficoltà. Senza nemmeno poter contare su una solidarietà di facciata dai vertici del partito e dal governo, il presidente della Campania è isolato tanto a Roma quanto in Campania. Il che significa che quanto prima cominceranno a chiudersi i rubinetti dei finanziamenti, a cominciare da quelli europei.
L'amministrazione Bassolino riusciva a drenare fondi pubblici perchè questi venivano pompati all'interno di un meccanismo rodato, nel quale ogni sotto-apparato aveva accesso agli stanziamenti in maniera più o meno proporzionale al potere esercitato nel territorio. Il flusso di denaro pubblico distribuito in mille rivoli secondo un metodo scientifico, "ritornava" sotto forma di consenso verso il vertice del sistema. Ma se questo vertice adesso avanza verso la sua inevitabile scomparsa dalla scena, finquando non ce ne sarà uno nuovo che faccia da riferimento i grandi finanziamenti saranno giocoforza orientati verso destinazioni politicamente più affidabili, ed elettoralmente "remunerative".
Solo un rapido crepuscolo di Bassolino può evitare alla Campania una lunga nottata.
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mercoledì 9 gennaio 2008
No di Forza Italia al Parlamento Europeo alle famiglie gay.
Presentata una interrogazione per chiarire che ''il diritto comunitario non puo' modificare il regime interno di famiglia, convivenze more uxorio e unioni omosessuali''.
(Ansa) Il diritto comunitario non e' competente in materia di diritto di famiglia dei singoli Stati Ue e quindi nell'equiparazione della famiglia con le convivenze e le unioni omosessuali.
Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, chiede al Consiglio di confermarlo, in un'interrogazione riguardante un caso attualmente all'esame della Corte di giustizia europea.
Sollevato da un cittadino tedesco il dossier chiede se sia in contrasto col diritto comunitario il mancato riconoscimento di una pensione di reversibilita' ad un componente di una coppia omosessuale registrata.
Nello scorso settembre l'avvocato generale della Corte ha dato ragione al richiedente.
''Al di la' del merito della questione, i Trattati su cui si fonda l'Ue lasciano il regime di famiglia, convivenze more uxorio e unioni omosessuali alla competenza degli Stati membri, come conferma anche l'art. 9 della Carta di Nizza'', rileva Mauro, citando una dichiarazione sottoscritta da numerosi giuristi italiani ed europei per evidenziare ''la pericolosita' di attribuire in via giudiziaria all'Ue settori ulteriori rispetto a quelli previsti nei Trattati e tanto delicati, sottraendoli alla competenza degli Stati''.
Per questo Mauro chiede, nel caso in cui la Corte accogliesse le indicazioni dell'avvocato, se il Consiglio intenda modificare la direttiva Ue per chiarire che ''il diritto comunitario non puo' modificare il regime interno di famiglia, convivenze more uxorio e unioni omosessuali''.
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12:52:00
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lunedì 17 dicembre 2007
Pottering invita il Papa all'Europarlamento. Attese contestazioni dai movimenti anti-clericali e dai sostenitori dei diritti dei gay.
(Ivo Caizzi - Il Corriere della Sera) Da tempo nell'Europarlamento le componenti anticlericali e, soprattutto, la potente lobby trasversale dei gay prevalgono nei ripetuti scontri con il movimento egualmente trasversale degli eurodeputati filo-Vaticano, arrivando a far passare nette prese di posizione a favore delle coppie omosessuali o della ricerca con l'uso di embrioni.
Ma il recente tentativo dei radicali e della sinistra estrema di far eliminare dall'Unione europea i benefici fiscali nazionali sulle proprietà immobiliari della Chiesa, in tutti i 27 Paesi membri, va oltre il tradizionale ambito politico-ideologico. Tocca ingenti interessi economico-finanziari e apre il rischio di perdite miliardarie. Il Vaticano ha così deciso di reagire mobilitando gli eurodeputati di riferimento.
Un ulteriore sostegno è arrivato dal presidente dell'Euro-parlamento, il leader dei cristiano-democratici tedeschi Hans-Gert Pottering, che ha invitato papa Benedetto XVI a tenere un discorso nell'aula di Strasburgo nel 2008. La data non è stata ancora fissata. Le alte gerarchie vaticane vogliono prima valutare attentamente tutti i problemi politici e di opportunità. Pottering ne ha discusso con il suo connazionale papa Ratzinger in un'udienza privata del marzo scorso in Vaticano.
Secondo alcune indiscrezioni, si starebbe ragionando perfino sull'attenzione popolare che convergerebbe sulla sessione di Strasburgo, ricordando ai contribuenti europei il costoso andirivieni con la sede di Bruxelles (provoca un esborso supplementare stimato in oltre 200 milioni di euro annui). Non sarebbero poi da escludere contestazioni di movimenti anti-clericali e di sostenitori dei diritti dei gay.
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15:27:00
Etichette: chiesa, omofobia, omosessualità, papa, parlamento europeo, polemiche, politica, religione
domenica 16 dicembre 2007
Trattato di Lisbona. L'Avvenire critica la carta dei diritti: Ambiguità sul matrimonio.
D'Agostino: "Tendenze sessuali" anche pedofilia e necrofilia.
Vi sono "ambiguità" e "omissioni" nella Carta dei diritti dell'Unione europea firmata da poco a Strasburgo che offrono il fianco a interpretazioni 'aperturiste' sul matrimonio gay e sulle "tendenze sessuali": è l'allarme di un editoriale del quotidiano dei vescovi 'Avvenire'.
"E' dovere di onestà intellettuale, una volta riconosciuti alla Carta i suoi meriti, rilevare come in essa siano state insinuate ambiguità e siano presenti omissioni, che ne possono purtroppo favorire una lettura francamente inaccettabile", scrive Francesco D'Agostino. Le critiche del presidente dell'Unione giuristi cattolici italiani si appuntano, in particolare, sull'articolo 9 sulla famiglia ("Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio") e sull'articolo 21 sulle discriminazioni (fondata, tra l'altro, sulle "tendenze sessuali").
Quanto al primo, "interpretare questo articolo come una intenzionale apertura al matrimonio tra omosessuali è un'autentica forzatura ermeneutica ed ideologica", scrive D'Agostino. Secondo l'editorialista di 'Avvenire', poi, il secondo articolo è "linguisticamente infelice e giuridicamente troppo vago". "Possiamo certamente riferirci all'omosessualità come a una tendenza sessuale'", prosegue, "ma come negare che possono parimenti essere ritenute 'tendenze sessuali' la pedofilia, il sadismo, la necrofilia, ecc? E' troppo pretendere da una Carta dei diritti che alcuni ritengono abbia un valore epocale un uso rigoroso del linguaggio?". La Carta dei diritti diventa giuridicamente vincolante con l'entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona.
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19:54:00
Etichette: chiesa, clero, omofobia, omosessualità, parlamento europeo, religione, tendenze, unione europea
La reazione di "Libero" al Trattato Europeo firmato a Lisbona.
L'Europa si rifà il look e strizza l'occhio agli omosex.
Europa: nuovo Trattato e solite ideologie
Il Trattato europeo si firma, per la seconda volta in tre anni, senza nominare i simboli. E nemmeno le radici giudaico-cristiane, per non scandalizzare i filo-massoni…
(Libero) Scompaiono dalle istituzioni europee la bandiera con le dodici stelle e l'Inno alla gioia di Beethoven. Sopravviveranno ufficiosamente ma, per far contenti tutti, il Trattato europeo si firma, per la seconda volta in tre anni, senza nominare i simboli. E nemmeno le radici giudaico-cristiane, per non scandalizzare i filo-massoni à la Chirac. Ora sono ventisette i Paesi comunitari che dovranno ratificarlo. Per evitare sgradite sorprese, come quelle uscite nel 2005 dai referendum francese e olandese, stavolta si aggirerà l'ostacolo del consenso popolare. Dovunque, tranne che in Irlanda, dove la Carta fondamentale impone il ricorso al referendum, si passerà dai Parlamenti nazionali, con l'obiettivo di far approvare il documento prima delle elezioni Europee 2009. Dopo la firma della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, avvenuta mercoledì a Strasburgo, anche il Trattato va incontro, con la stessa formulazione, alle aspettative dei gay con l'articolo 5, che recita: «Nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione mira a combattere le discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale». Con la differenza che il riferimento all'orienta mento sessuale, già contenuto nella Carta dei diritti, lanciata come documento non vincolante dal Trattato di Nizza, con quello di Lisbona diventa vincolante. Una frasetta, che obbligherà ad adeguare gli ordinamenti nazionali ad applicare le orme anti-omofobia. A meno di una petizione popolare.
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Etichette: europa, omofobia, omosessualità, parlamento europeo
sabato 15 dicembre 2007
Trattato di Lisbona: l’Europa potenzia i diritti, anche di Rom e Gay.
(Miriam Bolaffi - secondo protocollo) Con il trattato firmato ieri a Lisbona l’Europa si è data nuove regole che, se vogliamo, ne snelliscono notevolmente la struttura pur potenziandola molto, specialmente sotto l’aspetto dei diritti umani e delle regole da adottare su questo delicatissimo e importante tema.
Infatti, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, nata come documento non vincolante con il Trattato di Nizza del 2000, dai ieri diventa vincolante fatte salve alcune eccezioni riguardanti Gran Bretagna e Polonia. Di fatto con il Trattato di Lisbona l’Europa potenzia notevolmente il settore del rispetto dei Diritti Umani, in particolare e per quanto riguarda l’Italia, si accettano i vincoli che la Carta dei Diritti Europea stabilisce, tra i quali in questo momento proprio per l’Italia risalta l’art. 21
L’art. 21 fa parte del Capo III intitolato “Uguaglianza” e tratta di discriminazione, vietandone qualsiasi forma. Interessante quanto riportato dall’art.21 al punto 1: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali”.
Da notare che, avendo l’Italia firmato il Trattato di Lisbona, e quindi avendo accettato il vincolo della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea non può più esimersi dal rispetto delle minoranze e giocoforza dovrà confrontarsi con gli ultimi avvenimenti di discriminazione successi in Italia in particolare verso i Rom.
In effetti l’art. 21 apre altri scenari anche per quanto riguarda le leggi in materia di diritti degli omosessuali in quanto stabilisce in modo chiaro e inequivocabile che sono vietate discriminazioni sotto qualsiasi forma anche per quanto riguarda le “tendenze sessuali”. Mi torna in mente la vicenda che vede due nostri cari amici, Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni, scontrarsi con le Istituzione per ottenere il permesso di sposarsi. Da oggi quel permesso gli viene riconosciuto in quanto negandolo sarebbe una chiara forma di discriminazione.
Nei prossimi giorni naturalmente seguiremo con attenzione i lavori del Parlamento Italiano che dovrà mettere in pratica quanto firmato ieri a Lisbona soprattutto per quanto riguarda il rispetto della Carta dei Diritti Europea e seguiremo l’evolversi delle vicende che riguardano gli episodi di discriminazione verso la minoranza Rom e l’applicazione della normativa europea per quanto riguarda i diritti degli omosessuali. Qualcosa è cambiato, ora l’importante è che quanto deciso ieri a Lisbona venga effettivamente applicato.
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11:17:00
Etichette: diritti, europa, libertà, matrimonio gay, parità, parlamento europeo, unione europea, unioni civili
giovedì 13 dicembre 2007
Carta dei diritti per l'Europa: tutelati anche gay e lesbiche.
(Queerblog) Con la proclamazione ufficiale di ieri - mercoledì 12 dicembre 2007 - diventa un documento ufficiale la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. La firma e la proclamazione sono state affidate ai tre massimi vertici continentali: il presidente (di turno) dell’Ue José Socrates, il presidente della Commissione José Manuel Barroso e il presidente del Parlamento europeo Hans Poettering.La Carta - lievemente modificata rispetto a quella firmata nel 2000 a Nizza - entra in vigore da oggi con la firma del Trattato di Lisbona, subentrato alla Costituzione europea mai entrata in vigore, e costituisce il vero passo avanti nella costruzione di un’identità europea. Anche se la Carta non fa parte del Trattato, è comunque citata in uno degli articoli e diventa così vincolante per tutti, eccetto Polonia e Regno Unito che hanno ottenuto una clausola di esenzione.
Nasce davvero in questo modo l’Europa dei diritti e la conferma della bontà di questo passo arriva proprio da Strasburgo, dove la cerimonia ufficiale è stata contestata in modo sguaiato dagli euroscettici e dall’estrema destra europea, fra cui il leghista Borghezio, associato in questo agli ultra-conservatori polacchi.
All’interno delle sei sezioni che compongono la Carta (dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia) almeno due articoli fanno riferimento direttamente ai diritti delle persone lgbt:
Art 9
Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizioArt 21
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Viva l’Europa.
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23:41:00
Etichette: diritti, europa, omosessualità, parità, parlamento europeo







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