La vittima è un trans triestino che pare avesse già ottenuto dal Tribunale il nulla osta per cambiare sesso.
Bologna, morto durante gioco erotico: un fermo per omicidio preterintenzionale.
L'accusato, che ha chiamato i soccorsi quando si è reso conto della situazione, ha raccontato di aver accettato il gioco sadomaso solo per fare un piacere alla vittima.
(Adnkronos) C'e' un fermo per omicidio preterintenzionale per la morte di un travestito avvenuta ieri a Baricella, in provincia di Bologna, durante un gioco sadomaso finito male. Il pm Lorenzo Gestri lo ha disposto nei confronti di Michele Tropper, il 35enne titolare del contratto di affitto della cascina in cui nel tardo pomeriggio di ieri e' avvenuto il decesso. La vittima e' un trans triestino di 31 anni, che pare avesse gia' ottenuto dal Tribunale di Trieste il nulla osta per cambiare sesso, morto soffocato dopo essere stato legato con una catena a un albero del giardino di Tropper. E' stato lo stesso 35enne a chiamare i soccorsi verso le 18 quando ormai per il trans non c'era piu' nulla da fare.
Il fermo e' scattato verso le 4 di stamattina dopo un lungo interrogatorio. Tropper ha raccontato al magistrato di aver conosciuto la vittima in chat ed i averla frequentata per circa 5 mesi. Il 35enne ha detto di non aver mai fatto sesso con la vittima che ad un certo punto gli aveva parlato della sua voglia di praticare pratiche sadomaso. Tropper ha spiegato di aver accettato tali giochini per fare un piacere alla vittima. E cosi' ieri l'ha legata a un albero del suo giardino e le ha girato intorno al collo una grossa catena che ha tirato 4-5 volte finche' la situazione non gli e' sfuggita di mano uccidendo il trans per soffocamento.
martedì 9 settembre 2008
C'è un fermo per il gioco Bdsm con un trans morto a Bologna,
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19:22:00
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mercoledì 27 agosto 2008
Rocky Horror in crisi cerca nuovi attori.
Da 28 anni al Mexico, il musical tormentone deve rinnovare il cast. Gli appassionati dilettanti che ogni venerdì cantano e ballano il mitico rock show lanciano l´appello: "Venite a darci il cambio".
(Laura Bellomi - La Repubblica) Dopo più di quindici anni di spettacoli gli attori non convenzionali del The Rocky Horror Picture Show chiedono rinforzi. Nessuno di loro vorrebbe appendere al chiodo giarrettiere e tubini ma per trasformarsi tutti i venerdì sera in inquietanti maggiordomi ed eccentrici transessuali serve per lo meno la sicurezza di qualche attore appassionato pronto alle sostituzioni. Qualcuno che in caso di contrattempi o di una febbre improvvisa possa indossare i panni dei personaggi del musical che, un cast dopo l´altro, va in scena ogni settimana al cinema Mexico di via Savona ormai dal 1981.
«I personaggi principali sono una dozzina ma poi servono almeno tre o quattro nuovi transilvani che coinvolgano il pubblico - spiega Patrizia Bossi, 37 anni, che dal 1991 interpreta il personaggio di Magenta, la domestica sensuale - e abbiamo anche bisogno di un nuovo maggiordomo dato che Emanuele, il ragazzo che l´anno scorso impersonava Riff Raff, si trasferirà fuori Milano». Per riprendere la stagione del musical interattivo che ogni venerdì al Mexico fa il tutto esaurito, il gruppo dei fedelissimi deve aspettare dunque di trovare nuove leve. «Per il maggiordomo cerchiamo un ragazzo alto e magro, preferibilmente pelato. Ma se è capelluto non è un problema, camuffiamo con le parrucche», chiarisce Patrizia.
Gli attori sanno tutte le battute del film a memoria e il venerdì mettono in scena un´interpretazione imbattibile di vizi e virtù dei personaggi, mentre sullo schermo scorrono le immagini del film tratto dallo spettacolo teatrale di Richard O´Brien, che nel 1973 fece scalpore per la trasgressività con cui venivano raccontate storie di bisessuali e travestiti. Poi, all´improvviso, riso e acqua piombano addosso agli spettatori, tutti invitati a ballare e scatenarsi al ritmo dello spettacolo. Per gli attori, dilettanti appassionati, il "Rocky" - come familiarmente lo chiamano loro - è un amore viscerale. «Il film l´ho visto a 17 anni e da quel momento non ho fatto altro che ascoltare la colonna sonora e seguire il motto "Don´t dream it, be it" - racconta con trasporto Patrizia - . Dal cast precedente (cui sono subentrati nel 1991, ndr) ho ereditato il grembiule nero, nei mercatini ho cercato un reggiseno paiette e un tubino scollacciato: così sono diventata Magenta».
Per preparasi allo spettacolo bisogna arrivare al cinema con un´ora di anticipo. Però, ne vale la pena. «Balli, urli e metti il reggicalze senza che nessuno parli male di te - racconta Arianna Robba, 29 anni, quasi dottoressa in Veterinaria - quando ho visto la groupie Columbia mi sono detta che anch´io volevo essere così, frac e cilindro d´oro. Poi la passione per la musica e i costumi hanno fatto il resto». Qualcuno ogni tanto sarebbe tentato di mollare ma poi ci ripensa. «Dire basta è impossibile, verso maggio la fatica si fa sentire ma poi ad agosto non vedi l´ora di ricominciare - dice Roberto Distano, musico-terapista trentottenne che dal 1992 è l´ex fattorino Eddy - ho basettoni grossi e capelli lunghi, quando sono Eddy mi sento me stesso, un ribelle rockettaro». Un successo giunto quasi alla ventottesima stagione. «Nel 1981, per un anno, ho proiettato il film tutte le sere. Poi ho lanciato il musical con gli allievi della scuola di recitazione del Piccolo, fra cui c´era anche Claudio Bisio - racconta Antonio Sancassiani, gestore del cinema che da ormai 15 mesi ha in cartellone Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti - e ora andiamo avanti, il pubblico del Rocky, coinvolto, non fa altro che divertirsi».
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lunedì 7 luglio 2008
Cocaina, sesso e travestiti: La nuova moda.
(Alberto Giannino - Img press) Consumo di cocaina, festini nella casa di papà, club privè riservati e accesso con tanto di tessera, dark room, orge con ballerine e con travestiti, giovani benestanti, calciatori di fama mondiale, studenti universitari costretti a prostitutirsi per pagare affitto di casa e coca, modelli/e, starlette, politici, uomini d'affari, imprenditori, veline, letterine e non, che sniffano la "droga dei ricchi". La cronaca è impietosa. E' un susseguirsi anche di notizie di giovani e meno giovani che fanno uso di cocaina, droga che, unita all'edonismo, all'abuso alcool, e al sesso sfrenato degrada l'uomo e lo abbassa al rango di uomo animale. Questo è oggi il quadro morale della nostra società post industriale e post moderna nell'era della globalizzazione. E i giovani che si drogano - piaccia o no- sono i figli sono i figli della nostra società neopagana, secolarizzata e scristianizzata. Assistiamo a un degrado morale pari solo a quello del tardo Romano Impero e della Grecia antica. E' opinione corrente degli esperti che la causa, forse, maggiore, della forza di presa della droga nell'animo giovanile sta nella disaffezione alla vita, nella caduta degli ideali, nella paura del futuro. Senza la prospettiva dei grandi valori, la persona umana, specie se ancora nella sua primavera, quando non ha ragione di vivere e di pensare con suggestione all'avvenire, cerca di fuggire dal presente per rifugiarsi nei surrogati o nel nulla. I giovani si sentono minacciati da una società che non hanno scelto, una società che non hanno costruito loro , ma della quale tuttavia fanno parte con responsabilità crescenti. Questa società sembra presa da follia quando mobilita tutte le proprie energie, per spingersi verso ciò che ne costituisce la distruzione. Il progresso scientifico e tecnologico ha reso l'uomo apparentemente padrone del mondo materiale. L'esperienza mostra, purtroppo, che non si tratta di un dominio scientifico neutro, come alcuni hanno pensato. L'uomo moderno, infatti, è tentato di considerare ogni cosa come un oggetto manipolabile ed ha finito spesso per porre tra gli oggetti manipolabili anche se stesso. Questa è la grande minaccia dell'epoca nostra! Sta ai giovani con quella attenta ponderazione che può benissimo congiungersi col loro naturale entusiasmo, offrire un personale contributo al superamento di situazioni insoddisfacenti, traendo ispirazione dalla loro fede e forza dal loro dinamismo. Loro lo possono fare mantenendo aperto il dialogo con gli adulti e parlando loro con franchezza, libera da ogni acrimonia: " Noi diremo loro: riconosciamo e traiamo vantaggio da ciò che ci offrite; noi non vi addebitiamo i frutti e i "confort" del progresso; noi non neghiamo i vostri meriti; ma vi chiediamo di poter essere al vostro fianco nell'eliminare certe storture, nel superare le perduranti ingiustizie. Noi vogliamo che il progresso sia positivo, e non micidiale; che sia di tutti e per tutti, non solo per alcuni; che serva alla causa della pace, e non alla guerra." La prima causa che spinge giovani ed adulti alla deleteria esperienza della droga è la mancanza di chiare e convincenti motivazioni di vita. Infatti, la mancanza di punti di riferimento, il vuoto dei valori, la convinzione che nulla abbia senso e che pertanto non valga la pena di vivere, il sentimento tragico e desolato di essere dei viandanti ignoti in un universo assurdo, può spingere alcuni alla ricerca di fughe esasperate e disperate. Stiamo assistendo infatti al diffondersi e al radicarsi in tutti gli Stati di una "morale laica", che prescinde quasi totalmente dalla morale oggettiva, cosiddetta "naturale", e dalla morale rivelata dal Vangelo. Noi non vogliamo fare il processo alla società: dobbiamo però constatare che tante carenze nella struttura della società, come la disoccupazione, la mancanza di alloggi, l'ingiustizia sociale, l'arrivismo politico, l'instabilità internazionale, l'impreparazione al matrimonio, la legalizzazione dell'aborto e del divorzio, delle unioni gay, causano fatalmente un senso di sfiducia e di oppressione che può sfociare talvolta anche in esperienze paurosamente negative. Se si vuole un umanesimo autentico, pieno e concreto bisogna pervenire ad un'antropologia più profonda e più globale, che consideri l'uomo come un soggetto personale, trascendente la sua esistenza ed operante lui stesso la sintesi di tutte le dimensioni del suo essere, senza isolare le une dalle altre, e senza lasciarle sviluppare a detrimento delle altre. Non è stato in effetti troppo privilegiato l'"avere" a spese del valore qualitativo dell'"essere", troppo identificato l'uomo col possessore delle cose, e praticamente ridotto l'uomo a sistemarsi lui stesso e a sistemare i suoi simili nel mondo delle cose, con la volontà di potenza, la paura, la lotta delle classi che ne deriva? Anche sul piano della scienza e della storia l'uomo tende a considerarsi come un risultato, il risultato del suo proprio processo evolutivo o dei meccanismi della vita sociale, come spossessato della sua soggettività, mentre invece è creatura di Dio, libera per realizzare l'unità del suo essere, per promuovere i valori umani fondamentali. Si tratta di ricomporre eticamente la personalità di ciascuno e della comunità.L'"uomo tecnologico", che pone ogni sua fiducia ed ogni interesse nella scienza e nella tecnica per ottenere il massimo del benessere, si trova poi deluso ed amareggiato di fronte allo scacco fatale della malattia, della sofferenza morale, della morte inesorabile. L'"uomo tecnologico" diventa perciò l"'uomo solo", perché affranto, minacciato, sconfitto. Il dolore fisico, unito a quello morale diventa un "dolore esistenziale", e apertamente o nascostamente si fa "dolore religioso", suscitando i supremi interrogativi e la domanda di significato. Una delle tendenze che si è andata intrecciando con l'incremento del benessere materiale nei nostri giorni, è l'indifferenza religiosa. Questo fenomeno si accompagna all'abbassamento del livello di moralità e al senso del vuoto. Ne portano il peso maggiore le vite giovanili, spogliate spesso del loro slancio e avviate ad effimeri e negativi surrogati della felicità. Occorre tornare continuamente, con disponibilità, alle ragioni profonde della fede. Allora si comprende che esse coincidono pienamente con le ragioni dell'uomo, poiché vi è nell'uomo «un abisso infinito, che non può esere colmato che da un oggetto infinito e immutabile, cioè da Dio stesso» (Pascal, Pensées). Allora si ricollocano in onore i grandi valori: la vita, innanzi tutto, dal suo primo sbocciare nel grembo materno fino all'ultimo respiro; l'amore umano, riflesso di Dio-Amore di cui parla Benedetto XVI nella sua prima Lettera Enciclica; la dignità del matrimonio: la santità e la stabilità del vincolo coniugale. L'uomo ha un bisogno estremo di sapere se merita nascere, vivere, lottare, soffrire e morire, se ha valore impegnarsi per qualche ideale superiore agli interessi materiali e contingenti, se, in una parola, c'è un "perché" che giustifichi la sua esistenza terrena. Questa dunque resta la questione essenziale: dare un senso all'uomo, alle sue scelte, alla sua vita, alla sua storia. "Gesù - ripeteva continuamente Mons. Luigi Giussani ai giovani - possiede la risposta a questi nostri interrogativi; Lui può risolvere la 'questione del senso" della vita e della storia dell'uomo. Dio si è incarnato per illuminare, anzi per essere il significato della vita dell'uomo. Questo bisogna credere con profonda e gioiosa convinzione; questo bisogna vivere con costanza e coerenza; questo bisogna annunziare e testimoniare, nonostante le tribolazioni dei tempi e le avverse ideologie, quasi sempre così insinuanti e sconvolgenti." E credo, senza dubbio alcuno, che Mons. Luigi Giussani, leader di Comunione e Liberazione, esperto in umanità, oltre che ministro di Dio, alter Christus, avesse profondamente ragione.
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mercoledì 11 giugno 2008
Poliziotti e drag queen insieme in scena a Padova per beneficenza.
"C'è un uomo nudo in casa" .’ambigua commedia degli equivoci di Biagio Izzo, incasso a favore di Casa Priscilla.
(Morena Trolese - Il Mattino di Padova) La solidarietà ha mille volti ma quando i protagonisti sono poliziotti, drag queen e impiegati della Questura allora è un’altra storia, una storia tutta da scoprire, da gustare.
Improvvisatisi registi, attori, scenografi, cantanti, ballerini e costumisti, gli agenti della Polizia di Stato - in collaborazione con gli artisti padovani Miss Pingy, Tinasputnik e Nanà e con il patrocinio della Questura e del Comune di Padova - debutteranno sul palco del Teatro Verdi (mercoledì prossimo, alle 20.30) con lo spettacolo «C’è un uomo nudo in casa», commedia brillante in due atti firmata Bruno Tabacchini e Biagio Izzo.
Lo show, che ha fatto il suo debutto in maggio al Palaturismo a Montegrotto devolvendo l’incasso alla Clinica di oncoematologia pediatrica di Padova e alla Cooperativa Solaris-La Tenda di Montegrotto, ha stavolta come obiettivo la raccolta fondi a favore degli ospiti di una casa-famiglia padovana. L’intero ricavato della serata andrà a sostegno di «Casa Priscilla» di via Crescini che da anni, sotto la direzione di suor Miriam, aiuta donne, ragazze madri e bambini sia italiani che stranieri in difficoltà. «Abbandoniamo la divisa per un paio d’ore e ci mettiamo in gioco per beneficenza»: i componenti de La Nuova Compagnia Teatrale della Luna ci tengono a sottolineare che dietro a tutto ciò non si cela alcun secondo fine. «Non siamo professionisti, bensì autodidatti e a spingerci fin sul il palcoscenico - precisano il regista Gianlorenzo Zuin, il protagonista Cesare Mortella e gli attori Carlo Iannelli e Luigi D’Arbano - è la voglia di emozioni e di aiutare il prossimo». La compagnia è nata quasi per scherzo, un anno fa. Già nel 2007 la compagnia aveva interpretato con discreto successo una commedia di Vincenzo Salemme. «Ma ora - giurano - la nostra tecnica si è affinata e il pubblico resta a bocca aperta. Proviamo da marzo, nei ritagli di tempo: ciascuno di noi è diviso fra il lavoro e la famiglia. Eppure sono le nostre mogli, i figli, ad aiutarci ad imparare la parte e a perfezionare le battute».
La pièce racconta di Biagio, di professione steward e alle prese con la sua presunta omosessualità; una commedia esilarante basata sugli equivoci, che ha registrato grande successo di pubblico nell’allestimento originare di Biagio Izzo. A dirigere la compagnia della Luna, oltre al citato Zuin, c’è Rino Settembrini e vi si cimentano, chi nel ruolo di attore e cantante e chi di comparsa, anche: Rosanna Armeni, Antonietta Formiglio, Linda Impagliazzo, Vito Pacifico, Romeo Barollo, Flavio Farinazzo, Alessio Roveran, Cataldo Todaro e Maurizio Saturno. I biglietti, del costo di 10 euro l’uno, saranno in vendita a partire da domani alla biglietteria del Verdi che apre con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 13 e il lunedì dalle 15 alle 18.30 (telefono 049.87770213). L’appello è rivolto a tutta la cittadinanza, chiamata a partecipare all’evento.
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mercoledì 4 giugno 2008
Mondo Drag. Un video racconta il mondo delle Drag Queen.
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere ma che non avete mai osato chiedere sullo strepitoso mondo delle Drag Queen. Un bel video a firma Giulie.
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giovedì 22 maggio 2008
I problemi dell’istruttore di guida transex.
(River-blog) Emma Sherdley lavora da dodici mesi in una scuola guida rivolta alle donne: la particolarità di questa struttura del Regno Unito - West Yorkshire - è che impiega esclusivamente donne. In verità Emma non è propriamente una donna: fino ad un anno fa era Andrew, sposato e con due figli. Ha iniziato il percorso per cambiare sesso, e al momento è a metà strada. Un cliente musulmano della scuola guida, però, sta pensando di citarla per danni. Il motivo? Promettono istruttori donne, e, invece Emma non lo è. Il musulmano aveva iscritto la moglie ad un corso di scuola guida. “Mi avete mandato un uomo - ha detto -Ha una voce da uomo: si è solo travestito”.
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18:01:00
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mercoledì 21 maggio 2008
Serbia. Eurofestival o gay pride?
La Prohibida, un'icona gay spagnola (Foto: Yogurinha Borova/flickr)
Il 53° Eurofestival si apre il 20 maggio in Serbia. Un’occasione per gli omosessuali di uscire allo scoperto?
(di Dagmar Vohburger, traduzione Filippo Martin - Cafèbabel.com) I fan dell’Eurofestival di tutto il mondo, tra cui figurano molti omosessuali, attendono con ansia il megaevento che si terrà a Belgrado. La comunità gay-lesbica della città balcanica spera di uscire dalla semi illegalità.
L’Arena di Belgrado, la quinta struttura coperta d’Europa per dimensioni, sarà il luogo in cui dal 20 al 24 maggio si svolgerà l’Eurovision Song Contest, ovvero l’Eurofestival. La struttura, che si trova nel quartiere Novi Beograd, Nuova Belgrado, con una superficie di 48.000 metri quadrati, è in grado di ospitare oltre 20.000 spettatori.
Per i giovani, che hanno conosciuto il mondo occidentale per lo più attraverso libri e televisione, l’Eurofestival 2008 costituisce l’opportunità per avvicinarsi ai coetanei di altre Nazioni.
«Sono contenta che la Serbia: per una volta se ne parla, senza che sia a causa della guerra», dice Jasna, vent’anni, originaria di Jagodina, cittadina del sud del Paese. La giovane, che ha iniziato a studiare tedesco all’università lo scorso autunno, forse non nutre un’autentica passione per la musica: sembra piuttosto piena d’orgoglio che l’evento abbia luogo, quest’anno, nella sua Patria.
Grandi manifestazioni e parate, come quelle che hanno accompagnato l’Eurofestival in Germania, in Serbia non sono all’ordine del giorno. Dario, un ragazzo della stessa età di Jasna, non si entusiasma più di tanto: «È positivo vedere tanto movimento per le strade, ma a me sembra che piano piano, tutto diventi un pò gay». Secondo lui la naturale, pubblica comparsa di lesbiche e gay, come è successo in Germania, non è così positiva.
La solita musica dell’omofobia
Boban Sojanovic conosce bene la “musica” dell’omofobia nel suo Paese. «C
ome giornalista, non potevo più lavorare in provincia, per cui mi sono trasferito nell’anonimato di Belgrado». Qui il trentenne collabora, dall’autunno del 2000, con il piccolo gruppo gay QUEERIA, che conta una decina di aderenti. Nel marzo del 2001 una cinquantina di persone irruppero nel suo ufficio in reazione all’impegno preso dal gruppo in favore dei matrimoni gay: tutto fu travolto, comprese le persone che si trovavano lì.
Le pene: da due a tre mesi. «A questo punto, perché parlare?», dice Boban. Anche gli altri gruppi di Belgrado, come il Labris, Gayten, Gay Straight Allience, o il Transgay, non contano molti aderenti. «La gente ha paura, semplicemente», spiega Boban.
Il giovane vede nel concorso musicale la possibilità di allacciare contatti con altre organizzazioni, per poter creare una sorta di lobby.
Lesbica, rom e nazionalista
uttavia una grande chance, è andata in fumo l’anno scorso. «Con la vittoria di Marija Šerifović, lesbica con origini rom, l’idea che se ne trasse all’estero fu quella di una Serbia tollerante verso le minoranze», ci spiega Boban. «Si è comprata un appartamento, una macchina, e si è messa con i radicali», continua Boban, riferendosi all’appoggio che la Šerifović ha dato al partito ultranazionalista di Nikolić. Per i rom e gli omosessuali è stata una grossa delusione.
Apertamente contrario all’omosessualità è il “Movimento Patriottico Obraz” (Onore). «Anche questo movimento d’ora in poi si attiverà affinché Belgrado rimanga una libera città cristiana», si legge sul loro sito web. Manifestazioni come un Gay Pride non verrebbero tollerate.
Il presidente Boris Tadic e gli organizzatori dell’Eurofestival 2008, si fanno garanti della sicurezza per tutti gli ospiti della manifestazione, e la quantità di forze dell’ordine impiegate è considerevole: uomini con gilet gialli nuovi di zecca, e muniti di una paletta con su scritto “policija” pattugliano le strade.
Il consiglio di Boban? Sia omo che etero, la cosa da evitare è andare in giro con le bandiere dei Paesi che hanno riconosciuto il Kosovo
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14:57:00
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venerdì 9 maggio 2008
New York, studente trans minacciato di espulsione, per protesta i compagni si travestono.
(La Repubblica) Micheal Loscalzo (a destra nella foto), studente di 17 anni della Brewster High School, a New York, ha annunciato il suo desiderio di diventare una donna e ha iniziato a vestirsi come una ragazza. Per questo è stato preso in giro e aggredito. I suoi compagni di scuola hanno deciso allora di dare un segno di solidarietà e si sono presentati a scuola i ragazzi con gonna e parrucca, le ragazze in abiti da uomo. Un gesto per protestare contro chi ha deriso e insultato Michael perché vuole cambiare sesso e contro i dirigenti scolastici che lo hanno minacciato di sospensione perché si veste da donna.
Tutte le altre foto.
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09:26:00
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mercoledì 30 aprile 2008
Sotto ricatto. Ronaldo, notte con tre viados a Rio. "La mia carriera potrebbe finire". Il video.
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L'attaccante del Milan credeva che i travestiti fossero donne. Il calciatore si era offerto di pagarli comunque, ma uno di loro avrebbe chiesto 20mila euro per non rivelare la faccenda.
(Il Resto del Carlino) La notte brava di Ronaldo con i travestiti brasiliani è finita al commissariato. Il centravanti del Milan, tornato nella sua città natale per recuperare da un grave infortunio, domenica notte, dopo aver assistito alla vittoria del Flamengo sul Botafogo e avere passato la serata in una discoteca, è finito in un motel insieme al travestito André Luis Ribeiro, più noto come Andrea Albertino.
A quanto riferisce il quotidiano O Dia, secondo il racconto del travestito reso al commissario Carlos Augusto Nogueira del 16esimo DP Barra da Tijuca, una volta al motel il giocatore avrebbe chiesto altre "ragazze". Accortosi che non si trattava di donne a tutti gli effetti si sarebbe rifiutato di pagare. A quel punto, secondo invece la testimonianza del campione, sarebbe scattato il tentativo di estorsione: Andrea Albertino avrebbe chiesto al giocatore 50mila Reais (circa 20mila Euro) per non riferire la notizia alla stampa e chiudere lì la questione.
Ronaldo, riferisce la polizia, avrebbe offerto 600 dollari per il "disturbo".
Da parte sua, il travestito ha però fornito una diversa versione, accusando Ronaldo di minacce, di non aver voluto pagare la serata e anche di fare uso di cocaina. Stando a quanto riporta O Globo, secondo il commissario Nogueira, Ronaldo ha ammesso di aver contrattato le ragazze per "distrarsi con qualche estraneo perché non sta attraversando un bel momento". Il giocatore ha però negato tutte le altre accuse.
Andrea Albertino ha comunque insistito, ed ha fatto i nomi dei due altri travestiti che avrebbero trascorso la notte con Ronaldo. Si tratterebbe di Carla Camilla, con cui l'attaccante del Milan si sarebbe appartato per fare sesso, e di Veida Dezaroli, che avrebbe portato con sé della droga, assunta da tutti i partecipanti al festino. Ronaldo compreso, secondo la versione di Andrea Albertino.
Il travestito si è fatto fotografare con i documenti della macchina di Ronaldo come prova dell'incontro, ma ha lasciato il commissariato prima di avere completato la denuncia: fatto ritenuto anomalo dal commissario, secondo il quale Ronaldo "non si trovava sotto l'effetto di droga ed è parso sincero".
La polizia ha comunque confermato l'apertura di due fascicoli. Uno è contro Ronaldo, dal momento che il travestito lo accusa di minacce, l'altro contro lo stesso travestito per tentata estorsione. Secondo quanto riportato dal portale Terra, l'addetto stampa del giocatore ha affermato che Ronaldo non ha nulla da commentare sull'episodio: "Non vi è alcuna denuncia criminale", ha spiegato.
Decisamente abbattuto per "l'incidente" con i tre travestiti, ingaggiati credendoli prostitute donne, ma poi denunciati per tentata estorsione, un Ronaldo decisamente abbattuto ha confessato - rivela globoesporte - che questa vicenda potrebbe costargli molto cara. "Potrebbe significare la fine della mia carriera", avrebbe detto ad un ispettore, che ha però mantenuto l'anonimato. Atteso al commissariato della Barra da Tijuca (nella zona est di Rio de Janeiro) da una trentina di giornalisti, Ronaldo ha fatto il suo ingresso alle 8.30 per deporre ed ha lasciato gli uffici alle 9, promettendo di tornare un altro giorno per evitare l'assedio dei giornalisti.
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martedì 29 aprile 2008
Lo scandalo Ronaldo e i nostri "opinionisti". Vladimir Luxuria: "È l'alibi dell'ipocrisia.
(Quotidiano.net) "Ogni volta che una persona nota, come nel caso di Ronaldo, ma anche meno nota, viene 'pizzicata' con una trans, la stessa persona cade dalle nuvole, dicendo di essere stata tratta in inganno. Addirittura tre inganni, nel caso di Ronaldo. La verità è che, molti uomini, cercano il piacere trans non certo come surrogato di una donna. È l'alibi dell'ipocrisia, un copione troppo ripetuto, per essere originale".
Queste le parole dell'ex parlamentare Vladimir Luxuria, in merito al recente scandalo sessuale che ha coinvolto l'attaccante del Milan, Ronaldo. Il giocatore, in Brasile per recuperare dall'operazione al ginocchio, è stato denunciato da un travestito che, insieme ad altre due trans, lo ha accusato di non voler pagare una prestazione sessuale. Ronaldo sostiene, invece, di essere stato vittima di un'estorsione.
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venerdì 14 marzo 2008
"I costumi e gli amori degli uomini e degli dei" al circolo Arcibellezza di Milano.
in collaborazione con Arci Gay, l'Arci Bellezza presenta una originale rassegna dal 17 al 30 marzo
Lunedi 17 marzo dalle ore 20.00
La serata si aprirà con un aperitivo musicale lounge a cura della giovane dj Arge. In seguito affronteremo il tema del travestitismo nello spettacolo, grazie alla visione di "Venus Boyz", il documentario di Gabriel Baur sui drag king e la mascolinità femminile e grazie all'intervento di una drag queen di "Join the Gap" (la serata organizzata con grande successo dal gruppo E20 del Cig) che ci parlarà del fenomeno e ci darà "lezioni di trucco". Infine, sarà proiettata la divertentissima commedia "Chinese Odissey" di Jeffrey Lau, in cui si raccontano le vicende di una ragazza vestita da uomo per partire all'esplorazione del mondo.
Ingresso (con tessera Arci o simile: ArciGay, ArciLesbica, ecc…) + buffet = solo 5 euro.
Mercoledì 19 marzo – ore 21
Presso Cig
Mercoledì 19 si inaugurerà la mostra "TRAVisamenti. Letture erronee di realtà erranti", composta da una serie di installazioni e giochi interattivi creati appositamente per la mostra stessa. Si tratterà di un percorso fatto da "esperienze di deragliamento" dai classici binari su cui troppo spesso si crede che i generi viaggino tranquillamente. In occasione dell'inaugurazione, si terrà anche un dibattito. La mostra rimarrà aperta fino al 30 marzo (orario pomeridiano). L'ingresso, sia per l'inaugurazione che per la mostra, è libero e gratuito.
Mercoledì 26 marzo – ore 20
Presso Cig
Anche la cena della sezione Cultura del Cig, che tante persone ha incantato nel corso degli ultimi anni per la sua convivialità e l'atmosfera rilassata e familiare, sarà dedicata al tema del travestitimo. Il titolo "Cambia la buccia…" dice tutto...
La cena (dal costo di soli 5 euro) è aperta a tutt*.
Si consiglia di prenotare a: cultura@arcigaymilano.org.
Domenica 30 marzo – ore 20
Presso Arci Bellezza
Ancora un aperitivo musicale lounge con le note di dj Arge. A seguire, l'incontro con la scrittrice Buci Sopelsa e su* figli*: ci parleranno delle proprie esperienze, di transgenderismo e ci presenteranno il libro "Barba ben fatta e un filo di rossetto" e l'ultimo lavoro (ancora inedito) di questa simpaticissima autrice. Il tutto accompagnato da immagini, poesie, canzoni… Per concludere la proiezione di "Lui portava i tacchi a spillo" di Bernard Blier, con uno straordinario Gerard Depardieu.
Ingresso (con tessera Arci o simile: ArciGay, ArciLesbica, ecc…) + buffet = solo 5 euro.
Vi ricordiamo indirizzi e numeri di telefono dei due circoli:
Arci Bellezza – via Bellezza 16a – linee 9, 29, 30, 90, 91 – tel. 02 58 30 26 74
Cig Arcigay Milano – via Bezzecca 3 – linee 12, 14, 27, 29, 30, 60, 73 – tel. 02 541 22 22 5
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mercoledì 5 marzo 2008
Show «en travesti» a Milano. Lo swing futurista delle Sorelle Marinetti. Mercuria, Turbina, Scintilla: Successo in falsetto e tailleur.
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Venerdì in libreria, dal 7 al Ciak: è lanciatissimo il trio che canta «Tulipan».
(Fabrizio Guglielmini - Il Corriere della Sera) Il nome è futurista, la musica swing e il look «en travesti». Da un'alchimia nata nel mondo teatrale, con una libera ispirazione al trio Lescano, ha preso le mosse il progetto delle Sorelle Marinetti, un trio vocale che riprende celebri brani degli anni '30 e '40, con ritmi del canto armonizzato d'epoca. Dopo l'apparizione di Mercuria, Turbina e Scintilla Marinetti (nomi che rievocano con ironia lo spirito del Futurismo) nel programma «Markette» e l'uscita del disco d'esordio «Non ce ne importa niente», il trio ha suscitato molte nostalgie e altrettante curiosità. Brani come «Camminando sotto la pioggia», «L'uccellino della radio» e «Romantico Slow» accendono i ricordi ma al tempo stesso cercano un nuovo pubblico fra chi ascolta queste composizioni per la prima volta.
Venerdì pomeriggio il trio presenta il disco con uno showcase alla Feltrinelli di piazza Piemonte, offrendo un'anteprima dello spettacolo-concerto, in programma dal 7 al 9 marzo al teatro Ciak-Fabbrica del Vapore, show che prevede una serie di sketch che riprendono per spigolature la vicenda artistica del trio Lescano (tre sorelle olandesi, naturalizzate italiane, che ebbero enorme popolarità fino al 1945) e più in generale il periodo che precede e attraversa la guerra. Ideatore del progetto è il produttore Giorgio Bozzo: «Trattandosi di tre uomini, l'accostamento con le Sorelle Bandiera è il primo che viene alla mente, ma in realtà il repertorio rende omaggio ai successi delle sorelle Lescano».
Andrea Allione (Mercuria), Nicola Oliveri (Turbina) e Marco Lugli (Scintilla) interpretano con verve i loro ruoli, trovando un inaspettato consenso soprattutto da parte del pubblico femminile. Lanciate dal fantasista Gennaro Cosmo Parlato (a sua volta presentato in tv da «Markette» di Chiambretti), i tre cantanti si sono adattati al canto swing, in puro Lescano-style, accompagnate da un settetto jazz diretto da Christian Schmitz. Dicono le tre sorelline in coro: «È stato più facile calarsi nel canto in falsetto di "Tulipan" e "Ma le gambe" che nei tailleur anni Trenta!».
LE SORELLE MARINETTI
Al Teatro Ciak-Fabbrica del Vapore da venerdì 7 a domenica 9 marzo.
Tel. 02.20.24.10.31
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20:16:00
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lunedì 3 marzo 2008
Una "mostruosa" Platinette senza veli per un mensile.
"Chiunque può essere desiderabile".
Sogna un futuro da giornalista dietro la scrivania del Tg Uno e nel frattempo posa nuda per una rivista gay. "Perché devono spogliarsi soltanto i modelli? Perché si devono vedere soltanto ventri a conchiglia e nessun doppio mento?"
(Quotidiano nazionale) Platinette posa senza veli per la copertina di marzo di 'Pride', il mensile gay italiano.
''Ho pensato - dice nell'intervista al mensile - che questa fosse una bella occasione per mettere in discussione i modelli dominanti, anche nella comunità gay. Perché devono spogliarsi soltanto i modelli di D&G? Perché si devono vedere soltanto ventri a conchiglia, gambe dure come il marmo, nessun doppio mento? Ho cercato di dimostrare che chiunque può essere 'desiderabile', anche se fuori modello di riferimento. Assicuro che non è stato ritoccato niente e che si può ironizzare sul proprio corpo anche quando ci si ha un rapporto difficile come ce l'ho io, l'importante è saperlo, e conviverci''.
Infine il suo sogno professionale: ''Fare la giornalista nei panni di Platinette e condurre il Tg Uno, come una specie di Angela Buttiglione dei tempi d'oro che dava l'impressione che, come se non inquadrata, con una mano girasse il sugo e con l'altra desse la linea all'inviato di turno. Ma questo - conclude - in Italia non è possibile, non c'è coraggio, non c'entra l'omofobia''.
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venerdì 8 febbraio 2008
Su Kataweb c'è Luxuria che risponde alle domande.
In questi giorni troviamo Vladimir Luxuria su Kataweb che risponde alle domande degli internauti. Domande particolarmente impegnative, ed alcune anche cattive, che non danno tregua all'onorevole comunista a volte spiazzandola
Ma Luxuria non si lascia prendere dallo scoramento e risponde a tutti molte volte utilizzando anche trucchetti usati parecchie volte da politici più navigati e scafati. Segno che Vladimir Luxuria in Parlamento ha perso la sua genuinità politica? Probabilmente si.
Si sà frequentando le cattive compagnie... si viene "traviati".
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
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13:43:00
Etichette: internet, interviste, luxuria, omosessualità, rifondazione comunista, transessuali, travestiti, web
mercoledì 6 febbraio 2008
Omaggio cinematografico ai "Femminielli" di Napoli per documentarne la storia.
"CERASELLA: OVVERO ESTINZIONE DELLA FEMMINIELLA"
Un video-documento commissionato dal professor Paolo Valerio.
(Giovanni Valentino - La Repubblica, edizione di Napoli) Le femminelle non vanno con le femminelle, invece i gay vanno con i gay. Basta intendere già questa differenza per intuire il senso antropologico di "Cerasella: ovvero estinzione della femminella". Un video-documento commissionato dal professor Paolo Valerio, docente di Psicologia clinica alla Federico II, al regista partenopeo Massimo Andrei, autore di "Mater natura", film vincitore di tre premi al Festival di Venezia di due anni fa.
La ricerca di Andrei - che verrà proiettata sabato alle 20 al Grenoble per il festival ‘O Curt e che non è destinata al mercato - non indugia né sulla valenza sociologica dell´argomento né su quella spietata della cronaca, ma risale il tema a partire dal 1500, quando per la prima volta Gian Battista della Porta nomina in un suo studio la femminella. Che non è un travestito. «Geneticamente maschile, con atteggiamenti, movenze e bisogni tipicamente femminili - racconta Massimo Andrei - la femminella è altra cosa dal transessuale e dal gay occidentale. Napoli, dopo il terremoto del 1980, ha radicalmente cambiato, perso, i suoi connotati geografici e sociali. Quella che era la comunità di quartiere è stata spappolata dalla "metropolitanizzazione", assumendo la forma di collettività, e le femminelle hanno smarrito l´habitat nel quale erano perfettamente integrate. Estinguendosi, perché via via è cresciuta la categoria del gay, talvolta ricco, affermato, potente: fa l´architetto, il designer, l´avvocato, mentre la femminella al massimo lavorava a mo´ di colf, tirava di tombola, faceva la spesa per le famiglie del rione. Certo, ce n´era anche qualcuna che istruiva i ragazzi al sesso, perché erano costretti a rispettare la verginità delle loro promesse spose. È evidente - prosegue Andrei - che con la mutazione della città il carattere e lo stile delle femminelle è finito. Nessuna più trova degno appartenere al vissuto che Patroni Griffi in "Scende giù da Toledo" e Curzio Malaparte ne "La pelle" hanno descritto a fondo. Ma anche la cinematografia è stata attenta al caso, dal genere popolare con Mario Merola ("I figli") a quello più esteta di Mario Martone ("Morte di un matematico napoletano")».
Specchio dell´addio al femminiello (espressione corretta anch´essa), e quindi a persone come ‘a russulella, Mina, Ciro ‘a campagnola, Michelino ‘e Resina - tutti intervistati da Andrei - è Manuela Miano, alias Cerasella, che al tempo delle riprese si chiamava ancora Emanuele. Maggiorenne, di Secondigliano, ha deciso di non diventare «‘na pazza femmenella, ma di essere trans. Con le tette». Del resto lo dice la storia, da Hermes e Afrodite a certi pastori di San Gregorio Armeno, dal libro "Nel paese della camorra" di Abele De Blasio a "La gatta cenerentola" di Roberto De Simone: le femminelle detengono stravaganze che sono associate a poteri magici e rituali, e spesso devono subire punizioni ufficiali. Una su tutte, nel Novecento, fu il confino a Ustica in pieno regime fascista.
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Vedi anche: La Candelora e la Festa dei "femminielli".
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sabato 2 febbraio 2008
La Candelora e la Festa dei "femminielli".
(Parole non dette) La Solennità della Presentazione del Signore, si celebra 40 giorni dopo la festività del Natale del Signore. Conosciuta anche come "Festa delle Luci", ebbe origine a Gerusalemme intorno al IV sec., con il nome di "Ipapante" ("Incontro"), dove veniva celebrata con grande solennità. Nel VI sec., Papa Sergio I ne fece tradurre i testi liturgici in latino e la fece celebrare anche nella Chiesa d'Occidente, dove in Francia venne arricchita di significato con una solenne benedizione di candele e processione. In Occidente, questa festività, pian piano si trasformò in "Festa della Purificazione di Maria"; va dato atto alla Chiesa Cattolica di averne ripristinato il nome originale nel 1960 e con questo il suo autentico significato. Questa "Festa delle Luci" è senz'altro la festività di riferimento della prima parte del Tempo Ordinario, e seconda come importanza solo alla solennità della Trasfigurazione del Signore. Ma la festività della "Presentazione del Signore" oltre che "Festa delle Luci", viene anche chiamata "III° Natale" o "Piccolo Natale", questo perché se nel "I° Natale" (25 dicembre), Cristo si è rivelato ai poveri e ai "marginali" in genere nella figura del pastori, se nel "II° Natale" (Epifania) si è manifestato ai popoli del mondo nella figura dei Magi, nel "III° Natale si è manifestato ai credenti. Nel "III° Natale" inoltre la situazione si capovolge:non sono più: poveri, pastori, magi che vanno dal Signore, ma è lui che nelle braccia dei suoi genitori va a "incontrare" credenti e sacerdoti nel tempio. I credenti, spesso impastoiati se non ingannati dalle loro tradizioni, morali, presunzioni e discipline di ogni genere, spesso si trovano nell'incapacità di "vedere", di "trovare" Dio, se Dio non va da loro, non si manifesta al loro cuore. Dio, inoltre, non disdegna di manifestarsi ai credenti, nei luoghi che i credenti hanno riservato alla preghiera, nella sua più sublime e stupefacente Epifania: quella nell'umanità di un fragile bambino.
La denominazione di "Candelora" data popolarmente alla festa deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio).
La Festa dei "femminielli"
Ogni anno, il 2 febbraio, in occasione della Candelora, tutti i femminielli da Napoli (soprattutto dai Quartieri Spagnoli) si ritrovano sul sagrato di Montevergine a intonare canti di ringraziamenti alla Madonna Schiavona (di cui si conserva un mirabile ritratto all'interno della Chiesa) con i ritmi della "Tammurriata". La Tammurriata, come scrivono Patrizia Gorgoni e Gianni Rollin nel libro "Tammuriata" è un "ballo", un canto, un suono, una delle maggiori espressioni musicali e sociali della tradizione folcloristica campana. Essa si è sempre realizzata, sin da tempi remoti, e continua a realizzarsi in tutta la sua solare estemporaneità, ad opera del popolo, nelle campagne di provincia, Il fenomeno della tammurriata è legato soprattutto a momenti ritualizzati della collettività e con più precisione alla sacralità devozionale rivolta alle tante Madonne campane e a Sant'Anna
Ma perché i femminielli dovrebbero cantare lodi alla Madonna Schiavona? Secondo una leggenda che si tramanda da secoli, la festa dei "femminielli" sarebbe ancora più antica della costruzione del Santuario stesso e risalirebbe addirittura al 1256, quando due omosessuali furono cacciati dalle mura cittadine per atti considerati osceni e portati sul monte Partenio per lasciarli morire in una giornata d'inverno. Invece il miracolo si compì, e oltre al sole che squarciò le tenebre i due potettero anche accoppiarsi secondo le leggi di natura. I "femminielli" da anni si recano il 2 febbraio per ringraziare la Madonna per il miracolo compiuto, in una tammurriata di sincretismo religioso tra sacro e profano accettata da tutta la comunità che vi partecipa di vero cuore.
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Etichette: chiesa, fede, omosessualità, religione, superstizione, tradizioni, transessuali, travestiti
giovedì 24 gennaio 2008
E' un travestito il protagonista del talk show più seguito. La «drag queen» pachistana adorata da modelle e mullah.
Ali Saleem, 28 anni, la sera in tv diventa «la signora Nawazish».
(Cecilia Zecchinelli - Il Corriere della Sera) «Sono una drag queen, tesoro, non un fondamentalista. Ma penso che il Pakistan dovrebbe essere ancor più anti- Usa: perché siamo un Paese normale, non di barbuti estremisti come dicono gli americani. E siamo gente "cool", io ne sono la prova, anche se Musharraf ha già deciso l'esito delle nuove elezioni e qui la vita è pericolosa...». Ali Saleem, 28 anni, nato al confine afghano da padre generale e madre impiegata, può dire ciò che vuole. A chi lo intervista, perfino (soprattutto) in televisione. Dove dal 2005 conduce su Aaj Tv il programma più popolare dell'intero Pakistan: «Late Night Show With Begun Nawazish Ali». Ovvero: programma notturno (in realtà è in prime time) con la signora Nawazish. Che poi è sempre lui.
Sari sfavillanti, make-up pesante, brillantini sulle braccia depilate, gioielli eccessivi (finti), vocina e gesti da vera coquette. Nel programma «adorato da modelle e mullah» (certificano i media locali), la «vedova» Begun Nawazish parla di sesso come nessuna vera donna potrebbe fare (tantomeno se sposata), pena l'onore della famiglia. E intervista politici e atleti, attrici e avvocati, chiunque sia o voglia diventare un Vip (perfino un mullah vi ha partecipato). Con i maschi flirta spudoratamente, con le femmine è competizione a 360 gradi. Con tutti dice cose che nessuno penserebbe possibili in un Paese retto da una (semi?) dittatura, in balia (almeno al Nord) di talebani e islamici estremisti, radicato in tradizioni (in campagna ma non solo) maschiliste e sessuofobe. Dove — è storia vicina — gli studenti coranici della Moschea Rossa della capitale bruciavano i negozi di video («anti-islamici»), le loro compagne rapivano prostitute e maitresse di un vicino bordello («miscredenti »).
A Ali-Nawazish invece tutto è lecito, tranne parlare delle turbolente zone del Nord, o del Belucistan, punti dolenti per Islamabad da cui questa regioni vorrebbero l'autonomia. «Nessuna minaccia, nessun messaggio di odio, al contrario», racconta Ali-Nawazish (che vuol dire gentilezza). E che iniziò a voler essere femmina fin da bambino («pregavo tantissimo per diventarlo»), anche se si innamorò di una serie di ragazze e poi donne. Tra cui Benazir Bhutto, l'ex premier che voleva tornare ad esserlo, uccisa in un attentato a fine 2007, che diventò il suo primo personaggio tra gli amici di scuola, poi nei cabaret. «Nel 2003, quando Musharraf liberalizzò l'etere, passai in tv e smisi di impersonare Benazir, lasciai finalmente emergere la diva che c'era in me», la vedova Nawazish. Che presto diventò la star più amata di tutto il Paese. Merito del presidente Musharraf, sostiene Ali Saleem in accordo con intellettuali e commentatori locali che pur s'oppongono allo strapotere dell'ex generale, ma ne riconoscono le aperture sul fronte della libertà dei media (tranne in stato d'emergenza, come in novembre). Ma merito anche del fatto che il Pakistan è un Paese molto più «cool» di quanto si pensi all'estero, perlomeno complesso e sorprendente.
Se l'omosessualità è vietata (seppure diffusa e non particolarmente punita), i transessuali o i gay che appaiono tali fanno parte integrante della società: la tradizione di origine indiana accetta infatti da sempre l'esistenza di molti/e «hijra», che formano una loro casta e sono ritenuti «nè uomini nè donne», un «terzo genere» a cui si attribuivano ieri poteri magici, presente oggi nel cinema e nella letteratura. Ali dice che lui in realtà «fuori dallo studio tv non si traveste», che «vorrebbe sposarsi» (con una donna), avere bambini. Ma finché resterà Begun Nawazish, la Vedova Gentilezza, sarà nel cuore dei pakistani. E potrà dire tutto quello che vuole. Contro l'America, contro il governo, perfino contro il presidente (che, dice Ali, «è un mio fan»). Ali-Nawazish Ali Saleem, 28 anni, nato nel Nord del Pakistan da padre generale e madre impiegata, ha impersonato per anni nei cabaret Benazir Bhutto. Dopo l'apertura dell'etere di Musharraf nel 2003 ha lanciato in tv la signora Nawazish, con uno show dal successo travolgente
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giovedì 17 gennaio 2008
Burlesque! per la rivista GQ è il miglior spettacolo di genere in Italia.
(Teatro.org) Mercoledì 23 gennaio 2008, alle ore 21, al Teatro del Navile in via Marescalchi 2/b ( ang.via D'Azeglio 9 – Piazza Maggiore) Bologna, proseguono gli appuntamenti dell'avanspettacolo anni '50 con Burlesque! Lo spettacolo prodotto dal circolo Arcigay «Il Cassero» e dall' «alberTStanley».
Londra, New York e Bologna, questa è la triade del burlesque, dove furoreggiano pin-up, imbonitori, numeri d'avanspettacolo e curiosità mai viste; così questo mese la rivista GQ indica proprio lo spettacolo scritto da Luca de Santis come il riferimento italiano da non perdere.
A Bologna è ormai un appuntamento cult sulla bocca di tutti: chi ancora non ha fatto l'esperienza di un'intera serata negli anni '40, con sirene antiaerei, rifugi strettissimi e cinegiornali d'epoca rivisitati? Un vero spettacolo di burlesque come quelli che imperversavano nei sobborghi di New York negli anni '50, che non risparmia col suo occhio satirico né religione, né arte contemporanea, né storia, né politica.
La piccola compagnia di Burlesque! presenta ogni due mercoledì un repertorio comico sempre diverso: una Virginia Woolf depressa dall'insistente musica di Philip Glass, l'evangelista Matteo per nulla concorde con le scelte di scrittura dei suoi tre colleghi, Elisabetta I Tudor che nel suo diario si lamenta perché ancora vergine, le madri di Michelangelo, Leonardo e di Botticelli che chiacchierano tra loro all'uscita dell'asilo, questo è solo un assaggio dell'avanspettacolo più intellettuale e divertente della città.
Leonardo Feltrin è il caustico imbonitore della serata in nerissimo fez e tacchi vertiginosi, David White è l'istrionico attore, Lysandra Coridon l'irresistibile pin-up, il tutto accompagnato dalla voce di Wilbi e dalle note di un solitario pianoforte.L'occhio di bue si accende, la musica swing risuona nel foyer, gli attori sono già in
fermento: c'è solo il tempo di prendere la propria bombetta, il proprio boa di struzzo, un bicchiere di vino e sedersi in platea.
BURLESQUE!
è uno spettacolo scritto da Luca de Santis, regia di Ennio Ruffolo,
contributi video a cura di Fabio Fiandrini
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11:19:00
Etichette: arcigay, bologna, gayfriendly, spettacolo, teatro, travestiti
giovedì 10 gennaio 2008
Accetta passaggio da due viados, violentato. La vittima è un 26enne.
Disposta la custodia cautelare in carcere. Li aveva scambiati per donne ma resosi conto dell'errore si è tirato indietro. Quindi è stato rapinato e stuprato.
(Il Corriere della Sera) Li ha scambiati per donne e ha accettato un passaggio in auto, quindi è stato violentato. Vittima: un italiano di 26 anni. Aggressori: due viados sudamericani, uno peruviano di 29 anni (Sabrina) e un argentino di 25 (Mariana). I due sono stati fermati dai carabinieri di Corsico. La notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio i tre si sono conosciuti vicino a un locale milanese, il Freelife. Verso le 2 di notte, il giovane, insieme a un amico, ha accettato un passaggio in auto verso casa. A Corsico, i quattro hanno avuto un approccio ma il 26enne, resosi conto dell'errore, si è tirato indietro. A quel punto, secondo quanto ha denunciato il giorno successivo ai carabinieri, i due sudamericani lo avrebbero picchiato, derubato di cellulare e soldi, costringendolo poi a turno a dei rapporti sessuali. Dopo la denuncia, la notte tra il 4 e il 5 gennaio il giovane è tornato sul posto insieme ai militari dell'Arma e ha riconosciuto i due aggressori che si prostituivano in zona. I due extracomunitari, su uno pendeva già un decreto di espulsione, sono stati interrogati per la convalida dal gip Andrea Pellegrino su richiesta del pm Maria Vulpio, e hanno negato tutto dicendo che quella notte si trovavano da tutt'altra parte. Il gip ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere con le accuse di violenza sessuale di gruppo, furto e violazione della legge sull'immigrazione.
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12:26:00
Etichette: abusi sessuali, milano, prostituzione, travestiti, violenze
domenica 30 dicembre 2007
Capodanno gay al sud.
(Napoligaypress) Numerosi sono gli appuntamenti per chi volesse allontanarsi di qualche chilometro per festeggiare l’inizio del nuovo anno. La Puglia in particolare è il luogo ideale per salutare l’anno vecchio, infatti è la location di una delle feste più interessanti.
In provincia di Bari, al Nautilus di Giovinazzo si festeggia con La Wanda Gastrica e Sophie Cointreau al “Red Party” organizzato da Novantagradi: dress code obbligatorio e risata assicurata!
A Roma invece ci sarà “Euphoria” il party di fine anno di autofinanziamento del Circolo Mario Mieli in collaborazione con Gaydar alla discoteca Qube: tre piani, 10 ore di musica, 13 dj, 5 live show (con imperdibili drag e peep show), 18 dancer e gogo e mega dark room.
Per chi si vuole allontanare un po’ di più, a Catania troverà “l’unico grande veglione di San Silvestro” al Pegaso Circus organizzato dal Gruppo Pegaso
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20:22:00
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