(Uaar) Padre Antonio Rungi, che ha lanciato poco tempo fa il concorso di bellezza per suore “Sister Italia 2008″, ha deciso di bloccare questa iniziativa “per tutelare me e le suore che avrebbero partecipato”. Nonostante il successo nella raccolta delle adesioni, sono arrivate anche le critiche; così padre Rungi chiarisce: “Credo che ci sia stata solo una grande confusione. Ma quale “miss suora”? Chi ha capito male forse non è in buona fede. Il concorso per la suora più bella aveva l’unico scopo di far raccontare sul web la vita nei conventi, di far raccontare la vita più bella delle religiose. Tutto qui”. Il sacerdote continua: “ci sono state delle persone che volutamente hanno frainteso ed hanno deciso di speculare su una iniziativa innocente, anche pesanti ingiurie. Qualcuno mi ha detto che io finirò all’inferno”.
martedì 26 agosto 2008
Finirò all’inferno? “Sister Italia”: sacerdote promotore blocca l’iniziativa.
Un ricatto a luci rosse lambisce la cattedrale di Genova.
Il diacono di San Lorenzo ha denunciato due romeni che ieri a Marassi hanno rivelato al gip il retroscena .
(Matteo Indice - Il secolo XIX) Un telefonino con foto e immagini compromettenti, "l'arma" che i fratelli Jane e Alin Mihai potrebbero aver utilizzato - ed è già sotto sequestro da giorni - per una serie di ricatti a luci rosse. È la pista, molto solida, su cui lavorano i carabinieri della compagnia Portoria e il sostituto procuratore Piercarlo Di Gennaro, dopo che venerdì scorso i due stranieri, 32 e 21 anni, sono stati arrestati per estorsione a danno d'un diacono nei pressi della cattedrale di San Lorenzo. L'uomo inizialmente aveva dato loro denaro notandoli "accampati" vicino al santuario; ma era finito in fretta nel mirino ed entrambi, nelle ultime settimane, si erano fatti consegnare quasi duemila euro conoscendo pure il suo indirizzo di casa. Ieri mattina sono stati interrogati in carcere dal giudice per le indagini preliminari Franca Borzone, rivelando particolari che fanno leggere la vicenda sotto una luce completamente diversa.
Gli investigatori hanno infatti individuato un cellulare che i fratelli Mihai potrebbero aver usato per mettere in pratica il loro ricatto. Lo hanno ammesso nel corso del colloquio a Marassi e l'obiettivo è ora capire quali siano state le vittime. Senza dimenticare che sempre venerdì un altro ventenne originario della Romania era finito in cella, con la stessa accusa, per aver rovinato la vita a un quarantenne. Con quest'ultimo aveva avuto una serie d'incontri per quasi due anni, finché l'italiano a inizio maggio non ha troncato la relazione. A quel punto lo straniero ha preso a minacciarlo, ribadendo che avrebbe rivelato ad amici e familiari la sua omosessualità. L'ex partner, comprensibilmente geloso della propria privacy, lo ha segnalato alla polizia ferroviaria e pochi giorni fa gli agenti hanno assistito in diretta all'ultima consegna di denaro, facendo scattare le manette: le banconote erano state segnate e hanno rappresentato la prova cardine per formalizzare l'accusa.
«Non è un mistero - confermano in Procura - che nelle situazioni più estreme i giovani dell'est arrivino a scelte di questo tipo, sebbene negli ultimi anni i sistemi per tenere in ostaggio le vittime si siano particolarmente affinati». Ed è certo, si rimarca ancora a palazzo di giustizia, che una persona rimasta in balìa dei fratelli Mihai abbia avuto i rapporti sessuali nella zona del Righi. Proprio qui sono state realizzate le immagini (con ogni probabilità fotografie, che a loro volta sarebbero essere state trasmesse da un telefono all'altro) potenzialmente divulgabili, e per questo temute da chi ha continuato a pagare. Un primo riscontro è arrivato con la perquisizione dell'alloggio di vico Pepe, nel centro storico, dove vivevano i romeni. Ma qualcosa di più dovrebbe emergere con gli accertamenti dei prossimi giorni.
domenica 24 agosto 2008
"Sister Italia", nasce il concorso della suora più bella.
(La Repubblica) Dopo la "Clericus Cup" benedetta dalle alte sfere vaticane, nasce anche "Sister Italia 2008", un concorso on-line lanciato in coincidenza con "Miss Italia" per eleggere "La Suora d'Italia del 2008". L'iniziativa vuole "sfatare il pregiudizio che a farsi suore sono solo ragazze non belle o non avvenenti", mostrando "nel rispetto del pudore e della vita di consacrazione al Signore, anche i volti belli dei monasteri e dei conventi: religiose che provengono da Paesi ove la bellezza e' una costante nelle donne ma anche italiane doc". Eta' richiesta: 18-40 anni. Stato religioso: novizia o professa. "In futuro non escluderei l'ipotesi - annuncia padre Antonio Rungi, teologo morale e promotore dell'iniziativa - di far partecipare, rivedendo le norme attuali del Concorso Miss Italia, a latere, delle Suore, molte delle quali sono davvero belle, intelligenti, preparate, colte, con un fascino spirituale ed umano che cattura l'interesse dei giovani e dei grandi". "Nell'immaginario collettivo - spiega il sacerdote passionista -passa un'idea di suora e monaca triste, delusa della vita, non realizzata nel matrimonio o nei sentimenti, a volte delusa anche professionalmente e socialmente: tutto l'opposto della realta' e della verita' entro le quali si muovono le scelte di consacrazione di donne davvero eccezionali, belle soprattutto nell'animo, ma sempre piu' frequentemente anche belle nella loro fisicita'. Percio' - conclude - vengano fuori e si rendano visbili le suore che possono legittimamente aspirare al titolo di Sister Italia 2008".
mercoledì 23 luglio 2008
Fede e politica. Monsignor Bettazzi: "La mia coscienza mi dice di disobbedire". A favore delle unioni omosessuali.
(Adista) "In Italia il Concordato è stato fatto durante una dittatura, per salvare la propria libertà. Per questo, penso che oggi il modello ideale per il nostro Paese potrebbe essere quello americano: negli Usa non si fanno concordati, ma leggi che valgono per tutte le religioni". Con queste parole, lo scorso 4 luglio, mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, ha espresso la sua posizione sui rapporti tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano, regolati sin dal 1929 dai Patti Lateranensi (poi recepiti dall’art. 7 della Costituzione), che concedono alla Chiesa cattolica un ruolo del tutto privilegiato rispetto alle altre confessioni religiose. Bettazzi interveniva all’interno di un dialogo con il filosofo Carlo Augusto Viano, sul tema "Così vicina, così lontana. La Chiesa, la sua base e il potere politico", organizzato nell’ambito di una rassegna dal titolo: "Di santa ragione", 6 serate di discussione su filosofia, religione, politica e scienza promosse da Procope Studio e dalla rivista Micromega, svoltesi a Bologna dal 1° al 10 luglio scorsi. In questa sede il vescovo emerito di Ivrea, che prese parte alle ultime tre sessioni del Concilio Vaticano II e fu tra le personalità di spicco della Chiesa cattolica nel dialogo con il mondo comunista, ha sottolineato con forza il primato della coscienza individuale: "Fondamento della vita morale è la coscienza e ci possono essere delle situazioni in cui la mia coscienza mi dice di disobbedire". Fedele a questo principio, Bettazzi si è quindi espresso a favore delle unioni omosessuali: "Per tanto tempo abbiamo detto che il fine primario del matrimonio è la procreazione, fino al punto di negare il sacramento a chi è impotente, ma io credo che il fine del matrimonio sia l’amore. E se ci sono due persone dello stesso sesso che si amano, pur non chiamando la loro unione matrimonio, dobbiamo aiutarle a stare insieme".
venerdì 18 luglio 2008
Sydney. Il papa non si scusa con le vittime di abusi da parte di preti pedofili.
(Uaar) Chris MacIsaac, portavoce di un gruppo di sostegno a persone abusate da sacerdoti cattolici, ha oggi esplicitamente accusato il papa di non essersi scusato in maniera significativa con le vittime.
Sull’argomento, il clima ha iniziato a surriscaldarsi martedì, quando ad ABC TV sono intervenuti i genitori di due ragazze ripetutamente violentate da un prete negli anni ‘90: una di esse è poi finita nel tunnel dell’alcolismo, mentre l’altra si è suicidata all’inizio di quest’anno. La coppia ha dichiarato di aver inutilmente chiesto di essere ricevuti dal papa e dall’arcivescovo di Sydney. Il vescovo Anthony Fisher, coordinatore della GMG, commentando la vicenda ha affermato che l’attenzione dei mass media sui casi di pedofilia ecclesiastica sarebbe diretta “a sminuire l’importanza del raduno” in corso in Australia. Il padre ha ribattuto che le parole del vescovo Fisher “attestano una completa mancanza di comprensione verso le vittime”.
martedì 1 luglio 2008
Roma. Prete arrestato per pedofilia, protetto da anonimato.
Abusi all'oratorio e ai campeggi. Arrestato un sacerdote a Roma. Il prete della parrocchia 'Natività di Maria Santissima' è finito in carcere con l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata: attirava i ragazzi con la promessa di cd, dvd e abbigliamento. Coinvolti anche altri ragazzini?
(Quotidiano.net) Abusi durante le ore d'oratorio, le gite in campagna, i campeggi estivi. Avvenuti negli ultimi dieci anni. Per l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata, è finito in carcere un sacerdote della parrocchia 'Natività di Maria Santissima', in via di Selva Candida, a Roma.
Nei confronti del prete, R.C., 55 anni, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Vardaro, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo. Già in passato il prete sarebbe stato rimosso, per un breve periodo, dal suo incarico, dopo alcune voci che lo chiamavano in causa per i fatti oggetto ora dell'inchiesta penale.
Gli abusi sarebbero avvenuti - stando all'atto d'accusa - tra il 1998 e il marzo scorso, a danno di almeno 7 minori. Anche se secondo chi indaga le vittime del sacerdote potrebbero essere di più. A dare il via all'indagine è stata la denuncia di un altro prete. Gli investigatori del nucleo operativo di via In Selci, poi hanno sentito i ragazzi che hanno raccontato le violenze subite quando frequentavano l'oratorio e le altre attività della parrocchia, e che oggi hanno ormai tra i 16 ed i 24 anni.
Gli abusi e le violenze, sarebbero avvenuti, in alcuni casi, nello stesso appartamento del prelato, all'interno della canonica. R.C., dopo esser riuscito ad accattivarsi le simpatie di alcuni bambini, che si stavano preparando a ricevere la prima comunione, li avrebbe invitati a pranzo o a cena, per poi vincerne le resistenze. In altri casi la scusa era quella di impartire lezioni private. Le violenze sarebbero avvenute anche nel corso dei campi estivi che il sacerdote, responsabile dell'oratorio, organizzava in località di montagna.
Il prete, secondo gli atti d'accusa, attirava i ragazzi nella sua dimora dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d'abbigliamento. Il prete, inoltre, avrebbe fatto vedere ai bambini, prima degli abusi, film pornografici. Questi, inoltre, sarebbero stati trovati addirittura nell'appartamento del sacerdote, nel corso di una perquisizione.
mercoledì 25 giugno 2008
‘Io, prete innamorato di un uomo’ inchiesta su I Love Sicilia.
“Quando mi sono innamorato di un altro uomo ho dovuto mettere in discussione la mia identità sessuale e di prete. È stato un periodo molto travagliato, dal quale sono uscito grazie all’aiuto di un padre spirituale molto valido e di una brava psicologa. È grazie a loro se oggi sono ancora prete, nel pieno rispetto, s’intende, del voto di castità”. Questa la “confessione” di un sacerdote dell'entroterra occidentale siciliano, pubblicata dal mensile I love Sicilia, che nel numero in edicola dal 27 giugno dedica la copertina a un'ampia inchiesta sul mondo omosessuale nell'Isola.
Il prete, che preferisce mantenere l'anonimato (“perché se dico chi sono, il parroco non me lo fanno più fare”) racconta di essere diventato consapevole del proprio orientamento sessuale intorno ai quarant’anni. Il sacerdote è tra i firmatari della lettera che il 24 dicembre del 2005 fu pubblicata da Adista (l’Agenzia d’informazione sul mondo cattolico e le realtà religiose) in risposta al documento del Vaticano che chiudeva le porte dei seminari ai gay. A firmare la lettera – chiedendo di mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni – furono trentanove preti: 26 diocesani e 13 religiosi, provenienti da tutta Italia.
Nell'inchiesta di I love Sicilia anche un viaggio nei luoghi di ritrovo della comunità omosessuale siciliana, dall'Exit di Palermo al Pegaso's e alle Terme di Achille di Catania, i luoghi di ospitalità a Siracusa, le attività dell'Arcigay nelle altre province dell'Isola, i racconti degli attivisti delle comunità omosessuali sulle battaglie contro omofobia e discriminazione. E ancora, le testimonianze raccolte dall'Agedo, l'associazione dei genitori di omosessuali, e il programma del Gay pride di Catania, in programma dal 3 al 6 luglio.
sabato 21 giugno 2008
Ruini. Finisce l'era del 'Cardinal sottile', al suo posto Vallini.
Wojtyliano di ferro, il porporato non 'va in pensione'.
(Apcom) Cambio di guardia del vicario del Papa per la diocesi di Roma. In attesa della nomina ufficiale, che arriverà nei prossimi giorni, il cardinale Agostino Vallini, attuale Prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica, si prepara a subentrare al cardinale Camillo Ruini che lascia l'incarico dopo 17 anni e mezzo di servizio a fianco prima di Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI. Intanto questa sera, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il porporato emiliano ha presieduto una solenne messa per ricordare i 25 anni di consacrazione episcopale. Una celebrazione, che ha tutto il sapore di un congedo.
Ha fatto la storia della Chiesa italiana degli ultimi venti anni. Dopo aver lasciato la presidenza della Conferenza episcopale italiana, lo scorso anno, e aver passato il testimone al cardinale Angelo Bagnasco, il cardinale Ruini lascia anche l'incarico di vicario del Papa per la Diocesi di Roma. Ma non esce di scena. Rimane, infatti, presidente del Comitato nazionale per il progetto culturale, progetto da lui voluto nel 1994 a indicare la presenza della Chiesa nella vita culturale del paese, "terreno di incontro - come disse lui stesso - tra la missione propria della Chiesa e le esigenze più urgenti della nazione". Il porporato è anche Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense.
Wojtyliano di ferro, Ruini ha segnato le tappe più importanti del ruolo della Chiesa dell'ultimo ventennio. Attento a tutte le tematiche della vita socio-politica italiana, il porporato emiliano ha impresso una svolta 'epocale' nella Chiesa, fino a entrare attivamente nei temi più 'caldi' della società e della politica italiana. Dai temi etici - quali l'aborto, la famiglia, il matrimonio e le unioni civili, l'eutanasia, la fecondazione artificiale - fino a quelli più strettamente politici, come dimostrano i suoi numerosi interventi nelle fasi delicate della vita politica del nostro Paese: dalle elezioni, alla legge elettorale, al referendum sulla Costituzione, fino alla devolution.
Ha 'incassato' vittorie personali come l'astensionismo al referendum sulla procreazione assistita, il successo riscosso al 'Family Day', o la giornata di solidarietà al Papa per la mancata visita alla Sapienza, che ha visto in piazza San Pietro decine di migliaia di persone. Da molti considerato un conservatore per la fedeltà ai principi fondamentali della dottrina cristiana, il 'cardinal Sottile' -come viene chiamato simpaticamente in Cei per la sua abilità di ragionamento, paragonabile a quella del filosofo Duns Scoto - non ha mancato tuttavia di aprirsi a vedute quasi progressiste. A cominciare dallo spazio verso i laici, dal dialogo avviato con la società e gli intellettuali, ma soprattutto ha segnato un'apertura verso le donne: dieci anni fa fu il primo Cancelliere dell'Università del Laterano ad avere 'osato' affidare il ruolo di Decano della facoltà di filosofia ad Angela Ales Bello, filosofa della scuola di Husserl, rompendo così una tradizione secolare: quel posto era sempre stato riservato ai maschi.
Nato a Sassuolo il 19 febbraio del 1931, Ruini sembra aver raccolto l'eredità di Papa Montini, portando più di una volta il suo ministero a sovrapporsi - molti dicono ad "interferire" - con la vita politica del Paese. Unico figlio maschio, il padre -medico - voleva che seguisse le sue orme. Ma la vocazione di Ruini nasce presto: già a 12 anni decise che voleva consacrarsi al Signore. Laureato in teologia e filosofia all'Università Gregoriana - profondo ammiratore di Tocqueville - è stato ordinato sacerdote nel 1954; dal 1957 al 1986 ha insegnato teologia dogmatica. Dal 7 gennaio 1991 è vicario di Giovanni Paolo II per la Diocesi di Roma, al posto del cardinale Ugo Poletti. Nel marzo dello stesso anno diventa presidente della Cei, ruolo che viene riconfermato nel marzo del 1996 e nel 2001 per un altro quinquennio. Grande tifoso del Bologna fin da giovane, a chi gli chiede la formazione bolognese del 1940 la sa ancora a memoria. Appassionato anche di ciclismo, tra Bartali e Coppi tifava decisamente per il primo, ma anche per lo svizzero Koblet. Amante dei libri di filosofia e di teologia, legge anche opere di fisica e la pagina che preferisce è il supplemento scientifico del 'Corriere della Sera'.
Ruini gode di un grande prestigio sia in Italia che all'estero. Parla 5 lingue (tedesco e francese alla perfezione), uomo dig rande cultura riconosciuta da tutti (è Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense), molto attivo e attento verso le diocesi cardinalizie del Terzo Mondo che aiuta destinando una gran parte dell'8 per mille. Nel 2005, in occasione dei referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, il porporato si fece portavoce dell'istanza ufficiale della Cei invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del 'diritto alla vita'. Da quel momento la Cei è entrata sempre più nel mirino dei politici che accusano i vescovi di ingerenza e di violazione del Concordato. "Non possiamo tacere su questioni che riguardano la vita", ha sempre risposto Ruini. "Abbiamo il diritto e il dovere di intervenire", ha detto più volte il numero uno dei vescovi. Il giorno dopo i risultati del referendum, che fallì per il mancato raggiungimento del quorum, il cardinale Ruini commentò: "Sono favorevolmente colpito dalla saggezza del popolo italiano".
Nel settembre 2005 venne aspramente contestato e criticato da un gruppo di studenti del collettivo Farfalle Rosse, a Siena, che lo fischiarono e lanciarono slogan con la scritta "Libero amore in libero Stato", "Siamo tutti omosessuali", "Vogliamo fare Pacs in avanti nei diritti", "Un Pacs in avanti". Ruini ha più volte difeso a spada tratta il valore della famiglia, e respinto qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto. Interventi che hanno subito una escalation in seguito alla discussione del ddl sui 'dico'.
Ulteriori polemiche ha suscitato, nel dicembre 2006, la decisione del Vicariato di Roma di negare le esequie religiose a Piergiorgio Welby, l'uomo ammalato di sclerosi multipla che aveva manifestato pubblicamente la richiesta che venisse sospeso ciò che egli considerava accanimento terapeutico nei suoi confronti.
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lunedì 16 giugno 2008
Dopo tante esitazioni il vescovo di Como rimuove il parroco condannato per violenza su minori.
Il vescovo di Como, mons. Diego Coletti, ha ritenuto necessario, dopo un “lungo colloquio”, “non confermare la presenza” e “il ministero nelle parrocchie della zona di Colico” di don Mauro Stefanoni, il sacerdote condannato in primo grado per violenza su minori. E’ quanto fa sapere la diocesi di Como in un comunicato diffuso oggi. La diocesi esprime “prudenza e rispetto per la magistratura” ma ricorda anche che l’ordinamento giuridico del nostro Paese prevede “altri due gradi di giudizio che sottopongono ad ulteriore verifica quanto è stato fatto e deciso nel primo”. Pertanto, si legge nel comunicato, “fino a condanna definitiva, si deve presumere che la persona sottoposta a processo possa ancora dimostrare in sede giuridica la propria innocenza”. “Questo, tuttavia – prosegue la nota – non permette di considerare irrilevante e senza conseguenze il pronunciamento in primo grado”. A questo proposito la diocesi esprime la sua “doverosa attenzione per tutte le persone coinvolte nella vicenda” e assicura che “la Chiesa, nei limiti della sua competenza e responsabilità di fronte ad un suo presbitero” assumerà “tutti i provvedimenti che meglio salvaguardano la dignità dello stesso e insieme evitano di dare l’impressione i sottovalutare la situazione”. La legge della Chiesa prevede infatti in questi casi che la giurisprudenza ecclesiastica promuova “gli opportuni accertamenti e indagini”.
Matrimonio tra preti gay, la chiesa anglicana non si da pace e dispone un'inchiesta.
La Chiesa anglicana ha disposto un'inchiesta interna per appurare come sia potuto accadere che il mese scorso in una delle chiese piu' antiche di Londra due preti omosessuali abbiano potuto consacrare la loro unione. Il vescovo di Londra, il reverendissimo e onorevolissimo Richard Chartres (nella foto), ha chiesto al suo arcidiacono di chiarire le circostanze della celebrazione nella chiesa di San Bartolomeo il Grande a Smithfield, durante la quale, il reverendo Martin Dudley benedisse, alla presenza di 300 invitati, lo scambio di promesse e di fedi tra il reverendo neozelandese David Lord e il prete inglese Peter Cowell. "Peter e David si sono uniti con rito civile -non in chiesa perche' non siamo autorizzati a farlo- poi sono venuti in chiesa per la celebrazione", ha spiegato Dudley all'agenzia Reuters, "Molti degli elementi di un matrimonio consistono in una benedizione del certificato dell'anagrafe, anche se non si procede necessariamente al matrimonio. In virtu' dell'impegno di una persone verso l'altra, non fa una gran differenza il come. Quindi vi sono stati aspetti simili a un matrimonio. Ma la differenza di fondo sta nel fatto che io non credo che persone dello stesso sesso possano sposarsi". Dudley ha detto anche di avere accettato di celebrare il servizio perche' Cowell e' un suo collega e amico. Insieme hanno lavorato a lungo al testo del rito, per non infrangere alcuna regola.
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domenica 15 giugno 2008
Inghilterra. Primo matrimonio tra preti gay.
Ma è battaglia fra liberali e ortodossi.
(TGCom) In Gran Bretagna è stato celebrato il primo matrimonio con rito tradizionale fra preti omosessuali. La funzione è stata officiata nella Chiesa anglicana di San Bartolomeo il Grande, a Londra, una delle più antiche del Regno, senza neppure che il vescovo ne fosse a conoscenza. L'unione dei due religiosi, Peter Cowell e David Lord, e del clero omosessuale, rischia di portare una scissione tra gli anglicani di tutto il mondo.
La prima celebrazione del matrimonio fra gay, con tanto di liturgia tradizionale, letture, canti ed eucaristia, che segue la "benedizione" di alcuni preti liberali a coppie omosessuali, ha sollevato una forte reazione da parte della corrente più conservatrice ai vertici della Church of England. Questa ora minaccia una scissione a livello internazionale proprio sulla questione del clero omosessuale. Il matrimonio svoltosi il mese scorso, fra l'altro nella stessa chiesa in cui è stato ambientato il film "Quattro Matrimoni e un Funerale", sottolinea il Sunday Telegraph, infrange le regole della chiesa anglicana.
Ad insergere sono stati soprattutto i conservatori ma anche i liberale della comunità anglicana. Il reverendissimo Henry Orombi, archivescovo dell'Uganda, ha definito la cerimonia "blasfema", chiedendo all'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, di intervenire con fermezza per evitare che la Chiesa anglicana si "disintegri". Il vescovo di Winchester Michael Scott-Joynt ha dichiarato che un simile atto contravviene a tutte le principali regole della Chiesa e "alimenterà le divisioni all'interno della comunione anglicana".
Il matrimonio potrebbe anche risollevare la guerra sul clero omosessuale sorta nel 2003 in seno alla Chiesa britannica, quando Jeffrey John, un religioso gay che era stato nominato vescovo di Reading fu costretto alle dimissioni proprio per aver esternato la sua omosessualità.
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sabato 14 giugno 2008
I Gesuiti di Milano sollecitano il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.
(Adista) Un’apertura che farà discutere quella di Aggiornamenti Sociali, mensile promosso dai gesuiti dei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo. Sul numero di giugno, infatti, la rivista diretta da p. Bartolomeo Sorge ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta dal proprio Gruppo di studio sulla bioetica in merito alla possibilità di riconoscere giuridicamente le unioni omosessuali. Scopo del contributo, tentare di “delineare criteri che consentano (non solo ai credenti) di procedere alle mediazioni politiche e legislative sempre più richieste da un contesto pluralista”, attraverso la riflessione sulla possibilità di “istituire una disciplina giuridica di un legame tra due persone dello stesso sesso, non basandosi specificamente sulla sua connotazione omosessuale, quanto piuttosto sul suo significato per la vita sociale”.
Riconosciuto che le cause che concorrono a determinare un orientamento omosessuale sfuggono alla volontà del soggetto, Carlo Casalone, vicedirettore del mensile, afferma che “il compito dell’etica non sta nell’insistere per modificare questa organizzazione psicosessuale, ma nel favorire per quanto possibile la crescita di relazioni più autentiche nelle condizioni date”. La richiesta di riconoscimento giuridico da parte di coppie omosessuali è elevata: infatti, come sottolinea Giacomo Costa, caporedattore, “in assenza di alternative, il modello matrimoniale, pur compreso in senso limitato come ‘riconoscimento pubblico di una relazione affettiva’, rimane un punto di riferimento giuridico, oltre che simbolico per le convivenze omosessuali perché, alla base della rivendicazione, sta un desiderio di riconoscimento tout court della propria dignità”. Uno degli aspetti vissuti con maggiore difficoltà dagli omosessuali è infatti l’essere “socialmente invisibili”: “La lotta per il riconoscimento dei diritti civili e sociali – continua Costa – costituisce di fatto uno sforzo per entrare con il proprio progetto di vita nel ‘ciclo di vita’ della società nel suo insieme”.
Analizzando le argomentazioni che nella riflessione etico-teologica conducono ad una valutazione morale negativa sulle relazioni omosessuali, Massimo Reichlin, professore di Etica della vita all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, conclude che “è dubbio che tali argomenti giustifichino il rifiuto di qualunque disciplina legislativa delle unioni omosessuali”. “Nella misura in cui non le equipari al matrimonio - continua Reichlin -, ma riconosca alcuni diritti, fondati sulla continuità di una convivenza e di una relazione affettiva, pare difficile sostenere che un simile riconoscimento costituirebbe una svalutazione dell’istituzione matrimoniale o una modificazione radicale dell’organizzazione sociale”.
Proprio la continuità e la stabilità della relazione costituiscono, come ricorda Angelo Mattioni, professore di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, “il dato cui la Corte Costituzionale ricollega il necessario riconoscimento di un rapporto che dà fondamento all’esercizio di diritti e all’adempimento di doveri”.
La Corte, escludendo l’estensione delle norme che configurano la condizione giuridica della famiglia, di cui all’art. 29 della Costituzione, ad altre forme di convivenza, ha ritenuto loro fondamento costituzionale l’art. 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Come rileva Mattioni, “risultano sostanzialmente irrilevanti le caratteristiche dei membri che fanno parte di tale formazione sociale”: infatti, riconoscendo “nella stabilità la fonte di questi diritti e doveri, risulterebbe contrario al principio di uguaglianza escludere da queste garanzie certi tipi di convivenze”.
“Non spetta al legislatore - evidenzia Mario Picozzi, professore di Medicina legale all’Università degli Studi dell’Insubria - “indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’assunzione pubblica della cura e della promozione dell’altro e di altri”. “Invaderebbe campi che non le appartengono una scelta politica che volesse stabilire a priori forme accettabili di espressione di quel legame e in base ad esse riconoscere e garantire determinate tutele”. “Il riconoscimento giuridico del legame tra persone delle stesso sesso - continua Picozzi - trova la sua giustificazione in quanto tale relazione sociale concorre alla costruzione del bene comune”. “Prendersi cura dell’altro, stabilmente, è forma di realizzazione del soggetto e al tempo stesso contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione”.
In questo quadro, la scelta di riconoscere un siffatto legame, “senza mettere in discussione il valore della famiglia ed evitando così indebite analogie” appare, secondo Picozzi, “giustificabile da parte di un politico cattolico”. Essa rappresenta infatti “un’opzione confacente al bene comune, di promozione di un legame socialmente rilevante, di un punto di equilibrio in un contesto pluralista in cui potersi riconoscere, di risposta praticabile a una esigenza presente nell’attuale contesto storico”.
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Usa. Obama ribadisce si ad aborto e matrimoni gay.
Il candidato democrats ribadisce le sue idee con dei pastori protestanti.
(Adnkronos/Dpa) - Obama ha ribadito il suo sostegno alle leggi sull'aborto e al riconoscimento in tutti gli Stati del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Lo ha fatto nei giorni scorsi usando parole ''molto caute'' in un incontro a porte chiuse con pastori protestanti provenienti da tutto il Paese.
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giovedì 12 giugno 2008
Truffe alla sanità: altre due cliniche (e due frati) sotto inchiesta a Milano.

Alla San Pio X ci sarebbero 13 indagati, accusati di associazione per delinquere e truffa aggravata, tra cui due religiosi (uno dei quali è il padre economo), 4 chirughi plastici e il loro primario. Curare i sieropositivi consentirebbe di chiedere rimborsi cospicui alla regione, in questo caso intorno ai 6 mila euro (secondo i consulenti dell’accusa, il costo reale dell’intervento dovrebbe essere di circa 500 euro e non richiederebbe ricovero).
Le operazioni di questo tipo, solo alla San Pio X, sarebbero state circa 7 mila. Ma la vera novità che coinvolge sia l’istituto clinico San Siro sia la San Pio X sta negli interventi per le emorroidi: nelle due cliniche sotto inchiesta questo tipo di operazione sarebbe stata catalogata quasi sempre come un ben più complicato intervento all’intestino crasso, consentendo rimborsi di circa 11 mila euro invece che meno di 2 mila. Alla San Pio X sarebbero state circa 3 mila le operazioni realizzate secondo questa procedura.
martedì 10 giugno 2008
Usa, si "sposa" Robinson, primo vescovo gay.
Unione civile per il contestato vescovo del New Hampshire.
(Ap) La sua nomina a vescovo del New Hampshire fece scalpore nel febbraio del 2003, perché Gene Robinson, divorziato, è dichiaratamente gay. Da ieri il vescovo episcopaliano e il suo partner Mark Andrews, vent'anni di relazione, hanno scelto di ratificare la loro unione civile (l'opzione dei 'pacs' all'americana è legale in New Hampshire dall'anno scorso).
La diocesi ha postato un annuncio sul suo website spiegando che ieri, sabato, il vescovo Gene Robinson è stato legalmente unito a Mark Andrew da cerimonia civile alla presenza di amici intimi e della famiglia, a cui ha fatto seguito un servizio religioso di ringraziamento.
Robinson ha 61 anni. Negli anni Settanta studiò in seminario, ricevette gli ordini, si sposò e fece dei figli. Negli anni Ottanta rese pubbliche le sue tendenze sessuali e divorziò. Quando i delegati alla Convention episcopale votarono la ratifica alla sua nomina, i sì furono 62 contro 45 no. Da allora le frange più conservatrici della Chiesa anglicana di ogni denominazione si sono schierate contro Robinson creando un movimento, particolarmente vivace fuori dagli Stati Uniti, detto "riallineamento anglicano". Lo stesso arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, si è espresso con cautela circa la possibilità di accrescere il ruolo dei gay nella chiesa.
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sabato 7 giugno 2008
Sorpresi a far sesso in auto davanti ai monaci di Montecassino. Si stavano riprendendo con una telecamera.
Una coppia di 40 anni è stata denunciata dalla polizia del commissariato di
Cassino per atti osceni in luogo pubblico per aver ripreso con una telecamera il rapporto sessuale che stavano avendo davanti all'abbazia di Monte Cassino.
L'uomo e la donna, conosciutisi in chat, s'erano dati appuntamento davanti all'abbazia. E dopo un primo approccio hanno avuto un rapporto sessuale ed hanno posizionato una telecamera sul cruscotto dell'auto per immortalare le loro prestazioni. Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati i monaci del monastero che hanno avvisato il centralino del 113, chiedendo l'intervento delle volanti. La polizia giunta sul posto ha denunciato la coppia per atti osceni in luogo pubblico. Nei confronti dei due è stato aperto una fascicolo presso la procura della Repubblica di Cassino.
sabato 17 maggio 2008
Il 31 maggio a Vasto si parla di “Identità: istruzioni per l’uso”.
(Refo) Sabato 31 maggio presso la Sala Colonna del Palazzo D’Avalos di Vasto (Chieti) avrà luogo l’incontro “Identità: istruzioni per l’uso”, organizzato dal gruppo di Vasto della R.E.F.O (Rete evangelica Fede e Omosessualità) con la collaborazione dell’Arci Nuova Associazione e dell’Amministrazione Comunale di Vasto. L’incontro avrà inizio alle 10 della mattina con un saluto agli intervenuti di Massimo Abate, coordinatore della REFO di Vasto e Giorgio Rainelli, segretario nazionale della REFO. Interverranno, avvicendandosi in varie relazioni seguite da dibattiti, la psicologa Manuela Zannelli, la responsabile Nuovi Diritti della CGIL nazionale Maria Gigliola Toniollo, l’attrice Emanuela Petroro (che leggerà brani di Pier Vittorio Tondelli), Anna Maria Angelitti dell’Arcilesbica de L’Aquila, la pastora valdese Gianna Sciclone e per i saluti finali Rosa Salomone, coordinatrice del gruppo VARCO - REFO di Milano. Le conclusioni sono previste per le 17.30 dopo un ampio dibattito e un rinfresco previsto per il pranzo. La REFO ringrazia le sorelle e i fratelli della comunità valdese di Vasto per il loro contributo fondamentale nell’organizzazione dell’evento.
Per informazioni: fullzone02@yahoo.it
Sacerdote di Piacenza indagato per rapporti sessuali con un minore. Era ricattato da quattro romeni.
(Il Messaggero) Un insospettabile sacerdote settantenne di Piacenza si è trovato nella duplice veste di parte lesa ed indagato: parte lesa per essere caduto vittima di un tentativo di estorsione da parte di quattro romeni, indagato per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con minori. La notizia è trapelata oggi, dopo che al sacerdote è stato recapitato ieri l'avviso di garanzia dal Sostituto procuratore di Piacenza Antonio Colonna.
Del fatto si erano occupati i carabinieri della Compagnia di Piacenza, dopo che il sacerdote si era rivolto loro, dicendo di essere caduto vittima di un tentativo di ricatto da parte di quattro stranieri, tra cui un minorenne, che gli avrebbero chiesto 50.000 euro in cambio di foto compromettenti. I carabinieri hanno così preparato la trappola e arrestato in pieno centro i quattro romeni con l'accusa di estorsione e produzione di materiale pedopornografico. I carabinieri hanno trovato in possesso dei quattro, foto in cui il sacerdote avrebbe intrattenuto rapporti sessuali di gruppo, anche con il minore.
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giovedì 8 maggio 2008
Busto Arsizio, frate laico abusa di una minorenne col pretesto di guidarla alla santità.
(Panorama) Un uomo di 50 anni, un frate laico, è stato arrestato dagli investigatori del commissariato di polizia di Busto Arsizio (Varese) con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata su una ragazza di età inferiore ai 14 anni. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, conosciuto e stimato dalla famiglia della ragazza, aveva proposto alla giovane un “percorso mistico di preghiera” che avrebbe potuto farla giungere alla santità. In realtà, stando ai risultati dell’indagine, l’educatore durante queste sedute, approfittava sessualmente della ragazzina. Il frate laico è anche accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico ritrovato in un computer nella sua abitazione.
Secondo la ricostruzione, il frate laico, appartenente all’ordine religioso secolare francescano, aveva convinto i genitori di una ragazzina ad affidargli la figlia sostenendo che era stata prescelta per sconfiggere il demonio. Ha cominciato così con lei un “percorso mistico” che avrebbe elevato l’adolescente al ruolo di “angelo”. L’uomo, fermato ieri pomeriggio dai poliziotti dell’Ufficio minori e della Squadra investigativa del Commissariato di Busto Arsizio e condotto in carcere dove si trova in stato isolamento, avrebbe consumato le violenze, durate qualche mese, da settembre a novembre dello scorso anno, durante queste sedute spirituali. Nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione del frate laico sono stati trovati e sequestrati tre computer portatili contenenti centinaia di file con immagini pedopornografiche e foto che ritraggono la minore nelle parti intime. L’operazione è stata coordinata dal pm Roberto Pirro della Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
mercoledì 30 aprile 2008
Anglicani-vescovo gay: Dio "deluso" da arcivescovo di Canterbury,
Robinson: Williams non prende posizione contro chi insulta i gay.
(Apcom) Il primo vescovo omosessuale della Chiesa Anglicana, Gene Robinson (nella foto), accusa l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams di non aver preso posizione contro i più tradizionalisti, che hanno criticato la sua nomina, bollando la sua vita come un abominio rispetto agli insegnamenti religiosi. In un'intervista alla trasmissione 'Hardtalk' della Bbc, Robinson afferma che Dio è rimasto "molto deluso" dal modo in cui Williams ha affrontato l'Arcivescovo nigeriano Peter Akinola, una delle voci più critiche, che ha paragonato l'omosessualità alla "bestialità, a una forma di schiavitù", minacciando lo scisma della Chiesa anglicana.
Alla domanda sul perchè Williams non abbia affrontato Akinola, Robinson ha risposto: "Dovreste chiederlo a lui e credo che dovrà risponderne davanti a Dio. Io ritengo che Dio sia rimasto molto deluso dalla sua riluttanza nell'affrontare Peter Akinola e gli altri come lui che hanno rilasciato dichiarazioni che ogni persona sensata troverebbe sopra le righe". Robinson ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte e di essere costretto a indossare un giubbotto anti-proiettile nelle sue apparizioni pubbliche. Nell'intervista, che sarà trasmessa questa sera, il vescovo sottolinea anche come il linguaggio usato dalla destra religiosa americana contro gay e lesbiche, trattati "come se fossimo dei sub-umani", "crea un'atmosfera in cui una persona violenta può sentirsi giustificata".
Gene Robinson, gay, divorziato e padre di due figli, è stato nominato vescovo del New Hampshire nel 2003, scatenando violente proteste. Uno dei più duri critici fu proprio l'Arcivescovo Akinola, presidente del Consiglio delle province anglicane in Africa, che conta 37 milioni di membri.
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Etichette: chiesa, discriminazioni, inghilterra, omosessualità, polemiche, religiosi








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