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sabato 2 agosto 2008

Mykonos. Quando il paradiso gay diventa un inferno.

Doujoun, i ricordi degli amici.

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(River-blog) Doujoun Zammit (nella foto al centro) aveva 20 anni. Australiano, di origini maltesi ed italiane, era partito per una vacanza sull’isola greca di Mykonos. Quello che ormai è stato ribattezzato il paradiso dei gay. Doujoun è morto, dopo essere stato preso a bastonate da quattro buttafuori all’esterno di uno stabilimento-discoteca, il Superparadise. Alcuni testimoni hanno riferito che il ragazzo è stato picchiato perché aveva rubato un portafogli. Ma la sua morte è piena di interrogativi. Non si circonda un 20enne e lo si uccide a sprangate per un banale furto. Ancora una volta il web funziona da pozzo dei ricordi. Grazie al fratello di Doujoun, che ha pubblicato alcune sue foto su Facebook. Ci sono anche gli scatti di una vacanza romana. Domani, nella sua città natale, in Australia, gli amici si incontreranno per una fiaccolata. Ognuno porterà le sue foto dell’amico.

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mercoledì 23 luglio 2008

Isola Lesbo perde causa contro gay.

Residenti offesi: "Usano nostro nome".
(TGCom) Nessun danno d'immagine e morale per gli abitanti di Lesbo, un piccola isola greca dell'Egeo. I residenti avevano fatto causa ad una comunità di gay femminile perché avrebbe monopolizzato il nome dell'isola per identificare la loro l'identità sessuale. Il tribunale ha deciso che il termine "lesbico" non è un elemento che definisce lo status e la personalità e che dunque gli abitanti di Lesbo non hanno alcuna ragione di sentirsi insultati.

A presentare la querela erano stati tre residenti dell'isola di Lesbo: due donne, assieme all'editore della rivista culturale Davlos, Dimitris Lambrou, avevano citato in giudizio la maggiore organizzazione nazionale per i diritti degli omosessuali, 'Olke-Unione Greca Gay e Lesbiche'. Il primo round l'hanno perso, se vorrano continuare la battaglia potranno presentare appello.

Tra il VII e il VI secolo a.C. l'isola di Lesbo fece da sfondo alla vita Saffo, la poetessa che cantava l'amore tra le donne; e con il passare dei secoli, gli aggettivi 'saffico' e 'lesbico' sono entrati nel vocabolario del movimento gay.

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martedì 15 luglio 2008

Lo scandalo del "festival" del sesso orale a Zante. I video in rete.

C'è un gran daffare in rete per recuperare quei video che testimoniano la notizia data ieri e relativa alla gara di "blow-job" tenutasi a Zante (isola particolarmente cara alla cultura italiana, il Foscolo, De Chirico, ecc.) che alcune prostitute, ingaggiate appositamente per l'evento a Londra, hanno dato vita in Grecia. E' caccia anche ai nomi delle partecipanti come testimonia la manchette qui sotto e pubblicato dal giornale scandalistico The Sun.
Intanto in redazione ci sono giunte alcune segnalazioni che vi sottoponiamo.
Questi i video che ci hanno segnalato e questi noi vi giriamo se poi siano quelli originali o delle bufale non possiamo saperlo, un'occhiata comunque vale la pena darla...
Buona visione.

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lunedì 14 luglio 2008

Grecia, una gara di sesso orale nove prostitute arrestate.

(Reuters) Nove donne britanniche sono state accusate di prostituzione dopo essere arrestate nel fine settimana durante una gara di sesso orale nell'isola di Zacinto, secondo quanto ha riferito oggi la polizia.

Sei britannici e sei greci, tra cui due proprietari di un locale - ha detto la polizia - sono stati invece accusati di istigazione ad atti osceni, per quanto accaduto nella spiaggia di Laganas, a sud dell'isola sullo Ionio.

Le donne, in vacanza nella popolare località, sono state pagate per partecipare alla gara, registrata in un video poi immesso su Internet.

Negli ultimi anni, Laganas è diventata una delle spiagge più gettonate per le vacanze dei ventenni ed è nota per i suoi party trasgressivi.

Circa 15 milioni di persone, un terzo dei quali provenienti dalla Gran Bretagna, visitano il paese mediterraneo ogni anno, attirati dalle temperature miti, dalle acque azzurre e dalle spiagge dorate.
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La stampa inglese:

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martedì 10 giugno 2008

Isola di Lesbo in tribunale. E' guerra per aggettivo "lesbica".

Per abitanti dev'essere solo geografico e non indicare donne gay.
(Apcom) Lesbo in tribunale: al via ad Atene il processo intentato dagli abitanti dell'isola, per "riappropriarsi" dell'aggettivo fino al 1924 solo geografico ma da allora universalmente adottato per definire le donne omosessuali.

Ma, come spiega il quotidiano britannico The Guardian, il processo coincide con un aspro dibattito in corso in Grecia sui diritti degli omosessuali: secondo non poche organizzazioni gay il processo è stato infatti intentato solo per omofobia, in un Paese che rimane assai conservatore: "la Chiesa Ortodossa è letteralmente fuori da ogni controllo nel suo atteggiamento verso di noi, i mezzi di informazione lanciano campagne di odio e il governo conservatore è ipocrita e indifferente", ha dichiarato il legale Grigoris Valianatos.

Al contrario degli altri Paesi dell'Ue, dove le coppie omosessuali godono di diritti civili, i gay greci hanno dovuto superare una diffidenza assai maggiore (e a tutt'oggi nessun politico si è dichiarato tale): sfidando le direttive comunitarie, le forze armate greche proibiscono ancora l'omosessualità fra i militari.

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domenica 8 giugno 2008

Atene. Gaypride ad Atene, duemila in piazza dopo due matrimoni omosex.

C'erano il doppio delle persone rispetto agli scorsi anni.
(Apcom) Circa 2.000 gay e lesbiche greci hanno manifestato a inizio serata nel centro di Atene per celebrare, per il quarto anno consecutivo, il Gay Pride, quattro giorni dopo due matrimoni omosessuali, i primi del genere nel Paese.

Una delle spose, Evangelia Vlami di 47 anni, responsabile di l'Unione greca degli omosessuali e delle lesbiche (Olke), era in testa al corteo sventolando con altri attivisti un'enorme bandiera arcobaleno. Alla parata ha partecipato il doppio delle persone rispetto agli anni precedenti.

Accompagnati dal suono di fischietti e dalla musica di un gruppo di cantanti pop sul rimorchio di un camion, i dimostranti si sono diretti davanti al parlamento per rivendicare i loro diritti, in particolare quello di sposarsi. Portavano striscioni che affermavano in particolare "Dimmi sì", "Sì al matrimonio politico".

In serata è in programma un concerto "per proseguire la festa". Martedì scorso, il sindaco socialista della piccola isola di Tilos nel Dodecanneso, nel sudest del Mar Egeo, ha unito con il vincolo del matrimonio due coppie omosessuali, la prima di donne e la seconda di uomini. Ha sfruttato un difetto di legge che ha introdotto il matrimonio civile nel 1982, che non precisa che questa unione debba essere necessariamente contratta tra due persone di sesso opposto. Il procuratore di Rodi, da cui dipende Tilos, ha immediatamente chiesto al sindaco di annullare questi matrimoni e avviato un'inchiesta preliminare su un'eventuale inadempienza del primo cittadino.
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martedì 3 giugno 2008

Grecia. Celebrate le prime nozze gay. Sindaco sfida la legge.

(AGI/AFP) Prime nozze omesessuali in Grecia. Sfidando il rischio di un’incriminazione e l’ira della Chiesa ortodossa, il sindaco dell’isoletta dell’Egeo di Tilos ha unito in matrimonio una coppia di gay e una coppia di lesbiche. I preparativi erano stati tenuti riservati fino all’ultimo per timore che la polizia bloccasse la cerimonia.

La prima a sposarsi e’ stata la quarantasettenne Evangelia Vlami, leader della principale organizzazione omosessuale della Grecia, con una compagna sua coetanea. “E’ un passo avanti verso l’eguaglianza”, ha commentato. I matrimoni sono stati celebrati davanti a una ventina fra parenti e amici dal sindaco socialista di Tilos, Anastasios Aliferis.

I matrimoni gay non sono mai stati legalizzati in Grecia, ma la legge del 1982 non precisa se i matrimoni civili possano essere celebrati solo tra persone di sesso diverso.

Poche ore dopo le nozze il procuratore di Rodi, che ha la giurisdizione su tutto il Dodecanneso, ha intimato al sindaco di annullare i matrimoni e ha aperto un’inchiesta a suo carico per violazione dei doveri di ufficio. Ma Aliferis ha replicato che non vi erano ostacoli giuridici ai due matrimoni, con cui ha voluto dare un contributo “alla lotta per i diritti umani”.

Nei giorni scorsi il procuratore generale della Grecia e il ministro della Giustizia, Sotiris Hatzigakis, avevano avvertito che la celebrazione di matrimoni gay non solo sarebbe stata nulla, ma anche “illegale”. In prima linea nella condanna dei matrimoni gay c’e’ la Chiesa ortodossa: in passato l’arcivescovo Christodoulos ha definito l’omosessualita’ “un difetto”.

L’iniziativa delle nozze e’ stata decisa dalle organizzazioni omosessuali greche dopo che il governo ha varato una legge sulla convivenza per le coppie non sposate che non faceva riferimento a gay e lesbiche. Negli ultimi anni gli omosessuali hanno rivendicato una maggiore visibilita’ in Gracia, dove nel 2005 si e’ tenuto il primo Gay Pride.

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giovedì 29 maggio 2008

Grecia. A Tilos il primo "grosso grasso matrimonio gay".

(Aodnkronos/Dpa) La piccola isola di Tilos ospitera' il primo matrimonio in Grecia fra due persone dello stesso sesso, dopo il "si'" del sindaco Tasos Aliferis a quello che viene gia' chiamato il primo "grosso, grasso matrimonio gay", riferiscono i media locali. Il primo cittadino ha raccontato di essere stato contattato da due coppie che volevano sposarsi nell'isoletta del Dodecaneso e di aver accettato la richiesta perche' non esiste nessuna legge che vieta il matrimonio fra gay nel Paese.

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mercoledì 30 aprile 2008

Abitanti di Lesbo fanno causa per l'uso esclusivo dell'aggettivo "lesbica".

(Il Messaggero) Hanno deciso di riappropriarsi dell'aggettivo lesbica a loro avviso “rubato” dalle donne omosessuali. Due abitanti dell'isola di Lesbo, patria della poetessa Saffo, e un appartenente ad un gruppo nazionalista, Dimitris Lambru, hanno annunciato di aver avviato un'azione in tribunale per ottenere l'uso esclusivo dell'aggettivo lesbica. L'Unione greca degli omosessuali e delle lesbiche (Olke) è secondo i denuncianti colpevole di aver reso gli abitanti dell'isola vittime di uno «stupro psichico e morale» per la «confisca» da parte delle omosessuali di un aggettivo di origine geografica. Secondo Lambru, il processo dovrebbe svolgersi ad Atene in maggio. «La questione è assolutamente ridicola - ha commentato uno dei responsabili dell'Olke, Evangelia Vlami - se la giustizia ci convocherà diremo la nostra».

Collocata a nordest del mar Egeo, la patria di Saffo, nume tutelare dell'omosessualità femminile, viene spesso chiamata in Grecia con il nome di Mytilene. L'isola ospita la piccola stazione balneare di Eressos, località preferita dal turismo lesbico internazionale, che non ha comunque la stessa notorietà di Mykonos, destinazione per eccellenza delle vacanze degli omosessuali greci.

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giovedì 13 marzo 2008

Grecia. La prima coppia gay si sposa la prossima settimana ad Atene.

(ASCA-AFP) Due donne lesbiche approfitteranno di un vuoto legislativo per sposarsi e la prossima settimana sara' la prima coppia gay in Grecia. A renderlo noto e' stata la Olke, la principale associazione omosessuale in Grecia. Le due donne, stando alla legge del 1982 che non specifica che le unioni civili debbano essere fra uomo e donna, verranno sposate dal sindaco radicale, Spyros Tzokas, nel quartiere ateniese di Kessariani. ''Non ho nulla in contrario nel celebrare questa unione a condizione che la legge venga rispettata'', ha dichiarato il sindaco. Grigoris Vallianatos, un noto attivista che si batte per i diritti degli omosessuali, ha affermato che l'attuale decreto sui matrimoni viola la convenzione europea sui diritti umani e che se il sindaco si fosse rifiutato, la coppia avrebbe presentato un'istanza al Consiglio di Stato. (Piu'Europa).

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domenica 2 marzo 2008

Grecia. Il governo conservatore apre alle unioni di fatto eterosessuali. In futuro riconosciute anche quelle gay?

Pronto progetto legge.
(Alice - Apcom) La Grecia apre alle convivenze eterosessuali: il ministero greco della Giustizia ha elaborato una proposta di legge che riconosce le unioni di fatto tra persone di sesso opposto.

Malgrado la debole percentuale delle unioni libere nel paese ellenico - dove i matrimoni religiosi godono ancora di una grande popolarità, e quelli civili sono ancora l'eccezione - la proposta di legge punta a colmare una "lacuna" legislativa e riconosce gli stessi diritti alle coppie che scelgono di vivere fuori dal matrimonio, scrive oggi la stampa greca.

Secondo il quotidiano "Ta Néa", il progetto di legge del governo conservatore attualmente si rivolge alle coppie etero, ma in futuro potrebbe estendersi a quelle gay.

Nel febbraio 2005 il Comitato greco dei diritti umani, un organo ufficiale del consiglio del primo ministro, chiese al ministero della Giustizia di "legalizzare la convivenza tra persone dello stesso sesso", per mettere fine alle discriminazioni nei confronti dei gay, soprattutto in materia fiscale e di patrimonio.

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sabato 1 marzo 2008

Icone gay d’altri mondi: Despina Vandi.

(Totentanz) Mi è tornata in mente quando, qualche sera fa, sono stato in un ristorante greco. Tra un dolmades e un boccone di mussakà ascoltavo la musica di sottofondo, che poi è sempre la stessa in ogni ristorante greco, questa via di mezzo tra la pizzica tarantina e la musica araba, e pensavo ai video di Despina Vandi che M., noto intenditore di roba frocia naïf ed etnica, mi somministrava via Youtube.

Non so se mi ricorda Diamanda Galas perchè sono condizionato dalla sua nazionalità o perché le somiglia davvero. Deve essere comunque una buona valvola di sfogo per le frocie elleniche, penalizzate dal clima poco friendly di un paese che avrebbe qualcosa da imparare perfino dalla nostra teocrazia vaticana, in fatto di emancipazione omosessuale.
Il suo status di icona gay mi è stato più volte confermato da conoscenze greche e da chi bazzica la Grecia. Ma non ce ne sarebbe stato bisogno. Il video qui sotto dice chiaramente che è lei la Ciccone dell’Egeo.
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mercoledì 9 gennaio 2008

Sesso e corruzione, scandalo in Grecia. Una "bomba" politica sta travolgendo il governo di Caramanlis.

Coinvolti il segretario generale del ministero della Cultura greco Zachopoulos e la sua ex segretaria, Eva Tsekou.

(Francsco Tortora - Il Corriere della Sera) Sesso, video compromettenti e corruzione politica. Sono i protagonisti dell’affaire che da quasi un mese tiene sotto scacco il governo greco e che coinvolge una delle personalità più in vista del panorama politico ellenico, il segretario generale del ministero della Cultura greco Christos Zachopoulos e la sua ex segretaria, la trentaquattrenne Eva Tsekou. La vicenda che all'inizio sembrava «solo» un classico scandalo sessuale, grazie a diverse inchieste dei media ellenici, si è presto trasformata in una vera «bomba politica» che sta mettendo in ginocchio il governo conservatore guidato da Costas Caramanlis

SCANDALO - Tutto è iniziato lo scorso 19 dicembre con le dimissioni a sorpresa del segretario generale Christos Zachopoulos. Il corpulente politico cinquantaquattrenne aveva motivato la sua uscita di scena con generici problemi di salute. Il giorno successivo, però, lo stesso Zachopoulos tentava il suicidio gettandosi dal 4 piano della sua abitazione di Atene. Ancora oggi è ricoverato in ospedale e si trova in una situazione estremamente critica.

STAMPA - Dopo il tentativo di suicidio la stampa ellenica ha cominciato a indagare sulla vita privata di Zachopoulos e ha scoperto che la sua ex collaboratrice Eva Tsekou, dimessasi da poco più di un mese dalle sue funzioni, aveva cercato di ricattarlo con l'aiuto di due avvocati: la donna, a cui il suo Zachopoulos aveva rifiutato di concedere un lavoro a tempo pieno nel ministero della Cultura, chiedeva 200mila euro in cambio del suo silenzio su documenti compromettenti tra cui alcuni dvd a sfondo sessuale i cui protagonisti erano proprio l'ex segretario generale e l'avvenente collaboratrice. La Tsekou è stata arrestata lo scorso 24 dicembre per «estorsione» e «incitamento al suicidio». L'ultimo capitolo tragico di questa storia è di qualche giorno fa: uno dei due avvocati della Tsekou, implicato nella storia del ricatto, si è gettato sotto un camion lo scorso 4 gennaio restando gravemente ferito.

GOVERNO ELLENICO - Il governo del premier greco Caramanlis in un primo momento si è giustificato parlando di un dramma privato. Ma ben presto, anche grazie alla fuga di notizie giudiziarie, la stampa ellenica ha scoperto una vera e propria storia di corruzione politica: il segretario Zachopoulos, secondo i media greci, avrebbe gestito in modo illecito sovvenzioni europee e avrebbe svenduto terreni che si trovavano vicino alle zone archeologiche più famose della Grecia. «Zachopoulos aveva il potere di decidere sul declassamento di siti archeologici per favorire imprenditori amici» conferma una fonte anonima al Times di Londra. «In passato egli ha preso numerose decisione che sono apparse quantomeno controverse».

CALO DEI CONSENSI - Naturalmente lo scandalo ha fatto precipitare i consensi del governo conservatore Caramanlis che proprio della lotta alla corruzione aveva fatto il suo cavallo di battaglia durante le ultime elezioni politiche. A essere offuscato è anche il prestigio e la moralità del ministero della Cultura che recentemente aveva ottenuto grande consenso per aver portato avanti una patriottica e tenace battaglia per il ritorno in Grecia degli antichi e splendidi marmi del Partenone custoditi nel British Museum di Londra da oltre 150 anni.

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lunedì 26 novembre 2007

Grecia. Pedofilia, nuovo disegno di legge prevede pene più dure.

(Peace Reporter) La Grecia si allinea agli altri Paesi europei in materia di pedofilia. Chi si renderà responsabile di abusi sessuali nei confronti di minori o di reati di pedo-pornografia rischierà una condanna fino a 10 anni di carcere, e una multa fino a 500mila euro. Il disegno di legge del Parlamento ellenico giunge a due anni esatti dall'impegno preso dal premier, Costas Karamanlis, di adottare pene più severe contro i pedofili.

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