Serreli (Arcigay Liguria): "Non c´è da parte nostra alcun intento provocatorio".
(La repubblica, edizione di Genova) «Non sarà l´invasione dei barbari, non c´è alcuna minaccia. Semmai, siamo noi a subire minacce, sempre più forti: identificare il Gay Pride solo con alcune immagini della sfilata è come rappresentare tutte le tifoserie con gli ultras di Napoli o tutti i politici come corrotti o collegati alla mafia... Sarà una manifestazione colorata per Genova, che di colore ne ha bisogno perché così grigetta... «. E´ ironica Mirella Izzo, anima tenace di "Azione trans", una delle associazioni che organizzano il Gay Pride. «Spero che dia una scossa alla città. Sono timoroso, ma molto contento, la comunità gay genovese la chiedeva da tempo e lavoravamo per a questo obiettivo. E nessuno ha avuto da eccepire, vista la storia di Genova e la sua tradizione civile» precisa Francesco Serreli, presidente di Arcigay in Liguria. Dove conta seimila iscritti (2500 a Genova) e dove l´occasione delle giornate dell´orgoglio omosessuale, perché non solo di una sfilata si tratta, ma di una settimana o quasi di dibattiti, incontri, spettacoli, è attesa con molta trepidazione dal popolo gay. Che, a detta di Serreli, non vive una situazione facile nel capoluogo ligure. «No, non è facile, i genovesi sono molto chiusi, sentono molto la privacy - spiega - Negli anni sono nate tante associazioni, ma poi chiudono perché non è facile uscire allo scoperto, darsi da fare. E i gay sono molti, più o meno, nella percentuale del 10% della popolazione come si stima la media italiana, ma ci sono tante paure, molti di noi non sono dichiarati. E c´è anche poco interesse ad un impegno sociale e politico».
A Bologna, lo scorso 28 giugno, erano in 50 mila. E nei prossimi giorni Serreli, insieme agli altri promotori, incontrerà questore e prefetto per avviare le autorizzazioni; e poi, dopo aver valutato con i vertici nazionali delle associazioni i costi e le questioni logistiche, partiranno le richieste di patrocinio e anche di finanziamento agli enti locali; in particolare agli assessorati alla cultura e alle pari opportunità dei tre enti. Ma perché si è scelto proprio il giorno del Corpus Domini? C´è chi ipotizza una provocazione verso il presidente della Cei Bagnasco... «Ma per favore! Quella della data è una casualità, e se mai è un giorno celebrato ovunque dal movimento omosessuale» ribatte Mirella Izzo. «Vorrà dire che ci saranno due processioni e ognuno farà la sua - obietta Serreli - Insomma, se il Pride si è fatto a Roma con il Papa, dovevamo farci altri scrupoli qui?». Restano le polemiche, peraltro messe in conto dai promotori, sugli eccessi di un corteo spesso dissacrante. «Non credo che ci saranno spettacoli indecenti, ma ricordiamoci che spesso i fotografi cercano proprio quelli - avverte Mirella Izzo - Il 90% arriva in jeans e maglietta, altri si esprimono come vogliono. Ci dicono che non è questo che serve, che non si risolvono così le cose? E´ vero, ma per 364 giorni cerchiamo di farlo, e non ci riusciamo. Il corteo è una festa. E per tutta la città».
martedì 9 settembre 2008
Genovapride. Gli organizzatori assicurano che non ci sarà la calata di tette e culi...
lunedì 8 settembre 2008
Genova. Presidente provincia; "Genova è città di diritti anche senza il gay pride".
Il Presidente della Provincia di Genova, riaffermando il diritto di ognuno alla propria dignità, ritiene che una manifestazione come il Gay Pride finisca per nuocere alla sua affermazione.
“Condivido – ha dichiarato il Presidente della Provincia, Alessandro Repetto, a proposito della proposta di organizzare a Genova nel prossimo anno la giornata dell’orgoglio gay - la richiesta e l’esigenza di difendere i diritti di ogni singola persona e la necessità di vedere sempre più combattuti quei pregiudizi che creano discriminazioni ed emarginazioni. Non penso solo all’omosessualità ma alle diverse situazioni sociali complesse, spesso drammatiche e quasi sempre subìte in una connivente indifferenza generale.
Trovo pertanto legittimo combattere e difendere i valori della dignità, parità e laicità, valori che, tuttavia, non ritengo siano né difesi né rappresentati da una manifestazione provocatoria come il Gay Pride. Non è attraverso quel tipo di iniziativa che si possono ottenere rispetto e attenzione, a meno che non si desideri semplicemente porsi sotto i riflettori per qualche giorno, alimentando polemiche e disapprovazione generali.”
“Inoltre, - ha concluso Alessandro Repetto - aver scelto come data il giorno dedicato al Corpus Domini è irrispettoso verso le persone che credono, offende una sensibilità religiosa e spirituale che non è meno degna del rispetto che i manifestanti chiedono. Ritengo sarebbe più incisivo ed efficace dimostrare mantenendo la tolleranza nei confronti degli altri modi di pensare.
Genova resta medaglia d’oro della Resistenza e simbolo di una cultura laica, una città dove tradizionalmente hanno sempre trovato spazio popoli, culture e differenti individualità. Resterà una città dei diritti anche senza il Gay Pride.”
martedì 5 agosto 2008
Il Belfast Pride un successo grazie alla deputata omofoba.
(Queerblog) Erano anni che non si vedeva tanta gente al Pride di Belfast, Irlanda del Nord. Stavolta c’era anche un gruppo di gay cristiani. Per un successo così inaspettato, le associazioni lgbt hanno ringraziato la deputata Iris Robinson, che qualche settimana fa ha infuocato il tema insultando le persone omosessuali, facendo riferimendo alla pedofilia e accusando i gay di essere “vili”. L’omosessualità, ha detto, è “un abominio”. Secondo la signora, poi, gli omosessuali possono essere curati con un’appropriata terapia psichiatrica.Questi deliri, oltre a suscitare la richiesta immediata di dimissioni, hanno spinto migliaia di persone a manifestare anche nella omofoba Belfast, al punto che la manifestazione è stata un successo superiore alle aspettative. Ora che succederà alla deputata che è moglie del primo ministro dell’Irlanda del Nord.
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domenica 3 agosto 2008
Mexico City. In marcia contro l'omofobia.
(Sky tg24) Si apre oggi a Città del Messico la 17esima conferenza internazionale sull'Aids, a cui parteciperanno 25mila delegati. Intanto per le strade della città migliaia di persone sfilano per dire no alle discriminazioni sessuali.
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Aids: In Usa riviste stime, 56.000 nuovi casi ogni anno.
Alla vigilia dell’apertura della Conferenza mondiale sull’Aids a Città del Messico è allarme negli Stati Uniti.
(La Repubblica) Sono almeno 56.000, il 40% in più del previsto, le persone contagiate dal virus Hiv ogni anno negli Usa. È quanto emerge dalla relazione del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlantra, secondo cui la sottovalutazione dell’incidenza dell’Aids non è dovuto a un aumento del tasso di infezione, ma all’utilizzo di metodi statistici più efficaci per valutare i nuovi casi. “Le prime stime ottenute con questo sistema — si legge nel rapporto del Cdc — rivelano che l’epidemia di Hiv è, ed è stata, peggiore di quanto si pensasse. I risultati indicano che solo nel 2006 negli Stati Uniti si sono avute circa 56.300 nuove infezioni. Questa cifra supera all’incirca del 40% la stima precedente di 40.000 infezioni all’anno, basata su dati parziali e metodi meno precisi”.
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Lo stop Negli Usa le autorità sanitarie hanno bocciato la sperimentazione del «Pave»: non è sicuro e potrebbe addirittura aumentare il rischio di infezione.
Aids, vaccini sotto accusa.
Scienziati divisi dopo gli ultimi fallimenti. Trentatré milioni di malati, metà sono donne.
(Adriana Bazzi . Il Corriere della Sera) Negli Stati Uniti le autorità sanitarie hanno appena bocciato il «piano Pave » per la sperimentazione di un vaccino preventivo contro l’Aids. Motivo: non è sicuro e potrebbe addirittura aumentare il rischio di infezione. La notizia è di qualche giorno fa e contemporaneamente è ricomparso in Italia il vaccino ideato da Barbara Ensoli, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’annuncio di un nuovo studio sull’uomo. Delusione internazionale e un invito alla riflessione da una parte, un rinnovato entusiasmo e una nuova sfida, dall’altra. Il mondo scientifico sembra dividersi (c’è chi suggerisce di spendere meglio i soldi studiando altre strategie di prevenzione) e la discussione sui vaccini si preannuncia accesa alla XVII Conferenza internazionale sull’Aids che si apre domani a Città del Messico.
Una delle massime autorità mondiali nella ricerca sull’Hiv, Anthony Fauci dei National Institutes of Health americani (Nih), sulle pagine dell’ultimo numero di Science ammette che probabilmente la strada percorsa finora non è quella giusta e che servono nuove idee per arrivare a costruire un vaccino efficace. Insomma, si riparte da zero. «Non vedo però tutta questa negatività — commenta Giuseppe Pantaleo del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois a Losanna, fra gli esperti presenti a Città del Messico —. La gente si scandalizza, ma non dobbiamo dimenticare che, dopo anni di studio, ancora non abbiamo il vaccino contro la malaria. Anche dai fallimenti possiamo imparare e, comunque, della prevenzione non si può fare a meno perché una malattia infettiva si elimina soltanto con la vaccinazione ».
La sospensione del progetto Pave (Partnership for Aids Vaccine Evaluation, un gruppo finanziato dal governo americano) è arrivata dopo che nel settembre scorso il vaccino preventivo, messo a punto dall’industria Merck e sperimentato in nove Paesi su 3.000 persone ad alto rischio di contagio con l’Hiv per valutarne l’efficacia, aveva dimostrato che i vaccinati finivano per infettarsi più degli altri. Non è il primo fallimento: qualche tempo fa un altro preparato, il Vaxgen, sperimentato in Thailandia, non aveva offerto alcuna difesa contro l’infezione. Ma nel mondo sono ancora in corso, secondo lo Iavi (International Vaccines Initiatives) almeno 35 trial dove si sperimentano vaccini in fase I e II per valutare non tanto la capacità di proteggere dalla malattia (questa attività si verifica nella fase III), ma l’assenza di effetti collaterali e la risposta immunitaria dell’organismo.
Anche in Italia, oltre a quella della Ensoli, è appena partita un’altra sperimentazione con un preparato (in sigla AT20 KLH) ideato da Arnaldo Caruso, microbiologo all’Università di Brescia: si tratta però di un vaccino pensato come cura da somministrare alle persone già infette in associazione con i farmaci, non come prevenzione dell’infezione. Nella migliore delle ipotesi, comunque, ci vorranno anni prima di arrivare a un vaccino preventivo e qualcuno suggerisce di utilizzare i fondi stanziati per queste ricerche (quelli identificati si aggirano sui 1.200 milioni di dollari e arrivano dal Nih, dalla Fondazione Gates e in piccola parte dall’Unione Europea) per trovare nuove forme di lotta all’Aids.
Ogni giorno 6.500 persone al mondo si infettano con l’Hiv, nel 2007 il numero di sieropositivi e di malati si aggirava attorno ai 33 milioni (quasi metà donne). E, sempre l’anno scorso, le morti sono state 2,1 milioni. «Per arginare questi numeri— commenta Massimo Galli, infettivologo all’Università di Milano —non c’è alternativa: è indispensabile agire sui comportamenti ». E la profilassi con i farmaci? «Alcune ricerche — continua Galli—dimostrano che la somministrazione di antivirali come il tenofovir previene l’infezione nelle persone a rischio. Ma una pillola preventiva a chi andrebbe somministrata? Alle ragazze da bar in Africa? O dovrebbe diventare una specie di "pillola del giorno prima"?»
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SAS ha presentato una nuova sezione all’interno del proprio sito internet dedicata alla vita gay.
SAS ha presentato una nuova sezione all’interno del proprio sito internet dedicata alla vita gay all’indirizzo www.flysas.it/gay, diventando così la prima compagnia aerea a creare un sito internet rivolto a gay, lesbiche, bisessuali e trans. Il sito offre inoltre i preziosi suggerimenti di steward, hostess e piloti per scoprire il meglio della scena gay di Stoccolma e Copenaghen.
La nuova sezione www.flysas.it/gay è stata lanciata in occasione dell’EuroPride, che si terrà a Stoccolma dal 30 luglio al 2 agosto. E il prossimo anno Copenaghen ospiterà i World Out Games 2009, uno tra i maggiori eventi dedicati alla comunità gay.
SAS, in partnership con gli enti turistici Stockholm Visitors Board e Wonderful Copenhagen, l’editore svedese QX e Gay Life di Copenaghen, offriranno le mappe, le guide gay e il calendario degli eventi, aggiornato quotidianamente, delle due città scandinave.
Per scoprire il meglio della scena gay di Copenaghen e Stoccolma, visita il sito www.flysas.it/gay
In ottocentomila all'Europride di Stoccolma con poliziotti e pompieri nel corteo.
Affollatissima anche la presenza degli abitanti della citta' che hanno applaudito la presenza di decine di poliziotti gay e di pompieri, sia svedesi che inglesi.
(Ansa) 'Grande successo a Stoccolma della manifestazione dell'Europride: per le vie della capitale svedese hanno sfilato 800 mila partecipanti provenienti da tutto il continente ed in particolare dai Paesi dell'Est. Affollatissima anche la presenza degli abitanti della citta' che hanno applaudito la presenza di decine di poliziotti gay e di pompieri, sia svedesi che inglesi, presenti in delegazione ufficiale con i mezzi di servizio'. Lo sottolinea - in una nota - Franco Grillini, ex parlamentare e presidente di 'Gaynet', associazione gay di informazione. 'Moltissime anche le famiglie omosex con figli e famiglie etero intervenute per solidarieta' e vicinanza con le battaglie per i diritti civili e di solidarieta' alla base delle manifestazioni dei Pride - aggiunge Grillini -: la manifestazione europea di Stoccolma corona politicamente la stagione dei Pride in Europa che e' stata caratterizzata da enormi manifestazioni in tutte le capitali'.
'In Europa le leggi rivendicate dal movimento lgbt - conclude Grillini - sono in vigore in 22 dei 27 stati che compongono l'Unione e l'Italia rischia di diventare l'unico stato europeo privo di leggi di promozione e di tutela delle persone lesbiche, gay, bisesssuali e trasgender'.
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14:31:00
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martedì 29 luglio 2008
Pozzallo. Scommessa vinta per il primo gay day della provincia di Ragusa. Il video.
(Lucia Fava - Tg10) È stato il piccolo comune marinaro di pozzallo a ospitare ieri sera il primo gay day della provincia di ragusa.
L’evento, organizzato dalla sezione locale dell’Arcigay, nasce con una vocazione diversa rispetto ad altre manifestazioni simili: maggiore dialogo e apertura al confronto, infatti, sono state le linee guida del Day, che ha rinunciato quindi, alla tradizionale parata in cui troppo spesso atteggiamenti ostentati mettono in ombra lo sforzo di accettazione cui auspica la comunità gay.
Stand informativi quindi, mostre di pittura e grafica dal tema: "TUTTI I GENERI DELL''''AMORE", uno spettacolo teatrale e un concerto di musica BLUES.
Nonostante la sobrietà dell’evento ragusano non potevano comunque mancare le DRAG QUEENs, che hanno intrattenuto gli spettatori per buona parte della serata.
Ma il gay day è stato anche altro. La manifestazione nasce infatti dalla necessità di portare avanti e condividere tematiche importanti come la laicità delle decisioni pubbliche, lotta all''''omofobia, unioni civili, piena dignità e parità di diritti. Argomenti importanti che necessitano di leggi specifiche che purtroppo in Italia, più che nel resto d’Europa, stentano ancora a prendere terreno anche se non mancano segnali positivi anche a livello nazionale.
Per la prima volta in Italia un’intera città e le sue istituzioni hanno patrocinato e sostenuto un'iniziativa di questo genere promossa dall'Arcigay. Soddisfatto il sindaco di pozzallo, Giuseppe Sulsenti. Presente alla manifestazione il presidente regionale dell’arcigay, Paolo Patanè.
Una scommessa riuscita per l’arcigay ragusano, che a un anno dalla sua nascita conta già più di 1300 iscritti.
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17:04:00
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sabato 5 luglio 2008
Madrid. Il Ministro per l'uguaglianza in testa al gaypride.
Alla manifestazione di stasera aderisce anche l'Istituto della Gioventu' Spagnola, direttamente dipendente dal Ministero.
(Ansa) Il ministro per l'uguaglianza del governo spagnolo, Bibiana Aido, sara' oggi alla testa del corteo del Gay Pride nazionale. Lo rende noto 'El Mundo' online. La manifestazione, che quest'anno avra' come motto 'Per la visibilita' lesbica', partira' alle 18,00 dalla Porta di Alcala', nel centro di Madrid, e si concludera' alle 20,30 in Plaza de Espana. Sono attesi, tra gli altri, anche il segretario organizzativo e numero due socialista Jose' Blanco e rappresentanti della sinistra radicale e dei sindacati. Nell'ultima settimana il Ministero per l'uguaglianza ha salutato l'arrivo del Gay Pride con una bandiera multicolore sulla sua facciata. Alla manifestazione di stasera aderisce anche l'Istituto della Gioventu' Spagnola, direttamente dipendente dal Ministero.
martedì 1 luglio 2008
Al Bolognapride un inviato molto speciale, Giovanni Dall'Orto.
Giovanni Dall'Orto, storica firma degli omosessuali italiani, quest'anno per il pride bolognese ha voluto cimentarsi nel ruolo di videoreporter, un inviato molto speciale, ecco i suoi video.
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"Perché sono al Gay Pride nazionale del 2008".
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Tipi da Gay Pride (Bologna, 28 giugno 2008).
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E' qui la festaaaa? Momenti del Gay Pride di Bologna 2008.
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VISIONI PARADISIACHE al gay pride di Bologna 2008.
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Al Bologna Pride 2008 - Ce le hanno suonate!
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Gruppi gay e non al Bologna Pride.
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18:24:00
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lunedì 30 giugno 2008
Orgullo gay di Madrid: Fiesta, cultura e diritti.
(Italiani a Madrid) Manca pochissimo all’apertura di uno degli eventi più famosi e affollati di Madrid: il prossimo sabato 28 giugno incomincia MADO ‘08 - Madrid Orgullo, il gay pride madrileno, uno dei più famosi al mondo per la sua vivacità, la sua durata e per la quantità di persone che ogni anno invadono la nostra amata città per prendervi parte.
Il pride a Madrid, però, non è solo parata. Durante l’intera settimana che la precede le piazze e le strade del centro, e in particolare di Chueca, fanno da scenario a concerti, DJ set, spettacoli di danza e teatro, concorsi, esposizioni di arte e fotografia, conferenze, dibattiti, tutto a tematica GLBT (gay, lesbica, bisessuale, transgender). Perché il pride è sì una festa, ma è anche impegno, attivismo e cultura. Il programma è stato svelato proprio oggi. Lo trovate qui: Troverete maggiori informazioni sul sito ufficiale MADO. Se venite dall’Italia e volete arrivare preparati, su Italiani a Madrid troverete articoli su Chueca (il quartiere gay della capitale) e la scena gay di Madrid e se proprio non trovate le informazioni che cercate, contattatemi e sarò felice di aiutarvi. E con orgoglio vi auguro felice MADO a tutti!Sphere: Related Content
Il Pride visto da un etero.
(Il gazzettino del Beca) Sabato, benchè il mio status sia quello di "etero", ho partecipato con gioia al Bologna Pride 2008, per manifestare al fianco di tutte quelle persone che, in Italia e nel mondo, sono continuamente discriminate. Nonostante fosse il primo Pride a cui prendevo parte ho notato che, questo, è stato molto sobrio nei costumi, forse anche per rispondere alle polemiche fatte da Mara Carfagna, la quale aveva descritto la manifestazione come una carnevalata di pazzi. Così non è. C'è chi manifesta vestito in camicia, chi vestito da drag, chi in pantaloni corti e chi, come me, sembrava andasse ad un comizio della Lega, essendo tutto (tranne i pantaloni) verde. Molto belli i carri, sicuramente il più colorato è stato quello del "nostro" mama, ma anche molto rumorosi, musica a palla per tutto il tragitto tranne che al passaggio davanti alla storica sede del Cassero. Onestamente sul momento non ho capito bene perchè fermassero la musica al passaggio della porta, ma poi leggendo qua e là sono arrivato alla spiegazione. Altra cosa che non sapevo (bacchettatemi pure!) è il motivo per cui è stato scelto il 28 giugno come data per la rivendicazione dei diritti GLBT; nel 1969 in questa data, poco dopo le 1.20 di notte circa 400 poliziotti irrompettero al gay bar "Stonewall Inn" a New York per una schifosa retata omofobica. Quella notte i 2000 ragazzi del bar alzarono la testa contro questa grave ingiustizia, battagliando per più di 3 giorni con i poliziotti. Questo giorno è stato preso come punto di partenza del movimento di liberazione gay moderno. Come ogni manifestazione che si rispetti il giorno dopo ci sono le solite polemiche sui numeri e sulle essenze. La Repubblica spara un 200.000 presenze secondo l'organizzazione e molti meno per la questura. Il Messaggero ipotizza un 40.000 (buttandolo nel mezzo fra i 250.000 degli organizzatori e i 40.000 della questura). Il Corriere della Sera cala drasticamente sui 20.000 degli organizzatori e i 7.000 della questura (?!). Io c'ero e posso dire che qualunque sia stato il numero effettivo dei partecipanti, è stata una vittoria in tutti i casi perchè vedere 7-20-100-200 mila persone festanti, colorate, urlanti che marciano unite per un'unica causa è solo da considerarsi una vittoria. Sulla polemica della presenza/non-presenza del PD io porto la mia personale testimonianza. Il PD c'era. Purtroppo era rappresentato dal carro più triste e solitario dell'intero corteo ma, come si suol dire in questi casi, l'importante è partecipare.
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domenica 29 giugno 2008
Il Gaypride in Messico.
(La7) Nella capitale Città del Messico sfilano in migliaia per la giornata dell'orgoglio lesbo e omosex.
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Ottimo il PD sul Gay Pride.
(Kalash) Finalmente, l'identità del PD comincia a vedersi, e questo va tutto a giovamento del dibattito politico.
Ancora una volta, il Gay Pride è stato preso dai suoi organizzatori non tanto come un evento volto a discutere di un problema effettivo, ma come un'occasione per sparare a zero sul PD e su chiunque non sposi la piattaforma politica dell'Arcigay e del Mario Mieli.
Se i partiti della sinistra extraparlamentare (quella che è rimasta fuori, punita severamente dagli elettori e ormai degna di percentuali minime nella loro considerazione) hanno tutti acriticamente aderito, compresa l'Italia dei Valori spinta dalla neocomponente girotondina, il PD ha mostrato un comportamento molto maturo.
Non si è piegato ai ricatti (neppure a quello, viscido, di Mancuso che ha invitato addirittura D'Alema e RED a partecipare, come a favorire ulteriormente una spaccatura al suo interno!!!), non ha fatto sproloqui, non ha fatto fuoriuscire i soliti battibecchi sul tema che contrapponessero l'anima DS a quella DL.
Non ha aderito alla piattaforma politica, nè ai comportamenti anticlericali ed estremisti che ormai da anni contraddistinguono quel tipo di manifestazioni.
Ha mandato il proprio Ministro ombra, per una partecipazione seria e composta;. Perchè questi non sono argomenti d atrattare col megafono. Caso mai, da stigmatizzare il comportamento del PD di Bologna che ha deciso di testa propria, e per valorizzare la componente diessina che è in esso maggioritaria, di dare il proprio endorsement ufficiale; laddove è in esso compresa anche la componente giovanile, che è della stessa pasta. Ma, anche in questo caso, grazie a qualche tirata d'orecchie da parte della componente cattolica, sia in provincia che in regione si è arrivati a ODG più che moderati (e perciò più corretti) che aderissero al principio della non discriminazione, ma non alle rivendicazioni politiche del Pride (o all'invio tutto d'immagine dei gonfaloni, come predicato in tempi non sospetti dalla anti-piddina, ora neoconvertita al PD, Mercedes Bresso).
E' chiaro che questo non va a genio agli estremisti. Nè al movimento politico LGBT. Ed è chiaro che i capipopolo di quella piazza (primo fra tutti Vendola, che deve conquistarsi adesioni per la sua candidatura a segretario di RC) hanno tentato di ricamare su questo comportamento maturo.
Grande solidarietà va a Paola Concia e a Vittoria Franco.
Ma io guardo ai fatti, e vedo un Partito che piano piano sta diventando più sicuro di sè, riesce a far politica in modo più serio, e riesce (magari) a proporsi come interlocutore serio della parte largamente maggioritaria del Paese, che è quella che non si preoccupa di cosa ha dichiarato Grillini a bologna, perché manco sa chi è Grillini.
Bene così, continuiamo su questa strada.
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Bolognapride. Alle ali del corteo gente stupita, disgustata, dubbiosa e divertita.
Stupite, disgustate, dubbiose, divertite... Sono così le facce degli spettatori del Bologna Gay Pride di ieri.
(Carlotta Fabbri - Il Resto del Carlino) Incuriosite, stupite, disgustate, dubbiose, divertite... Sono così le facce degli spettatori del Bologna Gay Pride di ieri. I bambini attratti dal luccichio delle paillettes, dallo svolazzare delle piume di struzzo, dai palloncini, dalle risate e dalle bandiere che svettano sul corteo. E i genitori un po’ indignati, dopo aver visto quei ragazzi mezzi nudi far festa ostentando un amore ‘diverso’ , che li prendono per mano e girano nella stradina adiacente. Ai Giardini Margherita i manifestanti aumentano: c’è la musica a tutto volume, ci sono i carri e i gadgets. Le ‘drag queens’ si esibiscono con i loro ballerini, mandano i baci al pubblico e si mettono in posa per qualche curioso che immortala «quelle persone così strane». Un anziano sorride e replica: «sono simpatici e non danno fastidio, ma io non li capisco. Le donne sono così belle...». Commento sostenuto anche dal gruppetto sulla settantina a Porta Castiglione. Emerge così, davanti a tanti omosessuali, che Bologna è una città apparentemente tollerante. Ma ci sono tanti che la pensano come Pietro Buscaroli, sostenitore ‘eterosolidale’ del corteo che dice: «Sostengo l’amore in ogni sua forma, ma sinceramente non sono a favore dei genitori omosessuali. Credo che tolgano la libertà al bambino di scegliere. L’uomo per natura nasce dall’unione tra i due sessi opposti e ha il diritto di crescere in un ambiente biologicamente corretto». Parla mentre accanto a lui sfila una famiglia moderna: composta da due mamme e una bimba. E I COMMERCIANTI? Alcuni come Fabio Marcello Piras del ‘Caffé Masini 1952’ di via Caprarie sostiene che «le manifestazioni portano sempre tanta gente e vanno sostenute se sono fatte nel rispetto della città». Altri, come il pakistano di via Castiglione, si barricano all’interno del proprio negozio, forse per paura, lasciando fatturare all’esercizio dei connazionali, 200 metri più avanti. Ed è proprio al guadagno che pensa Beppe Lauri del Bar Silvani sull’omonimo viale: «Bisognerebbe che ce ne fosse una alla settimana. Se c’è qualcosa che fa indignare sono le parole del cardinale Caffarra». Appare quindi aperta e favorevole la città al movimento gay, ma in via dei Mille, i negozi e molti bar hanno comunque deciso di abbassare le saracinesche.
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Polemico un lettore del Resto del Carlino: "Sequestrato in casa da una costosa kermesse".
«Alla fine la sfilata del Gay Pride la si è fatta e, come era ampiamente prevedibile, ha paralizzato la città. Ma perché, vorrei chiedere al sindaco Cofferati, per accontentare una minoranza chiassosa, si devono imporre pesanti disagi a tutti i bolognesi?» A porre questi e altri quesiti è Pietro Ballerini Puviani, un lettore che si è rivolto al Carlino attraverso una e-mail. «Perché — continua Puviani — gay, lesbiche e simpatizzanti devono necessariamente sfilare lungo le vie cittadine? Solo perché se non li autorizza a farlo, alzano la voce dichiarandosi discriminati ed il popolo della sinistra si sente tenuto a ‘calare le braghe’?» «L’ultimo quesito che vorrei porre al sindaco — scrive Puviani — è: chi paga i costi di questa kermesse (pulizia dei Giardini Margherita e delle strade ridotte a un letamaio, straordinari dei vigili urbani e del personale che ha dovuto seguire l’evento?» «IO — conclude Pietro Ballerini Puviani — sono stato sequestrato in casa mia per un intero pomeriggio e per andare da via Castiglione a via Andrea Costa, ho dovuto attraversare i colli. Non mi sarà, per caso, addebitata, sotto forma di tasse, una quota del costo di questa gaia manifestazione che non ho voluto e che, per come si è svolta, mi ha fatto imbestialire?»
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sabato 28 giugno 2008
Gay in marcia in tutto il mondo. Incidenti a Sofia e repubblica ceca.
Cinquecentomila a Berlino, 400 mila a Parigi. La protesta degli ebrei ortodossi a Gerusalemme. Sessanta arresti a Sofia tra cui il leader della destra.
(La Repubblica) Gay pride in tutto il mondo oggi, non solo a Bologna, da Berlino a Parigi /nella foto), da Gerusalemme alla Bulgaria dove per la prima volta la comunità di omo e transessuali ha potuto manifestare il proprio orgoglio e reclamare i propri diritti.
Incidenti a Sofia. Una sessantina di estremisti di destra ha attaccato il corteo di circa un centinaio di persone con sassi, uova e una bomba molotov. La polizia è interventuta per difendere i manifestanti e ha arrestato gli estremisti. Tra questi il leader Boyan Rasate. Il ministro dell'Interno bulgaro ha deplorato l'aggressione. "La Bulgaria è un paese della comunità europea e la gente deve imparare ad accettarci come essere umani normali, non siamo dei criminali" ha detto Peter Moews, ingegnere tedesco di 51 anni che vive a Sofia. Dove la situazione per i gay, lesbiche e i trans è la seguente: gruppi religiosi e di estrema destra avevano chiesto alle autorità di vietare il Gay Pride; il leader della Chiesa ortodossa bulgara ha definito "immorale e peccaminosa" la marcia e il Gran Mufti musulmano ha definto l'omosessualità "una malattia". Il premier bulgaro Serghei Stanichev aveva detto ieri di "accettare le persone di diverso orientamento sessuale" ma "di non approvare la rivendicazione di tale orientamento".
E in repubblica ceka. Militanti dell'estrema destra hanno cercato di disturbare la sfilata del Gay Pride a Brno, nella seconda città della repubblica ceca. Brandendo cartelli con la scritta "Nessun avvenire per gli omosessuali", alcune decine di estremisti di destra completamente vestiti di nero hanno gettato uova e fumogeni sui partecipanti. La polizia ha arrestato tre persone. La sfilata è stata accorciata.
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500 mila a Berlino. Cinquecentomila persone hanno invaso le strade di Berlino e del parco che conduce alla porta di Brandeburgo. Per la prima volta in trent' anni, la manifestazione quest'anno è partita dalla parte orientale della città, un unico happening musicale e politico, chi mascherato da angelo e chi da diavolo, chi agita i fianchi al ritmo di samba e con vestito in tema, oppure abbigliati più semplicemente in jeans e maglietta. Alla testa del corteo c'era Rudolf Brazda, 95 anni, forse l'ultimo sopravvissuto degli omosessuali perseguitati e rinchiusi dal nazismo in campi di concentramento. Brazda ha trascorso quattro anni in un lager nazista per omosessuali a Buchenwald (Turingia) tra il 1941 e il 1945. "Era una vita terribile - ha detto - e oggi mi sento come nel Paradiso della democrazia".
400 mila a Parigi. Nella capitale francese il Gay Pride è arrivato alla settimana edizione. La comunità gay ha marciato anche in nome di "una scuola senza
discriminazioni": Così recita lo striscione che ha aperto la manifestazione animata da 74 coloratissimi carri. In prima fila il sindaco della capitale e candidato alla guida del Partito socialista, Bertrand Delanoe, la sua vice Anne Hidalgo, il presidente della Regione, Jean-Paul Huchon, l'immancabile ex ministro della Cultura Jack Lang ("non ho mai perso un corteo negli ultimi 17 anni", ha puntualizzato). Fra i carri, spicca quello del 'Paris Foot Gay' - associazione calcio gay - patrocinata da Vikash Dhorasoo, ex calciatore di Milan e Paris Saint-Germain, e dalla stilista Agnes B. La marcia gay ospita rappresentanze di quasi tutti i partiti e sindacati, delle principali aziende del paese (dalle ferrovie all'elettricità, Sncf e Edf) e le minoranze religiose.
La contromarcia a Gerusalemme. La marcia dell'orgoglio gay in Israele, decine di migliaia di persone in festa nella vie di Gerusalemme, ha avuto una contromarcia. Gli ebrei ortodossi infatti hanno a loro volta organizzato un piccolo corteo per gridare "vergogna" e "Non sodomizzate Israele".
Tra poche ore cominceranno i gay Pride americani, da New York a San Francisco, da costa a costa.Sphere: Related Content
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Gaypride: 400mila persone sfilano a Parigi, 500mila a Berlino, forse 100mila a Bologna.
Nel giorno del Gay Pride diverse manifestazioni in Europa, oltre a quello di Bologna. A Parigi in 400mila hanno preso parte alla parata. In prima fila il sindaco della capitale francese e omosessuale dichiarato, Bertrand Delanoe. In 500mila invece per le strade di Berlino. Bologna forse raggiunge i 1oomila almeno secondo gli organizzatori mentre fonti non confermate della Questura della città danno in 20/30mila i partecipanti. Oggi e' la giornata del Gay Pride in ricordo degli scontri che avvennero il 28 giugno 1969 a New York nel locale Stonewall Inn al Village tra polizia e clientela omosessuale.
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La gay parade di Parigi.
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Bolognapride. Per Repubblica è il pride dell'orgoglio dei 200 mila. Battibecco Vendola Concia.
La manifestazione nazionale a Bologna in concomitanza con quella di Berlino.
Sfilata di carri, musica e danze."Laicità, parità, dignità" le parole d'ordine.
Vendola (Prc) e Grillini (Ps) rimarcano le assenze. Concia: "Non è vero".
Della Vedova (Pdl): "Lavoriamo insieme per i diritti gay".
(Claudia Fusani - La Repubblica) Vladimir Luxuria ha messo via il tailleur, per un pomeriggio, ed è tornata drug queen con una tiara papalina in testa e un mini bianca al posto della gonna. Sentenzia che "ogni tentativo di dialogo con la Chiesa sui diritti gay è inutile". E' la regina della festa, non c'è dubbio. Franco Grillini indossa la fascia da sindaco con i colori però dell'arcobaleno ed è un po' emozionato quando il fiume del corteo si ferma a Porta Saragozza per rendere omaggio al Cassero, il primo Centro di cultura omosessuale in Italia: "Era il 1982, ventisei anni fa e sono uno dei pochi di quelli che lo hanno inaugurato ad essere ancora vivo". Paola Concia, deputata del Pd, è felice come una bambina che non riesce a trovare le parole dalla gioia: "E' allegro, bello, felice, soprattutto enorme, da tre ore sto camminando dalla testa alla coda del corteo, avanti e indietro per partecipare a questa gioia e non perdere neppure una di queste splendide immagini". Decine di carri, migliaia di persone, lotta di numeri, 200 mila per organizzatori, più prudente la questura. Lo striscione d'apertura con tre parole d'ordine: "Laicità, parità, dignità". Una comunità che c'è, esiste, cerca cittadinanza mentre si sente messa da parte un po' da tutti.
Manifestazione nazionale. Gay pride 2008. L'Italia gay e lesbica scende in piazza a Bologna, manifestazione nazionale che raccoglie e comprende le quattro locali (Roma, Milano, Biella, Catania). Altre decine di migliaia sfilano contemporaneamente nelle strade di Berlino.
Il corteo nazionale bolognese arriva dopo le polemiche per quello romano a cui il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna aveva tolto il patrocinio. "Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta" si legge su un cartello. Il ministro infatti aveva chiesto un Pride più serio e meno appariscente, "in giacca e cravatta". Ma al di là di slogan e cartelli la polemica politica corre lungo tutto il serpentone del corteo. Si attacca "l'assenza del Pd" e si accusa la Pdl di aver cancellato dall'agenda politica parlamentare ogni disegno di legge che riguarda diritti e pari dignità per la comunità gay.
Carri, canzoni, travestimenti: comincia la festa. L'orchestrina che suona "Rosamunda...", le bandiere arcobaleno, striscioni e cori. Il corteo parte puntuale alle 14.30 sotto un caldo torrido da piazza Ravegnana. Sono in migliaia ma in effetti, data l'ora e la temperatura, non così tanti. Lo striscione di apertura recita "laicità, parità, dignità", lo tengono su Vladimir Luxuria, ex deputata di Rifondazione, Marcella Di Folco, presidente del Mit, Emiliano Zaino, presidente del Cassero, Sergio Lo Giudice e Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. C'è anche Vittoria Franco, il ministro ombra del Pd per le pari Opportunità. E c'è Alfonso Pecoraro Scanio. Dopo circa un'ora il corteo raggiunge i giardini Margherita dove attendono i carri allegorici (uno si rompe di lato, due ragazzi cadono ma nulla di grave). In coda lo spezzone queering bo, dei centri sociali e collettivi bolognesi, distribuisce un "pacchetto sicurezza" contenente un preservativo, una pillola del giorno dopo (finta), due cannucce "sniffa-pulito" e una galaxy-card per, recita il volantino, "viaggiare, fermarsi, godere e condividere pari diritti in tutti i paesi del mondo".
Botta e risposta Vendola-Concia: "Il Pd è assente"; "No è falso". Ma il Pd c'è o non c'è al Gay pride? Dipende dai punti di vista, come sempre. E dipende da quanto e come si voglia mettere alla prova la convivenza tra le tante anime del Pd. I fatti sono che Vittoria Franco, ministro ombra del Pd per la Pari Opportunità, apre il corteo, sorregge lo striscione di apertura, si guarda intorno e dichiara: "Mi sento a casa mia, Bologna sa esere molto accogliente e tutto il corteo è molto sobrio smentendo chi accusa i Pride di essere inutilmente folkloristici". Soprattutto, aggiunge il ministro ombra, "ci sono qui oggi molte persone per sostenere il principio della parità dei diritti tra tutti i cittadini". Perché, contrariamente a quello che dice il ministro Carfagna, "i gay hanno bisogno di sostegno per i loro diritti, sono ancora discriminati".
Il Pd schiera anche la deputata Paola Concia. Ma Franco Grillini - ex ds, poi socialista - leader storico dei gay e molto amico della deputata, le fa osservare che "di dodici deputati del Pd eletti tra Bologna e l'Emilia neppure uno è presente". Come se non bastasse ci si mette Nichi Vendola a rimarcare le assenze: "Il Pd non c'è" dice riferendosi ai big, ai leader. "Ed è un peccato perché qui oggi c'è una magnifica energia per ripartire con le battaglie di libertà in un momento in cui nel paese soffia un forte vento di intolleranza". Di sicuro, senza nulla togliere al ministro ombra, Veltroni, Bersani o altri avrebbero avuto qualche problema a spiegare male la loro presenza al Pride alla componente teodem del partito. Paola Concia non ci sta: "Se bisogna fare polemica per forza... Il Pd ha qui un suo ministro e la sottoscritta. E poi, se bisogna dirla tutta, perché la Sinistra democratica ha organizzato il suo congresso proprio in coincidenza con il Pride che si tiene il 28 giugno da vent'anni?".
Alleanze in nome dei diritti. Il Pride di oggi registra connivenze anomale ma interessanti. Tra la folla si muove infatti Benedetto Della Vedova, ex radicale transitato nelle file del Pdl. "Sono qui - spiega - perché un partito che rappresenta il 40% degli elettori (tra cui, senz'altro, una parte importante degli omosessuali italiani) non può restare insensibile alle richieste legittime della comunità gay". Perché non fare subito, ad esempio, quello che altri governi del Ppe come Spagna, Francia e Germania hanno già fatto "come il pieno riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali"?. Un appello raccolto subito dalla Concia. Una proposta bipartisan sui diritti gay. Provarci. E perché no?
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Cade da un carro del Gay Pride, ragazza ferita.
La giovane modenese è stata condotta all'ospedale: è rimasta cosciente e le sue condizioni non appaiono gravi. Il camion da cui è caduta ha continuato il percorso.
(Il Resto del Carlino) Una ragazza di Modena, che oggi pomeriggio stava partecipando al corteo del Gay Pride a Bologna, è rimasta ferita, pare in modo lieve, cadendo da uno dei carri. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe ceduto una delle sponde di un camion che faceva parte del corteo: un ragazzo e una ragazza, che erano i più vicini al bordo del carro, sono caduti.
La giovane, di Modena, è stata portata in ospedale da un'ambulanza; le sue condizioni non sono apparse gravi ed e' rimasta cosciente. Il camion ha ripreso il proprio percorso.
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Bologna pride. Secondo l'Unità in 20mila alla parata. Dove sono i gay?
20mila al Gay Pride Vendola: «Manca l'opposizione».
(L'Unità) Si contano in almeno 20mila le persone in piazza a Bologna a sfilare per i diritti al Gay Pride, secondo le stime fornite dagli organizzatori. Un lungo raduno sotto le Due Torri, poi è partito il lungo fiume di persone attraverso la città.
In testa al corteo Vladimir Luxuria ed un lungo striscione con scritto: «dignità, parità, laicità». L'ex parlamentare di Rifondazione Comunista fa mostra di sè indossando una coroncina bianca con scritto «no angel» perché - ironizza - «meno male non sono un angelo, avevano previsto una Bologna grigia e nuvolosa, siamo venuti a colorarla». Sulle note di una banda musicale e di ritmi da baccanti.
Molti i politici e i rappresentanti delle associazioni presenti al corteo. Paola Concia del Partito Democratico, l’ex deputata del Prc, Marcella Di Folco, presidente di Arcilesbica, Emiliano Zaino, presidente del Circolo omosessuale “Cassero”, Sergio Lo Giudice, presidente della commissione ministeriale sulle differenze, Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay e Vittoria Franco, ministro ombra alle pari opportunità.
Attesissimo il presidente della Puglia Niki Vendola che definisce «un’occasione mancata» quella del Pd assente al Pride. «Ma non parlo solo del Pd, tutti quelli che hanno a cuore la domanda di libertà del Paese non possono non essere qui. «Contrapporsi alla destra e non essere qua è un vero peccato», ha detto il presidente della Regione Puglia, che ha sottolineato l'importanza di partecipare al Gay pride, in corso a Bologna, «nell'anno che rischia di segnare il calendario dell'intolleranza, in cui tornano a parlare alfabeti di razzismo e caratterizzato dalla discriminazione verso ogni tipo di diversità».
Numerose bandiere di Arcigay e Arcilesbica, diverse bande musicali e un corteo molto colorato e festoso sta animando questa marcia per i diritti 2008. In coda lo spezzone «Queering bo», dei centri sociali e collettivi bolognesi, che andava distribuendo un «pacchetto sicurezza» contenente un preservativo, una pillola del giorno dopo, finta, due cannucce «sniffa-pulito» e una «galaxy-card» per, recita il volantino, «viaggiare, fermarsi, godere e condividere pari diritti in tutti i paesi del mondo».
Un serpentone pieno di bandiere arcobaleno e con un'orchestrina a suonare «Rosamunda», quella del tu-sei-l'amore-per-me con molte varianti. Lungo il percorso molti cartelli a favore della laicità e- non poteva mancare – un “saluto” rivolto al ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna: «Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta», che allude all'invito rivolto dal ministro ad un Pride meno appariscente, in giacca e cravatta.
Ma la giornata dei diritti di Bologna è iniziata sotto un buon auspicio con l’incontro degli organizzatori con il sindaco della città, Sergio Cofferati.
La delegazione ha ottenuto dal sindaco ben due promesse importanti. La nascita a giorni dell'Ufficio per le politiche delle differenze e l'intitolazione di una via o una piazza a Stefano Casagrande, esponente di spicco del movimento omosessuale, scomparso nel novembre 2000.
E a proposito di strade, si è tenuto proprio in una via del centro il primo “scontro” del corteo. Praticamente un duello tra il «sommo poeta», Dante, e la cantante anni Ottanta Cindy Lauper. Nella vita Davide Rondoni, poeta, e un ragazzo con veste lunga rosa, parrucca bionda, occhiali da sole, filo di perle e tacchi vertiginosi. L’uno dalla mattina in strada a declamare la e spiegare il passo dell’Inferno dantesco dedicato al girone dei sodomiti, come sembra avesse promesso, l’altro a cantare la canzone della Lauper «Girls just wanna have fun». È iniziata così la kermesse di Bologna, tra spirito trasgressivo e goliardico che da sempre contraddistingue la manifestazione con fine a piazza VIII Agosto.
Ma non è tutto uno scherzo. Il corteo di sabato non nasconde la preoccupazione per quello che la presidente dell'Arcilesbica Antonella Di Falco ha definito «clima preoccupante per il Paese» e che si «riscontra anche per i nomadi e i rom». La Destra bolognese di tutta risposta venerdì ha dichiarato ostilità aperta al Pride perché fatto da «anormali, ospiti sgraditi al resto dei cittadini normali».
Partecipazione non a sorpresa, al raduno festoso, quella del presidente dei riformatori liberali e deputato del Pdl Benedetto Della Vedova che ha sempre differenziato la sua posizione sui temi della laicità e della lotta all'omofobia rispetto ai colleghi del centrodestra. «Parteciperà al Gay pride- aveva già annunciato Della Vedova - convinto che in Italia molto vada ancora fatto per dare piena cittadinanza alla comunità omosessuale e che un partito che rappresenta il 40% degli elettori, tra cui, senz'altro, una parte importante degli omosessuali italiani non possa essere insensibile alle istanze che domani, pur nell'ambito di una festa dai colori spesso carnevaleschi, verranno avanzate».
«Finalmente anche nella destra italiana si sente una voce libera dal pregiudizio – risponde Paola Concia, parlamentare del Pd -, la destra italiana non può ignorare i diritti delle coppie gay. A Della Vedova dico: costruiamo una maggioranza trasversale in Parlamento sui diritti civili. Proviamo a farlo insieme, sapendo che è difficile».
Ad accogliere il popolo lgtb, (lesbica, gay, trans e bisex) in piazza VIII Agosto, il palco allestito per ospitare gli interventi dei rappresentanti delle associazioni nazionali e degli artisti in programma dalle 18.
Programma che inizia con la proiezione del video «Welcome pride» che vede protagonisti i volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura che danno il loro benvenuto ai manifestanti. Dopo il videoclip prodotto dal Cassero, alle 19 il dj Filippo Nardi presenta le esibizioni di Emilio Rez, autore e interprete del brano trash-dance «Tremenda», e la giovane cantante sanremesValeria Vaglio.
Affidato a Vladimir Luxuria il compito di presentare il messaggio video realizzato dalla madrina uffciale, d'eccezione, della manifestazione: la scienziata Margherita Hack.
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