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sabato 7 giugno 2008

Grillini (Ps). Prostituzione. No a criminalizzazione: Promuovere massima liberalizzazione. Si va verso la "prostituta di quartiere"?

L'emendamento sulla prostituzione proposto al Senato oltre che inaccettabile e crudele si configura come una vera e propria criminalizzazione delle persone che si prostituiscono e rappresenta un altro passo verso quell'ipocrisia moralista che fa finta di non vedere il grande disagio che c'è dietro al fenomeno.
In Italia ogni settimana milioni di persone si rivolgono al mondo della prostituzione e questo perché nel nostro Paese la sessuofobia di natura clericale è imperante e impedisce una piena e soddisfacente libertà sessuale.
Criminalizzare i sex workers significa intervenire pesantemente nella vita provata delle persone con logiche colpevolizzanti e punitive.
Per questo l'emendamento è ingiusto crudele e aberrante e richiede il massimo di opposizione in Parlamento e nel Paese.
Nella scorsa legislatura avevo proposto un pdl volto a ridurre drasticamente l'intervento dello Stato in questa materia con la riforma della legge Merlin.
Proibizionismo e repressione sono profondamente sbagliati. Bisognerebbe, viceversa, promuovere il massimo della liberalizzazione ed evitare provvedimenti da Stato etico.

Franco Grillini
Costituente socialista.

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giovedì 5 giugno 2008

Giustizia: Carfagna, nel prossimo consiglio dei ministri presenterà un ddl su stalking.

I gay evitino le polemiche, allo studio misura contro le discriminazioni.
(Adnkronos) "Nel prossimo Consiglio dei ministri operativo presenterò un ddl sul reato di stalking". Lo annuncia il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna intervistata da Maurizio Belpietro per "Panorama del giorno" su Canale 5. Si tratta di un provvedimento contro la violenza sulle donne che potrebbe evitare altri casi come quello dell'omocidio di Maria Antonietta Multari a Sanremo, per la cui morte il fidanzato è accusato di omicidio volontario e oggi inizia l'udienza preliminare. "Ho incontrato i genitori di Antonietta - dice il ministro - e ho letto nei loro occhi una disperazione che nessuno potrà consolare".

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venerdì 23 maggio 2008

Indagata ex pornostar Eva Henger, coinvolta in un furto di assegni a Milano.

(Adnkronos) Furto aggravato e truffa. Sono queste le accuse per le quali la Procura di Milano ha indagato l'ex pornostar Eva Henger, il suo attuale compagno Massimiliano Caroletti e altre persone. A far scattare l'inchiesta era stata una denuncia depositata, il 29 febbraio scorso, dagli avvocati Michele Cianci e Giuseppe Fiorella, che assistono il produttore cinematografico Nicolino Matera e la moglie Luciana Conti. Dall'abitazione della coppia erano spariti due blocchetti di assegni: complessivamente sarebbero stati incassati 106 mila euro 'attraverso' 17 assegni. Secondo l'accusa la Henger avrebbe incassato assegni per 32 mila euro e il suo compagno per 5mila, mentre un amico di Caroletti avrebbe incassato assegni per 21 mila euro. Assegni che, con un decreto del pm Luca Poniz, sono stati sequestrati in un'agenzia della Bnl a Milano. Secondo quanto sostenuto nella denuncia, gli assegni sarebbero firmati da Caroletti che ha falsificato la firma di Matera. I legali del produttore cinematografico si sono spinti, pero', a ipotizzare altre accuse: circonvenzione di incapace e associazione per delinquere. Reati che vedrebbero coinvolte anche altre persone.

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sabato 17 maggio 2008

La California, gli Usa ed il matrimonio tra gay.

(Fabrizio Gentili) In uno stato liberale come la california non dovrebbe sorprendere la notizie che la corte suprema ha autorizzato matrimoni gay, se non fosse che davanti allo corte non si sono presentati a richiedere tale permesso, ma bensi' a cercare di rendere inefficace una legge, la proposta di legge 22 che anni fa fu fatto passare grazie ad un referendum popolare dagli stessi cittadini della California.
Nel far west che piu' lontano non si puo', ha infatti contraddizioni legislative che sembra in qualche maniera esser state risolte da questa decisione giuridica.
La sentenza non solo ha dichiarato la prop.22 incostituzionale, ma ha anche detto che la legge attuale che fornisce alle coppie dello stesso sesso unioni civili non e' sufficiente per la salvaguardia dei diritti civili delle coppie e ch il sesso degli sposi, come gia' la razza, non possono essere motivo di esclusione, indi per cui solo il matrimonio puo' offrire tale protezione con tutti i doveri che
convengono.
I passi successivi sono ormai di routine.
Non appena la decisione della corte verra' depositata, in circa 30 gg, le coppie dello stato della California saranno in grado di richiedere licenze di matrimoni legalmente, e non illegalmente come avvenne nel 2004 quando Newsome, il sindaco di San francisco ne emisse parecchie che la stessa struttura giuridca che oggi ne autorizza l'emissione, al tempo nullifico' il coraggioso gesto del primo cittadino della capitale gay della costa ovest.
Nella solita prassi i gruppi radicali hanno gia' raccolto le firme necessarie per mettere sulla scheda elettorale a Novembre un amendamento alla costituzione che proibisca i matrimoni gay. Questi proponimenti che sono stati nel passato grandi catalizzatori di voti conservatori hanno da un lato ormai perso trazione popolare, e comunque richiedono un'azione politica che possa far seguire azioni a discapito della costituzione, quali duplici sessioni di rivisita del proponimento con tanto di voto maggioritario. La legislatura della California ha per ben due volte gia' avanzato il
riconoscimento dei diritii delle persone omosessuali di sposarsi, ma il Governatore Terminator si era sempre trovato, con le mani legate dalla Proposiozione 22, a dover porre il suo veto, ma si e' stavolta impegnato alla lotta contro il nuovo tentativo di discrimanzione e odio che se tutte le firme raccolte verranno verificate, potrebbe comunque essere motivo di dibattito tra contendenti sia a livello locale che federale durante la stagione elettorale che li coincide con la fine della vendemmia, che tutti sperano essere ancor piu' copiosa non appena climi di magior serenita' civile porteranno la necessaria boccata di aria fresca anche nei lidi Pacifici.
La California e' il secondo stato dopo il Massachussetts ad avere aggiudicati matrimoni civili per tutti.
Hawaii, Vermont e New Jersey offrono Unioni Civili, ma gli ultimi due sono all'opera per adottare leggi che concedano a pieno i diritti coniugali.
Il bilancio sui diritti civili matrimoniali e' ancora in gran sfavore per un riconoscimento a livello federale, ma il cambio generazionale che si sente nello spirito elettorale dei giovani che stanno
rinnovando gli atteggiamenti e le strategie di politiche attorno a tutto il paese promette avanzamenti in direzioni piu' prospere. L'inevitabile pioggia di licenze che ci si aspetta copiosa dagli uffici municipali, di sicuro creera' numeri ancor piu' concreti contro le demagogie radicali che spesso galvanizzano i dibattiti. Qui in Massachussetts tali retoriche sono ormai dichiarate obsolete e pochi pazzi osano porre attenzione a perdite di tempo vita l'inevitabilita' del progresso.

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venerdì 16 maggio 2008

Ellen DeGeneres e Portia de Rossi promesse spose, le prime a Hollywood.

Dopo sentenza la talk-show host DeGeneres fa l'annuncio in tv.
(Apcom) Il talk show di Ellen DeGeneres va in onda in differita di un giorno, quindi, in ritardo è arrivato anche l'annuncio delle sue nozze, il primo matrimonio gay di Hollywood con l'attrice australiana Portia de Rossi. DeGeneres, 50 anni, presentatrice e attrice comica, ha saputo sul set che la Corte Suprema della California aveva cancellato il bando ai matrimoni tra gay nello Stato con una sentenza storica e importantissima. E ha immediatamente detto al pubblico che lei e sua compagna, presente in studio, saranno tra i primi a mettersi in coda.

Lo show non è ancora andato in onda ma la notizia del matrimonio imminente ha fatto presto a diffondersi.

Ellen DeGeneres ha fatto la gavetta due volte. La sua prima carriera finì nel 1997 quando annunciò di fronte alle telecamere, in diretta, di essere lesbica nel talk show di Oprah Winfrey e, nero su bianco, sulla copertina di Time magazine. Anche il personaggio che interpretava nella sit-com "Ellen" rivelò ai telespettatori di essere lesbica, parlando a una psicologa interpretata per l'occasione da Oprah Winfrey.

La puntata fece un grande clamore ma ben presto, complici gli ascolti scarsi, lo show fu cancellato. DeGeneres tornò nel circuito della stand-up comedy e ricominciò da capo. Solo alcuni anni più tardi riuscì a tornare a galla, dando la voce al pesce ammalato di Alzeheimer del lungometraggio Disney "Finding Nemo". Riabilitata di fronte al grande pubblico, con un talk show tutto suo. Nel 2007 è arrivata l'incoronazione ufficiale di Hollywood, DeGegeneres è stata scelta come presentatrice della 79ma edizione della notte degli Oscar.

Compagne da quattro anni, DeGeneres e de Rossi, 35 anni, interprete del serial tv "Nip/Tuck", dovranno attendere un mese, fino a quando la sentenza della Corte Suprema, che in un Paese anglosassone ha valore di legge, entrerà in vigore formalmente.

Non ci saranno nozze invece per un'altra coppia di Hollywood, quella formata dall'attrice Jodie Foster e Cydney Bernard che si sarebbero separate dopo una relazione di 14 anni.

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mercoledì 30 aprile 2008

Sorpresi per ben due volte! Lui con i pantaloni abbassati, lei con la gonna alzata. Sesso in stazione coppia denunciata.

(Il secolo XIX) Hanno collezionato una doppia denuncia a piede libero per atti osceni in luogo pubblico, i due focosissimi amanti, lei un’italiana di 28 anni, abitante in provincia di Savona, lui un polacco 24enne senza fissa dimora in Italia, che una pattuglia della Polizia Ferroviaria di Voghera ha sorpreso in circostanze inequivocabili due volte, l’una a distanza di pochi minuti dall’altra. La doppia esibizione ha avuto come teatro la stazione ferroviaria. Gli agenti, in servizio di scorta ai convogli in arrivo e partenza, li hanno intercettati mentre amoreggiavano in un sottopasso.

Invitati a sistemarsi, lui i pantaloni, lei la gonna, sono stati scortati al comando, identificati e denunciati per atti osceni. La donna è stata denunciata anche per non aver osservato un provvedimento della Procura della Repubblica di Savona, che le impedisce di lasciare il paese, nell’entroterra savonese, nel quale risiede.

Usciti dagli uffici della Polizia Ferroviaria i due, come se nulla fosse successo, si sono nuovamente concessi delle effusioni, talmente hard che gli agenti li hanno dovuti interrompere per la seconda volta. In questa circostanza, però, hanno rimediato anche un deferimento a piede libero per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, per aver cercato di aggredire i poliziotti intervenuti a bloccare le loro performance.

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domenica 27 aprile 2008

La sauna chiusa a Torino. Parlano i clienti: "Sono cose private, lo Stato cerchi criminali". I ragazzi; "Signori per bene che pagavano i libri".

Così si difende uno dei frequentatori del locale gay.

(Massimo Numa - La Stampa) Il «vecchio» professore, una volta, insegnava lettere in un liceo classico. E’ un uomo dall’aspetto giovanile, appena sopra i sessanta. Adesso si divide tra una località turistica della riviera romagnola e la casa di Torino. Fa parte, senza clamore, di un’associazione che ha come postulato due parole: «Cristiani omosessuali».

Professore, lei era un cliente dell’Antares?
«Guardi, subito non mi sono ricordato. Il nome non mi suonava nuovo ma l’indirizzo sì, lo conoscevo: via Pigafetta. Bel locale, tranquillo. Ben frequentato. Ci sono stato, in un passato recente, qualche volta. Quante? Non ricordo...Ma basta a essere criminalizzato, a diffondere il mio nome sui media. Chi ha fatto il mio nome?».

Non si preoccupi. Nessuno violerà la sua privacy. Volevamo solo capire se le accuse all’Antares sono vere...
«Anche perchè, io, in sauna ci vado per lavarmi, per rilassarmi. A casa, la sauna, io non ce l’ho. E lei?»
Neanch’io. Ma si parla di prostituzione, di ragazzi giovanissimi...
«Mai visti. Non prendiamoci in giro. Tra adulti, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Lo Stato, se ha energie, si occupi di altro. Magari della criminalità. Quella vera».
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"Prof e signori bene mi pagavano i libri".
I ragazzi di via Pigafetta: «Sesso per sopravvivere».

(Massimo Numa - La Stampa) Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone/forse quella che sola ti può dare una lezione/quella che di giorno chiami con disprezzo "pubblica moglie"/quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie...». Son cambiati i tempi, da quando De André sgomentava le famiglie. Il «vecchio professore» è sempre un po’ vizioso ma, a quanto pare, ha cambiato bersaglio. Quelli che frequentavano la sauna gay Antares di via Pigafetta 73d, prediligevano ragazzoni robusti, dall’aria esotica: tunisini, brasiliani, marocchini, romeni e anche made in Italy. Nel caso, un ragazzino dall’aria efebica, 18 anni, compiuti da un mese. Che racconta, ai poliziotti del commissariato San Secondo che hanno sbarrato le porte della «casa», nell’elegante quartiere di Crocetta: «Sono studente, libri e tasse costano, e faccio le marchette per pagarmi i corsi. Che male c’è?».

Viaggio nelle pieghe di un’inchiesta, ora affidata al pm Monica Abbatecola, che potrebbe - se non altro - svelare qualche retroscena ancora sconosciuto sulla prostituzione maschile, alimentata senza fine dai giovani extracomunitari. E clandestini. Come i romeni dell’Antares. Ragazzi dallo sguardo duro, che non hanno voglia di parlare. Le prestazioni sessuali all’interno della sauna, per loro, servono a raccogliere denaro. Per sopravvivere, per vivere meglio. Gli habitués li coprivano di regali, anche. Vestiti e gadget, per trasformarli, secondo i loro desideri, in fidanzatini, con la speranza dell’esclusività.

Il vicequestore Silvia Governa aveva ricevuto una serie di esposti dai vicini di casa del «casotto»: «Ci hanno preoccupato, e non poco, i contenuti di quelle segnalazioni. Denunciavano la presenza di minorenni, che non abbiamo riscontrato, per fortuna, dopo mesi di controlli e di spaccio di cocaina. E anche questo aspetto è risultato inesistente, almeno per ora».

Governa, responsabile del commissariato, ci tiene a precisare che «i clienti non sono stati accusati di nulla. Non è un reato, frequentare un locale per gay. Certo, erano imbarazzati e preoccupati. Sono quasi tutti sposati, con figli. Solo uno ha provato a fare il furbo. “Sono senza documenti”, mi ha detto. Gli ho chiesto se era arrivato lì con l’auto. E la patente? Insomma, reazioni tutto sommato comprensibili. Quanto al titolare, dovrà spiegare al pm come mai, in tutti questi anni, non s’è mai accorto di cosa realmente succedeva all’interno del suo locale. I casi di prostituzione sono avvenuti, realmente. I ragazzi lo hanno confermato. Non ci sono misteri».

Muti, i dirigenti della questura, sui nomi dei vip, amanti del clima. Tutti vorrebbero sapere ma la risposta è una sola: «Lasciate perdere, le carte sono segrete». Ma tant’è, ci pensa il titolare dell’Antares a svelare il mistero. Secondo lui, là dentro, ci vanno tutti. Ovviamente, solo clienti di alto profilo sociale. La categoria più gettonata, i professori. Anche universitari, anche noti. Molto noti. E poi liberi professionisti, anche magistrati che facevano aspettare sotto al scorta. Svetta il preside di un istituto superiore della provincia, sorpreso pure lui con il pareo e le pantofole di spugna bianca. C’è incertezza sull’uso o no del perizoma. Qualcuno dice sì, che c’erano; altri smentiscono. Poi una flotta di attori, teatro e cinema, dai nomi famosissimi. In trent’anni, secondo Lo Marco, sono passati i «re» di Cinecittà, alcuni con solida fama di rubacuori e mai passati attraverso l’outing.
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lunedì 21 aprile 2008

Milano. Chiuso locale gay. Mancuso: Ci perseguitano. Il vicesindaco De Corato: "È stato chiuso, sempre per problemi di sicurezza, anche l´Hollywood".

In pericolo la forza economica di sostentamento dell'Arcigay, i circoli "ricreativi" con annesse dark. Preoccupato Mancuso. Vittimismo spicciolo o concreta persecuzione? Perchè per i gay la legalità fa sempre rima con omofobia?

(Franco Vanni - La Repubblica) Musica spenta e tutti a dormire. Nella notte fra sabato e domenica un´operazione congiunta di questura e vigili ha chiuso il circolo gay Binario Uno in via Plezzo, zona Lambrate, per carenze nelle uscite di sicurezza. Negli ultimi mesi la stessa sorte era toccata ad altri locali in via Sammartini frequentati da omosessuali. Ora l´Arcigay attacca: «C´è un accanimento da parte dell´amministrazione contro di noi».

Alle 2.30 di ieri al Binario Uno fra pista da ballo e terrazza c´erano 550 persone, troppe per tre sole uscite antipanico. Ai controlli, ordinati dalla procura, hanno preso parte 60 fra agenti e tecnici dei vigili del fuoco. La chiusura coatta non è stata ancora notificata ai gestori, ma l´ipotesi che sabato prossimo al Binario Uno si torni a ballare viene ritenuta improbabile dagli investigatori. Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, lamenta: «A Milano i controlli ai circoli si sono moltiplicati, ci sentiamo presi di mira. Se il locale non è a norma è giusto chiuderlo, ma un tale dispiegamento di forze non si giustifica». Per il vicesindaco Riccardo De Corato la questione non ha fondamento: «Stiamo facendo controlli su tutti i locali - spiega - non solo quelli gay. È stato chiuso, sempre per problemi di sicurezza, anche l´Hollywood. Bisogna preservare la sicurezza di chi va a ballare».

La settimana scorsa i gestori dei due locali gay After Line e Next Groove, entrambi in via Sammartini, hanno scritto una lettera al Comune dopo che a gennaio per loro era stata disposta la chiusura, poi tramutata in obbligo di chiudere alle 22, denunciando un «atteggiamento discriminatorio dell´amministrazione». Il vicesindaco li incontrerà entro la fine del mese, ma intanto replica: «La chiusura è stata disposta dopo decine di verbali per risse, aggressioni e spaccio in strada».

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giovedì 10 aprile 2008

Conferenza "Discriminati per legge?" il 21 maggio a Pavia.

Sei gay?! Allora ti licenzio!
Più o meno questa è la conseguenza in cui molti lavoratori LGBT si sono trovati o rischiano di trovarsi qualora dichiarino ai loro datori di essere omosessuali. E la legge glielo permette! Il nostro parlamento, infatti, nel 2003, ha recepito “male” alcune direttive comunitarie aprendo, così, spazi di discriminazione legale. I giuristi dibattono da tempo su questi temi, gli avvocati si fanno in quattro per difendere un discriminato, i politici parlano e, in tutto questo, gli omosessuali continuano a subire, tante volte nel silenzio, vessazioni e differenze negative.

Il 21 maggio 2008 alle ore 21:15 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Pavia, con il patrocinio di Arcigay Milano e UDU - Unione Degli Universitari, il gruppo Coming-Aut ( www.coming-aut.it ) alla presenza di giuristi, avvocati, politici di rilievo nazionale, dibatterà di questi temi, offrendo al pubblico partecipante spunti di riflessione e, agli interessati, tecniche utili di tutela e prevenzione.

L'obiettivo principale della Conferenza “Discriminati per legge?” è in apparenza semplice: parlare.

Parlare della discriminazione nei luoghi di lavoro delle persone omosessuali significa dare a loro visibilità.

Essere un gay, un bisex, una lesbica o un transessuale, che non vuole più mimetizzarsi, oggi, specialmente in Italia, ha una importanza ed un peso che cambiano secondo il contesto sociale e l'ambiente dove si decide di divenire visibili. Il percorso che ha portato, porta e porterà gli uomini e le donne a decidere di vivere pienamente e in ogni ambiente la propria condizione è e sarà diverso per ogni persona. Una cosa tuttavia accomuna tutti questi percorsi: il valore politico della visibilità che passa –anche e soprattutto- attraverso campagne di sensibilizzazione, quali questa.

Come potrebbe un cambiamento culturale prescindere dalla responsabilità di ognuno degli interessati ad agire l'evoluzione?

In ogni caso la visibilità gay è la libertà di essere se stessi in ogni luogo, di lavoro o familiare.

Ciò che in Italia è più urgente, forse ancor di più della costruzione di nuovi dispositivi di legge, è promuovere un processo di conoscenza che permetta di vivere il proprio orientamento sessuale, di affermare la propria identità di genere senza condizionamenti esterni. Una battaglia di tutto il mondo civile.

Costruire un processo di conoscenza significa anche, ed è questo il motivo di una Conferenza siffatta, parlare di tutti gli aspetti legati alla discriminazione dell'omosessuale nei luoghi di lavoro in modo tale da superare gli ostacoli alla completa libertà di esprimersi e di essere.

Giuseppe Eduardo Polizzi (per info: giuzit@yahoo.it)
Responsabile legale Staff Coming-Aut

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lunedì 25 febbraio 2008

Cassazione, rapporti omosessuali e incesto. Facciamo chiarezza.

(Famiglia fantasma) Nei giorni scorsi mi è giunta la strabiliante notizia secondo la quale le Sezioni Unite penali della cassazione, considerano l’omosessualità disonorevole come l’incesto.

Questo un articolo di giornale, un pezzo della Repubblica dal tono scandalistico e privo di contenuti. Allora ho cercato il testo della sentenza pubblicata sul sito ufficiale della cassazione. Personalmente non sono riuscito a leggerla tutta. E quel che ho letto mi è sembrato per lo più incomprensibile.

Virgolettate, vi riporto la frase incriminata (che però va interpretata nel contesto, qui è solo estrapolata!): “E’ da aggiungere che la tutela accordata dal primo comma riguarda non solo le dichiarazioni previste dall’art. 63 cpp ma anche tutte le altre dichiarazioni dalle quali potrebbero emergere fatti disonorevoli (un rapporto incestuoso; un rapporto omosessuale) per il testimone.”

Molti sono rimasti allibiti e senza parole di fronte a queste affermazioni. Arcigay ha ritenuto opportuno emanare questo comunicato stampa ripreso a sua volta fa GayNews in toni un po’ più morbidi (il titolo parla di Gaffe), anche essi molto generalisti.

In tutto questo tran tran, mi sono allarmato anche io. Ho subito pensato agli stupri e ai jeans della Mussolini. Ho pensato che un po’ di cyberattivismo non sarebbe poi stato male, quanto meno per chiedere spiegazioni.

Ma per fortuna lungo la strada ho incontrato altre persone che hanno avuto la capacità di operare i giusti distinguo.

Segue una analisi forse non breve. Ma vi assicuro molto interessante, perché frutto dello scambio di opinioni di molte persone. Chi lo legge avrà qualche strumento di riflessione che lo aiuterà ad uscire dalla sindrome da omofobismo che a volte respiriamo in Italia.

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Grazie a Guido Allegrezza e ai suoi Lampi di Pensiero, mi si è chiarito questo: la Cassazione non ha dato un giudizio di merito. Si è limitata a prendere atto che per l’imputato in questione il rendere pubblica la notizia di un rapporto omosessuale sarebbe stato un disonore, per il quale valevano entrambe le seguenti condizioni:
a) il disonore discende dalla condizione personale del soggetto
b) il disonore discende dal contesto sociale in cui l’uomo vive.
E la legge parla chiaro: in questo caso, se sussistono entrambi i due elementi, il reato di falsa testimonianza non è punibile. Insomma: non bastano i convincimenti personali dell’imputato, ma bisogna considerare il contesto sociale.

Poi c’è stata un altra persona, l’avvocato Francesco Bilotta di Avvocatura LGBT – Rete Lenford, che mi ha aiutato a risolvere i seguenti dubbi che avevo. Ve li riporto perché vale la pena rifletterci sopra.

PUNTO PRIMO: Dai delitti d’onore ai reati d’onore
Secondo la legge ogni cittadino deve poter salvaguardare il suo onore. Questo diritto è considerato dall’ordinamento preminente rispetto alla ricerca della verità dei fatti nell’ambito di un procedimento giudiziario.
Probabilmente è una regola perbenista, retaggio di una morale borghese.
Resta il fatto che è una norma del codice penale e la Cassazione (e noi tutti) deve rispettarla.
Un tempo c’erano i delitti d’onore. Oggi sono rimasti i reati d’onore. I delitti d’onore di un tempo erano un modo per colpire la dignitàdelle donne e limitarne la libertà. Ora accade lo stesso con gli omosessuali.

Purtroppo in questo la legge non ci aiuta a liberarci del pregiudizio. Anzi, ci scava la fossa.
Forse è stata fatta a fin di bene, ma ha un vizio di base. Ovvero: questa legge permette alla gente che infrange certi tabù di continuare a fare una vita che non sia messa all’indice. Quindi, in un certo senso tutela i coraggiosi. Tuttavia, questa tutela dell’individuo paradossalmente viene messa in atto irrobustendo il pregiudzio sociale (invece di eliminarlo!). E così per dare vantaggio all’individuo, la legge danneggia la dignità di intere categorie. Dà strumenti a chi considera disonorevole una cosa, ma priva di altrettanti strumenti chi, quella stessa cosa la considera onorevole. Insomma: è una regola che va a braccetto con un certo puritanesimo.

PUNTO SECONDO: Se ribaltassimo i ruoli cosa accadrebbe?
Ovvero, se fossi stato io a voler difendere l’onore della mia relazione con Riccardo, avrei avuto il diritto di nascondere con falsa testimonianza un ipotetico rapporto eterosessuale? La risposta è no, perché manca il punto b) di cui sopra: ovvero la gente non considera disonorevole un rapporto eterosessuale.

Perciò non vedremo mai una sentenza della Cassazione in cui vengano virgolettate in analogia le parole “rapporto eterosessuale” con il termine “incesto”. Il pregiudizio eterosessista c’è. Ma non so fino a che punto sia da imputare alla Cassazione.

Nell’espressione della Cassazione c’è effettivamente qualcosa di inaccettabile. E’ inaccettabile (anche se è un fatto oggettivo) che la società italiana ritenga disonorevole che una persona costruisca una famiglia con una persona dello stesso sesso. Ma non si può dire che la Cassazione sbaglia a prenderne atto.

PUNTO TERZO: Chiariamo cosa è l’incesto secondo la legge.
Infatti, sebbene ogni analogia tra omosessualità e incesto è inapplicabile e fuori luogo, l’incesto è foriero di pregiudizi e tabù che è bene rompere.
Ad esempio, non sapevo che l’incesto non fosse punito dalla legge. L’incesto non è reato! Quindi, questo lo accomuna non solo ai rapporti omosessuali, ma ad ogni altro tipo di rapporto sessuale libero e consenziente: lecito.

Tuttavia non è lecita l’espressione pubblica di rapporti incestuosi, perché la legge punisce lo scandalo che ne deriva. L’amore e l’attrazione incestuosa, non è libera di esprimersi pubblicamente. L’amore e l’attrazione omosessuale sì.
Questa è una gran bella differenza tra rapporto omosessuale e incesto. Una differenza in base alla quale noi possiamo rivendicare i nostri diritti senza andare in galera.
Una differenza in base alla quale possiamo rivendicare il diritto al matrimonio e alla genitorialità con più efficacia di quanto possano le coppie incestuose.

Questa differenza, però, non è chiara a tutti. Ad esempio non è chiara a chi spinge affinché non ci sia riconoscimento pubblico degli affetti omosessuali. Non è chiara a chi pensa che l’omosessualità debba essere lecita solo nella dimensione personale, ma non pubblica. Quindi, questo è un altro motivo per cui anche io ritengo l’espressione della Cassazione quanto meno una gaffe.

CONCLUSIONI
Può sembrare penoso dover sottolineare le differenze tra incesto e omosessualità. Ma ne vale la pena, per vari motivi. Prima di tutto perché entrambi sono realtà sulle quali pesano pesanti pregiudizi (tra loro diversi, ovviamente, ma pur sempre pregiudizi sono). Inoltre, da questa analisi, dovrebbe risultarne una maggiore consapevolezza dell’autorevolezza con cui gli omosessuali rivendicano i propri diritti.

Diritti di famiglia, diritti di coppia. E anche diritti di genitorialità.
Infatti pochi sanno che un Tribunale di Venezia ha riconosciuto rilevanza giuridica all’affetto tra due fratelli. In particolare il giudice ha riconosciuto il risarcimento del danno alla sorella di un uomo morto in un incidente con cui viveva pubblicamente more uxorio, e da cui aveva avuto due o tre figli.
Questo fatto può farci pensare che, fuori dai tabù, la Corte di Cassazione in un certo senso ha associato omosessualità e incesto non perché bollate come immorali, ma perché entrambi oggetto di pregiudizi che arrecano un nocumento e una condizione di non diritto anche quando dalla legge questo non diritto non è affatto espresso.

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