(Img press) L'orgasmo clitorideo non è un orgasmo. Non fa media. Gli uomini che durano poco, vogliono punire le donne non facendole godere. Lo fanno perché hanno dei conflitti irrisolti con la mamma. Quest'anno va di moda farlo con psicologia. E sono guai. Che se già è difficile a cose normali con tutte queste improvvise e bizzarre rivelazioni diventa ancora più complicato. Lesbo, gay o banalmente etero sono in aumento single e coppie che si sdraiano sul lettino dello psicanalista alla ricerca del perché e per come nella propria vita qualcosa non quadra. E la causa ultima è sempre quella: il sesso. C'è anche chi essendone già consapevole salta lo specialista e si butta nel fai da te. Abbuffate su abbuffate di manuali con spiegazioni e consigli pronti all'uso. Le premesse sono sempre quelle: meglio per amore, se ti fa soffrire, non è quello giusto e nell'intimità è fondamentale essere rilassati. L'effetto contrario in pratica di quello che suscitano questi libri. Ansiogeni per definizione e a volte anche un po' moralisti. Del tipo che non c'è piacere se non c'è sentimento. E poi attaccano con una serie infinita e anche un po' sconsolante di divieti che mettono all'indice tutto ciò che si fa più spesso. Per esempio pensare a qualche fantasia erotica particolare durante la penetrazione. Che non significa immaginare di farlo con qualcun altro, ma mettere a fuoco location o posizioni o contesti particolari capaci di scatenare l'eccitamento. Fantasie inconfessabili che non oseremmo mai mettere in pratica o rivelare ad anima viva. Eppure o forse proprio per questo fanno uscire fuori di testa. Soprattutto le donne, che si autocensurano di più e sono anche molto più cerebrali. Hanno sempre bisogno di uno stimolo mentale. Fra i più gettonati c'è il pensiero (stupendo) di fare sesso con più uomini insieme, a pagamento (il mito della donna oggetto che non sempre dispiace), con uno sconosciuto o magari con un lui e una lei insieme a ruoli interscambiabili. C'è anche chi sostiene che l'orgasmo vero sia quello vaginale. Mentre quello clitorideo non conta. Ovviamente a dirlo sono degli uomini. Una donna non potrebbe mai farlo. In primo luogo perché la maggior parte di quelle già fortunate che ci arrivano, provano solo quello. E poi perché è già un patire godere nell'intimità che quando ci si riesce non si va tanto per il sottile. O l'uno o l'altro fa lo stesso. Basta che ci sia. È innegabile e chi lo conosce lo sa, che quello vaginale sia di livello nettamente superiore. Ma da questo a scrivere che il clitorideo di fatto vale zero, ce ne corre. Ci vogliono anche insegnare quali sono i punti in cui dobbiamo avere più sensibilità. Quando la cura è peggiore del problema. Si cerca di dire addio ai tabù con l'aiuto dell'esperto e ci si ritrova impantanati in paranoie e complessi mai sperimentati prima. Che ti fanno passare direttamente la voglia di sesso o che ti portano a farlo come un robot. Tentando invano di scacciare pensieri erotici e concentrando tutta l'attenzione sulle zone del tuo corpo in cui ti senti in dovere di essere particolarmente ricettivo. Altro che rilassamento e piacere. E il bello è che a chiusura di tutti questi discorsi, dicono anche che è assolutamente out ricorrere ai tempi supplementari. Lui non deve portarti manualmente al dunque, se tu non hai quagliato durante la penetrazione. Se queste sono le vie per il piacere di coppia, si capisce perché sempre più persone scelgano l'autoerotismo. L'unica via (pare) per essere liberi di dire, fare e pensare quello che ci va. E ci fa godere
martedì 19 agosto 2008
Love & sex. Quelle fantasie inconfessabili che non oseremo mai mettere in pratica o rivelare.
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giovedì 10 luglio 2008
Gli artisti reggae fanno il loro “etero-Pride”.
(River-blog) L’avversione di molti artisti reggae per l’omosessualità è cosa nota, e non sono mancate, in passato, contestazioni da parte delle associazioni Glbt verso questo o quel cantante. Adesso un gruppo di cantanti reggae ha organizzato, in occasione del prossimo Labor day, il 31 agosto, un “Orgoglio eterosessuale”. Spalleggiati dalla loro etichetta discografica, la “Tcooo Productions”, i soggetti in questione dicono: “Anche se il reggae è noto per la sua avversione nei confronti delle ingiustizie, siamo sempre rimasti impassibili di fronte agli attacchi mossi alla nostra musica dagli attivisti Glbt”. A guidare il movimento “anti-reggae” (anche se sarebbe meglio definirlo “anti-omofobia”), è Peter Tatchell, che da circa 20 anni guida la campagna “Stop murder music”. Jango Fresh, invece, spiega che “questo pride vuole dare la possibilità agli eterosessuali di abbracciare con orgoglio la loro sessualità”. Tra le canzoni più recenti finite nel mirino degli attivisti gay, c’è “Hit them hard” (picchiali con violenza), firmata da Stapler - per conto della Tcoo. Il coro recita:
Jah Jah gonna hit them hard
All the men who visit men backyard
Leaving all the women to starve
One thunder ball and all of them pause
Giusto perché gli etero hanno bisogno del loro pride.
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15:17:00
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martedì 1 luglio 2008
Bolognapride. La foto più bella del corteo è eterosessuale.
Riflessioni - Queer di tutto il mondo, unitevi! Ma anche no.
(Noirpink)Il Pride è finito e a Bologna i coriandoli sono già stati spazzati via. Dalle strade, non certo dai cuori. Nei cuori rimarranno ancora a lungo i baci e i sorrisi, le borchie sadomaso e le pailettes, la felicità del trenino delle Famiglie Arcobaleno e la libertà degli slip attillatissimi, la meraviglia dei trampolieri e i colori delle piume, le coppie lesbo, etero, gay e indefinibili, le amiche e gli amici, le tette con e senza reggiseno...
No, per chi l'ha visto e vissuto davvero non è possibile parlar male del Pride. Il che, ovviamente, non significa che sia tutto perfetto (ci mancherebbe altro!). Comunque, quello che risulta meno perfetto, almeno secondo me (ma per fortuna qualcuno dissentirà), è proprio ciò che più segue il sentiero del pensiero comune della cultura dominante nella nostra società. Insomma, ciò che è meno "diverso".
Prendete ad esempio certi slogan "anti", che spesso adottano le stesse identiche logiche delle entità contro cui vengono lanciati. Ad esempio, che senso ha arrivare a un Pride solo per dire che i preti sono pedofili? Si tratta di una semplificazione cretina che serve solo a dire che "loro" sono peggio di "noi". Di più non si dice. Per non parlare delle prese di posizione contro la Carfagna, bersagliata per i calendari osé di qualche anno fa con slogan insignificanti o anche machisti. A cosa servono? A dire che "lei" è più "puttana" (sic...) di noi? Ma ha senso in un Pride indicare come sostanzialmente immorali certi comportamenti legati alla sessualità (e/o all'onanismo)? Dire che, in fondo, "loro" sono peggio di "noi", a mio modo di vedere, non mi rende granché orgoglioso. Nè mi pare molto costruttivo.
La logica non è certo nuova: chi non ha una propria identità, cerca di rimediare costruendosi una pseudo-identità contro. Crolla il comunismo e diventiamo anti-berlusconiani, scompare la cultura locale e diventiamo anti-stranieri, evapora il cattolicesimo e (ri)diventiamo anti-gay.... E quando, per sensi di colpa o chissà che altro, non abbiamo un'identità propria, diventa facile sfogarci ricordando al mondo che "loro" sono peggio di "noi", appunto, facendo nostri i loro criteri di giudizio, facendo di "loro" il centro dei nostri interessi. Sia chiaro: va bene tutto, tutti sono e devono essere liberi di vivere il Pride come meglio desiderano, anche solo per sfogare le proprie frustrazioni.
Insomma, ognuno segua la sua strada... Ma così l'unità del movimento *qtblg dove va a finire? Beh, forse è il caso di riflettere seriamente anche su questo punto, anche per evitare la noia annuale delle lamentele sempre uguali perchè "non esiste una vera comunità" e delle invocazioni sempre identiche alla santa "unità".
Diciamolo, unità è una parola che piace molto, che va parecchio di moda: unità del movimento arcobaleno, unità della Sinistra Arcobaleno, unità dei cristiani, unità nazionale, unità della razza contro l'invasore... Ma per essere uniti (nelle lotte, nelle strategie, negli intenti...) partendo da una situazione di profonda differenza, è necessario un minimo di omologazione e di "normalizzazione". È necessario trovare una linea comune e rispettarla. E farla rispettare.
Ma tutto questo è davvero concepibile in un movimento, come quello *qtblg, che ha come proprio principale motivo d'esistere il raggiungimento del rispetto nei confronti della diversità, se non addirittura l'esaltazione della diversità? E allora forse non solo il pluralismo, ma anche la stessa disunità (quando non è motivata da odi razzistici, da semplici interessi personali o da micro-orgogli secessionistici) potrebbe essere considerato un elemento di valore per il movimento *qtblg. Disunità nel senso di esaltazione della propria irriducibile unicità, di massima libertà di espressione di sé, di resistenza alle spinte di chiusura nelle comunità che percorrono questi anni tristi.
L'unico elemento di unità, secondo me, dovrebbe essere il rispetto della libertà di autodeterminazione, con il Pride inteso come festa in cui dare massima visibilità a tale libertà. Chi vive questo rispetto, si troverà bene; chi non lo vive (vedi certe femministe transfobe...), semplicemente si sentirà un pochetto a disagio.
Ovviamente tanti di voi non saranno d'accordo con quello che ho scritto. Non posso che esserne felice.
P.S.: leggete bene il cartello della foto ("Amici, siamo dalla vostra parte, ma se cambiate idea, siamo qui che vi aspettiamo! Le amiche etero"). La condivisione, l'amicizia, il sovvertimento dei ruoli, l'ironia, il desiderio: c'era forse un cartello più bello (e, in fondo, più rivoluzionariamente politico) di questo?
Little Prince(ss)
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martedì 17 giugno 2008
Una ricerca conferma che la scelta del partner non e' causata da fattori esterni.
(Agi) Omosessuali o eterosessuali? La scelta del proprio partner non e' influenzata dalla societa' e dalla famiglia. Gli individui scelgono liberamente con chi avere rapporti sessuali. O meglio sono influenzati piu' che altro da fattori ereditari o dall'esperienze passate personali. E questo vale sia per le persone che hanno rapporti con partner del sesso opposto (eterosessuali) che per coloro che hanno rapporti omosessuali (con un partner dello stesso sesso). Cio' significa che l'eterosessualita' e l'omosessualita' non sono determinate da fattori esterni. Questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute e della Queen Mary University di Londra e pubblicato sulla rivista Archives of Sexual Behavior. Lo studio e' il piu' grande che sia mai stato fatto finora in tutto il mondo. Sono stati infatti coinvolti piu' di 7.600 gemelli svedesi (uomini e donne) di eta' compresa tra i 20 e i 47 anni. ''I risultati mostrano, che gli atteggiamenti familiari e della societa', sono meno influenti per il nostro comportamento sessuale rispetto a quanto pensato in passato'', ha detto Niklas Langstrom, uno dei ricercatori. ''Invece, il ruolo piu' importante e' svolto dai fattori genetici e dalle esperienze individuali''. In particolare, l'ambiente condiviso dai gemelli (compresi i familiari e gli atteggiamenti della societa') ha spiegato circa il 17 per cento delle scelte dei partner sessuali, i fattori genetici il 39 per cento e le esperienze uniche e personali il 66 per cento.
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giovedì 5 giugno 2008
Aids. 2007 la diffusione non diminuisce e sono in aumento i contagiati eterosessuali.
Sono 59.500 i casi di AIDS notificati in Italia dall'inizio dell'epidemia. E nel 2007 non si e' piu' registrata la tendenza al declino dell'incidenza della malattia che invece aveva caratterizzato l'ultimo decennio.
(Asca) Aggiustando per il ritardo della notifica, pero', questo numero sale a oltre 59.500. Sono i dati diffusi oggi da Gianni Rezza, direttore del reparto Epidemiologia del Dipartimento Malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell'Istituto Superiore di Sanita'.
La Regione piu' colpita in assoluto risulta essere la Lombardia, ma nell'ultimo anno il tasso di incidenza piu' elevato e' quello del Lazio seguito da Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Liguria.
Nel 2007, le stime mostrano una sostanziale stabilita' nel numero di nuovi casi di AIDS rispetto all'anno precedente, segno che si e' arrestata la tendenza al declino dell'incidenza di malattia conclamata che aveva caratterizzato l'era della HAART (terapia antiretrovirale combinata). Cio' dipende dal mancato accesso precoce alla terapia (oltre il 60% dei nuovi casi non ha effettuato terapia prima della diagnosi di AIDS) e consegue a un ritardo nella esecuzione del test (oltre una persona su due scopre di essere sieropositiva al momento della diagnosi di AIDS o poco prima). La causa del ritardo risiede in una bassa percezione del rischio, soprattutto in persone che hanno acquisito l'infezione per via sessuale.
Se l'incidenza di nuovi casi di AIDS e' stabile, aumenta invece il numero totale delle persone con AIDS viventi, che sono oggi quasi 24.000. Tale effetto e' dovuto all'incremento della sopravvivenza dei malati a seguito dell'introduzione della terapia combinata con farmaci antiretrovirali..
Cambiano le caratteristiche delle persone con AIDS: aumenta l'eta', sia per gli uomini (43 anni) che per le donne (40 anni), diminuiscono i tossicodipendenti, aumentano gli stranieri (oltre il 20% dei casi segnalati nell'ultimo anno).
Diminuisce ulteriormente l'incidenza di casi di AIDS nei bambini: solo un nuovo caso pediatrico e' stato segnalato nel corso del 2007.
Oggi piu' di una persona su due scopre di essere sieropositiva al momento o poco prima della diagnosi di AIDS.
Accade sempre piu' di frequente che finche' non si manifestano i sintomi gravi della malattia non si sa di essere sieropositivi. Le caratteristiche delle persone infette o con AIDS sono cambiate rispetto all'inizio dell'epidemia: sono sempre meno i tossicodipendenti mentre aumentano le persone che prendono l'infezione per via sessuale. E il fenomeno riguarda adesso piu' gli eterosessuali che gli omosessuali. Aumenta anche l'eta' delle persone colpite che, per i casi di AIDS conclamato, ormai supera i 40 anni. Sono aumentati i cittadini stranieri colpiti dalla malattia: all'inizio dell'epidemia erano l'1% mentre ora siamo addirittura al 20% dei casi di AIDS e si arriva al 30% delle nuove diagnosi di infezione, quindi 1 persona su 4 fra i nuovi sieropositivi e' straniera. Questi i dati del nuovo rapporto epidemiologico dell'ISS presentati durante il convegno ''La ricerca italiana sfida l'HIV'' promosso da Fondazione MSD e Istituto Superiore di Sanita'.
''Purtroppo da circa tre anni stiamo assistendo ad una stabilizzazione dell'incidenza di nuovi casi di AIDS e i dati ci confermano la difficolta' di riuscire ad andare al di sotto di questa soglia - spiega Giovanni Rezza, Direttore del Reparto di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) - sicuramente oggi rispetto al 1995 siamo ad un livello molto piu' basso, circa a meno della meta' dei nuovi casi per anno, ma questo dato e' ormai fermo da troppo tempo.
Questo e' dovuto al fatto che molte persone, piu' del 60% di quelle a cui oggi viene diagnosticato l'AIDS, non avevo fatto terapia antiretrovirale nella maggior parte dei casi perche' non sapevano di essere sieropositivi. Non credo che la gente non sia informata sul rischio della malattia - prosegue Rezza - ma spesso all'informazione non consegue necessariamente una percezione del rischio e neanche un'attitudine a comportamenti protetti. Inoltre oggi le campagne di informazione rispetto al passato sono molto meno visibili e il fatto di vedere meno ammalati, magari tra amici e parenti, non genera quella paura che serve da deterrente per comportamenti a rischio''.
Per quanto riguarda le nuove diagnosi di infezione da HIV, per le quali non esiste ancora un sistema di sorveglianza nazionale, i dati provenienti da alcune regioni e province italiane mostrano una sostanziale stabilizzazione che permette di stimare circa 4000 nuove infezioni l'anno nel nostro Paese (circa 11 infezioni ogni giorno).
''In conclusione - spiega Rezza - i dati in nostro possesso suggeriscono una sostanziale stabilizzazione dell'incidenza dell'AIDS e delle nuove infezioni da HIV.
Cio', congiuntamente all'aumento della sopravvivenza, comporta una tendenza all'aumento del serbatoio di infezione.
La bassa percezione del rischio della popolazione sessualmente attiva rende conto della necessita' di mettere a punto adeguati interventi di prevenzione''.
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martedì 3 giugno 2008
Sorpresi a fare sesso orale in Cattedrale. Il vescovo dispone una messa riparatrice.
Lui 31 anni, lei 32, sorpresi in cattedrale alla funzione delle 7: «Siamo atei, per noi un luogo vale l'altro».
(Roberto Rizzo - Il Corriere della Sera) I carabinieri del Comando di Compagnia di Cesena pensavano ad uno scherzo quando, domenica mattina poco dopo le 7, hanno ricevuto una telefonata proveniente dal vicino Duomo della città romagnola: «Sto seguendo la funzione mattutina e da uno dei confessionali della cattedrale provengono gemiti e rumori sospetti», diceva una voce alquanto agitata.
Non era uno scherzo. All'interno del confessionale i militari hanno infatti sorpreso E.B., 32 anni di professione educatrice, e G.S., 31 anni operaio, entrambi incensurati. I due erano impegnati in un appassionato rapporto orale. Nonostante l'intervento dei carabinieri, la messa è stata interrotta solo per pochi istanti e poi portata a termine come se nulla fosse successo. E chi sedeva nelle prime file non si è accorto di nulla. Nei confronti della coppia, immediatamente condotta in caserma, sono scattate tre denunce: atti osceni in luogo pubblico, turbamento di funzione religiosa e atti contrari alla pubblica decenza. «Siamo atei e per noi fare sesso in chiesa è come farlo in qualsiasi altro posto», si sono giustificati E.B. e G.S. con i carabinieri.
Al Corriere di Romagna la donna, cultrice di moda e musica dark, ha anche dichiarato che «prima di domenica, nella mia vita ero entrata in chiesa solo un'altra volta». La gente chiacchiera e la vicenda è diventata l'argomento di questi giorni nei bar di Cesena dove è immediatamente partita la caccia per individuare i due protagonisti. Che, per ora, hanno deciso di rimanere chiusi nelle rispettive abitazioni senza aggiungere altro sul perché di quei pruriti sessuali sfogati in confessionale e di primo mattino. Monsignor Antonio Lanfranchi, vescovo della città, si dice «molto amareggiato» per quanto accaduto ed è immediatamente corso ai ripari. Venerdì prossimo, alle 21, verrà celebrata una messa per riparare all'offesa ricevuta. «Siamo rimasti spiazzati, non era mai successo prima. Così abbiamo consultato un esperto di diritto canonico e tra i canoni c'è la possibilità di indire una funzione riparatrice se l'offesa è particolarmente grave», dicono dalla diocesi cesenate. Il vescovo invita «tutti i fedeli ad intervenire per pregare e riparare all'affronto subito. Si tratta di un atto che offende la nostra comunità cristiana e che denota totale mancanza di rispetto verso le persone». Nessun giudizio da parte di monsignor Lanfranchi nei confronti della coppia: «Non giudichiamo le persone, ma quello che hanno compiuto». Se ne parlerà venerdì durante la messa riparatrice.
lunedì 19 maggio 2008
Marito impotente, lei chiede i danni. Il problema era stato nascosto durante il fidanzamento.
Delusa e impossibilitata a diventare mamma, vuole la separazione e anche un risarcimento.
(Trentino) Non solo vuole la separazione ma al quasi ex marito chiede anche i danni patrimoniali e non. La protagonista di questa storia, che si è affidata all’avvocato Claudio Tasin per veder riconosciuti i suoi diritti, è una trentenne calabrese fresca sposa di un trentino. La coppia si conosce da qualche anno e sembrava che fra loro non ci fossero segreti. Tutto era rosa e fiori tanto da spingere i due a sposarsi. E dopo il fatidico sì la ragazza, secondo il suo racconto, avrebbe fatto la scoperta che è poi diventata causa della separazione e della richiesta dei danni. Avrebbe scoperto, infatti, che il marito era impotente. Non solo. Sempre secondo la sposina, lui avrebbe sempre saputo di questo suo «problema» ma ne avrebbe volontariamente taciuto. La ragazza, quindi si senta tradita, le sembra che sia venuta meno la lealtà e la correttezza che sono alla base di tutte le unioni. Non solo. Quando la questione impotenza è venuta a galla, la giovane avrebbe chiesto al suo sposo di sottoporsi a delle cure che forse poteva ovviare al problema ma (e questa è sempre la versione della moglie) lui si è sempre opposto forse per evitare che la sua situazione fosse conosciuta da altre persone. Secondo la donna il marito avrebbe volontariamente disatteso all’obbligo di comunicare alla fidanzata i suoi problemi sessuali forse perché sapeva che, se lo avesse fatto, il matrimonio non sarebbe stato celebrato. L’impotenza del marito per la ragazza, infatti si traduce anche nell’impossibilità di diventare madre cosa che lei (come moltissime altre donne) sognava da sempre.
Dopo la scoperta, e dopo il rifiuto di lui di cercare una strada medica per la soluzione del suo problema, la donna ha deciso che quella per lei non era vita, che aveva diritto ad aspirare al poter diventare madre oltre ad una vita sessuale soddisfacente. Da qui la decisione di rivolgersi all’avvocato Tasin per avviare le pratiche per la separazione e per valutare una causa per chiedere i danni patrimoniali e non. L’ipotesi di partenza è che la donna abbia subito un danno ingiusto per la celebrazione di un matrimonio infelice. La sessualità, è la linea della donna, va ricompreso fra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione e inquadrato tra i diritti inviolabili della persona che vengono garantiti dall’articolo 2 della carta costituzionale. Quindi, prosegue il ragionamento, il coniuge che omette di informare l’altro coniuge prima del matrimonio delle proprie disfunzioni sessuali, tali da impedire l’assolvimento dell’obbligo coniugale, commette un illecito derivante dalla lesione del diritto fondamentale del coniuge a realizzarsi pienamente della famiglia, nella società, ed eventualmente anche come genitore.
L’azione è solo agli inizi e bisognerà vedere cosa succederà in una causa che è fra le più singolari fra quelle indette fra ex coniugi.
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venerdì 16 maggio 2008
Uomini dal chirurgo per somigliare a Clooney.
(Agi) Roma- Hanno 40-50 anni, si avvicinano alla crisi di mezza eta' e non si accettano piu', hanno come modello di vita l'uomo attempato ma "rampante" e felicemente accompagnato da ventenni, alla Flavio Briatore, e come ideale estetico il brizzolato fascinoso alla George Clooney. Il maschio italiano, si sa, non e' piu' insensibile alle lusinghe della chirurgia estetica, e fa sempre piu' capolino dalle parti del chirurgo, con gli etero che ormai hanno raggiunto (se non superato) gli omosessuali nel numero di interventi. Il 60% degli uomini chiede consigli cosmetici specifici, e su cento interventi, dieci sono ormai per uomini. Il chirurgo estetico Giovanni Salti, nel corso del Congresso Nazionale della Societa' italiana di medicina estetica (Sime) che si e' aperto oggi a Roma, traccia l'identikit del "nuovo" maschio italiano. Diverse le categorie che si rivolgono al chirurgo estetico: "Gli eterosessuali 30-40enni tipo 'palestra-discoteca'; gli etero 40-50enni professionisti o manager; gli omosessuali che vogliono mantenere la loro mascolinita' e quelli con piu' attitudini 'transegender', e infine gli omosessuali con Hiv, in terapia antiretrovirale". Nel complesso, meta' sono etero, meta' omosessuali, e le differenze tendono sempre piu' ad appianarsi. Obiettivi comuni, non certo le rotondita' ambite dalle donne, ma semmai la tonicita'. Comuni ai due sessi, la battaglia contro le rughe, le palpebre calanti, la 'pancetta', i peli. In generale, spiega Salti, l'uomo chiede interventi "specifici", che evitino il rischio di femminilizzazione, e rispettino le caratteristiche del viso. Fondamentale anche che il trattamento sia breve e veloce, e che il post-trattamento non sia troppo complicato e faticoso. Farsi belli si, ma non a tutti i costi: meno anestesia possibile e tanti 'filler' riassorbibili, ma anche botox, epilazione laser, rivitalizzazione, laster non ablativi. Gli uomini del 2000, insomma, "sono narcisi e molto attenti all'aspetto - conferma Salti - passano molto piu' tempo in profumeria, e si informano meticolosamente sui nuovi ritrovati per migliorare la propria immagine e rimanere giovani".
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20:28:00
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mercoledì 30 aprile 2008
Condannato imprenditore sposato sorpreso in pieno giorno a far sesso con un uomo nella piazzola dell'autostrada.
(Il tirreno) Si era fermato nella piazzola di sosta di Sibolla Nord, lungo l’autostrada Firenze-Mare, e aveva cominciato a fare sesso con un altro uomo. La scena non era sfuggita agli automobilisti: era giorno e in tanti avevano visto quei due in pose inequivocabili, vicino a un’auto in sosta. Se ne era accorta anche la polizia stradale che era intervenuta e denunciato due persone per atti osceni in luogo pubblico.
In tribunale il giudice Mengoni al termine di un’udienza a porte chiuse ha condannato a 8 mesi un pratese di 39 anni, titolare di una ditta di abbigliamento, sposato. Era stato il 17 gennaio 2004 uno dei protagonisti del siparietto erotico lungo l’A11. L’altro uomo sarà processato separatamente.
Più volte la polizia stradale aveva messo sull’avviso gli esibizionisti che, per le loro performance, scelgono l’autostrada: i controlli saranno sempre più intensi. Come nel caso dell’area di Sibolla Nord, un punto di ritrovo per amori clandestini e, in particolare, per storie omosessuali. Troppo spesso quell’amore viene consumato direttamente sul posto, dentro le auto (nel caso del pratese fuori della macchina), senza preoccuparsi minimamente di nascondersi agli occhi degli altri viaggiatori.
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domenica 6 aprile 2008
Sesso troppo abitudinario.Una coppia etero su tre uccisa dalla routine.
(Il Messaggero) C’è la coppia “calda”, c’è quella “sodalizio” e quella “solidale”, ma sta di fatto che quasi una su tre si dichiara stanca e disillusa, con il desiderio ucciso dalla routine. I più infelici sono gli adulti tra 35 e 54 anni, che dichiarano un senso di estraneità (24%) e di delusione (4%) nei confronti della vita a due. E’ questo il quadro tracciato da un’indagine condotta da Ipsos per conto di Bayer su mille connazionali over 18, presentata oggi a Milano nella prima giornata del 23esimo Congresso annuale dell’Associazione europea di urologia (Eau).
Il 96% degli intervistati dichiara un’attività sessuale «normale», con una frequenza media di rapporti poco inferiore a una volta a settimana. E se nel 28% dei casi la noia è già entrata in camera da letto, nel restante 72% vince Cupido.Seppure in modi diversi, spiega l’amministratore delegato di Ipsos, Nando Pagnoncelli: «il 33% delle coppie dello Stivale vive all’insegna della “passione”, il 21% del “sodalizio” e il 18% della “complicità”». La maggior parte degli accoppiati (soprattutto uomini, più concentrati al Sud e nelle fasce d’età 25-34 anni e ultra 64enni) vive insomma una sorta di idillio da luna di miele.
È la coppia dell’estroversione e dell’edonismo, dove i due partner esplorano il mondo esterno in un rapporto alla pari e mantenendo ognuno la propria autonomia. Esibiscono una sessualità forte, fantasiosa e spesso trasgressiva, ma sono anche più inclini a possessività e gelosia, e quindi più instabili.
La tipologia sodalizio sembra invece più diffusa fra i giovani adulti 25-44enni, in particolare donne e residenti nelle grandi città. I solidali vivono una relazione incentrata sulla progettualità e la responsabilità, intese in positivo come realizzazione di una famiglia felice, costruzione di un futuro equilibrato e arricchimento della propria identità. In questo quadro la sessualità non è tanto il fine, quanto il mezzo per rinsaldare la coppia e rendere felice il partner.
Quasi una coppia su 5 è infine complice (per lo più under 34, residenti in piccoli centri del Nord-Est e del Sud); vive il rapporto a due come una simbiosi rassicurante fondata su un forte senso di affinità (ci si sente fratelli prima che amanti), su condivisione e sincerità, sulle coccole e sul prendersi cura dell’altro. L’attività sessuale ha un ruolo marginale ed è fatta di gesti, di sguardi e di sfioramenti.
Sempre dalla ricerca emerge anche che solo un intervistato su dieci ricorre alla pillola dell’amore. «La coppia complice - afferma Caterina Schiavon, sociosemiotica di Ipsos - vede l’intervento farmacologico come un corpo estraneo e dunque come ultima spiaggia, ma potrebbe accettarlo se proposto in una logica di presa in cura reciproca (la pillola come augurio di serenità). La coppia passionale vive invece il farmaco in modo ambivalente: può essere segno di sconfitta per il maschio, ma può anche diventare un complice, un elemento stimolante per portare avanti il gioco a due (un augurio di ludicità). Infine, la coppia che si fonda sul sodalizio è quella che ha l’atteggiamento più positivo e consapevole - assicura l’esperta - perché sente la pillola dell’amore come un aiuto concreto a rilanciare la progettualità del rapporto (un augurio di stabilità)», conclude.
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venerdì 14 marzo 2008
GF8. Ma Silvia Burgio piace agli uomini eterosessuali?
(Menchic) Silvia Burgio, l’ex transessuale dell’edizione 2008 del Grande Fratello piace agli uomini eterosessuali? La domanda, come potete capire, è molto semplice.
E la domanda nasce da una riflessione che va oltre la morale televisiva. Qualcuno potrebbe dire (anzi molti dicono), “Che male c’è ? Adesso è una donna“, oppure, “E’ una ragazza normalissima. Ognuno ha diritto di vivere la vita come meglio credere e di fare le scelte che si sente di fare“….E tante altre considerazioni, giustificazioni dettate dallo sdoganamento della condizione sociale di Silvia Burgio grazie alla sua partecipazione al Grande Fratello…
Ma purtroppo la domanda nasce davvero spontanea: ma un uomo eterosessuale sceglierebbe Silvia come fidanzata, o come un’avventura ? E’ questo che mi piacerebbe chiedere agli uomini eterosessuali d’Italia…. Perchè vedete nella casa Silvia, secondo me, è comunque tenuta a debita distanza…Non ricordo di aver sentito i ragazzi commentare le sue forme, il suo seno o fare fantasie sessuali su di lei…Sì, è vero, un timido bacio con Mario (inquilino della casa) c’è stato ma dettato dal gioco scritto e diretto dal Grande Fratello. In sostanza quel bacio era semplicemente una prova settimanale che i ragazzi dovevano superare per guadagnarsi la pagnotta!
Quindi la domanda rimane ancora sospesa nell’aria…E su Menchic, dove presumo che gli uomini eterosessuali ogni tanto facciano una capatina, mi piacerebbe capire proprio da loro se a questa “benedetta” domanda esiste una risposta plausibile e non moralista.
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Preoccupazioni di un giovane etero. Ma fare sesso con un full-trans significa essere gay?
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lunedì 3 marzo 2008
Da Messina un'esilarante inchiesta sulla sessualità.
E' un'inchiesta fatta a Messina per deunciare l'omofobia e l'ignoranza in cui la gente e' tenuta dalla politica condizionata dalla gerarchia cattolica.
A cura di Fabio Giuffrè, 2006.
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16:54:00
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domenica 2 marzo 2008
Grecia. Il governo conservatore apre alle unioni di fatto eterosessuali. In futuro riconosciute anche quelle gay?
Pronto progetto legge.
(Alice - Apcom) La Grecia apre alle convivenze eterosessuali: il ministero greco della Giustizia ha elaborato una proposta di legge che riconosce le unioni di fatto tra persone di sesso opposto.
Malgrado la debole percentuale delle unioni libere nel paese ellenico - dove i matrimoni religiosi godono ancora di una grande popolarità, e quelli civili sono ancora l'eccezione - la proposta di legge punta a colmare una "lacuna" legislativa e riconosce gli stessi diritti alle coppie che scelgono di vivere fuori dal matrimonio, scrive oggi la stampa greca.
Secondo il quotidiano "Ta Néa", il progetto di legge del governo conservatore attualmente si rivolge alle coppie etero, ma in futuro potrebbe estendersi a quelle gay.
Nel febbraio 2005 il Comitato greco dei diritti umani, un organo ufficiale del consiglio del primo ministro, chiese al ministero della Giustizia di "legalizzare la convivenza tra persone dello stesso sesso", per mettere fine alle discriminazioni nei confronti dei gay, soprattutto in materia fiscale e di patrimonio.
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mercoledì 20 febbraio 2008
Irlanda del nord. Ministro dello sport denuncia forma di apartheid verso i giocatori etero da parte di un club di rugby gay.
Ma Ulster Titans respingono accuse: con noi anche etero.
(Ap) Polemiche in Irlanda del nord per una squadra di rugby che fa dell'omosessualità una bandiera: ieri il ministro dello Sport, il conservatore protestante Edwin Poots, ha accusato gli Ulster Titans (nella foto) di promuovere una nuova forma di discriminazione.
La squadra, sui campi da gioco dallo scorso anno, dà pubblicamente il benvenuto a tutti gli appassionati della palla ovale con preferenze gay. Secondo il ministro, dar vita a un gruppo sportivo sulla base di appartenenze sessuali o razziali significa favorire nuove forme di apartheid.
Declan Lavery, un proprietario di bar che è tra i fondatori dei Titans, non si è scomposto. Poots - ha detto - non sa di cosa parla. Tra i 25 membri della squadra ci sarebbe più di un eterosessuale: "Tutti sono benvenuti".
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giovedì 7 febbraio 2008
Preoccupazioni di un giovane etero. Ma fare sesso con un full-trans significa essere gay?
(Sballato) Ho una riflessioni che mi gira nella testa da alcuni giorni, più o meno da quando è iniziato il Grande Fratello, e poi si dice che sono programmi che non fanno riflettere.
Quest'anno, con grande sorpresa popolare, al Grande Fratello, è apparsa Silvia Burgio, un full-trans. Che vuol dire? Significa che è un uomo, operato e diventato praticamente donna.
Il seno è finto, ma le iniezioni di ormoni femminili hanno permesso l'atrofizzazione degli organi genitali maschili e l'impianto di un "sesso" femminile artificiale. L'operazione per chi volesse approfondire si chiama invaginazione peniena oppure colovaginoplastica (sono 2 diverse), cliccate sul link da Daniele per approfondire: link1, link2.
Alla fine lui diventa lei: un organo genitale praticamente completo, chiaramente non riproduttivo.
Dunque... io come uomo mi trovo davanti apparentemente una donna, nel caso di Silvia Burgio anche molto bella e affascinante, con il seno rifatto come tante, senza possibilità di avere figli come alcune (pillola, steroannessectomia, mastectomia bilaterale), con uno splendido sederino e con la patatina, come tutte.
Cosa farà il mio cervello? Reagisce solo se preventivamente sa che quella non è una donna, o meglio è un uomo operato diventato donna? E se ci fossi andato a letto e lo venissi a sapere dopo? Sarei diventato un gay? Oppure sono stato con una donna a tutti gli effetti, e non devo in alcun modo preoccuparti delle mie preferenze sessuali?
Parte di me ha una rezione abbastanza rigida (io gay... ma siete pazzi?, ndr), parte di me si pone le domande che vi ho esposto sopra.
Voi cosa ne pensate? Votate il sondaggio e commentate, grazie!
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lunedì 4 febbraio 2008
Cercasi attori. Rocco Siffredi: «Al cinema porno mancano uomini».
(Il Messaggero) La scena di sesso di Nanni Moretti e Isabella Ferrari in Caos Calmo? «Divertente, è chiaro che fa più notizia da chi meno te lo aspetti» dice Rocco Siffredi, il re dell'hard core, ritiratosi dalle scene tre anni fa come attore, ma rimasto nel settore come regista e produttore. «La tv e il cinema hanno sdoganato da tempo e molto bene la violenza, pensiamo ai tg e ai videogiochi, il sesso invece è ancora un grande tabù», aggiunge la pornostar abruzzese, 44 anni di Ortona (Chieti), tra gli italiani più famosi nel mondo. È in Ungheria, ma domenica sarà da Simona Ventura ospite di Quelli che il calcio, «nello stesso orario in cui vanno in onda due programmi bacchettoni e moralisti come Buona Domenica e Domenica in».
Siffredi ci andrà in versione famiglia, con la moglie ungherese Rose, da cui ha avuto due figli di 8 e 12 anni, «sono anni che non mi decido ad andare in tv, non mi va di essere ospite come personaggio, di andare a fare il Rocco Siffredi, ma ora mi sono deciso, il programma è carino, a me e a Rose piace molto Simona e andrò a lanciare un'idea: al cinema porno mancano uomini. Ai tanti calciatori che escono di scena, ma sono ancora giovani voglio chiedere di mettersi in gioco.
Perchè proprio loro? Semplice, questo è un lavoro faticoso, basato sulle gambe, i giocatori almeno sui muscoli sono allenati, certo poi ci vuole talento», dice Siffredi. «In Europa attori professionisti di talento saranno quattro al massimo, i migliori sono i francesi, i più disinibiti. In Italia ho allevato un ragazzo, Oscar Galanti, che in 5 anni ho reso un pornodivo, ma certo anche lui non partiva da zero», prosegue Siffredi che nel frattempo ha debuttato anche con una nuova linea di abbigliamento street fashion intitolata semplicemente Rocco, presentata a Pitti Uomo il mese scorso in una serata ispirata all'orgia di Eyes Wide Shut a Castel di Poggio a Fiesole e nelle jeanserie più alla moda a fine agosto.
Se nel settore c'è penuria di uomini, le donne «invece ci sono a volontà. Soprattutto dall'Est Europa, ma non perchè le italiane o le francesi siano da meno, semplicemente perchè le ragazze dell'Est sono libere di testa e laiche dentro. Però intendiamoci, qui parlo di lavoro, di cinema porno, di fatica vera: in Italia si fa tutto, l'importante è non farlo sapere».
Al ragazzo di talento, ricco e famoso, con esperienze anche nel cinema di autore con Romance di Catherine Breillat, un'autobiografia ufficiale uscita in Francia, ora anche ideatore di abbigliamento cosa manca? A sorpresa Siffredi risponde: «il terzo figlio, proprio non mi viene, sembra assurdo ma è così». Nel cassetto c'è anche un progetto tv, su cui sono interessati, a suo dire, in tanti: un reality sulla scia di The Apprentice, di Donald Trump, solo che stavolta si sceglie l'erede di Rocco.
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Intanto se qualcuno vuole proporsi, eccovi in'email a cui scrivere.
Non importa l'orientamento sessuale, c'è spazio per tutti, l'importante è non superare i 25 anni, l'altezza minima di 1,78, un bel fisico, un bel sorriso ed una interessante dotazione sessuale. Prova anche tu.
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venerdì 1 febbraio 2008
Inghilterra. La sanità pubblica pensa ad un rimborso per chi usa una "madre surrogato". Ammesse anche coppie gay.
(Apcom) In attesa della trasformare le cellule del midollo osseo femminile in sperma, il servizio sanitario nazionale inglese potrebbe aiutare in un altro modo le coppie infertili, erogando loro fino a 15.000 sterline, circa 20.000 euro, per 'usufruire dei servigi' offerti dalle madri surrogate, le cosiddette 'madri in affitto'. Una iniziativa che andrebbe in aiuto anche delle coppie omossessuali e dei single che desiderano avere un bambino. Lo si legge sul quotidiano britannico Daily mail secondo il quale, se la proposta sarà approvata, il servizio sanitario inglese erogherà dalle 7.000 alle 15.000 sterline, oltre al rimborso dei costi della fecondazione in vitro, non come 'pagamento' alla madre surrogata, ma rigorosamente come 'rimborso spese' alle coppie etero e omosessuali che decideranno di diventare genitori in questo modo
Alla azienda sanitaria North East Essex Primary Care, che ha proposto il progetto, si è già discusso 'ad alti livelli' di questa eventualità, e secondo la 'asl' inglese altre aziende sanitarie potrebbero essere interessate a seguire questa strada, come quelle di Cambridge, Doncaster, Nottingham e Gloucestershire. Iniziativa che, per i critici, potrebbe costituire un pericoloso precedente in casi estremi, come quello di potere avere dei figli grazie alla maternità surrogata usando gli embrioni della propria moglie morta. Proprio per vagliare questi casi-limite la decisione verrà presa tra un mese, dopo ulteriori approfondimenti.
Se si considera il rimborso dei costi della fecondazione in vitro, che non sempre ha successo e deve quindi essere ripetuta al costo di 3.000 sterline ogni volta, la spesa totale si aggirerà attorno alle 30.000 sterline per coppia o single.
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mercoledì 16 gennaio 2008
Stili di vita I gay "etero".
(Marco Boccaccio) Ormai il termine gay non è più sinonimo di omosessuale. Ci sono i gay omosessuali e i gay eterosessuali.
Infatti il termine gay si riferisce ad uno stile di vita che è passato anche in uso ad eterosessuali che si comportano con quella stessa modalità che era prima esclusiva degli omosessuali. Sesso occasionale, narcisismo, superficialità un po’ rabbiosa, egocentrismo e narcisismo un po’ infantili, appartengono al registro di tanti maschi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
E non parlo solo dell’aspetto e dell’abbigliamento, ché è anche pieno di maschi agghindati e cotonati che non rientrano nella categoria di cui parlo. Ma questa è un’altra storia. Come di contro esistono omosessuali non gay, coppie fedeli e serie, vere e proprie famiglie (magari col cane al posto del figlioletto) in tutto uguali alle famiglie presunte naturali, a dispetto di chi afferma il contrario. insomma: il disordine sessuale, di cui tanto starnazza la chiesa cattolica, non c’entra niente con l’omosessualità.
Ma per loro è più santo un vincolo eterosessuale costellato di tradimenti e traboccante di peccato, di una seria relazione omosessuale monogamica e ripiena d’amore.
Ma dimenticavo: cosa c’entra la chiesa cattolica con l’amore?
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16:01:00
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sabato 22 dicembre 2007
Argentina. Tutte le foto online delle maestre che facevano orge sullo scuolabus.
Le foto degli incontri messe sul web dalla ragazza (tradita) di lui.
Scandalo a Saladas, in Argentina, dove 6 insegnanti, prima di scuola, facevano sesso con l'autista del mezzo.
(Il Corriere della Sera) Adesso è uno scandalo nazionale. Grazie al web. Tutte le mattina lo scuolabus del villaggio «Pago del desiderio» (Luogo del desiderio) si recava a Saladas, il villaggio più vicino, a prendere le sei maestre di scuola. Il viaggio di 15 chilometri di solito era rapido, ma a volte tardava perché il gruppo faceva onore al nome della località. Parcheggiato il pulmino in un luogo appartato, l'autista (nella foto) si dedicava alla sua attività preferita: il sesso con le sue passeggere, tutte donne comprese tra i 30 e i 40 anni (cinque delle quali sposate e con figli), che si lasciavano anche fotografare dal telefonino dello "stallone" argentino. E alcune si facevano ritratte con il volto rivolto all'obiettivo e sorridenti.
LE FOTO SUL WEB - Adesso queste foto sono sul web, a documentare gli appassionati momenti di svago del gruppo: la fidanzata tradita dell'autista, curiosando nella casella di posta elettronica di lui, ha scovato le foto; e infuriata per il tradimento, ha cominciato a diffonderle tra gli amici attraverso Internet e i cellulari. Non solo: la donna ha creato anche un blog in cui ha scaricato le immagini. Lo scandalo sessuale, già battezzato come «l'orgia delle maestre», ha messo in subbuglio non solo il piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, ma anche l'intera Argentina. Il figlio 18enne di una delle maestre, quando ha visto un gruppo di amici che si scambiavano le foto della madre, impegnata in una focosa seduta di sesso orale, ha avuto una crisi nervosa ed è stato precipitosamente ricoverato in ospedale. Le maestre adesso si difendono dalle accuse, hanno chiamato in causa i sindacati, una ha detto che «non c'è mai stata un'orgia», ma che si è trattava di «azioni private», svoltesi in maniera indipendente. E mentre i mariti cercano il giovane, oriundo di Buenos Aires, è ben magra consolazione per le donne sapere che, secondo il ministero della Pubblica Istruzione, probabilmente non subiranno alcuna azione penale, perche gli incontri avvenivano al di fuori dell'edificio scolastico.
Tutte le foto.
giovedì 20 dicembre 2007
Argentina, scoperto autista stallone. Faceva sesso con maestre, scatti sul Web.
(TGCom) L'autista di uno scuolabus del villaggio "Pago del desiderio" (Luogo del desiderio), durante il viaggio con le sei maestre della scuola, di età tra i 30 e i 40 anni (cinque delle quali sposate e con figli) si concedeva una pausa per fare sesso con loro. I dettagli del suo hobby venivano immortalati dal telefonino dello "stallone". Ed è proprio sul cellulare che la fidanzata dell'uomo lo ha scoperto. E si è vendicata mettendo in Rete gli scatti piccanti.
La fidanzata aveva scoperto il passatempo dell'uomo curiosando nella sua casella di posta elettronica. Nelle immagini, le maestre si erano lasciate ritrarre anche in volto sorridenti. Andata su tutte le furie per il tradimento, ha iniziato a diffondere tra gli amici attraverso Internet e i cellulari le fotografie degli incontri sul pullmino fermo in un'area appartata. Non contenta poi della vendetta, la donna ha creato anche un "blog" in cui ha scaricato le immagini.
Lo scandalo sessuale, già battezzato come "l'orgia delle maestre", ha creato lo scompiglio non solo nel piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, ma anche nell'intera Argentina.
Il figlio 18enne di una delle maestre, quando ha visto un gruppo di amici che si scambiavano le foto della madre, impegnata in una focosa seduta di sesso orale, ha avuto una crisi di nervi ed è stato ricoverato in ospedale d'urgenza.
Le maestre ora si difendono dalle accuse. Una sostiene che "non c'è mai stata un'orgia", ma che si trattava di "azioni private", indipendenti. E mentre i mariti cercano il giovane, oriundo di Buenos Aires, la vicenda potrebbe concludersi con una beffa: le donne, secondo il ministero della Pubblica Istruzione, probabilmente non subiranno alcuna azione penale, perche gli incontri avvenivano al di fuori dell'edificio scolastico.
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16:46:00
Etichette: eterosessuali, scuola, sesso, sessualità, sudamerica







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