banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta gaypride. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gaypride. Mostra tutti i post

mercoledì 10 settembre 2008

Alberto Villa è consigliere nazionale Udc: "io cattolico e gay", Sì ai diritti per le coppie omosessuali.

(Giovanni Mari - Il Secolo XIX) Alberto Villa è membro del consiglio nazionale dell'Udc di Casini e Cesa. Tra il 2000 e il 2005 è stato a capo dello staff politico dell'assessore ai Trasporti Vittorio Adolfo (Udc) nella giunta ligure di centrodestra. Da poco ha lasciato la presidenza della Ferrovia Genova-Casella, dove ha unanimemente lasciato un buon ricordo. Ha coordinato le campagne elettorali di diversi "campioni" del Pdl, da Sandro Biasotti a Enrico Musso (oggi entrambi parlamentari). Ieri ha annunciato la sua presenza al Gay Pride nazionale di Genova, il 13 giugno 2009.

Villa, lei al Gay Pride. Sa che in molti a destra e sinistra, hanno chiesto di boicottare la parata?
«La veritàè che per quanto mi riguarda, da politico impegnato da sempre per Genova e la Liguria, sono contento. Il fatto che si scelga Genova come sede del Gay Pride suscita in me una grande soddisfazione. Perché questa cittàè sicuramente pronta a ospitare un evento del genere».

La sua tesi contrasta con quella di tutto il centrodestra, ma pure con parte di centrosinistra.
«Ma io sono omosessuale».

E come fa, allora, a essere membro del consiglio nazionale Udc?
«Ritengo che le tendenze e i gusti sessuali, come le altre "diversità", non incidano sull'impegno politico. E non mettono in contraddizione le idee che una persona esprime. Evidentemente, in particolare sull'omosessualità, all'interno dell'Udc non tutte le sensibilità sono come le mie. Ma secondo me questo è un arricchimento del partito e del dibattito politico in genere».

Certo che a sentire le dichiarazioni su gay e coppie di fatto...
«È per questo che gli omosessuali in politica possono essere utili. Anche per discutere di temi importanti come il matrimonio gay e le adozioni»

Matrimonio e adozioni.
«Il matrimonio è un istituto nato per le coppie eterosessuali, indiscutibilmente. Credo che per gli omosessuali sia giusto trovare una nuova formula: sono persone dello stesso sesso che si amano e che chiedono giustamente diritti da esercitare e doveri da rispettare. È ingiusto non riconoscere che esistano persone dello stesso sesso che vivono insieme e si amano».

E sulle adozioni ai gay?
«La natura ha voluto che i figli fossero solo per gli eterosessuali. Ma Dio ha creato anche noi omosessuali. Giusto darci un bimbo in adozione? Me lo chiedo anche io e quando penso agli orfanotrofi pieni di bimbi penso sia giusto. Ma il discorso è molto più ampio e complicato. Dovremmo andare a vedere cosa è successo in quei Paesi in cui l'adozione è possibile. Se ci accorgiamo che le cose funzionano bene, allora potremmo iniziare a discuterne».

Un gay può essere cristiano?
«Eccomi»

E cattolico?
«Eccomi, battezzato e cresimato».

Non negherà che la Chiesa ha posizioni rigide sull'omosessualità.
«Io penso che sull'omosessualità non dovrebbero neppure esistere le posizioni. Le diversità sono in ognuno di noi. Per mille anni c'è stata la discriminazione dei bianchi sui neri. Pensate se fossimo tutti uguali: no, le diversità arricchiscono. E se guardate bene anche nel centrodestra esistono posizioni differenti. Altro discorso se si tratta di posizioni strumentali».

Strumentali quanto vuole, ma le ultime dichiarazioni di alcuni Pdl sono state molto violente.
«Magari chi ha posizioni pubbliche così contrarie in privato dice altro. O sennò ci sono "i più realisti del re": se ascoltate le parole del cardinal Bagnasco si capisce questo fatto. Lui ha usato toni e parole molto diverse».

Il Gay Pride nella città del presidente Cei non è una provocazione?
«Credo che il Gay Pride si debba fare dove decidono gli organizzatori. Vero è che le manifestazioni devono essere a favore, non contro. Non dobbiamo sfilare "contro" ma "per". Per i diritti, e far vedere che i gay sono persone come le altre, che lavorano, che partecipano alla crescita della società e che vivono tranquillamente la loro diversità. Sarà una grande festa, colorata e viva come al solito. Se posso dirlo, Genova avrà anche forti ritorni economici».

Sfilerà con vestiti appariscenti?
«Vestito come al solito. In cravatta quando lavoro, in jeans nel tempo libero. Non devo dimostrare niente a nessuno. Tanti giovani gay hanno paura a uscire allo scoperto, soffrono perchè non possono dirlo ad amici e famiglie. Il Gay Pride aiuta tutti quei giovani che hanno paura di ciò che sono. È la cosa peggiore per un essere umano».

Ma i suoi colleghi Udc sanno?
«A livello locale si, mi sono dichiarato da tempo. La maggioranza deve ascoltare la minoranza. Solo in Italia, Grecia e Irlanda non c'è una legge sui diritti degli omosessuali. Andava bene il dibattito sui Pacs, stavo male, a quel tempo, perché la linea del mio partito era molto diversa dalla mia».

Sphere: Related Content

Preti. Oggi Gesù andrebbe coi gay al Pride. Lo dice Don Farinella.

Gesù con i Gay non andrebbe alla processione del «Corpus Domini».

(Don Paolo Farinella - La Repubblica, edizione di Genova) Il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nella sua prolusione al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini ha paventato il timore del silenzio imposto dall´esterno alla Chiesa. La mia presenza su questo giornale laico è la prova che oggi la Chiesa, intesa come realtà che va oltre la gerarchia, non è amputata nella sua libertà di espressione e di presenza sociale. Teoricamente parlando, nessuno più di un credente e, a maggior ragione, nessuno più di un prete dovrebbe essere laico perché la ragione del suo essere è fondata sulla «Signoria» di Dio che creando chiama il mondo e l´umanità alla responsabilità dell´autonomia. I problemi cominciano quando qualcuno vuol mettere il cappello della religione sul mondo e sull´umanità, credendo di essere l´interprete unico di Dio: è il clericalismo e il fondamentalismo che sono due sciagure per la Chiesa stessa e per il mondo. Nel libro della Genesi che narra in forma epica e mitica la nascita dell´universo e dell´uomo, al versetto 15 del capitolo 1, con una traduzione più rispettosa del testo ebraico, si legge che «Dio pose l´uomo nel giardino di Eden perché lo ascoltasse e gli ubbidisse». Qui è il dramma: nati per ascoltare il creato non abbiamo ancora finito di sventrarlo e snaturarlo; chiamati ad ascoltare il mondo, giungiamo alla pretesa di imporre la nostra voce come interprete unica della volontà di Dio. Il comandamento di «non nominare il Nome di Dio nel vuoto» è rivolto prima di tutto ai credenti e al clero di qualsiasi religione perché siano più attenti ad ascoltare che a parlare. Dalla cronaca della settimana scorsa rileviamo tre notizie: la badante ecuadoregna Isabel Rivera Gonzales di 34 anni sgozzata il 16 luglio non può tornare a casa perché nessuno paga il trasporto; una parte della sinistra allo sbaraglio insieme con la Fgci trova un rantolo per una manifestazione a favore della moschea e contro l´arrembaggio del leghista Borghezio che in estate ha occupato la Chiesa di San Giovanni di Prè contro la stessa moschea; a novembre saranno cancellati tre voli aerei da Genova: due per Roma e uno per Catania. Tre notizie, tre realtà, tre schizofrenie. Le prime due notizie sono collegate: gli immigrati sono tollerati, meglio se in nero, finché servono, quando non servono, anche da morti sono un peso e se pensano poi di pregare, beh, lo facciano chiusi in casa: la visibilità sociale invocata per i cattolici, vale anche per loro? La terza notizia significa che prima ancora di cominciare la nuova Alitalia mette in scena a Genova l´anteprima del futuro: i costi sono scaricati sulle tasse dei cittadini, mentre gli utili vanno, senza rischi, ai «coraggiosi» privati.

L´annuncio è ufficiale: il 13 giugno 2009 Genova vedrà tra le sue vie e carruggi la pittoresca parata del Gay Pride, in concomitanza con la festa cattolica del «Corpus Domini». Ho sempre provato un senso di pietà verso una manifestazione che di suo serve a ghettizzare di più i protagonisti che danno l´impressione di volere imporre la loro esistenza con la provocazione piuttosto che con la forza del diritto. Non credo che gli organizzatori abbiamo scelto la data del 13 giugno 2009 in modo consapevole per contrapporsi alla festa del «Corpus Domini». Sono convinto che sia una pura casualità di coincidenza. Ad ogni modo, ben venga questa coincidenza che mette a confronto due concezioni di «corpo»: un corpo che si fa pane per rispondere al bisogno di identità e di verità che c´è in ogni individuo e un «corpo» che si ostenta anche provocatoriamente e lascivamente perché si sente oppresso e giudicato.

Se Gesù venisse oggi, sono convinto che non si attarderebbe nelle chiese e non andrebbe alla processione del «Corpus Domini», ma con ogni probabilità si avvicinerebbe alle persone del Gay Pride e parlerebbe loro non con parole di condanna, ma con parole di consolazione: Venite a me voi che siete affaticati e stanchi di essere emarginati e giudicati, che fate fatica a trovare la vostra identità, non abbiate paura, venite a me e io vi ristorerò; il Padre mio, infatti, mi ha mandato perché nessuno vada perduto di coloro che mi ha affidato. Gesù ci ha insegnato che «il sabato è per l´uomo e non l´uomo per il sabato». Sogno che il 13 giugno, festa del «Corpus Domini» nelle chiese di Genova si possa pregare per i nostri fratelli e le nostre sorelle che partecipano al Gay Pride: possano essere rispettati nella loro dignità di persone e, con l´aiuto di Dio, lo Spirito li aiuti a trovare la dimensione della loro vita in una relazione affettiva capace di esprimere la profondità della loro anima. In questo si saldano intimamente il Vangelo e la Costituzione italiana, i due fari dell´antropologia cristiana.

Sphere: Related Content

martedì 9 settembre 2008

Genovapride. Si della Cgil "Momento di civiltà". Quando si è fiancheggiatori di un golpe.

(Max Forte) La Cgil tramite la Camera del Lavoro Metropolitana di Genova, nella giornata di oggi con un comunicato si dice: "Favorevole allo svolgimento del Gay Pride nazionale a Genova il prossimo anno". Il comunicato poi prosegue "(...) considera da sempre in modo positivo la sfida di liberta' e la determinazione alla base della Giornata dell'orgoglio gay, lesbico e transgender, nonche' i principi contenuti nel documento politico proposto dal movimento gay lesbo e trans'". Poi, nel sottolineare i principi di uguaglianza, autonomia e laicita' dello Stato, la Cgil del capoluogo ribadisce la necessita' 'di dar vita a reali riforme democratiche, civili e libertarie nello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, della Carta Costituzionale Italiana e della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea'. Grazie alla sua tradizione democratica, la citta' 'sapra' accogliere questo importante evento, come momento collettivo di civilta' contro l'arretratezza culturale, l'omofobia e la transfobia, a sostegno di uno Stato laico e democratico, per l'affermazione del diritto individuale e dell'uguaglianza fra le persone attraverso leggi giuste, pari opportunita', avanzamento salariale, culturale e politico nel posto di lavoro'.

Ora, a parte la solita paccottiglia ideologica senza sostanza, la Cgil dimentica un fatto importante, che è quello relativo al movimento Lgbt nel suo insieme e la sua unità, inesorabilmente e definitivamente spaccati grazie all'arroganza dell'Arcigay che decide per conto proprio -non coinvolgendo neppure le sedi territoriali ma a livello centrale- come dove e quando indire il pride nazionale, patrimonio comune di tutto il popolo Lgbt del nostro paese.

Lascia perplessi che la Cgil, da sempre fortemente impegnata nel tenere salda l'unità sindacale dei lavoratori. non esprima dubbi circa la legittimità di questa scelta e da molti giudicata fortemente antidemocratica. Una scelta imposta con una sorta di "golpe" da parte dei colonnelli dell'Arcigay e avulsa da logiche democratiche e frutto di un "avventurismo" di stampo antico messo in atto da un unico attore del movimento Lgbt. Un dubbio a questo punto è legittimo: quelli della Cgil sanno che c'è dietro un atto di prevaricazione e prepotenza. Qualcuno glielo dica.

Sphere: Related Content

Genovapride. Gli organizzatori assicurano che non ci sarà la calata di tette e culi...

Serreli (Arcigay Liguria): "Non c´è da parte nostra alcun intento provocatorio".

(La repubblica, edizione di Genova) «Non sarà l´invasione dei barbari, non c´è alcuna minaccia. Semmai, siamo noi a subire minacce, sempre più forti: identificare il Gay Pride solo con alcune immagini della sfilata è come rappresentare tutte le tifoserie con gli ultras di Napoli o tutti i politici come corrotti o collegati alla mafia... Sarà una manifestazione colorata per Genova, che di colore ne ha bisogno perché così grigetta... «. E´ ironica Mirella Izzo, anima tenace di "Azione trans", una delle associazioni che organizzano il Gay Pride. «Spero che dia una scossa alla città. Sono timoroso, ma molto contento, la comunità gay genovese la chiedeva da tempo e lavoravamo per a questo obiettivo. E nessuno ha avuto da eccepire, vista la storia di Genova e la sua tradizione civile» precisa Francesco Serreli, presidente di Arcigay in Liguria. Dove conta seimila iscritti (2500 a Genova) e dove l´occasione delle giornate dell´orgoglio omosessuale, perché non solo di una sfilata si tratta, ma di una settimana o quasi di dibattiti, incontri, spettacoli, è attesa con molta trepidazione dal popolo gay. Che, a detta di Serreli, non vive una situazione facile nel capoluogo ligure. «No, non è facile, i genovesi sono molto chiusi, sentono molto la privacy - spiega - Negli anni sono nate tante associazioni, ma poi chiudono perché non è facile uscire allo scoperto, darsi da fare. E i gay sono molti, più o meno, nella percentuale del 10% della popolazione come si stima la media italiana, ma ci sono tante paure, molti di noi non sono dichiarati. E c´è anche poco interesse ad un impegno sociale e politico».

A Bologna, lo scorso 28 giugno, erano in 50 mila. E nei prossimi giorni Serreli, insieme agli altri promotori, incontrerà questore e prefetto per avviare le autorizzazioni; e poi, dopo aver valutato con i vertici nazionali delle associazioni i costi e le questioni logistiche, partiranno le richieste di patrocinio e anche di finanziamento agli enti locali; in particolare agli assessorati alla cultura e alle pari opportunità dei tre enti. Ma perché si è scelto proprio il giorno del Corpus Domini? C´è chi ipotizza una provocazione verso il presidente della Cei Bagnasco... «Ma per favore! Quella della data è una casualità, e se mai è un giorno celebrato ovunque dal movimento omosessuale» ribatte Mirella Izzo. «Vorrà dire che ci saranno due processioni e ognuno farà la sua - obietta Serreli - Insomma, se il Pride si è fatto a Roma con il Papa, dovevamo farci altri scrupoli qui?». Restano le polemiche, peraltro messe in conto dai promotori, sugli eccessi di un corteo spesso dissacrante. «Non credo che ci saranno spettacoli indecenti, ma ricordiamoci che spesso i fotografi cercano proprio quelli - avverte Mirella Izzo - Il 90% arriva in jeans e maglietta, altri si esprimono come vogliono. Ci dicono che non è questo che serve, che non si risolvono così le cose? E´ vero, ma per 364 giorni cerchiamo di farlo, e non ci riusciamo. Il corteo è una festa. E per tutta la città».

Sphere: Related Content

Il gaypride dell'Arcigay. Le opinioni di Repubblica e Corriere della Sera.

Genova pride. Il Pd frena, Bagnasco: "Liberi di sfilare".
La manifestazione fissata per il giorno del Corpus Domini. Il sindaco "Sì al pride ma non nel giorno previsto". L'Arcigay: non vogliamo dare fastidio alla processione, ci sono spazi sufficienti per orari e percorsi diversi.

(La Repubblica) L'annuncio che il Gay Pride nazionale 2009 si terrà a Genova il prossimo 13 giugno spariglia le carte nella città ligure. A sorpresa, contro la manifestazione insorge il Partito Democratico che offre la sponda ad An in un'alleanza trasversale con l'Udc, mentre la curia genovese si divide perché, a complicare la vicenda, c'è la questione della data scelta per la Gay Parade, la sfilata su carri allegorici del mondo gay, trans e transgender: il 13 giugno. Stesso giorno in cui si svolgerà la processione del Corpus Domini, l'appuntamento religioso più sentito dai genovesi.

Da Gerusalemme getta acqua sul fuoco il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei che al Tg3 della Liguria dichiara: «Il Gay Pride si è già svolto a Roma nell'anno del Giubileo e non sono contrario alle manifestazioni del pensiero quando avvengono con modalità corrette senza recare offesa. Quanto al problema della data, si troverà un accordo». Parole che vanno di traverso a una delle figure più influenti della curia sotto la Lanterna, monsignor Marco Granara, rettore del santuario di Nostra Signora della Guardia: «Attendo una presa di posizione da parte della Chiesa e del governo della città. La processione del Corpus Domini è delicatezza e spiritualità, il Gay Pride una carnevalata. Se l'hanno fatto apposta è una doppia provocazione».

«Nessuna provocazione», assicura Aurelio Mancuso presidente di Arcigay. «Nemmeno c'è venuto in mente che a Genova risiede il cardinale Bagnasco. Abbiamo scelto la città perché lì non si è mai svolto il Pride o altre nostre manifestazioni nonostante un'importante comunità gay. Non vogliamo dare fastidio alla processione, ci sono spazi sufficienti per studiare orari e percorsi diversi».

Dalle pagine del quotidiano genovese Il Secolo XIX il capogruppo di An in consiglio regionale Gianni Plinio invoca l'intervento del sindaco Marta Vincenzi: «Vieti questa oscena carnevalata d'insulti». Stesso augurio espresso dall'Udc.

Ieri Plinio ha dato vita al comitato «Gay Pride-No grazie»: «Da qui a giugno c'è tempo per formare un fronte trasversale per impedire questa blasfemia ». Il comitato ideato dall'esponente del centro-destra potrebbe trovare un insperato appoggio da parte di una vasta area del centro-sinistra. A partire dal presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto della Margherita («Una manifestazione provocatoria »), continuando con il Partito Democratico: «Rispetto le persone ma ostentare esageratamente situazioni diverse come si fa durante il Gay Pride è un fatto negativo. Data la concomitanza con il Corpus Domini, il minimo che può fare il sindaco è spostare la data della sfilata omosessuale», dice il vicepresidente della giunta regionale Massimiliano Costa.

Ancora più deciso il senatore Pd Claudio Gustavino: «Come genovese non posso essere orgoglioso che il Gay Pride si svolga nella mia città». Che a dirlo sia un uomo del centro-sinistra suona strano: «Essere del Pd non significa aver abolito il buon senso. Far sfilare transessuali e travestiti è solo una provocazione. Se fossi il sindaco...».
---

Il sindaco Vincenzi: si farà ma non nel giorno previsto.
(Roberto Rizzo - Il Corriere della Sera)
Marta Vincenzi donna di sinistra e sindaco di Genova, sul Gay Pride del 13 giugno 2009 si è scatenata la bufera e la città attende la sua risposta.
«Genova dimostrerà di che pasta è fatta».

Lo dica.
«Questa è una città aperta, pronta ad accogliere tutte le iniziative che si svolgono nella legalità».

Dunque?
«Il Gay Pride 2009 si farà. Altre città prima della mia hanno ospitato la manifestazione, non vedo qual è il problema».

Innanzitutto la data scelta, sabato 13 giugno, giorno della processione del Corpus Domini.
«In effetti, il Corpus Domini è una ricorrenza di popolo molto sentita dai miei concittadini, non solo dai cattolici praticanti. Ora si tratterà di concordare con gli organizzatori del Gay Pride se non è il caso di spostarlo di un giorno. Posticiparlo la domenica può essere la soluzione giusta. Per me è importante che non ci sia contrapposizione tra le due manifestazioni, mi impegnerò perché non accada».

Ha già incontrato l'Arcigay?
«Non ancora, spero di farlo presto. Voglio che il Gay Pride si svolga in piena armonia e sia l'occasione per informare e dibattere sul tema dei diritti individuali».

Il cardinale Bagnasco non pone veti ma monsignor Granara ha già dichiarato la sua contrarietà.
« Confido nell'intervento di Bagnasco per cogliere l'occasione che offre questa vicenda: definire un rapporto di correttezza tra Chiesa e iniziative civili e laiche».

Anche una parte del Pd genovese è nettamente contrario.
«Io penso che nessuno può permettersi di dare giudizi su come la gente deve manifestare, ripeto, nel rispetto della legalità».

Il capogruppo di An in consiglio regionale ha appena dato vita a un comitato che si batterà contro il Gay Pride genovese e le ha scritto una lettera per invitarla a riflettere.
«Non ho ancora ricevuto alcuna lettera, ho letto quanto ha dichiarato ai giornali. Gli esponenti del centro-destra in Regione hanno l'abitudine di scrivermi, tutti scrivono al sindaco. Significa che sono un punto di riferimento, mi fa piacere. E da sindaco assicuro che il Gay Pride 2009 si svolgerà a Genova».
---

Intervista rilasciata a Radio radicale dal sindaco di Genova Marta Vincenzi avente come tema il Pride dell'Arcigay.

Sphere: Related Content

Genovapride. Mons. Granara: "Si urla ma non si risolvono i problemi".

"L'omosessualità è un problema serio che però, affrontato in questa maniera, non so fino a che punto vada a favore o contro gli omosessuali". Monsignor Marco Granara, rettore del Santuario di Nostra Signora della Guardia e presidente della commissione diocesana "Emergenza famiglia", entra nel merito del Gay Pride annunciato per il prossimo 13 giugno a Genova. "Per affrontare un problema - ha detto monsignor Granara - bisogna pensarlo in profondità, con grande delicatezza e con rispetto e non urlarlo con manifestazioni trasgressive". "Con manifestazioni come queste" - ha aggiunto il rettore della Guardia - "si urla ma non si risolvono i problemi".

Sphere: Related Content

lunedì 8 settembre 2008

Genova. Presidente provincia; "Genova è città di diritti anche senza il gay pride".

Il Presidente della Provincia di Genova, riaffermando il diritto di ognuno alla propria dignità, ritiene che una manifestazione come il Gay Pride finisca per nuocere alla sua affermazione.

“Condivido – ha dichiarato il Presidente della Provincia, Alessandro Repetto, a proposito della proposta di organizzare a Genova nel prossimo anno la giornata dell’orgoglio gay - la richiesta e l’esigenza di difendere i diritti di ogni singola persona e la necessità di vedere sempre più combattuti quei pregiudizi che creano discriminazioni ed emarginazioni. Non penso solo all’omosessualità ma alle diverse situazioni sociali complesse, spesso drammatiche e quasi sempre subìte in una connivente indifferenza generale.
Trovo pertanto legittimo combattere e difendere i valori della dignità, parità e laicità, valori che, tuttavia, non ritengo siano né difesi né rappresentati da una manifestazione provocatoria come il Gay Pride. Non è attraverso quel tipo di iniziativa che si possono ottenere rispetto e attenzione, a meno che non si desideri semplicemente porsi sotto i riflettori per qualche giorno, alimentando polemiche e disapprovazione generali.”
“Inoltre, - ha concluso Alessandro Repetto - aver scelto come data il giorno dedicato al Corpus Domini è irrispettoso verso le persone che credono, offende una sensibilità religiosa e spirituale che non è meno degna del rispetto che i manifestanti chiedono. Ritengo sarebbe più incisivo ed efficace dimostrare mantenendo la tolleranza nei confronti degli altri modi di pensare.
Genova resta medaglia d’oro della Resistenza e simbolo di una cultura laica, una città dove tradizionalmente hanno sempre trovato spazio popoli, culture e differenti individualità. Resterà una città dei diritti anche senza il Gay Pride.”

Sphere: Related Content

Gay Pride 2009 a Genova, è già nato il comitato "No grazie".

Dopo l'annuncio che il Gay Pride 2009 si farà a Genova il prossimo anno, a giugno, arrivano le prime reazioni politiche. Gianni Plinio, capogruppo regionale di An, ha annunciato stamattina che promuoverà un comitato denominato “Gay Pride a Genova? No grazie” e di aver chiesto al sindaco e al Presidente della Regione di non concedere i rispettivi patrocini alla manifestazione. “E’ una carnevalata oscena e blasfema che mortifica la città – dice Plinio - Occorre impegnarsi per tempo alfine di impedire per le vie genovesi una sconcia esibizione che, nelle più recenti edizioni, si è contraddistinta per becera immoralità e gratuite offese al Papa e alla Chiesa Cattolica . Secondo Plinio la scelta di organizzare a Genova la “Giornata dell’orgoglio omosessuale” è stata fatta come "provocazione nei confronti del Presidente della Cei Angelo Bagnasco che è anche l’Arcivescovo della città". "Sono certo che al Comitato per dire No al Gay Pride genovese - spiega il capogruppo di An - aderiranno tanti cittadini che, al di là delle singole appartenenze politiche, ritengono che una siffatta parata scollacciata di esibizionisti non giovi assolutamente alla causa gay che è tutt’altra cosa”. Sul fronte opposto interviene Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale a Genova: "Appena si è diffusa la voce che l'evento si svolgerà a Genova - dice Bruno - subito si sono levati alti strilli da parte di fondamentalisti e pruriginosi uomini politici della destra". "Per quanto ci riguarda - dicono da Rifondazione - riteniamo che Genova sia in grado di poter gestire una manifestaizone politica come il Gay Pride, come negli anni passati è riuscita agestire adunate di alpini e la visita del Pontefice. Tutto il resto fa parte di una concezione autoritaria, perbenista e un po' complessata".

Sphere: Related Content

A Genova è scontro sul Gay Pride 2009. E anche il movimento Lgbt non è unito.

Cattolici e centrodestra contro la manifestazione.

La decisione annunciata dal presidente di Arcigay Aurelio Mancuso, di tenere il Gay Pride 2009 a Genova il prossimo 14 giugno, ha già suscitato numerose prese di posizione. Finora, secondo quanto riporta il Secolo XIX, l'unica forza politica che si è pronunciata a favore dell'evento è stata la Sinistra arcobaleno: in un comunicato ha dichiarato: "Genova dimostrerà ancora una volta la sua spinta democratica e multiculturale".

La maggior parte delle altre prese di posizione sono però negative: a cominciare da quella durissima del consigliere regionale di An, Gianni Plinio: "Ho subito scritto al sindaco Marta Vincenzi chiedendo di vietare quella che, come abbiamo sempre visto altrove, è una carnevalata oscena farcita di ingiurie nei confronti del Santo Padre e della Chiesa in genere". Toni ben diversi, ma sostanzialmente negativi, anche nel giudizio del senatore del Pd, Claudio Gustavino: "Questo tipo di manifestazione a mio avviso fa torto a quelle persone che tanto si prodigano per aver riconosciuti diritti civili legati alla loro sessualità". Nel Gay Pride, aggiunge poi Gustavino, tutto è messo in mostra in stile quasi circense, di qualcosa che invece necessità di ben altro tipo di atteggiamento.

Sulla stessa falsa riga l'esponente dell'Udc, ex segretario regionale della Margherita e attuale vicepresidente del consiglio regionale, Rosario Monteleone: "Non ho mai condiviso e non condivido che si organizzino e si mettano in piazza manifestazioni di questo genere in qualsiasi parte d'Italia, tutto crea, un Gay Pride, tranne la comprensione da parte della gente delle istanze avanzate dagli organizzatori. Mi auguro quindi che questa manifestazione non si tenga a Genova". Si aspetta ora una presa di posizione del sindaco Vincenzi, non ancora tornata dal suo viaggio in Spagna.
---

Dopo l'annuncio da parte dell'Arcigay di tenere il gaypride nazionale a Genova nel giugno 2009 qualche mugugno si è già levato sia tra i militanti che nell'ambiente delle organizzazioni e dei circoli Lgbt. Al momento nessuno ha preso una precisa posizione pro o contro la decisione dell'Arcigay che, a parere di tutti ha operato l'ennesima mossa unilaterale, una scelta operata senza nessun tipo di consultazione a largo raggio.
Sono attese le dichiarazioni ad esempio del Circolo Mieli di Roma ma anche di molti esponenti che da parecchio tempo sono dell'opinione che il pride nazionale non deve essere trattato come una madonna pellegrina e che la sua sede politica naturale sia Roma, sede del potere legislativo e cattolico. Ancora una volta, l'Arcigay ha mostrato un volto arrogante e prepotente appropriandosi di una manifestazione rappresentativa libera e democratica e per questo aperta a tutti e che quindi dev'essere unanime.

Sphere: Related Content

domenica 7 settembre 2008

Il Gay Pride 2009 a Genova, l'ha deciso per conto suo l'Arcigay e i suoi satelliti.

La motivazione: Genova è medaglia d’oro alla Resistenza, già capitale europea della cultura, e storicamente laica, abituata all’incontro fra popoli, culture, individualità differenti.

(Il Secolo XIX) Si svolgerà a Genova il Gay Pride del 2009. È quanto annuncia il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso: «Arcigay, Agedo, Azione Trans, Famiglie Arcobaleno, ribadiscono la loro volontà di promuovere con forza i valori di dignità, parità e laicità che costituiscono i fondamenti della loro azione sociale. In questo contesto il Pride nazionale è la migliore occasione per sollecitare ed aiutare l’emersione della visibilità lgbt in tutto il paese. In questi anni il Pride ha percorso migliaia di chilometri toccando diverse città del nord, del centro e del sud Italia».

«Intendiamo mantenere questa felice intuizione sociale e politica - spiegano le associazioni - che tra l’altro ha determinato un’impetuosa diffusione delle reti lgbt in tutta Italia. Per queste ragioni il Pride nazionale 2009 si terrà sabato 13 giugno a Genova.

Genova è medaglia d’oro alla Resistenza, già capitale europea della cultura, e storicamente laica, abituata all’incontro fra popoli, culture, individualità differenti. Per questo fin d’ora invitiamo tutta Genova a partecipare alle iniziative e al corteo del Pride nazionale.

Le reti nazionali lgbt registrano l’attribuzione da parte dell’Epoa, associazione degli organizzatori di Pride europei, alla città di Roma dell’Euro Pride 2011. Consapevoli dell’importanza di questo appuntamento nella capitale, sottolineano la necessità che siano condivisi l’impegno organizzativo e le proposte politiche».

Sphere: Related Content

venerdì 22 agosto 2008

"Facciamo breccia" chiede l'oscuramento di Gaynews.

No alle censura del pm: "diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero".

(Ansa) C'e' uno strascico legale, tutto interno al movimento omosessuale, del Gay pride di Bologna del 28 luglio.
All'origine della vicenda, c'e' la tentata incursione (non autorizzata) di Graziella Bertozzo, militante del coordinamento 'Fare breccia', sul palco del Gay Pride. La militante venne portata in Questura e denunciata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Secondo gli organizzatori Bertozzo aveva 'assunto atteggiamenti pesantemente offensivi e fisicamente violenti costringendo una delle volontarie a richiedere il supporto delle forze dell'ordine'. 'Facciamo Breccia' aveva replicato sottolineando che 'non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di 'sicurezza' messo in opera e' risultato un'azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un'attivista riconosciuta da tutte e tutti'.

Ora Bertozzo, insieme ad altre due persone, ha presentato querela nei confronti di alcuni esponenti del mondo gay che erano intervenuti sull'episodio, tra cui Franco Grillini, e anche contro un quotidiano. Inoltre ha richiesto di oscurare alcuni siti, tra cui gaynews.it e gay.it, ma il Pm Luigi Perisco, che in questi giorni regge la Procura di Bologna, ha respinto l'istanza. Nel provvedimento Persico ricorda che all'origine ci fu una pubblica manifestazione che desto' l'interesse della pubblica opinione. Il magistrato si e' rifatto al diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero sottolineato che il sequestro dei siti sarebbe limitativo di un aspetto che attiene alla essenza stessa della democrazia.

Il Pm ha poi trasmesso la vicenda al Gip, che avra' l'ultima parola sulla richiesta di sequestro.
---

Ndr. La libertà di stampa, pensiero, espressione ed opinione sono sancite dalla costituzione della Repubblica. Sono i valori fondanti della libertà dell'individuo ed ogni censura dev'essere bandita anche se non si è d'accordo sulle opinioni e critiche. Il contrario è solo una forma di fascismo, a volte cammuffata da ideologie che si rifanno a valori della sinistra.
A Gaynews ed a Gay.it la nostra totale ed incondizionata solidarietà con la speranza che la frattura creatasi in seno alle organizzazioni Glbt, possa essere presto risolta con la buona volontà di tutti. La Redazione
.

Sphere: Related Content

martedì 5 agosto 2008

Il Belfast Pride un successo grazie alla deputata omofoba.

(Queerblog) Erano anni che non si vedeva tanta gente al Pride di Belfast, Irlanda del Nord. Stavolta c’era anche un gruppo di gay cristiani. Per un successo così inaspettato, le associazioni lgbt hanno ringraziato la deputata Iris Robinson, che qualche settimana fa ha infuocato il tema insultando le persone omosessuali, facendo riferimendo alla pedofilia e accusando i gay di essere “vili”. L’omosessualità, ha detto, è “un abominio”. Secondo la signora, poi, gli omosessuali possono essere curati con un’appropriata terapia psichiatrica.

Questi deliri, oltre a suscitare la richiesta immediata di dimissioni, hanno spinto migliaia di persone a manifestare anche nella omofoba Belfast, al punto che la manifestazione è stata un successo superiore alle aspettative. Ora che succederà alla deputata che è moglie del primo ministro dell’Irlanda del Nord.

Sphere: Related Content

domenica 3 agosto 2008

SAS ha presentato una nuova sezione all’interno del proprio sito internet dedicata alla vita gay.

SAS ha presentato una nuova sezione all’interno del proprio sito internet dedicata alla vita gay all’indirizzo www.flysas.it/gay, diventando così la prima compagnia aerea a creare un sito internet rivolto a gay, lesbiche, bisessuali e trans. Il sito offre inoltre i preziosi suggerimenti di steward, hostess e piloti per scoprire il meglio della scena gay di Stoccolma e Copenaghen.
La nuova sezione www.flysas.it/gay è stata lanciata in occasione dell’EuroPride, che si terrà a Stoccolma dal 30 luglio al 2 agosto. E il prossimo anno Copenaghen ospiterà i World Out Games 2009, uno tra i maggiori eventi dedicati alla comunità gay.
SAS, in partnership con gli enti turistici Stockholm Visitors Board e Wonderful Copenhagen, l’editore svedese QX e Gay Life di Copenaghen, offriranno le mappe, le guide gay e il calendario degli eventi, aggiornato quotidianamente, delle due città scandinave.
Per scoprire il meglio della scena gay di Copenaghen e Stoccolma, visita il sito www.flysas.it/gay

Sphere: Related Content

In ottocentomila all'Europride di Stoccolma con poliziotti e pompieri nel corteo.

Affollatissima anche la presenza degli abitanti della citta' che hanno applaudito la presenza di decine di poliziotti gay e di pompieri, sia svedesi che inglesi.
(Ansa) 'Grande successo a Stoccolma della manifestazione dell'Europride: per le vie della capitale svedese hanno sfilato 800 mila partecipanti provenienti da tutto il continente ed in particolare dai Paesi dell'Est. Affollatissima anche la presenza degli abitanti della citta' che hanno applaudito la presenza di decine di poliziotti gay e di pompieri, sia svedesi che inglesi, presenti in delegazione ufficiale con i mezzi di servizio'. Lo sottolinea - in una nota - Franco Grillini, ex parlamentare e presidente di 'Gaynet', associazione gay di informazione. 'Moltissime anche le famiglie omosex con figli e famiglie etero intervenute per solidarieta' e vicinanza con le battaglie per i diritti civili e di solidarieta' alla base delle manifestazioni dei Pride - aggiunge Grillini -: la manifestazione europea di Stoccolma corona politicamente la stagione dei Pride in Europa che e' stata caratterizzata da enormi manifestazioni in tutte le capitali'.

'In Europa le leggi rivendicate dal movimento lgbt - conclude Grillini - sono in vigore in 22 dei 27 stati che compongono l'Unione e l'Italia rischia di diventare l'unico stato europeo privo di leggi di promozione e di tutela delle persone lesbiche, gay, bisesssuali e trasgender'.

Sphere: Related Content

martedì 29 luglio 2008

Pozzallo. Scommessa vinta per il primo gay day della provincia di Ragusa. Il video.

(Lucia Fava - Tg10) È stato il piccolo comune marinaro di pozzallo a ospitare ieri sera il primo gay day della provincia di ragusa.
L’evento, organizzato dalla sezione locale dell’Arcigay, nasce con una vocazione diversa rispetto ad altre manifestazioni simili: maggiore dialogo e apertura al confronto, infatti, sono state le linee guida del Day, che ha rinunciato quindi, alla tradizionale parata in cui troppo spesso atteggiamenti ostentati mettono in ombra lo sforzo di accettazione cui auspica la comunità gay.
Stand informativi quindi, mostre di pittura e grafica dal tema: "TUTTI I GENERI DELL''''AMORE", uno spettacolo teatrale e un concerto di musica BLUES.
Nonostante la sobrietà dell’evento ragusano non potevano comunque mancare le DRAG QUEENs, che hanno intrattenuto gli spettatori per buona parte della serata.
Ma il gay day è stato anche altro. La manifestazione nasce infatti dalla necessità di portare avanti e condividere tematiche importanti come la laicità delle decisioni pubbliche, lotta all''''omofobia, unioni civili, piena dignità e parità di diritti. Argomenti importanti che necessitano di leggi specifiche che purtroppo in Italia, più che nel resto d’Europa, stentano ancora a prendere terreno anche se non mancano segnali positivi anche a livello nazionale.

Per la prima volta in Italia un’intera città e le sue istituzioni hanno patrocinato e sostenuto un'iniziativa di questo genere promossa dall'Arcigay. Soddisfatto il sindaco di pozzallo, Giuseppe Sulsenti. Presente alla manifestazione il presidente regionale dell’arcigay, Paolo Patanè.
Una scommessa riuscita per l’arcigay ragusano, che a un anno dalla sua nascita conta già più di 1300 iscritti.
---

Sphere: Related Content

lunedì 28 luglio 2008

Aggredita in modo grave coppia gay all'Europride di Stoccolma.

Una delle due vittime e' in gravi condizioni.
(ANSA-AFP) Una coppia di giovani omosessuali e' stata aggredita e derubata la notte scorsa in margine al festival EuroPride in corso a Stoccolma. Lo ha detto la polizia svedese, secondo cui l'aggressione ha 'connotati discriminatori'. Una delle due vittime e' in gravi condizioni.

'Due uomini gay sono stati apostrofati da tre uomini che hanno chiesto indicazioni stradali. Poi hanno interrogato la coppia circa la loro sessualita' prima di rubargli soldi e telefonini. Uno dei due e' stato pugnalato all'altezza del ventre', ha detto Towe Hagg, portavoce della polizia.

'Riteniamo che si tratti di un crimine da carattere discriminatorio', ha aggiunto. Le vittime hanno 25 e 30 anni, i tre aggressori, non identificati, erano tutti sulla ventina.

Il festival si concludera' il 2 agosto con una 'gay parade' alla quale secondo gli organizzatori dovrebbero partecipare 100.000 persone tra omosessuali, lesbiche, transessuali e eterosessuali.

Sphere: Related Content

domenica 27 luglio 2008

Pozzallo, un intero paese mobilitato per il gay day.

Tra gli appuntamenti: concerti, seminari, spettacoli teatrali, esibizioni di Drag Queen, rassegna di pittura ed un evento sorpresa.
(AdnKronos) Il 28 luglio 2008 Pozzallo, piccola citta' in riva al mare in provincia di Ragusa, vedra' le strade animarsi di artisti di strada, spettacoli e musica. Giornata colorata, in pieno stile "rainbow" per il primo Gay Day in questa parte di Sicilia dove la "cultura della diversita'" e' ancora lontana.

Lo comunica Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay, che sottolinea: 'Per la prima volta in Italia un intero paese, le sue istituzioni ed associazioni patrocinano e sostengono un'iniziativa di questo genere promossa dall'Arcigay'.

Tra gli appuntamenti: concerti, seminari, spettacoli teatrali, esibizioni di Drag Queen, rassegna di pittura ed un evento sorpresa.

All'iniziativa parteciperanno, il sindaco di Pozzallo, il presidente della Provincia di Ragusa e diversi sindaci della zona, per la gran parte amministratori del centro destra.
---

Leggi anche

Sphere: Related Content

martedì 22 luglio 2008

Con l'obiettivo è promuovere la tolleranza in Olanda la polizia sfila al gaypride.

(Ansa) La polizia di Amsterdam partecipera' per la prima volta alla sfilata in battello organizzata annualmente per il Gay Pride nella citta' olandese.

L'obiettivo - dicono gli agenti - e' promuovere la tolleranza, anche se all'interno del corpo di polizia la decisione e' stata preceduta da molte polemiche.

All'evento, previsto per il 2 agosto, i poliziotti parteciperanno indossando le loro uniformi e utilizzando un'imbarcazione da loro descritta come 'dignitosa'.

Sphere: Related Content

lunedì 14 luglio 2008

Verona. La protesta gay blindata ma ordinata.

La domenica del secondo centro della provincia «animata» dalla manifestazione contro la discriminazione. Con musica, slogan e attacchi al Comune.
(Morello Pecchioli - L'Arena di Verona) Anche se, alla fine, non è accaduto nulla di quello che si temeva, quella di ieri non è stata una domenica come tutte le altre per Villafranca. La protesta del Circolo Pink contro il divieto dell’amministrazione Faccioli al "Sunday gay pride", la festa dell’orgoglio omosessuale prevista al circolo Arci Kroen in località Parà, nei campi oltre gli impianti sportivi, ha animato il passeggio domenicale dei villafranchesi e dirottato un gran numero di curiosi, attirati dalla musica dei Pink e dallo spiegamento delle forze dell’ordine, in via Garibaldi.

I manifestanti, una quarantina di persone, si sono piazzati davanti all’ex teatro Verdi, stendendo striscioni, poster e cartelloni sui gradini e sulla facciata dell’edificio e sugli antistanti marciapiedi. Sull’altro lato della strada, tra il municipio e il bar Garibaldi, a cavallo dell’incrocio con via Rinaldo, si sono sistemati gli uomini e i mezzi inviati dalla questura per prevenire disordini: 60 uomini tra poliziotti in tenuta antisommossa, carabinieri del battaglione mobile di Mestre, vigili urbani di Villafranca; camionette, pantere, gazzelle.

Il Circolo Pink ha affidato ai manifesti, alla musica diffusa da un impianto stereo alimentato da un generatore di corrente, e alle parole di Giovanni Zardini, presidente del circolo, i motivi della protesta. Appeso alle serrande abbassate del Verdi un grande striscione rosa recitava: «Uccisi dalle barbarie, sepolti dal silenzio. Circolo Pink Verona». Altri erano diretti contro l’amministrazione: «Non ci avete dato la festa ci prendiamo la strada» «Meglio froci che fascisti» «Meglio froci che Faccioli» «Siamo sbarcati a Villafranca grazie a Faccioli» «We love Villafranca». Nessun incidente. Un signore, transitando in macchina davanti al Verdi, ha urlato qualcosa contro i manifestanti che hanno contraccambiato con un «vaffa».

«Che venga proibita una festa è un paradosso», ha sottolineato Zardini, «il circolo Arci Kroen ha organizzato altre feste e non gli è stato detto niente. Solo la nostra è stata negata. Villafranca ha una giunta fascista. Denunciamo la presa di posizione omofoba e razzista dell’amministrazione Faccioli. Avevamo le carte in regola ma abbiamo rinunciato per non mettere nei casini il circolo che ci ospitava, l’Arci Kroen. Ma non potevamo rassegnarci a nasconderci. Ecco perchè abbiamo scelto questa manifestazione di visibilità».

«Ringraziamo il sindaco Faccioli», ha aggiunto Zardini ironicamente, «per la botta di visibilità che ci ha regalato. Guardate che spiegamento di forze dell’ordine: migliaia di euro spesi inutilmente. Se ci lasciavano fare la nostra festa in campagna non sarebbe successo niente. E invece abbiamo dovuto trasferirci qui. È triste pensare che proprio domani (oggi per chi legge) ricorre il 13° anniversario della vergognosa mozione del comune di Verona, sindaco Michela Sironi, che rigettava la risoluzione di Strasburgo che parificava i diritti degli omosessuali a quelli degli etero. Dopo 13 anni siamo ancora costretti a rivendicare i nostri diritti».

Laurella Arietti, vicepresidente trans del Circolo Pink, candidato sindaco alle ultime amministrative di Verona, aggiunge: «Il nostro è un sit-in variopinto e pacifico. Dimostriamo con la musica, i balli e i discorsi che non vogliamo mollare nè scomparire. La presa di posizione della Fiamma Tricolore che ha cercato di farci passare per gente pericolosa, era falsa. Alla festa era prevista la partecipazione di tre-quattrocento persone: omo, etero, trans. Il nostro è un circolo molto traversale».

Pochi metri più in là. seduto a un tavolino esterno del bar Brasil, il sindaco Faccioli è insieme all’assessore Riccardo Maraia. «La decisione di proibire la festa al circolo Arci Kroen è stata presa dalla giunta all’unanimità. Perchè? Questioni urbanistiche: quell’area è agricola, c’è una casa dove si è fatto un circolo privato in attesa di condono. Non sono previste manifestazioni pubbliche. In luglio erano in programma tre feste, due sono state fatte, una si farà. Questa non era in programma. L’Arci è riservato a soci, questi non lo sono. E non è vero che abbiamo minacciato il proprietario. Sì, lo so che in passato quando c’era il circolo Adrian, l’area fu concessa per feste di estrema destra, ma io non c’entro con quel passato. Sono il sindaco di adesso, rispetto le regole e le faccio rispettare. E mi dispiace che questo rispetto sia stato strumentalizzato».

Sphere: Related Content

domenica 13 luglio 2008

In 120mila sfilano al gaypride di Vienna.

(Il Piccolo di Trieste) Circa 120 mila persone hanno partecipato oggi a Vienna al Rainbow Parade, multicolore manifestazione per chiedere parità di diritti per gay e lesbiche. Una partecipazione record, favorita dal caldo e dal bel tempo, per una marcia che è giunta quest'anno alla 13.ma edizione. I manifestanti chiedevano, fra le altre cose, il riconoscimento di matrimoni omosessuali. Come ha notato uno dei principali organizzatori della versione viennese del Gay Pride, Christian Hoegl le previste elezioni anticipate di settembre rischiano di rinviare alle calende greche l'iter del progetto di legge in preparazione sul matrimonio omosex.

Sphere: Related Content