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martedì 26 agosto 2008

Benedicono coppie gay, il Vaticano minaccia di chiusura una parrocchia.

Fra gli aspetti censurati dal Vaticano l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

(Ansa) Una parrocchia cattolica in Australia, St. Mary's di South Brisbane, sta lottando per la sopravvivenza dopo un ultimatum dell' arcivescovo della diocesi, John Bathersby, che le intima di allinearsi a 'pratiche accettabili' dal Vaticano, pena la chiusura. Fra gli aspetti censurati, l'ammissione di predicatrici donne e le benedizioni di coppie gay.

In una lettera di tre pagine consegnata al parroco padre Peter Kennedy, l'arcivescovo descrive la parrocchia di 700 fedeli come 'un'autorita' in se' stessa, che ha stabilito una sua variante della religione'. 'La questione non e' tanto se St. Mary's debba essere chiusa, ma se si chiude da sola, continuando con pratiche che la separano dalla comunione con la Chiesa cattolica', scrive.

Mons. Bathersby e' intervenuto su sollecitazione del Vaticano, che aveva ricevuto lamentele da parrocchiani, secondo cui le parole delle preghiere venivano cambiate e nella chiesa era stata sistemata una statua buddista. Vi erano state anche controversie sulla pratica di consentire alle donne di predicare, e di aver benedetto coppie gay e lesbiche. Se la parrocchia fosse costretta a chiudere, sarebbe il primo caso del genere in Australia.

Padre Kennedy, che guida la parrocchia da quasi 28 anni, ha letto brani della lettera davanti a 300 parrocchiani stupefatti durante la messa domenica scorsa, e ieri sera piu' di 500 fedeli si sono accalcati nella sala parrocchiale per discuterne. Alcuni hanno respinto nettamente la nozione che la parrocchia fosse fuori della comunione con la Chiesa cattolica, parlando con emozione della sua comunita' accogliente e del lavoro con persone svantaggiate. Altri hanno riconosciuto le preoccupazioni del vescovo sulle messe celebrate secondo liturgie non ortodosse.

La parrocchia ha infine deciso di rispondere alla lettera del vescovo, ringraziando dell'invito a considerare il futuro della parrocchia, e annunciando di aver costituito dei gruppi di lavoro per esaminare le questioni sollevate.

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domenica 3 agosto 2008

Censura o iposcrisia? E Palazzo Chigi «velò» il seno alla Verità svelata del Tiepolo.

La spiegazione del «ritocco»: turbava i telespettatori.
(Fabrizio Roncone - Il Corriere della Sera) Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo (1696-1770): «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. La notizia è battuta dall’agenzia Italia alle 17,22. Un’ora dopo, Vittorio Sgarbi, critico d’arte di antica osservanza berlusconiana, ha la voce che quasi gli trema. «Cos’hanno fatto? Ma davvero?». Un ritocchino, professore. «Pazzi, sono dei pazzi...».

Ci vuole un bel coraggio, in effetti, a mettere le mani su un Tiepolo, sia pure in crosta. «E allora cosa dovrebbero fare con tutte quelle statue di donna sparse in decine di musei italiani dove spesso si ammirano seni da far restare senza fiato pure Pamela Anderson? ». L’arte, evidentemente, spaventa. «Oh... io spero davvero che la decisione di questo assurdo, folle, patetico, comico, inutile ritocchino sia stata presa all’insaputa del Cavaliere. Tanto più che se volevano fargli un piacere, cercando di non far associare agli italiani una tetta alla sua immagine di uomo, come dire? incline al fascino femminile, sono riusciti invece nell’esatto contrario. Ma si sa, almeno, chi è il responsabile di questa cretinata?». Non s’è capito subito, in verità. Poi il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti ha fatto personalmente qualche telefonatina. «E allora, beh, direi che è andata molto semplicemente: diciamo che è stata un’iniziativa di coloro che, nello staff presidenziale, provvedono alla cura dell’immagine di Berlusconi ».

Bonaiuti, scusi: ma cosa li avrebbe turbati tanto? «Beh... sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio... Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui». C’è da dire che in occasione delle prime inquadrature ormai risalenti alla conferenza stampa del 20 maggio scorso (con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia perfettamente centrata sotto la femminile Verità ancora scoperta) al centralino di Palazzo Chigi non risultano essere giunte particolari proteste da parte della cittadinanza italiana. Nè preoccupazioni per eventuali turbamenti vennero comunque al Cavaliere e al suo architetto di fiducia, che lo aiutò nella scelta del celebre dipinto: Mario Catalano, forse non casualmente già scenografo del memorabile programma di spogliarello televisivo «Colpo Grosso», condotto da Umberto Smaila su Italia 7 dal 1987 al 1991, con le ragazze, chiamate «mascherine», che — appunto — si facevano volar via il reggiseno cantando «Cin cin/ fruttine prelibate/ cin cin...».

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venerdì 1 agosto 2008

Italia 1. Summer Dreams, oggi ancora censura: Tagliato il bacio gay tra Nils e Alex. Il video.

(Blog a puntate) L’episodio si chiama il bacio. Ma di baci sulle spiagge di Summer Dream – Coeur Ocean in questa puntata non ne vediamo. Come mai questo titolo? Bè il bacio in questione è quello che la censura (ancora!) ha tagliato tra Nils e Alex. Si, si! Avete letto bene: i due si baciano dopo che Nils le ha prese da un gruppo di maneschi arrabbiati perché lui ha vinto la partita a beach volley. Nel filmato in basso trovate la scene tagliate ma in francese

E Alex preoccupato lo ha aspettato fuori la medicheria. “Come ti senti?” chiede Alex. “Sono stato meglio” risponde Nils. E sguardi hot parte il bacio. Ma tra i due è odio e amore. Infatti, prima di iniziare la sua partita, Alex fa il bello davati a Pierre e Mattéo denigrando il povero Nils. Ma i due mangiano la foglia: conoscono troppo bene Alex per non capire che è attratto da biondino.

Riassunto dell’episodio. Partitone di beach volley. Alex (Shafik Ahmad), Pierre (Raphaël Goldman) e Mattéo (Mickaël Trodoux) sono in spiaggia per partecipare al torneo. Alex vede Nils impegnato in una gara e gli grida: “Ognuno ha i suoi casini bello!”

Daphne (Caroline Guérin) consola Cinthya (Cyrielle Voguet) che piange perché Mattéo l’ha mollata. E le chiede come mai, e cosa sia accaduto e se la colpa non è del suo caratteraccio. Ammette, Cinthya, che certo un po’ di responsabilità è anche la sua e del fatto che non abbia detto immediatamente alla mamma (Patricia Malvoisin) di stare con Mattéo e che anzi , in fondo ha provato anche vergogna.

Daphne, dall’alto della sua ingenuità le consiglia di parlare con la madre e di confidarle cosa prova per Mattéo e del perché non voglia che si intrometta nella sua vita sentimentale. Verrebbe da dire, ma guarda da quale pulpito arriva la predica. E infatti Etienne (Mathieu Tribes), dal canto suo prosegue nel disegno malvagio nei confronti della cerbiattina Daphne.

Intanto, va in un agenzia di viaggi e si fa dire il prezzo del biglietto per Buenos Aires e guarda insistentemente una ragazza con un bambino. Il biglietto costa circa 1200 euro. Ringrazia a se ne va. Etienne chiama Daphne al telefono e che ha bisogno di vederla immediatamente, mentre Cinthya fa le prove del discorso che intende fare alla mamma.

Etienne dice a Daphne che deve partire nel giro di un paio di giorni per Buenos Aires e le confessa che è in un casino e che non ha soldi e che ha perso il lavoro, e che per quindici giorni con questa storia ha prso tutti in giro. E che un suo amico per toglierlo dai guai lo ospiterà a Buenos Aires in un ranch e gli offre anche un lavoro: così la molla dicendole che non ha altre soluzioni. E completa l’opera dicendole: “ Ti amo”. Daphne non si da per vinta e gli chiede: “ Ma com’è possibile che tu non possa ricominciare qui? Io ti seguirò ovunque tu vada”.

La mamma si scusa con Cinthya dicendole che forse ha forzato troppo le cose ma era nelle migliori intenzioni poiché per lei vuole solo la felicità. E le fa un dono: una collana di perle che fu regalata a Julia
(non si sa chi sia) per i suoi 18 anni. Ma riprende il discorso John e dunque tutte le buone intenzioni vanno a farsi benedire.

La partita sulla spiaggia prosegue. Nils è in bagno e incrocia Alex. “ Ma allora mi segui?” dice il biondino. Daphne confida a Cinthya i suoi dubbi sulla partenza per l’Argentina. Ma Cinthya che neanche immagina quale piano ci possa essere dietro, consiglia la cugina di seguire il suo cuore. E dunque va da lui a dargli la bella notizia: lo seguirà in Sud America. Intanto sulla spiaggia la partita prosegue.

Alex e Mattéo sono stati battuti e la finale la gioca la squadra di Nils, ma qualcuno della squadra avversaria iniza a rompere le scatole sulla presunta irregolarità dell’arbitro. (scene tagliate dei ragazzi che gareggiano). E infatti, un tizio sulla spiaggia si lamenta con Alex perché danno troppi punti a Nils e al suo compagno. Alex inizia a sentirsi toccato nel vivo e risponde male difendendo Nils.

Daphne prova a rintracciare al telefono il padre per comunicargli la sua decisione di partire. Nel retro delle cabine lo scocciatore aggredisce con un pugno Nils ma interviene Alex. Purtroppo Nils è ferito ad un sopracciglio ed entra in infermeria per farsi medicare (scene tagliate).

John ha deciso di lasciare Ile Ré e va a salutare Cinthya e molto carinamente le chiede se va tutto bene.Cinthya reagisce in maniera positiva. I due si sono capiti. Ma la mamma si arrabbia con lei perché John è andato via. E’ la resa dei conti tra le due. Cinthya gliele canta e anche pesantemente: “ Ti sei messa in mezzo. Lo hai fatto scappare tu. Non io. Nessuno può decidere dei miei amori. I sentimenti non si pagano” . E le restituisce la collana di perle. La mamma reagisce malissimo e la caccia via di casa dicendole che da ora in poi si dovrà arrangiare da sola e che non riceverà neanche un centesimo. Cinthya va al camping con le sue valigie. Ma non ci sono più bungalow e non le resta che affittare una tenda.

Alex aspetta che Nils sia medicato e si avvicina (taglio) e gli chiede. “ Come va?” e Nils risponde: “ Sono stato meglio” e si baciano (taglio).

Pierre va al bar dove oramai lavora con Victoria. Daphne lo cerca e gli chiede se lavori li e gli accenna al fatto che intende “cambiare aria”, ma non gli dice né perché ne con chi. E Pierre senza conoscere i dettagli le dice.” Fai quello che senti”. Cinthya, intanto se la spassa al camping e gioca a bocce con gli altri ospiti.

Etienne e Daphne si incontrano nell’agenzia di viaggio. E inizia la pantomima della prenotazione dei biglietti per Buenos Aires. Lui non ha soldi e Daphne si offre di pagargli il biglietto considerandolo un prestito. Lui fa finta di mortificarsi ma accetta e mentre l’operatrice inizia a prepararli arriva una telefonata sul cellulare di Etienne: è Virginie.
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Fiction e Mediaset. La censura taglia i turbamenti omosessuali di Alex.

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Dalla Chiesa: Alle feste del Pd certi temi non si trattano. Non si puo' discutere di gay o di Bolzaneto.

Pd, alla festa di Firenze solo censure per Dalla Chiesa editore.
(Velino) - "Ho perfino pudore a dirlo. Ma sapete che cos'e' successo alla premiata festa nazionale del Pd di Firenze? Che hanno respinto al mittente tutte e quattro le proposte di presentazioni di libri di Melampo. Tutte gentilmente prese in considerazione, visti i buoni rapporti sempre esistiti tra le vecchie feste dell'Unita' e la casa editrice (di cui il sottoscritto e', con Lillo Garlisi e Jimmy Carocchi, bocconiani ottimi, uno dei fondatori). Ma, nonostante la gentilezza, tutte inesorabilmente rigettate". A protestare - in veste di co-fondatore della casa editrice Melampo - e' Nando Dalla Chiesa. Il quale sul proprio blog puntualizza: "Questioni di qualita'? No, di titoli, semplicemente di titoli. Proponetecene altri, ci e' stato garbatamente suggerito. Si', insomma, il problema sono gli argomenti trattati. Il che, ne converrete, e' piu' inquietante. Volete dunque sapere quali sono i quattro titoli 'sconsigliati' e di fatto messi al bando? Il primo: 'Come diventare gay in cinque settimane', scritto da Claudia Mauri, giovane e spiritosissima giornalista gay. E qui la questione, va da se', sono i gay (ormai il comitato che decide 'che cosa si puo'' e' misto, ex diessini ed ex margheriti). Il secondo titolo impossibile e' quello di Mario Portanova: 'Inferno Bolzaneto'. Qui pare che la ragione sia che ci sono altri dibattiti sulla "sicurezza", mahà Il terzo e' quello di Franco Stefanoni: 'Il Finanziere di Dio. Il caso Roveraro'.

Dice: e perche' dovrebbe far paura il giallo dell'assassinio di Roveraro, finanziere cattolico? Boh, forse perche' il sottotitolo parla di affari, misteri e Opus Dei. Ah, l'Opus Deià Quarto titolo: quello di Giampiero Rossi e Simone Spina, 'I boss di Chinatown'. Qui non mi raccapezzo. Rapporti diplomatici con la Cina? Altri libri sulla materia?".

Il succo della vicenda, prosegue Dalla Chiesa, e' che alla festa nazionale del Pd "non si puo' discutere di gay, di Bolzaneto, di affari e misteri d'Italia. Scusate, e allora dove se ne discute? Ma questa e' un'abdicazione a pieno titolo della politica. Di una politica che non vuole tra i piedi nulla di sgradevole, nulla di aspro, nulla di compromettente. Anche quando non le si chiede di 'dare una linea' (capirei l'imbarazzo), ma di discuterne almeno. Mi si spiega allora che esiste a fare un partito progressista? E com'e' possibile che un giornale come il Guardian dedichi (vedi l'ultimo 'Internazionale') pagine e pagine alla Diaz e Bolzaneto mentre il maggiore partito progressista d'Italia, nel piu' grande evento politico-culturale dell'anno, decide di non parlarne? E poi perche' questa paura quando il libro in questione si limita a riportare l'atto di accusa dei magistrati genovesi, muovendosi tutto all'interno di una ricostruzione istituzionale? Insomma, domanda delle domande: quando promettiamo di essere piu' garantisti - chiede Dalla Chiesa - lo diciamo solo pensando alle immunita' di B? C'erano una volta le feste dell'Unita'. Ed erano il luogo della liberta'.

Quelle del Pd sembrano destinate a diventare il luogo della censura. Della selezione dei temi, di cio' che si puo', di cio' che e' opportuno, di cio' che non e' disdicevole e non crea imbarazzi. Ma s'e' mai vista una cultura senza imbarazzi?". L'ex sottosegretario all'Universita' segnala che "l'altra sera a Catania, in una piazza Bellini gremita, Beatrice Luzzi ha recitato 'Poliziotta per amore', anche in ricordo del commissario Beppe Montana ucciso dalla mafia. E dentro, nel testo (scritto da Dalla Chiesa, ndr), ci sono eccome i passi su Genova. Ma il questore e il prefetto e il colonnello dei carabinieri e molte poliziotte erano alla fine visibilmente commossi per tutto l'impianto dello spettacolo.

Ecco: davvero - conclude l'ex sottosegretario - alla festa del Pd non si puo' parlare di cio' che alla gente per bene in divisa non genera ne' irritazione ne' rigetto?".

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martedì 29 luglio 2008

Fiction e Mediaset. La censura taglia i turbamenti omosessuali di Alex.



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La fiction "Summer Dreams" censurata la puntata del 25 luglio censurata.
(Blog a puntate) E sono due. La censura italiana dopo aver tagliato la proposta di Victoria a Mattéo di un menage a trois, questa volta taglia i turbamenti omossessuali di Alex (Shafik Ahmad) nei confronti di un nuovo personaggio: l’angelico Nils.

Si fa, dunque, sempre più intrigante Summer Dreams - Coeur Ocean (in onda su Italia 1), che affronta questa volta un argomento delicato come quello dell’omosessualità. Il personaggio coinvolto è Alex che invece, fin qui, si è sempre contraddistinto per essere un allupato di ragazze. Ma come fa notare Mattéo a Pierre: “lui sbava ma non conclude”. Tranne forse che nel caso di Cinthya.

Ad essere state tagliate due scene che riguardano nel primo caso la partita di beach volley dove appunto si affrontano Nils e Alex contro Pierre e Mattéo: durante la gara si vede Nils che abbraccia Alex e si intuisce che si tratta di un corteggiamento; la seconda scena tagliata riguarda Alex che dopo essere stato preso in giro da Mattéo e Pierre, e dopo essere andato all’appuntamento con Nils al bar e aver provato turbamento e attrazione per il ragazzo, lo aggredisce dicendogli che è una checca e di non cercarlo più. Ma poco dopo è proprio Alex ad andare al campeggio e a osservarlo di nascosto.

Il punto è che la tormentata relazione tra Alex e Nils si avvia e durerà altri cinque episodi in cui in almeno due si vedranno tre baci omosex: due tra Alex e Nils e uno tra un’altra coppia omo: quanto e cosa la censura ha tagliato ancora? Perchè Summer Dream-Coeur ocean, affronta e affronterà tematiche di questo tipo per tutta la prima serie. Nella seconda non ci saranno né Alex né Nils e sembra che proprio Shafik Ahmad non abbia voluto proseguire in quanto si sentiva stretto nei panni di Alex.Di Nils non sono riuscita a trovare molte notizie e tra l’altro proprio grazie alla ricerca del nome dell’attore che lo interpreta che ho scoperto la censura. Ma non ancora il suo nome.

Riassunto dell’episodio. Etienne (Mathieu Tribes) rientra con Daphne (Caroline Guérin) e Pierre (Raphaël Goldman) chiede: ” Ma siete stati assieme a fare le ricerche?”. I due negano e dicono solo ch si sono incontrati per la strada. Pierre chiede scusa a Daphne: ” Penso che sarei dovuto rimanere con te per fare le ricerche”. Risponde una seccata Daphne: ” Bè oramai è fatta”.

Lena (Charlotte Désert) e Cinthya (Cyrielle Voguet) sono diventate amiche inseparabili. Laurent (Veronique Varlet ) e Robin (Alexis Roque) discutono se sia il caso o meno di andare a riprendere Lena alla villa di Cinthya. Pierre si confida con Daphne e le dice che si sente di averla trascurata e che da quando è arrivato Etienne non si sente libero. Daphne ribatte: ” Ma tra noi non è mai stato il massimo della follia!” E Pierre ne approfitta per baciarla.

Oramai Lena e Cinthya si danno alla vita assieme. Questa volta tocca ad una passeggiata su un quad. Pierre e Daphne raggiungono l’albero dell’amore e la leggenda dice che se gli innamorati si baciano lì sotto al tramonto allora supereranno tutte le tempeste indenni proprio come l’albero.

Intanto Lena e Cinthya incontrano un altro ragazzo in quad e fanno una scommessa: il giro della spiaggia per recuperare un asciugamano e chi vince sceglie il premio. Cinthya decide di imbrogliare e prende una scorciatoia e recupera l’asciugamano. Alex Pierre e Mattéo (Mickaël Trodoux) sono in spiaggia e stanno provando ad organizzare alla loro maniera una partita di beach volley. Ma manca il quarto giocatore e Alex riprende Pierre:” Se non fossi così con Etienne ora ci sarebbe lui”. Ma si propone un altro ragazzo un biondino molto muscoloso ma dal viso angelico: Nils.

Daphne va incontro ad Etienne che sta sistemando una barca, per restituirgli la felpa che le ha dato al mattino. Dice Etienne, la puoi tenere. Ma Daphne rifiuta: ” E’ troppo grande”.I due si avvicinano e parte il bacio. Ma Daphne si ritira: “Smettila, basta! Ma cosa credi? Ha ragione Pierre, non saresti mai dovuto tornare”.

La partita sulla spiaggia prosegue alla grande. E vince Alex in compagnia di Nils. Ma Mattéo e Pierre mettono in dubbio che Nils possa essere gay e che abbia giocato solo per corteggiarlo. Alex va al bar da Victoria. E incontra di nuovo Nils e prendono appuntamento per un aperitivo al Porto alle sette. Daphne raggiunge Pierre alla spiaggia e Mattèo li lascia soli.
“Senti -dice Daphne - devo dirti una cosa”. Ma Pierre la ferma e le dice: “Aspetta anche io devo dirti una cosa: Daphne ti amo. E quando ti ho vista arrivare con la felpa di Etienne sono stato uno schifo”.

Lena e Cinthya sono ancora sul quad. E Lena le dice “Avrei voluto una sorella come te”. Però decide di tornare a casa. Cinthya e Lena danno una spiegazione un po’ di fantasia sul perchè Lena sia sparita. Ma alla fine un po’ tutti accettano le motivazioni e Laurent ringrazia Cinthya. Daphne si confida con Cinthya dell’indecisione tra Pierre e Etienne, anche se è palese che vuole Etienne e Cinthya generosamente le dice: “Vuoi tornare alla villa? Sarà il regno della solitudine, ma almeno non sarai tra Caino e Abele”. Scena censurata di Alex che aggredisce Nils per la sua omosessualità e che dopo lo va a cercare di nascosto al campeggio.

Daphne e Pierre al tramonto vanno all’albero dell’amore. Ma Daphne gli rifiuta il bacio. E Pierre capisce: ” E’ per via di Etienne?” Ma Daphne non ha il coraggio di dirgli la verità e gli dice solo: “Ritorno da Cinthya, è così depressa”.

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venerdì 18 luglio 2008

Censure. Che abbaglio l’impegno civile di attori, comici e soubrette.

Sabina Guzzanti

(Filippo Maria Battaglia -Panorama) L’Accademia contro la tv. Non accadeva da tempo, almeno non in questi termini. Nell’ultimo numero della rivista Nuova storia contemporanea diretta da Francesco Perfetti è lo storico Dino Cofrancesco, autore, tra l’altro, del recente La democrazia liberale (e e le altre), a tuonare: “Non ho il potere, nè il titolo, nè autorità per impedire a letterati e uomini di spettacolo di predicare dal pulpito dei maggiori quotidiani, dei più diffusi rotocalchi, delle più seguite trasmissioni radiofoniche e televisive”. Senonchè “le prediche sono prediche e in una società laica, per crescere moralmente e intellettualmente, si ha bisogno più di dubbi che di certezze” e “i letterati e gli uomini di spettacolo svolgono un compito di cui, talora, si farebbe volentieri a meno”. Pollice verso, dunque, nei confronti di vip e comici, almeno quando aspirano a diventare maitre a penser e intellettuali. Una presa di posizione netta, che il professore genovese ha spiegato così a Panorama.it.

Nel suo intervento, lei se la prende contro “il populismo della mente” di certe star della tv. Può spiegarsi meglio?
In quel saggio faccio riferimento all’illusione, tipica dei letterati e ora anche dei comici impegnati, che i fatti parlino da soli, senza alcun bisogno di interpreti o di mediazioni concettuali, e che solo quanti sono in buona fede e non asserviti ai padroni siano in grado di vederli e di poter gridare “il re è nudo”. E non c’è episodio della vita politica italiana o di politica internazionale che non rafforzi i critici del sistema nelle loro convinzioni e nei loro sdegni civili.
Secondo lei, a quali storture porta l’impegno “civile” di attori, comici e soubrette?
La grande comicità, fin dall’età classica, è sempre stata una critica del potere. Ma da Aristofane al Principe De Curtis si può definire vis comica quella di chi si mette dalla parte della “gente meccanica e di piccolo affare”, dei quotidianamente “umiliati e offesi”. Tutta un’altra cosa rispetto a ciò che professano certi attori, divenendo primi cantori della critica del militante di partito che ha le sue idee sul mondo, sulla politica, sull’economia, sulla storia e che si traveste così da “uomo qualunque”.
Può fare qualche esempio?
Il populismo vero, quello di Guglielmo Giannini, aveva una sua dimensione tragica che volgeva in comicità. Il falso qualunquismo di Beppe Grillo nasce invece da una vena comica fallita che cerca il riscatto nella denuncia sociale.
Dunque è solo la comicità di Grillo da mettere alla gogna?
Nient’affatto. Si potrebbero aggiungere i nomi di Daniele Luttazzi, Luciana Littizetto, Sabina Guzzanti e Maurizio Crozza (forse il più bravo di tutti). Tutta gente che ha, per così dire, il carisma comico d’ufficio. E che fa ridere solo chi sta sulla loro lunghezza d’onda ideologica.

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sabato 28 giugno 2008

Yves Saint Laurent e Pierre Bergè. L'amore censurato dai media italiani.

Il Presidente Sarkozy, la moglie Carla Bruni e Pierre Bergé al funerale di Yves Saint Laurent.

(Sabato sera online) Come alcuni media italiani hanno raccontato il funerale di Yves Saint Laurent.
Pierre Bergè
, compagno dello stilista, o scompare, o diventa il socio.
Le cronache dei telegiornali e giornali francesi sui funerali di Yves Saint Laurent, tenutisi ieri nella chiesa cattolica di Saint-Roch sono chiare e essenziali. L'ultimo saluto a Yves Saint Laurent è toccato al suo compagno Pierre Bergé.
Scrive France 2: "Pierre Bergé, compagno di Yves Saint Laurent ha accolto con calore il presidente Nicolas Sarkozy e sua moglie Carla".
Tutti i media francesi hanno sottolineato come sia stato il compagno di vita di Yves Saint Laurent ad accogliere la coppia presidenziale alle esequie e come siano state sue le parole di saluto finali. Molti media italiani, invece, hanno preferito glissare.
Nelle foto pubblicate sui siti dei quotidiani italiani, si vede un uomo anziano, dai capelli bianchi, abbracciare la coppia presidenziale francese, ma Repubblica.it, nella sua photogallery, non cita nemmeno il suo nome: "Non poteva mancare per l'ultimo saluto a Yves Saint Laurent. Carla Bruni e il marito Sarkozy sono stati tra i primi ad arrivare nella chiesa di Saint Roch dove si sono svolti i funerali del grande maestro della moda scomparso all'età di 71 anni. Tantissimi gli amici dello stilisti che hanno partecipato alla funzione. Con loro anche Catherine Deneuve sua grande amica".
Si cita l'amica, non il compagno.
Su Messaggero.it, Bergè è fotografato di spalle e anche qui la didascalia lo ignora: "Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il presidente della repubblica Nicolas Sarkozy con la moglie Carla Bruni, il sindaco della capitale francese Bertrand Delanoè, la moglie dell'ex presidente francese, Bernadette Chirac, Catherine Deneuve, la modella e attrice Laetitia Casta con il marito Stefano Accorsi, gli stilisti Valentino, Christian Lacroix, Ines de la Fressange, Jean Paul Gaultier".
Un pieno di mogli ma neanche una riga sul compagno del defunto.
Questa, invece, la didascalia tratta da Paris Match:
"Nicolas Sarkozy e sua moglie Carla Bruni-Sarkozy sono stati accolti nella chiesa di Saint Roch da Pierre Bergé, il compagno di Yves Saint Laurent".
Ma che il tema dell'omosessualità sia ancora "scomodo" per la stampa italiana, è evidenziato clamorosamente dalla Reuters.
Questo il lancio della Reuters nella versione francese : il presidente Nicolas Sarkozy e sua moglie Carla, sono stati accolti dall'uomo d'affari Pierre Bergé, compagno del defunto per 50 anni". Mentre per la Reuters Uk, Bergè è il "Saint Laurent's long time partners"
Questo, invece, Il lancio della Reuters italiana: "Anche se sei scivolato dentro le mode qualche volta, sei sempre rimasto fedele al tuo stile, e avevi ragione, perché quello stile ora è dappertutto, forse non nella moda, ma nelle strade del mondo intero", ha detto durante la cerimonia socio (sic!) dello stilista Pierre Bergé ".
La mannaia ha tagliato anche l'articolo determinativo?
Aveva fatto meglio l'Ansa riportando il commovente saluto di Bergè al suo compagno, ma è caduta proprio sul finale:
"Presto le tue ceneri raggiungeranno la sepoltura che ti attende ai giardini di Majorelle della nostra residenza a Marrakech su cui guardavamo assieme il sole tramontare, ha detto il suo compagno di lavoro e di vita, Pierre Bergé. Per lui Yves Saint-Laurent ha "tutto il rispetto e l'ammirazione".
Peccato ce l'avevano quasi fatta: la frase conclusiva che ha commosso i presenti seduti sotto le navate di Saint Roch era questa: "nel lasciarti Yves, vorrei dirti della mia ammirazione, del mio profondo rispetto... e del mio amore".
Come si fa a tagliare l'amore?
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Il video tratto da France 2.

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All'asta le creazioni Yves Saint Laurent.
(Sky tg24) A un mese dalla morte di Yves Saint Laurent a New York Chiristie's mette all'asta gioelli e abiti del grande stilista francese. L'asta, pensata prima di tutto come un tributo allla genialità di Saint Laurent, mette in vetrina diverse creazioni che vanno dagli anni Cinquanta, quando lo stilista firmava per Dior fino ad alcuni esemplari della collezione primavera estate 1990.
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martedì 10 giugno 2008

Censura: alla Bicocca niente conferenza sul BDSM.

(Gaywave) Ci giunge notizia, direttamente dal Pride, di un episodio sconcertante di censura avvenuto all’Università Bicocca, di Milano.

Era in programma, da novembre del 2007, una conferenza sul BDSM (acronimo di Bondage&Disciplina, Sottomissione, Sadismo e Masochismo), a cui l’ateneo aveva dato patrocinio a dicembre dello stesso anno.

L’incontro, organizzato dal gruppo studentesco del KOB - Kollettivo Omosessuale Bicocca dall’ironico titolo “Master in Bicocca? No, slave!” è stato revocato bruscamente solo un’ora e mezza prima dell’inizio della conferenza.

Il motivo? Scarsa idoneità delle immagini scelte per pubblicizzare l’evento…un paio di manette e uno stivale fetish…

Le guardie dell’ateneo hanno stracciato i volantini pubblicitari e hanno provveduto a chiudere l’aula lasciando stupefatte le 200 persone che aspettavano di entrare.

Pare che tutto sia nato dall’uscita, in concomitanza con il convegno, di un articolo sul Corriere della Sera, che ridicolizzava la conferenza, che in realtà sarebbe dovuta essere una disquisizione dal punto di vista clinico su queste pratiche.

Resta il fatto che, in Italia, nel 2008, si debba ancora avere paura a parlare di argomenti considerati tabù, mettendo la testa sotto la sabbia, in questo caso per difendere chissà quali valori…

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sabato 17 maggio 2008

Il ritorno delle t.A.T.u.: Il video scandalo è già in rete. Eccolo.

(Sex & the blog) Le t.A.T.u. sono tornate e come al solito hanno deciso di fare un bel po' di rumore. Lena Katina e Yulia Volkova hanno abbandonato la via del bacio saffico per intraprendere quello del "nudismo".

Infatti nel nuovo videoclip di White Robe (Beliy Plaschi in russo) si mostrano senza veli. Yulia mostra il seno, mentre Lena si è fatta riprendere come mamma l'ha fatta su un letto bianco.

Un filmato che sta già facendo discutere e che difficilmente in Italia vedremo "uncensored". Infatti oltre alle nudità c'è un altro piccolo particolare che renderà impossibile il passaggio su Mtv e affini. Alla fine la Volkova viene fucilata nonostante sia incinta. Per i poco informati agguingo che non è un "effetto" speciale. La moretta delle t.A.T.u. aspetta un figlio veramente.
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Qui sopra potete vedere il video integrale senza censure. Nella speranza che YouTube non accorra con la sua mannaia bigotta...

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lunedì 12 maggio 2008

Censura del Cardinale Martino. Basta pornografia e violenza nei mass-media.

Comunicazione sia sempre a tutela persona umana.
(Apcom) Il cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, condanna i messaggi che "promuovono l'odio e il conflitto fra individui e gruppi, l'oscenità e la pornografia, la descrizione morbosa della violenza, il dileggio della religione" contenuti nei mezzi di comunicazione e richiama invece al principio etico della comunicazione, ovvero "la persona umana e la comunità umana sono il fine e la misura dell'uso dei mezzi di comunicazione sociale".

Intervenendo questo pomeriggio a un convegno su 'Media, persona umana e sviluppo' promosso dall'Università Europea di Roma, il cardinale Martino ha richiamato a un "uso appropriato dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie mediatiche" che "possono costituire dei potenti fattori di promozione umana". "Tuttavia - ha aggiunto il capo del Dicastero vaticano - si deve anche riconoscere che i mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie mediatiche possono avere valenze negative", tra queste appunto l'odio, la violenza, l'oscenità e la pornografia. "Bisogna essere sempre a favore della libertà di espressione", ha detto Martino, sottolineando tuttavia che "anche la libera espressione deve osservare principi come la verità, la correttezza e il rispetto".

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A me Travaglio starebbe antipatico… però... Il video dell'intervento da Fazio.

(Stefano Minguzzi) …però non si può tacere del linciaggio mediatico al quale è stato sottoposto dal partito di Schifani, il presidente del Senato accusato di collusione con alcuni esponenti mafiosi, e purtroppo anche da alcuni esponenti del PD.

I fatti. Travaglio nella trasmissione di Fabio Fazio sostiene in maniera sinceramente maleducata ed irritante (che però non sono reati) che Schifani non è degno di essere presidente del Senato in quanto ha parecchie amicizie con persone condannate per mafia. E si chiede se qualcuno ha pensato di chiedergliene conto prima di farlo diventare la seconda carica dello Stato.

A me pare ineccepiblie. E’ ineccepibile che un giornalista tiri fuori un fatto del genere: è di una rilevanza tale che non riportatlo alla pubblica opinione sarebbe censura.

Se mi pare scontata la presa di posizione tutta a favore di Schifani del PdL, che ha preso da Forza Italia, più che da Alleanza Nazionale, la linea da tenere in materia di giustizia, mi lascia senza parole che Angela Finocchiaro non trovi di meglio che accordarsi. Cara Angela, occupati della tua sconfitta in Sicilia causata anche dalla campagna elettorale fatta più a Roma che sul territorio.

Il PD non deve fare l’errore di sentirsi obbligato a dialogare con la maggioranza. Il dialogo è produttivo quanto è sincero e libero, non quando diviene una costrizione. In quel caso si è portati ad insabbiare, nascondere, tergiversare e piegare la realtà ai propri fini. Temo che ancora una volta una generazione che dell’”interesse pubblico” e del dialogo maggioranza-opposizione ha tradizionalmente sempre detto peste e corna oggi non sia la più adeguata a gestire questa fase.

Qualcuno dovrà pur lasciar la mano, no?
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sabato 3 maggio 2008

L'editto di Emilio Fede su Santoro. E' bufera politica su "Annozero" con la Rai che censura Santoro. Gli insulti di Sgarbi. Il video.

(Wikinews) Ieri sera ad Annozero, il programma di Michele Santoro, sono piovute parole pesanti. Già la puntata era dedicata al V2 Day di Beppe Grillo, che è stato tenuto il 25 aprile scorso, a Torino, dal comico ligure, in contemporanea a centinaia di altri appuntamenti organizzati in Italia e all'estero, e che hanno tra l'altro consentito di raccogliere centinaia di migliaia di firme per i 3 referendum proposti (abolizione della Gasparri, dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico ai giornali) da parte di Grillo.

Dai grandi schermi televisivi delle pareti dello studio scorrevano le immagini un Beppe Grillo scatenato, sagoma scura stagliantesi contro un cielo moderatamente nuvoloso, che tuonava contro il sistema dell'informazione che in sostanza, a suo dire, non ha indipendenza e non informa correttamente i cittadini, pur incassando oltre un miliardo d'euro l'anno in contributi. Le affermazioni di Grillo su Umberto Veronesi/Cancronesi, e sul sonno di 'Morfeo' Napolitano, benché già apparse sul suo blog e negli spettacoli dal vivo, hanno suscitato le ire di Claudio Petruccioli, che ha seccamente condannato l'accaduto, anche se Santoro non ha fatto altro che trasmettere una parte dello spettacolo/comizio di Grillo.

Petruccioli ha detto che: «A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro- insiste il presidente della Rai- è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto di fatto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono "zone franche". Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano e con la Rai collaborano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico».

La puntata di Annozero non si è contraddistinta solo per questo, perché parole molto grosse sono volate anche dentro lo studio tra i presenti. Tra gli ospiti non coinvolti nella bagarre c'era il cantante degli Afterhour, che era reduce dalla grande giornata del 1 Maggio a Roma, dove in Piazza S. Giovanni si è radunata una folla stimata in circa mezzo milione di persone (era più piena del solito ha commentato).

Chi non ha avuto nessuna intenzione di mettere la discussione in un piano di serena dialettica è stato invece Vittorio Sgarbi, che quasi gomito a gomito con Marco Travaglio lo ha interrotto in continuazione e lo ha insultato pesantemente.

Sgarbi ha dato a Travaglio dello 'stronzo' , della 'faccia di .. niente', e così via. Ha insultato e attaccato anche Norma Rangeri, del Manifesto, pure presente in studio in un compito difficile (era già stata ospite di Annozero in un'altra puntata dedicata a Grillo), quello di difendere sia la libertà di informazione sul V2 Day che di non approvarne i contenuti (sul finanziamento pubblico ai giornali). Ma è stato sopratutto Travaglio il bersaglio di Sgarbi. Oltre agli insulti diretti, lo ha interrotto almeno 4 volte quando questi stava dicendo che Enzo Biagi è stato cacciato dalla Rai, cosa che Sgarbi invece ha smentito con veemenza. Sgarbi ha anche cercato di interrompere i filmati andati in onda ad Annozero su Grillo, sopratutto quando questi ha cominciato ad elencare i finanziatori di Umberto Veronesi. Si è alzato, ha fatto un giro attorno alla sedia e poi ha chiesto a Santoro di interrompere la trasmissione del filmato. Travaglio, tra una interruzione e un altra ha continuato con freddezza ad esporre i propri argomenti, ma ha anche ricambiato le attenzioni veementi di Sgarbi con qualche battuta veloce, come la richiesta, durante uno dei suoi sfoghi verbali più violenti, di farlo portare via dalla Neuro.

Alla fine della trasmissione Vauro ha presentato le sue solite vignette satiriche, ma per prima cosa ha iniziato con una richiesta a Sgarbi: 'siccome ha dato dello stronzo a tutti, lo dica anche a me'. Poi ha avuto l'ultima frase disponibile prima della 'sfumatura': per dire telegraficamente che sì, Enzo Biagi è stato veramente cacciato dalla Rai.

Ieri sera al TG4 delle 19.00 Emilio Fede, nel dare notizia dell'attacco di Petruccioli ad Annozero, ha attaccato Michele Santoro augurandosi che 'levi le tende' dalla RAI, per avere concorso ad insultare il presidente Napolitano e Veronesi. Non ha fatto nessuna menzione, invece, del comportamento e delle parole di Sgarbi.
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Da Petruccioli dura reprimenda a Santoro per le esternazioni di Grillo.
(L'Unità) Critiche pesanti dal presidente della Rai, Claudio Petruccioli, all'indirizzo di Michele Santoro per la conduzione dell'ultima puntata di AnnoZero, andata in onda giovedì sera e finita tra l'altro con un violento battibecco tra Marco Travaglio e Vittorio Sgarbi. Secondo la valutazione del presidente Rai «Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili- rimarca Petruccioni- per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno,nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi».

«A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro- insiste il presidente della Rai- è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto di fatto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono "zone franche". Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano e con la Rai collaborano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico».
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Annozero su Grillo: la Rai censura Santoro.
(Il Giornale) È stata una puntata tutt’altro che tranquilla quella di Annozero su Beppe Grillo andata in onda ieri sera su Raidue: protagonista è stato Vittorio Sgarbi che ha apostrofato Marco Travaglio con insulti e parolacce. Bene comunque gli ascolti con 3.6 milioni di telespettatori e il 15,79% di share. Linguaggio colorito da parte dell’assessore alla Cultura di Milano anche nei confronti di Beppe Grillo che, in Piazza San Carlo a Torino, lo scorso 25 aprile ha, tra l’altro, attaccato Umberto Veronesi: lo spezzone è stato mostrato in studio, provocando la reazione irata del critico. Sgarbi, ascoltando le parole del comico contro l’oncologo, si è alzato più volte come se volesse abbandonare lo studio, dicendo: "Questa è m... Basta".

Ma la tensione è salita alle stelle ogni volta che Travaglio ha preso la parola con Sgarbi che puntualmente lo interrompeva e Santoro che tentava una difficile mediazione. Travaglio ha evocato l'allontanamento di Enzo Biagi dalla Rai: "Se non fossimo quel Paese nel quale Biagi...". Ma non ha fatto in tempo a terminare la frase che Sgarbi ha detto: "Siamo un grande Paese con un pezzo di m... come te". "Questa è la casa della Libertà, anzi il Popolo della Libertà", ha commentato Travaglio. "E tu sei il popolo del nulla...".

Inarrestabile Sgarbi che ha accusato il giornalista di essere "un diffamatore", di "dire bugie" e sostenendo che Biagi non è stato mai cacciato dalla Rai: in realtà, secondo Sgarbi, gli era stato proposto un semplice cambio di orario. Travaglio oggi ha reso noto di aver ricevuto un messaggio da Bice Biagi: "Questa è la cosa che mi ha fatto davvero un grandissimo piacere".

Petruccioli: "Faccio ammenda per Santoro"
"A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l’appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Claudio Petruccioli, presidente della Rai, interviene sull'ultima puntata di Annozero: "Ieri sera - dice in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell’ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".

Sgarbi: "Santoro? Cassa di risonanza agli insulti di Grillo"
"Santoro ieri ha concesso a Beppe Grillo di avere un megafono di milioni di telespettatori che hanno ascoltato i suoi insulti. Santoro non ha preso adeguatamente le distanze da quegli insulti senza possibilità di replica", Vittorio Sgarbi, torna a parlare della puntata di ieri di "Annozero" e attacca il conduttore. "L’autorità garante dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente della Repubblica Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Dell’Utri, Cuffaro, direttori di rete come Mazza e Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile", aggiunge Sgarbi. "Nessuno è indispensabile - afferma ancora - bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l’impropriamente definito 'editto Bulgaro'. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso. È giusto che un palinsesto possa cambiare senza per questo che qualcuno si atteggi a vittima". "Non si può chiamare censura - sostiene - l’impedire questa cassa di risonanza compiaciuta di uno che fa comizi in piazza per insultare destra e sinistra e disinformare come ha fatto sulle basi della Nato che non vuole la guerra ma ci difende. Non ci vedrei nulla di male - conclude Sgarbi - se Santoro venisse spostato in fascia pomeridiana. Come è lecito che un direttore non pubblichi un articolo pieno di insulti e ingiurie, altrettanto è lecito evitare che Grillo insulti attraverso la tv di Stato".
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Ndr. Eppure quest'uomo che fa dell'"incontinenza" il suo verbo, a parere di molti è un paladino dei gay. E' grottesco. Può un intollerante essere amico dei gay?

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sabato 19 aprile 2008

Amici di Maria. Chiuso il sito "Nemicidimaria", secondo i legali della trasmissione violava il copyright Mediaset.

(River-blog) Chi segue la trasmissione Amici conoscerà il popolare sito Nemicidimaria, che offre, con il suo forum, una visione scanzonata e sarcastica del programma. Tutti i ragazzi di Amici con cui ho avuto modo di parlare, mi dicevano che il primo sito che andavano a vedere - quando avevano accesso ad un pc - era quello. Da qualche giorno, però, il sito è stato chiuso. Il motivo? La produzione di Amici si è rivolta ai suoi avvocati, sollevando questioni legate al copyright. Sul forum venivano anche linkati video, caricati su Youtube, che avrebbero violato le leggi sul copyright Mediaset: per questo è stata chiesta, e ottenuta, la rimozione di tutti i video. Dietro questa richiesta ci sarebbe la volontà di sfruttare appieno tutte le potenzialità della trasmissione, visto che dalla prossima edizione i video del programma saranno caricati su sulla piattaforma Mediaset Rivideo (e visionabili a pagamento). Adesso sul forum di Nemici compare la scritta che ho copiato sopra.

Ai gestori di Nemici di Maria va tutta la mia solidarietà (per quel poco che possa importare).

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sabato 12 aprile 2008

Censura a Salerno. E' polemica sul cartone animato gay canadese.

Al via “Cartoons on the bay”, ieri sera di scena l’anteprima Tous à l’Ouest.
(Corriere canadese) L’Italia è il Paese delle polemiche di cui pare non si possa fare a meno, come per esempio all’inaugurazione di “Cartoons on the bay” che pur con un’offerta molto generosa di 176 programmi, vede accendersi i riflettori su due proposte non proprio ben accette, vedi caso tutte e due centrate su un ipotetico papa, quella canadese Rick e Steve, la coppia più felice del mondo il cui tema è l’omosessualità, mentre in quella spagnola Amici per la pelle, il nuovo papa si parla di un futuribile pontefice eletto con accordi poco ortodossi e niente affatto in linea con i principio religiosi. In pratica si racconta di una banda che tenta di fare soldi approfittando dell’elezione pontificia dopo la morte di Paolo VI.
Rick e Steve, la coppia gay più felice del mondo, racconta le disavventure di due omosessuali alla moda e fa parte di una serie tv canadese e del cartone basco. Detto questo va anche sottolineato però che Alfio Bastiancich, appassionato direttore storico di una delle più importanti manifestazioni mondiali del settore non avrebbe mai permesso l’entrata di qualcosa di men che corretto, infatti ci spiega che queste «sono produzioni rivolte ad un pubblico di teenager e di adulti. Nella fotografia della televisione nazionale esistono canali tv che in orari appropriati trasmettono commedie animate con temi adatti ai trentenni. Abbiamo così pensato di segnalarne 2 degne di nota per realizzazione e qualità di fattura su 176, senza far gridare allo scandalo. Quello che è certo è che potranno essere visionati solo dagli addetti ai lavori e che invece non passeranno mai né in Rai, né verranno proiettate per il pubblico al teatro Augusteo di Salerno».
Alfio Bastiancich ha poi concluso dicendo che «piuttosto che puntare su questi due lavori, preferirei che si guardasse alla grande produzione orientale presente quest’anno che testimonia come gli orizzonti del cinema d’azione si stiano realmente allargando».
Ieri sera l’attesissima proiezione in anteprima nazionale di Tous à l’Ouest: une aventure de Lucky Luke, l’incomparabile cow boy che parla francese, firmato da quel genio dell’animazione di Olivier Jean Marie. Raccontarlo non è un’impresa facile perché è semplicemente impossibile tradurre in parole l’umorismo dissacrante e affettuoso che anima questo solitario cow boy dalle poche parole ma dalle rapide intuizioni, nato nel 1946 dalla fantasia del cartoonist belga Maurice de Bevere le cui storie dal 55 al 77 sono proseguite con l’umorismo di Renè Goshinny (padre anche di Asterix).

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lunedì 7 aprile 2008

Aurelio Mancuso (Arcigay) accusa "Liberazione": "I miei articoli vengono puntualmente scartati e censurati".

Quando censura liberazione.

(Aurelio Mancuso) Liberazione è un bel giornale, anzi da quando ha cambiato veste grafica è diventato proprio leggibile. Da quasi un anno ci collaboro, ogni tanto ci scrivo editoriali, riflessioni e così via. Ma negli ultimi tre mesi i miei articoli vengono puntualmente scartati e censurati. L'ultimo in ordine di tempo è quello pubblicato quì come post 455. Cosa sarà successo? Boh evidentemente non starò più simpatico all'ottimo direttore Piero Sansonetti. Forse non sono sufficientemente organico in questo periodo i elezioni. Forse la candidatura di Grillini a Roma e il sostegno di Arcigay non sono piaciute. Forse le critiche alla infausta collocazione di Luxuria in Sicilia, o la critica sui reali impegni di Sinistra Arcobaleno sulla rappresentanza lgbt, saranno risultati indigesti. Magari invece, si è sviluppata una improvvisa antipatia personale nei miei confronti. Peccato, perché è chiaro che dialogare anche con questa parte importante del paese è nell'interesse di Arcigay, ma evidentemente il sentimento non è reciproco. Comunque tutto è avvenuto nel più classico dei modi comunisti d'antan: prima grandi sorrisi, telefonate, sollecitazioni a scrivere su questo e quello, poi il gelo, il muro, l'abbandono. Tutto molto scontato e se posso dire a livello personale, un po' deludente....Comunque Liberazione rimane un bel giornale.

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giovedì 28 febbraio 2008

In Israele la politica si spacca su porno. Per gli ortodossi si deve vietare accesso a siti hard.

(TGCom) La possibilità di consentire o meno agli israeliani l'accesso in blocco ai siti internet pornografici ha spaccato la Knesset, il parlamento israeliano. Il partito ortodosso Shas ha presentato in prima lettura la bozza di una legge che permetterà di impedire di visitare i siti pornografici, istigatori alla violenza o incoraggiatori dei giochi d'azzardo. Al momento del voto, 46 deputati hanno votato a favore, mentre 20 sono stati i voti contro.

La coalizione di Ehud Olmert attraversa una fase di debolezza e il partito rabbinico sefardita Shas è ora un tassello importante. Fra gli oppositori, si sono espressi con eguale fervore Ghilad Erdan (Likud, destra nazionalista) e Dov Henin (comunista). ''Questa legge - hanno esclamato - non deve passare. Altrimenti saremo come l'Iran''.

Anche gli opinionisti sono scesi in campo. Secondo Maariv i rabbini ortodossi di Shas sono in realtà impegnati in una 'guerra di cultura' contro il mondo moderno, allo scopo di difendere i loro ghetti mentali. Ma il ministro delle comunicazioni Ariel Atias, un dirigente di Shas, ha assicurato di essere animato solo dal desiderio di difendere i giovani israeliani dai mille rischi che incombono su di loro in internet. Atias ha detto di aver preso ad esempio non l'Iran, bensì Australia, Turchia e Singapore. L'idea è di elaborare una lista dei siti perniciosi: quindi ai server sarebbe ordinato di bloccare ogni possibilità di contatto con essi.

Secondo il deputato Henin, Atias e il partito Shas hanno intrapreso una strada molto rischiosa per la democrazia israeliana. ''Non desideriamo affatto avere un Grande Fratello'', ha osservato. Gli espedienti tecnici, a suo avviso, non potranno mai risolvere un problema del genere. Anche perché comunque i bambini resteranno esposti a rischi nelle sale chat e nello scambio di messaggi con possibili pedofili.

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domenica 3 febbraio 2008

Lele Mora, il fisco, il Papa e Panorama.

(Adnkronos) Un viaggio Cuba-Milano per 'el pibe de oro' Diego Armando Maradona, un concerto 'fantasma' di Zucchero Fornaciari all'Avana, ville in affitto, aerei e barche a noleggio. Erano tanti, e alcuni molto originali, i modi in cui Lele Mora ha tentato di evadere il fisco. Ma l'agente delle star, gia' coinvolto in 'vallettopoli', e' stato 'beccato' e quindi dovra' pagare 5,6 milioni di euro. La societa' di Mora, la L.M. Management e' caduta nella rete dell'Agenzia delle entrate di Treviglio, che aveva rilevato delle irregolarita' per gli anni 2003 e 2004. La sentenza, emessa dalla Commissione tributaria provinciale di Bergamo, ha dato ragione agli uffici fiscali secondo cui, tra evasioni e sanzioni, l'agente dei vip dovra' pagare 2,7 milioni per il primo anno e 2,9 milioni per il secondo anno.

Leggi anche:
Lele Mora chiede udienza al Papa. Tutti si chiedono se ci andrà con Costantino.

Lele Mora in Vaticano? Si, ma non con Costantino forse con Christian.

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Notizie gay, Panorama, Kataweb e l'informazione gay: E' polemica sulle libertà?
Non siamo stati noi ad accenderla ma è scoppiata una polemica, era inevitabile, ognuno ha il suo punto di vista.
Uno dei tanti internauti che probabilmente transitando sul sito di Panorama è stato richiamato da questo titolo:

# Il 2 Febbraio 2008 alle 20:02 Livingston, il blog di Marco Mazzei - Aggregare l’aggregatore aggregando il copia-e-incolla ha scritto:

[…] Panorama Notizie Gay Kataweb News […]
ha pensato bene di cliccarci sopra per leggerne il contenuto e ha risposto a Marco Mazzei, giornalista di Panorama. Non facciamo e non vogliamo fare commenti al suo post ed a quelli degli intervenuti per controbatterlo, pensiamo solo che si commenti da se.
Per quel che ci riguarda non possiamo far altro che invitarvi a leggerlo e se volete a parteciparvi.

Il nostro pensiero è che aldilà dei continui richiami all'educazione ed alle buone maniere da parte del Mazzei, crediamo nella libera e gratuita circolazione delle informazioni (noi come la Mondadori, editore di Panorama, possediamo una licenza Creative Commons, cosa che peraltro i maggiori portali gay e che fanno le stesse cose che facciamo noi non hanno...) e delle idee contro ogni forma di divieto e/o censura anche mascherata. E con questo, per noi l'incidente è chiuso.

Notizie gay
La redazione.

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giovedì 24 gennaio 2008

Ataturk gay? Un video che i turchi non possono vedere. Youtube censurato: Ankara come Pechino.

Lefkosa, parte turca dell'isola. Un soldato aggiusta la bandiera con l'effige di Ataturk
Lefkosa, parte turca dell’isola. Un soldato aggiusta la bandiera con l’effige di Ataturk

(Panorama) “In questo Paese il sistema giudiziario applica contro i nuovi media criteri antichi: invece che punire chi ha commesso il crimine, si preferisce colpire tutti indiscriminatamente, senza rendersi conto della polemica e perfino dell’odio che ne scaturiscono”. Mentre scrive queste frasi sul suo blog, dedicato in gran parte proprio alla libertà di espressione e al mondo dell’informazione, Serkan, ricercatore della Università Bilgi di Istanbul, è sconfortato.

In meno di un anno la censura di Stato si è abbattuta a ripetizione su Internet. E se il black out del marzo dell’anno scorso di un sito altamente popolare come Youtube è durato “solo” tre giorni, in questo caso l’oscuramento va avanti da venerdì 18 gennaio. Ancora una volta, secondo quanto riportano più fonti in rete, qualcuno si è permesso di insultare il padre della patria Mustafa Kemal Ataturk e la dodicesima corte di Ankara ha deciso di intervenire abbassando la mannaia della censura.

Una bambina nel giorno della festa dell'esercito fondato da Ataturk

Al momento non è chiaro quale siano i video o i commenti che hanno provocato la reazione della giustizia turca, ma i sospetti, secondo gli utenti di Wikipedia, sembrano dirigersi verso un video, postato il 7 novembre del 2007 dall’utente gaymal45, che si fa esplicitamente beffa delle presunte inclinazioni omosessuali di Ataturk. Su Youtube, anche solo digitando alcune parole chiave, è del resto possibile visualizzare decine di video, molti dei quali (non a caso) provenienti dalla Grecia, sulle indimostrabili inclinazioni gay del padre della patria turco.

Fatto ancora più singolare, è che mentre il giornale Sabah , nella sua versione online, interveniva ieri annunciando che il bando era stato levato, ci pensava la corte di Sivas, altra città dell’Anatolia, a mantenere il sito inaccessibile. Risultato? I 70 milioni di turchi che vivono nel Paese, se provano a collegarsi a Youtube, trovano solo due laconiche righe che li invitano a mettersi il cuore in pace.

“Quello che più mi fa andare in bestia - continua Serkan - è che i massimi vertici del nostro sistema giudiziario continuano a strepitare contro i rischi della diffusione del velo in Turchia, ma non sembrano altrettanto interessati al processo contro gli assassini del giornalista armeno Hrant Dink o alle limitazioni della libertà d’espressione causate dall’articolo 301″.

Un altro blogger turco sceglie la carta del sarcasmo per sfogare tutta la sua frustrazione. “Sapete che vi dico? - scrive Alper - Che potremmo fare meglio di così! Personalmente preferirei una versione turca del Grande Firewall adottato in Cina. Voglio una nuova versione di Google che cerchi i risultati per me!”.

Soldati turchi davanti al mausoleo di Ataturk

Come altri, ricorda poi che nel Paese della Mezzaluna Wordpress.com è vittima ormai da tempo della censura. Secondo il codice penale turco (ancora una volta l’articolo 301) la pubblica denigrazione della “Turchicità”, della Repubblica o di Ataturk, è punibile con la prigione. A causa di questo articolo, fortemente contestato dall’Unione Europea, sono stati perseguiti diversi intellettuali, tra i quali il premio Nobel Orhan Pamuk e lo stesso Hrant Dink.
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Ataturk gay? Un video che i turchi non possono vedere .

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domenica 13 gennaio 2008

Mediaset. Milingo "censurato" a Buona Domenica? La replica di Cesare Lanza.

(Tvblog) Ci sono due modi per far parlare della domenica televisiva: o seguendo la strada del trash di bassa lega o facendo scalpore con temi altrettanto scottanti. Buona Domenica inizia a optare per la seconda soluzione, da quando il paternalismo impegnato di Giletti le dà filo da torcere nella prima parte. Non bastano più le Bettarine per controbattere la concorrenza sul piano degli istinti primordiali. Non ce n’è neanche per l’ospite di punta Bonolis, che nulla può contro i sermoni a sfondo sociale dell’Arena più puritana della tv.

Per risalire la china dei media, e attirarne nuovamente l’attenzione, è stato cavalcato un nuovo filone: quello della Chiesa che fa scandalo. Roba che scotta, a tal punto da essere giudicata scomoda ancor prima della messa in onda. Notizia calda del giorno, infatti, è quella che vede Emmanuel Milingo, ex vescovo scomunicato dal Vaticano per aver ordinato 4 preti sposati, escluso dalla prevista apparizione televisiva fissata domani su Canale 5. Così riferisce un suo stretto collaboratore:

“Avevamo concordato l’esclusiva con Mediaset fin dall’arrivo di Milingo a Roma ma giovedì sera la partecipazione a Mediaset di monsignor è stata bloccata. Dicono sia arrivato un ordine dall’alto da Milano. Anche gli stessi autori sono rimasti sorpresi. Dietro la decisione di Mediaset potrebbe esserci anche un intervento del Vaticano che ha deciso di bloccare l’apparizione pubblica del vescovo ribelle”.

Come rilevato da un collega di Blogosfere, nella vicenda è intervenuto sul suo sito anche Cesare Lanza, autore di Buona Domenica, manifestando un netto disappunto verso il quotidiano Repubblica per aver travisato le sue parole:

“Le parole ‘censura violenta e inaudita’, che appaiono tra virgolette non appartengono nè al mio linguaggio nè a ciò che penso. Mi sono limitato a confermare quanto già risultava a Repubblica: è esatto che l’intervento di Milingo è stato annullato in conseguenza di una disposizione arrivata da Milano. Non ho affatto chiamato in causa Massimo Donelli. E’ esatto che vorrei conoscere le motivazioni della decisione. Di argomenti importanti come censura, contenuti dei programmi televisivi, ecc., sono disponibile a parlare, come ho già fatto in varie occasioni senza mai tirarmi indietro, a condizione che sia riportato con precisione ciò che penso. Ad esempio, penso che il malessere esistente nella Chiesa a proposito di vecchie e nuove esigenze, espresse da alcuni suoi sacerdoti e rappresentanti, è un argomento nobile, importante, di alto profilo: sarebbe stato trattato con oggettività, con rispetto assoluto della Chiesa e dei suoi fedeli, senza compiacenze nè ostilità pregiudiziali verso il discusso monsignore. Milingo, innegabilmente, è un personaggio su cui è incentrata da anni l’attenzione dei mass media internazionali, già ospite in passato di Canale 5 e di Buona Domenica: la sua complessa vicenda è ritornata di attualità, discuterla nel nostro pomeriggio sarebbe stato (a mio ovviamente opinabile, come tutto peraltro in televisione, giudizio) un arricchimento per la trasmissione e per un’alta percentuale di pubblico, sicuramente interessato. Mi sembra dunque opportuno ricordare che, per la scelta di ciò che si manda in scena a Buona Domenica, di cui sono responsabile, o in altri programmi, di cui io sia stato o sia autore, rispondo per quanto mi riguarda solo a quattro riferimenti: l’editore, che mi ha dato l’incarico; il pubblico, che può bocciare o approvare le scelte; la mia coscienza; e, last but not least, le leggi - che pur esistono in questo Paese, anche se spesso non sembra. In questo caso, a proposito della partecipazione di Milingo, pur essendo di opinione diversa, mi sono responsabilmente adeguato a ciò che ha chiesto l’editore”.

Dal canto suo l’ex-vescovo riferisce di non essere rimasto sorpreso per la cancellazione della diretta. E, proprio quest’oggi, è avvenuto un incontro che fa pensare a una strana ironia della sorte: quello tra lo stesso Milingo e Don Sante Sguotti, habitué del salotto di Paola Perego nonché al centro di un’analoga eco giornalistica (è sospeso ‘a divinis’ dopo aver rivelato di avere avuto un bambino, che ora ha 18 mesi, con una parrocchiana). E’ proprio vero che Dio li fa e la tv li “accoppa”…

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mercoledì 2 gennaio 2008

Hiv/ Se la pubblicità è scandalosa (per i francesi).

(River-blog) Due uomini che si baciano, sdraiati su un letto: per i francesi è troppo. E così l’autorità che vigila sulle pubblicità, ha disposto il ritiro di questa foto. Un vero peccato, anche perché si trattava di una pubblicità contro l’Hiv: “ogni giorno quattro gay francesi scoprono di essere sieropositivi”, recitava lo slogan. Furiose le associazioni omosessuali: “Queste misure non vengono adottate nei confronti di poster analoghi eterosessuali”.

I bigotti non sono solo in Italia, per fortuna.

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