(Susanna Turco - Liberal) «Sono un politico di ispirazione cristiana che non prende ordini e non si fa spaventare dagli anatemi». Non perde l’abituale ironia e dice che alla fine avrà gli applausi «sia della Cei che dell’Arcigay», ma ci va giù duro, Gianfranco Rotondi. Nel giorno in cui Avvenire lo chiama in causa con un corsivo, accusandolo di incoerenza per l’annunciato progetto di legge sulle unioni civili, il segretario della Nuova democrazia cristiana dedica l’ora di pranzo a ribaltare l’argomentazione contro il quotidiano dei vescovi. Di più: arriva anche a toccare le ragioni personali per le quali non ritiene incoerente il suo agire, anche in difesa dei diritti dei gay: «Mi sono sposato in chiesa, ma tutto ciò che è al di fuori di questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra», spiega. E aggiunge: «Per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. Non tutti i peccati sono reati».
Non avverte su di sé l’incoerenza di cui l’accusa il quotidiano della Cei?
Avverto l’incoerenza giornalistica di Avvenire. Nei giornali le fonti si verificano sempre. Loro no: lanciano un anatema preventivo senza sapere cosa voglio fare. La mia sfida sarà preparare un testo nel quale anche il quotidiano della Cei si troverà d’accordo.
Ma i valori? Gli appelli di Benedetto XVI? La famiglia come nucleo portante della società?
Senta, io sono un indegnissimo erede di De Gasperi, Moro e Sullo, contro cui pii corsivi furono indirizzati per fermare l’alleanza coi partiti laici, il centrosinistra, la riforma urbanistica. E mi dispiace che siamo tutti caduti in miseria, ma il metodo rimane lo stesso: aderire ai principi, non obbedire ai corsivi. Così potrà crescere quella nuova classe dirigente auspicata da Benedetto XVI.
Ma si ricorda il putiferio che è venuto giù tra Pacs, Dico e Cus?
Il politico cristiano deve risolvere i problemi di tutti. Non mi invento io i figli delle coppie di fatto e i conviventi senza diritti.
All’epoca, il centrosinistra ha adottato una soluzione ideologica, dal presupposto inaccettabile: equiparare le convivenze alla famiglia. Non è certo il nostro obiettivo.
Intendete tutelare anche le unioni gay?
Ma perché mai i gay non dovrebbero aver diritto ad assistersi reciprocamente nella malattia o a succedere nel contratto di affitto? Fare una legge che, agendo sui diritti soggettivi, garantisca questo significa risolvere questioni pratiche. Questioni che la saggia Dc avrebbe chiuso con un compromesso e una leggina, magari a Ferragosto.
Due anni fa Prodi ha fatto un buco nell’acqua. Perché ricominciare?
Dirò una cosa molto dura, ma è ora di farlo. Sono un cristiano, mi sono sposato prima in municipio e poi in chiesa. La sera prima delle nozze a mia moglie ho detto pensaci bene, siamo cristiani, per noi è per sempre. Tutto quello che è fuori da questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra; ed io, come legislatore, i diritti dei mortali li amministro solo su questa terra: quindi per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. E un affare terreno, doveroso per chi, pur da cristiano, deve legiferare per tutti e tenendo unita la società. Come disse Rocco Buttiglione - incompreso - a Strasburgo non tutti i peccati sono reati e viceversa. È una distinzione che fonda la cultura liberale e spiega perché uno come me, che in quarant’anni non ha mai perso una messa, si affatichi tanto per le vedovanze fuori sacramento.
E’ ottimista sui risultati?
Brunetta ha un geniaccio tale che alla fine applaudiranno sia la Cei che l’Arcigay.
La proposta di legge a che punto è?
Nero su bianco non c’è ancora nulla. L’importante è che sarà a costo zero per lo Stato.
Non ci sarà la reversibilità della pensione?
Esatto: così abbiamo chiuso la polemica sull’ipotesi che si tratti di una famiglia alternativa. Vogliamo invece introdurre diritti nelle cure, nella successione nel contratto di affitto e nella proprietà della casa. Proponiamo una sorta di contratto unico valido davanti allo Stato, limitatamente alle questioni accennate e restando nell’ambito del diritto privato.
Chi sarà della partita?
Ci sono altri colleghi attenti al tema: questo corsivo di Avvenire è stato coli rapido perché si sa che cattolici eminenti e anche eminenze hanno approvato le mie dichiarazioni.
Come rassicurerà i cattolici?
Il testo nascerà da un dibattito culturale che partirà dal mondo cattolico. Sentirò anzitutto colleghi come Pezzotta, Binetti,Volontè ed altri. Ed è chiaro che l’iniziativa avrà successo solo se ci sarà più o meno l’unanimità. Altrimenti non partiamo neanche.
E perché un Parlamento di centrodestra dovrebbe venirvi dietro?
I veri conservatori sono quelli che al momento giusto sanno salvare il minimo indispensabile: altrimenti la rivoluzione li travolge.
Il Pdl travolto da masse di coppie di fatto?
Voglio dire che se lasciamo il problema irrisolto e, per un malaugurato accidente, il governo dovesse cadere... La Chiesa lo sa come risolverebbe il problema la sinistra tornata al potere?
Lo dica lei.
Alla Zapatero. Perciò, qua giù nelle retrovie c’è un manovale cristiano al lavoro.
mercoledì 10 settembre 2008
Gianfranco Rotondi: "Ma io, cattolico, difendo i gay". E va dritto per la sua strada.
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14:24:00
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lunedì 8 settembre 2008
Proposta Rotondi-Brunetta già sepolta dal Governo. Vale solo il matrimonio.
La notizia di una proposta di legge sulle unioni civili che tuteli anche quelle gay, firmata dai ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, ha fatto appena in tempo a essere diffusa dalle agenzie, che subito arriva il secco "no" da parte della stessa maggioranza.
La proposta di Brunetta e Rotondi - I ministri Rotondi e Brunetta, nell'illustrare il loro progetto, avevano parlato della proposta come un'iniziativa personale e non del Governo che non ha questo argomento tra i punti del suo programma. Secondo i due però la materia merita una riflessione e c'è la necessità, come ha sostenuto Rotondi, "di legiferare in ordine a un fenomeno che non è marginale e che riguarda le persone che a vario titolo convivono senza essere sposati. Spesso indipendentemente dal fatto sessuale". Rotondi e Brunetta pensano dunque a tutele basate su "alcuni diritti fondamentali" come "l'assistenza in caso di malattia, la successione, i diritti relativi all'alloggio, insomma tutti i diritti che rendono il convivente prioritario rispetto ai parenti e che per ora non esistono". E, hanno ribadito "Ci occupiamo anche delle coppie gay".
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19:00:00
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Parla Brunetta. Si' a legge riconoscimento diritti reciprocita'. Ma se va in parlamento mancheranno i voti del Pd.
Che si chiamino Dico, Cus o Pacs, una cosa e' certa: le unioni di fatto non sono nel programma elettorale del centrodestra e quindi l'appuntamento con i diritti delle coppie conviventi non e' in agenda politica a palazzo Chigi. E' una dichiarazione a suo tempo fatta dalla Lega e nonostante questo due ministri del governo, Gianfranco Rotondi, per l'attuazione del programma, e Renato Brunetta, titolare della funzione pubblica, preparano un testo ''laico'' per riconoscere diritti e doveri di reciprocita' per le convivenze. ''Da buon laico voglio prescindere dalla sfera sessuale, e dico che le convivenze sono tutelate in maniera farragginosa dal diritto civile'', spiega Brunetta a radio 24. L'idea nata insieme a Rotondi e' quella di studiare e poi eleborare ''una sorta di codice dei diritti e doveri di reciprocita' per le convivenze che non abbia nulla a che fare con la famiglia e con il sesso. L'unica unione degna di questo nome e' la famiglia, fatta da un uomo e una donna e sancita dalla nostra Costituzione'', precisa Brunetta. Il progetto, che ''per il momento e' solo una riflessione culturale'', prevede l'assistenza in caso di malattia, la successione e i diritti relativi all'alloggio. Diritti che rendono prioritario il convivente rispetto ai parenti e che ora non sono riconosciuti. L'unica condizione imposta da Brunetta e' ''che tutto dovra' avvenire senza oneri per lo Stato le cui risorse devono essere destinate solo ed esclusivamente alla famiglia, come previsto dalla Costituzione''. Ma ciò che allarma è che se la legge dovesse approdare per l'approvazione in parlamento, non otterrebbe i voti sufficienti. Questo grazie alla trasversalità dell'integralismo cattolico presente nei vari gruppi parlamentari, soprattutto nel Pd dove la compagine capitanata dal duo Binetti-Carrà darà certamente una fiera e dura battaglia come già avvenne nella scorsa legislatura.
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martedì 2 settembre 2008
Le centraliniste licenziate rilanciano con la “strip conference”.
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“Non abbiamo intenzione di mollare”, fanno sapere. “Venerdì organizzeremo una ’strip conference’ e siamo pronte a onorare le promesse. Se è l’unico modo per farci ascoltare, ben venga: ci spoglieremo. Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti”. Una norma del decreto Brunetta, spiegano le impiegate che hanno in media 35 anni, “ci condanna, perché abbiamo lavorato più di tre anni nel quinquennio e il provvedimento in questione impedisce il proseguimento di questo rapporto di lavoro. Precario, ma pur sempre un lavoro”.
A suscitare “rabbia e frustrazione”, spiega Ornella Cameran a nome delle sue colleghe, è il modo in cui vengono trattati i lavoratori “con la scusa della flessibilità. Una parola che abbiamo conosciuto da vicino”. Dall’ospedale non si aspettano un ripensamento. “Ci hanno detto che gli dispiace e che non c’è soluzione. Di stabilizzarci si era parlato tempo addietro, mai seriamente. Poi la cosa era sfumata. Troppo costoso”, raccontano. Da ieri “ci hanno detto che il call center dell’ospedale è stato affidato ad alcuni dipendenti dell’ospedale destinati temporaneamente a questo compito in attesa di una soluzione”. Che potrebbe essere, a quanto ha appreso una ex centralinista, “quella di affidare il servizio a un call center siciliano che già si occupa del numero regionale 803000 per la prenotazione delle prime visite mediche”.
Secondo le Rdb Cub pubblico impiego, la vicenda che ora coinvolge le lavoratrici di Legnano, e che rischia di interessare tutti i call center sanitari della Regione Lombardia, è la dimostrazione di come l’attuale esecutivo non lasci alcun margine di soluzione alla vicenda del precariato. Commenta Sabino Venezia del Coordinamento nazionale: “Il decreto Brunetta, intervenendo pesantemente sulla più importante risorsa della pubblica amministrazione, ovvero i suoi operatori, determinerà di fatto una riduzione di personale con la conseguente impossibilità di stabilizzazione dei precari. In altri termini, a Legnano come nel resto del paese, l’unica soluzione alla piaga del precariato cronico è il licenziamento dei lavoratori. Contro questa macelleria sociale”, prosegue Venezia, “le Rdb rilanciano con forza lo sciopero dei lavoratori precari indetto per il prossimo 19 settembre e l’assemblea nazionale che si terrà in quella data a Roma”, conclude il dirigente sindacale.
Il ministro Brunetta intanto ha risposto alle accuse con una nota: la “responsabilità” della gestione del personale è “ascrivibile” ai vertici dell’Asl, mentre il cosiddetto decreto Brunetta “non ha fatto altro che recepire nel pubblico quello che il governo precedente ha previsto nel settore privato” rispetto al limite massimo dei tre anni per i contratti a tempo determinato, il cui protrarsi oltre “non può essere assecondato. Preliminarmente”, sottolinea il ministro, “occorre segnalare che la responsabilità della gestione del personale è ascrivibile ai vertici dell’Azienda sanitaria, che il contratto di lavoro a tempo determinato ha per sua natura un carattere temporaneo e che il suo protrarsi per lunghi periodi di tempo, in quanto segnale di un utilizzo improprio della tipologia contrattuale, non può essere assecondato, tanto nel settore privato quanto nel settore pubblico, per evitare di favorire il costituirsi di forme di precariato cronico”.
Il limite temporale massimo dei tre anni per i contratti a tempo determinato, aggiunge il ministro della Pubblica amministrazione, “non è tipico del lavoro pubblico ma si desume dalla normativa prevista per il settore privato così come introdotta dalla recente legge 247/2007 che ha recepito il Protocollo sul Welfare del precedente governo. Pertanto”, conclude, “il decreto legge 112/2008 (comunemente chiamato ‘decreto Brunetta’) non ha fatto altro che recepire nel pubblico quello che il governo precedente ha previsto nel settore privato”.
Finora non sono arrivate proposte serie di impiego, hanno spiegato le centraliniste licenziate all’agenzia Adnkronos Salute, ma molte attestazioni di solidarietà. In attesa dello spogliarello di venerdì oggi le ex operatrici di call center si sono radunate davanti all’ospedale di Legnano per un presidio di protesta, organizzato con il sostegno del sindacato Rdb Cub pubblico impiego Lombardia. L’obiettivo, precisano, è di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica “non solo sul nostro caso specifico ma sull’emergenza precariato”. E se il metodo inaugurato dalle centraliniste dovesse funzionare, da venerdì le strade d’Italia potrebbero riempirsi di precari senza veli…
Sphere: Related Content"Basta con la clandestinità", a Bologna il meeting dei poliziotti gay,
Si chiama "Polis Aperta". Il presidente: troppe discriminazioni. Agenti e militari fondano la prima associazione italiana. Venerdì 26 settembre, a Bologna, il primo incontro.
(Vera Schiavazzi - Il Corriere della Sera) Ministro La Russa aspettaci, stiamo arrivando. Poliziotti, Carabinieri, uomini e donne della Guardia di Finanza, dell'Esercito e dell'aeronautica gay e lesbiche escono allo scoperto anche in Italia, dopo una lunga stagione di incertezze e clandestinità. E venerdì 26 settembre, a Bologna, volteranno pagina: la loro associazione, «Polis Aperta», la prima e l'unica nel nostro Paese, riunirà il suo direttivo per darsi un nuovo Statuto e un programma di iniziative, in un grande coming out collettivo. Nonostante la decisione, presa anche in seguito alle pressioni degli altri gruppi europei, a cominciare dagli spagnoli di Gaylespol che hanno organizzato l'ultimo raduno internazionale a Barcellona, è ancora molto difficile trovare gay e lesbiche in divisa disposti a parlare, e non a caso per alcuni è più facile che per altri: Vito Raimondi, torinese, è un finanziere come il triestino Nicola Cicchitti, presidente di Polis Aperta. «Per molti di noi — racconta — il timore non è quello di una ritorsione violenta, quanto della discriminazione strisciante. E il disagio per il machismo quotidiano che chi è in divisa è costretto a vivere, fatto di battute e di linguaggi, lo stesso che le donne entrate nell'esercito e in Polizia hanno contribuito a cambiare, senza tuttavia riuscire a cancellarlo».
Oggi, gli aderenti a Polis Aperta che hanno un nome e un cognome e partecipano liberamente alle prime attività pubbliche dell'associazione sono circa duecento. C'è chi ha fatto il suo coming out personale pur essendo un Carabiniere, in uno dei corpi cioè ritenuti più tradizionali, e chi invece preferisce non comparire anche se nella vita fa il vigile urbano: «Non puoi sapere come reagiranno i superiori, ed è comunque difficile dimostrare che un trasferimento "punitivo" è arrivato perché si è scoperto che sei gay e non per "esigenze di servizio", come dice la motivazione ufficiale ». La regola italiana, dunque, è «non chiedere, non dire»: «Mi è capitato di incontrare in discoteca colleghi che appena mi vedevano si giravano dal-l'altra parte — spiega Raimondi —. Al Gay Pride di Biella ero con il mio compagno e un collega che fino a quel momento era rimasto ai margini della manifestazione vedendomi sotto il palco è venuto a salutarci. È stato un grande momento, la dimostrazione che dobbiamo renderci visibili». Una richiesta che viaggia anche attraverso la rete, negli appelli accorati di chi è entrato — dopo una richiesta e un filtro iniziale — nei gruppi di discussione del sito web.tiscali. it/polisaperta. Scrive «Genova in divisa»: «Caro gruppo, faccio quest'ultimo tentativo poi la smetto, perché mi pare di essere rimasto l'unico in tutta la Liguria... Se c'è qualche collega di qualunque corpo, civile o militare, mi farebbe molto piacere scambiare idee con lui su come si vive e si lavora a Genova essendo gay e portando una divisa». Giulio, nuovo iscritto dal Sud, aggiunge: «Vorrei confrontarmi con altri militari che si trovano a vivere la loro omosessualità tra mille difficoltà nelle caserme italiane ». Al ministro della Difesa, Polis Aperta chiede di poter essere riconosciuta come associazione mista e senza finalità sindacali, in modo da aggirare ogni divieto. All'ordine del giorno di Bologna c'è anche un programma di incontri e l'elezione di delegati regionali. Ma, soprattutto, l'idea di poter cambiare dall'interno una mentalità ancora prevalente tra le forze dell'ordine, creando gruppi di poliziotti gay («siamo una risorsa, non un problema») capaci di formare i colleghi insegnando loro a intervenire in caso di reati o violenze che riguardano gli omosessuali. Come già avviene in Spagna, dove sono i gay della Guardia Civil a tenere corsi anti- discriminazione.
venerdì 22 agosto 2008
La nuova coppia del gossip. Frattini-Brambilla: è amore.
Sempre più insistenti le voci sui due. Il ministro degli Esteri e la rossa Miss Forza Italia farebbero coppia. Si parla di una vacanza romantica alle Maldive... Ma Silvio lo sa?
(Libero news) Se son rose fioriranno. Intanto però la notizia sta rimbalzando sui media da qualche ora: tra Michela Vittoria Brambilla e il ministro degli Esteri Frattini sarebbe sbocciata una storia d'amore.
Da Vanity Fair a Lino Jannuzzi (giornalista di Panorama) passando per il mitico Dagospia, ormai il pettegolezzo è sulla bocca di tutti. «Metà del Parlamento s'interroga, fingendosi disinteressato alla risposta, se sia vera o no la favola d’amore sbocciata tra la rossa Brambilla, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e Franco Frattini, ministro degli Esteri: “La coppia più bella del mondo”, secondo l’informatissimo Lino Jannuzzi» scrive Dago.
La loro sarebbe, secondo i bene informati, un’autentica passione che giustificherebbe addirittura, secondo molti parlamentari, l’assenza del ministro dall’importantissimo vertice europeo sull’emergenza in Georgia, impegnato in una romantica vacanza alle Maldive con Miss Forza Italia.
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giovedì 21 agosto 2008
Marco Travaglio e Famiglia Cristiana.

Ora d'aria
l'Unità, 20 agosto 2008
I giornali seri non sposano nessun partito, o movimento, o governo, o leader. Hanno una propria linea editoriale, in base alla quale leggono e giudicano l’attualità, plaudendo a chi è più vicino e criticando chi è più lontano. Famiglia Cristiana è un giornale cattolico serio, diretto da un sacerdote serio come don Antonio Sciortino che ne rappresenta la linea editoriale insieme agli editorialisti, a cominciare da Beppe Del Colle, giornalista di lungo corso e di specchiata onestà, morale e intellettuale. Sulle questioni di fede è allineata al magistero della Chiesa. Sulle scelte politiche risponde al cervello e alla coscienza dei suoi editori (la Compagnia di San Paolo) e giornalisti. Ha criticato il governo Prodi sui Dico, ora critica il governo Berlusconi per le tendenze fascistoidi e xenofobe, oltrechè per le violazioni della legalità e della Costituzione (che persino in Pakistan portano alle dimissioni forzate del presidente). Insomma è un’ottima cartina al tornasole per misurare il rapporto fra i nostri politici e la libertà di stampa. Che, per lorsignori, corrisponde alla libertà di applauso. La critica non è ammessa, né a destra né a sinistra.
Il 9 giugno scorso F.C. critica il Pd per le ambiguità sulle questioni etiche. Franco Grillini la tratta come serva del Vaticano: “F.C. si allinea alle posizioni più reazionarie della gerarchia vaticana sposando la politica della diffamazione e dell'insulto verso gli omosessuali”. Zanda: “Espressioni cattive, violente e ingiuste. Non le usa nemmeno il più duro degli avversari politici. Sono mortificato e addolorato”. Soro: “Editoriale inaccettabile, settimanale fazioso, non fa un buon servizio ai cattolici”. Marini: “La posizione di F.C. è sbagliata, ingenerosa e inaccettabile. Noi cattolici democratici non siamo sotto tutela”. Fioroni: “Non vorrei che F.C., rimpiangendo vecchi schemi, chiedesse il restauro di una corporazione cattolica bonsai”. Vita: “Che senso ha un attacco così aspro? Anche F.C. partecipa alla contesa politica?”. Vita non spiega che c’è di male se un giornale partecipa alla contesa politica. Poi, due mesi dopo, difende F.C. quando la stessa accusa - “fare politica” - la lanciano i berluscones a proposito dell’allarme sul “nuovo fascismo” e il Vaticano la scomunica: “La libertà d'informazione non può essere messa in discussione. Neanche dalla Chiesa. E' alquanto discutibile che vi sia stato un intervento che, al di là delle intenzioni, non può che apparire come censorio. Tra l'altro le opinioni liberamente espresse da F.C. riflettono evidentemente un sentimento diffuso in ampi strati del Paese, sia tra i credenti che i non credenti. E' curioso che spesso F.C. venga presa come esempio editoriale, ma quando fa riflessioni un po’ scomode va ridotta al silenzio”. Ecco, appunto.
La stessa smemoratezza mostrano i berluscones, a parti invertite. Quando F.C. criticava Prodi, Il Giornale della ditta titolava compiaciuto: “Anche F.C. contro il governo”. Ora, forse per dimostrare che il fascismo sta tornando davvero, sbatte in prima pagina il seguente titolo: “Famiglia cristiana sfruttava i figli dei poveri”. James Bondi; ancora cinque mesi fa, scioglieva peana: “F.C. ha il merito di prendere atto che in Italia esistono i centristi, ma non esiste un centro cattolico. Il che equivale da un lato a riconfermare la fine di ogni residuale idea di partito unitario cattolico, e dall'altro lato ad apprezzare l'evoluzione bipolare indelebile per la discesa in campo di Berlusconi e le scelte del Pd” (12 marzo 2008). Ora invece sostiene che F.C. è “catto-comunista”, ha “un’antipatia viscerale per Berlusconi”, “ha perso il rapporto con il popolo, credenti e parrocchie”, “prende lucciole per lanterne”, insomma “danneggia la Chiesa”.
Poi c’è Maurizio Lupi, l’onorevole ciellino che la sera di Pasqua scortava Magdi Allam per la conversione a favore di telecamera. Il 19 maggio F.C. chiede di rivedere la legge 194. Lupi si spella le mani: “Condivido pienamente l'appello lanciato da Famiglia Cristiana”. Poi F.C. critica il governo Berlusconi e riecco Lupi, riveduto e corretto: “F.C. ha un continuo pregiudizio contro il nostro esecutivo… Un attacco come questo me lo sarei aspettato da Liberazione o dal Manifesto, non da un giornale cattolico… Spiace che un simile orientamento sia espresso da un settimanale cattolico che sembra sempre più allineato sulle posizioni dell’Unità o del Manifesto invece di trasmettere messaggi per la costruzione del bene comune… Il settimanale è ondivago: un giorno attacca il Pd, l’altro il Pdl, insomma dà un colpo al cerchio e uno alla botte”. L’idea che sia semplicemente un giornale libero non lo sfiora neppure. E’ la Casa delle Libertà.
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domenica 17 agosto 2008
Vieni avanti, Frattini.

Intanto Frattini chiamava e richiamava dall’atollo, senza riuscire a prendere la linea. Quando finalmente ce l’ha fatta e ha detto dov’era, una gentile segretaria gli ha spiegato che lo sportello viaggi del Parlamento europeo era chiuso. Lui ha obiettato: “Ma sono un ministro degli Esteri Nato”. Allora la signorina non ci ha più visto e l’ha liquidato in malo modo: “Sì, e io sono un ministro degli Esteri morto”. L’unico che l’ha preso sul serio è Johnny Raiotta, che gli ha regalato cinque minuti di Tg1 per spiegare che “le moderne tecnologie (cioè i telefoni, peraltro inventati oltre un secolo fa, ndr) accorciano le distanze”, per cui lui può fare tranquillamente il ministro degli Esteri dell’Italia dalle Maldive e, telefonando dalla spiaggia, “contribuire in modo decisivo a formare la posizione dell’Europa”. All’insaputa dell’Europa, s’intende. Più che un ministro, è il vuoto pneumatico, l’aria che cammina. Non per nulla - informa il sito della Farnesina - “pratica gli sport invernali, già maestro di sci alpino ed ha profonda conoscenza della montagna e della realtà naturale e geomorfica alpina” ed è stato presidente della “Commissione Scuole e Maestri di Sci”: nessuno è mai riuscito a pronunciare meglio di lui concetti profondi come “corpo a valle”, “piega le ginocchia”, “scendi a uovo”, “fammi lo spazzaneve”. Li esprime con la stessa aria pensosa, il ditino poggiato sul mento, le sopracciglia aggrottate, con cui ai vertici internazionali, le rare volte in cui lo fanno entrare, contribuisce in modo decisivo a formare la posizione dell’Europa: di solito, proponendo di aprire le finestre per cambiare un po’ l’aria. Con quella fronte inutilmente spaziosa, Frattini sembra fatto apposta per la penna di Fortebraccio.
Ogni tanto, alla Farnesina, si ferma un’auto blu e non ne scende nessuno: è Frattini. Fu così già nel reparto maternità della clinica di Roma dove nacque nel 1957, ovviamente all’insaputa dei genitori e dell’ostetrica. In fondo è bello avere agli Esteri un ministro ignoto ai più, soprattutto a se stesso: almeno lui evita le figuracce che fanno i suoi colleghi. Non dice mai nulla, ma lo dice benissimo. E, soprattutto, è sempre all’oscuro di tutto. Nel 2004 apprese a Porta a Porta che, in Irak, avevano ammazzato Fabrizio Quattrocchi (alla Farnesina lo sapevano da due ore, ma si eran dimenticati di avvertirlo) e dai tg che avevano assassinato in Arabia Saudita il cuoco Antonio Amato. Dopo questi trionfi il Cainano lo spedì alla Commissione europea, dov’era stato appena bocciato Buttiglione per le sue idee sulle donne e i gay: impossibile che bocciassero anche Frattini, visto che lui di idee non ne ha mai avute. È come il ficus: non disturba, non sporca, fa la sua figura, dove lo metti sta. E, last but not least, ha “profonda conoscenza della realtà geomorfica alpina”. Ma ora, alle Maldive, si fa una cultura anche in materia di barriere coralline. Uno statista completo, alpestre e marino. Si potrebbe lasciarlo tranquillamente lì, a telefonare dall'atollo, per cinque anni. Almeno finchè qualcuno non l'avvertirà che è il ministro degli Esteri.Sphere: Related Content
sabato 16 agosto 2008
L'italietta della destra. Quei soldati di Maroni come le vacche di "anni Ruggenti".
Un brano del Film "Anni Ruggenti".
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Antefatto.
(Redazione) Nel leggere questi due articoli mi è venuto in mente un film degli anni '60 diretto da Luigi Zampa; "Anni ruggenti" con un cast di tutto rispetto tra cui vanno segnalati Nino Manfredi, Gino Cervi, Gastone Moschin, Rosalia Maggio e la procace Angela Luce. E perchè si chiederà qualcuno di voi più curioso. In una scena del film Nino Manfredi, un assicuratore scambiato per un funzionario fascista in ispezione, viene scarrozzato dal Podestà Gino Cervi e dal Federale Gastone Moschin nelle adiacenze di una cittadina in visita a delle fattorie modello. Per farle apparire tenute bene e pasciute, il bestiame, sempre quello, viene trasportato da una fattoria all'altra nel tentativo di imbrogliare le carte. ma il trucchetto non passa inosservato ed il nostro Nino Manfredi falso funzionario sgama il trucco grazie alle corna di una vacca cresciute storte e che se la ritrova in tutte le fattorie visitate. Morale: questa destra ci sta imbrogliando e lo dichiara pure, basta leggere le dichiarazioni di Maroni che trovate qui sotto e che sia incapace di nasconderlo lo si evince leggendo il secondo articolo che parla dei militari distaccati a Milano. Che la destra abbia sempre sognato i militari per strada è storia vecchia ma che voglia ancora giocare ai soldatini nel 2008 è grottesco... Povera Patria!
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Il bilancio del ministro dell'Interno, reati in diminuzione "Ma non è merito di Amato". Lotta alla violenza negli stadi. Maroni: "Aumentano le espulsioni. Esercito, il piano funziona".
(Alberto Custodero - La Repubblica) "Pronti i regolamenti della riforma dei servizi segreti, sta nascendo la nuova organizzazione del Dis, che coordina le due intelligence, civile e militare. "Tolleranza zero" negli stadi: è stato istituito un Comitato tecnico per le manifestazioni sportive del quale farà parte anche il servizio segreto civile. Grazie al fattore C (clima), si sono ridotti drasticamente gli incendi. Raddoppiano gli sbarchi a Lampedusa, ma aumentano le espulsioni.
Sono queste le principali novità annunciate al Viminale dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Il ministro Maroni non ha presentato però i dati sull'andamento della criminalità, che registrano nel secondo semestre un calo del 10 per cento. A chi gli ha fatto notare che questa diminuzione non giustificherebbe forse lo stato di allarme sicurezza pubblica, cavallo di battaglia del governo, Maroni ha risposto così. "Mi riservo di capire gli effetti delle misure che noi abbiamo messo in atto".
C'è stato un calo, ha ammesso, ma secondo il ministro non è grazie ai "patti per la sicurezza" firmati dal suo predecessore Giuliano Amato. "I patti per la sicurezza - è stata la frecciata di Maroni al governo Prodi - sono rimasti tutti sulla carta, tranne quelli attuati da noi come quello di Milano. Il calo è dovuto a tanti fattori, ad esempio il venire meno dell'effetto negativo di crescita della criminalità dovuta all'indulto. Quel picco del 2007 non c'è più anche perché molti sono tornati in carcere".
I militari nelle città. Il Ministro ha invece voluto "sottolineare" i dati relativi ai primi 10 giorni di impiego dei soldati comparsi nelle grandi città il 4 agosto. "Nei primi dieci giorni - ha detto il ministro - si possono già segnalare alcuni risultati significativi: sono state arrestate 37 persone di cui 33 extracomunitarie per reati predatori (spaccio di droga, violenza e resistenza a pubblico ufficiale), 37 persone sono state denunciate, di cui 24 cittadini stranieri, 3805 persone sono state identificate, e 1139 veicoli sono stati controllati, 10 dei quali sequestrati". "E' la dimostrazione - ha commentato Maroni - che è stata una operazione utile a garantire maggiore sicurezza, l'hanno percepito bene i cittadini al di là di qualche polemica un po' strampalata".
Terrorismo. Fra maggio, giugno, luglio e la prima metà di agosto, sono stati arrestati importanti "esponenti" in Italia che possono in qualche modo essere ricondotti al terrorismo internazionale. Maroni: "Stiamo monitorando questo settore con grande attenzione sia per il terrorismo di matrice islamica, sia per quello interno".
Criminalita organizzata. La relazione del capo della polizia, Antonio Manganelli, fatta in mattinata al Viminale, dimostra una grande attività di contrasto alla criminalità organizzata. Il ministro dell'Interno ha "segnalato la cattura di numerosi latitanti dal primo gennaio a oggi (86), e negli ultimi giorni la cattura di 4 compresi nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi". A questo proposito, si registra il primo bilancio della collaborazione con la polizia romena, iniziata il 29 maggio, che "proprio il 12 agosto - ha riferito Maroni - a portato alla conclusione di un'operazione con l'arresto di 10 cittadini romeni responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione".
Immigrazione clandestina. Sono raddoppiati gli sbarchi in Italia nel periodo gennaio luglio 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007, ma a questo dato ha fatto riscontro "una più efficace azione di espulsione". Le espulsioni effettuate nei primi 7 mesi del 2008 rispetto al '07 sono aumentate del 15 per cento. I respingimenti del questore hanno registrato un più 25 per cento, le riammissioni più 5 e i rimpatri con voli charter più 57,7.
L'unica percentuale con segno meno, ha osservato il titolare del Viminale, è relativa ai respingimenti alla forntiera, meno 29 per cento, "ma ciò è dovuto - ha spiegato Maroni - all'ingresso nell'area Schengen di vari paesi come Slovenia, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Lettonia, Estonia, Lituania, e Polonia". Le politiche di respingimento e di espulsioni - ha annunciato Maroni - "diventeranno più efficaci quando il ddl sulla sicurezza sarà definitivamente approvato".
Incendi. Anche grazie a fattori climatici favorevoli (il fattore C l'ha chiamato, scherzosamente, Maroni), si è avuta nei primi mesi 2008 una drastica riduzione degli incendi boschivi: meno 87 per cento per ettari di superficie bruciata a bosco, meno 77 per cento per ettari superficie non boscata. In totale, gli interventi dei vigili del fuoco e del corpo forestale dello stato sono diminuiti del 68 per cento.
Sicurezza stradale. Nonostante i tragici incidenti stradali delle ultime settimane, i dati della sicurezza stradale, per Maroni (che ha presentato statistiche fino al 31 luglio), "sono confortanti". Nei primi sette mesi dell'anno, sono stati sequestrati 1263 veicoli di cui 1138 a persone che guidavano in stato di ebbrezza alcolica e 125 sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. In maggio, giugno e luglio sono raddoppiati gli accertamenti al codice della strada. "Questa scelta ha portato alla riduzione del 10 per cento degli incidenti, del 10,8 per cento delle persone ferite e del 6 per cento delle persone decedute".
Maroni ha annunciato una collaborazione con la Commissione Europea che porterà all'utilizzo di fondi messi a disposizione dell'Italia "scarsamente utilizzati negli anni passati". Il commissario europeo Tajani ha detto: "Nell'anno della campagna per la sicurezza stradale dell'Ue, ho scelto come testimonial, insieme ai pompieri del Regno del Belgio, il campione di F1 Raikkonen per raggiungere l'impegno di dimezzare entro il 2010 le vittime sulle strade dell'Ue"
Il comitato per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Si affianca all'Osservatorio che opera su questi temi con la funzione di un organismo tecnico che deve valutare con attenzione gli interventi da fare per garantire la sicurezza durante le manifestazioni sportive. "L'esperienza di questi anni - ha commentato Maroni - ci ha detto che a valle dell'Osservatorio serve un comitato che possa avere tutte le informazioni rilevanti e utili per dare indicazioni al capo della polizia di quali provvedimenti prendere". Ci sarà un rappresentante dell'Aisi, il servizio segreto civile, "per garantire la massima sicurezza dentro gli impianti sportivi e dentro gli stadi". "Anche su questo - ha ammonito Maroni - avremo tolleranza zero per chi va alla partita non per gustarsi l'evento sportivo, ma per altre finalità". "Già le cose sono migliorate moltto dopo l'omicidio del dottor Raciti, ma vogliamo intensificare i controlli e le azioni di dissuasione e repressione per garantire a chi va negli stadi di poterci andare in massima sicurezza".
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Soldati e polizia a presidio della Stazione Centrale di Milano.
Dove andate, bei soldatini?
(Cadavrexquis) Finalmente li ho visti. Ho visto quella che secondo il Caimano sarebbe la soluzione a quello che, sempre secondo lui, sarebbe il problema numero uno in Italia oggi, cioè la sicurezza. Oggi, a Milano, ho visto i soldati per strada, con le loro belle tute mimetiche, gli stivaloni e, insomma, tutto l'ambaradan che contraddistingue il soldato che si rispetti. Ne ho visti un paio, dicevo, davanti al Consolato degli Stati Uniti, in Largo degli Stati Uniti, che sono montati subito su una camionetta militare. Io ho continuato a pedalare verso il centro e quando sono arrivato in fondo a via Manzoni ho visto altri soldati. Ho aguzzato la vista e mi sono accorto che, no, mi stavo sbagliando, perché erano sempre gli stessi di prima, nella stessa camionetta. Chissà dove andavano, chissà dove si sono fermati. E' noto, infatti, che lo spiazzo davanti al Consolato degli Stati Uniti - da sempre iperpresidiato, con un gabbiotto per polizia e carabinieri sempre occupato - è il luogo ideale per commettere scippi e reati di vario genere, di quelli che rendono per l'appunto insicuri i cittadini e li spingono a votare per il Piduista Pelato. Così come lo è piazza del Duomo, che oggi aveva l'aria di essere l'unico luogo frequentato della città, pieno com'era di turisti che, probabilmente, si scippano e rapinano tra di loro. Quel manipolo di soldati mi è sembrato così surreale in un contesto simile da essere, in fin dei conti, rivelatore: dell'assoluta inutilità - perché sono talmente pochi rispetto alla presunta necessità di sicurezza - e della pantomima, con relativo culto delle apparenze, a cui si riduce gran parte dell'azione di questo governo.
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Ici: Bossi, Intendo introdurla di nuovo.
(Agr) Umberto Bossi, che ha tenuto il tradizionale discorso di Ferragosto a Ponte di Legno, nel corso della serata di ieri ha parlato della crisi in Georgia, legge elettorale e Ici. Il leader del Carroccio ha affermato in particolare che intende reintrodurre la tassa sulla prima casa, pur spiegando che di quest'ipotesi non ha ancora parlato nè con il minitro Tremonti nè con il premier Berlusconi. "Bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali - ha detto Bossi - a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse".
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sabato 9 agosto 2008
Prostituzione: Carfagna: multe a lucciole e ai clienti. Contraria alla reversibilità della pensione per le coppie gay.
(Apcom) Per combattere la prostituzione occorre multare sia le lucciole sia i clienti. "La mia idea è che vada multato non solo chi la pratica, man anche chi se ne avvale". Lo ha dichiarato il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, in un'intervista al Foglio.
Per quanto riguarda le polemiche con il mondo gay, la Carfagna ha dichiarato di essere "assolutamente d'accordo nel riconoscere diritti finora non riconosciuti, dal diritto di visitare il proprio compagno in ospedale a quello di eredità a quello di subentrare al contratto di locazione. Invece non sono d'accordo alla reversibilità della pensione, ma non per pregiudizio, ma per scelta pratica: il collasso del sistema pensionistico è già possibile così e non può essere gravato da altri oneri".
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venerdì 8 agosto 2008
Vacanze di lavoro... "Berlusconi e la Carfagna verranno a Palinuro per verificare il ciclo della differenziata".
Il premier è atteso nei prossimi giorni nella cittadina. Il sindaco Romano Speranza: ll presidente del Consiglio mi ha promesso che verificherà i passi avanti sulla differenziata.
(Il Corriere del Mezzogiorno) Vacanza (probabile) a Palinuro per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma non solo. Nel comune cilentano, insieme al premier, potrebbe arrivare anche il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. L’ipotesi è suffragata dalle parole del sindaco della nota località balneare della costiera cilentana. «Il presidente Berlusconi - ha spiegato il primo cittadino di Centola-Palinuro, Romano Speranza - mi ha promesso che nei prossimi giorni sarà a Palinuro per verificare di persona gli sforzi dell’amministrazione sulla raccolta differenziata».
Una visita istituzionale, dunque, per fare il punto della situazione sull'emergenza, ma che potrebbe anche assumere i toni di un piaceviole soggiorno. La promessa, anticipata da un articolo del quotidiano «La Città» di Salerno, sarebbe stata strappata al presidente del Consiglio venerdì scorso durante la visita a Napoli, in occasione dell’incontro di Berlusconi con i sindaci campani.
In quella circostanza Speranza sarebbe intervenuto per sottolineare l’impegno dei cittadini e dell'amministrazione di Palinuro per incrementare la raccolta differenziata. «L’ho invitato a verificare di persona i progressi fatti negli ultimi mesi - prosegue Speranza - e lui mi ha promesso che avrebbe trascorso qualche giorno da noi». Speranza ha anche annunciato che insieme a Silvio Berlusconi potrebbe giungere il ministro Mara Carfagna. «È una salernitana doc. Saremmo molto onorati di ospitarla per tutto il tempo che vuole».
martedì 5 agosto 2008
Sondaggio gradimento politici. Napolitano all'82%, cala di 4 punti Berlusconi, salgono Brunetta e Maroni.
Giorgio Napolitano è la personalità che suscita maggiore fiducia negli italiani. Il presidente della Repubblica nel sondaggio di fine luglio della Ipsos ha ottenuto l'82%.
(Il Corriere della Sera) I duri attacchi in piazza di Grillo, Travaglio Co. per aver firmato il Lodo Alfano non hanno condizionato il giudizio degli italiani, che vedono nel capo dello Stato una figura di garanzia: «Napolitano ha ottenuto piena fiducia per il suo ruolo super partes, rassicurante in questo momento di dialogo interrotto tra le forze politiche», spiega Nando Pagnoncelli, Ad della Ipsos. «Negli ultimi dodici mesi — continua — la fiducia in Napolitano è cresciuta di 10 punti e si sta avvicinando ai livelli raggiunti da Ciampi, presidente tra i più amati, alla fine del suo settennato: superò il 90%». Il sondaggio della Ipsos viene aggiornato mensilmente da diversi anni e misura il grado di fiducia nei confronti di 50 personalità del mondo politico- istituzionale e di alcuni esponenti di quello delle imprese. Al secondo posto, ma a distanza, gli intervistati hanno indicato l'ex leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: è al 57%, in crescita rispetto al 48-49% registrato quando si parlava di un suo possibile ingresso in politica. Stessa percentuale per il presidente della Camera Gianfranco Fini, che «è cresciuto di 5 punti dopo la nomina istituzionale, premiato anche lui dalla funzione super partes » precisa Pagnoncelli, ricordando che «si tratta di un fenomeno simile a quello di Pier Ferdinando Casini, che ebbe un incremento di popolarità dopo l'incarico a Montecitorio». Insomma, le figure di garanzia istituzionale in questo momento sono premiate dagli italiani, che invece hanno tolto consensi a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, scesi dal 56-57% di maggio al 53% il premier, al 52% il leader del Pd: «Luglio è stato un mese turbolento — spiega Pagnoncelli — con le discussioni sul Lodo e la giustizia. Chi sperava nel dialogo, tra gli elettori di Pd e Pdl, ha perso fiducia». Sono in crescita, invece, Giulio Tremonti con il 51% (nel precedente governo Berlusconi si aggirava al 40%), Pierluigi Bersani con il 52% (5 punti in più rispetto a un anno fa quando era ministro), Renato Brunetta e Roberto Maroni al 50% (più 3 e 2 punti rispetto a giugno), dopo gli interventi sulla pubblica amministrazione e in tema di sicurezza
lunedì 4 agosto 2008
Tremila soldati hanno iniziato a pattugliare le città.
(Panorama) È operativo da oggi, per la durata di sei mesi, il piano per l’impiego dei militari nelle città, a vigilanza di siti fissi e nel pattugliamento (congiunto con le forze di polizia) delle aree più a rischio.
A regime i militari schierati saranno 3 mila: mille per la vigilanza di obiettivi sensibili (che sono 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); mille per il controllo dei Centri per immigrati (a Lampedusa e nelle città o province di Roma, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Siracusa, Torino, Trapani), e mille per le pattuglie miste in nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona).
A Roma, in questa prima fase, sono 400 i soldati impiegati (tra cui 32 donne). Da oggi controlleranno una decina di stazioni della metropolitana, ambasciate e (i parà della Folgore) il centro per immigrati di Ponte Galeria. A Milano, invece, i primi 150 soldati sono destinati ad alcuni obiettivi sensibili (Duomo e consolati) e ai pattugliamenti nelle zone della Stazione Centrale, di via Padova e del quartiere Baggio. A Napoli l’unico obiettivo sorvegliato dai soldati è il consolato americano, mentre i pattugliamenti interessano il centro città e i comuni della cinta urbana.
Per quanto riguarda l’equipaggiamento, i militari in pattuglia (provenienti da tutte le Forze armate, ma in gran parte dall’Esercito) hanno l’uniforme d’ordinanza estiva, composta da pantaloni e camicia a maniche corte, e sono armati di pistola; quelli a presidio degli obiettivi sensibili e dei centri immigrati, invece, hanno mimetica e fucile.
I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico, avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza.
L’attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009. Il defender dell’Esercito italiano, alle 7 in punto di questa mattina, ha preso il posto della camionetta dei carabinieri davanti alla sede degli uffici diplomatici arabi di via Nomentana a Roma.
Sono arrivati, oggi, i primi militari che sorveglieranno alcuni punti sensibili di Roma, in alcuni casi affiancati dalle forze dell’ordine. I quattro soldati, in tuta mimetica con basco e anfibi imbracciano il fucile e si muovono avanti e indietro davanti al cancello degli uffici diplomatici. A Milano per questa settimana saranno utilizzati 150 uomini (che saliranno a 424 a regime), per ora tutti del Reggimento di Artiglieria a Cavallo: e puntualmente, anzi in anticipo di un quarto d’ora, alle 6.45 in Piazza Duomo è arrivato un mezzo Defender, in colori mimetici, dell’Esercito. Ne sono scesi 6 militari comandati da un caporalmaggiore capo e tra i quali c’è anche una donna, un caporale: gli artiglieri, armati di pistola e in divisa color Kaki, col basco in testa, si sono accordati con una pattuglia della polizia e una dei carabinieri sulle modalità del servizio. Poco dopo le sette, i primi due militari hanno affiancato un carabiniere e un poliziotto davanti all’ingresso principale della Cattedrale.
Alle 9 analoghi servizi saranno attivati agli ingressi laterali del Duomo.
L’arrivo dei militari ha già suscitato la curiosità dei passanti che sono già alcune decine nonostante l’ora e la giornata di agosto.
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sabato 2 agosto 2008
“Conservare la memoria”: l’appello di Napolitano sulla strage di Bologna.
I mandanti politici della strage di Bologna sono ancora ignoti. “Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, che dovrà corrispondere alle richieste legittime dei parenti delle vittime, un tavolo politico istituzionale che intende corrispondere esattamente a questa aspettativa” ha dichiarato il ministro per l’ Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, intervenuto alla manifestazione, a proposito della ricerca dei responsabili della tragedia. Dalla piazza arrivano fischi: “Non mi spaventano” dice Rotondi “mi spaventa semmai la disunità delle istituzioni”. Contestato dal pubblico il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che dal palco ricorda come ‘’nessuno possa ignorare la verità storica come quella giudiziaria”. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al primo cittadino del capoluogo emiliano, auspicando che “dopo tanti anni, si dissolvano le zone d’ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell’opinione pubblica intorno all’accertamento della verità sulla strage”.
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martedì 29 luglio 2008
Assegno sociale, il governo costretto a fare retromarcia.
(L'Unità) Retromarcia riparatrice. Dopo il polverone che si è scatenato sulla cancellazione dell’assegno sociale per 800 mila pensionati a reddito basso, il governo è costretto ad ammettere la sconfitta. La norma sull'assegno sociale contenuta nel decreto legge sulla manovra economica sarà modificata nel passaggio del provvedimento in Senato. Tutto era nato per colpire gli immigrati, specializzati, secondo la destra al governo, nel prendere soldi a spese dello Stato. Così i leghisti avevano fatto inserire tra i requisiti per l’assegnazione della pensione sociale da 400 euro un requisito in più: quello di aver lavorato almeno dieci anni di fila in Italia percependo un reddito pari alla pensione stessa. Peccato che, per penalizzare gli stranieri, si è finito per mettere a rischio un sussidio fondamentale per 800 mila anziani a basso reddito, tra cui le donne che hanno fatto le casalinghe per una vita.
Smentita così la linea Tremonti che solo lunedì aveva sottolineato l'esigenza di approvare in via definitiva la manovra, mentre gli «eventuali interventi correttivi» sarebbero finiti in un disegno di legge che sarebbe stato approvato «probabilmente entro l'anno». Ma evidentemente perfino per Tremonti “mani di forbice” tagliare l’assegno di 800 mila pensionati era troppo. Da qui il dietrofront. Resta invece invariata l’altra norma contenuta nel maxiemendamento alla manovra, quella che esclude la possibilità per i precari di essere reintegrati in azienda attraverso una causa giudiziaria. Non si tratta soltanto di un brutto colpo al diritto dei giovani a un lavoro sicuro, ma si crea anche una confusione non da poco. Come ha sottolineato anche il Servizio studi del Senato, la norma sui precari «non è chiara», nel senso che non si capisce se essa «concerna solo i giudizi in corso o se sia una nuova disciplina a regime». Inoltre, sarà un estate all'insegna dell'incertezza per quei precari che hanno ottenuto l'assunzione dal giudice in primo grado (nella sola Rai ce ne sono 400) e che ora rischiano di finire per strada in attesa che il ddl a fine anno chiarisca tutto. L'altro dubbio, sollevato perfino dal relatore Salvo Fleres (Pdl) riguarda l'eventuale incostituzionalità della norma.
«Più che un governo di sinistra, come dice Berlusconi, ci troviamo di fronte ad un governo delle marce indietro e degli annunci contraddittori», commenta l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. «Vorremmo chiedere alle ministre Carfagna, Gelmini e Prestigiacomo – dice ancora Damiano – che cosa ne pensano della abrogazione voluta dal ministro Sacconi della norma varata nella precedente legislatura a tutela soprattutto delle lavoratrici, contro la pratica aberrante delle cosiddette “dimissioni in bianco” che loro stesse avevano sostenuto sottoscrivendo un ordine del giorno parlamentare della passata legislatura».
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Scontro a destra sulle adozioni ai gay. La Meloni contro la Mussolini: "Pensi ai bimbi".
(AdnKronos) "Non se ne parla. Non e' allargando la platea dei potenziali genitori che si risolve il dramma delle adozioni". Lo afferma in un'intervista a "Libero" il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, intervenendo cosi' sulla proposta della presidente Pdl della Commissione Bicamerale per l'Infanzia, Alessandra Mussolini, che ha sostenuto che 'in Italia serve una legge che consenta l'adozione ai single e alle coppie di fatto'.
Per Meloni, il "vero problema e' il divario tra le domande di adozione e quelle che vengono realmente portate a termine con successo". "Non serve aumentare i soggetti candidati ad accogliere i minori, la soluzione -aggiunge il ministro- sta nel rendere piu' efficace il sistema dell'adozione".
"Abbiamo a che fare con bambini che -sottolinea- hanno gia' sofferto e ai quali non possiamo negare il diritto di avere un padre o una madre. A maggio ragione se ci sono migliaia di famiglie e per famiglie intendo un papa' e una mamma uniti da vincolo religioso o civile, che vorrebbero adottare".
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martedì 15 luglio 2008
Donne e governo. La Carfagna lascia, la Brambilla al posto della Prestigiacomo.
(a fianco, Silvio Berlusconi e Stefania Craxi a Parigi durante i festeggiamenti per il 14 luglio) Clamorosi retroscena dai Palazzi romani del potere. Pare proprio che il ministro Mara Carfagna - nell'occhio del ciclone nelle ultime settimane - abbia confidato a Silvio Berlusconi di essere disposta a lasciare la guida del dicastero delle Pari Opportunità. Ovviamente la decisione finale spetta al presidente del Consiglio. Ma non finisce qui.
Nei corridoi della politica romana si sussurra che il Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbero pensando di mettere Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario con delega al Turismo, al posto di Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente. Il motivo? La bionda di Forza Italia si muoverebbe in modo "troppo autonomo", avendo riconfermato praticamente tutti i manager della precedente gestione, quella di Pecoraro Scanio. Perciò, sarebbe pronto per la Prestigiacomo un incarico in Europa, con il quale liberare la poltrona dell'Ambiente per la rossa di Lecco...
Piccolo gossip internazionale per il presidente del Consiglio. Lunedì 14 luglio a Parigi, a margine dei festeggiamenti per l'anniversario della presa della Bastiglia, Berlusconi si è appartato qualche minuto con la moglie del numero uno dell'Eliseo, Carla Bruni. Speriamo che Sarkozy non sia geloso...
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lunedì 14 luglio 2008
Le pari opportunità della Carfagna. Fissa incontro con l’aspirante signorino buonasera ma poi...
Max Cordeddu, aspirante signorino buonasera, incontra Simonetta Matone, capo gabinetto di Mara Carfagna.
(Televisionando) Dopo averci rilasciato addirittura un’intervista, Max Cordeddu ci ha avvisato di aver incontrato, nei giorni scorsi, Simonetta Matone, capo gabinetto di Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità cui l’aspirante signorino buonasera si era rivolto per far valere i suoi diritti.
“Tema dell’incontro, riferisce anche una nota del Ministero, l’istanza presentata il 5 giugno dallo stesso Cordeddu all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, riguardo una violazione delle legge sulle Pari Opportunità da parte della Rai e dei maggiori gruppi televisivi italiani, nella selezione di sole donne nel ruolo di annunciatrici di programmi televisivi”.
Una copia dell’istanza era stata inviata per conoscenza al ministero delle Pari Opportunità e al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, “e le richieste presentate dal signor Massimiliano Correddu, chiude la nota del ministero, saranno esaminate con particolare attenzione dai nostri uffici”. In attesa di ulteriori novità, non resta che fare a Max i nostri migliori auguri…
sabato 12 luglio 2008
Catania. Patente sospesa perche' gay: due ministeri condannati a risarcire 100mila euro.
I titolari pro tempore dei ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno versare 100 mila euro come risarcimento danni a Danilo Giuffrida (nella foto), il 26enne nei cui confronti fu avviato l' iter di sospensione della sua patente dopo che alla visita di leva aveva rivelato di essere omosessuale per 'disturbo dell'identità sessuale". Lo ha stabilito il presidente della quinta sezione civile del Tribunale di Catania, Ezio Cannata Baratta. La vicenda prese avvio dalla visita di leva. Ai medici di Augusta Giuffrida dichiarò la sua omosessualità. L' ospedale militare informò la Motorizzazione civile che il giovane non era in possesso dei "requisiti psicofisici richiesti" e gli sospese la patente di guida in attesa di una revisione all' idoneità. Giuffrida, tramite l'avvocato Giuseppe Lipera, presentò ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale di Catania che sospese il provvedimento della Motorizzazione osservando che l'omosessualità "non può considerarsi una malattia psichica". Contemporaneamente presentò una domanda di risarcimento danni ai ministeri della Difesa e dei Trasporti ottenendo, in primo grado, il pagamento di 100 mila euro.
"I comportamenti tenuti dalle due amministrazioni appaiono in evidente discriminazione sessuale del Giuffrida e in evidente dispregio dei principi costituzionali". Lo scrive il giudice Ezio Cannata Baratta nella sentenza con quale condanna i ministeri della Difesa e dei Trasporti al pagamento di 100 mila euro di risarcimento danni a Dino Giuffrida, il giovane al quale fu sospesa la patente di guida perché alla visita di leva dichiarò di essere gay. Secondo il presidente della quinta sezione civile del Tribunale di Catania "i comportamenti dei due ministeri" avrebbero "cagionato un grave danno al Giuffrida costituito dalla grave sofferenza morale cagionata dall'umiliante discriminazione subita". "Il comportamento delle due amministrazioni - scrive il giudice nella sentenza - ha gravemente offeso ed oltraggiato la personalità del Giuffrida in uno dei suoi aspetti più sensibili ed ha indotto nello stesso un grave sentimento di sfiducia nei confronti dello Stato percepito come vessatorio nell'esprimere e realizzare la sua personalità nel mondo esterno". Il Tribunale ha anche condannato i due ministeri al pagamento di 10 mila euro di spese legali.
"Quella emessa dal Tribunale di Catania è la prima sentenza del genere: che punisce il danno esistenziale di una persona che viene discriminata dallo Stato perché omosessuale". Lo afferma l'avvocato Giuseppe Lipera, legale del giovane che ha ottenuto, in primo grado, 100 mila euro dai ministeri della Difesa e dei Trasporti al quale fu sospesa la patente perché alla visita di leva dichiarò di essere gay. "La quantificazione del risarcimento è irrilevante rispetto al danno subito dal mio assistito - aggiunge Lipera - per questo auspico che il presidente del Consiglio dei ministri convochi Giuffrida e gli chieda scusa a nome dello Stato e di tutti gli italiani".
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12:17:00
Etichette: discriminazioni, giustizia, governo, ministri, questione omosessuale, ssicilia










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