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martedì 10 giugno 2008

Il popolo Rom esce dai campi.


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A Roma domenica migliaia di persone hanno partecipato al corteo di solidarietà per contrastare recenti atti di razzismo nei confronti delle popolazioni sinte e rom.
"Basta razzismo contro i rom", "Stop alla xenofobia" e "Non aspettiamo la shoah per intervenire": questi gli striscioni di apertura della manifestazione partita dal Colosseo e terminata al Foro Boario, dove si è tenuto un incontro fra le associazioni che hanno organizzato il corteo. In serata si è tenuto un grande concerto con tanti artisti rom.

A Roma la grande manifestazione dei Rom e Sinti contro il razzismo degli italiani. “Siamo qui oggi contro l’apartheid - Santino Spinelli, professore universitario a Chieti, musicista e intellettuale rom - e per far capire all’Italia e agli italiani che i rom non sono nomadi, che i campi sono illegali e disumani e che ci siamo riuniti oggi per la prima volta compatti a favore dei nostri diritti”.

Il corteo e' partito alle 16.00 dal Colosseo. Uomini, donne e molti bambini rom e sinti si sono radunati per protestare contro le politiche sulla sicurezza del nuovo governo Berlusconi definite "discriminatorie".
Con loro in piazza c'erano rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative e alcuni politici di Rifondazione comunista. Secondo Roberto Musacchio, capo delegazione al Parlamento europeo del Prc, “in Italia si fa un uso strumentale della paura come elemento di cattura del consenso elettorale. Ciò è estraneo al palcoscenico europeo. Io ho fatto un'interpellanza per dire che in Italia c'è chi mette in difficoltà l'attuazione delle politiche di integrazione che sono previste in Europa, dove esiste una direttiva contro le discriminazioni e una direttiva sul diritto di mobilità e di soggiorno per tutti i cittadini europei. Si tratta - rileva Musacchio - di pilastri invalicabili e l'Europa è attentissima che non ci siano mai fenomeni di persecuzione collettiva e che le responsabilità penali siano sempre individuali”.
Per Giovanni Russo Spena, esponente di Rifondazione comunista,”partecipare al corteo è un dovere nel momento in cui vengono violentemente negati i diritti di popolazioni come quella dei rom, che sono una ricchezza della nostra umanità. Dobbiamo creare - ha aggiunto Russo Spena - un fronte di opposizione contro la politica cupa del nostro governo. Quando si nominano i supercommissari per i rom si identifica una razza e quindi di fatto siamo culturalmente alla riproposizione delle leggi razziali. Questo sarà un punto fondamentale della ricostruzione dell'opposizione già al prossimo congresso del Prc”.
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Alexian Santino Spinelli, presidente dell' associazione Them Romano.it/newsletter.htm, promotrice del corteo svoltosi ieri nella Capitale.
"Si vuole far passare il campo nomadi - ha aggiunto, - che è una forma di segregazione razziale, addirittura come espressione culturale, come se i rom volessero vivere in questo modo. Non è vero che l'integrazione dei rom pesa sulla tasche degli italiani, perchè passa attraverso i fondi comunitari. Per i progetti di integrazione dei rom vengono stanziati fondi dell'Ue che o non sono attivati o finiscono con il finanziare progetti fasulli di pseudo associazioni di volontariato. Ai rom non arriva nulla".
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