banda http://blografando.splinder.com
Visualizzazione post con etichetta pride. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pride. Mostra tutti i post

martedì 9 settembre 2008

Imma Battaglia: Il movimento gay è sempre più autoreferenziale.

"Il primo e piu' urgente obiettivo politico oggi e' quello di colmare un vuoto legislativo".

(Ansa) ''Si torna un'altra volta a parlare di Gay Pride, dove farli, come farli, con chi. E scoppiano di nuovo le polemiche, come se tutta la politica sui diritti dei Gay si fermasse ai Pride che in Italia, purtroppo, sono sempre piu' spesso autoreferenziali e rappresentativi piu' di chi li organizza che delle aspettative di una popolazione Gay molto piu' matura degli oppositori''. Lo afferma Imma Battaglia, leader storica del movimento lgbt e presidente di Di'Gay Project.

Per questo, secondo Battaglia ''il primo e piu' urgente obiettivo politico oggi e' quello di colmare un vuoto legislativo e arrivare a definire una prima legge sui diritti lgbt''. In questo senso, spiega, ''la proposta Brunetta/Rotondi, come qualunque altra proposta che vada nel senso di definire un quadro normativo, va colta come una nuova opportunita', rendendosi disponibili a un confronto democratico e costruttivo''.

Sphere: Related Content

Pride. Genova 2009 e Roma 2011. Aurelio Mancuso tenta una difesa e attacca i pride romani.

A Roma, la capitale politica del paese, non si possono solo tenere Pride, che sono delle feste allegre e colorate, c'è bisogno di manifestazioni realmente rivolte alla politica. Il problema che non c'è la volontà di organizzarle, visto che solamente Arcigay negli ultimi anni, ha proposto iniziative di grande impatto anche mediatico, differenti dal Pride.

(Aurelio Mancuso) In un giorno solo i gay e le lesbiche italiane hanno saputo che vi è la proposta di tenere a Genova il Pride del 2009 e che a Roma si terrà nel 2011 l'Europride. Azioni decise da associazioni lgbt, che in modo a qualcuno apparso unilaterale, si sono assunte il compito di stabilire date e luoghi. Perché accade così? Non c'è un modo vero di stabilire una volta per tutte chi ha la titolarità di indirre i Pride? Negli ultimi due anni si è provato attraverso le riunioni del movimento, ovvero la chiamata di tutte le articolazioni presenti sul territorio, a stabilire insieme luoghi, piattaforme, organizzazione dei Pride. Non ha funzionato per due ragioni di fondo. La prima è che da una parte c'è chi sostiene che i Pride nazionali debbano essere itineranti e dall'altra invece che bisogna sempre tenerli a Roma; la seconda è che non vi è una condivisione profonda sugli obiettivi politici e le pratiche. Quindi, comprendo i commenti sul mio blog e le perplessità espresse da più parti, ma fino a che non si condividerà un metodo sarà difficile procedere rispettando per esempio molte realtà locali che svolgono un lavoro storico molto importante e, che giustamente si sentono mortificate. Liquidare tutto con la solita manfrina della volontà egemonica di Arcigay e dall'altra con l'inconsistenza politica e numerica di alcune realtà locali che fanno molto rumore, ma poca sostanza, può essere per tutti noi consolatorio e non ci porta da nessuna parte. Arcigay non sarà mai d'accordo che il Pride nazionale si tenga esclusivamente a Roma, non perché c'è il Mieli o per una questione di concorrenza, ma perché ritiene che in questo paese il Pride nazionale svolga un ruolo sociale molto importante che aiuta, come abbiamo visto negli anni, intere comunità a crescere a cambiare le società dove operano. Questo toglie prestigio al Pride di Roma, al movimento romano? Affatto. L'errore di fondo, a mio modesto avviso, è che si carichi il Pride di elementi politici impropri. Se la nostra unica risposta politica annuale è il Pride, allora hanno ragione i nostri avversari quando indicano in quella manifestazione elementi che non centrano nulla con la presenza sociale degli e delle omosessuali italiane. A Roma, la capitale politica del paese, non si possono solo tenere Pride, che sono delle feste allegre e colorate, c'è bisogno di manifestazioni realmente rivolte alla politica. Il problema che non c'è la volontà di organizzarle, visto che solamente Arcigay negli ultimi anni, ha proposto iniziative di grande impatto anche mediatico, differenti dal Pride. Allora dobbiamo continuare a litigare sul dove si fanno i Pride o possiamo finalmente parlare del perché si tengono i Pride? Sulla titolarità di chi può indirre un Pride, voglio essere molto franco: non ce l'ha solo Arcigay nè solo il Mieli, ma neppure una pletora di associazioni raccolte alla bisogna per mostrare i muscoli (alcune delle quali nemmeno lgbt, e nate per l'occasione). Da tempo ho proposto una soluzione semplice e credo realmente democratica: si stacchi la gestione organizzativa dei Pride affidandola a un Comitato Organizzatore (come avviene in tutti i paesi del mondo) che finalmente possa lavorare con continuità e avendo a disposizione un calendario di Pride non improvvisato. Ci sia poi un luogo chiaro, convocato con regole certe e condivise, dove si assumono le decisioni rispetto alle città dove tenere i Pride nazionali (tenendo conto che Milano e Roma il pride lo fanno comunque tutti gli anni). E' tanto complicato? Per ora sì, perché prevalgono logiche di conflitto e il nodo su Pride nazionale sempre a Roma o no, non è per nulla sciolto. Quando è in atto un confronto del genere, si possono certamente formare partigianerie e, trovo infantile che vi sia qualcuno che si scandalizza, il fatto di essere gay, lesbiche, trans, non ci obbliga ad essere d'accordo e di prefiggerci gli stessi scopi. Cerchiamo però di trovare una strada condivisa. Non sarà facile, perché ci sono ferite recenti, che bruciano e sono difficili da rimarginare. In ultimo, solo per dovere d'ufficio, mi sembra che alcune rappresentazioni su Arcigay siano davvero impostate su pregiudizi, incrostazioni e non conoscenza. Quello che ha davvero importanza non è l'attuale presidente nazionale, ma che esista e continui ad espandersi una rete nazionale che è ormai presente in una cinquantina di città. Può non piacere, ma è un po' impolitico prescinderne o avere atteggiamenti di sufficienza. Come sono preziose esperienze locali, ma di valenza nazionale come il Milei, il Maurice, Digay Project ed altri, spero che non si pensi che Arcigay sia una variabile indifferente.
--

Ndr. E' offensivo! Ecco cos'ha scritto un lettore nel blog di Mancuso: "La visione del Pride come momento di festa completamente avulso dalle rivendicazioni politiche mi lascia senza parole. Ma allora il 28 giugno (guarda caso la data del Pride) a Stonewall si giocava ad un gioco di guerra virtuale?" Come si fa a non concordare?

Sphere: Related Content

lunedì 8 settembre 2008

Dal Circolo Mieli, precisazioni sull'EuroPride 2011.

Dopo il breve comunicato stampa di sabato 6 settembre, diffuso dal Circolo Mario Mieli, che ha annunciato la notizia dell'assegnazione dell'Europride a Roma per il 2011, ecco alcune notizie e considerazioni aggiuntive che potranno certamente essere utili e stimolanti. Come e chi sceglie la città dove svolgere un Europride? La scelta viene effettuata da un'organizzazione europea, l'EPOA, cui partecipano delle associazioni che hanno organizzato nei propri paesi dei Pride e che ovviamente risultino iscritti a tale struttura sovranazionale.
Dopo il breve comunicato stampa di sabato 6 settembre, diffuso dal Circolo Mario Mieli, che ha annunciato la notizia dell'assegnazione dell'Europride a Roma per il 2011, ecco alcune notizie e considerazioni aggiuntive che potranno certamente essere utili e stimolanti.

Come e chi sceglie la città dove svolgere un Europride? La scelta viene effettuata da un'organizzazione europea, l'EPOA, cui partecipano delle associazioni che hanno organizzato nei propri paesi dei Pride e che ovviamente risultino iscritti a tale struttura sovranazionale.

Esiste ovviamente un regolamento, sia per appartenere all'Epoa, sia per concorrere all'assegnazione dell'Europride, con una candidatura che deve essere posta tre anni prima dell'anno in esame. Inoltre va presentato un progetto tecnico, economico e di idee, fatto dall'associazione che si propone come organizzatore, e chiaramente delle motivazioni di opportunità politica, nonché vanno presentate delle lettere di intenti e di appoggio da parte di altre associazioni e di amministrazioni pubbliche. Per riassumere esistono regole, procedure, anzianità, esperienza ed affidabilità, cadenze temporali, rete di interconnessioni pubbliche e private.

Questo chiarimento è importante per evitare che si possa pensare che ci sia un'attribuzione casuale o misteriosa ad un organizzatore e che si scelga una città al posto di un'altra solo perché vi è oscillato sopra il pendolino di una maga.

Il Circolo Mario Mieli organizza Pride dal 1994, è iscritto all'Epoa sin dal 1996, ha ripetutamente fatto parte del direttivo (quest'anno compreso), ha già organizzato un Europride (il World Pride del 2000) e aveva già vagliato tempi e modi per una propria candidatura negli ultimi due anni, in vista delle date precedenti al 2011.

Quest'anno ci abbiamo riprovato, avendo costruito, con i due tentativi precedenti, una più proficua possibilità di successo; non a caso a luglio abbiamo inviato una e-mail alle associazioni italiane lgbt chiedendo lettere di appoggio. Sono giunte molte di queste dichiarazioni da parte di realtà che hanno così già dimostrato di essere interessate ed entusiaste rispetto all‘idea, e abbiamo raccolto anche le lettere d'intenti del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Va chiarito che nessuna altra realtà d'Italia si è mai proposta né in passato né oggi, anche perché solo da quest'anno si è iscritta all'Epoa un'altra associazione lgbt italiana: il Comitato provinciale Arcigay di Milano.

C'è stato inoltre solo un interessamento verso una candidatura da parte di Torino, non realizzabile per il regolamento Epoa. Come dire: se c'era qualche possibilità di riportare l'Europride in Italia, tecnicamente lo poteva fare solo il Mieli, oltre al fatto che solo il Mieli si è dimostrato interessato e pronto a farlo.

Spiegato doverosamente l'iter, mi preme dire che il Mieli è elettrizzato dalla nuova avventura che si apre, con l'ulteriore certezza che questi anni antecedenti saranno preziosi e forieri di stimoli ed opportunità di ogni tipo, soprattutto politici ma anche culturali e sociali; inoltre si apre un'occasione ottima per chiunque ci vorrà credere ed è disposto a costruire insieme a noi l'appuntamento e gli anni da vivere prima. Due anni e mezzo che possono essere rivoluzionari sia all'interno del movimento, sia per la comunità; mesi che possono far tornare l'entusiasmo a chi oggi non vede molte prospettive o si sente depresso dalla politica italiana; giorni e giorni utili a chi vuole lavorare, lottare per i diritti e creare opportunità di ogni tipo alla comunità e alle persone lgbt; migliaia di ore da spendere per pensare ed agire, tralasciando le incrostazioni delle contrapposizioni e la vacuità del chiacchierare per se stesso.

A noi interessano i risultati, che siano fattibili, di successo e politicamente “con la schiena dritta”, e siamo certi che nella galassia lgbt italiana c'è una marea di singoli, associazioni e reti interessati a questo approccio e che si spenderanno con noi.

Noi ci abbiamo messo e ci metteremo le idee, la comprovata e riconosciuta esperienza, l'impegno e la responsabilità: chi vuole condividere è atteso con bramosia; chi pretende senza dare, ha sbagliato interlocutori ed epoca storica.

Che la strada fino al 2011 ci sia a tutti lieve ed elettrizzante, costruttiva e fattiva. Una scossa e una serie di orgogliosi obiettivi da realizzare.

Testardamente vostra.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Sphere: Related Content

martedì 1 luglio 2008

Gaypride Parigi. Fischi e contestazioni per i gay di centrodestra.

Nel corso del pride parigino che diversamente da quello bolognese ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di francesi, il carro di GayLib, associazione di gay e lesbiche dell’UMP (il partito del presidente Sarkozy), è stato bloccato per più di un’ora da militanti delle Panthères Roses, di ActUp e di Aides e da un centinaio di partecipanti, che protestavano contro la politica del governo Fillon-Sarkozy che a gran voce chiedevano la parità tra omosessuali ed eterosessuali.

Il boicottaggio è stato ben studiato, ed è stato accompagnato da slogan come: “Niente UMP al Pride!” o “Sarko, Boutin (esponente ultracattolica dell’UMP, oggi ministro, Vanneste, (esponente dell’UMP condannato più volte per omofobia), vi detestiamo!”. Il carro la cui parola d'ordine era comicamente «Le changement, c'est Nous!»... è così giunto alla Bastiglia, luogo d'arrivo della parata, alle 19, con un'ora di ritardo.

Risulta anche in questa occasione emblematica la posizione di Emmanuel Blanc: fondatore di Gaylib in Francia, strenuo sostenitore di Sarkozy e, nello stesso tempo, incapace di rendersi conto che il suo appoggio viene totalmente ignorato come nel caso si altri sedicenti gruppuscoli europei di sedicenti gay liberali o di destra.

Autocritica è stata fatta da Jean-Luc Romero, esponente indipendente del partito di Nicolas Sarkozy (UMP) che ha ammesso: “sotto i governi di destra le questioni sociali non fanno mai molti progressi. È da un anno che le personalità più aperte della maggioranza non si fanno sentire”.

Fonte| Libération
---
I tg francesi sul pride parigino.


---
Il corteo con il carro contestato di GayLib.

Sphere: Related Content

lunedì 19 maggio 2008

Sorprendente dichiarazione di GayLib: “Carfagna contraria al riconoscimento delle coppie gay? Allora era meglio la Mussolini”...

Allineato all'Arcigay ma pronto a cambiare linea. Lo stupore di Enrico Oliari che dopo essere stato ignorato dal Pdl e dal ministro Carfagna, preferisce alla soubrette un'altra parodia di soubrette. Quella di "Meglio fascisti che froci". Siamo noi stupefatti della totale mancanza di una strategia politica e dal vuoto politico e morale dei sedicenti gay di centrodestra.

“Sono stupito dell’annunciata e pregiudiziale chiusura del Ministro Mara Carfagna al riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali, cosa che rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto centinaia di migliaia di gay”. Lo afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra), il quale sostiene che “Recentemente Alessandra Mussolini aveva dimostrato assai più lungimiranza politica inserendo nel suo ‘governo penombra’ un omosessuale per le Pari Opportunità, segno che i tempi sono maturi per affrontare sobriamente la questione anche in un’Italia che se ne infischia delle Risoluzioni del Parlamento di Strasburgo e che in materia di diritti civili delle persone omosessuali è stata superata persino dalla Colombia e dal Sud Africa”.

“Noi di GayLib - conclude la nota – abbiamo pronte le nostre proposte alternative al mondo culturale ed al movimento omosessuale di sinistra ed in particolare il Riconoscimento delle Unioni Omoaffettive; mi auguro che il Governo, forte di una ritrovata laicità, sappia seguire fino in fondo la via del liberalismo: non è negando un diritto che se ne conserva un altro”.

Sphere: Related Content

domenica 4 maggio 2008

Parata per la visita del Papa a Genova, divise le associazioni gay.

Il capo della Cei Bagnasco: rispettino le opinioni altrui. Bufera sulla Meloni per le critiche al Pride di Bologna.

(Erika Dellacasa - Il Corriere della Sera) «Ognuno può esprimere la propria opinione sempre nel limite della libertà e del rispetto di tutti e nella civiltà delle forme». Così l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco ha invitato «al buon senso e alla moderazione » la rete laica che sta organizzando manifestazioni per il 17 e il 18 maggio durante la visita di papa Ratzinger a Savona e Genova. Il cardinale ha fatto un richiamo «alla civiltà di forme, modi e tempi».

L'idea di una «gay parade » certo non rallegra la Curia. L'appello lanciato dalla rete laica «in difesa della laicità dello Stato contro le ingerenze della Chiesa» è stato sottoscritto da associazioni di gay, lesbiche e trans. «Il nostro corteo avrà una parte colorata rappresentata dalle associazioni degli omosessuali — spiega Luca Oddone del centro sociale Zapata — ma dal Global Meeting di Marghera lanceremo un invito a tutti i centri sociali a venire a Genova. Non è un "gay pride", ma un "pride laico"».

Arcilesbica e Azione Trans hanno confermato l'adesione mentre ieri l'Arcigay ligure, in disaccordo sui tempi, ha detto che non prenderà parte al corteo. «La nostra iniziativa — dice Oddone — non è contro il Papa né contro la Messa. Non facciamo ingerenze nelle opinioni e nella fede altrui però vogliamo essere liberi di criticare la Chiesa quando si occupa della legge elettorale o di quella sull'aborto ». I no global hanno scelto per il corteo di Genova il 17, quando il Papa sarà a Savona.

Ma il tema «gay parade» rimane sensibile non solo a Genova. Le dichiarazioni dell'esponente di An Giorgia Meloni sul Gay Pride del 28 giugno a Bologna ieri hanno scatenato le polemiche. «Lo trovo una ostentazione fastidiosissima, si vedono scene raccapriccianti — ha detto —. Non ho nulla contro i gay, alcuni miei amici lo sono, ma il Gay Pride fa male agli omosessuali». Replica dell'ex ministro alle Pari Opportunità Pollastrini: «Fastidiosissima la posizione della Meloni». Protesta dell'Arcigay per «i banali stereotipi dei filantropi di destra».

Sphere: Related Content

venerdì 25 aprile 2008

E' ufficiale: Niente parata del Gaypride a Mosca. La polizia russa teme provocazioni.

Alekseev: "Proseguiremo sino al fine del mese".
(Apcom) Ufficialmente respinta la richiesta per tenere a Mosca il Gay Pride il primo o il 2 maggio: lo apprende Apcom da Nikolaj Alekseev (nella foto), organizzatore della manifestazione dell'orgoglio omossessuale, che annuncia: "Continueremo a presentare le nostre richieste per ogni giorno di maggio. Sono già sul tavolo del Comune quelle per le date successive, dal 3 all'8 maggio. Proseguiremo sino alla fine del mese per arrivare a tenere la manifestazione e siamo intenzionati comunque a realizzare quello che è un nostro diritto costituzionale".

Ma la discesa in piazza per l'orgoglio omossessuale continua ad essere fortemente osteggiata dal Comune. E oggi viene la conferma su carta di quanto già anticipato a voce dal sindaco Yurij Luzhkov ad Apcom lunedì scorso. "La nostra posizione èchiara e non è cambiato nulla", aveva detto il primo cittadino di Mosca, senza lasciare spazio a nessun cambio di direzione. Dopo che a fine maggio 2007 si erano verificati numerosi scontri di piazza tra coloro che avevano tentato di organizzare la manifestazione e un gruppo di ultra-ortodossi. Con il successivo intervento delle Forze speciali Omon che avevano tentato di portare la situazione alla normalità pur utilizzando la mano pesante.

Oggi il numero due per il coordinamento della sicurezza nella capitale russa Vasily Oleinik cita la "Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali adottata il 4 novembre 1950. In particolare l'articolo 11, [sulla libertà di assemblea], secondo il quale il diritto ad una riunione pacifica puo' essere limitato a fini di ordine pubblico".

Ma per Alekseev il 'niet' delle autorità moscovite va contro il parere della corte di Strasburgo del maggio scorso: "non si può vietare per ragioni di sicurezza una manifestazione gay e l'espressione dell'orientamento omosessuale".

Dunque se a ogni richiesta verrà opposto un no, gli organizzatori intendono comunque scendere in piazza "a sorpresa" a maggio. Ed è più che probabile che per l'occasione arrivi a Mosca un gruppo di eurodeputati e politici italiani: da Marco Pannella a Marco Cappato, al "transgender" Vladimir Luxuria che l'anno scorso è stato aggredito e successivamente allontanato dai disordini.

Sphere: Related Content

lunedì 21 aprile 2008

Anche per quest'anno niente Gaypride a Mosca. Lo dice il sindaco Luzhkov.

Un'accesa discussione durante il Gaypride non autorizzato dello scorso.

Anche quest'anno le Autorità cittadine vieteranno il Gay Pride a Mosca. Lo ha detto il sindaco Yurij Luzhkov rispondendo a una domanda di Apcom sulla possibilità a fine maggio di una manifestazione per le strade della Capitale russa dell'orgoglio omosessuale.

"La nostra posizione è chiara e non è cambiato nulla", ha affermato il primo cittadino di Mosca, senza lasciare spazio a nessun cambio di direzione dopo che lo scorso maggio si erano verificati numerosi scontri di piazza tra coloro che avevano tentato di organizzare la manifestazione e un gruppo ultra-ortodossi. Con il successivo intervento delle Forze speciali Omon che avevano tentato di portare la situazione alla normalità pur utilizzando la mano pesante.

Secondo altre fonti per la fine di maggio ci sarà un gruppo di deputati europei ed è possibile anche la presenza di politici italiani: da Marco Pannella a Marco Cappato, sino all ex deputato "transgender" Vladimir Luxuria che l'anno scorso è stato aggredito e successivamente allontanato dai disordini.

Sphere: Related Content

lunedì 14 aprile 2008

Bologna. Negozianti contro il Gay Pride.

Secondo un sondaggio de La Stefani, 60 commercianti su 100 sono contrari al corteo dell'orgoglio gay in Piazza Maggiore. Tre su quattro temono che possa provocare danni. Uno su quattro, invece, si mostra più tollerante verso la manifestazione e pensa che avrà maggiori guadagni.

(Sonia Arpaia e Monica Scillia - La Stefani) Se gli ambulanti della Montagnola non rinunciano al mercato e vogliono il Gay Pride in piazza Maggiore, i commercianti del centro vorrebbero fuori dalle mura la sfilata del prossimo 28 giugno. Percorrendo le strade interessate dal corteo del'orgoglio omosessuale, dalle vetrine si intravedono pareri discordanti. La preoccupazione principale è che la sfilata, dopo le proteste giunte da piazza VIII Agosto, possa concludersi in piazza Maggiore. Secondo il 60% dei 107 negozianti intervistati da La Stefani, potrebbe provocare “caos e problemi al traffico”.

Da Porta Castiglione a via dei Mille, passando per i viali, i pareri si dividono quasi a metà. Il 40%, infatti, si dice favorevole al Gay Pride, il 31% contrario e il 29% indifferente. Tolleranti o disinteressati che siano, i negozianti si nascondono dietro un “ognuno è libero di manifestare per ciò che vuole”, ma quando gli si chiede se ritiene che il Gay Pride porterà benefici alla loro attività, circa il 75% risponde che non sarà così e che, anzi, teme una “fuga della clientela e possibili danni e disordini”. “Che manifestino pure per quello che vogliono, purchè non danneggino i nostri locali”, lamenta dal suo bar una commerciante di via Saragozza. Più tranquillo un 25%, che ritiene che la manifestazione porterà più clienti e, dunque, maggiori guadagni. “Siamo favorevoli al Gay Pride, non hanno mai fatto male a nessuno”, dice un commesso di via Righi. Gli fanno eco da Combo, in piazza VIII Agosto: “Ci piacerebbe finissero qui, ma comprendo le ragioni degli ambulanti della piazzola”.

Se i commercianti restano chiusi nei loro negozi, “timorosi” al passaggio della manifestazione, ad alzare la voce, nei giorni scorsi, sono stati proprio gli ambulanti della Montagnola. Il corteo, infatti, partirà dai giardini Margherita, percorrerà i viali, poi via Don Minzoni, via dei Mille fino a giungere in piazza VIII Agosto. Niente mercato, dunque, per far spazio alla manifestazione. “E’ come chiederci di rinunciare ad un quarto delle nostre entrate mensili” ha spiegato Alis Alberi dell’Anva Confesercenti, “Noi non siamo contro la manifestazione. Anzi. Con il Gay Pride siamo uniti nella discriminazione, ma un buon amministratore deve saper far convivere due realtà di questo tipo”. La Prefettura, sta prendendo ora in esame le varie opzioni e le necessità di tutti, con il coinvolgimento del Comune e delle istituzioni. Si deciderà nei prossimi giorni. Gli organizzatori della sfilata, nel frattempo, si mostrano comprensivi, “il malessere dei commercianti è ragionevole e comprensibile, ben venga piazza Maggiore” ha dichiarato Marcella Di Folco, presidente del Comitato Bologna Pride 2008. "I commercianti della piazzola, al contrario di altri hanno giustamente intuito l'apporto, anche commerciale, dell’evento" ha sottolineato la Di Folco.
E gli albergatori? Decisamente meno dubbiosi sul possibile indotto legato alla manifestazione. “Arriveranno 30.000 persone da fuori Bologna che hanno bisogno di dormire, è quindi un’ottima occasione” ha dichiarato Riccardo Bacchi Reggiani, direttore dell’hotel “I portici” annunciando che ospiterà eventi legati al Gay Pride.

In attesa dell’inizio degli eventi, che partiranno a maggio, in città sono già giunti i primi protagonisti del corteo. Sono i quattro personaggi, in stile manga, creati apposta per l'occasione: si chiamano "puraido", per richiamare la parola giapponese corrispondente a "pride", creati da Lorenzo "Q" Griffi, tra gli organizzatori della sfilata del 28 giugno. Lo scorso venerdì, i quattro manga sono stati al centro di un episodio sgradevole. Su uno di questi manifesti, in piazza dei Martiri, è apparsa uno svastica. “La cosa non ci stupisce - ha dichiarato Elisa Manici del Comitato Pride - eravamo preparati a gesti di questo tipo. Siamo impegnati in una campagna per i diritti civili non ci facciamo certo spaventare da pochi estremisti. Restiamo fiduciosi che la città nel suo complesso accoglierà positivamente il Pride”.

Sphere: Related Content

Bologna. Gay Pride, il settimanale della Curia contro Guglielmi.

Il caso - Per le parole sull´estate culturale. Il corsivo: si diano all´assessore solo le varie e eventuali. La replica: non è un giornale serio.

(La Repubblica, edizione di Bologna) Il settimanale della Curia "Bologna Sette" critica l´assessore alla Cultura Angelo Guglielmi, secondo il quale "L´estate culturale bolognese comincia con il Gay Pride", e a stretto giro replicano Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, e il comitato organizzatore del Pride, che sfilerà per le strade il 28 giugno. Nel mezzo l´assessore alla Cultura, che replica piccato: «Bologna Sette non è un giornale serio. E´ una menzogna assoluta, una balla che l´estate bolognese del Comune cominci con il Gay Pride. Stanno smerciando una notizia falsa».
A sollevare la nuova polemica tra via Altabella e Palazzo d´Accursio è il corsivo apparso ieri sul settimanale di Avvenire, siglato dal responsabile del supplemento Stefano Andrini. «Abbiamo forti dubbi che una manifestazione di costume (peraltro discutibilissima) come il Gay Pride debba rientrare nella programmazione culturale del Comune di Bologna e ne sia in qualche modo il punto di partenza. E´ questo l´ideale che viene proposto alla città?. Cultura è al contrario tensione all´elevazione dello spirito, espressione della ricerca del bello. Guglielmi, nel suo incontenibile entusiasmo per il Gay Pride, tace sugli autentici fatti culturali di cui il suo ufficio dovrebbe occuparsi (la cultura bolognese è stata fatta grande nel mondo non da rivendicazioni di identità sessuale ma, per esempio, dalla sua università e dalla coltivazione del diritto). Dopo questa uscita infelice non ci resta che sperare che all´assessore sia affidata con urgenza solo la delega alle ‘varie ed eventuali´. O che Guglielmi tiri finalmente i remi in barca prima che in barca ci vada il suo assessorato».
Pronta la risposta di Grillini: «La Curia di Bologna si rassegni: gli assessori per ora li nomina il sindaco e anche le deleghe. Non c´è ancora quello Stato teocratico nel quale si chiede il permesso alla Curia prima di assumere decisioni amministrative. L´articolo di ‘Bologna Sette´ sul Gay Pride ci dice che la manifestazione non piace alla Curia di Bologna. Lo sapevamo già, d´altra parte nemmeno la politica della Curia piace a noi per cui siamo pari». Il presidente dell´Arcigay ha aggiunto un «consiglio» alla diocesi bolognese: «Evitare gli insulti se si vuole una manifestazione che non ricambi e non rispedisca al mittente i toni offensivi dell´articolo. La Curia si metta il cuore in pace e rispetti il Pride».

Sphere: Related Content

domenica 13 aprile 2008

Bologna. Svastica e offese su manifesto del Bologna Pride.

(Dire) Ieri mattina una svastica ha fatto la sua comparsa su uno dei tanti manifesti della campagna "Bologna Pride 2008", affisso in piazza dei martiri nel capoluogo emiliano. "La cosa non ci stupisce- commenta Elisa Manici del Comitato Pride- eravamo in realtà preparati a gesti di questo tipo". E se la provocazione non stupisce gli organizzatori, tanto meno li intimorisce: "Siamo impegnati in una campagna per i diritti civili- continua Manici in una nota- non ci facciamo certo spaventare da pochi estremisti".

Il manifesto preso di mira è uno di quelli che pubblicizzano il Gay Pride del prossimo 28 giugno con quattro personaggi in stile manga, creati apposta per l'occasione. La svastica è apparsa su uno di essi: la figura del calciatore gay senza volto. Non un caso, secondo il Comitato, ma piuttosto il risultato di un "retro pensiero conscio o inconscio" che vedeva l'immagine come "inconciliabile con quella cultura 'machista' i cui frutti sono tanto il silenzio obbligato di molti sportivi relativamente al proprio orientamento sessuale, quanto le azioni provocatorie di alcuni bulletti”. Nonostante l'inconveniente il comitato ha anche fatto sapere di essere fiducioso "che la città nel suo complesso accoglierà positivamente il Pride".

Sphere: Related Content

giovedì 27 marzo 2008

L'organizzazione del Gaypride bolognese attacca Il Cardinale Caffarra: "Si faccia i fatti suoi!".

La Curia replica: su questi temi il nostro pensiero è noto. Lo Giudice: "Via Altabella non è un obiettivo, chiediamo una legge sui Dico".

(Micol Lavinia Lundari - La Repubblica, edizione di Bologna) Mancano ancora tre mesi alla data del 28 giugno, quando a Bologna tornerà dopo tredici anni il Gay Pride, ma è già polemica. Con un attacco al cardinale Carlo Caffarra gli organizzatori provocano un terremoto politico. Imbarazzo nella giunta Cofferati, anche perché l´assessore all´Istruzione Milli Virgilio ieri era presente alla conferenza stampa nella quale Marcella Di Folco del Mit - movimento identità transessuali - ha avuto parole durissime contro la Curia: «Il cardinal Caffarra? Che si faccia i fatti suoi. Non ha il diritto di dire che il suo è un amore di serie A e il nostro uno di serie B». Via Altabella fa sapere che su questi temi «la dottrina della chiesa è nota», ma non aggiunge altro per non dare ulteriore risalto alla vicenda. La Di Folco è a capo del comitato organizzativo della sfilata di lesbiche, gay, bisessuali e trans che attraverserà Bologna e promette di portare in città almeno 30mila persone. Seduto allo stesso tavolo anche Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd e presidente onorario dell´Arcigay, che qualche ora dopo dichiarerà, a proposito delle critiche al cardinale, «di non ricordare quella frase, e comunque non si trattava di un attacco, ma di una risposta alla provocazione di una cronista. Non è certo la Curia l´obiettivo primario della festa del 28 giugno, ma le istituzioni della Repubblica che hanno il compito di legiferare. Il mio scopo è quello di ottenere riforme su un piano giuridico, normativo e di lotta ai pregiudizi sociali».

«Ribadirò a Caffarra quello che indirizzai a Biffi tredici anni fa, perché nulla è cambiato» insiste invece Marcella Di Folco che ironizza sull´atteggiamento della Chiesa rispetto alla diversità sessuale, tirando in mezzo anche monsignor Ernesto Vecchi: «Ha detto bene, (i preti, ndr) non sono omofobi visto che tra loro si vogliono bene». A smorzare i toni, parlando della manifestazione più che dei messaggi, diretti o trasversali, che verranno lanciati, ci prova Lo Giudice (nella foto), che è anche presidente della commissione per i diritti di gay e lesbiche del ministero delle Pari opportunità. «Questo appuntamento vuole essere un momento di rottura degli schemi in sé, la provocazione si limita a questo. Vuole essere un´occasione di visibilità festosa per persone che storicamente sono rimaste invisibili. Né muri imbrattati, né degrado, né sporcizia. E i partecipanti del Pride non sono soltanto quegli individui vestiti di piume e pailettes che finiscono sempre sui media: loro costituiscono solo una piccola parte del nostro movimento, che è fatto di persone comuni e molto diverse fra loro». Sono trentacinque le organizzazioni che hanno stilato il programma del Pride 2008. Si tratta di una battaglia fra il politico e il civile, insiste Lo Giudice, «che vuole riaffermare con orgoglio la laicità dello Stato, la pari dignità e i pari diritti civili e sociali di tutte e di tutti». Una battaglia combattuta sul campo di Bologna, città che «per anni fu un nostro punto di riferimento» e che ora, come ha affermato Di Folco, «oggi si confronta duramente con una Curia e con forze di destra e di centrodestra che per affermare la propria identità contrastano i movimenti, primo fra tutti quello Lgbt».

Sphere: Related Content

mercoledì 26 marzo 2008

Il Pride nazionale a Bologna in giugno. Si teme bassa partecipazione per una connotazione politica troppo di parte e strapaesana.

La manifestazione nazionale confermata. Dai giardini Margherita a piazza VIII Agosto. Sfilando per i viali, poi giù per via Don Minzoni e via dei Mille. E’ l’ipotesi di percorso, quasi definita.

(Luca Orsi - Il Resto del Carlino) Dai Giardini Margherita a piazza VIII Agosto. Sfilando per i viali, poi giù per via Don Minzoni e via dei Mille. E’ l’ipotesi di percorso, quasi definita nei dettagli, su cui stanno lavorando la Prefettura e gli organizzatori del Gay Pride nazionale di sabato 28 giugno. Una manifestazione omosessuale che, secondo le prime stime, potrebbe superare il tetto delle 25mila presenze. Anche per questo è stata scartata l’idea iniziale di fare passare il corteo per il centro, con chiusura della manifestazione e festa finale in piazza Maggiore. Prefettura e Comune hanno voluto minimizzare l’impatto della manifestazione sul centro storico. Visto l’afflusso di gente previsto, piazza VIII Agosto è stata ritenuta anche dalle forze dell’ordine la scelta migliore, in termini di sicurezza e controllo.

Da quanto si sa, le proposte alternative sono state accettate senza troppe difficoltà. «Gli organizzatori del Gay Pride hanno dimostrato la massima ragionevolezza. Nessuno vuole creare problemi alla città e ai bolognesi», aveva detto al Carlino il prefetto Vincenzo Grimaldi. «Il rapporto con le istituzioni è stato assolutamente positivo, di dialogo e reciproco ascolto — conferma Emiliano Zaino, presidente del Cassero —. In questo modo si sono trovate sempre soluzioni utili, nel rispetto dei luoghi e dei cittadini».

Chi invece dovrà fare buon viso a cattiva sorte sono gli ambulanti della Piazzola, che si tiene proprio in piazza VIII Agosto. Per sabato 28 giugno il Comune ha intimato lo sfratto al mercato. Per ora si sta cercando un accordo per fissare una giornata ‘di recupero’.

Se i commercianti non accettassero questa soluzione, «dovremo emanare un’ordinanza urgenze per ragioni di sicurezza», fanno sapere da Palazzo d’Accursio. In questo caso, agli ambulanti non sarebbe concesso alcuna giornata supplementare di mercato.

In Comune, il Gay Pride non sembra togliere il sonno. «Nessuna preoccupazione — afferma il sindaco, Sergio Cofferati —. E’ una manifestazione politica come tante altre. E noi, quindi, non abbiamo un ruolo diretto nella preparazione della manifestazione, che spetta a Prefettura e Questura».

Franco Grillini, deputato socialista, presidente onorario dell’Arcigay, candidato sindaco nel 2009, sarà in prima fila. La manifestazione di giugno, anticipa, «avrà una forte connotazione politica». Se alle elezioni del 13-14 aprile vincerà il Pdl, il Gay Pride «sarà una manifestazione contro la destra omofoba al governo». Se vincerà il Pd, «sarà una manifestazione di rivendicazione».

L’ultimo Gay Pride nazionale ospitato a Bologna data luglio 1995. Secondo gli organizzatori, arrivarono oltre 20mila persone. Da mesi gli organizzatori sono al lavoro per reclutare volontari, dalla segreteria alla ricerca fondi, dai trasporti al servizio hostess, dal volantinaggio alla security. Con l’obiettivo di «superare il risultato di 12 anni fa, nel giorno esatto in cui il Cassero festeggia i 25 anni di vita».
---

FORZA NUOVA: NO AL GAY PRIDE, Sì ALLE LISTE CIVICHE PER IL COMUNE.
Dall'annuncio di iniziative «beffarde» contro il Gay Pride del 28 giugno alla disponibilità a un accordo con i civici di Guazzaloca per le amministrative del 2009.

(Erica Ferrari - Il Resto del Carlino) Dall'annuncio di iniziative «beffarde» contro il Gay Pride del 28 giugno alla disponibilità a un accordo con i civici di Guazzaloca per le amministrative del 2009, a patto che si resti nell’ambito del civismo. C’è spazio anche per le questioni bolognesi alla conferenza stampa di presentazione dei candidati di Forza Nuova per le politiche del 13-14 aprile. La formazione ha liste indipendenti per Camera e Senato, guidate in Emilia Romagna dal vicepresidente nazionale Gianni Correggiari e da Ugo Bertaglia.

L’indipendenza dai partiti sarà anche il must per le amministrative del 2009, per cui «escludiamo accordi con i partiti, non escludiamo invece accordi tra liste civiche», dice Correggiari. Dunque, se quella dei sostenitori di Guazzaloca sarà una lista civica «potremmo aderire o appoggiare». Quanto al Gay Pride - «una cosa che ai bolognesi non interessa» -, Correggiari promette «pressione per far in modo che sia spostato il più possibile lontano da Bologna».

L’illustrazione del programma politico di Forza Nuova spetta al candidato premier Roberto Fiore, ieri a Bologna per un tour elettorale e a San Giovanni in Persiceto per una cena con i simpatizzanti. Che il partito si ponga come alternativa a Pd e Pdl lo mostra lo stesso manifesto, raffigurante un fondoschiena (con scritto sopra ‘destra’ e ‘sinistra’) nell’atto di schiacciare un uomo, e lo slogan ‘il potere ti schiaccia’. Tra i punti salienti, l’irrigidimento della legge sull’immigrazione Bossi Fini, la statalizzazione di sanità e autostrade e la difesa dei valori cristiani.

Sphere: Related Content

Sondaggi in Belgio: un terzo dei gay diserterà il Gay Pride 2008.

(Babilonia) Il sito omosessuale belga GayID ha appena rivelato l’esito di un sondaggio presso la popolazione gay locale. Un terzo degli intervistati si dichiara poco interessato al prossimo Gay Pride, che si terrà il 17 maggio. Contesta i dati l’altra comunità virtuale gay, GayBelgium, sostenendo che gli intervistati hanno spesso meno di 21 anni e sono mediamente residenti nelle Fiandre, ossia un po’ lontano da Bruxelles.
Comunque stiano le cose, è un segnale più che percepibile della progressiva disaffezione degli omosessuali di Belgio dalle parate gay. In fondo, commentano da GayID, godono di una condizione di grande inserimento sociale, che consente il disimpegno politico e sociale nella rivendicazione di ulteriori diritti attraverso i cortei festanti.

Sphere: Related Content

lunedì 10 marzo 2008

Il mondo gay costellato di ghetti veri, ghetti presunti.

(cxambro) La Giornata Internazionale della Donna, tanto per cambiare.
Non sono maschilista, anzi: chi mi conosce sa di certe mie posizioni…; e tuttavia non posso certo dire di essere un femminista. Dirò che sono un anti-femminista, e che sopporto generalmente la totalità del gentil sesso, a patto che non tiri fuori questioni di parità fra i generi e di diritti delle donne.
Una tendenza abbastanza particolare della società europea è la creazione di ghetti. Esiste una società “ufficiale”, quella del Tg1, delle vacanze in Riviera e dei Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla; e poi esiste una serie più o meno infinita di ghetti, di vere e proprie sacche sociali quasi prive di relazioni con la società nel suo complesso.
E chiaramente, no, non sto parlando di donne, ma di ghetti *veri*.
Potrà sembrare che stia parlando, chessò, delle comunità maghrebine, o degli albanesi, o degli ebrei. In verità, ho in mente l’esempio dei gay.

I gay, è un dato di fatto, sono un problema che non interessa la maggior parte della gente. Anzi, non sono proprio un problema della società; sono un problema loro, come direbbero molti. E sono convinto che sia davvero così.
I ragazzi gay che crescono oggi non hanno modelli; sembrerà idiota, ma è così. Ne consegue che qualsiasi comportamento pregresso viene eretto a modello di costume e seguito pedissequamente da altri; nascono così le pellicole gay, i libri a tematica gay, le librerie gay, i centri culturali gay, i locali gay, le discoteche gay, le spiagge gay, i luoghi di vacanza gay, i siti gay.
Molti gay che conosco vivono con altri gay. “Anche il mio coinquilino è gay”. Aggiungete che molti ragazzi gay hanno un rapporto conflittuale con i genitori, ed eccoci qua: un ghetto in piena regola.

Per non parlare del gay pride. Una grande manifestazione annuale per rivendicare maggiori diritti per i gay. Unica pecca: è frequentata solo da gay.
Al pride di Roma del 2007 ho incontrato un sacco di gente che conoscevo, e anche qualche amico che non vedevo da un po’. Tutti, tutti gay.
Difficilmente si può ambire a qualche riconoscimento, se non si porta la gente comune in piazza. Detto in modo più crudo: se non fosse stato per i bianchi, i neri non avrebbero tuttora diritto a sedersi in autobus, o sbaglio?
Il prossimo pride, a giugno, sarà a Bologna. Se non siete d’accordo con la piattaforma programmatica, statevene a casa e saremo amici come prima (fermo restando che non si può “non essere d’accordo” con l’omosessualità in sè…). Ma se siete d’accordo, per cortesia, fateci un salto…

Sphere: Related Content

sabato 15 dicembre 2007

Proposta. Il giorno delle elezioni facciamo il Gay Pride.

(Quattro e gli alberi in lontananza) Schiacciati tra un Pd imbarazzato e una sinistra che di noi vuole fare una bandierina, rischiamo di fare il terzo attore di questo giochino politico perverso.

Se il PD vuole spostare l’asse del suo equlibrio verso destra, calcolando che chi ha a cuore il tema della laicità dello Stato comunque voterà a sinistra, sbaglia i conti.

Se la Sinistra radicale, massimilista o sinistra e basta, crede che basti alzare la voce nei momenti di voto delle questioni delicate, sbaglia i conti. Li sbaglia perchè è stato proprio Russo Spena (RC) a inserire il riferimento al Trattato di Amsterdam sulla questione dell’omofobia, sapendo che era un’imprecisione. Un errore. Adesso cosa fa, la sinistra?Accetta la promessa che di omofobia si parlerà poi. Come dei Dico, dei Cus, o di qualsiasi altra cosa ci riguardi. Accetta che ogni cosa che ci riguarda venga procrastinata. Quando avrebbe tutta la forza politica per ottenere almeno uno duro scontro politico.

Sbagliate tutti.

Perchè noi, il giorno delle elezioni, noi potremmo organizzare il Pride e fare mancare qualche centinaio di migliaia di voti e chi perderebbe le elezioni sarebbe proprio il centro sinistra.

Sphere: Related Content

mercoledì 12 dicembre 2007

I camionisti bloccano l'Italia, e se la comunità LGBT ne seguisse l'esempio?

Cosa succederebbe se tutte le persone omosessuali d'Italia decidessero di fermarsi? Tra il serio e il faceto una storiella di fanta-orgoglio-gay...

(Jean Paul Satrape - lamanicatagliata.com) I camionisti fermano l'Italia. Non c'è benzina, scarseggiano gli alimentari, gasolio in crisi, Dio che casino! Precettati, forti della loro virile convinzione, i maschioni dei trucks, ribadiscono - scusandosi con gli Italiani, ché loro son corretti - che proseguiranno con il blocco perché hanno diritto ai loro diritti - ci scuserete la ridondanza. Prodi è scuro in volto quando dice che verranno precettati come se parlasse di impiccagione, ma come dargli torto. Pensate un po' se succedesse a gay e lesbiche - anche alla marea di quelli che stanno in posti chiave nascosti in una presunta (ed eterea) eterosessualità - di decidere di astenersi da qualsiasi attività, ma proprio qualsiasi, e di bloccare l'Italia. Basta dir messa, stop alle prestazioni sanitarie, la moda a picco, l'arte che non sarebbe né arte né parte, la musica e la danza bloccate, qualsiasi attività culturale e di spettacolo ferme, niente insegnanti, pubblico impiego decimato. Altro che Gay Pride. La forza della frociaggine e del lesbismo che bloccano il Paese... Lo sento già Ratzinger... ''Omosessuali nemici della civiltà'', pensate che casino. Li sfido i giornali a pubblicare quattro tette al silicone e qualche splendida natica in primo piano! Perché non pensarci... magari anche solo per ridere.

Sphere: Related Content

lunedì 10 dicembre 2007

Siete gay? Chi se ne frega.

(Sport italians di Beppe Severgnini) Buongiorno Italians, buongiorno Beppe,
prendendo spunto dalla lettera del signor Giulio Troccoli (12 novembre), volevo entrare nel merito del Gay Pride in sé come manifestazione e non tanto scelta di essere/diventare/comportarsi come omosessuale. Trovo il Gay Pride un Halloween fuori stagione, una festa in maschera. Non voglio offendere nessuno, lungi da me, ma sinceramente mi pare che il Gay Pride sia una comunissima sfilata pacifica ma per dimostrare cosa, che siete omosessuali? Che vi piace comportarvi in modo diverso? Attraverso il Gay Pride non si fa altro che dare ragione a quelli che dicono che siete diversi. Credo che ciò sia impreciso, io direi che avete gusti diversi, non che siete diversi, ma con le vostre dimostrazioni stradali non fate altro che rafforzare e insediare sempre più nelle persone ottuse che gli omosessuali sono «diversi» senza voler capirne radici e ragioni. Sinceramente non capisco quale sia la necessità di dimostrare a tutto il mondo che siete omosessuali, che avete gusti diversi. Sinceramente credo che la miglior dimostrazione di essere orgogliosi di essere gay sia quello di vivere bene all'interno di una società multietnica e multiculturale, senza bisogno di esibirsi e di sbandierare ai quattro venti quale sia il vostro orientamento sessuale.
Cordialmente,

Nicola Gafforini, nicocoach@yahoo.it

Sphere: Related Content

domenica 2 dicembre 2007

Aggiornamenti: Russia: 13 omosessuali arrestati al seggio, tra cui Alekseiev tra gli organizzatori del Gaypride.

(Agenzia Radicale) Tredici omosessuali sono stati fermati dalla polizia oggi a Mosca, mentre si accingevano a votare nello stesso seggio del sindaco della citta'. Lo ha riferito la radio eco di Mosca. Il piccolo gruppo intendeva in realta' fare una pubblica protesta contro il sindaco, noto per le sue posizione omofobe, e in linea di massima contro tutti i partiti. La protesta avrebbe dovuto essere effettuato sotto gli occhi dello stesso sindaco, Yuri Lujkov, ma i militanti omosessuali sono stati portati via dalla polizia prima che questi arrivasse al seggio.
Il gruppo di omosessuali - tra cui c'era anche Nikolai Alekseiev, noto per essere tra gli organizzatori della Gay Parade di Mosca, regolarmente vietata dalle autorita' - e' stato portato al commissariato piu' vicino.
La deputata di Rifondazione Vladimir Luxuria, ha trovato sulla sua segreteria telefonica un messaggio del compagno di Aleksieev, e si rivolta all’agenzia Adnkronos: "Attendo di ricevere altre informazioni -dichiara Luxuria- mi auguro che chi si batte per la democrazia, i diritti civili, lo stesso ministero degli Esteri, possano intervenire per far chiarezza sulla situazione". "Questo -aggiunge- e' un gesto che la dice lunga sulla democrazia di questo Paese".
"Non facciamo nulla di proibito, andiamo solo a votare", ha dichiarato Aleksieev al momento dell'arresto, secondo l'agenzia russa Intefax. Le persone arrestate, donne e uomini, avevano annunciato su Internet che intendevano scrivere "no all'omofobia" sulle schede elettorali.

Sphere: Related Content

lunedì 19 novembre 2007

In migliaia al Gay Pride di Buenos Aires .

(Babilonia) Erano svariate migliaia gli argentini scesi in piazza sabato per manifestare a favore del sempre maggiore inserimento dei gay nella società.
La colonna sonora del Gay Pride 2007 di Buenos Aires è stata l’immancabile musica techno, mentre uno stuolo di bandiere arcobaleno colorava le vie cittadine.

Buenos Aires è stata la prima città Sud-americana ad approvare fin dal 2002 l’unione civile tra persone dello stesso sesso, mostrando sempre una notevole lungimiranza in materia di politiche sociali pro-gay.
E quest’anno è stata scelta proprio la capitale argentina per disputare la coppa del mondo di football gay.

Sphere: Related Content