(Apcom) - "Abbiamo appreso che lunedì Claudio, un ragazzo di 22 anni, studente di economia all'Università di Tor Vergata, sì è tolto la vita perché gay, secondo quanto hanno affermato oggi i suoi amici. La notizia ci addolora moltissimo ed esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia e agli amici di Claudio". Lo afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.
"Purtroppo - aggiunge Marrazzo - quanto è avvenuto è la conferma dell'insopportabile clima di omofobia del nostro Paese. La vita delle persone lesbiche, gay e trans sono rese difficilissime dai continui riferimenti all'omosessualità come qualcosa di inaccettabile, idea che troppo spesso i mezzi di comunicazione e la politica diffondono - continua Marrazzo - se Claudio, un giovane ragazzo di 22 anni ha scelto di privarsi della sua vita, abbiamo il dovere di riflettere e di capire".
"Gay Help Line 800 713 713, il numero verde antiomofobia, conferma che troppo spesso le persone omosessuali vivono un clima di isolamento sociale, sia nei grandi che nei piccoli centri urbani. La discriminazione - prosegue Marrazzo - si manifesta in battute, per i più, apparentemente innocue, fino ad arrivare alla violenza fisica e al pestaggio".
Una percentuale compresa tra il 30 e il 40% dei ragazzi e delle ragazze che hanno un'età compresa tra i 16 e i 22 anni ha pensato almeno una volta al suicidio per il proprio orientamento sessuale. "Per questo chiediamo agli enti locali, specie alla Regione Lazio, di potenziare la campagna di comunicazione di Gay Help Line, perché anche chi vive in città che non siano Roma - conclude - possa sentire le istituzioni e la società più vicina".
La notizia del suicidio.
---
Ndr. Ed anche in questo caso Fabrizio Marrazzo ci ha appeso sopra il cappello!
E' sempre più sorprendente la faccia di bronzo della casta dei nostri politici. Si perchè ormai dobbiamo ammetere che anche Fabrizio Marrazzo si è avviato verso una carriera politica. Lo dimostrano tutte le occasioni colte per le sue uscite con comunicati e proclami di vario tipo. Nemmeno un po dl rispetto per un ragazzo fragile che, gay o non gay (questo non è risaputo), ha scelto di suicidarsi. Non si è chiesto l'attivissimo Presidente dell'Arcigay di Roma che se il giovane fosse stato realmente gay possa essersi disgustato della società che lo circondava compresi tipi così cinici come il Marrazzo? Il suicidio ha mille sfumature e non va strumentalizzato per fare propaganda.
mercoledì 14 novembre 2007
Fabrizio Marrazzo fa propaganda: Il ragazzo suicidatosi a Roma era gay. Lo afferma Marrazzo, "A riferirlo sono gli amici".
venerdì 4 gennaio 2008
A Gay.it Fabrizio Marrazzo racconta la vicenda che lo vede implicato.
Pubblicato da
Redazione
alle
04:20:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, minacce, omofobia, omosessualità, polemiche
venerdì 12 ottobre 2007
Fabrizio Marrazzo, dall'ArciGay alla censura preventiva!
(Spetteguless blog) Qui lo dico e qui lo confermo.
Pubblicato da
Redazione
alle
15:37:00
Etichette: arcigay, diritti, discriminazioni, lobby gay, omosessualità
sabato 16 agosto 2008
Arcigay Roma. La (gaya) fronda.
(Lampi di pensiero) Nella Francia di Luigi XIV, almeno nel periodo di Mazarino, le cose non erano tanto tranquille per chi sarebbe stato poi il “Roi Soleil”, noto anche per il famoso detto “l’Etat c’est moi”. La Fronda, movimento di opposizione a Mazarino, prima in clandestinità e poi apertamente, manifestò tutto il risentimento dei francesi per la gravosità delle misure fiscali ed economiche imposte a seguito del perdurare della Guerra dei Trent’anni. Nel 1648, il Parlamento di Parigi rifiutò di registrare i nuovi provvedimenti finanziari decisi dal Cardinale Mazarino, chiedendo maggior controllo pubblico sull’uso del danaro dello Stato. Più grave della Fronda parlamentare, la Fronda dei nobili, appena due anni dopo, fu all’origine di un nuovo movimento di rivolta, originato dall’attrito tra il Mazarino e Luigi II di Borbone, principe di Condé. Il Condé non riuscì nei suoi intenti è finì per inimicarsi il popolo e perderne l’appoggio perché alleato alla Spagna, ancora in guerra contro la Francia. E proprio in Spagna, fu costretto a rifugiarsi determinando la fine ingloriosa del movimento di rivolta.
Come mai questa rievocazione? Bè, perchè tendendo le orecchie nella comunità glbt romana, si sente proprio rumore di fronda.
Si avvicinano (con repentine ed inspiegabili accelerazioni che parrebbero essere dettate dalla preoccupazione dell’attuale dirigenza) il congresso e le elezioni per il rinnovo degli organi sociali di ArciGay Roma, ad oggi feudo indiscusso di Fabrizio Marrazzo (ndr. in questo link trovi gran parte del suo operato da settembre 2007 ad oggi del suo operato), noto ai lettori di questo blog per essere stato smentito con notevole clamore per certe sue sprovvedutezze mediatiche (ricordate l’inesistente aggressione fascista al Roma Pride 2008?). Ebbene il frinire delle fronde sembra provenire da un recentemente costituito Comitato Promotore a sostegno della candidatura di Federica Pezzoli, che vorrebbe vedere contrapposta l’avvocata romana, già responsabile dei temi transgender nella stessa associazione, all’imbarazzante boiardo Fabrizio Marrazzo.
Ora, al di là delle lodevoli intenzioni della Pezzoli, per commentare in maggior dettaglio la sua proposta, sarà opportuno attendere la pubblicazione delle linee programmatiche nel sito del Comitato che la vorrebbe sostituita a Marrazzo. Certo però che deve fare molto presto e dovrà trovarsi alleati potenti. Già, perché le gole profonde, cominciano a rivelare che il congresso si sarebbe dovuto tenere a dicembre 2008, ma è stato precipitosamente anticipato, in barba ad ogni regola statutaria (a proposito, è opportuno notare che nel sito di ArciGay Roma non v’è traccia alcuna dello statuto dell’associazione!), proprio per limitare i danni della presentazione di una candidatura alternativa a quella del nostro. Infatti, congresso ed elezioni si terranno il 13 settembre, con circa tre mesi di anticipo e a ridosso dell’estate, in modo da rendere quanto più difficile possibile il percorso di Federica alla ricerca dei sostenitori che le occorrono per rovesciare l’attuale situazione.
In queste condizioni, probabilmente, sarà bene che Federica si prepari a trovarsi alleanze politiche potenti, poiché le sarà molto difficile scuotere dal trono, pardon, dalla poltrona l’ineffabile Marrazzo, il quale, al di là dell’omonimia parentale con l’attuale Presidente della Regione Lazio, gode del pieno sostengo degli organi dirigenti della federazione romana del PD, ben sufficienti a garantire a lui un nuovo mandato e a loro il pieno controllo dell’attività dell’ArciGay Roma, proprio grazie alla facilità con cui Fabrizio Marrazzo è sembrato manovrabile e alla sua grande capacità di incassare: infila figuracce inanellandole come le maglie di una catena, senza battere ciglio (non ho mai capito se per un grande self control o perché non si rende conto delle situazioni e di come lo sfruttano).
A meno che, finalmente, la comunità glbt di Roma e provincia non si dia una svegliata e sostenga l’iniziativa del Comitato promotore.
Vedremo come si svilupperanno le cose nei prossimi giorni. Per adesso conviene tenere sotto controllo il sito del Comitato e il blog di Federica e soprattutto:
- tenersi liberi il 13 settembre alle ore 17,30
- andare in Via Buonarroti 12 dove è convocato il congresso
- iscriversi con molta rapidità per partecipare e votare al congresso inviando un’email ENTRO IL 6 SETTEMBRE ALLE ORE 12:00 a partecipa@arcigayroma.it, indicando nome, cognome, numero di tessera, luogo e data di nascita, numero di telefono (ovvero telefonare al 3479578585 dalle 18 alle 20 dal lunedì al venerdì).
lunedì 14 luglio 2008
Gaystreet. A Roma tanto per cambiare Arcigay difende i propri interessi.
Concia: "non si sente il bisogno di nuovi passi indietro sul piano culturale e sociale".
(Il Corriere della Sera, edizione di Roma) Protesta dell'Arcigay per il «no» del presidente del I Municipio Orlando Corsetti (Pd, ex Margherita) che ha detto di non voler concedere l'autorizzazione per la «Gay Street», tratto di via San Giovanni in Laterano meta di ritrovo da anni della comunità gay. Il «no», in sintesi un «no» alla pedonalizzazione parziale durante le sere estive, arriva dopo che per anni il progetto era stato sostenuto da giunta Veltroni e municipio.
Per il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo «così si torna indietro di anni rispetto a tutte le capitali europee. Rue Sainte Croix de la Bretonnerie a Parigi e Old Compton Street a Londra sono tutelate dalle amministrazioni». Arcigay ha anche annunciato che ricorrerà allo strumento (consultivo) del referendum popolare in municipio. Il «no» di Corsetti ha suscitato critiche anche da parte della collega parlamentare Paola Concia: «Il Pd è diverso dal Pdl anche per il tipo di società che noi vogliamo costruire. O sbaglio?». Per l'assessore capitolino alla Cultura Croppi, che in Comune si occupa delle relazioni con la comunità gay, «la questione non è di competenza del mio assessorato. Ma cercherò di capire meglio l'intera vicenda. Nessuna opposizione culturale comunque».
---
Un referendum per la gay street.
(Laura Mari - La Repubblica, edizione di Roma) «Riteniamo assurde - fa sapere il presidente dell´Arcigay di Roma Fabrizio Marrazzo - le accuse di Corsetti, secondo cui la Gay street sarebbe solo un modo per incrementare il business dei locali. La pedonalizzazione - prosegue Marrazzo - è un atto simbolico per dare visibilità al luogo di ritrovo della comunità omosessuale romana». E mentre l´Arcigay annuncia che avvierà una petizione nel caso in cui non venga permessa l´inaugurazione della Gay street, l´assessore alla Cultura Umberto Croppi fa sapere che oggi «esaminerà la questione, ma non è un problema culturale, perché la questione riguarda piuttosto la viabilità della zona». Il presidente del Comitato Celio, Fabio Nicolucci, sottolinea infatti che da tempo «i residenti lamentano il caos notturno provocato dalla pedonalizzazione di via San Giovanni in Laterano».
---
Ndr. Ecco l'ennesima lite tra le organizzazioni gay romane perchè di questo si tratta anche se non viene esplicitato. A Roma è in funzione il Gay village organizzato dal gruppo che fa riferimento a Imma Battaglia per cui le parole di Fabrizio Marrazzo (...) " atto simbolico per dare visibilità al luogo di ritrovo della comunità omosessuale romana".(...) sono quanto mai inutili e fuori luogo. La richiesta di pedonalizzazione avanzata dal Marrazzo per dar modo per incrementare il business dei locali è talmente evidente che non merita nessuna riga in più di queste. La politica delle clientele gay portata avanti dalla giunta Veltroni ha subito una battuta d'arresto. Ancora una volta l'on.le Concia non coglie l'occasione per tacere ed evitare un'ulteriore brutta figura. L'alto tasso di gelosie e litigiosità all'interno delle associazioni gay romane stanno facendo il gioco della destra che per non scontentare nessuno, in futuro non accontenterà nessuno, evitando di patrocinare o finanziare qualsisi iniziativa promossa dai gay romani. Francamente, se fossimo al posto dell'amministrazione comunale, faremmo altrettanto. (Aspis)
Pubblicato da
Redazione
alle
13:18:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, omosessualità, roma
martedì 2 settembre 2008
Fabrizio Marrazzo ovvero uscire di scena con eleganza.
(Max Forte) Resterà un sogno veder uscire elegantemente dalla scena Fabrizio Marrazzo da quel quadro da avanspettacolo che ormai è l'Arcigay di Roma? E magari ricominciare daccapo comn maggior esperienza ed umiltà negli anni a venire?
---
---
---
Non lo so, me lo auguro soprattutto per lui visto che ormai in internet in pratica sta diventando una macchietta e non c'è giorno che non venga sbandierata una sua malefatta o presunta tale. L'ultima è questa. Ormai la resa dei conti è vicina, mancano una decina di giorni al prossimo congresso romano e l'associazione è letteralmente in subbuglio almeno stando a quello che si legge in internet. Ma non è la maggioranza, qualcuno potrà obiettare, può essere ma quello si saprà solo alla conta dei voti, intanto però si sfrucuglia attorno a questo congresso, si precisa, si spacca il pelo in quattro. Insomma c'è sospetto, molto sospetto, di cosa non è dato sapere ma in molti sospettano brogli. Brogli che in un'assise del genere sarà molto difficile mettere in atto e comunque se si hanno tali sospetti, che si chiamino persone super partes a fare da presidente dell'assemblea elettorale e relativi segretari scrutatori è l'unico modo per fugare ogni dubbio o sospetto.
Certo, ce ne sarebbe un altro di modo, l'uscita di scena di Fabrizio Marrazzo e del suo seguito, ma si sa ci vuole eleganza, classe e soprattutto intelligenza per capire quando non sei più accettato e benvoluto e quindi, motu proprio, andarsene. E Marrazzo le ha queste qualità?
Una punta di diffidenza c'è anche attorno a Federica Pezzoli, (leggi qui) attualmente unica candidata all'Arcigay di Roma. Vogliamo comunque invitare tutti coloro che non sono ancora convinti sulla Pezzoli a partecipare alla discussione aperta democraticamente da lei stessa in un blog. E già questo è segno di rinnovamento, trasparenza e democrazia. Partirà da Roma un rinnovamento di ben più grossa portata? Staremo a vedere.
Pubblicato da
Redazione
alle
19:38:00
Etichette: arcigay, candidati, fabrizio marrazzo, federica pezzoli, presidente, roma
domenica 8 giugno 2008
A Roma sfila il Gay Pride «più osteggiato. A Milano fischi alla Moratti. Scontati i soliti eccessi. Foto e tv.
Critiche contro la decisione di negare piazza San Giovanni e il mancato patrocinio. Fabrizio Marrazzo, Arcigay, denuncia «Neofascisti hanno tentato irruzione». La deputata del Pd Paola Concia e il giornalista Stefano Campania hanno unito simbolicamente due coppie omo.
(Il Corriere della Sera) Un gruppo di «30-40» estremisti di destra «vestiti con giacca e cravatta» hanno cercato di «irrompere» nel corteo del gay pride romano sventolando «bandiere nere con croce celtica». Lo ha segnalato il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell'ordine. Il tentativo di irruzione, ha detto ancora Marrazzo, è avvenuto a Piazza Venezia all'incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell'altare della patria. Verso le 18,30 almeno una bandiera nera era ancora visibile a piazza Venezia.
VI ACCOLTELLIAMO - «Erano una ventina di persone vestite in giacca e cravatta e ci hanno detto: vi accoltelliamo tutti». È il racconto di un ragazzo che ha partecipato al gay pride romano e che dice di aver assistito alla «incursione dei fascisti» durante il corteo. «Ci hanno detto - ha proseguito - che dovevano andare ad un matrimonio e invece ci volevano aggredire». «Li conosciamo - ha detto un altro ragazzo dal carro dei centri sociali ('Strike', 'La Torre', 'Forte Prenestino') - sono i fascisti del Circolo Futurista e di Casa Pound, volevano rovinarci la festa ma li abbiamo fermati». Secondo altri testimoni «durante l'incursione» sarebbe stato spintonato e buttato a terra anche un ragazzo.
GUERRA DI CIFRE- «Siamo 500.000, mezzo milione». È questa la stima della partecipazione al corteo del gay pride romano fornita dal presidente del Circolo di Cultura omosessuale, Rossana Praitano, che è tra le organizzatrici della manifestazione, quando la testa del corteo è arrivata in via dei Fori Imperiali. Secondo le forze dell'ordine, invece, la stima è di non oltre 10.000 partecipanti. Dai carri continua ad essere trasmessa musica techno, ma c'è anche spazio per «classici» degli anni Sessanta. Molti i fischietti e le bandiere con i colori della pace. Dopo quindici anni di giunte di sinistra o centrosinistra, è la prima volta che il Gay Pride romano si svolge mentre al Campidoglio siede un sindaco di destra, l'ex ministro Gianni Alemanno, che nelle scorse settimane ha preso le distanze dall'iniziativa. Ma nei mesi scorsi, quando era ancora primo cittadino il leader del Pd Walter Veltroni, le associazioni omosessuali avevano polemizzato anche col centrosinistra accusato di subire le pressioni del Vaticano per il mancato voto a una mozione che chiedeva di istituire nella capitale un registro delle coppie di fatto.
«CARFAGNA NUDA» - Il corteo, partito con le note della canzone dell'Equipe 84 «Tutta mia la città», terminerà a piazza Navona attraversando via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, largo di Torre Argentina e corso Vittorio Emanuele. Su uno striscione è scritto: «Carfagna nuda sui calendari, noi spogliati di tutti i diritti». E poi: «Politici servi ipocriti», «Chiesa di potere, Cristo in cui credete vi piglierebbe a tutti a calci nel sedere», «No Vat, più autodifesa meno Vaticano». Tante le bandiere rosse e gialle dell'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) che espongono cartelli con scritto «Ai gay la piena cittadinanza, ai loro nemici cure psichiatriche» e «Sbattezziamoci tutti». Su alcune magliette si legge «Meglio frocio che fascista».
A MILANO - Aperto dallo striscione 'Ma non togliamo il disturbo', anche a Milano è partito il corteo del Gay Pride, da corso Venezia a piazza Castello. Distribuiti foglietti bianchi adesivi con una X rossa che i manifestanti dovranno attaccare sulla bocca passando in piazza Duomo. «È la nostra forma di protesta - ha detto Aurelio Mancuso, presidente Arcigay - per ribellarci a chi vorrebbe ridurci al silenzio». Il corteo è formato cinque carri addobbati di palloncini e festoni e motivi luccicanti. Molte le bandiere della sinistra democratica, di sinistra critica e dell'Arcigay. «Gli italiani ci obbligano a prostituirci - noi vogliamo un lavoro diurno». È il cartello portato da un transessuale della Fenice, associazione nazionale Transex e Transgender al corteo dei milanese. «Siamo tra le categorie più discriminate e prese in giro - hanno detto - ci trattano come delle caricature, ma noi siamo solo delle persone normali che vogliono un lavoro normale».
«IL PIÙ OSTEGGIATO» - «Quello di quest'anno è il Pride più faticoso e senza dubbio il più osteggiato: abbiamo ricevuto due schiaffi, il 'no' a piazza San Giovanni e il 'no' al patrocinio del Comune ma, come potrete vedere tutti, anche quest'anno sarà una festa» ha detto il presidente del Circolo di Cultura omosessuale, Rossana Praitano, tra gli organizzatori del Pride capitolino che sta per partire da piazza della Repubblica per arrivare a piazza Navona. «Le motivazioni dell'evento di quest'anno - prosegue - sono le stesse degli scorsi anni ma il motto scelto è 'Testardamente parità, dignità, laicità' proprio perché, nonostante gli ostacoli, siamo riusciti a portare a termine l'organizzazione. Arriveremo nel cuore della città con caparbietà e con la ragione dei giusti».
STATO LAICO - «Questo Pride si svolge in un clima politico particolare, quindi è più che necessario per riaffermare l'idea di uno Stato laico, dove la laicità rappresenta lo spazio neutrale e dove la libertà e l'uguaglianza garantiscono i diritti per tutti - ha detto, a Ecotv, Franco Grillini del Partito socialista -. Noi siamo la vera medicina per la libertà, il Gay pride è l'unico antidoto per la libertà». E Benedetto Della Vedova, esponente del Pdl: «Oggi vivere l'omosessualità in coppia stabile è un fenomeno diffuso e ampiamente accettato, quindi secondo la mia visione dovrebbe avere un riconoscimento giuridico. In Italia l'omosessualità è una questione importante, ma ancora irrisolta. Non escludo, e me lo auguro, che ci siano sorprese positive durante questa legislatura a tal riguardo».
PIAZZA SAN GIOVANNI - Critica la decisione della Questura di vietare il passaggio in piazza San Giovanni e il mancato patrocinio il ministro-ombra per le Pari opportunità, Vittoria Franco: «Sono decisioni gravi che segnano passi indietro preoccupanti per i diritti degli omosessuali. Siamo convinti che occorra garantire con leggi i diritti degli omosessuali, che ancora oggi subiscono violente discriminazioni nella loro vita di tutti i giorni, sul lavoro». Polemici anche Rita Bernardini, deputata radicale del Pd e segretaria di Radicali italiani e Sergio Rovasio, segretario dell'associazione 'Certi Diritti': «Giudichiamo questo diktat imposto dalle autorità un pericoloso precedente che nega il diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero. Il diniego della Prefettura e Questura di Roma di utilizzare piazza San Giovanni come punto d'arrivo della manifestazione è del tutto ingiustificato. Per queste ragioni, parteciperemo al Gay Pride di Roma e alle 20.30 ci imbavaglieremo davanti all'ingresso della basilica di San Giovanni, nella stessa ora in cui il coro pontificio 'Traditio et Confessio' inizierà i suoi canti».
«SI VA ALL'INDIETRO» - «Finalmente sui temi dell'omosessualità l'Italia si sta muovendo, ma all'indietro perché non solo, dopo 14 anni che organizziamo il Gay Pride, discutono sull'opportunità di farlo o no, ma ora mettono bocca anche sulla modalità di come farlo» attacca l'ex deputato di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria, che partecipa al corteo. «Ora in Italia la prostituzione viene considerata una manifestazione contro la pubblica moralità, presto anche l'omosessualità sarà considerata un reato». Per l'esponente di Rifondazione «questo continuo pendolo tra destra e sinistra ha finito per far vincere le componenti cattoliche che hanno colonizzato i due schieramenti».
I VIDEO DEI GYPRIDE DI ROMA E MILANO.
«ORGOGLIO DEL MALE» - Tra le voci contrarie, quella del gruppo politico cattolico 'Militia Christi'. All'alba alcuni militanti hanno affisso su un muro di via Cavour, nel centro della capitale, lungo il percorso del «vergognoso Gay Pride», uno striscione con scritto «Roma è sacra: no al Gay Pride, orgoglio del male!». «L'azione è un piccolo, ma significativo gesto di condanna e opposizione all'ennesimo nefasto evento che offende Roma, la sua storia, la sua identità, i suoi abitanti» spiega il gruppo in una nota.
Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
08:56:00
Etichette: aggressioni, arcigay, chiesa, circolo mieli, diritti, discriminazioni, gaypride, governo, milano, ministri, neofascismo, parate gay, parità, roma
giovedì 3 gennaio 2008
Denuncia. Fabrizio Marrazzo dichiara: "Ho ricevuto minacce di morte".
E' stata presentata dall'Arcigay di Roma una denuncia contro ignoti, per minacce di morte giunte, in questi giorni, al presidente dell'associazione, Fabrizio Marrazzo.
Lo rende noto lo stesso Fabrizio Marrazzo, precisando che le minacce sono arrivate tramite ripetute telefonate ed sms. 'Le minacce che mi sono state fatte, ha dichiarato, sicuramente hanno turbato, per me e per le persone a me care, queste giornate che dovevano essere di festa, ma non ci fanno indietreggiare di un passo, nell'azione che da anni svolgiamo per contrastare l'omofobia nella citta' di Roma.' Marrazzo, che ha assicurato di riporre grande fiducia nell'azione investigativa delle forze dell'ordine, ha ricordato che,in questi anni, Arcigay ha fatto molte manifestazioni per i diritti civili di lesbiche gay e trans, ed ha trattato molti casi delicati, come l'omicidio di Paolo Seganti, l'omicidio di Roberto Chiesa e migliaia di denunce che ci sono pervenute tramite il nostro numero verde.'Nessuna azione - ha concluso - potra' fermare il nostro impegno'.
Pubblicato da
Redazione
alle
18:00:00
Etichette: arcigay, discriminazioni, fabrizio marrazzo, minacce, violenze
martedì 9 settembre 2008
Roma, aggressione a una coppia gay denunciata dall'Arcigay ma qualcuno sospetta sia uno spot elettorale.
(Max Forte) Una notizie generica, piena zeppa di luoghi comuni per cui credibile nel clima neofascista romano (...Al grido di "froci via dall’Italia" e "fate schifo") però una decina di ragazzi che urlano a notte fonda gli inquilini delle abitazioni adiacenti la via di san Giovanni in Laterano li avrebbero sentiti e poi quel ribadire e propagandare continuamente da parte del presidente uscente dell'Arcigay di Roma "san Giovanni in Laterano, rinominata "Gay Street" perché ospita locali molto frequentati dagli omosessuali", non fa che rendere la notizia ancor più sospetta. Di sole da Marrazzo ne abbiamo prese parecchie, colpendo a destra e a manca, obbligando poi a ritrattare e chiedere scusa da parte di chi, credendogli ha stampato notizie da lui diramate.
Se i due ragazzi dopo l’aggressione hanno chiesto aiuto e denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, perchè è l'Arcigay a denunciare pubblicamente il fatto? Dobbiamo credere che i due, che girano mano nella mano per la gay street romana temono un coming-out e quindi preferiscono un outing anonimo da parte di Marrazzo?
Non sarà uno "spot elettorale"? Alla fine a Roma per decidere se mandare a casa o tenere Fabrizio Marrazzo mancani pochi giorni e chi ha una seppur minima cognizione del marketing sa che tutto è permesso, in amore, in guerra e in politica... Quando c'è di mezzo Fabrizio Marrazzo le cose non sono mai chiare fino in fondo e ci chiediamo il perchè? Ammetterete che di motivi per dubitare delle notizie fatte circolare da Marrazzo ne abbiamo parecchie ma quello che più ci stupisce è: Perchè questa notizia è stata diramata dall'Arcigay come titola Repubblica?
Tra l'altro ora che abbiamo scoperto che è apertamente appoggiato dal Pd, [1] [2] sicuramente per quel che ci riguarda non lo voteremo.
Pubblicato da
Redazione
alle
20:11:00
Etichette: aggressioni, fabrizio marrazzo, omofobia, omosessualità, patacche, roma
sabato 17 novembre 2007
Marrazzo e Gay tv, diciamo le cose come stanno: Figura di merda.
(Tutta la Redazione) No, nessun commento alle figuracce di Fabrizio Marrazzo dell'Arcigay di Roma, dell'Arcigay Nazionale e di Gay.tv, quello che pensiamo sta scritto nel titolo.
Eppure a gay.tv in un articolo di scuse, invece di incassare il colpo con filosofia, rincarano la dose arrampicandosi sugli specchi e tirano in ballo la "famiglia", ovviamente più in generale e non quella di Claudio il ragazzo che si è suicidato.
Un tempo questo modo di fare si chiamava dilettantismo, un modo "amatoriale" di fare giornalismo, per quel che ci riguarda crediamo sia anche un cattivo modo di fare gli interessi dei gay italiani.
Non basta avere in tasca il tesserino di giornalista o avere un incarico di prestigio (anche se solo di forma) per essere bravi cronisti.
Non commentiamo neppure l'articolo di Gay.tv, ci pensa già da solo a commentarsi e ci pensano nel forum i suoi lettori che dimostrano di avere più sale in zucca di chi ha scritto il pezzo e di chi chiede scusa.
Che caduta di stile e che superficialità hanno dimostrato tutti quanti, eppure noi avevamo dubitato delle ragioni che avevano spinto Claudio al suicidio, avevamo poi criticato Marrazzo per la sua propaganda e messo in guardia dal scivolare su una buccia di banana come dimostrava di essere questa. In un paese che non sia l'Italia fatti come questi ed il cattivo giornalismo portano a delle dimissioni. Altro che scuse.
---
Una marcia indietro che però non è bastata alla battagliera Imma Battaglia, dell’associazione “concorrente”, DìgayProject. “Sparare a zero sulla presunta omosessualità di qualcuno è un atto che non condividiamo, perché lede la dignità e la privacy dell’individuo, specialmente di un ragazzo che ha compiuto un gesto estremo“, ha affermato. E ancora: “ E’ doveroso un atteggiamento meno spregiudicato e disinvolto e di un maggior senso di responsabilità che un rappresentante come Fabrizio Marrazzo dovrebbe avere“.
Pubblicato da
Redazione
alle
03:58:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, gay tv, internet, lgbt, movimento glb, roma
martedì 6 maggio 2008
Ennesimo colpo sensazionalistico di Fabrizio Marrazzo. Arcigay Roma invita il Sindaco Alemanno al Gaypride del 7 giugno.
"Così ci potrà conoscere da vicino".
(Dire) "Il Gay Pride non e' un'ostentazione o un'esibizione del proprio orientamento sessuale, ma un momento di riflessione per le persone lesbiche, gay e trans che per secoli sono state costrette a nascondersi". E' quanto afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, commentando l'intervista di questa mattina del sindaco di Roma a Rai Tre, nella quale Gianni Alemanno "ha dichiarato di avere rispetto per le persone omosessuali ma che il Gay Pride e' un fatto di esibizionismo sessuale e di essere, pertanto, contrario".
"Il Gay Pride- prosegue Marrazzo- E' un'occasione per ribadire la necessita' di provvedimenti legislativi contro la discriminazione e a tutela delle coppie di fatto, norme che esistono nella maggioranza dei Paesi europei e di cui anche l'Italia ha bisogno per crescere sotto tutti i punti di vista. I Pride sono un'occasione di dibattito pubblico e infatti il Comune di Roma ha sempre concesso il Patrocinio. Ci auguriamo che anche quest'anno possa essere cosi' e invitiamo il sindaco Alemanno a partecipare al Pride di Roma del 7 giugno, per conoscere da vicino il senso profondo del Pride e le storie di migliaia di cittadini che non vedono riconosciuti i propri diritti".
"Nei giorni scorsi il sindaco Alemanno ha piu' volte affermato che la sua Amministrazione non intende discriminare nessuno e che intende proseguire le buone pratiche intraprese dalle precedenti giunte- continua Marrazzo- Per questo rilanciamo le nostre proposte per dare inizio a un confronto costruttivo per tutti".
Pubblicato da
Redazione
alle
14:17:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, gaypride, omosessualità, roma, sindaco
venerdì 2 novembre 2007
Pestaggio contro gay a Roma: Le parole di Fabrizio Marrazzo.
(Apcom) - Le istituzioni devono attivarsi al più presto contro "il dilagare dell'omofobia". E' quanto chiede l'Arcigay esprimendo solidarietà nei confronti dei tre ragazzi gay insultati e 'pestati' ieri all'interno della stazione Termini a Roma.
"Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai tre ragazzi che hanno subito le violenze - afferma Fabrizio Marrazzo (al centro della foto), presidente di Arcigay Roma - Purtroppo la vicenda conferma il clima d'omofobia e di violenza che dilaga in tutta Italia".
Marrazzo ricorda anche che "non è la prima volta che si verifica un episodio del genere", visto che a marzo l'Arcigay aveva denunciato un'analoga vicenda accaduta all'interno dello Shopping Center della Stazione Termini. "Le stazioni romane, come confermano anche le vicende di queste ultime ore, non sono sempre luoghi sicuri - conclude Marrazzo - Per questo chiediamo un incontro ai vertici delle società Ferrovie dello Stato per poter discutere di sicurezza anche per le persone lesbiche e gay".
Sphere: Related Content
Pubblicato da
Redazione
alle
18:28:00
Etichette: arcigay, circolo mieli, omofobia, omosessualità, roma, violenze
sabato 3 novembre 2007
Gay picchiato a Termini ad Halloween, Fabrizio Marrazzo ne spara una delle sue!

Pubblicato da
Redazione
alle
14:41:00
Etichette: arcigay, fabrizio marrazzo, omofobia, omosessualità, roma
venerdì 4 gennaio 2008
GayLib, Arcigay Roma e Fabrizio Marrazzo.
Negli ultimi tempi Arcigay Roma si è distinta per un'imbarazzante mancanza di serietà.
Il 15 novembre Marrazzo si stracciava le vesti per un 22enne suicidatosi per via della sua omosessualità, cosa smentita dalla famiglia, la quale aveva poi promesso battaglia.
Un mese dopo la giunta comunale di centro-sinistra, guidata da Walter Veltroni, bocciava il Registro delle Unioni civili ed Arcigay Roma si faceva notare per non aver partecipato alla protesta e per avere incassato quale "risarcimento" (così disse il consigliere Guidi di AN) una sede al Testaccio grazie ad una via preferenziale.
A questo punto la prudenza è d'obbligo: SE Fabrizio Marrazzo ha ricevuto minacce di morte al telefono, merita tutta la mia solidarietà.
Enrico Oliari, Presidente nazionale GayLib.
Pubblicato da
Redazione
alle
11:38:00
Etichette: arcigay, enrico oliari, fabrizio marrazzo, gaylib, minacce, polemiche, roma
lunedì 18 agosto 2008
Scritte discriminatorie davanti gelateria a San Giovanni. Marrazzo, Arcigay: "Chiaro attacco alla nostra attività".
"Gay nei forni subito" e "Via i froci dal quartiere", queste le scritte apparse nei giorni scorsi davanti alla gelateria gay al 120 di via di San Giovanni in Laterano, la gay street. "Le scritte - ha detto il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo - indicano come la strumentalizzazione politica della strada alimenti l'odio verso lesbiche, gay e trans, che non proviene dai residenti, che si sono anche espressi favorevoli alla pedonalizzazione. Queste scritte - ha aggiunto - sono un chiaro attacco alla nostra attività, e speriamo che le istituzioni ci sostengano attuando un cambiamentio culturale nel quartiere, tramite eventi nella strada, in modo da evitare altri spiacevoli episodi come l'incendio del Coming Out o le aggressioni".
---
"GAY NEI FORNI SUBITO".
Scritta offensiva davanti alla gelateria gay di Roma.
'(Ansa) Gay nei forni subito' e 'via i froci dal quartiere' sono le scritte fatte con un pennarello nero in via San Giovanni in Laterano, nei pressi del Colosseo, piu' nota come la 'Gay Street' di Roma perche' punto di ritrovo della comunita' omosessuale della Capitale. Le scritte sono state fatte davanti a una gelateria che, riferisce in una nota l'Arcigay, 'da oltre 2 anni e' gestita da una coppia gay che ha reso il locale un punto di riferimento per lesbiche, gay e trans che transitano per la strada'. I gestori del locale si sono detti perplessi, ricordando di avere 'ottimi rapporti anche con i residenti'.
Per il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, queste scritte 'indicano come la strumentalizzazione politica della strada alimenti l'odio verso lesbiche, gay e trans, che non proviene dai residenti, che si sono anche espressi in modo favorevole alla pedonalizzazione della via; la negazione comporta solo una contrapposizione ideologica senza dare nessun vantaggio ne' ai residenti che vedono la strada affollata e con il pieno caos creato dalle macchine che cercano di passare e ne' alla comunita' gay costretta a destreggiarsi tra le macchine'.
'La mancata pedonalizzazione - ha aggiunto - non consente di attuare le attivita' culturali, come mostre o incontri, che potrebbero permettere il dialogo con la citta' e contrastare l'omofobia, per tali motivi speriamo che l'amministrazione decida di pedonalizzare tale tratto di strada, come avviene in tutte le capitali europee e non solo'.
---
Ndr. Eh si, il nostro presidentissimo ha iniziato la sua campagna elettorale per la rielezione. Ma cambiare si può e sarebbe ora...
Pubblicato da
Redazione
alle
18:33:00
Etichette: aggressioni, arcigay, discriminazioni, fabrizio marrazzo, roma, violenze
giovedì 11 ottobre 2007
Quando si vede omofobia ovunque. Solidarietà a Panariello.
(Valeriopieroni blog) ’altro ieri, a poche ore dal debutto al Sistina dello spettacolo di Panariello “Faccio del mio meglio”, Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay di Roma, ha accusato il famoso comico di omofobia.
Fabrizio Marrazzo: “Siamo stupiti che un artista come Panariello abbia bisogno di usare facili riferimenti all'orientamento sessuale nei suoi testi. Gli chiediamo di eliminare tali battute dal suo spettacolo, sin da oggi”.
La replica di Panariello: “Così come scherzo sul fatto che nel 2007 gli uomini, io per primo, si mettono le cremine, così come scherzo su Briatore o sulla moda, così come scherzo sulle donne fanatiche per la forma fisica, così come scherzo sul mondo gay, sugli animali! Cosa c'è di male?”. “Non ho nessun problema con i gay e suggerisco a coloro che si lamentano, di imparare ad essere autoironici”.
Trovo che l'assurdità di quanto dichiarato da Marrazzo rasenti il parossismo.
Stiamo perdendo il senso della misura e il lume della ragione.
Però ne approfitto per esprimere la mia solidarietà anche a quei quattro capri espiatori dei pompieri inglesi, immolati sull’altare di una libertà e di una uguaglianza più o meno di facciata. E mi chiedo, con preoccupazione, quanto ci metteremo anche qui in Italia ad arrivare a questo punto.
Pubblicato da
Redazione
alle
13:06:00
Etichette: arcigay, lgbt, lifestyle, lobby gay, morale, movimento glb, omosessualità, satira politica
lunedì 5 novembre 2007
Omofobia e scuola. Appello a Fioroni contro escalation neofascista.
(Dire) Un appello al ministro della Pubblica istruzione Fioroni "affinché siano predisposte adeguate misure per far sì che non possano esserci, nelle scuole, propaganda e rappresentanza studentesca con idee di matrice evidentemente neofascista". E' stato lanciato questa mattina nel corso di un'iniziativa organizzata presso la Casa della Memoria dall'Associazione nazionale partigiani e da alcune associazioni studentesche, per denunciare le intimidazioni e le aggressioni da parte di gruppi fascisti verso gli studenti di alcune scuole romane. All'appello hanno già aderito Alessandro Portelli, storico e delegato del Comune alla memoria; Rosario Bentivegna, medaglia d´oro della Resistenza; Massimiliano Valeriani, consigliere comunale Pd; il filosofo Gianni Vattimo; il calciatore Cristiano Lucarelli; il senatore Giovanni Russo Spena (Prc); Mauro Bulgarelli (Verdi); Marco Rizzo (Pdci), i Cobas scuola e Arcigay Roma.
"Abbiamo aderito all'appello perché le persone lesbiche, gay e trans sono tra le prime vittime della propaganda neofascista - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - Crediamo che favorire una cultura dell'accoglienza e del dialogo sia tra le missioni principali della scuola. Ci preoccupa il comportamento di chi vuole disperdere questo patrimonio. Perciò chiediamo agli enti locali di intervenire per sostenere e rafforzare la cultura del dialogo". "Purtroppo nelle scuole regna il piu' delle volte un clima d'omofobia e di discriminazione, come ha dimostrato una recente ricerca effettuata dall'Arcigay ad Ancona secondo la quale il 45% delle persone lesbiche e gay ha subito discriminazioni verbali o fisiche a scuola - prosegue Marrazzo - Dati confermati dalle telefonate ricevute da Gay Help Line 800-713713, il numero verde antiomofobia, che renderemo pubblici nei prossimi giorni. Sarebbe utile realizzare quest'indagine anche nelle scuole romane, per poter capire come intervenire".
---
L'iniziativa congiunta di Anpi e alcune associazioni studentesche "perché non ci siano liste di rappresentanza di evidente matrice neofascista".
Lettera-appello al ministro Fioroni "Basta propaganda fascista a scuola".
Al documento hanno già aderito numerosi politici e intellettuali fra gli altri, Gianni Vattimo, Alessandro Portelli e il calciatore Cristiano Lucarelli.
(La Repubblica) Basta con la propaganda nelle scuole per chi si definisce fascista. Questo il contenuto di una lettera inviata al ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, nel corso di un'iniziativa organizzata a Roma, presso la Casa della memoria e della storia, dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani e da alcune associazioni studentesche. Obiettivo, denunciare le intimidazioni e le aggressioni, da parte di gruppi di estrema destra, nei confronti degli studenti di alcune scuole romane. A questo proposito "chiediamo al ministro - si legge - di ricevere una rappresentanza che possa consegnare un dossier sulle attività di tali gruppi". Le lettera è stata inviata anche al Prefetto di Roma, Carlo Mosca, perché "è inaccettabile che in una città, che si vuole esempio di legalità, si possano aggredire degli studenti in pieno giorno". Gli episodi sono numerosi. Come il tentativo di infiltrazione da parte di "squadracce" nel corteo organizzato a Roma, lo scorso 12 ottobre, dall'Unione degli studenti. O alcuni casi nel 2006, dall'aggressione a due ragazzi al liceo Tasso (uno è finito all'ospedale, cinque punti di sutura alla testa) al volantinaggio davanti al liceo Newton degenerato in un agguato con catene (anche in quel caso due ragazzi in ospedale), alle scritte contro alcune ragazze lesbiche comparse davanti al liceo Aristofane e corredate da disegni di croci celtiche e svastiche. Nella lettera viene definito "inaccettabile" che "ai diversi livelli della rappresentanza studentesca si candidino gruppi dichiaratamente fascisti, che talvolta prendono persino le difese del Terzo Reich".
Un appello, quindi, "affinché siano predisposte adeguate misure per far sì che non possano esserci, nelle scuole, propaganda e rappresentanza studentesca con idee di matrice evidentemente neofascista". E al quale hanno già aderito Alessandro Portelli (storico e delegato del Comune alla memoria), Rosario Bentivegna (medaglia d'oro della Resistenza), il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valerian, il filosofo Gianni Vattimo, l'ex calciatore del Livorno (ora gioca in Ucraina) Cristiano Lucarelli, il senatore del Prc Giovanni Russo Spena, Mauro Bulgarelli dei Verdi, Marco Rizzo del Pdci, i Cobas scuola e l'Arcigay Roma. Il presidente provinciale dell'Anpi, Massimo Rendina, esprime preoccupazione per "l'insorgere dei fascismi, non solo quello storico ma quello strisciante, che ha portato alle aggressioni di Renato Biagetti (accoltellato dopo un concerto a Focene, sul litorale romano, nell'agosto 2006, ndr) e recentemente a Torbellamonaca". Nel corso dell'iniziativa, uno studente ha ricordato le aggressioni compiute al liceo Tasso, nella capitale, da parte "di fascisti che rivendicano di esserlo apertamente". E ha lanciato la proposta di un'assemblea, il 30 novembre, al liceo Farnesina, dove lo scorso anno apparve per la prima volta il Blocco Studentesco, l'organizzazione legata alla Fiamma Tricolore. La consigliera comunale di Rifondazione, Adriana Spera, accusa le istituzioni di "troppa leggerezza sull'argomento" e contesta al Comune di Roma che, "ancora una volta", nell'organizzare l'annuale viaggio ad Auschwitz per le scuole, non siano stati invitati gay, rom e disabili. Ai ragazzi che torneranno da quel viaggio, il consigliere dell'Ulivo in Campidoglio, Paolo Masini, propone di ripulire i muri della città da scritte razziste e xenofobe. "Abbiamo aderito all'appello - spiega Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - perché le persone lesbiche, gay e trans sono tra le prime vittime della propaganda neofascista. Crediamo che favorire una cultura dell'accoglienza e del dialogo sia tra le missioni principali della scuola". Intanto Rendina ha fatto sapere che l'Anpi ha costituito un pool di avvocati, che avranno il compito di denunciare eventuali omissioni di atti d'ufficio da parte di autorità e istituzioni nei confronti di chi propaganda il fascismo, vietato dalla Costituzione e dalle legge Scelba e Mancino.
Pubblicato da
Redazione
alle
17:21:00
Etichette: abusi, arcigay, diritti, discriminazioni, fabrizio marrazzo, omofobia, scuola, violenze
lunedì 25 febbraio 2008
Unioni civili, nuovo scontro Pd-Sinistra. Arcigay per bocca di Fabrizio Marrazzo si dice pronta a discutere.
Smeriglio: "Non andiamo alla festa per Roma, serve un referendum etico".
(Gabriele Isman - La Repubblica, edizione di Roma) Polemiche tra il Pd che frena e la Sinistra Arcobaleno che vuole l´istituzione delle unioni civili nel programma di Rutelli-sindaco. Così ci va di mezzo anche l´appuntamento di domani al Palalottomatica, la festa con Veltroni e Rutelli intitolata "Viva Roma", con la Sinistra che dice: «Non ci saremo. Avremmo voluto sul palco anche i nostri rappresentanti di questi anni e invece non sono previsti». Ancora una giornata movimentata quella di ieri nel centrosinistra, mentre il Pdl non è riuscito ancora a ufficializzare i nomi dei suoi candidati al Comune e alla Provincia.
Ieri lo stesso Rutelli - parlando di Patrizia Sentinelli, l´esponente di Rc possibile vicesindaco - ha detto: «Con lei lavorerei splendidamente. Le voglio bene e la stimo ma grazie a Dio provo stima verso tantissime altre persone di tanti partiti. E di ticket o di squadra se ne parlerà dopo il programma». E sempre Rutelli, che ieri ha incontrato una delegazione dell´Arcigay, ha precisato che le unioni civili non saranno nel suo programma. «Incontriamo Rutelli lunedì mattina e il programma si chiude in settimana - dice Massimiliano Smeriglio, segretario romano di Rifondazione - L´importante è che i nomi arrivino prima delle elezioni. Quanto alle unioni civili, Rutelli ha esplicitato quanto sapevamo e, anche se su tante cose Pd e Sinistra Arcobaleno convergono, per altri temi, magari etici, propongo un referendum consultivo».
Domani, in ogni caso, la Sinistra annuncia di disertare "Viva Roma" al Palalottomatica aperto ai romani dalle 10.30. E Franco Grillini, altro aspirante sindaco, dice: «La bocciatura del registro delle unioni civili a Roma è una ferita grave per la comunità gay romana. Proprio il Pd ha votato, con la destra, contro le coppie omosessuali e contro i conviventi». Ma Fabrizio Marrazzo, presidente dell´Arcigay Roma, precisa: «Rutelli ci ha detto di essere disponibile a valutare forme di regolamentazioni che eliminino ogni discriminazione verso gay, lesbiche e trans. Possiamo lavorare e valutare con lui queste forme alternative, indipendentemente da nome e forma giuridica». Fin qui il centrosinistra.
E il Pdl? Ieri, nella prima riunione del direttivo romano, ha rinviato stavolta a lunedì alle 12 la scelta dei propri nomi: per il Campidoglio in pole position resta Giorgia Meloni (di An, ma ieri da Matrix Berlusconi ha dichiarato che su di lei «non è stata presa nessuna decisione») e per Palazzo Valentini, Alfredo Antoniozzi (Fi). E invece An ha nuovamente proposto Silvano Moffa alla Provincia. Lunedì saranno presentati anche i candidati vicesindaco (dovrebbe essere azzurro) e vicepresidente della Provincia (probabilmente An). E la voce - rilanciata da Dagospia - di Giancarlo Elia Valori candidato sindaco per il centrodestra, è stata smentita dal coordinatore di Fi Francesco Giro.
Intanto la corsa al Campidoglio ha un altro concorrente, oltre a Rutelli, Grillini, Storace, Luciano Ciocchetti e Willer Bordon: Raffaele D´Ambrosio, del Movimento per l´Autonomia, mentre l´azzurro Michele Baldi si propone come «candidato sindaco supplente». E circolano i primi nomi dei candidati consiglieri: Giuseppe Falcao, figlio del calciatore brasiliano, sarà candidato al Comune per Storace Sindaco e i consiglieri e assessori verdi uscenti si ricandidano in blocco con la Sinistra Arcobaleno.
Pubblicato da
Redazione
alle
02:25:00
Etichette: arcigay, elezioni, francesco rutelli, questione omosessuale, roma, sindaco
domenica 13 luglio 2008
Niente pedonalizzazione della gay street romana. E' solo business.
Per il minisindaco Corsetti (Pd): "Non è un´iniziativa che ha motivi politici o ideologici, ma solo un business per i locali". No del Municipio: "Niente pedonalizzazione".
(Laura Mari - La Repubblica, edizione di Roma) Da giorni si domandano come mai quell´autorizzazione, chiesta nel mese di maggio, ancora non sia arrivata. «Ormai siamo agli sgoccioli, c´è da preparare l´inaugurazione di venerdì prossimo» fa sapere Fabrizio Marrazzo, presidente dell´Arcigay di Roma. Il problema, però, è che quest´anno il nulla osta per la pedonalizzazione estiva (dalle 20 alle due di notte) di via San Giovanni in Laterano, meglio nota come la "Gay street", non arriverà.
«Non ho alcuna intenzione di firmare l´autorizzazione - annuncia il presidente del I Municipio Orlando Corsetti - perché alla base della richiesta non ci sono motivi politici o ideologici, come invece fu in occasione del Gay Pride, giorno in cui decidemmo di concedere la pedonalizzazione della strada. Credo piuttosto - precisa Corsetti - che si tratti solo di un modo per aumentare il business e le entrate economiche dei locali di via San Giovanni in Laterano».
Assolutamente diversa, invece, l´opinione del presidente dell´Arcigay, Fabrizio Marrazzo, secondo cui «la Gay street da anni è il punto di ritrovo della comunità gay e lesbica romana, un luogo che simbolicamente rappresenta l´apertura culturale di una città in cui da anni si lavora per bandire discriminazioni e forme di violenza contro gli omosessuali». Proprio per questo motivo, l´Arcigay ha intenzione di avviare una raccolta di firme per chiedere all´assessore alla Cultura Umberto Croppi la pedonalizzazione permanente di via San Giovanni in Laterano e l´apposizione di una targa che ricordi che quel tratto di strada è noto come la "Gay street" capitolina.
Pur annunciando di non voler concedere l´autorizzazione, il presidente del I Municipio si dichiara comunque disponibile ad allestire altrove la Gay street. «I residenti del rione Celio - precisa Corsetti - hanno più volte lamentato i disagi, soprattutto in termini di schiamazzi e rumori molesti, provocati dalla pedonalizzazione notturna della strada. Per questo motivo - prosegue il minisindaco - non concederò il nulla osta, ma sono pronto a spostare la Gay street in un altro spazio, un´altra strada o un´altra piazza da individuare in accordo con l´Arcigay».
Pubblicato da
Redazione
alle
14:40:00
Etichette: arcigay, estate, fabrizio marrazzo, omosessualità, partito democratico, roma, sindaco
sabato 8 marzo 2008
Contraddizioni dell'Arcigay. Fabrizio Marrazzo apre a Rutelli: "Apprezziamo la sua adesione alla piattaforma di Arcigay". Ma poi è pro Grillini.
(Adnkronos) 'Abbiamo appreso stamane che Francesco Rutelli, candidato a Sindaco di Roma, ha inserito tutti i nostri 5 punti nel programma, che gli avevamo presentato alcuni giorni fa durante l'incontro che abbiamo avuto con lui: l'impegno contro qualsiasi discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale a Roma e contro ogni persecuzione nel mondo conferma e miglioramento dei servizi per lesbiche gay e trans, che debbono valere anche per le coppie di fatto; costante attenzione e verifica delle condizioni di vita della comunita' lesbica, gay e trans sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali e politiche della comunita' lesbica, gay, e trans iniziative nelle scuole per contrastare i fenomeni di bullismo e omofobia'. Lo sottolinea Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.
Continua su Il voto gay.











My StumbleUpon Page








