(Sky tg24) E' iniziata a Parigi la settimana della moda autunno inverno 2008-2009. Tra gli stilisti più applauditi di ieri sera John Galliano, per Christian Dior.
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martedì 1 luglio 2008
Alta moda a Parigi, ovazione per Galliano.
lunedì 30 giugno 2008
Dal 6 all'11 luglio a Roma arriva l'alta moda.
La manifestazione si divide tra due location rappresentative di due momenti culturalmente diversi ed estremamenti significativi.
Da una parte S. Spirito in Sassia, edificio del XII secolo, e dall'altra l'Auditorium esempio di architettura contemporanea. Una metafora per esprimere un evoluzione stilistica della manifestazione che racchiude in sé l'ambizione di coltivare le contaminazioni tra diverse forme di creatività e di espressione. Una manifestazione ricca e versatile, suddivisa tra catwalk shows, ‘fashion in town' con le creazioni di giovani stilisti che espongono nei loro atelier, le gallerie d'arte che rendono omaggio alla moda e gli eventi collaterali realizzati con inedite contaminazioni tra diverse forme d'arte.
Alta Roma porta avanti il suo impegno per valorizzare l’Alta Moda Italiana e preservare un patrimonio di eccellenze e alto artigianato che ci rappresentano in tutto il mondo. Come di consueto sulle passerelle romane Balestra, Curiel, Gattinoni, Riva e Sarli le grandi maison della tradizione e accanto a loro, la seconda generazione rappresentata da Ettore Bilotta, Michele Miglionico. E ancora Edward Arsouni, Tony Ward e Abed Mahfouz dal Libano e l’atteso ritorno di Marco Coretti sulle passerelle romane.
Apre la rassegna ‘Who’s on Next’ progetto di scouting giunto alla quarta edizione, ideato e realizzato da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia. Il concorso, unico ed esclusivo, rappresenta l’incessante ricerca di nuovi talenti da inserire nel circuito internazionale della moda. Nove finalisti tra abbigliamento e accessori e una giuria composta dal gotha degli addetti ai lavori a livello mondiale. L’appuntamento ormai diventato punto di riferimento per la ricerca di nuove tendenze e designer del futuro. Un importante momento di raccordo tra i giovani talenti creativi il mondo dell’industria della moda.
Per valorizzare maggiormente una kermesse che sta sempre più conquistando autorevolezza nella fashion community, una serie di innesti culturali che abbracciano diverse forme d’arte coerenti con la moda. Prima tra tutti, la mostra “Pasquale De Antonis. La fotografia di moda 1946-1968” a cura di Maria Luisa Frisa che Alta Roma ha deciso di promuovere. De Antonis era una personalità poliedrica, non solo fotografo di moda ma anche ritrattista, documentarista, fotografo di teatro e di opere d’arte. A spingere Alta Roma a realizzare il progetto, è stata la volontà di riportare all’attenzione del pubblico un fotografo di grande valore artistico a cui va il merito di aver documentato la nascita della moda italiana.
Alcune new entry internazionali, attirate dall’unicità e dal fascino che Roma, con il suo immenso heritage culturale, rappresenta: l’israeliana Galit Levi, Aina Gassè dall’Ucraina, e l’emergente Graziano Amadori. Ma anche le sfilate di Céline Faizant, esponente creativa del “new luxury” fatto di abiti organici, ecologici ed etici e Bisrat Negassi, stilista francese di origine africane. Due marchi francesi, frutto del fortunato gemellaggio tra Roma e Parigi, che grazie alla collaborazione tra Alta Roma ed il Salon du Prêt-à-Porter arricchisce lo scambio creativo internazionale.
Andrà in scena alla Galleria Moncada di via Margutta, “Double Regard”, sfilata/performance degli abiti sculture dello stilista Jean Paul Najar,e dei gioelli scultura di Vhernier immortalati da un doppio sguardo fotografico.
E ancora la terza incursione nel progetto della Tricot–Couture con Saverio Palatella designer italiano tra i più apprezzati interpreti della maglieria, una materia astratta, plasmabile e sfuggente che lui arricchisce di interpretazioni artistiche. E anche ricerca tessile, creativa e sperimentale avanzata che trova un altro illustre esponente in Bianca Maria Gervasio con il suo stile concettuale e volumetrico.
Katherine Hamnet sarà la testimonial dell’Ethical Fashion, il progetto di solidarietà nato da una partnership tra Alta Roma e l’ITC (International Trade Centre), l’agenzia operativa di cooperazione dell’ONU e WTO (World Trade Organization). Un ospite importante che ci parlerà della sua esperienza ventennale nella diffusione della responsabilità sociale di impresa e nella salvaguardia dell’ambiente. Assistendo alla presentazione dei primi prototipi realizzati da Alta Roma e ITC, la designer inglese farà da madrina al varo di questa nave. Un originale workshop tra video, testimonianze e curiosità inaspettate.
A conferma della sua vocazione sociale, Alta Roma ospita la parte finale del percorso formativo ‘Il Filo che Unisce’, il concorso sulla moda etica ed eco-friendly, che punta a sottolineare il rapporto creativo e simbolico tra moda e natura, bellezza e arte, promuovendo una nuova realtà di filiera della moda, nel rispetto dell’ambiente e dell’individuo.
A dimostrazione della incessante attenzione di Alta Roma verso la contemporaneità artistica e la salvaguardia di tutte quelle competenze tecniche e artigianali che hanno reso celebre il ‘Made in Italy’ e l’Italian style’ nel mondo due mostre accattivanti e originali. Bottega Veneta con la sua mostra antologica KNOT – A RETROSPECTIVE un viaggio attraverso la celebre lavorazione ‘knot’ con una selezione di borse icona. La mostra itinerante, inaugurata a Milano durante il Salone del Mobile e poi esposta a Cannes approda ora ad AltaRomAltaModa per celebrare i 30 anni della borsa simbolo della maison. Un grande nome che rappresenta l’essenza dell’artigianalità italiana di alta gamma all’estero. E poi una contaminazione tra design e moda nella esposizione di accessori ispirati agli oggetti di design e alle polaroid dell’architetto e designer Carlo Mollino. Linee di design che hanno fatto la storia come ispirazione per i giovani creativi finalisti della sezione accessori delle passate edizioni del concorso Who is On Next, in un allestimento innovativo con lo sfondo del Museo Pietro Canonica, nel cuore di Villa Borghese.
E ancora da segnalare in calendario un tributo ai 50 anni di carriera di Mila Schön. La stilista che ha saputo interpretare le necessità contemporanee del suo tempo traducendo la sua alta moda in un prêt-à-.porter sofisticato e inaugurando la stagione americana della nostra moda. Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli, tra le sue più affezionate clienti. Quest’ultima ricevette nel 1966, a New York, il Premio WWD, proprio grazie all’abito Mila Schön sfoggiato al White and Black Ball di Truman Capote. Alta Roma le rende omaggio con un docu-film realizzato appositamente per l’occasione con la regia di Antonello Sarno.
Seconda produzione di Alta Roma, dopo “Schu, le Grand Créateur” dedicata ad Emilio Schuberth, l’opera fa parte di una collana di cortometraggi dedicata alla promozione e diffusione della conoscenza di quei personaggi e di quelle tendenze che hanno contribuito a creare le radici del Made-in-Italy.
L’ultima giornata della fashion week sarà dedicata alla formazione con l’Accademia di Costume e Moda, l’Accademia Altieri, dell’Accademia Nazionale dei Sartori, l’Accademia Reale, l’Istituto Superiore di Design, l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo, la Scuola Moda Ida Ferri, ed infine l’Accademia Koefia.
Declinazioni creative a dimostrare una costante evoluzione e una tenace ricerca di stile per la quale Alta Roma, coerente con la sua mission, promuove un calendario ricco di suggestioni, testimonianza della sua attenzione verso la contemporaneità artistica e verso la salvaguardia di tutte quelle competenze artigianali che hanno reso celebre il ‘Made in Italy’ e l’Italia nel mondo.
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martedì 24 giugno 2008
MilanoModa uomo. Spazio al relax.
(Sky tg24) Domina la moda comoda ma elegante sulle passerelle di Milano. Gucci, Prada, Biagiotti e Richmond sinonimo di lusso, ironia e leggerezza. Questi i must per l'uomo della prossima primavera-estate.
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19:55:00
Etichette: abbigliamento, gayfriendly, milano, moda uomo, modelli, sfilate, stilisti, tendenze
lunedì 23 giugno 2008
MilanoModa uomo. E l'uomo si scopre sexy.
Sulle passerelle milanesi Emporio Armani e Alexander Mc Queen propongono collezioni maschili con trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista.
(Enrico Maria Albamonte - L'Espresso) Le passerelle maschili di Milano per la prossima primavera-estate 2009 si fanno torride. E non solo per l'afa che inonda le strade della città. "Vedo nudo" è il messaggio eloquente trasmesso dalle due collezioni più sexy viste finora: Emporio Armani e Alexander Mc Queen. Tutti sul tapis roulant quindi per sfoggiare trasparenze maliziose, muscoli guizzanti e gambe in bella vista, questo almeno prescrivono le ultime proposte dei due stilisti.
Entrambi si ispirano a scenari nordici, surreali, metropolitani. Con una prospettiva più carnale per Giorgio Armani che ridisegna armonie in blu, e con una vena più sperimentale per McQueen che torna agli anni'90 e precisamente al 1994 con giacche sospese sul corpo, ossa umane e DNA stilizzati stampati, quasi pennellati sul busto, esile ma provocante.
Il colore di punta è il nudo: i suoi abiti sono quasi un'artificiosa seconda pelle, bendano il corpo come una scultura di Christo, sono laminati e stampati con disegni optical che ipnotizzano le donne (e gli uomini) adoranti. I glutei sono osannati da tagli strategici di pantaloni metallizzati che sono piatti sul davanti e si restringono fino a 17 cm. Sul fondo per svelare originali scarpe in materiali olografici o stringate in vernice a olio. Tanta vernice rutilante e sneaker dagli accenti cyber anche per la linea Emporio Armani che punta sull'aquila come talismano di seduzione tatuato sul corpo abbronzato e depilatissimo dei modelli.
Armani torna agli anni'80 nei tagli dei capelli ondulati, scolpiti e méchati e nell'esibizione di un corpo palestrato ma più asciutto e moderno, tonico senza strafare. Gli abiti di Armani sono meglio di un afrodisiaco : accendono il desiderio con i loro tagli sartoriali che accentuano l'ampiezza delle spalle nelle giacche completamente destrutturate e stimolano la curiosità femminile con i bermuda arricciati o in fantasie floreali da abbinare a giacche a stuoia omaggio a Chanel. Lo sport preferito di questo maschio un po' narciso? Il kitesurf, da praticare con tute di neoprene e tavole griffate per cavalcare l'onda perfetta.
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sabato 21 giugno 2008
Milano protagonista della moda maschile....Al via Milano Moda Uomo 21/24 giugno 2008.
Sabato 21 giugno torna l’appuntamento Milano Moda Uomo, la più importante manifestazione mondiale dedicata al pret-à-porter maschile, organizzata e promossa da Camera Nazionale della Moda Italiana. Da sabato 21 a martedì 24 giugno i migliori stilisti del Made in Italy presenteranno le loro collezioni Uomo per la primavera/estate 2009 all’interno di un calendario caratterizzato anche dalla presenza di prestigiosi marchi internazionali.
Sotto i riflettori 93 collezioni di cui 46 sfilate per 45 marchi, 30 presentazioni e 18 presentazioni su appuntamento. Questa edizione di Milano Moda Uomo vede il debutto del marchio internazionale Ermenegildo Zegna nel calendario sfilate e di sette nuovi brand tra le presentazioni.
Nell’ordine delle migliaia gli addetti ai lavori accreditati a questa edizione di Milano Moda Uomo. Attesi in città oltre 10.000 operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Per quanto riguarda i media, saranno 1100 i rappresentanti dei più importanti mezzi di comunicazione nazionali ed internazionali, giornalisti, fotoreporter e cameraman provenienti da 27 paesi che raggiungeranno il capoluogo lombardo per assistere alle presentazioni delle collezioni uomo.
Mario Boselli, Presidente CNMI, dichiara di essere "molto soddisfatto per la qualità e l'esclusività delle collezioni che confermano, ancora una volta, la supremazia mondiale della moda maschile italiana" ma sottolinea con rammarico che "per l'indisponibilità degli stilisti, il calendario si sviluppa su quattro giorni
anziché sui cinque tradizionali. Ciò penalizza il lavoro degli operatori - stampa e buyer - che hanno meno tempo disponibile da dedicare alle collezioni''
Cocktail e inaugurazioni di nuove boutique faranno da corollario alle sfilate nel quadrilatero della moda mentre feste e anniversari animeranno le serate milanesi. Da sabato 21 in Piazza San Babila e Piazza Croce Rossa si riaccenderanno i due maxi schermi che trasmetteranno, fino a martedì 24, le sfilate delle collezioni primavera/estate 2008, permettendo così ai cittadini e ai turisti di a turisti e i cittadini al mondo della moda.
COLLEZIONI: 93 di cui:
· 46 SFILATE per 45 marchi
· 30 PRESENTAZIONI per 30 marchi
· 18 PRESENTAZIONI SU APPUNTAMENTO
Nomi nuovi che presentano a Milano Moda Uomo:
· ACQUA DI PARMA
· D.A. DANIELE ALESSANDRINI
· DIESEL
· FEDERICA MORETTI HANDMADE
· LUCSO CAPRI
· SERAPIAN MILANO
· TWIN DdM
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sabato 17 maggio 2008
Il pride laico contro il Papa a Genova. Un terribile flop.
(Agi) "Sia fatta la nostra volonta', liberta', diritti, laicita'". E' la scritta che si legge sullo striscione che apre il corteo del 'Pride laico' appena partito da piazza Montano a Genova, a poche ore dall'arrivo nel capoluogo ligure del Santo Padre. In piazza, secondo la Digos, circa 400-500 persone, secondo gli organizzatori circa un migliaio.
Diversi gli slogan della manifestazione: "Genova-Verona: un'unica piazza contro i fascisti di ieri e di oggi", "Madri per scelta, ribelli per natura. Fuori la Chiesa dalle mutande", "+staminali -cardinali!!!", "Otto per mille alla scuola pubblica".
Insieme ai centri sociali, sfilano le bandiere dell'Unione degli studenti, della Sinistra critica, del Partito comunista, dell'Unione degli atei e agnostici razionalisti, del Network giovani per la sinistra e dell'Arcilesbiche.
Tra i manifestanti anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo il ragazzo ucciso durante il G8 del 2001, e l'assessore comunale di Rifondazione Comunista Bruno Pastorino. Il corteo e' diretto in piazza Caricamento, nel centro della citta' dove si concludera' la manifestazione.
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venerdì 16 maggio 2008
Il Papa a Genova. Per Don Gallo è inopportuna la protesta gay.
"Dissento anche dalla visita del Pontefice".
(Apcom) "Chiedo al Papa un dono: di essere più vicino ai lontani. Da prete vecchio come me, che vive da tanti anni sulla strada, sento e vedo che i lontani sono tanti e ho pensato di regalare al Papa una supplica, di avvicinare i 'lontani'". Lo afferma don Andrea Gallo, prete no-global di Genova, interpellato da Apcom alla vigilia del viaggio di Benedetto XVI in Liguria, domani e domenica.
"I lontani attendono dal Papa un messaggio di speranza - dice - un segno e una parola di apertura. Invece c'è questa ossessione sessofobica pesante, il cristiano è diventato un crociato di valori, c'è integralismo".
Quanto alla manifestazione di domani a Genova, don Gallo risponde: "Volevano che partecipassi, ma non ci sarò. Rispetto assoluto ma la protesta è inopportuna perchè viene ad annunciare una protesta completamente fuori posto. Non posso aderire - prosegue il prete no-global - e mi sembra solo un evento che finisce per essere mediatico".
Polemico anche sulla visita di Ratzinger a Genova. "Se hanno deciso così va bene - osserva - ma dissento perchè mi chiedo che valore pastorale potrà avere. E penso che i 'lontani' resteranno ancora lontani".
martedì 6 maggio 2008
No della chiesa ai gay filippini. Niente sfilata per loro alla processione di Santacruzan.
L'arcivescovo di Manila: "I gay non dovrebbero partecipare alla Santacruzan perche' questo pregiudica il vero significato della celebrazione".
(Agi) L'arcivescovo di Manila, il cardinale Gaudencio Rosales, ha pubblicamente disapprovato la partecipazione degli omosessuali alle popolarissime processioni di Santacruzan. Questa manifestazione, che ogni anno a fine maggio porta in strada migliaia di fedeli nelle principali citta' filippine, vede spesso la pertecipazione di omosessuali vestiti in abiti femminili durante le sfilate dei carri floreali. "I gay non dovrebbero partecipare alla Santacruzan perche' questo pregiudica il vero significato della celebrazione", ha dichiarato il cardinale Rosales. "Non ho nulla contro i gay, sono contro cio' che fanno".
Rosales ha riferito di essersi rifiutato in passato di celebrare messa nelle parrocchie che ammettono i gay alle processioni per la Santacruzan.
Il leader del gruppo attivista omosessuale filippino "Ladlad", Danton Remoto, ha protestato contro le affermazioni di Rosales dicendo che la processione dei fiori di maggio non vuole deridere o dissacrare la Chiesa. "Agli occhi di Dio siamo tutti uguali" ha dichiarato Remoto. "Alcuni dei gay che parteciperanno alle celebrazioni - ha sottolineato - hanno speso molti soldi per confezionare i loro abiti per la cerimonia di Santacruzan, e lo hanno fatto perche' credono nella Vergine Maria. Queste persone hanno bisogno di comprensione non di condanne".
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Etichette: chiesa, fede, integralismo religioso, omosessualità, processioni, sfilate
martedì 8 aprile 2008
Dal 18 giugno a Firenze. Pitti Immagine Uomo, tendenze e moda maschile da tutto il mondo.
(Tuzone) Ritorna a metà giugno la 74esima edizione di Pitti immagine Uomo dedicata alla moda e agli accessori dell’universo maschile.
L’evento- di grandissima rilevanza a livello internazionale - prevede la presenza di migliaia di buyers selezionati da tutto il mondo (nelle scorse edizioni erano oltre 25 mila) e un numero di espositori che supera gli 800.
I marchi più prestigiosi, gli stilisti più affermati scelgono Pitti Immagine Uomo- oltre che per la prestigiosa cornice della città fiorentina - anche e soprattutto per presentare le proprie Collezioni e per porre all’attenzione degli occhi di tutto il mondo le ultime tendenze di un mondo in costante evoluzione.
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mercoledì 26 marzo 2008
Il Pride nazionale a Bologna in giugno. Si teme bassa partecipazione per una connotazione politica troppo di parte e strapaesana.
La manifestazione nazionale confermata. Dai giardini Margherita a piazza VIII Agosto. Sfilando per i viali, poi giù per via Don Minzoni e via dei Mille. E’ l’ipotesi di percorso, quasi definita.
(Luca Orsi - Il Resto del Carlino) Dai Giardini Margherita a piazza VIII Agosto. Sfilando per i viali, poi giù per via Don Minzoni e via dei Mille. E’ l’ipotesi di percorso, quasi definita nei dettagli, su cui stanno lavorando la Prefettura e gli organizzatori del Gay Pride nazionale di sabato 28 giugno. Una manifestazione omosessuale che, secondo le prime stime, potrebbe superare il tetto delle 25mila presenze. Anche per questo è stata scartata l’idea iniziale di fare passare il corteo per il centro, con chiusura della manifestazione e festa finale in piazza Maggiore. Prefettura e Comune hanno voluto minimizzare l’impatto della manifestazione sul centro storico. Visto l’afflusso di gente previsto, piazza VIII Agosto è stata ritenuta anche dalle forze dell’ordine la scelta migliore, in termini di sicurezza e controllo.
Da quanto si sa, le proposte alternative sono state accettate senza troppe difficoltà. «Gli organizzatori del Gay Pride hanno dimostrato la massima ragionevolezza. Nessuno vuole creare problemi alla città e ai bolognesi», aveva detto al Carlino il prefetto Vincenzo Grimaldi. «Il rapporto con le istituzioni è stato assolutamente positivo, di dialogo e reciproco ascolto — conferma Emiliano Zaino, presidente del Cassero —. In questo modo si sono trovate sempre soluzioni utili, nel rispetto dei luoghi e dei cittadini».
Chi invece dovrà fare buon viso a cattiva sorte sono gli ambulanti della Piazzola, che si tiene proprio in piazza VIII Agosto. Per sabato 28 giugno il Comune ha intimato lo sfratto al mercato. Per ora si sta cercando un accordo per fissare una giornata ‘di recupero’.
Se i commercianti non accettassero questa soluzione, «dovremo emanare un’ordinanza urgenze per ragioni di sicurezza», fanno sapere da Palazzo d’Accursio. In questo caso, agli ambulanti non sarebbe concesso alcuna giornata supplementare di mercato.
In Comune, il Gay Pride non sembra togliere il sonno. «Nessuna preoccupazione — afferma il sindaco, Sergio Cofferati —. E’ una manifestazione politica come tante altre. E noi, quindi, non abbiamo un ruolo diretto nella preparazione della manifestazione, che spetta a Prefettura e Questura».
Franco Grillini, deputato socialista, presidente onorario dell’Arcigay, candidato sindaco nel 2009, sarà in prima fila. La manifestazione di giugno, anticipa, «avrà una forte connotazione politica». Se alle elezioni del 13-14 aprile vincerà il Pdl, il Gay Pride «sarà una manifestazione contro la destra omofoba al governo». Se vincerà il Pd, «sarà una manifestazione di rivendicazione».
L’ultimo Gay Pride nazionale ospitato a Bologna data luglio 1995. Secondo gli organizzatori, arrivarono oltre 20mila persone. Da mesi gli organizzatori sono al lavoro per reclutare volontari, dalla segreteria alla ricerca fondi, dai trasporti al servizio hostess, dal volantinaggio alla security. Con l’obiettivo di «superare il risultato di 12 anni fa, nel giorno esatto in cui il Cassero festeggia i 25 anni di vita».
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FORZA NUOVA: NO AL GAY PRIDE, Sì ALLE LISTE CIVICHE PER IL COMUNE.
Dall'annuncio di iniziative «beffarde» contro il Gay Pride del 28 giugno alla disponibilità a un accordo con i civici di Guazzaloca per le amministrative del 2009.
(Erica Ferrari - Il Resto del Carlino) Dall'annuncio di iniziative «beffarde» contro il Gay Pride del 28 giugno alla disponibilità a un accordo con i civici di Guazzaloca per le amministrative del 2009, a patto che si resti nell’ambito del civismo. C’è spazio anche per le questioni bolognesi alla conferenza stampa di presentazione dei candidati di Forza Nuova per le politiche del 13-14 aprile. La formazione ha liste indipendenti per Camera e Senato, guidate in Emilia Romagna dal vicepresidente nazionale Gianni Correggiari e da Ugo Bertaglia.
L’indipendenza dai partiti sarà anche il must per le amministrative del 2009, per cui «escludiamo accordi con i partiti, non escludiamo invece accordi tra liste civiche», dice Correggiari. Dunque, se quella dei sostenitori di Guazzaloca sarà una lista civica «potremmo aderire o appoggiare». Quanto al Gay Pride - «una cosa che ai bolognesi non interessa» -, Correggiari promette «pressione per far in modo che sia spostato il più possibile lontano da Bologna».
L’illustrazione del programma politico di Forza Nuova spetta al candidato premier Roberto Fiore, ieri a Bologna per un tour elettorale e a San Giovanni in Persiceto per una cena con i simpatizzanti. Che il partito si ponga come alternativa a Pd e Pdl lo mostra lo stesso manifesto, raffigurante un fondoschiena (con scritto sopra ‘destra’ e ‘sinistra’) nell’atto di schiacciare un uomo, e lo slogan ‘il potere ti schiaccia’. Tra i punti salienti, l’irrigidimento della legge sull’immigrazione Bossi Fini, la statalizzazione di sanità e autostrade e la difesa dei valori cristiani.
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18:18:00
Etichette: bologna, destra, grillini, neofascismo, omosessualità, parate gay, polemiche, politica, pride, sfilate
Sondaggi in Belgio: un terzo dei gay diserterà il Gay Pride 2008.
(Babilonia) Il sito omosessuale belga GayID ha appena rivelato l’esito di un sondaggio presso la popolazione gay locale. Un terzo degli intervistati si dichiara poco interessato al prossimo Gay Pride, che si terrà il 17 maggio. Contesta i dati l’altra comunità virtuale gay, GayBelgium, sostenendo che gli intervistati hanno spesso meno di 21 anni e sono mediamente residenti nelle Fiandre, ossia un po’ lontano da Bruxelles.
Comunque stiano le cose, è un segnale più che percepibile della progressiva disaffezione degli omosessuali di Belgio dalle parate gay. In fondo, commentano da GayID, godono di una condizione di grande inserimento sociale, che consente il disimpegno politico e sociale nella rivendicazione di ulteriori diritti attraverso i cortei festanti.
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Redazione
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18:04:00
Etichette: europa, omosessualità, parate gay, pride, sfilate
martedì 19 febbraio 2008
Le sfilate di Milano Moda Donna 2008 in diretta su Fashion Tv.
(Film.it) Milano Moda Donna sarà la prossima grande Star di Fashion Tv, che dedicherà alle collezioni autunno-inverno dei migliori stilisti due "Report" in onda tutti i giorni con le sfilate, i backstage e gli eventi più cool della settimana.
La più attesa novità dell’edizione 2008 di Milano Moda Donna sarà il debutto della giovane e promettente stilista scelta da Valentino, Alessandra Facchinetti, che presenterà proprio a Milano la sua prima collezione con il marchio Valentino. Le telecamere di Fashion Tv saranno in prima fila anche a questo emozionate evento per carpire segreti, gossip e tendenze da regalare in tempo reale ai suoi telespettatori.
Ogni giorno, dal 18 al 25 febbraio, Fashion Tv manderà in onda alle ore 21.00 e alle 23.00 il meglio delle sfilate di Milano Moda Donna 2008, le indiscrezioni dei ‘dietro le quinte’ dei più grandi stilisti e le emozioni degli arrivi sui più famosi red carpet milanesi. Protagonisti assoluti i capi più originali e preziosi, ma anche un ritratto delle ultime tendenze per la prossima stagione, le nuove proposte hair & make-up e i nuovi volti della moda che solcheranno le passerelle della metropoli milanese, capitale del fashion per eccellenza.
Dopo Milano, le telecamere di Fashion Tv voleranno a Parigi per non perdersi nemmeno un attimo della Fashion Week francese e per continuare a regalare ai suoi più di 300 milioni di telespettatori un pass per la prima fila agli eventi fashion più prestigiosi al mondo. Tutto i giorni dal 26 febbraio alle 21.00 e alle 23.00 Report quotidiani dalle passerelle francesi.
In Italia Fashion tv è visibile Fashion Tv è visibile sintonizzandosi sul canale 811 della piattaforma Sky.
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MODA, IN PASSERELLA LO "STILE MILANO".
Vintage e aria retrò nelle sfilate del pret a porter.
Servizio di Cinzia Malvini, La7.
Fashion italiano nel mondo: Ma siamo ancora il top? La Settimana della Moda a Milano e le polemiche.
Garzoni: "Bisogna fare sistema, ma nella moda non e' mai stato facile".
(News Italiapress) La polemica è scoppiata. Mentre impera Milano Moda Donna, dal 16 al 23 febbraio, il sistema si pone interrogativi importanti. Dolce & Gabbana, nelle persone di Stefano e Domenico, dalle pagine del Corriere della Sera, hanno invitato i colleghi a tirarsi fuori dal Calendario delle Sfilate e fare “sistema contro il sistema”. Una diatriba di vecchia data, quella tra D&G e la Camera Nazionale della Moda, che però porta questa volta a importanti riflessioni sul made in Italy italiano e sul suo posizionamento all’estero.
”Un circo senza senso dove i grandi vengono sacrificati, i giovani non crescono e basta pagare per sfilare”. Un sunto nelle parole di Domenico e Stefano, punta di diamante del Made in Italy all’estero. Accuse pesanti e precise. Una polemica che parla di provincialismo, proprio quello che l’Italia, come ogni altro paese, del resto, non può più permettersi, in un sistema, per giunta, e in un settore, quello della moda, che da anni ormai ci rappresenta nel mondo assai più di “pizza e mandolino”.
La settimana della Moda è al suo culmine. Definire intense queste giornate, per addetti del settore, giornalisti e buyer, è un eufemismo. I numeri del calendario? 221 collezioni. Per 103 sfilate. Di 95 marchi. 47 griffe sfilano al Milano Fashion Center, sotto la diretta organizzazione della Camera della Moda. Le altre 48 in contemporanea, fanno parte del calendario ufficiale ma sfilano in location esterne alla Fiera. Last but not least, 8 sfilate doppie.
“Si corre da una parte all’altra”, dice a News ITALIA PRESS Marina Garzoni, Fondatrice dell'Associazione "Moda e Tecnologia" e consulente di famosi marchi della moda. Milano non può permettersi di perdere la sua posizione di leadership. Moda vuol dire identità italiana nel mondo, vuol dire sviluppo. Vento di crisi? Con quali ricadute a livello di economia internazionale?
Milano, Parigi, Londra, New York e il sistema Francoforte/Colonia/Düsseldorf/Monaco sono i luoghi che, con Firenze, fanno parte del grande circuito internazionale delle manifestazioni organizzate di moda. Diversamente da Firenze, sono grandi città, realtà metropolitane nelle quali alcune delle funzioni del gioco della moda hanno un peso predominante rispetto ad altre: in tutte queste città però la moda è qualcosa di più di un ricco business ma contribuisce a definire il loro dinamismo, la loro apertura al mondo e la loro identità contemporanea.
La concitazione e gli appuntamenti a non finire sono la realtà degli investitori internazionali in questi giorni a Milano. “Il calendario è molto congestionato e non sense. A discapito di quella che invece è la vera creatività. Una critica del sistema non si può non fare, e le critiche sono uno stimolo a migliorare. Bisogna capire cosa vuol dire essere in calendario. Se sfilare vuol dire avere la possibilità di mostrare la propria collezione ai propri clienti, italiani e internazionali, ha senso. Se si vuole dare un carattere forte alla Settimana della Moda, bisogna fare una scelta e dare spazio ai giovani. I giovani, nell’attuale calendario, sono previsti nell’ultimo giorno. Quando non c’è più nessuno e i buyer, soprattutto stranieri, sono già andati via”, è il racconto di Marina Garzoni.
“I buyer avrebbero forse bisogno di date diverse. Arrivano, e magari gli ordini li hanno già fatti. La sfilata al massimo è una conferma di qualche trend che non si è magari visto nello showroom”. La polemica di fondo – continua Marina Garzoni - che non viene compresa dal grande pubblico, e che è insita nelle parole di Dolce & Gabbana, è che “se Milano vuole stare al passo con le altre grandi capitali della moda, deve fare delle scelte”. Non si possono mettere in calendario più sfilate per linee di prodotto della stessa casa. Ci sono gli show room.
La moda è cambiata, e i modi di acquisto anche. L’Italia – Milano come voce della moda – sembra non averlo capito. “Il buyer non capisce assolutamente più nulla, in questo calendario”. Una delle strategie per rivedere il Made in Italy nel fashion, sarebbe probabilmente rivedere alcune strutture di funzionamento del sistema. La Camera della Moda fa 50 anni, e lo stare al passo con tempi che cambiano così rapidamente è difficile.
“Togliamoci dalla testa – prosegue la Garzoni – che un buyer oggi può fare tutte e quattro le città della moda. Deve fare delle scelte. E deve venire a Milano perché è la Capitale dell’industria della Moda. Solo che potrebbe non essere più la Capitale della creatività, e questo è quello che a me fa più paura. C’è il rischio che si indebolisca l’attrattiva da parte dei buyer esteri”.
Tra le magiche quattro, dunque, a volte è Milano la meta sacrificata? “Ancora oggi no, per fortuna. A parte alcuni investitori statunitensi, ma questo a causa del dollaro a 1.400”. Molti marchi della moda italiana sono andati, in effetti, a sfilare a New York: Alberta Ferretti, Ermenegildo Zegna, Diesel. “Si sono detti: preferisco andare io dai miei compratori americani”.
Quindi l’abbandono dei buyer stranieri è vicino? “Non credo. E’ una minaccia che spesso avanzano, ma che poi non mettono in atto. Milano è ancora la Capitale della Moda. Ha troppi showroom, ed è una grande macchina organizzativa di fronte al pubblico internazionale che difficilmente può saltare”.
Ma un monito si rende necessario: “Il futuro si costruisce sul presente. E la gente è stanca di essere trattata così quando viene a Milano. Manca un’attenzione ai veri bisogni sia dei buyer che della stampa”. “Bisogna fare sistema – conclude Marina Garzoni – e fare sistema nella moda non è mai stato facile. In un sistema, poi, che è globale.”
La griffe Violanti il 25 febbraio prossimo sarà a Mosca, per la sfilata della nuova collezione Autunno-Inverno 08/09. Una scelta chiara e precisa nei confronti del pubblico russo, uno dei più ambiti dalle griffe della moda italiana, una scelta che dichiara apertamente la vocazione internazionale del marchio e soddisfa la crescente richiesta di prodotti luxury da parte dei grandi buyer dell’est europeo.
Lo slancio dell’azienda ne ha consolidato la presenza nelle grandi piazze del fashion come Parigi, New York, Barcellona e adesso Mosca. “Mosca si sta ormai consolidando come una delle piazze mondiali della moda, almeno a livello di consumo anche se e' ancora un po' indietro per cio' che concerne tendenze e nuove proposte. I Grandi Magazzini (TSUM , GUM e LOTTE, in primo luogo) sono vetrine affermate delle più prestigiose marche internazionali, tra cui emergono in quantità e diffusione le principali italiane. Ma Mosca è anche un susseguirsi quasi ininterrotto, almeno nelle zone centrali, di negozi monomarca , un settore in cui l'Italia ha una predominanza assoluta, anche con marchi e linee nuove ancora poco conosciute ma in rapida affermazione”. Una situazione in slancio dinamico, spiega a News ITALIA PRESS Roberto Pelo, Direttore dell’ICE di Mosca.
“Nel 2008 abbiamo in laboratorio la realizzazione di una 'Italian Fashion Week', un'intera settimana di sfilate e presentazioni solo 'Made in Italy'”. Che, almeno per il momento, sui buyer dell’est europeo sembrerebbe non doversi preoccupare. Spiega Pelo: “Calzature , pellicceria, una sezione di nuovi e giovani stilisti : un'intera settimana di offerta italiana che organizzeremo a settembre a cavallo di due manifestazioni classiche , la CPM che si tiene ad Expocentr e Moscow Fashion Expo, che si svolge a Crocus. Italian Fashion Week si svolge nell'ambito di un piu' vasto progetto, che riguarda la moda-abbigliamento e che prevede anche altri eventi (campagne promo-pubblicitarie, seminari, presentazioni di tendenze, ecc)”.
News ITALIA PRESS ha raggiunto anche Michele Giglio, buyer del Gruppo Giglio, 15 monomarca all’attivo, naturalmente a Milano per Milano Moda Donna. Che ben conosce il mondo e il punto di vista del mercato dall’estero. “E’ impensabile che la Camera della Moda sia così debole, non avendo né Armani, né Dolce&Gabbana, né Prada. I nostri stilisti dovrebbero capire che insieme si può fare di più”.
Ma qual è lo stato degli investimenti e della presenza dei buyer esteri? “Milano, che piaccia o non piaccia, è la capitale della moda nel mondo. La manodopera migliore al mondo è quella italiana. Un buyer non si lascia influenzare dalle polemiche di questi giorni, assolutamente no”.
“Il buyer che fa gli interessi della sua azienda, deve per forza venire a Milano. Un buyer internazionale non può permettersi il lusso di non venire in Italia”, spiega Giglio.”Il cambio dollaro euro può aver in effetti fatto comprare meno. Ma se il buyer straniero vuole del lusso importante deve venire in Italia, e non farà caso al cambio”.
“La polemica – ci tiene a sottolineare Giglio – l’hanno cominciata gli americani, l’ha cominciata Anna Wintour (Direttore di Vogue America, ndr), che è convinta di poterci massacrare. In realtà non è vero: noi siamo i più forti. Loro non sono nessuno nel vero senso della parola. Un buyer intelligente, da qualunque parte del mondo venga, non può fare a meno dell’Italia. Milano è la Capitale della moda nel mondo. Affine a Parigi per l’haute couture, ma la prima per prét-à-porter e prodotto”.
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Milano Fashion Week, Emporio Armani, Coll. A/I 08/09.
lunedì 18 febbraio 2008
Sfilate donna a Milano. Dolce e Gabbana, Armani e Comune di Milano è polemica a tutto campo.
Moda: primo giorno di sfilate a Milano, polemici Dolce e Gabbana.
(Agr) "Un circo senza senso dove i grandi vengono sacrificati, i giovani non crescono e basta pagare per sfilare". Con questa dichiarazione gli stilisti Dolce e Gabbana hanno dato il 'là al fiorire di polemiche nella prima giornata di "Milano moda donna". Secondo i due stilisti le sfilate sono troppo concentrate, con gli operatori costretti "a correre da una parte all'altra della città per essere alle sfilate distanziate di soli 45 minuti". L'assessore Tiziana Maiolo ammette i limiti organizzativi ma precisa: "polemizzare con la Camera della Moda è inefficace. Il lavoro della Camera ha portato negli anni risultati fruttuosi che sono sotto gli occhi di tutti, in tutto il mondo". "Occorre ripensare a livello strutturale il momento della settimana della moda", ha aggiunto Maiolo.
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Moda Donna: Armani, 'Non sono gli stilisti a non avere idee, è l'indotto il problemà.
(Agr) A Milano Moda Donna continuano le polemiche. Dopo la denuncia di Dolce e Gabbana - che hanno criticato l'organizzazione delle sfilate da parte della Camera della Moda - oggi è stato Armani a rincarare la dose. "Ho visto alla televisione Veltroni che diceva che non sono gli italiani 'ad essersi sedutì, ma i politici, ed è lo stesso per la moda", ha detto lo stilista e imprenditore, aggiungendo che non sono gli stilisti a non avere idee, ma tutti i problemi stanno nell'indotto.
venerdì 15 febbraio 2008
Invasione modaiola a Milano. In scena il prossimo inverno.
Oltre 100 sfilate, tra addii e new entries, e altrettante presentazioni dal 16 al 23. La la kermesse del made in Italy mette in scena la moda per il prossimo inverno.
(e.m.a. - Style.it) Fra qualche giorno Londra cederà il testimone alle passerelle di Milano: dal 16 al 23 febbraio 2008 sono previste 221 collezioni di pret-à-porter femminile. In pista big e astri nascenti del Made in Italy concentrati in un calendario molto nutrito di ben 103 sfilate, 84 presentazioni open day e 51 su appuntamento. Senza contare le illustri defezioni dall'agenda messa a punto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, che da anni organizza e presiede questa manifestazione (anticipata di qualche giorno in questa edizione per via delle pressioni della stampa straniera). Fra gli off-schedule figurano nomi di spicco: da Dolce & Gabbana e D&G a Marni, Bestaff e Ermanno Scervino, mentre fra le assenze si contano Amuleti J, Anna Molinari, Alessandro De Benedetti e Moncler, questi ultimi due accomunati dalla decisione di disertare Milano per la Ville Lumière. Molto attesa e circondata da curiosità la collezione di Gianfranco Ferré che ha appena annunciato l'improvviso divorzio dallo stilista Lars Nilsson, nominato pochi mesi fa direttore creativo dopo la scomparsa del fondatore della Maison, mentre fra le new entry del calendario meneghino ci sono Mila Schön, marchio storico dell'alta moda tricolore affidato alla matita di Bianca Gervasio, e Bulgari che farà una presentazione. Accanto ai big del gotha fashion, come Armani, Missoni, Versace, Alberta Ferretti e Cavalli, Milano Moda Donna varerà il debutto di alcuni giovani leve selezionate da Massimilano Bizzi, ideatore di White, e da lui riuniti nel suo "White club" : dal norvegese Kristian Aadnevik all'italiano Sergio Zambon, stilista di Soft Core, fino a Mikio Sakabe, Steinunn e il duo Klevers Van Engelen.
lunedì 11 febbraio 2008
Un nutrito calendario di eventi per Milano Moda Donna.
(La Stampa) Al via dal 16 al 23 febbraio Milano Moda Donna con più di 90 marchi che sfileranno anche in doppie passerelle, una per la stampa e una per i compratori per finire con un defilè collettivo, quello dei New Upcoming Designers e la novità del White Club che porta in passerella 5 talenti internazionali emergenti.
Rispetto alle scorse stagioni, il calendario appare più compatto, con i nomi forti, seppur presenti con le linee giovani e non con le prime, in passerella già dal secondo giorno. Se la giornata d’apertura assomiglia da vicino a quella delle ultime edizioni (sfilano i marchi Elena Mirò, Roberta Scarpa, Clips, Roccobarocco, Simonetta Ravizza, Lorenzo Riva, Seduzioni by Valeria Marini, Agatha Ruiz de la Prada, Francesco Scognamiglio e Sonia Fortuna), la seconda mostra piccoli segnali di cambiamento, con la presenza di marchi appetibili dai buyers stranieri come Missoni, Emporio Armani, Blugirl, Moschino Cheap and Chic e Just Cavalli, oltre al più recente fenomeno Normaluisa, e ad aziende ormai assidue delle passerelle milanesi quali Coveri, Kristina Ti, Frankie Morello, Gaetano Navarra, Thes and Thes, Maria Calderara e Derercuny.
La settimana si apre lunedì con un big come Giorgio Armani, che sfila dopo Paola Frani e C’n’c, nello stesso giorno di Alberta Ferretti, Gianfranco Ferrè, Burberry, Jil Sander, ma anche Pringle, Haute, Debora Sinibaldi e Daniela Gregis. Martedì è il giorno di Prada, il marchio più atteso in passerella, che chiuderà una lunga giornata dove si vedranno anche Moschino, Sportmax, Blumarine, La Perla, Ferragamo, Bottega Veneta, Etro, Alberto Buiani, Pollini e Anteprima. Sempre martedì, confronto a distanza tra Albino e i 6267: vincitori del concorso per giovani talenti “Whòs on next” nel 2005, entrambi i marchi sono ormai entrati nei cuori, e negli armadi, degli esperti.
Il 19 febbraio, dopo la passerella del russo Valentin Yudashkin, gli addetti ai lavori si troveranno di fronte a un dilemma: Marni o Marani? E non è questione di vocali: il marchio di Consuelo Castiglioni, infatti, sfila fuori dal calendario ufficiale, ma nello stesso orario assegnato allo stilista amato dalla Roma by night. Operata la scelta, rimangono poi da seguire i defilè di Mariella Burani, Antonio Marras, Roberto Cavalli, Trussardi, Iceberg, Krizia, Gucci, Brioni, Alessandro Dell’Acqua e Carlo Tivioli. Fuori calendario, come sempre ormai, anche Dolce & Gabbana, di scena il 21 insieme a Dsquared, Max Mara, Les Copains, Pucci, Luisa Beccaria, Laura Biagiotti, John Richmond, Fendi, Giuliana Teso, Maurizio Pecoraro, Gianni Versace e Jo No Fui. Riservato ai giovani e ai debuttanti il weekend finale, dove sfileranno i New Upcoming Designers selezionati dalla Camera della Moda e cinque talenti internazionali proposti da White Club, supportati da Cnmi e Comitato Lombardo per la Moda.
venerdì 25 gennaio 2008
A Parigi l'ultima sfilata di Valentino.
(La7) Memorabile passerella per lo stilista celebrato da grandi star e colleghi da tutto il mondo.
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mercoledì 23 gennaio 2008
Valentino a Parigi con 74 abiti per l’addio alla moda.
(Panorama) Valentino Garavani stasera, con l’ultima sfilata di haute couture a Parigi, chiude la sua storia nella moda. D’ora in poi il “sarto” di 76 anni sarà un personaggio da intervistare per parlare del passato e per valutare magari il presente, e i suoi abiti verranno apprezzati nelle mostre e nei musei o addosso alle sue amiche-clienti che conserveranno gelosamente i tesori nell’armadio.
Sulla passerella del marchio, che da quasi mezzo secolo porta il suo nome, ci saranno nuove creazioni, nuove forze, come è giusto che sia. Il suo addio, dopo quasi un anno di saluti, feste di commiato e celebrazioni degne di un re, è una sorta di santificazione nella chiesa mondiale dell’eleganza.
Alla sfilata ci sarà anche Alessandra Facchinetti, la stilista di 35 anni che l’azienda (venduta da Garavani e dal socio Giancarlo Giammetti già una decina d’anni fa) ha deciso di assoldare per sostituire il maestro, il quale ha espresso rammarico per non essersi mai occupato di allevare un vero “delfino”. Quindi ha dovuto “digerire” Alessandra e lo ha fatto “obtorto collo” tanto che non manca occasione di ricordare di non averla scelta lui. Domani comunque la maison Valentino volta pagina: escono sia Garavani sia Giammetti e con loro anche alcuni collaboratori, inclusa Daniela Giardina che, per oltre 30 anni, come capo dell’ufficio stampa, ha tenuto bordone a tutti i capricci dei due.
La sfilata non sarà una retrospettiva ma avrà comunque il sapore antico di una rievocazione. Valentino ha deciso di mostrare, con 74 uscite in passerella, tutto quello che ha saputo fare nella sua vita da couturier: quindi una serie di abiti da giorno in lana double, quella che egli iniziò a usare negli anni ‘60. Poi una parte in avorio e bianco che cita una famosa collezione su cui c’è un altrettanto famoso aneddoto.
Alcuni anni fa, infatti, fu chiesto a Valentino cosa ricordasse del ‘68 e di quel periodo di fermento, ed egli rispose: “Ah, sì il ‘68, l’anno di una mia meravigliosa collezione bianca”.
Tra questi capi del ‘68, appunto, un bel completo da cocktail con giacchina, tutto preziosamente ricamato: “è un tipico completo Valentino, il maestro ne vuole sempre almeno uno in ogni collezione” spiega Livia, assistente dell’assistente del maestro, con lui da 1976. Andando avanti nella rassegna, ecco una lunga serie di abiti a fiori, corti o lunghi: anemoni giganti o piccolissimi, dalie, mimose viola su fondo giallo: sono vestiti senza tempo, possono restare nel guardaroba per una vita senza mai sfigurare. Ed è questa la forza di Valentino e, in fondo, perfino la sua modernità.
Gli abiti da sera sono dei monumenti: una lunga tunichetta incrostata di preziosità se ne sta ancora tra le mani delicate delle sarte che danno gli ultimi punti alla spirale di tulle che la avvolge come un colpo di vento. Un altro vestito è come un bouquet di rose: centotrenda volants in tutte le gradazioni del rosa per formare un insieme spettacolare. L’abito fresia ha una rete di spalline a “budellino” di raso che formano corolle tremolanti sul dorso. Il vestitino mughetto sembra appena sbocciato ed è tale l’illusione che par di sentirne il profumo.
Agnese Zogla è una giovane bellezza lettone che ha il ruolo di modella d’atelier: su di lei (ovviamente taglia 38) sono stati cuciti i vestiti che stasera saranno indossati da uno stuolo di mannequin. Ma in passerella ci sarà anche lei che farà ben tre uscite e la terza, la numero 59, con un lungo abito bianco. Perché Valentino ha deciso di chiudere la sfilata con il candore, per creare il clima rarefatto adatto al colpo di scena finale: sarà infatti un diluvio di rosso a chiudere, tra lacrime, abbracci e musica strappacuore, la carriera del maestro sulle scene della moda. Dal 19 giugno prossimo, comunque, gli appassionati del sempiterno stile Valentino potranno goderne in tutte le sfumature al Musee des Arts decoratifs di Parigi dove si aprirà la mostra retrospetiva “Temi e Variazioni”, con duecento abiti scelti tra i più significativi della sua carriera.
giovedì 17 gennaio 2008
Dopo Milano la modauomo si sposta a Parigi.
(Fashionfm)Si sono appena spenti i riflettori sulla 4 giorni di kermesse milanese di Milano Moda Uomo AI2008/2009, che già l´attenzione del "popolo della moda" si sposta Oltralpe.
44 (importanti) sfilate in 4 giorni, da oggi, 17 gennaio, a domenica 20 (per la prima volta immediatamente dopo la Week milanese, senza quindi la consueta pausa della Haute Couture): è questo l´impegnativo appuntamento di Parigi per la moda menswear per il prossimo autunno/inverno
I soliti noti della moda francese ci sono (quasi) tutti: da Vuitton a Gaultier, da Givenchy a Lanvin, da Hermès a Dior Homme... passerelle sulle quali corrono con passo deciso sorprese, ritorni e novità esaltanti. Ma Parigi è anche la seconda patria degli idolatrati designer giapponesi - da Yamamoto a Watanabe, fino a Comme des Garcons -, dei sempre di tendenza belgi, dal redivivo Dries Van Noten ad Ann Demeulemeester, e del signore evergreen della moda inglese, Paul Smith.
Novità di quest´anno: Yves Saint Laurent salta un turno. Non sfila infatti a Parigi il menswear per l´autunno/inverno 2008/2009 della maison durante questa settimana del pret à porter maschile. La clamorosa decisione è stata presa dal direttore creativo Stefano Pilati: al posto della sfilata, un incontro più intimo ed informale con la stampa selezionata ed i buyers, nel corso del quale poter parlare della collezione, guardandola da vicino e toccandola con mano.
Per una sfilata "tradizionale" che viene a mancare, un debutto da tenere d´occhio: quello sulle passerelle menswear di Bruno Pieters.
Di seguito il calendario delle sfilate. Da domani, on line su www.fashionfm.it, le foto delle sfilate e le interviste ai protagonisti.
Giovedì 17
GASPARD YURKIEVICH
ROMAIN KREMER
LOUIS VUITTON
JEAN PAUL GAULTIER
NUMBER (N)INE
YOHJI YAMAMOTO
DRIES VAN NOTEN
GIVENCHY
Venerdì 18
JUNYA WATANABE MAN
BLAAK HOMME
DAMIR DOMA
KRIS VAN ASSCHE
KIMINORI MORISHITA
RYKIEL HOMME
COMME DES GARCONS HOMME PLUS
UTE PLOIER
KENZO
BRUNO PIETERS
JOHN GALLIANO
WALTER VAN BEIRENDONCK
Sabato 19
JEROEN VAN TUYL
MIHARAYASUHIRO
JUUN J
HENRIK VIBSKOV
ANN DEMEULEMEESTER
ATTACHMENT
ERIC LEBON
SHAWN COLLINS
EMANUEL UNGARO
PETAR PETROV
HERMÈS
RAF SIMONS
Domenica 20
U-NI-TY
LANVIN
AGNÈS B.
WINTLE
ARMAND BASI
MASATOMO
TILLMANN LAUTERBACH
PAUL SMITH
WOOYOUNGMI
DIOR
FRANCESCO SMALTO
BERNHARD WILLHELM
Speciale Milano moda e modelli. La pacifica rivoluzione del piumino firmata Moncler.
La classica giacca a vento imbottita e trapuntata, già scivolata dalle piste da sci alle piste d’asfalto, compie un’altra significativa evoluzione stilistica: non cambia la forma, ma la superficie. Che diventa tessuto dalla pregiata mano inglese: shetland, british tweed, spigati, lane asciutte e secche mescolate a morbido cashmere, tutti resi più tecnici per garantire il massimo comfort, una vestibilità aggressiva e la necessaria trasversabilità. Proprio quello di cui ha bisogno il guardaroba maschile: un capo multiuso da portare addosso con convinzione soprattutto in città, quando a chiamarlo all’ordine non sono discese e seggiovie, ma serie riunioni di lavoro. “La trasformazione è tangibile e visibile nel sorprendente Moncler d’Angleterre (quello dei cento ragazzi, ndr) – spiega Remo Ruffini, presidente della griffe. “Il piumino non cambia la forma, ma la superficie. Per dare una visione inedita e una direzione precisa alla funzione d’uso”. E ha ragione, perché l’esperienza che si prova incontrando il nuovo piumino è polisensoriale: bello da vedere, piacevole da toccare, perfetto da indossare.
Ancora una volta, quindi, un nome, una garanzia. Anche per quell’esercito di oche del Sud della Bretagna e del Perigord da cinquant’anni sempre ben disposte a dare piume e piumette per l’interno del più famoso duvet della storia. Che per la prossima stagione del grande freddo viene declinato in tantissimi modelli, anche con gli abituali tessuti tecnici, con le celebri superfici laquée e con i nuovi colori segnaletici: dai classici K2, Hymalaya ed Everest, ai più modaioli bomber, ai vintage anni Sessanta/Settanta, agli Aviator con interno in alcantara, ai metropolitani blazer a tre bottoni. Una nuova era sta per cominciare.









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