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giovedì 8 maggio 2008

Bullismo: abusi sessuali su uno studente. Molestato nei bagni da 4 compagni e ricattato: costretto a pagare il «pizzo».

Indagine dei carabinieri dopo la denuncia di un ragazzo dell’alberghiero.
I soprusi, terribili, ripresi con i cellulari: i filmati ora all’esame dei Ris.
Minorenne si è sfogato con i genitori dopo aver subito in silenzio per mesi umiliazioni e brutalità.
(La tribuna di Treviso) Costretto a seguire i compagni in bagno durante la ricreazione e a subìre molestie sessuali. E poi violenze e maltrattamenti di ogni tipo, fino al pagamento di un «pizzo». E’ il drammatico episodio di bullismo che ha per teatro un istituto alberghiero trevigiano e per protagonisti cinque ragazzi tra i 17 e i 18 anni. Sul caso, denunciato dalla famiglia del giovane, sono ora in corso le indagini dei carabinieri. Accertamenti sono stati affidati anche ai Ris, in particolare l’esame di alcuni filmati girati col telefonino dei ragazzi. L’analisi del materiale è decisivo per stabilire la fondatezza di quanto riferito dal ragazzo agli investigatori e l’identità dei suoi persecutori. I primi accertamenti sono scattati lo scorso dicembre.
Sull’accaduto il riserbo degli inquirenti è massimo, ora si attendono i riscontri tecnici che permetteranno contestazioni specifiche ai ragazzini coinvolti.
Tutto ha inizio alla fine dello scorso anno quando uno studente minorenne racconta sconvolto ai genitori una serie di violenze a cui è soggetto a scuola da parte di un gruppo di suoi compagni. Il giovane si sfoga dopo aver subìto in silenzio per mesi ogni sorta di brutalità. Le violenze, spiega, si consumavano per lo più durante l’ora di ricreazione nei bagni dell’istituto alberghiero da lui frequentato.
Il ragazzo racconta di vere e proprie torture fische e psicologiche, fino a molestie sessuali di cui sarebbe stato ripetutamente vittima. I particolari sono drammatici, il livello di violenza è molto alto. Ma non ci sono soltanto le aggressioni e le umiliazioni: il giovane sarebbe stato costretto anche a pagare i suoi persecutori versando loro periodicamente un pizzo, dietro minaccia di più gravi maltrattamenti se non avesse obbedito. Quattro i suoi aguzzini: due diciassettenni e gli altri diciottenni. Una vera e propria banda, secondo il racconto del giovane, specializzata nel terrorizzare e maltrattare gli studenti apparentemente più deboli.
I genitori, ascoltato il drammtico sfogo, si rivolgono immediatamente ai carabinieri, denunciando l’inferno quotidiano al quale il ragazzino è costretto. Scattano le indagini, coordinate dal comando trevigiano: la materia è delicata vista l’età delle persone coinvolte e occorre procedere con la massima cautela. Verificando, innanzittutto, la fondatezza della ricostruzione fatta dallo studente. A sostegno di quanto da lui riferito, gli investigatori avrebbero trovato un importante riscontro: in mano ai carabinieri ci sono infatti alcuni filmati girati con la camera del cellulare, che documentano le violenze a scuola. Le immagini non sono limpide, così come non lo è il sonoro: per questo gli investigatori hanno deciso di inviare ai carabinieri del Ris il materiale girato per «pulirlo» e renderlo utiizzabile ai fini investigativi. Nel frattempo la segnalazione è stata trasmessa sia alla Procura di Treviso che a quella dei Minori di Venezia. Le indagini devono inoltre verificare se ci sono state anche altre vittime.
Quanto accaduto all’Alberghiero, se troverà conferme dall’attività investigativa in corso, rappresenta un episodio estremo di un fenomeno in espansione anche nella Marca. Tanto che proprio lunedì scorso, davanti ai cancelli della «Anna Frank» di Sant’Angelo, una coppia ha distribuito volantini antibullismo con il seguente testo: «Genitori, sapete davvero ciò che accade nei bagni della scuola? Fate attenzione a ciò che succede ai vostri figli». L’iniziativa è stata decisa dopo che, secondo la denuncia dei genitori, un ragazzino è stato costretto da un suo compagno ad abbassarsi i pantaloni, sotto minacce. L’accaduto risale all’inizio della scorsa settimana, mentre è dello scorso anno il caso di un bambino di Nervesa pestato dai suoi compagni e finito all’ospedale con un trauma cranico.

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