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lunedì 8 settembre 2008

Pedro Lembel un nuovo romanzo ed una terribile intervista "scheccante".

(La Gazzetta di Mantova) In arrivo dal Cile e per la prima volta in Italia. Fenomeno della letteratura latino americana contemporanea, Pedro Lemebel è uno scrittore originalissimo e «personaggio simbolico amatissimo dalla sinistra e dalla comunità omosessuale internazionale» come sottolinea la nota di presentazione a cura di Marcos Y Marcos. Nato a Santiago negli anni Cinquanta, Lemebel ha rivelato mondi sommersi attraverso le sue cronache pubblicate sui giornali dell'opposizione e trasmesse da Radio Tierra, e ha conquistato definitivamente i lettori con il suo primo romanzo "Ho paura torero". L'opera, vale la pena ricordarlo, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001 ed è tuttora un romanzo di culto in Italia e nel mondo.

Proprio in coincidenza con il Festivaletteratura il 4 settembre uscirà il suo nuovo libro, "Baciami ancora, forestiero".

Una raccolta di cronache urbane, testimonianze politiche e bizzarri racconti di viaggio.

Nel 1987 ha fondato insieme a Francisco Casas il Collettivo artistico "Yuegas del Apocalipsis" che «realizza memorabili eventi pubblici, mescolando performance provocatorie, trsformismo, fotografia, video e installazioni, per rivendicare il diritto alla vita, alla memoria, alla libertà sessuale».

Lo stile dell'autore è una "variante ludica del barocco" «come se la realtà si potesse trasmettere solo attraverso una rielaborazione sottilmente comica o assurda, con il distacco ironico che merita uno spettacolo ricolmo di elementi profondamente discordanti».
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Caricatura omosessuale in salsa RadioTre.
(Mr scorreggia) Radio Tre in collegamento diretto da Mantova trasmette interviste con alcuni degli scrittori presenti.... Bene, anzi male. È appena finita l'intervista a Pedro Lemebel che ha pubblicato in Italia "Ho paura torero".

Scusa, Pedro ma non ti sembra di fornire una dimensione leggermente caricaturale della tua omosessualità, rivendicata ogni due parole, sbiascicata nel tuo modo di parlare alla Vizietto di Tognazzi? Forse questo è davvero il tuo modo d'essere e quindi sei sincero nel presentarti così al pubblico ma perché io ho sempre più la sensazione che molte persone omosessuali finiscono sempre più col corrispondere e presentare l'idea che gli eterosessuali incollano addosso ai gay?

La dimensione caratteriale fino a che punto è originaria e fino a che punto è il frutto d'una
mediazione tra ciò che siamo e ciò che gli altri vogliono farci essere?

No, non fraintendermi, non ce l'ho con gli omosessuali né, tanto meno, ce l'ho con te, è solo che se mi metto nei panni d'un omosessuale forse proverei un po' di imbarazzo nel dare di me un'immagine che sembra un collage di tutti questi stereotipi che GLI ETEROSOSSEUALI hanno incollato da sempre addosso ai gay.

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domenica 7 settembre 2008

Festivaletteratura di Mantova tra esordienti e grandi nomi.

Carlo Lucarelli

(Panorama) La città dei Gonzaga celebra la letteratura internazionale, quella nota e quella meno nota fino al 7 settembre. Il folto elenco degli ospiti (qui in pdf) del Festivaletteratura di Mantova n. 12 rischia di accontentare tutti. Gli amanti del fantasy possono essere soddisfatti con Licia Troisi, autrice de Le cronache del mondo emerso, e Shimon Adaf, ritenuto l’iniziatore del fantasy in lingua ebraica. Chi cerca nomi nuovi ha a disposizione gli spagnoli Bernardo Axtaga e Julio Llamazares, il romeno Mircea Cartarescu, l’islandese Guðrún Eva Mínervudóttir… E per un po’ di giallo dal sapore glaciale ci sono gli scandinavi Maj Sjöwall, autrice con il marito Per Wahloo della serie di polizieschi con protagonista il commissario Martin Beck, Jo Nesbø, Håkan Nesser e il maestro del giallo svedese Leif GW Persson.

Il programma è ricco, e non poteva non includere anche un omaggio a Cesare Pavese, nell’anno del centenario della nascita. Per celebrare lo scrittore torinese si susseguiranno un reading collettivo dei poeti ospiti, una lezione che Eraldo Affinati dedicherà a La casa in collina e lo spettacolo Non fate troppi pettegolezzi portato in scena da Fabrizio Gifuni e Cesare Picco.
Per la prima volta presenti al Festival Jonathan Safran Foer, Nicole Krauss, William
Langewiesche
, Eugenio Scalfari, Paolo Villaggio e Sebastian Faulks, nuovo autore delle storie di James Bond. E anche l’inventore del legal thriller, Scott Turow.
Festivaletteratura si apre anche al Medio Oriente, con al centro il Libano, con autrici come Najwa Barakat, Joumana Haddad, Nisrine Ojeil, Rania Zghir. E anche Yael Lerer, coraggiosa editrice di una collana di testi arabi in Israele.
Naturalmente saranno a Mantova anche nomi più immediatamente riconoscibili: Hans Magnus Enzensberger, Gianrico Carofiglio, Daniel Pennac, Michele Serra, Corrado Augias, Carlo Lucarelli, Eric-Emmanuel Schmitt, Jeanette Winterson, Alberto Arbasino, Piergiorgio Odifreddi.

Qui il programma completo del Festival (in pdf).


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Festivaletteratura a Mantova. L'autrice gay che scriveva sermoni.

Parla Jeanette Winterson: la letteratura per ragazzi è più libera.

(Cristina Taglietti - Il Corriere della Sera) Circolano molte leggende su Jeanette Winterson, inglese, scrittrice per ragazzi e per adulti, oggi e domani ospite del festival di Mantova. Alcune hanno un fondamento (candidata a un premio letterario avrebbe proposto il suo come miglior libro), tutte sono alimentate dal suo carattere brillante e spigoloso. «Si raccontano sempre un sacco di storie sugli scrittori e, in generale, sui personaggi pubblici: la gente ama il gossip. Io non credo mai a nulla di quello che leggo su qualcuno, proprio perché so per esperienza come vengono inventate le cose», attacca subito.

Rimasta orfana da piccola, adottata da una coppia di pentecostali ultrareligiosi («scrivevo sermoni, il che è stato un ottimo esercizio»), cresciuta in un paese agricolo, nel Nord dell'Inghilterra, in una casa dove c'erano soltanto sei libri compresa la Bibbia, Jeanette Winterson ha raccontato brandelli della sua vita in Non ci sono solo le arance

(Mondadori), vincitore, nell'85, del Whitbread Award per l'opera prima («Non è un'autobiografia — precisa ora —. È una riscrittura immaginativa su ciò che ero e su da dove venivo. Non va letto per ricostruire la mia vita, ma per il suo potere emozionale»). A quello sono seguiti numerosi romanzi, tra cui alcuni diventati di culto come

Scritto sul corpo (Mondadori), storia di una passione bruciante per una donna (l'autrice in questo caso riesce a non dire mai il sesso dell'io narrante). Quest'anno da Mondadori è uscito Gli dei di pietra, romanzo fantascientifico, per adulti e ragazzi, in cui immagina un pianeta Terra in cui tutti possono rimanere giovani. «È un romanzo su un futuro che potrebbe essere e su un passato che potrebbe essere stato. Noi non sappiamo perché, pur essendoci tante stelle e pianeti nella nostra galassia, soltanto la Terra sia adatta alla vita. Ho immaginato che la Terra venisse distrutta continuamente e continuamente l'uomo dovesse ricominciare. Quindi tutte le stelle morte e i pianeti della galassia potrebbero essere luoghi in cui siamo già stati, universi di errori ».

Se in tutti i suoi libri il tema cardine è l'amore (qualche volta la critica l'ha accusata di sentimentalismo), la straordinaria immaginazione di Jeanette Winterson si manifesta soprattutto nei suoi libri per ragazzi (ne parlerà domani con Chiara Valerio), come Argenta nel tornado del tempo (Mondadori) o

Il re di Capri (Il castoro). «Scrivere per i ragazzi è bellissimo. È molto impegnativo, ma posso davvero dare libero sfogo alla mia fantasia e fare esattamente ciò che voglio, anche se la storia, a differenza di quelle per adulti, deve avere uno svolgimento più lineare. Insomma la letteratura per bambini è un posto più libero per l'immaginazione ma più rigoroso per la struttura. Dal punto di vista linguistico si può fare di tutto, perché i bambini amano i giochi di parole e non si attengono rigorosamente al significato». La Winterson pensa che ci siano molti buoni libri per bambini. «Gli unici che mi annoiano a morte sono quelli socio-realistici, senza sprazzi di immaginazione. I bambini non hanno bisogno di questa roba, hanno bisogno soltanto di aprire il più possibile le porte della loro mente ». Le sue protagoniste sono spesso ragazzine coraggiose pronte ad affrontare qualunque sfida, quasi una reazione alla sua infanzia. Sul suo sito si legge che «in quanto figlia della working class non è stata incoraggiata ad essere intelligente»: «Vengo da una cultura pre-femminista, sono cresciuta negli anni Sessanta quando le ragazze non contavano niente. Quelle intelligenti erano pure noiose e quelle di famiglie povere, come me, non avevano nessuna chance. Ho dovuto cambiare la situazione da sola». Su ciò che l'ha salvata, Jeanette Winterson, che non ha false modestie né sensi di inferiorità, è certa: «Un grande cuore e un grande cervello. Sono uscita da una situazione senza speranza perché sapevo come pensare e perché ero piena di amore. Le persone acide, che non sanno perdonare, non riescono mai a fuggire da nulla, portano tutto con sé».

Però quando si parla dell'etichetta di «scrittrice lesbica» un po' si inalbera: «Sono stufa di queste cose. Non sono una scrittrice gay, qualunque cosa questo voglia dire e non scrivo per un pubblico di omosessuali. Se uno scrittore è etero, non si sente mai la necessità di sottolinearlo. Oltretutto attualmente ho una storia con un uomo, e questo non fa alcuna differenza per il mio lavoro. Ali Smith e A.M. Homes sono due delle migliori scrittrici in circolazione, chi se ne importa se sono gay o etero. Non ho mai fatto mistero delle mie preferenze, non c'è nulla di cui vergognarsi né di cui essere fieri. Il mio impegno è che tutti, qualunque siano le loro preferenze sessuali, possano vivere in un mondo più libero». Ali Smith è, assieme a Ruth Rendell, una delle sue più care amiche: «Con Ruth ci conosciamo da 22 anni. Per me è come una madre buona, un'ottima sostituta della mia perduta madre biologica e della mia pazza madre adottiva. Ali invece è un'amica nuova che ammiro e con cui parlo di qualunque cosa. Abbiamo molto in comune, come scrittrici e come persone. Con lei (e con A.M. Homes e Jackie Kay ndr) sto scrivendo un racconto seriale sul Guardian, un progetto molto eccitante».

Scavando un po' a fondo si scopre che Jeanette Winterson è una donna tranquilla che vive in campagna e coltiva l'orto, non guarda la tv dai tempi di

Doctor Who e al momento sta prendendo lezioni di motocicletta perché vuole andare in Cambogia e le hanno detto che la moto è il mezzo migliore per girarla. «Ho anche una casa a Londra. Quando ci vado, una volta alla settimana, tiro tardi, vado alle feste sbagliate, bevo champagne e non scrivo nulla».

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sabato 6 settembre 2008

A proposito di "Un altro pianeta". Polemiche non cercate.

Abbiamo ricevuto questo commento all'articolo: "Venezia: "Un Altro Pianeta" di Tummolini miglior film gay. Ma ha vinto il marketing." a cui diamo volentieri una risposta.

Marco scrive:
Saremmo felici di sapere in cosa dovrebbe consistere questa fantomatica "operazione di marketing ideata e pianificata a tavolino"; l'applauso, durante la consegna dei premi collaterali, che ha accolto l'annuncio del Queer Lion a Un altro pianeta (applauso fatto da na platea di gay, etero, maschi femmine.. comunque TUTTA gente che il film lo aveva visto) metterebbe a tacere qualunque malalingua.
Sul fatto che il premio sia stato consegnato da un politico, è vero, se ne poteva fare a meno; ma non mi pare davvero una motivazione sufficiente per inficiare il lavoro di una giuria che ha lavorato in maniera seria, del tutto autonoma ed indipendente.
Quando i gay impareranno a lasciare la politica fuori della porta? ...e quando impareranno a non vedere trame e cospirazioni anche dove non ce ne sono?
Ah.. per inciso.. da cinefilo frequentatore di Venezia che a visto tutti e 15 i film concorrenti al Queer Lion: sì, il documentario su Valentino è molto bello; no, non meritava di vincere.
Marco
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Caro Marco,
una risposta a questo commento se la merita, soprattutto per stemperare la sua acidità.
Prima però vorrei farle una domanda: come mai utilizza il plurale?
Quel "saremmo felici" cosa significa? Chi siete? Quanti siete? Chi rappresentate e se nessuna risposta vien data a queste domande, perchè lei si esprime in questo modo? In fin dei conti rappresenta se stesso. Oppure parla per l'intero corpus Lgbtq italiano? E se ècosì non le sembra di essere un filo rindondante ma, soprattutto, immodesto?
Almeno noi il "pluralis" lo utilizziamo in quanto siamo una redazione e quindi rappresentiamo un gruppo di lavoro che concorda all'unanimità ciò che fa.

Ma prima di risponderle sgombriamo il campo da qualsiasi ambiguità, noi non crediamo che il regista abbia messo in moto scientemente qualsiasi operazione di marketing, a quello ci pensano gli uffici stampa e molte volte ci pensano i media stessi senza essere imboccati. Ne facciamo parte anche noi e sappiamo che mondo di furbacchioni è.

E ora entriamo nel dettaglio. Abbiamo cominciato a parlare di questo film in tempi non sospetti, ovviamente appena sono comparsi i primi pezzi sui giornali. Articoli, quelli sui giornali, che all'inizio calcavano l'onda, e molto, sul quanto poco fosse costato produrlo. Siamo onesti, il risparmio è un tema a cui gli italiani sono particolarmente sensibili per cui era ovvio che attirasse l'attenzione, eccome!

Un titolo che suonava del tipo "Come fare un film con mille euro" attraeva e di molto e soprattutto attraeva maggiormente quei giovani operatori del settore il cui sogno è fare un film e di colpo si ritrovavano ad avere un personaggio, anzi, in questo caso due, da idealizzare quali Tummolini il regista e Merrone l'interprete di "Un altro pianeta" film a bassissimo costo, secondo le loro dichiarazioni. E questo crea aspettative.

Punto secondo. Le stesse interviste di alcuni protagonisti, facevano intravedere che questo film avesse delle connotazioni di "low porn", altra materia che interessa agli italiani ed a cui i giornali danno particolare rilievo. E questo crea morbosità curiosità e, ovviamente, aspettative.
Chi abbia fatto intravedere la "materia porno" non è dato sapere ma, per onestà Antonio Merone dichiara: “Un equivoco nato da una chiacchierata con un giornalista -spiega , il protagonista- gli avevo detto che all’inizio del film c’era una scena di sesso forte”.

Concorderà che gli ingredienti ci sono tutti. E questo secondo lei non è "marketing" vuole chiamarle coincidenze o strumentalizzazioni operate da parte dei media? Faccia lei, ma i fatti sono fatti e probabilmente lei di marketing, ovverosia come vendere un prodotto, ci capisce poco o niente.

In quanto alla querelle sulla consegna del premio da parte di un politico, non può dirsi d'accordo con noi nel biasimarlo e poi criticare le nostre parole. Per quel che ci riguarda non ci siamo mai sognati di inficiare l'operato della giuria, tanto di cappello, ne tantomeno intravedervi dei complotti. Queste cose le ha tirate fuori lei, segno che "vedere trame e cospirazioni anche dove non ce ne sono" guardacaso è proprio lei e solo lei...
Possiamo muovere un appunto. Non le sembra particolarmente provinciale chiamare un premio "Queer Lion"? Ma lingua di Dante fa proprio così schifo?

Noi pensiamo che forse meritava di più il film su Valentino ma si sa ... de gustibus.
E lasciamo stare qualsiasi altra motivazione.

Notizie gay
Federico Salvati.

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venerdì 5 settembre 2008

Sacerdote condannato per molestie dirigerà festival cattolico.

(Uaar) Circa sei anni fa, don Alessandro Ghersi è stato condannato in tribunale per molestie, dato che aveva inviato e-mail compromettenti ad una diciottenne, trovate dai suoi genitori, i quali avevano sporto denuncia per molestie sessuali e ingiurie. Pare che Ghersi infatti frequentasse chat erotiche, dedicandosi al sesso “virtuale”, ed ha patteggiato durante il processo.

Oggi la diocesi di Ventimiglia-San Remo ha annunciato che lo stesso sacerdote, trasferito nella cittadina di San Lorenzo al Mare, dirigerà Jubilmusic (di cui è uno dei fondatori), il festival internazionale di musica cattolica che si svolgerà a San Remo dal 20 al 23 novembre (tra le varie location, anche l’Ariston). La scelta, che è di fatto una riabilitazione, potrebbe accendere di nuovo polemiche del mondo cattolico.

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martedì 26 agosto 2008

Teatro. A Edimburgo Dorian Gray diventa un serial killer.

Lo spettacolo è un montaggio frenetico di pose, di flash, di vizi e di vanità, è una staffetta senza posa di atti sessuali consumati da Dorian con tutti. Al Festival di Edimburgo lo spettacolo dissacrante del coreografo Matthew Bourne. La storia è ambientata nel mondo della moda di oggi.

(Rodolfo Di Giammarco - La Repubblica) Manipolando alla grande il mito de Il ritratto di Dorian Gray, il coreografo-dissacratore Matthew Bourne ha aggiunto un exploit alle sue riletture anticonvenzionali, tipo un Lago dei cigni tutto maschile o una Carmen in garage. All´International Festival ha riservato la prima mondiale di Dorian Gray, due fantastiche ore di libero, attualizzato e audace adattamento in danza del romanzo di Oscar Wilde. Ritenendo che il potere della bellezza dell´800 si sia tradotto oggi in tirannia dell´immagine, e in fama che tutto cannibalizza, Bourne ha abolito il quadro-ritratto che esalta Dorian invecchiando al suo posto e, trasformando il pittore Basil in un fotografo di grido, ha fatto sì che il feticcio causa di guai sia una gigantografia di Dorian a torso nudo che pubblicizza il profumo "Immortal, pour homme". Un manifesto perfetto di Bourne.
L´artefice dell´impresa, ospitata a Londra dal 2 al 14 settembre dal teatro co-produttore Sadler´s Wells, non ha usato una parola del libro, ha costruito una ritmatissima parabola fisica, patinata, ardita, corrotta e piena di glamour (macabro) su un girevole che alterna art-gallery, camere da letto e droga-party. E ha forzato la mano su due identità sessuali: il mentore-sponsor del Dorian interpretato dal gagliardo e minaccioso Richard Winsor - ovvero il dandy cinico che in Wilde era Sir Henry - ora è un´editrice di moda, Lady H (Michela Meazza); e la Sybil che non scalda il cuore di Dorian diventa adesso il ballerino Cyril. Lo spettacolo è un montaggio frenetico di pose, di flash, di vizi e di vanità, è una staffetta senza posa di atti sessuali consumati da Dorian con tutti (sempre con la grazia dinamica che è il marchio di Bourne), ed è la dimostrazione che il causato suicidio di Sybil-Cyril e l´uccisione di Basil (Aaron Sillis) fanno di Dorian Gray un serial killer dei nostri tempi. E come tale il suo destino è diabolico - anche per un demone gemello che qui lo segue e lo danna - tanto che il giovanotto, visto all´inizio come un cameriere, assurge a modello maledetto e commetterà infamie davanti a quadri di Bacon, infrangerà la sua stessa immagine pubblicitaria, eliminerà il suo Doppio, e creperà, immortalato dai reporter. Superbo evento.
L´appuntamento più distante da questo vorticoso omaggio a Wilde è, nel Fringe, un lavoro conteso e fonte di polemiche, The Factory, col quale il Badac Theatre immette violentemente il pubblico in spazi ridotti, a contatto con attori-deportati nudi e sudati, riproducendo le camere a gas di Auschwitz. Tra urla e isterie. Anche qui un cammino verso la morte, tutt´altro che wildiana.

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Mugello festival: Sarà inaugurato da Boy George.

Sarà l'icona gay Boy George a inaugurare MooDJay, la manifestazione di musica dance in programma il 30 e 31 agosto all'autodromo del Mugello.

Gli spettatori potranno sistemarsi in tende o camper nell'area campeggio della struttura, come in occasione delle corse del MotoGp. Nella prima giornata dell'evento, oltre alla presenza di Boy George, è prevista l'esibizione di The orb, gruppo inglese degli anni '70. Il 31 agosto ci sarà invece il concerto dei Fischerspooner e, a seguire, dei Coldcut.

Biglietti: 1 giorno 40 euro (camping incluso)/2 giorni 60 euro (camping incluso).
Infosite: www.moodjay.com

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domenica 24 agosto 2008

Dal 18 al 20 settembre 2008 la 3. Edizione del "Festival del Cinema Invisibile.

(Cinemaitaliano.info) Le migliori produzioni indipendenti del recente cinema italiano saranno finalmente visibili nel Salento durante le tre giornate del Festival del Cinema Invisibile che ospiterà a Lecce i videomakers più quotati, attori amati dal pubblico, film pluripremiati, anteprime e documentari provenienti da ogni regione d’Italia.
La manifestazione torna ad accendere il centro storico di curiosità ed emozioni con due serate di proiezioni nel chiostro dell’Accademia di Belle Arti (Giovedì 18 e Venerdì 19 con inizio alle ore 19,00) e si chiuderà con incontri, eventi speciali e un’anteprima nazionale nella sala DB D’Essai (Sabato 20).
Dopo aver messo in luce, nelle scorse edizioni, l’importanza delle piccole produzioni regionali e dopo aver valorizzato la figura degli autori indipendenti, quest’anno il Festival vuole dare voce al pubblico, vero obiettivo della diffusione culturale cinematografica.
La 3. Edizione si segnala per la presenza, tra i film in concorso, del corto vincitore del David di Donatello 2008, "Uova" di Alessandro Celli (in gara anche con "Fine Corsa"), del corto "Lo Sguardo Ritrovato" di Marco Ottavio Graziano, premiato a Giffoni, e dell’apprezzato "Adil e Yusuf " di Claudio Noce, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e primo classificato all’ultimo Festival di Genova.
Di sorprendente qualità anche le altre opere in concorso che affrontano sia tematiche sociali, come l’intenso "L’Oro Rosso" di Cesare Fragnelli o il surreale "Pink Forever" di Davide Scovazzo, sia la controversa quotidianità come il romantico "Carlos y Anna" di Fabrizio Nigro o il dolente "Dietro le Cose", coproduzione italo-spagnola di Antonello Novellino.
Tutto da gustare "Basette" di Gabriele Mainetti, atteso da tempo dai fans di "Lupin III", che gareggia nel divertire il pubblico con la folle comicità di "Vorrei Vivere in un Film Porno", lungometraggio di Fabrizio Favaloro, con l’ironia di "Cuore di Mamma", nuovo lavoro di Maurizio Mazzotta, con l’esemplare determinazione di "Amelia" di Chiara Idrusa Scrimieri.
Michele Mossa e Michele Trentini ci presentano una Sardegna inedita in Furriadroxus, vincitore del Festival Arcipelago di Roma e del Parma Film Festival, mentre l’inconfondibile stile di Massimiliano Giacinti, regista rivelazione, propone in "D.D.T." una Roma non proprio da cartolina. Infine, gli equivoci, le sorprese, i drammi e i sorrisi delle relazioni umane non mancheranno di appassionare il pubblico nel gustoso "Non è Così" di Angelo Cretella e in "Extra" di Paola Crescenzo, "Vietato fermarsi" di Pierluigi Ferrandini, "Ciao Tesoro" di Amedeo Procopio, "Chronos" di Daniele Fossati e nel delicato "Tana Libera Tutti" di Vito Palmieri.
Tra gli attori che si contenderanno il premio di miglior interprete, oltre a bravissimi esordienti, ci saranno Valerio Mastandrea, Alessandro Haber, Paolo Ferrari, e le promettenti Carolina Gamini e Antonella Bavaro.
Una nota di merito va anche ai produttori e ai tecnici che hanno collaborato alla realizzazione di queste opere, dimostrando una professionalità che è garanzia per il futuro del cinema italiano.
Di particolare rilievo saranno gli appuntamenti fuori concorso: Marco Martinelli del Teatro delle Albe di Ravenna impegnato con i ragazzi di Scampia in "Ubu Sotto Tiro"di Alessandro Renda, i nuovi modi di concepire il documentario di "Beddu Nostru Signuri " e "Urime la Lingua Salvata" del siciliano Giuseppe Tumino e dell’insolito "Murgia" Fenomeno Carsico, terzo capitolo sul territorio murgese di Cosimo Terlizzi.
Autori, critici, esercenti e soprattutto spettatori appassionati discuteranno nella mattinata di sabato 20 sulle nuove esigenze del pubblico al cinema. Una riflessione che proseguirà in serata con il documentario curato da Vito Zagarrio "Gli Invisibili", panoramica sulle difficoltà distributive del cinema in Italia.
Alla premiazione delle opere vincitrici seguirà l’anteprima nazionale, alla presenza del cast, del film "La Canarina Assassinata", commedia a sfondo giallo con Ignazio Oliva, Chiara Conti, Caterina Vertova e Remo Remotti, che segna l’esordio nel lungometraggio di Daniele Cascella, già vincitore della precedente edizione del Festival con "Compito in Classe".
L’evento è organizzato dal Cineclub Fiori di Fuoco con la direzione di Nicola Neto e Ornella Striani; per l’ingresso alle serate presso l’Accademia è sufficiente acquistare la tessera del cineclub.

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sabato 16 agosto 2008

Aperto ieri il FilmFest di Sarajevo.

Ospiti di richiamo come il premio Oscar Kevin Spacey e il regista Todd Haynes parteciperanno alla 14sima edizione del Sarajevo Film Festival, la cui apertura ufficiale è prevista per venerdì 15 agosto.


(Nicola Falcinella - Osservatorio Balcani) Il due volte premio Oscar Kevin Spacey - per “I soliti sospetti” di Brian Singer (che sarà proiettato in suo onore nell’arena Open air) e per “American Beauty” – sarà l’ospite di richiamo della 14° edizione del Sarajevo Film Festival che si apre domani.

La più importante rassegna cinematografica del sudest Europa si conferma un appuntamento da non mancare, e non solo per chi si interessa all’area geografica circostante. Nomi di grande prestigio, più che in festival di ben maggiore tradizione, grazie anche al richiamo della città.

Oltre a Spacey ci saranno i registi Todd Haynes (cui sarà dedicato un omaggio con “Safe”, “Lontano dal paradiso”, “Velvet Goldmine”, “I’m Not There” e gli altri suoi lavori), Mike Leigh (un vecchio amico del festival, porterà la commedia “Happy Go-Lucky”), il turco Nuri Bilge Ceylan (il nuovo “Three Monkeys” premiato a Cannes) e Jia Zhang-ke che porta il “24 City” sulle contraddizioni del sistema cinese.

Per l’Italia ci sarà “Gomorra” di Matteo Garrone, presentato nella grande arena all’aperto, nel cuore della città. Il teatro nazionale con il suo tappeto rosso ospiterà gli eventi più importanti, a cominciare dal film di apertura: sarà come consuetudine un lavoro bosniaco, il bel “Snijeg - Neve” di Aida Begic già vincitore della settimana della critica a Cannes.

Alcune delle pellicole in programma sono già passate a Berlino o in Costa Azzurra, ma molte saranno in prima europea se non internazionale. Tra i film per il grande pubblico dell’arena anche la coproduzione slovena, croata e bosniaca “Traktor, ljubav i rock’n’roll” di Branko Djuric.

Il concorso allinea 10 lavori, tra questi la novità slovena “We’ve Never Been To Venice” di Blaz Kutin con Alojsa e Peter Ternovsek e Iva Krajnc. Poi il croato-bosniaco “Buick Riviera” di Goran Rusinovic con Leon Lucev e Slavki Stimac tratto dall’omonimo romanzo di Miljenko Jergovic.

Ancora i turchi Sonbahar – Autunno” di Ozcan Alper, “My Marlon and Brando” di Huseyin Karabey e “Dot” di Dervis Zaim, il croato “Kino Lika” di Dalibor Matanic, il serbo “The Fourth Man” di Dejan Zecevic e l’ungherese “Delta” di Kornel Mondruczo.

Tra i cortometraggi da segnalare “Vem – I Know” dello sloveno Jan Cvitkovic e l’animazione “Angel” del macedone Vuk Mitevski, fratello delle più note Labina e Teona.

Molto interessante come sempre sarà il concorso documentari (da segnalare il romeno “The Flower Bridge” di Thomas Ciulei, il bulgaro “Corridoio 8” di Boris Despodov e il bosniaco “Srebrenica’s Cenotaph” di Haris Prolic), una delle ragioni più valide per raggiungere il festival insieme al talent Campus che darà modo di sviluppare i nuovi progetti.

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martedì 5 agosto 2008

"Cover boy", il film di Carmine Amoroso vince l’"Est film festival" di Montefiascone, forse è il momento di riportarlo in sala.

Passato come una meteora nei cinema è la storia di amicizia tra un qurantenne italiano e precario e un ragazzo rumeno.

(Ella Baffoni - L'Unità) Un precario quarantenne, tante porte chiuse in faccia, ma ancora uno sguardo aperto. Un ragazzo romeno, sguardo chiaro e pulito sul mondo, voglia di lavorare e un sogno segreto. Cosa hanno in comune questi due uomini, che si incontrano, convivono, si capiscono? Lo racconta Cover boy, il film di Carmine Amoroso che ha vinto il premio dell’«Est Film Festival» di Montefiascone, in provincia di Viterbo, un festival di cinema d’autore organizzato e gestito per il secondo anno da giovani appassionati di cinema. Il premio per il film in concorso e quello del pubblico. Che è riuscito così a puntare i suoi riflettori su un film passato come una meteora nelle sale italiane – sette copie per tutt’Italia nonostante i successi e i premi all’estero - ma che il passaparola potrebbe rilanciare. Forse anche riportandolo nei cinema. Lo dice il regista, Carmine Amoroso, ritirando il premio: «È la storia di un’amicizia semplice. Avevo l’urgenza di raccontarla, quasi un obbligo morale nella deriva quasi razzista che sta prendendo l’Italia. Non solo verso i romeni ma anche verso i rom, un popolo ingiustamente discriminato che meriterebbe invece il Nobel per la pace. Non ha mai fatto la guerra, non ha mai avuto un esercito».
Ma gli uomini rom, come i giovani romeni o gli albanesi, o i polacchi, percorrono le strade del mondo, cercano la loro strada anche nelle nostre strade, e spesso nemmeno li guardiamo. Quella di Cover boy s’intreccia con l’indifferenza, le piccole crudeltà , gli egoismi di una Roma bella e crudele, incrocia il mondo della moda milanese, ricco e cinico e vuoto; il suo amico rumeno sceglierà la strada del marchettaro perché – ed è vero – «Qui se non hai i soldi sei meno di una cacca di cane». E il quarantenne italiano, (Luca Lionello) in fondo sta davanti alle stesse scelte dei due rumeni: precario per sempre, una vita strappata con i denti, ma un cuore generoso, che gli consente la grazia di un incontro ma poi non lo salva dalla disperazione.
Quando ci si rispecchiamo nello sguardo limpido del giovane Johan, non facciamo una gran figura. Resta il sogno, un sogno ereditato, ma inseguito con tenacia, nonostante tutto. Il sogno e la speranza, l’alba sul delta di un Danubio che dovrebbe essere luogo comune della civiltà d’Europa, di cui ha visto guerre e conflitti. E che ne ha visti anche in anni recenti e quasi dimenticati.
A ricordare la necessità della memoria, ma aggiornata alla deideologizzazione di moda ora, il corto premiato dalla giuria dei giovani studenti della Tuscia. Lo ha girato Pierluigi Ferrandini, Vietato fermarsi è il titolo, incitazione a non ripetere i gesti e i simboli della memoria – anche recente – ma di rispettarne il senso e il significato, rielaborandolo e mantenendolo vivo. Così la falce e martello degli anni 60 disegnata dal nonno sul muro contro una Democrazia cristiana trionfante diventa un «sosta vietata». Perché fermarsi, davvero, ora non si può.
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mercoledì 30 luglio 2008

"Milano Settembre Cinema" 2008: Un mese di cinema a Milano. Un festival in più che non si capisce a che serve.

Un mese dedicato alla settima arte: dalla "Panoramica" alla "Festa del Cinema", fino alle otto rassegne di Festivall, tra cui il "Milano Film Festival" con una retrospettiva su Terry Gilliam. LA7 partner della manifestazione.

(cinemaitaliano.info) Un mese di anteprime, proiezioni, festival, rassegne, incontri, dibattiti, mostre, laboratori, videoinstallazioni, spettacoli e concerti. Promosso e sostenuto dall’Assessore al Tempo Libero del Comune di Milano Giovanni Terzi, "Milano Settembre Cinema" è un progetto innovativo che presenta numerose iniziative e inaugura un rapporto organico con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta quest’anno alla sua 65. Edizione. Un’occasione importante per Milano, sede dell’Expo 2015, per confrontarsi attraverso il grande schermo con le culture più diverse e temi d’attualità, dalla solidarietà alle donne, dalla politica all’immigrazione, dalla discriminazione allo sport, dall’attualità alla storia.
“Milano come punto d’incontro privilegiato di un crocevia internazionale di realtà legate al comparto cinematografico in tutte le sue declinazioni. Questo – commenta l’assessore al Tempo Libero Giovanni Terzi – l’ambizioso obiettivo di Milano Settembre Cinema 2008, prima edizione di un progetto destinato a diventare il fiore all’occhiello della cultura d’intrattenimento nella nostra città. Un mese dedicato alla settima arte che vuole consolidare le eccellenze già presenti sul territorio ma soprattutto creare nuovi contatti e nuove relazioni nell’ottica di uno scambio continuo con quanto di meglio il panorama cinematografico possa offrire su scala internazionale”.
“Un appuntamento – conclude Terzi – che in definitiva vuole dare, anche nella nostra città, la giusta importanza a quella che qualche decennio fa Cecil De Mille definì come la “nuova letteratura”, capace di coinvolgere il pubblico per la sua immediatezza e universalità”.
Una programmazione, quella di "Milano Settembre Cinema", che prende spunto da un progetto nato lo scorso anno, la 1. Edizione di Festivall, per ampliarsi alle suggestioni provenienti da decine di Paesi nell’ottica di un confronto diretto con registi, attori, critici e operatori del settore.
Dalle anticipazioni dei festival di Festivall, Milano Film Festival, Milano Doc Festival, Visioni Digitali, Filmmaker, Sguardi Altrove, Sport Movies & TV, Invideo, Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, "Milano Settembre Cinema" accoglie al suo interno realtà consolidate come la Panoramica o legate al territorio come il Cinema Gnomo, e pone l’attenzione su importanti novità come la Festa del Cinema e la 1. Edizione del Festival di Cortometraggi "I’ve Seen Films".
LA7 sarà partner della manifestazione e inserirà in palinsesto una programmazione speciale con una selezione di film di produttori e registi di prestigio, cui si aggiungeranno gli spazi nei programmi della Rete e approfondimenti nell’informazione. E’ inoltre previsto un evento con proiezioni di pellicole di alcuni grandi autori e attori italiani cui il canale è stato da sempre legato, come Marcello Mastroianni, Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Marco Ferreri, Adolfo Celi e Sofia Loren.

PROGRAMMA
Primo appuntamento di questo settembre dedicato alla settima arte, due esclusive anteprime della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nei primi giorni del mese.
Per la Panoramica (8-14 settembre 2008), Milano ospiterà una ricca selezione dei film provenienti dalla 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e dal 61. Festival del Film di Locarno. 50 le pellicole presentate in anteprima assoluta e in lingua originale con sottotitoli in italiano, con molte sale cittadine coinvolte e oltre 200 proiezioni.
Il 15 e il 16 settembre, invece, la Festa del Cinema permetterà a tutti di entrare nelle sale pagando un biglietto a soli 2 euro.
Tre le rassegne in programma al Cinema Gnomo a settembre: "Rotaie Cinematografiche", sul rapporto tra il treno e il grande schermo (2-7); "Padri e Figli: Dino e Marco Risi", un focus su una famiglia di grandi registi (16-21); "Cinema e Psicoanalisi: il Tempo", una rassegna-convegno per indagare su passato, presente e futuro (23-28).
Al Multiplex Skyline si terrà la 1. Edizione del Festival di Cortometraggi I’ve Seen Films 2008 (22-26 settembre) fondato dall’attore Rutger Hauer: 66 pellicole scelte tra oltre 1500 lavori.

Dal 16 al 30 settembre, con inaugurazione ufficiale martedì 16 settembre alle ore 18:00, si svolgerà la 2. Edizione di Festvall, il “Festival di tutti i Festival” del documentario, ma anche lungometraggi, cortometraggi, docufilm, cartoon. Ospitate in Triennale (chiusa dal 21 al 23, il 25 e il 29 settembre) le anticipazioni di Milano Doc Festival, Visioni Digitali, Filmmaker, Sguardi Altrove, Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, Invideo, mentre Sport Movies & TV sarà all’Arena Civica e il Milano Film Festival in diverse sedi. Alle installazioni per tutta la durata della manifestazione i singoli soggetti offriranno al pubblico serate dedicate alle proprie anteprime.
Il 17 settembre l’Associazione Filmmaker presenta il workshop con il regista tedesco Harun Farocki e, a seguire, la proiezione dei film "Erkennen und Verfolgen" (“Guerra a Distanza”) e "Gefängnisbilder" (“Immagini di Prigione”), in versione originale con sottotitoli italiani.
Tre le proposte di Sguardi Altrove Film Festival, incentrate sulla condizione della donna, il 18 settembre è in programma alle 18:30 la proiezione di "Fying: Confessions of a Free Woman, di Jennifer Fox, e alle 20:30 di Rough Cut, della documentarista iraniana Firouzeh Khosrovani.
Invideo - Mostra Internazionale di Video e Cinema “Oltre”, organizzato dall’A.I.A.C.E., propone il 20 settembre le "Cartographies", otto brevi opere di video danza del coreografo svizzero Philippe Saire, presente in sala.
L’anteprima di Sport Movies & TV 2008 (18-19 settembre) prevede all’Arena Civica la proiezione di 17 opere che, in anteprima mondiale, raccontano gli eventi sportivi, la vita e le imprese di grandi campioni del presente e del passato. In programma anche due mostre sul rapporto tra sport e cinema e un convegno sulle Olimpiadi di Pechino.
Il Milano Doc Festival (26-27 settembre) - Concorso Internazionale di Film Documentari d’Arte, Architettura, Cinema, Teatro, Musica e Danza, presenta "Piccolo Fratello" (Kenya/Haiti), 105 “Piccoli Film” di Fabio Ilacqua e Roberto Pelitti, un viaggio attraverso due diverse realtà nelle baraccopoli di Nairobi e Haiti.
"Around the Border" sarà il tema del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (28 e 30 settembre), che promuove da anni la cultura cinematografica dei tre continenti. La rassegna, a cura di Fabiola Naldi e Alessandra Pioselli, approfondisce l’opera di due autori franco-maghrebini, Zineb Sedira e Mounir Fatmi, attraverso una selezione della loro produzione videografica a partire dalla metà degli anni ‘90.
Ampio spazio, infine (12-21 settembre), alla 13, Edizione del Milano Film Festival, Rassegna Internazionale di Cinema Indipendente, che conta quest’anno oltre 3000 titoli iscritti provenienti da 115 Paesi. Il programma prevede anche una retrospettiva su Terry Gilliam (intitolata "The Imaginarium of Doctor Gilliam") in cui sarà proiettata tutta la sua filmografia, oltre a rassegne parallele dedicate al terrorismo, alla musica, al mondo dei gitani e al tema della multiculturalità. Molta attenzione anche ai più piccoli con il Milano Film Festivalino: cortometraggi, visite guidate, laboratori di animazione e altre iniziative dedicate ai bambini. Tantissime le aree coinvolte, dal Piccolo Teatro allo Strehler, dal Parco Sempione all’Acquario Civico.
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martedì 15 luglio 2008

Lenny infiamma l'Arena di Milano.

Lenny Kravitz e la rivoluzione dell'amore. Il quarantaquattrenne rockstar newyorkese conferma la sua fama di perfetto sex symbol. Lo precede il gruppo islandese Sigur Rós.

Il Milano Jazzin' Festival entra nel vivo con due nomi di richiamo internazionale (che peraltro ben poco hanno a che vedere con il jazz). Sul palco dell'Arena saliranno gli islandesi Sigur Rós (domenica 14) e Lenny Kravitz (lunedì 15). «Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all'infinito» è più o meno è la traduzione di «Með suð í eyrum við spilum endalaust», titolo del quinto e più recente lavoro dei Sigur Rós, uscito pochi giorni fa. Per chi ha poca dimestichezza con l'islandese, niente paura. Non è l'unica lingua utilizzata dalla band.
Molte delle canzoni infatti sono cantante in «hopelandic», un idioma inventato dal cantante Jón Þór Birgisson, in cui le parole vengono scelte soltanto per la loro musicalità. Da nome di culto della scena alternativa i Sigur Rós hanno conquistato negli anni un pubblico sempre più vasto (tra i loro fan anche Madonna, David Bowie e Tom Cruise): merito di due album come «Ágætis byrjun» (1999) e il successivo intitolato semplicemente «()» (2002). Atmosfere oniriche che rendono la musica del gruppo una sorta di cartolina dell'Islanda tradotta in suoni.
Tutt'altro stile invece per Lenny Kravitz, di scena lunedì. A febbraio è uscito il suo ottavo album «It's Time For a Love Revolution», quattordici tracce interamente scritte, arrangiate e prodotte dallo stesso rocker americano. Un inno all'amore, a partire dal titolo, così come del resto lo era il disco di esordio, «Let Love Rule» (1989). Ma i legami con il passato non finiscono qui. Vicina ai suoi esordi è anche la ricerca di un suono più rock, con riff di chitarra che entrano subito in testa. Gusto che per molti strizza l'occhio al sound dei grandi gruppi degli anni 70. Dopo l'uscita dell'album Kravitz ha deciso di imbarcarsi insieme alla band in un tour lungo due anni. Oltre ai nuovi brani, in scaletta all'Arena non mancheranno anche le ballate che, abbinate a un look da impeccabile «fashion victim», sono valse alla quarantaquattrenne rockstar newyorkese l'etichetta di perfetto sex symbol.
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(Sky tg24) Energia e seduzione sono andate in scena ieri sera all'Arena Civica di Milano per il concerto di Lenny Kravitz. Il rocker newyorkese, guest star della rassegna "Milano jazzin' Festival", ha interpretato con grande energia ed un'inedita anima blues alcuni dei brani del suo ultimo album "It's time for a love revolution" e i suoi classici cavalli di battaglia, da "American woman" a "Are you gonna go my way".
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lunedì 14 luglio 2008

Conclusa la Roma Fiction Fest.

(Sky tg24) Seri, impeccabili, i protagonisti di CSI New ork sono in trasferta nella capitale per la Roma Fiction Fest. Poca azione e lunghi dialoghi invece per due serie prossimamente in onda su Cult: Tell me you love me e In Treatment, remake una serie israeliana il cui protagonista è un marine che torna in America devastato dalla guerra in Iraq.
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domenica 6 luglio 2008

Milano Jazzin'Festival all'Arena. Dal 7 luglio al 7 agosto, per un mese di grande musica.

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(Milano 2.0) Dopo il successo della prima edizione torna nella cornice dell'Arena Civica "Gianni Brera", Milano Jazzin’ Festival, un progetto dell’assessore al Tempo Libero Giovanni Terzi con la collaborazione di Alfa Romeo.

Secondo quanto ha dichiarato Terzi "il Milano Jazzin’ Festival torna nella nostra città confermando la sua vocazione a ospitare eventi musicali di forte richiamo. Un percorso che rende il capoluogo lombardo competitivo su scala internazionale. Non solo grandi nomi, e sono comunque tanti e di assoluta qualità, ma un vero e proprio circuito di collaborazione con i festival musicali più rinomati in giro per il mondo per fare di MJF l’evento di punta dell’estate milanese".

Dal 7 luglio a 7 agosto sarà un mese di grande musica con oltre 20 concerti dove il jazz si contaminerà con funk, soul, bossa, blues, rock ed elettronica.

Il Milano Jazzin' Festival quest'anno di evolve e diventa il "Parco della Musica" coinvolgendo tutto il Parco Sempione offrendo al pubblico eventi, iniziative artistiche, culturali e di spettacolo legate sempre al tema della musica.

Si esibiranno artisti italiani e stranieri del jazz, ma non solo: da Gary Burton a Pat Metheny, da Charles Lloyd a Rachelle Ferrell, dal Brad Mehldau Trio a Roy Ayers e la Gil Evans Orchestra, fino a Stefano Di Battista, Paolo Fresu e Stefano Bollani.

Ci saranno anche grossi concerti pop e rock come i Sigur Ros, Lenny Kravitz, Rem, Paul Simon, Subsonica e Mavis Staple.

Ecco il programma completo:

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Milano Jazzin Festival collabora anche con altri festival e lunedì 7 luglio ci sarà il concerto gratuito di Justice + LN Ripley, presentato da Alfa Romeo MiTo. Questo concerto sarà anche l'anteprima del Traffic Torino Free Festival di cui ha parlato Torino 2.0.

Martedì 8 in piazza Cisterna a Biella ci saranno Baustelle e Robertina, mentre il 9 il Traffic arriverà a Torino. Tra gli altri si esibiranno Sex Pistols, Tricky, Afterhours, Patti Smith e Massimo Volume che suoneranno al Parco della Pellerina, mentre ci saranno altri eventi collaterali che si svolgeranno in diversi luoghi della città il Palaolimpico Isozaki, i Murazzi del Po, l’area postindustriale delle OGR o il King Kong Microplex.

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sabato 5 luglio 2008

Il Mittelfest di Cividale. Ricomincia il festival della Mitteleuropa con Baryshnikov.

Presentato il cartellone della 17.a edizione. Dal 19 al 27 luglio fra teatro, danza, musica Quaranta eventi per costruire il tempo. Il direttore Moni Ovadia: «Sono pronto a lasciare. Ma non lo faccio per ragioni politiche».

(Alberto Rochira - Il Piccolo di Trieste) Cita il filosofo Baudrillard, Moni Ovadia, per spiegare il tema della 17ª edizione del Mittelfest di Cividale, che andrà in scena dal 19 al 27 luglio. «Proprio lui diceva che abbiamo compiuto l’omicidio perfetto – esordisce –, azzerando la realtà e lasciandoci risucchiare dal virtuale». Perché il tempo che viviamo, prosegue il direttore artistico del festival di teatro, danza, musica e marionette della Mitteleuropa, «è imploso in un eterno presente ipertrofico che annulla il passato e il futuro. E senza futuro non c’è vita per l’umanità e per questo pianeta». È dedicata al tema «Costruire il tempo» la più attesa manifestazione dell’estate in regione, «una delle maggiori nel suo genere in Italia e in Europa», sottolinea il presidente dell’associazione Mittelfest, Furio Honsell. «Il tempo che vogliamo proporre è quello della progettualità e della creazione – continua Ovadia – contro quello imbalsamato della pubblicità e della chirurgia estetica». Il pensiero va, soprattutto, alle nuove generazioni. «Oggi se non si gode di uno status sociale privilegiato – commenta Moni – essere giovani è davvero difficile. Noi siamo stati molto più fortunati – aggiunge - eravamo pieni di progetti e battaglie, ma sapevamo di andare verso il meglio, oggi questa certezza non c’è». Ieri, a Cividale, nella sala municipale immersa nell’afa, la presentazione del cartellone dell’edizione n. 17, con l’ottimismo di Ovadia «perché nella Cabala ebraica il 17 tradotto in lettere significa buono, dunque porta fortuna», ma anche con le anticipazioni del commiato: dopo cinque anni di direzione artistica, infatti, Moni lascerà il Mittelfest al termine di questa edizione.
«Non perché sia cambiata la politica regionale come qualcuno ha scritto – tuona – perché sarebbe contrario ai miei valori: la cultura appartiene ai cittadini e non alle fazioni». Per Ovadia, «un turn over è giusto, anche se resto a disposizione della Regione se questa volesse affidarmi qualche altro ruolo». La partitica, precisa il direttore, «non c’entra proprio niente, anche se sono schierato, come si sa». Anzi, a riprova cita l’ottimo rapporto di collaborazione con il sindaco di Cividale, Attilio Vuga, dello schieramento politico opposto al suo. Il primo cittadino se ne compiace e annuisce, ma al nuovo assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, raccomanda: «Il festival sia rilanciato non solo come occasione culturale, ma anche come momento d’incontro e dialogo politico, economico e di relazioni internazionali». Molinaro, pur sottolineando che Ovadia è «persona di valore» e che «potrebbe essere utile come testimonial per Cividale e per la Regione», senza fare nomi ammette di pensare a un «naturale avvicendamento al termine di un ciclo». E non solo per il direttore, ma anche per il presidente dell’Associazione Mittelfest, oggi Furio Honsell, sindaco di Udine. Che commenta, a margine: «Sono stato eletto dall’Assemblea su proposta della Regione, e pertanto sono a loro disposizione».
Il programma, già annunciato nelle precedenti presentazioni, è composto da circa quaranta appuntamenti, dove spiccano nomi di grande richiamo, ma anche tante nuove proposte. Nella sezione «Fragili futuri», dedicata alle nuove generazioni, sette spettacoli fatti e interpretati da giovani europei che parlano dei giovani. Per l’apertura ufficiale, sabato 19 luglio (ore 18 Chiesa di San Francesco), ci sarà il famoso Quartetto Borodin affiancato dal supervioloncellista Mario Brunello; al termine del primo evento della giornata un momento di incontro con il pubblico nel rinnovato spazio di Foro Giulio Cesare, dove alle 20.30 è in programma «È Oriente, da Budapest al Mar Nero», concerto poetico dal testo di Paolo Rumiz, con Barbara Della Polla, Caterina Goriup e Fabio Cascioli. Uno dei momenti clou del cartellone è la straordinaria esibizione, al Teatro Nuovo di Udine lunedì 21 luglio, del grande danzatore e guest star mediatica Mikhail Baryshnikov, che salirà sul palco nel balletto «Three duets», affiancato David Neumann e Ana Laguna. Ci saranno poi il visionario regista sloveno Tomaž Pandur con il nuovo spettacolo teatrale «Caligula», e il musicista palestinese Ramzi Aburedwan, con la formazione dal’Ouna. Ramzi, il bambino con la pietra immortalato in una celebre foto divenuta simbolo dell’Intifada, oggi è un artista di fama internazionale e ha costituito nel 2002 un’organizzazione no-profit franco-palestinese impegnata per l’educazione musicale dell’infanzia.
A cinquant’anni dalla nascita di «Cantacronache» repertorio storico che unì sotto la bandiera dell’impegno civile intellettuali e musicisti come Italo Calvino, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Franco Fortini, Fausto Amodei, nella location della Cava di pietra a Tarpezzo il 23 luglio la consueta kermesse spettacolare all’aperto con le voci di Enzo Jannacci, Caparezza, Banda Osiris, Ginevra di Marco, Grazia Di Michele, Yo Yo Mundi, Kosovni Odpadki, Giovanna Marini, Alessio Lega e Moni Ovadia. Tra gli altri appuntamenti di spicco, l’inedito «Non essere-progetto Hamlet’s Portraits», maratona teatrale di 15 ore sui personaggi dell’Amleto shakespeariano diretta da Antonio Latella, in scena per l’anteprima del festival il 18 luglio dalle 10 al Teatro Ristori di Cividale. Di due eventi musicali sarà protagonista l’Orchestra sinfonica del Friuli Venezia Giulia: il primo nella giornata inaugurale sotto la direzione dal maestro moscovita Michail Jurowski, il secondo il 22 luglio con i solisti Konstantin Bogino e Pavel Vernikov. Come nella passata edizione, in programma nove incontri di dibattito e riflessioni su temi di attualità, a cura di Gianpaolo Carbonetto, con alcune personalità provenienti da mondi e saperi diversi, tra cui Mino Martinazzoli, Nicola Gasbarro, Ugo Morelli, Vito Mancuso, Claudio Magris. Si comincia oggi (ieri ndr.) alle 20.30 al Teatro Ristori con gli esperti Maurizio Pallante e Stefano Fantoni su «Il futuro dell’energia».

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Al via la rassegna di cinema all'aperto dell'estate napoletana accordi @ DISACCORDI alla sua IX Edizione.

L'arena cinematografica del Parco del Poggio, ospita anche quest'anno accordi @ DISACCORDI, festival cinematografico giunto alla nona edizione; appuntamento da non perdere per i tanti napoletani e turisti che trascorrono l'estate in città.

accordi @ DISACCORDI conferma per il 2008 la formula che negli scorsi anni ne ha fatto uno degli eventi più attesi e graditi dal pubblico estivo: una proiezione ogni sera a partire dal 10 luglio fino al 16 settembre offrirà agli spettatori circa 60 diverse occasioni per trascorrere piacevoli serate di cinema all'aperto ed a costo contenuto.

Il successo accordato dal pubblico alla rassegna curata da Pietro Pizzimento ed organizzata dall'associazione culturale Movies Event in collaborazione con Figli del Bronx, trova principale motivo nella qualità della programmazione, attenta ai gusti più svariati, con pellicole italiane ed europee, di registro comico e drammatico, cinema d'autore e opere d'essai come pure film di genere e campioni di incasso, ma sensibile anche alle attese di chi voglia vedere o rivedere pellicole di fugace apparizione a Napoli nel corso della stagione cinematografica appena conclusa.

Ma la consolidata fortuna dell'iniziativa è motivata pure dall'ubicazione dell'arena estiva nella suggestiva cornice naturale del Parco del Poggio – uno dei parchi urbani più panoramici di Napoli, confortevole, facilmente raggiungibile e con ampie possibilità di parcheggio stradale – che concorre a fare della rassegna accordi @ DISACCORDI uno degli eventi più premiati di presenze dell'Estate a Napoli.

accordi @ DISACCORDI è l'unica arena cinematografica della Campania che si è vista conferire la qualifica di arena d'essai dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E, se noblesse oblige, la rassegna non mancherà quest'anno di offrire al suo pubblico quell'apprezzata ed attesa occasione di confronto e di partecipazione che sono gli incontri con gli autori, con speciale riguardo ai giovani autori italiani: quest'anno almeno cinque cineasti (Peter Del Monte, Marco S. Puccioni, Stefano Chiantini, Toni D'Angelo, Michele Pellegrini) si intratterranno a fine proiezione con gli spettatori, in momenti di collaudato dibattito e di sicuro coinvolgimento.

Tra i circa 60 titoli in programmazione accordi @ DISACCORDI presenta quest'anno Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, In questo mondo libero di Ken Loach, Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, Into the Wild – Nelle terre selvagge di Sean Penn, Cous Cous di Abdellatif Kechiche, Caos calmo di Antonello Grimaldi, Caramel di Nadine Labaki, Lussuria – Seduzione e tradimento di Ang Lee, Il mattino ha l'oro in bocca di Francesco Patierno, Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton, Una notte di Toni D'Angelo, La ragazza del lago di Andrea Molaioli, Gomorra di Matteo Garrone, Il divo di Paolo Sorrentino, Il petroliere di Paul Thomas Anderson, L'innocenza del peccato di Claude Chabrol, Non pensarci di Gianni Zanasi, L' Amore non basta di Stefano Chiantini, Nelle tue mani di Peter Del Monte, Riparo di Marco S. Puccioni .

Info: http://www.accordiedisaccordi.com

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sabato 21 giugno 2008

Danza. Treviso capitale italiana della danza: al via lo Stage internazionale con i migliori maestri e coreografi.

(Affari italiani) Il meglio della danza internazionale si dà appuntamento a Treviso. Per la 22esima volta consecutiva lo Stage Internazionale di Danza approda in città dal 29 giugno al 12 luglio. Organizzato da Progetto Danza, associazione sportiva presieduta da Ornella Camillo e Anna Martinelli, lo stage si terrà, anche per questa edizione 2008, in uno spazio privilegiato com'è è quello de “La Ghirada”, la città dello sport voluta dal gruppo Benetton, dove l’associazione ha la propria sede operativa.

“La formula vincente del progetto – spiega Ornella Camillo - è un mix di tre ingredienti: prima di tutto la passione che è rimasta sempre intatta; poi la collaborazione di maestri, coreografi e ballerini di fama internazionale, e di grande esperienza tecnico-didattica, che di anno in anno ci confermano la loro fiducia venendo a danzare a Treviso; e infine la possibilità di poter essere ospitati in un centro unico in Europa, sia dal punto di vista degli spazi che dei servizi, quale è la Ghirada tanto da rendere la permanenza degli allievi qui una sorta di esperienza in college perchè c'è una foresteria dove possiamo ospitare gli studenti. Penso inoltre alla posizione strategica della sede dello Stage Internazionale: facilmente raggiungibile dagli allievi provenienti sia dall’Italia che dall’estero”.

Per l’edizione di quest’anno, tra i maestri che hanno confermato la loro presenza: Andrea Bortali, Simona Bucci, Gigi Gheorghe Caciuleanu, Bruno Collinet, Christopher Huggins, Kledi Kadiu, Alessandro Molin, Fabrizio Monteverde, Frédéric Olivieri, Carl Portal, Garrison Rochelle e Margarita Smirnova.
Abbinato allo stage si terrà anche il Concorso internazionale per danzatori coreografi con finale il 10 luglio presso il Teatro Comunale di Treviso assieme al primo ballerino dell'American Ballet, Danil Simkin, e danzatori del Ballet du Grand Theatre de Geneve, il Kirov Ballet dell'Opera di Vienna e del Royal Ballet di Londra.

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lunedì 16 giugno 2008

L'Italia dei festivals. Milano, Villa Arconati si illumina di star. Venti anni in Festival. Veloso, Weller, i giovani Zappa.

Giovedì anteprima, il cartellone sarà aperto da Silvestri. Giancarlo Cattaneo "Abbiamo abbassato i prezzi".
(Andrea Morandi - La Repubblica, edizione di Milano) Villa Arconati, vent´anni dopo. La rassegna musicale al Castellazzo di Bollate compie il suo secondo decennio di vita e per festeggiare allestisce un´edizione particolarmente ricca, inaugurata da due serate, giovedì e venerdì, prima della partenza effettiva del cartellone sabato 27 con il concerto di Daniele Silvestri. «Saranno due serate particolari - spiega il direttore artistico Giancarlo Cattaneo - al prezzo di 5 euro e in date programmate per non coincidere con un´eventuale partita dell´Italia agli Europei. È importante essere arrivati a questo traguardo: non era così scontato per una manifestazione interamente pubblica come la nostra». Intanto, oggi alla Feltrinelli di piazza Piemonte (ore 18.30) lo stesso Cattaneo, assieme al sindaco di Bollate e a Carlo Macrì e Roberto Carlone, ovvero metà Banda Osiris, racconterà la rassegna partendo proprio dalle serate inaugurali: giovedì prima l´Ambrosia Jazz Band (ore 19), poi le Quattro stagioni di Vivaldi eseguite da Francesco De Angelis, primo violino della Scala, e la bizzarra Banda Osiris con "Superbanda", viaggio sonoro nel Novecento musicale. Venerdì, oltre ai francesi Nouvelle Vague, che reinterpretano classici rock in chiave lounge, uno spazio teatrale con due rappresentazioni (ore 20 e 24) di Madrigale appena narrabile di Chiara Guidi e Scott Gibbons. «Ci saranno anche tre mostre - continua Cattaneo - , di cui una, fotografica, sulle passate edizioni del Festival. Quest´anno c´è molta competizione (dal Milano Jazzin´Festival ai concerti di San Siro) e abbiamo allestito un cartellone di altissimo livello, chiamando artisti che non sono mai stati prima a Villa Arconati». Tra i nomi attesi dal 27 giugno al 2 luglio spiccano Caetano Veloso (3 luglio), l´ex-Jam e Style Council Paul Weller (9 luglio), la leggendaria Siouxsie, ex-Banshees, con i suoi Creatures (14 luglio), e i due figli di Frank Zappa, Ahmet e Dweezil, in una rievocazione delle invenzioni del padre a 15 anni dalla morte. E, ancora, la cantautrice canadese K. d. Lang (7 luglio) e la rivelazione Usa Cat Power, cantautrice e interprete inclusa anche nella colonna sonora del film su Dylan Io non sono qui (2 luglio), Richard Galliano in un tributo al tango con il cantante argentino Càceres oltre agli italiani Daniele Silvestri (27 giugno) e Baustelle (che chiuderà il 21 luglio). «Vogliamo calmierare i costi - precisa Cattaneo - , i nostri prezzi saranno tra i più bassi di quest´estate; con 45 euro sarà possibile abbonarsi a tre concerti. I margini sono stretti, ma Villa Arconati deve differenziarsi sempre, non solo per lo scenario».

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giovedì 12 giugno 2008

Le cattive abitudini italiane. I festivals e i premi.

Per chi non lo sapesse in Italia esistono, tra grandi e piccoli, almeno 600 festival cinematografici (solo la provincia di Salerno ne conta una decina...) e dove c'è un festival ci sono i premi, già perchè è grazie a loro che puoi far intervenire personaggi del mondo del cinema appunto (attori, sceneggiatori, autori, registi, ecc.) che altrimenti neppure si sognerebbero di passare o andare per cittadine improbabili.
Anche i gay, o meglio, il mondo Glbt non ne sono immuni ed un fiorire in questi ultimi anni di festival di cinema gay, queer, transgender ecc. con pellicole improbabili o vecchie.
Quando, a parer nostro, basterebbe meglio focalizzare, far crescere e promuovere la sezione Glbtq della Mostra del cinema di Venezia.
E, naturalmente, premiazioni. Eccovi le motivazioni relative ai premi dati alla 22. Edizione del "Festival Internazionale di Cinema GayLesbico" di Milano. A parere nostro premi inutili per un festival ormai anacronistico e confuso. Ribadiamo che è una nostra personale opinione tant'è che diamo la notizia.
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(Simone Pinchiorri - cinemaitaliano.info) Sezione Lungometraggi
Otto; or; Up with Dead People di Bruce LaBruce.
Motivazione: Con questo film Bruce LaBruce, usando i meccanismi proprio del genere horror e del docufiction , riesce a toccare con singolare personalità temi complessi e contemporanei che riguardano tutti senza divenire pessimista o catastrofico. Infine usa la cultura queer come metafora e forse come alternativa.

Vincitore Sezione Documentari
Derek di Isaac Julien
Motivazione: Le immagini poetiche e la narrazione evocativa ci hanno regalato un ritratto dolce e generoso di un grande artista contemporaneo.
Un libero pensatore che vediamo contestualizzato storicamente da immagini di repertorio che testimoniano la sua militanza nel movimento politico, nella cultura pop e nel cinema indipendente. Un messaggio di libertà e di amore attraverso una lotta collettiva durata tutta la vita.

Menzione Speciale Sezione Documentari
A Jihad for Love di Parvez Sharma
Motivazione: Per l’attualità dei temi trattati. È possibile conciliare omosessualità e religione islamica? Attraverso ritratti intimi e testimonianze di vita raccolte pericolosamente in 12 Paesi, il regista supportato da una produzione internazionale, lascia parlare in prima persona chi vive questo conflitto quotidianamente nel mondo arabo.

Vincitore Sezione Cortometraggi
Braedrabylta – Wrestling di Grimur Hokonarson
Motivazione: Perchè così come il Festival di quest'anno ha esplorato il tema degli opposti e delle contrapposizioni, anche i protagonisti di Braedrabylta – Wrestilng scendono nell'arena e ci dimostrano che l'amore forse è affrontarsi, ma sicuramente è confrontarsi. Anche attraverso la foga della lotta che si stempera nella poesia della danza.

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martedì 3 giugno 2008

Torino. ViewFest, tecnologia per il grande schermo.

Proiezioni in 3d e tecniche d´avanguardia in oltre 200 titoli.
Ci sono pure "Film breve" e "Flash festival": appuntamenti dedicati ai "corti".
(Clara Caroli - La Repubblica, edizione di Torino) Dall´avanguardia del filmaking digitale al nuovo cinema arabo, dalle pillole di animazione ai cortometraggi ai documentari della comunità rumena. Ricco di eventi grandi e piccoli, giugno sul grande schermo. Il principale è ViewFest, il Festival del cinema digitale che nel weekend del 6, 7 e 8 giugno porterà nella tecnologica multisala del Massimo (la sola a Torino ad essere dotata di proiettori digitali e in 3D ed ora anche in alta definizione grazie all´appena acquisito Blu Ray) eventi, autori e protagonisti dell´avanguardia legata all´immagine. Il futuro è già qui: tre giorni e oltre 200 titoli per esplorarlo. Tra gli hit, il ritorno di Harrison Ford nei panni del vecchio Rick Deckart in "Blade Runner", il capolavoro di Ridley Scott nell´ultimissima versione "Final cut" in digitale Hd, l´epic-fantasy di Robert Zemeckis "Beowulf", realizzato con le sofisticatissime tecniche della motion e della performance capture, che verrà proiettato in 3D con gli speciali occhiali in dotazione al pubblico, un´antologia di cortometraggi concessi in esclusiva dalla Pixar (ospite di View il mago dell´animazione digitale Craig Foster) e lo spettacolo teatrale ideato da Gianluca Nicoletti che con la "macchina per entrare e uscire dal mondo" di sua invenzione darà vita, negli spazi di Hiroshima Mon Amour, ad un gioco di scambi tra vita vera e Second Life, umani e avatar, realtà e virtuale. Tra gli omaggi del festival quello agli sperimentatori di Happy, al geniale duo Coniglio Viola, al graphic designer Guillaume Reymond, che ridà vita a vecchi videogiochi, all´autore di culto di videoclip Chris Milk, al videoartista Lorenzo Oggiano, creatore dei Quasi-Objects in 3D che giocano, ancora, sul tema delle relazioni tra naturale e artificiale. Programma completo su www.viewfest.it.
Dal 9 al 15 giugno il Museo del Cinema ospita "Tara mea" (La mia terra) – La Romania di oggi attraverso gli occhi dei giovani documentaristi", omaggio alla cultura romena, poco conosciuta (salvo l´exploit di "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" di Cristian Mungiu, Palma d´Oro a Cannes l´anno scorso) nella città che conta il maggior numero di immigrati in rapporto alla popolazione. Tredici documentari, tra i migliori prodotti in Romania negli ultimi anni, su temi diversi legati al socialismo e alle libertà negate dal regime di Ceausescu. All´inaugurazione, lunedì 9, sarà presente il regista Dumitru Budrala, direttore dell´Astra Film Festival di Sibiu. Dalla cultura romena a quella araba. Dal 3 all´8 giugno al Museo Diffuso della Resistenza la rassegna "Uno sguardo sulla cinematografia araba", legata alla mostra in corso a Rivoli "Le porte del Mediterraneo", propone 15 film di autori maghrebini e mediorientali. Il clou sarà, il 5, la giornata dedicata ai capolavori inediti del cinema siriano.
Due appuntamenti dedicati al corto e al cortissimo, "Film Breve" e "Flash Festival" si sovrappongono dal 10 al 12 negli spazi del Massimo, dei Fratelli Marx e per "Flash" dell´Azimut. La rassegna dell´Aiace premia il miglior corto italiano e presenta una selezione di titoli dal festival di Clermont Ferrand e un´antologia di corti d´autore da Fellini a Wenders, da Kitano a Polanski (programma su www.aiacetorino.it). "Flash Festival" si ripropone come spazio di libera espressione e vetrina della creatività di autori italiani e stranieri di animazione e videogame nella forma cortissima. Flash, appunto. (Info su www.flashfestival.it).

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