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Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post
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lunedì 8 settembre 2008

Altri figli di "una sega". Un figlio per Portia de Rossi ed Ellen DeGeneres?

(Gossipblog) Con alle spalle un matrimonio da favola (soprattutto il vestito di Portia, capperi!) e davanti la riapertura del celeberrimo show, Portia de Rossi ed Ellen DeGeneres stanno parlando di figli.

Non è qualcosa di immediato, nè di certo, ma un desiderio espresso più volte da entrambe, che ora si sentirebbero pronte a realizzare. Anche se alle domande in merito entrambe le donne rispondono seriamente che sanno benissimo quanto una maternità (anzi, due!) aggiunga ad una vita, sia in termini di ricchezza, che di impegno, poi aggiungono scherzando… “Se l’hanno fatto pure Angelina Jolie e Brad Pitt…”.

E pensando ai nomi? Ellen se ne esce con un “Jumbo Shrimp non è male” che inquieta un pò… Ellen, fai tutti i figli che vuoi, ma chiamali John ed Anne, ti prego…

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mercoledì 27 agosto 2008

Un Cardinale critica la gravidanza di Ricky Martin.

(Gossipblog) Il cardinale dell’Honduras Oscar Andres Rodriguez non ha visto di buon occhio la nascita dei gemelli di Ricky Martin, concepiti tramite un utero in affitto.

“Quello che ha fatto Martin va contro alla dignità dell’essere umano. Non si può noleggiare o comprare la vita di un individuo. E’ ancora peggio quando lo fa qualcuno di famoso e sotto gli occhi di tutti”.

In America Latina poi diversi talk show hanno parlato dell’argomento. Esteban Arce, presentatore, ha così commentato:

“Non penso sia giusto negare ad un figlio la figura materna, soltanto perchè Martin ha un ego spropositato”.

Voi cosa ne pensate?

Via: GabbyBabble

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giovedì 21 agosto 2008

Ricky Martin neopadre.

Mario Cirrito, direttore del mensile gay Babilonia, tramite Current ci informa che Ricky Martin è diventato padre.

"Si è spesso parlato dei gusti sessuali dell'artista portoricano. Oggi, pagando 10 mila dollari per un utero in affitto è diventato padre di due gemelli. La madre, assicurano, non saprà mai chi è il padre. L'artista, ricordiamo, esordì con i Menudo e fece anche l'attore a Broadway. Nato da genitori separati visse un po' col padre e un po' con la madre, crescendo senza problemi. Ha venduto oltre 34 milioni di dischi e il suo maggior successo che gli valse due premi MTV è stato La Vida Loca. L'artista da tempo è anche impegnato a sostenere molte associazioni benefiche. Auguri al neo babbo."

Ci uniamo agli auguri di Cirrito.

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sabato 16 agosto 2008

Due padri gay si litigano il figlio.

(River-blog) Dovrebbe essere il primo caso di lite, per un bambino, tra una coppia gay. I protagonisti sono Joshua Glazer, un cittadino americano, e l’ex marito, Eric Hyett. I giudici avevano assegnato ad entrambi la custodia del piccolo. Eric ha però deciso, la scorsa settimana, di rapire il figlio, Jebediah, e di portarlo con sé in Israele. A quel punto Joshua si è rivolto ad un investigatore privato, che è riuscito a rintracciare il figlio a Gerusalemme. I due genitori si trovano ora in Israele: giovedì prossimo la loro vicenda sarà dibattuta davanti ad un giudice. “E’ stato bellissimo riabbracciarlo”, ha detto Joshua. “Appena mi ha visto ha iniziato a urlare ‘papà, papà’.

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lunedì 11 agosto 2008

Veronica e Silvio, l'estate del gran ritorno «Rimasto male chi credeva divorziassi». Ma le foto tradiscono...

Parenti serpenti? Questa foto con il sorriso "tirato" di Veronica Berlusconi qualche domanda la pone..

La telenovela "I Berlusconi's".

Le foto della coppia mano nella mano e il cambio di look della riservatissima first lady. Sono più o meno quindici anni che Silvio Berlusconi sacrifica l'agosto per tutti noi. Per noi che lavoriamo nei giornali, intendo. Un'estate si offre, forse inconsapevolmente, ai fotografi in compagnia di una bella squadretta di amici. Tutti in candida divisa, tutti di corsa sul curatissimo prato di Bermuda.

(Maria Latella - Il Corriere della Sera) Qualche anno dopo, sempre d'agosto, non più amici ma sempre e comunque in compagnia. Passeggia (altro curatissimo prato) nel parco di villa Certosa con la prima graziosa fanciulla di una serie che presto diverrà numerosa . Passano le estati, ma Berlusconi continua a lavorare per noi: c'è la bandana che fa sgranare gli occhioni di Cherie Blair, ci sono le festone sarde però con ballerine cubane, c'è insomma sempre e comunque una notizia, una foto, una novità in arrivo da Berluscolandia. Succede anche st'estate, naturalmente e lo scoop è Silvio marito e nonno. Dopo il presidente operaio di un'indimenticabile 6 per tre (campagna elettorale 2001), il presidente pater familias è davvero la più stupefacente carambola mediatica del Cavaliere. Siamo di fronte al solito lavoro d'immagine, indispensabile per riequilibrare il Berlusconi devoto alle raccomandate a Saccà? O invece, dietro il photoshop, c'è, come si dice, anche un po' di sostanza? Un indizio darebbe un po' credito alla seconda ipotesi. Perché, stavolta, l'estate non è del solo Silvio. È, a sorpresa, piuttosto di Veronica. Tornata accanto al marito nelle foto ufficiali di Chi ma anche in quelle diciamo paparazzate. E se «la casalinga di Macherio» lascia il suo eremo, una qualche sostanza ci dev'essere. Considerando dunque lei, e non lui, protagonista di quest'estate, ecco qualche commento all'album dell' agosto 2008.

A come Alessandro Per lei è il primo nipotino, per Silvio il quarto. Al fine di presentare il piccino, Veronica è tornata davanti all'obiettivo di Enrico Labriola. Il medesimo non la fotografava dai tempi del lancio di Tendenza Veronica. Più di un lustro, oramai.

B come Berlusconi La famiglia prima di tutto. Riuniti a villa Certosa per il cinquantaduesimo compleanno di Veronica, così come a Pasqua si erano visti tutti a Valbonne, in Provenza, nella villa di Marina Berlusconi. I Berlusconi versione Magnum costituiscono ormai un'impressionante task force: erano presenti figli di primo e secondo letto, nipotini, compagni e compagne. Tra loro ovviamente non si chiamano così: papà non gradirebbe. Perciò Marina dice di Vanadia «mio marito», Piersilvio della Toffanin «la mia fidanzata» e Barbara di Valaguzza «Giorgio». Il boyfriend americano di Eleonora è, al momento, soltanto: «my friend». L'imponente gruppone ha inviato urbi et orbi il seguente messaggio: «Piantatela di seminare zizzania. A differenza di altre grandi famiglie, non abbiamo intenzione di massacrarci per l'eredità».

C come caftano
Anche Veronica, del resto da tempo sedotta dall'Oriente, manifesta passione per la moda del momento. Numerosi caftani (il prediletto, verde acqua, è di Blumarine) sono arrivati con lei a Villa Certosa. Restano appesi alle stampelle di metallo, quelle che trovi nei negozi. In camera sua, in Sardegna, Veronica non aveva, e forse non ha ancora, un vero armadio. Per sottolineare la precarietà della presenza?

C come capelli
Ferve, tra Forte dei Marmi e Sabaudia, un appassionante dibattito: Veronica sta meglio liscia o gassata? Le scelte tricologiche derivano talvolta da moti dell'anima, talaltra da necessità. L'impressione è che la blanda permanente esibita nelle più recenti sedute fotografiche sia effetto della necessità. Consente il fai da te, elimina il passaggio dal parrucchiere e in effetti comparve già nella scorsa primavera, proprio mentre nonna Veronica si dava, con entusiasmo, alle pappe di Alessandro.

D come divorzio Da anni la signora Berlusconi raccoglie notizie sul suo imminente divorzio. Quest'estate, in coincidenza con le note telefonate intercettate, l'ultimativo gesto era dato per certo: «Chissà come ci saranno rimasti male» ha commentato lei pensando ai tanti e accorati appelli rivoltile da più parti e da più prime pagine.

L come lago Parafrasando il fortunato film, potrebbe essere lei la nuova «ragazza del lago». Tra le notizie in arrivo da Berluscolandia, figura infatti anche una nuova annessione al patrimonio: la decima (undicesima? Dodicesima? Ah saperlo) villa del Cavaliere. Sul lago Maggiore, questa volta. Veronica, per ora, c'è stata una sola volta. Pare la trovi bellissima ma così perfetta, e così perfettamente arredata dai precedenti proprietari, che a dormirci si sentirebbe un po' a disagio. Più ospite che padrona di casa. «Magari le prime volte preferirei dormire in albergo», ha confidato alle amiche.
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martedì 5 agosto 2008

I gemelli di Brad Pitt. Quei figli di una "sega" valgono già 14 milioni di dollari.

( Alb3rt1) Dopo che se ne è tanto parlato, ecco finalmente pubblicate le foto dei "Brangelini" i figli della coppia Jolie-Pitt, Vivienne Marchelin e Knox Leon, le cui foto sono state pubblicate in esclusiva su due magazine, People per gli States e Hello!Magazine per l'Europa.
Esclusiva ben remunerata, pare infatti che i due attori abbiano percepito la bellezza di 14 milioni di dollari.
In una recente dichiarazione Brad Pitt ed Angelina Jolie hanno smentito la notizia che Knox Leon e Vivienne Marchelin, siano stati concepiti in vitro.
Quando lei e Brad Pitt hanno sentito questi rumors sono rimasti scioccati e divertiti: “se fossero stati concepiti in vitro non avremmo avuto problemi a parlarne, ma siamo stati fortunati e non abbiamo mai avuto problemi d’infertilità”.
E così questi bambini nati da due bellissimi dello spettacolo, oltre ad un futuro da ricchi avendo già fatto guadagnare ai genitori 14 milioni di dollari, avranno anche la bellezza dalla loro parte! Quando si dice piove sempre sul bagnato....
Le foto dei gemelli.
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giovedì 31 luglio 2008

Usa, coppia lesbica: mamme nello stesso giorno, ognuna di due gemelli.

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Karen Wesolowski e Martha Padgett coi loro figli Sophia, Alex, Andrew e Sienna, da un’immagine del Mail Online.

Ha dell’incredibile la vicenda di Karen Wesolowski e Martha Padgett. Compagne di vita, desideravano così tanto avere dei figli “insieme” che… ora si ritrovano ad avere in un giorno solo quattro bambini. Una coppia di gemelli! Andrew e Sienna sono nati da Karen Wesolowski, e Sophia e Alex da Martha Padgett: un maschio e una femmina per ciascuna. Tutti e quattro nati nello stesso giorno e tutti e quattro fratelli. Sì, perché i bebè sono stati concepiti dagli ovuli di Martha e dallo sperma di un donatore, con fecondazione in vitreo. Due embrioni erano stati impianti in Karen, due in Martha.

La storia di scienza e amore arriva da Riverside, California. Le due donne si erano incontrate e innamorate in un centro di assistenza infermieristica di Hemet nove anni fa. Hanno desiderato un figlio da subito, nonostante Martha avesse già Julia, di dieci anni, nata dalla relazione col suo ex marito. “Volevamo solo un bambino” racconta la donna, infermiera di 38 anni. “Ma quando il medico ci disse, con il sorriso in viso, che eravamo rimaste incinta entrambe, abbiamo contenuto a stento la gioia”. “Sapevamo che c’era la possibilità di un parto multiplo, ma all’epoca ne ridemmo”.
Era da tre anni che la coppia lesbica provava ad aver figli, inutilmente. E per Karen, fisioterapista di 42 anni, l’orologio biologico stava facendosi martellante. “Avevamo provato per tre anni ed eravamo esauste” dice. “Abbiamo tentato con i miei ovuli e con lo sperma di un donatore e abbiamo cercato di impiantare in me gli ovuli di Martha”. “Abbiamo provato letteralmente di tutto e speso tanti soldi. Quindi quando Martha mi ha detto che avremmo dovuto impiantare entrambe i suoi ovuli, ho pensato ‘perché no?’.”
La prima a partorire è stata Martha. A distanza di ventidue ore Karen, che così descrive l’ennesima coincidenza: “Ero tornata a casa da poco, lasciando Marta, Sophia e Alex in ospedale. Poche ore più tardi siamo di nuovo diventate mamme”.
“Adesso abbiamo quattro bambini che sono tutti fratelli e sorelle” afferma Karen. “La nostra famiglia è completa”.
E ha ben ragione di dirlo. Tra l’altro anche Julia, la primogenita di Martha, vive con le due donne. E per le feste canoniche come Natale e compleanni si unisce anche David, l’ex marito della Padgett, da sempre favorevole alla nuova vita della ex compagna.

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venerdì 25 luglio 2008

Pitt-Jolie, fecondazione in vitro per i gemelli. Voci autorevoli dicono che Brad sia un "minidotato".

La scelta "per evitare lo stress di tentare di rimanere incinta". Lo rivela Us Weekly. Knox e Vivienne sono nati lo scorso 12 luglio in un ospedale di Nizza. Rissa con i paparazzi per le foto.

(Il Corriere della Sera) Frutto di una provetta e non di una notte d'amore. È lo scoop dalla rivista americana Us Weekly sui gemellini di Angelina Jolie e Brad Pitt. Knox Leon e Vivienne Marcheline sono nati lo scorso 12 luglio in un ospedale di Nizza. «Erano pazzi dal desiderio di avere altri figli» ha raccontato alla rivista una fonte vicino alla coppia, secondo cui l'attrice avrebbe scelto l'inseminazione artificiale «per evitare lo stress di tentare di rimanere incinta».

FAMIGLIA NUMEROSA - Angelina Jolie, 33 anni, ha sempre desiderato una famiglia numerosa. Al mensile britannico Elle aveva rivelato: «Se avremo 10 figli, mi piacerebbe allevarli quando siamo ancora giovani». La Jolie e il compagno Brad Pitt, 45 anni, hanno in tutto sei figli: tre bambini adottati - Maddox (cambogiano), Pax (vietnamita) e Zahara (etiope) - e tre biologici, Shiloh, Knox e Vivienne.

RISSA CON I PAPARAZZI - Privacy blindatissima per la famiglia Jolie-Pitt durante il soggiorno in Provenza. Qualche giorno fa nei boschi della loro proprietà a Chateau Miraval, c'è stata una maxi-rissa tra alcuni fotografi e le body-guard della famiglia. «Abbiamo acciuffati due paparazzi e abbiamo tentato di portarli fuori dalla tenuta - ha raccontato Tony Webb, il capo del team di guardaspalle - Ma uno ha cominciato a urlare e a scalciare, ha morso una delle guardie del corpo, gli ha rotto un dito, facendolo sanguinare e gli ha urlato dietro che ha l'epatite C».
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Coppia lesbica voleva un figlio e non due da fecondazione assistita. Fa causa e perde.

(Ansa) Una coppia di lesbiche in Australia, madri di due gemelle concepite grazie alla fecondazione assistita, ha perso la causa intentata contro l'ostetrico che aveva impiantato nella madre naturale due embrioni anziche' uno come richiesto.

Le due donne, il cui nome non puo' essere rivelato, avevano citato in giudizio per danni il medico di Sydney Robert Armellin, chiedendo un risarcimento pari ad oltre 240 mila euro per il costo aggiuntivo di allevare una delle due bambine, che ora hanno quattro anni, fino all'eta' di 21. La Corte suprema del territorio di Canberra ha deciso in favore del dottor Armellin e ha ordinato alla coppia di pagare le spese legali di entrambe le parti.

La 40/enne madre delle bambine ha testimoniato davanti alla Corte che il Armellin le aveva impiantato due embrioni, nonostante gli avesse spiegato che voleva un parto singolo. Il suo legale ha spiegato che la donna aveva perduto la capacita' di amare e che la relazione della coppia ha sofferto perche' le due erano rimaste invischiate nelle incombenze quotidiane di allevare due bambine.

Armellin da parte sue ha testimoniato che la donna gli aveva detto di volere un solo embrione solo pochi minuti prima di essere sedata e dopo aver firmato un modulo in cui acconsentiva all'impianto anche di due embrioni. Le due donne inoltre non avevano informato il personale della clinica che volevano l'impianto di un solo embrione.

La giudice Annabelle Bennett ha stabilito che l'ostetrico non ha violato il suo dovere professionale verso la madre e non ha commesso negligenza. La causa era diventata terreno di scontro fra moralisti e attivisti per i diritti dei gay, quando era stata udita lo scorso settembre.

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mercoledì 23 luglio 2008

Minori. Affido condiviso a coppia con padre gay. Sentenza storica a Bologna.

(Persona e danno) “Il semplice fatto che uno dei genitori sia omosessuale non giustifica – e non consente di motivare – la scelta restrittiva dell’affidamento esclusivo”. Con queste parole il tribunale di Bologna ha disposto l’affidamento condiviso di una bambina ad entrambi i genitori, uno dei quali, il padre, dopo anni di matrimonio aveva compreso e coraggiosamente affrontato la propria reale identità sessuale.
Da controparte, per la verità, solo generiche affermazioni circa la presunta inadeguatezza e disinteresse del padre nei confronti della figlia, tese, invero, a mascherare una non troppo velata diffidenza, un non troppo celato pregiudizio.

Altre e di ben altro tenore sono, tuttavia, le valutazioni che il giudice è chiamato a compiere onde, eventualmente, derogare alla regola generale sancita dall’art. 155 c.c. e disporre l’affidamento monogenitoriale della prole.
La contrarietà all’interesse del minore non può certo ritenersi insita nella identità omosessuale del genitore, così come non può esserlo nelle “opzioni politiche, culturali, religiose, che pure sono di per sé irrilevanti ai fini dell’affidamento” (Trib. Napoli 28.06.2006, GM, 2007, 178), poiché “l’omosessualità, infatti, e beninteso, è una condizione personale, e non certo una patologia, così come le condotte – relazioni omosessuali non presentano, di per sé, alcun fattore di rischio o di disvalore giuridico, rispetto a quelle eterosessuali” (idem).
Il tribunale partenopeo, alle cui argomentazioni si è richiamato anche il giudice bolognese nel decreto che pubblichiamo, compie affermazioni la cui importanza non può passare inosservata, poiché, tra le altre cose, invita gli operatori del diritto a mettere da parte “stereotipi pseudoculturali, espressione di moralismo e non di principi etici condivisi” badando solo ed esclusivamente, nel decidere dell’affidamento di un minore, all’interesse di quest’ultimo.

E’ quanto ha fatto il tribunale emiliano, ritenendo nel caso concreto che entrambi i genitori fossero idonei a svolgere il loro ruolo, pur invitandoli ad affrontare insieme il delicato momento della presentazione alla figlia dell’identità sessuale paterna.
Ma il giudice bolognese ha compiuto un ulteriore passo, autorizzando nel medesimo decreto il padre a condurre con sé la bambina in vacanza, in una località osteggiata dalla madre in quanto, a suo dire, frequentata esclusivamente da gay e, quindi, pericolosa per l’equilibrio della minore che avrebbe potuto assistere a scene “non adeguate” (sic!). Quasi a dire che la condizione di omosessualità possa far perdere all’individuo qualsiasi freno inibitore, qualsiasi remora a compiere gesti ambigui e “perversi” e, addirittura, in presenza dei figli.
Bene, questo tipo di pregiudizi e mediocri moralismi non devono trovare spazio in tribunale, ove l’idoneità del genitore in rapporto alla tutela dell’interesse dei figli è l’unica questione da affrontare nel decidere dell’affidamento e della frequentazione.
Il padre gay, quindi, salvo non dimostri di essere persona per altre ragioni inadeguata - non diversamente che un eterosessuale - è non solo genitore meritevole di ottenere l’affidamento condiviso della propria figlia, ma è perfettamente in grado di “rispettare le esigenze e i diritti della figlia, di condurla in ambienti e di garantirle orari e stili di vita adeguati alla sua età” e di “assumere pienamente la responsabilità genitoriale, compito cui è chiamato alla pari della madre”. Il rispetto di tali esigenze è il solo obiettivo del giudizio di idoneità genitoriale, ed esso riguarda tutti i genitori, omo o etero-sessuali che essi siano, in qualunque posto si trovino a vivere e a trascorrere le vacanze.
Il decreto del tribunale di Bologna presenta i tratti di una tappa rispettosa e discreta ma inesorabile nel segno del progresso della società.
Per quanto riguarda l’ affermazione della “neutralità e naturalità” della condizione omosessuale possiamo forse dire che il diritto, o per meglio dire, la giurisprudenza si mostra anticipatrice ed in vantaggio rispetto ad una società tuttora ancorata a (falsi) moralismi e (vera) insincerità, che si focalizza sul “diverso” per distogliere la mente dal “reale”. In ciò appoggiata, sia concesso, da una Chiesa talvolta invadente e che spesso dimentica il proprio stesso insegnamento, per cui la natura umana altro non è che il riflesso di quella “divina”, da cui è creata a propria immagine e somiglianza.

Tornando alla “terra”, si segnalano le pronunce della Corte di Appello di Brescia 5.06.07 e della Cassazione 25.7.07, n. 16417, la prima che nega che il tradimento omosessuale del coniuge sia dotato di una lesività e offensività intrinseca tale da giustificare di per sé oltre all’addebito della separazione anche il risarcimento del danno alla moglie tradita, la seconda che definisce (finalmente) l’omosessualità come “condizione dell’uomo degna di tutela in conformità ai precetti costituzionali” e manifestazione del “diritto alla realizzazione della propria personalità”. Come fa ben sperare anche il decreto del tribunale di Bologna, la strada è aperta, bisogna solo avere le scarpe giuste per percorrerla.
E, se “soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità” (P. Neruda, Ode alla vita), possiamo credere che la felicità del padre “protagonista” del provvedimento in commento sarà davvero grande, come pure quella di tutti gli omosessuali (e “diversi” in genere, si passi il brutto termine) che della pazienza, ogni giorno, fanno la loro fedele compagna.

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venerdì 18 luglio 2008

Uruguay. Il senato da il via libera alle adozioni gay. A solito polemiche dei cattolici.

Immediate le polemiche della Chiesa e dei partiti conservatori.
(Ansa) Il Senato dell'Uruguay ha approvato un progetto di legge che apporta delle modifiche al codice dell'infanzia e adolescenza permettendo alle coppie omosessuali di accedere alle procedure di adozione.
Decisivi i voti dei senatori del partito governativo Frente Amplio: su 25 presenti - il Senato e' composto da 30 membri - in 17 si sono espressi a favore dell'iniziativa.
Il disegno di legge, che concede solo all'Istituto del bambino e dell'adolescente dell'Uruguay (Ibau) la possibilita' di intervenire nel processo di adozione, passa ora al vaglio della Camera che lo esaminera' nei prossimi giorni.
Immediate le repliche della Chiesa e dei partiti conservatori. In dichiarazioni al quotidiano Ultimas Noticias il presidente della Conferenza episcopale dell'Uruguay (Ceu), mons.
Luis del Castillo, ha definito la modifica al codice dell'infanzia 'non ragionevole da qualsiasi punto la si guardi, perche' rispetto al ristretto numero di bambini in attesa di essere adottati la lista di persone sposate che aspettano di farlo e' molto lunga'.
Da parte sua il senatore di Alianza Nacional, Carlos Moreira, ha evidenziato il pericolo che un bambino 'cresciuto da genitori dello stesso sesso possa considerare questa unione come qualcosa di normale'.

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venerdì 4 luglio 2008

Fiocco rosa per l'uomo incinto. Thomas ha partorito una bimba.

Usa, Beatie aveva cambiato sesso ma ha conservato i genitali femminili. La moglie, che non può avere figli, lo ha aiutato nell'inseminazione artificiale. "Un figlio non è un desiderio femminile, né maschile. E' un bisogno umano".

(La Repubblica) L'uomo incinto ha partorito una bambina. Thomas Beatie, il transgender che aveva fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, ha dato alla luce una bambina domenica. La notizia è stata diffusa dalla Abc news. Il parto, avvenuto nell'ospedale di Bend, nell'Oregon, è stato naturale. "La bambina sta bene ed è molto graziosa" ha affermato una fonte dell'emittente americana.

Beatie, 34 anni, hawayano, ha cambiato sesso legalmente dieci anni fa, quando il suo nome era ancora Tracy Lagondino. Un'operazione chirurgica in cui si era fatto rimuovere il seno e una lunga terapia ormonale, hanno cambiato il suo aspetto estetico, che adesso è quello di un uomo. Nonostante questo, aveva scelto di mantenere gli organi genitali femminili, per potere partorire un figlio. L'annuncio della gravidanza, diffuso lo scorso aprile, lo ha reso celebre in tutto il mondo.

E' stata la moglie Nancy, 45 anni - che non poteva più avere figli perché aveva subito un'isterectomia - ad aiutare Beatie a rimanere incinta. La tecnica è stata quella dell'inseminazione artificiale. Quando i due hanno preso la decisione, nessuna clinica aveva accettato di assisterli. Per questo l'operazione è stata fatta in casa con una siringa e lo sperma di un donatore esterno. La prima volta è rimasto incinta di due gemelli ma era una gravidanza extrauterina: ha perso i feti e una tuba di falloppio. Al secondo tentativo tutto è andato per il meglio. "Avere un bambino non è un desiderio femminile, né maschile - aveva dichiarato Beatie - E' un bisogno umano. Sono una persona e dunque ho diritto ad un figlio biologico".
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domenica 29 giugno 2008

Bolognapride. Dalla Bertolini (Pdl) parole sprezzanti: Una manifestazione inutile.

Una partecipazione al di sotto delle attese e controproducente per gli stessi interessi degli omosessuali.
(Il Velino) "Una manifestazione, inutile, con una partecipazione al di sotto delle attese e controproducente per gli stessi interessi degli omosessuali. Gli eccessi verbali e comportamentali che lo contraddistinguono, rendono il gay pride un evento sgradevole intriso di una cultura settaria e di risentimento verso coloro che non si piegano alla logica dei capricci elevati a rango di presunti diritti. I soliti slogan che ossessivamente hanno contraddistinto anche il gay pride di Bologna di quest'anno lo testimoniano. Una sfilata carnevalesca con tanto di messinscena di un 'matrimonio' tra due uomini trasforma il tutto in una barzelletta e si ritorce come un boomerang contro la causa omosessuale. Respingiamo quindi al mittente la richiesta di poter accedere al diritto di adottare bambini e la proposta di legalizzazione del matrimonio gay. Crediamo nella famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, come sancito dall'art. 29 della Costituzione italiana. L'ordinamento gia' riconosce moltissimi diritti ai conviventi dello stesso sesso. Nel caso vi siano lacune, c'e' la disponibilita' a valutarle ed eventualmente a colmarle con gli strumenti che il codice civile mette a disposizione dei cittadini. Vogliamo pero' essere ben chiari e ribadire la nostra ferma contrarieta' a qualunque tipo di riconoscimento pubblico per le coppie gay.

Gli agitprop delle comunita' omosessuali e non solo se ne facciano una ragione: con il centrodestra maggioranza in Parlamento per questa legislatura la cosa e' morta e sepolta."

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venerdì 27 giugno 2008

“Le Cesarone”, vita quotidiana di una famiglia con due mamme.

La piazza del Gay Pride di Roma nel 2005

(Katia Acquafredda di Listalesbica.it per Panorama) Antonella ha meno di quarant’anni, da sei vive con la sua compagna in una grande città italiana.

Una coppia come tante, se non fosse che nella loro casa ci sono anche tre figli adolescenti: immagino la musica che esce dalle finestre, scarpe da ginnastica abbandonate in sala, la fatica di farli studiare fino al momento di caricare tutti in auto per le meritate vacanze.
Al Bologna Pride loro non ci saranno, la vita è complicata quando devi combinare le esigenze di una famiglia numerosa come oggi non si vedono quasi più. Un po’ come nella fortunata serie tv I Cesaroni, famiglie che si formano quando due genitori separati provano a tenere insieme il bisogno di rifarsi una vita e la responsabilità, l’amore verso i figli.
Nell’ospedale dove lavorano le mie nuove amiche i colleghi non hanno fatto storie, anzi mi dicono che tutti vogliono loro un gran bene e la loro rumorosa famiglia è stata assimilata in fretta a tutte le altre, di cui condivide pregi e difettti. È l’Italia di sempre, quella che sa stringersi e creare legami, e anche capire le cose che contano grattando un po’ sotto la crosta dei pregiudizi, che fa in fretta a saltare quando ci si conosce e ci si vuole bene.
Le mie amiche mi mancheranno un bel po’ in mezzo al variopinto corteo del Pride, mi è rimasto il dubbio che non si siano sentite coinvolte in quella che è diventata la principale battaglia del movimento glbt italiano, e cioè il riconoscimento delle unioni civili, perchè la questione dei figli e delle adozioni per le coppie è stata un po’ accantonata per ragioni di realismo politico.
Vista come politicamente impraticabile, forse controproducente, si è preferito lottare per una legge, quale che fosse, capace di sancire l’unione tra due persone dello stesso sesso, e pazienza se i ragazzi a casa già scorazzano con in un mano un secchio d’acqua per farsi un gavettone.
Le Cesarone (chissà cosa diranno se le chiamo così!) sono talmente belle, giovani e solari che proprio non ti passa per la testa che se per disgrazia una delle due dovesse improvvisamente mancare, la famiglia d’origine o magari i servizi sociali potrebbero pensare di non far loro mai più rivedere la compagna della madre che per anni li ha accompagnati a scuola, aiutati a fare i compiti, insegnato ad andare in bicicletta.
Mi viene in mente un distinto Lord inglese chiamato Robert Baden Powell, fondatore cento anni fa di uno straordinario movimento educativo chiamato Scautismo e ormai diffuso in tutto il mondo il quale, messo alle strette da chi gli chiedeva conto del suo metodo educativo rispondeva semplicemente: “Ask the boys!”, letteralmente: “Chiedetelo ai ragazzi!”.
Se qualcuno oggi chiedesse la mia opinione su quelle proposte di legge tanto poco generose sul versante del riconoscimento dei diritti dei minori nelle coppie omosessuali, credo che anch’io risponderei così: chiedetelo ai ragazzi, di cosa avrebbero bisogno loro!
Riconoscimento dei figli e adozioni per le coppie omosessuali: siete d’accordo? Partecipa al FORUM

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venerdì 13 giugno 2008

Spagna: allo studio congedo parentale anche per coppie omosessuali.

(Ansa) In Spagna potrebbe esserci un congedo lavorativo di maternità e paternità anche per i genitori omosessuali. A proporlo è la nuova proposta del ministro dell'Uguaglianza del governo Zapatero, Bibiana Aido. Secondo quanto riferiscono i quotidiani El Mundo, Abc e la Razon, nei prossimi giorni dalla stessa Aido assieme al titolare del Lavoro, Jesu's Caldera, metterano a punto il provvedimento che dovrebbe interessare tutte le coppie omosessuali, che potranno chiedere di assentarsi dal lavoro in caso di malattia del proprio figlio.

Il ministro socialista, 31 anni - scrivono i giornali - ritiene che questo progetto faccia parte di un disegno piuù ampio, quello della ''trasversalita'''. ''Voglio essere un ministro trasversale e non settoriale - afferma Bibiana Aido, stando ai quotidiani - e interverrò su tutto cioò che ha a che fare con le politiche di uguaglianza''.

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lunedì 2 giugno 2008

Mamma, mamma e figlia

(Davide Varì - Liberazione) «Ma perchè diamine devo sempre dimostrare di essere una brava mamma?». Costanza, 40 anni circa, lo dice in modo ironico, ma il fatto che la sua maternità sia sempre discussa, scannerizzata e giudicata inizia a diventare decisamente irritante. Il "problema" è che sua figlia Alice, due anni appena compiuti, di mamme ne ha due: "mammaCo" "e mammaMo", mamma Costanza e mamma Morena.
Sono una famiglia "arcobaleno" loro. Una delle tante famiglie omogenitoriali che vivono in questo Paese e che questo stesso Paese, quando non gli fa la guerra, semplicemente ignora. Il Paese delle istituzioni però.
Questa miriade di gruppi famigliari omogenitoriali sparsi in tutta italia, ha infatti dei vicini dei casa e dei colleghi; ha a che fare con le maestre dei propri figli e con i genitori dei loro compagni di scuola. Insomma, ha una rete sociale, esattamente come tutte le altre famiglie italiane. Una rete che non solo non ignora la loro situazioni ma che, nelle stragrande maggioranza dei casi, ci convive con serenità: «Quando è nata Alice i vicini ci hanno riempito di regali: culla, vestitini, giochi...».
Dunque l'inviolabilità della famiglia cosiddetta naturale - madre, padre e figlio - esiste solo nelle parole di qualche politico in cerca di santità o, al più, di qualche entratura in Vaticano? «Indubbiamente l'omofobia esiste anche nel Paese reale - spiega Costanza - solo che di fronte alla conoscenza diretta del fenomeno e di fronte al riconoscimento della nostra normalità ogni pregiudizio sembra sparire». Morena e Costanza hanno avuto Alice due anni fa. «Siamo andate in Belgio e abbiamo fatto la fecondazione assistita. Anzi, è la mia compagna che l'ha fatta, è lei la mamma biologica».
Uno scherzetto che, grazie alla legge 40, è costato loro varie decine di migliaia di euro. «Il fatto è che noi volevamo davvero tanto Alice». Almeno su questo dovrebbero essere tutti d'accordo: le peripezie che deve affrontare una coppia omogenitoriale per avere un figlio sono così faticose e lunghe che nessuno potrà mai mettere in dubbio la loro voglia di essere genitori.
Eppure, anche loro, che oggi vivono un vita serena e del tutto integrata - una vita normale come più volte ripete Costanza - hanno dovuto fare i conti i pregiudizi. Soprattutto con i propri pregiudizi: «Quando ho scoperto di essere lesbica - racconta ancora Costanza - ho escluso qualsiasi possibilità di divenire mamma. Non è stata una cosa pensata, è stato un pensiero automatico».
Poi è arrivata Morena che insieme all'amore ha portato un insopprimibile desiderio di maternità. «Mi ha messo di fronte ad una questione che io non mi ero mai posta veramente. Con il passare del tempo sono stata trascinata dalla sua dolce determinazione ed ho capito che anch'io volevo essere mamma».
Poi Morena è rimasta incinta e Costanza l'ha "accompagnata" per nove mesi. Visite dal ginecologo, ecografie e infine il parto. Certo Alice e Morena, soprattutto i primi mesi hanno creato il loro piccolo e inviolabile mondo. Quell'osmosi fisica, quasi ferina, che si crea tra madre e neonato. «Lei l'ha tenuta in grembo per nove mesi, l'ha allattata, è normale che sia così. Ma io ho atteso con serenità e oggi, a due anni di distanza, mi sento madre allo stesso livello». Una madre allo stesso livello, certo, ma non per la legge. Lei, Costanza, per lo Stato italiano non ha alcun diritto e alcun legame nei confronti di sua figlia.
Che provasse a spiegarlo alla bambina questo Stato, provasse a dirle che Costanza non è sua madre. Altro che difesa del diritto del bambino.
Ed è per rivendicare questo diritto che ieri, l'associazione Arcobaleno si è ritrovata a Roma in un convegno dal titolo piuttosto esplicito: "I figli fantasma delle coppie fantasma". «E' noto, i fantasmi non si stancano mai - dice la presidentessa, Giuseppina La Delfa - Girano e rigirano, insonni, in cerca di pace e serenità. Così facciamo noi e lo faremo finché saremo accolti nella comunità dei vivi, degli aventi diritti». E il convegno ha rappresentato un'occasione per tirare le somme di tre anni di attività. Del resto i bambini con almeno un genitore gay sono circa 100mila. Un numero che non si può ignorare e la cui composizione è molto varia.
Chiara Lalli, bioeticista dell'Università romana de La Sapienza, sta preparando un volume arricchito da storie di vita vissute di genitori gay: «La cosa che balza agli occhi è la "normalità" di queste famiglie. Ho parlato in modo diretto con i bambini e nessuno di loro vive difficoltà o disagi riconducibile al genere dei propri genitori. Anche il contesto sociale è sereno: la scuola riesce a integrarli senza alcuno sforzo. Una conferma che il dato fondamentale della genitorialità è l'affetto, è l'amore».
Nulla in meno dunque rispetto ad una coppia di genitori eterosessuali. Anzi, forse qualcosa in più. L'unico problema, dunque, è dato dalla legge: «Se il genitore biologico dovesse venir meno, il bambino sarebbe orfano. Non c'è nessuna legge che tuteli il minore da questa gravissima e dolorosissima ingiustizia».
Ma c'è chi si ostina a utilizzare la "tutela del bambino" come un arma da scagliare contro la possibilità che le coppie gay possano adottarne: crescita squilibrata e mancanza delle figura di genere, continuano a ripetere i detrattori. Di certo, però, ci sono solo gli studi dei più importanti istituti di ricerca. Tra questi, quello dell'American Psychological Association: «Sotto condizioni socio-economiche simili, i bambini allevati da coppie dello stesso sesso sono paragonabili a quelli allevati da coppie di sesso opposto in termini di salute mentale e fisica». Del resto, generazioni intere di italiani sono cresciute avendo come unico riferimento di genere le donne: mamme, nonne, zie e via dicendo.
C'erano anche Costanza e Morena al convegno di ieri: «Nostra figlia - ammette sorridendo Costanza - è etero, già si capisce. Vabbè, la accetteremo comunque per quel che è».

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lunedì 26 maggio 2008

Palermo. Padre prende a coltellate il figlio perchè gay.

(La Repubblica) Una questione "di onore e di vergogna". Insopportabile sapere di avere un figlio omosessuale per un pregiudicato 53enne di Palermo. Ha accoltellato il ragazzo di 18 anni durante una furibonda lite. I carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arrestato il padre violento con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Adesso l'uomo si trova rinchiuso in una cella dell'Ucciardone.

E' accaduto a Palermo, in un appartamento di via Messina Marine, al culmine di giorni di tensione e dopo un ennesimo litigio. Questa volta, però, il genitore non si è limitato alle botte: "Non ci ho visto più. Troppo la vergogna e il disonore per questa storia", ha spiegato ai carabinieri. Il giovane, terrorizzato e ancora sotto shock, ha riportato ferite da taglio sull'avambraccio e sulla mano destra e un trauma cranico facciale; condotto all'ospedale Civico è stato giudicato guaribile in otto giorni.

Un episodio tanto simile a quello accaduto nei dintorni di Pesaro una decina di giorni fa. Allora fu la madre a sferrare un coltellata alla figlia di 16 anni che le aveva confessato di avere una relazione gay con una diciottenne. La lama si fermò contro la fibbia della ragazza ma per la madre scattò comunque la denuncia per tentate lesioni aggravate.

Pregiudizi apparentemente insusperabili sembra abbiamo armato entrambi i genitori. L'amore per i loro figli non è riuscito a cancellare l'ansia e la preoccupazione che li ha sommersi dopo il coming out dei loro ragazzi. Una recente ricerca europea datata 2003 e condotta dall'Istituto Cattaneo dell'Università di Bologna, fa sapere che ogni cento persone, dieci sono omosessuali. Ogni cento omosessuali, venti accettano la loro condizione; 80 non l'accettano e la sopportano; ventidue pensano al suicidio, cinque compiono tentativi di suicidio.

Il problema è radicato e la strada che conduce alla piena integrazione degli omosessuali lastricato da mille preclusioni. A Milano, da più di dieci anni, funziona un'associazione genitori di omosessuali che raggruppa attorno a coppie con figli gay, psicoterapeuti, consulenti famigliari e legali. Ma restano nelle famiglie infelicità cupe che sfociano spesso in raptus violenti o scelte suicide.
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giovedì 22 maggio 2008

Inghilterra, i papà non servono più. Figli in provetta per lesbiche e single.

(Il Giornale) I padri sono stati dichiarati una figura irrilevante nella Gran Bretagna moderna. Il Parlamento ha infatti detto sì alla fecondazione assistita per le donne single o lesbiche, riconoscendo il diritto di procreare anche senza un uomo al fianco.

Il provvedimento parlamentare Nel provvedimento sui temi bioetici votato ieri sera alla Camera dei Comuni, che non ha modificato il limite delle 24 settimane per l’aborto, è stato cancellato un requisito finora essenziale per accedere alle tecniche di fecondazione assistita: i medici dovevano considerare prima di tutto il bisogno e l’importanza, per un bambino, di una figura maschile all’interno della famiglia prima di eseguire il trattamento su una donna. Non era un vero e proprio divieto, ma una clausola con cui spesso i camici bianchi respingevano al mittente le richieste di donne single o coppie lesbische di avere un figlio in provetta. A sorpresa, il Governo l’ha spuntata. Si era preparato, infatti, alla sconfitta, ma per ben due volte la modifica dell’Human Fertilisation and Embriology Bill ha ottenuto la maggioranza, con 75 voti prima e 68 poi. Una modifica non di poco conto, visto che ora la legislazione allargherà i diritti delle coppie lesbiche, a cui l’adozione non è permessa.

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mercoledì 7 maggio 2008

Omoparentalità. Polemica di Ferrara col Corriere.

"Due mamme meglio di una?"
Lo spot del Corriere per il riconoscimento giuridico dell'omoparentalità.
(Giuliano Ferrara - Il Foglio) "Figli dei gay, 100 mila in Italia", annuncia il Corriere della Sera in due pagine dedicate all'"omoparentalità" negata nella retrograda Italia. A essere in discussione non è il diritto di far figli da parte di chiunque. Gli omosessuali i figli li hanno sempre avuti, con qualcuno dell'altro sesso, magari ridotto a fornitore di gameti. Il problema all'ordine del giorno è riconoscere la "genitorialità" (siete pregati di cancellare "maternità" e "paternità"), dunque uguali diritti, all'elemento della coppia omosessuale che non ha avuto parte nella generazione.
Il Corriere ci informa poi che i bambini con "due mamme" e "due papà" sono molto ma molto più felici - realizzati - tolleranti dei poveracci che si trovano un padre e una madre: "decine e decine di studi, fatti all'estero, dimostrano che non ci sono problemi". Anche perchè, come ha dimostrato Yves Lacroix ("In Principio la differenza", Vita e Pensiero) sono studi commissionati precisamente allo scopo di dimostrare che non ci sono problemi.
E giù testimonianze, lamentele, appelli, tutto a cura delle Famiglie Arcobaleno, impegnate a spiegare che la genealogia reale (una donna un uomo) è un arcaismo di cui fare a meno. Ma la realtà, come sempre, si ribella.
Federico, 8 anni, racconta che dalla prima elementare i compagni di classe gli chiedono "perchè ho due mamme, se prima avevo anche un papà che poi si è diviso. Io gli dico che ho due mamme da quando sono nato". Ma loro non capiscono e "me lo richiedono ancora e ancora".
Vi ricordate "i vestiti nuovi dell'imperatore"? La finzione è nuda, anche se la chiamano "omoparentalità"."

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venerdì 15 febbraio 2008

Adozioni: La Convenzione europea apre alle coppie omosessuali.

Ecco in anteprima una sintesi dei lavori preparatori della nuova Convenzione europea sulle adozioni, che sarà votata dal Consiglio d'Europa a maggio.

(Vita) È in arrivo da Strasburgo la nuova Convenzione europea sull'adozione di minori, che apre le porte all'adozione da parte di coppie di fatto, coppie omosessuali, single. La presenteranno il 19 febbraio alcuni europarlamentari, insieme a Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d'Europa.

La Convenzione sull'adozione è un documento approvato dal Concilio d'Europa nel 1967; nel 2002 si decise di aggiornarla e ora la nuova bozza dovrebbe essere firmata nel Comitato dei Ministri del 5-6 maggio. La Convenzione (testo del 1967) prevede esplicitamente che «tutti gli stati contraenti si impegnano a garantire la conformità delle loro legislazioni nazionali» con i principi espressi nella Convenzione.
Vita ha potuto vedere una sintesi dei lavori fatti per modificare la Convenzione ed è quindi in grado di anticiparvi le direttrici del cambiamento.

Perché si cambia
In Europa ci sono molte leggi sull'adozione nazionale e internazionale, ma non sempre queste leggi hanno come prospettiva l'interesse superiore del minore.
Molte clausole della Convenzione del 1967 sono superate.
Il vice segretario generale del Consiglio d'Europa e un certo numero di europarlamentari sono convinti della necessità di creare una procedura comune per l'adozione internazionale tra tutti gli Stati membri e di incoraggire l'adozione internazionale là dove non c'è una soluzione nazionale. Su questo punto hanno preparato una dichiarazione congiunta che sarà presentata alla stampa il 19 febbraio a Strasburgo.

I punti fondamentali
L'obiettivo della rivista Convenzione europea sulle adozioni di minori è armonizzare le leggi nazionali degli stati membri, dando delle regole minime per l'adozione. Gli standard previsti dalla nuova Convenzione vanno oltre quelli del 1962 e vogliono andare incontro alle nuove esigenze e essere in linea con la giurisprudenza della Corte Europea per i diritti umani (esempio citato esplicitamente E.B. vs France, quello con cui la Corte europea sanzionava la Francia per aver rifiutato l'adozione a una coppia omosessuale).

Ecco i punti più innovativi:

  • l'età dei genitori adottivi è abbassata a 30 anni.
  • è sempre richiesto il consenso all'adozione del minore da parte del padre: nella versione precedente questo consenso era richiesto solo da parte del padre sposato, quindi solo per figli nati all'interno di un matrimonio.
  • è necessario il consenso del minore, se è in grado di esprimerlo. Il minore ha il diritto di essere ascoltato nel processo ch decide del suo status legale e i suoi desideri devono essere presi in considerazione.
  • mentre la convenzione del 1967 limita l'adozione alle coppie eterosessuali sposate, obiettivo della revisione della Convenzione è quello di estendere l'adozione alle coppie eterosessuali non sposate ma registrate presso un registro delle unioni civili là dove questa istituzione è riconosciuta dalle leggi nazionali. Inoltre consente agli Stati che lo desiderano di estendere le adozioni alla coppie dello stesso sesso sposate o registrate, così come alle coppie omosessuali che vivono insieme in una convivenza stabile.
  • infine la Convenzione sottolinea il diritto del minore adottato a conoscere le proprie origini; questo diritto però va accordato con il diritto dei genitori biologici a rimanere anonimi.

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