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giovedì 4 settembre 2008

Al via il Bergamosex, tra pornostar e solidarietà.

Il Patron di Mr. Gay Italia, Corrado Fumagalli, ci riprova anche nel 2008!.
Lo scorso anno erano scoppiate delle polemiche e prima ancora la protesta di alcuni cittadini di Cologno al Serio, poi il “no” di Emergency alla devoluzione dell'incasso a loro favore con questa motivazione: “Non possiamo accettare la vostra generosa offerta, decisione presa dopo un'attenta valutazione delle problematiche che sappiamo potrebbero sorgere intorno a una nostra partecipazione alla manifestazione”. Sembrava che tutto e tutti ce l'avessero con il povero Fumagalli e il suo Bergamosex, che comunque andò dritto per la sua strada e la kermesse erotica fu ovviamente un successo. Così, questo week-end si replica: da venerdì 5 a domenica 7 settembre, il conduttore della trasmissione Sexy Bar e le sue star torneranno con spettacoli, dibattiti e premi nella migliore tradizione della loro tv piccante. Tutto l'incasso del Bergamosex andrà all'onlus Italia-Salvador.

Il sesso si sà crea attenzione, morbosità e scandalo e quindi anche quest'anno la storia si ripete: “Le polemiche si sono fatte sentire – si legge sul sito di BergamoSexgli oppositori perbenisti di Bergamosex hanno abbandonato la linea provocatoria dello scorso anno cercando mezzi più efficaci. Per contrastarci stanno ancora raccogliendo firme tra i cittadini di Cologno al Serio bussando alla loro porta”.

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venerdì 8 agosto 2008

Nudismo. Manerba, visita alla spiaggia "a luci rosse".

I blog naturisti: operazione Controriforma. I nudisti scoraggiati dai controlli dei vigili: 12 denunce a inizio luglio, altre 7 a fine mese per atti contrari alla pubblica decenza.

(Luca Angelini - Il Corriere della Sera) MANERBA DEL GARDA (Brescia) — Quattro euro per l'intera domenica. Coi prezzi che girano da queste parti, lasciare l'auto nell'unico parcheggio dei dintorni è, tutto sommato, un affare. Soprattutto se, come dicono, in quello spiazzo verde davanti al bar puoi posteggiare anche le inibizioni. Da lì alla spiaggia, però, manca ancora un quarto d'ora buono a piedi, giù per sentieri ripidi e pieni di rocce, buche e radici che sporgono. Un percorso a prova di pigri vacanzieri in infradito o zoccolo alto. Insomma, chi va alla spiaggia della Rocca di Manerba, giusto dentro il parco naturale, un buon motivo deve averlo. D'accordo, il Garda, qui, è bello come forse da nessun'altra parte. Ma il motivo non dev'essere quello.

Perché, a dar retta alle cronache, in quest'angolo di paradiso
s'è installata da anni una succursale di girone infernale. Ramo lussuriosi. Dodici denunce a inizio luglio. Altre sette a fine mese. Il reato? Sempre quello: atti contrari alla pubblica decenza. Gay, nudisti, scambisti, guardoni, esibizionisti. S'è scritto di tutto, sugli habitué della Rocca. In spiaggia, una conferma e una sorpresa: ci sono meno donne che a un'assemblea di camionisti, ma i bagnanti sono praticamente tutti vestiti. «Tessili», come i nudisti bollano quelli del costume da bagno. L'inatteso revival della pudicizia non è casuale. Ogni weekend, confusi fra gli altri, ci sono bagnanti un po' speciali.


Una settimana i carabinieri, l'altra i vigili urbani. Come stavolta. I controlli sono molto discreti, ma efficaci. Alla fine, il bilancio è di sei nudisti denunciati (tutti italiani), uno anche per resistenza e false generalità: dopo aver dato un nome fasullo, ha pure tentato la fuga. «Ma in effetti — ammette il comandante Gianfranco Rossi — rispetto agli anni scorsi e a inizio stagione, la situazione è nettamente migliorata». Insomma, che sia uno sforzo per rendere spiaggia e parco «frequentabili anche dalle famiglie», come dice il comandante, o una «campagna da Controriforma per infilare i mutandoni di lana nell'unico chilometro di costa naturista sul più grande lago italiano», come accusa un blog nudista, qui quasi tutti sembrano essersene fatti una ragione.

Così, niente approcci hard, strusciamenti o baci appassionati. Il massimo della trasgressione sembra il vicendevole cospargersi di crema solare. Almeno finché un tizio sui cinquanta, in bermuda bianchi, fa capolino dal boschetto, nota una delle poche donne al sole e decide che luogo e momento sono propizi per un estemporaneo omaggio ad Onan. Pochi secondi, poi richiude la patta e si eclissa fra le frasche. Chissà, magari è solo un «nostalgico» dei tempi che furono. E fazzoletti e preservativi negli anfratti del boschetto? Anche quelli retaggio del passato? Di certo la foga non è una buona scusa per scordarsi che questa è un'area protetta. Comunque, più che scene stile Giornate di Sodoma di Pasolini, qui abbondano i quadretti da libro di Liala. Al massimo da novella di Boccaccio. Fosse ancora al mondo, magari Pasolini direbbe che sono più osceni certi residence e villette che violentano altre spiagge del lago. Seguaci di Onan a parte, verrebbe quasi da dargli ragione.

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giovedì 13 dicembre 2007

Prc: "Una raccolta firme per i cittadini omosessuali lombardi".

(QuìBrescia) Alcuni consiglieri del centrosinistra al Pirellone hanno presentato il 30 gennaio 2006 una proposta di legge regionale (Pdl 132) riguardante "Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere".
Il testo si propone di dare attuazione all'articolo tre della costituzione, a partire dalle politiche di competenza regionale, per garantire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, in particolare nell'accesso al mondo del lavoro, alla formazione professionale e in caso di trattamenti sanitari.
A quasi due anni dalla sua presentazione il Pdl non è ancora stato discusso dalla II commissione "Affari Istituzionali" regionale per l'ostruzionismo del centrodestra di Formigoni. Un centrodestra omofobo (è di pochi mesi fa l'uscita dell'assessore di An Prosperini che auspicava l'uso della garrota per i gay) e chiuso ad ogni confronto.
L'Europa condanna duramente l'omofobia, grazie ad una risoluzione del Parlamento del gennaio 2006 e a una nuova mozione approvata il 26 aprile 2007. L'Italia è uno dei pochi paesi europei a essere pressoché privo di strumenti giuridici che tutelino le persone lgbtq (lesbiche-gay-bisessuali-transgender-queer) negli ambiti pubblici e privati della propria vita.
Nel nostro paese la discriminazione verso omosessuali, lesbiche e transgender emerge quotidianamente non solo dai numerosi atti di violenza, ma anche dalle politiche sanitarie, sociali, scolastiche e culturali che non si fanno carico delle loro vite. E' in atto un tentativo di fermare un processo di evoluzione della società che si misuri con le differenze di genere, di orientamento sessuale, di religione e di cultura.
Non è sufficiente reprimere le violenze più odiose; bisogna dare significato positivo al diritto di uguaglianza nella società e nelle istituzioni.
Per fare pressione perché sia inserito al più presto il testo nel calendario dei lavori e aprire il dibattito alle diverse proposte di politiche per l'attuazione della parità dei diritti nella nostra regione, abbiamo lanciato una raccolta di firme in tutta la Lombardia che ha già raccolto l'adesione di moltissime associazioni e di singoli/e nodiscriminazione@libero.it
C'è bisogno di una risposta forte e di una mobilitazione di tutta la sinistra lombarda affinché anche il tema dei diritti entri a far parte delle sue priorità irrinunciabili.
Beppe Almansi, gruppo consiliare Prc Se della Regione Lombardia

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