La polemica Dodici mesi fa la «pulizia etnica», l'inchiesta e il corteo in centro.
Gentilini: "Lunedì metterò tutti in fila, esigo che i miei ordini vengano eseguiti. Segnalerò questa cosa al prefetto".
(Angela Pederiva - Il Corriere del Veneto) Un anno dopo la bufera, torna a spirare il vento della polemica sul parcheggio dell'ospedale di Treviso. O, per meglio dire, sugli amplessi omosessuali che si verificano durante le ore notturne nel piazzale del nosocomio cittadino, contro cui nell'agosto del 2007 s'era scagliato il vicesindaco Giancarlo Gentilini al grido di «culattoni », col risultato di trasformare il capoluogo della Marca nella capitale estiva dell'orgoglio gay.
Qualche sera fa le telecamere di Rete Veneta hanno ripreso baci e palpeggiamenti fra uomini nei pressi del Ca' Foncello e ieri, visionando il filmato, ai microfoni della stessa emittente lo Sceriffo ha promesso una lavata di capo alla polizia locale.
Era l'8 agosto dello scorso anno, quando Gentilini tuonò contro gli incontri ravvicinati notati nei pressi del Ca' Foncello, usando l'ormai nota (e discussa) espressione, da un lato per stigmatizzare il fenomeno e dall'altro per annunciare il pugno di ferro. Mentre il «kiss in» di massa accendeva i riflettori del mondo su una Treviso accusata di omofobia, il potenziamento dell'illuminazione pubblica, l'attivazione di un sistema di videosorveglianza e l'aumento dei pattugliamenti dei vigili urbani erano state le principali misure assicurate da Ca' Sugana.
Ma dodici mesi dopo, poco o nulla sembra essere successo.
Intorno alle 23 di giovedì la troupe televisiva ha infatti registrato una serie di scene che lasciano ben poco spazio all'immaginazione.
Nell'area di sosta praticamente vuota, si registra un viavai di auto attorno alle poche macchine ferme. Scendono uomini, che si baciano e si palpeggiano, sotto la luce dei lampioni ma senza nessuna telecamera, né tanto meno alcun agente, a monitorarne i movimenti. Una situazione che, se soddisferà i difensori della libertà di orientamento sessuale, ha mandato su tutte le furie il vice di Gian Paolo Gobbo. Il commento di Gentilini è un crescendo di rabbia: «Sono baci fra uomini? Bene. Esibizioni vergognose di gay e assimilati. Quindi continua il commercio dell'amore gay e lesbico. Allora vuol dire che gli ordini che io ho dato alla polizia municipale non sono stati eseguiti. Adesso prenderò provvedimenti nei confronti di coloro che erano stati ordinati di rendere libero da queste effusioni il piazzale ».
Precisando che nessuno gli ha più segnalato problemi nell'area, «forse perché c'è ancora qualcuno che ha paura di dire quello che è vero», il vicesindaco ha anticipato una dura reazione: «Lunedì metterò tutti in fila ed esigerò che i miei ordini vengano eseguiti e non buttati nel cestino. Censuro l'operato delle forze dell'ordine e segnalerò questa cosa al prefetto».
domenica 10 agosto 2008
Treviso. Gay al park dell'ospedale, un anno dopo. Non è cambiato nulla. Gentilini furioso: "Prendo provvedimenti".
domenica 25 maggio 2008
Manifestazione in piazza Indipendenza contro il proclama del vicesindaco che espelle da Treviso gli omosessuali.
«Gentilini, metti giù le mani dai gay».
(Il Gazzettino) Ragazzi armati di scope, ramazze, secchi e di tutto quel che serve per tirare a lucido la città invaderanno questo pomeriggio alle 15 piazza Indipendenza. Non si tratta di un'iniziativa ecologica, bensì della manifestazione contro l'omofobia e ogni genere di discriminazione.
Ideatori della stravagante quanto scenografica trovata, i rappresentanti del Forum Giovani di Sinistra, del Queerquilia-Circolo Gay Lesbico e dell'Ubik Lab. E sempre oggi, in piazza Borsa a partire dalle 10, si svolgerà un'altra manifestazione, questa volta organizzata dalla Provincia e dedicata alle famiglie. Insomma, nell'arco di 24 ore ogni tipo di modello sociale e "famiglia" possibile sfilerà per le strade cittadine.
"Facciamo pulizia!", questo il grido di battaglia degli organizzatori della prima giornata che dicono di aver deciso di prendere a esempio le parole del vicesindaco Giancarlo Gentilini, quelle sulla famosa "pulizia etnica degli omosessuali". "Noi però faremo ripulitura; rigorosamente in sacchi differenziati, di tutto il sudiciume che l'Amministrazione comunale sta spargendo sulla città da anni. Vale a dire omofobia, sessismo, xenofobia, ed ogni tipo di discriminazione. Noi amiamo Treviso e vogliamo vederla pulita dall'odio e dalla grettezza", dicono gli organizzatori.
Il guanto di sfida ideologico è stato lanciato dai ragazzi che non lesinano le parole: "Anche se il Comune pensa che ci siano piazze-salotto e piazze-sgabuzzino, alcune da concedere a gruppi riottosi, altre da vietare a manifestazioni pacifiche, noi riteniamo che tutte le piazze di Treviso siano ugualmente belle e degne di essere linde e splendenti, pulite con il rispetto e illuminate dalla ragione".
Non è casuale neppure la scelta della data che richiama alla memoria un episodio storico molto significativo per il Paese: "Come nel 1915 l'Italia entrava in guerra contro i grandi imperi centrali, così nel 2008 le lesbiche, i gay, le donne, gli immigrati e tutte le persone discriminate scendono in guerra contro i grandi discriminatori trevigiani".
La manifestazione, che inizialmente si doveva svolgere sabato 17 maggio, Giornata Mondiale contro l'Omofobia, è stata spostata al 24 maggio per permettere ai trevigiani di partecipare alla manifestazione di Verona in ricordo di Nicola Tommasoli.
Parallela, invece, la seconda Festa della Famiglia, alla quale parteciperà anche il ministro Maurizio Sacconi: ci saranno laboratori manuali e ludico-creativi, rivolti ai bambini e anche ai genitori che desiderano intensificare e migliorare il rapporto con i figli o, più semplicemente, trascorrere due giornate, oggi e domani, con i propri cari.
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martedì 8 aprile 2008
Gentilini: "Via gay, lesbiche e Dc".
Show dello Sceriffo alla presentazione dei candidati di Lega e Pdl.
(Alessandro Zago - La Tribuna di Treviso) Gentilini show alla presentazione dei candidati di Lega e Pdl per le prossime elezioni comunali. Il prosindaco ha tuonato: non voglio democristiani (dimenticando che del Pdl fa parte anche la Dc di Rotondi). Lo Sceriffo ha dettato le regole ai candidati leghisti e alleati ed è tornato ad attaccare gay e lesbiche.
E ha avvertito i futuri assessori: «In giunta non si scaldano sedie, perché sotto ci metto i punteruoli di acciaio e vi buco il culo». Gobbo si è detto convinto della vittoria fin dal primo turno: «La nostra compagine sarà senz'altro quella che governerà Treviso per i prossimi cinque anni - ha detto - è la quarta volta che la Lega si presenta alla città, vinceremo». Intanto Paolo Camolei ha rilanciato la proposta di affiancare ai vigili urbani degli ausiliari stranieri, come mediatori con gli immigrati. Blitz della Sinistra Arcobalento con Nicola Atalmi, infine, contro il park Vittoria.
sabato 22 dicembre 2007
Treviso: Ragazzini troppo chiassosi, Gentilini elimina le panchine di Piazza Pola.
(Adnkronos) Dopo i giardinetti di via Roma, a Treviso, a due passi dalla stazione, esattamente a 10 anni di distanza il prosindaco di Treviso torna ad intervenire: eliminate le panchine di Piazza Pola. "Ho dato ordine di togliere le panchine di Piazza Pola. Ho voluto assecondare le richieste di residenti e negozianti, che da tempo si lamentano. In piazza ci sono gruppi di ragazzini che si stravaccano sulle panchine, fanno confusione, danno fastidio", ha detto Gentilini. Cosi, come riportato dal quotidiano ''il Gazzettino'', gli operai comunali, armati di fiamma ossidrica hanno eliminato le quattro panche della discordia frequentate dai rumorosi e chiassosi ragazzi della cosiddetta Treviso bene, per la gioia di residenti ed esercenti
domenica 7 ottobre 2007
Corteo gay anti-Gentilini a Treviso.
(Ansa) L'annuncio di un'iniziativa a livello nazionale a sostegno dei diritti degli omosessuali, una sorta di 'gay pride', da svolgersi a Treviso entro la fine di quest'anno e' stato fatto oggi dal presidente di Arcigay del Veneto, Alessandro Zan, il quale ha anche illustrato alla stampa il contenuto dell'esposto-querela depositato ieri alla Procura della Repubblica di Treviso contro il vicesindaco della citta', Giancarlo Gentilini.
Al centro della denuncia c'e' l'espressione pronunciata lo scorso agosto ai microfoni di una stazione televisiva locale - e andata su ''YouTube'' - con la quale Gentilini invitava la polizia municipale di fare ''pulizia etnica dei culattoni'',
soliti frequentare il parcheggio dell'ospedale di Treviso. ''Dichiarazioni che travalicano la goliardia - ha detto Zan -
e che, a nostro giudizio, contengono elementi per contestare a Gentilini violazioni dell'articolo 414 del codice penale, in tema di istigazione a delinquere, e della 'legge Mancino' per i richiami a modelli di comportamento ed espressioni che furono propri del Terzo Reich e della cultura omofoba nazifascista''.
Gentilini, intanto, ha aperto un 'fronte' polemico stavolta nei confronti di un parroco locale che, dopo le dichiarazioni sui cinesi fatte domenica dal vicesindaco durante una festa vicino alla chiesa, aveva detto di non ritenerle congrue al luogo. Il vicesindaco - come riporta la stampa locale - ha detto di aver scritto al vescovo perche' il sacerdote venga destituito.
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domenica 30 settembre 2007
Gay: Gentilini indagato per razzismo.
Il vicesindaco sotto inchiesta per la seconda volta, per la legge sull’istigazione all’odio: era già successo nel 2000, dopo la frase sui leprotti.
Fascicolo in Procura dopo le denunce per la frase sulla «pulizia etnica»
(Sabrina Tomè - La Tribuna di Treviso) Il vicesindaco Giancarlo Gentilini iscritto per la seconda volta nel registro degli indagati per il reato di istigazione all’odio razziale. Era già successo nel 2000, quando lo Sceriffo propose di vestire gli extracomunitari da leprotti per far esercitare i cacciatori; quella frase gli costò un processo. E’ accaduto di nuovo, stavolta per l’uscita di agosto sulla «pulizia etnica contro i gay». Decine di denunce contro Gentilini stanno ora arrivando da tutt’Italia in Procura a Treviso. E se nella maggior parte delle querele si contesta la diffamazione, in alcune si fa riferimento al reato di razzismo.
Le querele contro Gentilini sono arrivate a magistrati diversi che, di fronte alla notizia di reato, hanno aperto i fascicoli relativi. Almeno quattro le inchieste avviate dagli inquirenti, destinate a essere riunite in un unico procedimento penale con due reati contestati: diffamazione e istigazione all’odio razziale. Una violazione, quest’ultima, con la quale lo Sceriffo ha una certa dimestichezza visto che gli fu già contestata nel 2000 dall’allora procuratore Gianfranco Candiani, per l’uscita sui leprotti da impallinare. Gentilini finì a processo, ma il collegio dell’epoca, presidente Arturo Toppan, impiegò solo dieci minuti (una delle più brevi camere di consiglio della storia giudiziaria trevigiana) per pronunciare una sentenza di assoluzione, malgrado l’articolata e dettagliata contestazione dell’accusa e malgrado un gip l’avesse ritenuta fondata. A distanza di sette anni, lo Sceriffo è finito un’altra volta nel registro degli indagati per l’analogo reato. La frase è stata pronunciata da Gentilini ad agosto, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Rete Veneta. Il vicesindaco annunciava, tra l’altro, di aver incaricato i vigili di ripulire Treviso dai «culattoni». Una dichiarazione che aveva scatenato la rivolta dei gay, con tanto di manifestazione di protesta tenutasi in città l’ 11 agosto. E dopo la mobilitazione di piazza, è arrivata quella legale. Denunce contro Gentilini stanno arrivando in Procura da tutt’Italia. Quattro di queste, finite sul tavolo di diversi magistrati, si sono già trasformate in fascicoli d’indagine. E, ancora una volta, Gentilini è nei guai per l’ipotesi di violazione della legge 654 del ’75 che rattifica la «Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale», firmata a New York nel 1966. L’articolo di riferimento è il numero 3 che prevede la reclusione per chi «diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi». Il procuratore Antonio Fojadelli, all’indomani dell’uscita di Gentilini, aveva gettato acqua sul fuoco parlando di una frase di cattivo gusto, ma escludendo qualsiasi violazione penale e, in particolare, quella dell’istigazione. Si arriverà a un’archiviazione, così come sette anni fa alla frettolosa assoluzione?
In Procura gli orientamenti giurisprudenziali sono diversi; l’epilogo non è scontato.
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mercoledì 19 settembre 2007
Gentilini: I gay io non li voglio per le strade».
(Marco Bonet - Il Corriere veneto ) TREVISO – «I gay io non li voglio per le strade». E due. E' trascorso a malapena un mese da quando Giancarlo Gentilini, auspicando una «pulizia etnica per i culattoni», scatenò un putiferio finendo sulle prime pagine di mezza Italia ed ecco che domenica il prosindaco di Treviso ha sentito nuovamente l'esigenza impellente di tornare sull'argomento, stavolta dal palco allestito dal popolo leghista in Riva degli Schiavoni per il tradizionale raduno veneziano del Carroccio. E però stavolta l'ossessione di Gentilini per l'orientamento sessuale di chi passeggia per le vie della «sua» Treviso rischia di portarlo direttamente dal palco al banco (degli imputati): «Daremo mandato ai nostri legali di agire in giudizio contro di lui – spiega Alessandro Zan, presidente di Arcigay Veneto – se sarà necessario siamo pronti ad arrivare fino alla Corte di giustizia europea». Intanto il Circolo Mario Mieli di Roma ha già raccolto oltre 50 querele per istigazione a delinquere, alcune delle quali provenienti dalla Germania e dalla Gran Bretagna. Da sempre in prima linea contro «luxurie, gay e lesbiche», Giancarlo Gentilini pare voler chiarire ad ogni occasione utile (per chi ancora nutrisse qualche dubbio al riguardo) che cosa pensa degli omosessuali. Tra i suoi sostenitori sono per lo più risa sguaiate e mezze ovazioni (anche se in privato, specie tra i colonnelli, non mancano i leghisti che si dicono stufi di sentire certe boutade) e però il variegato mondo delle associazioni gay non sembra intenzionato a sopportare oltre. Spiega Alessandro Zan di Arcigay Veneto: «Daremo mandato ai nostri legali di denunciare Gentilini per reato d'odio e, se sarà necessario, siamo pronti ad arrivare fino alla Corte di giustizia europea. Dopo le manifestazioni di piazza, dunque, perseguiremo ora le vie giudiziarie perché non è possibile tollerare oltre affermazioni xenofobe che ricordano le leggi razziali ed i momenti più bui della storia italiana».
A detta di Zan l'alibi secondo il quale «Gentilini è fatto così, che ci vuoi fare», non regge più: «O questo signore dimostra d'essere vittima dell'Alzeheimer oppure, se è capace d'intendere di volere, deve rispondere di quel che dice, come tutte le persone di questo mondo. Mi chiedo come potrebbe sentirsi suo figlio, se fosse omosessuale, ad aver un padre di questo genere, lui sì contro natura ». Un'iniziativa analoga è stata avviata anche dal Circolo Mario Mieli di Roma, che ha inserito tra le pagine del proprio sito web una querela contro Gentilini da scaricare, compilare con i propri dati ed inviare alla procura della Repubblica o, in alternativa, al commissariato di polizia o alla caserma dei carabinieri più vicini. Il reato contestato è quello di cui all'art. 414 del codice penale, ossia l'istigazione a delinquere, perché le affermazioni del prosindaco «sono di per sé idonee a provocare un eccitamento, una suggestione o, comunque, essere da sprone per far sorgere o rafforzare da parte di chi ascolta un progetto criminoso nei confronti delle persone omosessuali».
«Soltanto tra i soci del Circolo abbiamo già depositato oltre 50 querele – spiega Andrea Berardi Curti della segreteria politica – ma quelle scaricate sono molte di più, abbiamo notizia di moduli consegnati ai consolati di Londra e della Germania. E c'è tempo fino al 7 novembre».
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martedì 18 settembre 2007
Gentilini torna ad insultare i gay
VENEZIA – Alla Festa nazionale dei popoli padani a Venezia il vice-sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini è tornato a scagliarsi contro i gay incitando ancora una volta alla violenza. Pesanti le offese contro il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio che sta valutando un’azione legale. A Gorgo al Monticano hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e di dietro – breve pausa – E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella o a sua madre. "E già che parliamo di culi – ha continuato Gentilini - sia chiaro che anche i gay io non li voglio vedere per le strade". Dopo la "pulizia etnica per i culattoni" lo sceriffo di Treviso aveva di nuovo attaccato gli omosessuali in occasione del sit-in organizzato da Arcigay al quale aveva preso parte il portavoce del presidente della regione Veneto Giancarlo Galan. "Non ho perdonato a Galan – disse Gentilini – che il proprio rappresentante sia venuto a sponsorizzare i gay che si baciavano sotto le porte del mio municipio. Ma adesso evidentemente essere culattoni e' un vanto, dati anche i deputati che abbiamo".
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lunedì 17 settembre 2007
Intervista a Mario Sacconi / Sicurezza e libertà in Italia
di Antonio Arabia - L'opinione. E' polemica in Veneto dopo l’annuncio del sottosegretario all’interno Ettore Rosato del ritiro della task force delle forze dell’ordine giunta dopo il duplice omicidio di Gorgo al Monticano .Il rafforzamento delle volanti è stata un’antipatica operazione estetica. Nel periodo immediatamente successivo al delitto di Gorgo al Monticano c’è stato solo un potenziamento del servizio sulla base di forze già disponibili nell’ambito del Veneto. In un territorio così esposto ai fenomeni migratori la risposta ad una criminalità in continua ascesa non può essere costituita solo dal rafforzamento delle forze dell’ordine. Sarebbe infatti strategico realizzare, a partire da Treviso in via sperimentale, la cosiddetta Centrale Unica Interforze: un sistema di assoluta sinergia tra le polizie statuali al quale dovrebbero associarsi le polizie municipali e gli istituti di vigilanza privati. Dotando tutti i mezzi di un sistema satellitare sarebbe così possibile monitorare costantemente la presenza sul territorio delle forze capaci di svolgere, attraverso la vigilanza, un’importante azione deterrente nei confronti della criminalità. Controllare il territorio significa prevenire, disturbare i criminali.
La percezione dell’insicurezza nel Nordest è più alta che nel resto d’Italia e cresce a tassi preoccupanti. L’omicidio di Gorgo ha riportato alla ribalta l’annosa questione dell’immigrazione.
La recrudescenza dei reati nel nostro territorio è strettamente collegata ai fenomeni migratori e al fatto che essi continuino ad essere subiti sulla base di flussi migratori clandestini prodotti dalla logica delle sanatorie e delle promesse di facili provvidenze sociali anche ai parenti degli immigrati contenute nel disegno di legge Ferrero-Amato. Promesse che attraggono inevitabilmente flussi clandestini. Se il delitto di Gorgo al Monticano per la sua profonda violenza rappresenta un punto di svolta, deve trattarsi una svolta che scuote le coscienze e che spinge ad agire. Ma come? Attraverso una robusta politica della sicurezza e dell’immigrazione. Noi dimostriamo rispetto nei confronti delle vittime se non giochiamo sulla sofferenza di chi è rimasto: la politica deve reagire responsabilmente, con fermezza e concretezza. Agitare il cappio, chiedere una pena di morte che giustamente non verrà mai concessa, dal momento che all’unanimità abbiamo chiesto di eliminarla in tutto il mondo, non aiuta. Il dovere di chi ha la responsabilità non è quello di speculare sulla paura, ma farla venire meno. Per questo ho apprezzato le dichiarazioni del Sindaco di Verona Flavio Tosi che, a proposito di pena di morte, ha dichiarato: “Io non partecipo alla gara, il problema vero è quello di applicare la pena, renderla effettiva”.
Il prosindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini l’ha accusata di aver “armato”, con il suo voto al provvedimento dell’indulto, la mano degli assassini di Gorgo al Monticano. Un’accusa pesantissima che ha scatenato in questi giorni una forte bagarre politica.
Gentilini, in nome di un’ambizione personale, non riuscirà nel suo intento di dividere la Lega dagli altri partiti della Casa delle Libertà. Ha strumentalizzato l’emozione prodotta da questa vicenda che ci ha tutti indignati per un più modesto obiettivo personale che è quello di tornare a fare il sindaco.
In risposta alle richieste di sicurezza cittadini, avete organizzato per questa sera a Treviso un importante convegno dal titolo “Sicurezza e libertà in Italia e nella marca”. Di cosa si tratta?
Con il convegno di questa sera, alla presenza dell’Ex Ministro degli Interni, Sen. Giuseppe Pisanu, abbiamo voluto dare una risposta alle domanda di sicurezza dei cittadini attraverso il nostro esponente più autorevole, colui che ha retto con efficacia il Ministero degli Interni, che ha avviato la politica di controllo del territorio e che ha consentito di intercettare gli assassini di Biagi e D’Antona. Il convegno di questa sera darà inoltre l’opportunità di illustrare tutto il lavoro svolto dal governo Berlusconi per un’Italia più sicura e più libera, lavoro che è stato poi contraddetto ed interrotto da molte delle attività legislative ed amministrative del governo prodi. Esso costituirà peraltro l’occasione anche per una più puntale risposta alle odiose offese del prosindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, che ha voluto strumentalizzare una vicenda che ha così profondamente indignato tutta la comunità trevigiana e che dovrebbe sollecitare una reazione alta e forte delle istituzioni e della politica.







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