"Approvato registro fittizio"
Sono felice di vedere che il Sindaco Jervolino finalmente è intervenuta a rispondere alla gravissima violazione di competenze consistente nell'istituzione di un fittizio Registro delle Unioni civili>>.
Queste sono le dichiarazioni del consigliere alla Municipalità Arenella Vomero di Alleanza Nazionale, Andrea Fonsmorti, a seguito del venire a galla di una nota indirizzata a Coppeto da parte del Sindaco per dichiarare la votazione sull'argomento del tutto priva di valore.
lunedì 8 settembre 2008
A Napoli An è d'accordo con la Iervolino sul no al registro unioni civili a Vomero.
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09:45:00
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sabato 6 settembre 2008
Napoli. La Iervolino stoppa ancora il registro delle unioni civili alla V municipalità (Vomero).
In piazza il 27 settembre per una manifestazione anti omofobia e anti camorra di tutte le associazioni omosessuali e transessuali napoletane programmata già da diverso tempo.
(Cristina Zagaria - La Repubblica, edizione di Napoli) Arriva il secondo stop del sindaco al registro delle unioni civili. La Iervolino blocca la V Municipalità e delude il mondo gay, che insorge. Le unioni civili riguardano tutti, coppie omosessuali ed eterosessuali, ma l´istituzione del registro per il mondo omosessuale è un simbolo e «anche i simboli hanno importanza, altrimenti possiamo cominciare a togliere i crocifissi dalle scuole e le immagini del presidente della Repubblica dagli uffici pubblici» tuona Salvatore Simioli, presidente provinciale di Arcigay.
La V Municipalità da un anno cerca di istituire il registro. A dicembre 2007 il sindaco Iervolino aveva scritto al presidente, Mario Coppeto, per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). A fine luglio, però, il parlamentino del Vomero, ignorando il parere contrario di Palazzo San Giacomo, aveva portato a termine la missione, votando la delibera. In questi giorni si stava appunto lavorando al regolamento attuativo. Ma è arrivato il secondo no della Iervolino. La lettera (protocollo numero 9024) è datata 21 agosto, ma Mario Coppeto l´ha vista solo due giorni fa, al rientro dalle vacanze e ieri se ne è discusso in consiglio di Municipalità.
Il linguaggio usato dalla Iervolino è tecnico. La lettera stringata. Appena dieci righe. «In relazione alla sua lettera, con la quale mi trasmette l´ordine del giorno, approvato all´unanimità dal vostro Consiglio, nella seduta del 23 luglio 2008, desidero farle rilevare che la materia non rientra nelle competenze delle Municipalità». Motivo? Per il sindaco sarebbe anticostituzionale. «Infatti l´articolo 117 della Costituzione (così come rivisto dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001 numero 3) prevede espressamente che la materia dello stato civile rientri nella competenza legislativa esclusiva dello Stato». Risultato? La Municipalità viene diffidata dal procedere: «Di conseguenza è preclusa qualsiasi possibilità di intervenire». Simioli ride: «Il sindaco accusa di incostituzionalità mezza Italia. A Bologna il registro esiste da dieci anni e anche in moltissime altre città». E il presidente Arcigay, che è anche avvocato, affonda il coltello: «I termini della questione utilizzati dalla Iervolino sono giuridicamente infondati, visto che il provvedimento non ha niente a che fare con l´istituzione di nuove figure di stato civile. La delibera della V Municipalità prevede semplicemente l´istituzione di un registro anagrafico come previsto dal Testo unico per gli enti locali (legge 267 del 2000), che dice che fermi restando i registri previsti dalla legge e dal regolamento anagrafico, il Comune può istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell´anagrafe». E Simioli, togliendosi di nuovo i panni del legale, spiega: «Il registro non ha valore sul piano giuridico. Non é assolutamente equiparato al matrimonio. Però può essere riempito di contenuti. Per esempio, come è accaduto già in altre città d´Italia, il Comune potrebbe fare un provvedimento per l´assegnazione delle case popolari, includendo anche le coppie del registro delle unioni civili».
Mario Coppeto non si arrende. «Ho chiesto un incontro urgente al sindaco - dice - Voglio capire perché si ostina a bloccarci. Non credo che il Vomero risolverà i dibattiti sui Dico o sui Pacs, ma l´ordine del giorno è stato votato all´unanimità, vuol dire che c´è una parte dei residenti nella nostra municipalità che ha questo bisogno e noi non possiamo ignorarlo. È solo un segnale politico quello che vogliamo dare, non crediamo certo di poter modificare lo stato civile. E mi stupisce che questo segnale politico non sia condiviso dal sindaco».
Accanto a Coppeto i consiglieri Francesco Fabozzi (Prc) e Norberto Gallo (Decidiamo insieme). E Gallo, promotore del registro, è determinato ad andare fino in fondo: «Ovviamente il problema è politico - culturale e quindi riguarda il Pd, ma riguarda anche la volontà della Sinistra Arcobaleno rappresentata in giunta municipale da presidente e due assessori che a maggioranza potrebbero tranquillamente emanare il registro richiesto dal consiglio. Coppeto ha i numeri e la possibilità di istituire il registro anche senza il via libera del sindaco». Alla V Municipalità annunciano battaglia e l´Arcigay porterà la lotta per l´istituzione del registro civile al Vomero, in piazza, per la manifestazione nazionale del 27 settembre, in piazza Bellini, piazza simbolo di violenza e discriminazione contro gli omossessuali.
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giovedì 24 luglio 2008
Napoli. Istituito dalla Municipalità del Vomero un registro delle unioni civili ma non ha valore legale.
Fonsmorti (An): "Vergognoso che governino le lobby gay".
(La Repubblica, edizione di Napoli) Al Vomero nasce il registro delle coppie di fatto. La Municipalità diventa laboratorio dei diritti civili e sfida il Comune. Il Consiglio ha dato il via libera, entro trenta giorni sarà stilato un regolamento e, poi, è fatta: chi tra i 120 mila residenti della V Municipalità convive con un compagno o una compagna, e non vuole o non può sposarsi, potrà ufficialmente iscriversi nel registro della Municipalità. «Una vittoria. E ora andremo avanti anche in Consiglio comunale», esulta Salvatore Simioli, presidente dell´Arcigay Napoli.
«Ha lo stesso valore di un registro comunale - spiega il consigliere Norberto Gallo (Decidiamo Insieme), promotore dell´iniziativa - sul piano legale, ovviamente, non ha alcun valore ma costituisce un importantissimo precedente politico e nel caso in cui dovesse essere approvata una legge nazionale, come speriamo, chi si è iscritto nel registro delle unioni civili del Vomero-Arenella potrà vantare l´unione già dal 2008». La nascita del primo "registro delle coppie di fatto" in città è stata molto tormentata. A dicembre il sindaco Iervolino aveva scritto alla Municipalità per bloccare l´iniziativa («non avete potere in materia»). Ieri però il presidente Mario Coppeto è andato avanti e ha ottenuto il voto all´unanimità, con l´appoggio di parte del Pd, Udeur, Nuovo Psi. A nulla sono serviti l´abbandono dell´aula da parte dei consiglieri di Fi e An e dei rappresentanti del Pd Giovanni Colaleo e Clementina Cozzolino. «Nessuna sfida - precisa Mario Coppeto - il sindaco ci aveva bloccato perché noi chiedevamo l´istituzione del registro tramite il Consiglio comunale. Abbiamo aggirato il problema e l´abbiamo istituito noi, come Municipalità. Ci sono dei precedenti anche a Roma. E, nonostante tutto, sono sicuro dell´appoggio del sindaco vicino alla causa dei gay e al rispetto dei diritti civili».
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venerdì 18 luglio 2008
Registri delle unioni civili. Storia di un flop italiano
Anche Sesto Fiorentino dice sì. Ma nei Comuni pochi iscritti: a Firenze 57 in sette anni. Il comune della piana è l'ultimo della provincia a dotarsi di questo strumento. Ieri il via libera da parte dell'assemblea cittadina.
(Paolo Ceccarelli - Il Corriere fiorentino) A guardarle ora, le pietre dello scandalo sembrano sassolini. I registri delle unioni civili sono stati il primo «campo di battaglia» tra favorevoli e contrari al riconoscimento delle forme di convivenza diverse dal matrimonio: uno scontro che, per quanto riguarda l'area fiorentina, è partito da Empoli nel 1993 e si è concluso idealmente ieri a Sesto Fiorentino, dove il consiglio comunale ha approvato il regolamento del nuovo istituto.
Oggi, quindici anni dopo le prime proposte e le prime polemiche, i registri creati dai Comuni sono quasi vuoti o lunghi al massimo una paginetta: a Firenze si sono iscritte cinquantasette coppie in sette anni (tra cui quattro unioni tra uomini e tre fra donne), a Scandicci e a Campi Bisenzio rispettivamente quindici e tre in nove anni. A Calenzano, dopo il via libera del consiglio comunale arrivato tre anni fa, l'amministrazione deve ancora redigere il regolamento ad hoc.
Insomma, un flop dappertutto. Un fallimento a costo zero, perlomeno, perché l'istituzione dei registri non costa nulla e le coppie spendono solo per la marca da bollo da mettere sulla domanda. A Scandicci e Campi il numero di iscrizioni cala di anno in anno (nessuna nuova «coppia di fatto» negli ultimi dodici mesi), mentre a Firenze nel corso del 2007 sono nate soltanto sette unioni. Il problema è che per le persone che si iscrivono in questi registri non cambia pressoché nulla: nessun diritto in più o quasi. A Scandicci il Comune riconosce loro uno sgravio sul-l'Ici, mentre nelle altre città i soli «vantaggi» sono quelli riconosciuti in quanto famiglia anagrafica o quelli previsti dalle leggi regionali (come ad esempio quella sulle graduatorie per gli alloggi popolari).
«I benefici dei registri delle unioni civili sono inesistenti, ed è per questo che non hanno avuto successo — dice l'assessore fiorentina agli Affari generali e legali, Tea Albini — D'altronde, quello che le amministrazioni comunali possono fare per le coppie di fatto è questo e soltanto questo. Non lo dico per scansare le responsabilità, ma perché non abbiamo competenze per riconoscere altri diritti».
Anche la giunta di Sesto, che ha presentato la bozza del regolamento istitutivo, poi approvato, sembra consapevole che il nuovo registro non cambierà niente.
«Va letto come un'indicazione al governo nazionale perché si muova sulla strada dei diritti», spiega l'assessore ai Servizi demografici, Massimo Andorlini. «Noi non facciamo nemmeno una statistica annuale delle iscrizioni, a meno che non ce la chieda la stampa. Le coppie sono così poche che sarebbe inutile — aggiunge la collega scandiccese di Andorlini, Agostina Mancini — D'altra parte i poteri dei Comuni non sono illimitati e sulla materia dei diritti, ad esempio, noi non possiamo intervenire».
Tutto vero, giuridicamente ineccepibile. Però viene da chiedersi come mai le amministrazioni continuino a battere la strada delle unioni civili. Anche le risposte a questa domanda sono le stesse, a Firenze come a Sesto, a Campi come a Scandicci. «I registri delle coppie di fatto hanno un valore simbolico importante. Sia per le coppie come riconoscimento, sia per i Comuni, come valore politico, culturale e sociale — dice Albini — E comunque a Firenze abbiamo fatto anche altre cose, come ad esempio dare sede alle associazioni omosessuali ».
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mercoledì 9 luglio 2008
Bolzano. Niente Pacs, la legge dei verdi snobbata dal Pd.
Gli ecologisti bacchettano gli Arbeitnehmer.
(Il Corriere dell'Alto Adige) Nessuno si aspettava che il disegno di legge sulle coppie di fatto sarebbe passato ma almeno un pizzico di sostegno dagli Arbeitnehmer e dal Pd i Verdi se lo sarebbero aspettato. E invece nulla.
«Alle belle parole non corrispondono i fatti: anche consigliere e consiglieri del centro sinistra votano contro la legge per riconoscere i diritti delle persone conviventi e contro la discriminazione degli omosessuali» protestano Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss e Cristina Kury.
«In Alto Adige — sottolineano — il 45 per cento delle convivenze non corrispondono al tradizionale matrimonio, oltre un terzo dei bambini sono figli di coppie non sposate. Tutte queste persone attendono il riconoscimento dei propri diritti civili, sociali ed economici nella sanità, nell'edilizia sociale, nel lavoro, nella cultura. Ma il Consiglio provinciale ha perso l'ultima occasione per riconoscere i diritti delle coppie di fatto e varare norme contro la discriminazione verso persone di diverso orientamento sessuale. Nè la consigliera Unterberger nè l'assessora Gnecchi hanno riconosciuto la fondatezza delle nostre argomentazioni, al momento del voto il disegno di legge dei Verdi ha ottenuto solo tre sì, i nostri. Contro tutta la maggioranza, astenuti il resto.Il consiglio provinciale preferisce continuare a chiudere gli occhi e negare diritti sacrosanti ed elementari. Non hanno mosso un dito gli Arbeitnehmer della Svp, il cui presidente Reinhold Perkmann nel 2006, durante il dibattito nazionale sui «Pacs» si rallegrava del fatto che il Parlamento si fosse finalmente attivato per il riconoscimento delle coppie di fatto. Belle parole, ma non ne resta traccia quando deve attivarsi il legislatore provinciale».
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giovedì 3 luglio 2008
Cesena: Celletti (Pdl), ecco perchè diciamo no ad elenco unioni civili.
Circa un anno fa fu approvato dal Consiglio comunale, a maggioranza, con il nostro voto assolutamente contrario, ma con una ferma opposizione anche dell'allora capogruppo della Margherita, oggi nel PD, un ordine del giorno in cui si auspicava il riconoscimento anagrafico delle coppie di fatto. Ad un anno di distanza è tornato alla carica il gruppo PRI, con un testo di delibera che prevede l'istituzione a Cesena dell'elenco delle unioni civili, al quale, se fosse approvato, potrebbero iscriversi due persone legate da vincoli affettivi, coabitanti da almeno due anni o due persone, sempre coabitanti da almeno due anni, ma per motivi di reciproca assistenza.
I presentatori hanno parlato di un atto di civiltà. Per noi si tratta di un'iniziativa ipocrita, un atto puramente simbolico dal punto di vista politico ed ideologico. Ipocrita, in senso laico, perché con il falso pretesto di tutelare le coppie eterosessuali che liberamente scelgono la convivenza senza vincoli matrimoniali, si tenta di introdurre l'accreditamento culturale, giuridico e sociale di un surrogato di famiglia per le coppie omosessuali.
Il dibattito intervenuto ha ben chiarito quanta confusione ci sia tra pacs, dico, cus, famiglie anagrafiche, ecc. Ma ha evidenziato anche che spesso per motivi meramente strumentali si nega che l'attuale legislazione e la giurisprudenza già prevedono molte tutele per le coppie di fatto. Se poi, giustamente, si volessero ampliare queste tutele, lo si potrebbe fare attraverso puntuali modifiche del codice civile e penale. La battaglia per il riconoscimento anagrafico delle unioni fondate su vincoli affettivi è quindi pretestuosa e rischia perfino, come hanno scritto alcuni docenti in un documento, di portare a "nuclei estranei o addirittura antitetici a quelli che richiedono una positiva considerazione sociale", vedi nuclei poligamici, sette, ecc. Bisogna quindi sgombrare il campo dalle mistificazioni.
Qui nessuno contesta la libera scelta delle coppie eterosessuali di convivere con o senza matrimonio o di ottenere maggiori tutele. Non si affermi però che la strada per ottenerle passa dall'istituzionalizzazione di altri vincoli che, a questo punto, potrebbero a ragione essere chiamati di serie B. Ma quello che appare più grave è che questa ‘crociata ideologica' rischia di minare ancora di più la famiglia come è tradizionalmente intesa anche nella nostra Costituzione. Da un lato ci si lamenta per l'indebolimento della coesione sociale e per il deterioramento della vita civica e dei valori, dall'altro si fa di tutto per scardinare la cellula fondamentale della nostra organizzazione sociale che è la famiglia. La sua sopravvivenza ed il suo rafforzamento devono invece interessare tutti, laici, cattolici, atei, perché passa di lì qualsiasi strada per affrontare la pericolosa crisi che sta investendo la nostra società".
Antonella Celletti
Consigliere comunale Gdl-Pdl Cesena
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giovedì 26 giugno 2008
Denuncia dell'Arcigay romana: "Il Comune di Formia cancella il registro. Decisione gravissima".
La nuova giunta di centrodestra di Formia (Latina), a poche settimane dall'insediamento, ha cancellato la delibera che istituiva il Registro delle Unioni Civili. "Si tratta di una decisione molto grave - ha detto Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e Lazio - il Registro delle unioni civili, quando unito a politiche inclusive, ha un altissimo valore simbolico e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a dare dignità alle coppie lesbiche e gay, che in tutta l'area pontina vivono situazioni drammatiche". Marrazzo ha aggiunto che "a Latina lo scorso anno fu incendiata l'auto di una coppia gay e sono molte le persone che ci segnalano episodi di disagio e violenza che si verificano in famiglia o nelle città del territorio. Come è possibile che un'Amministrazione che ha innumerevoli problemi da affrontare, come la dispersione scolastica, la riqualificazione del territorio, l'edilizia popolare, il problema della gestione dell'acqua pubblica, si impegni come primo atto del consiglio a cancellare i diritti delle persone omosessuali?".
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martedì 17 giugno 2008
Patacche propagandistiche. Da ottobre Arcigay terrà un registro autogestito dei matrimoni gay. Violata la privacy?
Il 18-19 ottobre celebrazione di matrimoni gay in almeno 80 città.
(Ansa) Parte oggi la campagna di Arcigay per l'istituzione del primo 'Registro Autogestito' dei matrimoni gay e lesbici, che sara' inaugurato il 18-19 ottobre con la celebrazione, in contemporanea in almeno 80 citta', di nozze tra persone dello stesso sesso. Lo rende noto il presidente nazionale Aurelio Mancuso.
La nuova legge sui matrimoni gay in California, spiega Mancuso, 'ci induce a rafforzare ancor di piu' e a dare un ulteriore slancio alla nostra battaglia per il riconoscimento di pari diritti e doveri per le coppie omosessuali in Italia'. Il leader di Arcigay rende noto che 'dopo le prime celebrazioni di ieri nello stato americano, sono attese, tra oggi e domani, molte altre migliaia di coppie gay e lesbiche che si uniranno in matrimonio'. 'Dalle prime cronache delle funzioni civili - aggiunge - stanno emergendo storie commoventi come, ad esempio, quella di due donne di San Francisco che sposandosi ieri hanno potuto festeggiare i cinquant'anni della loro unione'.
Arcigay, quindi, 'portera' alla luce - afferma Mancuso - l'esistenza delle coppie omosessuali che non si e' mai voluto censire da alcun istituto di statistica, escludendole anche dalle griglie di risposte del Censimento. Da sole e da soli ci assumiamo la responsabilita' di fare cio' che la politica italiana ci ha, per ora, negato'.
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Ndr. Ma chi si fida a dare i propri dati all'Arcigay? E che dice l'Authority della privacy tenuto conto che un "matrimonio" per essere pubblico necessita di pubblicazioni? E questo sarebbe il "lobbysmo" dei gay italiani, Povera Italia.
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giovedì 29 maggio 2008
Milano, a Palazzo Marino oggi battaglia sulle mozioni sulle convivenze e unioni civili.
(Il Giornale) Ci sarà battaglia oggi a Palazzo Marino. Dopo numerosi rinvii arrivano infatti in consiglio comunale le «mozioni sulle unioni civili e l’ordine del giorno sulle convivenze abitative». Ad annunciarlo il presidente Manfredi Palmeri che li ha già posti al primo punto nell’ordine del giorno dei lavori d’aula in programma. Il presidente Palmeri ha ricordato che «entrambi i documenti prevedono nel dispositivo un invito a Parlamento e governo a intraprendere iniziative legislative in materia, testimoniando che c’è attenzione verso questi temi, sia per la vita della nostra città, sia in un’ottica nazionale necessariamente in termini normativi». Prevedibili le contrapposizioni che, per una volta, saranno trasversali rispetto agli schieramenti politici. Non è un mistero, infatti, che sia nel centrodestra che nel centrosinistra ci siano posizioni opposte sull’argomento. «Mi auguro che il confronto cominciato in commissione – spiega Palmeri – possa proseguire senza enfatizzare troppo aspetti sterilmente ideologici, semmai quelli valoriali, ma con tutta l’attenzione a risposte concrete, nell’interesse della nostra società e dei bisogni dei suoi uomini e delle sue donne». Un auspicio che non sarà probabilmente raccolto. Da ricordare che nell’ultima seduta la discussione non cominciò nemmeno per la richiesta dell’ex assessore Aldo Brandirali, cattolico doc di area cielle, che chiese di consentire ai consiglieri la partecipazione alla processione di Pentecoste dietro all’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
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sabato 17 maggio 2008
Diego Galli, Radio radicale, i risultati della conferenza “Amore civile”.
I lavori proseguono per la riforma globale del diritto di famiglia.
(Tellusfolio) La conferenza “Amore civile” è stata unanimemente considerata un successo per chi vi ha partecipato e per i pochi, sostanzialmente gli ascoltatori di Radio Radicale, che ne hanno potuto conoscere i contenuti. www.radioradicale.it/amorecivile
Intervenendo nel corso del convegno, sabato scorso Luigi Manconi ha detto a proposito dell'espressione “Amore civile” scelta come titolo della conferenza per la riforma del diritto di famiglia:
«Questo titolo, che corrisponde come sapete al titolo del capitolo di un libro che ha dato origine a questo dibattito, l'amore civile, è una definizione che non va considerata come una tra le molte. Penso che sia felicissima come formulazione letteraria e sapientissima come senso politico, perché noi stiamo parlando di quella democrazia dell'intimità che è poi l'esito di una discussione che in Italia e in Europa ha una storia ormai quasi quarantennale, che ha fatto sì che si considerasse la sfera delle relazioni private, l'ambito degli affetti, la dimensione dei rapporti personali, come questione politica decisiva».
Nonostante i molti lanci di agenzia, nessun giornale ha riportato i contenuti della conferenza stampa di presentazione dei risultati della tre giorni di conferenza.
Eppure, intervenendo alla conferenza stampa, il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, ha affermato che «questa conferenza stampa rappresenta per noi un primo buon segnale in una situazione sociale per noi preoccupante», e diversi parlamentari del Partito democratico sono intervenuti per aderire all'impostazione innovativa data dalla conferenza alle tematiche legate ai nuovi diritti civili.
Roberto Giachetti, parlamentare del Partito democratico, ha ad esempio esplicitamente aderito «a un'impostazione, dopo che noi per parecchi anni abbiamo captato nel mazzo una serie di questioni che si sono trasformate in delle vere risse ideologiche, probabilmente provare un approccio complessivo che cerchi di riportare ogni argomento all'interno di un quadro generale che è quello della riforma del diritto di famiglia potrebbe essere un approccio che dà un'impostazione più serena all'analisi e anche più organica».
Amore civile non si è concluso il 12 maggio, giorno dell'anniversario del referendum sul divorzio. Unanimemente i partecipanti, infatti, nel corso dell'assemblea svoltasi la domenica mattina, hanno deciso di costituirsi in “conferenza permanente per la riforma globale del diritto di famiglia”, i cui lavori, che porteranno alla stesura di un progetto di legge organico, sono articolati in una serie di commissioni tematiche:
- Forme di famiglia e loro tutela
Riconoscimento delle unioni civili, dei legami familiari diversi dalla famiglia nucleare, delle comunità intenzionali, del cohousing, equiparazione dei figli nati dentro e fuori del matrimonio
- Separazione, divorzio e mediazione familiare
Convenzioni matrimoniali, regime patrimoniale del matrimonio, prenuptial agreements, divorzio breve, condizione e affidamento dei minori nella separazione e nel divorzio, potestà e responsabilità genitoriale, diritti e doveri nei rapporti tra genitori e figli, riforma della solidarietà post coniugale, introduzione della mediazione familiare
- Procreazione assistita, interruzione della gravidanza
Superamento della legge 40, diritto costituzionale alla salute e diritti del nascituro, definizione di persona secondo la legge vigente
- Violenza in famiglia, violenza contro le donne, discriminazioni di genere
Parità tra individui all'interno delle famiglie, modifica della legge 154/2001, omofobia, tipizzazione dei reati familiari e contro la persona, mobbing familiare
- Filiazione e adozione
Riforma tempi e ostacoli all'adozione, adozione da parte del single, abrogazione adozioni “di serie B”
- Successioni
Riforma dell'istituto della legittima, riforma del testamento
Qui per aderire alla conferenza permanente
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martedì 25 marzo 2008
Patacche. Paola Concia: Boselli sa che non fu Veltroni a bloccare il registro delle Unioni civili.
(Apcom) "Capisco che siamo in campagna elettorale e l'esasperazione dei toni sembra d'obbligo. Ma Boselli sa bene che non fu Veltroni a vietare l'istituzione del registro delle Unioni civili a Roma". Lo afferma Anna Paola Concia, candidata alla Camera e portavoce del Tavolo omosessuali del Partito Democratico.
"Quella vicenda, purtroppo, è stata figlia di uno scontro politico. E come noi omosessuali sappiamo bene, quando i nostri temi diventano disputa politica non facciamo nessun passo avanti verso l'acquisizione di diritti fondamentali", aggiunge Concia.
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lunedì 18 febbraio 2008
Svizzera. Il "Coming out" indispensabile allontana i gay dal registro delle unioni civili.
Coppie omosessuali: Nessun assalto agli Uffici dello stato civile.
Solo circa 2000 coppie omosessuali l'anno scorso in Svizzera hanno utilizzato la possibilità di far registrare la loro unione nel registro dello stato civile. Particolarmente restie appaiono le donne.
(Swissinfo) Le coppie di lesbiche, infatti, rappresentavano soltanto il 25% delle unioni domestiche registrate. Zurigo ha confermato la sua fama di roccaforte degli omosessuali: sono state registrate 700 unioni.
Nel primo anno in cui è entrata in vigore la relativa legge, l'Ufficio federale di statistica ha censito 2003 unioni di coppie omosessuali. Una cifra alquanto modesta, paragonata ai circa 40mila matrimoni di eterosessuali all'anno in Svizzera. Secondo vari studi, è inoltre inferiore del 5-10% alla soglia che dovrebbe corrispondere alla popolazione omosessuale.
"Non si deve dimenticare che l'unione domestica registrata è uno stato civile che deve essere dichiarato al datore di lavoro, come per ogni persona che è sposata", rammenta la segretaria romanda dell'organizzazione di lesbiche LOS Sylvie Berrut. "Già più penalizzate nel mondo del lavoro in quanto donne, le lesbiche temono un ostacolo supplementare", spiega.
D'altra parte le lesbiche danno meno importanza dei gay alle questioni di successione o di eredità regolate dalla Legge sull'unione domestica registrata (LUD), aggiunge la Berrut. E ciò è dovuto al fatto che in generale i salari delle donne sono inferiori a quelli degli uomini.
Niente adozione
Ma per molte lesbiche il problema è sicuramente un altro. "Per molte è inaccettabile il divieto di adottare figli per le coppie omosessuali", rileva la presidente dell'associazione omosessuale vallesana Alpagai, Barbara Lanthemann. "È stata inserita una discriminazione in una legge che dovrebbe garantire la parità di trattamento con gli eterosessuali", lamenta.
"Coming out" indispensabile
L'assenza di entusiasmo femminile da sola non spiega la modestia della domanda. Tanto più che "gli omosessuali devono colmare un ritardo in termini di diritti", osserva il segretario romando dell'organizzazione svizzera dei gay Pink Cross, Jean-Paul Guisan.
"Ma non si deve neppure sopravvalutare il numero delle persone che hanno fatto il coming out", un passo inevitabile per l'unione registrata. Guisan ricorda che per secoli l'omosessualità è stata considerata un peccato e per taluni lo è ancora. "Non dimentichiamo che 'frocio' e 'culattone' sono gli insulti più frequenti fra allievi e considerati i peggiori per un uomo".
Giovani poco interessati
Al contempo i giovani, che assumono più apertamente la loro sessualità, sono poco attirati dall'unione registrata, afferma la presidente dell'Associazione svizzera degli uffici di stato civile Beatrice Rancetti. Quasi certamente perché "non vedono ancora i bisogni concreti (previdenza sociale, eredità, diritto di visita in ospedale)", suppone Guisan.
Un altro fattore che incide negativamente è la questione fiscale: come per le coppie eterosessuali sposate, l'unione domestica registrata fra omosessuali comporta il cumulo dei redditi. "Sarà interessante verificare l'effetto della futura riforma dell'imposizione delle coppie" che mira a eliminare le disparità fra persone sposate e concubini, commenta Guisan.
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18:50:00
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