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martedì 15 luglio 2008

Donne e governo. La Carfagna lascia, la Brambilla al posto della Prestigiacomo.

(a fianco, Silvio Berlusconi e Stefania Craxi a Parigi durante i festeggiamenti per il 14 luglio) Clamorosi retroscena dai Palazzi romani del potere. Pare proprio che il ministro Mara Carfagna - nell'occhio del ciclone nelle ultime settimane - abbia confidato a Silvio Berlusconi di essere disposta a lasciare la guida del dicastero delle Pari Opportunità. Ovviamente la decisione finale spetta al presidente del Consiglio. Ma non finisce qui.

Nei corridoi della politica romana si sussurra che il Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbero pensando di mettere Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario con delega al Turismo, al posto di Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente. Il motivo? La bionda di Forza Italia si muoverebbe in modo "troppo autonomo", avendo riconfermato praticamente tutti i manager della precedente gestione, quella di Pecoraro Scanio. Perciò, sarebbe pronto per la Prestigiacomo un incarico in Europa, con il quale liberare la poltrona dell'Ambiente per la rossa di Lecco...

Piccolo gossip internazionale per il presidente del Consiglio. Lunedì 14 luglio a Parigi, a margine dei festeggiamenti per l'anniversario della presa della Bastiglia, Berlusconi si è appartato qualche minuto con la moglie del numero uno dell'Eliseo, Carla Bruni. Speriamo che Sarkozy non sia geloso...

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sabato 1 marzo 2008

Solo 3 seggi ai circoli della Brambilla? Ecco il perchè: In Sicilia il movimento ne conteggia 402. Parecchi, però, esistono solo sulla carta.

In piazza o nel salotto di casa i circoli bluff della Brambilla.
(Antonio Fraschilla - La Repubblica, edizione di Palermo) Sulla carta sono 402 ma non c´è un elenco ufficiale «perché per questioni di privacy non si può renderlo pubblico». «I Circoli della libertà in Sicilia coinvolgono almeno 5 mila persone», giura il responsabile regionale fresco di nomina, Sandro Geraci, 33 anni, ex di Alleanza nazionale, che ora guiderà in Sicilia i circoli inventati da Michela Vittoria Brambilla. Ma chi sono i tanti fan siciliani della Brambilla?
Ma chi sono i fan siciliani della Brambilla? Davvero un esercito di 5 mila attivisti è pronto a diffondere nell´Isola il verbo dell´agguerrita leader dai capelli rossi che ha incantato Silvio Berlusconi?
Molti circoli, a dire il vero, sono fatti in famiglia. Altri invece sono «praticamente finti e solo sulla carta»: «A Catania sulla carta ce ne sono 50, in realtà sono la metà - dice Lucia Di Mauro, vice coordinatrice regionale dei circoli della libertà - Il motivo? Tanti nostri sostenitori sono in buona fede, soprattutto giovani e componenti della società civile che per la prima volta si affacciano al mondo della politica. Ma, come sempre avviene in Sicilia, molti poi ci vogliono mettere il cappello. Così tutti i grandi deputati di Forza Italia catanesi hanno fatto aprire un circolo a qualche componente della loro segreteria».
Non è un caso quindi che lo staff della Brambilla abbia inserito soltanto ieri nel sito ufficiale dei circoli della libertà i nomi e gli indirizzi dei responsabili provinciali siciliani: «Certo, avevano paura di fare qualche gaffe, d´altronde qualcuno aveva proposto come responsabile perfino gente del Movimento per l´Autonomia, perché anche Raffaele Lombardo voleva aprire qualche circolo», continua la Di Mauro, consigliera comunale a Tremestieri che ha fatto nascere il "gruppo consiliare delle libertà".
Di certo molti circoli sono praticamente fatti in casa. La statuto nazionale della Brambilla prevede regole precise per l´apertura di una sede dell´associazione: «La costituzione di un circolo avviene con atto notarile - recita lo statuto - con atto registrato all´agenzia delle entrate, o con semplice scrittura privata». In sintesi, bastano dieci firme corredate da un fax con la copia del documento d´identità. Un elenco? «Per questione di privacy non lo possiamo rendere pubblico, ma garantisco che i Circoli delle libertà sono più veri e reali di quelli del Partito democratico - dice Geraci - A Palermo sono 40 e qualcuno conta oltre 90 soci. In generale è difficile avere un quadro completo dei circoli, perché molti si iscrivono online su internet». Dalla direzione nazionale dei circoli invece precisano: «Gli elenchi sono conservati dai responsabili territoriali, non abbiamo un quadro completo».
In provincia di Palermo i circoli sarebbero 84: «Ci sono e sono tutti veri, aperti da gente che con la politica fino ad oggi non ha avuto nulla a che fare, si tratta di professionisti, operai, muratori e studenti», dice Angelo Neri, 31 anni, consigliere comunale di Forza Italia a Termini Imerese e responsabile dei circoli palermitani. «I circoli della Libertà? Ne ho sentito parlare ma non ho idea di quanti siano, anche se girando incontro diversi attivisti», dice l´ex presidente della Provincia Francesco Musotto, l´unico big forzista ad accogliere lo scorso anno la Brambilla a Palermo.
In provincia di Messina i circoli sono oltre 60. Ce n´è uno perfino ad Alì Terme, piccolo centro da 2.500 abitanti in provincia di Messina. Lo ha aperto uno studente di 23 anni, Antonio Arrigo: «Il circolo è attivo da più di un anno, insieme ai miei amici abbiamo deciso di aprire un circolo della Brambilla a casa mia - dice Arrigo - Ci siamo riuniti un paio di volte, crediamo nello spirito innovativo della Brambilla». A Messina un circolo lo ha aperto Francesco De Pasquale, 22 anni: «Abbiamo avuto l´autorizzazione nel novembre scorso, i soci oltre a me sono 8 amici e mio zio, e ci incontriamo a casa mia per parlare di politica italiana ma anche di quella internazionale - dice il giovane De Pasquale - Ho appena saputo da una mail inviatami da Milano che sono stati nominati i responsabili siciliani dei circoli della libertà. Io non li conosco, né sono stato interpellato. Di certo so che molti circoli a Messina sono stati aperti da uno stesso politico locale che vuole farsi pubblicità». Il politico in questione sarebbe il deputato nazionale Giovanni Ricevuto: «Molti miei amici hanno aperto circoli della libertà, ma io non c´entro nulla», assicura Ricevuto.
Nell´agrigentino un fan della Brambilla è Stefano Castellino, 28 anni, studente d´ingegneria informatica: «Ho aperto da quasi un anno un circolo delle libertà a Palma di Montechiaro, i soci sono già 24 - dice Castellino - Le nostre iniziative? Abbiamo organizzato diversi gazebo in piazza per raccogliere le firme contro Prodi e il caro tasse, ma anche un cineforum».
Perfino a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, c´è un circolo della Brambilla: «L´ho aperto con un gruppo di amici e abbiamo fatto tantissime iniziative - dice Nadia Spada, 25 anni, studentessa in Scienze della formazione - Abbiamo una sede nella piazza principale e non siamo un circolo finto».
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Leggi anche:
Pdl. Berlusconi mette la Brambilla alla porta? Ai circoli solo 3 seggi.

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venerdì 29 febbraio 2008

Pdl. Berlusconi mette la Brambilla alla porta? Ai circoli solo 3 seggi.

(La Stampa) A Ferragosto dell’anno scorso pareva destinata a salvare il centrodestra, l’unta del Signore (Berlusconi) che doveva sostituirlo (in prospettiva) alla guida del suo nuovo partito e (forse) persino a Palazzo Chigi. Faceva persino tremare i maggiorenti di Forza Italia.

Ieri mattina la rossa di Calolziocorte, quando ha letto quella cifra sui giornali, ha capito tutto. Tre su 340. Michela Vittoria Brambilla non serve più alla causa, vale pochi seggi, da considerare nel computo dei 182 che Fi conta di avere alla...

Continua su Il voto gay.

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giovedì 27 dicembre 2007

Zarri, la pornostar dei circoli della libertà: servono leggi a luci rosse.

La home page del sito di Federica Zarri, pornostar che vuole farsi politica
(Panorama) Prima è rimasta folgorata da Silvio Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla (di cui si dice amica e sodale). Poi ha deciso di fondare un Circolo della Libertà, in provincia di Lecco (terra cara proprio alla rossa Michela): “Il mio circolo, anzi la nostra associazione, nasce perché vi è tanta voglia di sana imprenditorialità, di sicurezza sociale, di giustizia. Ed è mia intenzione organizzare in tutta Italia riunioni invitando esponenti politici nazionali, e locali, per discutere i temi che ci stanno più a cuore”.

Tra le cose che stanno a cuore alla trentenne Federica Zarri, professione pornostar, c’è ovviamente il mondo dell’hard. Che, dice lei, ha urgente bisogno di una riforma. Di nuove leggi. E sul tema, una proposta Federica ce l’ha. Per esporre quella che lei, correndo un po’, chiama già Legge Zarri, l’attrice sta girando i club a luci rosse italiani: prima di esibirsi, arringa la folla sulla necessità di norme che regolamentino il proficuo mondo del porno. Per seguirla nei suoi movimenti, basta affacciarsi alla rete e cliccare sui suoi siti: quello erotico e quello politico. Ma cosa prevede la proposta di riforma del mondo hard? Primo: che in Italia si possano svolgere festival di film hard sotto il patrocinio del ministero dei beni culturali. Secondo: “abolire la legge che, attualmente, vieta di girare film pornografici nel nostro Paese”. Tutti gli attori sul set dovranno essere muniti di certificato medico, che sarà controllato prima di iniziare le riprese. “Per ogni film, non si potranno girare più di tre scene di sesso ed il compenso per gli attori sarà minimo di seimila euro per le donne e cinquemila per gli uomini”.

Ha le idee chiare la Zarri, che però rifiuta qualsiasi paragone con chi, come Cicciolina, dai set a luci rosse approdò in Parlamento (Ilona Staller venne eletta nelle fila dei radicali nell’87, portando a casa 20.000 preferenze: seconda solo a Marco Pannella, grazie alle sue battaglie contro il nucleare e l’ora di religione). Ma non è detto che le sue proposte (libertarie e, soprattutto, libertine) si sposino con la linea di un partito centrista che dovrebbe richiamarsi al Ppe. Il settore che la porno star vorrebbe normare è un’industria che da anni, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie e alcuni segni di cedimento, viaggia con numeri da capogiro, a differenza di tanti altri comparti che in Italia vivono una grave crisi economica. Le “luci rosse” restano intramontabili e segnano fatturati incredibili: oltre 1.000 milioni di euro, secondo l’ultimo rapporto Eurispes.

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lunedì 17 dicembre 2007

Forza Italia si butta sull'erotismo.

(Universo news) Finalmente il panorama politico italiano si movimente un po' e naturalmente grazie al nostro amato cavaliere Silvio Berlusconi. Dopo aver lanciato la Brambilla alla guida dei Circoli della Libertà ora l'affianca con un altro pezzo da novanta .... in fatto di misure: Federica Zarri pornostar e pornodiva. A dire il vero non è una scelta originale considerata l'esperienza parlamentare della prima pornostar in assoluto la insuperabile Cicciolina. L'originalità sta nel fatto che la pornodiva degli anni 2000 sia stata assoldata nelle file del centrodestra piuttosto che in quelle più confacenti per spirito libertario e per ideali del centro sinistra o meglio ancora della sinistra estrema. Ma il cavaliere si sa quando si tratta di voti e di elezioni non guarda in faccia a nessuno, nemmeno agli ideali della sua coalizione .. ops. dimenticavo in quel settore non ci sono ideali da rispettare ma solo ideali da far rispettare una piccola sottigliezza ma fondamentale. Silvio dopo aver constatato la impercorribilità della corruzione, ha tentato di assoldare senatori del centrosinistra alla sua causa, ora si butta sull'erotico pornografico sperando di mietere piu' voti. Poco importa se la Federica, sul proprio sito del circolo delle libertà, dichiara il suo impegno per una nuova legge sull'editoria erotica. Un programma che forse si sposa male con uno schieramento che rifiuta i pax, che manda al diavolo una legge avanzata sulla procreazione assistita, che vorrebbe vedere gli omosesuali reclusi in un lager. Ma ormai gli italiani sono diventati esperti: una cosa sono i programmi un'altra cosa sono i mezzi per raccattare voti.

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giovedì 13 dicembre 2007

E ora Berlusconi guida il Popolo della Libertà.


(Panorama) E tre… Dopo “l’annuncio dal predellino” in Piazza San Babila a Milano, dopo aver sparigliato le carte nella Cdl, dopo il sondaggio tra gli elettori, anche la “cosa berlusconiana” ha un nome: si chiamerà Il Popolo della Libertà. Il nome prescelto ha ottenuto più del 63% dei consensi; si è invece fermato a poco più del 36% il gradimento per l’altro nome in lizza, il Partito della Libertà.

E tre… perché, almeno formalmente, il nome del Partito della Libertà viene dopo il lungo parto del Pd e dopo la difficoltosa e già irrequieta federazione de La Sinistra-L’arcobaleno. Anche se, stando ai numeri presentati dal Cav stesso dagli schermi della Tv della libertà di Michela Vittoria Brambilla, il nuovo partito è primo nelle intenzioni di voto dell’elettorato: il 37,1% degli intervistati sarebbe disposto a dare il proprio voto al nuovo partito. Il Pd “uscito dall’unione tra Ds e Margherita sconta, come sempre avviene in caso di fusioni a freddo, un calo e oggi si attesta al 26%. Se si andasse a votare con l’attuale legge elettorale” ha detto Berlusconi “il 57,3% andrebbe al Centrodestra e il 42% al Centrosinistra, quindi anche con le attuali norme ci sarebbe una maggioranza netta che garantirebbe la governabilità”.
Il leader dell’ex Cdl si è poi detto felice della scelta di questo nome “perché essendo un movimento che parte dal basso c’è il superamento del vecchio concetto di partito. Inoltre, la parola popolo richiama direttamente il Partito popolare europeo a cui la nuova formazione vuole fare riferimento”. Il manifesto politico, ha aggiunto Berlusconi, sarà lo stesso del Ppe.

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venerdì 30 novembre 2007

Strategia Cavaliere: il leader taglia e ricuci.

(Panorama) Sciolgo o non sciolgo? Alla fine il Cav invece di sciogliere ha scelto: la rete.

Quindi Forza Italia non muore e il nuovo partito (Pdl o Ppl, la scelta nel fine settimana) sarà un network di cui faranno parte i partiti della Cdl, i circoli e chi vorrà entrare della società civile. I maligni, e pure molti alleati, sostengono che a Silvio Berlusconi siano stati messi sotto il naso i sondaggi che, da solo, non lo vedevano vincente. D’altra parte non avrebbe potuto prendere il 51%, visto che anche le rilevazioni più rosee lo davano al 37%. E allora dopo giorni di grande fibrillazione tra gli azzurri, mercoledì mattina di buon ora è stata decisiva una riunione a palazzo Grazioli con i vertici del partito. Il punto di riferimento della nuova formazione sarà il Partito popolare europeo, e ci sarà un direttivo costituente al quale prenderanno parte tutti i leader e i segretari dei partiti che vorranno confluire nel Pdl in proporzione alla consistenza dei partiti stessi e, a fianco e in un secondo momento, ci sarà un esecutivo più ristretto.
Come spiegare l’ammorbidimento del Cavaliere? Il riformatore liberale di Forza Italia, Benedetto Della Vedova, prova a decriptare per Panorama.it l’ultima mossa del Cavaliere: “C’è un momento per accelerare e un momento per approfondire il dialogo e il progetto. Ieri Berlusconi ha approfondito il dialogo”. E solo così si può spiegare la mutazione dal Berlusconi-capopopolo di Milano fino a quello che a palazzo Grazioli ha tracciato la road map del futuro centrodestra ai suoi fedelissimi.
Uno che a Berlusconi parla e dà consigli, il segretario del Partito Repubblicano, Francesco Nucara, a Panorama.it spiega: “Ai più potranno sembrare tentennamenti e giravolte del Cavaliere. Ma lui il disegno c’è l’ha ben chiaro in testa. Il partito nuovo lo vuole fare e con quest’ultima decisione ha voluto dare la possibilità a Fini e Casini di rientrare”. Un pensiero, quello del leader repubblicano, che sembrerebbe confermato proprio dalle parole del leader del centrodestra, che ieri a passeggio per Roma ha dichiarato: “Spero che possano entrare anche An e Udc”.

Ma Berlusconi si è convinto da solo? Probabilmente le trattative hanno avuto una parte importante. Sempre Nucara rivela: “Diciamo che l’uscita di ieri è il frutto del lavoro delle diplomazie che lavoravano dal giorno della svolta del predellino di San Babila”.
Il lavorìo della diplomazia è confermato a da uno dei colonnelli di Alleanza Nazionale, Maurizio Gasparri: “Mi sembra normale che si cerchi un recupero. Sono gli elettori che ci vogliono tutti insieme”. Poi Gasparri lancia una mano tesa: “Per ora c’è ancora troppa confusione. Ci vorrebbe un tavolo politico per fare chiarezza nel centrodestra”.
Una diplomazia che però il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, non ha colto: ieri dopo il vertice con Walter Veltroni (che venerdì 30 vedrà anche il Cav.), si è lasciato scappare una battuta dal sapore anti-Cav: “Preparatevi al colpo di scena ragazzi: domani salgo sul tetto della Camera e fondo qualcosa…”. Ma Casini non è stato il solo: Gianfranco Fini a Matrix ha sbarrato la strada di un eventuale ritorno a palazzo Chigi di Berlusconi: “Non è detto che sarà premier”.
Chi invece se la rideva ieri erano gli azzurri. Molto più rilassati che nei giorni precedenti: sui divanetti del Transatlantico di Montecitorio, affollatissimo di deputati che votavano la fiducia sul welfare, dove normalmente si siedono gli onorevoli di Forza Italia, i sorrisi si sprecavano.

In via Torino a Milano, sede dei Circoli della LibertÃ

E fiorivano le leggende su una Michela Vittoria Brambilla molto arrabbiata: alcuni sostengono di averla vista in un bar del centro di Roma che sbraitava contro la decisione antiscioglimento di Forza Italia. Più di un deputato ha sogghignato: “Ma come poteva la segretaria di Confcommercio pensare di poter sciogliere un partito del 30%…”

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giovedì 22 novembre 2007

I Brambilla boys alla conquista del Veneto.

Giovani e pronti a cambiare la politica: «Finalmente a casa i parrucconi». E intanto An intima ai suoi iscritti di scegliere dove stare.

(Simonetta Zanetti - Il Mattino di Padova) Dopo l’euforia, paura. E confusione. Nemmeno il tempo di esaurire la sbornia di applausi per il futuro concepimento del partito della Libertà che in Forza Italia parte la “sindrome di San Silvestro”, il terrore sinistro di fare la fine del vecchio coccio la notte di Capodanno, defenestrato dopo anni di fedeli servigi, per far spazio alle nuove stoviglie. Nel suo show il cavaliere l’ha detto: basta con i vecchi parrucconi, è il momento dei giovani. Che non aspettavano altro. E rincarano la dose. Lo conferma il 21enne Mattia Perencin uno dei boys veneti di Michela Vittoria Brambilla - assieme a Enoch Soranzo (Padova) e Valerio Corradi (Verona) - in qualità di portavoce dei circoli del Trevigiano e, a suo dire, il più giovane in assoluto a ricoprire questo ruolo: «E’ passata la linea di mandare a casa i parrucconi per fare spazio a volti nuovi, sotto i 40 anni, e al tempo stesso credibili - sostiene Perencin già presidente del circolo Facca di Soligo - finalmente lavoro e trasparenza che ci contraddistinguono vengono premiati». Guardano al futuro carichi come molle, i boys veneti ma, buone intenzioni a parte, nessuno sa ancora cosa accadrà. Quasi tutte le domande non hanno ancora una risposta: che fine farà Fi, ingloberà nuovi alleati fino a scoppiare? E secondo quali gerarchie si confronterà con loro? Chi eleggerà chi? «Molte cose non sono chiare nemmeno a noi - prosegue Perencin - stiamo aspettando direttive, così come tutti gli iscritti a Fi. In queste ore si sta verificando un vero e proprio assalto alla diligenza dei “vecchi” dirigenti nell’estremo tentativo di riciclarsi per conservare la poltrona». E come la mettiamo con i nomi importanti, che in Veneto hanno fatto la storia del partito di Berlusconi? Cioè: che si fa con Galan, difeso a spada tratta - ce ne fosse bisogno - dai circoli del Buon governo? «In questi 15 anni ha amministrato benissimo - prosegue Perencin - per cui gli auguro di andare avanti, magari investendo di più sui giovani quando farà la sua prossima squadra. Certo tre legislature non sono poche. Forse potrebbe continuare a dare il suo contributo facendo un passo indietro, come fanno molti grandi registi, e lasciando a noi giovani la possibilità di crescere».
E mentre il popolo che guarda a Berlusconi - sia esso di diretta discendenza azzurra o figlio dei circoli della Brambilla o di Dell’Utri - si interroga sul suo futuro, anche gli alleati della Cdl si dibattono nell’incertezza e, nel dubbio, mettono le mani avanti. Sabato in sede di coordinamento regionale An porrà i suoi iscritti di fronte a una scelta: superato il senso associazionistico dei circoli, i militanti dovranno scegliere dove stare. «Noi lo dicevamo da tempo che i circoli erano uno strumento ad uso e consumo di Fi o meglio di Berlusconi - conferma il consigliere regionale Piergiorgio Cortelazzo - al tempo le adesioni sono state fatte in virtù di uno spirito unitario all’interno della Cdl ma questo non significa che il passaggio al nuovo partito sia altrettanto automatico». Proprio dal partito di Fini arriva il portavoce dei circoli di Padova Enoch Soranzo, 34 anni. Se la sua investitura suona già come una scelta di svolta, lui tuttavia, prova a glissare: «Spero che il partito comprenda le esigenze che arrivano da un tessuto sociale che si è rivelato particolarmente ampio - sostiene - del resto le istanze poste dalla gente sono inconfutabili ed invitano a superare i vecchi schemi, lasciando spazio a chi ha voglia di spendersi sul campo». I giovani scalpitano e i «vecchi» fremono. Pertanto, se da un lato è quantomeno inverosimile che il ruolo di Giancarlo Galan possa essere messo in discussione, al sottobosco della politica che in questi anni ha viaggiato sfruttando venti favorevoli, non resta che munirsi di scarpe comode e tornare in piazza a raccogliere consensi. I criteri di organizzazione del nuovo partito - ancora inesistenti - tornano ad essere essenziali ben oltre i nomi. «La scelta del sistema elettorale è fondamentale - garantisce il consigliere regionale Leonardo Padrin cercando di mettere un po’ d’ordine nel delirio collettivo - bisogna capire se si vuol dare alla base l’opportunità di scegliere attraverso le primarie o se invece si riterrà di percorrere la strada della nuova legge elettorale, puntando sulla preferenza. I tempi non saranno così immediati. Più apriamo alla partecipazione, più facile sarà mettere fine alla casta». Al popolo azzurro non resta che aspettare nuove indicazioni: «Stiamo ancora cercando di capire il senso e le possibilità dell’ultima invenzione del presidente Berlusconi» sostiene Stefano Svegliado, coordinatore provinciale uscente a Padova «I parrucconi stanno facendo di tutto per non perdere il treno. Credo che sia importante non bloccare questa ondata di democrazia e che i congressi, così come i tesseramenti, rappresentino una prima fase della trasformazione di Fi da “partito di plastica” a “partito vero”. E che non verrà buttato a mare niente».

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