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martedì 18 dicembre 2007

Pd: Veltroni, e se cambiassero nomi Internazionale e Pse?

(L'Avvenire) "Sarebbe molto importante, se Pse e internazionale socialista cambiassero la loro denominazione. Perchè non è vero che oggi è solo l'identità socialista che identifica il campo del centrosinistra in Europa". Walter Veltroni capovolge i termini della questione e, circa la collocazione in Europa del Pd, non ritiene che sia il nuovo partito a dover scegliere la 'famiglià europea. Il leader Pd, nell'anticipazione dell'ampia intervista al "Foglio", suggerisce che siano invece le tradizionali aggregazioni a rinnovarsi a loro volta. "A mio avviso, se l'Internazionale socialista si chiamasse Internazionale dei socialisti e dei democratici sarebbe - dice infatti Veltroni - un enorme passo avanti in questa direzione; e la stessa cosa vale per il partito del socialismo europeo. "Noi abbiamo introdotto con le primarie un forte elemento di novità, tre milioni e mezzo di persone hanno partecipato e scelto: la leadership discende da quel voto, anche se, ovviamente, si confronta e collabora con un gruppo dirigente più largo, con intelligenza ed equilibrio. Il mandato delle primarie è fare un partito nuovo. A questo mi sento assolutamente legato", prosegue Veltroni che ripete il suo no alla struttura correntizia, rafforzato da una battuta: "Vorrei che si sia scritto sulla mia lapide 'non ha mai partecipato a una correntè. Vorrei che ci fossero correnti di pensiero nel Pd, non correnti organizzate. Le correnti organizzate come strutture piramidali che si occupano poco di pensiero e molto di chi viene eletto qui e chi viene eletto là, non mi hanno mai affascinato. Tanto è vero che in vita mia non ho mai fatto parte di nessuna corrente, neanche di una corrente che facesse riferimento a me stesso. A me - spiega - piacciono le fondazioni culturali, i centri di elaborazione di pensiero, mi piace pensare a un partito più mobile".

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