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mercoledì 23 luglio 2008

Carfagna: "Testamento biologico? Io dico no: è un viatico per l'eutanasia".

Polemiche dopo il toccante video messo online da un malato di Sla di 48 anni: "Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale".

(Quotidiano.net) Dopo il video choc con il testamento biologico lanciato su YouTube da Paolo Ravasin, malato di Sla, si acuisce il dibattito sulla necessità di un provvedimento che regoli la materia per dare la possibilità alle persone di decidere la propria sorte.

Ma di testamento biologico non vuol sentir parlare - ad esempio - il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che avverte: "Una legge del genere non può che vedermi in disaccordo. Ho paura, infatti, sia un viatico per l'eutanasia".

"La mia personale opinione - spiega Carfagna - è che la vita va difesa dal principio fino alla fine. Comprendo le difficoltà dei malati terminali e dei loro familiari, ma questo è il mio punto di vista".

IL DISPERATO APPELLO DI RAVASIN
Paolo Ravasin, malato di Sla, con fatica, parla,
davanti a una telecamera che lo inquadra e a un microfono che dà suono alla sua voce legge il suo testamento biologico, tenuto di fronte ai suoi occhi da altre mani: "Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale".

E' il video di Ravasin, 48 anni, presidente della Cellula Luca Coscioni di Treviso che si apre sulla homepage dell'associazione. La voce è debole, ma la sua "volontà è ferma, convinta e documentata": no all'accanimento terapeutico, no all'alimentazione forzata, no all'ospedale, aiutatemi solo a non sentire dolore, "accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti".

E sottolinea: "sono stato adeguatamente informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto", ma è questa la "mia insuperabile manifestazione di volontà".
Un video come Piergiorgio Welby, malato di distrofia che due anni fa affidò alle immagini il suo appello per l'eutanasia al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La voce di Ravasin, a causa anche del tubo endotracheale che lo aiuta a respirare, è metallica, uno sforzo dietro ogni parola, e pausa, singulti; lo sguardo semi abbassato nella tensione di parlare; un lungo piano sequenza fissa il suo volto, steso a letto, con scritte in sovraimpressione che riprendono il contenuto delle parole.

IL TESTO DEL TESTAMENTO BIOLOGICO
Ecco il testamento biologico di Ravasin: "Io
Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti".

"In particolare - prosegue - per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente: nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà".

"Inoltre - continua a leggere Ravasin - a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata".

"Affermo di essere stato informato
- sottolinea il malato - e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere".

"Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità - conclude Ravasin - attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti".
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martedì 15 luglio 2008

Donne e governo. La Carfagna lascia, la Brambilla al posto della Prestigiacomo.

(a fianco, Silvio Berlusconi e Stefania Craxi a Parigi durante i festeggiamenti per il 14 luglio) Clamorosi retroscena dai Palazzi romani del potere. Pare proprio che il ministro Mara Carfagna - nell'occhio del ciclone nelle ultime settimane - abbia confidato a Silvio Berlusconi di essere disposta a lasciare la guida del dicastero delle Pari Opportunità. Ovviamente la decisione finale spetta al presidente del Consiglio. Ma non finisce qui.

Nei corridoi della politica romana si sussurra che il Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini starebbero pensando di mettere Michela Vittoria Brambilla, attuale sottosegretario con delega al Turismo, al posto di Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente. Il motivo? La bionda di Forza Italia si muoverebbe in modo "troppo autonomo", avendo riconfermato praticamente tutti i manager della precedente gestione, quella di Pecoraro Scanio. Perciò, sarebbe pronto per la Prestigiacomo un incarico in Europa, con il quale liberare la poltrona dell'Ambiente per la rossa di Lecco...

Piccolo gossip internazionale per il presidente del Consiglio. Lunedì 14 luglio a Parigi, a margine dei festeggiamenti per l'anniversario della presa della Bastiglia, Berlusconi si è appartato qualche minuto con la moglie del numero uno dell'Eliseo, Carla Bruni. Speriamo che Sarkozy non sia geloso...

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mercoledì 9 luglio 2008

Sexgate all'italiana: lo scandalo coinvolgerebbe Berlusconi ed una sua ministra.

Intercettazioni dall'alto contenuto erotico.

(Julio Algañaraz - Clarin | via Che dicono di noi) Ndr: Ho tradotto questo articolo a grande richiesta! Clarin e' il principale quotidiano argentino. Non vi nascondo che la cosa che mi ha piu' interessato dell'articolo e' stata l'avere imparato come si dice "magnaccia" in Argentina!!

Il premier Berlusconi ed una ministra del suo governo sono rimasti coinvolti in un grande scandalo gia' battezzato "sexgate", come quello che dieci anni fa quasi costo' la presidenza degli USA a Bill Clinton, a causa dei suoi confermati giochi di sesso orale nella sala ovale della Casa Bianca con la borsista Monica Lewinsky. Da parecchi giorni, sia la stampa che le chiacchiere del potere politico italiano, soprattutto nelle camere di deputati e senatori, cresce il "si dice". Si dice che nel vaso di Pandora delle 8.400 intercettazioni telefoniche realizzate dalla giustizia per un processo per corruzione a Napoli che potrebbe culminare in un processo penale contro Silvio Berlusconi, ci siano alcune telefonate che non hanno rilevanza penale ma sono un cocktail micidiale per il loro alto contenuto erotico e riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano "il pompino". Fino ad ora queste intercettazioni non sono finite nelle pagine di alcun giornale o rivista, come sarebbe usuale in questo paese, ne' su alcun sito internet, dove sgorgano come fiumi pettegolezzi di ogni sorta.

Ma il quotidiano la Repubblica cita l'ex viceministro degli Esteri socialista Margarita Boniver, devota alleata di Berlusconi, che riconosce l'esistenza di questi messaggi a luci rosse.

Secondo la stampa, nei dialoghi telefonici Berlusconi e la sua attuale ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna (37), si scambierebbero frasi dal tono esuberante con allusioni al "pompino". Nell'epoca nella quale furono realizzate queste intercettazioni, il Cavaliere era il capo dell'opposizione e la Carfagna una soubrette di fama crescente nella televisione.

Di una gran bellezza, Mara (Maria del Rosario), era gia' stata la causa di uno scandalo che scoppio' a gennaio dello scorso anno, quando durante la consegna di alcuni premi nei suoi canali televisivi (Berlusconi e' proprietario delle tre maggiori reti commerciali della televisione), l"allora capo dell'opposizione di centro-destra le disse pubblicamente: "Se non fossi sposato, ti sposerei subito".

La seconda moglie di Berlusconi, Veronica Lario, altra gran bellezza e madre di tre figli (il Cavaliere ne ha altri due dal suo primo matrimonio), sfogo' la sua ira in una lettera aperta al marito che pubblico' il quotidiano la Repubblica, esigendo che chiedesse scusa. Berlusconi acconsenti' a soddisfare la richiesta.

Mara e' di Salerno e la sua biografia include attivita' in televisione, nel mondo dello spettacolo e nella vita mondana. Ma ha anche studiato danza classica, canto ed e' laureata in legge.

"Che sarebbe successo se Clinton avesse nominato Monica Lewinsky ministro?", si chiedeva il deputato dell'opposizione Massimo Donadi. L'ex-pm del processo Mani Pulite di Milano, Antonio Di Pietro, duro oppositore in parlamento di Berlusconi, ha segnalato che non si puo' barricare nel privato chi nomina un ministro della repubblica per motivi alieni alle sue funzioni istituzionali.

Di Pietro aveva appena accusato il premier di essere un magnaccia (un argentino direbbe "cafischo", cioe' sfruttatore di donne), dopo la pubblicazione due settimane fa da parte del settimanale L'Espresso di intercettazioni telefoniche con dialoghi tra Berlusconi e l'ex-direttore della RAI, la televisione pubblica, Antonino Sacca', nella quale l'allora capo dell'opposizione e proprietario della compagnia TV rivale, chiedeva al suo amico di piazzare nel mercato cinque soubrettes e attrici di scarso rilievo. In particolare, Berlusconi gli segnalava Antonella Troise. "E' una pazza che dice che le sto rovinando la carriera e si sta facendo pericolosa", disse. Per tutti la richiesta si mostrava come un modo efficace di tenere zitta la Troise, non si sa a riguardo di che.

Per evitare il diluvio che stava per rovesciarglisi addosso, Berlusconi aveva annunciato un decreto del suo governo per proibire la diffusione delle intercettazioni telefoniche. Dopo disse che non c'era bisogno di nuove normative, dopo che i suoi amici l'hanno calmato e i magistrati di Napoli che investigavano hanno affermato che avrebbero distrutto le chiamate telefoniche senza rilievo penale. Ma in Italia e' molto difficile che questo succeda al cento per cento.

In una conferenza stampa, ieri berlusconi ha annunciato che non presentera' un decreto per l'esecuzione immediata ma un disegno di legge che si discutera' in parlamento.

"Nonostante tutto il fango che mi buttano addosso, i sondaggi dimostrano che gli Italiani mi appoggiano ancora", ha assicurato il premier conservatore.

Berlusconi e la sua alleanza di centro-destra con la Lega Nord ha vinto di gran lunga lo scorso aprile contro il Partito Democratico, la nuova forza di centro-sinistra che aveva governato fino a quel momento e dopo perse addirittura la citta' di Roma. Cosi', Silvio Berlusconi e' tornato ad essere Presidente del Consiglio per la terza volta nella sua vita.

"Cio' che appare sui giornali - ha detto ieri - si concentra su fatti che non hanno nulla a che vedere con il programma del governo e mettono in risalto l'attacco costante di un certo tipo di magistratura contro chi deve governare, eletto dal paese, cercando di sovvertire il voto degli italiani".

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Grillo e la Guzzanti al No-Cav. La "casta" si dissocia ma la piazza è con loro.

Cartelli contro berlusconi. sul palco: «La legge è uguale per tutti».
Il 'No Cav Day' non risparmia nessuno Attacchi a Quirinale, Carfagna, Papa.
Manifestazione in piazza Navona: «Siamo centomila». Travaglio, Grillo e Guzzanti contro tutti, Pd compreso.

(Il Corriere della Sera) Il 'No Cav Day' finisce male. Ovvero con una secca dichiarazione di Antonio Di Pietro, che ne era stato l'anima: «Mi dissocio dagli attacchi al Quirinale, al Papa e al Pd». A ruota le dichiarazioni di Furio Colombo e Walter Veltroni.

QUIRINALE E PD - Fino a poco prima era tutta un'euforia. Trentamila, cinquantamila, centomila. Gli organizzatori del 'No Cav Day' in piazza Navona hanno snocciolato cifre, entusiasti. Per la Questura erano 15mila i presenti. Nel frattempo sul palco fulmini e saette. Ha aperto la strada Marco Travaglio (il video). Messi in conto gli attacchi contro Berlusconi e il Pd, arrivano anche quelli - attesi, ma scongiurati fino all'ultimo - contro Napolitano: «Fino ad ora il Quirinale ha firmato tutto, compresa l'aggravante razziale. Speriamo che la smetta». E sul Pd: «Berlusconi vince sempre le elezioni per abbandono degli avversari, non lo lasciamo in pace, anche stavolta aveva un piede nella fossa ma la sinistra italiana si è data questa missione: resuscitarlo. Aiutamolo a sparire sennò per inerzia scivola al Quirinale». Attacco a Veltroni (non direttamente nominato): «Berlusconi arretra e gli altri vanno più indietro di lui. Ha una tv abusiva e una casa editrice rubata, ma nonostante questo gli altri dialogano, anche se lui continua a fare di tutto per sputtanarsi. Per dire, nomina Schifani presidente del Senato e la Finocchiaro lo bacia». Pesanti ironie sono riservate anche al ministro della Giustizia: «Alfano spara ca...te da mattina a sera ma siccome lo fa dialogando nessuno dice niente».

BEPPE GRILLO - Poi è stata la volta di Beppe Grillo, in collegamento telefonico (il video). «Immaginatemi bello, dimagrito e molto perbene. Non voglio offendere nessuno» ha esordito il comico. E poi giù macigni. «Lo psiconano in Giappone ha collezionato un'altra figura di m... Non mi riconosco più nel popolo italiano». E i 18 condannati in Parlamento «sono sempre lì: se Mangano è un eroe, loro sono i supereroi. Berlusconi è il garante di un comitato d'affari». Secondo attacco a Napolitano: «Io Morfeo non l'ho mai offeso, lui sonnecchia. Però firma delle cose... Per esempio, un provvedimento per la banda dei quattro. Ve lo immaginate Pertini che firma una cosa per rendersi immune dalla giustizia? Io non lo immagino, così come non immagino Ciampi e Scalfaro. Chi è quest'uomo qua? Quando c'era la gente in piazza a Chiaiano, lui dov'era? A Capri, a sentire musica con due inquisiti, Bassolino e la moglie di Mastella». E alla sinistra: «Non c'è nessuna differenza tra l'indulto e l'ammazza-processi. Le leggi di Prodi sulla giustizia sono uguali a quelle di Berlusconi». Strali anche contro Veltroni: «'Topo Gigio' in tre mesi ha fatto cadere il governo Prodi, ha perso Roma e ha disintegrato i partiti della sinistra. È il più grande alleato dello psiconano». L'unico 'omaggio' a Napolitano è arrivato - a inizio manifestazione - dall'«ignoto oratore» (come lui stesso si è definito) Mattia Stella, che ha letto un messaggio di ringraziamento e solidarietà al presidente, seguito da un applauso del pubblico.

CARFAGNA E IL PAPA - Pesantissimo l'intervento di Sabina Guzzanti (il video), che ha preso di mira - oltre che Berlusconi - il ministro Carfagna e persino il Papa. «Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e sarà all'inferno, tormentato da diavoloni». E sulla Carfagna: «Io non sono moralista, non mi interessa la vita sessuale di Berlusconi, ma non può diventare ministro delle Pari opportunità una persona che ha fatto prestazioni sessuali al presidente del consiglio», ha detto citando un'intercettazione a sfondo sessuale «di cui in Italia non si ha traccia ma che è comparsa sul giornale argentino El Clarin». È stato il passaggio più applaudito dell'intervento. La comica non ha risparmiato il centrosinistra, in particolare il Pd. «Perché si deve appoggiare la norma sulle intercettazioni? Vogliono rifare le scalate alle banche perché gli stanno bene i Consorte e i Fiorani che si mettono in tasca i soldi delle vecchiette».

«COME LA P2» - Come previsto, Antonio Di Pietro ha invece riservato le sue critiche all'operato del governo: «C'è in atto un comportamento da nuova P2, anzi, proprio P2 perché sono sempre quelli. Se andate a vedere le proposte sono proprio quelle della P2, che voleva la giustizia asservita allo Stato. Quando c'è un'emergenza democratica si sta al fronte. Appena le condizioni ce lo permetteranno attiveremo un grappolo di referendum per cancellare queste leggi». Prima di salire sul palco aveva pesantemente attaccato il lodo Alfano: «Qualcuno mi sta processando? Mi faccio una legge che dice che quattro cittadini italiani una volta che diventano presidente della Repubblica, della Camera o del Senato, capo del governo, possono ammazzare la moglie, stuprare bambini, o addirittura corrompere un testimone in un processo e non possono essere processati». Secondo il leader Idv «i cittadini devono resistere e ribellarsi: tutti i regimi cominciano in maniera dolce». Piccola nota al Pd: «Noi rispettiamo chi non è qui ma chiediamo ugualmente rispetto da chi non c'è e non ha aderito nemmeno idealmente».

CAMILLERI E PARDI - Presenti al 'No Cav Day' diversi esponenti dell'opposizione e personaggi della cultura: Rita Borsellino («Chi ci rappresenta deve fare un'opposizione forte, tenace, vera contro un governo che fa scelte pericolose mettendo in crisi la democrazia»), Andrea Camilleri (che ha letto cinque poesie: «La sua morale ha più buchi di un colabrodo, ma viene ricevuto in Vaticano con tutti gli onori: pecunia non olet» - il video), Ascanio Celestini, Laura Belli, Moni Ovadia, Beppe Giulietti, Livia Ravera, Fiorella Mannoia. Dal palco Pancho Pardi (Idv) ha lanciato un appello perché Berlusconi non diventi presidente della Repubblica: «Chi ha già provato a sfregiare la Costituzione non potrà diventarne il custode, chi è uscito dai processi di magistratura solo perché ha fatto delle leggi a proprio favore non può diventare presidente del Csm, chi si è vantato di spregiare il 25 aprile non potrà diventare presidente della Repubblica che è nata dalla Resistenza. Ci aspetta una dura campagna, lunga cinque anni».
BANDIERE - Molte le bandiere di fronte all'ambasciata brasiliana, dove era allestito il palco. Oltre ai vessilli dell'Italia dei Valori, quelli della Sinistra (ormai extraparlamentare), di Sinistra Democratica e del Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando. Non mancava qualche simbolo del Pd. Sul palco un lungo manifesto verticale con l'articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge». Sull'altro lato del palco un'altra scritta: «La legge è uguale per tutti». Alcuni manifestanti indossavano cartelli con una citazione di Umberto Eco: «Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia». Altri mostravano i vari reati che verrebbero 'sospesi' in caso di approvazione dell'emendamento blocca-processi: «Stupro, sospeso», «Abuso d'ufficio, sospeso». A ruba le magliette «Fermiamo il caimano» (guarda). Sui cartelli dei manifestanti è finito anche il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: «Presidente, che cuccagna la Carfagna». Un uomo portava sulle spalle una copia del giornale Il bolscevico, organo del partito marxista leninista, in cui è rappresentato Berlusconi affacciato al balcone di piazza Venezia e vestito come il duce, con scritto «Fermiamo l'uomo della provvidenza e della terza Repubblica». Alcune t-shirt riportavano lo slogan «Tutte le dittature nascono in nome del popolo».
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Tutti i video da Rai news24.

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venerdì 4 luglio 2008

Franca Chiaromonte (Pd): La Carfagna sembra non aver capito nulla degli omosessuali.

"Se insisterà sulla famiglia-presepe bisognerà contrastarla".
(Raif) "Bisogna giudicare i ministri dalle loro parole e dai loro atti. Mara Carfagna ha presentato la famiglia come un presepe negando che i casi di violenza sulle donne avvengano per il 92% tra le mura domestiche. Mara Carfagna, al di là del fatto di non aver concesso il patrocinio per il Gay Pride, ai gay, sembra non aver capito nulla della condizione degli omosessuali", così la senatrice del Partito democratico, Franca Chiaromonte.
"Tutto questo - ribadisce - non c'entra con le allusioni alla sua sessualità e al fatto che è una bella donna. Nessuno se la prenderebbe con un ministro di sesso maschile".
Poi la presidente di Emily ha aggiunto: "Quanto alla bravura, vera o presunta, come ministra la giudicheremo dai fatti. Se manderà avanti il ddl sullo stalking (già proposto dall'ex ministra Barbara Pollastrini) saremo d'accordo con lei. Se insisterà sulla famiglia-presepe bisognerà contrastarla".

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lunedì 30 giugno 2008

I “ministri mediatici” volano nel gradimento popolare. La Carfagna al 40%.

A quasi due mesi dal suo insediamento, il governo Berlusconi continua la “luna di miele” con l’elettorato: la strategia di comunicazione, attuata dall’alleanza Pdl-Lega, sta incontrando il consenso popolare. I sondaggi confermano la tendenza dei primissimi giorni: i ministri più attivi sotto il profilo mediatico riescono a ottenere un indice di fiducia maggiore, raggiungendo larghe fasce di cittadini mediante la presenza nelle trasmissioni televisive e sulle pagine dei giornali.

Determinazione. Brunetta, Maroni, Tremonti, Frattini e Sacconi raggiungono un consenso che si attesta sul 60% (in alcuni casi anche superiore a tale soglia): il loro stile comunicativo, improntato alla volontà di riformare drasticamente i settori di competenza, riscuote grande favore negli elettori, in particolar modo tra quelli “non fidelizzati”. Su una cifra media di fiducia (50% o poco meno), ci sono La Russa, Scajola, Alfano, Prestigiacomo, Bondi, che sfruttano il fattore della notorietà consolidata: si tratta di attori politici che già hanno ricoperto incarichi governativi o comunque ruoli di primo piano negli anni scorsi.

Ministeri “invisibili”. Il livello di consenso decresce in maniera molto netta per i ministeri meno noti: su tutti Mara Carfagna gode di una stima popolare al di sotto del 40%, pagando pesante dazio al suo passato da show girl. Il deficit di immagine, tuttavia, investe anche i leghisti Zaia, Bossi e Calderoli (invisi a gran parte degli elettori meridionali, che li bocciano a prescindere dalle iniziative intraprese) e i poco visibili Vito, Fitto e Gelmini. l’unica eccezione è Rotondi, che nonostante la costante presenza sui mezzi di informazione non riesce a raccogliere indici di gradimento elevato.

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venerdì 27 giugno 2008

Fondi negati dal governo per una ricerca sull'omofobia. GayLib sta con la Carfagna.

Ci è stato girato da un'importante agenzia giornalistica, questo comunicato inviato dal "coordinatore" di GayLib Lombardia. Che dire... un comunicato maldestro con parole che si commentano da sole e per quel che ci riguarda le troviamo particolarmente inopportune e stonate.
Soprattutto, caro Maggioni, l'omofobia non è una "problematica" come scrive lei (e chissà quante volte ne sarà stato oggetto anche lei, forse senza accorgersene) ma una realtà, vedi un pò qui, qui, qui, qui, qui, per non parlare poi dei fatti romani...).
E' chiaro che il nostro Presidente del Milan ha deciso di seguire una linea "negazionista" alla Ahmadinejad, del tipo: "Da noi non esistono gay e quelli che ci sono, sono dall'altra parte", ricorda? In pratica, lei che si proclama omosessuale di centrodestra è stato messo alla porta da Berlusconi. Oppure il presidentissimo è stato frainteso o stava raccontando una barzelletta. E' vero, quell'uomo è lieve, non pesa le parole ed è proprio per questo che, secondo noi, dovrebbe fare altro e non il premier.
E' proprio con atti come quelli del Ministro Carfagna che non si affronta la questione omosessuale, allontanandola o addirittura negandola.
Ora, che per mettersi un mostra e per mendicare un posto in una qualsivoglia commissione,(e dopo la vittoria del centrodestra nelle scorse elezioni è chiaro a tutti che lo pretendete...), si giustifichi l'azione di un Ministro dilettante che fa disastri ogni giorno, non è far politica ma semmai gli affari propri e poi andare controcorrente a tutti i costi può anche essere grottesco o paradossale come in questo caso e, soprattutto, è la negazione della politica.
A proposito, a Milano ed in Lombardia in questi giorni si sono superati i 35 gradi... Si sa, a volte il caldo... A Maggioni consigliamo del ghiaccio... sulla testa però. Insomma non si riesce mai a stare tranquilli con questi di GayLib. Una ne pensano e cento ne fanno. Per rinfrescarsi le idee leggete un po...
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Gentile Ministro Carfagna, leggo da alcune agenzie di stampa che ha deciso di eliminare un finanziamento su di una ricerca sulla discriminazione sessuale che avrebbe dovuto essere svolta dall'Istat. Il finanziamento per questo studio e' di 180.000 euro, mica noccioline. Bene ha fatto a sospendere questo finanziamento, in quanto lo studio di questa problematica e' inutile. Lei sa che la discriminazione nel nostro paese esiste e quindi non ritiene utile spendere altri soldi per ribadire questa sua idea che e' comune a molti. Non comprendo tutto questo stracciarsi le vesti da parte di alcuni rappresentanti di associazioni omosessuali, ma come direbbe il nostro Presidente, sono solo comunisti, che amano fare polemica inutilmente. Lei e' tanto certa della necessita' di mettere rimedio a questo problema che in Consiglio dei Ministri, presentera' a brevissimo una legge sulla discriminazione sessuale, come del resto a fatto nei giorni scorsi per lo stalking e la violenza sessuale. La sua azione e' meritoria, ha risparmiato soldi che possono essere girati a scopi umanitari o di aiuto agli indigenti e lo sara' doppiamente quando sara' approvata la tanto attesa legge. Signora Ministro, ma e' questa la sua intenzione vero ? Son certo di si.
Con stima

Luca Maggioni
Gaylib Lombardia

gay liberali di centrodestra

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giovedì 26 giugno 2008

Critica la Concia per i tagli della Carfagna. Silenzio dai gay di destra che si isolano.

CONCIA: "IL MINISTRO CARFAGNA NON DEVE CEDERE ALLE SPINTE OMOFOBE DELLA SUA MAGGIORANZA".

"Il governo getta la maschera, dice di voler combattere le discriminazioni contro gli omosessuali e, per coprire il buco lasciato dalla cancellazione dell'ICI, taglia 180.000 euro stanziati in favore dell'ISTAT per l'indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale.
La somma tagliata è una inezia per il bilancio dello stato ed è evidentemente un attacco contro gli omosessuali, perché è la prima volta che all'ISTAT viene commissionata una indagine del genere.
Il fenomeno delle discriminazioni per orientamento sessuale va studiato per poter essere compreso.
E' un evento storico che l'ISTAT faccia questo studio: il Ministro Carfagna non deve cedere alle spinte omofobe della sua maggioranza, abbia il coraggio di essere all'altezza delle destre europee, prenda esempio dai Ministri di altri governi di destra, come quelli francesi che esaltano le differenze e non le cancellano, come vorrebbe fare il governo italiano.

Quanto tempo ancora ci metterà la destra italiana a capire che le società aperte ed inclusive generano maggiore ricchezza, rispetto alle società retrograde?"

on. Anna Paola Concia - deputata PD.
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Ndr. Sorprende il completo silenzio dai "gay discriminati solo dalla sinistra" che con questa azione vengono discriminati anche dai loro sodali politici. Se ci siete battete un colpo, o meglio un comunicato, visto che in pratica fate solo quello.

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martedì 17 giugno 2008

Gay/Carfagna, “no alle discriminazioni normative”. E’ apertura?.

(River-blog) Stamattina mi capita tra le mani l’inserto allegato all’edizione odierna de Il Giornale: “Dossier Campania”. Lo apro solo perché in copertina c’è Mara Carfagna, che, all’interno, rilascia lunga intervista. Mi interessa una sola domanda: quella sui diritti sui gay. La risposta che il ministro delle Pari Opportunità dà mi stupisce.

Ha fatto discutere il suo rifiuto della richiesta ufficiale di patrocinio per il Gay Pride. Alla stampa lei si è detta convinta che manifestazioni del genere siano legittime, ma non rappresentino la strumento più adatto a sostenere i diritti degli omosessuali. Quali iniziative ritiene vadano intraprese? Credo sia necessario intervenire a livello legislativo per eliminare ogni eventuale discriminazione normativa. Bisogna, inoltre, colpire duramente chi commette violenze, di matrice omofobica e non. La condanna deve essere rivolta a ogni tipo di sopruso.

Ora: sarà che mi accontento di poco (!). Sarà che una frase del genere (”eliminare ogni discriminazione normativa), un deputato/senatore dell’ex Margherita non l’avrebbe mai pronunciata. Ma dalla Carfagna non me l’aspettavo.

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sabato 14 giugno 2008

Concia (Pd), i movimenti glbtq e il Parlamento hanno ruoli diversi.

"Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica".
(Ansa) I movimenti e il Parlamento hanno ruoli diversi. Lo sottolinea Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, riferendosi a quanto comunicato oggi dagli organizzatori del Pride di Bologna sull'incontro avuto dalla parlamentare con il Ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna.

'Ho incontrato il Ministro Carfagna nella mia qualita' di parlamentare della Repubblica. Il movimento LGBT e io - precisa Concia - abbiamo compiti diversi e non devo chiedere certamente agli organizzatori del Gay Pride il permesso di esercitare le mie funzioni e assolvere al mandato conferitomi dagli elettori. Mai ho espresso opinioni a nome del movimento e neppure l'ho fatto questa volta, come, del resto, e' facile verificare dalla rassegna stampa'. 'Stupisce, tuttavia - aggiunge - che gli organizzatori del Bologna Pride mi attacchino oggi, dopo che ieri mi hanno fatto recapitare l'invito a uno degli eventi di contorno alla manifestazione del 28 Giugno prossimo. Non voglio alimentare polemiche che non fanno bene a nessuno e mi piace pensare che l'uscita di oggi sia frutto di un banale malinteso, perche' cosi', i rappresentanti del movimento finiscono per dare una immagine distorta del lavoro loro e mio a quei milioni di omosessuali italiani che aspettano da anni risultati concreti: resto convinta - conclude l'esponente del Pd - che quei risultati potranno arrivare dialogando anche con chi in passato ha avuto uscite infelici verso le persone gay e lesbiche e non alzando steccati ideologici'.

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A sinistra solite polemiche tra i gay. Il comitato Bologna pride chiede alla Concia a nome di chi parla.

(Ansa) L'incontro di martedi' scorso fra il ministro delle pari opportunita' Mara Carfagna e Paola Concia, paladina del Pd in difesa dei diritti degli omosessuali, e soprattutto le dichiarazioni 'pro-dialogo' della parlamentare non sono piaciute al comitato organizzatore del prossimo Gay pride nazionale (a Bologna il 28 giugno).

'Onorevole, a nome di chi parla? Le posizioni del movimento Glbt sono distanti dalle sue dichiarazioni', precisano in una nota. Lo staff ricorda le 'dichiarazioni vergognose' del ministro: 'la Carfagna ci ha detto che siamo esibizionisti, volgari, senza speranza, che dovremmo stare a casa, che non ci sono discriminazioni, che il Pride dovremmo abbandonarlo', aggiungendo che poi 'il ministro, grato di questa apertura di credito fatta a nome del movimento Lgbt italiano da parte di chi non ci ha mai militato, ringrazia e la congeda'. Ma per il comitato bolognese 'la questione della rappresentanza e' un punto troppo serio per essere venduto per poche righe sulla stampa'.

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domenica 25 maggio 2008

Continua la polemica dell'Arcigay verso la Ministra Carfagna. Mancuso: Gay pride caricatura? Forse lo è lei.

(Apcom) Dal ministro Carfagna "non serve solidarietà pietista ma servono azioni concrete e serve che dica cosa intende fare per mettere in pratica queste azioni. Noi vogliamo sapere se il Ministro è d'accordo con l'estensione della Legge Mancino che allarga i reati di odio per orientamento sessuale". Lo afferma Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, in una nota.

"È insopportabile - prosegue - che il ministro Mara Carfagna dica un giorno si e l'altro pure che si occuperà solo dei casi singoli di discriminazione. Questo non è il ruolo o il compito di un ministro. Il caso singolo di Cristian Floris fa emergere un problema vastissimo ma è del fenomeno generale che si deve occupare Mara Carfagna perché ella ha il potere di mettere in pratica azioni concrete, attraverso strumenti legislativi, per evitare o disincentivare le discriminazioni collettive".

"E poi - conclude Mancuso - la smetta il ministro di parlare del corteo del Pride come di una caricatura perché, dalle sue prime uscite pubbliche, ci sembra piuttosto sia la Carfagna stessa una caricatura di un ministro, abbiamo capito che non parteciperà ai Pride ma per questo non sentiremo la sua mancanza. E la smetta di dire che non finanzierà nulla perché nessuno le ha mai chiesto un centesimo per quanto riguarda i cortei perché semmai i contributi sono stati chiesti per gli eventi culturali collaterali".

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sabato 17 maggio 2008

Un gaypride "sobrio". Mancuso risponde alla Carfagna con inutili volgarità e la Concia le fa proposte.

GAY: MANCUSO A CARFAGNA, SFILEREMO CON SOBRIETA' COME SU PASSERELLA MISS ITALIA.
(Adnkronos) "Siamo d'accordo con la neo ministra della Pari Opportunita' Mara Carfagna quando dice che le discriminazioni vanno contrastate in una societa' moderna ed accogliamo altresi' il suo invito alla sobrieta'. Infatti prendiamo l'impegno a sfilare a tutti i Pride come se fossimo su una passerella di Miss Italia". Lo afferma il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso. "Per quanto ci riguarda non abbiamo nulla in contrario al concorso di bellezza, anche se esiste un ostentazione del corpo femminile, ma invitiamo il ministro ad occuparsi delle tante e tante discriminazioni che realmente esistono nel nostro paese. La Carfagna -conclude Mancuso- non dovrebbe ignorare, o mettere la polvere sotto il tappeto (pardon la passerella), quali e quanti siano gli atti di omofobia di casa nostra per sostenere poi che in Italia tutto va bene. Siamo comunque in fiduciosa attesa del commento del ministro, dopo che avra' visto la sfilata del Pride, cosi potra' mostrare il lato B delle sue idee".
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Ndr. Nei fatti ormai la dirigenza dell'Arcigay non è più politicamente gestibile.
Pur vivendo degli incassi derivanti soprattutto dall'affiliazione di circoli ricreativi alcuni dei quali forniti di dark-room (situazioni tra l'altro non riscontrabili in locali frequentati da una clientela eterosessuale) e del tesseramento di chi soprattutto frequenta abitualmente saune, discoteche e locali punto d'incontro. Gente che certamente nulla hanno a che fare con l'impegno politico o la cultura, con l'arroganza che lo contraddistingue ora il Presidente-poeta dell'Arcigay scende in inutili quanto gratuite volgarità ergendosi inoltre a pretestuoso paladino del "costume morale" della società .
Che centra tirare in ballo Miss Italia? E l'ostentazione del corpo femminile? Pure i gay hanno una manifestazioni per l'elezione di improbabili Mr. Gay, tra l'altro particolarmente amata e frequentata dall'ex onorevole Grillini...
Ed ambedue (Miss Italia com Mr. Gay) pur essendo superati quanto squallidi,
sono e restano concorsi di bellezza pur cui l'ostentazione dei corpi non solo è giustificata ma legittima.
Così non è per i Pride dove vengono fatte rivendicazioni, sociali e civili particolarmente forti dal punto di vista politico. Ora, legittimamente ognuno può partecipare alle parate gay come più lo desidera, in giacca e cravatta, come suggerisce GayLib, o in slip come suggeriscono altri, Così è pure legittimo aspettarsi delle critiche e delle insofferenze. Libertà, se ci deve essere, deve valere per tutti.
E' da parecchio ormai che il nostro Presidente-poeta è a corto di argomenti, soprattutto politici. Il finale del comunicato Mancuso poteva risparmiarselo ma probabilmente ormai non sono più in grado di trattenersi dopo la disfatta elettorale. E i gay debbono molto a lui per questa sconfitta. Non restano che le dimissioni. (Aspis)
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GAY: CONCIA (PD), CARFAGNA VENGA CON ME A GAYPRIDE DI BOLOGNA.
(Adnkronos) ''Sono contenta che la ministra Carfagna affermi, anche a nome delle istituzioni, che " l'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto". Lo dice Anna Paola Concia del pd, convinta che ''anche le leggi dello stato abbiano una funzione educativa e che l'Italia aspetta una legge sui reati d'odio, come l'omofobia''. ''Invito - incalza Concia - Mara Carfagna a venire con me al gaypride nazionale che quest'anno si terra' a Bologna il 28 giugno: cosi' la ministra potra' vedere con i propri occhi come sono gli omosessuali. Un ministro della Repubblica ha il dovere di conoscere da vicino i problemi di cui si occupa, senza pregiudizi e senza infingimenti. Per questo l'altro giorno le ho suggerito di vedere il film "Improvvisamente l'inverno scorso", per conoscere come vive una coppia di giovani omosessuali nel nostro paese''.

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