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giovedì 4 settembre 2008

Troppa legggerezza? Quando il gay diventa "velina".

(Max Forte) Queerblog a parere nostro nel suo articolo "Il vigile gay, la disinformazione e la sanzione" su Fabrizio Caiazza tratta l'argomento in modo troppo leggero, superficiale, omettendo un fatto particolarmente importante, anzi, fondamentale e mettendosi loro stessi dalla parte di chi disinforma.

Manca un pezzo.
Il nostro simpatico ghisa, forse per ingenuità o forse per furbizia sua o di qualcun'altro (in quest'ambiente c'è sempre un furbacchione..) ha posato con la divisa d'ordinanza per la foto di copertina di Clubbing di maggio (che vedete sopra e che potete scaricare qui, qui e qui).
Ma non solo, un articolo all'interno, a pagina 40, aveva il titolo che recitava in questo modo; "Fabrizio Caiazza in divisa". Tutti noi sappiamo quanto la divisa "titilli" l'immaginario gay ed il titolo, contava probabilmente soprattutto su quello. Un articolo che, a dire la verità è abbastanza insipido e non gli fa certo un bel servizio ma dove però compare anche l'indirizzo della pagina su Gaydar del nostro vigile con un nick particolarmente indicativo nonchè evocativo: Poliziottobonomi. Ci sembra quindi di capire che il nostro vigile forzi un poco la mano sul suo essere un membro delle forze dell'ordine... Oh no?

Clubbing nell'ambiente gay milanese è un giornaletto particolarmente conosciuto, è un mensile distribuito gratuitamente un pò dappertutto, locali, saune, circoli culturali, pornoshop, ecc. Probabilmente a voi è sfuggito quel particolare di una certa rilevanza della foto del nostro vigile in divisa.
E domandiamo se questo secondo voi non è grave? La divisa si indossa in servizio e non per andare al bar o in un supermercato o ad un ballo mascherato ne tantomeno in un "un servizio fotografico" a meno che questi non sia stato preventivamente concordato con i propri superiori o con l'ufficio stampa del Corpo dei Vigili Urbani. Ciò che fa in borghese il nostro simpatico, e lo ribadiamo probabilmente ingenuo vigile, sono sacrosanti affari suoi, ma ciò che fa in divisa no.

Caiazza è un Vigile Urbano con tanto di numero di matricola, divisa e quindi obblighi precisi contemplati in un regolamento che ha sottoscritto all'atto del suo arruolamento. Cerchiamo di mettere parole e fatti al proprio posto, il nostro vigile non è una velina e come tale deve essere lui il primo a rispettare e difendere le sue prerogative, insegne, doveri e diritti e tra i suoi diritti non c'è quello di trattare la divisa come un generico capo d'abbigliamento del suo guardaroba personale. Quella divisa non è sua è del Corpo dei Vigili Urbani dei milanesi e tra questi anche i gay milanesi.

Insomma informatevi ed informate meglio. Per quanto riguarda il futuro di Fabrizio Caiazza se incorre in qualche sanzione o guaio ben peggiore non possiamo che concludere con questa considerazione: Se l'è cercata e soprattutto stia attento ai furbacchioni! A lui comunque la nostra simpatia e solidarietà umana.
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Aggiornamento.
La foto che è comparsa sulla copertina di Clubbing, pare facesse parte di un servizio fotografico commissionato dal Corpo dei Vigili Urbani di Milano per il loro calendario 2008. A l corpo negano che Caiazza ne abbia fatta esplicita richiesta per il loro utilizzo. Il che aggrava ulteriormente la posizione di Fabrizio Caiazza e forse tira in ballo giudizialmente anche l'editore di Clubbing.

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mercoledì 3 settembre 2008

Nicola Cicchitti da Trieste, il finanziere che guida il coming-out dei poliziotti gay.

Il nostro timore non è quello di una ritorsione violenta ma di una discriminazione strisciante. Ci preoccupa il machismo quotidiano che chi è in divisa è costretto a vivere.

(Maddalena Rebecca - Il Piccolo) Lui il «coming out» l’ha fatto tanto tempo fa. E ora si batte perchè anche gli altri poliziotti, fiamme gialle, carabinieri e militari omosessuali d’Italia trovino il coraggio per uscire allo scoperto e abbandonare la clandestinità.

Nicola Cicchitti, finanziere trentenne in servizio da dieci anni a Trieste, ha fatto della lotta ai pregiudizi radicati nelle caserme e nelle questure del Paese una vera e propria missione. La porta avanti da presidente di «Polis aperta», l’associazione che sta per organizzare a Bologna il primo meeting nazionale di gay e lesbiche in divisa.

Un evento a cui Cicchitti, originario della Calabria ma ormai triestino d’adozione, laureato in economia aziendale e molto attivo nel mondo del volontariato, lavora da mesi. L’idea, maturata anche grazie ai suoi contatti con i rappresentanti delle altre 14 associazioni europee di gay con le stellette, è quella di riuscire a portare a fine settembre nel capoluogo romagnolo decine di uomini e donne appartenenti a forze dell’ordine ed esercito.

Omosessuali di ogni età e provenienza, accomunati dalla volontà di cambiare le cose e decisi quindi a partecipare alla stesura del nuovo statuto dell’associazione e a definire un programma di iniziative che aiutino a superare lo «stato medievale in cui versa il sistema dei regolamenti interni alle forze di polizia relativamente all’orientamento sessuale».

«Per molti di noi - spiega Nicola Cicchitti - il timore non è quello di una ritorsione violenta, quanto della discriminazione strisciante. A preoccupare è il disagio per il machismo quotidiano che chi è in divisa è costretto a vivere. Un disagio fatto di battute e linguaggi, lo stesso che le donne entrate nell’Esercito e in Polizia hanno contribuito a cambiare, senza tuttavia riuscire a cancellarlo».

Di qui l’appello lanciato dal presidente di «Polis aperta» ad unire le forze per reagire e cambiare una mentalità oscurantista ancora dura a morire. La stessa, ammettono alcuni dei 200 soci dell’associazione, che si traduce spesso in provvedimenti quanto meno sospetti, come cambi di mansioni e trasferimenti coatti.

Ed è proprio per evitare questo tipo di rischi che la stragrande maggioranza dei gay in divisa, a Trieste come a Palermo, rinuncia a manifestare liberamente il proprio orientamento, posticipando il momento dell’«outing» in reparto. «Non puoi mai sapere come reagiranno i tuoi superiori - scrive un poliziotto nel blog della comunità degli omosessuali con le stellette -. Ed è comunque sempre difficile dimostrare che un trasferimento punitivo è arrivato perchè si è scoperto che sei gay e non per ”esigenze di servizio” come dicono le motivazioni ufficiali».

L’impegno di Nicola Cicchitti, comunque, non è rivolto solo alla dimensione nazionale.
Il giovane finanziere, infatti, è attivo da tempo anche nel tessuto cittadino.
Vicepresidente del circolo Arcigay-Arcilesbica di Trieste è inoltre componente della direzione provinciale del Partito democratico e ha fatto parte della Costituente regionale dello stesso Pd. Di recente ha poi partecipato alla raccolta di firme a favore dei diritti civili e di cittadinanza a favore di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

La sua, insomma, è un’attività intensa e instancabile che, probabilmente, ha dovuto anche fare i conti con qualche ostilità e più di qualche mugugno.

Chissà se può aver dato a fastidio a qualcuno anche il blog che il finanziere Cicchitti aveva aperto lo scorso luglio con l’idea, si legge nel messaggio inaugurale di «creare uno spazio aperto, dove poter comunicare un mio pensiero, una mia idea, il mio modo di vedere le cose!». Inutile, infatti, tentare di aprire l’archivio del blog per leggere tutti i commenti inseriti dal finanziere trentenne nelle settimane scorse. L’operazione è resa vana dalla comparsa di un’eloquente scritta blu: «spiacenti, il blog all'indirizzo nicolacicchitti.blogspot.com è stato rimosso».

Impossibile chiederne ragione al diretto interessato. «Nico», come si firma nel blog, è partito qualche giorno fa per le vacanze. Vacanze vere, spiega nell’ultimo messaggio leggibile, vale a dire lontane da cellulari e computer, e caretterizzate solo da buone letture e ottime compagnie.

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martedì 2 settembre 2008

"Basta con la clandestinità", a Bologna il meeting dei poliziotti gay,

Si chiama "Polis Aperta". Il presidente: troppe discriminazioni. Agenti e militari fondano la prima associazione italiana. Venerdì 26 settembre, a Bologna, il primo incontro.

(Vera Schiavazzi - Il Corriere della Sera) Ministro La Russa aspettaci, stiamo arrivando. Poliziotti, Carabinieri, uomini e donne della Guardia di Finanza, dell'Esercito e dell'aeronautica gay e lesbiche escono allo scoperto anche in Italia, dopo una lunga stagione di incertezze e clandestinità. E venerdì 26 settembre, a Bologna, volteranno pagina: la loro associazione, «Polis Aperta», la prima e l'unica nel nostro Paese, riunirà il suo direttivo per darsi un nuovo Statuto e un programma di iniziative, in un grande coming out collettivo. Nonostante la decisione, presa anche in seguito alle pressioni degli altri gruppi europei, a cominciare dagli spagnoli di Gaylespol che hanno organizzato l'ultimo raduno internazionale a Barcellona, è ancora molto difficile trovare gay e lesbiche in divisa disposti a parlare, e non a caso per alcuni è più facile che per altri: Vito Raimondi, torinese, è un finanziere come il triestino Nicola Cicchitti, presidente di Polis Aperta. «Per molti di noi — racconta — il timore non è quello di una ritorsione violenta, quanto della discriminazione strisciante. E il disagio per il machismo quotidiano che chi è in divisa è costretto a vivere, fatto di battute e di linguaggi, lo stesso che le donne entrate nell'esercito e in Polizia hanno contribuito a cambiare, senza tuttavia riuscire a cancellarlo».

Oggi, gli aderenti a Polis Aperta che hanno un nome e un cognome e partecipano liberamente alle prime attività pubbliche dell'associazione sono circa duecento. C'è chi ha fatto il suo coming out personale pur essendo un Carabiniere, in uno dei corpi cioè ritenuti più tradizionali, e chi invece preferisce non comparire anche se nella vita fa il vigile urbano: «Non puoi sapere come reagiranno i superiori, ed è comunque difficile dimostrare che un trasferimento "punitivo" è arrivato perché si è scoperto che sei gay e non per "esigenze di servizio", come dice la motivazione ufficiale ». La regola italiana, dunque, è «non chiedere, non dire»: «Mi è capitato di incontrare in discoteca colleghi che appena mi vedevano si giravano dal-l'altra parte — spiega Raimondi —. Al Gay Pride di Biella ero con il mio compagno e un collega che fino a quel momento era rimasto ai margini della manifestazione vedendomi sotto il palco è venuto a salutarci. È stato un grande momento, la dimostrazione che dobbiamo renderci visibili». Una richiesta che viaggia anche attraverso la rete, negli appelli accorati di chi è entrato — dopo una richiesta e un filtro iniziale — nei gruppi di discussione del sito web.tiscali. it/polisaperta. Scrive «Genova in divisa»: «Caro gruppo, faccio quest'ultimo tentativo poi la smetto, perché mi pare di essere rimasto l'unico in tutta la Liguria... Se c'è qualche collega di qualunque corpo, civile o militare, mi farebbe molto piacere scambiare idee con lui su come si vive e si lavora a Genova essendo gay e portando una divisa». Giulio, nuovo iscritto dal Sud, aggiunge: «Vorrei confrontarmi con altri militari che si trovano a vivere la loro omosessualità tra mille difficoltà nelle caserme italiane ». Al ministro della Difesa, Polis Aperta chiede di poter essere riconosciuta come associazione mista e senza finalità sindacali, in modo da aggirare ogni divieto. All'ordine del giorno di Bologna c'è anche un programma di incontri e l'elezione di delegati regionali. Ma, soprattutto, l'idea di poter cambiare dall'interno una mentalità ancora prevalente tra le forze dell'ordine, creando gruppi di poliziotti gay («siamo una risorsa, non un problema») capaci di formare i colleghi insegnando loro a intervenire in caso di reati o violenze che riguardano gli omosessuali. Come già avviene in Spagna, dove sono i gay della Guardia Civil a tenere corsi anti- discriminazione.

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lunedì 25 agosto 2008

Le aggressioni a Roma. Propaganda e realtà sono due cose ben distinte.

(Giornalismo partecipativo) Con la propaganda ed il martellamento “pubblicitario” a colpi di slogan sulla sicurezza il centrodestra ha vinto le elezioni. Ricordo la volgare strumentalizzazione, durante la campagna elettorale per il sindaco di Roma, del caso della stazione “la storta”: un vergognoso linciaggio mediatico contro la giunta del centro-sinistra, dalla pdl ritenuta in qualche modo corresponsabile del brutale episodio. Da quando Alemanno è il nuovo sindaco a Roma ne sono successe di tutti i colori: omicidi, violenze, stupri (commessi da italiani e stranieri), pedofilia (addirittura un prete che, secondo i giornali, è stato nominato garante per la famiglia e le periferie da Gianni Alemanno durante la campagna elettorale. Da pelle d’oca). Di tutto questo solo piccoli trafiletti, oscurati dai proclami sulla sicurezza che il governo attuale continuamente ci propina con quell’ operazione di pura facciata che è l’ invio di qualche militare sulle piazze. La sicurezza finalmente adesso c’è.

Semplice: basta non dare le notizie o minimizzarle a brevi fatti di cronaca. Un pò più di fatica fanno a nascondere gli sbarchi dei disperati. Il ministro La Russa, in una puntata a Ballarò annunciava, comicamente, la fine degli arrivi via mare. Apprendo oggi che a Roma una turista olandese è stata violentata e derubata: dov’ era il “pacchetto sulla sicurezza”? Dov’ era l’ esercito? Dov’ era il sindaco Alemano, che in vesti da “pubblico ministero” accusava sempre Veltroni ad ogni episodio di cronaca che succedeva nella capitale ??

Capisco, prendere il potere era importante. Machiavelli docet. Ma almeno non ci prendano in giro. Come ha fatto un assessore leghista che affittava un laboratorio clandestino con nove cinesi costretti a lavorare in condizioni pietose. Se c’era bisogno, ma non ce n’ era bisogno, si è visto che la propaganda e la realtà sono due entità ben distinte.
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venerdì 22 agosto 2008

Colpi di caldo. I gay di destra invocano a Roma la presenza dell'esercito contro i prostituti omicidi.

No comment, non è necessario alcun commento, basta leggere quel che scrivono i gay destrorsi su come controllare la prostituzione alla Stazione Termini di Roma e con essa scongiurare altri omicidi. Può esserci qualcosa di più ridicolo? Comunque grazie, crediamo di aver scoperto dei nuovi autori per comici televisivi... perlomeno uno, il rubicondo Priori.
L'esercito con le marchette ma a fare che visto che l'esercito nulla può fare (neppure chiederti un documento) senza la presenza della polizia? Oppure il rubicondo Priori immagina altro? Orge in mimetica? Ma ci pensate... che divertimento... e soprattutto mancanza di idee e senso della politica. Povera patria!
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ROMA, OMICIDIO GAY. GAYLIB AD ALEMANNO: “MANDI L’ESERCITO A CONTROLLARE LE MARCHETTE DELLA STAZIONE TERMINI”.
Comunicato stampa.

"L’ennesima marchetta romena assassina. Basta parole. A Roma servono i fatti. Alla stazione Termini e nei luoghi di battuage gay, frequentati da potenziali assassini omofobi, deve intervenire l’esercito".
Con queste parole il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori interviene a nome dell’associazione di centrodestra dopo la cattura del prostituto rumeno Iulian Muscocea, indagato per l’omicidio dell’architetto omosessuale Alberto Falchetti.
"Giacché l’esercito è stato inviato nelle città – prosegue Priori – e siccome tutti sanno che la stazione Termini, Valle Giulia, Montecaprino sono luoghi di ritrovo dove le marchette aspettano i clienti potenziali vittime, ci appelliamo al sindaco Alemanno e al prefetto Mosca perché si aumentino i controlli nei riguardi di questi riconoscibili quanto pericolosi ragazzi di vita. Tutto questo – conclude la nota – non per razzismo né per moralismo ma per la semplice e chiara necessità di sicurezza che emerge dopo l’ultimo violento omicidio gay a scopo di rapina".
GayLib – Il Direttivo

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domenica 17 agosto 2008

Inghilterra, Il controspionaggio cerca disperatamente 007 gay.

(Agi) In Gran Bretagna cade uno degli ultimi tabu' formali: i servizi segreti sono alla ricerca di agenti ufficialmente gay. Superato lo shock causato dai molti doppio giochisti dei puritani anni 50 come i cosiddetti 'Cinque di Cambridge' (Guy Burgess e Anthony Blunt lo erano di sicuro), inseriti a vario titolo nel cuore di Whitehall e che per anni passavano informazioni a Mosca, il controspionaggio, conosciuto con la sigla 'MI5', ha chiesto aiuto a un'associazione gay per trovare nuovi agenti nella comunita' omosessuale. Lo scrive oggi il Sunday Times, citando l'associazione omosessuale Stonewell che ogni anno pubblica una guida per aiutare i neolaureati gay a cercare un lavoro. Per la prima volta quest'anno e' stato inserito anche l'MI5 nella lista dei datori di lavoro definiti "gay-friendly".
Fino ai primi anni '90 le inclinazioni omosessuali erano ancora un ostacolo ufficiale per alcuni incarichi delicati perche', vista la morale anche di solo 15 anni fa, si considerava i gay tendenzialmente piu' vulnerabili al ricatto rispetto agli eterosessuali. Ora nel mondo post 11 settembre e per il Regno Unito post '7 luglio 2005' l'MI5ha un disperato bisogno di moltiplicare le sue forze: nel 2001 'Thames House' poteva contare su 1.500 dipendenti che entro la fine del 2008 dovrebbero quasi raddoppiare fino a 3.500 aprendo oltre che ai gay a britannici musulmani o asiatici, indispensabili per infiltrarsi nelle cellule terroristiche. Al momento non risulta che anche i cugini del MI6, i datori di lavoro di James Bond secondo Ian Fleming, abbiano seguito l'esempio del contrspionaggio.

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sabato 16 agosto 2008

L'italietta della destra. Quei soldati di Maroni come le vacche di "anni Ruggenti".


Un brano del Film "Anni Ruggenti".
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Antefatto.
(Redazione) Nel leggere questi due articoli mi è venuto in mente un film degli anni '60 diretto da Luigi Zampa; "Anni ruggenti" con un cast di tutto rispetto tra cui vanno segnalati Nino Manfredi, Gino Cervi, Gastone Moschin, Rosalia Maggio e la procace Angela Luce. E perchè si chiederà qualcuno di voi più curioso. In una scena del film Nino Manfredi, un assicuratore scambiato per un funzionario fascista in ispezione, viene scarrozzato dal Podestà Gino Cervi e dal Federale Gastone Moschin nelle adiacenze di una cittadina in visita a delle fattorie modello. Per farle apparire tenute bene e pasciute, il bestiame, sempre quello, viene trasportato da una fattoria all'altra nel tentativo di imbrogliare le carte. ma il trucchetto non passa inosservato ed il nostro Nino Manfredi falso funzionario sgama il trucco grazie alle corna di una vacca cresciute storte e che se la ritrova in tutte le fattorie visitate. Morale: questa destra ci sta imbrogliando e lo dichiara pure, basta leggere le dichiarazioni di Maroni che trovate qui sotto e che sia incapace di nasconderlo lo si evince leggendo il secondo articolo che parla dei militari distaccati a Milano. Che la destra abbia sempre sognato i militari per strada è storia vecchia ma che voglia ancora giocare ai soldatini nel 2008 è grottesco... Povera Patria!
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Il bilancio del ministro dell'Interno, reati in diminuzione "Ma non è merito di Amato". Lotta alla violenza negli stadi. Maroni: "Aumentano le espulsioni. Esercito, il piano funziona".
(Alberto Custodero - La Repubblica) "Pronti i regolamenti della riforma dei servizi segreti, sta nascendo la nuova organizzazione del Dis, che coordina le due intelligence, civile e militare. "Tolleranza zero" negli stadi: è stato istituito un Comitato tecnico per le manifestazioni sportive del quale farà parte anche il servizio segreto civile. Grazie al fattore C (clima), si sono ridotti drasticamente gli incendi. Raddoppiano gli sbarchi a Lampedusa, ma aumentano le espulsioni.

Sono queste le principali novità annunciate al Viminale dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Il ministro Maroni non ha presentato però i dati sull'andamento della criminalità, che registrano nel secondo semestre un calo del 10 per cento. A chi gli ha fatto notare che questa diminuzione non giustificherebbe forse lo stato di allarme sicurezza pubblica, cavallo di battaglia del governo, Maroni ha risposto così. "Mi riservo di capire gli effetti delle misure che noi abbiamo messo in atto".

C'è stato un calo, ha ammesso, ma secondo il ministro non è grazie ai "patti per la sicurezza" firmati dal suo predecessore Giuliano Amato. "I patti per la sicurezza - è stata la frecciata di Maroni al governo Prodi - sono rimasti tutti sulla carta, tranne quelli attuati da noi come quello di Milano. Il calo è dovuto a tanti fattori, ad esempio il venire meno dell'effetto negativo di crescita della criminalità dovuta all'indulto. Quel picco del 2007 non c'è più anche perché molti sono tornati in carcere".

I militari nelle città. Il Ministro ha invece voluto "sottolineare" i dati relativi ai primi 10 giorni di impiego dei soldati comparsi nelle grandi città il 4 agosto. "Nei primi dieci giorni - ha detto il ministro - si possono già segnalare alcuni risultati significativi: sono state arrestate 37 persone di cui 33 extracomunitarie per reati predatori (spaccio di droga, violenza e resistenza a pubblico ufficiale), 37 persone sono state denunciate, di cui 24 cittadini stranieri, 3805 persone sono state identificate, e 1139 veicoli sono stati controllati, 10 dei quali sequestrati". "E' la dimostrazione - ha commentato Maroni - che è stata una operazione utile a garantire maggiore sicurezza, l'hanno percepito bene i cittadini al di là di qualche polemica un po' strampalata".

Terrorismo. Fra maggio, giugno, luglio e la prima metà di agosto, sono stati arrestati importanti "esponenti" in Italia che possono in qualche modo essere ricondotti al terrorismo internazionale. Maroni: "Stiamo monitorando questo settore con grande attenzione sia per il terrorismo di matrice islamica, sia per quello interno".

Criminalita organizzata. La relazione del capo della polizia, Antonio Manganelli, fatta in mattinata al Viminale, dimostra una grande attività di contrasto alla criminalità organizzata. Il ministro dell'Interno ha "segnalato la cattura di numerosi latitanti dal primo gennaio a oggi (86), e negli ultimi giorni la cattura di 4 compresi nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi". A questo proposito, si registra il primo bilancio della collaborazione con la polizia romena, iniziata il 29 maggio, che "proprio il 12 agosto - ha riferito Maroni - a portato alla conclusione di un'operazione con l'arresto di 10 cittadini romeni responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione".

Immigrazione clandestina. Sono raddoppiati gli sbarchi in Italia nel periodo gennaio luglio 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007, ma a questo dato ha fatto riscontro "una più efficace azione di espulsione". Le espulsioni effettuate nei primi 7 mesi del 2008 rispetto al '07 sono aumentate del 15 per cento. I respingimenti del questore hanno registrato un più 25 per cento, le riammissioni più 5 e i rimpatri con voli charter più 57,7.

L'unica percentuale con segno meno, ha osservato il titolare del Viminale, è relativa ai respingimenti alla forntiera, meno 29 per cento, "ma ciò è dovuto - ha spiegato Maroni - all'ingresso nell'area Schengen di vari paesi come Slovenia, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Lettonia, Estonia, Lituania, e Polonia". Le politiche di respingimento e di espulsioni - ha annunciato Maroni - "diventeranno più efficaci quando il ddl sulla sicurezza sarà definitivamente approvato".

Incendi. Anche grazie a fattori climatici favorevoli (il fattore C l'ha chiamato, scherzosamente, Maroni), si è avuta nei primi mesi 2008 una drastica riduzione degli incendi boschivi: meno 87 per cento per ettari di superficie bruciata a bosco, meno 77 per cento per ettari superficie non boscata. In totale, gli interventi dei vigili del fuoco e del corpo forestale dello stato sono diminuiti del 68 per cento.

Sicurezza stradale. Nonostante i tragici incidenti stradali delle ultime settimane, i dati della sicurezza stradale, per Maroni (che ha presentato statistiche fino al 31 luglio), "sono confortanti". Nei primi sette mesi dell'anno, sono stati sequestrati 1263 veicoli di cui 1138 a persone che guidavano in stato di ebbrezza alcolica e 125 sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. In maggio, giugno e luglio sono raddoppiati gli accertamenti al codice della strada. "Questa scelta ha portato alla riduzione del 10 per cento degli incidenti, del 10,8 per cento delle persone ferite e del 6 per cento delle persone decedute".

Maroni ha annunciato una collaborazione con la Commissione Europea che porterà all'utilizzo di fondi messi a disposizione dell'Italia "scarsamente utilizzati negli anni passati". Il commissario europeo Tajani ha detto: "Nell'anno della campagna per la sicurezza stradale dell'Ue, ho scelto come testimonial, insieme ai pompieri del Regno del Belgio, il campione di F1 Raikkonen per raggiungere l'impegno di dimezzare entro il 2010 le vittime sulle strade dell'Ue"

Il comitato per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Si affianca all'Osservatorio che opera su questi temi con la funzione di un organismo tecnico che deve valutare con attenzione gli interventi da fare per garantire la sicurezza durante le manifestazioni sportive. "L'esperienza di questi anni - ha commentato Maroni - ci ha detto che a valle dell'Osservatorio serve un comitato che possa avere tutte le informazioni rilevanti e utili per dare indicazioni al capo della polizia di quali provvedimenti prendere". Ci sarà un rappresentante dell'Aisi, il servizio segreto civile, "per garantire la massima sicurezza dentro gli impianti sportivi e dentro gli stadi". "Anche su questo - ha ammonito Maroni - avremo tolleranza zero per chi va alla partita non per gustarsi l'evento sportivo, ma per altre finalità". "Già le cose sono migliorate moltto dopo l'omicidio del dottor Raciti, ma vogliamo intensificare i controlli e le azioni di dissuasione e repressione per garantire a chi va negli stadi di poterci andare in massima sicurezza".
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Soldati e polizia a presidio della Stazione Centrale di Milano.

Dove andate, bei soldatini?
(Cadavrexquis) Finalmente li ho visti. Ho visto quella che secondo il Caimano sarebbe la soluzione a quello che, sempre secondo lui, sarebbe il problema numero uno in Italia oggi, cioè la sicurezza. Oggi, a Milano, ho visto i soldati per strada, con le loro belle tute mimetiche, gli stivaloni e, insomma, tutto l'ambaradan che contraddistingue il soldato che si rispetti. Ne ho visti un paio, dicevo, davanti al Consolato degli Stati Uniti, in Largo degli Stati Uniti, che sono montati subito su una camionetta militare. Io ho continuato a pedalare verso il centro e quando sono arrivato in fondo a via Manzoni ho visto altri soldati. Ho aguzzato la vista e mi sono accorto che, no, mi stavo sbagliando, perché erano sempre gli stessi di prima, nella stessa camionetta. Chissà dove andavano, chissà dove si sono fermati. E' noto, infatti, che lo spiazzo davanti al Consolato degli Stati Uniti - da sempre iperpresidiato, con un gabbiotto per polizia e carabinieri sempre occupato - è il luogo ideale per commettere scippi e reati di vario genere, di quelli che rendono per l'appunto insicuri i cittadini e li spingono a votare per il Piduista Pelato. Così come lo è piazza del Duomo, che oggi aveva l'aria di essere l'unico luogo frequentato della città, pieno com'era di turisti che, probabilmente, si scippano e rapinano tra di loro. Quel manipolo di soldati mi è sembrato così surreale in un contesto simile da essere, in fin dei conti, rivelatore: dell'assoluta inutilità - perché sono talmente pochi rispetto alla presunta necessità di sicurezza - e della pantomima, con relativo culto delle apparenze, a cui si riduce gran parte dell'azione di questo governo.

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martedì 12 agosto 2008

Argentina: abolite leggi militari che violavano i diritti.

(Rico Guillermo* - Ossevatorio sulla legalità) Importanti progressi sui diritti umani sono stati compiuti in Argentina la scorsa settimana. Il Congresso argentino ha infatti eliminato il codice militare di giustizia, una speciale giurisdizione risalente al 19° secolo che non prevedeva l'avvocato difensore per i militari processati dalle Corti marziali e conteneva l'ultimo residuo della pena di morte ed inoltre ha posto termine alle punizioni per l'omosessualita'.

Il Senato ha votato all'unanimita' la revoca del codice, originariamente approvato nel 1895 e successivamente convertito in legge nel 1951, che di fatto confliggeva con l'attuale Costituzione. I reati militari sono stati introdotti nel codice penale standard, creando una procedura penale militare per i tempi di guerra. In aggiunta, un nuovo codice disciplinare esclude la punizione per l'omosessualita', e anzi prevede sanzioni in caso di discriminazione e molestie sessuali.

Per quanto riguarda la pena di morte, essa non era prevista nella giuridizione civile, ma il codice penale la prevedeva per i crimini piu' gravi - tradimento, spionaggio, ribellione e ammutinamento. Nonostante la severita' del codice, tuttavia, i membri della dittatura della giunta militare condannati da tribunali civili poco tempo dopo sono stati graziati e decine di procedimenti giudiziari sono stati cestinati grazie alle leggi di amnistia approvate a meta' degli anni '80 anche se i militari hanno continuato a rivendicare la competenza di tribunali militari, ma senza successo.

L'abrogazione del codice di giustizia militare e l'estensione dei diritti costituzionali alla sfera militare risponde ad un impegno assunto dal governo argentino con la Commissione interamericana per i diritti umani grazie alla petizione di un avvocato che era stato un militare punito dalla Corte mrziale per aver testimoniato contro ufficiali superiori complici di un omicidio.

All'Autorita' IACHR, parte del sistema di giustizia dell'Organizzazione degli Stati americani, Correa ha sostenuto che la sua sentenza di condanna era stata incostituzionale perche' gli era stato negato un giusto processo. L'Argentina si e' scusata per Correa e ha promesso di riformare il Codice militare di giustizia, come e' appena avvenuto.

La legge approvata mercoledi' scorso prevede che, anche in tempo di guerra, occorre compiere ogni sforzo per utilizzare il sistema di giustizia ordinaria per i casi che coinvolgono personale militare. Se ciò non fosse possibile, i giudici militari nel caso devono rispettare il Codice penale, e il verdetto non sarà considerato come definitivo fino a quando non sara' stato ratificato da un tribunale civile in tempo di pace.

* si ringrazia Claudio Giusti

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lunedì 4 agosto 2008

Tremila soldati hanno iniziato a pattugliare le città.

Militari di pattuglia a Milano

(Panorama) È operativo da oggi, per la durata di sei mesi, il piano per l’impiego dei militari nelle città, a vigilanza di siti fissi e nel pattugliamento (congiunto con le forze di polizia) delle aree più a rischio.
A regime i militari schierati saranno 3 mila: mille per la vigilanza di obiettivi sensibili (che sono 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); mille per il controllo dei Centri per immigrati (a Lampedusa e nelle città o province di Roma, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Siracusa, Torino, Trapani), e mille per le pattuglie miste in nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona).
A Roma, in questa prima fase, sono 400 i soldati impiegati (tra cui 32 donne). Da oggi controlleranno una decina di stazioni della metropolitana, ambasciate e (i parà della Folgore) il centro per immigrati di Ponte Galeria. A Milano, invece, i primi 150 soldati sono destinati ad alcuni obiettivi sensibili (Duomo e consolati) e ai pattugliamenti nelle zone della Stazione Centrale, di via Padova e del quartiere Baggio. A Napoli l’unico obiettivo sorvegliato dai soldati è il consolato americano, mentre i pattugliamenti interessano il centro città e i comuni della cinta urbana.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento, i militari in pattuglia (provenienti da tutte le Forze armate, ma in gran parte dall’Esercito) hanno l’uniforme d’ordinanza estiva, composta da pantaloni e camicia a maniche corte, e sono armati di pistola; quelli a presidio degli obiettivi sensibili e dei centri immigrati, invece, hanno mimetica e fucile.
I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico, avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza.

L’attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2 milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009. Il defender dell’Esercito italiano, alle 7 in punto di questa mattina, ha preso il posto della camionetta dei carabinieri davanti alla sede degli uffici diplomatici arabi di via Nomentana a Roma.
Sono arrivati, oggi, i primi militari che sorveglieranno alcuni punti sensibili di Roma, in alcuni casi affiancati dalle forze dell’ordine. I quattro soldati, in tuta mimetica con basco e anfibi imbracciano il fucile e si muovono avanti e indietro davanti al cancello degli uffici diplomatici. A Milano per questa settimana saranno utilizzati 150 uomini (che saliranno a 424 a regime), per ora tutti del Reggimento di Artiglieria a Cavallo: e puntualmente, anzi in anticipo di un quarto d’ora, alle 6.45 in Piazza Duomo è arrivato un mezzo Defender, in colori mimetici, dell’Esercito. Ne sono scesi 6 militari comandati da un caporalmaggiore capo e tra i quali c’è anche una donna, un caporale: gli artiglieri, armati di pistola e in divisa color Kaki, col basco in testa, si sono accordati con una pattuglia della polizia e una dei carabinieri sulle modalità del servizio. Poco dopo le sette, i primi due militari hanno affiancato un carabiniere e un poliziotto davanti all’ingresso principale della Cattedrale.
Alle 9 analoghi servizi saranno attivati agli ingressi laterali del Duomo.
L’arrivo dei militari ha già suscitato la curiosità dei passanti che sono già alcune decine nonostante l’ora e la giornata di agosto.
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martedì 29 luglio 2008

Iraq, cade il primo soldato gay. È rissa sull’eredità morale.

Muore su una mina a Baghdad. Pentagono e attivisti litigano.
Un soldato gay morto su una mina a Baghdad potrebbe essere il primo militare omosessuale caduto nella guerra irachena.
In ossequio alla politica del “non chiedere non dire” adottata negli anni Novanta dal ministero della Difesa per gli omosessuali in divisa, il maggiore Alan Rogers, saltato in aria su un Humvee in servizio di pattuglia a East Baghdad, non aveva messo in piazza il suo orientamento sessuale. Il suo caso è stato recuperato ieri dai militanti gay che ne hanno fatto il testimonial delle battaglie contro il divieto tuttora in vigore per chi serve in divisa di far sapere al mondo di essere gay. Rogers aveva 40 anni quando è morto lo scorso 27 gennaio e il Pentagono si è accollato il compito di “proteggerne l’eredità morale da chi sta cercando di strumentalizzarla politicamente», scrive il settimanale New Yorker nel numero ieri in edicola. «Non aveva preso nessuna iniziativa per essere ricordato come soldato gay», ha detto il colonnello Mike Hardy, l’ufficiale incaricato di seguire il dossier Rogers dopo la morte. La realtà è assai più complessa. Poco prima di morire il maggiore aveva deciso di lasciare le forze armate per poter vivere da gay alla luce del sole: «Era un omosessuale che aveva sottoscritto in pieno i valori dell’esercito ma che aveva scoperto che alla resa dei conti questi valori non funzionavano per lui come persona», ha dichiarato un amico al settimanale.

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Sicurezza, i militari pattuglieranno le città.

Il centro di Platì, in Calabria
(Panorama) Dal 4 agosto tremila militari presidieranno le città italiane alle prese con i maggiori problemi di sicurezza. L’annuncio è stato dato a Brescia dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il quale ha siglato con il sindaco Adriano Paroli e con il prefetto Francesco Paolo Tronca il Patto sulla Sicurezza. “Domani”, ha annunciato Maroni, che in mattinata a Milano aveva incontrato il capo della Polizia, il questore e il Prefetto proprio per studiare il dislocamento dei militari nel capoluogo lombardo, “riunirò il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, quindi mi incontrerò con il ministro La Russa per firmare il decreto che destina 3 mila militari nelle città”.

I soldati non avranno compiti di polizia giudiziaria ma presidieranno gli obiettivi sensibili e le istituzioni in modo da consentire il recupero di poliziotti e carabinieri da destinare alle pattuglie che operano in strada. I tremila militari avranno compiti di pubblica sicurezza, per cui potranno arrestare solo le persone sorprese in flagranza di reato. Inoltre - secondo ciò che ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - saranno accompagnati nel pattugliamento da poliziotti o da carabinieri. “In questo modo”, ha sottolineato dicendosi soddisfatto per la “sintonia” trovata con Maroni, “ogni problema viene superato”.

Ed è stato lo stesso ministro della Difesa a spiegare come e dove verranno utilizzati i soldati: un terzo sarà impiegato per vigilare gli obiettivi sensibili (ambasciate, consolati e varie istituzioni), un altro terzo per la sorveglianza dei centri di permanenza temporanea e i restanti mille a pattugliare le città. Si parte con Milano, Roma, Napoli, Padova e Verona e successivamente si arriverà a una decina di città. La parte del leone la faranno Milano - “ce ne sarà un numero più alto di quanto preventivato”, ha assicurato il titolare della Difesa, Roma e Napoli: in ciascuna città dovrebbero infatti andare tra i 200 e i 300 militari. Che si muoveranno rigorosamente a piedi.

“C’è nel decreto, lo confermo e lo preciso”, ha detto La Russa. “I militari saranno insieme ai giovani in divisa delle forze dell’ordine e pattuglieranno a piedi. Ho insistito molto su questo, così c’è maggiore visibilità”. Lo stanziamento finanziario per il 2008 è di 31,2 milioni di euro, altrettanto per il 2009. “La firma del decreto è un tassello in più”, ha spiegato Maroni, “per garantire la sicurezza ai cittadini che devono sentirsi padroni a casa propria”. Il ministro ha anche replicato alle accuse mosse dall’opposizione sia per quanto riguarda le impronte digitali prese ai rom, sia per quanto riguarda la dichiarata emergenza immigrazione: “Sono solo polemiche per cercare di ridurre l’efficacia dell’azione del governo. Noi però non ci fermeremo”.

Proprio da Brescia, una delle città italiane con il maggior numero di immigrati (150 mila solo i regolari, 70 mila domande di regolarizzazione presentate per i flussi), Maroni ha anche annunciato che non ci saranno più sanatorie generalizzate. “Non faremo più sanatorie generalizzate”, ha spiegato il ministro. “Condividiamo in pieno la posizione della presidenza francese per il semestre europeo che non prevede più alcuna sanatoria. Semmai siamo disponibili a discutere caso per caso”. Il patto sulla sicurezza per Brescia è stato possibile grazie alla “Carta di Parma” ed è il primo firmato da Maroni da quando è ministro. “È una eredità del precedente governo”, ha spiegato. “Quei patti li abbiamo giudicati positivamente, ma abbiamo fatto alcune modifiche in senso federalista”. ---

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lunedì 14 luglio 2008

Cile, due carabineros gay chiedono il reintegro.

(Queerblog) Se anche i carabineros - gli inquietanti poliziotti in divisa tristemente noti ai tempi del generale Pinochet - aprono le porte ai gay dichiarati, allora davvero il mondo sta cambiando. La storia di due giovani cileni, Víctor Rivas e Armando Salgado, sta facendo il giro del mondo e rischia di trasformare il Cile, modificando le attitudine omofobe di una delle istituzioni custodi del machismo nazionale.

Un anno fa i due, che formano un coppia, sono stati spinti a dare le dimissioni, con la minaccia di rivelare a tutti la loro omosessualità e la loro relazione; era stata la tremenda Dipolcar (l’unità investigativa interna della polizia cilena) a raccogliere informazioni e prove su di loro, dopo la denuncia di un loro collega. Qualche mese dopo l’addio all’uniforme, però, i due si sono ribellati e Victor si è rivolto con una lettera alla Presidente del Cile, Michelle Bachelet, chiedendo giustizia.

Adesso i due, sostenuti dal supporto legale dell’associazione Movilh, hanno chiesto di essere reintegrati e hanno ricevuto l’appoggio ufficiale del governo, attraverso la sottosegretaria ai carabineros, Javiera Blanco. Certo, le loro vite sono state travolte da questa vicenda: mentre la famiglia di Armando alla fine ha accettato e accolto il figlio (compreso il vecchio nonno, carabinero in pensione), quella di Victor ha tagliato i ponti con lui. Ma la loro battaglia per la dignità non si ferma.

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domenica 13 luglio 2008

Iraq: Abusi sessuali su ragazzo 14enne, accuse a soldati britannici.

Nel maggio del 2003 avrebbero costretto un ragazzo di 14 anni a praticare sesso orale a un suo compagno di prigionia. E' la pesante accusa rivolta ad alcuni soldati britannici di stanza presso la base di Camp Breadbasket, a Bassora, in Iraq. Il ministero della Difesa inglese ha confermato di aver avviato un'indagine sulla vicenda. La storia e' stata raccontata proprio dalla vittima, oggi 19enne, al quotidiano 'The Independent'.

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venerdì 11 luglio 2008

A Chiaiano lancio di bombe contro i militari.

(L'Avvenire) Un nuovo lancio di ordigni rudimentali si è registrato questa notte a Chiaiano, a 24 ore di distanza dall'arrivo dell'esercito sul posto per consentire l'avvio dei lavori per l'allestimento di una discarica. Secondo fonti della Questura, almeno tre ordigni rudimentali realizzati con bombolette a gas da campeggio sono stati gettati contro il presidio militare, senza tuttavia causare danni o feriti. I militari sostengono di aver sentito più esplosioni, e stanno controllando i dintorni mentre sono in corso le indagini. La legge in materia di gestione dei rifiuti in Campania, che individua 10 siti dove creare altrettante discariche e li qualifica come aree di interesse strategico nazionale presidiate dall'esercito, è stata approvata in settimana dal Parlamento. La normativa prevede inoltre che chiunque si introduca abusivamente nelle aree destinate ad accogliere le discariche sarà punibile con l'arresto e il carcere fino a un anno, mentre saranno puniti con una pena da uno a cinque anni coloro che si faranno promotori di disordini. Oltre a Chiaiano le discariche saranno realizzate a Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento), Savignano Irpino (Avellino), Macchia Soprana e Valle della Masseria a Serre (Salerno), Ferrandelle a Santa Maria La Fossa (Caserta), Terzigno (in località Pozzelle e Cava Vitiello), Pero Spaccone ad Andretta (Avellino) e Torrione a Caserta. Il progetto esecutivo per la discarica di Chiaiano dovrebbe essere completato entro 20 giorni, mentre i lavori veri e propri dovrebbero durare novanta giorni per accogliere i primi carichi di immondizia l'autunno prossimo.

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mercoledì 9 luglio 2008

Gli ex generali Usa chiedono di abrogare la legge contro i gay nell'esercito.

Dall'adozione della legge nel 1993, 12.000 soldati sono stati allontanati dopo che la loro omosessualità è divenuta pubblica.
(Apcom) "In questo modo, si perdono dei validi elementi e si costringono altri soldati a mentire ai loro pari" ha dichiarato alla France Press Nathaniel Franks, il ricercatore che ha guidato il gruppo di studio.

Dopo aver ascoltato dei militari, lo studio è arrivato alla conclusione che la legge non ha più motivo di esistere perché l'attitudine dei soldati - e non solo - nei confronti dell'omosessualità diffusa in caserma è cambiata, rispetto al 1993. Secondo vari sondaggi, 15 anni fa solo il 40% circa degli americani era favorevole alla presenza di omosessuali nei corpi militari; ora, la percentuale si aggirerebbe tra il 58 e il 79 per cento.

"Abbiamo scoperto - ha aggiunto Franks - che nemmeno i comdandanti sono favorevoli a questa politica, che rende il loro compito più difficile". Chiedendo la cancellazione della legge, i generali propongono l'entrata in vigore di una serie di regole "che definiscano le attività sessuali", senza alcuna "particolare attenzione" per l'orientamento sessuale, "come già succede con successo in Gran Bretagna, Israele e Canada" ha concluso Franks.

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venerdì 4 luglio 2008

Esercito e gay. Grillini a Giovanardi: "Vero dramma nazionale è cultura maschilista". E la Concia fa doppioni.

(Apcom) "Giovanardi mette sullo stesso piano, per quanto riguarda l'esercito italiano, un presunto esibizionismo omosessuale, con l'essere "puttanieri" degli eterosessuali". Lo afferma Franco Grillini della Costituente socialista.
"Francamente i termini non sono questi, perché, se c'è un problema nell'esercito italiano, non è certamente il presunto esibizionismo omosex, che, onestamente, non abbiamo mai visto - continua Grillini -. Il problema dell'esercito è un altro e cioè la permanenza di un fortissimo macismo, e di un altrettanto fortissimo maschilismo, con ciò che ne consegue per una libera convivenza nelle strutture militari di donne e omosessuali". "Sarebbe bene, da parte dello Stato e dei ministri, rendersi conto che molto più della presunta ostentazione gay, il vero dramma nazionale - conclude Grillini - è il permanere di quella cultura del maschilismo che sta alla base delle violenze tanto nell'esercito, quanto in qualunque altro luogo, famiglia compresa".
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Paola Concia (Pd): Bene Giovanardi, politicamente corretto su esercito.
"Ma omosessuali subiscono violenze e vessazioni".

(Apcom) "Apprezzo lo sforzo dell'On. Giovanardi di essere politicamente corretto: questo aiuta a portare il dialogo sul binario del rispetto". Lo afferma Anna Paola Concia, deputata Pd, commentando le considerazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sulla presenza dei gay nelle forze armate.

"Tuttavia, devo ricordare che gli omosessuali, che peraltro sono da sempre nelle forze armate, subiscono nelle caserme - afferma l'esponente democratica - il nonnismo omofobo e continue violenze e vessazioni. Anche a questo proposito - conclude Concia - serve dunque un ulteriore sforzo affinchè si giunga all'accettazione dell'altro e alla integrazione delle diversità".
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Ndr. Ormai questi due corrono a chi arriva primo a far pubblicare il proprio comunicato dalle agenzie.

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Difesa, Giovanardi dice si ai gay nell'esercito ma senza ostentazioni.

Vale lo stesso per un etero: non può fare il puttaniere...
(Apcom) "Oggi un gay può operare nell'esercito, ma con misura. Lo stesso vale per un eterosessuale, non deve comportarsi da puttaniere, per usare un termine brutale". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

"Nell'esercito - ha proseguito - verrebbe richiamato per condotta disdicevole. Non ci deve essere una manifestazione ostentata, vistosa ed invasiva dell'orientamento sessuale tale da turbare l'attività dei militari".

"Un importante Generale fece un'osservazione interessante - ha concluso Giovanardi - prima l'omosessualità nelle caserme era seriamente proibita, oggi è facoltativa, non vorrei che domani diventasse obbligatoria...Credo che tutti possano entrare nell'esercito".

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martedì 24 giugno 2008

Sale a livelli record il numero di lesbiche radiate dalle forze armate Usa.

(Il Messaggero) Lesbiche nel mirino del Pentagono. Nel 2007 le lesbiche in divisa radiate dai vertici militari ha toccato livelli record, sulla base della politica che impedisce ai gay dichiarati di servire nelle forze armate.

In particolare, l'anno scorso nell'esercito quasi la metà dei radiati per motivi sessuali erano donne (il 46 per cento) anche se il sesso femminile rappresenta solo il 14 per cento dei membri dell'Army statunitense. Nell'aviazione invece il 49 per cento delle persone cacciate perché gay erano donne, benché il sesso femminile rappresenti solo un quinto degli avieri.

La politica del Pentagono in materia è regolata dal principio "non chiedere/non dire": finché le preferenze gay dei soldati restano segrete non scatta alcun provvedimento. Questo non spiega però perché a fare le spese di questa politica, esistente da 14 anni, siano state soprattutto le donne. Il nunero complessivo dei radiati per tendenze sessuali gay è stato di 627 l'anno scorso.

L'ex-capo di stato maggiore generale John Shalikashvili ha spezzato di recente una lancia a favore dei gay in divisa ammettendo di avere avuto un ripensamento: «Sono adesso convinto che i gay e le lesbiche che servono senza segreti nelle forze armate Usa non costituiscano alcun danno per il Pentagono», ha scritto in un recente articolo sul New York Times. Il generale ha sottolineato che con le forze militari Usa impegnate in tutto il mondo ai limiti della loro capacità numerica «bisogna dare il benvenuto a qualsiasi americano disposto e in grado di prestare servizio militare».

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lunedì 23 giugno 2008

Brasile: Scarcerato il sergente gay arrestato.

Il sergente Fernando Alcantara Figueiredo, primo militare brasiliano che ha riconosciuto pubblicamente di avere una relazione omosessuale con un commilitone, e' stato liberato ieri sera, dopo otto giorni di arresto in una struttura dell'esercito.

(Ansa) Figueiredo era stato condannato all'arresto, che ha scontato nella caserma del Battaglione della Guardia Presidenziale di Brasilia, per aver viaggiato a San Paolo senza il permesso dei suoi superiori, ha informato il Centro di Comunicazione dell'Esercito.
'Ho sopportato un arresto disciplinariamente molto duro, quando l'unica cosa che ho fatto e' dire che sono gay e che vivo in una situazione coniugale con un compagno d'armi', ha detto il sergente alla stampa dopo la sua liberazione.
Il caso di Alcantara Figueredo ha scatenato l'ira delle organizzazioni di difesa dei diritti degli omosessuali, che hanno organizzato proteste davanti a sedi militari a Rio de Janeiro, accusando l'esercito di essere omofobico.
Il compagno di Alcantara Figueredo, il sergente Marinho de Araujo, e' stato anche lui arrestato ed accusato di diserzione.
Il caso della coppia di sergenti gay e' scoppiato quando i due hanno partecipato a un 'talk show' televisivo condotto dalla modella Luciana Gimenez - nota sopratutto per aver avuto un figlio con Mick Jagger, il cantante dei Rolling Stones - per parlare del loro rapporto.

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giovedì 19 giugno 2008

In Turchia processato cantante trans star del paese. Offese l'esercito.


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'Se avessi avuto un figlio - aveva detto in un programma di intrattenimento a fine febbraio l'artista, nel pieno di un'operazione anti-curdi dell'esercito turco nel nord-Iraq - secondo voi, l'avrei portato alla tomba solo perche' qualcuno seduto a un tavolo ha detto: 'tu devi farlo, lui deve farlo'? Io non sono madre e non lo saro' mai, ma un essere umano si".

(Asca) Ha preso il via a Istanbul il processo contro la cantante transessuale turca Bulent Ersoy, accusata di aver detto in televisione che, se avesse avuto un figlio, non lo avrebbe mai fatto arruolare nell'esercito. Lo ha rivelato all'Afp una fonte vicina al tribunale.

La cantante, 56 anni, vera e propria star nel paese islamico, avrebbe chiesto alla Corte di essere dispensata dalla partecipazione all'udienza perche' impegnata nelle prove di una tappa del suo fortunato tour, a Bodrum. I giudici avrebbero pero' deciso di respingere la richiesta, perche' documentata in maniera insufficiente, e di prelevarla con la forza (inviando la Polizia) per farla partecipare alla prossima udienza, il 24 settembre.

''Se avessi avuto un figlio - aveva detto in un programma di intrattenimento a fine febbraio l'artista, nel pieno di un'operazione anti-curdi dell'esercito turco nel nord-Iraq - secondo voi, l'avrei portato alla tomba solo perche' qualcuno seduto a un tavolo ha detto: 'tu devi farlo, lui deve farlo'? Io non sono madre e non lo saro' mai, ma un essere umano si'.

E mandarli a morire...''.

La transessuale aveva poi definito come ''cliche''' ingannatore lo slogan 'i martiri sono immortali, la patria e' indivisibile', scandito abitualmente ai funerali dei soldati turchi.

La Ersoy rischia cosi' fino a tre anni di prigione.

Secondo l'art. 318 del Codice penale turco infatti, e' da punire chi ''scoraggia i militari a mezzo stampa''.

La legge turca prevede che ogni cittadino, a partire dai 18 anni, deve servire lo Stato arruolandosi per 15 mesi in proporzione al suo livello di studio. La Turchia non riconosce il diritto all'obiezione di coscienza e i refrattari rischiano fino a cinque anni di prigione.

A fine febbraio, l'esercito turco, in un'offensiva contro i ribelli curdi nel nord dell'Iraq, ha ucciso 240 ribelli, perdendo a sua volta 27 soldati. Il conflitto curdo in Turchia ha causato piu' di 37 mila morti dall'inizio dell'inserruzione del Pkk, nel 1984.

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