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martedì 29 luglio 2008

Iraq, cade il primo soldato gay. È rissa sull’eredità morale.

Muore su una mina a Baghdad. Pentagono e attivisti litigano.
Un soldato gay morto su una mina a Baghdad potrebbe essere il primo militare omosessuale caduto nella guerra irachena.
In ossequio alla politica del “non chiedere non dire” adottata negli anni Novanta dal ministero della Difesa per gli omosessuali in divisa, il maggiore Alan Rogers, saltato in aria su un Humvee in servizio di pattuglia a East Baghdad, non aveva messo in piazza il suo orientamento sessuale. Il suo caso è stato recuperato ieri dai militanti gay che ne hanno fatto il testimonial delle battaglie contro il divieto tuttora in vigore per chi serve in divisa di far sapere al mondo di essere gay. Rogers aveva 40 anni quando è morto lo scorso 27 gennaio e il Pentagono si è accollato il compito di “proteggerne l’eredità morale da chi sta cercando di strumentalizzarla politicamente», scrive il settimanale New Yorker nel numero ieri in edicola. «Non aveva preso nessuna iniziativa per essere ricordato come soldato gay», ha detto il colonnello Mike Hardy, l’ufficiale incaricato di seguire il dossier Rogers dopo la morte. La realtà è assai più complessa. Poco prima di morire il maggiore aveva deciso di lasciare le forze armate per poter vivere da gay alla luce del sole: «Era un omosessuale che aveva sottoscritto in pieno i valori dell’esercito ma che aveva scoperto che alla resa dei conti questi valori non funzionavano per lui come persona», ha dichiarato un amico al settimanale.

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